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Giuliano Campioni Cronologia di F.

Nietzsche 1844 Il 5 ottobre Friedrich Nietzsche Wilhelm Nietzsche nasce a Rcken presso Ltzen nella Sassonia prussiana. Suo padre Karl Ludwig (1813-1849), pastore protestante di quel piccolo villaggio, aveva sposato Franziska Oehler (1826-1897) nel 1843. 1846 Nel luglio nasce la sorella Elisabeth. 1848 Nascita di un fratello: Joseph. 1849 Morte del padre. 1850 Morte del piccolo Joseph. Franziska Nietzsche si trasferisce a Naumburg coi figli. 1858 Nietzsche ammesso alla scuola di Pforta. 1860 Coi suoi amici di Naumburg, Gustav Krug e Wilhelm Pinder, fonda l'associazione musicale e letteraria Germania. 1864 Con Paul Deussen, suo amico di Pforta a Bonn per frequentare l'universit. 1865 Prima lettura di Schopenhauer. Nietzsche ha lasciato l'Universit di Bonn ed in ottobre a Lipsia: seguir le lezioni di Friedrich Ritschl anche lui trasferito. 1867 Amicizia con Erwin Rohde. Dal 9 ottobre servizio militare a Naumburg, interrotto nel marzo dell'anno seguente per una caduta da cavallo. Sul Rheinisches Museum appare il suo primo lavoro filologico su Teognide. 1868 Il suo lavoro sulle fonti di Diogene Laerzio premiato all'Universit di Lipsia. In novembre conosce personalmente Richard Wagner. 1869 Il 13 febbraio chiamato alla cattedra di filologia classica dell'Universit di Basilea. Il 19 aprile giunge a Basilea. Il 17 maggio prima visita a Richard Wagner e Cosima von Blow a Tribschen presso Lucerna. Il 28 maggio tiene all'universit la sua prolusione su Omero e la filologia classica. 1870 18 gennaio conferenza all'Universit sul Dramma musicale greco; il primo febbraio su Socrate e la tragedia. In agosto partecipa come infermiere alla guerra franco-prussiana. Il 7 settembre si ammala di dissenteria e difterite, ricoverato a Erlangen. Alla fine di ottobre torna a Basilea. Segue le lezioni di Burckhardt sullo studio della storia (poi note sotto il titolo di Meditazioni sulla storia universale); rapporti personali con Burckhardt. Amicizia con Franz Overbeck, col quale abiter per cinque anni. 1872 Esce la Nascita della tragedia dallo spirito della musica. In maggio, attacco di Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff. Wagner e Rohde replicano a Wilamowitz. Conferenze di Nietzsche Sull'avvenire delle nostre scuole alla Societ accademica (gennaio-marzo). Dal 25 al 27 aprile a Tribschen: Richard e Cosima Wagner lasciano la Svizzera. Il 22 maggio posa della prima pietra del teatro wagneriano a Bayreuth, dove Nietzsche fa la conoscenza di Malwida von Meysenbug. Per Natale dedica a Cosima il manoscritto Cinque prefazioni per cinque libri non scritti. 1873 Pubblica la prima Considerazione inattuale: David Strauss l'uomo di fede e lo scrittore. Nell'autunno a Bayreuth, un suo Appello ai Tedeschi per la causa wagneriana non viene approvato dai delegati delle associazioni wagneriane. Conoscenza con Paul Re. Karl Hillebrand (1829-1884) recensisce, lodandola, la prima Inattuale. 1874 Pubblica altre due Inattuali: Sull'utilit e lo svantaggio della storia per la vita e Schopenhauer come educatore. Amicizia con Marie Baumgartner e suo figlio Adolf. Seconda edizione della Nascita della tragedia. 1875 Appunti per la Inattuale Noi filologi (non pubblicata). Lettura di Dhring, programmi di studi scientifici. Alla fine dell'anno grave peggioramento della salute. Legge con grande interesse le Osservazioni psicologiche di Pau Re.

1876 In occasione del festival bayreuthiano esce la quarta Inattuale, Richard Wagner a Bayreuth. Prima collaborazione di Heinrich Kselitz (da Nietzsche chiamano in seguito Peter Gast). In agosto a Bayreuth per assistere alla prima esecuzione dell'Anello del Nibelungo. Primi appunti del libro per spiriti liberi. Dalla met di ottobre congedo dall'universit per ragioni di salute. Dal 24 ottobre a Sorrento con Paul Re e il suo scolaro Albert Brenner presso Malwida von Meysenbug. Ultimo incontro con Cosima e Richard Wagner. 1877 Ai primi di maggio lascia Sorrento per la Svizzera. Soggiorno a Ragaz e Rosenlauibad fino al settembre, poi di nuovo a Basilea dove riprende le lezioni all'universit. Preparazione del manoscritto definitivo della sua nuova opera con la collaborazione di Peter Gast. 1878 Wagner gli invia il testo del Parsifal in gennaio. Maggio: Umano, troppo umano. Un libro per spiriti liberi. Rottura con Wagner. 1879 Pubblica come appendice a Umano, troppo umano: Opinioni e sentenze diverse. In primavera, grave peggioramento delle condizioni di salute. Dimissioni dall'universit. Durante l'estate, a St. Moritz. In autunno, a Naumburg. 1880 Ai primi dell'anno esce Il viandante e la sua ombra, come seconda e ultima appendice di Umano, troppo umano. In gennaio vista di Paul Re a Naumburg. Dal 12 marzo alla fine di giugno a Venezia con Peter Gast. In estate a Marienbad. In settembre di nuovo a Naumburg, poi passando da Francoforte a Basilea (visita agli Overbeck) a Stresa dall'8 ottobre. In novembre a Genova. 1881 Pubblica Aurora. pensieri sui pregiudizi morali. In primavera a Recoaro con Gast per la correzione delle bozze. Dal 4 luglio al primo ottobre, primo soggiorno a Sils-Maria. Quindi di nuovo a Genova. 1882 In febbraio visita di paul Re a Genova. Il 13 marzo, a Roma, Re conosce Lou von Salom presso Malwida von Meysenbug. Lettere di Malwida a Re a Nietzsche sulla giovane russa. Nietzsche a Messina dai primi di aprile. Il 20 aprile a Roma. Conoscenza con Lou. Piani di studio in comune (Lou, Re, Nietzsche). Prima domanda di matrimonio a Lou respinta. Con la madre di Lou e con Re a Orta, in viaggio verso la Svizzera. Dal 13 al 16 maggio con Re e Lou a Lucerna, nuova domanda di matrimonio respinta. Dal 23 maggio al 24 giugno a Naumburg, poi a Tautenburg fino al 27 agosto. Dai primi di agosto anche Lou a Tautenburg, accompagnata dalla sorella di Nietzsche. Rottura con la madre e la sorella a causa di Lou. In ottobre a Lipsia ultimo incontro con Lou a Re: i piani di studio comune vengono formalmente mantenuti. Intanto Nietzsche ha pubblicato La gaia scienza e, sulla rivista del suo editore Schmeitzner, gli Idilli di Messina. Il 15 novembre, Nietzsche a Basilea dagli Overbeck. Dal 23 novembre a Rapallo. 1883 Raffreddamento e rottura con Re e Lou. Grave depressione di Nietzsche, idee di suicidio, abuso di sonniferi. Il 13 febbraio a Venezia muore R. Wagner. Dal 23 febbraio al 3 maggio, a Genova. A Roma, conciliazione con la sorella. Esce la prima parte di Cos parl Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno. A partire da quest'anno Nietzsche soggiorner d'estate a Sils-Maria e d'autunno-inverno a Nizza, fino alla primavera del 1888. (Tra i soggiorni a Sils e a Nizza viaggi vari). Nuova crisi con la sorella, che si fidanza con Bernhard Frster, noto agitatore antisemita e wagneriano. Esce la seconda parte di Cos parl Zarathustra. 1884 Terza parte di Cos parl Zarathustra. 26-28 agosto: visita di Heinrich von Stein a SilsMaria. 1885 Quarta e ultima parte di Cos parl Zarathustra. Matrimonio della sorella, il 22 maggio, con Bernhard Frster. 1886 Al di l del bene e del male. Preludio di una filosofia dell'avvenire. Nietzsche pubblica anche le prefazioni per La nascita della tragedia (Ovvero: grecit e pessimismo. Nuova edizione con un tentativo di autocritica). La sorella di Nietzsche in Paraguay col marito. Carteggio con Hippolyte Taine. 1887 Prefazioni per Aurora e Gaia Scienza. Nell'estate: Per la genealogia della morale. Uno scritto polemico. Il 26 novembre prima lettera di Georg Brandes. Rottura dell'amicizia con Erwin Rohde. 2

1888 Georg Brandes tiene all'universit di Copenaghen lezioni su Nietzsche. Dal 5 aprile al 5 giugno a Torino. Poi di nuovo a Sils-Maria. Pubblicazione di Il caso Wagner. Il problema di un musicante. Scrive e fa stampare il Crepuscolo degli idoli (di cui vuol riservare l'uscita per il 1889). Anche l'Anticristo pronto per la stampa. Dal 21 settembre di nuovo a Torino. Scrive Ecce homo e Nietzsche contra Wagner. 1889 Nei primi giorni di gennaio termina i Ditirambi di Dioniso. Tra il 3 gennaio, giorno probabile del crollo psichico, e il 7 gennaio: biglietti della pazzia, ad amici, case regnanti, a Cosima, a uomini di Stato, ai Polacchi, a Umberto I. Una lettera del 6 gennaio a Burckhardt induce quest'ultimo ad avvisare Overbeck. Overbeck a Torino, l8 gennaio. Il 9, a Basilea con Nietzsche, che viene ricoverato nella clinica per malati mentali. Il 13 gennaio la madre di Nietzsche a Basilea. Il 18 gennaio, Nietzsche ricoverato a Jena nella clinica universitaria di Otto Binswanger. Suicidio di Bernhard Forster per il fallimento della sua impresa coloniale nel Paraguay. 1890 A partire dal 13 maggio Nietzsche a Naumburg con la madre. 1897 20 aprile, morte della madre di Nietzsche. La sorella si assume la cura di Nietzsche e lo porta a Weimar, dove dal 1896 si era trasferita con l'archivio Nietzsche (da lei gi fondato nel 1894 a Naumburg, dopo il ritorno definitivo dal Paraguay). 1900 25 agosto: morte di Friedrich Nietzsche.

1. Gottfried Benn Torino Cammino con le scarpe rotte, scrisse questo genio universale nella sua ultima lettera - poi lo portano a Jena - psichiatria. Non posso comprarmi i libri, li leggo nelle librerie: appunti - poi a prender l'affettato: questi sono i giorni di Torino. Mentre la nobile muffa d'Europa di Pau, Bayreuth ed Epsom si nutriva, lui abbracciava due ronzini, finch il padrone non lo trasse a casa. da Epistolario vol. V [Adelphi 2011] 1256. A Jakob Burckhardt <Torino,> 6 gennaio 1889 Caro signor professore, in fin dei conti sarei stato molto pi volentieri professore a Basilea piuttosto che Dio; ma non ho osato spingere il mio egoismo privato al punto di tralasciare per colpa sua la creazione del mondo. Vede, comunque e dovunque si viva, necessario fare dei sacrifici. E tuttavia mi sono riservato una stanzetta da studente situata di fronte al Palazzo Carignano ( nel quale sono nato come Vittorio Emanuele), che inoltre mi consente di udire dal tavolo di lavoro la splendida musica della Galleria Subalpina, sotto di me. Pago 25 fr. servizio compreso, mi procuro il mio t e faccio tutte le spese da solo, soffro per gli stivali rotti e ringrazio il cielo ad ogni istante per il vecchio mondo, per il quale gli uomini non sono stati abbastanza semplici e silenziosi. Poich sono condannato a intrattenere la prossima eternit con cattive spiritosaggini, qui mi dedico a un lavoro di scrittura che davvero non lascia nulla da desiderare, molto piacevole e nientaffatto faticoso. Lufficio postale a 5 passi da qui, imbuco io stesso le lettere per comunicare con i grandi elzeviristi del grande monde. Naturalmente sono in stretti rapporti col Figaro, e per farLe avere unidea di quanto io possa essere innocuo, ascolti le mie prime due cattive spiritosaggini: Non prenda troppo sul serio il caso Prado.* Io sono Prado, sono anche il padre di Prado, oserei dire che sono anche Lesseps...* Vorrei offrire ai miei parigini, che amo, una nuova nozione quella di un criminale per bene. Io sono anche Chambige* pure lui un criminale per bene. Seconda spiritosaggine. Saluto gli immortali Monsieur Daudet* uno dei quarante Astu.* Quello che spiacevole e che mette a prova la mia modestia che in fondo io sono tutti i nomi della storia; cos anche per i figli che ho messo al mondo, per cui mi sto chiedendo con una certa diffidenza se tutti quelli che vengono nel regno di Dio non provengano anche da Dio. Questautunno sono stato presente due volte al mio funerale, vestito il meno possibile, prima come conte Robilant* ( no, mio figlio, in quanto io sono Carlo Alberto,* la mia natura sotto) ma 4

Antonelli* ero proprio io. Caro signor professore, dovrebbe vedere questo edificio; dato che sono del tutto inesperto riguardo alle cose che creo, a Lei che spetta ogni critica, io Le sar grato, senza poterLe promettere per di trarne profitto. Noi artisti siamo incorreggibili. Oggi mi sono visto la mia operetta* genialmente moresca , e in questa occasione ho anche constatato con piacere che attualmente tanto Mosca quanto Roma sono qualcosa di grandioso. Vede, neppure riguardo al paesaggio mi si contesta il mio talento. Ci rifletta, facciamo una bella bella chiacchierata, Torino non lontana, non abbiamo pressanti impegni professionali, bisognerebbe procurarsi un bicchiere di Veltliner.* di rigore un nglig. Con affetto cordiale il Suo Nietzsche Domani arriva mio figlio Umberto con la graziosa Margherita,* ma anche qui li ricever solo in maniche di camicia. Il resto per la signora Cosima... Arianna... Di tanto in tanto si fanno degli incantesimi... Vado ovunque col mio vestito da studente, ogni tanto do una pacca sulla spalla a qualcuno e dico: siamo contenti? son dio, ho fatto questa caricatura*... Ho fatto mettere Caifa* in catene; e lanno scorso sono stato crocefisso a lungo dai medici tedeschi. Wilhelm Bismarck e tutti gli antisemiti eliminati. Di questa lettera potr farne qualsiasi uso, purch non mi screditi nella considerazione dei basileesi. NOTE: 1256. Indirizzata a Basilea. Vittorio Emanuele] Vittorio Emanuele II di Savoia (1820-1878). il caso Prado] si veda nota alla lettera 1176. Lesseps] il famoso costruttore del Canale di Suez, implicato in uno scandalo, era oggetto di grande attenzione da parte della stampa. In particolare il caso era seguito dal Journal des Dbats (cfr. ad esempio M. de Lesseps et le Panama, 17 dicembre). Nietzsche doveva rimanere attratto da Lesseps per la descrizione che se ne faceva, quale espressione di ferma volont tutta concentrata su uno scopo (esprit de la mme famille que Christophe Colombe: cfr. Paul Desjardin, Notes contemporaines, in Journal des Dbats, 18 agosto 1888). Chambige] studente parigino di diritto con forti interessi filosofici, conosciuto personalmente da Paul Bourget, aveva ucciso a Costantine lamante e cercato di suicidarsi. Fu arrestato in Algeria. Cfr. P. Bourget, Introduzione a A. Bataille, Causes criminelles et mondaines de 1888, cit., p. 22. Sul caso Chambige scrivono anche Anatole France (Un affaire littraire e Le meurtrier analyste, in Temps, 11 e 12 novembre 1888) e Maurice Barrs (La sensibilit dHenri Chambige, in Le Figaro, 11 novembre 1888). Allinterno del resoconto a puntate Le drame de Sidi-Mabrouk, il Journal des Dbats pubblica parte del Mmoire autobiografico di Chambige, in cui si legge tra laltro, alla data del 7 novembre 1888: Plus jai pens, plus je me suis dsquilibr. Je maffermis peu peu dans lternel provisoire. Le scepticisme fut loutil de dmolition qui frappa sans relche la maison de mon me, jusquau jour o je fus devenu, comme Montaigne, Sainte-Beuve et Renan, un homme absolument impartial, ce que le public appelle, avec une antipathie parque, un homme sans conviction. Si veda anche Le Figaro del 2-4 novembre 1888). Monsieur Daudet] Alphonse Daudet aveva pubblicato, nel 1888, LImmortel, moeurs parisiennes, una satira verso lAcadmie Franaise e i suoi membri (i quaranta). Meta von Salis ricorda: LImmortel di Daudet ha da un lato deliziato Nietzsche, dallaltro lha disgustato. Deliziato, nella misura in cui le ruote motrici della venerabile accademia francese sono state messe in luce senza piet e tuttavia Daudet non riesce a nascondere del tutto lacceso desiderio per una delle 40 poltrone; disgustato per la fredda, ingrata parodia della Corsica e dei Corsi. Egli lesse con soddisfazione la risposta fornita dagli isolani, scherniti per il loro amore della povert, alluomo che aveva goduto della loro calorosa ospitalit e mangiato le loro disprezzate castagne. Povero quale sinonimo di disprezzabile: questa valutazione era estranea a Nietzsche e degna della ricca plebe. (Philosoph und Edelmensch, cit., p. 54).. Johann Drumbl ha notato che il nome del protagonista Aster-Rehu il cui anagramma pu essere Astu Astu] per questa enigmatica firma non si data finora una spiegazione soddisfacente. Si veda, per alcune interpretazioni: P. D. Volz, Nietzsche im 5

Labyrinth seiner Krankheit, cit., pp. 266-67 conte Robilant] si veda nota alla lettera 1143. Carlo Alberto] Carlo Alberto Amedeo di Savoia (1798-1849). Antonelli] si veda nota alla lettera 1227. Caro signor professore questo edificio] Nietzsche si riferisce alla Mole Antonelliana e chiama in causa Burckhardt in qualit di esperto di pittura e architettura italiana. operetta] probabilmente si riferisce a La gran via: si veda nota alla lettera 1192. Veltliner] vino bianco secco della Valle Isarco. la graziosa Margherita] Margherita Maria Teresa Giovanna di Savoia (1851-1926), consorte del secondo sovrano del Regno d'Italia, Umberto, fu regina dal 1878 al 1900. son dio, ho fatto questa caricatura] tutto in italiano nel testo. Caifa] soprannome di Giuseppe, sommo sacerdote ebreo dal 18 al 36 d.C. LETTERE contro lantisemitismo: 819. A Theodor Fritsch Nizza, 23 marzo 1887 Stimatissimo Signore, Con la lettera che mi appena arrivata* Lei mi rende un tale onore che non posso fare a meno di rivelarLe un altro passo tratto dalla mia opera che si occupa di ebrei: sia pure soltanto per darLe doppiamente il diritto di parlare dei miei giudizi distorti. Legga, La prego, Aurora a p. 194.* Oggettivamente parlando, gli ebrei sono per me pi interessanti dei tedeschi: la loro storia presenta problemi ben pi sostanziali. Non sono avvezzo a mettere in campo la simpatia o lantipatia in questioni cos serie: come si conviene alla disciplina e alla moralit dello spirito scientifico e in fin dei conti anche al suo gusto. Devo inoltre ammettere che mi sento troppo estraneo allattuale spirito tedesco di adesso per poter guardare alle sue particolari idiosincrasie senza perdere la pazienza. Tra queste annovero in particolare lantisemitismo. Ai testi classici di questo movimento, che vengono decantati a p. 6 del suo pregevole giornale,* devo persino qualche sollazzo: oh se Lei sapesse quanto ho riso, la primavera scorsa, per i libri di quella testa balzana, tanto boriosa quanto sentimentale, che ha nome Paul de Lagarde!* Evidentemente mi manca quellaltissima prospettiva etica di cui si parla in quella pagina. Mi resta solo da ringraziarLa per il benevolo presupposto che non sono state considerazioni di carattere sociale a fuorviarmi e a spingermi a giudizi distorti; e forse pu servire a tranquillizzarLa se aggiungo, da ultimo, che non ho nessun ebreo tra i miei amici. Ad ogni modo anche nessun antisemita. Potrebbe intravedersi nella mia vita una qualche probabilit che mi vengano tarpate le ali per mano di chicchessia? Con questo interrogativo mi raccomando a una Sua futura benevolenza e riflessione... Suo devotissimo Professor Dr. F. Nietzsche 6

Poscritto: Un desiderio: pubblichi una lista di eruditi, artisti, poeti, scrittori, attori e virtuosi tedeschi, ebrei per nascita o di origini ebraiche! (Sarebbe un prezioso contributo alla storia della cultura tedesca (e anche alla sua CRITICA!). note 819. Risponde a una lettera non conservata di Theodor Fritsch. Il giornalista e scrittore Theodor Fritsch (Fritsche), 1852-1933, sostenitore della causa antisemita, godeva in Germania di grande popolarit. Nel 1885 aveva creato la Antisemitischen Correspondenz quale organo di propaganda antigiudaica. Del 1893 il suo scritto pi famoso, Antisemiten-Katechismus. Si vedano i frammenti 5[45] e 7[67] estate 1886-autunno 1887: Frattanto mi ha scritto lettere da Lipsia un signore assai singolare di nome Theodor Fritsch: non potei fare a meno, poich era insistente, di affibbiargli un paio di amichevoli calci. Questi Tedeschi attuali mi disgustano sempre di pi (Opere, VIII/1, 189). Recentemente mi ha scritto un certo signor Theodor Fritsch di Lipsia. in Germania non c nessuna banda di persone pi impudenti e stupide di questi antisemiti. Per ringraziamento gli ho inviato per lettera un bel calcio. E questa canaglia osa pronunciare il nome di Zarathustra! Schifo, schifo, schifo! (Opere, VIII/1, 305). Si veda anche la lettera 823. Aurora a p. 194] aforisma 205 (Opere V/1, 150). Ai testi classici pregevole giornale] nel suo lungo articolo Unsere Arbeit, unsere Ziele! [Nostro lavoro, nostri fini!] apparso sullAntisemitischen Correspondenz del gennaio 1887, n. 9, pp. 5-7 (riprodotto in KGB III/7,3,2, 888-92), Bernard Frster citava Richard Wagner, Paul de Lagarde, Eugen Dring e Adolf Wahrmund quali tedeschi che hanno trattato la questione dal pi alto punto di vista etico. Si vedano anche note alla lettera 823. Paul de Lagarde] di Paul Anton de Lagarde (1827-1891), teologo, filosofo, linguista e orientalista, acceso antisemita, nella biblioteca di Nietzsche si conserva Juden und Indogermanen. Eine Studie nach dem Leben. Aus dem zweiten Bande der Mittheilungen besonders abgedruckt Gttingen 1887. Registrato dal catalogo di Rudolph Steiner (1896) viene poi espunto con un frego a penna, in quanto appartenente a Frster, come si evince dalla firma e dalla dedica dellautore sul frontespizio. Nietzsche possiede invece, fin dal 1876, Ueber die gegenwrtige lage des deutschen reichs, Gttingen 1876 (si vedano i frammenti 23[13] del 1876 e 26[4] del 1884).

823. A Theodor Fritsch Nizza, 29 marzo 1887 (prima della partenza) Egregio Signore, Con la presente Le restituisco i tre numeri della sua Corrispondenza, ringraziandoLa per la fiducia che mi ha accordato permettendomi di gettare uno sguardo nel guazzabuglio di princpi che sta alla base di questo bizzarro movimento. Per La prego, per il futuro, di non prendermi pi in considerazione per questa spedizione; temo di finire col perdere la pazienza. Mi creda: questa smania disgustosa di noiosi dilettanti di voler dire la loro sul valore di uomini e razze, questa sottomissione nei confronti di autorit che qualsiasi spirito pi avveduto non pu non respingere con freddo disprezzo (ad es. E. Dhring, R. 7

Wagner, Ebrard,* Wahrmund,* P. de Lagarde chi di loro il meno autorizzato, il pi ingiusto nelle questioni della morale e della storia?), queste continue e assurde falsificazioni e manipolazioni di concetti vaghi come germanico, semitico, ariano, cristiano, tedesco tutto questo potrebbe alla fine farmi arrabbiare sul serio, facendomi perdere quellironica benevolenza con la quale ho assistito finora alle virtuose velleit e ai fariseismi dei tedeschi doggigiorno. E per finire, cosa crede che io provi quando sento il nome di Zarathustra in bocca a degli antisemiti?... Suo devotissimo Dr. Fr. Nietzsche NOTE: 823. Indirizzata a Lipsia. Si veda lettera 819 e noteE. Dhring, P. de Lagarde] questi rappresentanti dellantisemitismo sono citati nel violento articolo di Bernard Frster Unsere Arbeit, unsere Ziele! come riconosciuti portavoce i cui scritti sarebbero da considerare da ogni antisemita come il Talmud da un rabbino. Si veda lettera 819 e nota. Johann Heinrich August Ebrard (1818-1888), filosofo, teologo, professore allUniversit di Zurigo, dal 1847 a Erlangen e Adolf Wahrmund (1827-1913), orientalista, acceso antisemita, era autore, tra gli altri, di Das Gesetz des Nomadenthums und die heutige Judenherrschaft (1887?), nel quale sosteneva la derivazione degli ebrei dagli arabi, nomadi e violenti, e lopportunit di allontanarli dallEuropa ariana. Poco dopo questo scambio di lettere Fritzsch, con lo pseudonimo di Thomas Frey, attacc Nietzsche nella recensione ad Al di l del bene e del male (Der Antisemitismus im Spiegel eines ZukunftPhilosophen, Antisemitische Correspondenz, n. 19). Si veda quanto ne scrive Mazzino Montinari: Egli vi trovava, e con buona ragione, una esaltazione degli ebrei e unaspra condanna dell'antisemitismo. E allora liquidava Nietzsche come filosofo superficiale, che non nutriva alcuna comprensione per l'essenza della nazione e che, in Al di l del bene e del male, non faceva altro che coltivare chiacchiere filosofiche da vecchie comari. Le affermazioni di Nietzsche a proposito degli ebrei non erano per Fritsch altro che le spiritosaggini superficiali di un povero studioso da strapazzo, corrotto dagli ebrei. Per fortuna egli concludeva i libri di Nietzsche vengono letti appena da un paio di dozzine di persone (M. Montinari, Interpretazioni naziste, in Su Nietzsche, Roma 1981, p. 75).

854. A Elisabeth Frster <Coira, poco prima del 5 giugno 1887> 1) Mio caro Lama, trovi Tuo fratello assolutamente riluttante a sborsare del denaro*: la sua situazione troppo incerta, e la Vostra non offre sufficienti garanzie per permettere di agire pensando solo al presente. 2) Oltretutto la cosa peggiore che i nostri interessi e desideri proprio in questo momento vanno in direzioni totalmente divergenti. In quanto la vostra impresa unimpresa antis<emita> cosa che nel frattempo mi stata dimostrata ad oculos* 3) in fondo al cuore non nutro alcuna fiducia nei suoi confronti, n la guardo neppure di buon occhio, augurandomi che abbia un esito felice. Se lopera del Dr. F<rster> avr 8

successo, voglio ritenermi soddisfatto per amor Tuo, e cercare per quanto possibile di dimenticare che rappresenta il trionfo di un movimento che disprezzo; se dovesse fallire, mi rallegrer per il tracollo di unimpresa antis<emita>, compiangendoTi tanto di pi per il fatto che per dovere e per amore Ti sei legata a una tale causa. 4) Lo dico una volta per tutte: con profondo dispiacere per il fatto che dovevo assolutamente dirlo. 5) infine mio desiderio che siano i tedeschi a venirVi in qualche modo in aiuto, costringendo gli antisemiti ad abbandonare la Germania: e non ci sono dubbi che loro, in tal caso, ad altri paesi preferirebbero il P<araguay>, la Vostra terra promessa. Daltra parte auguro sempre di pi agli ebrei di giungere al potere in Europa, in modo da perdere quelle propriet (ovvero non averne pi bisogno) per le quali finora si sono imposti come oppressi*. Del resto ne sono sinceramente convinto: un tedesco che solo per il fatto di essere t<edesco> pretenda di essere pi di un ebreo un personaggio da commedia: ammesso che non sia da manicomio note. 854. Abbozzo della lettera successiva, da indirizzare a Asuncion. sborsare del denaro] si vedano lettere 769, 773, 774, 850 e 851 e note. la vostra impresa ad oculos] attraverso la lettura dei proclami di Frster: si veda lettera 847 e nota. Ma anche i numeri della Antisemitische Correspondenz inviatigli da Fritsch in cui era pubblicato larticolo di Frster Unsere Arbeit, unsere Ziele!. Si vedano lettere 819, 820 823 e note. auguro come oppressi] Cfr. in particolare Al di l del bene e del male 251 (Opere VI/2, 163-165).

967. A Franziska Nietzsche Nizza, 29 dicembre 1887 ora che ho letto la antisem<itische> Correspondenz,* non conosco pi alcun riguardo. Questo partito mi ha rovinato, nellordine, il mio editore,* la mia reputazione, mia sorella, i miei amici non c niente che ostacoli la mia ricezione quanto il fatto che il nome di Nietzsche sia stato accostato a un antisemita come Dhring:* spero che nessuno se la prenda con me se ricorro alla legittima difesa. Butter fuori della porta chiunque faccia sorgere in me dei sospetti su questo punto. (Tu comprendi in fino a che punto per me un autentico sollievo se questo partito comincia a dichiararmi la guerra: purtroppo con 10 anni di ritardo )* NOTE 967. Frammento di lettera, da indirizzare a Naumburg. Franziska Nietzsche risponde il 17 gennaio 1888 (KGB III/6, 147). Sul margine sinistro Elisabeth Frster Nietzsche ha scritto: La nostra buona mamma, per motivi insondabili, ha distrutto la prima met della lettera. Mi ricordo molto bene del contenuto inoffensivo. Ma si veda il tono dellabbozzo successivo. ora che Correspondenz] si veda nota alla lettera 820. il mio editore] Schmeitzner, col quale Nietzsche 9

aveva rotto, anche a causa del suo antisemitismo. il fatto che Dhring] si vedano lettere 613, 614, 616, 823 e note. con 10 anni di ritardo] dalla presa di distanza radicale, da parte di Nietzsche, dallideologia germanica e antisemita di Wagner.

