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Il teatro e la polis, echi di vita politica nelle Rane di Aristofane.

Lantefatto. Fonte storica: Xen. Hell. I, 6, 24 e ss. Allinzio dellestate del 406, una flotta spartana composta da 140 triremi, guidata da Callicatrida si spinge fino allisola Lesbo, dove sconfigge e blocca nel porto una flotta ateniese dislocata a largo di Mitilene, guidata da Conone, il comandante che nel 407 aveva preso il posto di Alcibiade a seguito dellinsuccesso di Nozio (estate 407). Ad Atene si corre ai ripari con misure eccezionali. Promettendo la cittadinanza ai meteci e la libert agli schiavi e fondendo, per coniare denaro, oggetti preziosi consacrati nei templi1, Atene riesce a mettere insieme nellarco di un mese una flotta di 150 triremi. Lo scontro con la flotta spartana avviene presso le isole Arginuse, situate tra il continente asiatico e lisola di Lesbo. Callicratida muore in battaglia, la flotta spartana perde 70 triremi, quella ateniese, in netta vittoria, solo 25. Le avverse condizioni metereologiche impediscono ai due trierarchi ateniesi Teramene e Trasibulo di prestare soccorso ai naufraghi, come gli strateghi avevano detto loro di fare. Gli strateghi erano otto:Protomarco e Aristogitone, che in seguito non tornarono ad Atene, Pericle il giovane, Diomedonte, Lisia, Aristocrate, Trasillo ed Erasinide2. Alla battaglia segu quello che molti studiosi definirono il canto del cigno di Atene: il processo, principalmente politico, che vide tra i principali accusatori lo stesso Teramene, port alla condanna a morte dei sei strateghi superstiti. Dopo la battaglia delle Arginuse, nel quadro politico ateniese si profilano due fazioni: i democratici interventisti guidati da Cleofonte e gli oligarchici guidati da personaggi quali Crizia e Teramene, che in realt assunse svariate volte durante tutta la sua carriera politica una posizione ambigua.
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Musti p. 151. Xen. Hell. I, 6, 38.

Suggestionato da questa cupa atmosfera, nelle Lenee del 405 Aristofane immagina un viaggio di Dioniso agli Inferi in cerca di salvezza per la patria. Dioniso vuole riportare sulla Terra un poeta capace di dare buoni consigli per la salvezza della citt, dato che al momento non vi erano poeti in grado di farlo: a una profonda crisi della citt e delle istituzioni democratiche, si unisce una, altrettanto profonda, crisi del teatro.

La battaglia navale 1) vv. 33-34: . ; Xantia Come sono sfortunato! Perch non cero anchio alla battaglia navale? Sta sicuro, ti manderei alla malora!3 2) vv. 190-191. . Caronte: servi non ne porto, se non hanno combattuto in mare per la loro polpa.4 3) vv. 693-694. Coro: E uno scandalo che alcuni grazie a una sola battaglia, si trovino subito cittadini come quelli di Platea.5

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Trad. del Corno. Trad. del Corno. Trad. del Corno.

