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Protocollo n.

690/U-FP 2012 Roma, 9 Novembre 2012 Alle Segreterie Regionali, comprensoriali e territoriali Fp Cgil Sanit e SSAEP

Oggetto: Informativa tavolo di lavoro Ministero/Regioni sulle professioni sanitarie.

Care compagne e cari compagni, mercoled 7 novembre u.s., presso la sede del Ministero della Salute, sono ripresi i lavori del tavolo sulle professioni sanitarie. Allincontro, convocato e coordinato dal Dott. Giovanni Leonardi, dalla Dott.ssa Santina Amicone e dal Dott. Francesco Saverio Proia (Ministero della Salute), hanno partecipato il Dott. Domenico Mantoan e il Dott. Stefano Marson (Coordinamento Tecnico della Commissione Salute della Conferenza Stato Regioni), Gianluca Mezzadri (FP CGIL), Daniela Volpato (CISL FP) e Maria Vittoria Gobbo (UIL FPL). Lordine del giorno prevedeva i seguenti argomenti: Tavolo tecnico Ministero Regioni per limplementazione delle competenze delle professioni sanitarie Procedura per lequivalenza, ex art. 4, comma 2, della Legge 42/1999 Profilo professionale di Autista Soccorritore Sintesi della discussione 1. Implementazione delle competenze delle professioni infermieristiche Vi premettiamo che, al termine dellesame dei documenti consegnati nel mese di luglio, che avevano suscitato molte perplessit inerenti listituzione di nuove figure (infermiere esperto e specialista), leccessiva complessit degli allegati, che prefiguravano anche scenari neomansionaristici, e la mancanza di una visione dinsieme, senza la quale rischiava di realizzare unoperazione fine a se stessa che poteva mettere a rischio la tenuta stessa del sistema, si sono svolti alcuni incontri informali per riesaminare gli obiettivi politici, tecnici e metodologici di questo percorso. Dopo avere concordato sullo strumento dellAccordo Stato Regioni, in preparazione a questo incontro, unitariamente a Cisl Fp e Uil Fpl, abbiamo operato una completa revisione delle bozze precedenti, rivedendo a fondo tutti i percorsi e prevedendo:

di istituire percorsi di sviluppo delle competenze infermieristiche validi su tutto il territorio nazionale in linea con gli obiettivi della programmazione sanitaria nazionale e regionale di definire, in modo condiviso, un processo di accreditamento professionale di correlare lo sviluppo delle competenze con la conseguente revisione dei modelli organizzativi di definire aree di intervento e ambiti specifici per elaborare i percorsi di sviluppo delle competenze di definire, rapidamente e in modo condiviso, i percorsi attuativi regionali e territoriali prevedendo formazione da effettuarsi in collaborazione con luniversit che preveda anche lattribuzione dei Crediti Formativi Universitari (CFU); la documentazione inerente i percorsi dovr essere inviata al Ministero della Salute per consentire lo sviluppo omogeneo del SSN di promuovere le sperimentazioni funzionali allo sviluppo delle competenze allinterno di equipe multi professionali di dare mandato al MIUR e al Ministero della Salute per individuare modalit di formazione dellinfermiere specialista (art, 6, punto 1, comma C, Legge 43/06), riconoscendo anche i CFU della formazione pregressa, effettuata ai sensi della bozza di accordo, e per rivedere i piani di studio delle Lauree, delle Lauree specialistiche e dei Master di 1 e 2 livello di istituire una Conferenza di servizi presso il Ministero della Salute per valutare la documentazione dei percorsi di sviluppo delle competenze regionali ed esprimersi con proprie determinazioni al fine di favorire lo sviluppo omogeneo del SSN; le determinazioni, trasmesse periodicamente al Comitato di Settore, costituiranno elementi propedeutici alla revisione degli strumenti giuridici, economici e normativi nellambito delle trattative per i rinnovi dei CCNL

