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Elementi Di Ingegneria Elettrica

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  • Uij=Eii' ST. 3
  • 5.2 IL LOCALE CONTATORI E LA COLONNA MONTANTE
  • 5.6 L'IMPIANTO ELETTRICO NELL'ABITAZIONE

Università degli Studi di Firenze Corso di Laurea in Ingegneria Civile

Prof. Ing. Pietro Antonio Scarpino

DISPENSE DEL CORSO DI

ELEMENTI DI INGEGNERIA ELETTRICA
Anno Accademico 2004/2005

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PROGRAMMA DEL CORSO DI ELEMENTI DI INGEGNERIA ELETTRICA
1. Elementi di Elettrotecnica Generale. Grandezze Elettriche: carica elettrica – corrente, tensione energia e potenza elettrica. Concetto di resistenza e conduttanza elettrica – Prima e seconda legge di Ohm – Primo e secondo Principio di Kirchhoff- Serie e parallelo di più resistenze elettriche – Partitore di tensione e di corrente – Il Campo Elettrico e sue conformazioni. Condensatori elettrici. Il Campo Magnetico e l’induzione magnetoelettrica. Cenni sulle grandezze elettriche in regime sinusoidale – Concetto di Impedenza e Ammettenza – Legge di Ohm per i circuiti in corrente alternata – Cenni sui Sistemi elettrici trifasi – Cenni di macchine elettriche. 2. Impianti Elettrici Utilizzatori in Bassa Tensione. Definizione di contatto elettrico - Contatto diretto e indiretto - Effetti della Corrente elettrica sul corpo umano - Morfologia cellulare - Elettrocuzione - Fibrillazione cardiaca - Tetanizzazione muscolare - Limiti di pericolosità della corrente elettrica (curva di sicurezza tensione-tempo e tempo-corrente). 3. Sistemi Elettrici di Distribuzione. Sistema TT - Sistemi TN - Sistema IT - Impianto di messa a terra. Protezione dai contatti diretti • Isolamento, Involucri, Barriere, Grado di protezione, Parti a portata di mano, Protezione parziale mediante ostacoli e/o barriere. Protezione dai contatti indiretti mediante interruzione automatica: • L'interruttore differenziale - principi di funzionamento; • Cenni sui Circuiti SELV - PELV - FELV; 4. Impianti elettrici nei Cantieri Edili. Tipi di alimentazione e protezione contro i contatti indiretti dell’impianto elettrico di cantiere – Scelta e installazione dei componenti dell’impianto (Posa delle condutture – Grado di protezione dei componenti – Quadri elettrici per cantieri – Prese a spina – Avvolgicavi e cavi prolungatori) – Illuminazione del cantiere – Protezione contro i fulmini. Normativa e Legislazione vigente in materia. 5. Esecuzione di Impianti elettrici nelle civili abitazioni. Fornitura dell’energia elettrica – Linee montanti – Linee derivate – Sistemi di canalizzazioni porta cavi in nuovi impianti e in impianti esistenti – Quadro Elettrico Utenze Condominiali – Impianto di messa a terra condominiale - Quadro Elettrico da Appartamento – Apparecchi utilizzati negli impianti elettrici civili: punto luce interrotto/deviato/invertito – punto luce a pulsante – punto presa energia – Impianti elettrici nei locali da bagno – Esempio di impianto elettrico in un appartamento di medie dimensioni. Considerazioni sull’Accessibilità degli Impianti. Normativa e Legislazione Vigente in materia di impianti elettrici.

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ELEMENTI DI ELETTROTECNICA GENERALE
Ancor prima di passare in rassegna le grandezze fisiche e le leggi che caratterizzano i sistemi elettrici, cerchiamo di capire il significato di circuito elettrico facendo riferimento ad un caso semplice. Consideriamo una "torcia elettrica", essa contiene un circuito elettrico che comprende alcuni dei fondamentali dispositivi che costituiscono i sistemi elettrici. Più precisamente troviamo: a. un generatore elettrico, nella fattispecie una pila chimica; b. un utilizzatore (detto anche carico), nella fattispecie una lampada ad incandescenza; c. un dispositivo di comando, nella fattispecie un interruttore; d. dei fili di materiale metallico conduttore (rame) per il collegamento elettrico dei dispositivi. Il sistema elettrico appena descritto si può riassumere con un circuito equivalente che ne rappresenta il modello:

Con Vo è indicato il generatore (più precisamente la sua forza elettromotrice), con K è indicato l'interruttore e con Lp è indicata la lampada ad incandescenza. I conduttori di collegamento sono rappresentati mediante delle linee continue e senza alcuna indicazione letterale, questo perché nella trattazione semplice che stiamo facendo li supponiamo ideali (ovvero capaci di condurre la corrente elettrica senza che questa incontri alcuna resistenza al suo avanzamento). Quando l'interruttore è aperto (come in figura) il circuito è interrotto e si dice che il sistema è a riposo. Quando l'interruttore è chiuso si dice che il sistema è attivo ed è questa la condizione che ci interessa discutere. Il generatore separa al suo interno la carica elettrica positiva da quella negativa, concentrando la prima sul suo polo positivo e la seconda sul suo polo negativo. Siccome le cariche di uguale segno tendono naturalmente a respingersi, il generatore è obbligato a compiere un lavoro e quindi necessita di energia (nel nostro caso energia chimica, che col trascorrere del tempo tenderà ovviamente ad esaurirsi), a lavoro compiuto (cioè a cariche separate) tale energia si sarà tramutata in energia potenziale elettrica posseduta dalle cariche accumulate ai poli. Le cariche accumulate sui poli tenderanno a ricombinarsi attraverso il circuito esterno al generatore visto che l'interruttore è chiuso, quindi considerando che il conduttore metallico permette il solo passaggio degli elettroni (cariche negative), avremo un flusso ordinato di cariche negative (elettroni) che circoleranno in senso antiorario nel circuito costituendo
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anche se in realtà a spostarsi sono gli elettroni (carica negativa). Nei circuiti elettrici si distinguono i nodi e le maglie. Una rete elettrica si dice invariante se i suoi componenti hanno parametri caratteristici costanti nel tempo. ovvero se si è esaurito qualsiasi fenomeno transitorio. Una rete elettrica si dice funzionante a regime (o in condizioni stazionarie) se si trova nel tempo sufficientemente lontana rispetto all'istante nel quale si sia applicata ad essa l'ultima sollecitazione. più precisamente la forza elettromotrice del generatore rappresenta il lavoro che può compiere un coulomb di carica elettrica separata sui suoi poli. E' tuttavia bene introdurre fin da ora una importante convenzione adottata nei sistemi elettrici: la corrente elettrica è definita come un flusso ordinato di carica elettrica positiva. Quanto descritto continuerà nel tempo fin tanto che non verrà riaperto l'interruttore oppure fin tanto che non si sarà esaurita l'energia chimica posseduta dal generatore (pila chimica). formato da generatori (nei quali l'energia di qualsiasi forma viene trasformata in elettrica) ed utilizzatori (nei quali l'energia elettrica viene trasformata in altra forma). Adottando tale convenzione diremo che la carica accumulata sul polo positivo del generatore circola in senso orario nel circuito per ricombinarsi con la carica negativa che si trova sul polo opposto e così facendo sostiene la corrente elettrica I. il polo negativo del generatore. si ragionerà sempre e soltanto sulla carica positiva. Vi è una stretta relazione tra la quantità di carica elettrica che si muove nel circuito. il generatore stesso provvederà a ricondurla al polo positivo fornendole nuova energia potenziale elettrica e consumando nel compiere tale lavoro una parte dell'energia chimica posseduta. Quanto finora esposto ha inteso descrivere sommariamente l'organizzazione e lo scopo di un semplice circuito elettrico. grazie al circuito esterno. La carica elettrica attraverserà l'utilizzatore Lp e nell'attraversamento perderà l'energia elettrica potenziale che si trasformerà in altra forma. la forza elettromotrice del generatore ed il lavoro compiuto (sia quello speso nel generatore che quello utile eseguito nell'utilizzatore). quindi. Con rete elettrica si intende un qualsiasi circuito. un flusso uguale ma opposto di carica elettrica positiva. invece del flusso di elettroni. quanto seguirà permetterà di analizzare anche quantitativamente il comportamento di circuiti comunque complessi. Per nodo si intende ogni punto in cui concorrono almeno tre lati o rami indipendenti. Sono tali quei componenti i cui parametri caratteristici non dipendono dai valori di tensione e corrente che li interessano. Una rete elettrica si dice lineare se è costituita soltanto da componenti lineari. nel nostro caso in calore che porterà all'incandescenza il filamento della lampadina determinando quindi l'emissione di radiazione luminosa.così la corrente elettrica. Una volta che la carica positiva avrà raggiunto. mentre una maglia è un circuito chiuso che si ottiene partendo da un nodo della rete e ritornando allo stesso dopo aver percorso i rami della maglia una sola volta in un senso arbitrario prefissato. 4 . Allo scopo basta applicare un piccolo artificio che consiste nel considerare. comunque complesso.

di . della corrente e del tempo. R [Ω] è la resistenza elettrica condensatore ideale: induttore ideale: dove con dv . I parametri dei componenti passivi sono rispettivamente R (resistenza). 5 . L (induttanzanza) invarianti nel tempo.Noi studieremo reti elettriche comprendenti i seguenti cinque componenti bipolari: regolati dalle seguenti note leggi: generatore ideale di tensione: v(t) = vo(t) [V] generatore ideale di corrente: i(t) = io(t) [A] resistore ideale: v(t) = R · i(t) [V] . C (capacità). i(t) si intendono i valori istantanei della tensione e della corrente. mentre con v(t) . dt si intendono variazioni infinitesime ( od almeno talmente piccole da poterle ritenere infinitesimali) della tensione.

anche se nella maggior parte dei conduttori le cariche libere il cui flusso costituisce corrente sono elettroni (cariche negative). nel passare da A a B. Principali grandezze elettriche Carica elettrica : è la quantità di elettricità positiva o negativa di un corpo. Intensità di corrente : è il rapporto tra la quantità di carica elettrica che attraversa la sezione di un conduttore ed il tempo impiegato per tale attraversamento. presuppone che le reti medesime siano del tipo a parametri concentrati.242·1018 elettroni. capacità ed induttanza concentrati in punti particolari della rete ed interconnessi mediante conduttori ideali. Corrente impressa : è l'intensità di corrente che un generatore ideale di corrente imprime nel ramo ove esso si trova inserito. ad esempio A e B .p.d. a prescindere dal segno. In particolar modo possiamo definire il Coulomb come. la forza elettromotrice e la corrente impressa potranno essere soltanto o costanti nel tempo (reti in corrente continua) o variabili sinusoidalmente nel tempo (reti in corrente alternata). trascureremo la natura corpuscolare della carica elettrica ed immagineremo che tale grandezza fisica vari con continuità. Differenza di potenziale (tensione elettrica) : si intende sempre valutata tra due punti. L'unità di misura della quantità di carica elettrica è il coulomb. Se il tempo impiegato ha valore finito si parla di intensità media: [A] se il tempo impiegato ha valore infinitesimo si parla di intensità istantanea: [A] Si dice che l'intensità di corrente vale 1 [A] se nel tempo di 1 [s] la sezione del conduttore è attraversata da 1 [C] di carica elettrica. la corrente impressa io(t) per il generatore ideale di corrente. Si dice che tra due punti vi è la d. Nello studio delle reti che noi faremo. si assume quale verso di riferimento della corrente quello relativo al movimento di carica positiva. si indica con VAB [V] ed è espressa dal rapporto tra il lavoro W [J] necessario per trasferire la carica positiva Q [C] dal punto A al punto B e la carica stessa: [V] Si considera positiva se. per quest'ultimo tipo di applicazioni. 6 . di 1 [V] se lo spostamento di 1 [C] di carica tra essi comporta un lavoro di 1 [Joule]. la carica posseduta da 6. Per convenzione. esso permette l'analisi dei modelli dei sistemi di distribuzione dell'energia elettrica e dei modelli delle macchine elettriche. Lo studio delle reti è importantissimo sia in ambito elettronico che elettrotecnico. ovvero si dovranno considerare i valori di resistenza. in particolare. Nelle reti che noi considereremo. L'unità di misura della differenza di potenziale è il volt. si considera negativa se è dall'esterno che si deve compiere lavoro aumentando così l'energia potenziale elettrica della carica. essa è sempre un multiplo intero della carica elementare (quanto elementare pari alla carica di un elettrone). la carica positiva compie lavoro cedendo all'esterno parte della propria energia potenziale elettrica che si trasformerà in altra forma. oltre a rispondere ai requisiti sopra esposti. Lo studio delle reti elettriche che noi condurremo.I parametri dei componenti attivi (generatori) sono la forza elettromotrice vo(t) per il generatore ideale di tensione.

p. 7 . in un certo istante t e con riferimento ad un bipolo di morsetti A e B . Caduta di tensione : è la d.p. valutata ai capi di un utilizzatore o di un generico dispositivo passivo. Rappresenta il lavoro compiuto da un coulomb di carica elettrica che attraversi l'utilizzatore.d. il prodotto tra i valori istantanei della corrente i(t) entrante nel morsetto A del bipolo e della tensione vAB(t) presente tra i capi A e B del bipolo: Infatti al passaggio da A a B della quantità di carica dq [C] corrisponde un lavoro pari a: Se tale passaggio avviene nel tempo dt [s] la potenza associata al lavoro vale: Se il risultato del prodotto è positivo si ha che nel bipolo avviene una trasformazione da energia elettrica in altra forma. se il risultato è negativo avviene la trasformazione inversa. Il potenziale è legato alla differenza di potenziale dalla seguente relazione VAB = VA . e rappresenta la d.Potenziale : si intende sempre valutato in un punto. si indica con VA [V].VB [V].d. tra il punto considerato ed un punto di riferimento ( chiamato punto di massa ) al quale si assegna il valore nullo di potenziale. Forza elettromotrice : è la d. Rappresenta l'energia potenziale elettrica posseduta da un coulomb di carica elettrica separata e raccolta sui poli del generatore.p.d. ad esempio A . che un generatore ideale di tensione impone tra i due punti attraverso i quali esso è inserito nella rete. Potenza elettrica : è.

la resistività elettrica alla temperatura T varrà: ρT = ρt ·(1 + αt ·(T-t)) [Ω·mm2/m] Legge di Ohm generalizzata applicata ad un circuito chiuso Dato un circuito elettrico.Leggi e principi fondamentali Legge di Ohm per i conduttori filiformi La resistenza elettrica R [Ω] di un conduttore metallico filiforme dipende dalla natura del conduttore e dalle sue dimensioni secondo la relazione: R = (ρ · l) / S Ω con ρ in [Ω·mm2/m] .d. l in [m] . la somma algebrica delle f.t. o lavoro chimico secondo il tipo di utilizzatore) e viene così ceduta all'esterno del sistema "rete elettrica". La caduta di tensione ai capi di un utilizzatore dipende dalla resistenza dell'utilizzatore ed è direttamente proporzionale alla corrente che lo attraversa ( legge di Ohm ): VAB = R · I [V] . Variazione della resistività elettrica con la temperatura Se ρt [Ω·mm2/m] e αt [°C-1] sono la resistività elettrica ed il coefficiente di temperatura di un determinato conduttore alla temperatura t [°C] .m.VAB = -R · I [V] la corrente percorrendo l'utilizzatore determina la riduzione dell'energia potenziale posseduta dalla carica elettrica il cui flusso costituisce la corrente stessa. tale energia potenziale elettrica si trasforma in calore (o lavoro meccanico. i due versi sono ovviamente opposti. composto di un'unica maglia e quindi interessato da un'unica corrente.e. VBA = . si ricorda che la resistività elettrica ρ dipende dalla temperatura. nei vari utilizzatori : 8 . dei generatori presenti è uguale alla somma aritmetica delle c. Da tale fatto dipende la relazione tra il verso della corrente ed il verso della caduta di tensione ai capi dell'utilizzatore. tutto serie. S in [mm2] .

d.dove le f.d. vanno prese positive se concordi col verso della corrente.e. significa che supponiamo VA > VB e quindi scriveremo: VAB = -V01 + V02 + V03 + R1·I1 . anche costituito da più rami.m. dei generatori e delle c.d.R2·I2 + R3·I3 [V] 9 .t. Vediamo un esempio riferito ad un circuito in corrente continua : +V01 -V02 -V03 +V04 = R1·I + R2·I + R3·I + R4·I = I·( R1+ R2+ R3+ R4 ) Legge di Ohm generalizzata applicata ad un tronco di circuito La d.m. Per quanto riguarda la c. ai capi di un tronco di circuito. negli utilizzatori presenti lungo il tronco : Le une e le altre devono essere prese positive se contribuiscono a rendere positiva l'estremità del tronco ( A ) assunta a potenziale maggiore.t. Vediamo un esempio riferito ad un circuito in corrente continua : Se decidiamo di determinare VAB .e. è bene ricordare che essa presenta la polarità positiva nel morsetto ove entra la corrente. negativa ove la corrente esce. è pari alla somma algebrica delle f. negli utilizzatori.p.

d. Vediamo un esempio riferito ad un circuito in corrente continua : I1 + I4 = I2 + I3 + I5 Secondo principio di Kirchhoff La somma algebrica di tutte le d. (f.) che si incontrano percorrendo una qualsiasi maglia chiusa di una rete elettrica è pari a zero.e.Primo principio di Kirchhoff La somma delle correnti entranti in un nodo è uguale alla somma delle correnti uscenti dal nodo: Il principio è valido pure per un nodo esteso.t. Vediamo un esempio riferito ad un circuito in corrente continua : + V01 + R1·I1 . con tale verso al fine di stabilire se i singoli contributi sono da considerarsi positivi o negativi (è bene tenere conto del fatto che le c. infatti il punto di partenza coincide col punto di arrivo e.d. dove con nodo esteso si intende una porzione di rete elettrica delimitata da una sezione chiusa della rete medesima.d.V02 + R2·I2 .p.R3·I3 + V04 . sulle resistenze hanno verso opposto alle correnti che le producono).V03 .d. Tale fatto risulta ovvio. quindi.t.m.R4·I4 = 0 10 . e c. non vi può essere variazione di potenziale elettrico : ∑ (±V ) = ∑ ( RI ) 0 Per applicare tale legge conviene scegliere innanzitutto un verso positivo ( + ) di percorrenza della maglia e confrontare le varie d.p.

. [Ω] Più resistenze si dicono in parallelo quando ai loro capi presentano la stessa tensione. in tal caso la resistenza equivalente vale: RS = R1 + R2 + R3 + . in tal caso la resistenza equivalente vale: Trasformazione triangolo .Riduzione di resistenze in serie o parallelo Più resistenze si dicono in serie quando sono percorse dalla stessa corrente..stella e viceversa Con riferimento ad un circuito in corrente continua : 11 .

p. Con riferimento ai generatori reali di tensione e corrente continua si ha: Osservazione : se in una rete elettrica è presente un generatore ideale di tensione. allora è nota la corrente nel ramo in serie al quale è inserito il generatore e tale corrente è pari alla corrente impressa del generatore ideale di corrente. Legge di Joule Quando una resistenza elettrica è attraversata da una corrente accade che parte dell'energia elettrica potenziale posseduta dalla carica elettrica (il cui flusso costituisce la corrente stessa) si trasforma in calore (infatti il potenziale elettrico diminuisce mano a mano che la corrente attraversa la resistenza).d.m.e. del generatore ideale di tensione. Se in una rete elettrica è presente un generatore ideale di corrente.p. in tal caso il circuito equivalente presenta il parametro resistenza interna Ro. è pari alla f. allora è nota la d. tra i due punti ai quali è applicato il generatore e tale d. Con riferimento ad un circuito in corrente continua (ma la cosa è analoga in corrente alternata) si ha: 12 .Trasformazione di generatori reali I modelli di generatore elettrico si dicono reali se tengono conto delle dissipazioni di potenza e delle cadute di tensione che si hanno internamente ai generatori stessi.d. La quantità di calore sviluppato si calcola moltiplicando la potenza elettrica per il tempo.

n + 1) equazioni consistono nel secondo principio di Kirchhoff applicato a (r .e. Se l'intensità è positiva si potrà dire che il verso prefissato è quello effettivo.n + 1) maglie indipendenti. con m il numero delle maglie indipendenti e con r il numero dei rami. Risoluzione mediante i principi di Kirchhoff In una rete elettrica. le rimanenti (r . indicando con n il numero dei nodi. scriveremo un sistema lineare di sei equazioni in sei incognite. si ha sempre (r = n . Risolvendo il sistema si determineranno le intensità delle sei correnti. Le prime (n -1) equazioni consistono nel primo principio di Kirchhoff applicato ad (n -1) nodi. diversamente il verso effettivo sarà opposto a quello prefissato. la somma delle potenze generate dai generatori elettrici (calcolate come prodotto della f. Più maglie si dicono indipendenti se nessuna di loro è una combinazione lineare delle altre. tre saranno relative ai rami e tre alle maglie. ad esempio tutte le maglie topologicamente contigue e che non si comprendono l'una nell'altra sono sicuramente indipendenti. Quindi. 13 . otto maglie delle quali tre sono indipendenti e sei rami. Con riferimento alla rete in corrente continua riportata nella figura sottostante. dopo aver prefissato un arbitrario verso per la corrente in ciascuno dei sei rami e per l'orientamento di ciascuna maglia indipendente.Additività delle potenze elettriche In una rete elettrica qualsiasi (purché non interconnessa con altre reti).1 + m) . Delle sei equazioni.m. per la corrente erogata) è sempre uguale alla somma delle potenze dissipate per effetto Joule nelle resistenze elettriche presenti nella rete. si individuano quattro nodi. La risoluzione mediante i principi di Kirchhoff consiste nello scrivere un sistema di r equazioni in r incognite (le correnti nei rami).

I5 = +Im1-Im3 [A]. per prima cosa. prefissarne i versi. le correnti varranno: I1 = -Im1 [A]. 14 . si ha m = r . Im3. Con questo metodo il primo principio di Kirchhoff risulta senz'altro verificato in quanto la corrente in ogni nodo si intende una volta entrante ed una volta uscente. I3 = +Im1-Im2 [A] I4 = -Im3 [A]. assumendo quali correnti fittizie di maglia Im1 (maglia superiore di sinistra). La corrente in ogni ramo comune a due maglie contigue risulta la somma algebrica delle due correnti fittizie relative alle due maglie. Il sistema risolvente si comporrà di tante equazioni. Considerata allora una rete elettrica lineare nella quale siano accessibili due morsetti P e Q qualsiasi. detto m il numero delle maglie indipendenti. Applichiamo il metodo alla rete già risolta con Kirchhoff. I6 = +Im2-Im3 [A] Teorema del generatore equivalente di Thevenin Risulta particolarmente adatto per determinare la corrente Ir che circola in un qualsiasi ramo (o la tensione Vr ai capi di esso) di una rete elettrica lineare comunque complessa. quante sono le maglie indipendenti. il teorema afferma che. I versi delle correnti di maglia sono stati scelti arbitrariamente. Per le correnti nei sei rami della rete bisogna.(n-1) e di conseguenza il numero delle incognite è minore di quello del metodo precedente. Supponendo che i versi siano quelli riportati nello schema elettrico. Im2 (maglia superiore di destra). Quindi. I2 = -Im2 [A].Risoluzione mediante il metodo di Maxwell Si assumono come incognite le correnti di circolazione delle maglie indipendenti che sono correnti fittizie e non rappresentano quelle che percorrono ciascun ramo della rete. Im2 . Im3 (maglia inferiore). Si dovrà comporre un sistema lineare di tre equazioni in tre incognite (le correnti fittizie di maglia) essendo tre il numero delle maglie indipendenti: Risolvendo il sistema si determinano le tre correnti di maglia Im1 . corrispondenti al secondo principio di Kirchhoff.

Per rendere passiva la rete di partenza bisogna annullarne i generatori.m. vista dai morsetti P e Q. solo che il generatore reale equivalente.per quanto riguarda il calcolo della corrente (o della tensione) relativa al ramo ad essi collegato.d. 15 . Veq e resistenza interna Req : Il generatore reale di tensione Veq .e. anziché di tensione. Req è chiamato generatore equivalente di Thevenin e la rete semplificata è chiamata rete equivalente di Thevenin.m. ovvero aprire i generatori ideali di corrente e cortocircuitare quelli di tensione. E' importante osservare che la polarità positiva del generatore equivalente di Thevenin deve essere rivolta verso lo stesso morsetto del ramo interessato rispetto al quale si è assunta positiva la d.p. Esso viene chiamato generatore equivalente di Norton. il resto della rete equivale ad un generatore reale di tensione avente f.e. La resistenza Req è quella della rete di partenza. Teorema del generatore equivalente di Norton E' il duale di quello di Thevenin. resa passiva e priva del ramo interessato. Veq del generatore equivalente è il valore della tensione a vuoto (cioè dopo aver distaccato il ramo interessato) esistente tra i morsetti P e Q. Veq quando questa è stata calcolata. La f. è di corrente.

La sua resistenza interna Req si determina così come già visto per il generatore di Thevenin. La sua corrente impressa Ieq è quella corrente che, nella rete lineare di partenza, circolerebbe nel cortocircuito che unisce i punti P e Q . E' importante osservare che il verso della corrente impressa Ieq è legato al verso col quale si è trovata la corrente nel cortocircuito che unisce i punti P e Q . Più precisamente la corrente impressa Ieq deve puntare verso P se la corrente nel cortocircuito è stata determinata col verso che va da P a Q .

