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A N I M E A L L A F I N E S T R A

Poesie

ANIME ALLA FINESTRA

Poesie

Sentiamo il tuo soffio tra le nostre pagine come una tacita benedizione, come primaverile essenza sbocciare ad ogni nostro palpito che a te, Salvatore, offriamo lieti di sapere che tu, anima gradita in cielo, vegli continuamente su di noi.

a Salvatore Papalia il Centro di Promozione Giovanile

PREFAZIONE

In questa piccola raccolta poetica, senza accorgersene, ci si trova immersi a godere di una forza di ispirazione cos intensa da rimanerne estasiati. Una ventata daria fresca queste liriche sottratte al limbo del cassetto; un modesto forziere colmo di perle inestimabili, e ogni perla se ne sta chiusa nella sua conchiglia madreperlacea, in attesa che mani delicate possano schiuderla con il loro tocco garbato e premuroso. Non mia intenzione (n mi sento allaltezza) inquadrare le poesie una per una n per singolo autore; sono da considerare pregevoli in egual misura, poich rappresentano un canto a pi voci che porta alla luce la coscienza profonda delluomo; confessione e vive dei tempi mutevoli, dei ritmi complessi, delle contraddizioni interne ed esterne, di realt e fantasia, di azione e contemplazione. un coro di itinerari diversi mirante a un linguaggio universale comune a tutti gli uomini. In questo atomo stagnante, e direi quasi privo di determinazioni, qual lambiente di Barrafranca, ci troviamo di fronte a idee poetiche che balzano fuori dal clich del quotidiano barrese, del modo di vivere, pensare e comportarsi; dove la vera cultura entra di soppiatto, come una donna che, ritenendosi brutta, si tiene celata a ogni sguardo e non la bellezza sfavillante del sapersi esprimere, confrontarsi e leggere nel silenzio le pi remote vibrazioni dellanimo. Un percorso luminoso il loro, molto vicino alla POESIA, non come termine astratto, ma come operosit, sentimenti, entusiasmi, inquietudini, aneliti, ritorni allinfanzia, espressioni del cuore imprigionato da barriere esistenti ma non invalicabili, pensieri gravi ma non desolati, gioie smorzate
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ma non ancora deluse, solitudini che si avvertono maggiormente in mezzo agli altri e vagheggianti un approdo pi sicuro, come le acque del mare che cullano prima di condurre alla riva. Anime pi o meno giovani, spontanee, fresche, modeste, che non hanno la velleit di dover far parte del mondo dellARTE, inteso come Olimpo dispensatore di Cultura (o pseudo-tale); vi si accostano, invece, in punta di piedi, dimostrando soprattutto una grande verit che le accomuna e le onora: lamore per la Poesia. Ed proprio in nome di questo Amore e per questo Amore che il tempo e la natura si equilibrano con luomo, fanno parte del suo essere e la Musa diviene la compagna palpabile, la belt che non si sovrappone ma trasmette la forza della sua pi intrinseca luce interiore. Dodici sono i poeti presenti in questa breve antologia, dodici microcosmi che irraggiano un alone di energia attiva e fanno bene sperare in un maggiore coinvolgimento, in un pi ampio orizzonte di creativit e di ricerca appassionata. Concludo con le considerazioni che scrisse una volta il poeta Pedro Salinas: Quando una poesia scritta terminata, ma non finisce; comincia, cerca unaltra poesia in s stessa, nellautore, nel lettore, nel silenzio. Quindi nulla pu porre termine a una parola poetica, nemmeno il silenzio, perch essa respira autonomamente, come una stella che vive di luce propria e pu essere ricreata, contemplata, riannodata ad opera del lettore. In questo sta la sua universalit e la sua immortalit. il mio augurio per questi versi che mi hanno veramente incantata.

Jole Virone
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Andr controvento contro luna contro cielo, andr dove ci saranno foglie e petali e onde dincrespate sabbie: nessunaltra strada mia, nessunaltra tormenta In che cosa esistere se non nel divenire, nello svanire dei passi, nelle vestigia del futuro, nel tuo trascorrermi dentro brezza marina controvento.

