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PROGETTAZIONE AGLI STATI LIMITE DI ELEMENTI STRUTTURALI IN CEMENTO ARMATO

Giovanni Di Luzio

Indice
1 1.1 1.2 Descrizione dellopera . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Normativa di riferimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13 13 16 19 19 22 27 3.1 3.2 3.3 Schematizzazione della struttura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Predimensionamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Analisi dei carichi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27 28 29 35 40 50 53 61 67 79 83 87

2 I materiali 2.1 2.2 3 Calcestruzzo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Acciaio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

4 Solaio 4.1 4.2 4.3 Determinazione delle azioni interne . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Armatura longitudinale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Veriche di resistenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

5 Travi 5.1 5.2 5.3 5.4 Determinazione delle azioni interne . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Armatura longitudinale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Armatura trasversale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Veriche di resistenza allo stato limite ultimo . . . . . . . . . . . . . . 3

5.5

Veriche agli stati limite di esercizio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

90 101

6 Pilastri 6.1 6.2 6.3

Analisi dei carichi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 101 Dimensionamento della sezione e delle armature . . . . . . . . . . . . . 102 Verica allo stato limite di tensioni in esercizio . . . . . . . . . . . . . . 106 111

7 Fondazioni 7.1 7.2 7.3 7.4 7.5 7.6

Veriche secondo NTC 2008 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 121 Terreno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 124 Dimensionamento della base di appoggio e dellaltezza . . . . . . . . . . 125 Dimensionamento delle armature . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 128 Veriche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 129 Travi di collegamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 131 133

8 Dettagli costruttivi

Ad Antonella ed Antonio

Two roads diverged in a wood, and II took the one less travelled by, And that has made the dierence. ROBERT FROST

Prefazione

Il corso di Tecnica delle Costruzioni nellambito del Laboratorio di Costruzioni presso la Facolt` a di Architettura e Societ` a del Politecnico di Milano, prevede la redazione di un elaborato progettuale, nella maggior parte dei casi, con elementi strutturali in cemento armato. Al ne di fornire agli allievi un esempio di svolgimento di questo progetto, si ` e deciso di prendere spunto dagli elaborati di Laurea triennale in Ingegneria Civile svolti da Andrea Grandi e Giulia Bartoli e da Collenghi Claudio, De Amici Alberto e Roberta Forlani nel Settembre 2008, dei quali ` e stata ampliata la parte teorica ed inseriti alcuni commenti. In questo esempio didattico si ` e scelta una certa impostazione (soluzione), che in numerosi casi non ` e unica, ma sono possibili dierenti scelte tecniche o di calcolo, comunque, ugualmente corrette. Utilizzarne una, come in questo esempio, non signica che le altre siano sbagliate. Pertanto, lo studente deve valutare con spirito critico il presente esempio cercando di leggerlo con un sano scetticismo valutando anche le possibili alternative. A causa della necessit` a di fornire in tempi brevi un prodotto nito, non posso escludere che vi possano essere errori di calcolo (e sar` o grato a chiunque me li segnaler` a). Giovanni Di Luzio

Introduzione
Nella presentazione di un progetto conviene preparate due distinte relazioni strutturali: 1) la prima, denominata relazione generale, in cui si riportano i criteri generali che sono stati seguiti nel progetto; 2) la seconda, denominata relazione di calcolo, riporta invece in dettaglio tutte le elaborazioni numeriche eettuate secondo i criteri indicati nella relazione generale. La relazione generale ` e abbastanza breve (una o due pagine per argomento) e, nel seguito, si riportano i criteri adottati per la sua stesura. Invece, la relazione di calcolo ` e sempre molto estesa, perch e deve contenere tutte le elaborazioni svolte. La relazione generale deve essere prodotta secondo il seguente schema, in cui sono riportati gli argomenti che essa deve contenere per il progetto di una struttura in cemento armato. 1. Indicazioni generali Caratteristiche principali del fabbricato (geometria, numero di piani, ubicazione, destinazione duso, tipologia strutturale) e del terreno su cui esso ` e edicato. Caratteristiche dei materiali utilizzati. Normativa cui si ` e fatto riferimento nel calcolo. 2. Solaio Criteri seguiti per dimensionarne lo spessore. Schemi e combinazioni di carico presi in esame. Metodo utilizzato per la risoluzione degli schemi. Tipologia di armatura prescelta e formule utilizzate per valutare larea di armatura necessaria a essione. Motivazioni che possono rendere necessarie le fasce piene e semipiene (essione, taglio) 9