Principio di sovrapposizione degli effetti La corrente in un ramo qualsiasi (o la d.d.p. ai capi dello stesso) appartenente ad una rete elettrica lineare comunque complessa nella quale agiscono simultaneamente più generatori di tensione e/o di corrente, si ottiene facendo la somma algebrica delle correnti (o delle d.d.p.) relative al ramo considerato e dovute a ciascun generatore supposto agente da solo, con i rimanenti annullati (cortocircuitati se di tensione, aperti se di corrente).

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ESERCIZIO N. 1

Fig ES.1

Nel circuito di figura R1=R’1=R3=100 Ω; E1=50 V, E3=100 V; I1=2 A; I3=1 A Determinare la tensione tra B e massa ed il valore di E. SOLUZIONE

Applicando la legge di Ohm generalizzata si ha UBM=-UCB-UDC-UAD+UAF+UFM= - E1- R1*I1 – R’1*I1 + R3*I3 + E3=-50-2*100-2*100+1*100+100= - 250 V Inoltre E=UAM=R3*I3+E3=100*1+100=200 V

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ESERCIZIO N. 2

Fig .ES.2

Con riferimento alla figura, si propone l'esercizio. E1=150 V; E2=50 V; E3=60 V I1=2 A; I2=4A R1=50 Ω; R3=10 Ω; Calcolare le tensioni UAB, UAM, UBM Risposta (110 V; 50 V; -60V)

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Una carica elettrica positiva può essere mossa su di una superficie equipotenziale senza perdita ne guadagno di energia.602·10-19 [C] (la più piccola quantità di carica elettrica esistente è la carica dell'elettrone. Le linee di forza sono linee orientate secondo il verso di E le cui tangenti coincidono in ogni punto del campo con la direzione del vettore E . mentre per essere mossa da una superficie a minor potenziale verso una a maggior potenziale richiede un lavoro che. infine. la direzione ed il verso sono pari a quelli della forza elettrica che agisce su un'unità di carica positiva posta in quel punto. L'intensità. una direzione ed un verso. 19 . Qualunque carica positiva collocata in un punto del campo elettrico tende a muoversi nel verso della linea di forza passante per quel punto. legge di Coulomb Quanto esposto in questi appunti ha lo scopo di riassumere quelle conoscenze della elettrostatica già note dal corso di fisica e di proporre quelle integrazioni che più direttamente fanno riferimento alle applicazioni elettrotecniche. così facendo vede diminuire il proprio potenziale. essa è sempre un multiplo intero della carica elementare (quanto elementare) e = 1. quindi è definito in ogni punto da una intensità. Si chiama carica elettrica la quantità di elettricità positiva o negativa di un corpo. si ritrova sotto forma di maggior energia potenziale posseduta dalla carica. pari a -e ). Una delle proprietà più importanti delle cariche elettriche è descritta dalla legge di Coulomb : la forza elettrica F di attrazione (cariche di segno opposto) o di repulsione (cariche di uguale segno) fra due cariche puntiformi Q1 e Q2 immerse in un mezzo isolante è proporzionale al prodotto delle cariche ed inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza : La direzione della forza è la retta passante per le due cariche. Nelle espressioni. La grandezza ε0 è chiamata costante dielettrica assoluta del mezzo isolante e. Se ne ha una rappresentazione visibile mediante le linee di forza e le superfici equipotenziali. per il vuoto. Con elettrostatica si intende la teoria che studia l'effetto di forza dovuto a cariche elettriche immobili. essa vale : Per un mezzo diverso dal vuoto si è soliti esprimerla come prodotto tra la costante dielettrica del vuoto e la costante dielettrica relativa del mezzo ε = εo · εr Campo elettrico E' così chiamata ogni regione dello spazio ove si esercitano forze elettriche su cariche elettriche. le grandezze vettoriali sono indicate mediante sottolineatura. Si sceglie a piacere un punto come punto zero dell'energia potenziale. Il campo elettrico è determinato in ogni punto dalla grandezza vettoriale E . I punti di eguale potenziale sono posti su superfici equipotenziali. Con potenziale di un punto del campo elettrico si intende il valore di energia potenziale che l'unità di carica positiva possiede in quel punto. tali superfici sono perpendicolari alle linee di forza.Introduzione.

di forza gravitazionale. essendo un'energia per unità di carica. Nota Bene. si misura in [J/C]. Il [J/C] è chiamato volt [V]. Se in un punto di un campo elettrico ove il potenziale vale V è presente una carica Q . da cui si ricava che l'unità di misura del campo elettrico è il [N / C] . I campi scalari indicano invece la distribuzione nello spazio di valori numerici. dalla direzione e dal verso di una forza per ogni punto dello spazio. Prendiamo due punti M. Così è pure per la differenza di potenziale.Si definisce differenza di potenziale tra due punti M. risalente a Faraday. Tale carica 20 . altrimenti è ad esso opposto. N sulla stessa linea di forza. distanti tra di loro d . il verso è quello del campo se la carica è positiva. N del campo elettrico la differenza tra il potenziale nel primo punto ed il potenziale nel secondo punto : VMN = VM . Il potenziale elettrico.: quello di campo è un concetto fondamentale per la descrizione di stati ed effetti nello spazio. si avrà agente sulla carica una forza elettrica pari a F = E·Q . ad esempio di temperatura o densità. La direzione di questa forza è la stessa del campo. quali quelli di forza elettrica. I campi di forza (campi vettoriali).VN . ed immaginiamo una carica positiva Q che passi dal punto M al punto N . sono definiti dalla intensità. di forza magnetica. Consideriamo ora un campo elettrico stazionario (cioè non variabile nel tempo) ed uniforme (cioè non variabile al variare del punto considerato). tale carica possederà una energia potenziale elettrica pari a W = Q·V [Joule]. Se in un punto dello spazio caratterizzato da una intensità di campo elettrico pari ad E vi è una carica pari a Q.

viceversa acquisterà energia potenziale e su di essa bisognerà compiere un lavoro se VM < VN perché si dovrà vincere la forza elettrica con una forza esterna. per il principio di conservazione dell'energia. Condensatore elettrico E' così chiamato il dispositivo atto a realizzare un adeguato valore concentrato di capacità elettrica. Una volta che il condensatore si è caricato. Per capacità elettrica si intende l'attitudine di un circuito ad accumulare carica elettrica. un accumulo di carica sulle stesse (carica positiva sull'una e negativa sull'altra). ovvero sottoposti alla stessa differenza di potenziale. Nel caso di campi elettrici non uniformi. dovrà essere il lavoro uguale alla variazione di energia potenziale : F·d = Q·VM . Se si hanno diversi condensatori in parallelo.perderà energia potenziale e compirà un lavoro se VM > VN perché sarà la forza elettrica a determinarne lo spostamento. tanto più grande quanto più è grande la capacità del condensatore. per i circuiti in corrente continua si ha che nel ramo ove è inserito il condensatore non può più passare la corrente elettrica. Applicando una differenza di potenziale tra le armature si crea un campo elettrico nel dielettrico e. Per i campi elettrici si può inoltre dire che il lavoro connesso al movimento di una carica tra due punti M ed N (situati anche su diverse linee di forza) non dipende dal percorso seguito dalla carica per passare da M ad N . quanto detto rimane ancora valido solo che si dovranno considerare punti M ed N a distanza tra di loro talmente piccola da potersi ritenere in tale tratto uniforme il campo. In ogni caso. ma dipende solo dalla posizione dei punti M ed N ( i campi che godono di tale proprietà sono detti campi conservativi e tale è anche il campo gravitazionale).Q·VN = Q·VMN ⇒ E·Q·d = Q·VMN ⇒ La situazione appena descritta è quella che si verifica nel dielettrico (isolante) posto tra le armature piane e parallele di un condensatore. la capacità totale è pari alla somma aritmetica delle singole capacità: 21 . grazie al lavoro del generatore. Un condensatore si realizza generalmente mediante due piastre di materiale conduttore con interposto un mezzo dielettrico (isolante). La capacità elettrica è definita dalla legge C = Q / V e si misura in [Farad].

una differenza di potenziale che provocherebbe uno spostamento degli elettroni liberi verso il punto a potenziale maggiore.Se si hanno diversi condensatori in serie. portano tutte le cariche a raggiungere la superficie limite del corpo conduttore. contraddicendo così la condizione di equilibrio statico. essendo le cariche libere tutte dello stesso segno. ovvero tutti aventi la stessa quantità di carica elettrica. ad esempio P1 e P2 . b) le cariche elettriche libere in equilibrio sulla superficie del conduttore devono assumere una distribuzione tale che il potenziale di ciascun punto P1. ecc. oltre alla 22 . data la mobilità delle cariche elettriche libere. ad esempio sotto forma di elettroni se si tratta di metalli) si verifica quanto segue: a) in condizione di equilibrio le cariche elettriche libere sono distribuite unicamente sulla superficie esterna del corpo conduttore perché. Si dice così che la superficie è equipotenziale. la capacità totale è pari all'inverso della somma aritmetica degli inversi delle singole capacità: Comportamento elettrostatico dei corpi conduttori Nei corpi conduttori elettrizzati (cioè che abbiano acquisito carica elettrica. ovvero VP1 = VP2 = VP3 = ecc. Se fosse diversamente avremmo tra due punti. P3 . le interazioni coulombiane che si esercitano tra di esse. se così non fosse si avrebbe. c) le cariche elettriche libere in equilibrio sulla superficie dei conduttori producono un campo elettrico E sempre perpendicolare alla superficie stessa del conduttore. rispetto ad un riferimento O sia sempre lo stesso. P2 .

quindi. questi vi producono un campo elettrico il quale rimane del tutto indipendente da tutte le eventuali cariche elettriche situate all'esterno. Le cariche elettriche alla superficie vengono separate dalle forze di Coulomb. Nell'interno di questi conduttori cavi (praticamente sono degli involucri metallici) il campo elettrico rimane sempre nullo . d) il campo elettrico all'interno di un corpo conduttore in equilibrio statico è sempre nullo in quanto.componente normale En . Per induzione elettrostatica si intende l'azione di un campo elettrico esterno su un conduttore isolato. 23 . il conduttore resta nel complesso elettricamente neutro. costituito da una pellicola metallica corrispondente alla superficie esterna. anche sottilissimo. il comportamento di un conduttore massiccio non differisce da quello di un conduttore internamente cavo avente eguale forma e dimensioni. Si intende che. Poiché il bilancio di carica del conduttore non è alterato dall'induzione. Si può dire che un involucro metallico completamente chiuso costituisce uno schermo elettrostatico che protegge l'intera regione interna dalle azioni di tutti i campi elettrici esterni (schermo di Faraday). Induzione elettrostatica e spostamento elettrico Consideriamo la figura. Nei fenomeni elettrostatici. qualunque sia la carica elettrica distribuita sulla superficie esterna. se nell'interno dell'involucro sono racchiusi dei conduttori isolati dalle pareti del l'involucro ed elettrizzati. una componente tangenziale Et a causa della quale una carica elettrica libera superficiale Q si muoverebbe essendo sotto l'azione di una forza elettrica Ft = Et·Q la qual cosa contraddice la condizione di equilibrio statico. se fosse diverso da zero. in cui un corpo conduttore è immerso in un campo elettrico uniforme. Ne risulta in particolare che l'equilibrio elettrico di un conduttore elettrizzato non viene alterato se si immagina di scavare internamente il conduttore stesso fino a ridurlo ad un involucro. gli elettroni liberi sarebbero in movimento la qual cosa contraddice la condizione di equilibrio statico. e cioè qualunque sia l'intensità del campo elettrico nello spazio esterno al conduttore cavo.

Si definisce flusso del vettore spostamento elettrico attraverso la superficie S la grandezza scalare : ΦS(D) = D·S·cos(α) [C] Il flusso viene considerato positivo se il campo elettrico è orientato concordemente col versore N (vettore adimensionale unitario ortogonale alla superficie) diversamente esso è considerato negativo. esso corrisponde alla carica prodotta nell'unità di superficie per induzione elettrostatica e si misura in [C / m2] . teorema di Gauss Si consideri una superficie di area S immersa in un campo elettrico uniforme (cioè costante in tutti i punti e perciò con le linee di forza rettilinee e parallele). altrimenti sarà entrante nella superficie. sarà uscente dalla superficie chiusa se la carica racchiusa è positiva. Il teorema di Gauss afferma che il flusso totale del vettore spostamento attraverso una superficie chiusa qualsiasi ΦSC(D) è uguale alla somma algebrica delle cariche elettriche QSC racchiuse all'interno della superficie considerata : Il flusso. per quanto precedentemente detto.Con spostamento dielettrico (eccitazione dielettrica) si intende il vettore D = ε·E . Flusso del vettore spostamento elettrico. 24 . per il quale il vettore spostamento elettrico sia D .

Applicazioni del teorema di Gauss
a) Campo elettrico originato da una carica puntiforme.

Consideriamo una carica puntiforme positiva Q ed un punto P distante d dalla carica. Consideriamo la superficie chiusa sferica S avente la carica al suo centro. Si può affermare che il vettore spostamento elettrico D è sempre ortogonale alla superficie e costante per qualunque punto sulla superficie (quindi α = 0 e cos(α) = 1 ). Il flusso del vettore spostamento elettrico attraverso la superficie varrà quindi : ΦS(D) = D·S·cos(α) = D·4·π·d2 [C] Applicando il teorema di Gauss sarà D·4·π·d2 = Q. Ricordando che in ogni punto del campo elettrico è D = ε·E , sostituendo si avrà :

che è quanto cercato. b) Capacità di un condensatore con armature piane e parallele. Consideriamo l'armatura carica positivamente Q ed applichiamo il teorema di Gauss alla superficie chiusa SC che racchiude tale armatura. Siccome il campo elettrico è praticamente nullo esternamente allo spazio racchiuso tra le armature, è costante e normale alla superficie internamente alle armature, possiamo limitarci a considerare la sola parte della superficie chiusa SC coincidente con la superficie interna S dell'armatura stessa e scrivere : ΦSC(D) = ΦS(D) = D·S = ε·E·S = Q [C] Ricordando che il campo elettrico uniforme tra le armature distanti d del condensatore è legato alla tensione V applicata tra le armature stesse dalla relazione E = V / d , sostituendo nella espressione precedente e risolvendo rispetto alla Q si ottiene infine :

dove, per omogeneità dimensionale deve essere :

la capacità del condensatore

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Energia nel campo elettrico
Consideriamo la seguente figura

e supponiamo il condensatore inizialmente scarico. A partire dall'istante nel quale si chiude l'interruttore M si ha che il generatore inizia a spostare la carica elettrica, convenzionalmente quella positiva, dall'armatura di destra verso quella di sinistra ovvero si originerà una corrente elettrica. Così facendo il generatore compie un lavoro, e per una quantità di carica pari a dq si avrà un lavoro pari a dW = dq·v rappresentato dall'area tratteggiata. A carica del condensatore esaurita, la tensione ai suoi capi varrà V = E , la carica accumulata varrà Q = C·V ed il lavoro complessivamente compiuto dal generatore sarà pari all'area del triangolo (0 Q N) ovvero :

Per il principio di conservazione dell'energia, non essendovi alcuna dissipazione, tutto il lavoro compiuto dal generatore per caricare il condensatore verrà a ritrovarsi sotto forma di energia elettrostatica nel dielettrico compreso tra le armature del condensatore che, in effetti, sarà polarizzato. Distaccando, una volta caricato, il condensatore dal generatore accade che l'energia elettrostatica rimane immagazzinata nel dielettrico. Infatti, se si collega il condensatore caricato ad una resistenza esterna si avrà una circolazione di corrente di verso contrario a quello di carica che produrrà una dissipazione per effetto Joule nella resistenza esterna e tale corrente persisterà, seppure con intensità decrescente, fino a quando il condensatore non sarà del tutto scaricato. Supponendo il dielettrico omogeneo ( ovvero ε = costante ) ed il campo elettrico uniforme, cosa accettabile nel caso del condensatore, possiamo facilmente esprimere l'energia elettrostatica specifica:

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CAMPO MAGNETICO

Introduzione
Quanto esposto in questi appunti ha lo scopo di riassumere quelle conoscenze sul magnetismo già note dal corso di fisica e di proporre quelle integrazioni che più direttamente fanno riferimento alle applicazioni elettrotecniche. Nelle espressioni, le grandezze vettoriali sono indicate mediante sottolineatura. Originariamente col termine magnetismo si intendeva la proprietà di certi corpi, detti magneti, di attirare il ferro e di attirare, o respingere, altri magneti. Oggi si intende la teoria dei fenomeni magnetici, cioè la teoria del campo magnetico e del comportamento della materia in esso. E' bene precisare che non esiste un magnetismo separato da correnti elettriche o campi elettrici. Nella natura (ma possono anche essere prodotti artificialmente) esistono dei materiali, detti magneti permanenti, che riescono a sviluppare delle forze, anche a distanza, sul ferro attirandolo verso se stessi o che interagiscono tra di loro con forze di attrazione o repulsione secondo come vengono avvicinati. In definitiva nello spazio circostante tali materiali esiste un campo di forze, detto appunto campo magnetico. La teoria dei campi permette lo studio dei fenomeni legati al magnetismo ed avvicina tale studio a quanto già considerato a proposito della elettrostatica.

Campo magnetico
E' così chiamato il campo di forza prodotto da un magnete, oppure da una corrente elettrica, oppure da un campo elettrico variabile nel tempo. Con campo magnetico si intende anche la grandezza fisica, simbolo H [A / m] , che indica la forza che agisce nel campo su un polo magnetico di intensità unitaria.

Cominciamo col prendere in considerazione il campo magnetico generato da un magnete avente forma di barretta. Si possono individuare due poli, più precisamente il polo Nord dal quale escono le linee di forza del campo magnetico ed il polo Sud nel quale entrano le linee di forza del campo magnetico. Si osserva che, a differenza dei campi elettrici, nel caso dei campi magnetici le linee di forza sono chiuse. I due poli sono così chiamati perché, se il magnete è lasciato libero di orientarsi nello spazio, rivolge sempre l'estremità individuata come polo Nord verso il Nord geografico e l'altra verso il Sud geografico. Ciò accade perché la Terra è per sua natura un gigantesco magnete, avente il polo Sud magnetico quasi in corrispondenza del polo Nord geografico, che agisce nello spazio circostante attraverso un suo campo magnetico e due magneti tendono ad attrarsi se sono affacciati coi poli opposti. Una ulteriore proprietà dei magneti è quella che, se sminuzzati, tendono a formare ulteriori magneti di dimensioni più piccole, questo perché i poli magnetici Nord e Sud non possono essere divisi in alcun modo.
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subiscono il fenomeno della magnetizzazione. composto di N spire e percorso dalla corrente di intensità I . Prendiamo ora in considerazione il campo magnetico prodotto dalle correnti elettriche. ovvero anche essi diventano magnetici e presentano dal lato col quale sono accostati una polarità magnetica opposta a quella del magnete permanente. Se poi i materiali ferrosi sono allontanati dal campo magnetico del magnete permanente accade che essi perdono quasi tutto il magnetismo precedentemente acquisito. se avvicinati ad un magnete in modo tale da entrare nel suo campo magnetico. In un conduttore rettilineo percorso da una corrente di intensità I. Consideriamo come ulteriore esempio un solenoide (avvolgimento avente forma di bobina). 28 .Ancora si deve dire che i materiali ferrosi. Questo è il motivo per il quale il ferro viene attratto dai magneti. il campo magnetico nello spazio circostante avrà le linee di forza come in figura e la sua intensità in un punto distante d dalla corrente varrà H = I / (2·π·d) [A /m] ( legge di Biot-Savart ). di lunghezza l molto maggiore del diametro. Per tale sistema si può dire che il campo all'interno è praticamente uniforme e di intensità H = N·I / l [A / m] .

In un campo magnetico omogeneo la presenza di un corpo paramagnetico produce la deformazione delle linee di campo rappresentata in figura. la grafite.Infine consideriamo un solenoide toroidale la cui principale caratteristica è quella di contenere tutto il campo al proprio interno. Rispetto al loro comportamento nei confronti dei campi magnetici. tali sostanze si magnetizzano solo in presenza di un campo magnetico esterno assumendo una polarità opposta a quella del campo esterno. Il diamagnetismo è indipendente dallo stato fisico del mezzo. Se N è il numero di spire. in un campo magnetico non omogeneo. Sono sostanze diamagnetiche i gas nobili. r è la lunghezza del raggio medio ed I l'intensità della corrente. sarà H = N·I / (2·π·r) [A / m] . il manganese. qualsiasi sia il circuito. il magnesio. tra il verso della corrente nel circuito ed il verso del campo magnetico generato dalla corrente. agisce su di un corpo diamagnetico una forza che cerca di spingerlo fuori dal campo magnetico. l'ossigeno e l'aria. a causa della presenza di livelli elettronici non chiusi. mentre in un campo magnetico omogeneo la presenza di un corpo diamagnetico produce la deformazione delle linee di campo rappresentata in figura. le sostanze si possono classificare in: riconducibile alla precessione di Larmor degli elettroni nel campo magnetico. Il paramagnetismo diminuisce coll'aumentare della temperatura e già alla temperatura ambiente i magnetini elementari si trovano in disordine statistico a causa del movimento termico. la salgemma e l'acqua. oltre che dal valore del campo. il cromo. permeabilità magnatica Gli effetti dovuti alla presenza di campo magnetico dipendono. 29 . l'idrogeno. comune a tutte le sostanze). anche dalla natura del mezzo entro il quale il campo si sviluppa. esiste sempre la stessa relazione che si riscontra tra il verso di rotazione di una vite ed il verso di avanzamento della vite stessa. il sodio. il potassio. Per tali sostanze la magnetizzazione provocata da un campo magnetico esterno è in linea e concorde con questo e le sostanze paramagnetiche vengono attirate da un campo esterno non omogeneo verso le zone con maggiore intensità di campo. Sono sostanze paramagnetiche l'alluminio. Per tale motivo. tendono a costituire molecole magneticamente dipolari (assimilabili a magnetini elementari). l'oro. diamagnetiche pure: sono così chiamate perché presentano solo diamagnetismo (proprietà paramagnetiche : sono così chiamate quelle sostanze che. l'azoto. In ogni caso. Induzione magnetica.

ferromagnetiche : sono così chiamate quelle sostanze che, a causa del loro particolare stato cristallino, presentano delle aree con magnetizzazione costante (domini di Weiss) nelle quali i magnetini elementari sono orientati parallelamente tra di loro. Godono delle stesse proprietà dei materiali paramagnetici con l'aggiunta di poter essere, già alla temperatura ambiente, loro stesse sorgenti di campo magnetico qualora siano state precedentemente immerse in un campo magnetico. Le sostanze ferromagnetiche perdono le loro proprietà e diventano paramagnetiche se sottoposte ad una temperatura uguale o maggiore alla temperatura di Curie ( 768 [°C] per il ferro). Sono sostanze ferromagnetiche il ferro, il nickel, il cobalto e speciali leghe.

Nelle sostanze ferromagnetiche la tendenza a "catturare" le linee di campo magnetico, propria anche delle sostanze paramagnetiche, è particolarmente accentuata (vedi figura). Tale fatto viene utilizzato al fine di creare degli schermi magnetici che rendono lo spazio al loro interno praticamente insensibile ai campi magnetici esterni. Sono varie le applicazioni degli schermi magnetici, ad esempio in alcuni strumenti la schermatura serve ad evitare che il campo magnetico terrestre od i campi magnetici spuri prodotti nel laboratorio possano alterare i valori misurati. Si chiama induzione magnetica (o densità di flusso magnetico) il vettore associato al campo magnetico la cui grandezza rappresenta una misura dell'intensità dell'azione di un campo magnetico; in essa viene compreso l'influsso del materiale attraversato dal campo e del relativo stato di magnetizzazione. Così che l'induzione magnetica, a parità di campo magnetico inducente, ad esempio è maggiore nel ferro piuttosto che nell'aria: B = µ·H [Wb / m2] , nel vuoto si ha µo = 1,257·10-6 [H / m] Per i mezzi diversi dal vuoto, la permeabilità magnetica assoluta µ si esprime relativamente a quella del vuoto µ=µr·µo dove µr è un numero puro chiamato permeabilità relativa. Per le sostanze diamagnetiche
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si ha che µr è di pochissimo inferiore ad uno, per le sostanze paramagnetiche µr è di pochissimo superiore ad uno, per le sostanze ferromagnetiche µr è di molto più grande di uno (può arrivare anche a 100.000).

Flusso concatenato con un circuito

Considerando un campo magnetico omogeneo di induzione costante B ed una superficie piana di area S orientata rispetto al campo in modo tale che la normale N alla superficie formi un angolo α con la direzione del campo, si chiama flusso del vettore induzione magnetica attraverso la superficie di area S la grandezza scalare : Φ = B·S·cos(α) [Wb] chiamata più semplicemente flusso magnetico. Se poi la superficie S è quella delimitata dal perimetro di un circuito elettrico, si parla di flusso concatenato col circuito elettrico Φc. Siccome, come si vedrà più avanti, nelle applicazioni elettrotecniche si cerca di rendere massimo il flusso concatenato coi circuiti elettrici, si dà a questi la forma di avvolgimenti. Si osserva che una linea qualsiasi del campo magnetico è concatenata con un circuito elettrico se attraversa un numero dispari di volte la superficie chiusa delimitata dal perimetro del circuito stesso.