F I L I P P O S A L V A G G I O

Acqua e fuoco sono la stessa cosa: entrambi purificano. Buio e luce sono la stessa cosa: entrambi accecano. Terra e aria no, non sono la stessa cosa: essi si baciano e si compenetrano come la carne e lo spirito. Lacqua linchiostro della terra, il buio dellaria. Noi due un paesaggio notturno sfuocato da una lucida pioggia.

F I L I P P O S A L V A G G I O

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Qualcosa si porter via i miei fogli ingialliti per il troppo aspettare, avr gli occhi di una notturna danzatrice dalle vesti fruscianti come i pioppi del sentiero. Linesprimibile che solo io conoscevo avr lo stesso sussurro del mistero e torner con la sua nuova diversit. Qualcosa cambier i miei fogli imbrattati di versi da rifare, sar la mia coscienza menzognera con i suoi noviluni dipinti di nero. Quello che non ho scritto, quello che non ho detto, che non ho fatto sar la mia stessa esistenza.

F I L I P P O S A L V A G G I O

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Questa pioggia per me e per quello che sar, perch ogni goccia ha la sua singola storia eterea e terragna, di pianto e benedizione, di gioia e disperazione. Questa pioggia ha il suono dei miei pensieri che sanno farsi mare, fiumi e nevai e poi leggere nuvole a lambire monti e tramonti e di nuovo pioggia e musica finch io, perfuso di liquidi odori, raccoglier la rosa sotto lantro delleco e strapper lultimo giorno dallultima notte. Questa pioggia sar il mio pianto quando sapr che nessuno mi sapr arginare, quando vedr che i porti non sapranno pi aspettare. Questa pioggia per me e per quello che non sar: questa notte ci sar la luna a mietere stelle.
F I L I P P O S A L V A G G I O

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Tra i mandorli e gli ulivi hai sposato le spighe o ambrata ancestralit, ed nata lestate. Con largento del lago hai lambito le fronde o diafana amenit da un re nero rapita. E adesso tinvocano i venti, le messi ammalate, le fronde ingiallite ed i clivi indolenti. E un pianto di rose recise, di tremule stelle sparite di croci piantate sui monti e di lune di nero vestite. Ma verranno i tuoi capelli a danzare come fanno le nuvole sul mare e i tuoi veli saranno rugiada come petali sulla valle assolata. E adesso vieni tra i tigli e i sambuchi nella terra che conosci nei templi a te sacri tu dea profana, tu speranza diana, tu Proserpina-Core degli Erei regina.

F I L I P P O S A L V A G G I O

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Nuda tu vieni dagli aprici porti Venere ardita spogliata dal vento gremita di stelle sul madido crine velata dincenso e dintensa preghiera. Nuda tu vieni a danzare sui tetti graziosa creatura dal volto sublime zingara lieve, celeste trastullo e nobile strale dal tocco glaciale. Nuda tu vieni a fragare destate candore di fianchi e di versi fluenti, stentoreo canto di splendide muse tra mille singulti di tiepide notti che sanno dantiche scapolate tormente.

F I L I P P O S A L V A G G I O

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Sono luomo che a piedi nudi va incontro alla notte luomo dai passi stanchi e dalle braccia rotte. Sono luomo che a capo chino brancola nellinferno luomo senza respiro della fatica scherno. Nudo come nacqui ritorno nel grembo di una madre megera ed ogni sera come non essere mai nati.

F I L I P P O S A L V A G G I O

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LA CANDELA La candela arde pigramente squarciando con dura fatica lopprimente buio di questa stanza orribile. La luce anemica, traballando, proietta immagini deformi sulle pareti screpolate. I miei poveri occhi stanchi, avviliti, osservando, in forzato silenzio, quella muta scena, rievocano dolci, tristi ricordi corrosi dal tempo tiranno. Intanto la candela si consuma inesorabilmente ed io ho paura, tanta paura di rimanere al buio.
G I U S E P P E M A R O T T A

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DURA FATICA Anche di notte il sole picchia sui capi cupi dei contadini tristi. La notte sui letti imbottiti di paglia, corpi deformi si dimenano come canne al vento in cerca di pace agognata da sempre. Quando lalba bussa, con aria tiranna, alle rustiche porte delle case desolate saccende il lume e spegne la speranza duna vita migliore, per dare posto alla dura fatica, vecchia nemica di chi vive arrancando tra impervi sentieri.