968. A Elisabeth Frster <Nizza, fine dicembre 1887> Nel frattempo mi stato dimostrato nero su bianco che il Signor Dr. Frster non si ancora svincolato dai suoi legami col movimento antis<emita>. Si assunto questo compito un nonostante tanghero piccolo borghese di Lipsia (Fritsch, se ben mi ricordo), che, le mie energiche proteste, continua a inviarmi regolarmente la

Antis<emitische> Corresp<ondenz>* (finora non ho letto niente di pi spregevole di questa Correspondenz). Da allora mi resta difficile opporre in tuo favore un po di quellantica tenerezza e indulgenza che per tanto tempo ho avuto per te; in questo modo la separazione tra noi si a poco a poco compiuta nella maniera pi assurda. Non hai dunque affatto compreso lo scopo per cui sono al mondo? Vuoi avere un catalogo dei modi di pensare che sento come antipodi? Li troverai accostati in bellordine nelle Nachklngen zu P<arsifal> del tuo consorte; quando le ho lette ho avuto la sensazione raccapricciante che tu non abbia capito niente, niente della mia malattia, come pure della mia conoscenza pi dolorosa e inaspettata mi riferisco al fatto che luomo che avevo venerato pi dogni altro, era finito a poco a poco in una disgustosa degenerazione, nella trappola degli ideali morali e cristiani che ho sempre disprezzato pi di ogni altra cosa. Ora si arrivati al punto che debbo difendermi con le mani e coi piedi per non essere scambiato con la canaille antis<emita>; dopo che la mia stessa sorella, la mia sor<ella> di una volta, come pure di recente anche Widemann,* hanno dato lavvio al pi sciagurato di tutti gli equivoci. La mia pazienza ha raggiunto il limite quando ho letto nella Antis<emitische> Correspondenz persino il nome di Z<arathustra>* adesso mi trovo a dover agire per legittima difesa contro il partito del tuo consorte. Questi maledetti sporchi ceffi antisemiti non devono mettere le mani sul mio ideale!! Quanto ho sofferto per il fatto che col tuo matrimonio il nostro nome si mescolato a questo movimento! Negli ultimi 6 anni hai perso la ragione e ogni riguardo. Cielo, come si sta facendo pesante per me questa situazione! Non ho mai preteso da Te, com giusto, che tu <capissi> qualcosa della posizione che, in quanto filosofo, ho assunto di fronte al mio tempo; tuttavia, se tu avessi avuto un grano daffetto istintivo, avresti potuto evitarmi di andarti a collocare ai miei esatti antipodi. Adesso penso delle sorelle quasi la stessa cosa che pensava Sch<openhauer>, sono superflue e seminano scompiglio.

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Come risultato degli ultimi 10 anni, sto godendomi il fatto di aver perduto la piacevole illusione che qualcuno sapesse chi io fossi. Per anni sono stato a un passo dalle morte: nessuno che avesse anche solo un sentore del perch. E quando di nuovo riuscii lentamente a riprendermi, quasi tutte le p<ersone> che conosco hanno fatto letteralmente a gara per far vacillare la mia salute con gli oltraggi pi offensivi: oramai mi guardo bene dallintrattenere rapporti con le persone con cui vengo a contatto; dato che mi ricordo di essere stato trattato ignobilmente, nei periodi pi duri della mia vita, da quasi tutte le persone che ho conosciuto sino ad ora [] NOTE: 968. Abbozzo di lettera, da indirizzare a Asuncion. un tanghero Corresp<ondenz>] si vedano, ad esempio, le lettere 819, 823 e note. Nachklngen zu Parsifal] Parsifal-Nachklnge (1883, 18862), cit. Si veda nota alla lettera 577. Widemann] che aveva accostato Zarathustra e Dhring nella parte finale del suo libro Erkennen und Sein. Si veda la nota alla lettera 613. il nome di Z<arathustra>] si vedano le lettere 819, 820 e note non avevo perdonato dincontrare] il riferimento a Lou von Salom. Probabilmente le presunte critiche di Ida Overbeck erano state riportate, allepoca, da Elisabeth. Ma cos descrive, ad esempio, Ida Overbeck un incontro con Elisabeth Nietzsche a Bayreuth, allepoca di Tautenburg: Parlai per un attimo con la signorina Nietzsche a Bayreuth nellestate del 1882, e rimasi inorridita per il suo modo di esprimersi. Essa mostrava una violenta avversione verso la signorina Salom, che si interessava, cos diceva, ai nemici di suo fratello. Nello stesso tempo le rimproverava di essere incapace di entusiasmo, adducendo sempre se stessa a paragone. Aveva scarsa opinione del talento della signorina Salom, e per via della sua maggiore giovinezza voleva sovrastarla in tutti i campi possibili, e comunque allontanarla da suo fratello. Ebbi limpressione che non avesse nulla da contrapporre a quel talento. Accusava aspramente suo fratello, come gi in passato, per il suo comportamento, la sua mancanza di riguardi verso di lei (in Carl Albrecht Bernoulli, Franz Overbeck und Friedrich Nietzsche. Eine Freundschaft, 2 voll., Jena, 1908, I, p. 340). Si veda anche nota alla lettera 233, in Epistolario IV, 681-82.
1249. A Franz Ov erbec k <Torino, intorno al 4 gennaio 1889> Allamico Overbeck e signora Sebbene finora abbiate dimostrato scarsa f iducia nella mia solvibilit, spero tuttavia di riuscire a dimostrare che sono uno che paga i suoi debiti ad esempio quello nei vostri confronti... Sto facendo fucilare tutti gli antisemiti... Dioniso

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2. Scienza e vita nella filosofia del giovane Nietzsche


Nella decisa autocritica di Nietzsche (1886) nei confronti del suo scritto giovanile, La nascita della tragedia, impossibile libro romantico, arrogante ed esaltato, compromesso col wagnerismo e la modernit, tra i punti centrali da salvare e valorizzare viene in primo piano lavere messo temerariamente in questione la scienza in rapporto alla vita: lo stesso problema della scienza la scienza concepita per la prima volta come problematica, da mettere in questione ed avere posto il compito di vedere la scienza con lottica dellartista e larte invece con quella della vita (GT, Versuch einer Selbstkritik 2). E in Ecce homo, anche a proposito dellInattuale sulla storia, Nietzsche scrive: La seconda Inattuale (1874) mette in luce quanto c di pericoloso, di corrosivo e venefico per la vita nel nostro modo di praticare la scienza: la vita malata, a causa di questo ingranaggio e meccanismo disumanizzato, a causa della impersonalit del lavoratore, di questa falsa economia della divisione del lavoro. Si perde lo scopo, ossia la civilt e il mezzo, cio la pratica scientifica moderna, viene barbarizzato... (EH, p. 325). Nietzsche nellultimo periodo scrive questo mentre, daltro lato, rivendica fino in fondo il valore del coraggio della conoscenza e della probit scientifica, limportanza del metodo e della pazienza riaffermando un tema presente fin da Umano, troppo umano: ognuno dovrebbe aver imparato dalle fondamenta almeno una scienza: allora s che saprebbe che cosa significhi metodo e come sia necessaria unestrema circospezione (MA 635). Proprio il Nietzsche che ritorna su un tema centrale dei suoi scritti giovanili affida ora lo sperimentare estremo ai nuovi filosofi, agli spiriti liberi che nelle epoche dominate dal costume furono considerati nemici di Dio, spregiatori della verit, ossessi: Tutti i metodi, tutti i presupposti del nostro attuale costume scientifico hanno avuto contro di s, per millenni, il pi profondo disprezzo: in conseguenza di essi si era esclusi dai rapporti con gli uomini ben costumati [] In quanto mentalit scientifiche, si era dei Ciandala... Abbiamo avuto contro di noi lintero pathos dellumanit(AC 13). certo che Nietzsche, ai suoi inizi, riflette sulla scienza a partire dalla propria pratica della filologia. Nel giovane la seriet dello specialismo si contrappone al pericolo di dispersione e dilettantismo che pu diventare disgregazione: il vagabondare senza meta in tutti i campi dello scibile (Mi ero talmente immedesimato nellidea di acquistare scienza e capacit universali, che correvo il rischio di diventare un vero stravagante e visionario). La scelta per la filologia non , nellautoriflessione del filosofo, espressione di un istinto o vocazione, ma nasce dalla educazione, riflessione, forse addirittura dalla rassegnazione. Quando mi volgo a considerare, si legge in un appunto autobiografico dellinizio del 1869, come sono passato dallarte alla filosofia, dalla filosofia alla scienza, e in questambito a interessi sempre pi ristretti: la cosa ha quasi laria di una consapevole rinuncia (NA 69 [10] Frhjahr 1868). Era anche, in un comune sentire schopenhaueriano, la consapevole scelta dellamico della giovinezza, il filologo Erwin Rohde esplicitata in una lettera a Nietzsche del 4 novembre 1868. Per chi non ha la libert del genio si pone la necessit di conquistare un terreno solido, un campo che possa essere coltivato con risorse minori; giacch, a noi piccoli uomini, lagio necessario per lesistenza non pu darcelo se non un lavoro coscienzioso, in una sfera liberamente scelta del filisteismo (KGB, I, iii, 299-300). E certamente la figura del filisteo, dominante la critica delle Inattuali, rimanda pi che al senso comune e diffuso del termine (di origine studentesca) dell , delluomo negato per le arti in contrasto con chi figlio delle Muse, alla definizione metafisica di Schopenhauer: Sarei ora tentato di determinare la definizione di filisteo da un punto di vista superiore, indicando con tale termine gli individui continuamente affaccendati nel modo pi serio attorno a una realt che non tale (Parerga e paralipomena, Smmtliche Werke, vol. V, p. 362: cfr. NF 27[56]). Nelle figurazioni molteplici dell ultimo uomo, nel corso dello Zarathustra, vi una indubbia ripresa delle caratterizzazioni che furono del filisteo dalla piccola virt: vi sono altri che sono come orologi da caricare tutti i giorni; essi mandano un ticchettio e vogliono che il loro ticchettio si chiami virt (Za II: Dei virtuosi). E cos pure, per i dotti, gli uomini di scienza: Ottimi orologi: 12

purch non si dimentichi di caricarli giusto! E allora ti dicon lora senza fallo, mentre emettono un rumorio discreto (Dei Dotti: Za ). Questa immagine rimanda direttamente alla fonte principale di Nietzsche per la caratterizzazione del filisteo: Schopenhauer in cui la realt storica interamente ridotta a forme di automatismo a cui, per chi sa penetrare gli interni meccanismi, si riduce tutta la ricchezza della vita umana: gli uomini somigliano ad orologi, che vengono caricati e camminano, senza sapere il perch; e ogni volta, che un uomo viene generato e partorito, lorologio della vita umana di nuovo caricato, per ancora una volta ripetere, frase per frase, battuta per battuta, con variazioni insignificanti, la stessa musica gi infinite volte suonata (Il mondo, p. 400). Fin dallinizio lattenzione di Nietzsche rivolta allo scienziato, allo specialista, al Fach-Mensch vedendovi contro la sua pretesa di oggettivit e di conoscenza libera da interessi un metallo impuro che, per avidit, vive allombra rassicurante della torre della scienza, oppure si spinge in un furore distruttivo verso la vivisezione di ogni fissit o ideale superiore. Nelle pagine della III Inattuale dedicata alla vivisezione dei vivisettori Nietzsche mostra che lo scienziato fatto di un complicato intreccio di istinti e di stimoli diversi, un metallo assolutamente impuro (SE, 6). totalmente estranea a Nietzsche quella idea di un istinto cognitivo originario separato dalle forme comuni di vita che legittima ad esempio in Comte e Renan da Nietzsche spesso avvicinati lequazione scienza-sacerdozio. La scienza implicata nel meccanismo degli interessi vitali e non esiste una scienza ma un insieme di upratiche di cui Nietzsche sottolinea sempre lorigine strumentale, dove i tratti di questa origine si conservano e si tramandano nellatteggiamento dello scienziato: Lorigine della scienza: si faccia attenzione. Essa nasce non presso i preti e i filosofi, suoi avversari naturali. Nasce presso i figli di artigiani e di uomini daffari di ogni sorta, presso gli avvocati, ecc.: gente per la quale labilit di un mestiere e i suoi presupposti si sono trasferiti a quei problemi e alla loro soluzione (FP 1888, p. 36). Alluomo di scienza Nietzsche avrebbe voluto dedicare unintera inattuale: nello scritto su Schopenhauer mostra come legoismo della scienza, accanto a quello degli affaristi e dello Stato, sia una forza ostile alla vera cultura che ha un senso solo nel servizio del genio. Analizza i vari motivi, impulsi, caratteri etc. che spingono alla conoscenza scientifica: che vengono cos riassunti in un appunto preparatorio: Analisi dell'uomo di scienza rispetto al suo senso della verit. 1) Abitudine 2) Fuga davanti alla noia 3) Guadagnarsi il pane 4) Considerazione presso gli altri eruditi, timore del loro disprezzo 5) Senso di dover acquistare qualcosa di proprio (qualcosa che dev'essere vero, altrimenti gli altri lo possono a loro volta rubare) 6) Fare e disfare piccoli nodi. Misura del senso della verit: quando abbattuta una vecchia teoria, quando il loro ceto e la loro cultura sono attaccati, quando alza la voce chi non appartiene al mestiere; essi odiano la filosofia, perch non sa che cosa farsene degli eruditi. La non verit, se gode della considerazione generale, viene trattata dagli eruditi come verit. Essi temono le religioni e i governi 7) Una certa ottusit; essi non vedono le conseguenze e non provano alcuna compassione 8) Non si accorgono dei problemi principali della vita e per questo si occupano di quelli minimi, cio in ci che essenziale non hanno la minima esigenza di verit. Per questi motivi non esiste in alcun luogo una repubblica degli eruditi, ma sempre e soltanto un'oclocrazia di eruditi. E la rara mente geniale, l'amico della verit, come pure l'artista, sono odiati e cacciati con l'ostracismo (29 [10] cfr. 29 [13]). Si va quindi dal movente del guadagnarsi il pane , i famosi borborigmi di uno stomaco che langue, Ingenii largitor venter, (riprendendo non a caso le immagini del Nipote di Rameau a caratterizzare il lenocinio della verit a vantaggio di qualche casta) allistinto dialettico per lindagine e il 13

gioco, il piacere del cacciatore [ ] non propriamente la verit che si cerca, bens il ricercare stesso. Questultimo tema come altri (la durezza dello sperimentare con la metafora della vivisezione) sar positivamente recuperato e valorizzato da Nietzsche con la figura del Dongiovanni della conoscenza. Nietzsche, comunque, contro la chiusura dello specialismo e i pericoli del filisteismo (che aveva sentito avvicinare con la cattedra di Basilea), porta entro la cornice della scienza pi accademica e rigorosa della Germania dellepoca le forti tensioni e gli impulsi che avevano caratterizzato il suo percorso giovanile. Egli cerca, volta a volta, nuovi punti di equilibrio e di convivenza tra metafisica dellarte e filologia, fino alla definitiva conquista di una propria filosofia. Solo lo spirito diventato libero potr sciogliere definitivamente il rapporto di subordinazione del filologo/educatore nei confronti del genio, e continuare a valorizzare larte di leggere bene propria della filologia. Latteggiamento filologico rimarr sempre lo strumento necessario di pulizia e di probit intellettuale contro ogni tentativo di corruzione del testo attraverso il suo approfondimento con interpretazioni morali e teologiche: il caso delle letture pneumatiche della natura o della lettura in termini di colpa e castigo di sofferenze fisiche1. Scienza quindi, agli inizi della riflessione di Nietzsche, la filologia e una serie di metafore mostra che la nozione di scienza attraversata dalla preoccupazione di fornire un modello di societ che superi in una dimensione organica la dispersione analitica e gli effetti disgreganti della divisione del lavoro. Al centro di questa preoccupazione c il rapporto scienza-genio. Il primo movimento critico di Nietzsche verso la sua pratica filologica ha in Schopenhauer il catalizzatore. La figura del genio schopenhaueriano, libero dalla pressione egoistica della volont e capace della prospettiva universale, della comprensione della totalit, si oppone a quella dello scienziato specializzato che somiglia alloperaio di fabbrica, il quale, durante tutta la vita, non fa altro che fabbricare una certa vite o un certo gancio, o un noto manico di un certo arnese o di una certa macchina, e in questo ramo raggiunge, certo, un incredibile virtuosismo... (Parerga, p. 1187). Nietzsche riprende letteralmente la metafora delloperaio di fabbrica pi volte applicandola al lavoro del filologo sia nelle lettere precedenti la venuta a Basilea sia nelle conferenze Sullavvenire delle nostre scuole. In una lettera a Deussen del 68, il filologo legato a un ruolo produttivo limitato, e anche per i nostri massimi talenti filologici vale la loro assimilazione a operai subordinati al genio filosofico che si identifica con il datore di lavoro, colui che indica lo scopo e conosce la destinazione della cooperazione di fabbrica (Epistolario I, pp. 622-623). La divisione del lavoro, legata al trionfo degli specialismi e allo sviluppo unilaterale delle facolt umane lapice della moderna barbarie civilizzatoria, a cui Nietzsche contrappone la schilleriana cultura come unit di stile nella vita di un popolo. La vita non pu essere sottoposta allosservazione scientifica senza smembrare ed uccidere laspetto di immediata produttivit e totalit, che si esprime nellopera darte. La polemica schopenhaueriana contro la pratica della vivisezione diventa in Wagner la metafora di una hybris contro la natura, contro limmediatezza organica che romanticamente non pu essere smembrata, propria della cospirazione tra atteggiamento scientifico-analitico e atomismo disgregato e macchinale della Zivilisation. La connessione wagneriana tra scienza e Zivilisation quindi certamente presente nella connotazione di Nietzsche sugli effetti barbarizzanti della scienza dove questultima significativamente riferita, nella sua dispersione alessandrina, al modello del laissez faire economico: Alla filosofia sfuggono gradualmente di mano le redini della scienza. []Il bene comune richiede che si giunga nuovamente a domare quell'impulso, e che in tal modo si ottenga al tempo stesso

Cfr. KGW, IV, III: Der Wanderer und sein Schatten, (17), 189; Opere, 144 e KGW, VI, II: Jenseits von Gut und Bse, (22), 31; Opere, 27.
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un'elevazione ed una concentrazione. Il laisser aller della nostra scienza analogo a certi dogmi dell'economia politica: si ha fede in un esito assolutamente favorevole. [] Oggi noi comprendiamo come sia notevole la figura di Schopenhauer: egli raccoglie tutti gli elementi che hanno ancora un valore per dominare la scienza. Egli si rivolge ai pi profondi e originari problemi dell'etica e dell'arte, e imposta il problema del valore dell'esistenza. Mirabile unit di Wagner e Schopenhauer! Essi sorgono dal medesimo impulso. Le qualit pi profonde dello spirito germanico si apprestano qui alla lotta: come era avvenuto presso i Greci (19 [28]1872-1873). Il legame tra scienza e trionfo del mondo servile, indicato nella Nascita della tragedia con la figura di Socrate, viene ampliato nella considerazione inattuale Sullutilit e il danno della storia per la vita dove la polemica contro la torsione pratica della scienza sfocia in una analogia tra lavoro scientifico e lavoro di fabbrica: Credete a me: quando gli uomini devono lavorare e diventare utili nella fabbrica della scienza prima di essere maturi, la scienza in breve tanto rovinata quanto lo sono gli schiavi impiegati per troppo tempo in questa fabbrica. Io deploro che sia ormai necessario servirsi del gergo dei padroni di schiavi e dei datori di lavoro per designare quei rapporti che di per s dovrebbero essere pensati liberi da utilit, sottratti alle miserie della vita; ma involontariamente vengono in bocca le parole fabbrica, mercato del lavoro, offerta, utilizzazione o comunque suonino i verbi ausiliari dellegoismo quando si vuol descrivere la generazione di dotti pi recente (HL, 7). Tuttavia non c piena coincidenza con la soluzione wagneriana: Nietzsche non cancella il valore della scienza con un gesto che riabiliti miticamente la totalit della vita. Lattacco prevalentemente rivolto alla degradazione civilizzatoria, priva di centro, della figura dello scienziato: Queste pagine dellinattuale sembrano risentire della lettura di ber die Natur der Cometen di Zllner (Leipzig, 1872), cio della preoccupazione di correggere la preminenza dellatteggiamento induttivo, puramente sperimentale, nel campo scientifico (tipico della cultura scientifica inglese) che conduce a una proliferazione di specialismi senza unit, senza altro scopo che non sia la subordinazione (avvilimento servile) alla pratica e allindustria: Per i popoli forniti di superiore aspirazione scientifica si tratta di respingere energicamente tali pretese dellintelletto pratico. Non il metodo o la quantit di acume applicata nelle operazioni dellintelletto a determinare il loro carattere scientifico o non scientifico, ma solo e unicamente lo scopo per cui tali operazioni vengono intraprese (F. Zllner, ber die Natur, cit., p. 228). Rivendicando il ruolo dellatteggiamento deduttivo nella scienza, Zllner pensa di liberarla dal riferimento ai motivi pratico-egoistici, di renderla espressione e strumento dellideale, di impulsi antiegoistici e universalizzanti. Incrollabile scriveva dopo aver citato le profetiche opere di Schiller vive in me la fede in unepoca ventura dominata dalla conoscenza deduttiva del mondo... Solo la Germania chiamata a diventare la portatrice e lo scenario di una tale epoca, perch solo lo spirito germanico racchiude nella sua profondit quella pienezza di esigenze e capacit deduttive indispensabili per padroneggiare fino in fondo con successo il materiale induttivo accumulato dalle scienze esatte2. Lopera di Zllner traduceva in termini di riforma della comunit scientifica il tema schilleriano (allora ampiamente diffuso nella cultura tedesca) di un consapevole sforzo per unarmonica unit della Kultur contro la tendenza manchesteriana della societ moderna, dominata dalla dispersione del laissez faire e della divisione del lavoro, dal gioco antagonistico degli egoismi non regolati
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F. Zllner, ber die Natur, cit., p. LXX.

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dallideale. Ci che Zllner lamenta, lo sperimentare senza fine e la mancanza di forza logicodeduttiva, presente anche nelle discipline storiche scrive Nietzsche e poco pi avanti, applicando ancora la polemica di Zllner alla storia, parla di insensato sperimentare (NF, 1873, 29[24]e [92]). Lo sperimentare ancora legato alla debolezza delluomo moderno, schopenhaueriana e wagneriana concrezione di bisogni artificiali, maschera variopinta che nasconde il vuoto. La richiesta delluomo moderno alla scienza di soddisfare, in una degradazione faustiana, i bisogni molteplici e indotti che comunque lo confermino nella realt data (dunque una ricerca che sfocia nel filisteismo e nel museo): di qui il movimento insensato dello sperimentare. La situazione analoga nel campo della storia (che Nietzsche identifica con la scienza), in cui luomo moderno va alla ricerca di una forma e di un costume di vita e per interiore debolezza subisce leccesso di stimoli che preme dal passato, ma che in realt riflette il caos disgregato dellattuale situazione. Ma le pagine conclusive dellInattuale sulla storia sono attraversate da una caratteristica tensione da un lato tra il pathos distruttivo della verit che emerge come risultato della scienza, espressiva della forza dinamica della Zivilisation il terremoto che sconvolge la saldezza dei riferimenti, il fondamento di tutta la sua sicurezza e la sua pace, la fede in ci che perdura ed eterno (HL 10, pp. 351-352) e di cui Nietzsche subisce il fascino e dallaltra la ribadita volont di rimanere fedeli al progetto wagneriano di fondare lorganicit della Kultur sulla base delle forze antistoriche e sovrastoriche, loblio che comporta la limitazione dellorizzonte e le potenze che distolgono lo sguardo dal divenire, volgendolo a ci che d allesistenza il carattere delleterno e dellimmutabile, larte e la religione. La scienza invece odia loblio, la morte del sapere, come pure cerca di eliminare tutte le delimitazioni dellorizzonte e getta luomo in quel mare infinito e illimitato di onde luminose, nel mare del divenire conosciuto (HL, 10 p. 351). E Nietzsche si chiede: Ma la vita deve dominare sulla conoscenza, sulla scienza, oppure la conoscenza sulla vita? ed avverte il pericolo: Se invece le dottrine del divenire sovrano, della fluidit di tutte le idee, i tipi e le specie, della mancanza di ogni diversit cardinale fra luomo e lanimale dottrine che io ritengo vere ma micidiali saranno scagliate nel popolo ancora per una generazione nel furore di istruzione oggi abituale, nessuno si dovr poi meravigliare se il popolo andr in rovina a causa di ci che egoisticamente piccolo e miserabile, della ossificazione e dellamore di s, se cio andr in pezzi e cesser di essere popolo: al suo posto poi compariranno forse sulla scena dellavvenire sistemi di egoismi particolari, affratellamenti a scopo di rapace sfruttamento dei non fratelli e consimili creazioni di utilitaristica bassezza (HL 9, pp. 339-340). La teoria di Darwin vera (Tremende conseguenze del darwinismo, che considero d'altronde come vero. Ogni nostra venerazione si riferisce a delle qualit, che noi riteniamo eterne: qualit morali, artistiche, religiose, ecc. 19[132 1872-1873): essa assume nel periodo delle Inattuali addirittura il ruolo di simbolo della scienza, intesa come forza dagli effetti devastatori e nichilistici verso le consistenze mitiche e limmediatezza dellideale, dunque come verit dannosa per la necessaria illusione. Una volta abbandonata la tematica dellillusione e dellideale come terapeutica della vita, rester fermo ed anzi si potenzier questo carattere della scienza: Darwin comparir allora, accanto ad Hegel, come affermatore di una integrale scienza del divenire, senza ricorsi mitologici allessere. Il tentativo di Strauss in Vecchia e nuova fede di ricomporre gli aspetti conflittuali dello sviluppo storico nella giustificazione di una cosmodicea progressiva (dove la lotta per lesistenza, secondo moduli naturalistici tipici del darwinismo sociale il meccanismo che sanziona il progresso e produce risultati utili al potenziarsi dellelemento generico della specie uomo) attaccato da Nietzsche come deformazione apologetica del vero darwinismo. Perch in Strauss il carattere distruttivo delle certezze e dei valori proprio della scienza integralmente storica, viene stravolto a ideologia della sicurezza, del successo e del progresso garantito proprio del filisteo tedesco dopo Sedan (laccostamento straussiano tra Bismarck e il Darwin benefattore). Di fronte alla santificazione della vittoria militare, Nietzsche esprime la necessit di mantenersi freddi e critici in 16

mezzo allubriacatura generale. Per ora la critica di Nietzsche rivolta soprattutto allesito pi esteriore dellapologia: la nuova fede di Strauss, che unendo hegelismo e scienza si fa portavoce del filisteismo tedesco pi piatto e materialistico. Questa polemica ancora in consonanza con la lotta di Wagner per Bayreuth contro la Zivilisation. Ma i primi motivi di distacco da Wagner (e di una sua progressiva smitizzazione rispetto alla completa idealizzazione del genio del primo anno di Tribschen) sono gi implicite nel diverso atteggiamento verso la vittoria. Il nazionalismo un pericolo, una forma di ripiegamento che rischia di santificare e sublimare un elemento dellattualit in contrapposizione al carattere in divenire della comunit estetica. Burckhardt agisce su Nietzsche come contrappeso critico allideologia germanica di Wagner: i due professori di Basilea vedono nella guerra zoologica tra nazioni, un minaccioso pericolo per la cultura. Il pi delle volte, il vincitore diventa stupido, il vinto diventa malvagio. La guerra semplifica [...]. un letargo invernale della civilt(32[62] 1874). Quella delle Inattuali la metafisica della cultura che anche una metafisica della giovent capace di un nuovo eroismo (il modello Sigfrido): la situazione della cultura viene giudicata in base ai solitari, grandi eroi di unepoca ed al loro rapporto con il popolo3. Tutta lazione di Nietzsche (e le Inattuali pretendono di essere azione contro le vilt e le pigrizie dellepoca) si presenta come sacrificio e dedizione per la realizzazione del genio. La lotta contro le varie maschere del filisteismo e la pavidit che fa uso della passata grandezza per opporsi alla costruzione di una nuova cultura e alla possibilit di nuovi genii. I filistei, nascosti dietro il rassicurante noi e a maschere irrigidite nei ruoli sociali, preoccupati della commedia comune e niente affatto di s, hanno come parola dordine: non dobbiamo pi cercare4. Anche in questo caso il riferimento di Nietzsche , puntuale, a Wagner che parla del dono fatto, a chi nasce, dalla pi giovane delle Norne perch tutti, un giorno, possano diventare dei genii: Lo spirito mai soddisfatto e che cerca sempre qualcosa di nuovo5. Ancora lo spirito tedesco quello che cerca con seria perseveranza ci che il filisteo colto vaneggia di possedere, ossia la genuina, originaria cultura tedesca (DS 2). Rispetto alla lettura rassicurante e non conseguente del darwinismo propria del filisteo Strauss per cui attraverso la lotta e la selezione si fissano necessariamente i caratteri utili allo sviluppo progressivo della specie, Nietzsche ricorre a Schopenhauer accostato alla intrepida seriet di Hobbes e di Darwin. lo Schopenhauer che il giovane Nietzsche aveva valorizzato nei suoi studi sulla teleologia contro ogni finalismo per il folle sperpero e la terribile lotta degli individui (...) e delle specie che il filosofo pessimista vede nella natura. Ma contro il pericolo legato allinsensato cambiamento di prospettive, al trionfo del divenire che dissolve ogni fissit e che ha come conseguenza inevitabile la disgregazione del corpo sociale, ancora Nietzsche ricerca la forza idealizzante dellarte e della religione, pone il limite dellorizzonte come sicurezza vitale. Contemporaneamente ed in sotterraneo contrasto con la direzione della comunit, la sua lotta va a favore dellindividuo che, con il suo eroismo affronta il flusso e sperimenta nuove maniere di vita, cerca di coniugare la verit della scienza ad un tipo di esistenza superiore alternativa a quella del gregge. Questa la prospettiva in cui si interpretano le figure dei presocratici. Ci che viene messo in luce nei filosofi presocratici, nelle lezioni e nei frammenti postumi, non pi il momento metafisico come nella Filosofia nellepoca tragica dei Greci (basti ricordare la lettura strettamente schopenhaueriana di Anassimandro) bens la lotta contro il mito, la posizione favorevole alla scienza ed alla conoscenza contro le religioni del tempo. Questo atteggiamento gi
KGW, III, II: ber die Zukunft unserer Bildungsanstalten, 190; Opere, 145. KGW, III, I: David Strauss der Bekenner und der Schriftsteller, 164; Opere, 177. 5 R. W AGNER, Una comunicazione ai miei amici, Pordenone, ediz. Studio Tesi, 1985, p. 26 (nelled. ted., Eine Mitteilung an meine Freunde, in Dichtungen und Schriften, 10 voll., a cura di D. Borchmeyer, Frankfurt a. Main, 1983, vol. VI, p. 221).
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presente in Talete; nella sua proposizione che pone lacqua come origine di tutte le cose, possibile vedere la vittoria delluomo scientifico sulluomo mitico: labbandono della religione e della superstizione come fonti di spiegazione della natura. Il confronto tra la figura di Socrate e quella di Democrito ci pu far capire meglio quali intenti guidassero Nietzsche nella sua critica al modo di praticare la scienza, come questa investisse lo scienziato, il dotto attuali piuttosto che una pratica coraggiosa del conoscere. Nietzsche, nei suoi primi lavori filologici, nei suoi non molti riferimenti, non vede affatto in Socrate quella figura centrale di mistagogo della scienza e razionalista che emerger con La nascita della tragedia. Piuttosto, su questi temi, la sua attenzione, simpatetica, si rivolge (fin dall'estate 1867) a Democrito la cui fisionomia prov a ricostruire partendo dall'esame critico dell'immagine che ne aveva dato Diogene Laerzio. Democrito un razionalista fiducioso, il padre di tutte le tendenze illuministiche e razionalistiche, colui che raggiunge, primo fra i Greci, il carattere scientifico , che consiste nel tentativo di spiegare in modo unitario una quantit di fenomeni senza chiamare in aiuto, nei momenti pi critici, un deus ex machina Democrito vuole liberare dalle paure e dalle superstizioni, dal timore degli di, dalla fosca mitologia, attraverso la conoscenza scientifica: per questo condanna ogni intromissione di un mondo mitico. L'attivit scientifica ha in Democrito un senso etico: nella scienza egli vede lo scopo di ogni eudaimonia (ibidem). Nietzsche sottolinea per come Democrito non trovi affatto nella scienza la felicit che cercava essendo figura assolutamente anomala, in lotta solitaria contro il suo tempo e contro i filosofi precedenti ancora legati a concezioni mitiche. Una vita scientifica era a quel tempo un paradosso, la sua dedizione assoluta al sapere contraddiceva alla formazione armonica e alla misura proprie del mondo greco. Tale scelta lo condann ad una vita nomade e inquieta, piena di disagi (Opere, vol. I, t. II, p. 215)6. Democrito pag con l'infelicit il grande merito di avere per primo creduto alla scienza come principio di vita. Nietzsche sottolinea il carattere fanatico, passionale del democriteo impulso al sapere (Wissenstrieb) che comporta uno slancio poetico: Democrito una bella natura greca, come una statua allapparenza freddo eppure pieno di ardore nascosto (ivi, p. 216). Ancora nellinverno 1872-1873 Nietzsche pu definire Democrito il pi libero (Demokrit der freieste Mensch). E quindi evidente che, al di l dellapparente vicinanza e comuni aspetti (razionalismo e scienza), tra la figura di Democrito e quella di Socrate gi delineata, in questi anni, ne La nascita della tragedia vi una profonda differenza e forti elementi di opposizione. Soprattutto: in Democrito il mondo [] senza significato morale o estetico, pessimismo del caso (23[35], inverno 1872-73), la sua ipotesi scientifica di spiegazione della realt allontana come superfluo il Nous di Anassagora. In Democrito Nietzsche valorizza, fin dallinizio, la lotta contro la teleologia (gli appunti filologici sul filosofo greco si mescolano con le riflessioni personali su questo tema). Com noto, La Storia del materialismo di Lange, ad offrire a Nietzsche una simpatetica ricostruzione delle moderne teorie scientifiche, in particolare fisiologiche e biologiche; solo il criticismo , secondo Lange, all'altezza dei problemi che queste teorie pongono alla filosofia. Nietzsche molto impressionato dal radicalismo naturalistico di un Darwin che egli conosce attraverso Lange: come questi egli vede nella descrizione darwiniana del processo di selezione, governata dal caso pi cieco e in cui l'insuccesso di ci che cominciato la regola7, una rinascita del punto di vista empedocleo per cui ci che conforme ad un fine appare solo come un caso tra le molte cose che non lo sono (NA 57[26], Obras I, p. 248 Cfr.. F.A.Lange, Geschichte des Materialismus, p. 404). Nietzsche avvicina Empedocle alle teorie darwiniane anche nelle lezioni sui filosofi preplatonici (KGW II, 4, p. 324)