Come gi detto (vd. supra) la disastrosa situazione economica di unAtene prostrata da anni di guerra porta allutilizzo, al fine di mettere insieme una flotta nel poco tempo consentito dalla pressione spartana a Mitilene, di manovre eccezionali: una pertutte, il decreto promissorio di cittadinanza agli schiavi che avessero combattuto nella battaglia navale dellestate del 406. I tre versi sopra riportati evidenziano chiaramente che la questione della cittadinanza (della cui concessione gli Ateniesi non erano molto prodighi) a schiavi e meteci fosse un argomento di discussione nei salotti dellAtene di quel periodo. I versi 33-34 secondo svariati commentatori6 fanno riferimento alla liberazione degli schiavi che combatterono alle Arginuse, mentre Del Corno addirittura collega il rovesciamento dei ruoli nella scena iniziale, dove un dio, Dioniso, procede a piedi, mentre un servo, Xantia, sul dorso del mulo come una metafora del mondo alla rovescia, del rovesciamento dei rapporti tra cittadini e servi avvenuto dopo la battaglia.7 Worthington pone lattenzione in particolare sul verso 33, avanza lipotesi che Xantia esclamando ; avesse inteso non tanto il fatto che se avesse combattuto ora sarebbe libero, ma che avrebbe potuto essere uno dei numerosi schiavi caduti in mare la battaglia e mai soccorsi dagli strateghi; pertanto ora, anzich portare i bagagli, sarebbe nellAde nella posizione di poter spaventare il suo ex padrone Dioniso.8 I vv. 190-191 presentano la variante , anchessa antica in quanto proposta per la prima volta nella scoliastica da Demetrio Issione9, e accettata anche da Fozio, come vedremo. Perci la resa letterale sarebbe la battaglia per i morti con un riferimento probabilmente ai naufraghi mai recuperati. E una variante in verit poco convincente dato che con il genitivo esprime un complemento di fine, probabilmente dettata dal fatto che i commentatori pi tardi avessero perso il senso

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E. g. Radermacher p. 147; Stanford p. 74; Fritzsche p. 15. Del Corno p. 155. 8 Worthington p. 360. 9 Come rilevano e. g. Dover p. 216 e Del Corno in apparato alla sua ed. p. 30.

dellespressione 10, che la tradizione ci tramanda per la prima volta in questo passo delle Rane, ricalcata probabilmente sul proverbio attico la lepre corre per salvare le sue carni11. Il proverbio citato (e commentato) da Pausania Grammatico, un lessicografo di et adrianea, che in proposito scrive . [ ]12. Getta, a mio parere, pi luce sulla scelta della variante, la testimonianza di Fozio che, nellesposizione del lemma , scrive: (Aristoph. Ra. 191). (fr. 33 Staesche = Ar. test. 118 K. A.) 13. A conclusione di questa breve disamina si pu citare la definizione che la Suda d di : K: . Comunque chiaro il riferimento ancora una volta alla battaglia navale e al fatto che per loccasione Atene avesse arruolato orde di servi. I vv. 693-694 sono tratti dalla Parabasi, precisamente dallepirrema e costituiscono uninvettiva, poi subito smorzata, per il fatto che dei servi, grazie ad una sola battaglia, abbiano acquisito il diritto di cittadinanza alla stregua dei Plateesi, come indicato anche in uno scolio al v. 694, dove riportato in unica attestazione il contenuto di un frammento di Ellanico di Lesbo, logografo contemporaneo agli eventi, che attesta che sotto larcontato di Antigene gli schiavi che parteciparono alla battaglia furono liberati e ottennero la cittadinanza . 14. In uno dei due codici principali che ci tramandano gli scolii, il Ravennate, si trova anche la precisazione cronologica . Antigene larconte eponimo del 407/406,
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La variante altres accettata da Tzetzes, che per vi d uninterpretazione diversa: egli afferma, nel suo

commento, che qualora di accetti la variante, da lui ritenuta pi convincente, di , essa va riferita alla battaglia navale di Salamina, nella quale, a suo dire, combatterono anche degli schiavi, che dopo la vittoria vennero liberati dallassemblea (Koster 756), perci combatterono letteralmente per il proprio corpo. Se si accetta la seconda variante, continua Tzetzes, allora il riferimento alla battaglia delle Arginuse e al mancato recupero dei naufraghi.
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Cfr. Del Corno p. 167. , , 2,3. 13 Lexicon (E M), K, 1069, 2. 14 Hellan. frg. 171J = Sch. In Arist. Ran. 694.