G I U S E P P E M A R O T T A

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Scroscia la pioggia intensa e fugace, un profumo di antico sale da laggi, dalle remote vie del cuore che un fiume dargento ricopre dolcemente!

A N G E L O N I C O L O S I

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Ecco un vento bizzarro spazzare i granelli, percuotere questo mare schiumoso, sterminato, che come me, in un moto senza fine, non conosce limiti n confini al suo perenne sentire!

A N G E L O N I C O L O S I

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Sentii un canto (meravigliosa vita) ballai di notte e il giorno mi accec gli occhi. Cantai ancora il mio strumento era il pianto e il suono era il vento. Uscii continuai il mio canto per strada era notte il lamento si ud da lontano un uomo attese i miei passi si sciolse in parole e apri le sue mani margherite mi offr e sorrisi velati. In ginocchio pregai, esaud il mio silenzio e di sera cant con me (meravigliosa vita).

A N T O N I O L A N Z A

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Verr la vita avr occhi dal profumo ignoto - sono io dal profondo mi sussurra. Battono ancora le mie ali in un abbraccio dal sapore sconosciuto, un dolore che palpita il sangue che vibra cantando, (vieni) avr il tuo canto e il tuo dolore. Scorrer dalla tua bocca come sangue invader altri cuori penetrer in essi come un respiro si fonderanno chiamami ancora vita vibra cantando il mio veleno.

A N T O N I O L A N Z A

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Guardano i miei occhi con tristezza i giorni che con amara indifferenza passano Mi vedo spettatrice di me stessa di un triste film muto in bianco e nero In cerca dellamore va il mio cuore Solo cos forse cambier la mia sceneggiatura.

R O S A N N A S T R A Z Z A N T I

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Tristezza pervadi il mio cuore come unombra avanzi dentro la mia anima oscurando le mie timide speranze che come boccioli sotto il freddo e gelido inverno si vedon portar via lultimo caldo raggio di sole.

R O S A N N A S T R A Z Z A N T I

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TORINO Splendide luci ad incantare e fermare il mio sguardo. Immense distese e spazi verdi ove ritrovare i miei pensieri. Corse lunghe e affannate a consumar degli anni che non torneranno pi, mentre, oh cuor mio!! ci stiamo accorgendo che stiamo cambiando e tu Torino a guardare da sempre

S T E L L A L O M O N A C O

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SARO UN UOMO Fino a quando prover emozioni e guardare il cielo mi catturer il cuore. Fino a quando guarder un uomo ed in lui ritrover le mie debolezze. Fino a quando avr voglia di camminare e lottare. Fino ad allora vivere sar VIVERE ed essere UOMO il mio unico mestiere.

S T E L L A L O M O N A C O

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NELLOMBRA Oh notte amica e nemica di sognatori ignoti Lune invisibili, visibili ad occhi spossati dai perpetui tormenti inseguiti da teschi nascosti nellintimo pensiero.

A N E L I A B A L S A M O

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INCONTRO DI DUE BRUCHI Lenti i passi sulle ali del vento avanzano sinuosi fra morbide pietre e i verdi e i neri e i gialli muti parlano dinvani tocchi.

A N E L I A B A L S A M O

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DORMIVEGLIA Spasimi notturni zampillano nella ragnatela dellanima Ai rintocchi del tempo sepolcrale danzano amletiche le sagome solitarie non un sussurro!

A N E L I A B A L S A M O

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INCONSISTENZA Vago immobile nel mio essere minuzioso e delicato come petalo di rosa appassita cellule impazzite liberano mille movimenti mentali: non pi parole non pi gesti solo schizzi nauseabondi irrefrenabili al potere della ragione.

