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Apeiron

La storia di un mondo antico e lontano. (frammento).

Apeiron = senza limiti.

Il sole abbandonava il mondo. Stava ritirando i suoi aurei raggi dalla umile dimora degli esseri viventi. Loscurit iniziava a vagare per le melanconiche vie della citt. Le stelle nascevano abbandonate in un cielo arancione dominato dalle ombre. La vita notturna faceva il suo ingresso. Le ombre grigie degli antichi ricordi vagavano sole per le triste vie della citt. Lo spirito invisibile del mondo riempiva laria calda della serata estiva, portando con s una gioia indescrivibile. Le porte del castello erano ancora aperte quando in fondo alla strada faceva la suo comparsa la sagoma sbiadita di un essere vivente, o qualcosa di simile. Il guardiano del cancello laveva notato. Percorreva lentamente e silenzioso il tragitto che lo separava dal ingresso del castello. Il misterioso personaggio somigliava ad un giovane ragazzo, o forse una ragazza. Prima che il custode si possa rendere conto, lospite stava gi varcando la porta che separava il castello dal resto del mondo: il cancello. La festa era gi iniziata. Si celebrava il diciottesimo compleanno della giovane principessa. Lintera citt festeggiava insieme a lei. Lamavano sinceramente. Non per quello che faceva, ma per quello che era. E questamore era generosamente ricambiato dalla giovane. Quella sera la gioia riempiva il cuore di ogni abitante, ma non di ogni ospite. Cerano invitati da tutto limpero. Il nuovo e ultimo arrivato era in ritardo, ma non era un invitato. Aveva osato infiltrarsi ad una festa dove non era il benvenuto. La festa si celebrava nella imperiosa sala reale del castello. Il largo ingresso era preceduto da un meraviglioso giardino, tagliato a met dalla strada che portava ai cancelli. Giovani e anziani, tutti erano felici. Tantissimi camerieri si prendevano cura dei ancora pi numerosi ospiti. La sala ed il giardino era una strepitosa combinazione che permetteva ai ogni singolo invitato di trovare un posto adeguato. I pi giovani ballavano mentre quelli pi anziani si godevano il piacere prodotto dalla conversazione con persone mai conosciute, ma familiari. Cerano tante attivit. Nessuno si annoiava. Lintera nobilt del reame era radunata in quel magnifico luogo, a quella meravigliosa festa. Quelli che non avevano avuto lonore di ricevere linvito (per mancanza di posto), partecipavano alla festa radunati nella piazza centrale della citt e altri posti simili, dove immensi schermi proiettavano quello che succedeva sulla collina della citt, dove si innalzava orgoglioso verso il cielo il titanico castello, dimora da millenni della famiglia reale. Non erano presenti con il corpo, ma i loro spiriti raggiungevano la loro preziosa principessa. Pochi erano gli eventi che producevano tale sublime atmosfera. La gioia riempiva quasi tutti gli animi, ma non proprio tutti. Qualcuno dei presenti era portatore di dolore. Il nuovo arrivato percorse lintero giardino senza che alcuno, ospite o meno, si accorga della sua presenza. Sembrava invisibile. Senza capire perch, quando varc lingresso, un silenzio tombale cal sui festeggiamenti. Vestiva abiti concordi con levento. Non era ci che destava lattenzione e lo sgomento di tutti. Sembrava un ragazzo normale, ma in realt non lo era. Ci che aveva generato stupore era ci che teneva in mano. Nella sinistra, un bellissimo fiore di un altro mondo; nella destra, il corpo freddo senza vita del custode del cancello, di quel mondo. Prima ancora che qualcuno arrivi a pensare di dire qualcosa, lanci il morto in mezzo alla sala, ai piedi della principessa Lilith. Aveva osato rivolgermi la parola guardandomi negli occhi. Questo gli costato la vita. Spero nessunaltro commetta questo orribile errore, furono le parole che varcarono le labbra del nuovo arrivato, parole che gelarono i deboli cuori che le ascoltarono. Tutti lo guardavano negli occhi. Erano profondi come labisso senza fine delloscurit. Locchio sinistro era di un colore blu celestiale, mentre il destro era di un rosso infernale. Il primo diceva dove il suo portatore era nato, il secondo invece dove era arrivato.

Una delle graziose ragazze che circondavano la principessa non aveva capito il glaciale avvertimento. Succede a tutti parlare quando non si deve. E quasi sempre (pi di quanto pensiamo) ci costa ci che ci pi caro. Chi costui che osa disturbare la quiete della festa reale? Sembra un an, non riusc a finire la frase. Lultima cosa che fecce era cadere fredda sul pavimento caldo. Era morta. Lunica cosa che Lilith riusc a fare era piangere, versare lacrime amare. Il cielo stellato le stava precipitando sulle spalle. Un silenzio tombale riempiva la sala, il castello, la citt ed il mondo intero. Cara principessa, non piangere, il dolore deve ancora iniziare. Arrivo da un mondo lontano per regalarti questo fiore. Tienilo, lo metterai sulla tomba di un mondo che sta per tramontare, ma solo per ricominciare. E ricordati il mio nome, perch solo una volta lo sentirai nominare: Io sono Apeiron... (continua)