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IL MEGLIO DI CLINICAL CHEMISTRY

CLINICAL CHEMISTRY HIGHLIGHTS

Potenziale diagnostico della saliva: stato dellarte e applicazioni future


Tina Pfaffe1, Justin Cooper-White2,3, Peter Beyerlein1, Karam Kostner4,5, Chamindie Punyadeera2,3 1Technical University of Applied Science, Wildau, Germany 2School of Chemical Engineering, 3Australian Institute for Bioengineering and Nanotechnology, and 4School of Medicine, University of Queensland, Brisbane, Australia 5Mater Hospital, Brisbane, Australia Traduzione a cura di Alberto Dolci ABSTRACT

Over the past 10 years, the use of saliva as a diagnostic fluid has gained attention and has become a translational research success story. Some of the current nanotechnologies have been demonstrated to have the analytical sensitivity required for the use of saliva as a diagnostic medium to detect and predict disease progression. However, these technologies have not yet been integrated into current clinical practice and work flow. As a diagnostic fluid, saliva offers advantages over serum because it can be collected noninvasively by individuals with modest training, and it offers a cost-effective approach for the screening of large populations. Gland-specific saliva can also be used for diagnosis of pathology specific to one of the major salivary glands. There is minimal risk of contracting infections during saliva collection, and saliva can be used in clinically challenging situations, such as obtaining samples from children or handicapped or anxious patients, in whom blood sampling could be a difficult act to perform. In this review we highlight the production of and secretion of saliva, the salivary proteome, transportation of biomolecules from blood capillaries to salivary glands, and the diagnostic potential of saliva for use in detection of cardiovascular disease and oral and breast cancers. We also highlight the barriers to application of saliva testing and its advancement in clinical settings. Saliva has the potential to become a first-line diagnostic sample of choice owing to the advancements in detection technologies coupled with combinations of biomolecules with clinical relevance. flusso salivare (1, 2). La saliva contiene analiti in concentrazioni 1000 volte inferiori a quella plasmatiche (3). Sono quindi necessari sistemi di rilevazione sensibili per poter definitivamente svelare lutilit della saliva come materiale diagnostico. In questa rassegna viene esplorato il potenziale diagnostico della saliva per quanto riguarda le malattie prevalenti nel mondo occidentale e nei paesi in via di sviluppo, quali le malattie cardiovascolari (CVD) e il carcinoma della mammella (infiammazione sistemica), e i tumori maligni del cavo orale (infiammazione locale). Lutilit diagnostica della saliva nella diagnosi delle malattie del periodonto va aldil degli scopi di questa rassegna ed stata estesamente trattata da altri (4, 5). Prima di occuparci delle possibilit diagnostiche della saliva e delle potenziali applicazioni cliniche, presentiamo una breve panoramica sui tipi di ghiandole salivari e sulla loro funzione nel cavo orale. In bocca ci sono 4 tipi principali di ghiandole salivari: sottomandibolari, sottolinguali, parotidi e le ghiandole salivari minori. Il tipo di saliva che ciascuna ghiandola

INTRODUZIONE

La saliva un fluido con caratteristiche peculiari e linteresse nei suoi confronti come materiale diagnostico cresciuto esponenzialmente negli ultimi 10 anni. Nella saliva si ritrova un ampio spettro di proteine/peptidi, acidi nucleici, elettroliti e ormoni che provengono da pi sedi, sia del cavo orale (locali) che del resto del corpo (sistemiche). Nonostante la saliva rispecchi la salute e il benessere dellorganismo, il suo impiego come materiale diagnostico rimasto bloccato, soprattutto dalla misconoscenza delle biomolecole presenti nella saliva e della loro rilevanza eziopatogenetica, combinata con la mancanza di sistemi di rilevazione dotati di elevata sensibilit. Come materiale diagnostico, la saliva ha qualche svantaggio. Ad esempio, a causa delle variazioni diurne/circadiane delle biomolecole presenti nella saliva, questa non sempre riflette in maniera affidabile le loro concentrazioni plasmatiche. La composizione della saliva pu essere influenzata anche dal metodo di raccolta e dal grado di stimolazione del

*Questo articolo stato tradotto con il permesso dellAmerican Association for Clinical Chemistry (AACC). AACC non responsabile della correttezza della traduzione. Le opinioni presentate sono esclusivamente quelle degli Autori e non necessariamente quelle dellAACC o di Clinical Chemistry. Tradotto da Clin Chem 2011;57:675-87 su permesso dellEditore. Copyright originale 2011 American Association for Clinical Chemistry, Inc. In caso di citazione dellarticolo, riferirsi alla pubblicazione originale in Clinical Chemistry. 126 biochimica clinica, 2012, vol. 36, n. 2

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produce riflette le sue caratteristiche reologiche. Per esempio, la parotide produce una saliva che molto simile allacqua (viscosit della saliva parotidea pari a circa 1-3 mPa, con basse concentrazioni di secreto proteico) (6, 7). Oltre alle molecole sintetizzate nelle ghiandole salivari [ad es., mucine, cistatine e peptidi ricchi in prolina (PRPs)], la saliva contiene anche molecole presenti nel sangue. In funzione della loro massa e carica, alcune molecole entrano nella saliva per diffusione, filtrazione e/o trasporto attivo, rendendo la saliva un materiale diagnostico. Una sezione di questa rassegna dedicata a fare luce sul proteoma salivare e a mettere in evidenza il numero totale e i vari tipi di proteine che si ritrovano in ciascun tipo di ghiandola salivare. Nellultima sezione della rassegna ci occupiamo della rilevanza clinica delle biomolecole scoperte nella saliva, sia per quanto riguarda le condizioni infiammatorie locali che sistemiche. Nonostante lesplorazione del potenziale diagnostico della saliva rimanga largamente incompiuta, una pi profonda comprensione della patogenesi di alcune malattie e del ruolo di biomolecole associate che in queste malattie si ritrovano nella saliva, combinata con la disponibilit di piattaforme di rilevazione tecnologicamente evolute, spianeranno la strada che in futuro render la saliva un materiale diagnostico fondamentale.

