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MERCOLED 26 SETTEMBRE 2012

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CULTURA R2CULTURA
Nellultimo numero, la Paris Review ha intervistato Calasso, di Adelphi, facendogli raccontare la sua storia

Intervento nella polemica Carofiglio-Ostuni

LA CRITICA RIMANGA FUORI DAI TRIBUNALI


VALERIO MAGRELLI
(segue dalla prima pagina) con la richiesta di un risarcimento da 50 mila euro. La reazione non si fatta attendere, con una lettera di solidariet a Ostuni firmata da un centinaio di scrittori (tra gli ultimi Zizek, Vattimo e Emma Dante), e una manifestazione che si terr oggi alle 11 davanti al commissariato di Piazza del Collegio Romano a Roma (dove Gadda ambient parte del suo Pasticciaccio). Cos, adesso come adesso, il narratore Carofiglio, magistrato e esponente LAUTORE del Pd, appare solo contro tutGianrico ti. Non una bella situazione Carofiglio per nessuno. Se gi avevo sim scrittore patia per lui, ora ne ho ancora e magistrato di pi. E tuttavia condivido le Ha scritto ragioni di chi lo contesta. PerIl silenzio ch? Perch questa probadellonda bilmente la prima volta (tran(Rizzoli) ne forse qualche eccezione di scarso rilievo) che uno scritto- spiegare forse ricorrendo a un re italiano ricorre alla magi- libro uscito in Francia tre anni stratura contro un collega per fa con il titolo Una storia di far sanzionare dalla legge un odii fra scrittori. Da Chateaugiudizio critico sfavorevole. briand a Proust (a cura di AnAnche chi non si sente dac- ne Boquel e Etienne Kern, cordo con il parere di Ostuni Flammarion). Sfogliando le (deontologicamente inaccet- sue pagine, la prima cosa che tabile rispetto al suo ruolo di mi colpi fu la totale mancanza parte in gioco in un premio di rispetto per la vita privata letterario) deve ammettere degli autori; la seconda, una che la scelta di Carofiglio co- volgarit senza limiti, unita a stituisce un precedente estre- una spiccata preferenza per le mamente pericoloso. Dice in- metafore animali. Barbey dAurevilly su Mfatti la lettera: Se dovesse rime: Ha le gambe di pavone, ma non la coda. Jules Renard su George Sand: la Allappello di vacca bretone della letteratuprotesta si sono ra. Vigny su Sainte-Beuve: aggiunte le firme Pare un rospo che avvelena le di Vattimo, Zizek acque in cui nuota. Lon Bloy su Maupassant: La sua ed Emma Dante perfetta stupidit trapela dagli occhi, gli stessi di un cane passare il principio in base al che piscia. Un passo pi in l quale si pu essere condan- e siamo ai duelli, come quelli nati per unopinione per che opposero Marcel Proust a quanto severa sulla produ- Jean Lorrain, o, per venire a zione intellettuale di un ro- noi, Ungaretti a Bontempelli manziere, di un artista o di un (a Villa Pirandello, a causa di regista, non soltanto verrebbe una polemica nata sul quotimeno la libert di espressione diano Tevere nel 1926). Morale: questo duello, sia garantita dalla Costituzione, ma si ucciderebbe allistante pure virtuale durato sin la possibilit stessa di un di- troppo, e ormai andrebbe battito culturale degno di concluso, se non con quella riconciliazione che torn a uniquesto nome. Ma c unaltra ragione de- re i nostri scrittori almeno con gna di nota. La decisione di il reciproco riconoscimento adire le vie legali per ottenere di due sviste. Anche se resta tragicamenun risarcimento ricorda da vicino certe pratiche intimida- te vero quello che disse Victor torie adottate da certi politici Hugo: Gli unici odii sono letsia verso la stampa, sia verso la terari. Al loro confronto, quelli politici non valgono niente. stessa magistratura. Tanto risentimento si pu RIPRODUZIONE RISERVATA