Callia quello del 406/405, lanno delle Arginuse, quindi un elemento valido per supporre che degli schiavi, in seguito ad una battaglia navale cui avevano partecipato, ottennero libert e cittadinanza , e appare non valido il tentativo di Rizzo15di legare questa testimonianza alla battaglia di Salamina, una battaglia navale che, certamente, come le Arginuse, aveva lasciato profondi echi nella coscienza collettiva degli Ateniesi. A quanto sappiamo infatti, al momento della frettolosa evacuazione di Atene nel 480, tutti gli uomini validi salirono sulle navi, ma non abbiamo notizie di reclutamento di schiavi e tantomeno sul conferimento della cittadinanza. Inoltre, se Ellanico facesse davvero riferimento a Salamina e non alle Arginuse, non troverebbe senso lespressione la quale, come il verso delle Rane trova la sua spiegazione in un evento storico: nel 427, a fronte di unAtene non ancora ripresasi dopo la peste del 429, gli Spartani invadono e radono al suolo Platea, fedele alleata di Atene; di questa strage ci informa Tucidide16. Agli abitanti superstiti, come indennizzo venne concessa una forma di cittadinanza optimo iure, essi acquisivano i medesimi diritti dei cittadini ateniesi, eccetto laccesso al sacerdozio e allarcontato, le istituzioni civili e religiose pi antiche. Lo statuto giuridico assunto da questi schiavi chiaramente descritto da Demostene, nellorazione LIX par. 104. In conclusione quindi, emerge chiaramente che prima della battaglia, probabilmente al momento dellarruolamento, venne emesso un decreto promissorio, mantenuto a battaglia conclusa 17, che garant linserimento coatto di nuovi cittadini in demi e trib. La citt sulla scena: gli artefici della decadenza. Presenter ora una breve carrellata di personaggi pi o meno noti della politica ateniese, che emergono allimprovviso nella finzione drammatica per diventare oggetto di battute salaci da parte del commediografo. Aristofane per, nella loro caratterizzazione ha, a mio avviso, un intento pi profondo, che va oltre il riso immediato, ed quello di descrivere la decadenza delle istituzioni democratiche, il
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Rizzo Sulla cronologia della vita di Ellanico Athenaum 1965 pp. 369-384 Tuc. III, 68. 17 Sartori p. 421.; Prandi p. 84.

fatto che la citt, priva di personalit politiche del calibro di Pericle e, momentaneamente, Alcibiade, versi in balia di demagoghi interessati al bene privato, posto innanzi a quello della comunit. Questa crisi della politica avanza di pari passo con la crisi del teatro teorizzata nei versi iniziali, durante il dialogo tra Eracle e Dioniso circa il motivo del viaggio di questultimo nellAde. Teramene vv. 540-541. luomo furbo, il Teramene nato.18 v. 968. [] [] e Teramene lelegante.19 La figura di Teramene ci descritta diffusamente da Senofonte ( Hell.), Lisia (Contro Eratostene e contro Agorato), Aristotele (Ath. Pol.) e Diodoro. Fu un politico assai controverso e trasformista: nasce di parte oligarchica ma, dopo il colpo di stato dei Quattrocento (411) e il restauro della democrazia, riesce a passare dalla parte democratica20. Riveste un ruolo chiave negli avvenimenti del 406 in quanto , insieme a Trasibulo, uno dei due trierarchi a capo della flotta che combatte alle Arginuse: ci tramanda Senofonte21 che egli, una volta rientrato ad Atene, si pose quale accusatore degli strateghi che dopo la battaglia, a causa delle avverse condizioni metereologiche, non avevano recuperato i naufraghi e ci descrive le macchinazioni messe in atto dalla sua fazione per portare ad una condanna veloce degli strateghi, e alla relativa esecuzione. Gli anni successivi vedranno Teramene, incluso per volere popolare tra i Trenta al fine di cercare di moderare la loro azione

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Trad. Del Corno. Trad. Del Corno. 20 Musti p. 149. 21 Xen. Hell. I, 7, 4 e ss.

tirannica22, opporsi a Crizia, capo della fazione oligarchica, che alla fine, nonostante il parere contrario della , dopo averlo accusato pretestuosamente di aver tradito il regime in cui era precedentemente entrato, ossia quello dei Trenta, con un atto di forza ottiene la sua condanna a morte. Nella nostra commedia descritto come , furbo capace e viene legato con un doppio filo ad Euripide, che addirittura, al v. 965, lo definisce suo discepolo.