molti microorganismi. Per mantenere una buona igiene orale importante avere quantit sufficienti di secrezioni salivari. La saliva pu essere classificata in saliva specifica di una ghiandola e/o saliva intera. La saliva specifica di una ghiandola si pu raccogliere direttamente da ciascuna ghiandola salivare (Figura 1). In funzione del rapporto tra contenuto sieroso e mucoso delle cellule ghiandolari, le ghiandole variano la tipologia di secreto prodotto e nella saliva questo si rispecchia nelle proteine di volta in volta secrete. Sia le secrezioni sierose che mucose sono attivate principalmente da stimoli. Le ghiandole minori (circa 600) sono localizzate dappertutto nel cavo orale, mentre le ghiandole maggiori (parotide, sublinguale e sottomandibolare) sono poste dentro e intorno alla bocca e alla gola. Il secreto delle ghiandole minori per natura principalmente mucoso (a eccezione del secreto delle ghiandole di Von Ebner) e svolge molte funzioni, come ricoprire di saliva la superficie del cavo orale. Le ghiandole sottomandibolari sono situate sotto la mandibola e secernono una miscela di saliva dei tipi sieroso e mucoso. Le ghiandole sublinguali sono collocate sotto la lingua e il loro secreto per natura principalmente mucoso. Le parotidi sono poste nel tessuto sottocutaneo della faccia che ricopre i rami mandibolari e il loro secreto per natura sieroso.

PRODUZIONE E SECREZIONE DELLA SALIVA

In linea generale, gli individui adulti sani producono 500-1500 mL di saliva al giorno, al tasso di circa 0,5 mL/min (8), ma diverse condizioni fisiologiche e patologiche possono modificare la produzione di saliva sia in termini quantitativi che qualitativi. Lolfatto e il gusto stimolano la produzione e la secrezione di saliva, come pure la masticazione, lo stato ormonale e psicologico, certi farmaci, let, le influenze ereditarie, ligiene orale e lesercizio fisico (9). Le ghiandole salivari sono costituite da cellule epiteliali specializzate le cui unit secretorie di base sono grappoli di cellule definiti acini. Queste cellule possono essere classificate in cellule sierose, che secernono un fluido simile allacqua, essenzialmente privo di mucine, e cellule mucose, che producono un secreto molto ricco di mucina. Le cellule acinari secernono un fluido che contiene acqua, elettroliti, muco ed enzimi che, fuori dallacino, fluisce nei dotti collettori. Inoltre, le cellule acinari producono e secernono anche -amilasi, un enzima che degrada lamido in glucosio. Ancora, la composizione della saliva varia in funzione della secrezione salivare, sia essa basale o stimolata (10). Ciascun tipo di ghiandola salivare secerne un tipo caratteristico di saliva; per esempio, la parotide produce saliva di tipo sieroso, mentre la ghiandola sublinguale secerne saliva prevalentemente mucosa. La saliva contiene anche componenti che non provengono dalla ghiandola salivare, comprendenti il fluido crevicolare gengivale, siero trasudato dalla mucosa e da focolai infiammatori, cellule epiteliali e del sistema immunitario e

Il ruolo principale della saliva di proteggere e mantenere integro il tratto superiore della mucosa del

BIOMOLECOLE PRODOTTE NELLE GHIANDOLE SALIVARI E LORO FUNZIONE NEL CAVO ORALE

Figura 1 Percentuale di proteine identificate nei 4 tipi di ghiandole salivari [adattato da Miller et al. (30)]. biochimica clinica, 2012, vol. 36, n. 2 127

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tubo digerente, facilitando importanti funzioni. La creazione di uno strato lubrificante, che contiene mucine, PRPs e acqua, aiuta la lubrificazione delle superfici dure e molli della bocca ed importante per la fonazione, la masticazione e la deglutizione (11). Lattivit di tampone e la capacit depurante della saliva sono dimostrate dalla sua capacit di regolare il pH del cavo orale. Ad esempio, il pH in bocca comincia a scendere dopo lingestione di cibo e, dopo un certo periodo di tempo, ritorna al suo valore originale a riposo per effetto del potere tampone della saliva. Il cavo orale costantemente risciacquato dalla saliva, che rimuove residui di cibo e microrganismi, mantenendo cos ligiene orale (12). Il mantenimento dellintegrit dei denti e della mucosa da parte della saliva e la sua azione antibatterica e antivirale sono da attribuire soprattutto alle mucine salivari, che si legano ai batteri e prevengono ladesione batterica allo smalto dei denti. La saliva contiene anche lisozima, un enzima che lisa i batteri e previene la crescita di popolazioni batteriche in bocca. La capacit di rimineralizzazione della saliva mediata da calcio, fosfato, staterina e PRPs anionici. La percezione gustativa e la digestione dei carboidrati si ottengono grazie all-amilasi presente nella saliva, che degrada i carboidrati trasformandoli in zuccheri semplici, mentre la lipasi salivare inizia la digestione dei grassi (13). Nelluomo, la quantit e la composizione della saliva secreta dipendono da fattori quali tasso di flusso, ritmo circadiano, tipo e dimensione della ghiandola salivare, durata e tipo dello stimolo, dieta, farmaci, et, genere, gruppo sanguigno e condizioni fisiologiche (14). I componenti organici della saliva, proteine e glicoproteine, sono sintetizzati dalle cellule secretorie. Allinterno delle cellule si pu formare un legame covalente con zuccheri, fosfati e/o solfati. Le proteine salivari sono espresse in maniera differente nelle singole ghiandole. Ad esempio, la cistatina C secreta dalla ghiandola sottomandibolare, mentre la mucina MUC5B e la calgranulina sono secrete dalla ghiandola sublinguale (15). Una lista completa delle pi importanti proteine presenti nella saliva umana riportata in Tabella 1. In aggiunta, ci sono pi di 1200 differenti proteine che insieme formano solo il 2% di tutte le proteine salivari. Numerose malattie, quali la sindrome di Sjgren (SS), la sindrome di Prader-Willi, la carie dentale e disordini correlati allo stress, sono associate ad alterazioni salivari (16). SS una condizione autoimmune e la presenza di autoanticorpi nella saliva uno dei suoi criteri diagnostici (17). In aggiunta, Ryu et al. (18) hanno trovato un aumento delle proteine infiammatorie (2-microglobulina, lattoferrina, peptide di congiunzione J delle immunoglobuline, recettore per le immunoglobuline polimeriche, lisozima C e cistatina C) e una riduzione delle proteine acinari (PRPs, amilasi e anidrasi carbonica VI) nella saliva di pazienti con SS in confronto a soggetti senza la patologia. Inoltre, Hu et al. (19), utilizzando lelettroforesi bidimensionale su gel (2D) e la cromatografia liquida (LC) - spettrometria di massa tandem (MS) e il profilo trascrittomico, hanno identificato
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nella saliva intera 25 proteine e 27 marcatori trascrittomici significativamente modificati nei pazienti con SS. Unulteriore valutazione ha portato alla validazione pre-clinica di 3 marcatori proteomici (2microglobulina, catespina D e -enolasi) e di 3 marcatori trascrittomici (antigene nucleare di differenziazione delle cellule mieloidi, proteina guanilato-legante 2 e recettore IIIb a bassa affinit per il frammento Fc delle IgG) nella saliva (20). La sindrome di Prader-Willi un disordine genetico associato con anomalie del cromosoma 15 e uno studio recente ha dimostrato che la saliva dei pazienti affetti da questa sindrome meno abbondante e pi viscosa e schiumosa della saliva di un gruppo di controlli sani (21).

