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C.I.R.S.D.I.G.

Centro Interuniversitario per le ricerche Sulla Sociologia del Diritto e delle Istituzioni Giuridiche Quaderni della Sezione: Diritto e Comunicazioni Sociali
www.cirsdig.it

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MESSINA Facolt di Scienze Politiche Dipartimento di Economia, Statistica, Matematica e Sociologia Pareto

Estorsione e usura: uno sguardo empirico sulla citt di Messina

Domenico Carzo ( a cura di )

Working paper n. 14

Il Centro interuniversitario per le Ricerche sulla sociologia del diritto, dellinformazione e delle istituzioni giuridiche (C.I.R.S.D.I.G.) con questi working papers intende proporre i risultati dei lavori svolti nellambito delle ricerche sia metodologiche che applicative nel campo della sociologia del diritto, dellinformazione e delle istituzioni giuridiche. Tale centro stato costituito, tra l'Universit di Messina e l'Universit di Macerata, al fine di stimolare attivit indirizzate alla formazione dei ricercatori ed anche per favorire lo scambio dinformazioni e materiali nel quadro di collaborazioni con altri Istituti o Dipartimenti universitari, con Organismi di ricerca nazionali o internazionali. Direzione scientifica: proff. Domenico Carzo e Alberto Febbrajo.

Comitato scientifico dei Quaderni del Cirsdig Prof. Domenico Carzo (Universit di Messina) Prof. Alberto Febbrajo (Universit di Macerata) Prof. Mario Morcellini (Universit di Roma La Sapienza) Prof. Valerio Pocar (Universit di Milano Bicocca) Prof. Marcello Strazzeri (Universit di Lecce)

Comitato redazionale:
Maria Rita Bartolomei (Universit di Macerata) Marco Centorrino (Universit di Messina) Roberta Dameno (Universit di Milano Bicocca) Pietro Saitta (Universit di Messina) Angelo Salento (Universit di Lecce) Elena Valentini (Universit di Roma La Sapienza) Massimiliano Verga (Universit di Milano Bicocca)

Segreteria di redazione: Antonia Cava (Universit di Messina) Mariagrazia Salvo (Universit di Messina)

Copyright 2006
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ABSTRACT
In questo lavoro intendiamo illustrare i primi risultati di una ricerca sul tema della percezione dellusura e delle estorsioni (e, conseguentemente, della sicurezza sociale), svolta a Messina e stimolata dai recenti dati pubblicati dal Censis. Il nostro studio ha carattere empirico e coinvolge direttamente commercianti e imprenditori, potenziali vittime dei reati. Lo strumento principale utilizzato per la realizzazione di tale ricerca un questionario, incentrato sulle difficolt delle attivit commerciali messinesi. Il campione, statisticamente validato, composto da 368 operatori economici messinesi. I risultati mostrano come oltre la met del campione concordi con lanalisi secondo cui Messina una delle citt meridionali in cui proprio lusura maggiormente diffusa. Inoltre limpatto delle misure normative a sostegno delle vittime dei fenomeni di usura ed estorsione non sembra totalmente efficace: un terzo degli intervistati non conosce la Legge 44 del 23/02/99 e solo una netta minoranza la reputa efficace. I dati, pertanto, mostrano che ci si trova dinanzi a un piccolo fallimento delle misure di supporto alle vittime di usura ed estorsione.

This paper aims to show the early results of a research conducted in Messina (Sicily) on the perception about usury and extortion (and subsequently on social safety). This is an empirical study which involves shopkeepers and entrepreneurs, that is the potential victims of this kind of crimes. To make this study, we submitted a questionnaire which shed light on problems and obstacles experienced by local entrepreneurs. Results show that more than fifty percent of the contacted entrepreneurs agree with those analyses which describe the city of Messina as one of the city with the highest usuries rates. Moreover, the impact of the legislative measures implemented to support the usury related victims seems to be quite insufficient. One third of the entrepreneurs does not know the Law 44/99 and only a small minority considers this act as effective. Thereby, data show that we are witnessing a partial failure of these measures.

INTRODUZIONE di Domenico Carzo

In questo lavoro intendiamo illustrare i primi risultati di una ricerca sul tema della percezione dellusura e delle estorsioni (e, conseguentemente, della sicurezza sociale), svolta a Messina e stimolata dai recenti dati pubblicati dal Censis. Secondo listituto di ricerca, la citt peloritana uno dei centri meridionali in cui questi fenomeni sono maggiormente diffusi. Rispetto a quel lavoro, tuttavia, il nostro studio ha carattere empirico e coinvolge direttamente commercianti e imprenditori, potenziali vittime dei reati. Lo strumento principale utilizzato per la realizzazione di tale ricerca un questionario, incentrato sulle difficolt delle attivit commerciali messinesi. Il campione, statisticamente validato, composto da 368 operatori economici messinesi. Lobiettivo che si scelto di raggiungere quello di comprendere quale sia la percezione degli operatori economici di Messina riguardo alla problematica racket. IL CONTESTO MESSINESE La realt socio-economica di Messina presenta alcune caratteristiche che accomunano la citt peloritana alle altre di media dimensione del Mezzogiorno: una quasi inesistente mobilit sociale, un alto tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, un alto costo del denaro, la criminalit, lassenza di infrastrutture, la mancanza di un settore trainante che agisca da volano per lintero territorio. Questi elementi, caratterizzati da una certa interscambiabilit, possono apparire ora causa, ora effetto, ma rimangono comunque i limiti dellarea in questione. Conseguenza della loro presenza lo scarso fermento imprenditoriale e, quindi, la mancanza di iniziative imprenditoriali di ampio respiro: le aziende diffuse nel territorio 4

messinese sono di piccole dimensioni; poche di esse hanno pi di 10 dipendenti e lattivit che svolgono, limitata al solo mercato locale, non ha un peso molto rilevante sulleconomia messinese. Lunico settore, su cui si leconomia messinese pare essere fortemente imperniata, il Terziario. Le attivit terziarie si concentrano nellambito della Pubblica Amministrazione, del commercio allingrosso e della piccola distribuzione, dei trasporti e del turismo (solo in termini di alberghi e ristorazione). Soprattutto il commercio occupa una buona fetta delleconomia del comune capoluogo, nonostante presenti una certa debolezza strutturale, in assenza di un forte sistema di produzione di beni e di reddito. Il settore si caratterizza per unelevatissima premorienza dimprese, per lo pi originata da una micidiale concorrenza, dalle difficolt di accesso al credito, dallincidenza del racket e della piccola e grande criminalit. Questo il quadro che emerge dalla relazione del Censis, Legalit e sviluppo a Messina (2000)1. Il Procuratore Luigi Croce afferma che in una realt sociale ed economica di questo tipo, il fenomeno mafioso messinese si adeguato: <<Ed ecco che gli strumenti principali dellintervento sulleconomia da parte della criminalit organizzata messinese sono state e sono lestorsione e lusura, [].>>2, due tipi di reato distinti, che corrono per su binari tendenzialmente convergenti. A questo proposito utile considerare la specificit del fenomeno mafioso messinese. Per anni la societ siciliana ha pensato alla propria terra come ad una realt caratterizzata da una comoda dicotomia: da una parte la Sicilia Occidentale (Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta), sede di storico insediamento mafioso, dall'altra la Sicilia Orientale (Catania, Siracusa, Messina, Ragusa), indenne dalla piaga della mafia. In realt questa visione della geografia criminale siciliana risulta assolutamente anacronistica ed

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www.svileg.censis.it Luigi Croce citato in Claudia Puccio, Usurai e imprenditori criminali, <<Corriere del Mezzogiorno>>, 17 Dicembre 2000.

estremamente dannosa. Le indagini compiute a partire dalla fine degli anni '80, hanno provato non solo che la mafia si era infiltrata nelle province orientali (con una strategia espansiva quanto mai dinamica ed efficiente), ma che a Catania, Messina, Siracusa e in tutta una serie di centri minori, si era verificata una crescita dei gruppi malavitosi autoctoni con metodologie, modalit organizzative, talvolta rituali e gerarchie di puro stile mafioso. I gruppi criminali ricostruiti dalle varie operazioni antimafia - dei vari boss locali (Costa, Sparacio, Ferrara) nascono da realt di quartiere, e presentano un forte radicamento nelle zone di nascita; si tratta di personaggi che godevano di forte prestigio locale, in grado di pilotare il voto e quindi di proporsi come referenti elettorali per certi politici messinesi. Il fenomeno mafioso, a Messina, si caratterizza con tratti meno evoluti di quelli che sono stati rilevati a Palermo o a Catania. La criminalit che si sviluppata nella citt dalla fine degli anni '70 in poi, ha acquistato dei caratteri particolari a causa delle peculiarit che rendono Messina diversa da tutte le altre citt siciliane. Cosa Nostra messinese, infatti, non ha vissuto il passaggio dalla mafia rurale a quella imprenditoriale ed ha assunto cos, sin dalle sue origini, una natura spiccatamente politico-imprenditoriale. Nella relazione del Censis, sopra menzionata, si legge che il fenomeno mafioso messinese, anzich mettere in atto sofisticate strategie di intervento nelleconomia del territorio, si adattato al quadro economico della citt, usando gli strumenti elementari del controllo territoriale ed economico, lestorsione e lusura. Queste continuano ad essere presenti nonostante i provvedimenti repressivi della locale D.D.A. di cui, negli ultimi anni, hanno fatto le spese vari boss messinesi: i gruppi criminali <<hanno riorganizzato le rispettive strutture sostanzialmente continuando a spartirsi il territorio cittadino in zone di influenza nelle quali esercitano talune attivit criminali tradizionali, (estorsioni, rapine, usura, attivit di medio rifornimento dello spaccio di sostanze

stupefacenti) [].>>3. Come sostiene Franco Barbagallo <<in sostanza cambiano i soggetti, ma estorsione e usura rimangono intatte. Ci sono per esempio spartizioni territoriali tra il viale S. Martino, il rione Giostra e la zona sud, che ci sono state e continueranno ad esserci.>>4 Considerati crimini contro il patrimonio, e modestamente sanzionati come tali fino ai nostri giorni dal Codice Rocco, solo dal '92 lestorsione e lusura sono state ritenute anche strumento per la produzione di ricchezza illecita, con un conseguente inasprimento della pena. Qui di seguito riteniamo opportuno illustrare brevemente le caratteristiche che i due fenomeni in questione presentano nella citt di Messina, ambito di riferimento del nostro studio1.

Francesco Marzach, Procuratore generale Discorso di inaugurazione dellanno giudiziario 2001, Distretto di Corte di Appello di Messina. http://www.tribunali.it/Messina 4 Franco Barbagallo, citato in Nuccio Anselmo, Sono reati oscuri, ma siamo al fianco di chi denuncia, <<Gazzetta del Sud>>, 12 Ottobre 2000. 1 I contenuti dei paragrafi successivi sono in parte il risultato di confronti con alcuni testimoni privilegiati ai quali vanno i nostri ringraziamenti: Franco Cucinotta, cronista dellemittente RTP, Ferdinando Cucinotta, vicepresidente della Fondazione Antiusura Padre Pino Puglisi e Clelia Fiore, presidentessa dellAsam. Inoltre il nostro grazie va a Nuccio Anselmo, giornalista della Gazzetta del Sud, per gli articoli che gentilmente ci ha fornito e che ci sono stati di grande utilit.

I. IL RACKET DELLE ESTORSIONI NELLA CITT BABBA di Maria Vera Costa

Durante gli anni 90 - fino al 1997/98, ma anche pi in l a Messina ci si trovava di fronte alle classiche estorsioni: richieste di pizzo importanti, seguite poi da una trattativa per abbassarle e da una minaccia molto determinata, per far s che tale richiesta, comunque alta, venisse soddisfatta. Erano presenti, quindi, tutte le caratteristiche del pizzo cos come si era sviluppato nellintera Sicilia: cerano gli incendi, le minacce, le telefonate, fattori che chi non si facevano precipitare in una situazione di violenza adeguava subito alla volont degli estortori. Il fenomeno del taglieggiamento si modificato nel tempo, poich negli ultimi venti anni sono cambiati la geografia criminale ed il tessuto economico sociale cittadino; anche le vicende giudiziarie, la stagione dei blitz antimafia ed il fenomeno del pentitismo, hanno sicuramente determinato un periodo di crisi per le organizzazioni criminali. Negli anni 80, sulle attivit economiche di Messina, gravava un fenomeno di estorsione probabilmente meno diffuso percentualmente, che tuttavia aveva una redditivit maggiore; il tessuto socio-economico cittadino, infatti, era di un tenore pi elevato, come quello del Paese in generale. La crisi degli anni 90 e il fenomeno del pentitismo, hanno portato ad uno stop improvviso di questa grande attivit economica di finanziamento, seguito tuttavia da una rigenerazione del rapporto estortore-vittima, anche se con caratteristiche diverse. Oggi, infatti, il pizzo viene imposto a tappeto e lentit delle richieste decisamente pi contenuta. Ci consente un controllo del territorio pi capillare e rende pi facile ottenere la somma senza il rischio di una denuncia. Bisogna 8

