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Universit degli Studi di Padova DIPARTIMENTO DI FILOSOFIA Scuola di Dottorato di Ricerca in Filosofia Indirizzo/curriculum 3 Filosofia Teoretica e Pratica Seminario:

Temi e problemi della filosofia hegeliana (prof. L. Illetterati, prof.ssa F. Menegoni, prof. A.M. Nunziante) A.A. 2011 Le parole della logica (I) IVo Incontro (22.03.2011) (Dott.ssa Elisa Bello) (redazione protocollo: Dott. A. Gambarotto) Con la sintetica trattazione di essere, nulla, divenire in poche battute Hegel d avvio alla prima triade dialettica della Scienza della logica. La terza categoria, il divenire, a cui Hegel dedica unesposizione pi ampia, si articola nei seguenti momenti: 1. unit di essere e nulla (seguito da quattro note esplicative); 2. i momenti del divenire: il nascere (entstehen) e il perire (vergehen) e infine 3. togliere del divenire (seguito da una nota sullespressione aufhebung), che porta alla deduzione dellessere determinato, il primo concreto della logica. L'analisi stata articolata in due punti: a) lo svolgimento dellargomentazione hegeliana, b) indicazione di alcuni punti rilevanti. a) Essere, nulla e divenire nell'esposizione hegeliana Essere La categoria iniziale della scienza logica non ci permette di assumere da principio che quello con cui si comincia sia linizio di qualcosa di ulteriore. Il cammino potrebbe anche arrestarsi con lessere, con unimpasse iniziale da cui impossibile uscire. Del puro essere non possiamo enunciare altro che la vuota indeterminatezza: ci si pu chiedere infatti come sia possibile passare dallindeterminato al determinato, dal vuoto al pieno, dallastratto al concreto. Per Hegel il problema non dedurre dallindeterminato il determinato, o di riempire un vuoto, ma di investigare lessere muovendo dal suo concetto iniziale ed esibirne lintrinseca determinatezza, portando allo scoperto il suo contenuto latente. Lessere puro infatti non va inteso come esistenza, come un ente o come qualcosa di determinato, esso cos astratto che non ha determinazione o contenuto proprio. Lessere iniziale non semplicemente il risultato di un atto di astrazione nei confronti della realt determinata, o del mondo empirico, ma devessere innanzitutto lasciato sussistere liberamente nella sua immediatezza e purezza. tuttavia il pi familiare dei concetti, talmente vacuo, povero di determinazione e astratto che si ritrova in ogni altro concetto; ogni oggetto determinato non che un modo dellessere. Nella sua pura indeterminatezza lessere non realmente differente dal nulla e svanisce logicamente nel nulla. Lessere e il nulla sono rispettivamente il modo positivo e negativo con cui definibile o pensabile limmediata indeterminatezza. Nulla Per quanto riguarda la categoria del nulla, il nulla logico, Hegel utilizza gli stessi termini che usa per definire lessere. Nella logica, essere e nulla sono inizialmente puri e indeterminati, ma mostreranno in seguito una maggiore complessit. Lessere muter logicamente nella realt, nel qualcosa, nelleffettualit, nello spazio; laddove il nulla, il semplice non, muter nella negazione, nellalterit, nella negativit e infine nel tempo. 1

Hegel sostiene linseparabilit dellessere dal nulla in quanto non appena pensiamo e diciamo il nulla, questo si converte nel qualcosa, e quindi ricade in qualche modo nellessere: il nulla viene negato dallo stesso discorso che lo afferma. In quanto il nulla oggetto di asserzioni fornite di significato, ad esempio il nulla assenza di contenuto, pensiero vuoto, ecc., sotto questo riguardo non meno dellessere (SdL, nota 3, p. 93). Divenire All'inizio della trattazione del divenire Hegel afferma il puro essere e il puro nulla son dunque lo stesso (SdL, p. 71). Tuttavia se si considera solo questa affermazione isolatamente allora si pu altrettanto affermare che se essere e nulla sono lo stesso, dunque lo stesso che io sia o non sia, che questa casa sia o non sia, che questi cento talleri siano, o non siano, nel mio patrimonio (SdL, nota 1, p. 74). Questo ragionamento scorretto fondato sul diverso significato assegnato allessere e al non essere della premessa maggiore e