QUANDO NASCE UNEDITORE


Geroglifici, droghe e il Tao di Bazlen cos i libri sono diventati un mestiere
LA RIVISTA
Il numero di settembre della Paris Review da cui tratta lintervista con Roberto Calasso, di cui qui pubblichiamo una parte al 1954. Poi ci siamo trasferiti a Roma, perch mio padre era stato chiamato a insegnare in quelluniversit. Quanto a mia madre, aveva scritto la tesi di laurea su uno dei Moralia di Plutarco e poi aveva lavorato sulle traduzioni da Pindaro di Hlderlin. Era molto brillante, ma poi prefer dedicarsi ai suoi tre figli. Come stabil un rapporto con i libri della sua casa? La nostra casa era tutta foderata di libri. In buona parte testi di teoria del diritto, per lo pi opere nesto Codignola, che era professore di filosofia allUniversit di Firenze e anche il fondatore della casa editrice La Nuova Italia. Nel suo catalogo si possono ancora trovare molte opere di Hegel e alcuni dei maggiori filologi classici. Le piaceva vivere a Roma? Amavo Roma. A quel tempo avevo una specie di mania per il cinema ci andavo una o anche due volte al giorno, invece di studiare. Adoravo trovarmi nelloscurit di quelle grandi sale del centro piene di fumo. E avevo una vera passione per Marlon Brando. Era un grande attore, ma anche una sorta di mutante quando apparve per la prima volta sullo schermo fu come trovarsi davanti lesemplare di una nuova specie. E ovviamente amavo anche i suoi film. Li conoscevo a memoria. Pu sembrare comico oggi, ma credo di aver visto Fronte del portoalmeno sette volte. Tutti i generi di Hollywood mi affascinavano. In quel periodo ho anche scritto una sceneggiatura da Lord Jim, libro che mi appassionava. Quali sono i suoi ricordi del liceo? Avevo una formidabile professoressa di greco e latino, Maria Di Porto. Una donna di unintelligenza, una vivacit e una rapidit

LILA AZAM ZANGANEH


a bambino voleva diventare uno scrittore? Ho cominciato a scrivere le mie memorie, o qualcosa del genere, quando avevo dodici anni. Ho ancora in mente la prima riga: Lestate la sentivo arrivare dal viale. Era il suono del tram che cambiava con larrivo dellestate. A quel tempo abitavamo in una casa che dava su un grande viale. Oggi una strada di scorrimento, ma prima cerano dei meravigliosi tigli, e il tram ci passava in mezzo. Era il 19. Di notte lo sentivo avvicinarsi. Il libro avrebbe dovuto raccontare i miei ricordi fra i quattro e i sette anni. Lei nato a Firenze. S, nel 1941, nel pieno della guerra. Forse lanno pi disperato nella storia dEuropa. Con i nazisti a Parigi che ancora pensavano di vincere. Cosa faceva suo padre durante la guerra? Mio padre era professore di Storia del diritto italiano allUni- Bandinelli, illustre studioso di arversit di Firenze ed era un noto te classica. Wolf si ricord che antifascista. Nel 44 Giovanni quando Hitler era venuto a FirenGentile venne assassinato. Genti- ze nel 38 aveva visitato gli Uffizi. E le era un importante filosofo, ma la persona scelta per accompasfortunatamente molto coinvolto gnarlo era stata Bianchi Bandinelnel fascismo. Fu ucciso da due li. Hitler era rimasto entusiasta partigiani davanti a una villa sulle della sua guida e si ricordava ancolline di Firenze. E subito dopo, cora di lui. Cos Wolf avvis Berliper rappresaglia, vennero arre- no che Bianchi Bandinelli stava stati e condannati a morte tre pro- per essere fucilato. Questo fu defessori antifascisti. Uno di questi cisivo. I fascisti rilasciarono tutti e era mio padre. Firenze era nelle tre i prigionieri. A quel punto namani di uno dei pi feroci capi del- turalmente mio padre dovette la milizia fascista, Carit. Ma si d scomparire e anche noi. Il riil caso che la mia famiglia spe- schio era di essere presi come cialmente quella di mia madre ostaggi. Per un certo periodo vifosse legata ai Gentile. Erano mol- vemmo nascosti nella soffitta delto amici e fu cos che due figli di lappartamento di una donna Gentile andarono immediata- molto coraggiosa che abitava in mente dalla polizia perch venis- via Cavour, proprio nel centro di se sospesa la condanna a morte. Firenze. I miei primi, confusi riFu un atto di grande generosit. cordi risalgono a quel tempo. Dormivo su un materasso per terE funzion? I fascisti avvertirono che, se i ra. Si sentivano spari nella strada e partigiani avessero compiuto tentavo di arrampicarmi fino alla unaltra azione, i tre prigionieri finestra. Ma i primi ricordi netti sarebbero stati fucilati. Rimasero sono quelli della villa di San Doin carcere per tre settimane, pen- menico, vicino a Firenze, dove ansando ogni notte che avrebbero dammo a stare verso la fine la potuto essere uccisi il giorno do- guerra. Ricordo la limonaia e il glipo. Alla fine furono liberati grazie cine su un balcone che cadeva a al console tedesco, Gerhard Wolf, pezzi. Dopo la guerra siete tornati a un uomo straordinario che conosceva bene uno dei due compagni Firenze? S, siamo rimasti a Firenze fino di prigionia di mio padre, Bianchi

