Você está na página 1de 28

Sommario INTRODUZIONE.................................................................................................................................................. 2 IL QUADRO NORMATIVO IN MATERIA DI SICUREZZA DEI LAVORATORI: IL TESTO UNICO DELLA SICUREZZA SUL LAVORO ......................................................................................................................................................

2 I SOGGETTI DELLA SICUREZZA ........................................................................................................................... 3 Il datore di lavoro/il dirigente ........................................................................................................................... 3 Il lavoratore ....................................................................................................................................................... 5 Il preposto.......................................................................................................................................................... 5 Il RSPP e lASPP .................................................................................................................................................. 6 Il medico competente........................................................................................................................................ 7 RLS/RLST ............................................................................................................................................................ 7 LA VALUTAZIONE DEI RISCHI ............................................................................................................................. 9 Fase 1: individuazione dei rischi e delle persone esposte ....................................................................... 10 Fase 2: stima del rischio........................................................................................................................... 11 Fase 3: determinazione delle azioni preventive e protettive .................................................................. 14 Fase 4: elaborazione del DVR (documento di valutazione dei rischi) ..................................................... 16 Fase 5: attuazione delle azioni preventive e protettive .......................................................................... 17 Fase 6: monitoraggio e aggiornamento................................................................................................... 17 LE PROCEDURE STANDARDIZZATE................................................................................................................... 20 Campo di applicazione..................................................................................................................................... 20 Istruzioni operative.......................................................................................................................................... 21 LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO ........................................................................ 23 LA GESTIONE DEI DOCUMENTI DI VALUTAZIONE............................................................................................ 24 Conservazione e soggetti firmatari.................................................................................................................. 25 Tempistiche di elaborazione e di aggiornamento ........................................................................................... 26

LA VALUTAZIONE DEI RISCHI NEI LUOGHI DI LAVORO

INTRODUZIONE
Lobiettivo di questo E-book di semplificare gli aspetti meno chiari relativi alla valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro, che rappresenta per le aziende ladempimento pi importante in materia di salute e sicurezza, considerato che da essa dipendono tutte le successive misure di prevenzione e protezione. Partendo dal quadro normativo, descriveremo gli obblighi e le attribuzioni dei soggetti responsabili della sicurezza nei luoghi di lavoro, per poi arrivare alla trattazione vera e propria dellobbligo di valutazione dei rischi e dellelaborazione del relativo documento, soffermandoci anche su due aspetti peculiari di tale adempimento: le procedure standardizzate come semplificazione della valutazione per le aziende medio piccole e lobbligo di valutazione del rischio stress lavoro correlato per tutte le realt con almeno un lavoratore. Concluderemo, infine, con la spiegazione delle modalit di gestione dei documenti di valutazione (la conservazione, i firmatari, le tempistiche di elaborazione e leventuale aggiornamento).

IL QUADRO NORMATIVO IN MATERIA DI SICUREZZA DEI LAVORATORI: IL TESTO UNICO DELLA SICUREZZA SUL LAVORO
Lentrata in vigore del d.lgs. 81/2008 (noto come Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro), successivamente modificato dal decreto correttivo 106/2009, ha concluso il processo di riorganizzazione dellintera normativa in materia di salute e di sicurezza sui luoghi di lavoro. Lelaborazione di un Testo Unico, infatti, ha permesso di coordinare, riordinare e riformare tutte le principali leggi previgenti, allo scopo di armonizzare le varie disposizioni e di migliorare lorganizzazione e la gestione della sicurezza nelle aziende. Il Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro si applica a tutti i settori di attivit e a tutti i lavoratori, siano essi subordinati o autonomi, e prevede una serie di misure generali di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Tali misure, a carico del datore di lavoro, riguardano: la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza; la programmazione della prevenzione; l'eliminazione dei rischi oppure, ove ci non sia possibile, la loro riduzione al minimo; il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro; la riduzione dei rischi alla fonte; la sostituzione di ci che pericoloso con ci che non lo , o meno pericoloso; la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio; l'utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro; la priorit delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale; il controllo sanitario dei lavoratori; 2

l'allontanamento del lavoratore dall'esposizione al rischio e limpiego, ove possibile, ad altra mansione; l'informazione e la formazione adeguate per i lavoratori, per i loro rappresentanti, per i dirigenti e per i preposti; le istruzioni adeguate ai lavoratori; la partecipazione e consultazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti; la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza (codici di condotta e di buone prassi); le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato; l'uso di segnali di avvertimento e di sicurezza; la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature e impianti.

Tra tutte le disposizioni contenute nel Testo Unico, la valutazione dei rischi e la conseguente elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) senzaltro ladempimento pi importante, poich rappresenta il punto di partenza per la scelta e lattuazione delle successive misure di prevenzione e protezione necessarie a tutelare la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro.

I SOGGETTI DELLA SICUREZZA


Approfondiamo ora i principali obblighi e funzioni dei soggetti responsabili della sicurezza nei luoghi di lavoro, prestando particolare attenzione al ruolo che ricoprono nel processo di valutazione dei rischi.

Il datore di lavoro/il dirigente


Il datore di lavoro il soggetto titolare del rapporto di lavoro o, comunque, il soggetto che ha la responsabilit dellorganizzazione stessa o dellunit produttiva, in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Il dirigente la persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dellincarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando lattivit lavorativa e vigilando su di essa. Il datore di lavoro ed il dirigente (figura che nelle strutture aziendali complesse, di fatto, sostituisce il datore di lavoro) assumono i poteri di direzione, organizzazione e gestione dellimpresa, dettando e controllando lattuazione delle prescrizioni cui i lavoratori devono uniformare la loro attivit. Gli obblighi del datore di lavoro e del dirigente prevedono:

la nomina del medico competente; 3

la designazione preventiva dei lavoratori addetti al primo soccorso e gestione emergenze e dei lavoratori addetti allantincendio ed evacuazione; lassegnazione dei compiti ai lavoratori, in base alla capacit e alle condizioni di salute e sicurezza degli stessi; la consegna dei dispositivi di protezione individuale, necessari ed idonei, ai lavoratori; ladozione di misure appropriate affinch soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;

la vigilanza del rispetto delle norme vigenti e delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza sul lavoro da parte dei lavoratori; ladozione delle misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dellevacuazione dei luoghi di lavoro; ladempimento degli obblighi di informazione, formazione ed addestramento dei lavoratori. la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del relativo documento; la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi.

