Você está na página 1de 7

Battute, abbracci e calore Il Papa scardina il protocollo

Ai giornalisti benedizione silenziosa per rispettare i non credenti: Vi voglio bene


MICHELE BRAMBILLA CITT DEL VATICANO

Non ce lha fatta a resistere pi di un minuto. Quando ha visto che il testo che qualcuno gli aveva preparato aveva uno stile tra lingessato e il soporifero, Papa Francesco ha pensato che anche un sommo pontefice deve parlare come mangia. E cos, subito dopo aver letto espressioni tipo il ruolo dei mass-media andato sempre crescendo in questi ultimi tempi, tanto che esso diventato indispensabile per narrare al mondo gli eventi della storia contemporanea..., e i ringraziamenti per il qualificato servizio dei giorni scorsi, ha piantato l il testo scritto e ha cominciato a improvvisare. Avete lavorato, eh?, ha detto sorridendo e quasi sventolando il foglio che aveva in mano. I giornalisti presenti nellaula Paolo VI sono scoppiati a ridere, e hanno applaudito. come se, dopo liniziale cedimento al protocollo, si fosse subito ristabilito quel clima nuovo, speciale, diretto che si era avvertito gi mercoled sera, quando il nuovo Papa si era presentato affacciandosi alla loggia di San Pietro. Anzi. Occhi attenti avevano gi notato - subito allinizio dellincontro di ieri mattina, prima ancora dellabbandono del testo scritto - qualche particolare che annunciava altri strappi. Un paio di normalissime scarpe nere anzich quelle rosse: e va bene, questo sarebbe il meno. Ma i pantaloni neri sotto la veste bianca! Quando mai sera visto un Papa sistemato in quel modo? E poi il saluto con monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Questi stava per avvicinarglisi per porgergli il canonico omaggio, ma il Papa lha preceduto andandogli incontro. Eravamo in pi di seimila giornalisti, ieri mattina, e fra noi cera di tutto: cattolici e fedeli di altre religioni, agnostici e atei irriducibili. Eppure non ce n uno solo che non abbia provato qualcosa nel cuore quando il nuovo Papa, sempre parlando fuori dal testo preparato, ha raccontato del conclave, della preoccupazione che lo prendeva quando vedeva crescere i voti per lui, del vecchio cardinale emerito che lo confortava abbracciandolo e dicendogli di ricordarsi dei poveri. E di lui che allora decide di prendere quel nome, Francesco. Se non lo fermano, commenta un collega esperto di cose di Chiesa, questo fa una rivoluzione. Si vedono facce preoccupate. Quella ad esempio di Domenico Giani, capo della gendarmeria: un Papa cos totalmente incontrollabile. Padre Georg Gaenswein, prefetto della Casa pontificia, una sfinge. Non sorride quasi mai. Era abituato a Ratzinger. La fede la stessa, ma un tedesco un tedesco, un argentino un argentino. Diciamo cos: i monsignori sembrano spiazzati, i giornalisti si sentono tutti conquistati cos come si sente conquistata la gente comune. Forse ci voleva unanima latina, in un momento come questo. Jorge Mario Bergoglio venuto a Roma senza neanche un segretario. Adesso ha al suo fianco Alfred Xuereb, un maltese che era una specie di secondo segretario di Benedetto XVI. Quando il Papa finisce il discorso, sul palco sale una cinquantina di giornalisti che hanno il privilegio del bacio dellanello. Fino a che salgono i primi, che sono i massimi dirigenti della Rai, la cosa ancora abbastanza formale. Ma quando arrivano gli altri... Altro che bacio dellanello. Ci sono vecchi amici, connazionali. Il Papa li abbraccia. Abbraccia anche le donne: Elisabetta Piqu, corrispondente dallItalia della Nacin di Buenos Aires. Gli regalano il mate, che una specie di t argentino. Un giornalista cieco sale sul palco con il cane. Ma il massimo dello scandalo Papa Francesco lo d al momento del commiato. I tradizionalisti si stracceranno le vesti dicendo che ha evitato di dare la benedizione per non disturbare i non credenti, e insomma che ha ceduto al politicamente corretto. In realt le parole che Bergoglio pronuncia nella sua lingua, il castigliano, alla fine dellincontro, sono queste: Vi avevo detto che vi avrei dato di cuore la mia benedizione. Dato che molti di voi non appartengono alla Chiesa cattolica, e altri non sono credenti, imparto di cuore questa benedizione, in silenzio, a ciascuno di voi, rispettando la coscienza di ciascuno, ma sapendo che ciascuno di voi figlio di Dio. Che Dio vi benedica. La benedizione c, dunque. E c in una forma che fa breccia anche tra coloro che di solito le benedizioni le scansano. Vi voglio bene, dice salutandoci questo Papa che, semmai, deluder coloro che vorrebbero una