Induttanza elettrica di un circuito
E', più correttamente, chiamata coefficiente di autoinduzione. Rappresenta l'attitudine di un circuito elettrico a concatenarsi col flusso di campo magnetico Φac originato dalla corrente elettrica I che percorre il circuito stesso : L = Φac / I [H] Tale parametro dipende dalla forma e dalle dimensioni geometriche del circuito elettrico oltre che dalla permeabilità magnetica µ del mezzo entro il quale si sviluppa il campo magnetico prodotto dalla corrente che percorre il circuito stesso. Tende ad essere grande per i circuiti con forma ad avvolgimento ed avvolti su nuclei ferromagnetici. Ad esempio, per un solenoide rettilineo di lunghezza l superiore di almeno 10 volte del diametro, di sezione S e composto da N spire, l'induttanza vale : L = µ·S·N2 / l [H]

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I dispositivi che realizzano valori concentrati elevati di induttanza sono chiamati induttori. Possono essere collegati in serie od in parallelo, se collegati in serie l'induttanza complessiva è pari alla somma delle singole induttanze, se collegati in parallelo l'inverso dell'induttanza complessiva è pari alla somma degli inversi delle singole induttanze.

Nei circuiti elettrici, il parametro induttanza elettrica viene indicato col simbolo sopra disegnato.

Coefficiente di mutuo accoppiamento tra due circuiti
Dati due circuiti, il loro coefficiente di mutuo accoppiamento esprime l'attitudine del sistema formato dai due circuiti a far si che il flusso di campo magnetico prodotto dalla corrente che circola nel primo si concateni col secondo e viceversa . Chiamando con Φc21 il flusso che, originato dalla corrente I2 che circola nel secondo circuito, si concatena col primo circuito e con Φc12 il flusso che, originato dalla corrente I1 che circola nel primo circuito, si concatena col secondo circuito, si può scrivere : M = Φc21 / I2 = Φc12 / I1 [H] Si osserva che il coefficiente di mutua induzione può essere sia positivo che negativo, perché il segno dipende dalla relazione esistente tra i flussi generati dai due circuiti in quanto se questi sono concordi M è positivo, se questi sono discordi M è negativo. Inoltre M non cambia di valore se i due circuiti si scambiano di posto. Il coefficiente di mutua induzione tra due circuiti è legato al valore delle rispettive induttanze dalla relazione :

dove k è il coefficiente di accoppiamento espresso da un numero positivo compreso tra zero ed uno. Se k = 0 non vi è alcun mutuo accoppiamento, se k = 1 vi è un accoppiamento perfetto.

Nei circuiti elettrici il simbolo col quale si indica il mutuo accoppiamento è quello riportato nella figura sopra disegnata. I puntini neri posti ad una estremità di ciascuno degli avvolgimenti indicano i morsetti corrispondenti del componente, nel senso che il valore di M risulta positivo se la corrente in entrambi gli avvolgimenti entra nel morsetto contraddistinto dal puntino, negativo in caso contrario.

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è tale da opporsi alla variazione di flusso concatenato che l'ha generata. nel circuito elettrico scaturisce una forza elettromotrice indotta di intensità proporzionale alla velocità di variazione del flusso concatenato.i. Essa dice che ogniqualvolta varia nel tempo il flusso concatenato con un circuito elettrico. ovvero se nel circuito.m.e. grazie alla ei . 33 .) e prende anche il nome di legge di Faraday-Neuman-Lenz.Legge generale dell'induzione elettromagnetica E' alla base del principio di funzionamento di gran parte delle macchine e applicazioni elettriche (generatori. motori. il valore medio della f. ecc. si parla di forza elettromotrice autoindotta : dove la prima espressione è da riferirsi ad una variazione di corrente mentre la seconda è da riferirsi ad una variazione della forma o della posizione del circuito.m. trasduttori.i. opposto se questi sta aumentando. Con riferimento ad un intervallo finito di tempo Λt . può circolare una corrente essa avrà verso tale da dar luogo ad un campo magnetico concorde con quello concatenato che sta variando se questi sta diminuendo.e. vale : Il verso della f. Se il flusso concatenato che varia è quello dovuto alla induttanza stessa del circuito elettrico.

d) La pulsazione: e) L'argomento iniziale αO [rad]. ove T [s] è detto periodo. c) La frequenza f = 1 / T [Hz] che rappresenta il numero di sinusoidi al secondo. Per tale motivo si dice che il valore medio in un periodo è nullo.. . b) Il periodo T [s] . f) Il valore iniziale YO.Grandezze alternate sinusoidali Sono grandezze (nel caso di circuiti elettrici tensioni e correnti) che variano nel tempo secondo la legge: y(t) = YM·sen(ω·t + α ) rappresentabile anche graficamente: Si tratta di grandezze periodiche in quanto riassumono sempre lo stesso valore ad istanti di tempo tra di loro intervallati di K·T [s] con K = ±1 . ±2 .. g) Il valore medio in un semiperiodo: 34 . considerato un intervallo qualsiasi di tempo di ampiezza pari al periodo T . I valori caratterizzanti di una grandezza che varia sinusoidalmente nel tempo sono: a) Il valore massimo YM . Si tratta di grandezze alternate in quanto. l'area sottesa dalla parte positiva della funzione è uguale all'area sottesa dalla parte negativa della funzione.

matematicamente. il valore della proiezione del vettore sull'asse dei valori istantanei. Siccome il vettore ruota in senso antiorario (scelta convenzionale) ad una velocità ω [rad/s] pari alla pulsazione della grandezza sinusoidale. nella posizione che esso assume nell'istante t = 0 [s]. 35 . ha il significato di radice quadrata del valore medio in un periodo dei quadrati dei valori istantanei (più avanti esamineremo il suo significato fisico). h) Il valore efficace: che. Ad esso corrisponde il valore istantaneo Yo della grandezza sinusoidale che è. anche. Questo significa che le grandezze sinusoidali possono essere raffigurate come vettori ruotanti: . al generico istante t [s] esso si troverà ad aver descritto. ovvero y(t). l'angolo (ω·t + αO) e quindi la proiezione del vettore sull'asse dei valori istantanei varrà YM·sen(ω·t + αO) . gli angoli si intendono positivi se misurati in senso antiorario.che rappresenta l'altezza del parallelogramma di base T / 2 affinché l'area del parallelogramma stesso sia uguale all'area sottesa da un'intera semionda positiva. i) Il fattore di forma: Grandezze alternate sinusoidali e vettori ruotanti E' possibile creare una corrispondenza biunivoca tra i vettori ruotanti e le grandezze sinusoidali. Convenzionalmente. rispetto all'asse polare. di modulo pari al valore massimo YM della grandezza La figura rappresenta il vettore ruotante sinusoidale.

αO ). Per tale motivo i vettori ruotanti conservano nel tempo una posizione reciproca costante. per rappresentare una grandezza sinusoidale è sufficiente un vettore statico e. L'espressione analitica.La figura sopra mostra la rappresentazione mediante il vettore ruotante di una grandezza sinusoidale che ha un argomento iniziale negativo ( pari a . del generico vettore ruotante è: Dove ej·ω·t è il termine che determina la rotazione. quindi è sufficiente rappresentarli nella posizione che essi occupano all'istante t = 0 [s]. per il suo trattamento analitico. Nella rappresentazione è omessa l'informazione riguardante il fatto che i vettori sono ruotanti e gli stessi sono riportati nella posizione 36 . Le grandezze sinusoidali (tensioni e correnti) nei circuiti che noi studiamo sono tutte isofrequenziali. questo significa che tutti i vettori ruotanti che le rappresentano ruotano alla medesima velocità angolare ω [rad/s]. sul piano di Gauss. A questo punto. Nella figura seguente sono rappresentate due grandezze sinusoidali yA(t) ed yB(t) : yA(t) = YMA·sen(ω·t + αOA) . yB(t) = YMB·sen(ω·t + αOB) ed che sono riportati su di un unico piano di Gauss essendo mediante i corrispondenti vettori le due grandezze sinusoidali isofrequenziali (stessa pulsazione ω). l'equivalente numero complesso.

I valori di a . b sono numeri reali (quindi possono essere sia positivi che negativi). analiticamente.assunta all'istante t = 0 [s].ϕBA Forme rappresentative per i numeri complessi. Tale forma è utile nel caso si debba eseguire il prodotto od il quoziente tra due numeri complessi: 37 . mentre l'argomento è l'angolo misurato tra il semiasse reale positivo ed il vettore e. Il piano di Gauss è il luogo ove rappresentare in forma grafica i numeri complessi. positivo se misurato in senso antiorario. Il modulo è un numero reale sempre b) Forma polare : positivo. Inoltre prenderemo in considerazione alcune delle operazioni che si possono eseguire sui numeri complessi. Analiticamente si ha: ϕAB = αOA . Quanto segue si limita a quelle poche informazioni direttamente utili nell'analisi dei circuiti elettrici in corrente alternata sinusoidale. L'angolo ϕAB rappresenta lo sfasamento tra la grandezza sinusoidale yA(t) e la yB(t).αOA . a) Forma algebrica : ove a è la parte reale. per la quale il verso di rotazione dei vettori ruotanti è antiorario). già dichiarata. servono per orientare i vettori rappresentativi delle grandezze sinusoidali sul piano di Gauss e vengono riportati a partire dal semiasse reale positivo seguendo la nota convenzione secondo la quale gli angoli si intendono positivi se misurati in senso antiorario (convenzione che discende direttamente da quella. operazioni Vediamo ora in quali forme si può rappresentare un numero complesso che. una trattazione più completa e rigorosa dei numeri complessi viene fatta nel corso di matematica. ϕBA = αOB . ϕAB = . j·b è la parte immaginaria.αOB . Tale forma è utile nel caso si debba eseguire la somma di due numeri complessi: ove Y è il modulo ed α l'argomento. Gli angoli αOA ed αOB sono gli argomenti iniziali delle grandezze sinusoidali. quindi. più precisamente l'ascissa diventa l'asse dei valori reali Re mentre l'ordinata diventa l'asse dei valori immaginari Im. raffigura un vettore giacente sul piano di Gauss. negativo se misurato in senso orario.

38 . che deriva dalla formula di Eulero per la quale si ha: Tale forma è particolarmente utile nel caso in cui il numero complesso debba rappresentare un vettore ruotante (come accade per le grandezze sinusoidali quando non si voglia omettere l'informazione riguardante la pulsazione). infatti se ω è la velocità angolare si ha: Significato fisico del valore efficace Nella figura riportata sopra sono rappresentate le funzioni i(t) ed [i(t)]2 . La prima esprime una corrente sinusoidale i(t) = IM·sen(ω·t) [A] mentre la seconda esprime i quadrati della prima.Per convertire dalla forma algebrica (detta anche rettangolare) alla forma polare: Per convertire dalla forma polare alla forma algebrica: c) forma trigonometrica : d) forma esponenziale : con ovvio significato.

produce i medesimi effetti termici. sempre positiva. 39 . Esattamente la stessa cosa si può dire per il valore efficace della tensione e sia le correnti che le tensioni sinusoidali vengono sempre comunicate mediante il loro valore efficace. è evidente che la somma degli infiniti termini dA verrà a coprire un'area coincidente con l'area A sottesa dalla funzione [i(t)]2 nell'intervallo di tempo pari a T [s]. Tale funzione ha un valore massimo pari a IM2 ed un valore medio che. Nell'intervallo di tempo infinitamente piccolo dt [s] (vedi figura) si può ritenere che la corrente abbia un valore costante pari ad i [A] e che l'energia dissipata per effetto Joule nella resistenza valga [J]. ma non è una funzione sinusoidale. La definizione matematica data al valore efficace di una grandezza sinusoidale porta ad affermare che il valore efficace della i(t) vale: come già si sapeva. La quantità dA = i2 · dt [A2·s] 2 corrisponde all'area del rettangolo di base dt e di altezza i . di frequenza doppia rispetto ad i(t) .La funzione [i(t)]2 è di tipo periodico. Esattamente la stessa espressione si sarebbe ottenuta qualora si fosse dovuto calcolare la potenza dissipata nel tempo T [s] attraverso la resistenza R [Ω] da una corrente continua di intensità I [A]. per evidenti motivi di simmetria. Per capire il significato fisico del valore efficace di una corrente. Se ora si immagina di considerare il numero infinito di intervalli dt [s] presenti nell'intervallo finito T [s] pari al periodo. in pari tempo. vale IM2/2. Si può dire che il valore efficace di una corrente sinusoidale rappresenta quella intensità di corrente continua che. immaginiamo che la corrente sinusoidale i(t) percorra una resistenza di valore R [Ω]. attraverso il suo quadrato. dell'energia dissipata nel tempo T [s] attraverso la resistenza R [Ω]. area che è legata al valore medio della [i(t)]2 dalla relazione: L'energia dissipata nel tempo pari a T [s] si può quindi scrivere: Osservando che: si avrà W = R·I2·T [J] ovvero il valore efficace I [A] della corrente sinusoidale è responsabile.

si suole dire che esse sono tra di loro in fase. Per quanto riguarda i valori efficaci si avrà la relazione V = R·I [V].Circuito puramente resistivo in regime sinusoidale. di eguale pulsazione. v(t) = VM·sen(ω·t + αO) [A] Per l'espressione simbolica si avrà: Per quanto riguarda la potenza. Facendo riferimento ad una corrente sinusoidale qualsiasi. Siccome gli argomenti iniziali della tensione e della corrente sono gli stessi. potenza attiva E' così chiamato un circuito totalmente privo di effetti d'autoinduzione dovuta a campi magnetici variabili e di accumulo di carica dovuta a campi elettrici. di eguale argomento iniziale e di valore massimo VM = R·IM [V]. Sollecitando la resistenza R [Ω] con una corrente sinusoidale i(t) [A] si avrà (legge di Ohm) per ogni istante t ai capi della resistenza una caduta di tensione pari a v(t) = R·i(t) [V] pure essa sinusoidale. 40 . per l'espressione ai valori istantanei si avranno le seguenti relazioni: i(t) = IM·sen(ω·t + αO) . applicando la legge di Joule in ogni istante t si può calcolare come varia la potenza istantanea p(t) facendo il prodotto dei valori istantanei i(t) e v(t).

Sempre dal grafico si può osservare che il valore medio P [W] della p(t) è la metà del suo valore massimo PM . questo significa che nella resistenza avviene una trasformazione di energia sempre nel senso energia elettrica ⇒ calore. sempre maggiore di zero.di frequenza doppia di quella della corrente. Per tali motivi P prende il nome di potenza attiva (cioè ad essa corrisponde una effettiva trasformazione di energia). Per tale motivo. Ricordando la legge di Ohm. Invece. comunque. l'induttanza di un circuito avvolto su di un nucleo ferromagnetico non è costante ma varia al variare della corrente nel circuito in quanto al variare della corrente varia il campo magnetico e.Dal grafico che così si ottiene si osserva che la potenza p(t) è una grandezza periodica (non sinusoidale) pulsante. con esso. L'unico parametro elettrico che caratterizza un circuito puramente induttivo è perciò la sua induttanza. ovvero: L'area sottesa dalla forma d'onda di p(t) rappresenta in un determinato intervallo di tempo l'energia ( [W]·[s] = [J] ) e tale energia è sempre positiva. considereremo costante l'induttanza). la permeabilità (noi. l'induttanza di un circuito in aria è rigorosamente costante essendo costante la permeabilità magnetica dell'aria. L'induttanza (chiamata pure coefficiente di autoinduzione) è definita dal rapporto tra il flusso di campo magnetico (originato dalla corrente che percorre il circuito) che si concatena col circuito e la corrente che percorre il circuito stesso: Il valore di induttanza di un circuito dipende dalla geometria del circuito e dalla permeabilità magnetica del mezzo che circonda il circuito: se queste sono costanti. l'induttanza è costante. la potenza attiva si può anche calcolare con le relazioni: Circuito puramente induttivo in regime sinusoidale E' tale un circuito totalmente privo di resistenza ohmica e di accumulo di carica dovuto a campi elettrici. 41 .

i.Si supponga di avere un circuito puramente induttivo.i. T/2 .T ).. varierà esso pure nel tempo con legge sinusoidale.e. e quindi di ΦAC(t) .m. percorso da una corrente sinusoidale i(t) = IM·sen(ω·t) [A].a. di induttanza costante L [H]. b) eai(t) ha in ciascun istante un verso tale da opporsi alla causa che la genera. dal primo punto si determina la sua intensità che è nulla quando la pendenza della i(t) . Il risultato che si ottiene è una f. Ovviamente tale ΦAC(t) . è nulla (vedi gli istanti T/4 . Dal secondo punto si determina immediatamente il segno della f. sinusoidale ed in ritardo di un quarto di periodo (ovvero π/2 ) rispetto sia al flusso che alla corrente: 42 . è massima (vedi gli istanti 0 .m. perciò sarà contraria alla corrente quando questa aumenta facendo aumentare ΦAC(t) . 3·T/4 ). mentre è massima quando la pendenza della i(t) . mentre avrà lo stesso verso della corrente quando questa diminuisce facendo diminuire ΦAC(t).e. e quindi di ΦAC(t) .a. Per via della legge generale dell'induzione elettromagnetica. la variazione nel tempo del flusso autoconcatenato produrrà una forza elettromotrice autoindotta di valore: che gode delle seguenti proprietà: a) eai(t) è proporzionale alla rapidità con cui varia il flusso concatenato nel tempo. A causa dell’induttanza L. essendo proporzionale in ogni istante alla corrente. si autoconcatenerà col circuito un flusso: Φ C(t) = L·i(t) = L·IM· sen(ω·t) = ΦACM· sen(ω·t) [Wb] con ΦACM = L·IM [Wb].

con Eai = VL = ω·L·I [V]. Ciò significa (vedi anche il grafico): dove ovviamente VLM = EaiM. sarà tanto più grande quanto più è grande il valore massimo del flusso e quanto più rapida è la variazione di ΦAC(t) nel tempo (cioè quanto più è grande la sua pulsazione ω): Abbiamo fino ad ora dedotto quanto vale la f. eai(t).a. supponiamo ora che la corrente i(t) venga impressa nel circuito puramente induttivo da un generatore sinusoidale.i. si dirà che la tensione vL(t) ai capi dell'induttanza è in anticipo di π/2 ed il suo valore massimo vale.e.a.Inoltre. qualitativamente.e. si può pure affermare che il valore massimo di f.m. dovuta ad una corrente sinusoidale circolante in un circuito puramente induttivo. Passando dall'espressione delle grandezze sinusoidali nella forma di valori istantanei alla forma simbolica (vettori ruotanti e relativi numeri complessi) quanto ottenuto può essere così riassunto: con ΦAC = L·I [Wb] (ΦAC ed I valori efficaci ). Applicando la legge di Ohm generalizzata all'intero circuito (generatore più resistenza) e facendo riferimento ai valori istantanei si deduce che dovrà essere in ogni istante nulla la somma algebrica della tensione vL(t) ai capi dell'induttanza e della forza elettromotrice indotta eai(t) : cioè la tensione vL(t) è in ogni istante uguale ed opposta alla f.a.i.m. 43 .i.m.e. Confrontando con i(t).

La quantità è chiamata reattanza induttiva immaginaria ed è un operatore vettoriale in quanto se applicato al numero complesso rappresentante la corrente fornisce il numero complesso rappresentante la tensione ai capi dell'induttanza: La figura riportata sopra mostra le varie grandezze sinusoidali prese fino ad ora in considerazione rappresentate sul piano di Gauss. è importante ricordare il fenomeno della carica e della scarica del condensatore facendo particolare attenzione al verso della corrente i(t) e della tensione vC(t) ai capi del condensatore: 44 . Se V è la d. Q la carica accumulata. L'unico parametro elettrico che caratterizza un circuito puramente capacitivo è la sua capacità elettrica.d.p. C la capacità elettrica. La capacità del circuito rappresenta l'attitudine del circuito ad accumulare carica elettrica quando nel dielettrico circostante sia presente un campo elettrico.. si ha: Al fine di dedurre il comportamento della capacità in regime sinusoidale.La quantità: è chiamata reattanza induttiva ed ha le dimensioni di una resistenza. Circuito puramente capacitivo in regime sinusoidale E' così chiamato un circuito totalmente privo di resistenza ohmica e di effetti d'autoinduzione dovuti a variazioni di campi elettromagnetici.

: l'istante t = 0 [s] coincide.B. 45 . collegato ai morsetti di un generatore di tensione sinusoidale v(t). Le considerazioni che seguono sono conseguenti al fatto che: a) durante gli intervalli di carica la corrente deve avere lo stesso verso (segno) della tensione. Supponiamo ora di avere un condensatore di capacità C. Nel caso di circuito in corrente continua. mentre durante gli intervalli di scarica la corrente è opposta alla tensione. nullo quando la tensione di carica raggiunge il massimo. Vediamo di ricavare qualitativamente l'andamento della corrente. b) la corrente ha modulo massimo quando inizia la carica. con costante di tempo pari a R·C [s] e quindi con un tempo d'esaurimento pari a circa 5·R·C [s].N. inizialmente scarico. Le varie funzioni vC(t) ed i(t) sia nella carica che nella scarica sono di tipo esponenziale. in ogni caso. sia per la carica che per la scarica all'istante di chiusura dell'interruttore nel relativo circuito. una volta esauritosi il transitorio la corrente nel circuito è identicamente nulla in quanto il condensatore costituisce a regime un'interruzione del ramo ove si trova inserito.

avendosi un intervallo di carica la tensione aumenta positivamente da zero al valore massimo VCM . la tensione alle armature aumenterà da zero a -VCM ed il condensatore sarà interessato da una corrente di carica che varierà da -IM a zero. tanto più grande sarà la quantità di carica accumulata sulle armature del condensatore. Nel secondo quarto di periodo (2). Si riconosce in tal modo che mentre la tensione alle armature del condensatore varia secondo la funzione sinusoidale vC(t) . ma sfasata di un quarto di periodo in anticipo rispetto alla tensione. Nell'ultimo quarto di periodo (4). il condensatore dovrà corrispondentemente scaricarsi mediante una corrente analoga alla precedente ma di verso (segno) opposto e perciò negativa. sia durante gli intervalli di carica che di scarica. trattandosi di un intervallo di scarica la tensione alle armature diminuisce da VCM a zero. il condensatore deve corrispondentemente assorbire una corrente di carica positiva. In forma analitica: vC(t) = VCM·sen(ω·t) [V] . La quantità: 46 . Inoltre la variazione nel tempo della quantità di carica accumulata rappresenta l'intensità della corrente e. perciò. la corrente attraverso il condensatore varia secondo una funzione i(t) pure sinusoidale. se è elevato ω sarà più grande la corrente essendo più grande la variazione di carica nel tempo. Nel terzo quarto di periodo (3). trattandosi di un intervallo di carica di segno opposto a quello della fase (1). i(t) = IM·sen(ω·t + π/2) [A] Si può poi dimostrare che è IM = ω·C·VCM [A] ed analoga relazione vale per i valori efficaci.Nel primo quarto di periodo (1). non potrà variare con legge esponenziale essendo sia la carica che la scarica non libere ma vincolate dalla tensione sinusoidale presente ai capi del condensatore. Intuitivamente si può infatti osservare che tanto più grandi sono C e VCM . trattandosi di un intervallo di scarica la tensione alle armature diminuirà in valore assoluto da |-VCM| a zero e la corrente dovrà variare analogamente a quanto avvenuto nell'intervallo (3) ma con verso (segno) opposto. Passando dall'espressione delle grandezze sinusoidali nella forma di valori istantanei alla forma simbolica (vettori ruotanti e relativi numeri complessi) quanto ottenuto può essere così riassunto: con VC [V] ed I [A] valori efficaci. Quindi anche la corrente i(t) sarà sinusoidale. la quale parte dal suo valore massimo IM e va poi gradatamente diminuendo fino a ridursi a zero nell'istante in cui il condensatore raggiunge il suo stato di massima carica. cioè deve essere v(t) = vC(t) e che la corrente. E' importante osservare che la tensione ai capi del condensatore è obbligata ad essere uguale a quella sinusoidale del generatore.

La quantità è chiamata reattanza capacitiva immaginaria ed è un operatore vettoriale in quanto se applicato al numero complesso rappresentante la corrente fornisce il numero complesso rappresentante la tensione ai capi del condensatore: La figura riportata sopra mostra le varie grandezze sinusoidali prese fino ad ora in considerazione rappresentate sul piano di Gauss. Dimostrazioni analiticamente rigorose si possono fare solo conoscendo l'operazione di derivazione rispetto al tempo di una funzione.è chiamata reattanza capacitiva ed ha le dimensioni di una resistenza. argomento che si affronterà in matematica nel corso del quarto anno. A titolo di complemento anticipiamo quanto sarà comprensibile solo il prossimo anno: Induttanza capacità 47 . Complementi matematici Nelle dimostrazioni delle relazioni tra tensione e corrente in regime sinusoidale per le induttanze e le capacità abbiamo fatto ampiamente ricorso all'intuito.

triangolo delle potenze Si tratta di un operatore vettoriale (quindi una grandezza complessa. da considerarsi induttiva se positiva.Impedenza elettrica. non una grandezza variabile sinusoidalmente nel tempo) così definito: L'impedenza riassume la resistenza e la reattanza complessive di un ramo infatti se ω è la pulsazione della tensione alternata sinusoidale applicata al ramo.I) = R·I2 [W] potenza reattiva. Le potenze che riguardano l'impedenza sono: potenza attiva : applicata all'impedenza e la corrente P = V·I·cos(ϕV.I) = (XL . da considerarsi capacitiva se negativa : Q = V·I·sen(ϕV. si ha: Il modulo dell'impedenza vale ovviamente: mentre il suo argomento vale: e tale argomento coincide con lo sfasamento tra la tensione che percorre l'impedenza.XC)·I2 [VAR] 48 .

L'operatore vettoriale ammettenza può essere usato per la risoluzione delle reti elettriche. Si dimostra facilmente che il modulo dell'ammettenza è pari all'inverso del modulo dell'impedenza. mentre l'argomento dell'ammettenza è l'opposto dell'argomento dell'impedenza. la parte immaginaria è chiamata suscettanza. [Ω-1] = [S]. La legge di Ohm diventa: 49 . la conduttanza e la suscettanza si misurano in siemens. L'ammettenza. che riassume le prime due : potenza apparente complessa ( è il coniugato di ): Le tre potenze di cui sopra si possono riassumere nel seguente triangolo delle potenze: per il quale valgono le seguenti relazioni: Ammettenza elettrica E' un operatore vettoriale definito come l'inverso dell'impedenza: La parte reale dell'ammettenza è chiamata conduttanza.modulo potenza apparente.

