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La redazione di Campane, nel porgere i propri auguri di buon Natale e buon Anno ai fedeli Parrocchiani e a tutta la popolazione, propone

alla Vostra lettura per una riflessione, leditoriale di Padre Maurizio Annoni, direttore responsabile del bimestrale di informazione della Fondazione Opera di San Francesco per i Poveri Onlus, Milano, che riportiamo integralmente.

C una povert che Dio non vuole


Chi pensa a San Francesco, lo ricorda spontaneamente per il suo amore per la povert, anche se non fu lunico del suo tempo ad esserne entusiasta. Alla radice della povert di Francesco, c innanzitutto la paternit di Dio che lunico e sommo Bene, il solo ricco al quale appartiene ogni bene; da lui che provengono, per un incessante flusso di gratuit, tutti i beni di cui luomo dispone; a lui che i beni, per giustizia, vanno restituiti attraverso la carit e lamore per i fratelli. Laltro volto affascinante della povert Cristo. Dio da ricco che era si fece povero, uomo tra gli uomini per poter arricchire luomo proprio con la sua povert. Le modalit per seguire Cristo sono, per Francesco, la povert, lumilt e la semplicit: Cristo veramente stato povero, umile, semplice facendosi servo, missionario, itinerante, pellegrino e figlio obbediente. Guardando a Dio e al Signore, per Francesco la povert una scelta di vita. Non ha subito la povert, anzi lha ricercata e voluta, ispirato da Dio. Ma c una povert oggi, unindigenza che Dio non vuole e che va combattuta; una povert che impedisce alle persone e alle famiglie di vivere secondo la loro dignit; una povert che offende la giustizia e luguaglianza e che, come tale, rappresenta una minaccia per una convivenza pacifica. Lesperienza quotidiana di OSF (*) mette in risalto uno spaccato di societ che subisce la povert, dove si tocca con mano la dura realt dellemarginazione, dellisolamento e del deficit relazionale. Le lunghe file di poveri che chiedono cibo, accesso ai servizi per ligiene personale e per le cure mediche, per avere lavoro o solo il conforto dellascolto e di una parola di speranza sono crudi testimoni di una povert che va combattuta. E per fare ci la via da percorrere quella della solidariet che ha spinto Ges a condividere la nostra condizione umana. La solidariet, inseparabile dalla giustizia, comporta decisioni, scelte, azioni che vanno nella direzione della necessaria e indispensabile equa distribuzione dei beni. Siamo in un mondo dove c chi ha troppo e chi troppo poco o niente, c chi sta molto bene, mentre sempre pi aumenta il numero di chi fa pi fatica. Francesco dAssisi nella Regola interpreta in modo mirabile la solidariet con due affermazioni che trascrivo: Lelemosina leredit e la giustizia che dovuta ai poveri; lha acquistata per noi il Signore nostro Ges Cristo (FF 31) E con fiducia luno manifesti allaltro la propria necessit, perch laltro gli trovi le cose che gli sono necessarie e gliele dia (FF 32). Nella fraternit, intesa come famiglia umana, diritto dei poveri partecipare ai beni. Ci che noi in senso riduttivo chiamiamo elemosina rappresenta invece un atto di giustizia che dovuto, perch nessuno si senta escluso. Francesco invita poi nelle relazioni fraterne ad avere fiducia e speranza manifestando gli uni gli altri le proprie necessit: e la risposta non pu mancare. Una risposta gioiosa che non presenta i tratti dellegoismo bens del dono di s, alla ricerca del bene dellaltro. (*)OSF: Opera San Francesco Pag. - 4 Foglio informativo parrocchiale ad uscita settimanale. Ciclostilato in proprio ad uso interno.

