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LIBRI Nuova Umanit

XIX (1997/2) 110, 329-349


LO SPIRITO DI DIO.
Dimensione collettiva nella pneumatologia di Michael Welker
All'interno del dibattito teologico contemporaneo in ambito
evangelico-riformato, si recentemente risvegliato un particolare
per lo SRirito Santo. Si tratta, probabilmente, di un "se
gno de{iempi", poich la tradizione teologica della Riforma ha da
sempre avuto un'impostazione fortemente che ha
storicamente lasciato piuttosto in ombra la riflessione sullo Spiri
to Santo; se talvolta poi si trascurato, da parte di qualche teolo
go, un approfondimento in chiave trinitaria del "Solus Christus",
si corso perfino il rischio di subordinare lo Spirito a Cristo e alla
Parola di Dio. Ma proprio in -questiiITtimi anni nel mondo prote
stante si sono elevate autorevoli voci in campo teologico che han
lo Spirito Santo 1, o che addirittura tuiti.
temi teologici proprio a partire dallo Spirito Santo, ponendosi an
che nm-aniera critica nei confronti di alcune affermazioni dei
Riformatori del XVI secolo o fornendo approfondimenti erme
neutici del loro pensiero in chiave pneumatologica 2. In questo
contesto si inserisce il contributo di Michael \Xfelker, teologo
1 Cf. ad esempio J. Moltmann, Lo Spinto della vita, Tale
opera rappresenta una sinresl<reTpensiero pneumatologico di Moltmann ed
stata pubblicata in Germania qualche mese prima della pubblicazione dell'opera
di M. Welker, Gottes Geist. Michael Welker stato allievo di Moltmann e a lui
dedica l'opera Gottes Geist. L'opfii-di Moltmann per'Welker-tJ:fi-te-rffiine di
confronto e di differenziazione.
2 Cf. M. Welker, Parola e Spirito - Spirito e Parola. Risposta protestante, in
Concilium,3 (1996) pp. 116-126.
330 Lo Spirito di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker
riformato di notevole livello), che, dopo aver riflettuto su molte
plici temi teologici ed antropologici partendo dalle pi diverse
prospettive, cambia radicalmente impostazione ed incentra la
propria riflessione sullo Spirito Santo, riuscendo a sviluppare da
questa prospettiva delle singolari e preziose intuizioni, inserite nel
contesto di quella che lui chiama "teologia realistica", e cio at
tenta al contesto esperienziale. In questo senso, una novit parti
colarmente interessante l'intuizione di una dimensione colletti
va e comunitaria dello Spirito Santo.
Welker sviluppa tale intuizione nell' opera Gaftes Geist 4 do
ve, con taglio descrittivo e fenomenologico, analizza e prende in
esame le varie esperienze e testimonianze bibliche sullo Spirito
Santo, allo scopo di far emergere la forza trascinante e trasformante
dello Spirito, sottolineandone la valenza comunitaria. Welker con
centra la sua attenzione sulla realt esperienziale differenziata, sen
tita pi vicina di qualsiasi teologia e punto di riferimento "dall' al
to" e motiva tale scelta col fatto che nelle esperienze dello Spirito
Dio fa risplendere la sua gioia attraverso lo specchio degli uomini
che egli ha creato, e lo fa risplendere a loro reciproco beneficio 5.
Ed proprio questa realt esperienziale che a suo avviso pu con
futare meglio di qualsiasi assioma la filosofia della morte di Dio e
pu essere una valida risposta al mondo lontano da Dio. La sua
pneumatologia si pone consapevolmente nel campo di tensione
creato da questi due poli: l'esperienza della vicinanza di Dio e la
consapevolezza della sua lontananza. li tentativo fatto da Welker
nel rilevare la dimensione collettiva dello Spirito si inserisce pro
prio nella direzione dello sforzo di rendere credibile la realt di Dio
) Michael Welker nato nel 1947, si laureato in Filosofia e in Teologia,
professore di Teologia sistematica presso l'Universit di Heidelterg Ruprecht
Karls-Universitat. Ha tenuto corsi in Universit americane come isiting Profes
sor ed membro permanente della Consultation on Science and Theology di
Princeton, New]ersey (USA). autore di numerose pubblicazioni in ambito teo
logico e culturale.
4 M. Welker, Gottes Geist. Theologie des Heiligen Geistes, Neukirchen
1992; tr. it, Lo Spirito di Dio. Teologia dello Spirito Santo, Brescia 1995.
5 Ibid., p. 17.
Lo Spirito di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker 331
e del suo Spirito per il mondo che si sente lontano da lui ed in que
sto senso egli parla delle esperienze dello Spirito attraverso quelli
che sono i testimoni primari di tali realt.