Chiesa ridotta a parlare solo di cose terrene: La Chiesa non ha una natura politica ma essenzialmente spirituale... il santo popolo di Dio che cammina verso lincontro con Ges Cristo... Cristo il centro, ha detto ieri ai media di tutto il mondo.
LE ELEZIONI APPAIONO PI VICINE

La non politica e i suoi calcoli


Con l'elezione alla presidenza delle Camere di Pietro Grasso e di Laura Boldrini, grazie ai voti della coalizione di sinistra animata dal Partito democratico, che li aveva eletti - si consuma definitivamente quella lunga storia della Sinistra italiana che per settant'anni ha avuto al suo centro l'esperienza comunista, e della quale quel partito stato fino a oggi in qualche modo la prosecuzione. Una lunga storia, dicevo: che nei decenni passati ha visto gi sedere sul pi alto scranno di Montecitorio quattro suoi eminenti rappresentanti: Pietro Ingrao, Nilde Iotti, Giorgio Napolitano e Luciano Violante. Basta per l'appunto ricordare quei nomi per misurare l'ampiezza senza misura della frattura che oggi si consuma a sinistra. Non si tratta delle idee. ovvio che i valori e le visioni del mondo delle persone che oggi sono investite delle due massime cariche parlamentari siano molto diversi da quelli dei loro predecessori ricordati sopra. Ma ci che innanzitutto colpisce quanto siano sideralmente distanti le rispettive biografie. In sostanza, infatti, nelle biografie degli attuali presidenti del Senato e della Camera non ha il minimo posto la politica; che invece stata la vita e la passione inesausta degli altri. Intendo la politica come scontro di idee, esperienza di conflitti sociali, come elaborazione di strategie di lotta, come partecipazione ad assemblee elettive e pratica nell'attivit deliberativa e legislativa: nulla di tutto questo c' nel passato di Grasso o di Boldrini. Non si tratta di stabilire se ci sia un bene o un male. Quel che importa notare che qui c' un punto di diversit assoluta rispetto a quella che per decenni, viceversa, stata la vita concreta (e aggiungo l'ideale di impegno civile) degli uomini e delle donne che si sono riconosciuti nella Sinistra. Alla quale peraltro non risulta che fino a ieri n l'uno n l'altra abbiano mai detto di appartenere. Si pu allora forse dire che l'elezione di Grasso e di Boldrini segni non tanto una vittoria dell'antipolitica quanto piuttosto, in senso proprio, della non politica. come se quella Sinistra che viene da lontano (e la parte cattolica che da tempo le si aggiunta) si fosse convinta di non poter pi trovare al proprio interno, nella propria storia, n volti, n voci, n biografie capaci di rappresentarla veramente. Come se essa giudicasse ormai irrimediabilmente inutilizzabile la propria vicenda politica, vicina e meno vicina: in un certo senso le proprie stesse radici. Rifiutatasi dopo essere stata comunista di divenire socialdemocratica, e sempre in preda all'antica paura di dispiacere a sinistra, la cultura politica del Partito democratico sembra aver smarrito il filo di qualunque identit che si colleghi al suo passato. Sicch oggi le apparso naturale designare ai vertici della rappresentanza del Paese da un lato un importante membro della magistratura inquirente, dall'altro una apprezzata funzionaria internazionale, impegnata nella difesa dei diritti umani. Certo, dietro tale designazione c'era evidentemente anche un calcolo politico. Quello che, presentando candidature ben viste a sinistra, il Pd riuscisse finalmente ad agganciare i grillini, nella speranza di portarli domani ad appoggiare il tentativo di un governo Bersani. A tale obiettivo stato consapevolmente sacrificato vuoi ogni residuo rapporto con il Centro di Monti, vuoi ogni eventuale avvio di negoziati armistiziali con il Pdl e con la Lega. quanto mai dubbio, per, che una manciata di voti grillini per il presidente Grasso annunci davvero una conversione del Movimento 5 Stelle e l'alba di un nuovo ministero. Assai pi probabile, dopo questa giornata, che sull'orizzonte italiano si allunghi, invece, solo l'ombra di elezioni anticipate. Ernesto Galli Della Loggia