Cfr. anche: Demokrit der wissenschaftliche Reisende (colui che viaggia per la scienza) (19[318] 1872-1873) 7 Cfr. F.A.Lange, Geschichte des Materialismus, Iserlohn 1866, p. 402 e p. 403

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La coordinazione di una spiegazione meccanicistica con la constatazione del dominio incontrastato del caso (Cfr. [P I 8, 34]: NA 62[45] La tempesta che agita le cose il caso. Questo conoscibile Obras I p. 315), sembra rendere possibile la confutazione della concezione finalistica che bucherella l'esistenza di miracoli. Nietzsche polemizza contro l'ottimismo implicito nella visione teleologica del mondo sottolineando la pluralit delle prospettive, legate a forme di vita infinitamente diverse, da cui possibile osservare ci che avviene. Ci che conforme al fine visto da un altro lato spesso non affatto conforme. ( [P I 8, 76]). Nell'opera di Lange Nietzsche trovava una forte valorizzazione di Democrito oltre che un ampio resoconto della ricezione di Democrito in Bacone e Gassendi, in la Mettrie e Feuerbach. Il riferimento ai grandi protagonisti della storia del materialismo torna di frequente negli appunti nietzscheani su Democrito. In essi all'intento di una corretta ricostruzione delle tesi democritee si sovrappone a tratti l'interesse a individuare nel padre dell'atomismo l'anticipazione di motivi e concetti della filosofia moderna. La posizione di Democrito ostile ad ogni ottimistica teleologia. Con Socrate comincia invece lottimismo: egli ha una teleologia e crede in un dio buono, con lui,comincia la fede nelluomo buono che sa(23[35], inverno 1872-73). Un frammento dellautunno 1867-primavera 1868, chiarisce questa differenza sostanziale: Che cosa ha portato alla scarsa considerazione di Democrito? La sua decisa opposizione alla teleologia. Per la vita di Socrate fu un fatto epocale la lettura di Anassagora, che per primo abbozz una forma di teleologia. Socrate riconobbe questo punto, ne trov scadente lattuazione e non sapeva che fare. Poi venne il deuvtero" plou`"8. Nietzsche, con questa espressione metaforica (deuvtero" plou`": la seconda navigazione, quella che si fa con i remi in mancanza di vento) ricorda la scelta che Socrate dice di aver fatto dopo linsoddisfazione provata nei confronti delle teorie cosmologiche e fisiche precedenti, tra cui quella di Anassagora, incapace anchessa di conoscere la vera causa (Fedone, 99cd). La teleologia del Nous di Anassagora per Democrito superflua e antiscientifica, per Socrate insufficiente e fuorviante. Se limpulso etico di Democrito si identificava con una ricerca scientifica senza presupposti, in Socrate la ricerca invece sorretta e spinta da presupposti etici che ne inficiano, a priori, la radicalit. Nelle lezioni sui filosofi preplatonici questo emerge con estrema chiarezza: la filosofia socratica assolutamente pratica: essa avversa ad ogni conoscenza non congiunta a conseguenze etiche conoscenza e moralit coincidono da Socrate prorompe un flusso morale e per questo egli appare profetico e sacerdotale. Egli convinto di dover compiere una missione9 Da qui anche la differenza di stile. Nietzsche fa propria la valorizzazione, da parte della tradizione, degli scritti filosofici di Democrito come modelli di esposizione filosofica10. Ancora nelle Lezioni sulla storia della letteratura greca, Democrito definito il primo classico (der erste Klassiker): il suo stile scientifico viene contrapposto a quello retorico e argomentativo di Socrate. Dai due stili contrapposti risulta la differenza epocale: il filologo Socrate sviluppa, in modo straordinario, larte del parlar bene contro il rigore scientifico che caratterizza il piccolo numero di filosofi precedenti. Le loro ricerche, in pi campi, sono ritenute da Socrate lontane dallinteresse delluomo. Tra Democrito e Socrate un baratro, nessun ponte: Socrate inventa una nuova forma del eu
Opere, vol. I, t. II, p. 209. Su questo tema Nietzsche utilizza nache il saggio di Carsten Redlef Volquardsen, genesis des Socrates in Rheinisches Museum, XIX [1864], pp. 505-520, cfr. Scritti giovanili, cit. p. 211. 9 KGW II, 4, p. 355; trad. it.I filosofi preplatonici , a cura di Piero Di Giovanni, p. 138. Cfr. anche sull attivit missionaria di Socrate: ST, p. 36. Nellaforisma 72, WS, Missionari divini, larroganza di colui che si sente missionario divino mitigata in Socrate dallironia e dal gusto di scherzare: il compito di mettere il Dio alla prova intesa come una espressione, non compiuta, sulla via della libert dello spirito. 10 KGW I, 4, 57[36]; Opere, I, II, p. 211, Cfr. la lezione di Nietzsche sui filosofi preplatonici, par. 15, KGW II, 4, p. 331: " un grande scrittore: Dionigi di Alicarnasso (De comp. verb., c. 24) lo cita assieme a Platone e Aristotele come scrittore modello. Cicerone, De orat., I, 11, lo avvicina a Platone a causa del suo slancio e dell'ornatum genus dicendi; in De divinat., II, 64, si loda la sua chiarezza, Plut., Sympos., V, 7, 6, ammira il suo slancio". Cfr. DielsKranz, 68 A 34, 68 A 77.
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scolazein con la passione del dialogo, ma rende ai suoi scolari oggetto di ripulsa la ricerca scientifica e la vita solitaria del dotto11 Socrate nelletica ci che Democrito nella fisica (1[106] autunno 1869). Nel cammino verso la filosofia dello spirito libero, soprattutto nei frammenti postumi degli anni 1875-1876, Nietzsche incontra di nuovo la figura di Socrate in contrasto con i filosofi che lo hanno preceduto caratterizzati nella loro volont di trovare la via dal mito alle leggi della natura, dallimmagine al concetto, dalla religione alla scienza 12. Anche Socrate a differenza di Platone, il primo grandioso carattere misto appartiene comunque, per la sua forza caratteriale, a quegli uomini tutti dun pezzo, scolpiti da da una sola pietra. Tra il loro pensiero e il loro carattere intercorre una rigorosa necessit (PHG, p. 273). I filosofi preplatonici mostrano nuove concrete possibilit di vita, al di l della fede nei miti e nella religione. Scelsero un modo di vita al di fuori delle illusioni in cui le difficolt sono enormemente accresciute. Chi vuole la conoscenza dovr sempre nuovamente abbandonare la terra su cui vive luomo, avventurandosi nellincertezza; e limpulso che vuole la vita, dovr sempre nuovamente cercare a tastoni un luogo abbastanza sicuro, per potersi fissare su di esso13.. Si spogliarono del mito che faceva risplendere la vita dei Greci, eppure riuscirono a vivere in modo superiore. Lindividuo vuole poggiare su se stesso(6[7] estate 1875), listinto tirannico proprio di questi grandi filosofi. La scelta dellabbandono delle illusioni vista come difficile, specialmente in Grecia dove il mito espressione di valori di vita ascendente, ed originato da quella stessa tracotanza che spinge i preplatonici alla solitudine della conoscenza: Repressione dellelemento mitico. Rafforzamento del senso della verit di fronte alla libera poesia. Vis veritatis, ossia rafforzamento del puro conoscere (Talete, Democrito, Parmenide (23[14] 1872-1873]). Il mito ha per una forza isolante e disgregatrice, limitato com alla comunit della polis. I limiti della polis stavano nella sua forza tirannica, nellirrigidimento del mito. Il dominio politico di Atene che soffoc grandi forze spirituali, imped lavvento di quella riforma panellenica preannunciata dai filosofi presocratici, e che avrebbe, secondo Nietzsche, favorito il sorgere di grandi e belle individualit. La lotta contro il mito da parte dei filosofi presocratici si accompagna quindi a progetti politici alternativi a quelli della comunit naturale della polis, illuminata, ma anche circoscritta, dal mito. I presocratici con la loro vita realizzarono le premesse delle nuove individualit: vissero in modo libero senza diventare dei pazzi o dei virtuosi. I greci erano sul punto di trovare un tipo di uomo ancora superiore a quelli precedenti, ma intervenne allora un colpo di forbici (6[18] estate 1875). Questo fu dovuto, nel campo della filosofia, a Socrate: il filosofo rovesci tutto quanto, nel momento in cui ci si era massimamente avvicinati alla verit; ci particolarmente ironico (6[7] estate 1875). Attraverso Socrate (bast un cervello strambo) si comp lautodistruzione dei Greci (6[23] estate 1875): tra le conseguenze perniciose lannientamento dello spirito scientifico che aveva trovato lespressione pi compiuta e pura in Democrito14. Il radicalismo scientifico di Democrito appare la causa pi forte del socratismo: Democrito: il mondo del tutto privo di ragione e di istinto, prodotto da uno scotimento che mescola ogni cosa. Tutti gli di e i miti sono inutili. Socrate: allora non mi rimane nullaltro che me stesso; la preoccupazione per noi stessi
KGW II, 5, p. 308 e 312. Tra le definizioni storiche del filologo che troviamo nelle prime pagine delle lezioni introduttive allo studio della filologia, Nietzsche pone quella di Platone che definiva filologo Socrate in quanto amico della conversazione orale e dei logoi filosofici, rispetto ad Aristotele per il quale filologo il filosofo in quanto ha bisogno di una grande mole di materiali empirici. (Encyclopdie der klassischen Philologie und Einleitung in das Studium derselben in KGW, II, III, p. 342-343): 12 KGW II/4, p. 214; trad. it., I filosofi preplatonici, p. 5 13 FP, IV, 1, p. 175. 14 Si veda anche laforisma 261 (I tiranni dello spirito) di Umano, troppo umano, I, che rielabora e riassume i contenuti dei frammenti dellestate 1875 dedicati ai filosofi preplatonici. Socrate appare qui la pietra nellingranaggio capace di far saltare la macchina fortemente accelerata della cultura greca: in una notte lo sviluppo della scienza filosofica, fino allora cos meravigliosamente regolare, anche se troppo celere, fu distrutto.
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diventa lanima della filosofia (6 [21] estate 1875). La filosofia diventa individualistica e eudemonologica : da Socrate in poi si manifesta la sciocca pretesa alla felicit15 come prima motivazione speculativa. La filosofia, si separ dalla scienza quando pose la questione: qual quella conoscenza del mondo e della vita nella quale luomo vive pi felice? Ci avvenne nelle scuole socratiche: col punto di vista della felicit si legarono le vene alla ricerca scientifica e lo si fa ancor oggi (MA I, 7). Questo tema, con diverse accentuazioni, sar presente fino alle ultime riflessioni di Nietzsche: filosofia: , da Socrate in poi, quella suprema forma di accortezza che non cade in errore quando c di mezzo la felicit personale (25[17] primavera 1884). Il giudizio sembra addirittura opposto a quello della Nascita della tragedia in cui Socrate viene presentato quale araldo e mistagogo della scienza, padre del razionalismo scientifico e dellalessandrinismo. La teleologia dominante che comporta la conciliazione tra verit e morale , nel suo aspetto pi profondo, ostile e inconciliabile con una radicale ricerca scientifica senza presupposti etici. LUno originario, artistico e provvidenziale della Nascita della tragedia, assegna a Socrate morente un ruolo decisivo nella cosmodicea: La scienza, spronata dalla sua robusta illusione, corre senza sosta fino ai suoi limiti, dove lottimismo insito nellessenza della logica naufraga. Infatti la circonferenza che chiude il cerchio della scienza ha infiniti punti, e mentre non si pu ancora prevedere come sar possibile misurare interamente il cerchio, luomo nobile e dotato giunge a toccare inevitabilmente, ancor prima di giungere a met della sua esistenza, tali punti di confine della circonferenza, dove guarda fissamente linesplicabile (GT, 15, p. 103). Faust rappresenta lo Streben delluomo moderno senza posa legato a quella brama di sapere che deriva da Socrate: il lui anche il senso di insoddisfazione e laspirare allazione . Dal vasto e mare del sapere si anela di nuovo ad una costa (GT, 18, p. 119-120). Simbolo il ricorrente sogno di Socrate: La cosa pi profonda, peraltro, che poteva essere detta contro Socrate, l'ha detta a lui un sogno. Molto spesso gli veniva in sogno, come racconta in carcere ai suoi amici, una stessa apparizione, che diceva sempre la stessa cosa: Socrate, datti alla musica ! La percezione del limite della conoscenza, esplorata fino agli estremi limiti, apre la via inevitabilmente allarte tragica, alla musica. La scienza stessa in definitiva serve il mito: luomo socratico appartiene interamente alla teleologia dellinconscio che prepara una nuova e superiore arte: Lo scopo della scienza, inaugurata da Socrate, la conoscenza tragica come preparazione del genio. Il nuovo stadio dellarte non fu raggiunto dai Greci: esso rientra nella missione germanica. Larte suscitata da quella conoscenza tragica la musica16. Certamente uno dei limiti della GT era per Nietzsche laver ceduto ad una prospettiva teleologica sorretta dalla metafisica dellarte, probabilmente sotto linfluenza di Eduard von Hartmann (ha un ripugnante odore hegeliano - scrive in Ecce homo). Ne La nascita della tragedia presente una sorta di filosofia della storia giocata sui due principi (apollineo e dionisiaco) che cercano lunit. La struttura metafisica di fondo rende larte necessaria non solo per lindividuo ma per la stessa natura. Leterno soggetto creatore trova nellarte la sua consolazione e la sua necessit, lartista (il genio) a sua volta opera darte per la natura, la realizzazione pi alta, la sua giustificazione. La creazione artistica nasce dallinconscia identit con lUno originario che, come unico creatore e spettatore della commedia artistica, trae da essa, per s, un eterno godimento. Il postulato dellimpossibilit pratica della negazione della vita, della noluntas,(in netta opposizione alla filosofia della storia di Hartmann) comporta l'accettazione di meccanismi di illusione (Wahn) funzionalizzati alla costruzione di una civilt superiore. Nell'istinto si esprime direttamente una volont che sottomette con l'inganno l'individuo. L'istinto illusione che perpetua la volont di vivere, l'inganno da parte del genio della specie a spese dell'individuo. L'arte e il mito sono
Cfr. i frammenti 6[14] e 6[15] (estate 1875). La citazione di Nietzsche (una frase di Merck, amico di Goethe), tratta da Arthur Schopenhauer Parerga e paralipomena, ediz. ital. tomo primo a cura di G. Colli, Adelphi, Milano 1981, pp. I, p. 551-552. 16 F: Nietzsche. 7[174] (fine 1870-aprile 1871). Cfr. anche 7[166]: Euripide e Socrate danno una nuova impostazione allo sviluppo dellarte: partendo dalla conoscenza tragica. Questo il compito dellavvenire [] la tragedia greca si pu vedere solo come preparazione: serenit inappagata.
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l'immagine illusoria pi alta di seduzione alla vita: correggere il mondo ecco la religione o l'arte. 17. Ma accanto a queste illusioni anche lillusione teoretica appartiene alle seduzioni alla vita pi nobili contro le illusioni quotidiane, avviluppate nellapparenza, del filisteo. In Hartmann, che pure si richiamava alla testimonianza delle scienze induttive, come gi in Strau Nietzsche legge, nellinattuale sulla storia, il tradimento di ogni probit scientifica per far giungere, in un processo del mondo guidato dalla sicurezza dellInconscio (una teologia camuffata come quella di Hegel), alla ripugnante e gaudente vecchiaia dellumanit, allultimo uomo: Dove conduce il considerare la storia come un processo, ce lo mostra E. von Hartmann a p. 618 (e da ci comprendo il suo incredibile successo). Qui la visione storica si accomuna al pessimismo: ora se ne osservino le conseguenze! Le et della vita del singolo individuo offrono l'analogia, la poco lusinghiera descrizione del presente muove soltanto verso la conclusione che andr ancora peggio e che questo il processo necessario al quale bisogna abbandonarsi. Per l'analogia serve una specie di uomo alquanto volgare, che l'et virile conduce ad una solida mediocrit, ad un'arte che per lui rappresenta pi o meno ci che di sera la farsa per l'agente di borsa berlinese. [] Ma se l'umanit deve vivere la propria vecchiaia quasi in maniera leopardiana, dovrebbe essere pi nobile di quanto in realt, e soprattutto avere un'et virile diversa da quella assegnatale da Hartmann. Il vecchio che corrispondesse a una tale et virile sarebbe assai nauseabondo e sarebbe attaccato alla vita con una ripugnante avidit, avviluppato pi che mai nelle illusioni pi basse 29[51]. Lipostatizzazione della storia concepita come una totalit orientata teleologicamente contraria alla vita: rende impossibile ogni dar senso concreto e individuale: di qui lindignazione di Nietzsche: ammesso che vi sia uno scopo universale, sarebbe impossibile conoscerlo, perch noi siamo pulci di terra e non governiamo il mondo. Ogni divinizzazione dei consunti concetti generali, come Stato, popolo, umanit, processo del mondo, ha lo svantaggio di alleggerire il fardello dell'individuo e di sminuire la sua responsabilit. Se tutto dipende dallo Stato, poca importanza ha l'individuo: come dimostra ogni guerra. Trasposto in senso morale: chi toglie all'uomo la convinzione che egli sia qualcosa di pi fondamentale ed importante di tutti i mezzi per la sua esistenza, lo rende peggiore. Le astrazioni sono i suoi prodotti, i suoi mezzi per l'esistenza ma nulla di pi, non lo devono dominare. Gli deve essere permesso in ogni momento, in quanto essere morale, di perire lottando contro mezzi che diventano strapotenti, reinterpretati come scopi 29 [74] L'uomo e il processo del mondo! La pulce di terra e lo spirito universale! (29 [53]) processo cosmico! Ma si tratta soltanto della meschinit delle pulci di terra che sono gli uomini! (FP 29[52]). E certamente lultimo uomo predicato sul mercato da Zarathustra ha tutti i caratteri del vecchio di Hartmann ed anchesso pulce di terra ma non destinato alla fine assoluta per forza del processo universale: La terra allora sar diventata piccola e su di essa salteller l'ultimo uomo, quegli che tutto rimpicciolisce. La sua genia indistruttibile, come la pulce di terra; l'ultimo uomo campa pi a lungo di tutti. Nietzsche combatter fino in fondo teorie come quella di Hartmann che ponevano come necessaria per il processo del mondo o per cosmologie pseudoscientifiche inficiate da presupposti metafisici o teologici una fine assoluta. Vi vedr la permanenza pericolosa delle ombre di Dio, gli effetti postumi della pi antica religiosit (nella teleologia negativa come nella postulazione di un inizio assoluto), una esigenza della debolezza (FW 109, 127). In modo significativo Nietzsche ricerca la liberazione da ogni prevaricazione antropologica ricorrendo, gi nei frammenti critici di Hartmann a Democrito e Darwin: Da questo processo del mondo hartmanniano si rifugge volentieri verso il caos degli atomi di Democrito e la dottrina darwiniana della sopravvivenza del pi idoneo alla vita fra le innumerevoli combinazioni. Almeno qui c' ancora posto per i grandi individui, se pure stato un caso a scagliarli fuori.

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F. Nietzsche, Nachgelassene Fragmente, in KGW, III, III, p.105; Opere, III, III/1, p. 99.

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Non il servire il feticcio della scienza (proprio del dotto-strumento) ma lasservire la scienza attraverso una superiore assimilazione dei contenuti la via per la liberazione (una sorta di nuovo eroismo della conoscenza). necessario valutare a fondo limportanza che Nietzsche d al motivo dellassimilazione del vero di contro allaccumulazione ed incorporazione di errori e di illusioni pietrificati in costume e al servizio della violenza comunitaria. Questi temi solo nelle opere successive troveranno pi maturi sviluppi con la lotta aperta alla comunit ed ai suoi residui nella moderna civilt. Si teorizza allora un progresso realistico: una luce che tenga conto dellombra che tutte le cose mostrano quando il sole della conoscenza cade su di esse. Abbandonata ogni prevaricazione antropocentrica sulla realt naturale (la metafisica dellartista e la sua teleologia) c ora la volont modesta di fare della commedia umana solo un episodio trascurabile sullo sfondo di vicissitudini cosmiche:
la goccia di vita che nel mondo senza importanza per il carattere totale del mostruoso oceano di divenire e trapassare... Forse la formica nel bosco immagina altrettanto fortemente di essere meta e scopo della esistenza nel bosco, come facciamo noi quando alla fine dellumanit, nella nostra fantasia, ricolleghiamo quasi involontariamente la fine della terra: anzi siamo ancora modesti quando ci fermiamo a ci e non organizziamo, per i funerali dellultimo uomo, un crepuscolo universale del mondo e degli di. Anche lastronomo pi spregiudicato quasi non pu immaginare la terra senza vita altro che come lo splendente e fluttuante tumulo dellumanit (WS, af. 14)

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Spirito libero e nichilismo: su un componimento poetico di Nietzsche*


[pubblicato in In: Critca della ragione e forme dell'esperienza. Studi in onore di Massimo Barale. (ETS 2011)] Nella lettera del 22 luglio 1888 al vecchio amico Deussen, dopo aver affermato di allontanarsi sempre pi dal proprio tempo per principio e non senza successo e avere manifestato le sue preoccupazioni per la recrudescenza delle antiche sofferenze con la sensazione di essere in qualche modo incurabile, nel commiato affettuoso Nietzsche definisce se stesso con espressioni goethiane: Serbami il tuo affetto e credi nellamore di un vecchio essere disumano [Unmensch] e senza dimora [Unbehaust], per dirla con Goethe. Il riferimento ai versi dell Urfaust: Non sono io il reietto, il senza dimora,/ lessere disumano senza meta n pace, /che come una cascata balza di roccia in roccia, /furiosamente attratta dallabisso? (vv. 3348-3351). Nietzsche, fin dai suoi anni giovanili, si confrontato costantemente e in pi modi con Goethe: ricordiamo come abbia ripreso il tema del ribelle prometeico dellinno goethiano del 1773 nel breve dramma in un atto dedicato al titano (1859); come abbia visto poi in Goethe lerede pi degno, con Leopardi, dei poeti-filologi dellUmanesimo italiano, e alla fine, per la capacit di dominare il caos e di affermare la totalit (luomo pi vasto possibile, ma non perci caotico), ne abbia fatto lespressione piena dello spirito dionisiaco, capace di superare la parzialit di ogni prospettiva vitale, non negandola ma incorporandola in una forma piena e mobile. Alleroismo della lotta, che caratterizza il frammento di uomo nella direzione del superuomo, Nietzsche contrappone la nuova ultima libert che Goethe ha saputo realizzare: un tale spirito divenuto libero sta al centro del tutto con un fatalismo gioioso e fiducioso, nella fede che soltanto sia biasimevole quel che se ne sta separato, che ogni cosa si redima e si affermi nel tutto egli non nega pi. Ma una fede siffatta la pi alta di tutte le fedi possibili: lho battezzata col nome di Dioniso (GD Scorribande, 49) Nella lettera a Deussen, Nietzsche assume come proprio lo Streben faustiano gi presente in Schopenhauer come educatore. Nella Considerazione inattuale, per, limmagine esemplare delluomo di Goethe depotenziava la figura di Faust, inizialmente ribelle e liberatore del mondo, a uno che viaggia per il mondo, alluomo contemplativo in grande stile, forza conservatrice e tollerante che pu degenerare nel filisteo. Tutti i campi della vita e della natura, tutte le epoche passate, le arti, le mitologie, tutte le scienze vedono volare davanti a s linsaziabile contemplatore (SE 4). Come ha messo bene in luce Sandro Barbera, qui indubbiamente Nietzsche prefigura (avvicinandosi al Goethe idillico ed epico, piuttosto che tragico) la caratteristica di viaggiatore e viandante propria pi tardi dello spirito libero e del suo stile di vita18. Questo
Per gli scritti di Nietzsche il riferimento si intende sempre all'edizione: Friedrich Nietzsche, Werke, Kritische Gesamtausgabe, herausgegeben von G. Colli und M. Montinari, de Gruyter, Berlin 1967 sgg. [KGW]. La traduzione italiana utilizzata quella delledizione italiana Colli-Montinari delle Opere di Friedrich Nietzsche, Adelphi, Milano 1964 sgg. Salvo diversa indicazione, la numerazione dei frammenti e dei voll. delle Opere corrisponde a quella delledizione tedesca. Per le lettere di Nietzsche e dei suoi corrispondenti il riferimento si intende sempre all'edizione: Friedrich Nietzsche, Briefwechsel, Kritische Gesamtausgabe, de Gruyter, herausgegeben von G. Colli und M. Montinari, de Gruyter, Berlin 1975-2004 [KGB]. La traduzione italiana utilizzata (quando disponibile), quella delledizione italiana Colli-Montinari dellEpistolario di Friedrich Nietzsche, Adelphi, Milano 1976 e sgg. I riferimenti sono dati utilizzando, per gli scritti di Nietzsche, le sigle delledizione critica seguite dal numero dellaforisma o del frammento [NF] e identificando le lettere dalla data e dal nome dei corrispondenti. 18 Cfr. Sandro Barbera, Friedrich Nietzsche dal mito alla tradizione (Belfagor, LVIII, 2003) ora in Guarigioni, rinascite, metamorfosi. Studi su Goethe, Schopenhauer e Nietzsche, a cura di Stefano Busellato, Le Lettere, Firenze 2010, pp. 141-42.
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confermato anche dal confronto con Wagner presente nella quarta Inattuale: la violenta incorporazione, da parte del drammaturgo ditirambico, dei saperi pi vari si realizza con lazione, la creazione artistica unica a cui tutto sottomesso. Di contro, Goethe appare, come discente e sapiente, simile a una ramificatissima rete fluviale, che per non porta tutta la sua forza al mare, e ne perde e sparge invece nelle sue vie e nelle sue incurvature almeno tanta, quanta ne porta con s alla foce. vero, una natura come quella di Goethe ha e fa pi piacere, intorno a lui aleggia qualcosa di nobilmente prodigo, mentre la violenza del corso e della corrente di Wagner pu forse spaventare e respingere (WB 3). Latteggiamento contemplativo, puramente conoscitivo, proprio delluomo di Goethe, caratterizza il processo dello spirito libero solo in un primo tempo, quando il disincanto del procedere del viandante, che raccoglie e fa esperienza, si lega a un nomadismo intellettuale ancora lontano dalla consapevolezza nichilistica che emerge successivamente come compagna del cammino nel gelo e nel deserto. Nellaforisma 211 di Opinioni e sentenze diverse latteggiamento del viandante, proprio degli spiriti di libero domicilio, legato ad un impulso alla libert contro gli intelletti legati e radicati, viene definito un nomadismo intellettuale (das geistige Nomadenthum). Lespressione, come conferma un appunto di Nietzsche, di Emerson ed tratta dal saggio sulla Storia: Il nomadismo intellettuale il dono delloggettivit, oppure il dono di trovare dappertutto uno spettacolo dilettevole. Ogni uomo, ogni cosa una mia scoperta, mia propriet: lamore che lo anima per tutto gli appiana la fronte19. Il riferimento ai versi del Faust nella lettera a Deussen (lUnbehaust, il senza dimora, lUnmensch, lessere disumano senza meta n pace) rimanda, piuttosto che al contemplativo viandante goethiano di Schopenhauer come educatore, alla figura caratterizzata nel singolare componimento del 1884 che porta il titolo Der Freigeist e che, pi di altri testi, unisce il tema dello spirito libero a quello del nichilismo, del gelo. Vorrei accompagnare la lettura di questo testo a qualche rapsodica considerazione.

