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Zona 508

il trimestrale DAgli Istituti di pena Bresciani

Zona 508 Trimestrale Dagli Istituti di pena BrescianiAutorizzazione del Tribunale di Brescia n.25/2007 del 21 giugno 2007

Gennaio 2013

La musica & laggregazione

Sommario
Editoriale 3

Autorizzazione del Tribunale di Brescia n.25/2007 del 21 Giugno 2007. Direttore responsabile: Marco Toresini Editore: Act (Associazione Carcere e Territorio) Via Spalto S. Marco, 19Brescia Redazione amministrativa: c/o Act Via Spalto S. Marco 19Brescia Tipografia: Grafiche Cola Sr. Via Rosmini, 12/b 23900 Lecco Redazione:

Speciale: Musica

Speciale : lAggregazione

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Concorso Letterario

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Poesie

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Barzellette

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Ricette

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Laura, Camilla, Alessandra, Roberta, Paola, Francesca, Marta, Andrea, Daniele, Marta, Fabio, Gaia, Omar, Redouane, Marco, Antonio, Giorgio, Driton, Vittorio, Debora, Michele, Moreno, Fabio, Aurora, Giuseppe, Vito, Emilio, Piova, Rachele, Salvatore, Gianpaolo, Emiliano, Sergio, Franco, Francesco, Bianca, Maria

Oroscopo

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SeguicisulnostroBlog: http://vocidibrescia.corriere.it/author/ vocidalcarcere/


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Quei passi di danza che fanno ben sperare


Limmagine rester nella memoria di molti, come la serata che con quellimmagine si chiusa nel teatro di Canton Mombello. Limmagine quella della direttrice Francesca Gioieni che balla sulle note di Imagine di John Lennon con lavvocato Flaminio Valseriati tra gli applausi dei detenuti che per loccasione (un concerto tra classica e pop aperto, per la prima volta, anche ad un pubblico esterno pagante e partecipe di una raccolta fondi per le necessit della casa di reclusione) sedevano fianco a fianco con i bresciani di fuori. Unimmagine che profuma di speranza quel ballo estemporaneo al centro del teatro, che dice che integrare si pu: nonostante il sovraffollamento, la spending review, le ristrettezze quotidiane, i problemi di sempre e la foresta di pregiudizi che talvolta sembra meno valicabile dei muri di un carcere e pi fitta della rete che lo protegge. Quellimmagine, un po da Gattopardo di Luchino Visconti (ricordate la scena del ballo?), con i baffi da galantuomo daltri tempi dellavvocato Valseriati (ormai un mito per molti ospiti di Canton Mombello) e limbarazzo della debuttante mostrato dalla direttrice in quei passi incerti, ha restituito umanit ad un luogo che sembrava averla, se non perduta, quantomeno dimenticata. Sono i primi passi di un percorso fatto di aperture sempre pi ampie verso lesterno e di condivisione sempre pi profonda e diffusa del problema carcere, non solo luogo punitivo, ma educativo. Se a Canton Mombello ad educare stata la musica (a proposito: in questo numero sentirete molto parlare di musica), a Verziano si ricorsi allarte con una mostra che apre il carcere della periferia cittadina ad un altro percorso di integrazione con lesterno e formazione allinterno, visto che quelle opere sono il frutto del lavoro che laccademia Santa Giulia fa con i detenuti che accedono al polo universitario attivo nel penitenziario. In attesa che altri decidano per nuove e migliori strutture per i detenuti bresciani (chiss quanti candidati metteranno nella loro agenda politico-elettorale il nuovo carcere di Brescia e la dismissione di Canton Mombello?), la citt mostra sempre maggiore attenzione per realt in cerca di una integrazione vera. La strada lunga, ma il percorso ci sembra ben tracciato. Marco Toresini
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QUALCHE VOLTA ANCHE NOI COSIDETTI LIBERI DA CARCERI O ALTRE COSTRIZIONI POSSIAMO VIVERE UNA ARIDITA' CHE DERIVA DAL NON VEDERE L' ALTRO. NON LO VEDIAMO PERCHE SIAMO PRIGIONIERI DELLE NOSTRE ABITUDINI., NON LO VEDIAMO PERCHE PREFERIAMO CASTELLI CONFORTEVOLI CHE CI ALLONTANANO DALLA REALTA'., NON LO VEDIAMO PERCHE AL CONTARIO SIAMO PROFODAMENTE SCHIAVI DI CATENE CHE DERIVANO DA LONTANO E CHE, QUALCHE VOLTA, SONO LE MURA DEI CASTELLI DI PRIMA.MA LE MURA NON SONO CONFORTEVOLI QUANDO TOLGONO LA SPERANZA, QUANDO CI RENDONO PIU' PICCOLI E DISPERATI. EPPURE NON SONO VERE SE NOI NON LE RENDIAMO TALI. SE RIUSCIAMO DA AMARE L' ALTRO OLTRE NOI , OLTRE IL NOSTRO EGOISMO CHE E' L'UNICO MURO DA ABBATTERE UN ABBRACCIO

Si pu essere contenti?
La contentezza rende ricco un uomo povero. Linsoddisfazione trascina nella miseria un uomo ricco. Benjamin Franklin Il segreto non essere contenti, ma sapersi accontentare delle piccole cose, dei piccoli gesti fatti col cuore. Proprio come recita questo aforisma, molti hanno scoperto che la contentezza un bene che non si compra. La contentezza non un mondo che ti spinge a desiderare di possedere pi beni, di raggiungere maggiori successi o di vivere la vita di qualcun altro. Contentezza semplicemente un Bene, soprattutto se questa diventa un dono verso gli altri, verso il prossimo. Noi, della redazione di Zona508, siamo contenti perch il nostro sogno pu continuare. Continuare a vederci, a pensare, a dialogare, ma soprattutto urlare i nostri pensieri che a gran voce diventano inchiostro e dunque carta, ma anche la carta ha un costo. Questo sogno era effimero, dico ora, perch un benefattore, di cui non conosciamo il nome, ha permesso che i nostri sogni continuino a vivere su questo giornalino. difficile, quasi impossibile, dare un nome ad uno sconosciuto, ma un uomo che aiuta una comunit come la nostra solo un amico. vero, investire del denaro nel nostro progetto non produce altro denaro, ma pu arricchire lanima, il cuore a chi ci ascolta, a chi sente la nostra voce tramite questo mezzo di diffusione che la stampa di un giornale che parla del carcere, sul carcere. a te, nostro caro amico, che noi della redazione Zona508 vogliamo e dobbiamo ringraziare per aver risposto al nostro accorato appello di aiuto.
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Ci sentiamo di chiamarti caro amico, perch sei una bella persona e le belle persone sono quelle che sanno aiutare, che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, lo sforzo, la perdita e hanno trovato la loro via per uscire dal buio. Queste persone hanno una stima, una sensibilit e una comprensione della vita che le riempie di gentilezza, di umanit, un interesse profondo per le cose che rendono felici gli altri. Le belle persone come te, nostro caro amico, non capitano semplicemente nella vita o per caso, si sono formate col tempo e nel tempo hanno fatto di s un dono per gli altri. Per tutto questo ti ringraziamo perch il nostro sogno continua. Noi s siamo detenuti, ma prima di tutto uomini e donne. Non possiamo tornare indietro e cambiare il passato, ma possiamo iniziare a cambiare da adesso il nostro futuro e questo grazie anche a te. Grazie veramente di cuore da tutta la redazione!