pensare che spesso loperatore di una piccola attivit, dopo aver cercato un accordo, si trova davanti ad una richiesta di pizzo di 200 al mese; questo ovviamente fa s che la vittima consideri pi semplice pagare, considerandola una spesa non tanto ingente da affrontare le difficolt che una denuncia comporta (ci sono addirittura casi in cui il pizzo si paga in natura, specialmente nel campo degli alimentari). Le vicende giudiziarie degli anni 90, hanno inoltre determinato quello che viene definito il fenomeno della frammentazione, che ha reso la situazione meno chiara e si rivelato negativo per le stesse organizzazioni mafiose. Solitamente un blitz antimafia, specialmente se nasce da dichiarazioni di collaboratori di giustizia e quindi lorganizzazione viene scardinata dallinterno, crea un certo scompiglio. Ci causa lemergere di nuovi personaggi, anche allinterno del clan, personaggi che magari erano tenuti in secondo piano e che, adesso, si trovano a coprire un ruolo pi elevato e, nello stesso tempo, ottengono maggiore autonomia. La frammentazione comporta che pi di una persona vada a chiedere il pizzo alla stessa vittima, poich ognuno non avendo un capo (che magari in carcere) in grado di fungere da punto di riferimento, si sente maggiormente indipendente e ritiene che sia giunto il momento di fare un salto di qualit e di presentarsi non pi in nome e per conto di altri, ma in prima persona. Nel momento in cui si verifica la doppia richiesta, loperatore per non avere problemi pu decidere di sottomettersi ad entrambi, ma se non in grado di farlo, sar costretto a scegliere uno dei due, dovendo poi affrontare le conseguenze. Questa situazione ha causato, nellultimo periodo, la nascita dellopinione secondo cui oggi la mafia, avendo subito gravi colpi ed essendo quindi pi debole, avrebbe perso il controllo del territorio e, nello stesso tempo, avrebbe spostato la sua attenzione su attivit criminali diverse. Il racket sarebbe quindi, seguendo questa teoria, in mano alla criminalit spiccia, in particolare sotto il controllo di alcune bande di piccoli criminali, 9 che non si possono

assolutamente

definire criminalit organizzata. Secondo Clelia

Fiore2 presidentessa dellASAM3 questa convinzione non solo errata, ma anche dannosa. sua opinione, infatti, che i colpi subiti da alcuni criminali di spicco, anche se di fondamentale importanza, non siano stati in grado eliminare il controllo mafioso su Messina. Del resto la richiesta estorsiva non mai stata fatta dal capo ma dai piccoli delinquenti, come accade oggi. Ci non significa che alle spalle non ci sia il benestare e il controllo mafioso, tutto il contrario: lestorsione, lusura, come la droga, la prostituzione, gli appalti sono e restano delle attivit gestite e tutte rientrano nel controllo del territorio, priorit assoluta per la mafia. C da sottolineare che aver colpito dei grandi personaggi stato di grande aiuto, ha indebolito le organizzazioni, ma non si pu dimenticare che il pericolo non finito; latteggiamento di chi considera ormai superato il problema della mafia protagonista di determinati fenomeni criminali, pericoloso, poich sminuisce delle situazioni, il cui potenziale distruttivo vero oggi come ieri. Ci che spesso provoca dei fraintendimenti il cambiamento delle modalit e caratteristiche dellestorsione che stato realizzato negli ultimi anni. Come abbiamo visto sopra, il prezzo della protezione stato ridotto, ma si estesa la platea dei soggetti entrati nel mirino degli estortori. Sono state incluse attivit che in passato erano sostanzialmente immuni al fenomeno: studi professionali, attivit di servizio, farmacie. Supermercati, discoteche e locali notturni (compresi i circoli privati), compravendita di auto usate, attivit economiche con scarsa specializzazione, commercio allingrosso di carni e prodotti ittici sono invece i settori privilegiati della mafia imprenditrice; nulla sfugge ai mafiosi, neanche il settore delle pompe funebri. Anche le intimidazioni sono diverse; non si usa la benzina ma il biglietto, le minacce vengono dilatate nel tempo. Si quindi modificata la strategia di controllo del territorio, un po per
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Da noi intervistata il 17/10/2003. LASAM, lAssociazione Antiracket e Antiusura Messinese nasce nel 1996, oltre a condurre la sua battaglia sul territorio peloritano, fa parte della FAI (Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiane) e agisce quindi anche a livello nazionale.

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far meglio fronte alle iniziative di chi combatte questi fenomeni (un buon esempio la legge 44/1999), un po per saggiare il terreno. Limpressione che si ha riguardo al territorio messinese, che ci siano dei periodi in cui si realizzano delle richieste a tappeto e dei periodi in cui si verificano dei momenti di silenzio molto pi lunghi che in passato. Capita anche che alcuni operatori presi di mira, vengano completamente abbandonati, o perch si sono rivolti allassociazione, o perch hanno comunque reagito in qualche modo attirando lattenzione. In questo caso si cerca di abbassare il rischio, anche perch a volte, considerando il tenore delle richieste, pu diventare pi conveniente rinunciare. evidente in ogni caso che, al di l delle trasformazioni, ci troviamo sempre e comunque di fronte ad estorsioni; ci significa attivit commerciali deviate, sviluppo economico distorto, una realt di imprenditori non liberi, che non hanno interesse a far investimenti. A Messina questo un fenomeno di massa, non un fenomeno legato ad solo alcune attivit o ad alcune situazioni, riguarda tanto le piccole attivit quanto le grandi imprese. Purtroppo i grandi imprenditori non denunciano lestorsione, n tanto meno entrano a far parte dell Associazione Antiracket; tutti i soci delle Associazioni di Messina e provincia, sono titolari di piccole e medie attivit. Ci potrebbe far pensare che gli imprenditori delle grandi imprese preferiscano pagare il pizzo e tacere, oppure che siano collusi e quindi, in cambio del pagamento, ottengano qualcosa, come appalti o forniture. difficile pensare ad unaltra motivazione poich, nel momento in cui si vengono a scoprire dei casi di taglieggiamento nellambito delle grandi attivit - com accaduto soprattutto negli ultimi anni - sono i dati stessi a confermare il pensiero diffuso che anche le grandi imprese siano vittime del fenomeno. Cos cambiato? Fino al 2000 le denunce erano abbastanza costanti nel tempo; si verificato un momento di crisi durante il periodo di approvazione della legge 44/1999, poich mancavano 11 delle garanzie. La

legislazione conteneva delle lacune, la gestione del Fondo di solidariet era affidata ai prefetti che venivano cambiati in continuazione, e soprattutto non cera una risposta adeguata delle Istituzioni e dello Stato; consideriamo che per chi sotto estorsione e decide di denunciare, in quei momenti cos difficili e con quel livello di minaccia, avere un sostegno forte assolutamente necessario. In questo difficile periodo le Associazioni Antiracket, insieme alla Fai, si sono impegnate in una decisa pressione nei confronti delle istituzioni statali. Lesito favorevole dellazione e, quindi, lapprovazione della legge 44/1999, ha favorito la stabilizzazione della posizione di chi denuncia, ha fatto chiarezza riguardo agli attori che si impegnano nella lotta contro il racket ed ha reso pi efficiente il sistema dellaccesso al Fondo di solidariet. Accanto allintroduzione della legge, un altro evento rivelatosi fondamentale per la lotta contro il racket, stata la nomina di Tano Grasso alla carica di Commissario per il coordinamento alla lotta al racket e allusura. In seguito al suo insediamento, stato fatto un enorme lavoro di recupero degli arretrati e c stato un forte impegno finalizzato al coinvolgimento dello Stato nella battaglia contro lestorsione. I risultati sono stati davvero significativi: le Prefetture hanno intensificato la loro attenzione, le forze dellordine hanno visto crescere le loro motivazioni ed hanno ottenuto maggiori garanzie nelle attivit di indagine. Le Associazioni, infine, hanno acquistato un pi alto grado di legittimazione, e questo ha intensificato il senso di sicurezza della vittima del pizzo che decide di non sottostare alle minacce dellestortore. Questa situazione favorevole e positiva si mantenuta costante per tutto il 2001. Successivamente, in seguito ad alcune affermazioni fatte dal governo, alla posizione assunta con la defenestrazione di Tano Grasso, allinsediamento del nuovo Commissario, si sono numerose difficolt, che immediatamente si sono verificate

ripercosse sulla fiducia, diffondendo linsicurezza e determinando 12

un calo delle denunce. In un momento tanto delicato, Messina si rivelata una citt fortunata, poich al suo interno non venuta meno la collaborazione tra ASAM e Forze dellOrdine, fattore questo fondamentale per la lotta contro il racket. Si devono a questo proposito menzionare il precedente prefetto Marino e il colonnello Angius, del Comando Provinciale, poich la collaborazione da loro fornita si mostrata vitale per lAssociazione. Lo stesso non accaduto in tutte le citt della Sicilia; spesso infatti, laddove non esisteva un rapporto saldo col prefetto, nel periodo buio di cui abbiamo parlato sopra, la situazione diventata ancora pi devastante.

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II. LUSURA A MESSINA di Giuseppa Caravello

Nel contesto messinese si possono distinguere diversi tipi di usura: Lusura di tipo familiare, che Mario Centorrino definisce economia del vicolo8, fondata su criteri di vicinato e di solidariet. In questo caso lusura <<gestita da persone di quartiere, allinterno del quale sono riconosciute come coloro che prestano i soldi>>9. In linea di massima, i prestiti consistono in piccole cifre e sono destinati ad un bisogno immediato, come ad esempio una malattia. Lusura praticata da persone che svolgono delle attivit legali e godono di un certo prestigio sociale: i colletti bianchi, i professionisti, i commercianti10, la categoria degli impiegati negli enti pubblici. Lusura pubblici, praticata su cui da certe ha finanziarie, fatto che o distribuiscono depliants e volantini anche negli uffici nessuno indagini accertamenti11 per verificare se risultano iscritte in elenchi o Albi ufficiali. Reclamizzano finanziamenti in tempi rapidissimi e forniscono elementi molto scarni sui costi globali di siffatte operazioni.
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Mario Centorrino, Economia dellusura, in <<Segno>>, n. 151, Gennaio 1994. Clelia Fiore, da noi intervistata il 17/10/2003. 10 Mario Centorrino, riferendosi al contesto messinese, tra i vari tipi di usura riscontrabili menziona anche lusura fatta dai commercianti ai danni di altri commercianti: <<[] a Messina esistono delle fasce commerciali alte, che, costituendo come una sorta di sistema creditizio parallelo, si sono ulteriormente arricchite proprio grazie ai proventi dellusura.>> (Mario Centorrino, intervento in FISAC/CGIL, Usura: buco nero nel sistema creditizio, Atti del Convegno Regionale, Messina 24 ottobre 1993, cit. p.27). 11 Ferdinando Centorrino, durante unintervista fattagli da Nuccio Anselmo, dice: <<[] molti arrivano da noi con dei moduli compilati solo nellimporto e nella firma di chi concede il prestito, molte volte illeggibile. Altre volte questi fantomatici intermediari si fanno vedere la prima volta, incassano lanticipo e poi scompaiono.>> (Nuccio Anselmo, Usura, un business da 250 miliardi lanno, in <<Gazzetta del Sud>>, 6 ottobre 2000).

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Lusura come strumento della criminalit organizzata di stampo mafioso, che si serve di essa per riciclare i proventi delle attivit illecite quali rapine, estorsione, traffico di droga, prostituzione. Secondo Ferdinando Centorrino, vicepresidente della Fondazione antiusura Padre Pino Puglisi12, il fenomeno dell'usura nella citt di Messina presenta un carattere trasversale sia per quanto riguarda le categorie socioeconomiche colpite, sia per quanto riguarda i soggetti attivi sul mercato del credito criminale13. Ci vuol dire che sono coinvolte tutte le categorie sociali e tutte le attivit economiche, eccezion fatta per quelle che hanno una struttura pi consolidata: difficile che allusura siano sottoposte societ o attivit strutturate in forma societaria, con un patrimonio di una certa entit. In genere gli assistiti dellAntiusura sono piccoli e medi imprenditori. LOsservatorio Antimafia14, costituito dal servizio antiusura messinese, rivela che su circa 500 contatti avuti, in via preventiva ed in via successiva, in sei anni di attivit, il 70% di questi rappresentato da vittime che rientrano nella categoria di commercianti ed artigiani, i quali, impossibilitati per varie ragioni a poter accedere ai canali legali di finanziamento, cadono nelle mani dei cosiddetti "cravattari. Questo 70% costituito essenzialmente da persone di sesso maschile che rientrano nella fascia di et tra i 45 e i 55 anni, mentre soltanto il 4-5% costituito da donne con unet che varia tra i 35 e i 40 anni. Il 20% delle vittime rappresentato da semplici cittadini, in genere pensionati o impiegati di enti pubblici e privati i quali, per spese impreviste o voluttuarie, ma anche investimenti sbagliati, hanno
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La Fondazione Antiusura Padre Pino Puglisi135 viene costituira nel 2001 con il concorso dellAssociazione Messinese Antiusura Onlus, dellArcidiocesi di Messina, dellArci, del Movi e di Ecos Med. La Fondazione fa della prevenzione il cardine della sua azione. Essa dispone di un patrimonio che funge da garanzia per le banche, a favore di soggetti a rischio concreto di usura perch si trovano in uno stato di crisi congiunturale, se titolari di attivit economiche, o di necessit particolari, se privati - esclusi dal circuito del credito legale, in quanto non ritenuti meritevoli, secondo i canoni prevalenti della valutazione del merito creditizio da parte delle banche. 13 Nostra intervista del 03/11/2003. 14 www.db.messinaantiusura.it