Lo spirito libero Commiato Gracchiano le cornacchie e si volgono con volo fremente sulla citt: tosto nevicher buon per colui che ancor oggi ha patria. Ora te ne stai irrigidito, gi da un bel pezzo, ahim!, guardi all'indietro, perch dinanzi allinverno, tu pazzo, sei scappato nel mondo? Il mondo una grande porta su mille deserti, muta e fredda! Chi ha perduto
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Cfr. NF 17[13] 1882 e R.W. Emerson, Versuche, Hannover 1858, p. 16 [BN]. Nietzsche riprende la citazione quasi alla lettera: pone per alla prima persona il verbo. Su questi temi si veda G. Campioni, "Wohin man reisen muss". ber Nietzsches Aphorismus 223 aus Vermischte Meinungen und Sprche, in "Nietzsche-Studien", Bd. 16, 1987, Berlin, pp. 209-226.

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quel che tu hai perduto, mai fa sosta. Ora te ne stai pallido, con la maledizione di peregrinare in inverno, simile al fumo, che sempre cerca cieli pi freddi. Vola uccello, fa stridere la tua canzone con l'accento di un uccello del deserto! nascondi, o pazzo, il tuo cuore sanguinante nel ghiaccio e nello scherno! Gracchiano le cornacchie e si volgono con volo fremente sulla citt: tosto nevicher, guai a colui che non ha patria!. Risposta Misericordia! Lui crede che io bramassi di ritornare nel caldo tedesco, nella felicit intanfita delle stanze tedesche! Amico mio, ci che qui mimpedisce e trattiene il tuo intelletto, la compassione di te! la compassione dello storto intelletto tedesco! [trad. italiana di Giorgio Colli] Der Freigeist. Abschied Die Krhen schrein Und ziehen schwirren Flugs zur Stadt: Bald wird es schnein Wohl dem der jetzt noch Heimat hat! Nun stehst du starr Schaust rckwrts ach! wie lange schon! Was bist du Narr Vor Winters in die Welt entflohn? Die Welt ein Thor Zu tausend Wsten stumm und kalt! Wer Das verlor Was du verlorst macht nirgends Halt. Nun stehst du bleich Zur Winter-Wanderschaft verflucht Dem Rauche gleich Der stets nach kltern Himmeln sucht. 26

Flieg Vogel schnarr Dein Lied im Wsten-Vogel-Ton! Versteck du Narr Dein blutend Herz in Eis und Hohn! Die Krhen schrein Und ziehen schwirren Flugs zur Stadt: Bald wird es schnein Weh dem der keine Heimat hat! Antwort. Da Gott erbarm! Der meint ich sehnte mich zurck Ins deutsche Warm Ins dumpfe deutsche Stuben-Glck! Mein Freund was hier Mich hemmt und hlt ist dein Verstand Mitleid mit dir! Mitleid mit deutschem Quer-Verstand! 20 In primo luogo, emerge la forte differenza con la caratterizzazione del viandante presente nellaforisma finale di Umano troppo umano, in cui lAufklrung che deriva dalla libert della ragione scioglie dai vincoli: il Wanderer non potr legare il suo cuore troppo saldamente ad alcuna cosa particolare: deve esserci in lui stesso qualcosa di errante, che trovi la sua gioia nel mutamento e nella transitoriet. Se vi saranno cattive nottate e stanchezza, pure prevarr lo spirito della filosofia del mattino, la serenit legata allequilibrio dellanima mattinale, la felicit della conoscenza. Il viandante non il viaggiatore diretto ad una meta finale, che non esiste, ma colui che sa gioire del divino imprevisto, della provvisoriet e fugacit, delle molteplici esperienze offerte dal cammino (MA 638). Nel componimento poetico del 1884, la via invece solo quella del gelo e della solitudine, il viandante non crede pi nei doni di tutti gli spiriti liberi che abitano sul monte, nel bosco e nella solitudine, dispera che vi siano altri spiriti liberi. La poesia si presenta in forma di dialogo: un commiato da una parte, la risposta del viandante dallaltra. Nella prima parte: la durezza del cammino intrapreso (Il mondo una grande porta /su mille deserti, muta e fredda!, lessere senza patria, la solitudine, il deserto). Lo sguardo di compassione che un commiato definitivo proviene dallo spirito radicato nella comunit, nella Heimat: buon per colui che ancor oggi ha patria; guai a colui che non ha patria!. Ma la risposta dello spirito libero alle parole di congedo il deciso rifiuto motivato dalla compassione verso chi se ne rimane nel caldo tedesco,/ nella felicit intanfita delle stanze tedesche!. Keine Stubenkultur si legge in un frammento giovanile (32[73], 1874): lo Stuben-Glck, lo Ofen-Gluck (come si legge in una variante) appartengono del tutto allo
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NF 28[64] autunno 1884, pp. 329-330. La traduzione italiana, col testo tedesco a fronte, in Ditirambi di Dioniso e Poesie postume (1882-1888) in F. Nietzsche, Opere VI/4, pp . 140-143. Il componimento poetico si trova in un quaderno di materiali e abbozzi poetici elaborati per la pubblicazione in una progettata raccolta di cui restano pi piani e titoli. Molti di questi materiali saranno utilizzati da Nietzsche per le successive opere. I titoli provvisori del componimento poetico nel manoscritto: Ai solitari, Dal deserto invernale, Nel tardo autunno tedesco, Compassione a destra e a manca. Le varianti del testo in KGW VII/4/2, pp. 244248.

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Stubengelehrte verso cui Nietzsche ha manifestato, fin dalle Considerazioni inattuali, la sua decisa ostilit. Nessuna durezza o solitudine gelata pu fare tornare indietro lo spirito libero nella comodit sicura, nel calore mefitico delle stanze tedesche. Uno dei primi titoli per questo componimento sottolineava proprio questo aspetto: Mitleid hin und her [Compassione a destra e a manca]. Certamente, in primo piano, appare il vivere risolutamente21, il vivere pericolosamente contro ogni comodit e sicurezza propria dellistinto gregario. Le cornacchie gracidano nel gelo: il gelo, simbolo mitico-psicologico di un rifiuto di investimento affettivo sul mondo, caratterizza nei Lieder romantici il cammino del viandante nella sua solitudine e nellabbandono. Basti pensare al ciclo Winterreise di Mller /Schubert che Nietzsche ha certamente presente in questo caso dove torna pi volte il tema delle cornacchie: Ho inciampato su ogni pietra,/ tanto maffrettavo a scappare dalla citt;/le cornacchie mi tiravano neve e grandine/ sul cappello da ogni casa [Hab' mich an jeden Stein gestoen,/ So eilt' ich zu der Stadt hinaus;/ Die Krhen warfen Bll' und Schloen/ Auf meinen Hut von jedem Haus] (VIII, Rckblick- Sguardo indietro). Nel quindicesimo Lied (La cornacchia) si trova il tema, ricorrente nel ciclo, della morte come rifugio: la cornacchia segue il viandante svolazzando sopra il suo capo, attendendo di nutrirsi della sua spoglia: Certo, non durer ancora a lungo il cammino/ mio e del mio bastone./ Cornacchia, lasciami infine vedere/ fedelt fino alla tomba! [Nun, es wird nicht weit mehr geh'n / An dem Wanderstabe. /Krhe, la mich endlich seh'n, / Treue bis zum Grabe!] Ma certo, nel ciclo di Mller/Schubert non manca, in pi punti, una sorta di deciso eroismo, la volont del Resolut zu leben fino alle affermazioni del penultimo Lied [Mut] che trovano echi in Zarathustra: Mi vola la neve sul viso,/ la scuoto via./ Se il cuore mi parla nel petto,/ canto chiaro e allegro.// Non ascolto ci che mi dice,/ non ho orecchie;/ non voglio sentire i suoi lamenti,/ lamentarsi da stolti.// Lieto nel mondo, sempre avanti,/ contro vento e tempesta!/ Se non c' nessun dio in terra,/ siamo noi stessi di! [Fliegt der Schnee mir ins Gesicht,/ Schttl' ich ihn herunter./ Wenn mein Herz im Busen spricht,/ Sing' ich hell und munter.// Hre nicht, was es mir sagt,/ Habe keine Ohren;/ Fhle nicht, was es mir klagt,/ Klagen ist fr Toren.// Lustig in die Welt hinein/Gegen Wind und Wetter!/ Will kein Gott auf Erden sein,/ Sind wir selber Gtter! Il binomio gelo-nichilismo ritorna con le cornacchie nella Genealogia della morale: qui neve, la vita qui ammutolita; le ultime cornacchie che fanno udire qui il loro verso, dicono: a che scopo? Invano! Nada! qui non cresce e non fruttifica pi niente, al massimo metapolitica pietroburghese o compassione tolstoiana (GM III, 26). Nietzsche riecheggia da vicino la caratterizzazione che Bourget fa del nichilismo di Flaubert: come lo scheletro del dipinto di Goya solleva la pietra della sua tomba, e con il suo dito bianco scrive Nada... non c niente...22: i morti delle civilt antiche si drizzano davanti agli occhi
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Nietzsche riprende pi volte questa espressione dai versi di Goethe, che aveva sentito recitare da Giuseppe Mazzini sul Gottardo nel febbraio del 1871. Cfr. la lettera a Franziska ed Elisabeth Nietzsche, del 13 novembre 1871: Alla fine [Gersdorff] ha ritrovato il verso di Mazzini e vivere risoluto nellinterezza, pienezza e bellezza: era nei canti conviviali di Goethe (Goethe, Generalbeiche). 22 Francisco Jos de Goya, Ello dir Titulo: Nada (1810-14), Museo del Grabado de Goya.

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evocatori del poeta e gli giurano che uno stesso nulla era al fondo della felicit di allora, che uno stesso sgomento e una stessa angoscia erano alla fine di ogni sforzo e che, barbaro o civilizzato, luomo non ha mai saputo n ridurre il mondo a misura del suo cuore, n adattare il cuore a misura dei suoi desideri!23. Il tema del gelo torna con frequenza nei testi di Nietzsche legato al senso nichilistico: Tutto liscio e pericoloso sul nostro cammino, e intanto il ghiaccio che ancora ci sostiene diventato cos sottile: noi tutti sentiamo il caldo, sinistro respiro del vento australe dove noi ancora camminiamo, ben presto non potr pi camminare alcuno (NF 25[9]1884). E fino allultimo Nietzsche parla della verschneite Seele, dellanima coperta di neve, cui fa coraggio il vento del disgelo (NF 20[3] autunno 1888]); e in un abbozzo di lettera da Torino (29 novembre 1888) si legge: vengo da mille abissi, su cui non ha mai osato affacciarsi nessuno sguardo, conosco altezze dove nessun uccello ha mai volato, ho vissuto sul ghiaccio sono stato bruciato da mille nevi: mi sembra che caldo e freddo nella mia bocca siano unaltra cosa. Nel frammento 16[32] della primavera-estate 1888, Nietzsche giustifica come necessaria la lunga esperienza del pellegrinare per ghiacci e deserti, in quanto ogni conquista della conoscenza consegue dal coraggio, dalla durezza verso se stessi. La filosofia sperimentale ha in s le possibilit del nichilismo sistematico, anche se tale aspro cammino vuole giungere allaffermazione dionisiaca. La realizzata Umwertung, con la pubblicazione de Lanticristo, comporta lessere giunti come Iperborei al di l del Nord, dei ghiacci, della morte, aver trovato la nostra vita, la nostra felicit luscita da interi millenni di labirinto24. La metafora del ghiaccio ricorre nellOttocento ad indicare lincrinatura che si apre anche nei momenti di massima efficacia ed espansione delle filosofie del progresso. Per la cultura francese a cui Nietzsche fa riferimento si pu menzionare una traccia continua che va dalla futura ge glace di Le Peuple di Michelet, alla notte eterna popolata dalla procession funbre dei pianeti spenti, cadavres sideraux di Lternit par les astres di Blanqui, al ghiaccio come manifestazione fisica della morte delle civilt in Renan, fino a quel curioso opuscolo di Gabriel Tarde (Fragments dhistoire future, 1896) dove il progressivo raffreddarsi della crosta terrestre per una anemia solare, costringe i pochi sopravvissuti guidati da un salvatore un Milziade che non ha disperato dellUmanit a ricercare nelle viscere del pianeta il calore necessario alla sopravvivenza. Gelo e nichilismo: Nietzsche dolorosamente colpito dallaccusa da parte wagneriana (il musicologo Schur) di nihilisme ecurante per le sue nuove posizioni filosofiche dopo la pubblicazione di Umano, troppo umano. Nichilismo e malattia sono i termini usati da Wagner e dalla sua cerchia per esorcizzare il senso della scelta operata dal filosofo di pulizia razionale, nella direzione dello spirito libero. Emancipatosi dalla soffocante tirannia del wagnerismo, Nietzsche per la prima volta fa suo il termine nichilismo, quasi in risposta alle dolorose critiche: In che misura ogni orizzonte intellettuale pi limpido appare come nichilismo (NF 12[57] autunno 1881). Il nichilismo si lega alla ricerca di orizzonti intellettuali aperti, allo sperimentare del viandante, alla durezza del suo cammino solitario25. Nella prefazione del 1886 ad Umano, troppo umano, la durezza iniziale si lega allevento decisivo di una grande separazione, che interviene improvviso, come uno scoppio di energia per lo spirito saldamente legato (e tanto pi legato quanto pi di specie alta ed eletta) dai nobili doveri. Il
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Paul Bourget, Dcadence. Saggi di psicologia contemporanea, ediz. italiana a cura di Francesca Manno, p. 87. 24 AC, 1. Limmagine degli Iperborei, con riferimento a Pindaro (Pitiche, X, 29-30), si trova gi nel frammento 5[46] del 1886, e nei frammenti 15[118] e 20[71] (in versi) del 1888. 25 Significativa, a tal proposito, la riflessione presente nel frammento 9[123] dellautunno 1887: Per la genesi del nichilista. Solo tardi si ha il coraggio di ci che propriamente si sa. Che io sia stato finora un nichilista radicale, me lo son detto solo da poco: l'energia, la nonchalance con cui da nichilista andavo avanti, mi ingannava su questo fatto fondamentale. Quando si va incontro a uno scopo, sembra impossibile che la mancanza di scopo in s sia il nostro principale articolo di fede.

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sentirsi a casa nel calore della comunit rafforzata dal costume e dalla buona coscienza: tutto quello che la giovane anima aveva per s, viene lasciato con sofferenza. Piuttosto morire che vivere qui, cos parla la voce imperiosa della seduzione: e questo qui, questo a casa tutto ci che fino ad allora la giovane anima aveva amato! Un subitaneo orrore e sospetto verso ci che amava, un lampo di disprezzo verso ci che per essa significava dovere, una smania ribelle, capricciosa, vulcanicamente impetuosa, di peregrinare, espatriare, estraniarsi, raffreddarsi, disincantarsi, gelarsi, un odio per lamore, forse uno sguardo e un gesto sacrileghi all'indietro, l dove aveva finora pregato e amato, forse un rossore di vergogna per ci che ha appena fatto, e nello stesso tempo un'esultanza per averlo fatto, un ebbro, profondo, esultante brivido, in cui si rivela una vittoria una vittoria? su che? su chi? una vittoria enigmatica, piena di interrogativi, problematica, ma comunque la prima vittoria: simili cose tristi e dolorose appartengono alla storia della grande separazione (MA, Prefazione 3). Peregrinare, espatriare, estraniarsi, raffreddarsi, disincantarsi, gelarsi. La libert dello spirito non si presenta come facile e gaia leggerezza e caduta improvvisa di pesi: presuppone per lungo tempo un morboso isolamento di chi si distacca dalle certezze incorporate, diventate istinti, diventate morale: lessere sempre in cammino, inquieto e senza meta come in un deserto, con pensieri ed esperimenti inquietanti, pericolosi, che lo seducono e lo conducono sempre pi lontano, sempre pi lontano. La solitudine lo circonda e lo stringe, sempre pi minacciosa, soffocante, attanagliante quella terribile dea, e mater saeva cupidinum - ma chi sa oggi che cosa sia la solitudine? (MA, Prefazione 3). Nietzsche cita qui Orazio (Carmina liber I 19): significativamente, e in modo ambiguo, la solitudine si identifica per il filosofo con Venere, terribile, cruda madre degli amori. La figura del Wanderer, lombra di Zarathustra, il buon Europeo della quarta parte dello Zarathustra fa parte degli uomini superiori, che non si rassegnano, disperano, esprimono sofferenza e disagio e si oppongono al processo di Verkleinerung: in verit, io vi amo, uomini superiori, perch oggi non sapete vivere! Cos, infatti, voi, vivete nel modo migliore! (Za IV, Delluomo superiore 3). Sono figure della decadenza che sperimentano con pericolo nuove forme di vita, gli estremi prodotti di un'epoca di transizione, ancora incapaci di signoreggiare e ordinare i molti istinti contraddittori di cui sono costituiti come figli della modernit. La figura dell' ombra, viandante sempre in cammino ma senza una meta, la cui irrequietezza infrange ogni cosa venerata (nulla vero, tutto permesso)26 e rovescia le pietre di confine, per stanchezza, al termine di un faticoso percorso sperimentale, pu cercare alla sera il primo punto di riposo rimanendo prigioniero di una fede ristretta, di una severa e dura illusione (Za IV, Lombra). Sono anche figure delle stazioni di Nietzsche: nel percorso dello spirito libero tracciato mirabilmente nella Prefazione a Umano, troppo umano, prima di arrivare alla pienezza di energia della grande salute, rimane il pericolo che lo spirito si perda e per cos dire si innamori delle sue stesse vie e resti fisso, inebriato, in un punto qualsiasi (MA Prefazione 4). Oppure sogna la Heimat, il suo calore, la impossibile regressione. Nietzsche comprende come la debolezza del romanticismo non sia capace di fare a meno del dio cristiano, comunque trasfigurato e trasmutato, e vede presenti e forti les nostalgies de la croix (GM II, 7). Necessarie la terapia antiromantica e il gelo: le chiare affermazioni di Ecce homo esprimono la coerenza di un atteggiamento teorizzato a partire da Umano, troppo umano dove, accanto al genio e al santo, congela l'eroe. la guerra, ma una guerra senza polvere da sparo e senza fumo, senza pose guerresche, senza pathos n membra contorte; tutto questo sarebbe ancora idealismo. Un errore dopo laltro viene tranquillamente messo sul ghiaccio, lideale non viene confutato, congela (EH, MA 1).

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Za IV, Lombra. Il motto dell'ordine degli Assassini (quellordine di spiriti liberi par excellence, GM III, 24) compare accanto agli appunti per la figura dell'uomo superiore (primavera 1884). Cfr. almeno: NF 25 [304],[322] 1884.

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La solitudine di Zarathustra, la sua distanza dalla grande citt, una scelta per il gelo della conoscenza contro il calore del piccolo uomo e delle sue menzogne, un volontario esercizio di autodisciplina che segna il cammino del creatore. A partire da Umano troppo umano la solitudine diviene per Nietzsche necessaria per lesercizio della critica, contro lattivit macchinale della professione e del ruolo sociale e la bugiarderia dellidealismo che questi producono come narcotico. La fortezza di Nietzsche presupposto di un contromovimento rispetto al moderno e il suo atteggiamento si definisce e si precisa nel confrontarsi a fondo con le antitetiche espressioni della citt, della dcadence. E se il percorso di Nietzsche pu precisare il suo senso solo nello sfondo storico, la dissezione dei fenomeni del moderno serve a illuminarne il significato. Il tema del gelo mirabilmente recuperato, in senso diverso, da Musil e da Mann. In Musil il gelo intellettualistico, che smonta analiticamente le macchine che sostengono limmediatezza delleffetto, appartiene al tipo cerebrale dellavvenire, alla crudelt dellesperimento (caratterizzato col termine nietzscheano di vivisezione), alla morale matematica. Ed anche Mann, nel Doctor Faustus il romanzo di Nietzsche, il suo Parsifal come romanzo della fine ed estrema radicale confessione nel suo sofferto fare i conti col romanticismo wagneriano, sottolinea il gelo che circonda Leverkuhn; il suo duro ascetismo pur lontano dalla barbara, cattiva socialit che lo circonda e che marcia, corre verso la catastrofe. La salvezza per Mann sta nellascetico operare quotidiano, nella metodica costruzione in cui lartista/artigiano perde la vita, si inaridisce (il gelo dellartista sta nella costruzione dellarte come sostituto della vita fino al pericolo della gelida misantropia) ostile comunque, fin dallinizio alla teatralit, alla messa in scena, allestetismo facile legato al culto dellimmediatezza, lestetismo della scelleratezza e del Rinascimento, quel culto isterico della forza, della bellezza e della vita di cui si compiacque per un certo tempo una certa poesia27. Oppure basti ricordare il sarcasmo, nel Lesedrama Fiorenza, con cui Mann investe legregia masnada di artisti, quella beata compagnia di parassiti e attaccabrighe, di spacconi e di buffoni, geniali, sensuali e arcibalordi, la cui morale irresponsabilit allegramente incespica fra le sale e le aiuole di Careggi28. E, a proposito di Nietzsche, la storia del suo evolversi spirituale quella di chi anche attraverso la malattia proiettato, per cos dire, in alto, fuor di una sfera di splendida normalit, nelle sfere gelide e grottesche di una conoscenza che uccide, di una moralit che isola...29. Gelo e nichilismo: il componimento del 1884 ha attirato pi volte lattenzione di Gottfried Benn, colpito in particolare dai versi Chi ha perduto/ quel che tu hai perduto, mai fa sosta. Benn sfiora il tema in un saggio del 1930, vedendovi il distacco dai presupposti sociali, in quanto Nietzsche, come il suo Eraclito, era fra gli uomini, come uomo, impossibile nella volont di chiamare dal profondo, da una profondit antica e primitiva unesperienza primordiale e originaria, unoscura forma e incrollabile. Le cornacchie sono il suo grande animale: Gracchiano e si volgono con volo fremente sulla citt: tosto nevicher, guai a colui che non ha patria!30. Nella lettera a Oelze del 16 settembre 1935, Benn torna sul componimento chiedendosi: che cosa intendeva veramente N. con i versi: Chi ha perduto quel che io ho perduto/, pi non posa in alcun luogo. Che cosa aveva perduto? Che mai pu essere ci di cui risent a tal segno la perdita? Me lo sono spesso chiesto. Ho soltanto una risposta: forse, il riconoscere che ogni comunit impossibile. E magari, in aggiunta: il riconoscere specialmente che i popoli non hanno alcun bisogno dei loro
Thomas Mann, Considerazioni di un impolitico, a cura di Mariano Marianelli e Marlis Ingenmey, Adelphi, Milano 1997, p. 46. Lammirazione della forza e della bella brutalit della vita, del Rinascimento italiano come epoca fumigante di sangue e bellezza, caratterizza, per Mann, i circoli culturali pre-nazisti e viene messa in caricatura nel Doctor Faustus. 28 Ivi, pp. 110-11. 29 Thomas Mann, Dostoevskij con misura, in Nobilt dello spirito e altri saggi, a cura di Andrea Landolfi, Mondadori, Milano 1997, p. 868. 30 Gottfried Benn, Problematica della poesia, in Lo smalto sul nulla, a cura di Luciano Zagari, Milano, Adelphi 1992, p. 44.
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grandi uomini. E dunque neppure di lui. Assai pi hanno bisogno dei loro uomini mediocri. I grandi sono soltanto ridicoli. Appendice della vita?31. Benn sembra qui proiettare in Nietzsche, suo modello mitico, le sue scelte legate alle delusioni politiche: significativamente assolutizza la prima parte del componimento e mette in prima persona (quel che io ho perduto) le affermazioni che appartengono al commiato dello spirito vincolato (quel che tu hai perduto). Nel saggio Pessimismo, scritto nel 1943, ripropone questa interpretazione: la supposizione della perdita di ogni fede nella collettivit legata, secondo linterpretazione germanica di Benn, alla biologia, alla razza, alla bestia bionda. Tale perdita di fede talmente traumatica da essere forse la causa, per Benn, del crollo della caduta nel decennale nirvana della degenza in un letto32. Ma soprattutto nel saggio del 1950, Nietzsche cinquantanni dopo, che Benn giunger allaffermazione radicale del pieno nichilismo presente nei versi del filosofo che ha inaugurato il quarto uomo senza contenuto morale e filosofico che vive per i principi della forma e dellespressione. un errore ritenere che l'uomo abbia ancora un contenuto o debba averne uno. [] Non esiste anzi pi affatto l'uomo, esistono ancora solo i suoi sintomi. Il verso di Nietzsche: Chi ha perduto ci che tu hai perduto non si arresta in nessun luogo non pu essere interpretato se non in questo senso, egli ha perduto il contenuto solo cos possiamo giungere a una spiegazione adeguata per questo verso enigmatico33. Benn assolutizza dunque la prima parte del componimento, il commiato, non facendo mai riferimento alla risposta dello spirito libero. La sofferenza e la durezza del cammino non significano affatto il voler ritornare al calore intanfito della Germania, della vecchia, rassicurante Europa con la sua morale consolidata. Il viandante-ombra di Zarathustra anzi definito anche il buon Europeo contro il cattivo Europeo della vecchia Europa; il buon francese della Francia del gusto (contro il riconoscimento e rispecchiamento nazionale e popolare in un vate come Victor Hugo) ha dalla sua lessere ibrido e mediatore, raffinato psicologo e prossimo alla decadenza, mediatore tra il nord e il sud (JGB 254); il buon tedesco colui che supera (ber), che va al di l del germanesimo, si sgermanizza. Goethe buon tedesco e buon Europeo: non solo supera lelemento nazionale ma sperimenta e alla fine acquista uno sguardo sovraeuropeo, orientale, sovraorientale del tutto nuovo. Luomo di Goethe come espressione compiuta del dionisiaco tutto questo. Ma ancor pi, se il dialogo del componimento poetico del 1884 mette in scena lo spirito libero contro lo spirito vincolato, chiuso nello Stuben, tipicamente tedesco, questo il senso del duro confronto con Rohde, una distanza del tutto consumata e venuta alla luce a proposito del significato del tutto provenzale della Gaia scienza, espressione di un civilt superiore, capace di coniugare la raffinatezza arabo-moresca con la cultura neoromanza34. Cercando le origini culturali dellEuropa, Nietzsche ha incontrato una civilt complessa, ibrida, sovranazionale, cortese e felice, affermatrice, brutalmente soffocata in germe: una possibilit superiore distrutta dalla violenza. Occorre di nuovo allontanarsi dalla vecchia Europa uniforme (al di l delle piccole politiche nazionali che pretendono di essere grande politica) e dalla sua morale pretesa egemone, si deve divenire viandanti e spiriti liberi:

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Gottfried Benn, Lettere a Oelze. 1932-1945; ediz. ital. a cura di Amelia Valtolina, Milano, Adelphi 2006, p. 49. 32 Gottfried Benn, Pessimismo in Lo smalto sul nulla, cit., p. 243. 33 Gottfried Benn, Nietzsche cinquantanni dopo in Lo smalto sul nulla, cit., pp. 264-65. Benn conferma questo senso nichilistico dei versi in un saggio del 1952: si veda su questo il bel volume di Marco Meli, Olimpo dellapparenza. La ricezione del pensiero di Nietzsche nellopera di Gottfried Benn, Ets, Pisa 2006, pp. 262-63. 34 Sul significato del confronto di Nietzsche con Erwin Rohde e sul tema della gaya scienza provenzale si veda: G. Campioni, "Gaya scienza" und "gai saber" in Nietzsches Philosophie in: Letture della "Gaia scienza" Lectures du "Gai savoir" (a cura di G. Campioni. Ch. Piazzesi, P. Wotling), Pisa, ETS 2010, pp. 15-37.