TRASFERIMENTO

Opera Milano

S, a me successo cos: diciamo che appena sei un definitivo e sei in un carcere circondariale, il destino certamente quello di un prossimo trasferimento. Quel luned mattina, che avrei come il solito passato a giocar a pallone allaria, mi sentivo i piedi leggeri troppo leggeri per giocare e infatti, a circa dieci alle nove, lassistente del piano si presenta davanti alla cella e chiama Dolcetti partente!. Beh, nel mio caso, non sapendo la destinazione, una bolla daria mi si era fatta nello stomaco per circa cinque secondi. Poi in questi casi ti prende ladrenalina, sai che hai circa 15 minuti per svuotare larmadio, riempire i sacchi con tutta la tua roba ed infine, dove viene il difficile, salutare gli amici. Cos feci e mi ritrovai sul furgone blindato e fu l che ebbi la notizia della mia destinazione: Opera. Sapevo che era uno dei carceri pi grossi dItalia e, a dire il vero me ne parlavano bene: palestra, campo da calcio, due persone al massimo per cella. per me era quasi un sogno! Io vi scrivo da qui, proprio da Opera e posso confermare che quello che dicevano era vero! Si sta bene, sono comunque in un carcere ma ho trovato una buona accoglienza, nuovi amicie vecchie conoscenze. E il tempo passa. Che dirvi sul trasferimento: che tra un po dovr affrontarne degli altri, fin quando arriver quello verso casa. Il vostro amico Emiliano

Una cosa che ho sempre notato fin dal mio ingresso in carcere la mancanza di musica.
Per me, che sono un musicista fondamentale. Tutti i giorni, se ci pensiamo un attimo, noi consumiamo musica, ci serve per spensierarci dai problemi quotidiani, per socializzare, per rendere certi momenti particolari (mi ricordo ancora la colonna sonora del mio primo bacio in discoteca); la musica una colonna portante della nostra vita, innalza lo spirito ed un ottimo mezzo per comunicare i nostri sentimenti, i nostri stati d' animo. Per questo ho sempre spinto per avere un corso di musica qui in carcere, che poi partito a giugno, tenuto dal grande maestro Flaminio Valseriati, ma soprattutto dal grande uomo M immo per gli amici. un momento di grande aggregazione in cui i detenuti imparano i primi passi con la chitarra e con il pentagramma. Alternando barzellette, quiz e dimostrazioni pratiche su diversi strumenti, Mimmo riesce a far sognare anche, metaforicamente parlando, all'inferno. Questo il potere della musica, riesce a farti evadere da ogni situazione in cui ti trovi. Proprio ieri sono andato in saletta musica dove c'erano quattro-cinque detenuti in tutto: gli ho fatto fare esercizi sul giro di D o e poi con Nicola alla percussioni (batteva su di una chitarra), CHAMILA (Jamir) alla chitarra con me e Mauro alla voce, abbiamo cominciato a cantare varie canzoni, creando un' atmosfera di allegria che mai avevo visto in dieci mesi che sono qua. Eravamo tutti contenti e spensierati e subito dopo ci siamo chiesti: Tu di dove sei? Tu cosa facevi? etc... Abbiamo socializzato tra persone che nemmeno sapevano il nome l'uno dell'altro, ci siamo sentiti uniti, fuori dal carcere, tra i nostri mille problemi ma legati da un' unica passione: la musica. La musica amore, affetto, amicizia tra persone ed per questo che sogno un carcere con un impianto Hi-Fi centrale ed in ogni cella la possibilit di selezionare la propria stazione; cos al posto di sentire cento telegiornali al giorno, che con le loro notizie ci deprimono ancora di pi, ci possiamo ascoltare e ballare un bel pezzo di musica tutti insieme!!!

Ascoltando un cd in auto. Circa cinque anni fa, percorrevo una via di Milano in macchina ascoltando un cd di musica tradizionale del mio paese. Avevo acceso la radio solo per rallegrarmi un po e rendere latmosfera piacevole; ascoltavo tanto per ascoltare, non cero con la testa ma a un certo punto arriva una canzone che attira la mia attenzione.come un bambino incantato lascolto e riascolto. Mi faceva ricordare la mia famiglia, la mia terra, il Marocco. Ho avuto nostalgia di riabbracciare i miei cari lontani, ho avuto la nostalgia di vedere il tramonto e sentire il profumo del mare, dellaria pulita della montagna, gustare il sapore dei miei piatti tipici. Mi apparso tutto davanti, come un quadro conservato dentro la mia testa che mantiene la memoria. Queste immagini mi facevano venir voglia di andare a trovare i miei affetti lasciati lontano ma ci non era possibile a causa delle pochissime monete che avevo e dei problemi a ci conseguenti... Lunica cosa che ho fatto stata quella di alzare il telefono e chiamare i miei e sentire la loro voce esprimere gioia. E molto strano come lessere umano possa distinguere se una voce esprime gioia o tristezza, capire lo stato danimo dellaltro. Ancora non riesco a descrivere la sensazione che provai quella sera in auto a Milanoso che gli occhi mi brillavano, non so se di gioia o di lacrime. Quasi Redouane

PREPARIM BRETI E HAMIT KASTRASTI K urbeti una canzone del Kosovo che racconta la storia di chi lascia il Paese alla ricerca di un lavoro, di chi se ne va alla ricerca di una vita migliore. I ragazzi lasciano le loro case, cos recita la canzone, per non farvi pi ritorno. Il lusso, lo sfarzo che i giovani immigrati di ritorno al paese nato sfoggiano ingolosiscono i pi, tanto da far decidere anche ad altri di ripartire. Per chi resta: dolore, nostalgia, sofferenza. La canzone dice che non tutti riusciranno a realizzare i propri sogni, qualcuno si perder, devier, si dimenticher della famiglia cadendo in un baratro senza ritorno. La canzone si conclude con un monito: chi decide di lasciare il Paese non rovini la vita di chi resta . K urbeti quindi ripercorre attraverso le sue parole storie di vita vissuta, reale, che coinvolge molti giovani al giorno d oggi ( non solo del Kosovo ma di moltissimi altri paesi ) . Penso che quelli che come me hanno lasciato il Paese d o rigine, debbano ascoltare e consultare chi ha gi vissuto l esperienza della emigrazione. A volte, confrontandosi con chi gi sa , pu far disilludere, far comprendere che non cos semplice diventare ricchi, sfondare , che molto pi facile fallire, perdersiproprio come capitato a me. Driton
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Kurbeti-immigrati

IL VECCHIO E IL BAMBINO Nomadi


Un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera; la polvere rossa si alzava lontano e il sole brillava di luce non vera; l'immensa pianura sembrava arrivare fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare e tutto d'intorno non c'era nessuno solo il tetro contorno di torri di fumo i due camminavano, il giorno cadeva, il vecchio parlava e piano piangeva con l'anima assente, con gli occhi bagnati, seguiva il ricordo di miti passati. I vecchi subiscon l'ingiuria degli anni non sanno distinguere il vero dai sogni i vecchi non sanno nel loro pensiero distinguer nei sogni il falso dal vero. E il vecchio diceva guardando lontano immagina questo coperto di grano immagina i frutti e immagina i fiori e pensa alle voci e pensa ai colori. E in questa pianura fin dove si perde crescevano gli alberi e tutto era verde; cadeva la pioggia segnavano i soli il ritmo dell'uomo e delle stagioni. Il bimbo ristette lo sguardo era triste e gli occhi guardavano cose mai viste; e poi disse al vecchio, con voce sognante: "Mi piaccio le fiabe raccontane altre"

E difficile pensare ad una canzone che mi piace. La possibilit di scelta molto vasta anche se non ne conosco tante. Cos, a freddo, mi viene in mente la canzone I l vecchio e il bambino dei nomadi. Ricordo come fosse ieri quando ero piccolo e mio nonno mi raccontava il suo passato e la sua giovent. Restavo ad ascoltarlo a bocca aperta e ricordo i suoi occhi lucidi quando mi raccontava della guerra. Quante cose sapeva mio nonno! Forse al momento non ho dato peso ai suoi consigli ma ora, pensandoci, ha azzeccato tante cose. Conosceva tutto e le sue esperienze trasmettevano sentimenti e saggezza. Ricordo la sua voce calma e pacata e la sua
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IL PESCATORE - De Andr
All'ombra dell'ultimo sole s'era assopito un pescatore e aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso. Venne alla spiaggia un assassino due occhi grandi da bambino due occhi enormi di paura eran gli specchi di un'avventura. E chiese al vecchio dammi il pane ho poco tempo e troppa fame e chiese al vecchio dammi il vino ho sete e sono un assassino. Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno non si guard neppure intorno ma vers il vino, spezz il pane per chi diceva ho sete e ho fame. E fu il calore d'un momento poi via di nuovo verso il vento davanti agli occhi ancora il sole dietro alle spalle un pescatore. Dietro alle spalle un pescatore e la memoria gi dolore gi il rimpianto d'un aprile giocato all'ombra di un cortile. Vennero in sella due gendarmi vennero in sella con le armi chiesero al vecchio se l vicino fosse passato un assassino. Ma all'ombra dell'ultimo sole s'era assopito il pescatore e aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso e aveva un solco lungo il viso

Il pescatore dimostra la sua solidariet e la sua generosit. Trovandosi davanti un assassino armato, gli offre da bere e da mangiare. Forse in quell i stante di tensione era spaventato e terrorizzato dalla morte perch la persona che ha davanti gli pu togliere tutto con la forza. Oppure, trattandosi di una persona povera, sa cosa
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M i fido di te - Lorenzo Jovanotti