Welker evidenzia la dimensione collettiva dello Spirito sin
dall' Antico Testamento: lo Spirito la forza con cui Dio si conse
gna e si rivela alle creature e la sua azione ha una forte valenza co
munitaria, piuttosto che individuale. Questo viene in luce nelle si
tuazioni di emergenza collettiva, come nella schiavit egiziana o
babilonese, o sotto la minaccia di potenze straniere: quando uma
namente non si intravedono vie di uscita, lo Spirito di Dio prende
le redini del popolo portandolo ad una nuova concordia e coesio
ne e realizza l'unit nella collettivit, riattivando la solidariet ed
il senso di appartenenza al popolo di Dio. Lo Spirito si serve dei
singoli per portare il popolo alla salvezza, poich l'interdipenden
za tra individuo e comunit molto forte: il cambiamento di un
singolo uomo comporta sempre un effetto comunitario di cam
biamento collettivo, come si evince dalla storia di Saul e Samuele
(cf.1 Sam lO). In ambito profetico la portata universale e comuni
taria dello Spirito si rivela nei testi di Isaia nella figura del Messia
promesso, su cui lo Spirito si posa in maniera permanente, chia
mandolo a realizzare un contesto comunitario di giustizia e mise
ricordia; e nella figura del Servo, che mediante la propria impo
tenza e sofferenza silenziosa permette allo Spirito di agire in sen
so comunitario ed universale, divenendo per gli altri popoli quel
lo strumento di salvezza che rende manifesta la sovranit e la mi
sericordia di Dio. Nei testi di Ezechiele, la nascita di una nuova
vita e di una nuova collettivit comunionale strettamente legata
al rivelarsi di Dio: con la discesa dello Spirito dal cielo Dio rivol
ge all'uomo il suo volto e questo crea la comunione, proprio per
ch Dio decide di rivelarsi e di rendersi presente non solo ai sin
goli, ma alla comunit, che dalle ossa aride e sparse riacquista
nuova vita e riceve il dono del cuore di carne. Il popolo non viene
radunato in una situazione di necessit ordinaria, ma viene tratto
fuori dai sepolcri, riportato in vita, rialzato e radunato insieme ed
testimone che questo non avviene in base alle proprie capacit,
ma in base all' opera dello Spirito che dona questa vita nuova e
332 Lo Spirito di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker
questa nuova coesione a ci che prima era frantumato, inaridito,
disperso e soltanto adesso pu riconoscere, come popolo, che
}HWH il Signore.
L'esperienza di una dimensione collettiva dello Spirito risul
ta particolarmente evidente nella comunit messianica profetizza
ta da Gioele: lo Spirito si diffonde su uomini che non sono parte
di una totalit indifferenziata, ma di una comunit che si costitui
sce nell'unit che nasce dalla diversit: non un'uguaglianza astrat
ta, dunque, ma la concreta e pluriforme uguaglianza deUa dimen
sione creaturale davanti a Dio, in cui con il dono dello Spirito na
sce una realt di comunione, dove gli uomini si aprono gli uni agli
altri reciprocamente, aprendosi a Dio che si rende presente tra lo
ro. Dio manifesta il suo volto non ai singoli, ma all'intera comu
nit, grazie allo Spirito che opera in essa; ed ogni uomo, divenuto
partecipe deUo Spirito, pu riscoprire la valenza comunitaria del
la propria vocazione nel vedere cosa Dio fa ai membri disuniti
del popolo, affinch non si salvino da soli, ma si uniscano gli uni
agli altri e vivano in maniera nuova 6. Welker evidenzia che il ra
dunarsi in comunit non qualcosa di marginale o di accessorio,
ma diventa il luogo della presenza di Dio e di una salvezza non
pi individuale, ma collettiva, poich il disegno di Dio supera la
dimensione del rapporto verticale del singolo con Dio per aprire
questa prospettiva comunitaria, in cui ogni uomo pu vedere la
gioia, la festa, la polifonia della glorificazione di Dio 7 grazie
all'azione dello Spirito che costituisce e vivifica la comunit. In
questa azione dello Spirito che trasforma gli uomini e le loro rela
zioni reciproche l'uomo stesso che viene innalzato.
La pneumatologia di Welker sicuramente fondata in ma
niera cristocentrica, anche se non approfondita in senso trinitario.
La manifestazione completa e definitiva dello Spirito avviene sol
tanto in Ges Cristo ed in lui Welker vede il convergere di tutti
gli elementi che nell'Antico Testamento designavano il portatore
6 Ibid., p. 150.
7 Ibid., p. 15.
Lo Spirito di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker 333
dello Spirito: egli l'eletto di Dio sul quale lo Spirito si posa e
permane e Welker definisce lo Spirito di Cristo come lo Spirito di
Dio presente ed operante in Cristo in maniera perfetta e definiti
va. Questo Spirito viene particolarmente caratterizzato dalla sua
dimensione comunitaria e si configura come Spirito che rico
struisce la solidariet e la capacit di agire comunitaria, Spirito
che crea una realt comunitaria di esperienza e testimonianza af
finch per mezzo di essa possa essere manifestata e resa operante
la forza di Dio della creazione e della nuova creazione 8. La va
lenza comunitaria dell'agire dello Spirito si manifesta anche nelle
guarigioni e negli esorcismi: in esatta contrapposizione all' azione
dei demoni volta ad isolare l'individuo e a dissociarlo da una co
munit che risulta paralizzata ed impotente, Ges scaccia i demo
ni liberando i singoli e rendendo gli uomini prossimi tra loro. An
che il segreto messianico ha per Welker una funzione comunita
ria, poich una divulgazione prepasquale dell'identit del Regno
che ora rispetti il senso autentico e comunitario possibile solo
sulla base dell' esperienza della morte e Risurrezione di Cristo.
Welker non approfondisce in senso trinitario e pneumatolo
gico l'evento pasquale, per cui lo Spirito del Crocifisso Risorto
non visto come il legame che unisce il Padre al Figlio nella ke
nosi trinitaria, e che trova la sua espressione nel mistero della cro
ce e dell'abbandono di Cristo. Egli tuttavia parla di Spirito del
Crocifisso Risorto a partire dagli effetti dell'azione di questo Spi
rito, che unisce gli uomini a Cristo nella croce e nell'abbandono,
generando una realt di comunione che permette il passaggio
dall' abbandono alla pienezza della profonda intimit con Dio:
. Lo Spirito lascia gli uomini sperimentare la loro familiarit
con Dio nella tensione tra la consapevolezza della loro inuti
lit e la loro destinazione a partecipare alla gloria di Dio.