A N E L I A B A L S A M O

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FOGLIA DINVERNO Scende al triste vento la foglia dellalbero e sospirando dice: arrivato linverno.

L U I G I S I C I L I A N O

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OCCHI AZZURRI I tuoi occhi sono azzurri, acqua cristallina. Cielo! Quel cielo in cui lamore non avr fine.

L U I G I S I C I L I A N O

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SCRIVERE Ansia di scrivere perch non passi senza memoria una fuga senza speranza. E limpressione di scrivere il falso un vuoto reticolato di sensi che parlano. E il silenzio e il sonno la pace in cui mavvolgo. E notte.

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NON POTRA Non potrai col tuo volto rimuovere idee e sensi gi colmi dasprezza Non potrai col tuo sguardo spezzare un sorriso che sempre sospetta e non crede non vede Non potr il tuo sorriso tenermi lontano malgrado io strano.

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E ANCORA E ancora giorni sconosciuti a noi che siamo rimasti a custodire della memoria che ci soffoca distanti la smania ormai asciutta dei millumino dimmenso daltri giorni e di altri incontri. Attenti ormai a leccare ferite non pi vissute scivoliamo eterni nella buccia dun istante.

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PAROLE Parole il fuoco che assale di versi le mie disattese Parole i vestiti che imprlano le mie nudit di re, solo parole Arabesco la mia pelle trafitta verso bruciante ogni passo che scandisce in quartine la lirica ardente allanelito daltre di spazi e cieli immensit.

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UNO SQUARCIO DAZZURRO E sciolgono al cielo dautunno che sale gli spalti del cuore e nudo saccora muto e sognante un lento e cadente canto di lode Lontano sussurra uno squarcio dazzurro.

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E DI NUOVO SILENZIO Lasciarsi accadere, cos, inavvertitamente. Muoversi dentro attimi dispersi. Vibrare di luce e di ombre disfatti di vita. Silenzio dentro. Un muto clamore di vita. E di nuovo silenzio.

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DILATARE DI CUORI Ancora eroi di questo momento che ci disfa distanti che ci porta lontano a deriva nel tempo Ancora sempre uguali vecchi e nuovi ma sempre diversi come diverso il dolore a sfidare, stanchi, il domani E questo dilatare di cuori che insieme battono soffrono e muoiono questo mai sazio divenire che taglia che strazia che brucia le brevi speranze e ci disperde lontani in una babele doblio.

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LALBA VERRA Anime alla finestra in fondo a tutto sparse in un pulviscolo di paese ormai perso inutile ombra dei suoi sogni perduti. Languide le sue ciglia sfiorano silenti calde lacrime di noia. Cos vicino e cosi lontano inerte nel mio pigro vagabondare nei meandri nascosti della mia vita. Eterno bambino a fingere eterna innocenza quando tutto gi stato compiuto a lottare e sperare anche senza certezze anche senza obiettivi lottare e sperare comunque. Lalba verr quando verr e ci trover cos nelle nostre placide culle a stillare fiducia e speranza, goccia dopo goccia, e a prenderci cura, con velata incertezza ma con mano sicura, del nostro sperare.

G I N O S T R A Z Z A N T I

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MORMORIO dintorno una luce sappare dignoto fuggevole sguardo damore ferito che guarda e non vede non sente. Dintorno un fuoco si spento carboni che brillano rossi nel buio. Ed sempre pi buio. Lucciono occhi brillanti rugiada nel buio disfatto tenebra sonno. Silenzio un placido mormorio di vita.

G I N O S T R A Z Z A N T I

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ATMOSFERA Lontano da tutto giorni scivolano con crudele naturalezza attenti ansanti uguali. Atmosfera bruma di colore sacco pezza gelo icona cubista del reale schiuma di speranze sperate ancora. Lontano. Nuvole accarezzano leggere i miei capelli. Leggere. I miei capelli melograno maturo scrigno seta. Tardano solitarie lacrime gi viste. Lontano. Solo ormai un punto allorizzonte.

