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Parrocchia SANTI VITO e MODESTO - BRENTA calendario dal 24 al 31 Marzo 2013

DOMENICA 24 - LE PALME Asilo ore 9.30 Benedizione degli ulivi e processione Parrocchia ore 10.00 S.Messa def.ta Sereni Luigia
(mamma di Suor Mariliana)

Foglio informativo parrocchiale ad uscita settimanale. Ciclostilato in proprio ad uso interno. ANNO C Campane on line sul blog: oratoriobrenta.blogspot.it

LUN 25 Parrocchia ore 18.00 S.Messa def.to Gioia Pierluigi MAR 26 === MER 27 Parrocchia ore 18.00 S.Messa GIO 28 ore 20.30 S.Messa In Cena Domini Prove chierichetti Azione liturgica In Passione Domini Via Crucis a Cittiglio Prove chierichetti Solenne Veglia Pasquale

VEN 29 Parrocchia ore 10.30 ore 15.00 ore 20.45 SAB 30 Parrocchia ore 10.30 Parrocchia ore 21.00

DOMENICA 31 - SANTA PASQUA Parrocchia ore 10.00 S.Messa def.te Barbieri Carla e Mariuccia

Prima lettura (Dal libro del profeta Isaa 50,4-7) HO PRESENTATO IL DORSO AI FLAGELLATORI Salmo responsoriale (Dal salmo 21) DIO MIO, DIO MIO, PERCH MI HAI ABBANDONATO? Seconda lettura (Dalla lettera di S. Paolo apostolo ai Filippsi 2,6-11) OBBEDIENTE AL PADRE FINO ALLA MORTE VANGELO (Luca 23,1-49) (Forma breve) PASSIONE Dl NOSTRO SIGNORE GES CRISTO In quel tempo, tutta lassemblea si alz, condussero Ges da Pilato e cominciarono ad accusarlo: Abbiamo trovato costui che sobillava il nostro popolo, impediva di dare tributi a Cesare e affermava di essere il Cristo re. Pilato lo interrog: Sei tu il re dei Giudei?. Ed egli rispose: Tu lo dici. Pilato disse ai sommi sacerdoti e alla folla: Non trovo nessuna colpa in questuomo. Ma essi insistevano: Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea fino a qui. Udito ci, Pilato domand se era Galileo e, saputo che apparteneva alla giurisdizione di Erode, lo mand da Erode che in quei giorni si trovava anchegli a Gerusalemme. Vedendo Ges, Erode si rallegr molto,

perch da molto tempo desiderava vederlo per averne sentito parlare e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrog con molte domande, ma Ges non gli rispose nulla. Cerano l anche i sommi sacerdoti e gli scribi, e lo accusavano con insistenza. Allora Erode, con i suoi soldati, lo insult e lo schern, poi lo rivest di una splendida veste e lo rimand a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici; prima infatti cera stata inimicizia tra loro. Pilato, riuniti i sommi sacerdoti, le autorit e il popolo, disse: Mi avete portato questuomo come sobillatore del popolo; ecco, lho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in lui nessuna colpa di quelle di cui lo accusate; e neanche Erode, infatti ce lha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perci dopo averlo severamente castigato, lo rilascer. Ma essi si misero a gridare tutti insieme: A morte costui! Dacci libero Barabba!. Questi era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in citt e per omicidio. Pilato parl loro di nuovo, volendo rilasciare Ges. Ma essi urlavano: Crocifiggilo, crocifiggilo!. Ed egli, per la terza volta, disse loro: Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigher severamente e poi lo rilascer. Essi per

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insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasci colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandon Ges alla loro volont. Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Ges. Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevan lamenti su di lui. Ma Ges, voltandosi verso le donne, disse: Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dir: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! E ai colli: Copriteci! Perch se trattano cos il legno verde, che avverr del legno secco?.Venivano condotti insieme con lui anche due malfattori per essere giustiziati. Quando giunsero al luogo detto Cranio, l crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e laltro a sinistra. Ges diceva: Padre, perdonali, perch non sanno quello che fanno. Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte. Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se il Cristo di Dio, il suo eletto. Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dellaceto, e dicevano: Se tu sei il re dei Giudei,

salva te stesso. Cera anche una scritta, sopra il suo capo: Questi il re dei Giudei. Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!. Ma laltro lo rimproverava: Neanche tu hai timore di Dio, bench condannato alla stessa pena? Noi giustamente, perch riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male. E aggiunse: Ges, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno. Gli rispose: In verit ti dico, oggi sarai con me nel paradiso. Era verso mezzogiorno, quando il sole si ecliss e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarci nel mezzo. Ges, gridando a gran voce, disse Padre nelle tue mani consegno il mio Spirito. Detto questo spir. (Ci si genuflette) Visto ci che era accaduto, il centurione glorificava Dio: Veramente questuomo era giusto. Anche tutte le folle che erano accorse a questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornavano percuotendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti assistevano da lontano e cos le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, osservando questi avvenimenti. Cera un uomo di nome Giuseppe, membro del Sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e alloperato degli altri. Egli era di Arimatea, una citt dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. Si present a Pilato e chiese il corpo di Ges. Lo cal dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in

una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto. Era il giorno della Parasceve e gi splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Ges dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Ges, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo, secondo il comandamento.

* Lamore dice sempre alla persona amata: io posso morire, ma tu devi vivere, in eterno. Nessuno come Ges ha detto una tale parola a ciascuno di noi. Ci ha amati sino allestremo (Gv 13,1). Non poteva amarci di pi. Lamore di Ges splende soprattutto sulla croce. Il peccato ci aveva dispersi, scompaginati, sbrancati come pecore senza pastore. Ges lAgnello di Dio che viene immolato e cancella i peccati del mondo.

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