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Miglioramento della resistenza all'azione sismica


In presenza di manufatti che abbiano gi subito danni da scosse sismiche o in seguito all' introduzione di normative pi severe in materia anti-sismica spesso viene richiesto un miglioramento della resistenza all'azione sismica sia per costruzioni in calcestruzzo che per edifici in muratura. L'azione sismica sulle strutture pu essere schematizzata mediante delle forze statiche orizzontali e verticali applicate alla struttura. L'intensit di queste forze, dipendenti dalle normative vigenti, dovrebbe corrispondere all'azione di quel sisma, che ha probabilit del 10% di manifestarsi durante la vita utile dell'edificio (50 anni). Affinch un sistema strutturale si mantenga in campo elastico durante un sisma, l'intensit di tali forze orizzontali sarebbe dell'ordine del 50% e pi dei pesi strutturali. Ci comporterebbe dei costi di realizzazione quasi insostenibili. La normativa permette tuttavia che la struttura possa uscire dal campo elastico. Per le deformazioni che si manifestano non devono mettere a rischio i singoli elementi strutturali e la struttura nel suo insieme. Recenti terremoti in aree urbane hanno messo in evidenza la vulnerabilit alle azioni sismiche delle costruzioni pi vecchie. Ci non riguarda per solo gli edifici con struttura in muratura, ma anche quelli in cemento armato che, in particolare per i nodi di collegamento pilastro-trave, mostrano insufficiente resistenza al taglio, carente duttilit , sovrapposizione scarsa dei ferri d'armatura longitudinali e molto spesso assenza dei pi elementari accorgimenti antisismici, ma soprattutto un dimensionamento carente, con insufficiente resistenza flessionale.

Tipi di collasso
Per avere un buon progetto del rinforzo sismico di un edificio esistente indispensabile conoscere come agisce un sisma sulla struttura e quali sono i tipici danni strutturali, a partire da carichi e deformazioni note. Per quanto riguarda le strutture intelaiate in cemento armato i tipi di rottura pi importanti sono riassunti di seguito: Insufficiente resistenza al taglio dei pilastri nella zona di collegamento con le travi provocano la formazione di crepe inclinate nel calcestruzzo, con il rischio che le staffe si aprano e che quindi la struttura collassi. indicato un rinforzo strutturale al taglio mediante FRP dei pilastri in prossimit dei nodi di collegamento per evitare che questo tipo di danno si manifesti. Dato che bisogna comunque tenere in considerazione la duttilit globale del manufatto, consigliabile eseguire un incamiciamento con S&P G-Sheet 90/10. I prodotti realizzati con fibra di carbonio ad alto grado di polimerizzazione sono meno adatti per questo tipo di intervento, dato che non consentono di ottenere la necessaria duttilit della struttura.

Ulteriori punti deboli sono i nodi. Cause di collasso possono inoltre essere l'insufficiente area di calcestruzzo compresso a causa di sezioni indebolite, insufficiente sovrapposizione dell'armatura longitudinale dei pilastri nei nodi. In quest'ultimo caso possibile intevenire con S&P lamelle CFK applicate in fessura ed un successivo incamiciamento con FRP per rinforzare un nodo debole.

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Travi inflesse possono entrare in crisi per insufficiente armatura al taglio nella zona d'appoggio. In questo caso possibile applicare un incamiciamento con S&P C-Sheet 640. Un'ulteriore causa di collasso strutturale l'insufficiente armatura sia in mezzeria che in prossimit degli appoggi. Queste travi possono allora essere rinforzate mediante S&P lamelle CFK sia incollate superficialmente che applicate in fessura.

Metodo di rinforzo
Numerose ricerche hanno dimostrato che grazie ad un incamiciamento delle sezioni, nelle quali si possono formare cerniere plastiche, si provoca un aumento della resistenza e quindi anche un netto aumento della duttilit dell'intero elemento stutturale. Mediante prove pull-push stata verificata l'efficacia dello S&P G-Sheet per l'aumento della duttilit. Il diagramma al cap. 4.1 evidenzia che l'aumento di duttilit di un pilastro incamiciato con S&P G-Sheet 90/10 superiore a quello di un pilastro avvolto con fibra di carbonio. Ci da attribuire al maggiore allungamento a rottura della fibra di vetro. Per il rinforzo sismico di strutture esistenti preferibile impiegare sistemi che provocano un aumento delle forze di contenimento nelle sezioni dove possibile la formazione di cerniere plastiche, oppure lungo tutto l'elemento strutturale.