In capo al datore di lavoro, inoltre, sussistono due obblighi non delegabili:


Il fatto che la valutazione dei rischi e lelaborazione del relativo documento, insieme alla designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, rappresentino uno degli unici due obblighi non delegabili in capo al datore di lavoro, dimostra la responsabilit primaria dello stesso nella gestione di tale processo. Tale responsabilit viene ulteriormente sottolineata dal fatto che le relative sanzioni in caso di inadempimento risultano piuttosto aspre: in caso di omissione o incompleta valutazione dei rischi e del relativo documento, infatti, il datore di lavoro pu incorrere nella detenzione da 3 a 6 mesi oppure nellobbligo di pagamento di unammenda da 2.500 a 6.400 . La detenzione, inoltre, pu prolungarsi da 4 a 8 mesi in presenza di determinate tipologie di lavorazioni particolarmente a rischio: aziende industriali in cui sono presenti sostanze pericolose; centrali termoelettriche; impianti nucleari, di deposito o smaltimento di rifiuti radioattivi; aziende per la fabbricazione e il deposito di esplosivi, polveri e munizioni; aziende industriali con oltre 200 lavoratori; industrie estrattive con oltre 50 lavoratori; strutture di ricovero e cura con oltre 50 lavoratori; attivit che espongono i lavoratori a rischi biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, e attivit di manutenzione, rimozione/smaltimento e bonifica di amianto; 4

cantieri temporanei o mobili, con la compresenza di pi imprese e non meno di 200 uomini giorno.

Il lavoratore
Il lavoratore la persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge unattivit lavorativa nellambito dellorganizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, unarte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Il lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza cos come di quella di coloro che si trovano nel medesimo posto di lavoro, sui quali possono ricadere i suoi comportamenti attivi ed omissivi. I principali obblighi del lavoratore riguardano:

la collaborazione alladempimento degli obblighi di protezione previsti a tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro; losservanza delle disposizioni e delle istruzioni impartite dal datore di lavoro, dal dirigente e dal preposto ai fini della protezione collettiva e personale; il corretto utilizzo delle attrezzature di lavoro, delle sostanze, dei preparati pericolosi, dei mezzi di trasporto e dei dispositivi di protezione messi a disposizione; la segnalazione al datore di lavoro, al dirigente o al preposto della mancanza dei mezzi di protezione e delle eventuali situazioni di pericolo; la partecipazione alla formazione ed alladdestramento pianificati dal datore di lavoro.

Il preposto
l preposto la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dellincarico conferitogli, sovrintende allattivit lavorativa e garantisce lattuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa. Il preposto ha lincarico di sorvegliare lattivit lavorativa e di garantire lattuazione delle direttive ricevute dal datore di lavoro. I principali obblighi del preposto riguardano:

la vigilanza del rispetto da parte dei lavoratori degli obblighi di legge e delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza e la verifica dellutilizzo dei dispositivi di protezione collettivi ed individuali;

la tempestiva segnalazione al datore di lavoro o al dirigente della mancanza dei mezzi, delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione. 5

Il RSPP e lASPP
Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione una persona in possesso delle capacit e dei requisiti professionali, designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi. L'addetto al servizio di prevenzione e protezione una persona in possesso delle capacit e dei requisiti professionali, facente parte del servizio di prevenzione e protezione. Il ruolo di RSPP e di ASPP pu essere svolto dal datore di lavoro, da un dipendente dellazienda oppure da un consulente esterno. Dal datore di lavoro, nel caso di: aziende artigiane o industriali fino a 30 lavoratori, escluse quelle ad elevato rischio per la presenza di sostanze pericolose in quantit superiore al consentito; aziende agricole o zootecniche fino a 30 lavoratori; aziende della pesca fino a 20 lavoratori; altre aziende fino a 200 lavoratori. aziende artigiane o industriali fino a 30 lavoratori, escluse quelle ad elevato rischio per la presenza di sostanze pericolose in quantit superiore al consentito; centrali termoelettriche; impianti nucleari e impianti con impiego di sorgenti di radiazioni; aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni; aziende industriali con oltre 200 lavoratori; industrie estrattive con oltre 50 lavoratori; strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori.

Da un dipendente dellazienda, nel caso di:

Da un consulente esterno, in assenza di dipendenti che, allinterno dellazienda siano in possesso dei requisiti professionali necessari. Il ricorso a persone o a servizi esterni non esonera comunque il datore di lavoro dalla propria responsabilit. l RSPP e gli ASPP hanno compiti esclusivamente consultivi: osservano, valutano e segnalano al datore di lavoro eventuali rischi o carenze in materia di sicurezza; sar poi compito del datore di lavoro provvedere ai relativi adempimenti. I compiti del RSPP e degli ASPP riguardano:

lindividuazione dei fattori di rischio in materia di sicurezza; lelaborazione delle misure preventive e protettive; la proposta di programmi di informazione e formazione dei lavoratori; la partecipazione alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

Nello specifico, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), coordinando lattivit dei soggetti appartenenti al servizio di cui responsabile, collabora con il datore di lavoro nella valutazione dei 6

rischi e nella conseguente elaborazione del relativo documento, in particolar modo partecipando allidentificazione dei fattori di rischio e all'individuazione delle misure per la sicurezza e la salute.