M i fido di te, cosa sei disposto a perdere? Questa mattina la giornalino ci hanno chiesto di fare un commento ad una frase di una canzone, io ho scelto quella riportata poco sopra. Mi fido di te una frase forte che nasconde un significato profondo. Fidarsi di una persona, oggi come oggi, vuol dire avere un grosse sentimento nei suoi confronti. Che sia una donna, un amico o un conoscente a cui affidare un compito, un sentimento od una propria cosa ( ad esempio l automobile ) , vuol dire amare questa persona e quindi essere consapevole che quando di a ma veramente bisogna perdere qualcosa di noi, inevitabilmente. Il nostro tempo, un nostro bene prezioso o una parte del nostro essere sta a noi decidere quanto siamo disposti a perdere. Di contro, anche dall a ltra parte, si deve essere disposti a perdere qualcosa perch un rapporto fra due persone, che sia tra amici o tra uomo e donna, fatto di dare ed avere: dal giusto equilibrio di queste due azioni dipende la durata di un rapporto. Per finire l a ffermazione mi fido di te vuol dire avere fede in Dio ed forse per questo che Jovanotti prosegue la frase con cosa sei disposto a perdere perch raro trovare oggi persone che abbiano veramente fede e chi la possiede riesce a dare molto amore anche a persone egoiste che ne hanno bisogno ma che tornano poco perch sono troppo intente a pensare a se stesse, ai loro beni, alle loro soddiforse fa male eppure mi va di stare collegato di vivere di un fiato di stendermi sopra il burrone di guardare gi la vertigine non paura di cadere ma voglia di volare mi fido di te mi fido di te mi fido di te cosa sei disposto a perdere

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LA MUSICA SUPERA LE SBARRE


D ue mondi di solito molto lontani ieri si sono incontrati con la scusa della musica. Un mondo prigioniero e uno libero, entrambi forse pi convinti della necessit di amicizia e solidariet, perch il carcere non sia un lager n solo una prigione, ma una reale occasioni di riscatto.

Dal Giornale di Brescia


17 Novembre 2012

Brescia, 16 Novembre 2012

Con malavoglia e un po di preconcetto, spinto dagli amici di cella che mi hanno convinto ad assistere al concerto, ho vissuto 2 ore di libert : musica in carcere, l emozione che riesce ad estraniarti dai pensieri, ti rallegra, ci unisce. Il concerto iniziato con musica classica, a suonare stato un trio di alto livello. La musica classica non di sicuro il mio genere ma mi sono ricreduto ho chiuso gli occhi e mi sono rilassato apprezzandola appieno. Finita la prima parte, dopo un piccolo break, subentrato un complesso di musica rock e leggera che ha suonato vari brani di repertorio italiano e straniero. La cosa che mi ha colpito di pi stato un episodio che non mi sarei mai aspettato: in parte a me, sulla scala, appoggiato allo corrimano c e ra un agente penitenziario che con le mani picchiettava il ritmo delle canzoni, una cosa veramente strana che mi ha dato una sensazio-

Il 16 novembre stata una bellissima serata di musica a Canton Mombello: nella prima parte musica classica, nella seconda musica leggera brani di Rossini, Gianna Nannini, John Lennon, Nomadi, Beatles per due ore ( parlo per me ma credo sia una sensazione comune ) , molti di noi detenuti si sono sentiti fuori da queste mura. Complimenti per l organizzazione, un grazie ai musicisti e alla direzione che ha permesso questo evento, con la speranza che possa essere seguito da altre iniziative analoghe. Grazie ancora, Micky Dopo parecchi giorni di attesa arrivato venerd 16 novembre: il giorno del concerto organizzato dall Avvocato Flaminio Valseriati. Io, come detenuto, vivevo un ansia particolare per il fatto di vedere delle altre persone al di fuori di noi detenuti. Ho visto tanta commozione e allegria, ma in particolare non ho notato differenze tra detenuti e i presenti venuti dall esterno. Mi pare un buon segno per chi vive all interno. Giovanni
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A prescindere dalla solidariet che era lo scopo organizzativo dell evento, sono rimasto infatuato dal trio composto da clarinetto, flauto e chitarra: sono stati di una bravura notevole. In quei momenti non ho pensato al posto in cui si stava svolgendo il tutto, ero in tutt altro luogo. E stata un evasione emozionante ed emotiva. Poi ha iniziato la band di musica leggera con i Rolling Stones, i Beatles, Loredana Bert e Lucio Battisti, i Nomadi e John Lennon che mi ha portato indietro negli anni. Mi sono venuti in mente gli anni della mia giovinezza spensierata, dove tutto era pi semplice ed emozionante. Finito il concerto sono tornato alla realt in cui mi trovo e il mio pensiero stato sul fatto che bisognerebbe proporre pi spesso questo tipo di manifestazioni poich aiutano in qualche modo a distrarre dal mondo in cui viviamo.

Ieri sera si svolto, a Canton Mombello, un concerto per raccogliere fondi per i carcerati e sensibilizzare i cittadini nei confronti dei problemi delle persone ristrette. Bellissimo!! E da quando sono entrato qui ( 5 gennaio 2012 ) che PENSAVO a un iniziativa del genere ( pi avanti capirete perch ho scritto pensavo in stampato ) per creare un atmosfera positiva in questo carcere, per sollevare il morale a tutti, detenuti e non. E cos stato: canti, cori, risate, ringraziamenti, applausi e colpi di scena come spetta ai grandi avvenimenti. Il primo colpo di scienza arriva proprio da me ( che sfiga! ) : dopo essere salito sul palco insieme ai miei compagni di sventura dietro all avvocato Valseriati, t ac !.. si rompe la fascia della mia chitarra che cade a terra .E tutti a ridere ma dico io, nemmeno a calcolarla una cosa del genere poteva venire cos a pennello, al momento giusto, visto che in quel preciso momento l avvocato stava presentando la sua banda di scapestrati!! Il secondo colpo di scena arriva dal Maestro che, preso dall euforia di tutta la serata ( e ravamo ormai alla fine ) e dall incitamento di noi tutti invita a ballare, sulle note di I mmagine di John Lennon, la dottoressa Francesca Gioieni, direttrice del carcere che, dopo una piccola esitazione, non pu far niente sotto la spinta del nostro incitamento. Ed eccoli l, come in una favola: lui con i baffi alla Capitan Uncino a rappresentare la trasgressione ( i detenuti) , abbracciato a lei, la legge, che ci fanno sognare e ci fanno capire che per migliorare dobbiamo essere uniti, dentro e fuori dal carcere. Oggi il primo giorno che partecipo alla redazione del giornalino del carcere; siamo in 15, raccolgo le mie impressioni. Si parla del concerto avvenuto la sera prima, concerto in cui la direttrice ha anche ballato con l avvocato. Si parla anche di musica rock e a tanti piace. Ci sono due educatori simpatici, due volontari disponibili al dialogo ma comunque si percepisce tra di noi molto senso di evadere la routine di tutti i giorni e, oserei, anche un po di ipocrisia. Il giornalino lo ritengo un qualcosa su cui lasciare un segno, un lavoro che pu far s che la parola di un altro possa farci crescere ma noto che tanti sono assorti dalle solite cose ( qualcuno parla della solita routine, del film visto ieri, del gol fatto con il tacco ) , pochi si sono dedicati alla musica, che era il tema da trattare. Musica che con il suo frastuono emana pace, libert d animo, impegno fisico e spirituale. Spero che il concerto che hanno fatto non sia stato solo un momento per tirar fuori la rabbia che ognuno di noi lascia uscire perch represso dalle circostanze ma una goduria per l a nimo, il piacere dei suoi che messi insieme risultano armonia dolce, che fa rivivere gli amori dell anima, una vita vissuta. Ovviamente presa coscienza che tutti hanno avuto una vita diversa, con tutti i vari segni che ci ha lasciato e che ci siamo creati che ipocrisia che rieccheggia tra noi 12

Il concerto del 16 novembre stato salutato dalla popolazione detenuta e dagli operatori penitenziari con grande entusiasmo sia all atto della proposta dell evento da parte dell A vv. Valseriati e di Carcere e Territorio, sia al momento delle considerazioni successive, che non sono potute che esser positive. La grande partecipazione all iniziativa da parte della popolazione detenuta ci ha fatto ancora una volta riflettere sull enorme significato che assumono tali eventi all interno del contesto carcerario, che da luogo di sofferenza si trasformato in quelle ore in luogo di serenit e di evasione dalle problematiche di tutti i giorni. Non possiamo non sottolineare la trepidazione dell attesa che, nei giorni precedenti all e vento, ha animato la popolazione detenuta ed, in special modo, gli allievi del corso di musica tenuto dall Avv. Valseriati, che hanno potuto mostrare al mondo esterno che in carcere si adoperano e si impegnano anche loro. La presenza di un centinaio di cittadini di Brescia ha ancora una volta aumentato in noi il convincimento che il legame tra il carcere e gli eventi che coinvolgano i cittadini debba esser sempre pi rafforzato. La compartecipazione alla stessa emozione ha in parte attutito quel distacco tra l interno e l esterno, marcato in gran parte dalla mancanza di conoscenza. Gli educatori

Emozioni...emozioni dal vivo Non tutti noi conoscevamo il capolavoro di Victor Hugo, ma voi, con lumile carica interpretativa avete rappresentato alla perfezione questo capolavoro. Ci avete regalato dei momenti per noi tutti spettacolari e noi detenuti, ancor pi umili di voi, vi ringraziamo per la bella sorpresa che ci avete offerto. Voi tutti, dal regista alla comparsa, siete stati semplicemente straordinari. Pertanto un grazie di cuore il minimo che noi possiamo farvi.