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Perch la nostra moralit europea possa essere osservata da lontano, per commisurarla ad altre moralit anteriori o di l da venire, si deve fare come il viandante che vuol sapere quanto sono alte le torri di una citt: egli abbandona la citt per questo. [] Si tratta, per lo spirito libero, di praticare una libert da tutta l'Europa, la vecchia Europa, intesa questa come una somma di imperanti giudizi di valore, trapassati in noi fino a divenire carne e sangue (FW 380). Della Gaia scienza Rohde non ha capito neppure il titolo n, tantomeno, la proposta di nuova civilt e nuovi valori che vi contenuta: nella sua lettera si compiace per lo stato di migliorata salute dellamico solitario e sofferente mentre afferma: questa gaia scienza non vuole ancora apparirmi una scienza, ma ora diventa davvero pi libera e pi gaia. Da una parte, la compassione del dotto tedesco vecchio amico allontanatosi e ormai chiuso nellintanfito calore della sua stanza di studio verso il nomade sofferente senza patria, che ricerca e sperimenta nel gelo e nel deserto e, di contro, la compassione dello spirito libero per il dotto tedesco, per il suo storto intelletto tedesco, per la sua miseria. Scrive Nietzsche in un appunto per la prefazione alla nuova edizione della Gaia scienza: A prescindere da alcuni dotti, la cui vanit venne urtata dalla parola scienza (mi fecero intendere che si trattava forse di qualcosa di gaio, ma certo non di scienza), tutti presero questo libro come un ritorno a tutti, e in grazia sua si mostrarono concilianti e affettuosi nei miei confronti (NF 2[156] autunno 1885-autunno 1886). Quello che Nietzsche non intende e non vuole un ritornare indietro, a tutti, e ritrovarsi nel calore malato delle stanze tedesche. E il tema della sofferenza e della solitudine, del loro significato, la forza di liberazione del grande dolore che porta a porre domande pi profonde, pi rigorose, pi dure, pi cattive, pi silenziose, ad una crisi di fiducia nella vita che significa anche un diverso modo di amare ed anche una nuova felicit, percorre lintera Prefazione della Gaia scienza. Grande liberatore, per il filosofo, il pensiero che la vita potrebbe essere un esperimento di chi volto alla conoscenza, afferma. E nelle lettere, nei frammenti e negli aforismi di questo periodo torna pi volte lesclamazione che importa di me!, a sanzionare un destino legato a un compito imperioso, dettato dallinesorabile tiranno che in noi. Giuliano Campioni

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4. VERSO IL SUD Nello Zarathustra si legge : mi sono spuntate le ali per volare via verso remoti tempi futuri. In termpi futuri ancor pi lontani, in meridioni ancora pi meridionali,[ in Sud pi a Sud In sdlichere Sden] di quanto non abbia mai potuto sognare un artista: l dove gli dei si vergognano delle vesti Il Sud cifra simbolica complessa. Visione del futuro, legata alla possibilit dellaltro uomo, dellaltra superiore forma di vita, legata al simbolo del superuomo. La perfezione animale, legata alla solarit e al mito del Sud, solo la inziale premessa. Nietzsche insiste pi volte sulla divinizzazione del corpo segnata dal nome di Dioniso, lestensione della felicit che la cifra distintiva del Sud: Riscoprire in s il Sud e tendere sopra di s un chiaro, splendido, misterioso cielo del Sud; riconquistare la salute meridionale e la riposta potenza dellanima. Non casuale che nello stesso frammento, il filosofo leghi lequilibrio fisiologico e la felicit animale alla possibilit di diventare gradualmente pi vasti, pi sovranazionali, pi europei, pi sovraeuropei, pi orientali, infine pi greci (41[6] e [7] agosto settembre 1885). Il greco come luomo del Rinascimento una cifra ideale di una umanit pi chiara e affermatrice, di unanima pi vasta. agosto settembre 1885 41 [6] Alle gioie umane pi alte e insigni, in cui l'esistenza celebra la propria trasfigurazione, pervengono, come giusto, solo gli esseri pi rari e meglio riusciti; e anche questi solo dopo aver vissuto, essi stessi e i loro predecessori, una lunga vita preparatoria indirizzata a tal fine, e senza neanche la coscienza di codesto fine. In tal caso una strabocchevole ricchezza delle forze pi disparate e insieme la pi agile potenza di un volere libero e di un disporre sovrano abitano in un uomo amorevolmente l'una accanto all'altra; lo spirito allora altrettanto a suo agio e familiare con i sensi, quanto i sensi io sono con lo spirito; e qualunque cosa accada in quest'ultimo, non pu non suscitare anche in quelli una ricreazione e una felicit sottili e straordinarie. E lo stesso inversamente! Si rifletta su questa inversione a proposito di Hafis; anche Goethe, per quanto gi con unimmagine indebolita, d un presentimento di questo fatto. probabile che in tali uomini perfetti e felici le funzioni pi sensibili finiscano con l'essere trasfigurate da un'ebbrezza allegorizzante della pi alta spiritualit. Essi avvertono in s una specie di divinizzazione del corpo e sono remotissimi dalla filosofia da asceti della frase: Dio uno spirito, dalla quale risulta chiaramente che l'asceta l'uomo mairiuscito, che approva di s - e chiama Dio - solo una parte, e precisamente la parte giudicante e condannante. Da quell'altezza di gioia in cui l'uomo sente se stesso, e se stesso in tutto e per tutto come una forma divinizzata e un'autogiustificazione della natura, gi gi fino alla gioia dei contadini sani e dei sani animali quasi umani: tutta questa lunga, prodigiosa scala di luci e di colori della felicit, il Greco la chiam, non senza il brivido riconoscente di colui che iniziato a un mistero, non senza molta cautela e religiosa riservatezza, con il nome di un dio: Dioniso. Cosa sanno mai tutti i moderni, figli di madri fragili, molteplici, malate e stravaganti, dell'estensione della felicit greca, cosa potrebbero saperne! Da dove attingerebbero mai gli schiavi delle idee moderne il diritto di celebrare feste dionisiache? 41 [7] Quando fiorivano il corpo greco e l'anima greca, e senza gli stati di morbosa esaltazione e follia, sorse quel misterioso simbolo della pi alta affermazione del mondo e trasfigurazione 34

dell'esistenza che si siano mai raggiunte sulla terra. E dato qui un metro, commisurato al quale tutto ci che da allora cresciuto risulta troppo corto, troppo povero, troppo stretto; basta pronunciare la parola Dioniso di fronte alle migliori cose e ai migliori nomi moderni, di fronte a Goethe, diciamo, o Beethoven, o Shakespeare, o Raffaello: e di colpo sentiamo giudicati le nostre cose e i nostri momenti migliori. Dioniso un giudice! Mi si compreso? Non c' dubbio che i Greci abbiano cercato di interpretare per s, in base alle loro esperienze dionisiache, i misteri ultimi del destino dell'anima e tutto ci che sapevano sull'educazione e il raffinamento, e soprattutto sull'immutabile gerarchia e disuguaglianza di valore tra uomo e uomo: ecco la grande profondit, il grande silenzio riguardo a tutto ci che greco - non si conosceranno i Greci finch quel nascosto accesso sotterraneo rimarr sepolto. Gli indiscreti occhi eruditi non vedranno mai nulla in queste cose, per quanta dottrina s'impieghi al servizio di quegli scavi; perfino il nobile zelo di appassionati del- l'antichit come Goethe e Winckelmann ha proprio qui qualcosa di illecito, di quasi immodesto. Aspettare e prepararsi; aspettare lo zampillare di nuove sorgenti, prepararsi nella solitudine a voci e volti estranei; lavare la propria anima e renderla sempre pi pura dalla polvere e dal chiasso da fiera di quest'epoca; superare ogni cosa cristiana con qualcosa di sovracristiano, e non solo liberarsene perch la dottrina cristiana fu la controdottrina che negava quella dionisiaca; riscoprire in s il Sud e tendere sopra di s un chiaro, splendido, misterioso cielo del Sud; riconquistare la salute meridionale e la riposta potenza dell'anima; diventare gradualmente pi vasti, pi sovranazionali, pi europei, pi sovreuropei, pi orientali, infine pi greci - giacch la grecit fu la prima grande unificazione e sintesi di tutto il mondo orientale e appunto perci l'inizio dell'anima europea, la scoperta del nostro mondo nuovo: - per chi vive sotto tali imperativi, chisscosa potr mai capitargli un giorno? Forse appunto un nuovo giorno!

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5. CRITICA DELLIDEALISMO WAGNERIANO: il caso Malwida


La radicalit e il sarcasmo impietoso della critica de Il caso Wagner colpisce come Nietzsche avverte coloro che, di aperta fede wagneriana, avevano conservato un rapporto amichevole o una costretta vicinanza con lui: Ho causato un terribile spavento anche tra i conoscenti e le persone a me pi vicine. Come ad esempio il mio vecchio amico Barone von Seydlitz a Monaco, che sfortunatamente in questo momento presidente della Societ wagneriana di quella citt; il mio ancor pi vecchio amico consigliere di giustizia Krug a Colonia, presidente della locale Societ wagneriana; mio cognato Dr. Bernard Frster in Sudamerica, non sconosciuto antisemita, uno dei pi zelanti collaboratori dei Bayreuther Bltter; la mia venerabile amica Malwida von Meysenbug, autrice di Memorie di una idealista, che continua a scambiare Wagner per Michelangelo( Lettera a Georg Brandes del 20 ottobre 1888 (Epist. V, p. 771) Malwida von Meysenbug (1816-1903), una delle pi costanti interlocutrici di Nietzsche, conosciuto nel maggio 1872 in occasione della prima posa del testro wagneriano. Baronessa, figlia di C.L. Rivalier, funzionario governativo dellAssia elettorale, di origine ugonotta. A partire dal 1843 Malwida si stacc dalla famiglia, proponendosi di contribuire alla lotta per lemancipazione della donna e battendosi per il diritto delle donne alleducazione. Fu attiva nei movimenti democratici del 1848 in Germania. Nel 1850 entr nellaccademia femminile di Karl Frbel ad Amburgo, dove si impegn nel lavoro sociale e nellassistenza ai poveri. Quando quellistituzione venne chiusa in seguito a unondata di repressione, per sfuggire alla polizia emigr a Londra, dove si guadagn da vivere con lezioni e traduzioni. Qui conobbe anche il pubblicista rivoluzionario russo Aleksandr Herzen (di cui tradusse le Memorie in tedesco), e si prese cura dei suoi tre figli rimasti orfani di madre, Aleksandr, Natalie e Olga. Intima dei Wagner, fu testimone di nozze al loro matrimonio e segu sempre fedelmente la causa wagneriana. Dal 1877 risiedette stabilmente a Roma. Autrice di una vasta pubblicistica e di numerose traduzioni, nota soprattutto per la sua autobiografia: Memorie di una idealista (1869 e 1876). Con la Nascita della tragedia e con le Inattuali Nietzsche era apparso a Malwida il portavoce pi nobile e geniale di quelleroismo idealistico che doveva trovare il suo esito migliore nel compito di educatore allombra della metafisica dellarte e del genio wagneriano. Comune, inoltre, lapprensione per le incerte sorti del teatro nazionale di Bayreuth, fortemente circonfuso, da parte di entrambi, di idealit: Estati future di Bayreuth. Riunione di tutti gli uomini realmente vivi: gli artisti presentano la loro arte, gli scrittori leggono le loro opere, i riformatori espongono le loro idee nuove. Dovr trattarsi di un bagno generale delle anime: laggi si risveglier il nuovo genio, si schiuder un regno dei veri valori (Frammento 12[4], estate-fine settembre 1875). Cos scrive Nietzsche in un appunto per la Considerazione inattuale dedicata a Wagner. Gi negli appunti del 1874 Nietzsche approdato alla consapevolezza su Wagner, sui pericoli della teatrocrazia tirannica e delle visioni mitiche, sul proprio oscuramento romantico: e il Festival inaugurale del 1876, che il filosofo abbandona a met, diventa per lui il momento simbolico di un distacco irreversibile. Al contrario, la fedele Malwida ne esce edificata ed estasiata: in Der Lebensabend einer Idealistin ella ricorda come, alla fine delle rappresentazioni di Bayreuth, nel banchetto di commiato, dopo il discorso di Wagner (che terminava con laffermazione: Avremo unarte tedesca) prendesse la parola Liszt: Egli dichiara che, nello stesso modo in cui si inchinava 36

davanti a Dante e a Michelangelo, ora si inchinava davanti al genio la cui opera si era a noi manifestata35. Questa enfasi, che Malwida far propria nel contrasto finale con Nietzsche, corrispondeva alle affermazioni di Wagner sul proprio ruolo rigeneratore. Wagner, che dalla sua avversione nei confronti delle figure del Rinascimento neolatino salvava solo Michelangelo soprattutto dopo la lettura de La Renaissance di Gobineau fatta nel novembre del 1880 era commosso dalla figura di Michelangelo, che trovava simile a s per leccessiva violenza nel suo temperamento, unita a una grande energia. Come lartista rinascimentale, egli sente di lottare con la forza ideale dellarte contro una societ corrotta: Sono il plenipotenziario della decadenza afferma, e anche le figure di Michelangelo portano il doloroso peso della dcadence36. Wagner condivide la stessa sorte di Michelangelo, la grande figura che sovrasta lepoca, a cui si oppone con tutta la sua energia senza poterne arrestare la decadenza. Le Memorie testimoniano come lidealismo morale trascinasse, in un primo periodo, Malwida per lEuropa in un forte impegno pratico e sociale, nella diretta partecipazione alla lotta nei movimenti democratici del 1848 in Germania e in una decisa azione per lemancipazione femminile, nella vicinanza e amicizia di personaggi quali Giuseppe Mazzini e di rivoluzionari quali Aleksandr Herzen: con le dure conseguenze dellesilio e della rottura con la famiglia di provenienza. Con questo spirito Malwida si era rivolta al Wagner rivoluzionario nel loro primo incontro, dopo che aveva indirizzato al musicista lettere entusiastiche su Lopera darte dellavvenire. Ma gi al secondo incontro Malwida si mostrava conquistata al nuovo corso wagneriano, dando un nuovo sostrato aristocratico, pessimistico e misticheggiante al suo idealismo. Avevo trovato lartista i cui sforzi realizzavano per me un nuovo ideale e mi confermavano nella convinzione che il regno dellideale esiste solo nellarte, si legge nelle ultime pagine delle Memorie di una Malwida fiduciosa ormai solo in una Germania ideale a cui un genio tedesco indicava la via. Aveva termine la parte pubblica della sua vita: la storia personale sembrava ora annullarsi, perdere la propria individualit e il proprio senso, nel momento in cui il genio aveva porto la chiave del mistero della vita37. Lidealismo diventava essenzialmente, pi che spinta al mutamento, trasfigurazione superiore della vita. Perci, ancora nei suoi tardi appunti, Malwida potr scrivere: Il pi grande dolore, lassenza dellideale38. Il Nietzsche della lotta contro lattualit si trov edificato, nella primavera del 1876, dalla lettura delle Memorie di una idealista, aderendo a quellidealismo eroico originario dai risvolti concreti che impronta tutti e tre i volumi. Nelle sue lettere da Ginevra, egli si pronuncia decisamente contro lo scetticismo e la debolezza. Lidealista Malwida, col suo libro da poco uscito, secondo le dichiarazioni dello stesso Nietzsche, ha una parte decisiva nel recupero temporaneo e particolare del filosofo agli ideali di Bayreuth, che comunque devono essere profondamente riformati. Il libro viene letto e consigliato agli amici: agisce profondamente da stimolo verso lautodeterminazione e la conseguente guarigione (ero malato e dubitavo delle mie forze e delle mie mete)39. Il tema centrale del rimanere fedeli a se stessi si rafforza: linizio del tirocinio dello spirito libero, nella consapevolezza della durezza di un proprio cammino da conquistare. A Giuseppe Mazzini, figura centrale delle Memorie di Malwida, Nietzsche deve lespressione vivere risolutamente contro ogni comodit e sicurezza propria dellistinto gregario, dello spirito vincolato, di colui che sta nel calore di patria e casa. Nietzsche riprende pi volte questo motto dai versi di Goethe, che aveva sentito recitare da Mazzini sul Gottardo nel febbraio del 1871: Alla fine [Gersdorff] ha ritrovato il verso di Mazzini e vivere risoluto nellinterezza, pienezza e bellezza: era nei canti conviviali di Goethe40.
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Meysenbug, Lebensabend einer Idealistin 1898, p. 44. Wagner 1976-1977, vol. III, pp. 623-624 (21 novembre 1880) e 682 (4 febbraio 1881). 37 Meysenbug 1876, vol. III, pp. 301-302. 38 Meysenbug 1898, p. 359. 39 Lettera a Malwida von Meysenbug del 14 aprile 1876 (E III, p. 136). Cfr. anche E III, pp. 137 e 139. 40 Cfr. la lettera a Franziska ed Elisabeth Nietzsche del 13 novembre 1871 (E II, p. 228). La citazione da Goethe, Generalbeichte.

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ROTTURA DEFINITIVA Amica venerata, mi perdoni se prendo la parola unaltra volta: potrebbe essere lultima. Ho reciso via via quasi tutti i miei rapporti con gli uomini, disgustato dal fatto che mi si prende sempre per qualcosa di diverso da quello che sono. Ora tocca a Lei. Le invio da anni i miei scritti, col risultato che Lei candidamente mi dichiara: Aborro ogni parola. E ne avrebbe anche qualche diritto. Lei infatti una idealista e io tratto lidealismo come una falsit diventata istinto, come un non voler vedere la realt a qualsiasi costo: ogni frase dei miei scritti contiene il disprezzo dellidealismo. Finora non c stata sciagura peggiore per lumanit di questa disonest intellettuale; si svilita ogni realt concreta per inventarsi di sana pianta un mondo ideale Non comprende niente del mio compito? Di che cosa voglia dire Trasvalutazione di tutti i valori? Del perch Zarathustra consideri i virtuosi il genere pi nefasto tra gli uomini? Del perch egli debba essere il distruttore della morale? Si dimenticata che egli dice spezzate, spezzate ve ne prego, i buoni e i giusti? Dal mio concetto di superuomo Lei si ricavata cosa che non Le perdoner mai una sovrumana impostura, qualcosa che stava in compagnia di sibille e profeti: mentre qualsiasi lettore serio dei miei scritti deve sapere che un tipo duomo che non provoca il mio disgusto proprio il tipo opposto agli idoli ideali di prima, e somiglia cento volte di pi a un Cesare Borgia che a un Cristo. E quando Lei addirittura osa pronunciare in mia presenza il venerando nome di Michelangelo insieme a quello di una creatura profondamente disonesta e falsa come Wagner, io risparmio a Lei e a me la parola per definire il sentimento che provo. In tutta la Sua vita Lei si ingannata quasi su tutti: non poche disgrazie, anche nella mia esistenza, sono da ricondursi al fatto che Le si elargisce fiducia, mentre il Suo giudizio non ne assolutamente degno. E da ultimo arriva a confondere Wagner con Nietzsche! E mentre scrivo questo provo vergogna per aver posto il mio nome accanto al suo. Dunque Lei non ha capito nulla della nausea che provavo, insieme a tutte le nature probe, allorch 10 anni fa voltai le spalle a Wagner, quando con la comparsa dei Bayreuther Bltter limpostura divenne palese? Le sconosciuta la profonda amarezza con cui, insieme a tutti i musicisti onesti, vedo dilagare sempre pi questa peste della musica wagneriana e questa corruzione dei musicisti che essa comporta? Non si proprio accorta che da dieci anni sono una sorta di consigliere per la coscienza dei musicisti tedeschi e che, dovunque fosse possibile, ho cercato di fare nuovamente attecchire la rettitudine artistica, il gusto aristocratico, il pi profondo odio per la disgustosa sessualit della musica wagneriana? Che lultimo musicista classico, il mio amico Kselitz, proviene dalla mia filosofia e dalla mia educazione? Lei non ha mai capito una sola delle mie parole, uno solo dei miei passi: non c niente da fare; su questo occorre fare chiarezza tra noi anche in questo senso il Caso Wagner per me un caso fortunato 41. Qui Nietzsche mette definitivamente ad acta lidealismo morale di Malwida, che in buona fede incapace di vedere, di distinguere, di conoscere. Da tempo il filosofo ritiene che le migliori intenzioni che caratterizzano Malwida siano legate a una presunzione priva di conoscenza adeguata: La buona Malwida, grazie alla suddetta presunzione, per tutta la vita non ha combinato altro che

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E V, pp. 772-774.

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guai42. E qui Nietzsche allude anche al ruolo di consigliera e pacificatrice nella vicenda di Lou Salom, che certo ha lasciato nel filosofo profonde ferite. Ormai, perduta laura di chi ha duramente lottato nella vita, Malwida ha acquisito allombra di Schopenhauer e Wagner quella dellanima bella a cui non dato di vedere la realt. Viziata per tutta la vita, alla fine se ne sta assisa sul suo sof come una piccola e comica Pizia sentenziando: Lei si sbaglia sul conto di Wagner! Ne so pi io! Proprio come Michelangelo scrive con sarcasmo Nietzsche a Meta von Salis43. Malwida assolutamente incapace di cogliere il senso e la direzione della filosofia di Nietzsche. La critica della venerata amica si accompagna allidea che il filosofo possa e debba tornare alla vera natura da lui caparbiamente tradita: allidealismo metafisico dellarte. La brava Malwida, che con la sua rosea superficialit si sempre mantenuta a galla in una vita difficile, mi ha scritto una volta, procurandomi un amaro divertimento, che le sembrava gi di veder spuntare dalle pagine del mio Zarathustra il tempio sereno che costruir su queste fondamenta. C semplicemente da morire dal ridere; e con landar del tempo mi accontento che non si riesca a scorgere che tipo di tempio io stia costruendo44. Lidealismo di Malwida pu giudicare geniale il libro Sur la diversit des races humaine di Gobineau, al cui pessimismo nichilistico certamente ella obietta in ortodossia wagneriana lelemento creatore e rigeneratore del sangue del Cristo45. Un idealismo che la porterebbe a seguire il bravo Frster in Paraguay, nella sciagurata impresa della colonia Judenfrei nueva Germania, se solo la salute e let glielo permettessero (lettera a Heinrich von Stein dell8 giugno 1883); mentre, da parte sua, Nietzsche fin dallinizio non nutre alcuna illusione sul carattere nefasto dellimpresa, vedendone in anticipo, per gli sconsiderati azzardi, anche i rischi di fallimento economico (lunico merito, azzarda Nietzsche, potrebbe essere quello di liberare la Germania dai maledetti sporchi ceffi antisemiti46). Del resto, lidealismo wagneriano che spinge e incoraggia allimpresa Frster che, nel suo intervento sui Bayreuther Bltter della fine del 1888, scrive: Quale occasione offriamo noi per i lavoratori tedeschi che in molte parti della nostra vecchia patria si consumano nella miseria, la disperazione e la malattia! Noi diamo loro il pane, mentre la socialdemocrazia liberale d loro solo pietre. [] Qui noi sogniamo il rinnovamento della nostra razza che sta diventando vecchia e stanca. Io dirigo nel mio duro, finora molto duro lavoro, abbastanza sovente lo sguardo verso Bayreuth, e limmagine originaria del lavoratore, artista e pensatore tedesco [] si presenta davanti allocchio del mio spirito. Per una parte essenziale del mio agire egli il genio ispiratore. Quando lascia risuona nella foresta vergine, quando puliamo il sottobosco col sudore della fronte per preparare la fertile terra alla coltivazione, quando scaviamo fossi per far defluire lacqua che ristagna, quanto appare lontana questa attivit dalla sacra collina di Bayreuth! Ma nel profondo del cuore sentiamo che proprio questo nostro duro lavoro che fa di noi gli eredi spirituali di Richard Wagner47.
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Lettera a Elisabeth Nietzsche della met marzo 1885 (E V, p. 26). Si veda anche la lettera di Nietzsche alla sorella dei primi di marzo 1885, conservata solo nella trascrizione di Elisabeth, in Appendice, n. 1 (E V, p. 896). 43 E V, p. 786. 44 Lettera a Franz Overbeck del 25 marzo 1886 (E V, p. 165). 45 Meysenbug 1898, p. 197-198. 46 A Elisabeth Frster, poco prima del 5 giugno 1887: infine mio desiderio che siano i tedeschi a venirVi in qualche modo in aiuto, costringendo gli antisemiti ad abbandonare la Germania: e non ci sono dubbi che loro, in tal caso, ad altri paesi preferirebbero il P<araguay>, la Vostra terra promessa. (E V, p. 383). Per lespressione usata per gli antisemiti si veda E V, p. 526. 47 Cit. in Podach, Bernhard und Eli Frster, in Gestalten um Nietzsche. Mit unverffentlichten Dokumenten

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Nietzsche non sopporta laccostamento tra il venerando nome di Michelangelo e quello di una creatura profondamente disonesta e falsa come Wagner. Abbiamo visto come la matrice di questo giudizio stia nella stessa autostima del musicista-vate. Nelle sue tarde memorie, Malwida risponde alle critiche di Nietzsche a proposito del confronto Wagner-Michelangelo, riprendendo probabilmente le argomentazioni presenti nella lettera non conservata: Wagner fu la conclusione possente di una delle grandi epoche produttive della musica, come Michelangelo nellarte plastica. Dopo di lui viene Bernini, come ora vengono gli epigoni di Wagner. La loro somiglianza molto grande; una sorta di lotta la vita di questi due artisti colossali. La linea pura della bellezza si era esaurita con Raffaello, Mozart, Bach, Beethoven. Questi due grandi uomini vivono qualcosa di ancora superiore e cercarono, con i mezzi di cui disponevano sulla terra, di esprimerlo e di attingerlo. Il giudizio universale, i Profeti, le Sibille della Cappella Sistina, gli di del Walhalla e Parsifal dicono la stessa cosa; cercano luomo ideale (non il superuomo nellaccezione di Nietzsche)48. Questa lesaltazione idealistica di fronte a Wagner, posto letteralmente sugli altari. Nietzsche, di fronte alle ulteriori, dure rimostranze (non conservate) di Malwida, prende la decisione di finirla con ogni ambiguit e scrive nellabbozzo di lettera dell8 dicembre 1888: Da ogni parola del mio scritto su Wagner c da imparare qualcosa: e Lei ha il diritto, in quanto [ ] di Wagner, a pronunciarsi contro di esso. Preferisco di gran lunga una simile lettera alla Sua bont. Sarebbe indegno di me tenere in piedi pi a lungo un rapporto ambiguo ho anche esaurito la mia pazienza: se qualcuno vuole restare attaccato a me e contemporaneamente a Wagner, giusto che venga da me respinto. Sino ad ora Lei si interessata solo di dcadents. Lei una di loro: mi permetta di non essere interessante per Lei... Lei tra gli incontri [] della mia vita, ha superato tutte le esperienze negative che ho fatto con W<agner>. Eppure non c nessuno con cui io abbia avuto pi pazienza! Sbagliarsi sul conto del primo uomo di tutti i millenni, nel suo momento decisivo e Le avevo detto che questo momento era giunto.

6. I tre secoli
Nietzsche valorizza lo spirito di Descartes ribadendo, fino allultimo, in Ecce homo, la probit del filosofo francese contro la mancanza di pulizia mentale dei Tedeschi e mantenendo il contrasto tra la sua ragione signorile e il plebeo e caotico Rousseau. Gli appunti dellautunno del 1887 ribadiscono con forza questo concetto. In quel periodo Nietzsche accumula materiali vari per la definizione dellanima moderna in tutti i suoi aspetti volendo avere uno sguardo complessivo sul nostro secolo, sullintera modernit, sulla civilt raggiunta (9[177]). Per questo, in particolare, mette a confronto i tre secoli la cui diversa sensibilit Nietzsche caratterizza e riassume emblematicamente con i nomi di Descartes (aristocratismo), Rousseau (femminismo) e
zur Geschichte seines Lebens und seines Werkes , Lichtenstein, Weimar, 1932, pp. 152-153. 48 Meysenbug 1898, p. 392.

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Schopenhauer (animalismo)49. Il XVII secolo, segnato dal nome di Descartes, si caratterizza per il dominio della ragione, testimonianza della sovranit della volont, il XVIII secolo per il dominio del sentimento, testimonianza della sovranit dei sensi (bugiardo). Il XIX secolo infine per il dominio della brama, testimonianza della sovranit dellanimalit (pi onesto, ma tetro). evidente, per Nietzsche, la superiorit del secolo caratterizzato dalla ragione di Descartes: aristocratico, ordinatore, superbo verso ci che animale, severo con il cuore, non cordiale, anzi senza cuore, non tedesco, avverso al burlesco e al naturale, generalizzante e sovrano verso il passato: perch crede in s. Molta predacit in fondo, molta abitudine ascetica per rimanere padrone. Il secolo della volont forte; anche quello della forte passione (9[178]). Questo brano propone il Seicento come il secolo della volont che si caratterizza come capacit di ordinare il caos e la contraddizione senza tagliare via, semplificando la molteplicit. Una civilt si caratterizza per la grandezza ed anche la terribilit delle passioni che pu permettersi senza andare in rovina, per la sua capacit di usarle 9[138]: il dominio sulle passioni, non il loro indebolimento o sradicamento! Quanto maggiore la forza dominatrice della volont, tanto maggiore la libert che si pu concedere alle passioni (9[139]). La concezione della volont che qui Nietzsche propone si allontana fino allopposizione da quella di Schopenhauer: Lequivoco fondamentale di Schopenhauer sulla volont (come se nella volont lessenziale fossero desiderio, istinto, impulso) tipico: sminuimento del valore della volont fino allintristimento.[...] Grande sintomo di stanchezza o di debolezza della volont: giacch questultima propriamente ci che tratta i desideri da padrona, che assegna loro una direzione e una misura... (9[169]). La posizione di Schopenhauer certo lespressione di un secolo pi animale, pi realistico, pi naturale rispetto alla superficialit del secolo precedente ma debole di volont, ma triste e oscuramente smanioso, ma fatalistico. senza soggestione n stima n per la ragione n per il cuore; profondamente convinto del dominio dei desideri (9[178]). Lanima moderna cos dubitosa di s e della propria volont, appartiene interamente alla dcadence che non ha pi fiducia nel futuro: lpuisement dellenergia vitale sostituisce la velleit alla forza plasmatrice, il dsir alla volont. In tal modo si opera la riduzione della volont a movimento riflesso, la negazione della volont come causa efficiente; infine un vero ribattezzamento: si vede tanta poca volont, che la parola diventa libera di significare qualcosa daltro. E appunto il caso di Schopenhauer. Anche in queste riflessioni di Nietzsche sulla volont, nellultimo periodo del suo filosofare, si sente leco delle teorie della nuova psicologia e fisiologia francesi attente a cogliere non solo il carattere dinamico della realt ma anche la sua complessit. E anche attraverso la mediazione di queste letture, dirette e indirette, che il filosofo tedesco approdato alla struttura plurale dellio, alla costruzione genealogica del soggetto, alla ricerca di un nuovo centro. La realt psicologica molteplicit: il suo forte dinamismo non tende ad una spontanea armonia tra le parti che invece il risultato di un esercizio egemonico di una parte sulle altre. Nietzsche ha cos potuto concludere che la fonte della volont sta nelle azioni biologiche che si compiono nellintimit pi profonda dei nostri tessuti: in tal misura vero dire chessa noi stessi. La sua critica alla volont come facolt radicale (Wille eine falsche Verdinglichung: una falsa concretizzazione50) giacch la volont come activit raisonnable gli appare, come aveva scritto Ribot, il coronamento, lultimo termine di una evoluzione, il risultato di un gran numero di tendenze disciplinate seguendo un ordine gerarchico51.. Ed nel fisiologo Charles Richet (Essai de psychologie gnrale)collaboratore della rivista di Ribot, i cui libri sono presenti nella sua biblioteca, Nietzsche trova la definizione della volont come la puissance de direction che non pu n deve essere confusa con la coscienza che se
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Il confronto tra i tre secoli era un tema diffuso - in particolare nella critica letteraria del tempo: cfr. ad es. il gi citato Paul Albert: Toute poque a sa philosphie dominante. Au XIX e sicle, cest lclecticisme qui finit et le positivisme qui gagne; au XVIII e sicle ctait le sensualisme, au XVIIe le cartesianisme ( La littrature franaise au dix-neuvime sicle. Tome deuxime, Paris: Hachette et C.ie, 1cit. p. 4-5). 50 FP, VIII, 1, p. 19. 51 TH. RIBOT, Les maladies de la volont, Paris 192233, p.74.