Il medico competente
Il medico competente un medico in possesso dei titoli e dei requisiti formativi e professionali necessari, che collabora con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti definiti dal Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro. La nomina del medico competente da parte del datore di lavoro prevista solo nei casi in cui la sorveglianza sanitaria obbligatoria, vale a dire, qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi oppure in presenza di:

movimentazione manuale dei carichi; uso di attrezzature munite di videoterminali; esposizione ad agenti fisici, quali rumore, ultrasuoni, infrasuoni, vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche, microclima e atmosfere iperbariche; esposizione ad agenti chimici pericolosi, classificati come molto tossici, tossici, nocivi, sensibilizzanti, corrosivi, irritanti, tossici per il ciclo riproduttivo, cancerogeni e mutageni di categoria 3;

esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni; esposizione allamianto; esposizione ad agenti biologici.

Il medico competente collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, in riferimento alla programmazione delle misure per la tutela della salute e della integrit psicofisica dei lavoratori, all'attivit di formazione e informazione e allorganizzazione del servizio di primo soccorso. In caso di mancata collaborazione nella valutazione dei rischi, il medico competente punito con larresto fino a 3 mesi o con lammenda da 400 a 1.600 .

RLS/RLST
Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza una persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza:

consultato preventivamente e tempestivamente in merito alla valutazione dei rischi, allindividuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nellazienda o unit produttiva;

consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, allattivit di prevenzione incendi, al primo soccorso, allevacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente;

consultato in merito all'organizzazione della formazione; riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e alle misure di prevenzione relative, alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, allorganizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;

riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza; promuove l'elaborazione, l'individuazione e l'attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l'integrit fisica dei lavoratori; formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorit competenti; partecipa alla riunione periodica annuale; avverte il responsabile dellazienda dei rischi individuati nel corso della sua attivit.

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) deve essere consultato dal datore di lavoro preventivamente e tempestivamente rispetto alla valutazione dei rischi, in particolar modo relativamente allindividuazione, alla programmazione, alla realizzazione e alla verifica della prevenzione in azienda. A conclusione dellintero adempimento, al rappresentante dei lavoratori devono essere comunicate tutte le informazioni inerenti alla valutazione dei rischi e deve essergli consegnata copia del relativo documento (DVR). Nelle aziende nelle quali non sia stato eletto il RLS, a seguito della redazione del verbale di mancata elezione, le funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza vengono assunte dal Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST), il quale ha gli stessi compiti e le medesime prerogative del rappresentante aziendale, che per esercita in riferimento a pi aziende o a pi unit produttive nelle quali non sia stato eletto o designato il RSL.

LA VALUTAZIONE DEI RISCHI


Nel Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro la valutazione dei rischi viene definita come la valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell'ambito dell'organizzazione in cui essi prestano la propria attivit, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza. Questa misura primaria di tutela dei lavoratori si realizza attraverso unanalisi sistematica di tutti gli aspetti dellattivit lavorativa, al fine di: individuare i pericoli presenti sul lavoro e valutare i rischi associati a questi pericoli; stabilire le misure da adottare per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori; scegliere adeguatamente le attrezzature di lavoro e le sostanze utilizzate e allestire al meglio l'ambiente di lavoro; verificare che le misure messe in atto siano adeguate; dare un ordine di priorit a eventuali altre misure ritenute necessarie a seguito della valutazione; dimostrare di aver considerato tutti i fattori pertinenti all'attivit e di aver raggiunto un giudizio informato dei rischi e delle misure necessarie per salvaguardare la salute e la sicurezza; garantire che le misure preventive e i metodi di lavoro e di produzione migliorino il livello di protezione dei lavoratori. Al fine di semplificare un processo valutativo piuttosto complesso, riportiamo qui di seguito la proposta di un percorso per fasi, che possono essere cos sintetizzate: FASE 1: INDIVIDUAZIONE DEI RISCHI E DELLE PERSONE ESPOSTE Identificare le potenziali fonti di rischio e le persone che possono esservi esposte. FASE 2: STIMA DEL RISCHIO Attribuire un valore ai rischi individuati nella fase precedente, anche in relazione alladeguatezza o meno delle misure di tutela gi adottate. FASE 3: DETERMINAZIONE DELLE AZIONI PREVENTIVE E PROTETTIVE Identificare le misure adeguate per eliminare, o perlomeno ridurre, i rischi. FASE 4: ELABORAZIONE DEL DVR Elaborare il documento di valutazione dei rischi, secondo le prescrizioni del Testo Unico della Sicurezza sul lavoro. FASE 5: ATTUAZIONE DELLE AZIONI PREVENTIVE E PROTETTIVE Mettere in atto le misure di prevenzione e protezione stabilite. FASE 6: MONITORAGGIO E AGGIORNAMENTO Controllare e aggiornare periodicamente la valutazione dei rischi e il relativo documento.

Fase 1: individuazione dei rischi e delle persone esposte


Innanzitutto, che cosa si intende con rischio? Spesso la parola rischio viene utilizzata come sinonimo di pericolo, ma le due parole hanno significati diversi. Il Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro, infatti, definisce il pericolo come la propriet o la qualit intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni; il rischio, invece, come la probabilit di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione. La presenza di un pericolo nei luoghi di lavoro, dunque, non comporta necessariamente un rischio: la presenza o meno di un rischio sar, bens, conseguenza della probabilit che tale pericolo si concretizzi in un evento dannoso, in base alle condizioni di impiego o di esposizione di uno o pi agenti o fattori. I rischi presenti nei luoghi di lavoro, inoltre, possono essere classificati in tre categorie, in base alla loro natura: a) Rischi per la sicurezza o di natura infortunistica. Sono quelli responsabili del potenziale verificarsi di incidenti o infortuni, in conseguenza di un impatto fisico - traumatico di diversa natura (meccanica, elettrica, chimica, termica, ...). b) Rischi per la salute o di natura igienico ambientale. Sono quelli responsabili della potenziale compromissione dellequilibrio biologico, causato dallemissione nellambiente di fattori ambientali di rischio, di natura chimica, fisica e biologica. c) Rischi per la sicurezza e la salute o trasversali. Sono propri della complessa articolazione che caratterizza il rapporto tra il lavoratore e lorganizzazione del lavoro (fattori psicologici, ergonomici, condizioni di lavoro, ...). Lidentificazione delle potenziali fonti di rischio deve essere effettuata attraverso lanalisi dei luoghi di lavoro e del ciclo lavorativo, attraverso: il sopralluogo degli ambienti e la verifica dei fattori e degli agenti che possono essere dannosi; la consultazione diretta dei lavoratori oppure dei loro rappresentanti, in quanto conoscitori primari delle fasi lavorative e delle misure di prevenzione adottate; lesame sistematico di tutti gli aspetti dell'attivit. Tale indagine deve comprendere losservazione di cosa accade realmente nei luoghi di lavoro durante l'attivit, comprese le operazioni straordinarie e intermittenti (operazioni di manutenzione, variazioni nei cicli di produzione, ecc.) e la possibilit di accadimento di eventi non previsti ma prevedibili (ad esempio eventuali interruzioni dell'attivit lavorativa); la valutazione dei pericoli a lungo termine per la salute (livelli elevati di rumore, esposizione a sostanze nocive, rischi psicosociali, ecc.); lo studio dei registri aziendali degli infortuni e delle malattie professionali; 10