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Ciao a tutti voi, lettrici e lettori di Zona 508. Questa volta nel nostro speciale trattiamo di un argomento che trova diverse forme: la convivenza. La prima che desidero menzionare quella familiare, che tocca un po' tutti noi e che credo con ferma certezza sia la pi bella... Si sa comunque che si pu partire anche da single... beh, sempre un inizio! Anche con un animale, tipo un gatto o un cane ci pu essere una convivenza assai piacevole, certo, si hanno delle responsabilit, come giusto che sia e come avviene in ogni rapporto, ma sono ampiamente compensate. Poi c' la convivenza di coppia, dove condividere tutto con la propria compagna o compagno diventa una crescita continua, vivendo tutti i difetti e i pregi l'uno dell'altra, condividendo il rispetto dei valori e principi di vita. La convivenza pu essere compatibile e costruttiva nel realizzare gli obbiettivi comuni. Esiste anche la comunit, dove un numero consistente di persone condividono la stessa casa...qui la cosa diviene un po' pi complessa, tuttavia possibile e positiva. In ultimo c' la convivenza forzata... dove non si pu scegliere con chi stare. Io credo che in una situazione restrittiva ci sia il bisogno indiscutibile del rispetto reciproco della dignit dell'altro. S, perch in questo luogo siamo tutti uguali, nonostante siamo tutti diversi, per cultura, provenienza, religione, pensiero, tradizioni... la convivenza forzata molto complicata per la sofferenza che ognuno vive e si porta dentro. Tutti noi abbiamo un modo diverso di reagire e differente capacit di sopportazione, non dimenticate che ci troviamo nell'ultimo posto dove vorremmo essere... Tuttavia indispensabile trovare un punto d'incontro e condividere tutto ci che serve per sopravvivere durante tutto il tempo in cui ci si trova reclusi in questo spazio limitato. A causa dei limiti imposti dalle circostanze, indubbiamente abbiamo la possibilit di conoscere molto pi a fondo noi stessi e impariamo ad apprezzare le cose pi semplici della vita. ...e questo non un male. Il saggio Giuseppe P.S. Chi non si ricorda il proprio passato condannato a ripeterlo !

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onvivenza... gi una parola grossa quando dobbiamo usarla per i nostri rapporti all' esterno, quando abbiamo almeno la facolt di scegliere se tenerla o buttarla; figuriamoci se si tratta di convivenza forzata. Eh s! In carcere non hai opzioni, qui devi stare con chi ti viene assegnato da altri e sei fortunato se la tua compagna una persona disponibile e rispettosa. Sin da piccola mi hanno insegnato ad avere rispetto se voglio rispetto, ad avere pazienza se voglio che gli altri abbiano pazienza con me. Tante volte trovo barriere insormontabili e allora diventa tutto pi difficile. Ci sono giornate dove in carcere sembra di essere in un campo di battaglia, volano parole grosse e a volte si arriva anche alle mani per dei motivi futili a volte senza sapere il perch; forse si cerca di scaricare sugli altri tutto il malessere. Sinceramente io non sono violenta e a detta degli altri sono comprensiva, cerco sempre di arrivare all'apice della sopportazione ma dura mantenere la calma se di fronte a te ci sono persone intolleranti. Poi, diciamocela chiara: SIAMO DONNE! Proprio stamattina a scuola il professore di diritto ci ha spiegato che sono state le donne che nel tempo hanno ottenuto pi diritti, che sono pi battagliere e ottengono sempre quello che vogliono. Ma ragazzi... se c' chi mette sempre pi zizzania, sono sempre le donne: pettegole, invidiose, poco altruiste. Io sono convinta che sia pi facile ragionare con un uomo perch loro vi diranno sempre quello che pensano. Avete mai provato a chiedere ad una vostra amica come vi sta il vestito nuovo? Se vi dice bene, cambiatevi subito! Chiedo scusa alle donne, ma sono donna anche io e le conosco bene. Comunque tutto questo per dire che la convivenza coatta veramente difficile, bisogna avere molta pazienza per far passare un giorno dopo l' altro. Flora
Con tua moglie o marito Con la tua fidanzata o fidanzato Con i genitori Con i figli Con un' amica o un amico Con un conoscente Con uno sconosciuto o sconosciuta Con un cane Con un gatto Con un animale Convivenze fatte per scelte personali o per forze di causa maggiore. Tutto ci significa adeguarsi comunque un po' all'altro essere vivente A volte bello A volte un impegno A volte insopportabile Ma la vita questa, convivere e condividere con gli altri. Adesso chiudi gli occhi e prova a pensare tu solo o sola al mondo.... che tristezza senza nessuno con cui poter, sia nel bene e sia nel male, relazionarsi. La vita basata sulla convivenza sempre, comunque ed ovunque. La mia vita ha senso solo se esisti tu: CONVIVENTE. Alessandro
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Aggregazione, vivere insieme. Forma di incontro e convivenza. Carcere incluso.


Quando un giorno tutto questo finir, io torner a casa sicuramente pi consapevole e pi saggia in ogni mia scelta. Sar pi attenta alle cose che fuori sembravano scontate ma che, qui dentro, mancano tanto. Non parlo delle cose materiali, di cui in carcere si impara a farne a meno senza alcun problema ma delle emozioni: sensazioni che vengono annullate, senza pensare di essere una persona diversa dalle altre, perch qui dentro siamo tutti uguali. Qui non posso agire o decidere su cosa fare delle mie giornate, sempre pi vuote e prive di senso. Vado avanti per inerzia e non so dare senso alla mia reclusione, a mio parere esagerata. In questa sezione, aleggia unaria pesante. Linvidia, la gelosia si tramutano in rabbia e, a volte, penso di non potercela fare. Nulla ha pi senso: mi devo lavare, vestire, devo mangiare, ma viene a mancare la voglia di far qualsiasi cosa. E solo se sei fortunata come me, grazie alla cancellina che ti ritrovi, senza aver scelto, riesci ad andare avanti e cerchi do sopravvivere in questa orribile gabbia di bestie affamate, che in ogni istante sono pronte a sottrarti ora un attimo di gioia, ora un momento di pace. Impossibile concentrarsi e riposare: ogni momento interrotto da grida, da parole sempre uguali, senza senso, ripetute allinfinito. Altro che droga, questo un veleno che ti annienta giorno dopo giorno. Difficile non reagire, non esplodere. Mi sento una bomba ad orologeria, ho paura, tanta paura. A volte mi manca il respiro, vorrei spaccare tutto, mandare al diavolo le persone che mi insultano in cerca di una mia reazione, ma non posso. Devo ingoiare, voltare la faccia e cercare di non pensare, perch farlo, incasinerebbe il cervello. Ancora non so quanto sia il tempo che mi resta da trascorrere qui e lo sconforto tale da non farmi pi dormire, da farmi avere continui incubi e di conseguenza mi sveglio priva di forze. Lincoscienza mi induce a costruire ragione che non esistono e lo sconforto mi fa sprofondare sempre pi in basso. Come possono dire che il carcere ti redime, ti corregge, ti aiuta a ricrederti sul tuo passato. A me, personalmente, ha fatto vedere il marcio, il dolore e lingiustizia che mi circonda. Qui dentro uscita la parte peggiore di me e mi spaventa, non mi riconosco pi. Mi specchio di rado, perch quando lo faccio vedo una persona persa, privata della dignit, della voglia di vivere. Ho lottato tanto nella mia vita per ottenere ci che desideravo e ne sono fiera; nonostante gli sbagli che ho fatto, rimaneva sempre qualcosa di concreto, di sano. Sar dura dimenticare e lasciarsi alle spalle questi 8 mesi. Son certa che rimarr indelebile, come i tatuaggi che porto fiera sulla mia pelle, questo odore di carcere, indefinibile da descrivere ma tanto forte da farti puzzare anche dopo la doccia e da non farti sentire mai pulita. Bianca