Da un punto di vista biochimico, i pi importanti costituenti della saliva sono le proteine. La saliva umana contiene una pletora di sostanze che possono fornire informazioni utili per la sorveglianza della salute e del benessere generali, della patogenesi di alcune malattie e della salute del cavo orale. Lanalisi completa e lidentificazione del contenuto del proteoma salivare umano il primo passo verso la scoperta di nuove biomolecole salivari associate nelluomo allo stato di salute o di malattia. Gli studi proteomici della saliva umana hanno come obiettivo lidentificazione e la caratterizzazione di nuovi peptidi e proteine che manifestino a livello ghiandolare e/o in presenza di varie condizioni patologiche unattivit biologica. Il saliva proteome knowledge base (http://www.skb.ucla.edu) il primo archivio elettronico mondiale che centralizza i dati proteomici, annota le proteine salivari identificate ed accessibile al pubblico. Quando indagano per identificare le proteine associate a una malattia, i ricercatori tendono ad adottare un approccio di scoperta (svelare lintero proteoma) e/o un approccio mirato, per cui un numero selezionato di proteine viene ulteriormente validato in uno specifico ambito clinico. Ognuno dei due approcci ha vantaggi e svantaggi. Le tecniche biochimiche tradizionali, quali LC, gel elettroforesi, elettroforesi capillare, risonanza magnetica nucleare, MS, tecniche immunochimiche e analisi con sonde di lectina sono state ampiamente utilizzate nei lavori sul proteoma salivare (22, 23). Per identificare le proteine presenti nella saliva parotidea, Hardt et al. (24) hanno usato la 2D SDS-PAGE per separare le proteine prima dellanalisi in MS. Quando per identificare le proteine salivari si utilizzano i metodi di proteomica tradizionali, le proteine vengono dapprima separate mediante 2D SDS-PAGE. Le macchie puntiformi (spot) ottenute mediante 2D SDSPAGE vengono ritagliate, digerite con enzimi triptici e quindi sottoposte ad analisi in MS. Questi metodi sono stati utilizzati per identificare peptidi nellintervallo di 1-6 kDa (istatine, cistatine e PRPs) e proteine con PM medio-alto (14). Combinando LC-MS con 2D-MS, i ricercatori hanno identificato pi di 1050 proteine nella

ANALISI GLOBALE DEL PROTEOMA SALIVARE

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Tabella 1 Lista delle principali proteine presenti nella saliva umanaa Proteina, % PRPs, 37% Struttura e/o famiglia di proteine PM, kDa

Ghiandole di origine Principali componenti delle secrezioni salivari della parotide e della sottomandibolare Nella saliva parotidea (60-120 mg/dL) e nella saliva sottomandibolare (~25 mg/dL)

Funzione

Riferimento

15-18

-Amilasi, Glicoproteina 20%

62-67

Omeostasi minerale; neutraliz- Bennick zazione di sostanze tossiche (58) della dieta; protezione dei tessuti sottostanti contro lattacco proteolitico dei microorganismi Degrada lamido in zuccheri Edgar semplici; svolge una funzione (11) antibatterica in bocca; coinvolta nella lubrificazione dei tessuti

Mucine, 20%

MUC5B: mucina oligomerica (con variazioni interindividuali del grado di glicosilazione O-glicanico) che forma una struttura a rete simile a un gel; MUC7: si trova principalmente nella fase solubile della saliva, con piccola o nessuna variazione individuale

300-400

Prodotte nella ghian- Protezione dei tessuti sottoWalz et al. dola parotide stanti contro lattacco proteoli- (59) tico dei microrganismi; citoprotezione; lubrificazione; protezione contro la disidratazione; mantenimento della viscosit e dellelasticit della saliva nelle secrezioni Prodotte nelle ghiandole parotide, sottomandibolare e sottolinguale Funzione antibatterica e antivi- Walz et al. rale; regolano il metabolismo (59) proteico; aiutano a proteggere il tessuto contro lattacco proteolitico dei microorganismi; aiutano la mineralizzazione

Cistatine, Appartengono a una famiglia 8% eterogenea di proteine, con un consensus conservato di amminoacidi nel loro sito attivo Albumina, Proteina globulare, monomerica 6% IgA solubili, 3% Globulina, anticorpo Globulina, anticorpo

10 e 15

65-66,5

~160 ~150 12

Prodotta nelle ghian- Proteina di trasporto; proteina Libby et al. dole parotide, sotto- negativa di fase acuta; (43) mandibolare e sotto- sostanza tampone linguale Presenti nella saliva parotidea e sottomandibolare Presenti nella saliva parotidea e sottomandibolare Presenti nella saliva parotidea lmmunit

IgG, 2%

Staterine, Fosfoproteine 1%

Risposta immunitaria seconda- Korsrud e ria; lega molti patogeni e proBrandtzaeg tegge lorganismo contro di essi (60) Inibisce la crescita del cristallo Yao et al. di idrossiapatite; protezione (61) dei tessuti sottostanti contro lattacco proteolitico dei microrganismi; citoprotezione; lubrificazione; mantenimento della viscosit e dellelasticit della saliva nelle secrezioni

Korsrud e Brandtzaeg (60)

Istatine, NA

Una famiglia di peptidi correlati neutri e basici, ricchi di istidina

3 e 4,5

aScarano et al. (26), Lamkin and Oppenheim (27) e Levine (57). PRPs, peptidi ricchi di prolina; NA, percentuale non disponibile.