la raccolta delle informazioni da manuali d'istruzioni, schede tecniche, organismi e associazioni di categoria, regolamenti e norme tecniche.

Successivamente allidentificazione dei rischi presenti nei luoghi di lavoro, necessario individuare quali sono le persone soggette a ciascuno di essi, suddividendo i lavoratori occupati in Gruppi omogenei: insiemi di lavoratori che, per tipo di lavorazioni svolte, luoghi frequentati e tempi di frequentazione dei luoghi, possono essere considerati omogenei dal punto di vista dellesposizione ai rischi. necessario tenere presente che le persone esposte ai rischi possono essere non solo i lavoratori, bens anche gli utenti che accedono a diverso titolo nei luoghi di lavoro (clienti, avventori, fornitori, ...). In questa fase, deve essere prestata particolare attenzione sia alle questioni di genere, che alla presenza di gruppi di persone particolarmente soggette a fattori di rischio: disabili, provenienti da altri Paesi, giovani o anziani, donne in stato di gravidanza o in allattamento, personale privo di formazione e lavoratori con contratti atipici (part-time, precari, ecc.).

Fase 2: stima del rischio


La stima del rischio consiste nellattribuire un valore ai rischi individuati nella fase precedente (anche in relazione alladeguatezza o meno delle misure di tutela gi adottate), in funzione della probabilit di accadimento e della gravit del possibile danno. Possiamo considerare il rischio, infatti, come il prodotto della Probabilit di accadimento (P) per la Gravit del Danno (D): R=PxD dove, la Probabilit di accadimento rappresenta la probabilit che il danno derivante da un fattore di rischio effettivamente si verifichi; mentre la Gravit del danno indica il grado di reversibilit o di non reversibilit del potenziale danno causato dallo stesso fattore di rischio. Applicando un modello a matrice, siamo in grado di calcolare entrambe le variabili attribuendo alle stesse un valore numerico compreso tra 1 e 4, in base alle seguenti scale.

11

SCALA DELLE PROBABILIT Improbabile. Non sono noti episodi gi verificatesi; potrebbe esserci un danno solo in concomitanza di pi eventi poco probabili ed indipendenti. Poco Probabile. Sono noti solo rarissimi episodi gi verificatisi; potrebbe esserci un danno solo in circostanze poco probabili. Probabile. Sono noti alcuni episodi in cui allanomalia ha fatto seguito il verificarsi di un danno; potrebbe esserci un danno, anche se in modo non automatico o diretto. Altamente Probabile. Esiste una correlazione diretta tra lanomalia e il verificarsi del danno ipotizzato; in azienda o in altre strutture operative simili si sono gi verificati danni conseguenti allanomalia.

1 2 3 4

SCALA DI GRAVIT DEL DANNO Lieve. Infortunio o episodi di esposizione acuta con inabilit temporanea breve e rapidamente reversibili; esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili. Medio. Infortunio o episodi di esposizione acuta con inabilit temporanea anche lunga ma reversibile; esposizione cronica con effetti reversibili. Grave. Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di invalidit permanente parziale; esposizione cronica con effetti irreversibili o parzialmente invalidanti. Gravissimo. Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti letali o di invalidit totale; esposizione cronica con effetti letali o totalmente invalidanti.

1 2 3 4

12

Moltiplicando il valore assegnato alla probabilit per il valore assegnato al danno, possibile, quindi, determinare il livello di rischio e, in funzione di questo, le tempistiche di attuazione degli interventi di adeguamento.

4 3 PROBABILIT 2 1 1 2 DANNO 3 4

Valori compresi tra 0 a 1

Rischio Lieve = Azioni migliorative da valutare in fase di programmazione Rischio Basso = Azioni correttive da programmare a breve medio termine. Rischio Medio = Azioni correttive da programmare con urgenza. Rischio Alto = Azioni correttive immediate.

Valori compresi tra 2 a 4

Valori compresi tra 5 a 8 Valori compresi tra 9 a 16

13

Facciamo un esempio di quanto fin qui detto. Rischio A. Probabilit di accadimento: poco probabile (2); Gravit del danno: gravissimo (4). 2 x 4 = 8, quindi il rischio A sar MEDIO. Rischio B. Probabilit di accadimento: probabile (3); Gravit del danno: grave (3). 3 x 3 = 9, quindi il rischio B sar ALTO. In questo modo possibile stabilire che le misure correttive relative al rischio B (ALTO) sono prioritarie rispetto alle misure correttive riguardanti il rischio A e, quindi, dovranno essere adottate per prime. Concludendo, la stima e la misurazione dei rischi presenti nei luoghi di lavoro funzionale alla definizione del programma delle misure di prevenzione e protezione, poich permette di classificare gli interventi da attuare in ordine di priorit, a seconda del livello di rischio.