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fatto ricorso all'usura. In questo 20% cresce il numero delle donne strozzate, fino a toccare il 10%, mentre rimane immutata la fascia d'et. Il residuo 10% delle vittime non rientra in una categoria definita, poich la fonte del contatto rimasta anonima. Per quanto riguarda la figura dell'usuraio, si pu affermare che 1'80% dei soggetti siano nomi conosciuti alle forze dell'ordine e facenti parte di organizzazioni criminali; il restante 20% costituito prevalentemente da persone dalla fedina penale pulita, a volte anche conoscenti della vittima, che offrono volontariamente la loro opera. In questo 20% rientra anche qualche professionista o colletto bianco: allinterno degli enti pubblici si riscontrata la presenza di veri e propri agenti delle organizzazioni criminali. Quasi sempre, comunque, sembrano esserci nessi fra lesercizio dellusura e lattivit strutturata della mafia. In questo caso la dinamica del fenomeno si esplicherebbe a due livelli dazione: al primo livello ci sarebbero i finanziatori veri e propri che non hanno contatti diretti con le vittime; al secondo livello gli intermediari. Secondo Ferdinando Centorrino, questi a volte sono gli usurai di quartiere che diventano agenti della criminalit organizzata: sono persone normali che si atteggiano ad amici delle vittime e promettono loro laiuto necessario per farle uscire dalla crisi economica che le attanaglia. Altre volte gli intermediari appartengono al mondo bancario o a quello delle societ finanziarie: <<in alcuni casi [] lo stesso funzionario bancario che indirizza verso il circuito creditizio parallelo>>15. Negli enti pubblici, inoltre, non mancherebbero i <<procacciatori di affari delle cosche criminali che praticano il credito illegale>>16. Lorganizzazione, prima di elargire il prestito, si premura a svolgere i dovuti accertamenti sia di carattere documentale sia mandando in loco i propri collaboratori per verificare la consistenza patrimoniale del debitore. Sulla scorta delle informazioni cos
Luigi Croce, citaro in Claudia Puccio, Usurai e imprenditori criminal, in <<Corriere del Mezzogiorno>>, 17 dicembre 2000. 16 Ferdinando Centorrino citato in Nuccio Anselmo (<<Gazzetta del Sud>>, 6 ottobre 2000): Usura, un business da 250 miliardi lanno.
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acquisite lassociazione adegua i propri comportamenti finalizzati ad ottenere maggiori vantaggi17. Nel prestito ad usura spesso si crea un circuito perverso, per cui, se non si riesce a pagare un prestito (questo riguarda soprattutto gli operatori economici) si ricorre ad un altro prestito usuraio. Il primo non si estingue e per questo ci si trova legati a due prestiti usurari, a cui pu anche aggiungersene un terzo, creando una sorta di catena di S. Antonio, che non risparmia nessuno e da cui non ci si libera tanto facilmente. Il passaggio della vittima da un usuraio allaltro (tutti appartenenti alla stessa associazione) permette di moltiplicare i profitti allinterno dellassociazione e, contemporaneamente, di affiliati. Secondo Croce <<la contropartita che i gruppi mafiosi richiedono non pi solo costituita dalla restituzione della somma prestata con laggiunta di tassi dinteresse vertiginosi (si giunge anche al 250% lanno), ma addirittura la cessione dellazienda e degli immobili>>18; lacquisizione dellattivit lecita consente al criminale di coprire i propri traffici. A Messina, attraverso lusura, la criminalit organizzata si prepotentemente inserita nel tessuto economico della citt, impadronendosi di piccole e medie imprese, arrecando cos un grave pregiudizio alleconomia della citt stessa. Soprattutto a partire dagli anni 90 si verificato quello che Franco Cucinotta definisce il fenomeno del passaggio delle licenze19: in alcune zone della citt cambiata la gestione di molti esercizi commerciali acquisiti da certi personaggi. rendere difficile la ricostruzione del volume complessivo di affari e lindividuazione dei ruoli dei singoli

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Si veda Centorrino M. (a cura di ), 2003, Economia sommersa e/o economia criminale? Unanalisi di questi due fenomeni nel sistema economico della provincia di Messina, disponibile in rete, al sito: http://www.emersionelavorononregolare.it/doc/appro/economia_sommersa.pdf 18 Luigi Croce citato in Claudia Puccio, Usurai e imprenditori criminali, <<Corriere del Mezzogiorno>>, 17 dicembre 2000. 19 Nostra intervista del 24/10/2003.

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Un esempio classico quello del market Due Stelle di Contrada Conca doro allAnnunziata, che oggi diventato la sede distaccata della Sezione Nord della Polizia Municipale. Il market era di propriet della famiglia La Fauci, che lo apr nell89. Secondo la stampa20, dopo un paio di anni sarebbe subentrata Vincenza Settineri, detta zia Enza, suocera dellex boss Luigi Sparacio e, si presume, vera cassaforte del gruppo criminale di costui. In quegli anni la donna avrebbe fatto diverse acquisizioni, dopo aver provocato il fallimento di commercianti rivoltisi a lei per avere dei prestiti e rimasti prigionieri del vortice di pagamenti, con interessi mensili spaventosi. Vincenza Settineri ed il genero Luigi Sparacio, avrebbero costruito le loro fortune sullusura, ma anche sullestorsione. A tal proposito, Franco Cucinotta spiega come gli investigatori abbiano verificato che spesso, a Messina, usura ed estorsione camminano su binari paralleli. Questo accade quando, davanti ad una richiesta estorsiva, loperatore economico fa presente di avere delle difficolt economiche che gli impediscono di far fronte al pagamento del pizzo. Il criminale, allora, gli propone di accettare un prestito in denaro per risolvere i problemi economici, ma, nello stesso tempo, mette la vittima sotto estorsione: la restituzione del debito, infatti, comprender anche la restituzione del pizzo dovuto21. Per tale motivo a volte la richiesta dei tassi usurai stata molto alta. Il fenomeno dellusura a Messina va inserito nel quadro della difficile crescita del Mezzogiorno, a cui contribuisce la difficolt che

Nuccio Anselmo, Un market della suocera del boss diventer una caserma dei vigili, in <<Gazzetta del Sud>>, 17 maggio 2001. 21 Nella Quarta relazione del Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, Gennaio 2002, dellallora commissario Tano Grasso, si legge che lestorsione e lusura a volte sincontrano ed possibile individuare tre fattispecie. Una quella che abbiamo gi visto: si ha quando lusura strumentale allestorsione ed stata riscontrata soprattutto nelle zone in cui c una forte presenza della mafia. Le altre si verificano quando il reato estorsivo strumentale allusura o quando entrambi i reati concorrono con autonome dinamiche. Nel primo caso la richiesta estorsiva finalizzata a riscuotere gli interessi usurari o altri ingiusti profitti; nel secondo caso, un imprenditore , allo steso tempo o in epoche diverse, vittima di usurai e ha denunciato richieste estorsive non finalizzate alla riscossione degli interessi usurari.

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piccole e medie imprese spesso incontrano nellottenere un credito dalle banche. A parte il fatto che in qualche caso lo stesso funzionario bancario indirizza verso il circuito creditizio parallelo, il sistema creditizio, nella provincia messinese, un fattore frenante per lo sviluppo stesso. Come nel resto del Mezzogiorno, ha una scarsa fiducia nelle attivit imprenditoriali a causa di un pi alto livello di rischio del credito: la presenza di una serie di fattori ostativi dello sviluppo, aumenta i costi e lincertezza e riduce i rendimenti di qualsiasi attivit imprenditoriale e dinvestimento nellarea, facendo crescere cos il rischio connaturato ad ogni operazione creditizia, in quanto scambio di una prestazione attuale e certa contro una futura ed incerta. Ci comporta costi elevati del denaro: anche se dallultimo Rapporto 2003 sulleconomia del Mezzogiorno, realizzato dalla Svimez, risulta che al Sud il costo del denaro diminuito del 13% dal primo trimestre del 1993 allultimo trimestre del 2001, si tratta comunque di un dato poco incoraggiante se confrontato con il 25% e pi di riduzione riscontrata nel Centro-Nord. A Messina il costo del denaro si aggirerebbe intorno al 9% contro una media nazionale del 6,76%22; la stessa disponibilit ad erogare crediti bassa: se non ci sono garanzie patrimoniali capaci di annullare il rischio per la banca, non si concedono prestiti. In una realt difficile come la nostra altrettanto difficile che ci sia la possibilit di offrire garanzie patrimoniali tali da essere ritenuti meritevoli di ottenere anche un piccolo credito. Ci frena lo sviluppo locale perch non favorisce affatto chi vuole intraprendere unattivit e rende problematica la sopravvivenza delle piccole e medie imprese locali gi esistenti. A Messina, le PMI sono attualmente in espansione nel settore dei servizi e del commercio, con un rapporto di segno negativo tra natalit di nuove imprese e cessazione di attivit nel settore agricolo e manifatturiero. Si tratta di imprese giovani che molto spesso hanno una vita breve, prive peraltro della
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Cgil, Le Proposte delle Cgil per arrestare il declino e rilanciare lo sviluppo, diritti, legalit e occupazione, Messina, 12 marzo 2003.

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competenza necessaria a dialogare con un sistema sempre pi esigente. Chi non ha alternative si aggrappa allusura, che rappresenta lultima spiaggia. Il cattivo funzionamento del mercato del credito, perci, da ritenere una delle cause che potrebbero indurre alcune imprese a rivolgersi al mercato illegale. Le banche siciliane, in particolare, hanno contribuito alla perversione del sistema creditizio isolano nei seguenti modi: con la gestione clientelare delle aziende di credito che, alla lunga, hanno portato alla crisi delle stesse a causa dellindiscriminata concessione di credito a chi presentava credenziali pi politiche che imprenditoriali23; con lassunzione di operatori di credito sulla di scarsa di professionalit, affidabilit24. Oltre alle responsabilit del sistema creditizio, per, bisogna ricordare anche quelle di chi ricorre ai prestiti illeciti. Lantiusura di Messina (prima lAssociazione Onlus, poi la Fondazione Padre Pino Puglisi) finora ha avuto, tra i suoi utenti, sia persone che svolgono piccole attivit imprenditoriali (commercianti e artigiani) sia privati. Sulla base della sua esperienza, si potrebbe affermare che per i primi il ricorso allusura non il portato di crisi congiunturali dellattivit esplicata, che in genere una delle cause che spingono al prestito illecito, ma pi verosimilmente di unendemica carenza di cultura specifica (imprenditoriale) e di improvvisazione. Sarebbero frequenti i casi in cui si danno vita ad attivit economiche che rappresentano una sorta di ripiego, per mancanza
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assunzione

effettuata

base

considerazioni clientelari pi che di competenza e di

Si Veda lintervento di Maurizio Ientile in Fisac-Cgil, Usura: buco nero nel sistema creditizio, Atti del convegno regionale, Messina, 24 ottobre 1993; Claudia Puccio, Usuraio e imprenditori criminali, intervista a Croce in <<Corriere del Mezzogiorno>>, 17 Dicembre 2000. 24 Claudia Puccio, Usurai e imprenditori criminali, intervista a Luigi Croce in <<Corriere del Mezzogiorno>>, 17 Dicembre 2000.

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di altri sbocchi occupazionali: molti intraprendono unattivit nellottica della rendita garantita che in quella del rischio dimpresa, da gestire con cognizione di causa. Pertanto si riscontrata una certa impreparazione, da parte di piccoli imprenditori, nel gestire la propria attivit per quanto riguarda lacquisto delle merci e gli aspetti finanziari, e una mancanza di professionalit anche nellapproccio al cliente. Ferdinando Centorrino ricorda anche i limiti delle associazioni di categoria che sono poco aperte al nuovo, poco aperte al dialogo con le autorit e le sedi istituzionali e non molto disponibili a discutere e a confrontarsi tra loro, su interessi concorrenti. Per cui si presentano come un corpo quasi staccato dalla comunit. Per quanto riguarda i privati, questi spesso finiscono nei tentacoli dellusura per colpa di una cattiva gestione dell economia domestica. Ci sono persone che, pur non avendo un reddito molto alto, non resistono alle suggestioni del consumismo e cos <<assistiamo a prime comunioni che diventano party in perfetto stile holliwoodiano, oppure allacquisto di auto da sogno senza aver quasi una lira in tasca>>25.

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Ferdinando Centorrino citato in Nuccio Anselmo, Usura, un business da 250 miliardi lanno, <<Gazzetta del Sud>>, 6 ottobre 2000.

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III. LA RICERCA di Giuseppa Caravello e Maria Vera Costa

Da quanto detto emerge, dunque, che i fenomeni presi in esame sono presenti nella citt di Messina e che su di essi si stende la mano della criminalit organizzata, arrecando gravi danni alleconomia cittadina. Il costo pi alto di tali attivit criminali pesa soprattutto sugli operatori economici e per questo motivo, per la realizzazione di tale ricerca, si pensato di rivolgersi ad essi. Lobiettivo verificare quanta e quale percezione dei due fenomeni abbiano gli operatori messinesi da noi contattati e quali siano le loro opinioni circa lefficacia delle leggi e dellassociazionismo nella lotta contro i due crimini. Il lavoro di ricerca qui presentato si articola in tre fasi: 1. INDIVIDUAZIONE CAMPIONAMENTO. 2. QUESTIONARIO 3. RIELABORAZIONE DEI DATI. Nella prima fase si lavorato su un elenco fornito dalla Camera del Commercio di Messina, comprendente 3.681 unit (attivit)26. Si , quindi, cercato un criterio che permettesse di riordinare i dati in modo da avere una visione della loro distribuzione sul territorio. A questo fine si deciso di utilizzare, come punto di riferimento, i quartieri (o circoscrizioni) in cui suddivisa la citt, e di mettere DELLA POPOLAZIONE E

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La lista iniziale, in realt, comprendeva 12.710 unit. Molte di queste, tuttavia, erano registrate erroneamente (alcune inesistenti, altre trasferite, ecc.). Ragion per cui, il numero definitivo frutto di una selezione del dato grezzo.