e formule utilizzate per determinarle. Sezioni nelle quali si ` e eettuata la verica a essione e procedura utilizzata per la verica. 3. Travi Criteri utilizzati per valutare il carico sulla trave. Metodo usato per stimare il momento massimo e per denire la sezione. Schemi e combinazioni di carico presi in esame. Programma utilizzato per la determinazione delle azioni interne per i vari schemi statici. Tipologia di armatura scelta per la essione e il taglio e formule utilizzate per valutare larea di armatura necessaria. Sezioni per le quali si ` e eettuata la verica a essione e procedura utilizzata per la verica. Criteri seguiti per valutare carichi e caratteristiche di sollecitazione in esercizio e per eettuare le veriche per la fessurazione, le tensioni di esercizio, e la deformabilit` a. 4. Pilastri Criteri utilizzati per valutare i carichi sui pilastri a ciascun piano e lazione normale conseguente. Criteri seguiti per dimensionarne la sezione e le armature. Criteri seguiti per valutare le caratteristiche di sollecitazione in esercizio e per la verica allo stato limite di tensioni. 5. Eetto del vento e del sisma Modalit` a seguite nel calcolare la pressione del vento e le accellerazioni dovute allazione sisma, e le conseguenti forze orizzontali. Metodo usato per stimare i momenti ettenti prodotti dalle forze orizzontali. Combinazioni di carico prese in esame. Programma di calcolo utilizzato per calolare le azioni interne. Considerazioni sullincremento di sollecitazioni provocato dal vento e sui conseguenti eetti su sezione e armature necessarie per le travi. Modalit` a per la determinazioni dei domini limite M-N. Considerazioni sulleetto dellincremento di sollecitazioni su sezione e armature necessarie per i pilastri. Criteri seguiti per valutare le caratteristiche di sollecitazione in esercizio e per eettuare la verica allo stato limite di tensioni di esercizio. 6. Plinti di fondazione 10

Modello utilizzato per rappresentare il comportamento del terreno. Criteri seguiti per il dimensionamento dei plinti di fondazione (dimensioni della sezione ed delle armature). Criteri utilizzati per dimensionare le travi di collegamento tra i vari plinti.

Per questo esempio didattico, nel seguito non si far` a distinzione tra la relazione generale e la relazione di calcolo, ma si riporter` a in ciascun capitolo la progettazione e la verica dei vari elementi strutturali che appartengono ad una struttura in cemento armato presa come esempio.

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Capitolo 1

1.1

Descrizione dellopera

La progettazione di unopera di ingegneria civile ` e un processo complesso, che si svolge attraverso numerose fasi, ed ` e, inoltre, un processo iterativo di perfezionamento (ciclico), in cui la ricerca della migliore soluzione comporta un processo di continua ridenizione dellopera. La parte pi u delicata di questo processo ` e quella della concezione dello schema strutturale ed il calcolo non pu o condurre direttamente alla scelta della soluzione strutturale. Inoltre, vi sono numerose decisioni da prendere che devono tenere conto della natura del suolo, dei problemi esecutivi, di quelli estetici ed economici. Pertanto, lintreccio delle inuenze e dei condizionamenti su tali decisioni e tale da rendere ogni progetto unico. La progettazione richiede anche immaginazione ed intuizione, supportate dalla conoscenza della statica e della meccanica, in un processo continuo di cooordinamento e di sintesi. Dalla concezione strutturale della struttura pi u che da minuti perfezionamenti del calcolo dipende alla ne il buon esito dellopera. In questo volume si vuole presentare la progettazione della parte strutturale di un edicio a destinazione abitativa e commerciale (Fig. 1.1). Lo sviluppo in pianta ` e di forma rettangolare con un asse di simmetrica coincidente con lasse verticale del rettangolo stesso. Il fabbricato ` e costituito da due piani fuori terra: il primo ` e destinato ad ospitare due unit` a immobiliari di 90 m2 circa cadauna, mentre, il secondo piano 13

Figura 1.1: Viste delledicio da progettare.