Presenti in tutti i 3 tipi Funzione anticandida e antimi- Hardt et al. di ghiandole crobica; formazione della pelli- (24); Yao et cola acquisita; partecipazione al. (61) alla dinamica di mineralizzazione dei fluidi della bocca e inibizione del rilascio di istamina dai mastociti, che ne suggeriscono un ruolo nella regolazione dellinfiammazione orale.

saliva intera particolarmente identificazione di Negli ultimi

(22). adatta proteine anni, i

Questa combinazione alla separazione e alla e peptidi a basso PM (25). ricercatori hanno utilizzato

approcci proteomici per focalizzarsi su unampia caratterizzazione, qualitativa e quantitativa, del peptidoma e del proteoma salivari in varie condizioni fisiologiche e patologiche. Questi studiosi, eseguendo
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studi di proteomica della saliva umana, hanno caratterizzato 4 tipi principali di proteine salivari: PRPs, staterine, cistatine e istatine (26). Queste proteine giocano un ruolo chiave nel mantenere lintegrit strutturale dei denti nel cavo orale, in particolare controllando lequilibrio tra demineralizzazione e rimineralizzazione dello smalto dentale (27). Lanalisi globale della saliva umana intera (22, 28) e della saliva delle singole ghiandole ha rivelato profili proteici specifici per ciascun tipo ghiandolare (24, 29). La saliva intera stata al centro di molti dei primi studi proteomici. Schipper et al. (14) hanno identificato circa 1100 proteine nella saliva intera (650 nella saliva parotidea/sottomandibolare e 50 nella saliva sublinguale) e Denny et al. 1166 proteine nella saliva intera (914 nella saliva parotidea e 917 in quella sottomandibolare/sottolinguale) (29). Un recente lavoro condotto in diversi laboratori ha catalogato un totale di 2290 proteine nella saliva intera, dove stato trovato anche il 27% circa delle proteine plasmatiche. La Figura 1 illustra la percentuale di proteine identificate nelle ghiandole salivari (30). Quando si confrontano le proteine identificate nelle ghiandole parotidi, si osserva una seppur ridotta sovrapponibilit dei dati, a causa dei differenti approcci metodologici e delle differenti tecnologie utilizzate per la scoperta di queste biomolecole. La Tabella 2 fornisce una breve descrizione delle molecole proteiche scoperte nella saliva e delle loro funzioni.

La maggior parte delle sostanze organiche della saliva sono prodotte a livello locale, nelle ghiandole salivari, ma alcune molecole passano dal sangue alla saliva. Diversi meccanismi, sia intra- che extracellulari, permettono alle molecole di essere trasportate dal sangue alla saliva. Le biomolecole raggiungono la saliva sia mediante diffusione passiva (molecole lipofile quali gli ormoni steroidei) che mediante trasporto attivo di proteine attraverso un meccanismo recettoriale (legame ligando-recettore) (31).

PASSAGGIO DI BIOMOLECOLE DAL SANGUE ALLA SALIVA

Per le sostanze del sangue, il percorso pi comune per passare nella saliva tramite diffusione passiva (Figura 2). I capillari che circondano le ghiandole salivari risultano perfettamente porosi per molte piccole molecole. Una molecola sierica che raggiunge la saliva per diffusione deve attraversare 5 barriere: la parete capillare, lo spazio interstiziale, la membrana basale delle cellule acinari o duttali, il citoplasma delle cellule acinari o duttali e la membrana luminale delle cellule (32). La capacit di una molecola di diffondere passivamente attraverso le membrane cellulari dipende in parte dalla sua dimensione e in parte dalla sua carica elettrica. Se una molecola polare per natura o si separa in ioni dotati di carica una volta in soluzione, avr vita dura a passare attraverso le membrane delle cellule duttali, che sono costituite da fosfolipidi. Ad esempio, gli ormoni steroidei sono relativamente piccoli come dimensione e la maggior parte di essi composta da acidi grassi, per cui tendono a passare per diffusione in maniera relativamente facile. Altre molecole, legate a proteine di trasporto di grandi dimensioni, come lalbumina, risultano troppo grandi per entrare attraverso questa via (33). Il secondo meccanismo di entrata delle molecole nella saliva il trasporto attivo attraverso le cellule secretorie delle ghiandole, che il percorso utilizzato dalle IgA secretorie (SIgA). Ad esempio, unIgA polimerizzata, secreta dai B-linfociti situati in stretta prossimit delle cellule salivari, viene poi legata dai recettori per le IgA presenti sulle cellule acinari e quindi rilasciata nella saliva (34). stato dimostrato che la secrezione di SIgA aumentata dalla stimolazione nervosa delle ghiandole salivari, ma non si ancora capita lesatta modalit con cui il trasporto viene accelerato (35). Ci deve essere un limite di soglia alla velocit di trasporto, perch noto che, quando il flusso salivare viene stimolato, la concentrazione di SIgA nella saliva diminuisce (36).

Diffusione

Trasporto attivo

Figura 2 Illustrazione del trasporto di biomolecole dal sangue capillare alla saliva. 130 biochimica clinica, 2012, vol. 36, n. 2

Ultrafiltrazione

Lultrafiltrazione (un meccanismo extracellulare), il

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Tabella 2 Biomolecole rilevate contemporaneamente nel sangue e nella saliva umani Molecola Funzione Popolazione sana Concentrazioni salivari Concentrazioni ematiche Valori clinicamente significativi Concentrazioni salivari Concentrazioni ematiche

Infarto acuto del miocardio cTnI CK-MB NT-proBNP BNP Proteina proinfiammatoria Coinvolta nel metabolismo muscolare Inibisce la secrezione e gioca un ruolo chiave nellomeostasi cardiovascolare Inibisce la secrezione e gioca un ruolo chiave nellomeostasi cardiovascolare 70 ng/L [Bowman (47)] 130 ng/L [Bowman (47)] NA 14,6 ng/L [Bowman (47)] <0,05 g/L [Conway Morris et al. (62)] NA <54 ng/L [Caggiari et al. (63)] <55 ng/L [Caggiari et al. (63)] NA NA NA NA >0,05 g/L [Conway Morris et al. (62)] 3,3-7,9 g/L [Denny et al. (29)]