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ogni

attivit

in

relazione

con

la

sua

circoscrizione

di

appartenenza27. Figura 1. La citt di Messina divisa in quartieri I. GIAMPILIERI II. SANTO STEFANO III. NORMANNO IV. DELLA CALISPERA V. GAZZI VI. MATA E GRIFONE VII. CASTEL GONZAGA VIII. DINA E CLARENZA IX. SAN LEONE X. SAN GRECI XI. PELORO XII. MONTEMARE XIII. DEI BASILIANI XIV. SAN PANTALEONE Il territorio della citt di Messina, con i suoi 14 quartieri, si SALVATORE DEI

estende da nord a sud-sud-est lungo il corso dellomonimo Stretto. Geograficamente larea comunale rappresentabile come un rettangolo irregolare, a nord-ovest circondato dalle pendici dei monti Peloritani, ricchi di vegetazione e solcati da una fitta rete di torrenti e canali che all'interno dell'area urbana, caratterizzata da una breve pianura di natura alluvionale, sono stati ricoperti e adattati ad arterie stradali. Da nord a sud dunque il paesaggio cambia divenendo via via pi pianeggiante e pi abitato. La struttura economica messinese in grandissima parte costituita da piccole imprese, con numero di dipendenti da zero a tre, che rappresentano l89%
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del totale delle attivit cittadine e che si

Attraverso luso delle proporzioni, stato messo in evidenza il peso (espresso in percentuale) delle attivit di ciascuna circoscrizione, sul totale della popolazione. Le informazioni ottenute sono state, quindi, riassunte in una tabella, riportata in Appendice.

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occupano soprattutto di commercio al minuto. Quasi i due terzi di esse si concentrano nellarea urbana, cio nei quartieri centrali di Castel Gonzaga e Dina e Clarenza, e in quello contiguo, verso nord, di San Leone. Nelle zone dellestremo nord-ovest (Peloro, Montemare e Dei Basiliani), invece, le attivit diventano sempre meno frequenti e un buon numero di esse di carattere ambulante. Nel sud messinese, da Gazzi (in particolare la Z.I.R., la Zona Industriale Regionale) al quartiere pi estremo di Giampilieri, le attivit pi grosse con 15 o pi dipendenti rappresentano pi di un terzo del totale di esse nel territorio e sono dedite soprattutto al commercio allingrosso (auto e motoveicoli, alimentari e abbigliamento i settori pi diffusi). In questarea, in rapporto alla sua popolazione di operatori economici, si registrata una pi forte tendenza a non compilare il questionario (come approfondiremo in seguito): in particolare uno su due operatori ha consegnato in bianco o direttamente non ha accettato il questionario stesso. Le zone in cui ci accaduto sono: Gazzi: Z.I.R.; Della Calispera: Contesse, Villaggio Cep e Santa Lucia; Normanno: Tremestieri; Santo Stefano: Galati Marina, Santa Margherita; A questo bisogna aggiungere anche la SS 114 nelle aree di Normanno (Mili Marina), Santo Stefano e Giampilieri. Si tratta di zone di periferia caratterizzate da un certo degrado sociale che potrebbe essere lhumus ideale per il proliferare della criminalit. Individuata lappartenenza delle varie attivit economiche ai rispettivi quartieri, si proceduto allestrazione casuale del campione: loperazione ha richiesto lutilizzo delle tavole dei numeri casuali28, attraverso le quali stato estratto, per ogni quartiere, il

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Luigi Vajani, Elementi di statistica, Padova, Cedam, 1980, pp.294-295.

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10% delle attivit economiche in esso presenti. Il campione da noi utilizzato, dunque, composto da 368 unit. Nella seconda fase, al fine di conoscere il punto di vista degli operatori economici appartenenti al campione, sono stati realizzati i seguenti passaggi: Focus group29; Elaborazione del questionario; Test di efficienza del questionario; Distribuzione. Prima di realizzare il questionario, si deciso di organizzare un focus group il cui scopo stato quello di fornire delle linee di orientamento nella formulazione dei quesiti da porre; ad esso sono stati invitati tre imprenditori messinesi, indicati rispettivamente con A, B e C. A gestisce una cooperativa di servizi, operante attraverso commesse pubbliche, ed ha un passato di sindacalista alle spalle. B impegnato nel settore delledilizia e partecipa attivamente alla vita politica messinese. C un giovane imprenditore anchegli dedito alledilizia. Sin dallinizio, si sono delineati due blocchi contrapposti che si sono mantenuti tali per lintera durata del focus, eccetto in qualche occasione. Da un lato A e B, gli imprenditori con maggiore esperienza alle spalle, si sono mostrati solidali luno verso laltro, sostenendosi a vicenda e approvando luno ci che veniva detto dallaltro. Era evidente quanto fosse profonda la loro conoscenza del contesto in cui si muovono e delle regole su cui esso si fonda. Lesperienza ha insegnato loro quali sono i vicoli ciechi, quali le strade percorribili e quali i trucchi del mestiere necessari a raggiungere gli obiettivi prefissati.
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<<Il focus group un metodo di ricerca che si basa su una discussione di gruppo, condotta da un moderatore o facilitatore, che focalizzata su un dato argomento allo scopo di raccogliere informazioni utili agli obiettivi di ricerca.>> Vanda Lucia Zammuner, I focus group, Il Mulino, Bologna 2003. Cit. p. 13.

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Dallaltro lato C, invece, apparso intriso di ideali e desideroso di realizzare i suoi progetti nel rispetto di essi. Nello stesso tempo, per, ha manifestato una grande delusione nei confronti di un ambiente che, a causa dei suoi meccanismi consolidati, si presenta rigido e quasi impenetrabile per chi, in particolare i giovani, voglia apportare delle innovazioni e realizzare dei cambiamenti. Dalle sue parole, dal tono usato e dai suoi gesti, traspariva uninclinazione alla rassegnazione e allarrendevolezza: <<Da buon messinese che sopporta ho mollato>>. La discussione, in un primo momento, si incentrata sulle difficolt del fare impresa. Subito dopo si passati ad argomenti pi attinenti loggetto del nostro studio, introducendo il tema del sistema bancario. Tutti si sono trovati concordi sulla difficolt di ottenere un prestito a causa dei meccanismi distorti, che caratterizzano il sistema. Ognuno dei tre ha sottolineato un aspetto particolare del problema. C stato il primo a dire che solo chi ha i soldi in grado di ottenere un finanziamento bancario, rafforzando cos situazioni economiche gi stabili a discapito delle pi deboli. B, nel frattempo, ascoltava con un sorrisetto ironico, considerando evidentemente scontato il punto di vista di C e aggiungendo che, in Sicilia, il costo del denaro pi alto rispetto a quello di altre regioni, giacch si tiene conto del cos detto rischio Sicilia. Ha concluso il suo intervento definendo le banche usurai riconosciuti dalla legge. Anche A le ha considerate aziende di usurai, imprese a rischio zero, sottolineando limportanza delle garanzie e delle conoscenze personali per ottenere il loro sostegno. Ha fatto, inoltre, notare che di fronte a tante difficolt gli imprenditori diventano facili prede degli usurai, e cos il fenomeno usura dilaga. B ha collegato al problema dellinefficienza del sistema bancario a quello della disinformazione della classe imprenditrice e della mancanza di capacit propositiva dei singoli, che invece fanno troppo affidamento sulla disponibilit dei finanziamenti regionali.

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A proposito del pizzo, tutti si sono trovati daccordo nellaffermare che tale fenomeno oggi non costituisce un problema rilevante a Messina, almeno nei loro settori. Lunico ad ammettere di essere stato parte offesa, in passato, A che tuttavia ha precisato, con enfasi, che attualmente a Messina tutto bloccato, non ci sono richieste n manifestazioni di violenza (C, nel frattempo, esternava una certa titubanza, attraverso espressioni del viso particolarmente ironiche) . Interessante, per, notare la schiettezza con cui A asseriva che , in caso di richiesta di pagamento, sarebbe pazzesco non pagare mettendo a repentaglio la propria vita e quella dei familiari. C ha ribadito la scarsa presenza di questa problematica e ha parlato del pizzo come se fosse solo una realt del passato, conosciuta attraverso i racconti del padre, delineando un immagine del vecchio mafioso che si potrebbe definire folkloristica. Tuttavia non ha negato di averne avuto sentore in Calabria, dove la situazione diversa. B ha rafforzato le tesi sopra esposte affermando che, a differenza della Calabria, a Messina non esiste pi il controllo del territorio, che in passato si realizzava attraverso il pizzo... <<quella che volgarmente chiamata mafia solo delinquenza spuria le concentrata>>. Inoltre, con fare ironico, ha definito trendy

indagini e le ricerche che riguardano il fenomeno mafioso, insinuando che lattenzione su di esso sia condizionata dal successo di certe fiction, quali Il commissario Montalbano e la Piovra. Alla fine, comunque, ha sostenuto che <<il problema del pizzo, se esiste, interessa solo i piccoli commercianti>>. Ci che ha colpito particolarmente, il modo in cui cambiato latteggiamento dei tre imprenditori nel rapportarsi alle problematiche via via esposte. Nella prima fase si sono mostrati estremamente disponibili, loquaci e, nonostante i momenti di scontro, rilassati; nella seconda fase, quando lattenzione si focalizzata su argomenti come quello dellusura e delle estorsioni, hanno lasciato trapelare disagio e chiusura sia nellinterazione 27

verbale, che in quella non verbale (accavallavano le gambe, incrociavano le braccia, giocavano nervosamente con gli oggetti che avevano sotto mano). Il focus servito come punto di riferimento per la formulazione delle domande contenute nel questionario. Formalmente i quesiti riguardano le problematiche che interessano le imprese messinesi e, pertanto, si cercato di toccare non solo i temi affrontati nel focus, ma anche altri strettamente collegati alle difficolt del mondo imprenditoriale. Il questionario composto da 51 domande31, un numero che a nostro avviso permette di ottenere informazioni sufficienti e, nello stesso tempo, di evitare che lattenzione degli imprenditori facenti parte del campione, si affievolisca durante la compilazione. Oltre alle domande generiche, che ci consentono di ottenere informazioni sulle caratteristiche del soggetto che compila e sulla sua attivit (sesso, et, stato civile, grado distruzione, settore economico, ampiezza dellimpresa), sono state utilizzate alcune domande, per approfondire la nostra conoscenza dei fenomeni di racket ed usura, incentrate sui seguenti argomenti: Le pressioni mafiose: si pensato di chiedere agli intervistati se sono a conoscenza di episodi non riguardanti direttamente il singolo, per comprendere quanto i commercianti siano propensi a riconoscere lesistenza del fenomeno; se non
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Tutti i quesiti, eccetto sei, sono a risposta chiusa, poich in tal modo, si ha la possibilit di ottenere risposte precise e immediatamente recepibili, al contrario di quanto avviene con le domande a risposta aperta. Queste ultime, infatti, danno pi tempo per riflettere, inibendo la spontaneit dei soggetti a cui ci si rivolge; inoltre, mancando di schemi precostituiti, determinano il rischio di avere risposte prolisse o diverse da un soggetto allaltro, e per questo motivo impossibili da tradurre in termini quantitativi. Il questionario si apre con la parte strutturata, necessaria a dare indicazioni su chi lo compila e, contemporaneamente, utile a metterlo a suo agio, attraverso domande semplici ed immediate. La parte successiva, invece, si concentra sulle problematiche delle attivit economiche e del contesto messinese in generale. In questo caso, sono stati usati alcuni accorgimenti per affrontare le delicate questioni che sono oggetto del nostro studio, poich esse, per loro stessa natura, possono indurre i titolari delle attivit economiche a cui ci si rivolge, ad assumere un atteggiamento di diffidenza e a renderli restii alla collaborazione. Innanzitutto, in fase di formulazione, si cercato di essere il pi possibile chiari e concisi, per assicurare una giusta comprensione del contenuto dei quesiti. Inoltre sono state evitate le domande suggestive che, per il modo in cui sono enunciate, determinano il rischio di risposte poco sincere. Infine, stata prestata particolare attenzione al criterio da seguire nel dare un ordine alle domande; cos i quesiti riguardanti i temi pi scottanti sono stati dispersi tra gli altri, per tentare di mascherarli e renderli meno evidenti, mantenendo un clima disteso e rilassato. Da qui lidea di inserire nel questionario argomenti quali il tram, il turismo, leuro, e cos via.

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ignorata, inoltre, la domanda relativa al problema in questione pu fornire unidea di quanto frequentemente gli imprenditori messinesi debbano confrontarsi con questo tipo di realt32. La percezione delloperatore circa la diffusione del fenomeno estorsivo33. Lidentit degli estortori (delinquenti isolati, affiliati alla criminalit organizzata, bande di quartiere). Questo un tema abbastanza dibattuto. Vari studi confermano che il racket sia controllato tuttavia, totalmente una dalla criminalit di pensiero organizzata di stampo mafioso; come si gi avuto modo di sottolineare, esiste corrente secondo cui Cosa Nostra non gestirebbe pi questo tipo di attivit. Lobiettivo, in questo caso, quello di comprendere in che modo loperatore economico percepisca la figura dellestortore e quale sia, quindi, lopinione pi valida in rapporto alla citt di Messina34. La percezione del fenomeno usura, da parte di coloro che esercitano attivit economiche e costituiscono un bacino di potenziale clientela degli usurai, pi di ogni altra categoria di individui35. Lidentit degli usurai: come risulta da vari studi, il fenomeno dellusura diventato molto complesso; nel corso del tempo, infatti, alla figura del classico usuraio di quartiere si sono affiancate altre categorie di soggetti dediti alla pratica dellattivit illecita in questione36. Il sistema bancario e la difficolt di accedere al credito legale. Quanta difficolt incontrano i piccoli imprenditori messinesi
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Largomento delle pressioni mafiose toccato dalla domanda n. 16 del questionario riportato in Appendice. 33 La domanda relativa la n. 28: essa permette di cogliere la differenza, se presente, tra la reazione ad una domanda diretta e la reazione ad una indiretta, in questo caso tra la domanda 16 e la 28, appunto. In questultima, il riferimento al Censis, infatti, rassicura chi compila, poich egli si limita ad esprimere un parere su unaffermazione altrui (una fonte ufficiale) e non si sente coinvolto direttamente. 34 La domanda che si occupa della figura dellestortore la n.29. 35 La domanda relativa la n.37. 36 Largomento riguardante i soggetti attivi dellusura affrontato dalla domanda n. 38.