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ne ha e neppure con la libert de direction52 : Cet norme enchevtrement dimages, de souvenirs, dmotions, de dsirs, de perceptions, nous est inconnu: le resultat seulement nous apparat, qui nous commande telle ou telle attention, qui impose tel ou tel acte53. La volont - affermano gli psicologi francesi - non un prodotto naturale, ma il risultato dellarte, delleducazione, dellesperienza, fruit dune conqute. Essa esprime come forza di coordinazione lo stato di salute e di energia di un corpo. Cos la forza ordinatrice della volont e della raison dominante nel secolo XVII esprime la vitalit superiore di quellepoca. Nietzsche consapevole che la luminosa ed equilibrata classicit di quel secolo, il progetto della ragione signorile, ha dovuto imporsi su istanze pi oscure e forti: Il XVII secolo soffre delluomo come di una somma di contraddizioni, lamas de contradictions che noi siamo; cerca di scoprire, ordinare, portare in luce luomo; mentre il XVIII secolo cerca di dimenticare ci che sa della natura delluomo, per adattarlo alla sua utopia (9[183]). Di qui, ancora una volta, la ricerca del momento iniziale del carattere di una cultura in figure paradigmatiche: il confronto tra Rousseau e Voltaire sulla stessa linea di quello tra Rousseau e Descartes. Proprio perch legato con lo spirito aristocratico del XVII secolo e rappresentante di un illuminismo classicistico, Voltaire ha i tratti dello spirito liberoe continua la tradizione che inizia con lumanesimo di Petrarca ed Erasmo (MA, 26). Come artista egli appare spirito leggero e ordinatore di contro alla barbarie dello scatenamento romantico del sentimento e della passione. In questo vicino ai Greci, al loro gusto (MA, 221). A tale illuminismo caratterizzato con la figura di Voltaire, Nietzsche. oppone, con forza, fin da Umano, troppo umano, la figura di Rousseau che rappresenta la corruzione dello spirito dellilluminismo in una direzione fanatica e morale: il primo tanto aristocratico e serenamente libero, campione di tolleranza, quanto il secondo plebeo e viziato da sentimentalismo, intollerante, espressione di debolezza romantica (Romantik la Rousseau). Laddove Voltaire rappresentava ancora lumanit nel senso del Rinascimento, come anche la virt, (come alta cultura) ... (9[184], 1887), Rousseau si mostra come lantitesi della tradizione umanistico-rinascimentale e del mondo classico e ordinato che Descartes esprime (la follia considerata grandezza il diritto sovrano della passione la mostruosa dilatazione dellio). Il suo fanatismo morale (die Moral-Tarantel) lo avvicina piuttosto a Lutero: Robespierre suo discepolo (M. Introduz. 3) e la follia della Rivoluzione discende da Rousseau, o perlomeno afferma talvolta Nietzsche dalla sua immagine mitica, dallinterpretazione mitica dei suoi scritti ( WS 216). E ormai documentato come questi frammenti dellautunno 1887, in cui c il confronto tra secoli lun contro laltro armati e tra le figure che li rappresentano emblematicamente (in particolare Rousseau-Voltaire) risentono fortemente della lettura di due saggi di Ferdinand Brunetire (Descartes et la litterature e Classiques et romantiques)54 che Nietzsche possedeva nella troisime srie degli Etudes critiques, del 1887. Da Brunetire allora agli inizi della sua potente carriera e che Nietzsche mai ha nominato nei suoi scritti n nellepistolario, derivano excerpta letterali, riuniti e intramezzati da personali riflessioni55. Proprio lopposizione classico/romantico, e dunque quella tra i secoli XVII e XVIII, al centro di questo rappresentante di una critica tradizionalista di cui Nietzsche terr presente anche il primo libro, Le roman naturaliste, per la critica al naturalismo. Per Brunetire il Seicento, che rappresenta il compiuto classicismo, ha come ideale un dveloppement harmonieux de toutes les facults. Ni limagination ne doit avoir le pas sur la
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Richet, Charles, Essai de psychologie gnrale par Charles Richet , Paris: F. Alcan, 1887, p. 169. ivi, p. 171. 54 F. BRUNETIRE, Classiques et romantiques, Revue des Duex Mondes, 15 gennaio 1883, pp. 412-432; in Etudes critiques sur lhistoire de la littrature franaise, troisime srie, Paris, Hachette, 1887, p. 291 sgg. 55 Da sottolineare, ancora una volta come questi testi, appunti di lettura intrecciati a considerazioni proprie, siano finite feticisticamente dati nellHauptwerk Volont di potenza. Per la testimonianza puntuale delle corrispondenze letterali tra Brunetire Cfr. E. KUHN, Cultur, Civilisation, die Zweideutigkeit des Modernen, Nietzsche-Studien, 18 (1989), pp. 600-626. Meraviglia come anche i primi lettori di Nietzsche, per i quali Brunetire era una vera e propria autorit nel campo della critica, non abbiano avvertito, negli pseudoaforismi della Volont di potenza, fossero fedeli - a volte letterali - appunti di lettura.

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raison, ni la raison ne doit touffer limagination []. Toutes nos facults nous ont t donnes pour nous en servir. Il faut trouver entre elles un temperament, une juste mdiocrit56. Lequilibrio della classicit, per lui come poi per Nietzsche, si conquista stoicamente con una vittoria della volont sugli istinti e i desideri. In questo studio, Brunetire pone l armonia come un vero e proprio criterio, ne fa una norma positiva, una definizione sia del classico che, per contrasto, del romantico. Per Brunetire che pure deriva molto da Taine nello stile classico lquilibre en lui de toutes les facults qui concourent la perfection de loeuvre dart esclude la presenza di una facult matresse intorno a cui si organizza la forma: Il y a des artistes chez qui une facult prdomine trs nettement sur les autres: dautres possdent, ou conquirent, cet quilibre, cette pondration de toutes les facults qui seule peut faire de loeuvre une oeuvre parfaite57. Nietzsche, nel frammento 9[166] dellautunno 1887, riprende e rielabora personalmente la definizione di Brunetire: Aesthetica. Per essere un classico si deve: avere tutte le doti e i desideri forti, apparentemente contraddittori; ma in fondo che si intreccino sotto un solo giogo. Il filosofo mantiene pi vicino a Taine la necessit del primato di un tratto dominante (sotto un solo giogo ) che organizza: a volte Nietzsche lo definisce facult maitresse, altre volte istinto dominante58. Il permanere di un tratto ordinatore che tenta di imporsi ad una molteplicit in movimento e in lotta, lascia aperta la via ad una realt pi mossa che rompe lequilibrio classico cos come proposto dal critico francese - sorretto e protetto dalla tradizione morale, un equilibrio che significa ordine e mediocritas: I monstra morali non debbono essere necessariamente dei romantici, nel dire e nel fare? Una tale preponderanza di un elemento sugli altri (come nel monstrum morale) si contrappone appunto ostilmente alla potenza classica dellequilibrio; ammesso che si possedesse questa altezza e si fosse ci nonostante un classico, sarebbe allora possibile lardita conclusione che si starebbe anche sullo stesso livello supremo di immoralit:... (9[166], autunno 1887) .

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F. BRUNETIRE, Le mal du sicle, p. 460. E. CARAMASCHI, Critiques scientistes et critiques impressionistes: Taine, Brunetire, Gourmont, p. 50. 58 Nietzsche utilizza pi volte il termine "dominierender Instinkt" (istinto dominante) con cui traduce ed interpreta il concetto di "facult matresse", categoria centrale in Taine fin dalla prefazione all Essai sur Tite Live (1856) Essa designa i tratti dominanti caratteristici di una persona o di un gruppo, capaci di dare ordine alla complessit di un campo di forze. Si veda anche il brano di Taine su Napoleone, citato da Nietzsche, (5[91], 1887) in cui compare il termine "facult matresse. Su questo ed altri analoghi concetti quali "conception matresse", posa lintera produzione critica di Taine con cui Nietzsche si confronta. Sulla "facult matresse" si veda Jean-Thomas Nordmann, Taine et la critique scientifique, Paris, Puf 1992, pp. 155 sgg., e Regina Pozzi: Hippolyte Taine. Scienze umane e politica nell'Ottocento, Venezia, Marsilio 1993, p. 56 sgg.. Anche Bourget utilizza pi volte questa categoria (in parte con riferimento esplicito a Taine: cfr. Paul Bourget: Essais de psychologie contemporaine, Paris, Lemerre 1883, S. 196).

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7.
FISIOLOGIA DELLARTE E DELLA DECADENZA
(Da: Sulla strada di Nietzsche, ETS) 1. Il museo della strada. Nei confronti della folla anonima e inquietante della grande citt nasce, nei primi decenni dellOttocento, sviluppandosi impetuosamente nellincontro col positivismo, la fisiologia come genere letterario volto a rassicurare pi che a conoscere, che permette di suddividere e classificare quellindistinto mondo nei suoi strati, nei suoi mestieri, nei suo costumi. Il modo di camminare, di vestire, lora della giornata, le abitudini iscritte nel corpo, diventano i segni che permettono allosservatore attento ed esercitato, allo psicologo capace di ozio, di sciogliere quel mondo caotico in individui e ceti cercando di trasformarlo nel magnifico museo della strada. questo atteggiamento che fa naturalmente dei Goncourt, secondo il giudizio di Bourget, gli storiografi di quello che gli storici dimenticano comunemente: le abitudini della vita59. Balzac per tutti, con un atteggiamento di inquieta fascinazione, da amatore, trae da Parigi, mostro completo, oscuri diletti per chi ne conosce
perfettamente la fisionomia [tanto] da sapervi scorgere ogni ruga, ogni foruncolo, ogni macchiolina. Parigi triste o gaia, brutta o bella, viva o morta: una creatura; ogni uomo, ogni frazione di casa una cellula di questa grande cortigiana di cui essi conoscono bene la testa, il cuore e le usanze fantastiche. (Ferragus).

Gi in Balzac questi individui sono accomunati, pur nella forte diversit dei tipi e dei ceti, di cui si fornisce la fisiologia, da una tensione febbrile verso il danaro e i piaceri, dallimpronta incancellabile di unavidit ansimante; uno degli spettacoli pi spaventosi di questo mondo quello offerto dallaspetto della popolazione parigina: gente orrenda a vedersi, smunta, gialla, tirata.
Parigi come un enorme campo, sempre agitato da un turbine di interessi; sotto limpeto della tempesta si agita una msse di uomini, falciati dalla morte con frequenza maggiore che altrove e che rinascono sempre pi fitti: volti scavati e contorti, che sprizzano da ogni poro lo spirito, i desideri e i veleni che ingrossano i loro cervelli; pi maschere che volti: maschere di debolezza, di forza, di miseria, di gioia o dipocrisia; tutte sfinite, tutte con limpronta incancellabile di unavidit ansimante (La fille aux yeux d'or).

Questa immagine diventa presto un luogo comune nella letteratura e, in genere, nelle analisi della crescente degenerazione della grande citt. Nel suo magistrale saggio su Balzac, Taine fa dello stesso scrittore una espressione di quella lotta quotidiana nellarena: egli fu parigino di costumi, di spirito, di inclinazione. La febbre cerebrale ed i sensi allucinati, l'essere in balia di ambizioni e preda del milieu, caratterizzano anche lo scrittore che pi di ogni altro ha saputo descrivere, di questa serra surriscaldata che si chiama Parigi, le passioni, le monomanie, leccesso come costume ordinario. Balzac diceva di morire di cinquantamila tazze di caff; avrebbe dovuto aggiungere che di queste cinquantamila tazze era vissuto60. E il suo stile ripete il caos gigantesco61: Balzac lontano dal dominio di s e della forma proprio dello spirito classico. Balzac fisiologista, abituato
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P. BOURGET, Nouveaux essais de psychologie contemporaine, Paris 1886, p. 158 (la sottolineatura di Nietzsche); BN. 60 H. TAINE, Notes sur Paris. Vie et opinions de M. Frdric-Thomas Graindorge, Paris 1867, p. 141. 61 H. TAINE, Nouveaux essais de critique et dhistoire, Paris 1865, p. 111. 44

alle sale di dissezione, sa comunque dipingere come nessun altro le nuove bestie da preda, piccole o grandi62. Considerava luomo come una forza; ha preso per ideale la forza63. Lo stesso Taine si far emulo di Balzac con le sue Notes sur Paris. Vie et opinions de M. Frdric-Thomas Graindorge in cui lozio dello psicologo (Per me vado tra la gente come se andassi a teatro, anzi pi volentieri che a teatro)64, pu esercitarsi nellanalisi pessimista delle forme di vita della grande citt e delle diverse maschere della societ moderna. La lotta per lesistenza comporta lanalogia con la foresta e con le bestie da preda. La battaglia ha prodotto i suoi vinti, i suoi scarti e comunque segna il corpo e il volto di tutti; i balli pubblici65 sono loccasione per osservare la degenerazione della razza lavoratrice:
La cosa pi notevole che tutti, tranne uno o due, sono piccoli e macilenti. Molti sembrano bambini: ci sono donne alte quattro piedi. Gente rachitica, cresciuta a stento, nana, debole, deforme. Di padre in figlio hanno bevuto vinaccio, mangiato carne di cane, respirato l'aria infetta del Bobino, lavorato troppo allo scopo di divertirsi troppo. Corpi storti, rattratti, sguardi febbrili. La vita parigina dei bassifondi ha distillato l'uomo, l'ha concentrato, bruciato, 66 rovinato. Col vino ha fatto un liquore .

Loperaio di Parigi si caratterizza in Taine che riprende un diffuso stereotipo, per la sua esibita vanit e viziosa sensualit: pu diventare un eroe a Sebastopoli o un diavolo sulle barricate. La battaglia per la vita ha perso la libert degli spazi in cui la forza si manifestava apertamente. Ogni giorno le formiche lasciano le loro tane per ricominciare una lotta pi aspra:
Il pi triste pensiero che la battaglia si scatener a corpo a corpo, secondo leggi fisse, su un terreno misurato, diviso e chiuso; ogni uomo, gi di per s piegato dal peso della tradizione e del tirocinio, nel suo scompartimento, meccanico e artificiale come la sua mostruosa prigione di mattoni [...]. L'individuo si piega sotto il peso della massa e 67 si trova imprigionato in un ordine stabilito .

I sentimenti di angoscia, ripugnanza, spavento che Benjamin ha individuato nello sguardo veggente gettato sulla metropoli e sulla folla metropolitana da Balzac ed ancor pi da Baudelaire, sono lesperienza di orrore ed incantesimo suscitati insieme dalla grande citt che torna continuamente nei versi del poeta: Brulicante citt, citt piena di sogni... Nelle pieghe tortuose delle vecchie capitali dove tutto ti incanta, anche lorrore... Richard Wagner ha valorizzato in Balzac il genio capace di svelare, con fedelt realista, il rovescio della compiuta teatralizzazione e convenzione della vita di Parigi che nascondeva sotto veli attraenti il desolante orrore della violenta civilizzazione. Pi volte, nei Diari di Cosima, torna l'appassionato interesse per Balzac. Wagner, con la stessa allucinata veggenza intravede il deserto della vita cittadina da cui, nei suoi momenti di sincerit, non vede speranza di uscita (nessuno di noi toccher la Terra promessa;
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Ivi, p. 119. Ivi, p. 135. 64 TAINE, Notes sur Paris, cit., p. 21. 65 Si veda anche la descrizione, fatta dai Goncourt in Ides et sensations (Paris 1866), del ballo pubblico la cui tristezza viene definita da Bourget epilettica e lussuriosa (BOURGET, Nouveaux essais de psychologie contemporaine., cit., p. 188). 66 TAINE, Notes sur Paris, cit., pp.44-45. 67 Ivi, p. 287. 45

morremo tutti nel deserto). La Lettera a Stein del 1883 si apre con la descrizione di unesperienza visionaria nellultimo giorno dellEsposizione universale di Parigi del 1867. La fantasmagoria delle merci che segna il trionfo della civilt moderna interrotta dalla vista di file interminabili di scolari parigini in visita allEsposizione. Nellesercito di giovani che stava a rappresentare tutto un futuro, Wagner, avvicinandosi alla sensibilit di Balzac, vede il destino di vuoto delle metropoli:
Tutto maveva riempito di orrore ed angoscia: vedevo in anticipo tutti i vizi della popolazione della grande citt, debolezza e morbosit, ottusit e desiderio malvagio, stupidit e repressione della vitalit naturale, terrore e paura, 68 accanto a sfrontatezza e perfidia .

Qui Wagner ripete Balzac: maschere, non volti che affermano il destino di degradazione legato alla grande citt.
Alcune osservazioni sull'anima di Parigi possono spiegare le cause del suo aspetto cadaverico che ha solo due et: l'infanzia e la vecchiaia: infanzia scialba e scolorita, vecchiaia imbellettata che vuol apparire giovane (La fille aux yeux d'or).

L'atteggiamento di Wagner non soltanto lesasperata prosecuzione di quel cruento odio per lintera nostra civilizzazione, disprezzo per tutto ci che ne deriva e nostalgia per la natura che ha costituito a lungo il centro della sua ideologia anticapitalistica. Lanalisi pi matura di Nietzsche su Wagner considera il germanesimo e lidealismo di Bayreuth come un pesante involucro di deformazioni e falsificazione.
Il falso germanesimo in Richard Wagner, questa mescolanza estremamente moderna di brutalit e di 69 rammollimento dei sensi, mi ripugna quanto la falsa romanit di David o il falso Medioevo inglese di Walter Scott .

In questi anni Nietzsche matura la comprensione del caso Wagner legando il musicista al naturalismo, al tardo romanticismo francese, alla tirannia dell'effetto e dei colori. Di qui la vicinanza con gli aspetti plebei che caratterizzano il movimento naturalista.
L'abbondanza di istinti plebei nel giudizio estetico attuale dei romanzieri francesi. E infine: vi sono molte cose nascoste che essi non vogliono enunciare, proprio come in Richard Wagner; 1) il loro metodo pi facile, pi comodo, la maniera scientifica della massa di materiale e il colportage: bisogna menare gran rumore con i princpi, per nascondere questi fatti; ma gli scolari li rivelano, i talenti inferiori; 2) la mancanza di disciplina e di bella armonia dentro di s fa s che per loro sia interessante ci che simile a loro, sono curiosi con l'aiuto dei loro istinti inferiori, non hanno la nausea e l'egida; 3) la loro pretesa di impersonalit un sentire che la loro persona meschina, per esempio Flaubert, sazio di se stesso come bourgeois ; 4) vogliono guadagnare molto e far scandalo, come mezzo per 70 il grande successo momentaneo .

Impotenza, debolezza, disprezzo di s, volont di fuga, dominio del milieu (l'ego plasmato), romanticismo di nature deluse, caratterizzano la natura di Wagner come quella dei nuovi romanzieri parigini.
La pittura invece della logica, l'osservazione isolata, il piano, il prevalere del proscenio, dei mille particolari: tutto improntato ai bisogni di uomini nevrotici, in Richard Wagner come nei Goncourt. Richard Wagner appartiene al 71 movimento francese: eroi e mostri, passione estrema e insistenza sui particolari, brivido momentaneo .

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R. WAGNER, Brief an H. v. Stein, in Dichtungen und Schriften, cit., vol. X, p. 165. FP, VII, 2, p. 222. 70 Ivi, pp. 53-54. 71 Ivi, p. 54. 46

Nei framme nti dell'inverno-primavera 1883-84, a partire dalla lettura degli Essais di Bourget, con un rapporto intenso con la letteratura e la critica francese contemporanea, Nietzsche definisce le categorie della sua interpretazione fisiologica di Wagner e dellarte della decadenza che trovano la sua sistemazione nel Caso Wagner. Domina una sorta di legge dei ritardatari: la Germania segue la Francia: anche la maschera del germanesimo e dell'idealismo (questo Wagner veramente tedesco non esiste affatto) trova la spiegazione, in profondo, nella genuina natura di Wagner in quanto artista della decadenza e della grande citt. E infine, per quanto riguarda Richard Wagner si tocca con mano, se non forse con i pugni, che Parigi il terreno appropriato per Wagner72: si legge in Nietzsche contra Wagner; e ne Il caso Wagner lanalogia e la stretta vicinanza tra le eroine wagneriane e madame Bovary continua assegnando a Wagner la natura compiuta di artista metropolitano:
sembra che Wagner non si sia interessato di alcun altro problema salvo quelli che interessano oggi i piccoli dcadents parigini. Sempre a quattro passi dallospedale! Niente altro che problemi modernissimi, problemi assolutamente da 73 grande citt .

Qui Nietzsche riprende le espressioni che il saggio di Louis Desprez, Lvolution naturaliste aveva dedicato a Flaubert: Madame Bovary visto come lo studio di un caso patologico molto frequente nelle nostre societ avanzate. Desprez riprendeva il giudizio di Sainte-Beuve: Anatomisti, fisiologisti, vi ritrovo dovunque! Il libro di Flaubert aveva la dura impassibilit di un trattato di medicina, la fisiologia e la psicologia si costeggiavano continuamente, si usava il bisturi, latmosfera era quella dellospedale: lumanit sanguinante di Madame Bovary vi prender allo stomaco, vi ossessioner come una visione dospedale scriveva Desprez 74. Tale immagine torna a caratterizzare anche il lavoro dei Goncourt: Lospedale il rendez-vous di tutti i dolori, come lopera dei Goncourt il museo della sofferenza umana75. Anche Brunetire parla a proposito di Madame Bovary e di Germinie Lacerteux di uno studio disinteressato di un caso patologico, del tentativo di rivaleggiare nel romanzo con la clinique mdicale76. Bourget, lo psicologo a cui Nietzsche si sent sopra tutti vicino, riprende limmagine: La Madame Bovary di Gustave Flaubert ha come un odore dospedale77. Queste letture danno a Nietzsche strumenti per una rilettura del caso Wagner. La sua posizione ostile alla pretesa obiettivit di Flaubert e dei naturalisti come equivoco moderno .
Nei moderni, vi il disprezzo di se stessi [...]. Quel che raggiungono scientificit o fotografia, cio descrizione senza prospettive, una specie di pittura cinese, tutta primo piano e sovraffollata. In verit, nella moderna furia storica e naturalistica, vi molto disgusto si rifugge da se stessi e anche dal creare un ideale, dal far meglio , cercando in che
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NW, VI, 3, p. 401. WA, VI, 3, p. 30. Si confronti almeno il framm. 15 [99]: Wagner non ha fatto altro che mettere in musica delle storie cliniche, dei casi interessanti, dei tipi modernissimi di degenerazione, che proprio per questo ci riescono comprensibili. Non vi altra cosa che i medici e i fisiologi moderni abbiano studiato meglio del tipo isterico-ipnotico delleroina wagneriana: Wagner, in questo campo, conoscitore, anzi fedele alla natura fino a destare la nausea: la sua musica soprattutto unanalisi psicologico-patologica di stati morbosi, e come tale dovrebbe conservare il proprio valore [...] con la musica di Wagner ci troviamo allospedale (FP, VIII, 3, p. 252; cfr. anche framm. 14 [63] e 15 [15], ivi, pp. 39 e 204). 74 L. DESPREZ, Lvolution naturaliste, Paris 1884, p. 42, BN. 75 Ivi, p. 106. 76 F. BRUNETIRE, Le roman naturaliste. Nouvelle dition, Paris 1884, p. 8, BN. 77 BOURGET, Nouveaux essais de psychologie contemporaine., cit., p. 141. 47

modo tutto venuto : il fatalismo d una certa tranquillit di fronte a questo disprezzo di se stessi. I romanzieri francesi descrivono, in parte dalle sfere pi alte della societ, in parte da quelle pi basse e il centro, il bourgeois , lo odiano 78 tutti, ugualmente. Infine non riescono a liberarsi di Parigi .

Le nozioni di dcadence e la fisiologia dellarte trovano una loro definizione attraverso il confronto attivo con la psicologia francese. Ostile allideologia del germanesimo, Nietzsche vedeva vivere nella Parigi-Cosmopolis la tradizione e lenergia degli spiriti liberi nei seguaci di Stendhal (i rougistes79) che si opponevano alla diffusa e fatale malattia della volont. Nietzsche individua una linea forte che partendo dagli idologues trova il suo punto centrale in Stendhal, psicologo e analista, quale venive letto in quegli anni. Erede di questa tradizioneTaine, colui che spezza in modo audace gli idoli della metafisica ufficiale secondo il giudizio di Bourget, e l'immagine significativa per Nietzsche. Per alcuni tratti del suo nichilismo scientifico, Taine appare capace di far fronte alla malattia europea della volont incarnata dal dilettantismo voluttuoso di Renan. Indubbiamente l'immagine che Nietzsche ha di Taine deve molto al ritratto tracciato da Bourget: solida energia del carattere, invincibile rigore nella interna disciplina, ascetismo della scienza ed, in ultimo, nichilismo radicale e coraggioso. Da ricordare i riferimenti a Taine nella terza parte della Genealogia della morale ed anche il confronto duro con Rohde a proposito del giudizio espresso dal filologo sullo storico. Nietzsche vede in Taine un coraggioso pessimista, un ben riuscito ed onorevole esemplare delle qualit pi nobili dell'anima moderna:
coraggio radicale, assoluta chiarezza di coscienza intellettuale, stoicismo commovente e modesto in mezzo a grandi 80 privazioni e alla solitudine .

Nietzsche sa esprimere anche la sua distanza da Taine, dal suo improbabile atteggiarsi a uomo di mondo e conoscitore di donne nel Graindorge81, all'eccesso di colore nello stile82. La critica di Nietzsche rivolta soprattutto alla teoria tirannica del milieu e alla presunta oggettivit di Taine che nasconde la preferenza per i tipi forti ed espressivi, per coloro che godono, pi che per i puritani83. Potrebbero essere evidenziati analiticamente anche gli apporti positivi e a Nietzsche simpatetici: il modello dell'equilibrio della perfetta salute (in Byron e Goethe), la valorizzazione della cultura greca (la Grecia ha cos ben fatto del bell'animale umano il suo modello, ch'essa ne ha fatto il suo idolo e lo glorifica sulla terra divinizzandolo nel cielo), l'ammirazione per i mostri di forza dai condottieri del Rinascimento a Napoleone, ecc.

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FP, VII, 2, pp.48-49. Si veda su questo la lettera dell11 marzo 1885, indirizzata a Parigi, di Nietzsche a Resa von Schirnhofer, in cui Nietzsche invita la signorina a mettersi in caccia dei Rougistes, gli entusiasti di Stendhal, tra cui il pi vivo Bourget, collaboratore della Revue nouvelle (KGB, III, 3, pp. 1819). 80 KGB, III, 5, p. 76. Trad. in Lettere a Erwin Rohde, cit., p. 117-18 (la datazione della lettera stata corretta nelledizione critica da 21 maggio in 19 maggio 1887). 81 FP, VII, 2, p. 249. 82 Ivi, p. 246. Qui Nietzsche fa proprio il giudizio di Doudan nella lettera a Piscatory del 19 maggio del 1866: mais que cela est rouge, bleu, vert, orange, noir, nacr, opale, iris et pourpre! [...] cest une boutique de marchand de couleurs. 83 Ivi, p. 219 48

2. La malattia della volont. Parigi, il grande laboratorio sperimentale dei valori, produce necessariamente materiale di scarto di grande interesse per lo psicologo: i decadenti, gli estremi prodotti di unepoca di transizione, incapaci di signoreggiare e ordinare la contraddizione dei molti istinti di cui sono costituiti come figli della modernit. Nietzsche analizza e combatte le multiformi espressioni di una dcadence storicamente definita ed espressione comunque di un disagio e rifiuto delluomo medio: esotismo, cosmopolitismo, culto del primitivo e dellinnocente, religione della sofferenza, tolstoismo, wagnerismo come oppiaceo, buddismo, ecc. Molte di queste maschere della decadenza si trovano rappresentate nelle figure delluomo superiore nella quarta parte dello Zarathustra. Nietzsche porta negli ultimi anni alle estreme conseguenze la sua ricerca antimetafisica, trovando nella nuova psicologia francese (che con la fisiologia coglieva non solo il carattere dinamico della realt ma anche la sua complessit) elementi di liberazione dalla rigidezza dei miti legati al linguaggio che pietrifica, immmobilizza in una metafisica spontanea. Di contro lapprodo alla struttura plurale dellio, alla costruzione genealogica del soggetto, alla ricerca di un nuovo centro.
Luomo, al contrario dellanimale, ha allevato dentro di s una massa di istinti ed impulsi antagonistici: mediante questa sintesi signore della terra. Le morali sono lespressione di gerarchie, localmente delimitate, in questo molteplice mondo degli istinti: sicch luomo non va in rovina per le loro contraddizioni . Dunque, un istinto come padrone, il suo contrario indebolito, raffinato, come impulso che fornisce lo stimolo per lattivit L'uomo superiore avrebbe la massima plurlit degli istinti, e li avrebbe anche nell'intensit relativamente maggiore che pu essere 84 sopportata .

Gli studi sullipnotismo e sulla doppia coscienza (e sulle coscienze plurime) venivano definiti una sorta di vivisezione morale: luso del termine rimanda ancora una volta al primato del metodo di Claude Bernard, che gioca un ruolo essenziale in quegli anni. La costruzione e il mantenimento della persona: il presupposto un edificio complicato e fragile che poteva ogni volta, in parte, essere mandato in rovine. Le pietre distaccate sono il punto di partenza per la nuova costruzione che si eleva rapidamente al lato dellantica.
Non si deve in genere presupporre che molti uomini siano persone. E poi alcuni sono anche pi persone, i pi 85 non sono nessuna persona .