La bozza approntata dal Ministero, con i nostri contributi, ha consentito una discussione fluida che si focalizzata sulla necessit di non ingessare troppo i percorsi declinando in maniera eccessiva i singoli ambiti o le singole competenze. Tutte le parti al tavolo hanno confermato chiaramente linteresse a concludere positivamente il lavoro iniziato. Abbiamo quindi concordato sullopportunit di lavorare ad una bozza di accordo che comprenda le aree di intervento, ma non allegati tecnici con le declinate le specifiche competenze, mantenendo gli strumenti che consentono di predisporre percorsi di sviluppo, di rivedere i modelli organizzativi e i percorsi formativi, collegando levoluzione ai riconoscimenti contrattuali. Nei prossimi giorni lavoreremo ad un ulteriore affinamento del documento in modo da poterlo approvare nel minor tempo possibile. 2. Procedure per il riconoscimento dellEquivalenza Per quanto riguarda lequivalenza, avevamo inviato una lettera unitaria il 17 luglio u.s. a Ministero e Regioni con la quale richiedevamo la riattivazione dei bandi per le professioni ancora in attesa, la tutela degli operatori in servizio ancora sprovvisti di titolo valido e la riapertura della discussione nel merito dei problemi. In merito alle nostre richieste, il Ministero ha spiegato che i bandi sono ancora bloccati nella maggior parte delle Regioni poich si sono verificati numerosi problemi che hanno ritardato liter dellesame delle istanze. Parte delle domande, sono state trasmesse dalle Regioni/Province autonome al Ministero incomplete (senza la documentazione inerente il titolo di studio o senza quella inerente lesperienza lavorativa) e questo ha creato ulteriori rallentamenti.

Inoltre, se per circa il 70% delle domande pervenute possibile procedere al riconoscimento, per il 30% (su un totale di circa 1700, per tutta larea 3 delle professioni tecnico sanitarie) ci sono problemi che potrebbero portare anche al diniego dellequivalenza. In questa fase di sospensione, si stanno ultimando tutte le valutazioni e si stanno studiando anche soluzioni alternative al diniego puro e semplice del riconoscimento. Nel frattempo, il Ministero della Salute sta lavorando con il CUN del MIUR per elaborare la strutturazione dei corsi di formazione compensativa che sono necessari per quei richiedenti che, valutati i titoli di studio e di carriera, non raggiungono il punteggio minimo previsto per il riconoscimento dellEquivalenza. Per quanto sopra, i bandi regionali delle restanti aree delle professioni sanitarie dovrebbero essere riaperti allinizio del 2013. Infine, il Ministero e le Regioni ci hanno confermato che i provvedimenti unilaterali (licenziamenti o demansionamenti di operatori inquadrati come professioni sanitari ma sprovvisti di titoli riconosciuti) adottati negli ultimi tempi, soprattutto nella sanit privata, senza aspettare il termine delliter complessivo dellequivalenza, sono manifestamente illegittimi e si sono dichiarati disponibili a sostenere tecnicamente eventuali ricorsi. 3. Autista soccorritore I rappresentanti della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni annunciano che stanno lavorando ad una bozza di documento, alternativa a quella che avevamo elaborato unitariamente e che gli aveva trasmesso il Ministero, che non prevede pi un profilo di Autista soccorritore ma solo un Soccorritore che alloccorrenza pu essere anche Autista, secondo le previsioni dellAccordo Stato Regioni del 22 maggio 2003. Questa, dopo le precedenti bozze che prevedevano di istituire lOSS soccorritore o percorsi di formazione/addestramento profondamente diversificati tra i dipendenti e i volontari (notevolmente agevolati, nonostante possano svolgere le medesime funzioni), lennesima conferma della diversa consapevolezza del problema da parte delle Regioni. Nella discussione che segue, emerge la netta contrariet del Ministero della Salute a proseguire la discussione senza ripartire dalla bozza, a suo tempo predisposta e trasmessa ufficialmente, che era stata elaborata ed approvata unitariamente assieme ai sindacati e alle rappresentanze professionali. Noi, confermiamo la posizione del Ministero e illustriamo nuovamente i problemi e gli obiettivi che ci hanno portato ad elaborare una proposta organica per listituzione di un profilo unico per riconoscere gli Autisti soccorritori operanti nellemergenza urgenza. Pur dichiarando la nostra disponibilit a ragionare apertamente sui contenuti formativi della nostra proposta, ribadiamo la netta contrariet a diversificare i percorsi a seconda del fatto che siano dipendenti o volontari, che operino nel SSN, nelle associazioni volontarie e altrove. Al termine della discussione, le Regioni ritirano la nuova proposta e comunicano che riprenderanno a lavorare partendo dalla nostra bozza e, nel giro di pochi giorni, ci produrranno il nuovo elaborato per poter riprendere il confronto in modo costruttivo. 4. Massofisioterapista e altri operatori della riabilitazione Oltre ai punti dellordine del giorno, anche a seguito della lettera unitaria che avevamo inviato a Ministero e Regioni il 10 luglio u.s., abbiamo chiesto nuovamente di poter riaprire il confronto per affrontare le problematiche giuridiche e occupazionali dei massofisioterapisti, dei fisioterapisti ciechi e degli altri operatori non riconducibili alle professioni sanitarie.