Quindi sarà: da cui: Si osserva che i parametri parallelo dell'impedenza altro non sono che l'inverso della conduttanza e della suscettanza dell'ammettenza equivalente all'impedenza data. 50 . quando vengono sottoposti alla stessa tensione devono assorbire la stessa corrente.La serie di più ammettenze si calcola con l'espressione: mentre il parallelo di più ammettenze si calcola con l'espressione: Vediamo ora la trasformazione serie-parallelo dei parametri di una impedenza: Perché i due circuiti siano equivalenti.

51 . quasi integralmente.SISTEMI ELETTRICI TRIFASI Introduzione Il sistema trifase è una rete alimentata da tre generatori di tensione alternata isofrequenziali. 2'. 3 le uscite. 1'. la produzione. la trasmissione e la distribuzione dell’energia elettrica. Per un sistema simmetrico la somma vettoriale delle tensioni è nulla come si può verificare sia graficamente che analiticamente (vedi fig ST. unendo tra loro. 3' gli ingressi. ad esempio. gli ingressi. il medesimo valore efficace e fasi che differiscono di 120° elettrici. Le ragioni stanno nella semplicità costruttiva ed efficienza di generatori e motori. Fissati arbitrariamente ingresso ed uscita di un generatore. ed anche nel risparmio di rame che si ottiene con una linea trifase rispetto ad una monofase di ugual potenza. Siano per noi 1.2. 1 Collegamento a stella dei generatori I tre generatori possono essere collegati a stella. Generatori trifasi simmetrici Un sistema trifase è simmetrico quando i tre generatori hanno la stessa frequenza. Ad essa si deve.3) E11'+E22'+E33'=0 ST. l'ingresso e l'uscita dei due rimanenti sono determinati dalle condizioni fissate per la simmetria.

indicati con R. si ha una linea trifase a quattro fili. Nelle figure ST. i. 2 Osservazioni • Si chiamano grandezze di fase le tensioni ai capi dei generatori e le correnti circolanti in essi.fig.2.2 le correnti di fase sono indicate con Ifi. come ipotizzato. 2-1'. Nel collegamento a stella con quattro fili sono disponibili due terne di tensioni: quelle concatenate e quelle di fase. fig. nel collegamento a triangolo è disponibile la sola terna di tensioni concatenate. dette anche concatenate. Un sistema trifase è sempre definito dalla tensione concatenata. T (fig. unendo gli ingressi di un generatore con l'uscita del generatore la cui fase ritarda di 120° . Collegamento a triangolo dei generatori I tre generatori. la loro somma vettoriale è nulla: nella maglia (il triangolo. che costituiscono la linea trifase. Il nuovo filo. S. j assumono i valori 1. ST. ma se. ST.3. Esiste comunque un punto comune a cui possono essere riferiti i potenziali dei tre fili di linea: è il centro stella ideale del sistema (indicato con T nella figura) • • 52 . ST. 1 Alle uscite sono collegati tre fili. Il collegamento a triangolo chiude una maglia. Dai punti di collegamento (1-3'. possono essere collegati a triangolo. indicato con N.1). Derivando un ulteriore filo dal punto comune.8 che impone l'isolante di tale colore. le tensioni sono simmetriche. Nella figura il neutro è tracciato con il colore blu chiaro. le tensioni di linea con Uij: i pedicii’. grandezze di linea sono le correnti nei fili di linea e le tensioni tra di essi. le correnti di linea con Ili. 3-2') sono derivati i tre fili che costituiscono la linea trifase. essendo tre i suoi rami) non circola alcuna corrente. è chiamato neutro.1 ed ST. le tensioni di fase con Eii'. per ricordare la prescrizione delle Norme CEI 64.

rispettivamente. 1/240°). ST. Per il sistema simmetrico. 2 53 . NB:nelle formule delle figura con i diagrammi.Diagrammi vettoriali La figura ST. moltiplicati per un vettore lo fanno ruotare. Le tensioni concatenate si ricavano con il secondo principio di Kirchhoff. fig. sono usati gli operatori complessi α=ej120 ed α2=ej240. il loro valore efficace si ottiene moltiplicando la tensione di fase E per la radice quadrata di tre. Il piano di Gauss ( o dei numeri complessi) è scelto (arbitrariamente) in modo che l'asse immaginario Im coincida in direzione e verso con la tensione E11'. Il valore efficace della tensione dei generatori è indicato con E. 8. (che non sono altro che i numeri complessi 1/120°. di 120° e 240° in senso antiorario. 3 Esse sono la differenza vettoriale di due tensioni di fase. Sono anche indicati i numeri complessi in forma polare dei vettori rappresentativi delle tensioni.3 rappresenta il diagramma vettoriale delle tensioni di fase ( o stellate) e di linea (o concatenate) con generatori collegati a stella e con il filo neutro. Essi.

4 è tracciato per i generatori collegati atriangolo. indicato con la lettera T. il valore della corrente di linea si ottiene moltiplicando per la radice quadrata di tre il valore della corrente di fase. fig. E' ciò che si fa quando si ricorre al circuito monofase equivalente. Le correnti di linea sono la differenza vettoriale di due correnti di fase. La terna a stella può sostituire la terna dei generatori a triangolo. 54 . Le correnti di linea coincidono con le correnti di fase:ILi=Ifi Il diagramma vettoriale di fig. il diagramma è lo stesso di quello che si ottiene con tre generatori a stella la cui tensione è quella dei generatori effettivi diviso la radice quadrata di tre e le cui fasi sono anticipate di 30°. quindi si ha Uij=Eii' ST. Se il carico che le determina è equilibrato. 4 Le tensioni concatenate coincidono con le tensioni di fase. ST. ST. Considerando il centro stella ideale del sistema. cioè se le tre impedenze che lo costituiscono sono identiche. 3.• • Le tensioni concatenate costituiscono una terna simmetrica ruotata di 30° in anticipo rispetto alle tensioni stellate.

Ili=Ifi ST. ciò che è lo stesso. (indicate con Uzi). 6 55 . fig.E) dove U è il valore efficace della tensione di linea ed E quello della tensione di fase. ST. Se le tre impedenze sono uguali il carico si dice equilibrato. coincidono con le tensioni stellate o. cioè le tensioni ai capi delle impedenze.73.Stella di impedenze Tre impedenze a stella costituiscono un carico trifase che può essere alimentato da una linea trifase a tre o a quattro fili. Considereremo carichi equilibrati alimentati da sistemi simmetrici. 5 Nel collegamento a stella le correnti di linea sono uguali alle correnti di fase. 4 mentre le tensioni di fase. le tensioni dei fili di fase rispetto al neutro (indicate con EiN):UZi=EiNed è sempre U=√3*E (U=1. fig. ST.

Togliendo il filo neutro nulla cambia.6 fig. Sia con tre che con quattro fili. per ipotesi simmetriche. che corrisponde alla corrente nel neutro. Ili=Ifi-Ifj (j=i-1) ST. ST. 7 56 . è nulla.• • • Le correnti di linea (e di fase) formano una terna di vettori uguali tra loro e sfasati di 120°. per il calcolo delle correnti di linea. si opera come in un circuito monofase di impedenza Z alimentato dalla tensione stellata. Le tensioni di linea siano. 5 mentre le correnti di linea sono la differenza vettoriale di due correnti di fase. In questo collegamento le tensioni di fase coincidono con le tensioni concatenate. I fili di linea sono collegati ai punti comuni a due impedenze consecutive. La loro somma vettoriale. Triangolo di impedenze Tre impedenze collegate a triangolo costituiscono un carico trifase che può essere alimentato da una linea trifase a tre fili. ruotata rispetto alla terna delle tensioni di fase dell'angolo φ pari all'argomento delle impedenze. Uzi=Uij (j=i+1) ST.

mentre l'impedenza è quella di un ramo della stella equivalente.120°.fig. Infatti.9 fig. ST. 57 . Le altre due si ottengono sfasandole rispetto a questa di +120° e . sempre con riferimento al diagramma vettoriale. ST. si può calcolare IL1 con la formula vista in precedenza. 8 • Se si trasforma il triangolo nella stella equivalente. 9 detto Monofase equivalente :il generatore ha il valore della tensione stellata. ST. il calcolo per delle correnti di linea è quello del collegamento a stella: ci si può perciò sempre riferire allo schema di fig.

IL CONTATTO ELETTRICO Il contatto elettrico fra l'uomo e le parti attive di un impianto o apparecchiatura elettrica. o animale in genere. Fig.ELEMENTI DI SICUREZZA ELETTRICA EFFETTI DELLA CORRENTEELETTRICA SUL CORPO UMANO 1. può essere di tipo diretto o di tipo indiretto. subisce il fenomeno dello shock elettrico. il contatto con parti normalmente non in tensione ma che possono. particolarmente su prese a spina e condutture. la volontarietà da parte di persone non professionalmente addestrate o competenti in materia. Tale contatto generalmente risulta non intenzionale ma non è da escludere. ecc. rappresentante ben due terzi del totale. trovarsi in tensione. più semplicemente detto elettrocuzione o folgorazione. cioè risulta essere sottoposto al passaggio della corrente elettrica che da luogo a fenomeni elettrofisiologici variabili le cui conseguenze possono essere a volte anche letali fino alla morte. Definiamo contatto diretto. a volte. 58 . 1 Comunque sia il tipo di contatto elettrico. Definiamo contatto indiretto. Per il contatto indiretto non ha alcun senso parlare di volontarietà da parte di un mal capitato. il contatto con parti metalliche normalmente in tensione. il corpo umano. In Italia muoiono per infortuni elettrici centinaia di persone l'anno e il caso più ricorrente è proprio il contatto diretto. in caso di guasto o cedimento dell'isolamento. è il tipico caso dell'involucro metallico di un elettrodomestico o dell'impugnatura di un untensile elettrico portatile.

inducendola allo stato di azione che si manifesta con una mutata distribuzione di cariche elettriche all'interno ed all'esterno della membrana. durante lo stato di eccitamento. sono governate quindi da fenomeni di natura elettrica comandati dal cervello attraverso le fibre nervose che si estendono in tutto il corpo con la funzione di conduttori.2. meccanica. una batteria di polarizzazione (E) e da una resistenza (R ). possono turbare lo stato di riposo in cui si trova la cellula. MORFOLOGIA CELLULARE. soggetti ad impulsi di una certa intensità. per ritornare poi allo stato negativo una volta cessato lo stimolo. formato da un condensatore (C). Fig. è posta in equivalenza con un circuito elettrico. Le attività biologiche di vita. separati dal dielettrico "membrana". mantiene una differenza di potenziale fra la parte interna e la parte esterna della menbrana che la racchiude (fig. La membrana funge da filtro. spessa alcuni micron. Ogni attività biologica presenta modifiche più o meno rilevanti di potenziale elettrico. termica e soprattutto elettrica. la parte interna della cellula viene ad assumere un potenziale positivo rispetto alla parte esterna. Stimoli di origine chimica. In particolare. 2). provvedendo all'assunzione dall'esterno degli elementi nutritivi necessari alla cellula ed alla escrezione degli elementi di rifiuto. 59 . 2 In Fig. La singola cellula. Tali impulsi sono ben definiti e rilevabili dai misuratori comunemente utilizzati in medicina quali gli elettroencefalogrammi elettrocardiogrammi ed altri ancora che documentano graficamente gli andamenti dei relativi organi vitali allo scopo di verificarne la loro funzionalità. tale scambio determina la formazione di opposti stati di polarizzazione. 2 la membrana cella cellula organica. del diametro di alcune centinaia di micron (un milionesimo di metro).

5 1. pecore. Correnti superiori alla soglia di percezione coinvolgono il sistema nervoso (molto sensibile nell'uomo) con pungolazioni sui nervi sensori provocanti dolore che possono dare come reazione positiva quella di far istintivamente staccare il soggetto dalla sorgente elettrica a cui è sottoposto per contatto. 479-2 della Commissione Elettrotecnica Internazionale. Come è noto dall'elettrotecnica elementare. numero 1355 P dell'aprile 1990. tutto il complesso equilibrio risulta alterato con modificazioni più o meno significative che dipendono dal valore della corrente. tutte le volte che si chiude un qualsiasi circuito elettrico in esso si stabilisce una corrente il cui valore dipende dalla tensione applicata e dalla resistenza. La sintesi degli studi e ricerche dell'ampio lavoro internazionale. La nostra vita biologica è regolata sia a livello cerebrale che cellulare da impulsi di natura elettrica che determinano le diverse funzioni del nostro organismo. dal tempo che questa corrente permane e dal suo percorso all'interno del corpo umano. La soglia di percezione di cui si parla in seguito è definita come il minimo valore di corrente avvertito dal 50% delle persone costiutuenti il campione di prova. E' da notare la parte del corpo umano più sensibile alla corrente è la lingua. 479-1 e n.Australia è contenuta nella pubblicazione CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano). pony. con soglia di percezione di circa 50 µA. può essere quello di un movimento brusco tale che la persona infortunata urti contro parti contundenti o cada da una scala procurandosi lesioni non deleterie quanto la folgorazione. in tal caso.Gli effetti del passaggio della corrente nel corpo umano sono basati su osservazioni cliniche di defunti per elettrocuzione nonché con esperimenti su persone vive "consenzienti" ad essere sottoposte al transito di brevi e leggere scosse elettriche. PERCEZIONE DELLA CORRENTE ELETTRICA ED EFFETTI FISIOPATOLOGICI Per stabilire il valore di corrente percepibile da una persona occorre anzitutto considerare che la percezione della corrente è un fatto individuale: per determinare questi valori bisognarifarsi a criteri statistici e a metodi sperimentali.1 0. valore che corrisponde alla cosiddetta soglia di rilascio. Possiamo pertanto immaginare il nostro corpo costituito da una serie grandissima di circuiti elementari attraversati costantemente da debolissime correnti che garantiscono tutte le nostre attività vitali. basata sui rapporti IEC (International Electrical Committee) n. durato anni e svolto in America Europa . se a queste debolissime correnti interne vengono a sommarsi delle correnti di origine esterna. maiali. Questa eventualità è però possibile fino a correnti massime di 10 mA circa. Tale fascicolo ha valore di GUIDA utilizzabile per la definizione dei requisiti di sicurezza elettrica in generale e può anche servire per stabilire le caratteristiche dei dispositivi di protezione da impiegare nelle installazioni. ecc. Il fenomeno è regolato dalla legge di Ohm per cui si ha: I=V/R 3. Effetto parzialmente negativo. Principalmente però le prove sono state fatte su animali quali. estrapolando poi i risultati all'uomo. montoni. Nel caso di contatto tra mano e filo di rame percorso da corrente elettrica sono stati ricavati i seguenti valori: corrente continua: Corrente alternata a 50Hz 5 3. Intensità di corrente maggiori della corrente di rilascio (10 mA) interessano i nervi motori del corpo e i muscoli ad essi associati facendoli contrarre sino al punto che l'infortunato non riesce più a controllare 60 .7 mA (Uomini) mA (Donne) mA (Uomini) mA (Donne). Appare subito evidente che.

quando si è investiti da correnti più elevate vengono coinvolti anche muscoli lontani come quelli delle fasce lombari e delle cosce che possono far compiere repentine reazioni al malcapitato. svenimento. Le conseguenze possono essere l'asfissia dovuta all'impoverimento dell'ossigenazione dell'organismo con cianosi. lesioni celebrali nonché. Correnti di modeste entità interessano solo i muscoli posti in prossimità del punto di ingresso dell'elettricità che si contraggono localmente impedendo il rilascio in sovrapposizione al comando individuale. in breve. Infatti. la cessazione della causa scatenante. uno ogni mezzo periodo per un totale di cento in un minuto. balconi. La corrente esterna si sovrappone così ai deboli impulsi naturali riuscendo totalmente a sottrarre la parte colpita al controllo dell'individuo. L'effetto inizialmente provoca semplici contrazioni muscolari (crampi) ma successivamente può paralizzare l'intero sistema nervoso se non avviene. ecc. tetti. anche la morte. successione che è più elevata rispetto a quella fisiologica tanto da attivare uno stato di contrazione permanente. a causa di incontrollate reazioni motorie degli arti inferiori è facile la perdita di equilibrio con possibile cadute disastrose da scale. Il fenomeno è spiegabile ricorrendo alla semplici nozioni di elettrofisiologia cellulare alle quali si è accennato in precedenza per chiarire il significato della soglia di percezione. Invece. Tetanizzazione muscolare Una corrente elettrica al di sopra della soglia di rilascio (10 mA) è tanto più a rischio e pericolo quanto maggiore è il tempo di contatto. 61 . Alla frequenza di 50 Hz avviene una rapida alternanza di impulsi. E' il caso della tetanizzazione muscolare per effetto della quale il soggetto resta con la mano praticamente "incollata" all'elemento in tensione non riuscendo più a staccarsi malgrado la volontà di sottrarsi dal pericolo elettrico. Nelle condizioni normali i muscoli tornano allo stato di riposo dopo che è terminato lo stimolo elettrico naturale che li ha fatto contrarre.le sue azioni con la conseguente impossibilità di lasciare la parte attiva e accusando i seguenti effetti fisiopatologici: • • • Tetanizzazione muscolare Fibrillazione ventricolare Ustioni. nei casi più gravi. Se sono interessati dalla tetanizzazione i muscoli respiratoti quali i pettorali. intercostali e diaframmatici può avvenire la paralisi dei centri nervosi.

Fig. equivale al tempo necessario per la propagazione dell'eccitamento dal nodo seno-atriale al fascio di His (costituito da un tessuto connettivo paragonabile ad un insieme di cavi elettrici). Il punto critico nel quale il muscolo cardiaco è facilmente vulnerabile dalle correnti di elettrocuzione è rappresentato dal periodo di onda T. Le fibre elettrocutate iniziano allora a contrarsi aritmicamente. reistrando le varie fasi del ciclo. denominato periodo di conduzione. Questa condizione particolarmente pericolosa non è autonomamente reversibile e quindi per l'infortunato si richiede l'intervento immediato di personale specializzato. durante il quale si ha una diminuzione del potenziale d'azione e quindi un rilassamento delle fibre. 3. con evidenziati tre elementi principali: il nodo seno-atriale.Fibrillazione Ventricolare In figura 3 è rappresentato un cuore umano. E' nota la funzione di pompa sanguigna svolta dal muscolo cardiaco o miocardio. dove: l'onda P rappresenta l'iniziale eccitazione del nodo seno-atriale. il nodo atrio-ventricolare ed il fascio di His. il complesso Q-R-S è l'espressione elettrica dell'eccetamento ventricolare. l'onda T rappresenta infine la regressione e l'attenuarsi dell'impulso. il tratto P-Q. degenerando progressivamente nel fenomeno di fibrillazione ventricolare. il cuore si contrae ritmicamente dalle 60 alla 100 volte al minuto sotto l'eccitamento di impulsi elettrici provenienti dal nodo seno-atriale. In figura 3 è riportato appunto il grafico di un ciclo cardiaco. Attraverso un particolare apparecchio elettromedicale denominato cardiografo. è possibile rilevale i potenziali o le correnti di azione cardiache. Il fenomeno della fibrillazione ventricolare è la causa di numerosi decessi per folgorazione. La soglia di fibrillazione ventricolare 62 .

si riscalda quando attraversato da una corrente elettrica e se l'intensità raggiunge valori elevati (parecchi ampere) il relativo effetto termico. ma in questo caso risulta molto difficile valutare il parametro resistenza (impedenza Zt). Infatti l'impedenza del corpo umano è estremamente variabile. Gli effetti provocati dalla corrente elettrica sul corpo umano dipendono essenzialmente dalla impedenza corporea. le condizioni di salute. risulta essere parte integrante dell'intero impianto elettrico e come tale si comporta come un'impedenza elettrica sottoposto ad una determinata differenza di potenziale. 4 63 . Fig. L'impedenza del corpo umano può essere definita come indicato in Fig. Lo stato di fibrillazione non cessa spontaneamente. Il corpo umano. ecc. dal percorso e dal tempo di passaggio di tale corrente. In altre parole l'uomo. Fra i principali fattori che influenzano l'impedenza del corpo umano si possono considerare: lo stato della pelle. 4. ma prosegue fino alla morte dell'individuo se l'infortunato non è sottoposto a trattamento di defibrillazione con un apposito apparecchio elettromedicale (defibrillatore) entro pochi minuti dall'incidente. definita tensione di contatto Uc. Anche per il corpo umano vale la legge di Ohm I=V/R. il sesso. e attraversato da una corrente elettrica Ic. in presenza di contatto elettrico. In corrente alternata.dipende sia da parametri fisiologici che elettrici.1 s. non solo da persona a persona. il valore di tensione applicata. RESISTENZA DEL CORPO UMANO. alla frequenza di 50 o 60 Hz. la fibrillazione può innescarsi per correnti superiori a 500 mA e per contatti di durata inferiore a 0. Poiché la pelle avendo maggiore resistività risulta essere il tessuto più esposto alle ustioni. anche se finisce la causa che l'ha prodotto. la natura del contatto. come un qualsiasi conduttore elettrico. il peso. dovuto al calore sviluppato per effetto Joule. La fibrillazione cardiaca può innescarsi più facilmente se il passaggio di corrente avviene durante il percorso vulnerabile. ma dipende anche dalle condizioni fisiche del momento e da altri parametri. Ustioni elettrotermiche. 4. ha un importanza non trascurabile. l'età. diretto o indiretto.

) per un percorso della corrente mano-mano o mano-piede e per tensioni di contatto fino a 700 V. può essere considerata la sola Zi. Per tensioni di contatto fino a 50 V. La fig. considerando 100% il percorso mano-mano. a causa della notevole variazione di Zp (impedenza della pelle) si ha una significativa variazione dell'impedenza. Il valore Zp dipende da: tensione. frequenza. ricavato dalla pubblicazione IEC 479 al quale si fa riferimento per le definizioni. dopo la sua perforazione.Recentemente il CEI ha pubblicato un fascicolo relativo agli effetti della corrente elettrica sul corpo umano. in particolare l'impedenza della pelle diminuisce quando aumenta la corrente. pressione del contatto. L'impedenza totale Zt è maggiore per la corrente continua e diminuisce con l'aumentare della frequenza. gli altri sono relativi al contatto di una mano con la parte del corpo considerata. il suo valore dipende principalmente dal percorso della corrente e. grado di umidità e temperatura della pelle. I numeri tra parentesi si riferiscono ai percorsi tra le due mani e la corrispondente parte del corpo. Considerando il circuito di figura 5. dalla superficie di contatto. FIG. in misura minore. L'impedenza totale del corpo umano (Zp) Fig. area di contatto. sono stati definiti i valori statistici dell'Impedenza totale del corpo umano in funzione della tensione di contatto per il 5%.4 definisce i valori percentuali dell'impedenza Zi per diversi percorsi della corrente. L'impedenza della pelle (Zp) si può considerare come un insieme di resistenza e capacità che variano al passaggio della corrente. L'impedenza interna del corpo umano (Zi) si può considerare essenzialmente come una resistenza. 64 . 5 è caratterizzata da una resistenza e da una capacità. il 50% e il 95% della popolazione (fig. l'impedenza totale dipende sempre meno dalla impedenza della pelle ed in particolare. 5 Per valori superiori della tensione di contatto. durata della corrente. Esempio: l'impedenza da una mano con entrambi i piedi è il 75% dell'impedenza mano-mano.

per tensioni di contatto decrescenti statisticamente il valore dell'impedenza aumenta. è stato assunto per le tensioni di contatto tollerabili il valore di 50 V. Al di sotto di questo valore. in quanto con tale valore. la corrente che può attraversare il corpo umano non produce alcun effetto significativo. nella maggioranza dei casi. 6 In sede internazionale. mentre. non si devono prendere particolari provvedimenti di protezione. Il limite della tensione convenzionale di sicurezza. fissato in 50 V per ambienti normali. Fig.4 s per la curva B e 0. se tale valore viene superato sarà necessario adottare particolari mezzi o dispositivi tendenti a limitare o ridurre le condizioni di pericolo per l'uomo. per gli ambienti normali. 65 . è ridotto a 25 V per ambienti speciali.5. Il diagramma di fig. Come si nota dalla figura 6. 7 definisce i tempi di contatto sopportabili dal corpo umano in funzione della tensione applicata fra mano e piedi (curve di sicurezza). Per tensione di contatto si intende il valore di tensione applicato fra il punto di entrata e il punto di uscita della corrente. TENSIONE DI CONTATTO. Con un valore di tensione di contatto di 50 V.2 s per la curva A. Per una tensione di contatto di 100 V il tempo massimo deve essere rispettivamente di circa 0. il 95% della popolazione presenta un'impedenza superiore a 4000 Ω .

