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IMPRONTA ECOLOGICA E BIOCAPACIT: LA METODOLOGIA DI CONTABILIT

Marco Bagliani
IRES (Istituto Ricerche Economico Sociali) Piemonte IRIS (Istituto di Ricerche Interdisciplinari sulla Sostenibilit), Universit di Torino Global Footprint Network

LImpronta Ecologica stata introdotta da Wackernagel e Rees dellUniversit della British Columbia, Canada, a partire dagli anni 90. Si tratta di un sistema di contabilit ambientale in grado di stimare la quantit di risorse rinnovabili che una popolazione utilizza per vivere, calcolando larea totale di ecosistemi terrestri e acquatici necessaria per fornire, in modo sostenibile, le risorse utilizzate e per assorbire, sempre in modo sostenibile, le emissioni prodotte. La formulazione teorica dellImpronta Ecologica considera quindi linsieme dei servizi ecologici che concorrono al mantenimento di una popolazione: sia quelli a monte che permettono lestrazione di risorse dallambiente, sia quelli a valle che consentono la depurazione delle emissioni. interessante confrontare il concetto di Impronta Ecologica con quello, gi da tempo utilizzato, di Capacit di Carico (Carrying Capacity). Questultima grandezza definita come il carico massimo, esercitato dalla popolazione di una certa specie, che un determinato territorio pu supportare senza che venga permanentemente compromessa la produttivit del territorio stesso.. LImpronta Ecologica rappresenta quindi la quota di Capacit di Carico di cui si appropria la popolazione umana residente nellarea considerata. Lanalisi dellImpronta Ecologica rovescia, in un certo qual senso, il concetto di Capacit di Carico: lattenzione infatti non viene posta sulla determinazione della massima popolazione umana che unarea pu supportare, bens sul computo del territorio produttivo effettivamente utilizzato dai residenti, indipendentemente dal fatto che questa superficie coincida con il territorio su cui la popolazione stessa vive. LImpronta Ecologica ha avuto una larghissima diffusione ed stata applicata in numerosi studi e analisi ambientali, come ad esempio i rapporti sullo stato dellambiente Living Planet Report 2000, 2002, 2004, 2006, redatti dal WWF International, in cui viene calcolata lImpronta Ecologica per tutte le nazioni del mondo con pi di un milione di abitanti. Questo indicatore stato adottato anche in ambiti molto diversi per valutare singole attivit o per monitorare lo stato ambientale locale. Allo stesso tempo, si sono sviluppati numerosi studi teorici per migliorarne le potenzialit e per definirne i limiti teorici e di applicabilit: la rivista scientifica Ecological Economics ha dedicato nel 2000 un numero monografico a questo indicatore. Sono stati inoltre pubblicati, anche

nella versione italiana, diversi volumi divulgativi relativi a questo particolare indicatore. Nella formulazione classica, proposta da Wackernagel e Rees, il calcolo dellImpronta Ecologica si basa sui consumi medi della popolazione: il presupposto che ad ogni risorsa materiale o di energia consumata corrisponda una certa estensione di territorio, appartenente ad uno o pi ecosistemi, che garantiscono, tramite lerogazione di servizi naturali, il relativo apporto per il consumo di risorse e/o per lassorbimento delle emissioni. Riprendendo la classificazione usata dallUnione Mondiale per la Conservazione, la formulazione classica dellImpronta Ecologica suddivide lutilizzo di territorio ecologicamente produttivo in sei principali categorie: Terreno per lenergia: superficie necessaria per produrre, con modalit sostenibili (es. coltivazione di biomassa), la quantit di energia utilizzata. In realt Wackernagel e Rees (1996) applicano una definizione differente, che si basa sullarea di foresta necessaria per assorbire la CO2 emessa dalla produzione di energia a partire da combustibili fossili. Terreno agricolo: superficie arabile (campi, orti, ecc.) utilizzata per la produzione delle derrate alimentari e di altri prodotti non alimentari di origine agricola (es. cotone, iuta, tabacco). Pascoli: superficie dedicata allallevamento e, conseguentemente, alla produzione di carne, latticini, uova, lana e, in generale, di tutti i prodotti derivati dallallevamento. Foreste: area dei sistemi naturali dedicati alla produzione di legname. Superficie degradata: terreno degradato, ecologicamente improduttivo, dedicato alla localizzazione delle infrastrutture quali abitazioni, attivit manifatturiere, aree per servizi, vie di comunicazione, ecc. Mare: superficie marina necessaria alla crescita delle risorse ittiche consumate. Il formalismo di calcolo considera luso mutuamente esclusivo di questi territori, nel senso che ad ogni territorio viene associata ununica categoria anche se questo non corrisponde esattamente al vero. Si tratta comunque di unapprossimazione accettabile. L'esistenza di tipologie di territorio cos diverse, che devono essere sommate insieme per arrivare alla stima finale dellImpronta Ecologica, ha posto il problema delle differenti produttivit che caratterizzano le tipologie territoriali sopra elencate. Per rendere comparabili tra loro gli usi dei diversi tipi di terreno, la formulazione dellImpronta Ecologica introduce unoperazione di normalizzazione che consente di pesare le aree dei differenti tipi di terreno in base alla loro produttivit media mondiale rispecchiata dai fattori di equivalenza. Per queste superfici, non si utilizza come unit di misura lettaro, che si riferisce a superfici reali, bens lettaro globale

(global hectar; gha). Una parte integrante dellanalisi della sostenibilit di un territorio attraverso lImpronta Ecologica rappresentata dal calcolo della biocapacit. Con questo termine si indica linsieme dei servizi ecologici erogati dagli ecosistemi locali, stimata attraverso la quantificazione della superficie dei terreni ecologicamente produttivi che sono presenti allinterno della regione in esame. La biocapacit rappresenta quindi lestensione totale di territorio ecologicamente produttivo presente nella regione, ossia la capacit potenziale di erogazione di servizi naturali a partire dagli ecosistemi locali. Questa grandezza va comparata con lImpronta Ecologica, che fornisce una stima dei servizi ecologici richiesti dalla popolazione locale. possibile definire un vero e proprio bilancio ambientale sottraendo allofferta locale di superficie ecologica (la biocapacit) la domanda di tale superficie, richiesta dalla popolazione locale, (lImpronta Ecologica). Ad un valore negativo (positivo) del bilancio corrisponde una situazione di deficit (surplus) ecologico: questo sta ad indicare una situazione di insostenibilit (sostenibilit) ambientale in cui i consumi di servizi ecologici sono superiori (inferiori) ai livelli di erogazione e rigenerazione che si hanno partendo dagli ecosistemi locali. Lentit del deficit o del surplus ecologico rappresenta pertanto una stima del livello di sostenibilit/insostenibilit ambientale del territorio locale.

BIBLIOGRAFIA
UNEP-WCMC, WWF, 2000, Living Planet Report, 2000. World Wildlife Found Editor. UNEP-WCMC, WWF, 2002, Living Planet Report, 2002. World Wildlife Found Editor. UNEP-WCMC, WWF, 2004, Living Planet Report, 2004. World Wildlife Found Editor. UNEP-WCMC, WWF, 2006, Living Planet Report, 2006. World Wildlife Found Editor. Wackernagel M., Rees W., LImpronta Ecologica, Edizioni Ambiente, 1996.