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IL DIAVOLO IN CASA

Perch tutti o quasi tutti i matrimoni di oggi sono infelici, (come se i matrimoni di un tempo fossero stati, invece, felici)? La questione di attualit e, ad un alto livello, si sviluppata intorno ad essa tutta una letteratura; a un livello pi basso al centro della conversazione ad ogni five oclock tea. Ogni questione si presta ai chiacchiericci mondani come a una trattazione filosofica, e anche noi giornalisti stiamo attenti a non lasciarci sfuggire gli argomenti che, per cos dire, sono nellaria. Ma di fronte a tale quesito non manco ogni volta di stupirmi; naturalmente sarei capace di dire perch i matrimoni oggi sono infelici i giornalisti, si sa, hanno una risposta a tutto. Ma io torno sempre a chiedermi: Perch questi matrimoni dovrebbero essere felici? Perch da qui che occorre prendere le mosse. Due persone due misere creature umane, solitarie, in bala di tutta la disperazione, di tutta la tristezza di unesistenza senza speranza, due esseri sul nostro pianeta di una grandezza cos inquietante, incredibile, paurosa, due esseri infelici secondo una legge naturale e universale dovrebbero improvvisamente, magari alle nove e mezzo di mattina, rinchiusi in uno stesso appartamento, uno stesso nome, uno stesso patrimonio, uno stesso destino, dovrebbero, dicevo, dun tratto essere felici soltanto perch sono in due? Due persone che si sposano per essere felici insieme si negano e si precludono fin dallinizio ogni possibilit di essere felici. Sposarsi per essere felici egoista quanto sposarsi per due milioni, unauto o un titolo nobiliare: la fortuna non basta a fare la felicit, cos come non bastano i due milioni, lauto o il titolo nobiliare. Una cosa certa: i calcoli e le cifre nelle faccende di cuore si pagano sempre cari. Per sposarsi, due persone non possono avere che una sola ragione sensata, sapere, cio, di non poter fare altrimenti, di non poter, semplicemen-

te, vivere luna senza laltra. Questo capita, senza la minima romanticheria, il minimo sentimentalismo, la minima tragedia. Capita tutti i giorni, e che lo si chiami amore o in un altro modo, indubbiamente il sentimento pi forte e pi saldo che esista al mondo. Purtroppo sono molti coloro che durante la vita lo reprimono o lo ignorano. Due persone si sposano per vivere insieme. Questa possibilit gi di per s un dono immenso. Perch vogliono in pi anche la felicit? Perch non si accontentano mai della nuda verit e preferiscono invece la menzogna imbellettata? Perch si promettono lun laltra qualcosa che non soltanto loro, ma neanche il mondo, la natura, il cielo, il destino, la vita non possono dare, che nessuno potr mai avere? Perch uniscono ad un contratto ben reale, terreno, fantasie romantiche quali la felicit? Perch pretendono dallaltra pi di quanto esse stesse siano in grado di dare, perch pretendono ancora di pi da un qualcosa di cos grande, serio e profondo qual la vita in comune? Se noi avessimo coscienza di ci che il matrimonio prima di sposarci, ci renderemmo conto naturalmente di alcune cose alle quali di solito non pensiamo. Per esempio, che vivere insieme con un altro non affatto pi facile, ma pi difficile che vivere da soli. Tutta una serie di compensazioni si offrono al solitario: la responsabilit limitata, la libert, lindipendenza, o anche soltanto la possibilit di partire per lAustralia quando gli salta il ticchio. Il matrimonio quindi cos difficile perch nel momento in cui lo si contrae occorre rinunciare a tutto quello che esso non concede. Ed ecco il secondo scoglio contro il quale naufragano i matrimoni al giorno doggi: due persone si sposano senza decidere definitivamente luna per laltra. O, in altri termini, senza decidere di rinunciare a tutto il resto. Riuscire a conoscere un uomo tremendamente difficile. Non credo di esagerare affermando che si pu conoscere qualcuno una prima volta dopo mezzora di colloquio e una seconda volta dopo dieci anni di vita in comune. Credo sia pressoch impossibile che due persone prima del matrimonio abbiano una pur minima idea di chi siano e di

chi stiano per sposare. Anche se conoscono tutte le azioni, le idee, gli entusiasmi, le convinzioni, le opinioni e i principii religiosi dellaltro, non conoscono ancora, per, i suoi calzini, i suoi occhi assonnati, il modo in cui fa i gargarismi lavandosi i denti la mattina, il suo contegno nel dare la mancia al cameriere perch nelle cose profonde laltro ci pu ingannare, in quelle superficiali si rivela. Pertanto ogni matrimonio nasconde in s mille rischi di delusione e mille possibilit di naufragio, contro cui non c che ununica difesa: accettare il rischio fin dallinizio. La convenzione vuole che, in nome dellamore, si perdoni allaltro ogni diversit quanto a nazionalit, opinioni politiche e appartenenza religiosa. Io andrei ancora oltre: perdoniamogli anche i suoi piccoli difetti superficiali. Mettiamo da parte questisteria moderna allAnna Karenina e guardiamo con occhio indulgente queste orecchie a sventola e queste cravatte messe di traverso. Ogni essere umano un mondo a s. Pi particolare, pi completo. Meno possibilit e capacit possiede, pi profonde sono quelle che ha. E se ha una sola capacit, essa la pi preziosa di tutte. Ma come non possiamo chiedere a una persona bionda di avere contemporaneamente magari il marted e il venerd, tanto per cambiare i capelli neri, non possiamo pretendere da un pedante che balli volentieri lo shimmy, da uno stupido che comprenda Kierkegaard, da un pittore che si interessi di matematica, da un tipo malinconico che canti canzonette e da un solitario che organizzi una soire. Queste sono pretese belle e buone, e mi stupisce che siano cos in pochi a capirlo. In genere si rinfacciano reciprocamente il loro modo di essere e non pensano che il compito di un matrimonio proprio tollerare il modo di essere dellaltro, s, tollerarlo al punto che laltro si senta in diritto di essere cos com. In fin dei conti uno non chiede allaltro che una conferma di se stesso. La prova che amato nonostante.... Questo nonostante... presente in ognuno di noi, e appunto per questo siamo infelici. Non potr