7 dove: Irif = corrente nel corpo umano per il percorso "mano sinistra-piedi".piede che si considera come valore di riferimento. Per altri percorsi occorre applicare il fattore di percorso riportato nella Tabella I. 66 . da 15 a 100 Hz. 7 riporta gli effetti della corrente che fluisce lungo il percorso mano sinistra . La fig. Il fattore di percorso permette il calcolo delle correnti Ih che passano per un percorso diverso da "mano sinistra-piedi" che presentano lo stesso pericolo della fibrillazione ventricolare corrispondente a Irif "mano sinistra-piedi"secondo la fig. sul corpo umano in relazione al tempo di permanenza di tale corrente.Fig. Ih = corrente nel corpo per i percorsi dati in Tabella 1. F = fattore di percorso. 7 Sulla base delle considerazioni esposte in sede internazionale sono stati definiti gli effetti della corrente alternata.

si possono manifestare gravi bruciature.piede sinistro.mano sinistra Glutei . Per valori di corrente superiori il processo della tetanizzazione blocca i muscoli interessati.7 Il limite di 10 mA viene considerato come il valore di corrente di rilascio nel senso che una persona attraversata da tale corrente è ancora in grado di staccarsi autonomamente dal circuito elettrico. per produrre gli stessi effetti. piede destro o piedi Due mani . mano destra o entrambe le mani 6.piede sinistro.mano destra Mano destra . Tabella 1 Fattori di percorso per differenti passaggi della corrente Mano sinistra . per cui la persona colpita non è più in grado di staccarsi dalla parte in tensione. si richiedono correnti dell'ordine di circa 2-4 volte quelli in corrente alternata a frequenza industriale. Esempio: una corrente di 80 mA "mano sinistra-piedi".5 0.4 0.3 0.7 1.mano destra Schiena .mano sinistra.Aumentando l'intensità e i tempi. 67 . piede destro o piedi Schiena . oltre agli effetti indicati. ha lo stesso effetto di una corrente di 200 mA con percorso mano-mano.8 0. CORRENTE DI RILASCIO E CURVA DI SICUREZZA.3 1. F 1 0. fig. arresto respiratorio ed arresto cardiaco.mano destra Torace . 8.piedi Mano sinistra . Contrariamente a quanto si pensa. la corrente continua è meno pericolosa della corrente alternata: infatti.mano sinistra Torace .

In genere questi effetti risultano reversibili. Zona 2: normalmente nessun effetto fisiologico pericoloso. 9 68 . crampi muscolari ecc.Fig. arresto respiratorio.). 8 Zona 1: normalmente nessun effetto. probabilità di fibrillazione ventricolare. Zona 3: normalmente effetti fisiologici rimarchevoli (arresto cardiaco. Fig. Zona 4: Oltre agli effetti della zona 3.

Occorre sottolineare che la respirazione artificiale deve essere iniziata il più presto possibile in quanto i centri nervosi non possono sopravvivere. Per frequenze elevate oltre 500 Hz l'impedenza del corpo umano si riduce alla sola impedenza interna. il medico o l'autoambulanza avvertendo che si tratta di infortunio da corrente elettrica. più il rischio di fibrillazione ventricolare diminuisce ma.1 1. il nostro corpo è particolarmente sensibile alle correnti. I valori di frequenza più utilizzati sono ad esempio: 400 Hz in aeronautica. Negli impianti elettrici moderni si va continuamente estendendo l'impiego di apparecchiature alimentate in corrente alternata a frequenza elevata. infatti correnti dell'ordine del centesimo di ampere possono risultare fatali per l'infortunato. 1 Effetti della corrente alternata con frequenze superiori a 100 Hz. tuttavia i valori indicati si possono assumere come riferimento. al fine di individuare i mezzi di protezione. oltre 20 kHz per alimentatori a commutazione. Nella maggioranza dei casi la salvezza di una persona dipende dalla tempestività d'intervento dei soccorritori. 69 . possibilmente.2 Primi soccorsi ai colpiti da scarica elettrica Come si è visto. aumenta il rischio di bruciature. senza muovere l'infortunato iniziare la respirazione artificiale con il metodo bocca-bocca. occorre attuare i seguenti provvedimenti: a) Se l'infortunato è ancora in contatto con il circuito elettrico in tensione. Per frequenze da 200 a 400 Hz impiegate in certe installazioni industriali per l'alimentazione di utensili. b) Se non è possibile aprire il circuito. occorre immediatamente aprire il più vicino apparecchio di sezionamento. c) Senza perdere tempo e. da 4000 a 5000 Hz per elettroterapia. per contro. Per queste operazioni si richiede la presenza di due persone. Occorre ricordare che l'impedenza della pelle umana varia approssimativamente in modo inversamente proporzionale alla frequenza per tensioni di contatto dell&'ordine di alcune decine di volt. la protezione contro i contati indiretti è identica a quella prescritta per la frequenza a 50 Hz. d) Far chiamare da altri. fino a 450 Hz per saldatura. Gli studi hanno dimostrato che. praticare il massaggio toracico comprimendo ritmicamente la regione del cuore con un ritmo di 30-60 pressioni al minuto. Affinché l'intervento sia efficace per l'infortunato e non pericoloso per il soccorritore. se privati di sangue ossigenato.2 - I dati disponibili sono riassunti in tabella ed esprimono il fattore di incremento per i diversi effetti alla frequenza. più la frequenza aumenta. nel caso di arresto cardiaco.6. per tempi superiori a qualche minuto. e) Continuare con la respirazione artificiale e.68 14 10000 Hz 14 5. I dati disponibili sul comportamento del corpo umano sottoposto a correnti ad alta frequenza sono molto limitati ed ancora a livello di studio. FREQUENZA Soglia di percezione Soglia di rilascio Soglia di Fibrillazione 1000 Hz 2. 6. se possibile. occorre staccare l'infortunato con l'aiuto di mezzi isolanti.

CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI DI DISTRIBUZIONE IN FUNZIONE DEL COLLEGAMENTO A TERRA E DELLA TENSIONE. 7. per esempio. Fig.SISTEMI ELETTRICI DI DISTRIBUZIONE. ecc.2 CEI 64-8/2). I sistemi di distribuzione dell'energia elettrica sono definiti dalla Norma CEI 64-8/3 in funzione del modo di collegamento a terra e del loro sistema di conduttori attivi e dalla Norma CEI 11-1 in funzione della tensione nominale. ma che potrebbe andare in contatto accidentale con parti attive a causa di un guasto (Art.1 Definizione di massa Con il termine di massa si intende una parte conduttrice di un componente elettrico che può essere toccata e che non è in tensione in condizioni ordinarie di esercizio.. Sono. Per modo di collegamento a terra si intende la situazione del neutro in cabina MT/BT e quella delle masse presso l'utenza. masse la carcassa di un motore elettrico. Alcune definizioni 7. le lamiere esterne di un quadro. l'involucro di una lavatrice. 23. 10 70 . vedere figura 10.

11 Per la classificazione del sistema vengono utilizzate due lettere con il seguente significato: . La Norma CEI 64-8 considera i seguenti sistemi (vedere figura 11): -corrente continua: a 2 conduttori (positivo-negativo) a 3 conduttori (positivo-centro-negativo) -corrente alternata: -monofase a 2 conduttori (fase -neutro o fase-fase) -monofase a 3 conduttori (come sopra + centro) -trifase a 3 conduttori (neutro non distribuito) -trifase a 4 conduttori (3 fasi + neutro) Fig. .prima lettera T significa collegamento diretto a terra del neutro del trasformatore di cabina (o. sistema di alimentazione isolato da terra). in generale. .seconda lettera T significa masse collegate direttamente a terra mediante un proprio dispersore indipendente da quello della cabina. di un punto del sistema di alimentazione). in generale.2 Sistemi di conduttori attivi Per sistema di conduttori attivi si intende la situazione della linea dal punto di vista del tipo di corrente convogliata.prima lettera I significa neutro del trasformatore di cabina non direttamente collegato a terra (o. 71 .seconda lettera N significa masse collegate al neutro messo a terra. .7. del numero di conduttori e delle fasi.

La Norma CEI 64-8/3 considera i seguenti sistemi: Sistema TT Collegamento diretto a terra di un punto del sistema (in genere il centro stella del trasformatore di cabina) e collegamento delle masse. o. mediante un conduttore di protezione. ad un impianto di terra elettricamente indipendente da quello del sistema. 13 72 . poca influenza ha il collegamento a terra del neutro in cabina (Fig. di qualche decina di ampere. 13) Fig. Ne consegue che il neutro nei sistemi TT va considerato un conduttore attivo e come tale trattato per quanto concerne il sezionamento (Fig. In questa situazione in caso di guasto. 12). la corrente verso terra che si richiude attraverso il conduttore "terra" è generalmente di valore poco elevato e dipende essenzialmente dal valore della resistenza di terra delle masse. 12 Si hanno correnti di guasto a terra dell'ordine di qualche ampere. Fig. Il sistema TT è inoltre caratterizzato dal pericolo che il neutro vada in tensione sia per guasti in cabina che per effetto di tutte le correnti di dispersione delle utenze servite. al massimo.

Sistema TN Collegamento diretto a terra di un punto del sistema e collegamento delle masse allo stesso punto mediante un conduttore di protezione. questo tipo particolare di guasto interessa la resistenza del dispersore Rtc sicchè il neutro può assumere tensioni non nulle. e come tale va trattato per quanto concerne il sezionamento Si tenga tuttavia presente che la Norma CEI 64-8/4. Ciò significa che il neutro può considerarsi a tensione verso terra praticamente nulla anche in caso di guasto. considera anche i casi eccezionali nei quali si può presentare un guasto tra un conduttore di fase e la terra senza interessare il PE. vedi fig. 14 73 . combinate in un unico conduttore e successivamente separate. vedi Fig. 13. Questo sistema di distribuzione si usa in impianti utilizzatori alimentati attraverso una cabina MT/BT di proprietà dell'utente (fornitura di energia elettrica in media tensione). Dopo la separazione i conduttori non possono più essere riuniti per formare di nuovo il conduttore PEN. Nel sistema TN in caso di guasto la corrente viene limitata esclusivamente dalla impedenza dei conduttori e pertanto essa può raggiungere valori anche molto elevati. 413. Le correnti di dispersione delle singole utenze possono interessare la terra solo in minima parte (essendo la resistenza del PEN molto minore di quella del terreno). per una certa parte di circuito. Ne consegue che il neutro nei sistemi TN va considerato un conduttore non in tensione. In considerazione del fatto che i conduttori di neutro e di protezione possono essere uniti o separati si distinguono i seguenti tipi di sistemi TN: a) TN-C le funzioni di neutro e di protezione sono svolte da uno stesso conduttore che viene denominato PEN (distribuzione trifase a 4 fili) b) TN-S le funzioni di neutro e di protezione sono svolte da conduttori separati (distribuzione trifase a 5 fili) c) TN-C-S le funzioni di neutro e di protezione sono. Fig. all'Art. dell'ordine delle migliaia di ampere. 14.

non essendo collegato a terra. L'efficacia di tale azione dipende dal rapporto tra la resistenza di terra locale e la resistenza d'isolamento. Con questo sistema in caso di primo guasto a terra le correnti sono di valore trascurabile. vedi fig. 74 .Fig. solo con un secondo guasto si possono manifestare correnti di valore compreso fra pochi ampere ed alcune centinaia di ampere in relazione alle impedenze in gioco nel momento del guasto. La messa a terra delle masse in questo caso ha lo scopo di limitare la tensione totale di terra in caso di primo guasto. può assumere tensioni anche elevate in seguito a guasti. 15 Sistema IT Non vi sono collegamenti diretti a terra delle parti attive (neutro isolato o collegato a terra con impedenza elevata) mentre le masse sono collegate mediante il conduttore di protezione ad un impianto di terra indipendente. Il neutro. 16.

Nei sistemi di distribuzione TN-C il neutro è considerato non attivo in quanto utilizzato come conduttore di protezione. pertanto sono da considerarsi parti attive i conduttori di fase (L1 . Nel caso particolare in cui il conduttore PEN sia di tipo concentrico e presenti una continuità in tutti i punti.grigio-marrone-nero per i conduttori di fase (facoltativi). La colorazione completa dei cavi è considerata dalla tabella UNEL 00722. se del tipo a posa fissa. Parti attive In qualsiasi sistema di distribuzione le parti attive sono quelle che si trovano in tensione nel servizio ordinario. Colorazioni dei conduttori Per la distinzione dei conduttori si fa uso delle seguenti colorazioni: . deve presentare una sezione minima di 10 mmq se in rame e 16 mmq se in alluminio. il sistema IT va realizzato solo quando esistono particolari esigenze di continuità di esercizio e si vuole evitare l'interruzione dell'alimentazione al primo guasto a terra. di distribuire il neutro. per quanto possibile.Fig.blu chiaro per il conduttore di neutro . 16 La Norma CEI 64-8 raccomanda in più punti di evitare.L3) e di neutro (N). Tutti i conduttori di protezione.giallo-verde per i conduttori di protezione ed equipotenzialità (per collegamento equipotenziale si intende un conduttore che unisce tra loro due o più parti metalliche al fine di eguagliare il potenziale in caso di guasto). la sezione minima può scendere a 4 mmq. ma che può raggiungere valori elevati in caso di guasto. Quest'ultimo infatti può presentare una tensione verso terra: piccola in condizioni normali. Il conduttore PEN. . 75 . dovendo svolgere una funzione di sicurezza. Considerate tutte queste difficoltà.blu chiaro con fascetta terminale giallo-verde o giallo-verde con fascetta terminale blu chiaro per i conduttori PEN. Deve sempre essere previsto un dispositivo di controllo dell'isolamento atto ad indicare il manifestarsi di un guasto a terra. .L2 . non possono mai essere interrotti.

La Norma CEI 11.). è ammesso che il neutro sia di sezione ridotta. Questi impianti devono essere segregati e su di essi possono operare solo persone addestrate.500V in corrente continua fino a 30kV.5mmq per i circuiti di comando e segnalazione.75 mmq. . Classificazione dei sistemi secondo la tensione nominale.Sistemi di I (prima) categoria sono quelli a tensione superiore a 50 V fino a 1000 V in corrente alternata e da 120 V a 1500 V in corrente continua. appartengono nella maggioranza dei casi alle Società di produzione (ENEL. solo se sono rispettate le seguenti condizioni: . 524. I cavi flessibili con guaina per allacciamenti mobili non devonoavere sezione minore di 0.Sezioni minime dei conduttori La sezione minima dei conduttori di fase nei circuiti a corrente alternata degli impianti utilizzatori è fissata dalla Tabella 52 E della Norma CEI 64-8/5 (Art. Sistemi a bassissima tensione I sistemi di categoria 0 vengono a loro volta classificati in 3 tipi: 76 .5 mmq per i circuiti di energia e di 0. Di per sè tali tensioni non sono considerate pericolose per le persone.il carico alimentato dalla linea si può considerare equilibrato e comunque la corrente di neutro non è superiore alla portata massima del neutro . a tal fine vengono individuati quattro sistemi: . ecc. per sezioni con fasi superiori a 16 mmq se di rame e a 25 mmq se di alluminio.si provvede ad una adeguata protezione contro le sovraccorrenti.Sistemi di II (seconda) categoria sono quelli a tensione superiore a 1.1 (impianti di produzione. .Sistemi di III (terza) categoria sono quelli con tensione superiore a 30kV e riguardano impianti di generazione. Per quanto concerne le installazioni fisse i cavi di qualsiasi tipo con conduttori in rame non devono avere sezione minore di 1. In questa categoria rientra la grandissima maggioranza degli impianti elettrici in bassa tensione sia del settore civile che industriale. Aziende Municipalizzate. trasporto e distribuzione di energia elettrica) classifica i sistemi di distribuzione (TT-TN-IT) in funzione della tensione nominale alla quale si fa riferimento. si devono tuttavia rispettare determinate condizioni di sicurezza (vedere il paragrafo seguente). In ambienti ordinari si devono adottare opportuni provvedimenti per ottenere la sicurezza considerando che anche persone non addestrate possono utilizzare l'impianto o le apparecchiature elettriche. . Persona addestrata è colui che possiede conoscenze tecniche adeguate o notevole esperienza o che ha ricevuto particolari istruzioni per effettuare determinate operazioni al fine di evitare pericoli derivanti dall'uso dell'elettricità.3).000V in corrente alternata e a 1.Sistemi di categoria 0 (zero) sono quelli a tensione nominale minore o uguale a 50 V in corrente alternata e a 120 V in corrente continua non ondulata. I sistemi di I categoria collegati direttamente a terra (TT o TN) devono avere tensione verso terra U0 non superiore a 600 V in corrente alternata e a 900 V in corrente continua. I conduttori di neutro devono avere la stessa sezione del conduttore di fase fino a 16 mmq se in rame e 25 mmq se di alluminio. trasformazione e trasporto dell'energia elettrica.

da un gruppo motore-generatore. quando l'alimentazione è ottenuta da un trasformatore di sicurezza. CLASSIFICAZIONE DEI COMPONENTI DEGLI APPARECCHI E GRADI DI PROTEZIONE. in quattro categorie: è definito un componente dotato di solo isolamento delle parti attive (isolamento principale) e che non dispone di morsetto per il collegamento delle masse ad un conduttore di protezione. bassissima tensione di sicurezza. c) componente di classe seconda (II) è dotato di isolamento doppio o rinforzato (isolamento principale più isolamento supplementare) e non dispone di alcun dispositivo per il collegamento al conduttore di protezione. Questi componenti sono impiegabili in tutti i sistemi TT. trasformatori. Per componente si intende ogni elemento utilizzato in qualsiasi punto dell'impianto elettrico con lo scopo di assolvere ad una specifica funzione (generatori. b) PELV. 8. apparecchi di misura.2. La messa a terra è vietata. TN e IT di categoria 0 e I.). c) FELV.a) SELV. con le stesse caratteristiche del sistema SELV ma con i circuiti collegati a terra. 77 . TN e IT di categoria 0 e I. da una batteria o da particolari dispositivi elettronici e l'impianto rispetta tutte le severe condizioni atte a garantire l'isolamento verso terra di tutti i componenti in ogni situazione di funzionamento. Tutti i componenti vengono classificati in relazione al loro modo di protezione contro i contatti indiretti.7. di protezione ecc.3). bassissima tensione di sicurezza. verso terra. Rientra per esempio in questa categoria l'impianto di segnalazione acustica mediante pulsante e suoneria di ingresso di appartamento alimentato con un trasformatore ordinario a 230/24 V. una tensione pericolosa. conduttori. Questi componenti sono impiegabili in tutti i sistemi TT. a) componente di classe zero (0) b) componente di classe prima (I) è dotato di isolamento principale ed è provvisto di opportuni elementi per la connessione delle masse al conduttore di protezione. bassissima tensione funzionale. quando la tensione ha valore non superiore a 50 V ma non sono rispettate tutte le condizioni richieste dal sistema SELV. Questo sistema non è equivalente per sicurezza al precedente e può essere impiegato quando la Norma non richiede specificamente il tipo SELV. Contatto indiretto Un contatto indiretto avviene tutte le volte che una persona tocca una massa. che in condizione di normale funzionamento non si trova sotto tensione ma che per un cedimento dell'isolamento presenta. Classificazione dei componenti elettrici in funzione del collegamento a terra I componenti sono classificati dalla Norma CEI 64-8/2 (parte commento all'art. Questi componenti possono essere utilizzati solo se alimentati dai sistemi SELV o se installati in ambienti con caratteristiche idonee ad assicurare la protezione delle persone.

durante il suo funzionamento ordinario viene sorretto dalla mano dell'operatore (es. Esempio: se un componente è classificato IP44 significa che è protetto contro l'ingresso di corpi solidi di dimensioni superiori a 1 mm e protetto contro gli spruzzi d'acqua. scatola di derivazione. Appare evidente dalla classificazione dell'apparecchio che quanto più è elevato il grado di mobilità tanto più severi dovranno essere i provvedimenti da adottare al fine di garantire la sicurezza. asciugacapelli. computer. o 60 V in c. - apparecchio fisso: appartengono a questa categoria tutti gli apparecchi che sono normalmente apparecchio trasportabile: apparecchio che può essere spostato facilmente. motore. il costruttore deve precisarla nelle istruzioni di utilizzo del prodotto stesso.) è definito dalla Norma CEI 70-1 in relazione a due fattori che considerano rispettivamente la protezione contro l'ingresso di corpi solidi e la protezione contro la penetrazione dei liquidi (vedi fig. D) in terza posizione ha il seguente significato riferito unicamente alla protezione contro i contatti diretti: A. Grado di protezione degli involucri. ma che durante il suo funzionamento ordinario non richiede di essere spostato (es.protetto dal contatto con un filo avente ø > 2. Questa classificazione è specificata per ciascun componente dalle rispettive Norme CEI di prodotto e pertanto è ricordata nella Norma CEI 64-8 solo per quanto concerne i limiti di impiego nelle diverse condizioni.c.protetto dal contatto con il dito C. L'eventuale lettera (A. 17 e 18).a. trapano.). Se il materiale è classificato per un solo tipo di protezione la cifra mancante viene sostituita da una X es: IP 2X oppure IP X2. lucidatrice.protetto dal contatto con la mano aperta B.d) componente di classe terza (III) è dotato di isolamento ridotto e può essere impiegato solo in sistemi SELV con tensione nominale non superiore a 25 V in c. apparecchio mobile: apparecchio che richiede di essere spostato manualmente durante l'utilizzo (aspirapolvere. B.protetto dal contatto con un filo avente ø > 1 mm. coperchio di un apparecchio ecc. codice IP Il grado di protezione di un involucro destinato a contenere elementi elettrici (quadro. ecc. Occorre tenere presente che se la condizione di installazione può influire sul grado di protezione dell'involucro. ecc.5 mm D.). o anche. forno. 78 . C.).) - - apparecchio portatile: è un apparecchio mobile che. scaldacqua. in sistemi PELV. lampada da pavimento. Pertanto la definizione di un involucro è costituita dalle lettere IP seguite da 2 cifre più eventuale lettera. ecc. ecc. entro certi limiti. Classificazione degli apparecchi secondo il loro grado di mobilità Al fine di un corretto utilizzo degli apparecchi elettrici essi vengono classificati dalla Norma CEI 64-8/2 secondo il loro grado di mobilità: ancorati ad un supporto o posizionati in un posto fisso e che non possono essere spostati facilmente (es.

Un filo di ∅2. 6 Con l’apparecchiatura in una camera a polvere di talco in sospensione.0mm. si deve verificare che la quantità di polvere che entra nell’apparecchiatura stessa non superi un certo quantitativo. Il cosiddetto dito di prova non deve entrare in contatto con parti attive o in movimento.5mm e contro l’accesso a parti pericolose con un attrezzo (ad es. cacciavite). Un filo di ∅1.5 mm non deve poter passare attraverso l’involucro. Inoltre una sfera di ∅12 mm non deve poter passare attraverso l’involucro. 4 Protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a 1. Una sfera di ∅50 mm non deve poter passare attraverso l’involucro e/o entrare in contatto con parti attive o in movimento.1-a .Grado di protezione contro corpi estranei Fig. si deve verificare che la quantità di polvere che entra nell’apparecchiatura stessa sia nulla. Protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a 12 mm e contro l’accesso a parti pericolose con un dito. 6.0 mm non deve poter passare attraverso l’involucro.Grado di protezione contro corpi estranei Disegno schematico della prova Prova di validazione della protezione 1 Protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a 50mm e contro l’accesso a parti pericolose col dorso della mano. 5 Con l’apparecchiatura in una camera a polvere di talco in sospensione. Tab. 2 3 Protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a 2. 17 79 .

8 L’apparecchiatura deve essere protetta contro l’immersione a tempo indefinito e a profondità specificata. 7 L’apparecchiatura deve essere protetta contro l’immersione.Grado di protezione Disegno schematico della prova contro i liquidi Prova di validazione della protezione 1 L’apparecchiatura deve essere protetta contro la caduta di gocce in verticale. 18 80 . 6 L’apparecchiatura deve essere protetta contro le ondate. 4 L’apparecchiatura deve essere protetta contro gli spruzzi. 2 L’apparecchiatura deve essere protetta contro la caduta di gocce con una angolazione massima di 15 gradi. Tabella 6. 3 L’apparecchiatura deve essere protetta contro la pioggia.1-b . 5 L’apparecchiatura deve essere protetta contro i getti d’acqua.Grado di protezione contro i liquidi Fig.

avvolgimenti di motori. bobine ecc. 81 . ecc. utilizzati per l'isolamento funzionale (es. La protezione contro i contatti diretti si effettua per tutti i componenti dell'impianto adottando opportune misure aventi lo scopo di impedire che una persona possa entrare in contatto con una parte attiva del circuito elettrico. a) Protezione mediante isolamento delle parti attive ''isolamento. destinato ad impedire il contatto con parti in tensione. In particolare. smalti e simili. In figura 19 sono indicati schematicamente due isolamenti tipici dei cavi: quello funzionale e quello protettivo (guaina). trasformatori. Anche il rivestimento isolanti in PVC dei cavi privi di guaine non è ritenuto sufficientemente sicuro sotto l'aspetto della protezione contro i contatti diretti e da ciò discendono particolari regole d'installazione già viste. vernici.) non si considerano normalmente idonei ad assicurare la protezione contro i contatti diretti. lacche. Nei sistemi di distribuzione TN-C il conduttore PEN per convenzione non si ritiene parte attiva. L'isolamento deve quindi rispondere a specifiche norme e superare le prove previste. si definiscono due sistemi di protezione che trovano la loro applicazione in funzione dell'ambiente e delle persone che operano in esso: 1) protezione totale. per caratteristiche fisico chimiche e per spessore deve essere tale da resistere alle sollecitazioni meccaniche. elettriche e termiche alle quali può essere soggetto tenendo conto della sua specifica funzione protettiva. Con riferimento alla norma CEI 64-8/4 (capitolo 48). chimiche. PROTEZIONE DELLE PERSONE CONTRO I CONTATTI DIRETTI E INDIRETTI CON PARTI IN TENSIONE PROTEZIONE DELLE PERSONE CONTRO I CONTATTI DIRETTI.9. L'isolamento. Protezione totale La protezione totale è adottabile in tutti gli ambienti ordinari nei quali sono presenti persone non addestrate a valutare i rischi e i pericoli connessi con l'uso dell'elettricità e si attua mediante isolamento delle parti attive. sono perciò da considerare parti attive i conduttori di fase ed il conduttore di neutro. Si ricorda che ogni elemento conduttore che si trova in tensione in servizio ordinario è ritenuto una parte attiva. 2) protezione parziale. oppure mediante involucri o barriere. deve realizzare una copertura totale delle parti attive inamovibili senza provocarne la distruzione.

impiego di una chiave o attrezzo in unico o limitato numero di esemplari da affidare a persone addestrate. La barriera invece è un elemento che impedisce il contatto diretto nella direzione abituale di accesso.Se l'isolamento protettivo nella sua combinazione con l'isolamento funzionale presenta particolari caratteristiche si può avere la situazione di "doppio isolamento" o "isolamento rinforzato" che. anche in relazione alle specifiche condizioni ambientali.interposizione di una barriera con grado di protezione minimo IPXXB removibile esclusivamente mediante l'impiego di un attrezzo (chiave o simile). Tutti gli involucri e le barriere. custodia. devono essere saldamente fissati per garantire nel tempo la massima segregazione delle parti attive. sono ammessi gradi di protezione inferiori a IPXXB.sezionamento delle parti attive con interblocco. quadro. Fig. Per evitare di entrare il contatto diretto durante il funzionamento ordinario. se si trovano a portata di mano. come si vedrà in seguito.) che impedisca il contatto diretto in ogni direzione e che nel contempo assicuri. devono presentare un grado minimo IPXXD (filo del diametro di 1 mm). Se durante il servizio ordinario è richiesta la possibilità di aprire gli involucri o rimuovere le barriere è necessario che venga rispettata almeno una delle seguenti condizioni: . la richiusura del circuito deve avvenire solo dopo la richiusura dell'involucro o la sistemazione della barriera. 20 Per parti a portata di mano si intendono tutti quegli elementi (conduttori o parti conduttrici) comprese nel volume di accessibilità (fig. ecc. 82 . Per involucro si intende un elemento (scatola. portafusibili. b) Protezione mediante involucri o barriere. . garantisce anche la protezione contro i contatti indiretti.. . anche una protezione contro determinati agenti esterni (corpi solidi o acqua). considerati da specifichenorme. contenitore. 20). binari elettrificati ecc. Per alcuni componenti particolari. quando richiesto.20) che una persona può raggiungere dal piano di calpestio senza l'impiego di mezzi ausiliari. quali adesempio portalampade. le parti attive si possono racchiudere entro involucri o barriere tali da assicurare un grado di protezione minimo IPXXB (dito di prova) (Fig. Le superfici superiori orizzontali di involucri o barriere.