Un .

Caronte al vv. 190-191 dice Servi non ne porto se non hanno combattuto in mare per la loro polpa. Difficile interpretazione: Radermacher di che lallusione alla carne deriva dal fatto che dopo le Arginuse vi fosse stata una carestia, altri suppongo (Dover) per il fatto che fu una battaglia sanguinosa, oppure io vi vedo un accenno magari al fatto che i corpi dei naufraghi furono lasciati in balia delle onde senza soccorso. Due lezioni sono tramandate, ugualmente antiche: e (accettata da Aristarco), il fatto che questo un complemento di fine, secondo me poteva essere una espressione gergale combattere per la pelle di cui si era persa la coscienza nel tempo, e perci fu fraintesa. Nella Parabasi, nellepirrema c linvettiva contro il fatto che gli schiavi hanno ricevuto non solo la libert, ma anche la cittadinanza, dopo la battaglia come i Plateesi. Nel 427 gli Spartani, con unAtene ancora prostrata dalla peste del 429, distruggono Platea, alleata di Atene, e sterminano la popolazione. Tucidide in Tuc. III, 68 ci informa della strage. Agli abitanti superstiti fu concessa la cittadinanza, ce ne parla Demostene nella KatNeairas LIX par. 104. Agli schiavi fu dato il medesimo statuto, una cosa eccezionale che doveva indicare quanto disperata fosse la situazione. v. 689 se qualcuno ha sbagliato perch le finte di Frinico lo trassero in inganno. Verso interessante, che mostra ancora una volta come la poesia abbia un ruolo attivo nella societ, non ne sia solo lo specchio. Frinicoera un oligarchico, che nel 411, insieme a Teramene, aveva contribuito al colpo di Stato oligarchico che aveva portato alla formazione del governo dei 400. (Tuc. VIII 68,3 e 92,2). Dopo
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Diod. Bibl. Hist. Tomo IV.

la sconfitta e la perdita dellEubea questo regime viene prontamente rovesciato, Frinico ucciso sulla pubblica piazza, mentre Teramene riesce a ripassare alla parte democratica. La citt sulla scena: i fautori della decadenza Teramene v. 540 luomo furbo, il Teramene nato. v. 968 Teramene ci tramandato da tantissime fonti (Xen. Hell., Tuc.), fu un personaggio assai controverso e trasformista. Dopo il ritorno della democrazia dopo il colpo di stato dei 400, riesce a passare dalla parte democratica. Nel 406 trierarco nella battaglia delle Arginuse e, una volta tornato, riesce a scaricare la responsabilit del mancato recupero dei naufraghi sugli strateghi, e diviene anche orchestratore del processo delle Arginuse, come ci raccontato da Senofonte. Fu un trasformista, qui legato a doppio filo ad Euripide, al v. 698 detto suo discepolo: sintomi di una nuova cultura che aveva portato Atene allo sfascio e la politica nel caos. vv. 1195-1196: per lui era una bella cosa fare lo stratego insieme ad Erasinide. Come riportato da Xen. I, 7, 4 Erasinide fu la prima vittima del processo delle Arginuse, perci era molto rinomato, nonostante non avesse ancora leco che avr in seguito. Il Coro fa da spartiacque tra il viaggio di Dioniso e Xantia, e la scena nellAde, a casa di Plutone. un coro che evoca i misteri eleusini: William Schmid nel suo Geschichtedergriechischenliterature dice che il ricordo poetico della Parodo dei misteri eleusini poteva essere come un conforto per i parenti dei caduti nella battaglia. Le Dionisie del 405 furono le prime dopo le Arginuse. Dal vv. 416 vengono attaccati Archedemo, un demagogo istigatore del processo delle Arginuse (Xen. I, 7,2), quello che per primo punt il dito contro Erasinide, era capo della fazione democratica, ma poi verr ucciso anchegli durante il processo. Clistene ritratto nellatto di lamentarsi tra le tombe nel Ceramico durante le cerimonie in onore dei caduti e a invocare Sebino, nome parlante da se-binein. Clistene gi preso in giro nei versi inziali Mero imbarcato con Clistene (v. 49) per la sua omosessualit.