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nel rapporto con le banche? Il problema della concessione del credito spesso viene messo in relazione con il problema dellusura, a cui potrebbero rivolgersi coloro ai quali stato negato un prestito bancario, a causa di insufficienza di garanzie37. Il grado di informazione degli intervistati, circa la legislazione riguardante estorsione ed usura ed il mondo dellassociazionismo38. I problemi socio-economici pi gravi della citt di Messina39. Prima di procedere con la somministrazione del questionario, si ritenuto opportuno testarlo per valutarne lefficienza. III.1 IL CONFRONTO CON GLI OPERATORI ECONOMICI Prima di illustrare i risultati della nostra ricerca, riteniamo opportuno evidenziare alcuni elementi emersi dalla nostra esperienza diretta. Nel corso della distribuzione dei questionari non sono mancati i momenti di confronto verbale con gli operatori economici coinvolti nella ricerca. Quando illustravamo al commerciante il contenuto del questionario e le sue finalit, accadeva costantemente che egli si lamentasse della situazione economica di Messina, presentando un quadro disastroso. Dai veri e propri sfoghi dei nostri interlocutori emerso, con prepotenza, un elemento di fronte al quale necessario interrogarsi con grande attenzione e sincerit. Si tratta dellatteggiamento di

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Il tema toccato dalle domande n. 35, 41 e 42. Le domande volte a sondare il parere degli operatori economici contattati, su legislazione ed associazionismo, sono le n. 43, 46 e 47. Con la domanda N. 47, in particolare, la nostra attenzione si concentra sulla conoscenza dei commercianti riguardo allesistenza di associazioni antiracket ed antiusura a Messina e sulla loro opinione circa la funzione da esse svolta. 39 La domanda relativa la n. 51. Essa chiude il questionario e si propone di raggiungere due obiettivi: il primo constatare qual il problema che secondo gli operatori economici pesa maggiormente sulle attivit da loro svolte; il secondo, di grande importanza, verificare la coerenza (o mancata coerenza) degli imprenditori, nellesporre il loro punto di vista riguardo alle questioni trattate. A tal fine sufficiente incrociare questa domanda con quelle che fanno riferimento alle pressioni mafiose, allusura e alla difficolt di accedere al sistema creditizio ufficiale.

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rassegnazione che gli operatori hanno manifestato nei confronti di uno status quo caratterizzato da molti elementi negativi e scarsa, se non inesistente, propensione al miglioramento. Gli operatori hanno descritto una citt povera, colma di problemi di ogni genere, ma in loro non era percepibile nessuna volont di reazione, nessun desiderio di riscatto. La frase che ricorreva maggiormente, soprattutto alla restituzione dei questionari, compilati e non, era: <<Tanto le cose rimarranno cos come sono!>> La rassegnazione sembrava caratterizzare la quasi totalit delle persone con cui siamo entrati in contatto, da quelle operanti nei quartieri pi centrali a quelle operanti nei quartieri pi periferici, sia a nord che a sud. Le problematiche pi nominate e discusse riguardano, innanzitutto, lo stato delleconomia messinese, che per la quasi totalit dei commercianti vive una situazione di estrema crisi e necessita di investimenti sia di natura pubblica che privata. Si lamenta, inoltre, la mancanza di agevolazioni fiscali per i piccoli commercianti, soffocati dalle tasse che ostacolano la possibilit di far crescere le proprie attivit. Gli operatori messinesi si sentono soli con le loro difficolt: nessuno li aiuta e le istituzioni cittadine, che dovrebbero essere le prime a farlo, mostrano il pi totale disinteresse nei loro confronti e dellintera citt. Per alcuni il futuro sembra riservare addirittura la chiusura del negozio, la cessazione dellattivit. In fondo, come hanno detto in tanti, ogni giorno nascono nuovi esercizi commerciali per poi richiudere uno o due anni dopo e questa la prova che il sistema economico della citt seriamente malato! Noi stessi abbiamo avuto modo di verificare che diverse piccole attivit (inserite nellelenco originale), con zero dipendenti, non esistono pi, soprattutto nel quartiere di Mata e Grifone. Anche per quanto riguarda le attivit grosse, che a Messina sono una minoranza, due di esse non sono state da noi trovate nella zona di San Leone. Un commerciante, riferendosi ad una di queste, ha 31

detto: <<Hanno chiuso i battenti dalloggi al domani e il motivo non si mai saputo.>> Anche il tram stato tirato in ballo da alcuni commercianti, soprattutto da parte di quelli che operano in via Catania, dove le rotaie occupano gran parte della strada, di per s non molto larga, togliendo spazio agli automobilisti di passaggio che, per dare unocchiata al negozio avvistato, non potrebbero fermarsi senza bloccare il traffico. Meno gente si ferma, pi potenziali clienti si perdono! Un altro problema che pesa, soprattutto sui commercianti pi grossi e sulle imprese con un certo numero di dipendenti, la mancanza di manodopera qualificata e preparata. Nel quadro, per nulla roseo, descritto dagli operatori economici, manca un elemento che non mai stato menzionato durante le discussioni: la presenza della criminalit organizzata e le conseguenze che derivano dalle sue attivit. Di fronte a quanto detto finora ci chiediamo quale sia il problema maggiore: vivere in una realt caratterizzata dal mancato sviluppo e dalla presenza di criminalit, o vivere questa situazione comportandosi come se ci fosse normale, come se la miseria e il degrado facessero parte della nostra terra, e la tendenza a darsi per vinti fosse scritta nel nostro DNA? Lo stesso quadro della citt emerge dalle risposte date ai questionari: tutti sostengono, come stato detto in altra sede, che le attivit economiche messinesi non sono fiorenti e che il settore pi diffuso quello commerciale. Il settore del turismo sofferente e per rimetterlo in sesto, secondo la maggioranza, sarebbe necessario migliorare le strutture di accoglienza e larredo urbano, valorizzare i monumenti storici e pubblicizzare il territorio. Per migliorare landamento delleconomia messinese, sarebbero utili pi investimenti non solo da parte dello

Stato, ma anche da parte dei privati. 32

Alla solitudine, dovuta alla lontananza delle istituzioni cittadine e nazionali, si aggiunge la solitudine derivante dagli scarsi rapporti di collaborazione tra gli operatori economici e dallinefficienza delle associazioni di categoria. Si avverte fortemente la mancanza di sicurezza: ci si sente poco tutelati dalla giustizia e dalle forze dellordine e non si ha fiducia nello Stato e nelle sue istituzioni. Un altro elemento da sottolineare come anticipato - la difficolt incontrata nellottenere la collaborazione degli operatori economici da noi contattati. Il primo dato significativo da segnalare, dunque, riguarda il fatto che una buona percentuale di questionari (30%) stata restituita in bianco, nonostante lanonimato pi volte assicurato a chi avrebbe dovuto compilarli. Nella zona sud, in particolare, oltre un terzo degli intervistati in questarea ha scelto di non compilare il questionario e per essere pi specifici, nei quartieri di Normanno e Santo Stefano si toccata la punta massima con i due terzi degli operatori economici contattati in ciascuno di essi, che non ha risposto ai quesiti. Importante, a nostro avviso, evidenziare che allinterno dei quartieri suddetti e in quello di Giampilieri, allestremo sud di Messina, qualcuno ha perfino rifiutato stesso come il questionario della proposto, restituendolo mancanza che nel di il momento consegna. prima, Questa se

collaborazione da parte di non pochi operatori economici significativa, dicevamo pensiamo questionario stato presentato non solo come uno strumento per effettuare una ricerca su problematiche che li riguardano da vicino, ma anche come un mezzo attraverso cui esprimere proprie opinioni e attraverso cui dar voce ai propri eventuali sfoghi, nei limiti del possibile, e tutto, torniamo a ribadire, nel rispetto assoluto dellanonimato. A questo punto necessario cercare di comprendere le ragioni che stanno alla base di tutto ci e per farlo illustreremo qui di seguito il contesto in cui si collocano le attivit dei nostri operatori, 33

mettendolo in relazione con le reazioni che fronte alla ricerca.

essi hanno avuto di

III.2 Le reazioni degli intervistati Per la compilazione del questionario stato concesso un arco di tempo (7 giorni) adeguato per rispondere ai quesiti con tutta calma e tranquillit. Prima di dare il via alla distribuzione, per, si pensato di codificare i possibili atteggiamenti che gli imprenditori avrebbero potuto manifestare, prendendo in considerazione tre categorie generali di reazione: 1) collaborativi, 2) non collaborativi e 3) indifferenti. La codificazione ci stata utile per capire la reazione generale degli operatori economici di fronte ad unattivit di ricerca che li chiama direttamente in causa. Dalla rielaborazione dei dati, risulta una tendenza generale che oscilla tra i collaborativi (63%) e gli indifferenti (29%) (vd. Grafico 2). Ma tra quelli che a primo impatto sono apparsi da collocare nella categoria n. 1, una piccola parte non ha risposto alimentando cos la categoria dei non collaborativi e tra gli indifferenti, cio coloro che non hanno manifestato atteggiamenti particolari n hanno assunto posizioni determinate, lasciando presupporre tanto la compilazione del questionario quanto la non compilazione, una buona parte non ha risposto ai quesiti. L incoerenza nel comportamento degli operatori spinge a fare un discorso pi complesso a proposito delle reazioni. Introduciamo una schematizzazione alternativa, in cui saranno inserite due categorie principali collaborativi e non collaborativi e allinterno di queste, quattro diversi sottogruppi comportamentali. Collaborativi

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Entusiasti. Si sono mostrati disponibili dallinizio fino al momento della restituzione; estremamente curiosi ed interessati, si sono rivelati molto propensi al dialogo. Hanno ascoltato con molto interesse e partecipazione le spiegazioni relative allobiettivo del nostro lavoro, ponendo anche delle domande sulle modalit di svolgimento della ricerca. I quartieri che si sono distinti, in particolar modo, per quanto riguarda la collaborazione entusiasta sono quelli di Dina e Clarenza e Gazzi dove, soprattutto in via Catania, i commercianti si sono rivelati molto agguerriti. Diffidenti. Inizialmente il loro comportamento faceva presupporre la mancata compilazione; in realt, al di l di ogni aspettativa, si sono rivelati estremamente disposti a comunicare il loro punto di vista. Molti di loro, al momento della consegna, hanno chiesto informazioni circa il numero di persone che ha risposto e riguardo lorientamento generale delle risposte; come se cercassero delle conferme, delle rassicurazioni. Alla fine in queste persone, molto combattute, prevalsa la voglia di collaborare, di comunicare il proprio punto di vista, rispondendo a tutto senza remore. Alcune croci segnate su certe risposte sono state rimarcate pi volte e con molta enfasi. Abbiamo riscontrato questa situazione nel quartiere di Mata e Grifone, e ancor di pi, nei quartieri collocati allestremo nord di Messina. Probabilmente a causa della posizione periferica che caratterizza questi ultimi, i commercianti si sentono esclusi e tenuti poco in considerazione nellambito delle questioni cittadine; ci, possibilmente, provoca in loro un desiderio di rivalsa che, nel caso del nostro questionario, si manifestato attraverso risposte molto forti (in particolare stato possibile vederlo nelle risposte aperte). Non collaborativi

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Intimoriti. Con fare spesso ostile, hanno posto numerosissime domande sulla natura del questionario e hanno chiesto ripetutamente rassicurazioni a proposito dellanonimato. Nonostante siano state date tutte le rassicurazioni del caso, alla fine i questionari sono stati restituiti in bianco con la giustificazione che il titolare (anche quello del pi piccolo negozio di generi alimentari) era fuori citt e lo sarebbe stato per un tempo indeterminato: << non ho risposto al questionario perch il titolare fuori citt e non saprei dirvi quando rientra; pertanto io non mi assumo la responsabilit di rispondere>>. Questa solo una delle tante risposte date. Una piccola percentuale ha persino finto di non ricordare di aver ricevuto un questionario. Un esempio quello del titolare di un negozio che, con occhi rivolti da tuttaltra parte e con evidente imbarazzo, ha affermato di non aver ricevuto nulla, nonostante il ragazzo, suo dipendente, abbia cercato di ricordargli, con convinzione, <<quel foglio che hanno portato pochi giorni fa>>. Non si distingue bene se la paura riscontrata sia dovuta al fattore criminale o alla preoccupazione che i dati riguardanti le loro attivit, in particolare quelli sui numeri di dipendenti, possano avere delle conseguenze indesiderate, in primis un controllo fiscale a sorpresa! Questo tipo di timore stato riscontrato soprattutto in via Corbino Orso (nel quartiere di Gazzi) dove ci sono attivit che si svolgono in strutture abbastanza grandi, che fanno presupporre la presenza, allinterno, di un numero di dipendenti maggiore rispetto a quello che risulta dai dati della Camera di Commercio. Il timore, comunque, generalizzato. Non stato riscontrato solo nel viale S. Martino. Una paura di altra natura (legata, cio, al fattore criminale) stata percepita, in particolare, in via La Farina (quartiere di Mata e Grifone), dove svolge la sua attivit il titolare dellesempio riportato sopra.