Fase 3: determinazione delle azioni preventive e protettive


Prima di tutto bene distinguere le misure di Prevenzione dalle misure di Protezione: le prime, infatti, agiscono sulla probabilit di accadimento di un determinato fatto dannoso e sono finalizzate alla riduzione e allimpedimento che ci accada; le seconde, invece, agiscono sulla natura stessa del fatto dannoso e sono tese alla riduzione dellentit delle conseguenze derivanti dallevento stesso. Nella scelta sia delle misure di prevenzione che delle misure di protezione, comunque importante considerare due aspetti: 1. possibile prevenire o eliminare completamente i rischi? Un rischio pu essere completamente rimosso alla fonte, qualora lattivit o la lavorazione che lo comportano non fosse assolutamente indispensabile per il ciclo lavorativo e ci fosse, quindi, la possibilit di sostituire o di modificare le sostanze utilizzate o i processi attuati con altri non implicanti il rischio stesso. 2. Qualora non fosse possibile evitare o prevenire i rischi, possibile ridurli a un livello idoneo tale da non compromettere la salute e la sicurezza delle persone esposte? Nel caso in cui non fosse possibile eliminare il rischio modificando lattivit lavorativa o le sostanze utilizzate nello svolgimento della stessa, sar necessario valutare quali possano essere le misure di tutela pi efficaci, in relazione alle condizioni lavorative e alla tipologia di rischio presente. Le misure di prevenzione e protezione, infatti, si distinguono in: generali, specifiche e di emergenza. Le misure di tutela generali si applicano in presenza di rischi generici, non appartenenti ad una specifica categoria di rischio, e comprendono: il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, relativamente allorganizzazione delle postazioni, alla scelta delle attrezzature e alla progettazione dei metodi di lavoro e produzione; la riduzione dei rischi alla fonte; 14

la sostituzione di ci che pericoloso con ci che non lo , o meno pericoloso; la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio; l'utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro; la priorit delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale; il controllo sanitario dei lavoratori; l'allontanamento del lavoratore dall'esposizione al rischio e lo spostamento, se possibile, ad altra mansione; l'informazione e la formazione adeguate per i lavoratori, per i loro rappresentanti, per i dirigenti e per i preposti; la partecipazione e la consultazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti; la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso l'adozione di codici di condotta e di buone prassi; le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato; l'uso di segnali di avvertimento e di sicurezza; la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature e impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza.

Le misure di tutela specifiche si adottano in presenza di rischi particolari, aventi determinate criticit inerenti alluso di macchine e attrezzature oppure alla modalit in cui viene svolta la lavorazione. Tra questi rischi rientrano, ad esempio, lesposizione ad agenti biologici, il rumore, le vibrazioni, i campi elettromagnetici, lesposizione ad amianto, ecc. Le misure di tutela specifiche applicabili a tali rischi comprendono: lutilizzo di dispositivi di protezione individuale; uninformazione e una formazione dei lavoratori specifiche in base alla mansione svolta; lintervento e la presenza di personale esperto e formato in relazione allarea di rischio evidenziata.

Le misure di emergenza, infine, si applicano in presenza di rischi derivanti da situazioni non prevedibili (terremoti, incendi, allagamenti, esplosioni, ecc.). Tali misure comprendono: ladozione di un dettagliato Piano di Emergenza ed Evacuazione; la scelta e la messa a disposizione di mezzi e presidi per il primo soccorso; la scelta e la manutenzione dei presidi antincendio; lo svolgimento delle prove di esodo.

15

Fase 4: elaborazione del DVR (documento di valutazione dei rischi)


Larticolo 28 del Testo Unico stabilisce che, a conclusione del processo di valutazione dei rischi, il datore di lavoro tenuto a redigere il relativo documento, i cui contenuti, cos come le modalit di gestione, sono rigorosamente definiti dalla stessa normativa: Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione, deve contenere: a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attivit lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; La scelta dei criteri di redazione del documento rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicit, brevit e comprensibilit, in modo da garantirne la completezza e lidoneit quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione; b) l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati a seguito della valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a); c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; d) l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare, nonch dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; e) l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; f) l'individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacit professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. Criteri di redazione Per la redazione del documento di valutazione dei rischi il datore di lavoro ha facolt di utilizzare i metodi che ritiene pi opportuni, purch vengano rispettati i criteri di semplicit, brevit e comprensibilit. Ne risulta, quindi, che il documento deve necessariamente essere strutturato in modo da esporre i contenuti in modo schematico e basilare, attraverso luso di un linguaggio comprensibile al lettore. Contenuto Il documento di valutazione dei rischi deve necessariamente comprendere: g) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attivit lavorativa, nella quale sono specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; 16

h) l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati a seguito della valutazione; i) j) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare, nonch dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere; k) l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; l) l'individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacit professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.

Fase 5: attuazione delle azioni preventive e protettive


Al fine di raggiungere lobiettivo di eliminare, o quantomeno ridurre, i rischi presenti nei luoghi di lavoro consigliabile definire il pi dettagliatamente possibile i tempi e le modalit di realizzazione delle misure di prevenzione e protezione individuate. In tal senso, uno strumento utile pu essere identificato nell'elaborazione di un piano di attuazione, contenente: la descrizione delle misure e lordine di priorit per la loro adozione, i mezzi a disposizione, le persone responsabili dellattuazione, le tempistiche e le scadenze entro cui portare a termine le azioni previste, e, naturalmente, la data di revisione e di verifica. Altro punto fondamentale per la buona riuscita del processo di attuazione delle misure di prevenzione e protezione il coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti, attraverso linformazione e la formazione riguardanti sia le modalit di realizzazione delle azioni individuate sia il nominativo della persona responsabile dellintero processo.