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Convivenza o maturit Bisogna iniziare dalla conoscenza dellanimo umano per poter stabilire il grado di convivenza possibile con le persone a noi pi vicine; nel sociale, nel mondo del lavoro, nelle amicizie e negli affetti. Noi italiani crediamo di poter dare una grande importanza al rispetto, alla cortesia, al preoccuparsi di qualcuno o dellaltro. In queste cose siamo convinti di essere molto bravi, ma non vero! La nostra cultura, circa la convivenza, d pi importanza agli affetti, ai sentimenti e credo che queste differenze di atteggiamenti servono per usare le molteplici maschere e diversi accomodamenti; mentre dobbiamo imparare ancor pi ad ascoltarci. Questo il segnale vero che ci porta a confrontarci con gli altri, perch chi non convive non si senta escluso. Mi torna alla mente un periodo lungo di vacanze in un villaggio turistico isolato. Eravamo una cinquantina, di tre gruppi distinti di et: i cinquantenni, i trentenni e gli adolescenti. Quando non cera animazione la monotonia era tale che sembravamo tutti regrediti, senza alcun rapporto fra di noi, seppur si appartenesse a ceti sociali molto alti e ci si trovasse in un posto molto gioviale. In questo contesto vacanziero la convivenza nel conoscersi poteva ancor pi esaltare i rapporti interpersonali..ma niente! Tutti si estromettevano quasi al punto di annoiarsi. Nella vita noi abbiamo rapporti con moltissime persone; spesso queste relazioni sono delicate, difficili e richiedono ponderazione, prudenza, abilit ed energia per raggiungere un elevato livello di convivenza. Forse la parola pi appropriata diventa maturit. Lo stesso vale se si parla degli affetti, della propria convivente o futura compagna di vita. C la necessit, come ho sempre pensato, che i nostri sentimenti siano una parte essenziale della nostra natura, quasi uno strumento di conoscenza, di limpidezza e lealt che dia una profonda e forte motivazione alla passione di amarsi. Cos la parola convivenza sar talmente piccola da passare in secondo piano. Piova54
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IL MONDO FRA LE MANI Prima di essere carcerata credevo, o forse avevo la presunzione, di avere il mondo fra le mani. Le ventiquattro ore del giorno non mi bastavano per le cose che mi prefissavo di fare. I giorni trascorrevano fuggendo e non mi accorgevo del passare dei mesi, se non per il lavoro che di stagione in stagione cambiava. Io coltivo la terra con un piacere immenso e vivo la frenesia che ogni primavera obbliga tutto, piante e terreni, ad essere pronti per la semina o per i primi frutti. Stringere tra le mani la terra umida, fredda, che profuma ancora d' inverno e col passare dei giorni ritrovarsi con i piedi nudi a seminare la mia serra. Tutto intorno semino fiori di tanti colori e profumi. E' il mio piccolo Eden, luogo dove passo molto tempo a contemplare la rinascita di un ciclo nuovo della mia vita. Non appena i primi germogli sbucano dal terreno, tanto lavoro mi attende, come strappare le erbacce prima che possano impadronirsi della cultura. Ho un altro grande terreno dove d' autunno semino l' orzo che germoglia in primavera. Mi piace camminare, sentire le vibrazioni del terreno che si comprime sotto la pelle dei miei piedi. Tutto intorno si innalzano grandi alberi di noce e sotto di loro un lungo pergolato di vite. Il lavoro nei campi molto faticoso ma la ricompensa grande e impagabile. Purtroppo tutto questo non mi consente di poter vivere e dunque devo affrontare le scomodit di guadagno tramite un secondo e terzo lavoro. Aiuto mio fratello che ha una grande forneria e la notte lavoro con lui, poi di giorno aiuto mia figlia che gestisce il suo negozio. Il sabato e la domenica mi trasformo in commerciante andando di fiera in fiera, vendendo oggetti in vetro di Murano dove quasi tutto il profitto lo dono in beneficenza ad un caro amico missionario che opera in Mozambico dove ospita i bambini di strada. Tutto questo, anche se con tanta fatica, mi faceva pensare di avere il mondo in mano. Poi, tutto ad un tratto, tutto si ferma. Il mondo si spegne ed i giorni non passano mai, i giorni sembrano anni ed io mi sento morire, rinchiusa tra quattro mura grigie, cancelli e sbarre ovunque. Penso ai miei prati incolti da nove mesi, le erbacce si saranno impossessate del mio Eden, mi viene da piangere. Quest'anno come se lo avessi buttato nel water e tirato l' acqua. Temo per il mio equilibrio fisico e psichico, le forze mi vengono a mancare, Mi sento INUTILE ed ho voglia solo di piangere... Bianca

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La forza delle donne


Come ogni estate si ripete la protesta al problema del sovraffollamento nelle carceri, con i ripetuti scioperi della fame per dare voce all'esterno o per unirci con chi si batte per questa situazione disumana, che ci umilia in tutta Europa. il secondo anno che seguo questi avvenimenti ed anche se la speranza sempre viva in noi, noto tanta rassegnazione, non quanto verso inverosimili benefici, ma per il totale disinteressamento delle politiche dello Stato nei confronti di tale grave problema. Quest'estate ho seguito con molto interesse la presa di posizione delle detenute di Verziano, le quali cercavano di coinvolgere ed avere un appoggio dai detenuti maschi... ma NIENTE! Loro hanno proseguito da sole la protesta su indicazioni di Radio Radicale, dimostrando fermezza, coerenza e, aggiungo io, anche attributi nel senso vero, di persone civili nel loro manifestare. Le detenute, ancora pi di noi, si sentono umiliate come donne, ma soprattutto come mamme, nella loro dignit. Cos come Napolitano, Pannella e la stessa Severino mi vien da citare Voltaire che disse: D ALLO STATO DELLE CARCERI, SI MISURA IL TASSO DI CI-

VILITA' E DEMOCRAZIA DEL PAESE . .. ma quante parole al vento!!


Piova 54

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Questa torrida estate in galera


Sono entrata che linverno era al suo culmine, il freddo entrava nel mio profondo e non riuscivo ad allontanarlo, mi sembrava di morire. Ma ecco arrivare la primavera, con la sua esplosione di colori e profumi; arrivata prepotente, ma laria ancora fresca e sottile. Il cinguettio degli uccelli un suono armonioso del risveglio della natura. Poi i giorni passano e il caldo arriva talmente torrido da rendere laria irrespirabile. Notti passate in bianco a girarsi e rigirarsi nelle brande umide di sudore, maleodoranti. Inutili le continue docce che solo per pochi attimi danno sollievo e refrigerio. Le ore passate ad oziare in cella, perch fa troppo caldo per scendere allaria, sotto il sole cocente, amplificato dalle alte mura di cemento. Si soffoca e anche gli animi si surriscaldano facilmente. Spesso liti e urla si sentono in sezione, ci sono momenti in cui le risse sono sedate dalle urla delle assistenti e ti assale la rabbia, ma bisogna reprimerla, per non andare incontro ad ulteriori problemi. Agosto in galera, sembra non passare mai. Avvocati, volontari, sono tutti in ferie e le gi poche attivit si interrompono. Persino i tribunali sono fermi e le nostre sorti abbandonate in questo grigio posto dimenticato da Dio. Finalmente oggi, primo settembre, anche se non so da dove esca, una voglia di ricominciare mi d nuova speranza di riuscire a sopravvivere, chiss per quanto tempo ancora, qui dentro. Mi sono iscritta a scuola con la speranza di poterla frequentare, perch non hanno fatto le selezioni; per non dover dire un domani di aver perso 1-2-3 anni.
SOCIETA' e CARCERE Sviluppare un percorso ben visibile sul territorio locale sarebbe un buon punto di partenza ed uno strumento in pi per andare nella direzione giusta. Penso infatti che il problema dei fondi per il carcere non sia l' unico ma vi sia anche quello culturale: uno dei maggiori responsabili il mondo esterno. Con ci non voglio dire che noi siamo al di sopra di ogni sospetto e che le responsabilit siano solo al di fuori; credo per che la societ intera debba interessarsi al CARCERE come servizio, stimolandoci, e nel caso chiudendoci il CONTO. La societ dovrebbe entrare nell'ottica in cui la NOSTRA sia una struttura che funzioni per la sicurezza collettiva. Questo approccio pu cambiare le cose, anche in termini di controllo sociale. Ho sentito che la Lombardia prevede la logica del circuito penitenziario a regime attenuato differenziandosi dalle altre regioni. Ed allora mi torna subito in mente Bollate. Dapprima mi pareva un po' da folli cercare di sperimentare nuove soluzioni che stavano provocando scetticismo ma poi ho visto che si sono raggiunti in tempi brevi ottimi risultati e tutto ci grazie all'intervento di imprese esterne, allo staff degli operatori e, non per ultima, alla popolazione detenuta. MA DI BOLLATE NE ESISTE SOLO UNA IN ITALIA!!! Se solo ci fossero prospettive certe, grazie al LAVORO ci potrebbe essere una lenta apertura: significherebbe che, passo dopo passo, come accade a Bollate, le condizioni del detenuto potrebbero MIGLIORARE... e forse tutti quei piccoli passi guadagnati potrebbero permetterci di raggiungere una meta. Piova54