Infatti, recentemente, alcune sentenze dei TAR e della Corte di Cassazione sono entrate decisamente nel merito della collocazione della figura dei massofisioterapisti allinterno dellarea riabilitativa alimentando tensioni e criticit tra i lavoratori, con notizie, purtroppo frequenti, di licenziamenti e mancati rinnovi contrattuali nei reparti e negli studi professionali. Oltre a questo, ci sono palesi difficolt nellaccesso allimpiego, a causa dei vuoti della normativa vigente, per i fisioterapisti ciechi e per altri operatori non riconducibili alle professioni sanitarie. Il Ministero riferisce che lUnione Italiana Ciechi e Ipovedenti ha incontrato il Ministro del Lavoro Fornero che si interessato personalmente della loro questione e sta lavorando a ipotesi di soluzioni. Per quanto riguarda i massofisioterapisti e gli altri operatori non riconducibili alle professioni sanitarie, il Ministero propone di riprendere il confronto sulla bozza che si propone di istituire loperatore del massaggio e di abrogare tutte le disposizioni normative che legittimano le scuole di formazione esistenti, ancora oggi, in alcuni territori. Noi ribadiamo la nostra forte perplessit allistituzione di una ulteriore figura professionale, specialmente in un momento storico/politico come questo, ma sollecitiamo comunque la ripresa del confronto per poter affrontare e provare a risolvere queste gravi problematiche. 5. Ordini e albi Il Ministero comunica che in Parlamento si sta lavorando per inserire larticolato che trasformerebbe i Collegi in Ordini professionali nel testo del D.d.L. Fazio (Atto Senato n. 2935 Delega al Governo per il riassetto della normativa in materia di sperimentazione clinica e per la riforma degli ordini delle professioni sanitarie, nonch disposizioni in materia sanitaria). Larticolato, condiviso dai Collegi e dalle Associazioni interessati, prevede listituzione dellOrdine degli infermieri, dellOrdine delle ostetriche e dellOrdine del Tecnici di Radiologia con, allinterno di questultimo, tutti i nuovi Albi delle altre professioni sanitarie). Per proseguire il confronto su tutte queste materie, la prossima riunione stata fissata per mercoled 28 novembre 2012, alle ore 14:00. Fraterni saluti, buon lavoro.

Il Coordinatore Nazionale Professioni Sanitarie FP CGIL Gianluca Mezzadri

La Segretaria Nazionale FP CGIL Sanit Cecilia Taranto