Fase 6: monitoraggio e aggiornamento


La fase conclusiva della valutazione dei rischi riguarda il monitoraggio continuo e leventuale aggiornamento sia della valutazione stessa che del relativo documento, in particolar modo per ci che riguarda il controllo e leventuale revisione delle misure di prevenzione e protezione, al fine di garantirne lefficacia nel tempo e, di conseguenza, il controllo dei rischi. In tal senso, il Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro (d.lgs. 81/2008 modificato dal decreto correttivo 106/2009) stabilisce che la valutazione dei rischi e le conseguenti misure di prevenzione e protezione devono essere immediatamente rielaborate in occasione di: 17

a) modifiche del processo produttivo o dellorganizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori; b) evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione; c) infortuni significativi; d) necessit evidenziate dalla sorveglianza sanitaria. A seguito di tale rielaborazione, necessario provvedere anche allaggiornamento del documento di valutazione dei rischi, nel termine massimo di trenta giorni dal verificarsi delle causali sopra riportate. Andiamo, ora, ad individuare gli errori che vengono commessi pi di frequente nel processo di valutazione dei rischi sul lavoro, alla luce della suddivisione in fasi dellintero adempimento, al fine di comprenderne lentit e non incorrere in essi durante il processo di valutazione. FASE 1: Individuazione dei rischi e delle persone esposte 1. Non includere nellindagine determinate categorie di rischio (ad esempio i rischi psicosociali e i rischi relativi allorganizzazione dellattivit lavorativa); 2. ignorare i rischi a lungo termine per la salute (ad esempio i rischi derivanti da un'esposizione cronica a sostanze pericolose o a livelli elevati di rumore); 3. non consultare i lavoratori e i loro rappresentanti, pur trattandosi dei soggetti pi vicini ai processi lavorativi e, quindi, pi informati riguardo alle relative problematiche; 4. basare esclusivamente lanalisi dei rischi su una lista di controllo o checklist, tralasciando gli aspetti peculiari dellattivit e dellorganizzazione lavorativa; 5. sottovalutare un rischio rilevante, sminuendone la pericolosit; 6. sottovalutare le attivit collaterali del processo lavorativo (ad esempio la manutenzione degli ambienti e delle apparecchiature oppure le attivit di pulizia); 7. trascurare l'eventuale presenza di ulteriori persone nei luoghi di lavoro (ad esempio lavoratori di altre ditte, visitatori, acquirenti e clienti); 8. non includere nellindagine le problematiche inerenti alla presenza di eventuali gruppi di persone particolarmente a rischio (ad esempio donne in gravidanza, lavoratori minorenni, lavoratori con disabilit, lavoratori provenienti da altri Paesi); 9. non considerare i dati forniti dal registro degli infortuni o delle malattie. FASE 2: Stima del rischio 1. Ignorare alcune delle conseguenze dei rischi (ad esempio non valutando gli effetti a lungo termine); 2. creare un falso senso di sicurezza, limitandosi ad individuare i rischi senza preoccuparsi di eliminarli o ridurli a livelli accettabili;

18

3. non classificare i rischi in base alla priorit di intervento e, di conseguenza, delladozione delle misure di prevenzione e di protezione. FASE 3: Determinazione delle azioni preventive e protettive 1. Non applicare i principi generali della prevenzione, che stabiliscono di considerare in primo luogo la possibilit di prevenire o di evitare i rischi e, in caso contrario, di ridurre o limitare il livello di rischio attraverso ladozione delle misure pi adeguate; 2. incorrere nel trasferimento del rischio, applicando misure di prevenzione e protezione che permettono di eliminare o di ridurre un rischio ma che, allo stesso tempo, ne creano uno nuovo; 3. non consultare i lavoratori e i loro rappresentanti relativamente alla scelta e allintroduzione delle misure di prevenzione. FASE 4: Elaborazione del DVR 1. Omettere la documentazione per iscritto della valutazione dei rischi; 2. elaborare un documento non completo, manchevole cio delle indicazioni obbligatorie stabilite da normativa; 3. non avvalersi della documentazione informativa per le persone interessate (ad esempio per i lavoratori e i loro rappresentanti) relativa agli esiti della valutazione effettuata e alle misure di prevenzione e di protezione. FASE 5: Attuazione delle azioni preventive e protettive 1. Non assegnare il giusto livello di priorit alladozione delle misure di prevenzione e protezione; 2. non stabilire le modalit concrete di attuazione delle misure da adottare (che includono, ad esempio, lidentificazione delle persone responsabili dellattuazione, le relative scadenze e il termine ultimo di realizzazione); 3. non sovrintendere all'attuazione degli interventi; 4. non consultare e coinvolgere i lavoratori e i loro rappresentanti nella scelta e nelladozione delle misure di prevenzione e protezione. FASE 6: Monitoraggio e aggiornamento 1. Non definire i termini per laggiornamento della valutazione dei rischi; 2. non verificare che le misure di prevenzione e di protezione siano attinenti ai risultati della valutazione; 3. non controllare la validit nel tempo delle misure adottate; 4. non informare i lavoratori e i loro rappresentanti dei risultati della valutazione e delle misure adottate; 5. una volta redatto il documento di valutazione dei rischi, considerare concluso il processo di valutazione, non provvedendo allaggiornamento e alla revisione periodica. 19

LE PROCEDURE STANDARDIZZATE
Larticolo 29 del Testo Unico, modificato dal Decreto Legge 57/2012, prevede che: I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l'effettuazione della valutazione dei rischi [...]. I datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori possono effettuare la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f). Dal 1 Gennaio 2013, dunque, tutte le aziende che occupano fino a 10 lavoratori saranno costrette ad elaborare la propria valutazione dei rischi secondo le Procedure Standardizzate approvate dalla Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro in data 16 maggio 2012. Se da un lato lapplicazione di tali modelli rappresenta comunque un obbligo, dallaltro appare chiaro il tentativo del legislatore di agevolare le aziende medio - piccole, permettendo ladozione delle stesse procedure anche da parte delle aziende che occupano fino a 50 lavoratori, semplificando, cos, un adempimento altrimenti articolato e gravoso sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista del tempo impiegato.

