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UNIVERSITA DEGLI STUDI DI FIUME/RIJEKA FACOLTA DI LETTERE E FILOSOFIA

Storia e cultura italiana

Nascita della Rai e la cultura di massa

Seminario

Storia e cultura italiana Relatore: Carla Konta Studente: Ivana Dundovi Anno Accademico: 2012/2013

Fiume/ Rijeka, 3 dicembre 2012

Introduzione
In questo seminario scrivero della nascita, la storia e lo sviluppo della televisione italiana Rai che non solo un programma televisivo, ma uno degli instituti pi rappresentativi della identit colletiva dItalia. Scrivere della cultura di massa in un paese che ha undici milioni di analfabeti sembra comico, ma la cultura di massa non viene solo dai libri, ma anche da altre fonti. Cosa la cultura di massa in generale un altro tema di questo seminario.

La televisone Rai
La Radio televisione italiana nata ufficialmente il 3 gennaio 1954 alle undici di mattina con il primo annuncio in diretta dagli studi del Centro di produzione di Corso Sempione a Milano. Questo primo annuncio in diretta lha fatto Fulvia Colombo. Prima della tv le uniche due fonti dinformazioni di massa erano la radio e il cinema. A quel tempo la televisione trasmetteva in bianco e nero e la qualit del segnale non era favolosa, ma il suo successo tra la gente era instantaneo e in solo quattro anni il numero di spettatori supera il millione. Al inizio la Rai si poteva vedere solo in Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Umbria e Lazio, anche se gi nel 1954 il 48% di popolazione riesche a seguire il programma, nel 1961 aumenta fino al 97%. La televisione aveva solo la funzione di intrattenimento fino a che gli Italiani non decidono che essa potrebbe servire anche per la educazione della gente. Infatti, lanfalabetismo era abbastanza diffuso. In questo modo praticamente la tv ha insegnato una lingua nazionale alla gente, molto pi delle scuole. Il programma durava quasi 4 ore e la pubblicit non esisteva fino al 1957 quando viene trasmessa anche la pubblicit. Nel 1961 nasce il secondo canale e la giornata tv adesso dura 11 ore. Il programma di spettacolo cala mentre il programma culturale sale ( culturale significerebbe la prosa, lirica, originali tv, racconti, romanzi sceneggiati ecc). I film avevano una breve introduzione e non erano mai recenti ne di gran interesse. I sport piu seguiti erano il calcio e il ciclismo, ma, lintrattenimento era quello che ha reso la tv molto popolare. Un anno dopo la tv italiana si pu collegare in diretta,via satellite, con lAmerica, nascono le coproduzioni con i paesi stranieri, aumentano le ore di trasmissione e degli spot pubblicitari, cambia il numero dei abbonati e cresce lnteresse per il film. Lo spettacolo resta fermo, la cultura scende e i programmi preferiti diventano quelli sceneggiati. La Rai era sotto il controllo del governo e negli anni 1975-1976 passa sotto il controllo parlamentare. Avvengono vari cambiamenti, nascono le emittenti private, radiofoniche, poi anche televisive. Due anni dopo nasce la terza rete Rai. Negli anni Settanta la Rai diventa uno dei maggiori produttori cinematografici dItalia, mentre i programmi di intrattenimento vanno in crisi. Negli anni Ottanta la Rai e costretta a fare radicali trasformazioni per via del Mediaset che viene privatizzato da Silvio Berlusconi. La Rai introduce il programma in colore, le ore d trasmissione superano le 19, la pubblicit aumenta, scende la cultura, le informazioni salgono insieme ai film stranieri, specialmente dagli Usa.

La cultura di massa
La cultura di massa si rivolge a un pubblico pi vasto e indifferenziato, e viene diffusa attraverso canali diversi; tramite radio, televisione, cinema, fotografie, giornali, dischi, pubblicit, fumetti, linternet ecc. Si evoluta insieme alla diffusione dellistruzione, la societ dei consumi, lo sviluppo dellindustria, la democrazia politica e la comunicazione. Le caratteristiche della cultura di massa sono leclettismo, la semplicit del linguaggio che la rende comprensibile a tutti, l universalizzazione dei temi e tutto questo crea un livello medio di pubblico e di cultura. La nosta civilt dominata dai mezzi di comunicazioni che ci consentono di accorciare le distanze tra i popoli, sono raggiungibili a tutti, possono infestare la sfera privata di qualcuno e cosi cambiare il loro modo di pensare. Ci ha portato senza dubbio a dei vantaggi e a degli aspetti positivi, infatti tutti i paesi, anche i pi lontani, sono messi in contatto tra loro. Ma ci sono anche dei fattori negativi, ad esempio, la massificazione culturale. I mass media ci bombardano con delle informazioni ogni giorno, e gli individui possono perdere la capacit di criticare degli eventi, rischiando di pensare e di parlare con lo stesso linguaggio dei massmedia, tendono quindi ad appiattire le identit degli individui, e quindi dei popoli, su modelli prestabiliti. Viene fornita cos una pseudocultura: non perch i mass-media diffondano delle falsit, ma perch inducono a dei falsi bisogni che vengono presentati come indispensabili. Bisognerebbe diventare pi consapevoli dei propri costumi e della propria identit culturale per fine di non venire schiacciati da altre popolazioni pi forti economicamente. Si puo dire che i mass media sono una potente arma se si sanno sfruttare. La cultura di massa comprende grandi apparati tecnico-organizzativi, case editrici, la televisione e ogni altro strumento di comunicazione che diffondono e commercializzano una cultura definita, adottando procedure di serie. Il suo scopo quello di fornire la pi ampia informazione sui pi diversi argomenti, capaci di interessare tutti. Le nuove tecnologie e mezzi di comunicazione di massa permettono ai gruppi di professionisti di prevedere i gusti del pubblico: dalla fine del secolo scorso la produzione culturale diventa un vero e proprio settore produttivo frutto di lavorazioni complesse il quale oggi in tutto il globo affianca economia e politica. E nata una vera e propria Industria che produce cultura dove ogni prodotto deve essere preparato sulla base di aspettative prevedibili, e in pi c il continuo bisogno di novit, per poter rendere un prodotto competitivo sul mercato.

Conclusione La Rai senza dubbio la pi grande casa editrice dItalia ed ha avuto un grandissimo ruolo nella storia dItalia. Ma cosa ne sar della Rai nel futuro? Per riconquistare la leadership nellinformazione, nella cultura, nellintrattenimento, nei programmi di servizio pubblico la Rai dovrebbe fare una ristrutturazione e pensare ad un soggetto pubblico che metta insieme tecnologia e creativit, e non detto che piacerebbe a tutti, specialmente alle generazioni precedenti.

Bibliografia 1. Il divertimento in Italia (http://www.gianniroghi.it/Testi/l'europeo/6549%20.htm) 2. Breve ma veridica storia della Rai (http://www.bibliomanie.it/breve_veridica_storia_rai.htm) 3. Storia della Rai (http://www.homolaicus.com/linguaggi/tv.htm)