G I N O S T R A Z Z A N T I

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TRAFITTI DI CUORE Lunghe sere a sgranellare sorrisi smarriti nel tempo di un battito dali. Lievi carezze dal sapore di antico un gusto di amaro che sale che sale e poi scende che gocce quel pianto che stringe il mio cuore di uomo. Dintorno una sera a disfarci di vita e mietere sogni di ieri e di sempre trafitti di cuore. Incerto avanzare fra pallide lune a cercare nel buio inciampando che buio una nuvola attenta che mi porti lontano.
G I N O S T R A Z Z A N T I

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COLGO Colgo dalle spalle tue nude il calore che trasuda dai pori bevanda inebriante alle labbra il sapore di te che pudenda trascini le mie mani a scolpire i tuoi fianchi Mentre tu le tue mani rovini sui capelli e le tempie mie accese e gli sguardi che amare damore non fanno damaro e di dolce e di petto profumano il tuo che sarrende ai miei respiri che chiedono di pi Corre cuore senza fiato treno in corsa Coppi in fuga solitario sulla vetta la tua schiena rilievo di colline e poi abbracci riposano lenti tra le ultime carezze
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IL TRENO Sera tramonto di viali cortili scoscese viuzze in penombra di lampade complici antiche di incontri damanti Viandanti camminano passi echeggianti in stanze di attesa stazioni sperdute di paese tra sperdute colline emozioni Una nonna di nero seduta profumo di ricordi biscotti di forno farina che ancora resiste alle mani resiste Il treno risuona il suo arrivo richiama sparsi passeggeri qualcuno in silenzio savvicina nessuno scende io salgo

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La donna rimasta dovera attesa paziente di un che che forse neanche lei si domanda quale ieri si cela e domani Tra i grigi capelli chiss quanti giorni vissuti e comerano belli

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QUEL GIORNO TRA I PRIMI DOTTOBRE Pare lontano quellattimo istante disteso di stanco tramonto scaldato di rosso immerso di tiepido cielo azzurrato poi blu ed infine stellato di quiete Eppure era ieri chiedeva di te la mia sete e ti concedevi abbandono sublime a quel quadro che il giorno dormiente lasciava e la notte rubava impotente al destino lasciandoci ancora pi soli pi amanti Non so se fu il caso o fu il vino o quella geniale follia che riempie di se certi istanti a farmi parlare di te a quella luna che ormai aveva preso la scena Ma so che quel giorno tra i primi di Ottobre ci accese quellattimo istante disteso di intrepidi sguardi scaldati di noi e se pure quel giorno lontano pare ieri ed ancora ci tiene per mano

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CIELO Aperto cielo in aperta campagna azurro appagato appagante colora silenzi in esso sannegano rondini lontane movimenti costanti punti neri che finiscono nel nulla E le nuvole intanto si spostano cattedrali nel cielo pose plastiche impensabili damanti nellalcova dazzurro Sotto il cielo ancora cielo che si scontra coi confini di colline come seni generosi di mamme che allattano casolari abbandonati al tramonto

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LA REPUBBLICA - ATTO SECONDO Venite governanti a governare il mondo dei balocchi pieno di uomini pupazzi burattinai daltri tempi si risvegliano attirati dal profumo di fame Non si aspetta altro che ascoltare padroni vecchi vestiti di nuovo padroni padrini camuffati da sguardi incerati di sorrisi artificiali pronti a promettere libert in cambio della Libert Iene si avventano sul pasto avvoltoi girano attenti aspettando il primo che cada La seconda repubblica seconda soltanto alla prima
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EMOZIONI IN BUFERA Impaziente silenzio che si schiude in ali pesanti e si libra in volo nellaria buio demozioni che nude nuotano naufraghi in mare che il molo Cercano avide ansiose del porto tramonto vinto che dia un po di tregua a lungo atteso cammino sconforto mani rivolte a quel cielo alla stregua Di anime dannate alla ricerca dellultimo vagone per la pace tutti animali insoliti nellarca Di un improbabile No capace a raccogliere dannati alla forca, ma intanto forte il diluvio non tace