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Narcotici Anonimi
E un folto gruppo di persone che non fa pi uso da tempo di sostanze stupefacenti che annebbiano la mente, di alcool, di farmaci e psicofarmaci..insomma di droghe! Da tossicodipendente ho partecipato a questo gruppo ed ho avuto una buona prima impressione: il mio sogno quello di riuscire a non toccare pi le sostanze e vivere una vita da uomo libero. Su di un piccolo opuscolo informativo ho letto Restare puliti nel mondo esterno: queste parole mi hanno toccato personalmente perch ormai manca poco al momento in cui mi trover nel mondo esterno, in libert. Penso a tutti quelli che come me si ritroveranno a dover uscire dal carcere e penseranno alla realt che li attende. Sapete, pu sembrare assurdo, ma oltre alla felicit di sapere che ormai manca poco c una parte di me che percepisce la preoccupazione di cosa succeder una volta entrati nel mondo reale. Sar la maturit dei miei quarantanni, sar che i problemi non mancano, sar che sono consapevole di essere debole davanti alle tentazioni; fatto che adesso le parole lasciano il tempo che trovano, adesso arrivata lora dei fatti che contano. In questi anni, chiuso in carcere, di teorie ne ho vissute troppe: adesso bisogna mettere in pratica tutti questi miei buoni propositi. Penso che questo gruppo di persone possa dare un buon aiuto a quelle persone che si ritrovano in libert e sentono il bisogno di cambiare vita, per renderla degna di essere vissuta; allora cercher di essere realista ma parlo sempre di me stessa, poi ognuno sa come vanno le cose! Quando esci di galera ti puoi facilmente ritrovare in un ambiente dove non mancano tentazioni, perci andare alle riunioni dei N.A. credo sia un buon punto di partenza: non costa nulla, un ambiente fuori dai controlli delle autorit, nel senso che quello che si dice l rimane! Ognuno di noi diverso ed ha un carattere particolare e percorrere insieme

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ad altre persone un medesimo percorso fa sentire meno soli. Lopuscolo, che ho avuto lopportunit di leggere, aiuta ad affrontare qualcosa che non si conosce poi cos bene come si pensi. Esistono sette proposte: Non abusare di alcuna sostanza Vai alle riunioni dei N.A. Chiedi al tuo potere superiore di tenerti ogni giorni pulito Parla con il tuo sponsor Leggi la letteratura che ti propone il gruppo dei N.A. Parla con altre persone che stanno intraprendendo il percorso di recupero Lavora i passi dei N.A. Queste regole danno lidea di cosa sia sviluppare unesistenza meritevole di essere vissuta; certamente bisogna provare per capire che possibile rimanere puliti. Non esiste una medicina per la nostra malattia, c solo unastinenza perenne e un vivere giorno per giorno. Bisogna volerlo, sia chiaro a tutti che non facile ma la cosa positiva e buona che possibile, c gente che ce la fa. Alla fine la vita che cosa ? Un vivere la giornata con intensit, dando valore e importanza alle piccole cose. Pu sembrare banale o limitativo eppure sapermi accontentare mi ha dato modo di vivere una serenit mai avuta prima: io sono convinto che tante persone come me, finite nel tunnel delle dipendenze, desiderino dentro di s la propria libert, quella che fa sentire bene, che d desiderio e voglia di vivere una vita dignitosa e piena di tutto ci che la vita ci propone. chiaro che nonostante mi sappia accontentare ho delle ambizioni e dei sogni che desidero realizzare: volere potere! Ognuno di noi arriva a un certo punto della propria vita nel quale capisce cosa vuole davvero; dipende solo da noi stessi chiaro! Desidero ringraziare tutte le persone del gruppo N.A. per questa meravigliosa opportunit: sapere di non essere pi soli una cosa molto, ma molto importante. Mi auguro che in molti approfittino di questoccasione. Con stima ed affetto sincero per tutti coloro che leggono Zona508. Giuseppe Pio, detto il saggio

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DONNE, NON ABBIATE PAURA!

In quest'ultimo periodo, settimanali e media hanno messo in luce con vari servizi il preoccupante tema degli omicidi a catena di donne per mano di uomini che non accettano il rifiuto; uomini che hanno la convinzione immaginaria di essere traditi. Voglio citarne solo tre fra i tantissimi: Roberta, sparita nel nulla e introvabile in Veneto; Melania Rea, l' ex marito della quale stato da poco condannato all' ergastolo; Carmela, che per difendere la sorella Lucia dalla furia di Samuele, si fatta vittima sacrificale a Palermo. sconvolgente il numero di omicidi o sparizioni in questi ultimi due anni: 127 donne! Lo ancora di pi il fatto che la faccia del carnefice corrisponde ad un uomo conosciuto che pu essere un famigliare, o il partner, oppure un ex confuso tra l' amore ed il possesso. Nel toccare l'apice si creata una nuova parola: femminicidio. Ora la parola stalking, non basta pi e la legge da poco varata non pare
Ci sono momenti dove mi sento pi solo in mezzo alla gente, altri dove sono solo a tutti gli effetti. Nel primo caso sento rimbombare nelle mie orecchie i soliti discorsi che gi da un po' fanno male alla mia coscienza. Nel secondo caso mi ci ritrovo ed in questa chiusura verso gli altri mi pongo e continuo a pormi mille domande. Ci sono tutti quei perch, compresi i se ed i ma. Nella mia immaginazione rivedo sequenze della mia vita come se fossero un film, fatto di gioie, dolori e burrascose turbolenze. Entrando nel mio io, rivaluto esperienze erronee dove le mie profonde riflessioni scaricano antiche superficialit in una nuova consapevolezza. In questa parte del mio vissuto, dove le iniquit sono all'ordine del giorno, rimetto in ordine il mio presente proiettandolo al futuro. Ora, mentre verso il calice del mio sangue (dolori e sofferenze), alzo la testa come se cercassi il perdono. E' un perdono dove la mia parte nuova prende il sopravvento su quella cattiva. Quindi attraverso superficialit, errori, illusioni e sogni utopistici che escono da quel calice io traccio la mia via da seguire e riapro quel cassetto dimenticato dove avevo adagiato il mio buon senso. Ed ecco che queste mie solitudini stanno appagando il presente, come per l' appunto dicevo prima, pensando al futuro, un futuro fatto di valori. CESARE
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L' INVERSIONE DI MARCIA

PREMIO ARTISTICO-LETTERARIO A.C.T.