21 Protezione parziale La protezione parziale è ritenuta sufficiente solo in luoghi dove operano persone addestrate allo svolgimento di una specifica e particolare attività in relazione al tipo di impianto. parapetti ecc. 83 . . es. modifiche e simili che per particolari ragioni di funzionalità non possono essere effettuate a circuito aperto. il grado di protezione offerto dagli ostacoli realizzati impiegando griglie. La protezione parziale può attuarsi mediante ostacoli o mediante allontanamento. La scelta tra la protezione totale o parziale è stata definita in sede normativa al capitolo 48 della Norma CEI 64-8/4: . può essere inferiore a IPXXB.la protezione parziale mediante ostacoli o mediante distanziamento è permessa in locali accessibili a persone addestrate. a) Protezione mediante ostacoli La protezione mediante ostacoli si ottiene utilizzando opportune strutture che hanno lo scopo di impedire l'avvicinamento non intenzionale a parti di circuito in tensione e di evitare il contatto involontario dell'operatore durante interventi sul circuito elettrico in tensione per lavori di riparazione.la protezione totale è applicabile in tutte le condizioni.Fig. Per persona addestrata si intende colui che possiede adeguate conoscenze tecniche o abbia maturato una sufficiente esperienza o sia stato abilitato ad operare in modo specifico così da evitare situazioni di pericolo per sé e per gli altri. manutenzione. al tipo di operazione e alle condizioni ambientali. (visibilmente contrassegnati con opportune segnalazioni). cabine.

per raggiungere un più elevato standard di sicurezza. Si intendono per parti conduttrici simultaneamente accessibili non solo le parti attive del circuito elettrico ma anche le masse. è costituito da alcuni elementi fondamentali: a) i contatti b) il rilevatore differenziale c) il relè polarizzato d) il tasto di prova I contatti hanno lo scopo di consentire l'apertura e la chiusura del circuito e sono proporzionati in funzione della corrente che sono chiamati ad interrompere (interruttori differenziali puri o interruttori differenziali magnetotermici). del gas. L'impiego del solo differenziale non è considerato sufficiente per la protezione contro i contatti diretti. 20). le tubazioni dell'acqua. per difetto di isolamento o per contatto diretto. come risulta dalla figura 22. Tutti gli interruttori differenziali sono muniti di un tasto di prova mediante il quale è possibile verificare periodicamente la funzionalità dell'apparecchio. di volta in volta. le correnti che percorrono gli avvolgimenti principali sono uguali e pertanto in tale situazione non si genera nell'avvolgimento secondario nessuna forza elettromotrice. Si considerano simultaneamente accessibili parti conduttrici che distano fra di loro meno di 2.5 m in verticale o di 2 m in orizzontale. del riscaldamento. le masse estranee. con l'impiego di interruttori differenziali aventi correnti differenziali nominali uguali o inferiori a 30 mA. gli elementi metallici facenti parte di strutture di edifici. Il rilevatore differenziale è costituito da un trasformatore con nucleo magnetico toroidale (a bassa riluttanza magnetica) sul quale sono disposti due avvolgimenti principali e un avvolgimento secondario che alimenta un relè polarizzato a smagnetizzazione in grado di comandare il dispositivo di sgancio per l'apertura dei contatti. Protezione addizionale con differenziali La protezione contro i contatti diretti mediante le misure di protezione totale o parziale può essere integrata. 84 . Se invece per difetto di isolamento si verifica una dispersione di corrente a valle del rilevatore differenziale. ad esempio. si determina una corrente risultante tale da permettere un flusso magnetico nel toroide che genera una forza elettromotrice nell'avvolgimento secondario tale da consentire la smagnetizzazione del relè polarizzato e quindi l'apertura dei contatti. i dispersori. Si considerano masse estranee. opportunamente valutate. le distanze fra le parti conduttrici devono essere. Si ricorda che per massa estranea si intende una parte conduttrice non facente parte dell'impianto elettrico ma in grado di introdurre in un ambiente il potenziale di terra o altri potenziali. i pavimenti e le pareti non isolanti.b) Protezione mediante distanziamento La protezione mediante distanziamento consiste nell'adottare opportuni criteri installativi al fine di evitare che elementi di circuito elettrico a tensione pericolosa possano trovarsi a portata di mano. i conduttori di protezione. L’interruttore differenziale Un interruttore differenziale. In luoghi particolari dove vengono normalmente effettuati lavori che richiedono L'utilizzo di oggetti conduttori di grande lunghezza.(per le altre dimensioni vedere fig. In condizioni di funzionamento normale dell'impianto.

Con i differenziali regolabili è possibile realizzare una efficace protezione selettiva nel campo delle correnti di guasto. fino a 1 s). Molti interruttori differenziali del primo tipo sono muniti di elementi di commutazione destinati alla regolazione della corrente differenziale di intervento e per alcuni tipi è prevista anche la possibilità di regolazione del tempo di intervento.interruttori differenziali per uso industriale. Riguardo la destinazione d'uso i differenziali si distinguono in: .Interruttori differenziali magnetotermici. 2342 e 23-44 considerano i differenziali di tipo AC e di tipo A. Appartengono ai primi gli interruttori con soglia di intervento differenziale fino a 1 A (sia nel tempo istantaneo che selettivo. specie nei grossi quadri generali e di distribuzione (di impianti nel sistema TN) vengono utilizzati relè differenziali. le Norme CEI 23-18. 22 Classificazione dei differenziali Gli interruttori differenziali sono classificati in due grandi famiglie: . ai secondi. con soglia di intervento differenziale fino a 25 A (e oltre) e con tempi di ritardo fino a 5 s.Interruttori differenziali puri . con soglia di intervento differenziale fino a 3 A (sia nel tempo istantaneo che regolabile fino a 3 s).Fig. I secondi costituiscono un complesso unico in grado di aprire il circuito in caso di guasto sia che si tratti di correnti di dispersione sia di sovracorrenti. Infine in relazione alla forma d'onda della corrente di dispersione.interruttori differenziali per uso domestico e similare . 85 . I primi sono idonei alla sola protezione contro le correnti di dispersione verso terra e nell'installazione richiedono l'impiego di dispositivi (fusibili o interruttori automatici) in grado di interrompere le sovracorrenti (sovraccarico e cortocircuito) per proteggere non solo il circuito interessato dal guasto ma anche il differenziale. separati dagli interruttori automatici magnetotermici. Non di rado.

tipo generale non ritardato (il tempo totale di intervento varia in funzione della corrente differenziale da 40 a 300 ms).3A e 0. mentre i differenziali di tipo A sono idonei ad essere installati. 86 .03 A. per garantire la protezione. Differenziali di tipo S Le Norme IEC 1008-1 e 1009-1 suddividono dal punto di vista dei tempi di intervento gli interruttori differenziali in due tipi: . .I differenziali di tipo AC sono idonei ad essere installati in circuiti nei quali sono previste correnti differenziali di tipo alternato. nei circuiti nei quali si possono manifestare correnti di dispersione di tipo alternato o di tipo pulsante unidirezionale.tipo S (selettivo) con tempi totali di intervento variabili in funzione della corrente differenziale da 150 a 500 ms e tempi di non intervento tali da risultare per correnti di dispersione non inferiori a 5 Idn superiori ai tempi massimi di intervento dei dispositivi di tipo generale. I tipi S non sono validi per la protezione addizionale contro i contatti diretti e sono impiegati come protezione generale poiché risultano selettivi rispetto ai tipi da 0.I differenziali di tipo A sono riconoscibili dal segno grafico riportato sulla targhetta degli apparecchi.

La funzionalità e la consistenza dell'impianto elettrico di cantiere sono funzione della durata e delle dimensioni del cantiere e pur non essendo richiesto dalla legge 46/90 nessun tipo di progetto. non si provveda ad un'adeguata protezione (fig. secondo la guida CEI 64-17. misure di protezione dai contatti diretti e indiretti e schema dell'impianto di terra) delle principali caratteristiche dell'impianto. ferrovie ecc. particolarmente pericoloso questo ambiente di lavoro. strade. installati all'interno dell'area delimitata dal recinto del cantiere costituiscono. Ha in genere vita breve. dimensionamento protezione e posa delle condutture. essendo i cantieri allestiti generalmente all'aperto. In ogni caso il cantiere è un luogo di lavoro molto particolare e le caratteristiche dell'impianto elettrico devono tenere conto del maggiore rischio elettrico rispetto ai rischi che si corrono con un impianto installato in condizioni ambientali ordinarie: occorrerà tenere presente le condizioni climatiche. la presenza di eventuali ambienti a maggior rischio in caso d'incendio o con pericolo di esplosione. 494/96 riguardante la sicurezza e l'igiene del lavoro. La provvisorietà tipica della struttura.lgs. la riparazione. approntare una documentazione completa (schemi dei quadri. Da non dimenticare. l'impianto elettrico di cantiere. Fortunatamente la sensibilità ai problemi della sicurezza è andata costantemente aumentando negli ultimi anni portando al recepimento di alcune direttive europee che stabiliscono prescrizioni molto severe per la sicurezza generale nei cantieri compresa quindi anche la parte elettrica. la presenza di polveri ed acqua. che il DPR 164/56 prescrive che non possono essere effettuati lavori in vicinanza di linee aeree a distanza inferiore a 5 m dalla costruzione o dai ponteggi (fig. la demolizione e la ristrutturazione di edifici esistenti.1) a meno che. almeno per i cantieri di dimensioni considerevoli. elettricamente dipendenti. la trasformazione. la costruzione di opere pubbliche. Impianti elettrici nei cantieri 4. come purtroppo confermano le statistiche. variabili per tutta la durata del cantiere. la presenza più o meno elevata di persone. 4. 4. le condizioni ambientali gravose e la presenza di persone poco consapevoli del rischio elettrico rendono. avvertito il gestore dell'impianto. 87 . di gran parte degli impianti e delle attrezzature. appare con l'inizio dei lavori e scompare quando questi sono terminati con il recupero. è sempre raccomandabile..1 Generalità L'insieme dei componenti elettrici. che induce spesso a trascurare i problemi legati alla sicurezza.4. Il progetto potrebbe essere invece richiesto dal responsabile della sicurezza nei cantieri assoggettati al D. Il cantiere può essere un luogo all'aperto o al chiuso ove si svolgono lavori temporanei come la costruzione di nuovi edifici. il rischio di urti.2) onde evitare contatti o pericolosi avvicinamenti ai conduttori delle linee. per un successivo riutilizzo.

2 . 4.Distanza minima da linee elettriche Fig.Fig. 4.1 .Esempio di protezione nei confronti di una linea aerea in media tensione 88 .

3 . Il tipo di sistema determina il modo di collegamento a terra che in questo caso prevede il collegamento di tutte le masse del cantiere ad un impianto di terra indipendente da quello della rete di alimentazione pubblica (fig.4. direttamente dalla presa a spina che alimenta il quadretto di cantiere. L'alimentazione però può essere prelevata anche da un impianto esistente con l'impianto di cantiere che in questo caso trae origine dai morsetti dell'interruttore immediatamente a monte della linea di cantiere oppure. quando l'energia è fornita direttamente in bassa tensione da un ente distributore.Alimentazione da rete pubblica (sistema TT) 89 .3).1 Alimentazione da rete pubblica a bassa tensione (Sistema TT) Quando l'alimentazione è fornita direttamente in bassa tensione dall'ente distributore il sistema è TT. 4.2. Fig. come nel caso di piccoli cantieri. 4.2 Tipi di alimentazione e protezione contro i contatti indiretti dell'impianto elettrico del cantiere L'impianto di cantiere è alimentato normalmente da un punto di fornitura provvisorio e ha origine nel punto di allacciamento della linea di alimentazione del quadro generale di cantiere che normalmente coincide o con i morsetti dell'interruttore limitatore o dell'organo di misura. o con un gruppo elettrogeno o una sottostazione prefabbricata di trasformazione MT/BT negli altri casi. 4.

UTP è la tensione di contatto ammissibile ed IF è la corrente di guasto a terra lato alta tensione (dato fornito dall'ente distributore).5).Il valore della resistenza di terra deve essere coordinato con i dispositivi di protezione verificando la seguente relazione: dove Ra è la somma delle resistenze del dispersore e dei conduttori di protezione delle masse. Idn è la corrente nominale differenziale del dispositivo di protezione e 25 V è la tensione limite di contatto ridotta rispetto ad un luogo ordinario.2. Per la parte in alta tensione la relazione da verificare in questo caso è: dove RE è la resistenza di terra. attraverso un adeguato conduttore di protezione. UE è la tensione totale di terra. 4. 4. per il modo di collegamento a terra delle masse. La tensione totale di terra UE e le tensioni di contatto ammissibili UTP. 4.Alimentazione con sistema TN . noto il tempo di eliminazione del guasto tF (dato fornito dall'ente distributore) devono essere scelte fra quelle indicate in fig. prende il nome di TN-S (lo stesso sistema viene adottato anche se l'alimentazione avviene tramite gruppo elettrogeno).4 .2 Alimentazione da rete pubblica in alta tensione (Sistema TN-S) Per i cantieri di grande dimensione può essere conveniente alimentare l'impianto elettrico in alta tensione mediante una propria cabina di trasformazione realizzando un sistema che.Parte in media tensione 90 .4. all'impianto di terra della cabina di trasformazione (fig. Fig. L'impianto di terra è unico e si ottiene collegando le masse dell'impianto del cantiere. 4.

Alimentazione con sistema TN .5).3. attraverso i conduttori di fase e quelli di protezione. la misura dell'impedenza dell'anello di guasto in genere non risulta necessaria perché nella maggioranza dei casi con tali dispositivi la relazione 1.1 (fig.Parte in bassa tensione Nei sistemi TN un guasto sul lato bassa tensione è riconducibile ad un vero e proprio corto circuito poiché la corrente si richiude.Qualora non fosse possibile garantire il coordinamento dell'impianto di cantiere con le protezioni dell'ente distributore è possibile adottare altre soluzioni proposte dalle Norme CEI 11-1. ZS è l'impedenza totale dell'anello di guasto che comprende il trasformatore il conduttore di fase e quello di protezione fra il punto di guasto e il trasformatore.2 s per i circuiti terminali e di 5 s per i circuiti di distribuzione o circuiti terminali che alimentano apparecchi fissi. Fig. sul centro stella del trasformatore. Per quanto riguarda la parte dell'impianto a bassa tensione occorre verificare il coordinamento dei dispositivi di protezione così come indicato nella Norma CEI 64-8 art. L'impedenza dell'anello di guasto può essere ottenuta con calcoli o più semplicemente con misure ma negli impianti di cantiere.5). Ia è la corrente che provoca l'intervento delle protezioni entro i tempi indicati per gli impianti in ambienti particolari (fig. dove per maggior sicurezza normalmente si impiegano dispositivi differenziali (in questo caso Ia coincide con la corrente nominale differenziale del dispositivo Idn). 4.5 . 91 .3 risulta ampiamente soddisfatta. 4. La protezione può essere attuata per mezzo di dispositivi a massima corrente a tempo inverso quando sia soddisfatta la seguente condizione: dove U0 è la tensione nominale verso terra dell'impianto lato bassa tensione (normalmente 230 V). senza interessare il dispersore. In particolare. con tensioni verso terra di 230 V. deve essere rispettato il tempo di 0. 4. 481.

gli apparecchi di misura trasportabili o mobili impiegati in questi luoghi devono essere alimentati a bassissima tensione di sicurezza (SELV) o protetti tramite separazione elettrica (le lampade portatili possono essere alimentate solo a bassissima tensione di sicurezza) con l'avvertenza di tenere sia il trasformatore di sicurezza dei sistemi SELV sia il trasformatore di isolamento all'esterno del luogo conduttore ristretto. ad esempio lavori con cinture di sicurezza su strutture metalliche). 4.6 . racchiusi da superfici metalliche o comunque conduttrici nei quali una persona può entrare in contatto con tali superfici attraverso un' ampia parte del suo corpo e dove è difficoltoso interrompere tale contatto (fig.Alimentazione dei circuiti in luogo conduttore ristretto mediante trasformatore di sicurezza (SELV) e di isolamento Gli utensili portatili. con ampie parti del corpo. 4. con superfici conduttrici. Fig.4. vengono denominati luoghi conduttori ristretti ( tale definizione è applicabile anche ad ambienti estesi in cui l'operatore è a stretto contatto.6). 92 .3 Alimentazione dei circuiti in luoghi conduttori ristretti Tutti i luoghi di dimensioni limitate. In questi casi è indispensabile utilizzare quadri speciali che possono essere muniti di più prese a spina purché alimentate da un singolo trasformatore o da un singolo avvolgimento di un trasformatore con più avvolgimenti secondari separati.

Uso di utensili di classe seconda 93 .4 Alimentazione tramite trasformatore di isolamento o piccolo gruppo elettrogeno per cantieri di modeste dimensioni .Alimentazione di un unico utilizzatore mediante gruppo elettrogeno Un'altra soluzione possibile per i piccolissimi cantieri consiste nell'impiego di utensili portatili di classe II (fig.7 . ottenendo in tal modo una protezione contro i contatti indiretti mediante separazione elettrica.4. 4. 4. 4.4. Fig.Impiego di componenti di classe II I circuiti dei piccolissimi cantieri possono essere collegati direttamente dall'impianto esistente mediante presa a spina che alimenta un quadro portatile contenente un trasformatore di isolamento.8 .7).8) purché siano idonei per l'uso in luoghi soggetti a spruzzi d'acqua (IPX4). Fig. Allo stesso risultato si può giungere anche utilizzando un piccolo gruppo elettrogeno che alimenta un solo utilizzatore alla volta (fig.

Ambiente (C°) 30 Cavi entro tubi a vista Senza guaina Multipolari o unipolari con guaina Cavi con guaina o armatura posati a parete 3 3A 11 30 Cavi multipolari con guaina su passerelle non perforate Cavi unipolari con guaina su passerelle non perforate Cavi multipolari con guaina su passerelle perforate Cavi unipolari con guaina su passerelle perforate Cavi multipolari con guaina sospesi a funi Cavi unipolari con guaina sospesi a funi 12 12 13 13 17 17 30 30 30 94 . La scelta della modalità di posa è condizionata da diversi fattori tra i quali il costo e la facilità di recupero o di spostamento nel corso dei lavori di cantiere. a partire dalla modalità di posa.5 Scelta e installazione dei componenti l'impianto 4. come per tutti gli impianti tradizionali. 4. tenendo presenti le caratteristiche ambientali tipiche dei cantieri.4. 4. Pose più significative Numero Numero CEI 64-8 Raffigurazione Temp. Il tipo di posa scelto non deve essere di intralcio alle persone o ai mezzi di trasporto (anche per evitare danneggiamenti ai cavi stessi).10). i cavi devono essere opportunamente protetti meccanicamente contro i danneggiamenti e devono essere facilmente individuabili e rimovibili quando il cantiere sarà smantellato. Tra le modalità proposte dalla normativa vigente (fig.1 Dimensionamento e posa delle condutture La scelta delle condutture di cantiere viene effettuata. è quella aerea senza fune portante (fig.5.9) quella più utilizzata proprio per la sua economicità e versatilità nell'impiego in cantiere.

Modalità di posa più comuni riportate dalla guida 64-17 95 .Cavi multipolari con guaina sospesi su pali dotati di selle e fissati confascette 17 30 Cavi Unipolari con o senza guaina posati in canale Cavi Multipolari con o senza guaina posati in canale Cavi con guaina posati in tubi protettivi (cavidotti) o cunicoli interrati 34 34A 61 30 20 Cavi provvisti di armatura metallica interrati senza protezione meccanica addizionale 62 20 Cavi con guaina interrati con protezione meccanica 63 20 Cavi multipolari immersi in acqua 81 20 Fig. 4.9 .

4. Devono invece essere sostenuti mediante selle. in legno o di altro materiale.11. 4.10.10 .Fig. 96 . 4. Alcuni esempi di posa delle condutture in un cantiere sono riportate in fig.Posa aerea senza fune portante Onde evitare il rischio di tagli sulla guaina è vietato sostenere i cavi a mezzo legature in filo di ferro. prive di spigoli o di altri elementi taglienti e aventi un raggio di curvatura adeguato ad evitare lo schiacciamento del cavo sulla sella a causa del proprio peso. Il raggio della sella può essere calcolato con la formula di fig.

attivi 4 6 10 16 25 35 50 70 Aria 2 49 63 86 115 149 185 225 289 libera 3 42 54 75 100 127 158 192 246 sospeso 2 44 56 73 95 121 146 174 213 Interrato 3 37 46 61 79 101 122 144 178 Tab.6/1 kV N1VV-K 0. le portate massime (A) in regime permanente di alcuni cavi isolati in EPR.Fig. per il tipo di posa su pali e interrato.17.6/1 kV 3.Portata massima in regime permanente per alcuni cavi multipolari isolati in EPR (A) 97 . 4.Tipologie di posa più usate nei cantieri Di seguito sono indicate.1).Esempi di distribuzione e posa delle condutture in un cantiere I cavi ammessi sono quelli dichiarati idonei dal costruttore per la posa all'esterno in ambienti bagnati ( Tab.13.34 61 63 NO SI SI SI SI NO NO NO SI SI NO NO NO SI SI NO SI SI NO NO Tab. 4. 4.12.34 SI SI SI SI SI Interrato Con Passerelle e funi Tubi protezione Posa mobile protettivi meccanica 11. 4.2 .11 . Posa fissa Tubi protettivi e canali Modalità di posa Tipo Tensioni 450/750 H07V-K V 450/750 H07BQ-F V 450/750 H07RN-F V FG7OR 0. Tipo di N° Sezione del cavo posa cond.1 .

buona versatilità di utilizzo nel cantiere e per il riutilizzo in cantieri successivi. non può mancare almeno un quadro generale di cantiere (fig. . Fig.2 Gradi di protezione dei componenti Per tutti i componenti dell'impianto (ad eccezione dei quadri ASC per i quali è richiesto un grado di protezione minimo IP43) non è specificato alcun grado di protezione particolare che deve essere scelto in funzione delle caratteristiche ambientali.12.buona resistenza alle sollecitazioni cui possono essere sottoposti in cantiere. . 4. . . Quadri per cantieri ASC Anche quando l'alimentazione è derivata da un impianto fisso esistente o anche se l'impianto di cantiere è costituito solamente da parti mobili.12).5.facilità di installazione e di immagazzinamento. 4. 98 .facile reperibilità di eventuali parti da sostituire.Caratteristiche principali di un quadro elettrico di cantiere Le condizioni di esercizio particolarmente gravose a cui sono sottoposti i quadri elettrici impiegati nei cantieri determinano le caratteristiche fondamentali che devono possedere questi componenti: .5.3. 4.garanzia di sicurezza dell'impianto nelle condizioni di utilizzo previste.4.

non strettamente necessario se la protezione è assicurata da un dispositivo a monte. In uscita . avere i cavi in uscita dal quadro ad una distanza dal suolo sufficiente a garantire un corretto raggio di curvatura. Gli avvolgicavo devono essere di tipo industriale conformi alla norma CEI EN 61316 con le seguenti caratteristiche minime: .4 Prese a spina.un sufficiente grado di protezione agli urti. .ASC di distribuzione finale. . La guida CEI 64-17 in base a caratteristiche strutturali e di utilizzo individua vari livelli dei quadri di cantiere: .ASC di distribuzione.uno o più circuiti singolarmente protetti contro le sovracorrenti e i contatti indiretti . essere dotato di mezzi idonei al sollevamento e al trasporto. . . avvolgicavi e cavi prolungatori Le particolari condizioni di lavoro impongono per le prese a spina impiegate nei cantieri alcuni requisiti specifici: .ASC di trasformazione. . - 4. dovrà avere: In entrata . 99 .un dispositivo di protezione contro le sovracorrenti. possedere morsetti di collegamento adatti a ripetuti allacciamenti.ASC di distribuzione principale.un dispositivo di sezionamento con la possibilità di bloccarlo in posizione di aperto.I quadri di cantiere devono rispondere a specifica normativa (CEI 17-13/1) che prevede complicate prove di tipo in genere non effettuabili dai normali quadristi o elettricisti. Ogni quadro ASC. .un dispositivo di protezione contro le sovracorrenti.devono avere un grado di protezione minimo IP44 che deve essere garantito sia con la spina inserita sia con la spina disinserita. possedere un grado di protezione minimo IP44 ad eccezione del pannello frontale interno che potrà avere un grado di protezione minimo IP21 quando è protetto da un portello che garantisca comunque un grado di protezione minimo verso l'esterno IP44.ASC di prese a spina.5. 6 mm2 se è da 32 A e 16 mm2 se è da 63 A. purché le condizioni ambientali lo permettano. . collaudati e certificati dal costruttore.devono essere di tipo industriale conformi alle norme EN 60309 (CEI-23-12).il cavo deve essere di tipo H07RN-F (o equivalente) con sezione non inferiore a 2. . Per motivi di sicurezza. qualunque sia il numero di quadri in cascata. Oltre a - questo il quadro dovrà rispondere alle seguenti prescrizioni normative: essere adatto all'installazione anche in luoghi difficilmente accessibili conservando la posizione verticale. l'uso di prese a spina per uso domestico e similare (CEI 23-5. si deve cercare di ottenere il massimo livello di selettività possibile delle protezioni. E' per questo motivo che abitualmente i quadri ASC (Assiemati di Serie per Cantieri) vengono acquistati già montati.In alcuni casi per attività di breve durata e cantieri di modeste dimensioni è ammesso. non strettamente necessario se aprotezione è assicurata da un dispositivo a monte. . CEI 23-16.devono essere protetti mediante protettore termico di corrente incorporato in modo impedire il surriscaldamento sia a cavo avvolto sia a cavo svolto.5 mm2 se l'avvolgicavo è da 16 A. CEI 23-50). indipendentemente dalla funzione svolta.