Mio padre era un noto antifascista I figli di Gentile lo salvarono dalla condanna a morte
pubblicate fra il Cinquecento e il Settecento: le fonti su cui lavorava abitualmente mio padre. Molti erano imponenti volumi in folio, prevalentemente in latino. Il solo fatto di averli intorno, con i loro titoli oscuri e i remoti nomi dei loro autori, stato per me di gran lunga pi utile di tante letture fatte in seguito. Nei fine settimana spesso andavo a casa di mio nonno, Er-

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PER SAPERNE DI PI www.torinospiritualit.org www.theparisreview.org

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Un convegno alla Camera un anno dopo la legge Levi

SE UNO SCONTO FA BENE A CHI LEGGE


SIMONETTA FIORI
Institute, o viceversa. Una vita ideale. Erano gli anni 60, gli inizi dei Beatles e di molto altro. Naturalmente cercai di rinviare il pi possibile la data della discussione e alla fine scrissi la tesi in meno di un mese, fumando hashish tutte le notti. A quel tempo avevo degli amici americani a Roma, esperti in ogni genere di droghe. Abbastanza curioso, a pensarci adesso. Lavorava gi allAdelphi? S. I primi libri pubblicati da Adelphi uscirono alla fine del 63. Roberto Bazlen, colui che per primo impost il programma della casa editrice, abitava anche lui a Roma, e ci vedevamo spesso. Quindi ha fatto parte dellAdelphi fin dallinizio? Dal giorno del mio ventunesimo compleanno, nel 1962. Bazlen mi disse che stava per nascere una nuova casa editrice, dove avremmo potuto pubblicare i libri che veramente ci piacevano. Il nome Adelphi non era ancora stato deciso. I libri che si trovano nel mio studio in casa editrice sono ci che resta della preziosa biblioteca di Bazlen. La biblioteca di un uomo che comprava i libri di Kafka e di Joyce nel momento in cui uscivano, per il semplice fatto che erano gli scrittori del momento. Fu lui a scoprire Svevo e a ordinare al suo amico Montale di leggere quello scrittore totalmente ignoto. Quando era giovane, Bazlen fu dunque la sua guida nel mondo della letteratura? Bazlen era un grande maestro taoista. Senza insegnarmi nulla, mi ha fatto imparare da lui pi che da chiunque altro. Era piuttosto contrario allo scrivere, non pensava fosse obbligatorio. Pensava che una persona dovesse cercare di essere in qualche modo, senza per forza doverne scrivere. C una osservazione bellissima che si trova nei suoi scritti postumi: Un tempo si nasceva vivi e a poco a poco si moriva. Ora si nasce morti alcuni riescono a diventare a poco a poco vivi. Bazlen morto nel 65 e in quellanno lAdelphi attravers la sua prima grande crisi finanziaria. Ma riuscimmo a sopravvivere. Nel 1968 capii che dovevo venire a Milano e nel 71 divenni ufficialmente il direttore editoriale della casa editrice. Da quel giorno ho sempre fatto le stesse cose: leggere, scegliere e preparare libri. Traduzione di Roberto Colajanni 2012 The Paris Review
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DISEGNO DI TULLIO PERICOLI

impressionanti. Gi allora si interessava alla Grecia antica? Come a molte altre cose. Quando avevo dodici anni ho incontrato quello che sarebbe diventato il mio pi grande amico, Enzo Turolla. Purtroppo ora morto. Era il pi straordinario lettore che abbia mai conosciuto il suo giudizio sui libri era perfetto. La Folie Baudelaire dedicato a lui. Ci siamo conosciuti su un campo di calcio, in un paese delle Dolomiti dove andavamo in vacanza. Aveva dieci anni pi di me, ma ci intendemmo subito. Tutto cominci quando un giorno mi sent dire che il saggio di Croce su Baudelaire non era un gran che. Allora ci mettemmo a parlare e non abbiamo mai smesso. Era un accademico? Un po come uno di quei professori di Oxford che pubblicano una mezza dozzina di articoli in tutta la loro vita. Per anni insegn allUniversit di Padova. La sua famiglia aveva una casa molto bella a Venezia e io passavo spesso lunghi periodi da loro. Andavamo in giro per ore chiacchierando fino alle quattro del mattino. Quando lho conosciuto, era completamente immerso in Proust. Una passione che ha trasmes-