Poi parla del riferimento al processo, allega il passo di Senofonte (Loeb p. 67) riferimento a Erasinide. Poi parla di Teramene, che con i suoi intrighi aveva determinato il processo, la definizione di Teramene per Aristofane: il dexisanr. Contrapposizione tra il sistema di valori vecchio e il nuovo, come la contrapposizione tra Eschilo ed Euripide, Euripide fomentatore o registratore di una nuova societ? Probabilmente fomentatore in quanto il ruolo del poeta nella societ ben definito qui da Aristofane: Eschilo corrisponde al sistema di valori che fece grande Atene, la democrazia periclea, Euripide figlio di una societ e una politica gestita dai demagoghi. Cleofonte, linterventista.

Bibliografia D. Musti: Introduzione alla storia greca Aristophanes' Frsche. Einleitung, Text und Kommentar von L. Radermacher. (Akad. der Wiss. in Wien, Phil.-historische Klasse, 198. Band, 4. Abhandlung, 1921.) F. V. Fritzsche: Aristophanis Ranae, Turici 1845. T. Kock: Komodien des Aristophanes, Berlin 1876. W. B. Stanford: Aristophanes, The Frogs, London 1963. Ian Worthington: Aristophanes Frogs and Arginuses Hermes 117. Bd., H. 3 (1989), pp. 359-363. M. Chantry: Scholies anciennes aux Grenouilles et au PloutosdAristophane. Les Belles Lettres. Paris 2009. W. J. W. Koster: Scholia in Aristophanem.Partis iv, fasc. iii. JohannisTzetzaeCommentarii in Ranas et in Aves. Groningen 1962. F. Sartori: Riflessi di vita politica ateniese nelle Rane di Aristofane Verona 1974, pp. 414-414.

26. Suda, Lexicon. {9010.001} Alphabetic letter kappa entry 2362 line 2. (Browse)

(2362.) : . Photius Theol., Scr. Eccl. et Lexicogr., Lexicon (). {4040.032} Alphabetic letter kappa entry 1069 line 2. (Browse) (1069.) ( Ar.Ra.191). (fr. 33 Staesche = Ar. test. 118 K. A.) , 6. Zenobius Sophista <Paroemiogr.>, Epitome collectionum Lucilli Tarrhaei et Didymi. {0098.001} Centuria 4 section 85 line 1. (Browse) . @1 (85.) : , 7. Zenobius Sophista <Paroemiogr.>, Epitome collectionum Lucilli Tarrhaei et Didymi. {0098.001} Centuria 4 section 85 line 4. (Browse) . , , (5) . Pausanias Attic., . {1569.001} Alphabetic letter lambda entry 2 line 1. (Browse) lambda. (1.) . (2.) . [ ]. . 9. Pausanias Attic., . {1569.001} Alphabetic letter lambda entry 2 line 3. (Browse) . .

Dissidio teramene-crizia Xen Hell. L. 2, cap. 3 52 ss. Diodoro su termene Diodorus Siculus Hist., Bibliotheca historica (lib. 120).
{0060.001} Book 13 chapter 38

Hellan. frg. 171J = Sch. In Arist. Ran. 694.