Illuminazione del cantiere Il cantiere è attivo abitualmente durante il periodo diurno perciò non esistono particolari esigenze di illuminazione se non per cantieri con cicli di lavorazione superiori a quelli normali o ubicati in gallerie o in locali normalmente bui. e possedere almeno le seguenti caratteristiche: . ove possibile. la tensione nominale. Nella realizzazione dell'impianto si terrà allora conto delle specifiche esigenze dettate dal progetto sulla sicurezza. devono essere protette mediante vetri. sorge la necessità anche di un impianto per l'illuminazione di sicurezza. Funzionano in posizione fissa ma possono essere trasportati dopo aver tolto l'alimentazione. Il grado di protezione minimo consigliato è IP44. Il tipo di lavorazioni con spruzzi d'acqua tipico di questi ambienti di lavoro consiglia un grado di protezione minimo IP44 e. In questi particolari casi. oltre il problema dell'illuminazione per le normali lavorazioni.protezione meccanica della lampada. Gli impianti fissi devono avere le stesse caratteristiche dell'impianto di cantiere con l'avvertenza di installare i vari componenti in posizioni comode e protetti contro gli urti accidentali. 6 mm2 per prolunghe con prese da 32 A e 16 mm2 per prolunghe con prese da 63 A. .5 mm2 per prolunghe con prese da 16 A.- - devono indicare il nome o il marchio del costruttore. Le lampade portatili possono essere impugnate e spostate frequentemente. Il cavo dovrà avere le seguenti caratteristiche minime: essere di tipo H07RN-F (o equivalente) con sezione non inferiore a 2. Se queste lampade sono impiegate in luoghi conduttori ristretti devono essere alimentate tramite circuiti a bassissima tensione di sicurezza SELV.impugnatura in materiale isolante. .parti in tensione o che possono andare in tensione completamente protette. 100 . Oltre agli avvolgicavi possono esse utilizzati anche cavi prolungatori (prolunghe) che dovranno esse dotati di prese a spina di tipo industriale con grado di protezione minimo IP67. Devono essere conformi alla norma CEI 60598-2-8. Gli impianti di illuminazione trasportabili sono in genere costituiti da proiettori con lampade alogene installati su adatti sostegni. I cavi di alimentazione devono essere adatti alla posa mobile (H07RN-F o equivalenti). 4. Le lampade. trasportabili e portatili. Il grado di protezione dovrà essere almeno IP44 e si dovrà verificare che il posizionamento degli apparecchi di illuminazione non sia causa di abbagliamento. essendo a portata di mano. e la massima potenza prelevabile sia a cavo svolto sia avvolto.6. Gli impianti di illuminazione possono essere fondamentalmente di tre tipi: fissi. l'impiego di apparecchi di classe II.

come strutture ordinarie senza impianti interni sensibili.13 . In tutti gli altri casi la procedura di valutazione da impiegare potrà essere quella semplificata.7 Protezione contro i fulmini La necessità di proteggere le strutture del cantiere contro i fulmini deve essere stabilita mediante una corretta valutazione dei rischi così come è definita dalla norma CEI 81-1. Se è prevedibile la presenza di persone in numero elevato o per un lungo periodo di tempo e la pavimentazione non può essere considerata isolante la valutazione del rischio deve essere svolta mediante la procedura completa.4. ecc. generalmente possono essere classificate. uffici. ecc. La guida fornisce a tal proposito una utile curva che permette. 4. gru. possono invece essere sempre valutate con la procedura semplificata e pertanto possono essere considerate sicuramente autoprotette a condizione che il terreno circostante abbia una pavimentazione isolante o possa essere ragionevolmente esclusa la presenza di persone in numero elevato o per un lungo periodo di tempo. Le strutture metalliche del cantiere quali ponteggi. La valutazione può essere effettuata attraverso la procedura completa o attraverso la procedura semplificata applicabile alla maggioranza dei casi. per le quali si considerano solo le tensioni di passo.Verifica della necessità di proteggere contro i fulmini gru e ponteggi a sviluppo lineare 101 . 4.13) > Fig. depositi. ai fini della valutazione del rischio. di stabilire la necessità o meno di proteggere gru e ponteggi in funzione del loro sviluppo lineare e della loro altezza (fig. sotto precise condizioni di riferimento.. Le strutture del cantiere quali baracche.

ad esempio. uffici. luoghi di culto. Tale locale deve essere previsto già nel progetto di massima tenendo conto di un ingombro di circa 30 cm per ogni utente servito. Gli impianti di questo tipo. gli impianti installati in locali adibiti ad abitazioni. senza giunzioni intermedie. alberghi. solitamente i montanti vengono convogliati in una unica canaletta sottostante i contatori che fa capo ad una cassetta. Nel caso di contatori (strumento per la misurazione dell’energia elettrica in kWh) centralizzati in un unico locale opportunamente destinato all’uso.5 IMPIANTI ELETTRICI NEGLI EDIFICI CIVILI 5. e possibile considerare come punto di consegna dell’unità di impianto il quadro elettrico di appartamento. in questo caso è consentito il transito in tubi. La colonna montante va dimensionata in funzione della portata e della caduta di tensione tenendo conto di quanto riportato nella Guida CEI 64-50. in tal caso sono ammissibili. possono sempre essere schematizzati suddividendoli in gruppi di utilizzatori di caratteristiche analoghe e che presentano una certa indipendenza di funzionamento: ogni gruppo costituisce una unità d’impianto. Con riferimento alla figura 1. ad ogni piano. nel caso di fabbricati adibiti ad abitazioni (condomini). ecc.2 IL LOCALE CONTATORI E LA COLONNA MONTANTE 5.1 Generalità Nei condomini i contatori sono in genere installati in un locale a piano terreno (o seminterrato) sicché l’allacciamento dell’unità abitativa richiede condutture montanti facenti parte dell’impianto utilizzatore. Così. Secondo la Norma CEI 64-8/5 i montanti possono essere realizzati secondo due modalità: • con conduttori unipolari senza guaina purché contenuti in un tubo distinto per ogni montante. caveoli o canali comuni. purchè siano adottati tutti gli accorgimenti per una corretta sfilabilità dei cavi e smaltimento di calore. o ad una batteria di cassette. costituiti da cavi elettrici unipolare.1 Introduzione Si definiscono impianti negli edifici civili. • In entrambi i casi il conduttore PE può essere comune a tutte le unità purché transiti in proprie scatole e proprie tubazioni e le derivazioni siano realizzate con morsetti di tipo passante. per quanto complessi. Per gli impianti pre-esistenti all’entrata in vigore della norma CEI 64-8 è comunque ammessa la coesistenza di più montanti.2. Se tale locale è sufficientemente vasto può ospitare anche il collettore principale di terra ed il quadro generale pertinente ai servizi elettrici condominiali. 5. 102 . dalla quale ha origine la colonna montante. entro una stessa canalizzazione e/o tubazione. cassette rompitratta a condizione che i cavi vi passino ininterrotti. ogni appartamento costituisce una unità d’impianto che ha inizio dal punto di consegna dell’energia elettrica (contatore). con cavi multipolari muniti di guaina.

seguendo le regole generali. non fa parte dell’impianto utilizzatore.Fig. inoltre. tutti i componenti compresi tra l’interruttore differenziale del centralino ed i morsetti della tavoletta porta contatori sono di classe II. Pertanto ogni utente. lo scopo di questo apparecchio è la limitazione del carico prelevato dall’utente. alla installazione di un proprio interruttore destinato alla protezione contro il cortocircuito ed eventualmente alla interruzione delle correnti di guasto verso terra. 1 L’interruttore automatico magnetotermico installato sulla tavoletta portacontatori. dovrebbe provvedere. cioè non hanno masse. è accessibile ed è idoneo alla protezione da cortocircuito l’interruttore di proprietà dell’Ente distributore. entro 3 m dai morsetti del contatore. Tuttavia la Norma CEI 64-8/4 consente l’omissione di tale dispositivo se si verificano contemporaneamente le seguenti condizioni: • • • • esiste. 103 . la protezione da sovraccarico del montante è assicurata dagli interruttori posti nel centralino d’appartamento. il montante è costruito in modo da rendere minimo il rischio di cortocircuito. oltre ad essere di proprietà dell’ente distributore dell’energia elettrica. sicché l’ente distributore non garantisce l’idoneità alla protezione contro le sovracorrenti.

accessibilità ed idoneità del limitatore Interruttore dell'utente a meno di 3 metri Non necessario Idoneo alla protezione del montante I2t < k2S2 Ib ≤ IN ≤ IZ In classe II Montante Costruzione tale da rendere minimo il rischio di cortocircuito In classe II Non è indispensabile che il rischio di cortocircuito sia minimo Centralino Interruttore (o gruppo di interruttori) idoneo alla protezione contro il sovraccarico Ib ≤ IN ≤ IZ Deve solo proteggere l'impianto nell'unità immobiliare Bastano gli interrutori divisionali per proteggere contro le sovracorrenti l'impianto delle unità immobiliari 104 . Tab.La situazione è sintetizzata nella tabella seguente. 1 Componenti Schema Situazione Schema Situazione L'interruttore dell'ente distributore potrebbe anche non essere presente o non essere idoneo Schema Situazione L'interruttore dell'ente distributore potrebbe anche non essere presente o non essere idoneo Idoneo alla protezione del montante come a lato. Idoneo protezione contro contatti indiretti In classe I non è indispensabile che il rischio di cortocircuito sia minimo alla i Contatore Presenza.

2. in accordo con la appendice G della Guida CEI 64-50. 2. la colonna montante avrà sezione di 4/6 mm2. Lo schema delle colonne montanti è indicato in FIG.5 kW per ogni appartamento sicché.3 Colonna montante E’ previsto un impegno di potenza di 3-4. non è possibile o agevole installare i dispositivi di protezione contro il 105 . Non è perciò necessario installare un secondo interruttore nel locale contatori. Infatti in queste condizioni la colonna è ubicata in ambienti di pertinenza condominiale e si devono rispettare specifiche regole di suddivisione e separazione dei cavi pertinenti ai diversi utenti.5. sovente.4 Definizione e limiti di applicazione La colonna montante è oggetto di specifiche disposizioni normative solo negli impianti alimentati attraverso organi di misura e consegna centralizzati. In queste condizioni la portata Iz è di 22A sicché l’interruttore generale del centralino d’appartamento (In = 20A) realizza la protezione da sovraccarico. Essa sarà realizzata con cavi tipo H07V-K posti entro tubi flessibili in PVC Ø 25 mm (un singolo tubo per ogni montante).2. Inoltre. 5.

. la scelta del materiale.6 Prescrizioni particolari Fig.CEI 23-39 1a edizione Fasc.2.CEI 20-20 1a edizione Fasc. 2947 per cavi isolati con gomma . 3480 prescrizioni generali per i tubi . 2831 per cavi isolati in polivincloruro . 3516 portata in regime permanente UNEL 35024/1 . 2887 tubi pieghevoli .2. 5.CEI 20-38/1 2a edizione Fasc. 3541R involucri per apparecchi 5.CEI 64-8 4a edizione per le caratteristiche generali e le protezioni . 3 1 .Interruttore automatico del distributore 106 .CEI 23-48 1a edizione Fasc.cortocircuito immediatamente a valle del punto di consegna. alle quali si uniformano le prescrizioni particolari ed i dati tecnici riportati in questa guida.CEI 23-55 1a edizione Fasc.CEI 20-19/1 4a edizione Fasc.CEI 20-20/1 4a edizione Fasc. Se la colonna montante si sviluppa interamente entro una singola unità immobiliare ed è protetta all’origine contro le sovracorrenti mediante un dispositivo di proprietà dell’utente le regole non differiscono da quelle applicabili agli ordinari circuiti principali.5 Riferimenti a Norme e Leggi Le questioni generali o specifiche riguardanti il dimensionamento. i criteri realizzativi e di verifica della colonna montante sono trattate dalle seguenti Norme CEI. si finisce per utilizzare impropriamente il limitatore della Società Distributrice per tale funzione. 3461R per cavi non propaganti l’incendio .

per esempio per alimentare il box. 107 . 4 . i conduttori equipotenziali principali. mediante tubi.Montante Può essere costituito da una conduttura in cavo multipolare con guaina (3a) installata in modo da rendere minimo il rischio di cortocircuiti. canali. Le sezioni devono essere scelte in modo che la portata massima Iz.. una adeguata protezione contro le sollecitazioni meccaniche. Occorre evidentemente un cavo distinto per ogni utente individuabile almeno alle due estremità mediante opportuni contrassegni. se le colonne montanti interessano le vie di uscita o i vani ed i condotti dei sistemi di ventilazione forzata.7 Modalità di installazione I cavi costituenti la colonna montante devono avere tensione nominale U0/U = 450/750 V per tensioni di impiego di 230/400 V. il cavo deve essere integro dal contatore al centralino d’appartamento. cioé privo di derivazioni intermedie. 5. cavedi coperti. 2 . 5 . 3 . La protezione da sovraccarico del montante deve essere attuata al centralino d’appartamento.Può sostituire l’interruttore dell’utente installato all’origine dell’impianto utilizzatore solo se accessibile e idoneo alla protezione contro i corto circuiti. tratta dalle tabelle UNEL 35024/1 per 2 conduttori attivi non sia inferiore alla corrente IB convogliata dal montante. in tal caso deve essere installato in un proprio tubo di protezione con cassette di derivazione esclusive ed individuali e morsetto di tipo passante (che non richiede l’interruzione del montante). Si deve realizzare.Cassette rompitratte Le cassette rompitratta possono essere comuni a più montanti costituiti da cavi multipolari (4a). E’ quindi buona norma prevedere come minimo una corrente di 32 A anche quando l’impegno iniziale è di 3 kW. termiche e contro l’ingresso di acqua o umidità. il solaio o la cantina. Nota: in caso di edifici con altezza in gronda superiore a 24 m. tenendo conto anche di eventuali aumenti di potenza impegnata oltre i limiti ordinari di 3-4.Collettore principale di terra E’ costituito da una morsettiera o da una barra posta all’origine del montante. In caso di montanti costituiti da cavi unipolari entro tubi non occorrono scatole distinte (4b) se non si effettuano giunzioni o derivazioni mediante morsetti.5 kW. si devono applicare le specifiche disposizioni per gli ambienti a maggior rischio in caso d’incendio. Ad esso si devono collegare il conduttore di terra. il conduttore di protezione montante. per la quale occorre come minimo una sezione di 6 mm2. non é ammessa la distribuzione in comune del neutro.Conduttore di protezione Il conduttore di protezione può essere unico per tutte le unità immobiliari. ecc.2. In alternativa il montante può essere costituito da cavi unipolari posti in un tubo distinto per ogni montante (3b).

I cavi con guaina devono essere protetti dagli urti almeno fino a m 2. Se non è prevista l’installazione all’origine del montante di un dispositivo di protezione contro il cortocircuito. Si tenga comunque presente che una valutazione di stretta misura avrebbe come risultato per colonne montanti con lunghezza fino a 10-15 m sezioni inferiori di una grandezza rispetto a quelle riportate nella tabella IV ricavata dalla Guida CEI 64-50 IIa edizione.50 dal pavimento. 108 . I cavi senza guaina non possono essere installati a vista anche se fuori dalla portata di mano.Nel valutare la sezione è inoltre necessario tener conto di una caduta di tensione massima non superiore al 2% (vedere il diagramma in figura 4).

3 A) la colonna montante deve presentare caratteristiche di doppio isolamento.6 8. A tal fine è sufficiente che i tubi protettivi e le scatole siano di materiale isolante. 1a Sezione mm2 diametro esterno massimo mm 2x4 2x6 2x10 2x16 2x25 2x4 2x6 2x10 2x16 2x25 1x4 1x6 1x10 1x16 1x25 13 14 18 20 24 15 19 24 27 31 4.8 6. 1 Tipo di cavo Bipolare isolato in gomma sotto guaina di policloroprene Unipolare isolato in PVC senza guaina Sigla H07RN-F H07V-K H07V-R Bipolare isolato in PVC sotto guaina di PVC (tipo leggero) U/U0=300/500V A05VV-R Tab.3 7.03 o 0.Caratteristiche dei cavi più usati per realizzare colonne montanti Tab.8 11 Se immediatamente a valle del contatore non è previsto un apparecchio idoneo ad interrompere le correnti di guasto a terra (generalmente un differenziale con I n 0. 109 .

6 50.7 14.6 Scelta dei tubi protettivi per ottenere stipamento tale che D > 1.6 (carico ipotizzato 10 1. 2 Grandezza 16 20 20 25 25 32 32 40 40 50 50 63 63 Diametro esterno D 16 Diametro interno d 10.3 24. 4 Utilizzazioni Potenza impegnata kW Interruttore automatico (ENEL) Interruttore generale dell’utente Dimensionamento montanti In (A) Utenza monofase 3 15 6 32 40 10 57 10 40 10 50 63 16 76 25 53 Luce scale monofase 230V 0.2 39.3 31.5 12 110 IN=IB(A) 20 S(mm2) 4 32 4 22 Per cavi posati singolarmente o distanziali Iz(A) di almeno 2 diametri 2 Per cavi o tubi accostati su un solo S(mm ) strato Iz(A) . IIa edizione) Tab.3d con cavi H 07 V (solo raccomandata) Tab.Caratteristiche dimensionali dei tubi protettivi flessibili conformi a Norme CEI 23-14 V1+V2 adatti a realizzare colonne montanti incassate Tab.5 17 1. 3 Formazione colonna 2X4 2X6 2X10 2X16 2X25 25 32 32 40 Grandezza tubo CEI 23-14 20 Dimensionamento dei montanti in funzione della potenza installata (conforme ad appendice G CEI 64-50.1 18.

Il termine Xsenϕ nel caso di colonne montanti destinate a civile abitazione è trascurabile. X è la reattanza al metro del cavo in Ω. L è la lunghezza della colonna montante in m. La caduta di tensione si calcola in sede di progetto con la formula ∆Vf = 2•IB•L • (Rcosϕ + Xsenϕ) dove IB é la corrente d’impiego in A. I valori di R e di X sono riportati nella tabella V. montante costituito da cavi multipolari disposti distanziati in due diametri: .interruttore di utente IN = 20A .. R è la resistenza al metro del cavo Ω.cavi 2x4 mm2 (il PE può essere unico per più utenti) .portata massima del montante 32A 5. Un valore ragionevole può essere fissato attorno al 2% come consiglia la stessa Guida CEI 6450.3 Verifica della caduta di tensione La caduta di tensione misurata dal contatore al centralino con i carichi dipendenti dall’impegno di potenza (vedere il valore della corrente IB determinato con i criteri di abbondanza indicati nella Guida CEI 64-50) può essere scelta liberamente dal progettista purché complessivamente non si superi il 4% all’utilizzatore più sfavorito.Esempio di dimensionamento Potenza impegnata 3 kW. Quando la lunghezza L non supera i limiti indicati nella tabella VI non è necessario verificare la caduta di tensione poiché certamente è inferiore al 2%. 111 .

L'impianto è totalmente sezionato dall'alba al crepuscolo mediante interruttore crepuscolare.4 LE UTENZE CONDOMINIALI DI USO COMUNE 5.57 3. Dal crepuscolo alle ore 23 l'orologio interruttore inserisce permanentemente la luce serale e mantiene spenta la luce notturna.78 2.0955 0. il tipo e la disposizione dei centri luce sarà tale da ottenere i seguenti valori di illuminamento: .0817 0.43 0. per la protezione vedere più avanti la voce "Quadro generale").68 3. Dopo le ore 23 entra in funzione la sola luce notturna destinata a fornire un illuminamento minimo di 10 lux.Tab.135 0. Da tale ora e fino all'alba l'illuminazione ordinaria (luce serale sopra descritta) può essere accesa mediante pulsante di comando Lo schema e l'ubicazione dei comandi sono indicati alle tavole XIa. Sono previsti apparecchi di illuminazione costituiti da due lampade fluorescenti tubolari da 36 W muniti di riflettore e di diffusore con emissione verso il basso dell'85% e coefficiente di utilizzazione 0. sarà comandato automaticamente mediante crepuscolare.106 5. 5 Resistenza e reattanza tipica dei cavi unificati (tabella UNEL 350-23-70) Sezioni in mm2 4 6 10 16 25 nominali Resistenza al metro Reattanza al metro Resistenza al metro Reattanza al metro R(mΩ) X(mΩ) R(mΩ) X(mΩ) 5.101 0.0861 0.41 0.1 Impianto luce scale ed ingressi L'impianto di illuminazione delle scale e degli ingressi costituito da centri luce a soffitto o a parete.0813 5. 112 .119 0.143 0.889 0. XIb e XII (la descrizione delle condutture è simile a quella già vista per gli appartamenti.scale (da usare solo per emergenza): 70 lux. interruttore orario e temporizzatore in modo da ottenere il seguente funzionamento. Il numero.34.27 1.24 1.907 0.112 0. come indicato a tavola XII.ingresso e pianerottolo di sbarco dell'ascensore: 100 lux .4.71 2.

Tav. XI b 113 . XI a Tav.

XII 114 .Tav.

il progetto prevede le seguenti opere da eseguire secondo le specifiche istruzioni della ditta installatrice dell'ascensore rispettando la Norma UNI EN 81: installazione nel vano corsa ascensore di n. XIII 115 . installazione di una suoneria (tipo e caratteristiche) di allarme. - - L'impianto di bordo macchina non fa parte del presente progetto. installazione di impianto di illuminazionee di due prese entro la fossa. installazione della linea di alimentazione dal quadro generale al locale macchina costituito da cavi H07V-K 5x6 mm2 installati entro tubi di PVC incassati sotto intonaco.5.4.2 Impianto di allacciamento dell'ascensore Con riferimento alla tavola XIII. Detta linea è interrotta da un interruttore di emergenza 4x25A posto entro cassetta con vetro frangibile in prossimità dello sbocco dell'ascensore al piano terreno. installazione di impianto di illuminazione e di due prese entro il locale macchina. 4 lampade poste entro apparecchio di illuminazione con grado di protezione IP44 e cavi N1VVK 3x2. Tav.5 mm2 installati entro tubo in PVC di tipo pesante.

5.3 Tubazione montante per telefono L’impianto telefonico. ognuno dei quali può contenere 10 doppini telefonici Pertanto dal piano terreno al primo piano verranno installati 3 tubi facenti capo alla cassetta di derivazione avente dimensioni approssimative di cm 25x35 incassata a circa 30 cm dal piano del pavimento (30 utenti da servire). L’infilaggio dei doppini telefonici e la realizzazione dei collegamenti non è oggetto del presente progetto. il montante sarà costituito da tubi di PVC di tipo pesante Ø 32. si raccorda alla rete stradale mediante un cavidotto in PVC Ø 125 facente capo al terminale di rete installato al piano terreno all’origine del montante. XIV 116 . Con riferimento alla tavola X. Dal primo al secondo piano il montante sarà costituito da due tubi e successivamente da un solo tubo.4. essendo prerogative della Telecom Italia. secondo indicazioni Telecom. Tav.