della premessa minore: rispettivamente indeterminati i primi, determinati i secondi (si tratta dunque di una quaternio terminorum). Lidentit in questione riguarda nozioni astratte e indeterminate, non lessere e il nulla di qualcosa di determinato. La critica mossa da Trendelenburg (nelle Logische Untersuchungen) alla prima triade hegeliana sostiene che essere e nulla non sono che due nomi per la stessa cosa, o due parole dallidentico significato: limmediatezza indeterminata. In questo caso lunit di essere e nulla sarebbe una mera identit (statica) di identici o una relazione di sinonimia. A questa critica si pu obiettare che ritenere che la differenza tra essere e nulla sia una differenza di mere parole, il cui significato limmediatezza indeterminata, comporta una petizione di principio. Lobiezione infatti presuppone che tale immediatezza sia pensabile senza utilizzare quelle due determinazioni di pensiero, mentre in realt essa non si pu pensare che come affermazione (lessere) e come negazione (il nulla) (G. Movia, Essere, nulla, divenire. Sulle prime categorie della logica di Hegel, Rivista di Filosofia Neoscolastica, 4 (1986) p. 541). Luso del perfetto al posto del presente per indicare il passaggio, che Hegel prudentemente distingue dal rapporto, volto a sottolineare il suo carattere completamente immediato e astratto, senza opposizione. Questo passaggio talmente immediato da non essere analizzabile, e perci gi passato. Il divenire logicamente anteriore ai termini che mette in gioco producendoli, lanalisi del divenire permette di comprendere lessere e il nulla come suoi componenti logici nella loro verit; infatti lessere e il nulla non esistono concretamente nella loro separazione, nel loro stato isolato (cfr. SdL, nota 3, p. 95). La differenza tra di essi completamente immediata e non ulteriormente specificabile o determinabile. Essi non hanno il loro opposto in s, a rigore nelluno non nemmeno contenuto implicitamente laltro. La loro differenza dunque non sta in loro stessi, prima di questo passaggio nel divenire, ma solo in un terzo, nellintendere o nellopinare (im Meinen) (SdL, p. 82). Questo potrebbe indurre a pensare che non ci sia alcuna differenza logica intrinseca tra essere e nulla (perch qualunque differenza venga indicata presuppone gi un essere determinato e un nulla determinato), ma che la loro differenza sia extralogica, formata dallopinione soggettiva. In realt si pu affermare che non c una differenza stabile tra essere e nulla e che solo lopinione soggettiva pu tenerli chiaramente separati, ma questo compatibile con la pretesa che essere e nulla sono essi stessi logicamente sebbene instabilmente differenti (questo ragionamento proposto da Houlgate, a cui ho fatto riferimento). Questa differenza che svanisce non pu essere definita, pu solo essere intesa o intuita. Il puro essere e il puro nulla non solo svaniscono, ma anche provano di essere ineliminabili dal momento che ognuno sparisce nellaltro, che immediatamente rivive. Trendelenburg sostiene erroneamente che il divenire da Hegel aggiunto surrettiziamente in base allintuizione sensibile del movimento spaziale. Il concetto di divenire bens il passaggio reciproco dellessere e del nulla, ovvero la tematizzazione di questo passare; un movimento di natura puramente logica e dialettica, senza alcuna commistione sensibile o spazio-temporale. Il divenire concepito tradizionalmente come un passaggio tra opposti, si diviene ci che non si , ma qui Hegel non fa riferimento alle connotazioni ordinarie della parola divenire; esso non il processo