Angela, la cancelliera-ortolana
Coltiva fragole e patate ma non cavolfiori: attirano troppe lumache
ALESSANDRO ALVIANI BERLINO

Quando vuole rilassarsi, la donna pi potente del pianeta va in giardino a coltivar fragole. Lo ha svelato la stessa Angela Merkel al settimanale Bild der Frau.

Una rivelazione minuscola, eppure significativa perch la cancelliera solitamente tiene gelosamente al riparo dai media la propria vita privata. Ma le elezioni di settembre si avvicinano, e Bild der Frau il settimanale femminile con la pi alta tiratura in Europa. Ecco allora che nelle due pagine dellintervista Angela Merkel si presenta nelle vesti di cancelliera-giardiniera, cancelliera-casalinga, cancelliera-tifosa, cancelliera-psicologa. Come si rilassa? Chiacchierando con suo marito, andando a teatro o al concerto, cucinando qualcosa di buono o facendo lavoretti in giardino. Quali? Nella sua casa nellUckermark, in Brandeburgo, il Land al confine con quella Polonia da cui proveniva suo nonno, la cancelliera non coltiva il cavolfiore, perch richiede troppe cure e attira troppe lumache. Piuttosto nel mio orto ci sono fragole e variet di patate. A volte legge loroscopo: Lo trovo divertente, anche se gli oroscopi non hanno nessuna importanza per la mia vita. Guarda volentieri le partite di calcio e, quando pu, le segue per radio. Il suo il mestiere pi duro in Germania? Per niente, risponde: ci sono persone che fanno lavori pi pesanti, come gli infermieri negli ospedali o gli assistenti nelle case di riposo. Poi si lancia in consigli ai genitori e rivela il motivo per cui lanno scorso non fece una piega quando un cameriere le rovesci addosso un litro e mezzo di birra, incidente immortalato in un video che fece il giro del mondo: La giacca era nera e non si vedevano le macchie. E poi mi dispiaciuto per il giovane cui capitata la disavventura, per questo sono rimasta calma.