54-251 ng/L [Caggiari et al. (63)] 55-251 ng/L [Caggiari et al. (63)]

Malattia cardiovascolare (CVD) PCR Mioglobina Proteina di fase acuta 590 ng/L [Bowman (47)] <6 mg/L [Conway Morris et al. (62)] NA >6 mg/L [Conway Morris et al. (62)]

Immagazzina ossigeno a livello 240 ng/L intracellulare e ne facilita la [Bowman (47)] diffusione transcellulare Processi infiammatori e immuno-mediati 807 ng/L [Bowman (47)]

30 g/L NA [CortezDiagnostics, Inc. (64)] 59 g/L [Ridker (45)] NA

528 g/L [Stone et al. (65)] >260 g/L [Ridker (45)]

sICAM-1

CVD e cancro orale IL-18 TNF- sVCAM-1 Induce la produzione di interferone- dalle cellule T Induce la morte cellulare per apoptosi o necrosi 150 ng/L [Bowman (47)] 67,4 ng/L [Bowman (47)] 34,2-68,2 ng/L [Mallat et al. (66)] 0,89 ng/L [(Milani et al. (67)] <600 g/L [Straub et al. (69)] NA NA 166,3 ng/L [Miller et al. (5)] 53,6-602,5 ng/L [Mallat et al. (66)] 15,6 ng/L [Aydin et al. (68)] >600 g/L [Straub et al. (69)] >10 ng/L [Conway Morris et al. (62)] NA

Media ladesione di linfociti, NA monociti, eosinofili e basofili allendotelio vascolare; ha un ruolo nello sviluppo dellaterosclerosi e dellartrite reumatoide Trasduzione di segnale, proliferazione, infiammazione, apoptosi Attivazione, ricircolazione e indirizzamento dei linfociti; ematopoiesi; metastatizzazione dei tumori 212,8 ng/L [Miller et al. (5)] NA

IL-1 CD40

<10 ng/L [Conway Morris et al. (62)] 2,9 g/L [Caggiari et al. (63)]

753,7 ng/L [Miller et al. (5)] NA

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segue Molecola Funzione Popolazione sana Valori clinicamente significativi

Concentrazioni Concentrazioni Concentrazioni Concentrazioni salivari ematiche salivari ematiche

Cancro orale Mucine 5B e 7 Fibronectina Antibatterica e antivirale; rivestimento dei tessuti; lubrificazione, digestione NA NA 0,9-1,6 mg/L [Castellanos et al. (70)] NA NA NA 3,4-5,9 mg/L [Castellanos et al. (70)]

Processi di adesione e migrazione NA cellulare, comprese embriogenesi, riparazione delle lesioni, coagulazione del sangue, difesa dellospite, metastatizzazione dei tumori

Carcinoma della mammella HER2 Sovraespressione: stimolazione della proliferazione cellulare in numerosi tumori maligni, compresi quelli di mammella e ovaio. NA NA NA 10 pmol/L [Nicholson et al. (71)] NA

S100B

Regolazione di processi cellulari 7 ng/L NA quali la progressione del ciclo cel- [Bowman (47)] lulare; differenziazione Funzione di protezione dal legame NA con i patogeni e anche funzioni legate alla capacit di comunicazione intercellulare Decomposizione degli organuli cellulari, parte nella riparazione delle lesioni NA NA NA

NA

Mucina 1

NA

NA

Catepsina D Proteina tumorale p53

NA NA

NA NA

Regola i geni bersaglio che inducono larresto del ciclo cellulare, lapoptosi, la senescenza, la riparazione del DNA o cambiamenti nel metabolismo

45,2 nmol/L [Foekens et al. (72)] NA

cTnI, isoforma cardiaca della troponina I; NA, non disponibile; CK-MB, isoenzima MB della creatinchinasi; NT-proBNP, frammento amminoterminale del propeptide natriuretico di tipo B; BNP, peptide natriuretico di tipo B; PCR, proteina C-reattiva; sICAM-1, molecola di adesione intercellulare solubile di tipo 1; IL-18, interleuchina 18; TNF-, fattore di necrosi tumorale-; sVCAM-1, molecola di adesione cellulare vascolare solubile di tipo 1; IL-1, interleuchina 1; HER2, recettore 2 del fattore di crescita umano dellepidermide; S100B, proteina S100B legante il calcio.

terzo meccanismo di trasporto di molecole dal sangue alla saliva, la filtrazione attraverso gli spazi compresi tra le cellule acinari e duttali (Figura 2). Per seguire questo tipo di trasporto nella saliva, le molecole devono essere relativamente piccole. Si ritiene che gli steroidi solfatati e i solfati di estriolo, che non possono passare attraverso il doppio strato fosfolipidico delle membrane cellulari a causa delle loro cariche elettriche, entrino principalmente attraverso questa via. Le sostanze sopracitate sono pi lente a migrare nella saliva degli ormoni steroidei neutri (33). Inoltre, lultrafiltrazione di molecole avviene anche attraverso le giunzioni comunicanti delle cellule delle unit secretorie
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(connessione intercellulare). Solo le molecole che sono <1900 Da (quali acqua, ioni, catecolammine e steroidi) vengono trasferite mediante meccanismo di ultrafiltrazione e le loro concentrazioni nella saliva sono da 300 a 3000 volte pi basse che nel plasma. In aggiunta, i componenti del siero possono anche raggiungere la saliva attraverso il fluido crevicolare (prodotto dallepitelio sulculare della mucosa orale). La trasudazione di sostanze plasmatiche nella cavit orale, sia dal fluido crevicolare che direttamente dalla mucosa buccale, unaltra via attraverso la quale le molecole vengono trasportate nella saliva. La presenza nella saliva di alcune molecole plasmatiche tipiche (come