so anche a lei. S, la Recherche era appena stata pubblicata in tre volumi nella Pliade, e io chiesi di averla come regalo di Natale. Proust divenne subito un grande amore ed tuttora uno degli scrittori a cui torno pi spesso. Qual stato largomento della sua tesi di laurea? La teoria dei geroglifici in Sir Thomas Browne. Il meglio della prosa inglese del Seicento. Borges lo venerava era uno dei suoi autori preferiti. E anche uno degli autori preferiti del mio relatore, Mario Praz. Tanto per cominciare, cosa lattraeva di Browne? Tutto. Era un superbo scritto-

re. Una specie di versione ridotta, anglica ed esoterica, di Montaigne. I geroglifici ovvero lidea di

Ero attratto da Sir Thomas Browne, scrittore superbo e ottimo pretesto per stare a Londra
un linguaggio fatto di immagini sono una presenza costante in tutti i miei libri. Fu linizio di molte cose per me. E fu anche un ottimo pretesto per stare a Londra. Passavo le mattine alla British Library e il pomeriggio al Warburg

Il lutto

EMORTO SVEN HASSEL SCRISSE MALEDETTI DA DIO


BARCELLONA Lo scrittore danese Sven Hassel, controverso autore - la sua fede antinazista stata messa in discussione - di fortunati romanzi pseudo biografici sulla Seconda guerra mondiale, morto a Barcellona. Aveva 95 anni. Nel 1953 pubblic il suo primo libro Maledetti da Dio, a cui sono seguiti altri tredici titoli. I suoi romanzi sono stati tradotti in 18 lingue; in italiano sono stati pubblicati prima da Sonzogno e poi da Bur Rizzoli. La sua opera stata una delle principali fonti di ispirazione per le Sturmtruppen di Bonvi.

er i pi critici stata una bomba, per molti altri una salvezza. A un anno dalla sua approvazione, difficile mettere tutti daccordo sugli effetti della legge Levi, il provvedimento che pone un tetto agli sconti sul prezzo di copertina. Se i colossi editoriali lamentano una perdita secca di ricchezza, i piccoli e medi marchi sostengono di ricavarne pi vantaggi che svantaggi. E mentre le librerie indipendenti la difendono, le biblioteche ne denunciano il danno, spalleggiate dal ministro Ornaghi che chiede di togliere il limite alle promozioni. Tutti o quasi, per, concordano su un fatto: sarebbe disonesto attribuire alla legge Levi il tracollo nelle vendite dei libri, riconducibile alla crisi economica pi grande. E riconducibile anche a cambiamenti profondi nelle abitudini dei lettori. una sorta di stati generali delleditoria la platea raccolta dalla Commissione Cultura della Camera nella sala del Mappamondo dove sollecitati da Marino Sinibaldi - si sfidano di sciabola e fioretto minuscoli cavalieri e grandi armate del mondo librario italiano. Un mercato fragile, condizionato dai bestseller. E pu essere significativo, per la storia delleditoria italiana, che i pochi raggi di sole provengano oggi dal porno soft di E.L. James. Le cifre complessive sono nere, nerissime (nel 2012 meno 8,7% del fatturato secondo lAie, meno 9% in odio al liberismo, e in nome di dei lettori forti secondo il Centro una malintesa idea di statalismo. del Libro, numeri da raffrontare al Ma che cos il liberismo? E co2011 gi segnato dalla crisi). E se sa lo statalismo? Provvede a corGiovanni Peresson cerca di mitiga- reggere i termini Antonio Sellerio, re il crollo paragonando il cattivo capofila insieme a Ginevra Bomandamento dei libri agli altri con- piani del partito (molto applaudisumi culturali (meno 8,8% per la to) della bibliodiversit. statamusica e meno 10% per il cinema di lismo invocare una regolamentazione in un mercato cos importante come quello culturale?. In molti, tra editori e librai, si domanLe divisioni sono dano ragionevolmente che cosa profonde fra gli sarebbe accaduto se, di fronte a addetti ai lavori una crisi spaventosa come questa, sugli effetti di quel non ci fosse stata una legge a tutela del prezzo di copertina. E Teresa provvedimento Cremisi, alla guida di Flammarion, ha buon gioco nellelencare gli efsala), rimane il dato di fondo: il fetti benefici della legge francese mercato editoriale diventa per la (tetto del 5%). Nessuno, aggiunge, prima volta ciclico, ossia inverte la protesta per cambiarla. Da noi, intendenza che lo ha sempre visto in vece, pi duno vorrebbe modificrescita nelle stagioni recessive. care la legge. In direzione opposta. La crisi colpisce ovunque, ma Tutti daccordo nel definire troppo soprattutto le grandi aziende. Da- debole la forbice tra lo sconto autorio Giambelli, amministratore de- rizzato (15%) e lo sconto previsto legato di Feltrinelli, squaderna le per campagne (25%). Ma se per i rilevazioni di GFK, secondo il qua- marchi medi-piccoli bisogna able tra lagosto del 2011 e lagosto bassare il primo, per i colossi bisodel 2012 il mercato complessivo gna elevare lo sconto delle campadella varia ha perduto 8 milioni di gne. La conclusione spetta a Giucopie e circa 110 milioni di fattura- seppe Laterza, promotore di una to; di questi ultimi, 90 milioni pro- legge sul libro di iniziativa popolavengono dalle casse dei primi cin- re, che ricorda come la crisi cultuque grandi gruppi. Quanto alla rale in atto non sia solo questione legge Levi, Giambelli la giudica un di prezzo di copertina (Ma avete danno per i lettori: Solo nelle li- visto come parlano Marchionne e brerie Feltrinelli abbiamo sottratto Della Valle?). Occorre in sostanza ai consumatori sconti per 3 milioni una riflessione pi ampia, che non di euro. Non meno lieve Riccar- si limiti al costo dei libri. Baster do Cavallero, gran capo della Mon- per indurre alla lettura le nostre dadori, che definisce il provvedi- classi dirigenti? Il dubbio rimane mento una bomba caduta sul legittimo. mercato librario. E tutto questo RIPRODUZIONE RISERVATA