Prove su largo scala (M.J.N. Priestly, F. Seible e G.M. Calvi) hanno dimostrato che gli FRP sono l'alternativa tecnicamente pi valida nonch economicamente pi conveniente degli incamiciamenti tradizionali con lamiera d'acciaio. Grazie all'incamiciamento mediante FRP dei pilastri, ovvero delle loro zone prossime ai nodi, la rottura del calcestruzzo avviene con maggiori deformazioni. Per questo impiego sono particolarmente indicate le fibre A e le fibre G, dato che hanno maggiori deformazioni a rottura delle fibre C. L'incamiciamento induce nel calcestruzzo uno stato triassiale di tensioni, grazie al quale aumenta la resistenza sia in direzione assiale che in direzione trasversale. La dilatazione laterale impedita dal contenimento mediante FRP anche un rinforzo contro lo spanciamento dell'armatura longitudinale.

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Pilastri rinforzati mediante incamiciamento con lamiera di acciaio hanno, grazie alle caratteristiche isotrope del materiale, una rigidezza iniziale maggiore rispetto a pilastri rinforzati con FRP. Tuttavia la grande tensione di contenimento si manifesta solo per deformazioni plastiche dell'incamiciamento in acciaio, quando tuttavia agli estremi del pilastro si sono gi irreversibilmente formate cerniere plastiche. La notevole rigidezza iniziale provoca il trasferimento degli sforzi verso gli elementi strutturali vicini, provocandone arecocemente il collasso. In caso di rinforzo sismico non auspicabile alcun aumento della rigidezza. Quindi un avvolgimento con fibra di vetro, grazie alle sue caratteristiche di rigidezza orizzontale e tangenziale, soddisfa le richieste di rigidezza e resistenza meglio di un incamiciamento in acciaio. Misurazioni della duttilit su pilastri circolari avvolti con FRP evidenziano un effetto di impedimento della dilatazione trasversale pi efficace che nel caso di un incamiciamento con lamiera di acciaio. Ci dovuto al comportamento elastico del materiale di incamiciamento. In un incamiciamento con lamiera d'acciaio sollecitato da un sisma possono manifestarsi deformazioni tangenziali, che rimangono presenti anche quando l'azione terminata. L'efficienza dell'incamiciamento in acciaio viene quindi ridotta. In ogni successivo ciclo di carico sono quindi necessarie maggiori deformazioni radiali affinch entri in trazione l'incamiciamento. Grazie al comportamento elastico lineare dei FRP le deformazioni non si sommano e successivi cicli portano a deformazioni grossomodo identiche. I criteri di dimensionamento, derivati dalla sperimentazione, tengono conto di questa maggiore efficienza rispetto all'incamiciamento in acciaio. Prove sperimentali hanno dimostrato che anche su pilastri rettangolari si possono ottenere sostanziali incrementi della duttilit, grazie alla fasciatura in FRP. Nell'immagine seguente raffigurata una colonna rettangolare corta con un incamiciamento in fibra di vetro. Contrariamente ad ogni aspettativa, la colonna ha subito un significativo aumento della duttilit raggiungendo una rotazione relativa degli estremi di = 8, corrispondente ad un angolo del 4%, prima che la fasciatura entrasse in crisi.

Fotografia e diagramma: M.J.N. Priestly, F. Seible, G. M. Calvi, " Seismic design and retrofit of bridges" Per la metodologia di rinforzo delle travi valido lo stesso principio adottato per le colonne, con la sola differenza che le travi raramente sono libere su tutta la loro circonferenza, per la presenza di solai. Per questo motivo la zona di incamiciamento con FRP va vidotta al minimo e deve interessare solo le zone dove possibile la formazione di cerniere plastiche e quelle dove il taglio pu raggiungere valori critici. In mezzeria, in generale, non necessario provvedere allincamiciamento, salvo la presenza di notevoli carichi concentrati. Prove simulanti il recupero di colonne danneggiate mediante iniezioni di resina epossidica e successivo incamiciamento localizzato mediante FRP hanno dimostrato che con tale tecnica di recupero le caratteristiche di rigidezza della colonna originale possono essere ripristinate, mentre il comportamento originariamente fragile dell'elemento diventa ora duttile. L'effetto dell'incamiciamento localizzato con FRP equivalente ad un incamiciamento a tutta altezza con lamiera d'acciaio. La colonna incamiciata risultata molto duttile, raggiuergendo una rotazione relativa a rottura del 5%. S&P offre 2 tipi speciali di S&P G-Sheet 90/10 per l'incamiciamento di potenziali cerniere plastiche, che si differenziano per il loro peso specifico. Dato che solo le estremit delle colonne vengono avvolte, l'incamiciamento pu essere impermeabile.