Campo di applicazione
Le Procedure Standardizzate si applicano alle aziende fino a 10 lavoratori, ad esclusione delle: a) aziende industriali a rischio rilevante di cui allart. 2 del D.Lgs. 334/1999 e s.m.i.; b) centrali termoelettriche; c) impianti ed installazioni nucleari; d) aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni. Le procedure standardizzate, inoltre, possono essere utilizzate anche dalle aziende fino a 50 lavoratori, ad esclusione delle: a) aziende industriali a rischio rilevante di cui allart. 2 del D.Lgs. 334/1999 e s.m.i.; b) centrali termoelettriche; c) impianti ed installazioni nucleari; d) aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni; e) aziende che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni, mutageni o amianto. In merito al numero di lavoratori occupati, ai fini della determinazione dellorganico aziendale cui collegato lobbligo di valutazione dei rischi sulla base delle Procedure Standardizzate o meno, non devono essere conteggiati: 20

i collaboratori familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo); i soggetti beneficiari delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento; gli allievi degli istituti di istruzione e universitari e i partecipanti ai corsi di formazione professionale; i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato in sostituzione di altri prestatori di lavoro assenti con diritto alla conservazione del posto di lavoro. Lesclusione dal computo avviene solo in caso di assenza con diritto alla conservazione del posto (malattia, infortunio, gravidanza, congedo parentale e aspettativa);

i lavoratori che svolgono prestazioni occasionali di tipo accessorio nonch prestazioni che esulano dal mercato del lavoro; i lavoratori a domicilio ove la loro attivit non sia svolta in forma esclusiva a favore del datore di lavoro committente; i volontari, i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile e i volontari che effettuano il servizio civile; i lavoratori utilizzati nei lavori socialmente utili; i lavoratori autonomi; i collaboratori coordinati e continuativi e i lavoratori a progetto, ove la loro attivit non sia svolta in forma esclusiva a favore del committente; i lavoratori in prova.

I lavoratori utilizzati mediante somministrazione di lavoro a tempo determinato o indeterminato e i lavoratori assunti a tempo parziale si computano sulla base del numero di ore di lavoro effettivamente prestato nellarco di un semestre; mentre il numero dei lavoratori agricoli a tempo determinato, anche stagionali, si computa per frazioni di unit lavorative anno (ULA) come individuate sulla base della normativa comunitaria.

Istruzioni operative
Il processo di valutazione secondo le Procedure Standardizzate prevede 4 punti. 1 PASSO: DESCRIZIONE DELLAZIENDA, DEL CICLO LAVORATIVO/ATTIVIT E DELLE MANSIONI Modulo 1.1, relativo alla descrizione generale dellazienda, compresi i dati aziendali e il sistema di prevenzione e protezione (con lindicazione dei nominativi dei soggetti coinvolti); Modulo 1.2, relativo alla descrizione delle lavorazioni aziendali e allidentificazione delle mansioni (incluse le attivit di manutenzione, riparazione, pulizia, arresto e riattivazione, ...). 2 PASSO: INDIVIDUAZIONE DEI PERICOLI PRESENTI IN AZIENDA Modulo 2, relativo allindividuazione dei pericoli presenti in azienda, tramite la compilazione di una tabella contenente una lista di possibili pericoli. 21

3 PASSO: VALUTAZIONE DEI RISCHI ASSOCIATI AI PERICOLI INDIVIDUATI E IDENTIFICAZIONE DELLE MISURE ATTUATE Modulo 3, sezione prima. Nella prima sezione del Modulo 3 possibile documentare sinteticamente la valutazione dei rischi, lindividuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate (compresi i DPI) e gli strumenti informativi eventualmente utilizzati nellintero processo di valutazione. 4 PASSO: DEFINIZIONE DEL PROGRAMMA DI MIGLIORAMENTO Modulo 3, sezione seconda. Nella seconda sezione del modulo 3 vanno inserite misure ritenute opportune per il miglioramento della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, compresi i nominativi degli incaricati della loro realizzazione e le relative tempistiche. SCHEMA RIASSUNTIVO DELLE PROCEDURE STANDARDIZZATE AZIONI PASSO 1 Descrizione dellazienda, del Descrizione generale dellazienda ciclo lavorativo/attivit e Descrizione delle lavorazioni aziendali e identificazione delle mansioni dei pericoli delle mansioni Individuazione

PASSO 2

presenti in azienda

Individuazione dei pericoli presenti in azienda

Identificazione delle mansioni ricoperte dalle persone esposte e degli ambienti di lavoro interessati in relazione ai pericoli individuati.

Valutazione PASSO 3 dei rischi

Individuazione degli strumenti informativi di supporto per leffettuazione della valutazione dei rischi (registro infortuni, profili di rischio, banche dati su fattori di rischio, indici infortunistici, liste di controllo, ecc.) Effettuazione della valutazione dei rischi per tutti i pericoli individuati:

associati ai pericoli individuati e identificazione delle misure di prevenzione e protezione attuate

in presenza di indicazioni legislative specifiche sulle modalit valutative, mediante criteri che prevedano anche prove, misurazioni e parametri di confronto tecnici;

in assenza di indicazioni legislative specifiche sulle modalit di valutazione, mediante criteri basati sullesperienza e conoscenza dellazienda e, ove disponibili, sui dati desumibili 22

da

registro

infortuni,

indici

infortunistici,

dinamiche

infortunistiche, profili di rischio, liste di controllo, norme tecniche, istruzioni di uso e manutenzione, ecc. Individuazione delle adeguate misure di prevenzione e protezione Qualora si verifichi che non tutte le adeguate misure di prevenzione e protezione previste dalla legislazione sono state attuate, si dovr provvedere con interventi immediati. Indicazione delle misure di prevenzione e protezione attuate PASSO 4 Definizione del programma di miglioramento Individuazione delle misure per garantire il

miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza Individuazione delle procedure per la attuazione delle misure

LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO


Larticolo 28 del Testo Unico, definendo meglio loggetto della valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro, introduce un ulteriore adempimento a cui il datore di lavoro deve far fronte nel medesimo ambito: la valutazione del rischio stress lavoro correlato. In particolare, larticolo 28 dispone che La valutazione [] deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro - correlato, secondo i contenuti dellaccordo europeo dell8 ottobre 2004, []. Lobbligo di valutazione del rischio stress lavoro correlato e la conseguente elaborazione del relativo documento tale per tutte le aziende che impiegano almeno un lavoratore, sia esso dipendente, socio lavoratore, lavoratore interinale, ... Lo scopo della valutazione del rischio stress lavoro correlato duplice: individuare i fattori controllati dallazienda che possono potenzialmente aumentare le condizioni di stress delle persone;

23

offrire al datore di lavoro un quadro di riferimento per individuare le misure di miglioramento da attuare allinterno dellazienda per prevenire o gestire i problemi derivanti dallo stress lavoro correlato.