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Figura 3 Localizzazione delle ghiandole salivari nel cavo orale. Sono illustrati i biomarcatori identificati di potenziale importanza le cui concentrazioni aumentano nella saliva durante uninfiammazione locale (malattia del periodonto) e durante uninfiammazione sistemica (sviluppo di placca aterosclerotica nelle arterie). MPO, mieloperossidasi; ICAM, molecola di adesione intercellulare; VCAM, molecola di adesione della cellula vascolare; sCD40L, ligando solubile del CD40; PlGF, fattore di crescita placentare; PAPP-A, plasmaproteina-A associata alla gravidanza; vWF, fattore di von Willebrand; CK-MB, isoenzima MB della creatinchinasi; BRCA, geni e proteine BRCA del carcinoma della mammella; S100, frazione della proteina S100 legante il calcio; MUC, mucina; EGFR, recettore del fattore di crescita epidermale; MMP, metalloproteasi di matrice.

lalbumina) dipende meccanismo (31).

principalmente

da

questo

USO POTENZIALE DELLA DIAGNOSTICA SALIVARE

Lampio spettro di sostanze presenti nella saliva pu fornire informazioni utili per applicazioni clinicodiagnostiche. La saliva una matrice biologica favorevole perch il suo prelievo non invasivo e il processo di raccolta relativamente privo di stress, per cui si possono eseguire prelievi multipli senza creare al donatore troppo disagio. La saliva facile da raccogliere, conservare e trasportare; ci non richiede personale altamente qualificato e, in confronto al sangue e ad altri fluidi corporei, pi sicura da maneggiare per il personale ospedaliero. Inoltre, la saliva un fluido in tempo reale poich le ghiandole salivari sono ghiandole esocrine che producono profili proteici indicativi dello stato di salute e del benessere di un individuo al momento della raccolta. Queste caratteristiche rendono possibile controllare numerosi biomarcatori nei bambini, anche i pi piccoli, negli individui anziani e nei pazienti

non collaboranti, cos come in circostanze in cui campioni di sangue e urine non siano disponibili. I biomarcatori potenzialmente rilevanti, le cui concentrazioni salivari sono aumentate durante uninfiammazione locale e sistemica, sono presentati nella Figura 3. La ricerca, sia di base che clinica, per sviluppare metodi di analisi della saliva si sta sviluppando. La saliva intera pi frequentemente utilizzata nella diagnosi di malattie sistemiche, perch la saliva pu essere facilmente raccolta e, cosa ancora pi importante, essa contiene costituenti presenti anche nel siero. Alcune malattie sistemiche interessano, direttamente o indirettamente, le ghiandole salivari e possono influenzare la quantit e la composizione della saliva. Le proteine salivari hanno anche un valore diagnostico per le malattie sistemiche (2). Sebbene i componenti del proteoma siano logicamente la prima scelta come analiti di diagnostica salivare, i bersagli genomici sono emersi come biomarcatori altamente informativi e in grado di discriminare tra differenti condizioni. Il futuro della diagnostica salivare dipende dallassemblaggio di pannelli di biomarcatori da utilizzare come strumenti di
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screening per migliorare accuratezza e specificit diagnostiche. Un singolo biomarcatore pu non essere sufficientemente affidabile per permettere ai ricercatori di definire la patogenesi della malattia in esame. Limpiego di combinazioni di biomarcatori pu invece fornire una formidabile informazione diagnostica aggiuntiva. Fin qui ci siamo principalmente concentrati a esaminare informazioni sui biomarcatori proteici e sulla loro potenziale utilit nella diagnosi, prognosi e stadiazione di malattia. Abbiamo anche selezionato due malattie con un effetto diretto sulla vita dei pazienti e ne discuteremo per evidenziare il progresso avvenuto nello sviluppo di biomarcatori salivari a scopo diagnostico (Tabella 2).

Accurate misure del tasso di flusso e della composizione salivare sono essenziali per molti protocolli clinici, sperimentali e diagnostici. La saliva pu essere raccolta in condizioni di assenza (a riposo) o in presenza di stimolazione, come descritto in dettaglio da Navazesh (37). In breve, la saliva dellintera bocca pu essere raccolta a riposo con il metodo di drenaggio (si lascia sgocciolare la saliva dal labbro inferiore in un piccolo imbuto collegato alla provetta di raccolta, NdT), il metodo dello sputo (il paziente sputa la saliva, accumulata sul pavimento della bocca, ogni 60 s, NdT), il metodo del tampone (il tampone si imbeve di saliva tenendolo in bocca e masticandolo, NdT) e il metodo di suzione (la saliva viene aspirata con lausilio di un aspiratore, NdT). La saliva dopo stimolazione si raccoglie sia facendo masticare al paziente un pezzo di paraffina che applicandogli sulla lingua 0,1-0,2 mol/L (circa 1 goccia) di acido citrico. Inoltre, la saliva pu essere prelevata dalle singole ghiandole per incannulamento dei dotti ghiandolari o mediante applicazione di specifici sistemi di prelievo sullarea di emergenza dei dotti ghiandolari (37). Tuttavia queste procedure sono complesse, lente e invasive e richiedono personale qualificato. Attualmente, ci sono aziende che producono e commercializzano sistemi di prelievo della saliva per fini diagnostici o di ricerca. Questi comprendono: i tamponi buccali Salimetrics (http://www.salimetrics.com), Oasis Diagnostics VerOFy I/II, DNASAL (http://www.4saliva.com), il sistema di prelievo OraSure HIV, OraSure Technologies (http://www.orasure.com), il sistema di prelievo per droghe dabuso CoZart (http://www.concateno.com) e il sistema di prelievo Greiner Bio-One (http://www.gbo.com).

Metodi di prelievo della saliva

salivari per lo screening delluso di droghe e alcol, consentono di combattere labuso di queste sostanze e sono anche utilizzati dai datori di lavoro (39, 40). Inoltre, lutilizzo dellanalisi salivare di ormoni in molti campi di ricerca clinica e di base stato descritto in numerosi lavori scientifici (41). Lera della post-genomica offre lopportunit di un approccio semplice e parallelo alla genomica e alla proteomica. Le innovative tecnologie di miniaturizzazione, abbinate alla scoperta di biomarcatori di malattia, che va di pari passo, aprono le porte allo sviluppo di metodi per individuare le malattie e sorvegliare lo stato di salute e di malattia. Si avverte un grande bisogno di strumenti diagnostici pratici e accurati per esami di point-of-care (POCT), che possono essere utilizzati in maniera non invasiva. Questo aspetto di particolare importanza nei paesi in via di sviluppo, dove molti fattori di rischio per la salute pubblica e molte malattie rimangono scarsamente definiti e i pazienti ricevono diagnosi e trattamenti inappropriati. Inoltre, sono disponibili poche informazioni sullimpatto della malattia per guidare le decisioni sanitarie su scala di popolazione e i POCT salivari potrebbero rappresentare una grande opportunit. Attualmente, non esistono sistemi POCT specifici per la saliva, che permettano diagnosi e/o screening rapidi di malattie. Tuttavia, in questo ambito, quando la saliva stata utilizzata come matrice biologica su strumenti portatili, si sono registrati dei progressi (3, 38).