www.parrocchie.it/brenta/ Parrocchia SS.Vito e Modesto

ANNO C

Prima lettura (Dal libro del profeta Sofona3,14-18) IL SIGNORE IN MEZZO A TE Salmo responsoriale (Da Is 12,2-6) CANTA ED ESULTA, PERCH GRANDE IN MEZZO A TE IL SANTO DISRAELE Seconda lettura (Dalla lettera di S. Paolo Ap. ai Filippsi 4,4-7) RALLEGRATEVI VANGELO (Luca 3,10-18) CHE DOBBIAMO FARE? In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: Che cosa dobbiamo fare?. Rispondeva loro: Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto. Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: Maestro, che cosa dobbiamo fare?. Ed egli disse loro: Non esigete nulla di pi di quanto vi stato fissato. Lo interrogavano anche alcuni soldati: E noi, che cosa dobbiamo fare?. Rispose loro: Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe. Poich il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che pi

forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzer in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucer la paglia con un fuoco inestinguibile. Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo. Il Battista risponde a 3 gruppi di interlocutori che gli chiedono: Che dobbiamo fare? Primo gruppo: le folle. Il Battista le invita a condividere con i bisognosi il pane e i vestiti (le tuniche) che, a quellepoca, costituivano il minimo vitale. Oggi, gli chiederebbe di assicurare ai poveri lalloggio, listruzione, lassistenza medica e di migliorare le condizioni economiche e sociali. Secondo gruppo: i pubblicani (che rappresentano la classe dei funzionari pubblici, la cui tentazione di abusare della gente che ignora leggi e tariffe): Non esigete pi di quanto vi stato fissato, cio: siate semplicemente onesti. Terzo gruppo: i soldati (incaricati di mantenere lordine pubblico): non estorcete, non rubate, non vessate la gente. Il Battista non chiede a nessuno di abbandonare il proprio mestiere, per quanto umile. Non c mestiere o professione spregevole; ci sono individui inferiori al loro compito. Ma chi Giovanni il Battista? forse il Messia? No, una voce che invita alla con-

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versione. Il Messia sar uno pi forte che battezzer in Spirito Santo e fuoco e col ventilabro raccoglier il frumento nel granaio (del cielo) e brucer la pula (lo scarto del grano) con fuoco inestinguibile. La buona novella o Vangelo (che la Parola di Dio, il Verbo, Ges) un Lieto Messaggio di salvezza ( Spirito Santo che vivifica; granaio del Cielo)

che diventa, per chi lo rifiuta o lo respinge, automaticamente di condanna (fuoco inestinguibile dellinferno). Ges diceva: Chi mi respinge e rifiuta le mie parole ha gi un giudice: a condannarlo, nellultimo giorno, sar proprio la Parola che io ho annunziato (Gv 12,48).

Parrocchia SANTI VITO e MODESTO - BRENTA calendario dal 16 al 23 dicembre 2012

DOMENICA 16: Parrocchia ore 10.00 S.Messa def.ta Bianchi Maria LUN 17 Parrocchia ore 18.00 S.Messa MAR 18 === Parrocchia ore 21.00 Riunione Consiglio Economico MER 19 Parrocchia ore 18.00 S.Messa GIO 20 === Cittiglio ore 20.30 S. Messa - adorazione - Confessioni VEN 21 === SAB 22 Parrocchia ore 18.00 S.Messa def.ti Molinari Mario, Maria e Zaveria DOMENICA 23: Parrocchia ore 10.00 S.Messa def.to Biaggi Lorenzo Benedizione dei Bambinelli da porre nei Presepi

AVVISO
Sabato 12 e Domenica 13 gennaio 2013

Ingresso del nuovo Parroco

DON DANIELE MAOLA

AVVISO
In occasione delle prossime Feste Natalizie, la Parrocchia sta organizzando le visite agli ammalati. Chi desidera usufruire di questo servizio, pregato di telefonare a Suor Mariliana dalle ore 16 alle ore 18 Telef. N 0332601440

DOMENICA 16 Dicembre
PER QUALSIASI NECCESIT RIVOLGERSI A DON GIANLUIGI BOLLINI (335 8078784) ARCIPRETE DI CANONICA
E AMMINISTRATORE DI CITTIGLIO - BRENTA - CARAVATE Pag. - 2 Pag. - 3 -

Al Parco Pubblico alle ORE 15 RECITA NATALIZIA DEI BAMBINI DELLA SCUOLA MATERNA