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Scostanti. Abbiamo incontrato un numero rilevante di commercianti con queste caratteristiche nel quartiere di San Leone e di Castel Gonzaga. Hanno mostrato un totale disinteresse verso quella che gli stata presentata come unindagine riguardante le problematiche della loro citt. Con insistenza hanno fatto riferimento allinutilit di studi e analisi di qualsivoglia natura, ed hanno spesso rifiutato i questionari definendoli una perdita di tempo (non importa se si tratta di soli cinque minuti), sottratto al lavoro o al riposo a casa. In altri casi i questionari sono stati compilati parzialmente o, al momento della consegna, non pi trovati; ovviamente rifiutando poi la nostra proposta di fornirgli un nuovo questionario, in sostituzione di quello smarrito. Per quanto riguarda le attivit svolte da chi alimentari. non ha risposto ai quesiti, quasi due su tre appartengono al settore dei generi

37

IV. LA PERCEZIONE DEI FENOMENI di Giuseppa Caravello e Maria Vera Costa

A questo punto, possiamo spostare la nostra attenzione sui risultati ottenuti attraverso il questionario . IV.1 ESTORSIONE Alla domanda che chiedeva di esprimere approvazione o disapprovazione sui risultati della ricerca Censis che presenta Messina come una delle citt pi colpite dal fenomeno estorsivo, quasi il 45 % si definito abbastanza - molto daccordo (vd. Grafico 6). La tendenza a segnalare la presenza del problema pi significativa nei quartieri del sud, mentre avvertito in misura minore al centro (vd. Grafico 7). Nel dettaglio, questa risposta fornita dagli operatori economici dei seguenti settori: auto-motoaccessori, tabacchi, farmacie, alimentari-bar-ristoranti, casaarredamento (vd. Grafico 8). E interessante mettere in evidenza la palese contraddizione che risulta dal confronto tra questi risultati e quelli relativi alla domanda sulle pressioni mafiose: nellambito delle stesse categorie commerciali (in particolare rivendite di alimentari, di tabacchi, bar, ristoranti e negozi di arredamento e generi casalinghi), i titolari delle attivit rispondono di non essere a conoscenza di casi di intimidazioni o pressioni mafiose, realizzate ai danni di operatori economici messinesi (vd. Grafico 5). C inoltre da evidenziare che, com stato anticipato nellintroduzione, allultima domanda che chiedeva loro di indicare quali fossero i problemi pi dannosi per leconomia messinese, solo una percentuale bassissima, ha segnalato le pressioni mafiose; da ci dovremmo dedurre che nonostante la grandezza della sua

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portata, il fenomeno estorsivo appare agli operatori messinesi un elemento a cui attribuire unimportanza non eccessiva. davvero possibile che il pizzo sia considerato solo un costo aggiuntivo, unulteriore tassa che finisce col confondersi con quelle dello Stato? Dobbiamo pensare che il racket sia talmente diffuso e radicato che gli imprenditori abbiano finito per adattarsi e considerarlo un dato di fatto, parte della loro realt? Purtroppo questa sembra la risposta pi plausibile. Tuttavia insieme a ci, dobbiamo considerare un altro elemento assolutamente esplicativo: linsicurezza sociale. L84% si sente poco o niente affatto tutelato dallo Stato e dalle sue istituzioni e soltanto il 28% ritiene che le forze dellordine siano in grado di assicurare il normale svolgimento delle attivit economiche (vd. Grafico 22 e Grafico 24). In realt, non un risultato che stupisce. Nel contesto meridionale, la distanza avvertita nei confronti dello Stato, una costante che si traduce in problemi di legittimazione e sfiducia, nello scarso rispetto delle regole di convivenza, in un'immagine vessatoria delle Istituzioni statali, nellincertezza dei rapporti tra cittadini e potere pubblico. Le conseguenze di ci sono evidenti. Davanti a quella che viene percepita come unautorit pubblica assente, inaffidabile, poco responsabile ed incapace di tutelare il cittadino, latteggiamento prevalente sar di assoluto distacco. Nel caso specifico, ci potrebbe comportare che loperatore economico di Messina, dovendo affrontare un problema grave e delicato come una minaccia estorsiva, consideri la richiesta di aiuto alle autorit competenti, lultima possibilit da prendere in considerazione. A proposito dei soggetti che praticano questa attivit illecita, solo in minima percentuale la responsabilit viene attribuita a delinquenti isolati (13,20 %); il 26,41% punta il dito sui componenti di bande di quartiere, mentre il 37% del campione identifica gli estortori con gli affiliati alla criminalit organizzata (vd. Grafico 9). Questa tendenza prevale in particolare nel caso delle attivit con 16 o pi dipendenti (55,55%), le stesse attivit che, sia nel caso della domanda sulle pressioni mafiose che 39 in quella riguardante la

presenza del fenomeno estorsivo in citt, hanno di gran lunga superato le altre per la percentuale di risposte affermative (vd. Grafico 10). Questo elemento risulta interessante, soprattutto considerando che, come sostiene Clelia Fiore, le associazioni antiracket sono composte esclusivamente da piccoli e medi commercianti, come se il fenomeno racket non toccasse attivit di dimensioni maggiori. IV.2 USURA I dati relativi al problema dellusura a Messina, rivelano una situazione poco confortante! Oltre la met del campione ritiene che Messina una delle citt meridionali in cui lusura maggiormente diffusa (vd. Grafico 11). La presenza del problema segnalata da tutte le categorie economiche prese in considerazione e da tutte le attivit economiche di piccola, media o grande dimensione. Per quanto riguarda i soggetti attivi dellusura, solo il 3,77% ritiene che tale attivit illecita sia nelle mani di professionisti del settore finanziario; il 22,01% di operatori economici sostiene che essa praticata da persone insospettabili: coloro i quali si presentano in veste di amici, o che svolgono professioni nellambito del settore pubblico o che gestiscono altre attivit economiche. In particolare, la tendenza a pensare che lattivit usuraia sia gestita da soggetti insospettabili, diffusa nella zona centrale di Messina. Quasi il 28%, invece, punta il dito sulla criminalit organizzata e ci pi evidente nel caso delle medie e grandi imprese (vd. Grafico 13). Cos come emerso nel caso dellestorsione, anche per quanto riguarda lusura, non alta la percentuale di coloro che la considerano un ostacolo allo sviluppo delle attivit economiche messinesi (22,60%). Questo risultato assume particolare significato in relazione alla pi elevata tendenza ad indicare <<la difficolt di accedere al credito>> come uno degli elementi che pesano sulla vita economica della citt (43%). Se si pensa che proprio la difficolt di 40

accedere al credito pu essere un motivo per cui molti piccoli e medi imprenditori si lasciano sedurre dalla possibilit di avere un prestito facile e veloce da parte di individui che poi si rivelano molto pericolosi, si capisce perch il problema del credito legale diventi prioritario rispetto a quello del prestito illegale, che ne potrebbe essere la conseguenza. Tenuto conto di ci sarebbe opportuno evidenziare il punto di vista degli operatori contattati riguardo allefficacia del sistema bancario: per l84% del campione, esso non offre un valido sostegno alle attivit imprenditoriali (vd. Grafico 16). Questo risultato, in molti casi, rafforzato da considerazioni questionario e che tra gli operatori stessi hanno riportato sul esse alcune risultano particolarmente

significative: <<Il buon funzionamento delle banche dipende da chi hanno di fronte; favoriscono chi gi possiede e non chi vuole crescere>>, <<Il sistema creditizio piuttosto ostacola lo svolgimento delle attivit>>, <<Se dai garanzie, ok, altrimenti puoi morire!>> Ma in caso di difficolt economiche esistono alternative al prestito bancario? Solo l8% degli intervistati dice che delle alternative ci sono, ma non specifica quali (vd. Grafico 17). Chi lo fa (il 4%) indica le finanziarie, innanzitutto, e la famiglia, mentre per il resto, quasi la totalit del campione, nessuno ha idea di cosa siano le alternative (vd. Grafico 18). Si potrebbe dire che, forse, lusura non costituisce un grosso problema per le attivit economiche; anzi, probabilmente rappresenta una tentazione per chi ha delle difficolt finanziarie o unalternativa a quel sistema creditizio troppo abituato a voltare le spalle a chi gli chiede un aiuto e magari proprio quellalternativa che alcuni dicono esserci, senza per specificare di cosa si tratti! IV.3 LA LEGISLAZIONE E LASSOCIAZIONISMO ANTIRACKET E ANTIUSURA I risultati fin qui esposti rivelano quanto e come i fenomeni presi in considerazione siano percepiti dagli operatori economici messinesi ed il quadro descritto dalle loro risposte al questionario scoraggiante: estorsione ed usura sono presenti e ben radicate 41

nella

citt

peloritana.

Ci

rappresenta

un

chiaro

segnale

dellinsufficiente efficacia degli strumenti finalizzati alla lotta contro tali attivit criminali, elemento questo che si riscontra con forza nelle risposte relative alle domande sulla legislazione antiracket ed antiusura e sull associazionismo. Il legislatore ha creato strumenti di lotta sempre pi efficaci quali la legge 108/96 contro lusura e la legge 44/99 che ha unificato i Fondi di Solidariet di estorsione ed usura e disciplina lintera materia relativa al racket; la societ civile, nello stesso tempo, si data da fare con le associazioni e le fondazioni a sostegno delle vittime. Ma quanto di tutto questo concretamente presente nel mondo degli operatori economici? Appena il 12% degli operatori economici dichiara di essere stato adeguatamente informato sui contenuti del Fondo di Prevenzione a favore dei soggetti a rischio di usura (legge 108/96) (vd. Grafico 19). Il 23% del campione afferma di non essere a conoscenza della legge 44/99 (vd. Grafico 20). Il 22% non conosce lesistenza di associazioni antiracket ed antiusura a Messina e quasi la met del campione non le ritiene un valido sostegno (vd. Grafico 21). Sono due, quindi, gli elementi che emergono con forza: la diffusa mancanza di informazione e una visione negativa della funzione delle leggi e dellassociazionismo. Messina vive quotidianamente e in modo traumatico lesistenza, la forza e la violenza del racket e dellusura. Lo stesso non si pu dire dei soggetti che dovrebbero aiutare, sostenere, accompagnare la vittima nella sua ribellione; chi viene preso di mira guarda negli occhi chi minaccia di distruggere la sua attivit, di far del male a lui o alla sua famiglia ma, al contrario, vede le istituzioni e le associazioni come presenze intangibili e percepisce come elementi estranei, quasi del tutto sconosciuti, gli strumenti che dovrebbero permettergli di vincere il suo incubo personale. 42

La distanza delle istituzioni dalla societ genera la condizione pi adatta al manifestarsi ed al proliferare dellincertezza nei confronti dello Stato, e della sfiducia in esso e nelle leggi che lo rappresentano. Il fatto che un rilevante numero di persone ignori lesistenza delle associazioni e delle fondazioni e, nello stesso tempo, di leggi molto importanti, un segnale forte di non efficace funzionamento del sistema informativo le messo in di atto da parte del mondo dal dellassociazionismo e da parte delle istituzioni locali e nazionali. Nonostante campagne informazione predisposte Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura41, e loperato delle associazioni, che si impegnano a fornire agli operatori economici le informazioni necessarie sugli strumenti di lotta, gli sforzi in tal senso, non si sono dimostrati allaltezza. A tal proposito opportuno qui ricordare una conferenza che si svolta sui temi dellusura e dellestorsione a Milazzo, il 12/10/2003, a cui hanno preso parte Tano Grasso, il Commissario straordinario Rino Monaco, Lino Bus, presidente di SOS Impresa e della FAI (Federazione Associazioni Antiracket e Antiusura), vari ed autorevoli personaggi del mondo della giustizia e delle forze dellordine, rappresentanti dellamministrazione comunale milazzese ed i responsabili delle varie associazioni antiracket ed antiusura della provincia di Messina. Loccasione dellincontro stata determinata da una serie di episodi incendiari che hanno avuto come protagonisti ed alcuni piccoli esercizi ma non commerciali del milazzese e la sede locale del WWF. Questa si rivelata unesperienza istruttiva interessante, adeguatamente pubblicizzata. Il numero di persone che hanno assistito al confronto era tristemente esiguo ed al termine, invece, il numero di persone che si trovavano davanti al Municipio, curiose
41

Unesperienza estremamente significativa in questo contesto, stata la campagna di informazione cominciata a novembre del 2000, predisposta da Tano Grasso allora Commissario, culminata poi con la prima Conferenza Nazionale contro lusura e lestorsione. E possibile citare, inoltre, la campagna di informazione realizzata nellagosto del 2002, che stata predisposta da Rino Monaco, Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket ed usura, dal 2001.

43

di sapere che avvenimento si fosse tenuto, era decisamente alto. Questo episodio si pu considerare emblematico: quella appena descritta poteva essere unoccasione significativa per sensibilizzare la cittadinanza, coinvolgere gli operatori economici e, soprattutto, dimostrare che qualcuno che si preoccupa e non resta indifferente di fronte ai fenomeni considerati. Non accaduto.