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ANDAVO A VEDERE LE RONDINI Andavo a vedere le rondini coi passi affannati della corsa le tempie sudate e il viso rosso calzoncini e il pallone della mia primavera La terrazza unimmensa finestra dalla quale maffacciavo allolimpo delle mie fantasie Andavo a ubriacarmi di sole aspettando venisse la sera a placare i miei sogni Quante sere dazzurri tramonti senza fiato marrossivano in gola nei silenzi del mio stanco e felice fiatare che aspettava il richiamo di madre alla cena
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IL VIALE DEI CIPRESSI Il passo dei giorni non passa pei viali tramonti alberati di miti cipressi in attesa di alcuno che salzi incantato del loro ondeggiare a guardarli, sfiorarne lessenza di quiete Profuma di mare quel vento che sfoglia le foglie da lontano ne porta il sapore fin dove non sbatte sui rami e ricade sul viale e si sperde; come eco di unonda mi bagna ed assente Limbrunire tradisce tra i rami qualche timido raggio di sole che indeciso mi raggiunge e mi trovo solitario viandante dun silenzio che raccoglie il pi autentico pulsare della vita

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ULIVI DI SICILIA Trazzere di campagna percorro in questo incerto meriggio di Sicilia tra i rovi sparsi e le timpe colline di pietra ed argilla sentieri infestati di gramigna Acerba selvaggia terra arsa di sole e profumo di pioggia isola senzacqua tesoro giornalmente rubato bellezza sistematicamente violentata Eppure profumo di mare vergine distesa al tramonto sulla tavola azzurra poi blu poi luna e silenzio di cicale o rade foglie accarezzate dal vento armonia di stelle che ti contemplano Campi di grano si piegano alla notte aspettando il primo fuoco o lultimo sole granaio svuotato tavola imbandita per Romani poi Arabi poi Torinesi Vecchi alberi dulivo continuano a fare olio
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ROSE Rose cercavamo dense di profumi amate e viali di pose damanti passeggiavamo Silenzi ammiccanti di sere armonie con gli occhi accennate nere bianche erano le nostre rose le nostre cercate e attorno i deserti di stanche giornate e amabili ansiose pretese di baci

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APOCRIFO Le nate a vaneggiar menti mortali (*): E ci si incanta a guardare un affresco Con faon de voyer dellanimo/a altrui: Questo oggi siamo. E di fedi inventori Fallaci, strumenti offerti a chi offre scoPerte di eugene e assoluti con cui Verniciare di sorrisi i dolori: Umani si o ci si spaccia per tali.
da: U. Foscolo Allamica risanata

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LAMENTO Questo suolo un alveare Di passanti,/ i pensieri impaccati Da giornate/ spese a figurarsi Telefonate/ da dopocena ai nipoti A supplire/ al caldo di coperte sulle gambe.// Solo le madri hanno ancora, Nei volti,/ le antiche meste Sicilitudini/ di illusioni e carezze Per le figlie,/ proserpine rapite da parvenu/ Visti in tiv poche sere addietro.// questo paese un mondo Che ha smesso/ di dosso i ricordi Di paese del sud,/ e a ridere si accompagna A ragazze/ lunari che hanno tutta la gioia Di/ feste cadute a met settimana,// O a notti fonde a citarsi bravate/ Dadolescenti e macchine appannate./ Qui, Il solo colore che ci d fiato,/ attorno a un venditore di quartiere,/ A cicalare e attendere il Natale.
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NOT(T)E Mi vede la notte Trasmutare ferite In esilio fioco di pace impavido Lillunare ch la dissotterra, Giubilo estremo. Tremo. Cosa mi fa egro pi Dello spasmo Di foggiare sincopate note di blu? Tu.

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BOLERO Affidato, custode Eternale, a chi lo immensa di cuore, Il cielo che avete donato, vati. Quanto, di s, essenziare i giorni vivere? La scena qui ci spetta, Lasslo corale, seppur nolenti, Di questo Bolero in creando, tenere.