L'illuminazione dei corridoi sarà alimentata dal contatore condominiale con comando mediante pulsanti di tipo luminoso agenti su un temporizzatore ubicato nel quadro generale. l'impianto nelle singole cantine (osolai).4 Cantine e isolati Con riferimento alla Tav. alimentato dal contatore dell'utenza abitativa. Questi ambienti sono asciutti e sono considerati ordinari. l'interdistanza fra i pulsanti non sarà superiore a 8m. comprenderà un centro luce a soffitto ed una presa 2P + T 10A. La struttura edile non consente la realizzazione dell'impianto sotto traccia sicché sono previsti apparecchi di tipo sporgente in custodie aventi grado di protezione IP40. XIV.4. XV 117 . Conformemente alle indicazioni della Guida CEI 64-50.5. Tav. Le condutture saranno costituite da cavo H07V-K in tubo in PVC rigido Ø 16 aggraffato alle pareti.

è previsto per l'intero locale l'impianto di tipo AD-FTIP44 (con l'eccezione dei componenti IP40 facenti parte dell'impianto di bordo macchina peri quali tale grado è consentito. Sono previste condutture costituite da cavo N1VVK installate entro tubo protettivo in PVC rigido con manicotti e raccordi che consentono l'ottenimento del grado di protezione IP40. allegare lo schema fornito dal costruttore.5. se trattasi di progetto esecutivo. XVa 118 .000 kcal/h ubicata nel locale sito nel seminterrato con bruciatore a metano.5 Locale caldaia L'impianto di riscaldamento di tipo centralizzato sarà alimentato da caldaia da 120. il luogo è da considerarsi in base alla Norma CEI 64-2/A di classe 3 con centri di pericolo di 2º grado (C3CP2). Tav. essendo ubicati nella parte bassa del locale). Nota: per l'impianto di bordo macchina è in genere necessario.4. Essendo il locale e l'intero impianto termico previsti conformi alle vigenti leggi ed alle Norme UNI CIG. La consistenza dell'impianto e lo schema del quadro sono indicati nella tavola XVa e XVb. Pur essendo la zona C3Z2 limitata agli immediati intorni della caldaia.

Tav. XVb 119 .

quindi. un microfono (specificare tipo) e un altoparlante magnetodinamico. 120 . un amplificatore. L'elettroserratura (specificare tipo e caratteristiche) sarà installata nel portone d'ingresso realizzato con profilati di alluminio e non richiederà il collegamento all'impianto di terra trattandosi di sistema di sicurezza classificato come SELV. XVI Le condutture di collegamento saranno costituite da cavetto multipolare sotto guaina leggera di PVC (specificare tipo) installate entro propria tubazione e proprie scatole e.6 Impianto di portiere elettrico Con riferimento alla tavola XVI l'impianto citofonico sarà così costituito: • • • un alimentatore del tipo di sicurezza idoneo a realizzare impianti tipo SELV con uscita in corrente continua a 8V (fonia) e in corrente alternata a 12V (elettroserratura e chiamata). Tav. 30 citofoni installati negli appartamenti (specificare tipo e caratteristiche). Nota: per il progetto esecutivo è necessario allegare lo schema di collegamento in genere fornito dal costruttore dei componenti. totalmente separate dall'impianto di energia.4. un posto esterno costituito da una pulsantiera a 30 pulsanti.5. L'elettroserratura sarà comandata da ogni singolo citofono e da un pulsante del tipo da incasso installato in prossimità del portone d'ingresso.

5 IL QUADRO GENERALE E L'IMPIANTO DI TERRA 5. E’ prevista la protezione della linea in entrata mediante interruttore automatico magnetotermico differenziale di tipo S le cui caratteristiche Tav. poiché il quadro è classificabile di tipo ANS rispondente alla Norma CEI 17-13/1.5.1 Il quadro generale Il quadro generale di condominio. è inoltre indispensabile completare questo schema con una tabella dati sottostante del tipo di quello indicato alla Tav. XVII sono indicate nella tavola XVII (la tavola XVII considera uno schema completo suggerito dalla Guida CEI 64-50 che deve essere in ogni caso adeguato alla consistenza effettiva. Si prevede la consegna della chiave a persona debitamente addestrata abitante nel condominio. sarà ubicato nel locale contatori e munito di portello in vetro con chiusura a chiave. costituito da un involucro in lamiera del tipo a parete con dimensioni di circa mm 630x800x150. V . come dovrà risultare da certificazione del costruttore.5. 121 .vedere fascicolo 45 prima parte).

Essa non sarà superiore a 50Ω per cui la tensione totale di terra permanente conseguente alle dispersioni naturali non sarà superiore a 16V. In realtà si otterrà una resistenza di terra di valore molto minore. essendo previsto un anello lungo circa 80 m. risulta una dispersione totale ininterrotta di 320 mA.5 con minimo di 6 mm2). 122 . Tav.2 L'impianto di terra Tutti gli impianti sia nelle unità abitative che in quelle adibite ad altri usi saranno dotati di interruttore automatico magnetotermico differenziale con I n = 30 mA per un totale di 32 dispositivi in parallelo.5. 3) CT > 16 mm2 (se protetto sia dalla corrosione che meccanicamente). XVIIIb 1) PE > SF (sezione del conduttore di fase del montante se < 16 mm2). Tav. integrato con 6 picchetti da 2 m e collegato ai ferri d’armatura del calcestruzzo (circa 3Ω).5. XVIIIa Lo schema planimetrico del dispersore è indicato nella tavola XIX. 2) EQP > 6 mm2 (regola generale EQP > 0. Il solo quadro generale sarà protetto da interruttore differenziale di tipo S con I n = 1A sicché è su tale valore che va dimensionata la resistenza del dispersore. prevedendo una dispersione naturale media di 10 mA per utenza. Le dimensioni dei diversi componenti sono indicate nella tavola XVIIIb.

La relazione approssimata per il calcolo della resistenza di terra risulta: dove r è la resistività del terreno in Ω/m e P è il perimetro in m. Tav. XIX 123 .

5 15 Corrente nominale A dell'interruttore Caratteristiche Potere d'interruzione kA del dispsitivo ordinario di protezione Limitazione * dell'energia k specifica al limite del 2 (A s) potere d'interruzione Note * riferita a interruttori di tipo limitatore di media qualità I tubi protettivi di tipo flessibile isolati in PVC rispondenti alla Norma CEI 23-14 sono di tipo L per i tracciati a parete o a soffitto e di tipo P per quelli sotto pavimento. Tab.7 82. La consistenza è quella indicata alla tavola I (minima consigliata dalla Guida CEI 64-50) ed è riassunta nella seguente tabella.5 14 2. 124 . I Protezione dei circuiti al centralino Sezione del conduttore mm2 1.6 L'IMPIANTO ELETTRICO NELL'ABITAZIONE L’impianto nell’unità immobiliare adibita ad abitazione è del tipo sotto traccia realizzato con apparecchi di comando conformi alla Norma CEI 23-9 e con prese bipolari con terra rispondenti rispettivamente alla Norma CEI 23-5 (contatti laterali di terra) e 23-16 (alveoli allineati con contatto di terra centrale).5.5 8 15 4. I percorsi a parete sono orizzontali o verticali. Il sistema di distribuzione è del tipo dorsale a sezione suddiviso in più circuiti in modo che la protezione risulti assicurata dagli interruttori automatici installati nel centralino secondo il coordinamento indicato nella tabella seguente.5 19 4 25 6 32 Portata in regime Caratteristiche permanente per 4 cavi A della linea raggruppati A2 s massimi k (A2s) 29. Lo stipamento non è superiore a quello raccomandato dalla Norma CEI 64-8/5 (diametro interno del tubo non inferiore al 130% del diametro circoscritto al fascio di cavi contenuti).5 10 32 4. paralleli agli spigoli.6 211 426 10 4.5 9 20 4. I cavi sono di tipo H07V-K o similari.

ciascuno dei quali sarà caratterizzato da una specifica tabella di consistenza (tabella A. IV con 1 punto luce a soffitto di tipo 1 presa 2P+T10A deviato 1 presa telefono 1 pulsante suoneria 1 citofono 1 centralino d'appartamento con 3 circuiti in uscita Soggiorno 1 punto luce a soffitto di tipo 3 prese 2P+T10A interrotto 1 presa 2P+T bipasso 16/10A 1 presa 2P+T10A comandata 1 presa telefono da interruttore 1 presa antenna Cucina 1 punto luce a soffitto di tipo 4 prese 2P+T 10A interrotto 1 presa 2P+T 10/16A 1 punto interrotto luce a parete 2 prese 2P+T 16A 1 presa telefono 1 presa TV 1 suoneria Camera matrimoniale 1 punto luce a soffitto deviato 4 prese 2P+T 10A 1 presa 2P+T bipasso 10/16A 2 prese 2P+T 10A lampade da comodino Camera letto a per 1 presa telefono 1 presa antenna TV 1 1 punto luce deviato a soffitto 2 prese 2P+T 10A 1 presa 2P+T bipasso 10/16A 1 presa luce 2P+T 10A per 1 presa telefono lampada da comodino 1 presa antenna TV Bagno 1 punto luce a soffitto di tipo 1 presa 2P+T 10A interrotto 1 presa 2P+T bipasso 10/16A 1 punto luce a parete di tipo 1 pulsante a tirante interrotto Per comando allarme (in cucina) Tipo per rasoio elettrico Per allarme bagno Prese per elettrodomestici disposte come indicato in figura 1 ingresso 1 attacco scaldacqua elettrico Impianto realizzato come indicato in da 1000 W figura 2 (*) Solitamente nei condomini vi sono più tipi di appartamenti.Tab. tabella B.) 125 . II Tabella di consistenza dell'impianto nell'appartamento tipo…(*) Locale Ingresso Illuminazione Altri usi Note Vedere lo schema del centralino a Tav. ecc.

e caratterizzato dal fatto che tutti i conduttori di ogni sistema a due o più fili sono indicati con una sola linea.prese. per il comando da quattro punti occorrono n. gli schemi elettrici possono essere di tre tipi: schema funzionale. Da questo schema il preventista ricaverà l'elenco dei materiali necessari. Lo schema di montaggio. schema di montaggio e schema unificare. 2 invertitori Qualunque sia il tipo di comando. percorso dei conduttori. 2 deviatori. 2 deviatori e n. Lo schema unifilare. Tale comando viene realizzato tramite l’interruttore. sono diversi a seconda del numero dei punti di comando previsti e dei gruppi di lampade da azionare separatamente.5. mostra le connessioni tra i divesi elementi dell'impianto rispettando la loro posizione ed indicando la distribuzione dei conduttori. 1 invertitore.interruttori. Tale comando viene realizzato tramite l’utilizzo di n. 2 deviatori e n. I comandi possono essere: • interrotto: lampada (gruppo di lampade) comandata da un solo punto. Punto luce Interrotto (comando da un punto) • schema funzionale schema di montaggio schema unificare 126 .1 Schemi di comando Gli schemi elettrici per l’alimentazione dei punti luce fissi.6. • deviato: lampada (gruppo di lampade) comandata da due punti. Per il comando da tre punti occorrono di n. mentre l'istallatore elettricista otterrà le indicazioni per l'esatta ubicazione del materiale da collocare in opera come: scatole di derivazione.deviatori. invertito: lampada (gruppo di lampade) comandata da tre o quattro punti. Lo schema funzionale è basato sulla rappresentazione successiva dei circuiti nell'ordine per quanto possibile in cui intervengono nella sequenza normale delle manovre.

Punto luce Deviato (comando da due punti) schema funzionale Punto luce Invertito (comando da tre punti) schema di montaggio schema unificare schema funzionale schema di montaggio schema unificare 127 .

che fa capo al centralino del tipo a 3 circuiti in uscita il cui schema è riportato alla tavola IV (vedere pagina 15) è distribuito in una tubazione dorsale chiusa ad anello avente diametro nominale di 25 mm e facente capo a 3 cassette di derivazione principale in PVC aventi dimensioni di circa mm 220x160x140 (tavola II). Gli apparecchi sono a doppio morsetto. 128 . Da tali cassette di derivazione l’impianto si dirama agli appartamenti utilizzando le scatole portafrutto per il solo transito di cavi integri e per il collegamento agli apparecchi. sicché le prese sono fra loro collegate su una unica dorsale di tipo entra ed esci.I L’impianto d’appartamento.Tav .

cucina e camere. Detta tubazione fa capo ad uno specifico scomparto della cassetta di derivazione e ad una tubazione Ø 20 mm interna ai singoli locali (solo soggiorno.Tav. 129 . II Predisposizione delle sole tubazioni Il progetto prevede la predisposizione di una tubazione di riserva Ø 25 (vedere la tavola II) per eventuali futuri ampliamenti e per l’eventuale impianto antintrusione. non indicata nel piano d’installazione in quanto il tracciato è da decidere in accordo con i singoli proprietari delle unità immobiliari).

.. inseriti nella cucina componibile. medio secondo CEI 23-25) Ø 20 mm che collega la cassetta Telecom del primo punto telefonico ai 4 punti telefonici previsti nel soggiorno.Tav. 11) facenti capo a scatole per prese TV di tipo modulare.(*). 2000 W. III Conformemente a quanto previsto dalla Guida CEI 64-50 è predisposta una tubazione in PVC di tipo pesante (secondo CEI 23-14... questo progetto prevede la sola posa di tubi Ø 20 secondo il tracciato indicato a tavola III (vedere pag. ecc.. Le prese TV. del tipo in derivazione sono oggetto di specifico progetto a cura di.. filodiffusione. Per l’alimentazione degli elettrodomestici da incasso. 130 .... centralino. in cucina e nelle camere (vedere tavola III pagina 11).). in assenza di indicazioni precise sono stati assunti i seguenti dati di base: - forno elettrico + piastre elettriche: potenza nominale lavastoviglie: potenza nominale 2000 W.. Al primo punto telefonico saranno installate 3 scatole Telecom in vicinanza di una presa di corrente per poter alimentare eventuali dispositivi ausiliari abbinati al telefono (fax. le scatole sono di tipo unificato Telecom e saranno incassate a 25 cm dal piano del pavimento finito.

Fig. 131 .900 W Consideranto fattore di contemporaneità pari a 0. Per i piccoli elettrodomestici da utilizzare sul banco della cucina sono previsti 3 gruppi di prese distanziate dal lavello e dai fornelli come indicato in figura 2. comprese luci: potenza nominale piccoli elettrodomestici da cucina: potenza nominale Totale Potenza Pmax.5 mm2 (vedere il centralino alla tavola IV pagina 15). 500 W.- gruppo congelatore + frigorifero: potenza nominale cappa di aspirazione. 1 Non occorre pertanto una linea specifica essendo sufficiente la dorsale per elettrodomestici con sezione 2. 4.5*Pmax = 2450 W. 200 W.5 si ha P=0. 200 W. Per l’alimentazione della cappa è prevista una presa 2P+T 10A ubicata come indicato in figura 1 in prossimità della bocca di aspirazione. Per l’alimentazione degli elettrodomestici incassati nella base sono previsti due gruppi di prese 2P+T 10/16A ubicati in prossimità del lavello come indicato in figura 1 (essendo questi gli unici punti sicuramente non impegnati dalla struttura del mobile).

132 .Fig. 2 L’impianto nel locale da bagno verrà realizzato secondo la Norma CEI 64-8/7 sezione 701 rispettando le condizioni riassunte nella tabella III.

Apparecchi SELV riscvaldamento anche in Apparecchi utilizzatori classe I purché protetti da Unità per differenziale con I < 30 n idromassaggio purché mA protette da differenziale con I n < 30 mA e Apparecchi di ubicate sotto la vasca illuminazione in classe II Ammessi: Nessuna limitazione purché esista a monte un differenziale con I n < 30 mA Nessuna limitazione Condutture (salvo .alimentate in SELV elettrico) oppure alimentate con proprio trasformatore di isolamento Ammessi tutti i componenti permessi in zona 1 e Scaldacqua purché inoltre: protetti da differenziale Apparecchi di con I n < 30 mA illuminazione e .Tab. III Apparecchi ammessi nelle zone di rispetto dei locali da bagno e doccia Zona 1 IPX4 Zona 2 IPX4 Zona3 IPX1 (IPX5 nei locali pubblici nei quali la pulizia si effettua con getti d'acqua) Grado di protezione (IPX5 nei locali pubblici (IPX5 nei locali pubblici nei minimo contro la nei quali la pulizia si quali la pulizia si effettua penetrazione d'acqua effettua con getti con getti d'acqua) d'acqua) Apparecchi di comando. di protezione e scatole Vietati di derivazione o giunzione Vietati Nessuna limitazione Ammesse purche': protette con differenziale con I n < 30 mA Prese a spina Vietate Ammesse purche' con trasformatore di oppure isolamento (tipi per rasoio .Limitate a quelle che alimentano apparecchi posti purché con isolamento quelle incassate oltre nelle zone 1 e 2 purché con isolamento corrispondente alla 5 cm) corrispondente alla classe II classe II Collegamento equipotenziale supplementare Riciesto Richiesto Richiesto 133 .

destinato al sezionamento.5 mm2 per le prese 2P+T 10/16A bipasso con destinazione generica.sezione della colonna montante: 4 mm2. l’impianto è stato suddiviso in 3 circuiti dorsali a sezione unica rispettivamente con sezione 2. Tav. bagno. . alla protezione contro i contatti indiretti ed alla protezione da sovraccarico della colonna montante ha le seguenti caratteristiche: . camere). .5 mm2 per le prese destinate alla cucina e 1.Il centralino d'appartamento Con riferimento alla tavola IV.corrente nominale dell’interruttore limitatore sulla tavoletta portacontatori: 15A. IV Essendo la potenza impegnata di 3kW monofase.portata riferita a posa in tubi affiancati (secondo l’appendice G . L’interruttore generale del centralino. il montante di alimentazione ha le seguenti caratteristiche (vedere anche le tabelle in appendice): .tipo magnetotermico differenziale rispondente a Norma CEI 23-3 e 23-18.corrente nominale In = 20A 134 .CEI 64-50): 22A .lunghezza sulla colonna montante: 8 m. conformemente a quanto raccomandato dalla Guida CEI 64-50.5 mm2 per i centri luce e per le prese 2P+T 10A di uso generico (soggiorno. trattandosi di unità abitative con superficie maggiore di 40 m2. 2. .

La corrente presunta di cortocircuito al punto di consegna dell’energia (locale contatori) è stata dichiarata dall’Ente distributore di 6 kA.000 sezione (mm ) 4 Linee protette portata (A) K S (A s) In (A) Interruttore I n (A) Icn kA Limitazione a Icc A s 2 2 2 2 211.600 135 .5 14 10 6 9.7 k (A2s). Nella Tavola V è indicato un modo sintetico per definire le caratteristiche di coordinamento tra gli interruttori automatici del quadro e le linee protette.5 1.03A .limitazione dell’energia specifica di cortocircuito a 6 kA < 10 K (A2s).5 19 15 6 8.< 10 k (A2s) . la corrente di cortocircuito al centralino è sicuramente inferiore a 2.5 mm2.5 2.corrente nominale differenziale I n = 0. indipendentemente dalle caratteristiche degli interruttori divisionali. IV N° circuito Corrente d'impiego IB (A) Corrente di cortocircuito (kA) 2 1 15 2.03 6 10. sicché essendo la colonna montante più lunga di 6m. La limitazione dell’energia specifica di cortocircuito .000 29. Il centralino avrà caratteristiche conformi a quanto previsto dalla Norma CEI 17-13/3 per i quadri tipo ASD come dovrà risultare da certificazione del costruttore.000 2 10 2. V Tab.5 kA e la protezione è correttamente assicurata.è..000 3 13 2.5 22 20 0.700 82. Gli interruttori divisionali sono scelti come indicato in Tabella I e assicurano la protezione contro il sovraccarico dei rispettivi circuiti.corrente nominale di cortocircuito Icu = 6 kA . Non è prevista la selettività d’intervento. sufficiente alla protezione anche dal circuito luce sezione 1. K2s2 29. Tav.

Sono da evitare tracciati inclinati salvo nel caso di tracciati che debbano seguire un’eventuale inclinazione della parete o del soffitto.1 5.2 Scanalatura 136 .7 FASI REALIZZATIVE DI UN IMPIANTO ELETTRICO ALL’INTERNO DI UN APPARTAMENTO La lavorazione dell’impianto elettrico nell’appartamento si sussegue con una scansione temporale che deve tener conto dei tempi e dei modi tipici dell’edilizia. fig 1. Nel soffitto e nel pavimento le condutture potranno essere posate seguendo percorsi qualsiasi.5.1).1 Tracciatura Si tracciano sulla parete i percorsi che dovranno assumere le condutture di collegamento con percorsi che dovranno essere verticali o orizzontali (fig 1.7.7. Cronologicamente si possono individuare le seguenti fasi di lavorazione: Tracciatura dell’impianto sulla parete Scanalatura dei tracciati sulla parete Posizionamento e muratura delle scatole e cassette di derivazione da incasso Posa del tubo Muratura del tubo nella parete Collegamenti equipotenziali Infilaggio dei conduttori Collegamento apparecchi Cablaggio del centralino di appartamento Cablaggio delle cassette di derivazione Verifiche e messa in servizio 5.

4).4 Posizionamento tubi I tubi vengono posizionati nelle scanalature che sono state praticate nella parete per collegare fra loro le varie scatole.Con martello e scalpello o con appositi attrezzi.7. ricavando nel muro aperture sufficienti a contenere tubi.4 137 . si pratica la scanalatura delle pareti. seguendo le tracce indicate in precedenza. cassette di derivazione. fig 1. scatole e cassette di derivazione (fig. 1.3 Posizionamento scatole e cassette Si posizionano le scatole portapparecchi e le cassette di derivazione fissandole in modo sicuro nella parete con malta cementizia. Le cassette di derivazione sono collegate fra loro mediante tubi collocati a pavimento.2).2 5. fig 1. fig 1.3 5.7. ecc (fig. punti luce. 1.

138 .7.7.5 5. 1. Le spellature devono essere effettuate di misura. fig 1.5. con l’accortezza che la parte conduttrice sia completamente inserita all’interno del morsetto. fig 1.5 Chiusura mediante malta cementizia I tubi nelle pareti e nel pavimento sono definitivamente coperti mediante malta cementizia (fig.7 Collegamento apparecchi Si collegano i conduttori agli apparecchi facendo attenzione a non lasciare sbavature di materiale conduttore all’esterno del morsetto di serraggio.6 Infilaggio Dopo aver rifilato i tubi a filo della scatola si infilano i conduttori mediante un’apposita sonda tirafili.6 5.7.5). Questa operazione deve essere eseguita possibilmente da due persone per evitare che l’isolamento dei conduttori possa danneggiarsi durante le operazioni di infilaggio.

139 .fig 1. fig 1.7.8 5.9 Cablaggio cassetta di derivazione Si cablano le cassette di derivazione ordinando i vari circuiti ed effettuando le giunzioni mediante appositi morsetti di serraggio.7 5. I circuiti di energia e di segnalazione possono essere contenuti dalla stessa cassetta di derivazione purché separati tramite setti separatori.8 Cablaggio del centralino d’appartamento Si cabla il centralino d’appartamento collegando i conduttori alle varie apparecchiature di sezionamento e protezione dei circuiti luce. prese e segnalazione.7.

9 5. sgabuzzino.10 5.fig 1. mediante il conduttore blu chiaro. al neutro di alimentazione N.11 Punto luce interrotto Permette il comando da un unico punto di una o più lampade in gruppo. Dal secondo morsetto del portalampade si chiude il circuito. bagno. Può essere adatto per locali con un unico ingresso come ad esempio. deve essere collegato il conduttore grigio collegato in uscita sul secondo morsetto dell’interruttore. punto meno accessibile.7.10 Verifiche Si effettuano le opportune verifiche prima della messa in servizio dell’impianto fig 1.7. Per ragioni di sicurezza al morsetto centrale deve essere collegato il conduttore nero di fase L1 mentre al contatto centrale del portalampade. cucina. 140 . Azionando l’interruttore si vuole interrompere il conduttore di fase che alimenta la lampada per garantire maggiore sicurezza durante la sostituzione della lampada. ecc. Per la realizzazione di questo circuito si utilizza un interruttore che dispone di due morsetti.

per il collegamento del conduttore nero di fase L1.7. Dal secondo morsetto del portalampade si ritorna quindi. Dal morsetto centrale del secondo deviatore si diparte infine un conduttore grigio che fa capo come già detto al contatto centrale del portalampade.12 Punto luce deviato Per il comando da due punti dell’accensione di una lampada o di un gruppo di lampade si impiegano due deviatori. generalmente quello centrale. tramite il conduttore blu chiaro. 141 . così come detto per l’interruttore. Ai rimanenti morsetti devono essere connessi i conduttori marroni di ritorno per collegare fra loro i due deviatori. al neutro di alimentazione N. Il deviatore presenta tre morsetti di cui uno. deve essere utilizzato.5.

è sufficiente inserire tra un deviatore e l’altro tanti invertitori quanti sono i punti di comando in più che si vogliono ottenere rispetto ai due permessi con il punto luce deviato.5. I due morsetti di entrata e i due di uscita sono generalmente distinguibili dalla particolare posizione nell’invertitore o. Lo schema è simile al punto luce con deviatori. 142 . dal colore diverso di ogni coppia di morsetti.7.13 Punto luce invertito Col punto luce invertito. si possono estendere i punti di comando a più di due. In ogni caso quasi tutti gli apparecchi presentano lo schema di collegamento serigrafato direttamente sul corpo dell’apparecchio. Rispetto allo schema del punto luce deviato lo schema prevede di inserire tra un deviatore e l’altro un certo numero di invertitori collegati con i deviatori e fra di loro mediante due conduttori marrone di ritorno. meglio. rispetto al punto luce deviato.

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