44

CONCLUSIONI di Domenico Carzo

In conclusione, cerchiamo di mettere in risalto alcuni punti chiave emersi dal lavoro, ribadendo alcuni dati. Un primo dato a nostro giudizio rilevante rappresentato dal fatto che un intervistato su tre ha rifiutato di compilare il questionario distribuito anonimamente. Tra laltro, la mancata collaborazione allo studio si registrata in un zona ben precisa di Messina: la Zona Industriale Regionale, dove sono concentrate le attivit economiche di maggiori dimensioni. Identico discorso si verificato pi a Sud, dove, comunque, sono insediate realt industriali di medio-grandi dimensioni. Tale atteggiamento secondo quanto annotato dagli intervistatori legato essenzialmente a due motivazioni: Lomert vera e propria, una volta intuito il reale scopo del questionario, che veniva mascherato sotto forma di indagine sulle problematiche delle attivit economiche. La paura di essere sottoposti a controlli, connessa al reale numero di dipendenti. Inoltre, nonostante le statistiche Censis (pubblicizzate sui maggiori mass media nazionali), oltre i due terzi degli intervistati (tra coloro che hanno compilato il questionario) affermano di non essere a conoscenza di casi di intimidazioni o pressioni mafiose, realizzate ai danni di operatori economici messinesi. Tuttavia, la met del campione, concorda sulla stessa analisi del Censis per ci che concerne il fenomeno dellestorsione e circa il 40% attribuisce tale reato allattivit della criminalit organizzata; inoltre alla domanda che chiedeva di indicare quali fossero i problemi mafiose. 45 pi dannosi per leconomia messinesi, solo una percentuale bassissima, il 6,33%, ha segnalato le pressioni

I dati, a prima vista, sembrano schizzofrenici; mostrano palesi contraddizioni, a cui noi cerchiamo di fornire uninterpretazione: lestorsione viene indubbiamente percepita come problematica sociale (soprattutto quando si chiede di esprimere un parere, circa un altro parere gi formulato da altre fonti: il Censis in questo caso). Quando, invece, si cerca di investigare a fondo il fenomeno, emerge una ritrosia comune, frutto di una forte insicurezza sociale: l84% si sente poco o niente affatto tutelato dallo Stato e dalle sue istituzioni e il 28% ritiene che le forze dellordine siano in grado di assicurare il normale svolgimento delle attivit economiche. Prendendo in esame il secondo punto di cui ci siamo occupati, ovvero lusura, oltre la met del campione concorda con lanalisi secondo cui Messina una delle citt meridionali in cui proprio lusura maggiormente diffusa. Per il 22% lusura praticata da persone insospettabili: coloro i quali si presentano in veste di amici, o che svolgono professioni nellambito del settore pubblico o, infine, che gestiscono altre attivit economiche. Il 27,67%, invece, pensa ad un coinvolgimento diretto della criminalit organizzata, mentre soltanto il 3,77% parla di un inserimento di professionisti del settore finanziario in questa attivit illecita. A fronte di questo quadro, l84% non interpreta il sistema bancario come un supporto per gli imprenditori anche se solo un intervistato su tre individua delle alternative (soprattutto tra le finanziarie e la famiglia). Quali sostegni istituzionali trovano gli operatori economici? Limpatto delle misure normative a sostegno delle vittime dei fenomeni di usura ed estorsione non sembra totalmente efficace: una persona su tre non conosce la Legge 44 del 23/02/99 e soltanto il 22,64% la reputa efficace. Addirittura il 79,87%, poi, ritiene di non essere stato sufficientemente informato sui contenuti della Legge 108/96. Tutto ci testimonia come, nonostante le energie profuse, non ci sia n fiducia, n piena conoscenza delle normative che dovrebbero salvaguardare le vittime. Probabilmente, necessario un ulteriore sforzo verso questa direzione, anche 46

attraverso le associazioni di categoria. A tal proposito, concludiamo con unultima considerazione sulle associazioni antiracket e antiusura messinesi: il 22% degli intervistati non ne conosce lesistenza, mentre il 47,79% non le considera un valido sostegno (nel dettaglio, soprattutto gestori di rivendite di alimentari, negozi di abbigliamento, titolari di imprese edili, concessionari dauto e proprietari di bar). Pure in questo caso, insomma, ci troviamo di fronte a un piccolo fallimento e, nel contempo, un ulteriore stimolo per le azioni future.

47

APPENDICE

48

IL CAMPIONAMENTO

Tabella 1. Peso delle attivit economiche, relativo a ciascun quartiere, espresso in percentuale sul totale della popolazione. GIAMPILIERI SANTO STEFANO NORMANNO DELLA CALISPERA GAZZI MATA E GRIFONE CASTEL GONZAGA DINA E CLARENZA SAN LEONE SAN SALVATORE DEI GRECI PELORO MONTEMARE DEI BASILIANI SAN PANTALEONE NON IDENTIFICATI 1,51% 2,41% 3,98% 6,98% 9,98% 9,30% 24,69% 16,90% 9,30% 4,97% 5,38% 1,30% 0,73% 2,11% 0,46%

49

I RISULTATI DELLA RICERCA

IL COMPORTAMENTO DEGLI OPERATORI ECONOMICI

Grafico 1. Reazioni degli operatori economici al momento della consegna del questionario.

29%
COLLABORATIVI

8%

63%

NON COLLABORATIVI

INDIFFERENTI

Grafico 2. Percentuale degli operatori economici che hanno o non hanno compilato il questionario.

30% COMPILATI NON COMPILATI 70%

50

Grafico 3. La compilazione del questionario, suddivisa tra i quartieri (per le percentuali si veda la Tabella n. 2).

120 100 80 60 40 20 0
LI ER EF I N D EL O R A NO LA M A C A S CA N N L TE IS O PE L G O RA N ZA M G AT A A G AZ D E IN G Z A R IF I E S. C L ON SA AR E LV EN AT Z S. O LE A R E O D N EI E G R E PE C I M L O O NT RO EM D S A EI BA AR N E PA SI LI N TA A N LE I O NE IA M ST PI
COMPILA NON COMPILA

Tabella n. 2. Percentuali degli operatori economici che hanno o non hanno compilato il questionario. QUARTIERE Giampilieri S. Stefano Normanno Della Calispera Castel Gonzaga Gazzi Mata e Grifone Dina e Clarenza S. Leone S. Salvatore Dei Greci Peloro COMPILA 42,85% 37,5% 37,5% 44,44% 72,22% 68,18% 76,92% 73,17% 64% 85,71% 86,66% 51 NON COMPILA 57,14% 62,5% 62,5% 55,55% 27,77% 31,81% 27,27% 26,82% 36% 14,28% 13,33%

S.

Montemare Dei Basiliani San Pantaleone

100% 66,66% 87,5 33,33% 12,5

ESTORSIONE: LA PERCEZIONE DEGLI INTERVISTATI Grafico 4. E mai venuto a conoscenza di casi di pressioni o intimidazioni mafiose realizzate contro terzi?

60 50 40 30 20 10 0 SI NO NON SO NON RISPONDE 5,03 24,52 47,79

22,64

52

Grafico 5. E mai venuto a conoscenza di casi di pressioni o intimidazioni mafiose realizzate contro terzi? Risposte suddivise per attivit economiche

90 80 70 60 50 40 30 20 10 0
SI NO NON SO-NON RISPONDE Ali 26,31 39,47 34,21 Ab 18,18 68,18 13,63 Cos 25 50 25 Ca 22,22 55,55 22,21 A-M 38,46 15,38 46,15 Sa 25 58,33 16,66 80 20 Ta Altro 32,43 43,24 24,32 50 50 N.R.

Ali= Alimentari (la voce si riferisce ai negozi di generi alimentari, ai bar, ai ristoranti ed alle rosticcerie) Ab= Abbigliamento ed accessori Cos= Costruzione e impianti Ca= Casa (nella categoria sono incluse tutte le attivit volte alla vendita di oggetti per larredamento, di casalinghi ed elettrodomestici) A-M= Auto-Moto (si riferisce alle attivit dedite alla riparazione di auto e moto ed alla vendita dei relativi accessori) Sa= Salute (comprende le farmacie, le sanitarie e le erboristerie) Ta= Tabacchi

53

Grafico 6. Dallultima ricerca svolta dal Censis risulta che Messina una delle citt meridionali in cui pi diffusa lestorsione. Lei daccordo?

50 45 40 35 30 25 20 15 10 5 0
AFFATTO-POCO

45,28 37,73

11,95 5,03

ABBASTANZA-MOLTO

NON SO

NON RISPONDE

Grafico 7. Dallultima ricerca svolta dal Censis risulta che Messina una delle citt meridionali in cui pi diffusa lestorsione. Lei daccordo? Risposte suddivise per aree geografiche

70 60 50 40 30 20 10 0
AFFATTO-POCO ABBASTANZA-MOLTO NON SO-NON RISPONDE

NORD 29,16 58,33 12,5

CENTRO 46,05 28,94 25

SUD 31,42 62,85 5,71

54

Grafico 8. Dallultima ricerca svolta dal Censis risulta che Messina una delle citt meridionali in cui pi diffusa lestorsione. Lei daccordo? Risposte suddivise per attivit economiche

70 60 50 40 30 20 10 0
AFFATTO-POCO ABBASTANZA-MOLTO NON SO-NON RISPONDE

Ali 28,94 52,63 18,42

Ab 50 22,72 27,27

Cos 50 50

Ca 27,77 50 22,22

A-M 30,77 61,53 7,69

Sa 16,66 58,33 25

Ta 20 60 20

Altro 51,35 40,54 8,1

N.R. 50 30 20

Ali= Alimentari (la voce si riferisce ai negozi di generi alimentari, ai bar, ai ristoranti ed alle rosticcerie) Ab= Abbigliamento ed accessori Cos= Costruzione e impianti Ca= Casa (nella categoria sono incluse tutte le attivit volte alla vendita di oggetti per larredamento, di casalinghi ed elettrodomestici) A-M= Auto-Moto (si riferisce alle attivit dedite alla riparazione di auto e moto ed alla vendita dei relativi accessori) Sa= Salute (comprende le farmacie, le sanitarie e le erboristerie) Ta= Tabacchi

55

Grafico 9. Eventuali fenomeni estorsivi in citt, a suo giudizio, sono riconducibili a:


40 35 30 25 20 15 10 5 0
IS O

37,1 26,41 13,2 11,95 0,63


AL IT A TI ER E LA TI IS T SO R IS PO N D N O N E I '

10,69

EN TI

R IM

D EL IN Q U

LL A

AF FI LI AT IA

Grafico 10. Eventuali fenomeni estorsivi in citt, a suo giudizio, sono riconducibili a: Risposte suddivise per numero dipendenti
60 50 40 30 20 10 0
0 dip. DELINQUENTI ISOLATI AFFILIATI ALLA CRIMINALITA' BANDE DI QUARTIERE MISTI NON SO-NON RISPONDE 11,66 31,66 25 23,33 8,33 DA 1 A 15 15,38 38,46 26,92 5,12 14,1 55,55 22,22 11,11 11,11 8,33 DA 16 IN SU

BA N

D E

IQ U

AR

IN

N O

NON DICHIARA 16,66 41,66 33,33

56

USURA: LA PERCEZIONE DEGLI INTERVISTATI

Grafico 11. Dallultima ricerca svolta dal Censis risulta che Messina una delle citt meridionali in cui ancora oggi esistono casi dusura. E daccordo?

60 50 40 30 20 10 0
AFFATTO-POCO

55,97

23,27

20,75

ABBASTANZA-MOLTO

NON SO- NON RISPONDE

57

Grafico 12. Dallultima ricerca svolta dal Censis risulta che Messina una delle citt meridionali in cui ancora oggi esistono casi dusura. E daccordo? Risposte suddivise per aree geografiche

70 60 50 40 30 20 10 0
AFFATTO-POCO ABBASTANZA-MOLTO NON SO-NON RISPONDE NORD 18,75 62,5 18,75 CENTRO 23,68 48,68 27,63 SUD 28,57 62,85 8,57

Grafico 13. Eventuali fenomeni dusura in citt, a suo giudizio, sono riconducibili a:

30 25 20 15 10 5 0

27,67 22,01

27,04

19,49

3,77

AFFILIATI ALLA CRIMINALITA'

SOGGETTI INSOSPETTABILI

PROFESSIONISTI DEL RAMO FINANZIARIO

MISTI

NON SO-NON RISPONDE

58

Grafico 14. Eventuali fenomeni dusura in citt, a suo giudizio, sono riconducibili a: Risposte suddivise per aree geografiche

60

50

40

30

20

10

0 AFFILIATI ALLA CRIMINALITA' SOGGETTI INSOSPETTABILI PROFESSIONISTI DEL RAMO FINANZIARIO MISTI NON SO-NON RISPONDE

NORD 20,83 18,75 6,25 39,58 14,58

CENTRO 19,73 25 2,63 23,68 28,94

SUD 54,28 20 2,85 17,14 5,71

59

Grafico 15. Eventuali fenomeni dusura in citt, a suo giudizio, sono riconducibili a: Risposte suddivise per numero dipendenti

50 45 40 35 30 25 20 15 10 5 0
0 dip. AFFILIATI ALLA CRIMINALITA' SOGGETTI INSOSPETTABILI PROFESSIONISTI DEL RAMO FINANZIARIO MISTI NON SO-NON RISPONDE 20 23,33 6,66 35 15 DA 1 A 15 32,05 23,07 1,28 20,51 23,07 11,11 11,11 DA 16 IN SU 44,44 33,33 8,33 41,66 25 NON DICHIARA 25

60

GLI OPERATORI ECONOMICI MESSINESI E IL SISTEMA BANCARIO

Grafico 16. Trova che il sistema bancario offra un valido sostegno alle attivit imprenditoriali?

4% 12%

AFFATTO-POCO ABBASTANZA-MOLTO NON RISPONDE

84%

Grafico 17. In caso di difficolt economiche esistono valide alternative al sistema bancario?
4% 8%

26%
SI NO NON SO NON RISPONDE

62%

61

Grafico 18. Alternative al prestito bancario, indicate dagli intervistati:

4% 1%

FINANZIARIE E FAMIGLIA ALTRO NON RISPONDE

95%

62

LEGISLAZIONE E ASSOCIAZIONISMO ANTIRACKET ED ANTIUSURA.