Questo accade nella misura in cui essi identificano e ricono
scono il loro essere figli di Dio nella comunione con Cristo
crocifisso e risorto, comunione che dall'abisso dell'abbando
no porta alla pienezza della presenza di Dio.
8 Ibid, p. 197.
334 Lo Spirito di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker
Questa comunione con il Crocifisso e Risorto realizzata dal
lo Spirito, permette agli uomini di aprirsi ad una dimensione uni
versale che arrivi a partecipare alla lontananza del mondo da Dio
e a farsi carico, come Cristo, del peccato e della ricerca di Dio:
nella misura in cui lo Spirito porta ad una comunione sem
pre nuova con il Risorto Crocifisso, egli lascia che siano ma
nifeste agli uomini, per loro ed attraverso di loro, la vanit
del mondo nella sua chiusura in s contro Dio ed il dolore
di questa lontananza ... Dentro questa consapevolezza si in
troduce lo Spirito, in quanto risveglia la comunione con il
Crocifisso Risorto e dona vita, ed in mezzo al mondo che
passa, lascia arrivare una forza che fortifica ed orienta verso
un' altra vita 9.
Cristo crocifisso il modello di un amore disinteressato e to
talitario che diviene il punto di riferimento normativo per la co
munione tra gli uomini.
Proprio nel riferimento a Cristo, Welker giunge a definire lo
Spirito Santo come persona pubblicamente manifesta (offentliche
Person). Questa definizione costituisce il nucleo pi vivo della sua
pneumatologia e senza dubbio ne costituisce l'aspetto pi origi
nale e che meglio si presta ad esprimere ed evidenziare la dimen
sione collettiva dello Spirito Santo. Si tratta di un' espressione
densa di significato e particolarmente interessante sia come chia
ve ermeneutica per meglio comprendere la persona dello Spirito
sia come prospettiva che consente all' autore di meglio fondare in
senso cristologico la propria riflessione pneumatologica. Welker
arriva a tale definizione muovendo dalla dimensione ecclesiologi
ca che nasce a partire dalla partecipazione allo Spirito di Cristo
Crocifisso e Risorto. Si tratta di una visione ecclesiologi ca che
affonda le sue radici culturali nel concetto di eeclesia invibzs di
Calvino e che si sviluppa nel senso della eommunio sanetorum.
Egli afferma che, al di l delle distanze di spazio e tempo, gli uo
mini prendono parte alla potenza del Risorto e costituiscono la
9 I bid., p. 306.
Lo Spirito di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker 335
comunione dello Spirito Santo, diventando un solo Spirito con
Cristo Crocifisso e Risorto, e attraverso di loro Dio scrive nel
mondo e pu rivolgersi ad esso. Nella misura in cui questa comu
nit dei santificati partecipa dello Spirito di Cristo e con ci di
venta uno con Cristo, concretizza e si realizza in lei la persona
pubblicamente manifesta dello Spirito di Dio l0. Secondo
Welker, lo Spirito Santo persona pubblicamente manifesta nel
senso che operante in una collettivit e diviene percepibile pro
prio mediante questa collettivit. Molto importante in tal senso
questa affermazione:
lo Spirito Santo deve essere compreso come persona, nel sen
so di persona pubblicamente manifesta. Dove la persona vie
ne considerata solo come un centro di azioni umano ed indi
viduale, la personalit dello Spirito Santo resta oscura. D'altra
parte, lo Spirito Santo concentrato nella persona individuale
di Ges Cristo. Egli si mostra in lui nella perfetta donazione
di s, e questo il significato delle espressioni neotestamenta
rie che lo definiscono "Spirito di Cristo". Se si cerca un cen
tro di azioni individuale e chiaramente determinabile dello
Spirito Santo, se ricerchiamo la personalit dello Spirito in
questo senso, allora nella domanda sulla personalit dello Spi
rito ci rivolgiamo a Ges Cristo. Egli il primario centro di
azioni umano ed individuale dello Spirito 11.
Secondo Welker non si pu comprendere la persona dello
Spirito se si resta ancorati al senso individualistico e monistico
che assume correntemente il termine persona: egli sente la neces
sit di una nuova definizione che integri la persona come indivi
dualisticamente autocentrata con la sfera relazionale e sociale in
un continuo interscambio reciproco, che Welker chiama ambito
di risonanza (Resonanzbereich). Questa intuizione della persona
come relazionalit reciproca fondamentale dal punto di vista so
ciologico ed antropologico, ma dal punto di vista teologico, senza
un adeguato radicamento in una prospettiva trinitaria, non per
lO Ibid., p. 286.
11 Ibid., p. 287.
336 Lo Spirito di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker
mette, a nostro avviso, di cogliere adeguatamente la persona dello
Spirito Santo. Egli definisce lo Spirito Santo come:
la multiforme unit delle prospettive, delle relazioni a Ges
Cristo, e delle testimonianze di lui parlate o vissute. In que
sta prospettiva, lo Spirito una unit alla quale partecipia
mo e che contribuiamo a costruire. Egli l'ambito di riso
nanza di Cristo. Egli la persona pubblicamente manifesta
che corrisponde all'individuo Ges Cristo 12.
Welker precisa che questo non significa che tra la persona di
Cristo e la persona dello Spirito ci sia identit o possibilit di
identificazione, e questo particolarmente chiaro in riferimento
al Crocifisso:
Non possiamo quindi considerare come un'unit indissolu
bile la persona di Cristo e la persona dello Spirito. Guardan
do al Crocifisso, a colui che stato abbandonato da tutto il
mondo ed stato abbattuto da un intero ambito di risonan
za, necessario per noi sottolineare la differenza tra la per
sona di Cristo e la persona dello Spirito. Guardando al Cro
cifisso diviene chiaro che non esiste per noi nessun accesso a
Dio che noi da soli possiamo porre o percorrere 13.