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MATTINALE Larco bianco del cielo dispare Risvegliato da rochi presagi E ci trova, daltri lidi, ormeggi Disfusi dallalito delle alture. Ora sinsola letra; gia sbuia Di te, ora, che infiori di mimose Il nonnulla che riempie, di cose Regalate, questa mia mane, gaia Dabbandoni come il primo che demmo Desueto, - lieto agrore di pompelmo. Per sempre correr lattimo che vaLe un tuo sorriso, un ricordo, la neve.

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QUELLE GIORNATE! Quelle giornate sperate delle gite di classe ricordo, e mi savventa stupendo il passato come i nerore che affebbra lestate sulle strade solate di passi cos, che non tange sgranare. Giornate quelle giornate! siccome questa, di vuoti mai resi, scolori ch non sai cosa aspettare come in Quaresima la Pasqua. Giornate, queste giornate, in cui tinventi qualcosa di sacro a venire.

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STUDIO PER UNARIA Incantandoci, versi,/ ci accavalliamo verso/ latitudini pi fonde di noi.// Ci siamo stati e ci cerchiamo ancora/ compagni solitari/ su tutta una terrra a oltranza, sospesi,/ senza mai finirci: io voi, voi me.// Chi di noi; quale verso,/ in quale pazzo Inverno,/ fisser i movimenti/ a questo tempo-spartito a finire?

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FALSETTO E campi e vento legnoso e cemento/racconto, come di sabbia ancestrale/ che srotola dai dorsi in movimento/ di queste ere colline naufragali// nelle nottit di un mare: salmastre/ brume come dun gennaio lontano,/ troppo lontane per essere nostre./ Qui ogni istante smuore del baccano// dellafa che porta il tempo con s;/ qui ogni pietra cilicio daddosso/ a soppesare lindole di un verso// snaturato per troppa attesa, sperso/ o mai cercato? nelle rochit asso/late di unocchiata data in falsetto.

A N G E L O B A I U N C O

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DI ANIMA E DI MANI E viaggiando ci meta il rimanerci Noi, insonni, in sogni Dada dincontri Di macchine da cucire e dombrelli. Di rimando: viaggiarci, Rimando ci che dimpesante siamo In questo traslocare Di anima, di mani Siano pure i versi Autunnati di acuti o cavatine, Ma tutto quanto abbiamo Darguto da inventare Per arginare vortici E ortiche dai giorni, fatui di s Come nelle vetrine.

A N G E L O B A I U N C O

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AMAI Amai i ricordi come sperato Riverbero di un incanto qualsiasi; Amai i passi che furono fiato E colore alla mia anima in pausa: adesso questo canto, macerato Assolo di quieti per sempre mie: quando me ne sto solo, riamato Da un intimo firmamento di addii.

A N G E L O B A I U N C O

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NIHIL Un volto non ha, questo movimento Tacito, inconsistente, Che vanisce sepolto Nel ricordo noiescente di me. E letra muove in un limbo di nulla; E dintorno il non-pi che, non colto, Arremba, ritorna opera dombra, Liturgia della parola brulla. Cos che svlle le trame dei giorni; Fa di un aprile barbarica landa; O che ingravida lanima Dafa, fino a grondarne?

A N G E L O B A I U N C O

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LA MUSA TACITURNA Donne, scendono a imbastire di quiete Gli autunni, le sere. Sere sorelle Di attempate mete avute, sfumate Nellacre noma di essere ai giorni. E non sappiamo se daltri ricordi, O alba sporcata da mani di mare Questazzurrit che slabbra lincanto Dei davanzali impazziti di neve. E come sentir le vanit tristi Dei rivoli alla foce questeterno Inseguirsi nei meandri del dire Ah di s ipotiposi vana cosa! Pudca mercenaria dei poeti Ricorda, quando annotta la speranza, Ai tanti sitibondi di parole Dun anima a cui remo fu vita.
A N G E L O B A I U N C O