mai credere che delle persone vivano insieme per soddisfare esigenze sessuali, erotiche, economiche o sociali; si vive insieme per avere un compagno. Per avere, nella solitudine di questo mondo, qualcuno che confermi il nostro diritto allesistenza con tutti i nostri errori e le nostre manchevolezze perch cos lamicizia se non un sostegno della vacillante fiducia in noi stessi? Per avere qualcuno che ci risparmi il castigo, la vendetta, la cattiva opinione, la giustizia, la cattiva coscienza. Pensate forse che il focolare domestico abbia altra funzione se non quella di proteggere, di proteggere ancora e sempre luomo, di fronte al mondo e, ancor pi, di fronte al proprio specchio interiore? La pi grande promessa che un uomo e una donna possono farsi vicendevolmente contenuta in questa frase che si dice di solito sorridendo ai bambini: Io non ti lascer mai. Non molto di pi che Io ti amer fino alla morte o Ti sar fedele per sempre? Io non ti lascer mai. In questa frase compreso tutto. Il rispetto, la sincerit, il focolare domestico, la fedelt, lappartenenza, la decisione, lamicizia. Che promesse infinitamente grandi rispetto alla misera felicit. In breve, io ho come limpressione che i nostri matrimoni siano cos infelici perch noi li prendiamo maledettamente alla leggera. E molto comodo accettare dallaltro una promessa che non pu mantenere e dopo un anno, visto che lui non lha mantenuta, fare le valige, offesi. Credo che sarebbe molto pi difficile e anche molto pi onesto promettere soltanto ci che si pu mantenere e mantenerlo veramente. Tutti questi grandi discorsi fantastici non sono altro che pretesti, come si dimostra gi al nascere delle prime reali difficolt, quando sarebbe opportuno tenere un contegno decente. Ma perch gli uomini non si promettono a vicenda di non diventare mai infingardi al punto di non portare pi unarancia, un mazzetta di violette, una matita nuova o un pacchetto di uva passa? Perch non si promettono vicendevolmente di apparire a colazione gi

lavati, con un buon odore dacqua e sapone, vestiti con cura, il giorno dopo le nozze doro come tutti i giorni prima? Perch non promettono di sfogare la loro collera picchiandosi magari, piuttosto che rinfacciandosi lun laltro questa o quella bassezza, mancanza di tatto o cattiveria? Perch non promettono di curarsi sempre dellaltro e dei suoi interessi, sia che si tratti di storia dellarte, di calcio o della collezione di farfalle? Perch non promettono di lasciarsi lun laltro la libert di tacere, di stare da soli, di muoversi liberamente? Perch non si promettono tutte queste piccolezze estremamente difficili, realizzabili eppure mai realizzate, invece di promettersi un qualcosa di secondaria importanza come la felicit? Perch il matrimonio abbia un senso deve fondarsi su una base pi ampia e pi reale che non il desiderio di felicit. Gran Dio, non abbiamo paura di un po di dolore, di un po di sofferenza e dinfelicit. Provate almeno una volta, in una notte stellata, a contemplare il cielo; fisstelo per cinque minuti con attenzione, con franchezza, con concentrazione. Oppure salite sulla cima di una montagna e osservate il paesaggio dallalto. E dopo un poco capirete quanto conta la vita e quanto poco conta la felicit. La felicit! Come se la possibilit di essere felici non dipendesse solo ed esclusivamente da noi stessi! Come se lattitudine per la felicit non fosse unattitudine particolare come quella per il canto, per lo scrivere, per la politica o per il mestiere di ciabattino! Date a un uomo tutto ci che desidera, colmtelo damore, di doni, di attenzioni, di tutto ci che vorr, eppure non sar felice. Picchiate invece un altro uomo a sangue e questi, vedendo per caso un mucchio di carote fresche di un bel rosso vivo in mezzo ai cespi verdi, sar felice. Esistono due modi di vivere: accettare la propria sorte, risolversi per essa, adeguarsi ad essa, comprenderla, accettarla con tutti i suoi vantaggi e svantaggi, le sue gioie e i suoi dolori, coraggiosamente, onestamente, senza mercanteggiamenti, con magnanimit e umilt. Oppure cercare il proprio destino; ma in questa ricerca non si per-

dono solamente forze, tempo, illusioni, la giusta e provvida cecit, il senso delle cose. In questa ricerca si perde anche il proprio valore. Ci si impoverisce sempre pi. Quel che accade sempre peggio di quel che stato. E inoltre: per cercare bisogna avere fede e la fede esige molta pi forza di quanta ne esiga la vita. (Milena Jesensk, Nrodn Listy, 18 gennaio 1923)

Tratto da: Milena Jesensk - Tutto vita Edizioni Guanda, 1986