importante sottolineare che i biomarcatori per la diagnostica salivare sono diversi dai convenzionali biomarcatori del siero (38). Uno degli ostacoli tecnici sulla strada dello sviluppo della diagnostica salivare la concentrazione pi bassa (da 100 a 1000 volte) degli analiti rilevati nella saliva rispetto al sangue. Gli esami
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PROGRESSI TECNOLOGICI CHE RENDONO POSSIBILE LA DIAGNOSTICA SALIVARE

Linfiammazione stata identificata come causa dellaterosclerosi (42, 43), una condizione associata alla deposizione di lipidi nel rivestimento interno delle arterie, che progressivamente porta allinfarto acuto del miocardio (IMA), definito anche come attacco cardiaco. Un considerevole numero di pazienti con malattia cardiaca non presenta fattori di rischio consolidati (iperlipidemia, ipertensione e familiarit). A differenza dei soggetti con colesterolo LDL aumentato, i soggetti con concentrazioni plasmatiche aumentate di proteina C-reattiva (PCR), una proteina di fase acuta prodotta dal fegato durante i processi infiammatori, spesso non sono consapevoli di essere a rischio di sviluppare CVD e, pertanto, possono non richiedere un consulto medico per abbassare il loro grado di rischio. Una concentrazione aumentata di PCR richiede ulteriori indagini, perch potrebbe essere imputabile alla CVD. Il recente studio JUPITER (Justification for the use of statins in prevention: an intervention trial evaluating rosuvastatin), uno studio multicentrico randomizzato in doppio cieco (44, 45), che ha incluso pi di 17.000 uomini e donne apparentemente sani di 26 nazioni, ha dimostrato che nei soggetti apparentemente sani senza iperlipidemia, ma con concentrazioni aumentate di PCR, la prescrizione della rosuvastatina (un farmaco ipolipemizzante) riduceva significativamente lincidenza di eventi cardiovascolari maggiori. Attualmente i clinici stanno considerando se inserire la determinazione della PCR come fattore aggiuntivo di rischio nella carta del rischio cardiovascolare

Malattia cardiovascolare

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di Framingham. importante che due studi recenti abbiano dimostrato che possibile rilevare la PCR nella saliva (38, 46). Il primo ha documentato su 15 volontari sani concentrazioni salivari di PCR di 5-600 ng/L in confronto a concentrazioni di PCR aumentate, da 65 a 11.500 ng/L, rilevate in 15 pazienti con malattie del periodonto. La presenza di molecole di PCR nella saliva offre unopportunit per sviluppare un approccio non invasivo alla definizione del rischio cardiovascolare. Tuttavia, gli intervalli di riferimento della PCR salivare e la loro correlazione con le concentrazioni del siero non sono ancora stati dettagliatamente esaminati. La bassa concentrazione di PCR nella saliva rende necessaria la disponibilit di tecnologie di misura ad alta sensibilit (47). I pazienti con dolore toracico acuto e sospetto di IMA rappresentano unimportante sfida diagnostica, economica e organizzativa. Nella situazione odierna, per un paziente con IMA il percorso clinico comprende, nella valutazione iniziale, un elettrocardiogramma e il prelievo di un campione di sangue da inviare in laboratorio per la determinazione dei marcatori cardiospecifici. Si definisce lIMA mediante lincremento e/o la diminuzione della troponina cardiaca (cTn), con almeno un valore superiore al limite superiore dellintervallo di riferimento scelto al 99 percentile della distribuzione dei valori, associato allevidenza clinica di ischemia miocardica (48). A dispetto degli enormi progressi, un consistente numero di casi di IMA non viene riconosciuto o viene diagnosticato troppo tardi per instaurare terapie efficaci, giustificando unelevata mortalit nelle societ occidentali. Secondo un recente lavoro, in molti reparti di Pronto Soccorso la valutazione clinica di un sospetto IMA richiede 60 min per il 25% dei pazienti (49). Attualmente, per una analisi rapida su sangue intero la determinazione della cTn pu essere eseguita con sistemi POCT: tuttavia, queste indagini sono invasive. Uno studio recente di Floriano et al. (38) ha documentato la presenza di cTnI nella saliva, ma con una scarsa potenzialit diagnostica. Questo il solo studio pubblicato che ha studiato le potenzialit diagnostiche della saliva nei pazienti con IMA.

(TNF-), linterleuchina-1 (IL-1), IL-6, IL-8, lantigene polipeptidico tissutale e il CA 125 (50). Queste proteine, qualora fossero definitivamente validate su unampia coorte di pazienti, potrebbero essere potenzialmente utili per la diagnosi del cancro della bocca allo stadio precoce di polipo (50). Inoltre, anche il mRNA umano risultato un esame promettente per la diagnosi dei carcinomi del cavo orale (51).

Cancro della bocca

Il cancro della bocca si pu sviluppare in qualsiasi parte del cavo orale o dellorofaringe. Esso ha una prognosi severa, con un tasso di sopravvivenza a 5 anni del 40%-50%. In corso di metastatizzazione del carcinoma della bocca, le cellule squamose si muovono attraverso il sistema linfatico e compaiono in primo luogo nei linfonodi del collo contigui, potendo poi diffondersi a collo, polmoni e altre parti del corpo. Attualmente non esistono biomarcatori salivari clinicamente validati per la diagnosi e la valutazione prognostica del cancro della bocca. Tuttavia, studi recenti hanno documentato lesistenza di proteine espresse differentemente nella saliva di pazienti con cancro della bocca rispetto ai controlli sani (Tabella 2). Queste comprendono il fattore di necrosi tumorale-