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NOSTOS Il tuo corpo una nostalgia della mente il suo pensarti gi parlare, scrivere toccarti come se avessi mani nelle mie parole, poterti toccare il tacere queste mie parole che ti pensano e nel silenzio di ci che scrivo l'armonia di un gesto che ci tiene se potessimo tenerci Vivi come il fantasma di altri suoni pi densi e pi neri di questi che traccio nella speranza di vederti svanire come un'isola nell'ampiezza del suo mare dentro il naufragio d'ogni mio desiderio Ma nell'amara risacca delle mie parole sento le tue acque attendermi stanco Ulisse di nessuna Itaca che tu inviti all'estremo ritorno, al porto inviolato del tuo ventre dove una verit non detta si apre come un molo per l'anima.
S A L V A T O R E B O N I N C O N T R O

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METRICA E' nel tuo volto tutta la bellezza ermetica d'un verso che per non canto per non sciuparti nella metrica del cuore cos sillabica e volgare

S A L V A T O R E B O N I N C O N T R O

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ODE PROFANA Per la tua perfezione femminile con la quale si comp l'imperfetta creazione e fu cos compiuto l'uomo io non ho la voce e il verso argentino del cieco Omero di Buenos Aires che vide pi di me la bellezza che ora in te ammiro e che cant anche me chino su questi versi gi tentati nella mente di uno scriba d'Alessandria che ti chiuse in ermetico amore per farti prigioniera della vertigine di quella sola moltitudine in cui gi vissi con un altro accento nel cuore di Lisbona nascosto a te e all'Universo. Per te creatura carnale venuta dalla carne e dal sonno della mia prima stanchezza vorrei il pulpito alto di una poesia per un canto spirituale come l'ebbe l'Orfeo che in Arno visse il suo inferno e tocc il paradiso nella carne per quello sguardo che gli hai dato ove anch'io vagherei smarrito perch con esso hai dato l'oro purissimo del sogno a ci che era solo un po di fango souffl

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In te che ora dormi al mio fianco cos fraterna e carnale, cos indubitabilmente reale perch cos immemore di tutto, in te e nella tua notte riversa e smisurata dimora la meraviglia insonne d'un poeta che fu gi tutti i poeti della sola donna che sempre sei stata e che sillude di cantarti nella mistica d'un verso forbito ma non pi colto del verso che ulula la bestia nell'inquietudine atterrita di sentirsi una solitudine infinita.
S A L V A T O R E B O N I N C O N T R O

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OCCIDENTE Occidente inesplorato di un'illusione, obliqua e protesa come un'agave fiorita sul distico inatteso che ha unito la mia strada e il greto asciutto delle tue ciglia, questo tuo labbro che sa di terra verso cui mi conduce il tramonto umido d'un bacio nel sogno che in lui si compia il solitario periplo d'ogni mio bisogno.

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MOMENTO Sei carezza che galleggia nel mio sguardo come nell'acqua una luna che s'allunga a cercarsi un volto che non ha in quella franta solitudine che scintilla Nei miei occhi immoti le tue dita s'intrecciano alle mie, umide e imperfette che disegnano nell'aria un fatuo origami d'amore Resta cos ancora sospesa e riflessa prima che un mio desiderio rinato narciso anneghi il momento in cui per magia sei l'eco e sei l'acqua

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INCIPIT AMORIS Tra gli astri dAgosto ristette uninterminata notte di luna esterrefatta e in quellampio pallore dellaria noi muti ci aprimmo ad un nudo domani di cose uguali e distanti Come lenti rivi damore le mie mani ti vollero mare e foce le mie lente parole In quellora pura ci unimmo nellonda sfinita e salsa del piacere di una riva calma per i corpi che ancora stanno in questa pace come bianchi rigurgiti di luce

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Ho visto le nuvole di tutto il giorno trascorrere senza mai abitare se non il luogo breve del mio guardare Entrambi ugualmente esiliati Dalla terra e da ogni cielo

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INDICE DEGLI AUTORI

- Filippo Selvaggio - Giuseppe Marotta - Angelo Nicolosi - Antonio Lanza - Rosanna Strazzanti - Stella Lo Monaco - Anelia Balsamo - Luigi Siciliano - Gino Strazzanti - Marcello Di Dio - Angelo Baiunco - Salvatore Bonincontro

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