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Figura 1.2: Vista assonometrica degli elementi strutturali.

` e destinato a semplice copertura piana praticabile. Entrambi i piani sono accessibili attraverso una scala situata allinterno della costruzione stessa. Il piano terreno delledicio ` e destinato a diventare sede di attivit` a commerciali. La struttura portante delledicio ` e realizzata in cemento armato, in cui le travi ed i pilastri, connessi fra di loro, sostengono i solai in latero-cemento che, orientati lungo la direzione di maggiore luce in pianta, costituiscono la componente strutturale degli orizzontamenti (vedi Fig. 1.2). La parte strutturale del solaio ha uno spessore di 20+4cm; considerando le niture si raggiunge lo spessore complessivo di 34cm. Le travi sono a sezione rettangolare, tutte di dimensioni 30x45 cm. I pilastri hanno dimensioni diverse a seconda della posizione in pianta e dellimpalcato in cui si trovano con dimensioni massime di 30x35 cm e minime di 25x25cm. Lo sviluppo in senso verticale dei pilastri ` e stato realizzato in modo che non si vengano a creare momenti 1 parassiti dovuti ad eccentricit` a geometriche. Il vano scala ` e realizzato interamente in calcestruzzo armato, la cui struttura portante verticale ` e realizzata mediante setti in c.a. incastrati fra di loro. Tale conformazione conferisce al vano scala una rigidezza sensibilmente maggiore rispetto al resto della struttura. Eventuali azioni orizzontali, come quelle derivanti dal vento o da azioni sismiche, saranno quindi competenza del vano scale, visto come nucleo irrigidente di controventamento. Le rampe sono costituite da solette piene, poggianti su travi disposte 15

in corrispondenza dei pianerottoli, inclinate secondo la pendenza della rampa. Le solette hanno un intradosso piano, mentre la parte superiore ` e sagomata secondo il prolo dei gradini. Le murature perimetrali di tamponamento esterno, intonacate sia internamente che esternamente, sono costituite da blocchi di laterizio alveolare con uno spessore totale ` e di 35cm. La scelta delle tipologie costruttive ` e derivata da precise scelte di carattere tecnico, tecnologico ed economico. In particolare, ` e stata posta particolare attenzione sulla eettiva praticit` a di esecuzione in cantiere delle indicazioni progettuali. A volte, quindi, la progettazione ` e stata eseguita privilegiando la semplicit` a costruttiva rispetto ad altri criteri, come ad esempio quello del minimo uso di materiale. Tale scelta, oltre a migliorare in generale la sicurezza delledicio, riducendo le probabilit` a di una cattiva esecuzione delle opere, presenta anche un sensibile vantaggio economico derivante dal minore utilizzo di mano dopera.

1.2

Normativa di riferimento

Per la progettazione della struttura si ` e fatto riferimento ad alla normativa tecnica vigente: gli Eurocodici e le relative appendici nazionali. Gli Eurocodici sono norme europee, che aggiornano ed uniformano per i paesi membri della Unione Europea, i metodi di calcolo per la progettazione delle strutture. Il loro obiettivo ` e quello di armonizzare le regole di progettazione e di calcolo vigenti nei paesi che aderiscono allUnione Europea contribuendo alla creazione di un mercato unico. Le norme nazionali (per lItalia, le norme UNI) che recepiscono gli Eurocodici, ne contengono il testo completo cos` come emanato dal CEN (comprese tutte le appendici), il quale pu` o essere preceduto da una premessa nazionale e/o seguito da una appendice nazionale. Lappendice nazionale pu` o contenere solo informazioni su quei parametri, noti come parametri determinati a livello nazionale, che in ogni Eurocodice sono lasciati a libera scelta per ogni singolo stato. Oggetto delle appendici nazionali sono: valori e/o classi per i quali nellEurocodice sono fornite alternative; 16