Resta tuttavia da rilevare come sarebbe stato importante evi
denziare che il concetto di Spirito come persona pubblicamente
manifesta una funzione ad extra, che non deve compromettere
l'identit ontologica ed intratrinitaria dello Spirito, altrimenti si
cade nella posizione hegeliana che risolve lo Spirito nel divenire
delle sue manifestazioni. comunque importante, nonostante
questo mancato approfondimento dogmatico, apprezzare lo sfor
zo di Welker concentrato piuttosto sugli effetti del legame con il
Cristo Crocifisso e Risorto e volto ad evidenziare la percezione
esperienziale della trasformazione della realt comunitaria a parti
re dalla morte e Risurrezione di Cristo. Si tratta di un evento che
12 Ibid., p. 289.
13 Ibid., p. 290.
Lo Spirito di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker 337
raduna tutti gli uomini di tutte le nazioni e di tutte le epoche
nell'unico popolo di Dio, abbracciando, come dono mirabile di
grazia, anche coloro che sono lontani da Dio: cos da questa co
munit universale di coloro che, lo vogliano o no, lo sappiano o
no, sono lontani da Dio, Dio raduna e costituisce il suo popolo ed
il Regno di Dio viene come salvezza per questi uomini 14.
Questo legame con Cristo Crocifisso e Risorto, che rivela lo
Spirito come persona pubblicamente manifesta e lo realizza nella
sua dimensione comunitaria, si attua in particolare nell' esperienza
della Pentecoste. In tale evento Welker vede la pi grande mani
festazione di un' esperienza collettiva dello Spirito, poich nasce
una nuova comunit che nella molteplicit delle lingue e delle di
verse provenienze comprende la realt dello Spirito e ne fa espe
rienza in maniera comunitaria, diventando poi annuncio e testi
monianza credibile. La peculiarit dell'intervento dello Spirito
\ nel creare questa realt comunitaria emerge a livello fenomenolo
gico dalla differenza tra la comune esperienza della molteplice
inaccessibilit reciproca sperimentata a livello umano e l'improv
visa trasformazione della diversit in realt di comunione, realt
che si manifesta nella polilalia, ma anche in nuove capacit rela
zionali ed in un'improvvisa comunitariet della capacit di com
prendere 15. Si pu parlare di superamento dell'unilateralit in
dividuale e di fondazione di un'esperienza collettiva e comunita
ria, dove gli individui sussistono ma l'identit fondata esclusiva
mente sul soggetto viene superata in una dimensione di identit
collettiva e multiindividuale:
Una comprensione straordinariamente chiara e distinta in
mezzo alla complessit ed alla molteplicit che vengono
mantenute, una fiducia sorprendente in mezzo alla diffiden
za e alla non disponibilit che ancora sussistono: questo
l'evento miracoloso e meraviglioso della Rivelazione di Pen
tecoste. Le esperienze di intensa individualit sono ivi legate
14 Ibid., p. 197.
15 Ibid., p. 218.
338 Lo Spirito di Dio, Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker
ad una nuova, anche se difficilmente comprensibile, espe
rienza comunitaria. Le esperienze di individualit non corri
spondono a quelle della moderna autocoscienza dell'io, ma
la propria peculiarit viene vissuta in mezzo ad una indivi
dualit collettiva (Polyindividualitiit) e ad una concretezza
multipla (Polykonkretheit) percepite consapevolmente, in
mezzo ad una molteplicit estranea al singolo uomo, ma che
nell'evento di Pentecoste diviene accessibile e rende possibi
le la collettivit e l'esperienza e la conoscenza collettiva. In
mezzo a questa estraneit viene conservato il rapporto con
se stessi: la lingua di provenienza non viene eliminata, 1'ap
partenenza ad un popolo non viene messa in discussione.
L'esperienza comunitaria appunto differenziata. Sebbene
non esistano presupposti naturali per riuscire a compren
dersi, gli uomini uniti accolgono collettivamente l'annuncio
delle grandi opere di Dio 16.
Le peculiarit degli individui diventano angolature diverse
che rispecchiano l'esperienza comunitaria dello Spirito e questa
nuova identit che salvaguarda l'individualit, ma che al tempo
stesso comunitaria, un dono di grazia. L'esperienza dello Spi
rito a Pentecoste :
l'esperienza di una forza che rende gli uomini di diversa
provenienza, cultura, aspettative, interessi, attenti al colletti
vo, li fa comprendere e li fa vivere esperienze comunitarie
ed esperienze di collettivit comunionale che non provengo
no da loro stessi ... li miracolo di Pentecoste realizza un'inat
tesa e non uniforme chiarezza universale ... e stabilisce una
potente apertura nell'esperienza molteplice dell'annulla
mento dell'isolamento individuale e collettivo, mediante il
mantenimento, al tempo stesso, della molteplicit linguisti
ca, storica e culturale che viene resa possibile ed efficace.
L'evento di Pentecoste include, comprende e realizza le for
me veterotestamentarie di esperienza dello Spirito e fa diventare
16 lbid., p. 218.