Grafico 19. E stato adeguatamente informato sui contenuti del Fondo di Prevenzione a favore dei soggetti a rischio dusura (Legge 108/96)?

NON RISPONDE

8,17

NO

79,87

SI

11,95

10

20

30

40

50

60

70

80

90

Grafico 20. Ritiene che la legge 23 febbraio 1999, n. 44 (Fondo di Solidariet per le vittime delle richieste estorsive e per le vittime dellusura) sia un valido sostegno per la realt imprenditoriale?

NON RISPONDE-NON SO NON SONO A CONOSCENZA DELLA LEGGE

33,33

23,27

NO

20,75

SI

22,64

10

15

20

25

30

35

63

Grafico 21. Ritiene che le associazioni antiracket ed antiusura siano un valido sostegno per gli operatori economici messinesi?

NON SO-NON RISPONDE

8,8

NON NE CONOSCO L'ESISTENZA

22,01

ABBASTANZA-MOLTO

21,38

AFFATTO-POCO

47,79

10

20

30

40

50

60

64

GLI OPERATORI ECONOMICI E LA LORO PERCEZIONE DELLA SICUREZZA NELLA CITTA DI MESSINA.

Grafico 22. Si sente tutelato dallo Stato e dalle sue istituzioni?

5% 11%

AFFATTO-POCO ABBASTANZA-MOLTO NON SO-NON RISPONDE

84%

Grafico 23. Ritiene che la giustizia offra valide garanzie in termini di tutela?

4% 16%

AFFATTO-POCO ABBASTANZA-MOLTO NON SO-NON RISPONDE

80%

65

Grafico 24. Ritiene che le forze dellordine siano in grado di garantire il normale svolgimento della sua attivit?

13% AFFATTO-POCO ABBASTANZA-MOLTO 28% 59% NON SO-NON RISPONDE

66

IL QUESTIONARIO

- UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MESSINA Facolta di Scienze Politiche Ricerca sullo stato delle attivita economiche cittadine

1) M 2)

SESSO ETA 18-30 51-65 31-45 oltre 46-50 F

3)

STATO CIVILE celibe vedovo/a nubile coniugato/a

4)

GRADO DISTRUZIONE: elementare scuola media inferiore studi universitari altro.

scuola media superiore laurea 5) AZIENDA: IL SETTORE ECONOMICO-COMMERCIALE DELLA SUA

67

ristoranti/alberghi/locali pubblici accessori alimentari arredamento casalinghi agenzie di servizi

abbigliamento e elettrodomestici

costruzione ed impianti auto/moto/accessori farmacie

trasporti

autocarrozzerie/assistenza 6) piccola 7) 0 8) S 9) 1-10 10) S

altro .

DEFINIREBBE LA SUA IMPRESA, COME? media grande

IL NUMERO DEI SUOI DIPENDENTI, IN QUALI DELLE SEGUENTI CLASSI RIENTRA? LIMPRESA No 1-15 IN CUI >16 ATTUALMENTE LEI OPERA,

APPARTENEVA AI SUOI GENITORI O AD ALTRI PARENTI?

DA QUANTI ANNI OPERA NEL SUO SETTORE? 11-20 21-oltre

MESSINA E IL SUO UNICO AMBITO DI RIFERIMENTO IMPRENDITORIALE? No

11) HA LAVORATO IN ALTRE IMPRESE IN PASSATO COME DIPENDENTE ? S 12) No

POTREBBE DEFINIRE LE ATTIVITA IMPRENDITORIALI A MESSINA FIORENTI? 68

affatto molto 13)

poco

abbastanza

altro

COSA PENSA DELLA FIGURA DEL POLIZIOTTO DI QUARTIERE?

14) I RAPPORTI CON GLI ALTRI IMPRENDITORI MESSINESI SONO DI COLLABORAZIONE? affatto molto 15) A SUO poco abbastanza

altro GIUDIZIO, QUALI DEI SEGUENTI SETTORI

ECONOMICI SONO PIU SVILUPPATI A MESSINA? industria terziario 16) E MAI agricoltura commercio VENUTO O A CONOSCENZA MAFIOSE DI CASI DI artigianato

INTIMIDAZIONI

PRESSIONI

REALIZZATE

CONTRO OPERATORI ECONOMICI MESSINESI? S 17) No Non so

LINTRODUZIONE DELLEURO HA CAUSATO DELLE DIFFICOLTA ALLO SVOLGIMENTO DELLA SUA ATTIVITA?

affatto molto 18)

poco

abbastanza

altro

LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA SVOLGONO CON EFFICIENZA LA LORO FUNZIONE?

69

affatto molto 19)

poco

abbastanza

altro

CREDE CHE SIA POSSIBILE MIGLIORARE LA SUA ATTIVITA?

No

20) SE SI, COME? 21) IL TURISMO A MESSINA E SVILUPPATO? affatto molto 22) poco abbastanza

altro

QUALI SOLUZIONI POTREBBERO INCREMENTARE IL TURISMO?

Migliorare le strutture di accoglienza Valorizzare i monumenti storici altro 23)

Migliorare larredo urbano Pubblicizzare il territorio

RITIENE CHE LA GIUSTIZIA LE OFFRA UNA VALIDA TUTELA?

affatto molto 24)

poco

abbastanza

altro DURANTE IL PROCESSO CUSANI

MARTINAZZOLI,

(TANGENTOPOLI), DISSE CHE LA VIOLAZIONE DELLA

70

LEGGE SUL FINANZIAMENTO DEI PARTITI NON E UN FURTO. LEI E DACCORDO? S No Non so

25) TROVA CHE LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE AGISCA IM MODO TRASPARENTE NEI CONFRONTI DEL CITTADINO? S 26) PENSA No CHE LA POLITICA Non so POSSA FUNGERE DA

INTERMEDIARIA TRA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ATTIVITA IMPRENDITORIALE? S No Non so

27) SE SI, COME? .. 28) DALLULTIMA RICERCA SVOLTA DAL CENSIS RISULTA CHE MESSINA SIA UNA DELLE CITTA MERIDIONALI IN CUI E PIU DIFFUSO IL FENOMENO DELLESTORSIONE. LEI E DACCORDO? affatto molto 29) poco abbastanza

altro

EVENTUALI FENOMENI ESTORSIVI IN CITTA, A SUO GIUDIZIO, SONO RICONDUCIBILI SOPRATTUTTO A:

71

delinquenti isolati bande di quartiere 30)

affiliati alla criminalit organizzata

RITIENE CHE IL CLIMA CULTURALE DI MESSINA SIA VITALE?

affatto molto 31)

MESSINA ECONOMICI PUBBLICA?

poco

abbastanza

altro HA BISOGNO PARTE DI MAGGIORI INTERVENTI

DA

DELLAMMINISTRAZIONE

affatto molto

poco

abbastanza

altro

32)

MESSINA HA BISOGNO DI MAGGIORI INTERVENTI ECONOMICI DA PARTE DI PRIVATI?

affatto molto 33)

poco

abbastanza

altro

PENSA CHE LA CRIMINALITA SIA UN FORTE LIMITE PER LO SVILUPPO DELLE ATTIVITA ECONOMICHE MESSINESI?

affatto molto

poco

abbastanza

altro

34) IL TRAM FAVORISCE LA SUA ATTIVITA? affatto molto poco abbastanza

altro 72

35) affatto molto 36)

TROVA CHE IL SISTEMA BANCARIO SIA UN VALIDO SUPPORTO PER GLI IMPRENDITORI? poco abbastanza altro

TROVA CHE I MECCANISMI DELLA BUROCRAZIA SIANO EFFICIENTI?

affatto molto 37)

poco

abbastanza

altro

DALLULTIMA RICERCA SVOLTA DAL CENSIS RISULTA CHE MESSINA SIA UNA DELLE CITTA IN CUI ANCORA OGGI ESISTONO CASI DI USURA. LEI E DACCORDO?

affatto molto 38)

poco

abbastanza

altro

EVENTUALI FENOMENI DI USURA IN CITTA, A SUO GIUDIZIO, SONO RICONDUCIBILI SOPRATTUTTO A

affiliati alla criminalit organizzata

soggetti insospettabili che affiancano la pratica dellusura ad attivit di carattere legale

professionisti del ramo finanziario altro 39) ISTITUZIONI? Affatto poco 73

SI SENTE TUTELATO DALLO STATO E DALLE SUE

abbastanza

molto

altro

40) LA SUA RETE DI CLIENTELA E CONSOLIDATA? Affatto molto poco abbastanza

altro

41) IN CASO DI DIFFICOLTA ECONOMICHE ESISTONO VALIDE ALTERNATIVE AL PRESTITO BANCARIO? S No Non so

42) SE SI, QUALI? . 43) E STATO ADEGUATAMENTE INFORMATO SUI CONTENUTI DEL FONDO DI PREVENZIONE A FAVORE DI SOGGETTI A RISCHIO USURA(LEGGE N108/1996)? S No

44) PENSA CHE LE FORZE POLITICHE ABBIANO IL POTERE DI ATTENUARE CREATE LE DIFFICOLTA LENTEZZA DEGLI DEI IMPRENDITORI, MECCANISMI DALLA

BUROCRATICI? Affatto molto poco abbastanza

altro

45) SE SI, COME? . 46) RITIENE CHE LA LEGGE 23 FEBBRAIO 1999, N 44 (FONDO DI SOLIDARIETA PER LE VITTIME DELLE RICHIESTE

74

ESTORSIVE E PER LE VITTIME DELLUSURA) SIA UN VALIDO SOSTEGNO PER LA REALTA IMPRENDITORIALE? S No ASSOCIAZIONI VALIDO ANTIRACKET PER ED GLI Non so

Non sono a conoscenza della legge 47) RITIENE ANTIUSURA CHE LE

SIANO

UN

SOSTEGNO

OPERATORI ECONOMICI MESSINESI? affatto molto poco abbastanza

non ne conosco lesistenza

altro 48) RITIENE CHE LE FORZE DELLORDINE SIANO IN GRADO DI ASSICURARE IL NORMALE SVOLGIMENTO DELLA SUA ATTIVITA? affatto molto 49) poco abbastanza

altro

NELLARCO DELLA SUA ATTIVITA LAVORATIVA, SI E MAI TROVATO COSTRETTO A RICORRERE A RAPPORTI DI LAVORO NON LEGALIZZATI?

No

50) QUALE IL PROBLEMA CHE PESA MAGGIORMENTE SULL ATTIVITA DA LEI SVOLTA? .. 51) TRA I SEGUENTI PROBLEMI QUALI RITIENE PIU DANNOSI PER LECONOMIA MESSINESE? Furto 75

infrastrutture insufficienti lavoro nero usura la mancanza di servizi di base ed innovativi per le aziende la difficolt di accedere al credito la scarsa disponibilit di aree industriali attrezzate le carenze della formazione di manodopera lincapacit progettuale degli enti locali pressioni mafiose delinquenza minorile corruzione della pubblica amministrazione rapine tangenti altro .

76

FONTI BIBLIOGRAFICHE Cgil (2003) Le Proposte della Cgil per arrestare il declino e rilanciare lo sviluppo, diritti, legalit e occupazione, Atti del Convegno, Messina, 12 marzo. Censis (2000) Legalit e sviluppo a Messina. Centorrino M. (1994) Economia dellusura, in <<Segno>>, n 151, gennaio. Centorrino M. (a cura di) (2003), Economia sommersa e/o economia criminale? Unanalisi di questi due fenomeni nel sistema economico della provincia di Messina, disponibile in rete al sito: http://www.emersionelavorononregolare.it/doc/appro/economia_sommersa .pdf Fisac/Ggil (1993) Usura: buco nero nel sistema creditizio, Atti del Convegno regionale, Messina, 24 ottobre. Grasso T. (2002) Quarta relazione del Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, Roma, gennaio. Marzach F. (2001) Discorso di inaugurazione dellanno giudiziario 2001, Distretto di Corte di Appello di Messina. Svimez (2003) Rapporto 2003 sulleconomia del Mezzogiorno. Vajani L. (1980) Elementi di statistica, Cedam, Padova. Zammuner V. L. (2003) I focus group, Il Mulino, Bologna.

FONTI GIORNALISTICHE

Anselmo N., 2000, Usura, un business da 250 miliardi lanno, in <<Gazzetta del Sud>>, 6 ottobre. Anselmo N., 2000, Sono reati oscuri, ma siamo al fianco di chi denuncia, in <<Gazzetta del Sud>>, 12 ottobre. Anselmo N., 2000, Non bastano gli arresti per fermare il racket, in <<Gazzetta del Sud>>, 24 ottobre.

77

Anselmo N., 2001, Messina cerniera tra mafia e ndrangheta, in <<Gazzetta del Sud>>, 25 marzo. Anselmo N., 2001, Un market della suocera del boss diventer una caserma dei vigili, in <<Gazzetta del Sud>>, 17 maggio. Anselmo N., 2002, Messina, la citt della mafia nascosta, in <<Gazzetta del Sud>>, 30 gennaio. Puccio C., 2000, Usurai e imprenditori criminali, in <<Corriere del Mezzogiorno>>, 17 dicembre.

FONTI TELEMATICHE www.antiracketmessina.org www.cgil.it www.db.messinaantiusura.it www.svileg.cencis.it www.svimez.it www.tribunali.it/Messina

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Finito di stampare e legalmente depositato nel giugno 2006 presso il Dipartimento di Economia, Statistica, Matematica e Sociologia Pareto Facolt di Scienze Politiche Universit di Messina Via T. Cannizzaro, 278 98122 MESSINA

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ISBN

978-88-95356-00-6