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3 edizione a.s. 2012/2013

L Associazione Carcere e Territorio Onlus di Brescia ha deciso, ormai da tempo, di dare maggior rilievo alle attivit svolte dal gruppo che si occupa della sensibilizzazione dei giovani alle problematiche della detenzione, uno di questi modi avviene attraverso il premio letterario che, questanno, alla sua terza edizione, si arricchisce diventando artistico-letterario. Nella prima edizione (avviata in parallelo con il premio Casalini) diverse sono state le scuole superiori bresciane partecipanti, lo scorso anno ladesione stata altissima con pi di 60 temi svolti. Da questa seconda edizione nata per ACT la necessit/il desiderio di proporre una terza edizione che, speriamo, dia sempre maggiori frutti e coinvolga sempre pi studenti. Noi continuiamo nel nostro lavoro, di sensibilizzazione dellopinione pubblica sulle problematiche carcerarie e di recupero e reinserimento dei detenuti. Siamo infatti convinti che il senso attuale della pena non debba pi essere legato alle sole logiche meramente retributive, affidando al solo carcere un obiettivo rieducativo che si dimostrato ben difficile da perseguire. Oggi dare un senso alla pena significa ri-attribuirle un significato funzionale di sistema, esorcizzando la paura di riconoscere la necessariet della funzione retributiva ma al contempo attribuendole una utilit sociale, dispiegabile attraverso il coinvolgimento della comunit esterna e quindi attraverso le risorse territoriali. Pensiamo quindi ad una funzione della pena dove la risocializzazione non significhi tanto la modificazione delle condizioni criminogenetiche e criminodinamiche presenti ab origine, o meglio non solo, quanto piuttosto un offerta di opportunit alla persona per provare, assolutamente insieme alla persona stessa, a ridefinire i percorsi affermativi dell identit affettiva , culturale, professionale, e sociale che in precedenza si sono dimostrati inidonei e unofferta di opportunit alla comunit perch possa individuare nuovi destinatari cui demandare con fiducia compiti di gestione delle esigenze di difesa sociale che la comunit stessa chiede con sempre maggior forza e, che, se non opportunamente veicolate, rischiano di trasformarsi in mere rivendicazioni espiative. La comunit deve pertanto farsi soggetto partecipe dellesecuzione penale, sui cui contenuti pesa il mandato ideologico, attribuito da tempo, ormai troppo, con una sorta di delega in bianco, nelle mani del sistema istituzionale penale e penitenziario. Le misure alternative alla detenzione, la mediazione penale, la tutela delle vittime, limpegno riparativo, la gestione del caso nella sua complessit problematica, inclusi gli aspetti relazionali, affettivi, abitativi sono solo alcuni degli strumenti che unattenta riflessione mette a disposizione per questo gravoso impegno; la loro conoscenza, applicazione e gestione sono unopportunit per lintera comunit, soprattutto, nelle sue componenti pi profondamente coinvolte in un disegno riabilitativo della persona esclusa, quindi, in primis, il volontariato. Il premio letterario ACT nasce e si muove in questa prospettiva. In esso riponiamo fiducia perch il cammino di consapevolezza della comunit rispetto al proprio sistema penitenziario possa ulteriormente trarre beneficio. Carlo Alberto Romano
Puoi trovare il bando completo sul sito www.giornaledibrescia.it e su Face book Premio palla al piede 24

MODULO PARTECIPAZIONE
PREMIO ARTISTICO-LETTERARIO A.C.T.

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3 edizione a.s. 2012/2013

SCHEDA PARTECIPANTE
Istituto scolastico di appartenenza Nominativo del candidato Classe frequentata Luogo e data di nascita Residenza Recapito telefonico Indirizzo email Autorizzo al trattamento dei dati personali ai fini delle legge sulla privacy 675/96 FIRMA_________________________

PER GLI STUDENTI MINORENNI, LA FIRMA DEVE ESSERE DI UNO DEI GENITORI O DI UN TUTORE
Dichiaro che lopera partecipante al concorso stata composta da me, senza alcuna forma di plagio. Firma ____________________________________ Ai sensi e per gli effetti del D.L. n. 196 del 30 giugno 2003, autorizzo gli organizzatori del Premio artisticoletterarioPalla al Piede alla raccolta e al trattamento dei presenti dati, ai soli fini delle comunicazioni private inerenti al concorso e prendo atto che la mancata autorizzazione pu costituire impedimento per la mia partecipazione. Firma ____________________________________ Autorizzo gli organizzatori del Premio artistico-letterario Palla al Piede alla eventuale pubblicazione e divulgazione delle mie opere inviate al concorso, a mezzo stampa o siti web, senza finalit di lucro, indipendentemente dal fatto che possano risultare premiate o segnalate, rinunciando sin da ora alla pretesa di compensi di diritti dautore. Prendo atto che la mancata autorizzazione pu rappresentare motivo di esclusione dal concorso. Firma ____________________________________ Autorizzo gli organizzatori del Premio artistico- letterario Palla al Piede alla eventuale pubblicazione e divulgazione della mia immagine fotografica a mezzo stampa o siti web, per il solo uso documentario del Pr mio stesso. (segnare con una x) S NO Data ________________________ firma______________________________ Il modulo deve essere compilato, firmato e inviato insieme alle opere al seguente indirizzo: Segreteria organizzativa del Premio artistico- letterario Palla al Piede: c/o Associazione Carcere e Territorio, Via Spalto San Marco, n. 19 25121 Brescia o via mail a: act.brescia@yahoo.it (in questo secondo caso, il modulo va inviato con firma scansionata) 25

tu ed io una persona sola, legati da un amore profondo Il mare, il sole e la sabbia senza sconto, senza remore profumano destate nel ma naturale come il mare freddo inverno, che ci sta di fronte il ricordo dei nostri corpi con le sue onde che ci bagnastesi ad asciugarsi al sole dago- no i piedi e noi attenti a i nostri sentisto, menti. tu mi tenevi la mano ed io innamorato ti guardavo con il cuore in Il nostro amore completo, perfetto, gola, non un sogno felicit, ci guardiamo negli occhi e leggiamo nelle nostre menamore senza pudore. ti, Voglia di starti accanto come un incanto di una fa- movimenti sincronizzati, abbracciati ci baciamo ad vola, Tu principessa ed io princi- occhi aperti per guardarci dentro, pe senza corona, soldi e merlet- il nostro sentimento reale, vero, ti complice di qualcosa di ma tanti progetti, sogni e speranze di non per- troppo grande, enorme, non vediamo nessuno, ci derti mai. So passeremo guai, litigi, siamo solo noi due il sole, il mare e la sabbia, incomprensioni ma con lamore e la passione estranei alla realt, risolveremo i nostri proble- verit assoluta il nostro amore indivisibile, mi. Il sole mi riscalda la pelle senza egoismi o differenze mentre tu mi accendi il cuo- ma solo le nostre menti sintonizzare sulle stesse re, un amore travolgente, scon- frequenze. volgente, tu mai assente ed io sempre Il mio cuore che batte ed il tuo mi risponde presente ed lo sfondo delle onde che in qualsiasi istante della fanno da orchestra, nostra vita,
Verso il vento Mi lascer andare, fuori e dentro di me fuori da chi mi ha gi chiesto con una scusa o un pretesto quanto vale un pezzo di vita. Gli altri pensano di capire senza averne un' idea cercano di fermarmi come un' onda nella marea.

Un vero matrimonio

i gabbiani cantano il nostro incontro, il sole ci fa da testimone, la sabbia doro ci veste e il cielo azzurro ci benedice e noi, guardandoci negli occhi, diciamo un SI profondo, reale come il nostro amore, ci siamo uniti in matrimonio con la luna e con i nostri corpi senza invitati, pranzi, vestiti, ma solo due amori sinceri, convinti, con la benedizione di Dio nostro unico testimone di questo grande amore. Marco Anni

Ho un magazzino pieno di sogni gi fatti alcuni ancora buoni mentre altri son rotti. Ho come l' impressione di essere un' ombra, una visione in questo vento cos strano che senza rendermene conto mi trascina sempre pi lontano. GIORGIO
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D A QUALCUNO CHE IO SONO QUI Prendete un carcere della Bolivia, dei bambini

"detenuti" ( s olo perch lo sono i padri ) , ed un'educatrice volontaria italiana dalla simpatia ed energia contagiosa. Mescolate il tutto, ed otterrete "Di a qualcuno che io sono qui". Queste pagine raccontano, in maniera molto informale, la mia esperienza di volontaria in Bolivia con i bambini che vivono nel carcere "San Pedro" di La Paz assieme ai genitori detenuti e con i ragazzi di strada, narrata attraverso le lettere che nell'arco dell'ultimo anno di volontariato ho inviato ai miei familiari, amici e conoscenti. Lettere in cui le tonalit affettive e le rocambolesche disavventure delle quali sono stata autrice/protagonista sono scritte di getto, senza veli.. Questo dice l'autrice, Barbara Magalotti, nella nota di copertina. Ed veramente cos, per me che l'ho letto: un libro che ti trascina con se all'interno delle pagine, delle storie dei protagonisti, facendosi leggere tutto d'un fiato, ed alternando sul viso sorrisi di gioia e lacrime amare, perch di fronte al mare di sofferenza e di problematicit che esiste al mondo, c' ancora chi con grande coraggio lotta per renderlo migliore. E ce la fa. Una lettura consigliata a chiunque: a chi opera nel sociale, per ricordarsi perch bello fare questo lavoro; Per chi ci entra da "utente", per scoprire che non solo, ma qualcuno che ti vuole bene e ti tender una mano ci sar sempre. Emanuela