Stasera a Roma nella sede della casa editrice Laterza. Parteciper anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

UNA SERATA DI LETTURE PER MIRIAM MAFAI


ROMA Una serata di letture, un incontro informale per ricordare una cara, grande amica che non c pi. Nessuna cerimonia ufficiale ma loccasione per parlare di lei, dei suoi libri, della sua passione civile e politica. Miriam Mafai scomparsa il 9 aprile scorso a 86 anni: la casa editrice Laterza, insieme ai figli Luciano e Sara Scalia, ha organizzato una serata ad inviti, alla quale parteciper anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La signora scomoda e polemica del giornalismo e della sinistra, la ragazza rossa, come veniva chiamata, sar al centro di un piccolo evento civile che ha come programma una serie di letture tratte dai suoi articoli e saggi. Lappuntamento per stasera alle 19 in via di Villa Sacchetti 17. Toccher a Vladimiro Polchi, giornalista di Repubblica aprire il reading con un brano tratto da Il giornalista, saggio scritto nel 1986, un piccolo libro in cui la Mafai racconta la storia dItalia attraverso la sua vita: da funzionario del Pci nei primi anni Cinquanta, fino allesperienza a Repubblica. A Giuliano Ferrara, direttore del Foglio, il compito di leggere e commentare larticolo del 10 maggio 1978, Lassassino di Moro. Undici colpi al cuore: Questo fagotto gettato dietro il sedile posteriore della Renault color amaranto parcheggiata in via Caetani il corpo di Aldo Moro. un fagotto informe, avvolto in una coperta di lana color cammello, con il bordo di raso, una coperta come ce ne sono in tutte le case.... Walter Veltroni invece si occuper dellarticolo del luglio 1992 dal titolo Ai partiti corrotti niente soldi dallo Stato, sul celebre discorso di Bettino Craxi a Montecitorio in cui accus e si autoaccus di finanziamenti illeciti; erano gli anni di Tangentopoli. La serata si concluder con un ricordo di Eugenio Scalfari. Tra gli ospiti Ezio Mauro, Alberto Asor Rosa, Rosy Bindi, Alfredo Reichlin, Giulio Anselmi, Corrado Augias, Nello Ajello, Paola Concia, Bruno Manfellotto, Enzo Golino. Alessandra Rota
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IL RICORDO
Miriam Mafai La grande giornalista scomparsa il 9 aprile scorso