di cambiamento intrapreso da un oggetto dato, ma non specificato, non localizzato divenire in generale, o indeterminato divenire come tale. Il divenire infine conduce allessere determinato in modo semplice, perch logicamente lo svanire (verschwinden) della differenza vera e propria tra essere e nulla; cos non pu che sfociare nellunit calma di essere e nulla che costituisce lessere determinato. Momenti del divenire sono il nascere e il perire, che sono propriamente due direzioni di un unico processo. Il termine momento rinvia allintero nel quale sfocia il superamento. Il divenire contiene una doppia unit dellessere e del nulla: quella che, partendo dal nulla, costituita dal passaggio del nulla nellessere il nascere; e quella che, partendo dallessere, costituita dal passaggio dellessere nel nulla il perire. La discussione si concentrata principalmente sulla pertinenza della critica di Trendelenburg, la quale intende l'identit di essere e nulla come una relazione di sinonimia. In particolare, stata sollevata l'obiezione rispetto alla posizione di Movia che individua in essa una petizione di principio. Al contrario, la critica di Trendelenburg non solo regge, ma farebbe addirittura saltare il divenire portando direttamente all'essere determinato. Una simile tesi potrebbe essere sostenuta sia attraverso argomenti logici, sia a partire dai molteplici riferimenti storico-filosofici messi in capo da Hegel in questa sezione. Se infatti all'essere corrisponde la posizione parmenidea, al nulla la concezione buddista del vuoto e al divenire la pi concreta posizione di Eraclito, allora ci di cui Hegel sta parlando qui ci che veniva negato da Parmenide: il divenire delle cose, non quindi un divenire logico. Si tratta cio di una discussione di ontologia. Altrettanto il riferimento in nota all'ex nihilo nihil manifesta il desiderio di Hegel prendere posizione all'altezza delle grandi posizioni metafisiche della storia della filosofia: il divenire indica proprio il divenire delle cose. Dell'essere non si pu infatti predicare l'essere: l'essere pu al contrario essere predicato solo in riferimento alle determinazioni. Non possibile cio pensare l'essere indipendentemente alle determinazioni. Ad essere in gioco qui cio una confutazione di ogni posizione monista, nella misura in cui questo passaggio mostra che la struttura della differenza precede in realt anche l'indeterminato, e sta cio alle spalle del divenire: essere e nulla sono determinati come indeterminati, il che implica che la determinazione stia gi alle loro spalle. Senza la struttura della differenza non sarebbe cio pensabile assolutamente nulla. Altrimenti detto: la negazione della determinatezza in actu signato la sua affermazione in actu exercito. Questo processo logico ci ha cos portati alla determinatezza senza passare per il divenire: l'indeterminatezza cio un determinato, e ogni ontologia che voglia negare il determinato in realt lo presuppone. Si questo puntualizzato che l'argomento di Trendelenburg consista in realt in una negazione del divenire a partire dalla negazione della differenza tra essere e nulla. Risposta: il guadagno teoretico di queste pagine che l'essere pu essere pensato solo come determinato, il divenire come sosteneva Trendelenburg non stato dedotto tramite la dialettica ma, se inserito a quest'altezza, recuperato dall'intuizione sensibile; la determinazione cui si arriva infatti per ora completamente fissa. Hegel deduce il divenire, ma non dove afferma di farlo, bens nella dialettica dell'essere determinato, in cui la contingenza dell'ente viene dimostrata a partire dalla sua unit con la negazione. Di nuovo, quando parla dell'essere determinato sta fondando una metafisica pluralista e confutando il monismo parmenideo. Si pone quindi un'aporia relativamente a come vada inteso il concetto di divenire: 1) come divenire logico, in quanto cio forma di movimento delle determinazioni, 2) in quanto divenire degli enti considerato all'interno di un'ontologia. Chi sostiene che qui Hegel stia deducendo il passare logico non tiene conto n del fatto che il werden rappresenta solo una delle forme del divenire logico, n dei riferimenti storico-filosofici a Parmenide, Eraclito, Platone, Aristotele. b) Indicazione di punti rilevanti Uno dei punti di vista generali sostenuti da vari autori, da Schelling a Trendelenburg che la logica speculativa sia mossa da una categoria allaltra dallattivit del filosofo piuttosto che dalle categorie 3