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S&P G-Sheet 90/10 A


Colonne circolari D = 100-300 mm

Per raggiungere la massima rotazione relativa degli estremi sono necessari 1-3 strati di S&P G-Sheet 90/10 A. Colonne quadrate D = 100-300 mm (gli spigoli devono essere smussati)

S&P G-sheet 90/10 B


Colonne circolari D = 300-600 mm

Per raggiungere la massima rotazione relativa degli estremi sono necessari 2-3 strati di S&P G-Sheet 90/10 B.

Colonne quadrate D = 300-600 mm (gli spigoli devono essere smussati) Il reparto ingegneria della S&P offre assistenza nella progettazione strutturale.

Rinforzo di elementi in muratura


Strutture in muratura o con parti in muratura danneggiate dal sisma evidenziano crepe oblique in prossimit delle aperture o di elementi rigidi.

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Primo sistema di rinforzo


Pareti in muratura possono essere rinforzate mediante S&P lamelle CFK in due direzioni ortogonali, disposte in parallelo o in diagonale, a seconda della situazione. Particolare attenzione deve essere posta nella realizzazione dei punti di incrocio delle lamelle. Le lamelle in CFK vengono applicate diagonalmente sulla parete aucarandole allelemento adiacente. Entrambe le estremit di ogni lamella devono essere ancorate nel solaio in cemento armato esistente solitamente in una fessura intagliata nel solaio e riempita con una pasta epossidica approvata dalla S&P. Presso l'EMPA, in Svizzera, sono state realizzate pareti in muratura delle dimensioni 3,60 2,00 m. Queste sono state rinforzate come descritto ed stato loro applicato, in un angolo superiore, il carico ciclico simulante l'azione sismica. La resistenza al sisma aumentata del fattore 4, grazie al rinforzo con lamelle in CFK. Questo metodo di rinforzo di murature in zona sismica, sviluppato dalla EMPA (Svizzera), prevede l'utilizzo di FRP.
Curva carico-spostamento

Sforzo al taglio (kN)

CFRP strips

Spostamento orizzontale (mm)

Fotografie e diagramma: tesi di laurea ETH no. 10672, G. Schwegler "Verstrken von Mauerteilen mit Faserverbundstoffen"

Secondo sistema di rinforzo


La parete in muratura pu essere rinforzata mediante S&P G-Sheet 50/50. Essa viene rivestita su un lato interamente da uno strato di tessuto in fibra di vetro. Se il rinforzo non viene ancorato agli elementi in calcestruzzo circostanti, si possono ottenere solo modesti miglioramenti della resistenza sismica. La migliore soluzione una combinazione fra la prima e la seconda soluzione proposta. Grazie allo S&P G-Sheet 50/50 la fessurazione pu essere distribuita in modo uniforme sulla superficie della parete in muratura, incrementando la resistenza sismica. L'effetto delle lamelle incrociate in FRP aumenta la resistenza della restante struttura, oltre che di tutto il sistema, grazie ad un effetto reticolare. La verifica alla resistenza in caso di azione sismica deve essere eseguita per ogni elemento strutturale e per il manufatto nel suo insieme. Bisogna tenere in considerazione sia gli aspetti della resistenza flessionale ed al taglio, che quelli della duttilit, prestando attenzione a possibili trasferimenti di carico. Per la verifica di elementi in muratura da considerare un coefficiente aggiuntivo di sicurezza sulle resistenze pari a = 0,9, il quale tiene conto del comportamento non monolitico dell'elemento. Questo coefficiente, inoltre, tiene conto dell'effetto dei carichi ciclici e della formazione di cerniere plastiche.

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