Lipnotismo consente il recupero di un lato della vita psichica ignoto alla coscienza, le restituisce la ricchezza posta in ombra dallaffermazione della coscienza personale; fornisce allo psicologo lo strumento per strappare linconscio ai fisiologi senza farne unentit misticamente oscura. Lindagine psicologica diviene un processo danalisi che consente di affrontare il soggetto nel suo complesso, senza rinunciare allosservazione n del suo lato organico n di quello psichico, e che permette di ricostruire o addirittura di seguire la storia dellevoluzione della malattia e della guarigioni. Si tratta di una sorta di genealogia di una storia plurale: di qui anche la vicinanza e spesso linterscambiabilit in Nietzsche dei termini genealogista, psicologo, fisiologo. La vivisezione morale cambia i tradizionali parametri di lettura con la dissoluzione del concetto stesso di individuo psicologico col superamento della monodimensionalit della vita psichica: ci troviamo di fronte a pi storie, pi organizzazioni, al conseguente carattere convenzionale/sociale delle valutazioni di salute e malattia. La realt psicologica molteplicit: il suo forte dinamismo non tende spontaneamente
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Ivi, pp. 267-68. FP, VIII, 2, p. 139. 49

allarmonia tra le parti ma questa frutto dell'esercizio egemonico di una sulle altre. Anche il tema della volont, in Nietzsche, trova in connessione alle discussioni del tempo, una migliore definizione (pensiamo allimportanza di uno scritto come Les maladies de la volont di Th.Ribot, 1883). La fonte della volont sta nelle azioni biologiche che si compiono nellintimit pi profonda dei nostri tessuti: in tal misura vero dire chessa noi stessi. C quindi una critica radicale alla volont come facolt (Wille eine falsche Verdinglichung: una falsa concretizzazione86). La volont come activit raisonnable appare il coronamento, lultimo termine di una evoluzione, il risultato di un gran numero di tendenze disciplinate seguendo un ordine gerarchico 87.
Essoterico-esoterico. Tutto volont contro volont/non c affatto una volont . Lequivoco fondamentale di SCHOPENHAUER sulla volont (come se nella volont lessenziale fossero desiderio, istinto, impulso) tipico: sminuimento del valore della volont fino allintristimento.[...] Grande sintomo di stanchezza o di debolezza della volont : giacch questultima propriamente ci che tratta i desideri da padrona, che 89 assegna loro una direzione e una misura .
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La nostra personalit cosciente o meglio: la coscienza che ciascuno di noi ha del suo stato attuale connesso a stati anteriori non pu mai essere che una debole porzione della nostra personalit rispetto a quella che resta affondata in noi:
siamo oscuri a noi medesimi; la nostra vera persona si agita, si ingegna, si accresce, deperisce a nostra insaputa .
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E Nietzsche, pi volte, e con particolare forza allinizio della Genealogia:


Siamo ignoti a noi medesimi, noi uomini della conoscenza, noi stessi a noi stessi. .
91

Allo stato normale; la connessione tra le due parti della persona sufficiente e coerente. Noi siamo per noi stessi e per gli altri una storia vivente, senza grandi lacune. Ma se, in questo subtratum inconscio (fisiologico) da dove tutto emerge, dei gruppi enormi restano inattivi, lio non pu pi apparire a se stesso conformemente alla sua storia vera. Dallo stato patologico allo stato normale, non vi differenza che dal pi al meno. La coscienza non ci rivela a ogni istante il nostro io che sotto un solo aspetto, tra quelli possibili. La falsa personalit riducibile ad una ide fixe, a una ide maitresse verso la quale converge tutto il gruppo delle idee concordanti, le altre essendo eliminate e come annientate. Lunit dellio quella di un complexus ed solo attraverso una illusione metafisica che gli si accorda lunit ideale e fittizia del punto matematico. Essa consiste non nellatto di una essenza pretesa semplice, ma in una ccordinazione di centri nervosi che rappresentano loro stessi una
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FP, VIII, 1, p. 19. TH. RIBOT, Les maladies de la volont, Paris 192233, p.74. 88 Ivi, p. 176. 89 FP, VIII, 2, pp. 87-88. 90 BOURGET, Nouveaux Essais de psychologie contemporaine., cit., p.142. 91 GM, VI, 2, p. 213. Si veda anche la posizione di Taine in cui comunque lelemento chimicocombinatorio prevale sul genetico-dinamico: Lidea dell'io un prodotto; alla sua formazione concorrono molti materiali diversemente elaborati [....] per quanto vicini si possa essere a noi medesimi, noi possiamo ingannrci in pi modi a proposito del nostro io.(TAINE, De lintelligence, II, Paris 1870, p. 191). 50

coordinazione delle funzioni dellorganismo.


La coordinazione di innumerevoli azioni nervose della vita organica la base della personalit fisica e psichica, perch tutte le altre coordinazioni si appoggiano su essa, si aggiungono ad essa; perch essa luomo interiore, la forma materiale della sua soggettivit, la ragione ultima del suo modo di sentire e di agire, la fonte dei suoi istinti, 92 sentimenti, passioni e, per parlare come nel medioevo, il suo principio dindividuazione .

Noi constatiamo che gli stati di coscienza sempre instabili si suscitano e si soppiantano. leffetto duna trasmissione di forza e di un conflitto di forze che, per noi, ha luogo non tra gli stati di coscienza ma tra gli elementi nervosi che li supportano e li ingenerano. La personalit cosciente debole solo una parte della intera personalit. Lunit non va dallalto al basso ma dal basso in alto; non un punto iniziale ma un punto terminale.
L'io una coordinazione. Oscilla tra questi due punti estremi dove cessa di essere: lunit pura, lincoordinazione assoluta. Tutti i gradi intermedi si incontrano infatti, senza demarcazione, tra il sano e il morboso: luno prevale 93 sull'altro .

E Nietzsche:
Illusione prospettivistica dellio. Unit apparente in cui, come una linea dorizzonte, tutto si racchiude. Seguendo 94 il filo conduttore del corpo si scopre unenorme molteplicit.

3. Stili della dcadence. Questi temi qui accennati, al centro della riflessione dellultimo Nietzsche, vengono generalizzati dalla letteratura naturalista e decadente, che esibisce in romanzi alla moda, nei fortunati Essais di Bourget, casi clinici da grande citt. In Bourget: la perdita di un centro, la mancanza di un istinto dominante capace di ordinare, la malattia della volont come le mal du sicle, vengono letti negli intellettuali-guida della Francia, come il bilancio di una intera generazione. C' il sentimento generale di vivere in un periodo di radicale crisi dei valori, in una societ condannata a morte. La mancanza di un credo collettivo, la fine delle vecchie religioni, il nichilismo della scienza, il dominio della massa che schiaccia le possibilit dell'individuo, il dilettantismo, il cosmopolitismo, la diffusione del buddismo, ecc., sono fenomeni legati all'usura fisiologica, ad una generale impotenza alla vita. In questa sede ci limitiamo ad accennare a qualche suggestione, in una direzione in buona parte ancora da approfondire dalla Nietzsche-Forschung, dellincrociarsi di questi temi nel confronto Nietzsche-Wagner. Nietzsche, ne Il caso Wagner, applica al musicista la nozione di decadenza che aveva annotato nei suoi appunti, fin dallinverno 1883-84 desumendola esplicitamente dal saggio di Bourget su Baudelaire. Lincapacit di plasmare organicamente, la sua incapacit di giungere allo stile che si accompagna alla ammirevole invenzione del dettaglio, fa di Wagner il nostro pi grande miniaturista musicale che rinserra in uno spazio estremamente esiguo uninfinit di sensi e di dolcezza. Il complesso di questa argomentazione de Il caso Wagner per organicamente formulato nella lettera TH. RIBOT, Les maladies de la personnalit, Paris 190814, p. 162 Ivi, p.171. 94 FP, VIII, 1, p. 94.
92 93

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a Carl Fuchs di met aprile 1886.


La formula wagneriana melodia infinita esprime nel modo pi amabile il pericolo, la corruzione dellistinto, e anche la tranquillit della coscienza in mezzo a tale corruzione. Lambiguit ritmica, per cui non si sa pi, non si deve pi sapere, se una cosa capo o coda, senza dubbio un trucco artistico mediante il quale si ottengono effetti meravigliosi il Tristano ne ricco ; ma come sintomo di unarte e rimane il segno del dissolvimento. La parte impera sul tutto, la frase sulla melodia, lattimo sul tempo (anche sul tempo musicale), il pathos sullethos (carattere o stile come lo si voglia chiamare), e finalmente lesprit sul pensiero. Scusi! Ma quello che io credo di scorgere un capovolgimento della prospettiva: si vede molto, troppo minutamente il particolare; molto, troppo confuso linsieme. In musica la volont tesa verso questottica sovvertitrice, e pi della volont lingegno. E questo dcadence: una 95 parola che tra gente come noi, sintende, non giudica ma definisce .

La decadenza un fenomeno di decomposizione di qualunque tipo di organismo (animale, sociale) che libera dalla gerarchia e dalla subordinazione al lavoro coordinato della totalit che definisce invece il grande stile ed esprime salute lautonomia della cellula, e genera cos anarchia. E Bourget concludeva:
Uno stile di decadenza quello in cui lunit del libro si decompone per lasciare il posto allindipendenza della pagina, in cui la pagina si decompone per lasciare il posto allindipendenza della frase, la frase a sua volta 96 allindipendenza della parola .

Nietzsche, con il suo stile aforistico, si pone consapevolmente agli antipodi nella volont di definire e di esprimere, con la sentenza, una forma delleternit: La mia ambizione quella di dire in dieci proposizioni quel che ogni altro dice in un libro quel che ogni altro non dice in un libro97. Nietzsche si trova pi vicino comunque allambizione classica del moralista francese espressa da Joubert:
Se vi un uomo tormentato dalla maledetta ambizione di mettere tutto un libro in un pagina, tutta una pagina in 98 una frase, e questa frase in una parola, sono io .

Agli antipodi dello stile della decadenza Bourget pone la scrittura di Taine: vero e proprio processo di anatomia psicologica di un cercatore che vede nella letteratura un segno. La filosofia la passion dominatrice capace di dare ordine dimostrativo alla forza delle immagini, inserendole in una struttura argomentativa.
Non esiste affatto, nella letteratura attuale, stile pi sistematico e di cui ogni procedimento traduca meglio il partito preso di un pensiero sicuro di se stesso.Ogni periodo d'una di queste forti pagine un argomento, ogni membro di questi periodi una prova, in appoggio di una tesi che il paragrafo intero sostiene, e questo paragrafo stesso si lega strettamente al capitolo, il quale si lega all'insieme cos bene che, al pari di una piramide, tutta l'opera converge dalle pi minute molecole delle pietre delle fondamenta fino al blocco di roccia della cima, verso una punta suprema e che 99 attira a s l'intera massa .

La rigorosa costruzione che domina e sottomette a s anche le metafore visionarie si oppone allo stile della decadenza come caratterizzato da Bourget per Baudelaire (ma vale anche per l'impressionismo dei Goncourt) e ripreso da Nietzsche per Wagner. In molti frammenti di Nietzsche si trova esplicita la contrapposizione tra lo stile turgido e
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KGB, III, 3, pp. 176-77. BOURGET, Essais de psychologie contemporaine, cit., p. 25. 97 GD, VI, 3, pp.152-53. 98 J. JOUBERT Penses, Paris 1874, VI ediz., p. 8 (BN; sottolineato da Nietzsche). 99 BOURGET, Essais de psychologie contemporaine., cit. p. 188. 52

metaforico di Balzac (plebeo che ha bisogno di forti sensazioni, preda della grande citt) e lo stile secco, chiaro, matematico di Stendhal. Questa opposizione rimanda al saggio di Taine: di contro ai forti colori di Balzac, Beyle rimane classico: semplice allievo degli ideologi e del senso comune. Lo stile metaforico lo stile inesatto, afferma Taine:
Quando la vostra idea, in mancanza di riflessione, ancora imperfetta e oscura, non potendo mostrarla cos, voi indicate gli oggetti a cui essa assomiglia; voi uscite dallespressione corta e diretta, per gettarvi a destra e a sinistra nei 100 paragoni. dunque per impotenza che voi accumulate le immagini .

La potenza e la ricchezza della definizione vuole appartenere all'aforisma e alla scrittura di Nietzsche che consapevolmente lontana (dopo il periodo romantico) da ogni valorizzazione dello stile metaforico.
Ci che immagine, o simbolo, tutto si offre come l'espressione pi vicina, pi giusta, pi semplice .
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La scelta della metafora, se lontana dalla volont di definire, significa vaghezza, suggestione, debolezza. Oppure un effetto del moltiplicare indifferentemente i punti di vista, le interpretazioni, nella moderna et critica. Questo comporta lo scetticismo alla Renan, la vacillation de la volont, l'impotenza. La dcadence di Bourget deve il suo carattere alla nozione positivistica di malattia, in particolare nei termini che aveva fissato Taine: la malattia processo di disgregazione di una forma, dove per lelemento particolare, acquistando autonomia morbosa e sottraendosi alla subordinazione funzionale al tutto, produce un incremento di visibilit. Essa perci, secondo le iniziali indicazioni di Claude Bernard, un esperimento non costruito, ma offerto spontaneamente dalla natura che fornisce la stessa procedura di isolamento del fenomeno propria dellesperimento scientifico. Lacutezza di sguardo, la precisione del dettaglio e nella definizione del particolare in Baudelaire, nasce da questa necessaria vicinanza malattia-visibilit. Nellanalizzare lanalogia tra il Wagner di Nietzsche e il Baudelaire di Bourget, (ma anche altri sono i contesti di riferimento) si deve mettere in luce lattenzione di Nietzsche al momento allucinatorio dellarte wagneriana. Lo stile allucinato dellesperienza visto da Bourget come caratteristico dei poeti e scrittori di quella metropoli che tende fino allo spasimo la macchina nervosa ed capace di frammentare la sensibilit. Bourget, a proposito dei Goncourt, parla di
fini impressioni nervose, una prodigiosa mobilit di sguardo, una novit incomparabile del pittoresco, e di un fremito 102 della parola che rivela una vibrazione quasi inquietante di tutto lessere .

La forte febbre allucinatoria (la frase sottolineata da Nietzsche nella sua copia) caratterizza la malattia ricercata e voluta dai due romanzieri ostili allequilibrio della salute: moltiplicando allinfinito le emozioni artistiche, frammentandole nellottica del bibelot, i Goncourt spingono agli estremi la delicatezza del proprio sistema nervoso e finiscono per trasportare leccitabilit di una natura estetica nella quotidianit. Il bibelot diventa simbolo del dilettantismo e dell'esotismo: la caratteristica peculiare dei Goncourt uomini da museo, ed in questo moderni. Il museo risponde ai bisogni pi diversi di
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TAINE, Nouveaux essais de critique et dhistoire, cit., p. 57. EH, VI, 3, p. 349. 102 P. BOURGET, Nouveaux Essais de psychologie contemporaine, cit., p.154. 53

stimolo estetico: il corrspettivo del grande magazzino che offre una risposta anticipata a tutti i desideri. Anche nel grande magazzino, che sfrutta questa generale passione si trova il bibelot :
se ne andr come tutte le mode, ma chi analizza la nostra societ contemporanea non pu trascurarlo pi che lo storico 103 del grand sicle non pu passare sotto silenzio il paesaggio tagliato del parco di Versailles .

I nuovi romancire, sono come Baudelaire, figli della vita di Parigi e della analisi scientifica: citt e scienza hanno assolto allo stesso compito di disgregazione degli organismi totalizzanti basati sulle grandi illusioni:
scrittori deccezione che come Edgar Poe, hanno teso la loro macchina nervosa fino a diventare allucinati, sorta di retori della vita torbida e gi venata dallasprezza della decomposizione (Gautier). Dovunque balena ci che egli stesso, con espressione strana ma necessaria, chiama la fosforescenza della putrefazione; egli si sente attirato da un 104 magnetismo invincibile .

Il modello di Bourget era, anche qui, la psicologia che Taine aveva formulato in egual misura nellopera filosofica De lintelligence e nella descrizione della follia rivoluzionaria nelle Origines de la France contemporaine. In particolare la dottrina tainiana della sensazione come allucinazione vera ritaglia il campo della percezione corretta della realt come un caso particolare, eccezionale e precario, del processo morboso dellallucinazione. La costituzione della personalit come centro saldo di percezione realistica dipende dallobbedienza a regole e criteri socialmente costruiti. I grandi fenomeni di disgregazione delle civilt (di cui le convulsioni di Parigi sono lesempio terrificante che la Comune ha messo sotto gli occhi di tutti indicando i confini labili di ragione e follia) spazzano via regole e criteri dissolvendo lunit di stile percettivo e di comportamento che costituisce la persona umana. Il soggetto si perde cos in una successione di sensazioni e di atti senza centro e prive di criteri correttivi, che le Origines interpretano in chiave politica. Qui le forme di rettifica dellallucinazione, della propensione spontanea allirrealismo della follia, si incorporano nellesistenza di una lite sociale adeguata, cio capace di controllare, frenare e reprimere lespandersi dellimmaginazione sociale, e il conseguente comportamento collettivo di tipo allucinatorio. Negli Essais Bourget assegnava a Parigi una forza disgregante rispetto alla personalit:
Questa citt il microcosmo della nostra civilizzazione [...]. Dite ora se possibile conservare ununit di sentimenti in questa atmosfera sovraccarica di correnti elettriche, in cui le informazioni multiple e circostanziate 105 volteggiano come una popolazione di atomi invisibili. Respirare a Parigi bere questi atomi .

Nietzsche ha descritto come caratteristica dellesperienza decadente il richiamarsi reciproco della disgregazione sotto lo choc della grande citt e la fuga verso appagamenti allucinatori. Il tardo romanticismo francese nasce come esperienza per una realt mancata, disdegno contro i boulevards. La sottomissione agli stimoli forti del milieu da parte della personalit debole (puisement fisiologico, della razza) suscita un mondo di hashish, di vapori esotici, pesanti, avvolgenti, di ogni specie di esotismo e simbolismo dellideale, solo per liberarsi una buona volta della propria realt. Anche il nazionalismo e lideologia di Bayreuth, col suo pesante e grigio simbolismo, sono palude che, lungi dallessere lantitesi genuina e pura dellinnaturale metropolitano, nascono proprio dalla palude della citt.
Un certo cattolicesimo dellideale soprattutto in un artista, quasi la dimostrazione che egli disprezza se stesso, che
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Ivi, p.150. Ivi, pp. 30-31. 105 BOURGET, Essais de psychologie contemporaine, cit., p. 73-74. 54

sta nella palude : il caso di Baudelaire in Francia, il caso di Edgar Allan Poe in America, il caso di Wagner in 106 Germania .

Ancora una volta Bourget indica la fuga romantica verso lideale, verso il misticismo come espressione di una impotenza verso la grande citt:
Uno scrittore passeggia sul boulevard e il tumulto della folla lo inebria. Eccolo sposare, con la sua intelligenza tutte le forme di questa vita cangiante e variegata... se al contrario lo scrittore tra coloro la cui natura troppo fragile ripugna alle violenze dello sforzo animale, lo spettacolo di questa via lo brutalizza; i visi apparsi un minuto gli rivelano le piaghe interiori e lossessionano. Chiude gli occhi per non vedere il quadro di questa dolorosa realt, ed elabora in se 107 stesso il sogno di un altro universo .

Bourget vede in questo un aspetto della solitudine dellartista moderno:


racchiuso dai suoi sogni estetici nella prigione in una sorta di contrada dellhaschisch, non si preoccupa pi della 108 portata immediata della sua opera .

In questultimo periodo Nietzsche insiste anche su una lettura fisiologica della dcadence approfondendo il tema positivistico della degenerazione. Il caso Wagner inteso appunto nella sua caratterizzazione medico-fisiologica. Lesperienza della grande citt al centro dei processi di disgregazione del soggetto. Utilizzando le immagini del nutrimento e della digestione, Nietzsche contrappone ad un atteggiamento attivo, che accumula le energie attraverso una selezione e una digestione prolungata (Einverleibung, incorporazione) di stimoli, la sottomissione al prestissimo delle impressioni accelerate, contraddittorie e puntuali della modernit:
ne risulta un indebolimento della capacit di digestione. Subentra una specie di adattamento a questo eccesssivo accumularsi delle impressioni: luomo disimpara ad agire; si limita ormai a reagire agli eccitamenti dallesterno. Spende la sua energia in parte nell assimilare, in parte nel difendersi e in parte nel replicare. Profondo indebolimento 109 della spontaneit .

lo stesso motivo che guida la critica di Nietzsche alle ideologie darwinistiche. Il darwinismo da lui inteso come unideologia della lotta in cui il soggetto, completamente subordinato alla struttura polemica, incapace di signoreggiare autonomamente il milieu attraverso una forza plastica di assimilazione. La teoria del mileu perci una teoria della decadenza, ma penetrata e divenuta dominante in fisiologia110.
La teoria del milieu , oggi la teoria parigina per eccellenza, essa stessa la prova di una rovinosa disgregazione della personalit. Quando il milieu comincia a formare e la situazione tale che lecito intendere i talenti di primo piano come mere concrescenze del loro ambiente, allora finito il tempo in cui si poteva ancora radunare, ammucchiare, 111 raccogliere finito l avvenire. [...]. Lattimo divora ci che produce e guai! ci nonostante rimane affamato .

Nel continuo confronto che Nietzsche instaura con i dcadents parigini, questi fanno comunque parte di un impetuoso movimento di crescita del reale. La percezione della crisi rilevata dalla dcadence in Nietzsche nettamente diversa dalla dominante prospettiva positivistica, nella quale i
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FP,VIII, 3, p. 367. BOURGET, Nouveaux essais de psychologie contemporaine, cit., pp. 91-92. 108 Ivi, p. 197. 109 FP, VIII, 2, pp. 114-15. 110 FP, VIII, 2, framm. 15[105], p. 255. 111 Ivi, p. 255. 55

processi degenerativi di una forma di civilt sono ridotti e padroneggiati nei termini di una regressione a livelli atavici.
Ci che prima non si sapeva, ci che oggi si sa o si potrebbe sapere, sta nel fatto che una trasformazione regressiva , un ritorno, in qualsiasi senso e grado non affatto possibile... Nessuno ha la libert di essere gambero. Non giova a nulla: si deve andare avanti, voglio dire un passo dopo laltro pi oltre nella dcadence (questa la mia definizione del moderno progresso...). Si pu intralciare questo sviluppo e, intralciandolo, arginare, concentrare, 112 rendere pi veemente e pi improvvisa la degenerazione stessa: di pi non si pu .

Al fondo la dcadence rivela una duplice caratteristica: da un lato lincapacit di signoreggiare il processo di crisi della forma, la subordinazione al milieu, dallaltro la visibilit sul reale implicita nella malattia. Per quanto riguarda il secondo lato Nietzsche rielabora qui, per certi versi, e ripensando la sua giovanile teoria del sogno e dellestasi, la coppia positivistica regressione-modernit. La disgregazione della forma e dello stile fa comparire alla superficie della vita stati psichici di rammemorazione di epoche remote dellumanit, che sembravano del tutto cancellate e che trovano capacit espressive nel linguaggio musicale e nellestasi dellebbrezza. Talvolta la musica suona come il linguaggio di unet scomparsa in un mondo stupito e nuovo scriveva gi in Opinioni e sentenze diverse113, l dove vincolava lespressione musicale ad un sentimento del passato; e ricordando le feste delle memorie degli Elleni morenti, incalzati dai barbari e prossimi alla distruzione della loro civilt affermava:
il meglio di noi stato forse ereditato da sentimenti di epoche anteriori, a cui per via diretta quasi non possiamo pi giungere; il sole gi tramontato, ma il cielo della nostra vita arde e risplende ancora di esso, sebbene non lo vediamo 114 pi .

Ma nei frammenti del 1888 il tema ripreso con maggiore radicalismo, giacch larte wagneriana non appare pi come il medium che trasmette allestenuazione moderna le immagini e le energie delle epoche anteriori. La gratitudine per questa funzione dellarte ora totalmente convertita in vivisezione di quei processi della modernit che permettono il ritorno del rimosso. Ne Il caso Wagner la sua arte in quanto malattia, visibilit accresciuta di tali processi.
La prima cosa che la sua arte ci offre una lente di ingrandimento: si guarda dentro .
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La stessa espressione nello stesso senso viene usata da Bourget per Amiel che lascia andare agli estremi, fino alla malattia, lo spirito germanico, lo spirito analitico, il gusto del sogno che in lui convivono come espressioni della modernit116. Nel frammento La religione nella musica limpianto mitico religioso del Parsifal, riproduce lessenziale funzione rammemorativa, ma la isola dalla modernit, e dunque rende invisibili i processi che lhanno generata rinchiudendosi in uno spazio sacro.
Che la musica possa prescindere dalla parola, dal concetto oh come ne trae vantaggio, questa astuta santarella, che riconduce, anzi seduce a tornare a tutto quanto fu una volta creduto! [...]. La nostra coscienza intellettuale non ha bisogno di vergognarsi, perch ne resta fuori, quando un qualche antico istinto beve, con labbra tremanti, da

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GD, VI, 3, p. 143. VM, IV, 3, p. 65. 114 MA, IV, 2, p. 159. 115 WA, VI, 3, p. 10. 116 BOURGET, Nouveaux essais de psychologie contemporaine, cit., p. 256. 56

calici proibiti .

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Ma il frammento immediatamente successivo accosta musica ed ebbrezza insistendo sullelemento della visibilit:
Con lalcool e la musica ci si riporta a gradi di cultura e incultura che i nostri progenitori avevano gi superato; in 118 questo senso niente pi istruttivo, niente pi scientifico dellinebriarsi .

Al primo lato della decadenza connesso il tema dellpuisement e della sostituzione della velleit alla forza plasmatrice, del dsir alla volont. La visione pu sorgere, oltre che per sovrabbondanza di energia nellartista dionisiaco (ed il caso di Zarathustra che Nietzsche ribadisce in Ecce homo) anche come espediente reattivo contro il sentimento del vuoto, come fuga per debolezza dal caos delle sensazioni forti e disgreganti: Dietro la contrapposizione tra classico e romantico non si nasconde la contrapposizione tra attivo e reattivo?119. Anche latteggiamento reattivo, teorizzato e praticato da Huysmans, che caratterizza per molti aspetti luomo superiore (homme suprieur) dello Zarathustra nei confronti del milieu, espressione di impotenza e debolezza, incapacit di andare oltre.
La teoria del milieu , adattata da Taine allarte giusta ma giusta al contrario ( rebours) quando si tratta di grandi artisti perch su questi il milieu agisce con la rivolta, con lodio che provoca in loro; invece di modellare, di plasmare lanima a sua immagine, esso crea, nelle immense Boston, dei solitari Edgar Poe; esso agisce alla rovescia, crea nelle vergognose France dei Baudelaire, dei Flaubert, dei Goncourt, dei Villiers de lIsle-Adam, dei Gustave Moreau, dei Redon e dei Rops, degli esseri deccezione che rivolgono indietro il passo, ripercorrono il cammino dei secoli e si gettano, per il disgusto delle promiscuit che esso fa loro subire, nei baratri delle et passate, nei tumultuosi 120 spazi degli incubi e dei sogni .

Lo stesso atteggiamento anarchico, distruttore, visto da Nietzsche come risposta immediata e subalterna allo stimolo esterno di chi gli sottomesso ed incapace di signoreggiarlo: impotenza quindi che produce il sogno di una natura originariamente buona, che sta, disponibile, al di l delle macchine complicate della civilizzazione. Anche laspetto istrionico di Wagner, commediante e Cagliostro che si adegua allepoca dominandola con una sublimazione teatrale della disgregazione, agli occhi di Nietzsche politica decadente della crisi in cui lideale (il mito) non presente come leva di cambiamento, ma come conferma dellesistente, poich la sua autentica natura ribadisce e rafforza lelemento estatico e di ebbrezza della sensibilit decadente. Sono i limiti delluomo superiore che non pu essere inteso pienamente nel suo significato, se non si tengono presenti sullo sfondo le contemporanee formulazioni di Taine, Renan, Bourget, Brunetire, dei Goncourt, ecc., ed anche la criticit esercitata da Nietzsche verso gli esiti decadenti e nichilistici dei contemporanei. La quarta parte di Zarathustra pu essere letta allora come gli Essais di psicologia contemporanea di Nietzsche, diagnosi della cultura dellepoca, con lurgenza, di fronte ai tipi della decadenza di dare una risposta, di avviare un contromovimento sotto il segno dellaffermazione dionisiaca.