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Per l'intervento pediatrico con infante in et compresa tra un mese ed un anno bisogna controllare subito l'ossigenazione, perch nell'infante sopraggiunge prima l'arresto respiratorio di quello cardiaco. Cosa importante da fare insufflare ossigeno e chiedere informazioni alla madre circa le modalit su come sia accaduto l'evento e da quanto sia successo, in modo da aiutare anche il soccorritore ad un intervento pi mirato. Nell'intervento in un bambino dai tre ai cinque anni, se cosciente, bisogna agire con la presenza di un genitore o di un conoscente del bambino, in modo da tranquillizzare il bambino stesso, fargli acquistare fiducia e spiegargli cosa si dovr fare in caso di trasporto in pronto soccorso. Non bisogna privarlo del suo giocattolo preferito o di altro che lo tranquillizzi: un approccio sbagliato pu rendere difficoltoso l' intervento del soccorritore. Importante in questi due eventi che la base operativa del 118 sia mantenuta sempre in contatto ed aggiornata circa l'evolversi della situazione. Spero, con le basi apprese e con l' esperienza che acquister, di poter operare come soccorritore volontario ed aver l' opportunit di migliorarmi ulteriormente.

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Due escursionisti partono per andare in montagna. Ai piedi di questa c un grandissimo prato con al centro un ragazzo che pesca. Sono le 7.00 del mattino, tutto ,linsieme molto strano La sera verso le 18.00 i due rientrano e vedono ancora il ragazzo nel prato che sta ancora pescando. Incuriositi si recano in una casa vicina e chiedono alla signora se conosce il ragazzo. si risponde lei E mio figlio. Alle 21.00 vado a prenderlo con la barca Aaaah aaah aaah CARAMELLE Sai cosa fanno due caramelle in un campo da calcio? Si scartano! IN PISCINA Il bagnino: Signore, guardi che non si fa la pip in piscina!!! Il signore: Ma la fanno tutti! Il bagnino: S... ma non dal trampolino!

Come si chiama il miglior lanciatore di coltelli? Chi Ciapo Ciapo E la moglie? So Tuta Un Taio E il figlio? Cerotin Jonny

UN PO' DI MASCHILISMO Ti svelo il segreto per un matrimonio perfetto: sposa una donna che sia bella, che sia intelligente, che sia ricca.... e fai attenzione che non si incontrino mai!
PIERINO Il pap a Pierino: Stamattina hai il compito in classe, se lo fai bene ti regalo 50 euro! Pierino torna da scuola: Pap, pap ho una bella notizia! Il pap: Dimmi! Pierino: Ti ho fatto risparmiare 50 euro!

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Crema al Limone
Ingredienti: 1 tuorlo duovo 1 bicchiere di zucchero litro di latte 50 gr di burro 2 e cucchiai di farina Scorza di 2 limoni Preparazione: Mettere in un tegame il tuorlo duovo, aggiungere lo zucchero ed amalgamare con la frusta di cucina. Aggiungere gradualmente il latte e la farina ed amalgamare bene, aggiungere la scorza grattugiata dei limoni e il burro. Mettere a fuoco moderato per 20 minuti e poi far raffreddare. Franco

Vermicelli con olive nere


Ingredienti: 320gpastatipovermicelli 25golioextraverginedioliva 400gpomodoriniciliegia 100gpassatadipomodoro 2gaglio 3gbasilico 120golivenere Peperoncinorosso,parmigiano

Preparazione: Scaldare lolio di oliva e saltarvi laglio con un pizzico di peperoncino. Quando laglio dorato aggiungere i pomodorini tagliati a met e cuocere 5 minuti a fuoco vivace con la passatadipomodoro.Abbassarelafiammaeaggiungereilbasilicotritatoeleoliveintere. Cuocereivermicelliinacquasalata,scolarliesaltarlinellasugoconilparmigiano. Guarnireconfogliedibasilico edprontoperesseremangiato Redouane

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ARIETE: Per i nati tra il 25 marzo ed il 5 aprile rimangono ancora nodi da sciogliere e
cambiamenti inaspettati da affrontare. Fino a met giugno i nativi godranno del favore di Giove che favorir la soluzione di pendenze di carattere giudiziario.

TORO: Dopo alcuni anni sereni giunge un periodo in cui sar possibile che i nodi vengano al pettine,potreste registrare un calo di energia e di fiducia, possibili intoppi e ritardi relativi alle questioni che vi stanno a cuore. E' possibile dobbiate affrontare un distacco da persone care. GEMELLI: Gli ultimi due anni sono stati particolarmente importanti e positivi; stato possibile realizzare sogni e progetti a lungo tenuti nel cassetto. Il 2013 sar ancora un buon anno, soprattutto nella prima met. Non ci sono pianeti in contrasto e dunque si prospetta un periodo sereno in cui sar ancora possibile raccogliere frutti. CANCRO: Questo segno esce da un lungo periodo di problemi e frustrazioni, ora tuttavia le difficolt si stanno sciogliendo pur rimanendo qualche instabilit e possibili cambiamenti. Urano e Plutone chiedono di lasciarsi alle spalle ci che non pi valido per la propria vita. Nel 2013 Saturno permette di mettere salde basi per il futuro e consente di realizzare stabilit ed equilibrio. LEONE: Saturno vi costringe a prendere atto di ci che non va nella vostra vita e va cambiato. Il 2013 si presente dunque come un anno non sempre facile dove i rapporti stabili potrebbero vivere un periodo di minor entusiasmo o una lontananza, possibili problemi potrebbero riguardare la famiglia di origine. VERGINE: Questo segno ha vissuto un periodo molto forte e di tensione e insoddisfazione, il 2013 tuttavia si presenta come un anno buono ed equilibrato. Attenzione a facili illusioni e conseguenti possibili delusioni. BILANCIA: La bilancia esce da un lungo periodo impegnativo, seppur importante e costruttivo. Forse avete affrontato situazioni difficili e sofferte che tuttavia hanno strutturato il vostro carattere. Il 2013 sar un anno decisivo, pi leggero e positivo, soprattutto nella prima parte. Possibili cambiamenti e intime rielaborazioni che chiedono di cambiare pelle e aprirsi al nuovo.

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SCORPIONE: Vi rendete conto che la vita vi impone dei limiti e dovete affrontare sacrifici; forse le cose che vi stanno a cuore tardano a realizzarsi. Il 2013 si presenta un anno molto importante e impegnativo. Dovete accettare questo passaggio che pu essere doloroso ma anche estremamente costruttivo. Sarete in parte sollevati e potrete prendere decisioni importanti. SAGITTARIO: Gli ultimi anni sono stati tranquilli e positivi e avete potuto attuare cambiamenti con responsabilit. Il 2013 sar anch'esso, nell'insieme, tranquillo. Nettuno sconsiglia l'abuso di alcool, di fumo, di farmaci e droghe, Giove crea insoddisfazione e spinge ad eccedere, quindi attenzione. Ci sono questioni legali e giuridiche che non si risolveranno fino a giugno. CAPRICORNO: Questo segno ha vissuto in questi anni un periodo importante e complesso che ha portato a vivere una fase esistenziale sofferta, ha messo alla prova la resistenza, la fatica e la sofferenza... Plutone porta trasformazioni cui bene non opporsi. Il 2013 sar di lento recupero e aiuter la ricostruzione serena della vita. ACQUARIO: I nati sotto questo segno hanno vissuto dal 2010 ad ora un periodo sereno e positivo, ma attenzione, da novembre avr inizio una fase pesante e impegnativa in cui sono da mettere in conto contrariet e ritardi sulle cose che stanno a cuore. Nel 2013 sar importante non forzare nulla e rispettare i limiti e le tempistiche che si presenteranno. PESCI: Il vostro segno sar uno dei pi favoriti; Nettuno chiede tuttavia attenzione per la possibilit di un eccessivo idealismo che pu portare a cuocenti delusioni o inganni. Il 2013 sar un buon anno in cui sar possibile costruire solide basi per il futuro, molte cose si risolveranno favorevolmente, ma cercate di essere felici.

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