Lo Spirito di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker 339
realt tangibile la comunit profetizzata da Gioele. L'elemento
centrale proprio questa comprensione collettiva che supera
qualsiasi possibilit umana:
un'impensabile comprensione collettiva, umanamente rite
nuta impossibile, delle grandi opere di Dio sta al centro di
questo evento. Una comprensione individuale ed al tempo
stesso collettiva ed universale dell' annuncio dell' opera di
Dio diviene fondamento e riconoscimento della potenza del
lo Spirito. Attraverso l'effusione dello Spirito, Dio opera la
testimonianza di s, una testimonianza planetaria, multilin
gue, poliindividuale. Egli d testimonianza di se stesso in un
evento che unisce gli uomini tra loro 17.
Questa esperienza collettiva apre gli uomini all'universalit e
quindi alla costituzione dell'unit della famiglia umana a livello
universale, che diviene possibile grazie alla pienezza dello Spirito
nella pienezza dei tempi.
Welker inserisce la relazione tra uomo e Dio non in una pro
spettiva bidirezionale di rapporto verticale, ma nel contesto della
realt polidirezionale delle relazioni umane. Egli chiama campo
di forze (Kraftfeld) questa realt di reciprocit relazionale opera
ta dallo Spirito, in cui i singoli individui si intrecciano con i loro
talenti personali in un' esperienza comunitaria:
attraverso tali doni, doni della grazia o carismi, lo Spirito di
Dio dona agli uomini la partecipazione alla sua stessa realt,
cos che gli uomini diventano portatori di questo campo di
forze. I doni della grazia, i carismi, sono elementi del campo
di forze operato dallo Spirito che costituiscono ulteriori
campi di forze, ed attraverso essi l'azione dello Spirito si rea
lizza e si diffonde nella finitudine della vita e del vivere in
sieme degli uomini ... L'unico Dio, l'unico Cristo, l'unico
Spirito si servono dei diversi doni della grazia, di servizi e di
forze e del loro intreccio di insieme per rivelarsi e manife
starsi. Questi doni e queste forze vengono donati ai singoli
17 Ibtd., p. 218.
340 Lo Spirito di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker
uomini affinch essi possano comunicarsi reciprocamente la
rivelazione e la manifestazione di Dio 18.
Welker ha dunque il pregio di aver sottolineato che l'uomo
non pu arrivare a Dio senza aprirsi alla relazionalit reciproca con
gli altri uomini, dimensione in cui Dio rivela se stesso, e di aver de
lineato la vita della fede attraverso la struttura comunitaria del
campo di forze operato dallo Spirito, realt che a suo avviso risolve
numerosi problemi ed apre prospettive nuove in campo teologico.
Alla luce dell'unit pluralistica operata dallo Spirito, Welker
propone anche una nuova interpretazione dell'ispirazione divina
della Scrittura, vedendo la presenza di Dio in essa attraverso il
rapporto reciproco tra i vari autori e testimoni biblici: In un rap
porto policromo, in una sin ergi a emergente, le persone coinvolte
nell' effusione dello Spirito si dischiudono a vicenda realt e futu
ro. In questa policromia policentrica, la pienezza della presenza
di Dio si fa concreta e puntuale, alla maniera in cui rivelata dal
lo Spirito 19.
L'ispirazione divina della Scrittura supera dunque la fram
mentariet e l'unilateralit delle singole testimonianze alla luce
della globalit diversificata e vivificata dallo Spirito, ed a questa
globalit e a questa ispirazione che hanno radici comunitarie, che
Welker riferisce l'espressione di Calvino Testimonium Spiritus
Sancti internum.
L'esperienza di relazionalit comunitaria generata dallo Spi
rito viene espressa dal Simbolo apostolico per mezzo della realt
della comunione dei santi, della remissione dei peccati, della ri
surrezione della carne e della partecipazione alla vita eterna.
Welker vede nella comunione dei sant una comunit terrena vivi
18 Ibid., p. 225.
19 Ibid., p. 255. Sarebbe interessante approfondire il rapporto tra Spirito e
Parola nella prospettiva di Welker, che risulta essere piuttosto originale nell'am
bito del pensiero protestante: a tale riguardo, si pu consultare il gi citato Parola
e Spirito - Spirito e Parola. Risposta protestante, in Concilium 3 (1996).
Lo Spirito di Dio, Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker 341
ficata dallo Spirito, piuttosto che un legame tra comunit terrena
ed ultraterrena. Si tratta di una realt di comunione che spezza
l'solamento e l'unilateralit tra gli uomini e che caratterizzata
dalla comprensione comunitaria delle grandi opere di Dio e con
centrata essenzialmente sull'annuncio del Crocifisso Risorto, sullo
Spirito da lui diffuso, sull'annuncio del Vangelo: l'esperienza
per cui gli uomini diventano consapevoli di prendere parte alla
pienezza di santit operata dallo Spirito e di essere inseriti in que
sta realt di comunione universale.
Come in tutta la tradizione della Riforma, anche in Welker
viene sottolineato l'aspetto soteriologico della grazia nel costituire
la comunit dei santificati: si tratta della grazia come dono di Dio
gratuito ed inaspettato che indipendentemente dalle opere e dai
meriti umani perdona, giustifica e santifica, rendendo possibile la
comunione degli uomini con Dio e tra loro, per cui la comunione
dei santi la comunione dei santificati in Cristo. e la remissione
dei peccati ne diventa la condizione ed il fondamento. Nel solco
della riflessione protestante, Welker afferma che il peccato rende
l'uomo completamente impotente ed incapace di esercitare qual
siasi azione positiva sia a livello individuale che comunitario, ed il
perdono l'unica possibilit di costruire qualcosa; cos la remis
sione dei peccati:
crea nello Spirito l'unit degli uomini con Cristo. Essa attiva
una forza che vince il mondo, la forza del dono 'C della libera
rinuncia a s che scaturisce dalla comunit dei santificati, in
un mondo minacciato di autodistruzione. Mediante la libe
razione dal potere del peccato, lo Spirito Santo si pone co
me persona pubblicamente manifesta che salva, in un'azione
efficace ed in una irradiazione diffusa in tutto il mondo 20.