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FP, VIII, 3, p. 30. Ivi, p. 31. 119 FP, VIII, 2, p. 56. 120 J. K. HUYSMANS, Lart moderne-Certains, Paris 1975, p. 258-59. 57

8. Il Rinascimento e la plante humaine: Stendhal, Taine e Nietzsche


Il Rinascimento ha fornito a Nietzsche gli argomenti contro la presunta superiorit della cultura germanica in quanto sedicente espressione privilegiata dellelemento umano-universale, capace di resuscitare lantichit classica: Il Rinascimento italiano incluse in s tutte le forze positive a cui si deve la cultura moderna: ossia liberazione del pensiero, disprezzo dellautorit, vittoria dellistruzione contro lalterigia della schiatta, entusiasmo per la scienza e per il passato scientifico degli uomini, affrancamento dellindividuo, amore ardente per la veracit e ostilit verso lapparenza e il mero effetto [ ]; s, il Rinascimento ebbe in s quelle forze positive che finora, nella nostra cultura moderna, non sono ancora ridiventate cos potenti. Esso fu let aurea di questo millennio, nonostante tutte le sue pecche e i suoi vizi (MA, af. 237). A partire da Umano, troppo umano, Nietzsche identifica in Lutero il nemico dellAufklrung che interrompe il cammino sulla via dei lumi iniziato con lumanesimo neolatino. Nel rozzo monaco tedesco la fede e la convinzione significano fanatismo e chiusura, e quindi violenza, contro la libert dello spirito e la mitezza. La Riforma luterana fu, in tutta la sua estensione, lesasperazione della semplicit contro qualcosa di molteplice; per esprimerci in termini cauti, un grossolano, candido fraintendimento cui molto deve essere perdonato non si comprese lespressione di una Chiesa vittoriosa e si vide soltanto corruzione, si fraintese il nobile scetticismo, quel lusso di scetticismo e tolleranza che ogni potenza vittoriosa, sicura di s, si concede (FW, af. 358). Il fanatismo di Lutero, nemico dellonest intellettuale, si congiunge a quello di Rousseau in un elenco di spiriti malati, epilettici dellidea che conduce alla distruzione dellAuflrung e dello spirito libero: Convinzioni sono carceri.[...] La libert da ogni specie di convinzioni, il saper guardare liberamente parte integrante della forza... [..] Il credente non libero in genere una coscienza per la questione del vero e del non vero: essere onesti su questo punto sarebbe la sua immediata rovina. Il condizionamento patologico della sua ottica fa delluomo convinto un fanatico Savonarola, Lutero, Rousseau, Robespierre, Saint-Simon , il tipo antitetico allo spirito forte, divenuto libero (AC, 54). Luomo del Rinascimento viene caratterizzato e contraris, come sintesi di una pluralit di forze mobili e come apertura nelle forme sociali e culturali: non si subordina a valori trascendenti e rigidi ma vede nei valori strumenti pragmatici della costruzione di s e dello Stato opera darte. Il Rinascimento esplosione della complessit nella conoscenza e nella morale. E la vitalit e lenergia del Sud contrapposte al freddo e uniforme Nord: Il protestantesimo, questa forma di decadenza spiritualmente impura e noiosa, in cui il cristianesimo si saputo finora conservare nel mediocre Nord: come qualcosa di dimezzato e di complesso, pregevole per la conoscenza, in quanto ha fatto confluire nelle stesse menti esperienze di diverso ordine e diversa origine. Valore delle forme complesse, del mosaico psichico e perfino della disordinata e trascurata economia dellintelligenza (1887-1888, 10[54]). Con Stendhal, mediato da Hippolyte Taine, Nietzsche attraversa il mito letterario del Sud che trova nel Rinascimento la sua et doro. Tale mito parte di una geografia sentimentale ed ideologica, che ha una lunga tradizione, da Helvetius a Montesquieu, da Rousseau a Mme de Stal, a Sismondi: la riflessione sulla psicologia dei popoli, il contrasto tra il Nord e il Sud, ed infine la presenza forte del mito italiano: La Pianta uomo nasce pi robusta qui che altrove. Questa espressione di Stendhal torna pi volte in Nietzsche e in Taine121.
Lespressione di Vittorio Alfieri si trova in Stendhal, Rome, Naples et Florence, Paris 1854 [BN], p. 383 (il passo sottolineato da Nietzsche) e a p. 345 dove citata per esteso, in italiano: La pianta uomo nasce pi robusta in Italia che in qualunque altra terra, gli stessi atroci delitti che vi si commettono ne sono una prova e ricorre anche nellHistoire de la peinture en Italie, Paris: Michel Lvy Frres, 1868, [BN].p. 285: La vgtation humaine y est plus forte. L se trouve le ressort qui fait les grands hommes. Nietzsche fa pi volte riferimento a questa espressione: cfr. JGB 44, Frammenti 27[40.59], estate-autunno 1884; fr. 34[74.146.176] aprile-giugno 1885; 37[8].
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La valorizzazione della Renaissance da parte di autori quali Barbey dAurevilly e Arthur de Gobineau ha alla sua radice lesaltazione dellenergia extramorale, allinterno del beylisme nascente. Bourget, che come Nietzsche approdato a Stendhal attraverso Taine, pone al centro degli Essais de psychologie contemporaine lepitafio Arrigo Beyle, Milanese, voluto dallo stesso scrittore: Stendhal savoura, comme un barbare, cette voluptuose impression animale du soleil, si caressante ceux dont la jeunesse a grandi sous le nuages du Nord122. Al di l della ricostruzione autobiografica che parla di un incontro del tutto fortuito, senza suggestioni esterne, con lo scrittore francese (Stendhal, uno dei casi pi belli della mia vita123), si deve osservare che Nietzsche, solo nel 1879, dopo aver letto Taine nellestate del 1878, legge con passione Stendhal al quale rimarr fedele fino allultimo come a colui che forse ha avuto fra tutti i Francesi di questo secolo gli occhi e gli orecchi pi ricchi dintelligenza (FW, 95). Felicit, passione, forza, energia, analisi vivisettrice, insouciance, dolce far niente, amore, vanit, bellezza come promessa di felicit[La beaut nest que la promesse de bonheur], il Midi e la sua musica, il contrasto tra la "gaiezza" e il tedio e la pruderie, la caratterizzazione dei vari popoli europei etc. sono temi e categorie che troviamo, con appunti dalla lettura di Stendhal, in particolare nei frammenti postumi del 1880, a costituire la trama della "filosofia del mattino". Lo stesso ateismo di Stendhal, per Nietzsche, un aspetto della sua salute, si lega senza sforzo alla sua vitalit affermatrice non espressione di risentimento, rifugge dalle ombre di Dio. E Nietzsche gli invidia "la pi bella battuta da ateo": Dio ha la sola scusa di non esistere124 (EH, Perch sono cos accorto, 3). Alla linea romantica, della debolezza che deriva da Rousseau e che vede in Sainte Beuve e Renan due esponenti principali, Nietzsche contrappone la linea dell'energia e della forza che procede dagli ideologues e che in ha nello psicologo Stendhal il suo punto centrale di riferimento. Nietzsche, nella caratterizzazione di Stendhal come "uomo superiore", si richiama a Taine e Bourget. Nietzsche unisce la lezione di Stendhal a quella di Taine quando valorizza il tema dellenergia individuale che trova nel Rinascimento italiano e nellarte di quel tempo, il suo punto pi alto. Scrive Stendhal: Cest en vain quon demanderait la froide exprience de nos jours limage des temptes qui agitasient ces mes italiennes. Le lion rugissant a t enlev ses forts et rduit au vil tat domestique [...] Partout des passions ardentes dans toute leur sauvage fiert: voil le quinzime sicle125. Stendhal definisce Alessandro VI ce grand homme qui savait tout et pouvait tout (Chroniques italiennes) e Cesare Borgia le reprsentant de son sicle126.

Paul Bourget, Essais de psychologie contemporaine, cit. p. 266. Per il valore dellepitafio di Stendhal: cfr. la lettera di Nietzsche a Gast del 22 marzo 1884. 123 EH, Perch sono cos accorto, 3; Cfr. la lettera a F. Overbeck del 23 febbraio 1887, in cui Nietzsche confronta come casi fortunati della sua vita, lincontro con Dostoewskij di poche settimane prima con quello di Schopenhauer (a 21 anni) e con Stendhal a 35 anni. 124 La battuta ("il est athe jusqu'au dlice") riportata da P. Bourget, Essais , cit, p. 260 come espressione del suo essere erede di Condillac, d'Helvetius e de Tracy, "implacable pout toutes les inventions de l'Idalisme allemand". Ma tale forma di ateismo viene messo in luce anche da Paul Albert , La litrature franaise au XIXeme sicle, Paris, 1885, p . 236, (BN):La religion, il sen proccupe peu: il est athe avec rage, ne croit pas que les autres croient, a des plaisanteries lgers, comme celle ci: Ce qui excuse Dieu, cest ce quil nexiste pas.. Di contro, significativamente, tradizionalisti come E. Melchior de Voge, nellAvant-propos (1886) de Le roman russe, Paris, Plon,191211, vede in questo aspetto di Stendhal (nous le prenons san cesse en flagrant dlit dintervention railleuse, de persiflage voltarien, p. XXIX) un aspetto del suo nichilismo, disastroso per la Francia:Beyle na rien de limpassibilit, il a seulement une abominable scheresse La sua la stessa anima di Julien Sorel cest une me mchante, trs-infrieure la moyenne Rouge et noir , livre haineux et triste. La speranza di una resurrezione dellarte francese epuis sta nellinfluenza salutare della grande anima russa. 125 Stendhal, Histoire de la peinture en Italie, cit., p. 11. 126 Stendhal, Histoire de la peinture en Italie, cit., p. 14.

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Letture di autori francesi marcano senza alcuna ombra di dubbio lopposizione di Nietzsche filoromanico al germanico Wagner; e se Burckhardt resta un punto di riferimento essenziale nel percorso del filosofo, certo che il Rinascimento (e Cesare Borgia come sua figura simbolo) un diffuso mito-forza della cultura francese. Le pagine dello storico di Basilea, riprese dai Francesi127 e da loro riproposte a Nietzsche con maggiore luminosit, assumono ora la valenza di unaffermazione di valori che ha le brume del Nord come momento polemico. E, anche, resistenza, soprattutto dopo la guerra franco-prussiana, al sentimento diffuso della dcadence latina. Nietzsche riassumer contro i Tedeschi: Cesare Borgia contra Parsifal. Se insinuavo nellorecchio di qualcuno di andare in cerca di un Borgia piuttosto che di un Parsifal, quello non credeva alle sue orecchie (EH, Perch scrivo libri cos buoni, 1). E la costruzione di un mito consapevole: alleroe religioso, cristiano, casto, schopenhaueriano di Wagner che si congiunge al Ges di Renan il filosofo contrappone non la figura storica, ma il centro immaginario dellenergia immoralistica, della sana animalit della bestia da preda (Raubthier), controeroe della decadenza. Equivoco sulla bestia da preda: molto sana come Cesare Borgia! Le qualit dei cani da caccia (25[38], 1884). A Parsifal, creatura dellarte decadente, si oppone Cesare Borgia, una figura che ha perso, nella diffusa valorizzazione letteraria ed estetica, le caratteristiche storiche puntuali per divenire un forte simbolo. La sana animalit del principe-condottiero, lespressione pi elementare dellenergia vitale che il filosofo contrappone alla malata fisiologia di Parsifal (un Borgia piuttosto che un Parsifal- sottolineatura mia) e, come vedremo, non certo lespressione pi alta delluomo del Rinascimento, in nessun modo riducibile al tiranno e al Gewaltmensch. In Cesare Borgia non va dunque ricercato un carattere morboso. Egli rappresenta, al contrario, un sano esemplare tra tutte le belve e creature tropicali. Questo si traduce nel rimprovero che Nietzsche rivolge ai moralisti: di avere un odio per le foreste vergini e per i tropici! E che luomo tropicale debba essere screditato a tutti i costi, sia come malattia e degenerazione umana, sia come un proprio inferno e una tortura di se stesso? Perch mai? A favore forse delle zone temperate? A pro degli uomini moderati? Dei morali? Dei mediocri? Questo per il capitolo morale come pusillanimit (JGB, 197). Questo caos incandescente solo la premessa per lanima vasta e complessa, che conosce un ordine estetico: luomo del Rinascimento. Questa alchimia degli estremi deriva a Nietzsche principalmente da Taine, del quale trascrive, dal Voyage aux Pyrnes (Paris 1858) sotto la rubrica Fisiologia dellarte, brani significativi che ben definiscono il Rinascimento: Agir, oser, jouir, dpenser sa force et sa peine en prodigue, s'abandonner la sensation prsente, tre toujours press de passions toujours vivantes, supporter et rechercher les excs de tous les contrastes, voil la vie du seizime sicle cet ge de force et d'effort, d'audace inventive, de plaisirs effrns et de labeur terrible, de sensualit et d'hrosme128. In questo diario di viaggio che diventa - alla Stendhal - raccolta di riflessioni ed analisi su tutte le realt incontrate, la forza viene approvata ed esaltata, nelle sue varie espressioni: dall'imponenza delle masse rocciose nei cui confronti l'esperienza umana appare excroissance passegre (la substance minrale et ses forces sont les vrais possesseurs et les seuls matres du monde...(p.338) alle sane bestie da preda rinascimentali che contrastano con la decadenza dei moderni (p.76).Gi la Histoire de la Littrature anglaise conteneva una forte valorizzazione de la Renaissance paenne intesa come piena affermazione dellenergia umana contro il senso dimpuissance e di
Scriver Taine a Nietzsche il 17 ottobre 1886: Vous me faites un grand honneur dans votre lettre en me mettant cot de M. Burckhardt de Ble que jadmire infiniment; je crois avoir t le premier en France signaler dans la presse son grand ouvrage sur la Culture de la Renaissance en Italie. 128 Sotto il titolo "Physiologie der Kunst", Nietzsche raccoglie nel frammento postumo 7[7] (Fine 1886Primavera 1887), degli excerpta da Hippolyte Taine, Voyage aux Pyrnes , Paris 1858. Le concordanze con la fonte sono date in Appendice a G. Campioni, Wagner als Histrio Von der Philosophie der Illusion zur Physiologie der dcadence in Centauren-Geburten. Wissenschaft, Kunst und Philosophie beim jungem Nietzsche, hrsg v. T.Borsche, F. Gerratana u. A. Venturelli, de Gruyter 1994, pp. 484-488. Cfr. Taine, op. cit. pp. 65.
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dcadence del cristianesimo medioevale. Surabondance et drglement, puissance, un si franc appell aux sens, un si complet retour la nature, lhomme fort et heureux, muni de toutes les puissances qui peuvent accomplir ses dsirs, et dispos sen servir pour la recherche de son bonheur - queste alcune espressioni usate da Taine. Il Rinascimento, in quanto ritorno ai valori della Grecit, glorificazione della realt del corpo contro i fantasmi malati e le contraddizioni dello spirito del Medioevo. Taine mette in rilievo plasticamente, come far Nietzsche il contrasto tra le paganisme effront de la Renaissance italienne e la fede ristretta e fanatica di Lutero, tedesco, uomo del Nord incapace di comprendere laffermazione della leggerezza, dello scetticismo, la grce de la vie raffin et sensuelle, toujours affranchie des proccupations morales, livre la passion, gaye par lironie, borne au prsent, vide du sentiment de linfini. Cesare Borgia e Alessandro VI, sono il simbolo pi appropriato di questa affermazione immoralistica della forza: ont prsent lEurope les deux images les mieux russies du diable. Una civilt complessa e forte ha saputo former et dchaner un animal admirable et redoutable, bien affam et bien arm. Questi animali se dchirent entre eux, comme de beaux lions et de superbes panthres129: impossibile, per lo storico francese, fondare una societ sur le culte du plaisir et de la force. Napoleone:Il fratello postumo di Dante e Michelangelo Zola, nel suo articolo M.H. Taine, artiste (1866), coglie con grande e simpatetica comprensione, la posizione di Taine sospeso, come spirito malato e inquieto, tra la febbre della modernit (il appartient notre sicle de nerfs) e lamour de la puissance, de lclat che lo fa vivere nei valori del Rinascimento: M. Taine nest pas lhomme de son temps ni de son corps. Si je ne le connaissais, jaimerais me le reprsenter carr des paules, vtu dtoffes larges et splendides, tranant quelque peu lpe, vivant en pleine Renaissance. Il suo volere essere compagnon de Rubens et de Michel-Ange non che lespressione dun regret: Taine, faible et nu, come gli uomini del suo secolo, ha des aspirations passionnes vers la force et la vie libre130. Accanto a questuomo rinascimentale, vive il mathmaticien de la pense ( il expose, il dissque) che costruisce il suo libro come un perfetto ingranaggio, alla cui scheresse Zola preferisce la prodigalit e ricchezza del poeta. La sua volont ordinatrice capace di confrontarsi col caos delle forces drgles: in questo mostra la sua potenza. Lamour de lordre, de la prcision, nest jamais aussi fort chez M. Taine que lorsquil est en plein chaos 131. Nel giudizio conclusivo, Zola applica a Taine il metodo storico di Taine volto a determinarne i tratti dominanti in relazione alla fisiologia e al milieu: vi in lui la protestation de lhomme faible, cras par lavenir de fer quil se prpare; il aspire la force; il regarde en arrire; il regrette presque ces temps o lhomme seul tait fort, o la puissance du corps dcidait de la royaut. Sil regardait en avant, il verrait lhomme de plus en plus diminu, lindividu seffaant et se perdant dans la masse, la socit arrivant la paix et au bonheur, en faisant travailler la matire pour elle. Toute sa organisation dartiste rpugne cette vue de communaut et de fraternit.Taine infine sospeso tra un passato che ama e un futuro che non osa guardare: obbedisce comunque alla follia dellepoca de tout savoir, de tout rduire en quations, de tout soumettre aux puissants agents mcaniques qui transformeront le monde132. Il Rinascimento (lanarchique rveil de la chair) quindi, anche per Taine, un luogo ideale di valori perduti: centro di forza che si contrappone alla crescente Verkleinerung dellindividuo. E, con Zola, Nietzsche coglie come espressione di una tendenza dellepoca propria anche allarte la forza di tiranneggiare semplificando il caos multiforme e incandescente: la formula tiranneggia
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Hippolyte Taine, Histoire de la Littrature Anglaise,t. II, pp. 199-200. mile Zola, crits sur lart, Paris, Gallimard, 1991, p. 64-65. 131 Ivi, p. 74. 132 ivi, pp. 82-83.

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attraverso una logica di lineamenti che semplifica. Allinterno delle linee, vive per una indomata, selvaggia molteplicit, una massa che soggioga, di fronte alla quale i sensi si confondono; la brutalit dei colori, della materia, delle brame. Questo vale, nel campo dello spirito, anche per Taine (10[37] autunno 1887). Zola stesso, per Nietzsche, vuole emulare Taine rubare i suoi mezzi per giungere, in un milieu scettico, ad una specie di dittatura. Di ci fa parte lintenzionale grossolanit data ai princpi, perch essi operino come un comando (11[56], Nov. 1887-Marzo 1888). Questa volont di dominio, che passa attraverso la semplificazione, esprime la debolezza dellepoca in questo cos lontana dal Rinascimento incapace di una forma ricca e plurale, che mantenga in s, senza dissolversi, la forza delle contraddizioni e il fuoco degli istinti. Il Voyage en Italie e la Philosophie de l'art sviluppano lesaltazione del Rinascimento come espressione di una force hroique ou effrne che trova lespressione pi alta nei colosses de Michel-Ange et de Rubens. Il tema si ripete ossessivamente con un effluvio di immagini e colori133 che esaltano il corpo nudo che trionfa nel Sud e nellarte rinascimentale. Recuperare la nudit significa ritornare pagani: Cette pense est toute paenne, il [Raffaello] sent le corps animal comme faisaient les anciens; ce nest pas seulement une anatomie quil a apprise [...] Il aime la nudit elle-mme...134 . La piena solarit del Sud permette la rinascita del mondo greco sotto le perant regard, la force virile, la serenit du magnifique soleil, du grand dieu e lair . Sembra che il medioevo non sia stato che un mauvais rve: Lancienne religion de la joie et de la beaut renaissait au fond du coeur au contact du paysage et du climat qui lont nourrie... (p. 8). La sve tait abondante, et la culture avait t parfaite; lesprit enfantait naturellement, et la main excutait sans peine... (p. 180). In questa esaltazione di colossi e mostri di forza presenti nellarte figurativa e attivi protagonisti dellepoca rinascimentale, Taine adopera di frequente lespressione creatures surhumaines: quella forza primigenia ha per s ltrange grandeur demianimale et demi-divine (p. 123). E lespressione adoperata da Nietzsche per designare Napoleone: questa sintesi di disumano e di superumano[diese Synthesis von Unmensch und bermensch] (GM I 16) e che vale per luomo superiore: Luomo lanimale mostro e il superanimale [das Unthier und berthier]; luomo superiore luomo mostro e il superuomo [Unmensch und bermensch]: tale il rapporto. Ogni volta che cresce in grandezza e in altezza, luomo cresce anche in profondit e terribilit (9[154] autunno 1887). In particolare, Nietzsche vede in Napoleone uno dei pi grandi prosecutori del Rinascimento: egli ha nuovamente riportato in luce un intero frammento dellantica sostanza, quello decisivo forse, il frammento di granito (FW 362). Tale caratterizzazione rinascimentale di Napoleone, italiano e crso selvaggio, sviluppata nelle pagine di Taine su Napoleone pubblicate nella Revue des Deux Mondes e rifuse poi ne Le Origines de la France contemporaine. Le parole di Taine vengono riprese e in parte tradotte da Nietzsche, dopo la lettura di questo articolo, in un frammento postumo del 1887: (Revue des deux mondes, 15. Febr. 1887. Taine.). Improvvisamente si dispiega la facult matresse: lartista, che era chiuso nelluomo politico, viene fuori de sa gaine; crea dans l'idal et l'impossible. Lo si riconosce per ci che : il fratello postumo di Dante e Michelangelo: e in verit, per i fermi contorni della sua visione, per
Su questo aspetto dello stile di Taine, Nietzsche sembra accogliere il giudizio limitativo di Ximens Doudan, che trascrive nel frammento 26[447] (estate-autunno 1884): Su Taine mais que cela est rouge, bleu, vert, orange, noir, nacr, opale, iris et pourpre! c'est une boutique de marchand de couleurs. Con Mirabeau le pre dire: quel tapage de couleurs!.. Il brano tratto dalla lettera a M. Piscatory del 19 mai 1866 (X. Doudan, Lettres, vol. IV,Paris, Levy, 1879, p.25) che fa riferimento alle deux ou trois jolies pages sur Leonardo da Vinci pubblicate da Taine sulla Revue des Deux Mondes del 15 maggio 1866. Si tratta di H. Taine, LItalie e la vie italienne, souvenir de voyage, XI, La Lombardie, Vrone, Milan et les lacs. Per le pagine su Leonardo, rifuse come tutto larticolo in Voyage en Italie, cfr. op. cit., vol. II, pp. 406 -410.. 134 H. Taine, Voyage en Italie, Paris, Hachette, 1884, tome I, p. 183. Nietzsche recepisce il tema della nudit del corpo umano e quella del dio (contro il deus absconditus): cfr. ad esempio: fr. 13[1] estate 1883: Eresse limmagine nuda di un dio: cos anche il pi meridionale anela a un altro (secondo) meridione , 13[7] Estate 1883; 11[94, 95] 1881-1882; 5[30] 1882-1883;
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lintensit, la coerenza e intima logica del suo sogno, per la profondit della sua meditazione, per la sovrumana grandezza della sua concezione, egli uguale a loro et leur gal: son gnie a la mme taille et la mme structure; il est un de trois esprits souverains de la renaissance italienne. Nota bene - - - Dante, Michel Angelo, Napoleon 135.(5[91] 1887). Come controprova del legame tra Napoleone e il Rinascimento Nietzsche sottolinea lostilit dei romantici nei confronti dei due fenomeni e la loro incapacit di comprenderli . La vilt di fronte alla coerenza il vizio moderno. Romanticismo: ostilit verso il Rinascimento (Chateaubriand, Wagner), lideale antico dei valori, il dominio dellintellettualit, il gusto classico, lo stile semplice, severo, grande, i felici, i bellicosi(14 [7] 1888). Per Nietzsche il fraintendimento di Schopenhauer nei confronti della volont un segno dei tempi, una reazione contro let napoleonica, non si crede pi alla forza della volont e poi, continuando, a proposito del romanzo di de Vigny: In Stello si trova la confessione:Non vi sono n eroi n mostri - antinapoleonica (25[184] primavera 1884). Nel delineare la figura di Napoleone, Taine non solo ripete la definizione di Alfieri sulla pianta uomo italiana caratterizzata dalla perfetta integrit de son instrument mental (p. 735) della quale sono frutti Michel-Ange, Csare Borgia, Jules II et Machiavel, ma si richiama a Stendhal che aveva legato, con ammirazione ed entusiasmo, Napoleone aux petits tyrans italiens du XIVe et du XVe sicle. Tali giudizi sono oggetto di uno scambio epistolare tra Nietzsche e Taine. Questultimo, nel suo articolo, aveva messo in luce la perfezione della macchina fisica e mentale, la force enorme di questo monstre, la volont di potenza di un moi colossal qui incessamment allonge en cercle ses prises rapaces et tenaces, il suo egosme actif et envahissant capace di assoggettare e incorporare ogni forza che lo circondi. Il filosofo, in una lettera del 4 luglio 1887, approva con entusiasmo la spiegazione e la soluzione attraverso la figura di Napoleone dellenorme problema del disumano e superumano [Unmensch und bermensch]. Questa una risposta egli sottolinea - alla esigenza (il lungo grido di desiderio) che aveva colto nel saggio in cui Barbey dAurevilly, in nome di unaristocratica energia, criticava la storiografia liberale e positivistica su Napoleone, a cominciare da Michelet e Jung, incapaci, per le loro pregiudiziali democratiche e repubblicane, anche solo di avvicinarsi alla grandezza dellaristocrate et despote Napoleone, la cui maggior gloria stata quella di aver tentato de rapprendre aux hommes lautorit quils ne connaisaient plus136. Ma anche Stendhal, che pure Barbey dAurevilly ammira in quanto esprit robuste et qui aimait la force dans les choses humaines, stato incapace nel suo scritto (Vie de Napolon. Fragments) di dipingere realmente Napoleone, non ne ha avuto il sufficiente coraggio. Dalla sua posizione tradizionalista e fortemente antiegualitaria, Barbey dAurevilly mostra disprezzo verso il jacobinisme historique che mira a distruggere, distruggendo la grandezza di Napoleone, lidea stessa di superiorit individuale. Sotto accusa anche la storiografia positivistica che tenta di dcapiter toutes les supriorits individuelles riducendo tutto al fatalismo della razza
Anche il frammento precedente, che valorizza in Napoleone, lartista creatore, derivato letteralmente da Taine (ivi, p. 752): Un detto di Napoleone (2 febbraio 1809 a Rderer): Jaime le pouvoir, moi; mais cest en artiste que je laime... Je laime comme un musicien aime son violon; je laime pour en tirer des sons, des accords, des harmonies. Si veda anche, di Jules Lematre, autore apprezzato da Nietzsche, M. Taine et Napolon Bonaparte, in Les contemporains, IV srie, Paris, Lecene et Oudin, 1889, pp169-183. Lematre vede nel Napoleone di Taine, in fondo, leffrayant condottiere chapp de lItalie du quinzime sicle anche se il ritratto di Taine - da filosofo non da storico - non tiene conto dello sviluppo della personalit del Bonaparte: un gant immobile. E anche presque surnaturel. Il lui prte des facults qui dpassent par trop la mesure humaine La stessa estrema inumanit insostenibile: Je suis sr quez lgoisme de Napolon avait des defaillances. Nron mme a eu des amis (p. 176, 178) e 136 Barbey dAurevilly, Les uvres et les hommes Histoire du XIX sicle. Bonaparte, In questo saggio il e critico francese discute: Stendhal, Vie de Napolon. Fragments, Michelet, Histoire du XIX sicle, Jung, Bonaparte et son temps. Si veda Nietzsche: Le idee moderne come false [...] il genio - equivoco democratico (come conseguenza del milieu, dello spirito del tempo (16[82] Primavera-estate 1888.
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e poi, ancor pi, al determinismo del milieu (p. 427). Ma Nietzsche trova, in questo caso, in Taine stesso al di l delle pregiudiziali metodologiche che rassicurano lo storico pi di quanto lo guidino una conferma e un completamento delle teorie di Barbey dAurevilly: a suo giudizio Napoleone divenne signore in quanto essenzialmente diverso, pi antico e pi forte della civilt in cui era apparso la civilt della Francia rivoluzionaria e prerivoluzionaria (GD, Scorribande... 44): da considerare infatti lantagonista di Rousseau e delle sue idee in quanto il suo ritorno alla natura un innalzarsi alla concezione rinascimentale della natura (9[116] autunno 1887). La tirannia del milieu, , per Nietzsche, una teoria della dcadence137 che esprime pienamente la debolezza dellepoca moderna (das milieu als Fatum), sul quale il filosofo torner altre volte per segnare la sua distanza dai parigini e anche da Taine. Nel volume di Barbey dAurevilly, Nietzsche trovava molte altre conferme alla sua visione del Rinascimento. Il critico francese difende la grandezza e la forza di Giulio II - ed in generale i papi del Rinascimento, tra cui Alessandro VI - da chi vuol limitare lazione del papa a protettore degli artisti. Dans cette dcrpitude des temps [...] lhomme du bibelot moderne assolutamente incapace di comprendere le magnifique spectacle immortel le sainte fureur de Jules II, luttant contre toutes les barbaries de son temps [...] Si grands que fussent en effet les arts et les artistes sous le pontificat de Jules II, ils ne furent, aprs tout (quon juge par cela du reste), que le bagatelles de cette vie immense138. Di contro troviamo una condanna netta del protestantesimo (le Gnie de la Ngation) (p. 39) e di Savonarola ribelle, seduttore, tribuno (est bien taill pour la dmocratie de nos tristes jours)139. E, in questi termini, dopo la lettura di dAurevilly, Nietzsche inserir Savonarola - come abbiamo visto - nella lista dei fanatici della morale (AC 54): il giudizio del frate su Firenze analogo a quello di Lutero su Roma, di Rousseau sulla societ di Voltaire (10[176], autunno 1887). Dipanare la rete intricata delle letture e delle rielaborazioni intorno al tema della Renaissance significa evidenziare i percorsi delle idee tra Francia e Germania alla fine dellOttocento, ma comporta, anche, comprendere meglio la specificit di Nietzsche.

Cfr. 15[105], primavera 1888: NB.NB. La teoria del milieu una teoria della dcadence, ma penetrata e divenuta dominante in fisiologia e 138 Barbey dAurevilly, Les uvres et les hommes Histoire du XIX sicle, cit., Jules II (recensione al vol. Histoire de Jules II, par M.A. Dumesnil), p. 176. Ma per la sua forza di provocazione vale la pena di citare un altro brano in cui questo ultimo dandy, polemista inquieto, afferma: lEglise Catholique, dont je suis lheure actuelle le seul reprsentant, cest lEglise de la Renaissance, des grands papes humanistes et jouisseurs, voire forniqueurs loccasion, des XVe et XVIe sicles qui, selon le mot immortel, rien dhumain, entendez-vous, ntait tranger, et qui accueillaient bras ouvertes tous les instincts, toutes les impulsions, toutes les traditions de lhumanit, reflets leur manire de la toute-puissance et de lubiquit de Dieu! Loin des petites vertus et des vices lches de notre poque dcadente et anmie! Qui nous redonnera un Csar Borgia, fils de pape, assassin de son frre, trafiquant de sa soeur, le plus bel exemple dnergie virile que les sicles chrtiens nous aient lgu, un Jules II menant ses armes au combat, lepe au poing et la tiare en tte, un Leon X, pris de la beaut dun Raphal au moins autant que celle de la Madone? (citato in Jean Canu, Barbey dAurevilly. Essai, Paris, Laffont, 1965, p.398). 139 Ivi, Savonarola, (recensione alla traduzione francese di P. Villari, Jrome Savonarole et son temps), p. 155
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