Messa del Papa a Sant'Anna: "Dio non si stanca di perdonare, non ci stanchiamo mai di chiedere perdono!"
In mattinata il Papa ha celebrato la sua prima Messa pubblica nella parrocchia di SantAnna in Vaticano. E lo ha fatto come un parroco, usando parole semplici e immediate nellomelia, avvicinandosi ai fedeli con calore e tornando al Palazzo Apostolico non con lauto ufficiale, ma con un mezzo della Gendarmeria Vaticana. Il servizio di Tiziana Campisi: Papa Francesco parroco del mondo. La prima Messa con i fedeli la celebra nella sua parrocchia, SantAnna in Vaticano. Oltre un centinaio quelli che possono assistere alla liturgia nella piccola chiesa, ma una grande folla eterogenea lo attende fuori, dentro e oltre le mura vaticane. Rompe tutti gli schemi Papa Francesco, sorprende gendarmi e guardie svizzere per avvicinarsi alla gente e terminata la celebrazione eucaristica varca la porta della sua parrocchia e attende i fedeli. Li saluta uno per uno. Si lascia abbracciare, ascolta chi gli confida di s, ai bambini chiede di pregare per lui. Poi sconfina in territorio italiano, si avvicina alle migliaia di persone radunatesi davanti Porta SantAnna. Durante la Messa un grande clima di raccoglimento e lomelia di Papa Francesco arriva dritta al cuore. Le sue parole sono semplici, chiare, immediate. Raggiungono presto chi ascolta e si lasciano meditare facilmente. Il messaggio di oggi della Chiesa, dice, quello della misericordia: Non facile affidarsi alla misericordia di Dio, perch quello un abisso incomprensibile. Ma dobbiamo farlo!. E poi prosegue usando un tono colloquiale, calando nelloggi il dialogo di Ges con la donna adultera che scribi e farisei volevano lapidare e simulando un dialogo tra luomo odierno ed un sacerdote: Oh, padre, se lei conoscesse la mia vita, non mi parlerebbe cos!. Perch?, cosa hai fatto?. Oh, ne ho fatte di grosse!. Meglio! Vai da Ges: a Lui piace se gli racconti queste cose!'. Lui si dimentica, Lui ha una capacit di dimenticarsi, speciale. Si dimentica, ti bacia, ti abbraccia e ti dice soltanto: Neanchio ti condanno; va, e dora in poi non peccare pi (Gv 8,11). Soltanto quel consiglio ti d. Dopo un mese, siamo nelle stesse condizioni Torniamo al Signore. Il Signore mai si stanca di perdonare! Mai!. Ed in breve eccola spiegata la misericordia di Dio, qui linsegnamento che il cristiano deve trarre. Ma Papa Francesco offre anche un altro spunto di riflessione alluomo di oggi. Lo invita ad un esame di coscienza, ad identificarsi con quel popolo che andava da Ges, ne voleva sentire le parole, ed anche con quanti avrebbero voluto condannare la donna adultera: Anche noi credo che siamo questo popolo che, da una parte vuole sentire Ges, ma dallaltra, a volte, ci piace bastonare gli altri, condannare gli altri. E il messaggio di Ges quello: la misericordia. Per me, lo dico umilmente, il messaggio pi forte del Signore: la misericordia. La liturgia eucaristica celebrata da Papa Francesco fatta di parole lente, scandite, cadenzate ad un ritmo dolce. E il clima si fa familiare. Tanto che al termine il saluto del parroco, padre Bruno Silvestrini, e le spontanee parole del cardinale Angelo Comastri, vicario generale del Papa per la Citt del Vaticano, sono scambi dal sapore genuino. Padre Bruno ha consegnato al Papa i cuori dei suoi fedeli: La parrocchia le offre le chiavi dei cuori di tutti noi, della parrocchia e del mondo intero. Il cardinale Comastri non riesce a contenere la gioia nel condividere ci che successo in conclave:

Quando, mercoled scorso, lei ha detto: Mi chiamer Francesco, lei avrebbe dovuto guardare le facce dei cardinali: da duemila anni non era mai accaduto che un Papa si chiamasse Francesco! Chi stava accanto ha chiesto: Che ha detto?. Francesco. Francesco!?. E tutti a passare la voce, via via, a tutti i cardinali: Abbiamo Papa Francesco. E cos il porporato consegna al Papa il primo atto di fede del popolo di Dio: Padre Santo, il mondo aspetta il profumo di Betlemme, il profumo di Vangelo. Riempia la Chiesa del profumo del Vangelo che il profumo di Ges, evidentemente. La seguiremo. Papa Francesco risponde col sorriso, riprende la parola, ma per uscire fuori dallo scenario che lo ha visto protagonista. Richiama i fedeli ad unaltra realt. Come a volerli esortare a quella misericordia di cui aveva parlato. E lo fa presentando un sacerdote che scorge seduto tra i banchi della piccola parrocchia di SantAnna. E' uruguayano ed ha aperto una scuola per aiutare ragazzi di strada e giovani drogati, per far conoscere loro Cristo. Oggi studiano e hanno lavoro. E come se Papa Francesco volesse dire che questo un segno di misericordia. Dio la porge agli uomini, gli uomini la trasformano cos.

Iraq. Attentato a Bassora, almeno 10 morti


Ancora sangue in Iraq: almeno 10 persone sono rimaste uccise e 16 ferite a causa di una bomba esplosa questa mattina nei pressi di una fermata dellautobus nel nord di Bassora, in un quartiere prevalentemente abitato da sciiti. Poco prima riferisce il capo della Commissione per la Sicurezza della provincia un altro ordigno era esploso davanti al palazzo delle imposte, fortunatamente senza provocare vittime. Appena ieri una ong britannica, Iraq Body Count, aveva pubblicato un rapporto sul numero delle vittime nel Paese dallinizio delle operazioni, nel 2003. In dieci anni, in 31.500 attacchi, avrebbero perso la vita oltre 112mila civili, ma se a questi si aggiunge il numero dei soldati e dei ribelli morti, si arriva alla cifra da capogiro di 174mila. Inoltre, secondo long, il conflitto religioso in cui lIraq sprofondato tra il 2006 e il 2008 ancora pi sanguinoso e, soprattutto, non ancora terminato. (R.B.)