Streckfus et al. (52) hanno sviluppato un metodo per determinare nella saliva biomarcatori per il carcinoma della mammella e hanno documentato che il recettore 2 del fattore di crescita umano dellepidermide (HER2, cerbB-2) e il CA 15-3 sono i marcatori prognostici pi attendibili della malattia. HER2 stato rilevato con una sensibilit diagnostica del 78%-93% e una specificit del 70%-80%. Questo marcatore ha rivoluzionato il trattamento del carcinoma mammario di stadio avanzato, ma si rivelato efficace solo in un piccolo gruppo di pazienti nelle quali questi recettori sono sovraespressi. Anche i recettori solubili del HER-2 sono stati individuati nella saliva (52). Questo non significa che un esame salivare possa rimpiazzare le indagini di screening del carcinoma della mammella, quali la mammografia e la visita senologica eseguita dallo specialista. Tuttavia, se si dimostrasse vantaggioso, un esame salivare potrebbe rappresentare un valido completamento di questi metodi di screening consolidati o potrebbe essere impiegato come esame di monitoraggio, qualora uno screening mammografico rilevasse unanomalia alla mammella. Oltre a individuare il carcinoma della mammella, lesame della saliva per la ricerca di HER2 pu essere utilizzato come strumento diagnostico accessorio per definire lefficacia della terapia nelle pazienti con carcinoma della mammella. Pi recentemente, Zhang et al. hanno scoperto 8 tipi di mRNA e un biomarcatore proteico che sono stati preliminarmente validati per la rilevazione del carcinoma della mammella, mostrando valori di area sotto la curva ROC pari a 0,66-0,96 (53). Questo lavoro fornisce il presupposto sperimentale per limpiego dei biomarcatori salivari nellindividuazione del carcinoma della mammella. Questa capacit di discriminazione dei biomarcatori salivari apre la via a uno studio di validazione con un disegno prospettico di raccolta dei campioni e una valutazione retrospettiva in cieco dei risultati. Facendo seguito ai lavori condotti alla fine degli anni 60, che indicavano che la concentrazione di calcio salivare aumentava nei pazienti con fibrosi cistica (54), si visto che la saliva possedeva le potenzialit per risultare un importante materiale diagnostico. Tuttavia, la crescita di opportunit diagnostiche legate alla saliva stata rallentata, soprattutto a causa delle limitazioni legate alla scarsa sensibilit delle tecnologie di
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Carcinoma della mammella

Prospettive future nella diagnostica salivare

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rilevazione e della scarsa conoscenza della biologia salivare, in particolare delle variazioni circadiane delle biomolecole salivari e della correlazione tra biomarcatori plasmatici e salivari. Quattro aziende commercializzano esami salivari, autorizzati dalla Food and Drug Administration americana. Le strutture sanitarie possono utilizzare questi test per rilevare gli anticorpi anti-HIV e per determinare le concentrazioni di estrogeni, alcol e droghe dabuso. Il cittadino, tuttavia, ha accesso a molte pi tipologie di esami. Imprenditori di commercio elettronico, rispondendo alle richieste del mercato, offrono su Internet sistemi basati sulla saliva, utilizzabili anche a domicilio, per la determinazione di colesterolo, antigene prostatico specifico e molti ormoni (55). Alcuni studi hanno dimostrato che la ricerca degli anticorpi antiHIV nella saliva, che rappresenta il pi conosciuto degli strumenti diagnostici salivari, si avvicina alla sensibilit e alla specificit di un esame del sangue. Questo esame utilizzato soprattutto come strumento di screening poco costoso per valutare lidoneit di una persona a stipulare unassicurazione sulla vita. Saggi salivari per la ricerca di anticorpi anti-epatite A e B e anti-morbillo, varicella e rosolia potrebbero essere commercializzati in tempi brevi (55). Lesame della saliva per i marcatori del carcinoma mammario, che sar commercializzato da Medic Group USA, potrebbe essere disponibile entro due anni. Quando si considera lo sviluppo di un nuovo esame diagnostico, la sua utilit sar condizionata dalla accuratezza, dal rapporto costo-beneficio e dalla facilit di impiego. Gli esami di diagnostica salivare possono essere potenzialmente utilizzati per un ampio spettro di applicazioni, che comprendono programmi di screening di popolazione, diagnosi di conferma, stratificazione del rischio, definizione della prognosi e monitoraggio della risposta alla terapia. Utilizzando la diagnostica salivare sar reso possibile nel prossimo futuro lo screening di unintera popolazione per un certo tipo di malattia. Quando la saliva utilizzata come materiale diagnostico importante ridurre il numero degli effetti derivati da un risultato falsamente negativo o falsamente positivo dellesame, perch questi potrebbero pregiudicare la correttezza della diagnosi e del trattamento terapeutico del paziente. Prima che la diagnostica salivare divenga una realt nel processo clinico corrente per la diagnosi di cancro e di CVD, la scoperta di biomarcatori richiede unattenzione, uno sviluppo e una validazione ancora pi grandi, specialmente rispetto a quale pannello di biomarcatori correli con linsorgenza e la progressione della malattia. Per ottenere un pannello di biomarcatori a elevata sensibilit e specificit diagnostica sono necessarie sia unapplicazione che copra lintero proteoma che la scoperta di biomarcatori bersaglio. Ad esempio, lindividuazione precoce di CVD attraverso la rilevazione di biomolecole presenti nella saliva potrebbe portare a un intervento precoce riducendo, quindi, la morbilit e la mortalit associate alla malattia. In futuro, saranno necessari biomarcatori ad alta sensibilit e
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specificit diagnostica, sia usati singolarmente che in pannelli, affinch la saliva risulti un materiale diagnostico clinicamente utile. Infine, importante che la comunit scientifica si renda conto dellimportanza di sviluppare e validare i biomarcatori salivari utilizzando le linee guida disponibili per essere sicuri che vengano utilizzati solo i marcatori a pi elevata prestazione (56). Lo sviluppo di sistemi di analisi specifici e standardizzati, la definizione di appropriati intervalli di riferimento e limplementazione di studi clinici multicentrici renderanno nel prossimo futuro la diagnostica salivare una realt, specialmente per la diagnosi precoce della CVD e del cancro. Gli autori ringraziano per il supporto finanziario il Governo del Queensland, lUniversit del Queensland e il Consiglio delle Ricerche Australiano. Inoltre, gli autori sono grati al Professor David T.W. Wong dellUniversit della California, Los Angeles, per avere criticamente revisionato il manoscritto.

RINGRAZIAMENTI

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