stesse. Ovvero la riflessione, che esperendo lessere come vacuo, fa s che ci muoviamo dal pensiero del puro essere al nulla, non gi a causa di una necessit immanente allessere stesso. La posizione di Hegel a riguardo che qualsiasi lettura che comprende il movimento dallessere al nulla come provocato dallattivit del filosofo errata perch trasforma la logica speculativa in una logica fenomenologica, una descrizione di ci che accade quando il puro essere pensato da noi, non una descrizione del carattere logico del puro essere stesso. Bisogna fare attenzione a non interpretare largomento hegeliano dal punto di vista soggettivo; come se questo passaggio fosse dettato dal nostro bisogno di determinatezza e legato quindi a ragioni contingenti. Largomento di Hegel allinizio della logica non che il puro essere nulla perch manca della determinazione e della concretezza con cui noi siamo abituati a pensare dallesperienza ordinaria e che richiediamo affinch ci sia un oggetto di pensiero. Lessere svanisce nel nulla perch esso cos indeterminato in se stesso che logicamente non nemmeno il puro essere che : cos infatti lassenza di essere. In altre parole il puro essere svanisce non perch fallisce ad incontrare il nostro standard di intelligibilit o perch esperito da noi come nulla, ma perch la sua propria completa indeterminatezza gli impedisce persino di essere il puro e semplice essere che . Il nulla allora non meramente lassenza di determinazione, bens limmediata assenza di essere come tale; la pura mancanza di essere in cui il puro essere stesso di suo proprio accordo immediatamente svanisce. Secondo Houlgate il nulla il nome che noi diamo al completo e puro svanire dellessere. Lessere pensato, ma troppo indeterminato anche per essere essere e cos svanisce immediatamente: ci che lasciato nulla. In questo modo comunque il nulla rimane assenza di determinazione (assenza di qualcosa), o pura indeterminatezza, ma ci dovuto al fatto che il nulla innanzitutto lassenza dellessere come tale. Un altro punto problematico di questo capitolo la comprensione del passaggio dal divenire allessere determinato: ci ha generato molti fraintendimenti, tra questi anche quello di Schelling (cfr. Sulla storia della filosofia moderna). Per Hegel la categoria dellessere puro conduce innanzitutto a quella del divenire e poi a quella dellessere determinato. Secondo Schelling, la logica hegeliana pu muovere dallessere al divenire solo pensando lessere come gi determinato. Schelling distorce la descrizione hegeliana del movimento dallessere al divenire, sostenendo che Hegel anticipa da sempre lobiettivo del pieno essere come concetto o idea. Secondo Houlgate invece la logica hegeliana comincia con la radicale sospensione di tutte le nostre presupposizioni sul pensare e sullessere ed in disaccordo con questa interpretazione di Schelling. Per Hegel nessuna categoria della logica muta nellaltra perch essa non ancora concetto, o idea, ecc., bens muta in modo immanente e senza anticipare alcuno scopo. La transizione dal divenire allessere determinato, come gi stato sottolineato, di certo un passaggio logico. La struttura del puro divenire rende lessere determinato logicamente necessario. Il puro divenire non un processo temporale, ma linstabilit logica dellessere che prova che tale instabilit collassa, di suo proprio accordo, nellessere determinato. Tuttavia nella parte conclusiva della scienza della logica Hegel parla del cominciamento del metodo assoluto facendo riferimento allessere come totalit concreta in s non ancora sviluppata e usando la metafora del germe dei viventi e del fine soggettivo; caratteristiche ben diverse da quelle che connotano lessere, il nulla e il divenire iniziali. Inoltre alla fine dellesposizione del metodo viene dedotto il contenuto del metodo stesso che si mostra, in conformit al procedere circolare della scienza, come un nuovo inizio: un essere riempito di contenuti e determinato. Infine per comprendere meglio le affermazioni, alcune apparentemente paradossali, di questo capitolo, nella seconda annotazione alla categoria del divenire, Hegel ripropone la problematica del linguaggio, sostenendo che la proposizione in forma di giudizio non atta ad esprimere le verit speculative (SdL, p. 80). A proposito del linguaggio Hegel stato spesso criticato di ignorare quello che molti studiosi individuano come il pi significativo presupposto della sua filosofia, in particolare Houlgate pensa a Gadamer (La dialettica di Hegel). Dal momento che il filosofo esprime il pensiero da subito nel linguaggio e attraverso il linguaggio (sebbene il pensiero non sia riducibile al linguaggio), questo sarebbe in un certo senso predeterminato dai significati storici 4