Folla immensa al primo Angelus di Papa Francesco: "La misericordia di Dio cambia il mondo"
Una folla immensa, circa 300mila fedeli secondo il Comune di Roma, per il primo Angelus di Papa Francesco: stracolma Piazza San Pietro, ma affollatissime anche Via della Conciliazione e le strade vicine. Il Papa, prendendo spunto dal Vangelo odierno, ha parlato del mistero dellinfinita misericordia di Dio. Ce ne parla Sergio Centofanti:

Tanta gioia e affetto per Papa Francesco. I fedeli sono affluiti sin dalle prime ore del mattino in Piazza San Pietro, presenti numerose famiglie con bambini. Fratelli e sorelle, buongiorno!, cos ha esordito Papa Francesco, che ha sottolineato limportanza di incontrarsi di domenica, giorno del Signore, in una piazza che ha detto grazie ai media, ha le dimensioni del mondo. Parla del Vangelo della donna adultera, che Ges davanti al giudizio di scribi e farisei - salva dalla condanna a morte: Colpisce latteggiamento di Ges: non sentiamo parole di disprezzo, non sentiamo parole di condanna, ma soltanto parole di amore, di misericordia che invitano alla conversione. Neanche io ti condanno: va e dora in poi non peccare pi!. Eh, fratelli e sorelle, il volto di Dio quello di un padre misericordioso, che sempre ha pazienza. Avete pensato voi alla pazienza di Dio, la pazienza che lui ha con ciascuno di noi? Eh, quella la sua misericordia. Sempre ha pazienza!. Dio ci comprende e ci attende, tocca a noi tornare a lui con il cuore contrito. Quindi, aggiunge: In questi giorni, ho potuto leggere un libro di un cardinale il cardinale Kasper, un teologo in gamba, eh?, un buon teologo sulla misericordia. E mi ha fatto tanto bene, quel libro, ma non crediate che faccia pubblicit ai libri dei miei cardinali, eh? Non cos! Ma mi ha fatto tanto bene, tanto bene Il cardinale Kasper diceva che sentire misericordia, questa parola cambia tutto. E il meglio che noi possiamo sentire: cambia il mondo. Un po di misericordia rende il mondo meno freddo e pi giusto. Abbiamo bisogno di capire bene questa misericordia di Dio ha poi affermato ricordando un episodio avvenuto poco dopo la sua nomina a vescovo, a Buenos Aires nel 1992, al termine di una Messa:

E venuta da me una donna anziana, umile, molto umile, ultraottantenne. Io lho guardata e le ho detto: Nonna perch da noi si dice cos agli anziani: nonna lei vuole confessarsi?. S, mi ha detto. Ma se lei non ha peccato . E lei mi ha detto: Tutti abbiamo peccati . Ma forse il Signore non li perdona . Il Signore perdona tutto, mi ha detto: sicura. Ma come lo sa, lei, signora?. Se il Signore non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe. Io ho sentito una voglia di domandarle: Mi dica, signora, lei ha studiato alla Gregoriana?, perch quella la sapienza che da lo Spirito Santo: la sapienza interiore verso la misericordia di Dio. Papa Francesco invita a non dimenticare questa parola: Dio mai si stanca di perdonarci: Lui, mai si stanca di perdonare, ma noi, a volte, ci stanchiamo di chiedere perdono. Non ci stanchiamo mai, non ci stanchiamo mai! Lui il Padre amoroso che sempre perdona, che ha quel cuore di misericordia per tutti noi. E anche noi impariamo ad essere misericordiosi con tutti. Al termine dellAngelus, ha chiesto di pregare per lui, ricordando che aver scelto il nome del Patrono dItalia, San Francesco dAssisi, rafforza il suo legame spirituale con questa terra, dove sono le origini della sua famiglia: Ma Ges ci ha chiamati a far parte di una nuova famiglia: la sua Chiesa, in questa famiglia di Dio, camminando insieme sulla via del Vangelo. Che il Signore vi benedica, che la Madonna vi custodisca Buona domenica e buon pranzo!. (applausi)

e per chi vuole leggere lomelia e lAngelus:

PAPA FRANCESCO

"Il messaggio di Ges quello: la misericordia"


Omelia del Papa durante la Messa nella Parrocchia di Sant'Anna in Vaticano

CITTA' DEL VATICANO, 17 Marzo 2013 (Zenit.org) - Riportiamo di seguito lomelia tenuta questa mattina da papa Francesco durante la messa celebrata nella Chiesa parrocchiale di SantAnna in Vaticano. *** E bello questo: prima, Ges solo sul monte, pregando. Pregava solo (cfr Gv 8,1). Poi, si rec di nuovo nel Tempio, e tutto il popolo andava da lui (cfr v. 2). Ges in mezzo al popolo. E poi, alla fine, lo lasciarono solo con la donna (cfr v. 9). Quella solitudine di Ges! Ma una solitudine feconda: quella della preghiera con il Padre e quella, tanto bella, che proprio il messaggio di oggi della Chiesa, quella della sua misericordia con questa donna. Anche c una differenza tra il popolo: Cera tutto il popolo che andava da lui; egli sedette e si mise ad insegnare loro: il popolo che voleva sentire le parole di Ges, il popolo di cuore aperto, bisognoso della Parola di Dio. Cerano altri, che non sentivano niente, non potevano sentire; e sono quelli che sono andati con quella donna: Senti, Maestro, questa una tale, una quale Dobbiamo fare quello che Mos ci ha comandato di fare con queste donne (cfr vv. 4-5). Anche noi credo che siamo questo popolo che, da una parte vuole sentire Ges, ma dallaltra, a volte, ci piace bastonare gli altri, condannare gli altri. E il messaggio di Ges quello: la misericordia. Per me, lo dico umilmente, il messaggio pi forte del Signore: la misericordia. Ma Lui stesso lha detto: Io non sono venuto per i giusti; i giusti si giustificano da soli. Va, benedetto Signore, se tu puoi farlo, io non posso farlo! Ma loro credono di poterlo fare. Io sono venuto per i peccatori (cfr Mc 2,17). Pensate a quella chiacchiera dopo la vocazione di Matteo: Ma questo va con i peccatori! (cfr Mc 2,16). E Lui venuto per noi, quando noi riconosciamo che siamo peccatori. Ma se noi siamo come quel fariseo, davanti allaltare: Ti ringrazio Signore, perch non sono come tutti gli altri uomini, e nemmeno come quello che

alla porta, come quel pubblicano (cfr Lc 18,11-12), non conosciamo il cuore del Signore, e non avremo mai la gioia di sentire questa misericordia! Non facile affidarsi alla misericordia di Dio, perch quello un abisso incomprensibile. Ma dobbiamo farlo! "Oh, padre, se lei conoscesse la mia vita, non mi parlerebbe cos!". "Perch?, cosa hai fatto?". "Oh, ne ho fatte di grosse!". "Meglio! Vai da Ges: a Lui piace se gli racconti queste cose!". Lui si dimentica, Lui ha una capacit di dimenticarsi, speciale. Si dimentica, ti bacia, ti abbraccia e ti dice soltanto: "Neanchio ti condanno; va, e dora in poi non peccare pi" (Gv 8,11). Soltanto quel consiglio ti da. Dopo un mese, siamo nelle stesse condizioni Torniamo al Signore. Il Signore mai si stanca di perdonare: mai! Siamo noi che ci stanchiamo di chiedergli perdono. E chiediamo la grazia di non stancarci di chiedere perdono, perch Lui mai si stanca di perdonare. Chiediamo questa grazia.