La remissione dei peccati non avviene soltanto sul piano
personale, ma ha una portata essenzialmente comunitaria: con es
sa non viene soltanto attuato un nuovo inizio, ma vengono poste
in atto nuove relazioni di vita comunitaria. Uomini e comunit di
20 Ibid, p. 290.
342 Lo Spirito di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker
strutte vengono rinsaldati ed uniti in maniera nuova e viene dona
ta loro una nuova capacit di agire 21. Questa rinascita ha una
portata universale e coinvolge l'intera creazione permettendo il
fiorire di una nuova identit per i singoli in questo contesto co
munitario: si tratta di una libert che pu conciliare il libero svi
luppo di s con un amore che d grande valore allo sviluppo del
s degli altri uomini, una libert che permette di riconoscere e
sperimentare la presenza di Dio in mezzo alla vita creaturale e
che inserisce il singolo uomo, con il perdono dei peccati, nella ve
ra ed autentica realt concreta della comunione dei vivi e dei
morti. Mentre la vita creaturale in base a se stessa spinta alla
propria autoconservazione e sperimenta continuamente i limiti
della propria finitudine, la vita che si lascia rinnovare dallo Spiri
to non percepisce la rinuncia a s come annullamento, ma come
un seme che porter frutto: una vita che diventa presente ed
operante in un'altra vita mediante l'amore. La rinuncia a s non
un semplice atteggiamento individuale, ma crea un nuovo conte
sto di reciprocit d'amore. L'espressione del Credo apostolico
risurrezione della carne sottolinea la continuit di questa vita
che passa attraverso la discontinuit della morte: in questo pas
saggio, la carne viene guidata in una nuova dimensione di vita ca
ratterizzata da nuove relazioni reciproche, in cui la vitalit e la
carnalit vengono trasformate, ma non eliminate. L'altra vita per
Welker l'emergere di queste nuove relazioni reciproche nate
dall' amore, per cui la vita del singolo, prendendo parte alla Risur
rezione di Cristo, diventa azione efficace e presenza significativa
che opera sulla vita degli altri, luce per la vita degli altri. La vita
della risurrezione della carne l'attuazione perfetta della realt di
comunione attuata dallo Spirito, realt che riceve sapienza e rive
lazione non per uso privato, ma come evento della comunione
universale dei vivi e dei morti ed frutto della nuova libert che
lo Spirito opera con il perdono dei peccati.
Questa realt di comunione generata dallo Spirito porta a
sperimentare la pienezza di Dio in mezzo alla vita creaturale: Per
21 Ibid., p. 292.
Lo Spirito di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker 343
mezzo dello Spirito diviene possibile e manifesta l'intimit con Dio
e la partecipazione degli uomini alla gloria divina anche nelle con
dizioni del mondo terreno e caduco e della vita carnale e finita 22.
Nello Spirito e per mezzo dello Spirito Dio diviene presente ed
operante in mezzo alla creazione come realt concreta ed efficace
nelle relazioni di intima familiarit degli uomini tra loro e con Dio.
In tal modo Dio strappa alla corruzione la buona creazione. Essa
viene salvaguardata, vivificata, rinnovata. Essa viene abilitata a di
venire portatrice della giustizia e della gloria di Dio. Ad essa viene
donata una gioia senza fine per la rivelazione di Dio e dei suoi be
ni. Nella realt operata dallo Spirito nasce la gioia per la vita eter
na e si crea una certa reciprocit nell'amore tra Dio e le creature:
nello Spirito e per mezzo dello Spirito anche la creazione di
viene presente ed operante nella vita di Dio. Per mezzo della
resurrezione della carne e la partecipazione alla vita eterna, la
creazione strappata alla corruzione acquista un peso insupera
bile. Essa acquista nello Spirito una dignit ed una validit in
tangibili. Questo peso, questa dignit, questa validit non so
no assoggettate ad ulteriori condizioni e situazioni del mondo,
da cui possano essere distrutte. Esse, anzi, innalzano la misu
ra. Ogni ulteriore crescita nella fede, nella conoscenza di Dio,
nell' amore, viene impressa dalle realt e dalle conoscenze ope
rate e garantite dallo Spirito. La carne risorta e la vita eterna
non sono senza forma. Questa vita orienta per mezzo dello
Spirito la nostra fede, la nostra speranza, il nostro amore 23.
Nell'esperienza dello Spirito uno dei frutti pi importanti
la gioia, che espressione dell'amore e dilata il cuore su una di
mensione universale: lo Spirito genera gioia per l'azione onnipo
tente di Dio che raduna in una comunit di fede, speranza ed
amore gli uomini di diversa cultura e provenienza:
Lo Spirito desta gioia per il suo operare, lo Spirito risveglia
l'entusiasmo. Questa azione rivela l'unit incrollabile che
22 lbid., p. 306.
23 [hid., p. 311.
344 Lo Spirito di Dio. Dimemione collettiva nella pneumatologia di Welker
nasce dalla libera rinuncia a s per amore delle altre creature
ed il rispecchiamento della gloria di Dio. Mediante lo Spiri
to viene comunicata la gioia per Dio, gioia che pu scuotere
il mondo: una gioia per la vita vera che caratterizzata dalla
sua presenza 24.