sedimentati nelle parole e dalla lingua particolare usata dal filosofo (nel caso di Hegel il tedesco di per s una lingua dotata di un distintivo spirito speculativo). Pertanto il linguaggio costituirebbe il vero presupposto della filosofia hegeliana, di una filosofia che vuole proporsi come filosofia senza presupposizioni. Tuttavia la logica di Hegel non cade in una circolarit viziata, per cui se egli usa alcuni concetti allinizio della logica che verranno giustificati solo in seguito, non significa che il processo di giustificazione sia determinato in anticipo da quelle stesse parole. Allo stesso modo Hegel in grado di mantenere due differenti livelli di pensiero: usa le parole ordinarie determinate (con significati ricchi e vari) per tematizzare un pensiero completamente indeterminato. Hegel stato criticato di non specificare il senso in cui usa il verbo essere (): la copula intesa come identit o in senso predicativo. Ma, come sostiene Houlgate, se nellapertura alla scienza logica si ha a che fare con proposizioni speculative allora il verbo usato in senso dialettico in quanto implica tanto lidentit quanto la differenza del soggetto con ci che espresso nel predicato. Hegel non pu presupporre dallinizio il significato speculativo del verbo essere, perch non pu presupporre che esso contenga negazione, differenza, ecc. Solo quando le proposizioni, apparentemente paradossali, formulate allinizio della logica vengono intese in modo speculativo, allora lunione delle determinazioni essere e nulla designata come una inquietudine di incompatibili, o come un movimento (SdL, nota 2, p. 81). Perci le due proposizioni opposte il puro essere e il puro nulla son dunque lo stesso e chessi non son lo stesso devono essere pensate in relazione tra di loro, perch il torto pi comune che vien fatto al contenuto speculativo, di renderlo unilaterale, vale a dire di porre in rilievo soltanto una delle proposizioni in cui si pu risolvere (SdL, p. 81). La discussione ha preso le mosse dalla nota di Moni a p. 95, in cui il movimento logico viene descritto come esplicitazione dei contenuti che nell'essere si presentano ancora come impliciti, e si in primo luogo sottolineata la vicinanza di questa tesi alla lettura di Brandom, la quale risulta per possibile solo a patto di intendere i concetti in quanto inferenze. Altrettanto stata messa in evidenza la posizione fortemente anti-teleologica di Houlgate, secondo cui l'essere non deve essere in nessun caso considerato come il primo rispetto a ci che segue, restando fedeli all'affermazione hegeliana secondo cui si tratta innanzitutto di stare a vedere ci che ci sta dinnanzi. Nonostante questo stare a vedere richiami la dimensione fenomenologica la differenza sostanziale l'assenza della dimensione del per noi: ci che si sta a vedere l'instabilit delle determinazioni in cui il pensiero fa esperienza di se stesso. Gadamer tematizza questo rapporto tra implicito ed esplicito utilizzando le nozioni di concetto tematico e concetto operativo: in base a questa distinzione l'esplicitazione di un contenuto non aggiunge nulla ad esso. Se le cose stanno cos allora necessario chiedersi a chi serve tale esplicitazione: al pensiero o a noi? Se serve al pensiero in quanto das Geistige, in quanto ci che si muove nella dimensione del per s, possibile dire che non ci sia alcun incremento? Se, da un lato, si parla di esplicitazione, allora essa muove da qualcosa che c' gi, altrimenti non ci sarei mai arrivato: il risultato non costruito bens necessario, ovvero preceduto dalle istruzioni. Ma una simile posizione potrebbe essere attribuita all'ontologia tradizionale, non certo a Hegel. Se d'altra parte il movimento un risultato, allora si d un novum, un incremento di contenuto. Sembra che qui cerchi di stare in equilibrio tra ontologia e idealismo.