Lui il Padre amoroso che sempre perdona"


Le parole di papa Francesco all'Angelus

Fratelli e sorelle, buongiorno! Dopo il primo incontro di mercoled scorso, oggi posso rivolgere di nuovo il mio saluto a tutti! E sono felice di farlo di domenica, nel giorno del Signore! Questo bello importante per noi cristiani: incontrarci di domenica, salutarci, parlarci come ora qui, nella piazza. Una piazza che, grazie ai media, ha le dimensioni del mondo. In questa quinta domenica di Quaresima, il Vangelo ci presenta lepisodio della donna adultera (cfr Gv 8,111), che Ges salva dalla condanna a morte. Colpisce latteggiamento di Ges: non sentiamo parole di disprezzo, non sentiamo parole di condanna, ma soltanto parole di amore, di misericordia, che invitano alla conversione. "Neanche io ti condanno: va e dora in poi non peccare pi!" (v. 11). Eh!, fratelli e sorelle, il volto di Dio quello di un padre misericordioso, che sempre ha pazienza. Avete pensato voi alla pazienza di Dio, la pazienza che lui ha con ciascuno di noi? Quella la sua misericordia. Sempre ha pazienza, pazienza con noi, ci comprende, ci attende, non si stanca di perdonarci se sappiamo tornare a lui con il cuore contrito. "Grande la misericordia del Signore", dice il Salmo. In questi giorni, ho potuto leggere un libro di un Cardinale il Cardinale Kasper, un teologo in gamba, un buon teologo sulla misericordia. E mi ha fatto tanto bene, quel libro, ma non crediate che faccia pubblicit ai libri dei miei cardinali! Non cos! Ma mi ha fatto tanto bene, tanto bene Il Cardinale Kasper diceva che sentire misericordia, questa parola cambia tutto. E il meglio che noi possiamo sentire: cambia il mondo. Un po di misericordia rende il mondo meno freddo e pi giusto. Abbiamo bisogno di capire bene questa misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza Ricordiamo il profeta Isaia, che afferma che anche se i nostri peccati fossero rossi scarlatti, lamore di Dio li render bianchi come la neve. E bello, quello della misericordia! Ricordo, appena Vescovo, nellanno 1992, arrivata a Buenos Aires la Madonna di Fatima e si fatta una grande Messa per gli ammalati. Io sono andato a confessare, a quella Messa. E quasi alla fine della Messa mi sono alzato, perch dovevo amministrare una cresima. E venuta da me una donna anziana, umile, molto umile, ultraottantenne. Io lho guardata e le ho detto: "Nonna perch da noi si dice cos agli anziani: nonna lei vuole confessarsi?". "S", mi ha detto. "Ma se lei non ha peccato ". E lei mi ha detto: "Tutti abbiamo peccati ". "Ma forse il Signore non li perdona ". "Il Signore perdona tutto", mi ha detto: sicura. "Ma come lo sa, lei, signora?". "Se il Signore non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe". Io ho sentito una voglia di domandarle: "Mi dica, signora, lei ha studiato alla Gregoriana?", perch quella la sapienza che d lo Spirito Santo: la sapienza interiore verso la misericordia di Dio. Non dimentichiamo questa parola: Dio mai si stanca di perdonarci, mai! "Eh, padre, qual il problema?". Eh, il problema che noi ci stanchiamo, noi non vogliamo, ci stanchiamo di chiedere perdono. Lui mai si stanca di perdonare, ma noi, a volte, ci stanchiamo di chiedere perdono. Non ci stanchiamo mai, non ci stanchiamo mai! Lui il Padre amoroso che sempre perdona, che ha quel cuore di misericordia per tutti noi. E anche noi impariamo ad essere misericordiosi con tutti. Invochiamo lintercessione della Madonna che ha avuto tra le sue braccia la Misericordia di Dio fatta uomo. Adesso tutti insieme preghiamo lAngelus:

[Preghiera dellAngelus] Rivolgo un cordiale saluto a tutti i pellegrini. Grazie della vostra accoglienza e delle vostre preghiere. Pregate per me, ve lo chiedo. Rinnovo il mio abbraccio ai fedeli di Roma e lo estendo a tutti voi, e lo estendo a tutti voi, che venite da varie parti dellItalia e del mondo, come pure a quanti sono uniti a noi attraverso i mezzi di comunicazione. Ho scelto il nome del Patrono dItalia, San Francesco dAssisi, e ci rafforza il mio legame spirituale con questa terra, dove come sapete sono le origini della mia famiglia. Ma Ges ci ha chiamati a far parte di una nuova famiglia: la sua Chiesa, in questa famiglia di Dio, camminando insieme sulla via del Vangelo. Che il Signore vi benedica, che la Madonna vi custodisca. Non dimenticate questo: il Signore mai si stanca di perdonare! Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere il perdono. Buona domenica e buon pranzo!