Welker afferma che lo Spirito Santo crea familiarit con Dio,
ed anzi, lui stesso questa familiarit, che diviene per gli uomini
strumento di rivelazione dell'agire di Dio e dell'identit umana: si
tratta di una <<intima relazione con Dio che permette di riconoscere
i molteplici aspetti dell' agire di Dio verso gli uomini... e che rende
possibile agli uomini il riconoscere e localizzare se stessi nell'ambi
to di questo operare di Dio 25. L'esperienza della pi alta intimit
con Dio viene definita dalla Scrittura come esperienza dell'Abb
(Gal 4, 6; Rm 8, 15): in essa, lo Spirito stesso come persona invoca
Dio come persona nel cuore dei credenti e gli uomini vengono resi
degni di partecipare a questa relazione d'amore. La figliolanza inti
ma con Dio una realt cos ricca e piena di conseguenze che gli
uomini che fanno questa esperienza trovano molte difficolt ad
esprimerla in parole umane e a tradurla nei rapporti umani. Cos in
questa esperienza di profonda intimit con Dio si innesta un parti
colare legame con Cristo crocifisso, proprio nella tensione tra
1'esperienza di una realt di ineffabile comunione e l'impotenza
umana nel comunicare tale realt al mondo lontano da Dio, ma:
proprio in questa grande tensione ed insicurezza, lo Spirito di
Dio aiuta gli uomini. Lo Spirito li rafforza, li consola, li illumi
na. Lo Spirito aiuta gli uomini a percepire Dio in mezzo alla
creazione, a sperimentare Dio nelle relazioni terrene di vita, e
a vivere al sicuro, con maggior forza e pienezza di dignit nel
la comunit di Dio. Lo Spirito di Dio rende possibile vivere
un'esistenza nell'amore, nella responsabilit, nel rispetto, pro
prio nelle condizioni dell' esistenza carnale e caduca 26.
24 Ibid., p. 313.
25 Ibid., p. 304.
26 Ibid., p. 306.
Lo Spirito di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker 345
L'esperienza dell'Abb, che si intreccia con l'esigenza di te
stimoniare e rendere manifesta a tutti questa familiarit con Dio,
diventa, proprio nel legame con Cristo crocifisso, esperienza co
munitaria dello Spirito in tutta la pienezza del suo operare.
La pneumatologia di Welker, partita dal contesto esperien
ziale dei singoli uomini, procede in un continuo crescendo fino a
culminare negli articoli del Simbolo apostolico, con la grandiosa
immagine della comunione universale dei santi e con la profonda
intimit dell'esperienza dell'Abb. Tale esperienza viene definita il
culmine dell'amore e della familiarit con Dio; anche se il manca
to approfondimento trinitario non consente di coglierne tutta la
ricchezza e profondit, tuttavia si tratta di un'esperienza che aiuta
a percepire Dio nella creazione e a fare una forte esperienza di lui
nelle condizioni della vita terrena, realizzando la comunione eter
na ed universale con Cristo crocifisso e risorto.
Successivamente, nell'opera Der Pluralismus des Geistes 27,
Welker approfondisce il proprio pensiero pneumatologico e le
conseguenze sul piano antropologico, giungendo a tematizzare,
alla luce della dimensione collettiva dello Spirito Santo, una pos
sibile identit comunitaria per la persona umana. Parlando del
pluralismo operato dallo Spirito, Welker afferma che si tratta di:
una particolarissima unit ed unanimit... un'unit differen
ziata del creaturale, un'unit differenziata del popolo di Dio
ed una differenziata conoscenza di Dio. Proprio in questa
realt lo Spirito genera una vita ed una conoscenza che cor
risponde alla vita di Dio. In questa che stata definita
"unit" dello Spirito all'opera una forza che abbatte tutte
le differenze frutto di ingiustizia, ma che conserva le diffe
renze creative e la complessit creaturale. In riferimento a
questa unit differenziata che caratterizza lo Spirito e con
serva le differenze, si pu parlare di un pluralismo dello Spi
rito 28.
27 M. Welker, Der Pluralismus des Geistes, in Kirche fm Pluralismus, Kai
ser 1995, pp. 24-37.
28 Ibid., p. 29.
346 Lo Spirito di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker
In una dichiarazione personale, Welker ha sottolineato che
la dimensione comunitaria dello Spirito a Pentecoste l'espres
sione di una nuova apertura antropologica che genera una nuova
etica. Si tratta di aprirsi
ad uno sviluppo che l'umanit ha ancora davanti a s: si trat
ta di passare da un' etica di uguaglianza astratta e pretenzio
sa ad un'etica di uguaglianza dinamica, sensibile alle diffe
renze, che non si accontenta di un' affermazione di ugua
glianza formale e di soluzioni parziali. L'effusione dello Spi
rito supera di gran lunga tutti i concetti di collettivit che
poggiano sull'uguaglianza, ma in cui un solo gruppo deter
minato definisce come debbano essere realizzate l'unit e
l'uguaglianza. L'unit differenziata diviene plasmatrice della
lode di Dio che mantiene le differenze ed creativa proprio
in questi termini, plasmando le relazioni comunitarie ... Co
me la pioggia vivifica un'intera regione, cos lo Spirito crea
nuove relazioni comunicative di interdipendenza fra uomini
e gruppi umani di vario genere 29.