Per quanto riguarda la metodologia con cui eseguire la valutazione del rischio stress lavoro correlato, la Commissione Consultiva per la salute e sicurezza sul lavoro ha stabilito, con circolare del 18 novembre 2010, che tale indagine deve articolarsi in due fasi: preliminare (o oggettiva), obbligatoria per tutte le aziende; approfondita (o soggettiva), da attivare nel caso in cui la fase precedente rilevi la presenza di fattori di rischio stress lavoro correlato e le misure di correzione adottate a seguito della stessa si rilevino inefficaci. La valutazione preliminare viene effettuata tramite la compilazione di un questionario con domande a risposta chiusa, atte a rilevare e a quantificare gli indicatori oggettivi di rischio stress lavoro correlato. Le domande appartengono a tre ambiti di indagine: indicatori aziendali (eventi sentinella): indici infortunistici, assenze per malattia, assenteismo, turnover, procedimenti e sanzioni disciplinari, istanze giudiziarie, ecc.; contenuto del lavoro: ambiente di lavoro ed attrezzature, pianificazione dei compiti, carico e ritmo di lavoro, orario di lavoro, ecc.; contesto del lavoro: funzione e cultura organizzativa, ruolo nellambito dellorganizzazione, evoluzione della carriera, autonomia decisionale e controllo del lavoro, rapporti interpersonali, interfaccia casa/lavoro, conciliazione vita/lavoro, ecc. Alle singole risposte, suddivise per categoria, viene assegnato un punteggio; sommando questi valori, si ottiene il punteggio totale del questionario con lidentificazione del livello di rischio del luogo di lavoro oggetto di indagine. Il livello di rischio pu risultare basso, medio oppure alto, ove per rischio basso si intende una condizione in cui non sono necessari interventi di eliminazione o riduzione del rischio, ma solo una rivalutazione periodica. Nella condizione di rischio basso la valutazione del rischio potr ritenersi conclusa. Contrariamente, qualora il rischio non risultasse basso ma medio oppure alto, il datore di lavoro dovr procedere con la valutazione approfondita. Questa seconda fase prevede il coinvolgimento dei lavoratori o del loro rappresentante per la sicurezza (RLS) e degli psicologi del lavoro attraverso lutilizzo di questionari, focus group e interviste semi strutturate.

24

LA GESTIONE DEI DOCUMENTI DI VALUTAZIONE Conservazione e soggetti firmatari


Per quanto riguarda la modalit di conservazione del DVR, del DVR elaborato secondo le Procedure Standardizzate e del documento di valutazione del rischio stress lavoro correlato, gli articoli 28 e 29 del Testo Unico stabiliscono che : il documento [...] redatto a conclusione della valutazione, pu essere tenuto [...] su supporto informatico e deve essere munito [...] di data certa o attestata dalla sottoscrizione del documento medesimo da parte del datore di lavoro, nonch, ai soli fini della prova della data, dalla sottoscrizione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale e del medico competente, ove nominato. Il documento [...] deve essere custodito presso l'unit produttiva alla quale si riferisce la valutazione dei rischi. Ne deriva, quindi, che i documenti devono obbligatoriamente essere conservati presso lunit produttiva alla quale si riferiscono, in forma cartacea o su supporto informatico, e devono essere muniti di data certa. La data certa pu essere attribuita al documento attraverso una delle seguenti procedure: autoprestazione: apposizione del timbro postale direttamente sul documento avente corpo unico; posta elettronica certifica (PEC): invio a se stessi del documento in formato elettronico, attraverso una casella di posta elettronica certificata; marcatura temporale (digital time stamp): apposizione sul documento in formato elettronico della firma digitale del datore di lavoro e, successivamente, della marca temporale; spedizione del DVR: spedizione del documento a mezzo raccomandata allo stesso mittente, con lapposizione del timbro postale; atto deliberativo (solo per le pubbliche amministrazioni): le pubbliche amministrazioni possono certificare la data certa sul documento tramite ladozione di un atto deliberativo; altri strumenti: apposizione di autentica, deposito del documento o vidimazione di un verbale in conformit alla legge notarile; formazione di un atto pubblico; registrazione o produzione del documento presso un ufficio pubblico. In merito ai firmatari, i documenti devono essere sottoscritti innanzitutto dal datore di lavoro e, ai soli fini della prova della data certa, anche dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione (se persona diversa dallo stesso datore di lavoro), dal medico competente (nominato solo nei casi in cui fosse obbligatoria la sorveglianza sanitaria) e dal rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

25

Tempistiche di elaborazione e di aggiornamento


Lartico 28 del Testo Unico stabilisce che in caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro tenuto ad effettuare immediatamente la valutazione dei rischi e ad elaborare il relativo documento entro e non oltre i 90 giorni dalla data di inizio della propria attivit. Il Testo Unico stabilisce anche che i documenti di valutazione dei rischi e le conseguenti misure di prevenzione e protezione devono essere immediatamente rielaborati nel termine massimo di trenta giorni dal verificarsi delle seguenti causali: a) modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori; b) evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione; c) infortuni significativi; d) necessit evidenziate dalla sorveglianza sanitaria.

26