Alla luce dell'evento di Pentecoste, Welker sottolinea la
necessit di garantire e mantenere le differenze tra uomini e
gruppi umani vivificati dall'esperienza dello Spirito; nell'ambito
di queste nuove relazioni comunitarie che rispettano le differen
ze nasce un nuovo concetto di identit personale, non pi sulla
base dell'individualismo monistico, ma di una prospettiva co
munitaria:
Superando un individualismo che lascia permanere in qual
che modo le diverse prospettive individuali, risulta qui evi
dente una molteplicit di diverse identit comunitarie che
tuttavia diventano trasparenti l'un l'altra e capaci di comuni
care. Proprio in questa pluralit di identit, di forme di vita
e di comunicazione, in s relativamente stabili e differenti,
viene raggiunto il piano del pluralismo 3o,
29 Ibid., p. 30.
30 Ibid., p. 31.
Lo Spirito di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker 347
Attraverso queste identit comunitarie che diventano reci
procamente trasparenti, si realizza la comprensione collettiva del
lo Spirito:
Il miracolo dell'effusione dello Spirito viene compreso solo
quando viene realizzata una inverosimile comprensione co
munitaria pur nelle condizioni di non trasparenza linguisti
ca, culturale, sociale ... Dove non esistono presupposti natu
rali per una riuscita comprensione, gli uomini radunati insie
me dallo Spirito e toccati dalla sua effusione ascoltano co
munitariamente la proclamazione delle grandi opere di Dio.
Attraverso questa comprensione comunitaria si realizza la
manifestazione del volto di Dio:
Particolarmente importante che all'effusione dello Spirito
si accompagna secondo molti testimoni lo svelamento del
volto di Dio, la presenza concentrata ed il rivolgersi del vol
to di Dio all'uomo ... nvedere il volto di Dio o il camminare
alla presenza del volto di Dio primariamente un'espressio
ne per l'adunarsi della collettivit. Questo adunarsi, questo
costituirsi della comunit che comprende un autentico agire
di insieme, un accordo armonico comunitario pur nel man
tenimento delle tensioni, anzi, nella cura dei contrasti e delle
differenze, si realizza, se rivolto alla presenza di Dio, per
opera dello Spirito 31.
Concludendo, possiamo affermare che se la pneumatologia
di Welker si propone di essere attenta alla realt dello Spirito
Santo tenendo conto delle istanze del mondo contemporaneo che
ha perso Dio e lo sta cercando, la dimensione collettiva dello Spi
rito Santo offre una valida prospettiva comunitaria a questa ricer
ca ed una concretizzazione visibile e manifesta, di cui sono
espressione i singoli uomini nelle loro relazioni reciproche. Meri
to indiscutibile di Welker l'aver sottolineato che l'uomo non
pu arrivare a Dio senza aprirsi alla relazionalit reciproca con gli
31 Ibid., p. 32.
348 Lo Spirito di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker
altri uomini. Percorrendo i lineamenti pneumatologici del pensie
ro di Welker ci siamo tuttavia trovati ad avvertire la mancanza di
un' elaborazione pneumatologica in chiave trinitaria. Attraverso
alcune dichiarazioni personali che ci sono state rese dall'autore, si
intravede chiaramente, per, la possibilit di una proficua evolu
zione in senso trinitario della sua pneumatologia, cosa che egli si
propone come obiettivo del proprio impegno teologico. Egli af
ferma di aver molto a cuore la dottrina trinitaria e di volerne in
traprendere una nuova trattazione, poich ritiene che un modello
speculativo "dall'alto" non sia pi fecondo: per questo motivo
necessario che la dottrina trinitaria sia, per cos dire, ripensata
"dal basso" (bottom up):
Noi dobbiamo riscoprire le forme esperienziali dell'amore
in riferimento alle relazioni d'amore che caratterizzano il
Dio creatore, il Cristo Crocifisso, risorto ed asceso al cielo
(con tutto quanto suo) e la comunione dello Spirito Santo.
A partire da tali fondamenti realisti ci dobbiamo tentare di
pensare e di comprendere le relazioni trinitarie ad intra in
maniera nuova 32.
Siamo convinti che le intuizioni pneumatologiche pi origi
nali e significative di Welker riceveranno da un'integrazione nel
senso di una prospettiva trinitaria un contributo di approfondi
mento notevole e quanto mai fecondo, per cui auguriamo di cuo
re all'autore di portare proficuamente a frutto tali intenzioni e tali
progetti.
Merito notevolissimo di Welker quello di aver portato la
realt dello Spirito dal piano della comunicazione individuale a
quello della comunicazione comunitaria, e di aver visto l'opera e
la presenza dello Spirito non in una relazionalit semplicemente
bidirezionale, ma nella reciprocit comunitaria. Particolarmente
interessante la percezione dell'individualit umana in un conte
sto comunitario: abbattendo gli schemi di contrapposizione dua
32 Tale affermazione contenuta in una lettera personale inviatami da
Welker in data 12 settembre 1995.
Lo Spinto di Dio. Dimensione collettiva nella pneumatologia di Welker 349
listica tra individuo e collettivit, Welker parla della possibilit di
un'esperienza nuova che consiste nello sperimentare la propria
individualit in mezzo ad una poliindividualit e policoncretezza
percepite consapevolmente e parla di esperienza e di conoscenza
collettive. In Der Pluralismus des Geistes particolarmente
profonda l'intuizione di una molteplicit di diverse identit co
munitarie che hanno le caratteristiche dell'individualit e della
comunione al tempo stesso, poich diventano trasparenti l'una
all'altra e capaci di comunicare. Welker ha colto a livello espe
rienziale la peculiarit della Rivelazione di Dio nel contesto co
munitario delle relazioni reciproche tra gli uomini, Rivelazione
che viene ad avere essa stessa una struttura globale di comunione
e di multire1azionalit. Il grande risultato teologico di We1ker
consiste proprio nell'aver intuito l'imprescindibile dimensione
comunitaria che assume il cammino di Dio verso gli uomini e de
gli uomini verso Dio.
VIVIANA DE MARCO