valori da impiegare, per i quali nellEurocodice ` e fornito solo un simbolo; coecienti inerenti la taratura di modelli o derivanti da prove sperimentali; dati specici della singola nazione (geograci, climatici, ecc.), come, a titolo di esempio, la mappa della neve; la procedura da impiegare quando nellEurocodice ne sono proposte diverse in alternativa. Per meglio districarsi attraverso il complesso gruppo di norme tecniche, ogni Eurocodice tratta un preciso argomento. Quello utilizzato in questo lavoro ` e il secondo, che tratta le progettazione delle opere in cemento armato. Questo ` e ulteriormente suddiviso in quattro parti, ognuna delle quali tratta specicatamente di alcuni tipi di opere (edici, ulteriori prescrizioni per la progettazione contro lincendio, ponti, strutture di contenimento dei liquidi). Viene quindi adottato il seguente codice: Eurocodice 2 UNI EN 1992-1-1:2005 Parte 1-1: Regole generali e regole per gli edici nel seguito indicato come EC-2. Le Appendici Nazionali dellEurocodice, emanate di recente per armonizzare le nuove Norme Tecniche con lEurocodice stesso, sono state utilizzate ove necessario; in generale, si ` e notata una maggiore penalizzazione riguardo alle caratteristiche dei materiali da parte delle appendici. Viceversa, non variano sensibilmente le procedure di calcolo e di verica. Nello studio dei carichi agenti sulla struttura ` e di grande importanza la corretta valutazione dei carichi permanenti e dei sovraccarichi accidentali (o variabili). La natura di questi ultimi, e soprattutto la loro valutazione numerica, risulta tanto pi` u dicoltosa tanto meno risultano prevedibili i futuri utilizzi dellopera e delle condizioni in cui questa si verr` a a trovare. La normativa di riferimento utilizzata per la determinazione dei carichi e dei sovraccarichi ` e rappresentata dalle Norme Tecniche per le Costruzioni emanate con il DM 14 gennaio 2008 (di seguito indicate con NTC) specicatamente ai Capitoli 2 e 3.

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Capitolo 2 I materiali
Nella progettazione della struttura la scelta dei materiali da utilizzare riveste un ruolo fondamentale non solo nel garantire le caratteristiche meccaniche necessarie, ma anche nel conferire allopera buone caratteristiche di durabilit` a e di comportamento in esercizio. E inoltre necessario sottolineare che il calcolo delle strutture viene inuenzato direttamente dalla scelta dei legami sforzi-deformazioni di progetto, i quali hanno il dicile compito di essere il pi` u possibile semplici da applicare senza per` o perdere la dovuta adabilit` a. Vengono quindi analizzati nel dettaglio le caratteristiche dei due principali materiali utilizzati nella realizzazione della struttura: il calcestruzzo e lacciaio. Secondo lEC-2 (paragrafo 2.3.2), per la determinazione delle propriet` a dei materiali e dei prodotti si rimanda alla norma EN 1990 (Sezione 3 e Sezione 4).

2.1

Calcestruzzo

Il calcestruzzo ` e un materiale composto da aggregati, detti anche inerti, (sabbia e ghiaia o pietrisco di varie dimensioni) legati tra loro dalla pasta di cemento che si forma per idratazione del cemento stesso (formando pricipalmente il gel di silicato di calcio idrato e cristalli di idrossido di calcio). Le propriet` a meccaniche di tale agglomerato lapideo articiale dipendono da quelle dei singoli componenti e dal legame che si realizza tra loro. 19

LEC-2 raccomanda di considerare le propriet` a del calcestruzzo che dipendono dal tempo come il ritiro e la viscosit` a nei seguenti casi nella verica agli stati limite di esercizio; nella verica agli stati limite ultimi solo se i loro eetti sono signicativi, per esempio, nella verica agli stati limite ultimi di stabilit` a dove gli eetti del secondo ordine sono importanti. Negli altri casi non ` e necessario che siano tenuti in conto a condizione che la duttilit` a e la capacit` a di rotazione degli elementi siano sucienti. Nel caso si dovesse condiderare la viscosit` a, lEC-2 raccomanda di valutare i suoi eetti sul progetto sotto la combinazione di azioni quasi-permanente (carichi permanenti e il valore medio della precompressione), indipendentemente dalla situazione di progetto considerata. LEC-2 nel paragrafo 3.1.4 (insieme all Appendice B) presenta un procedimento con cui determinare il coeciente di viscosit` a a tempo innito e la deformazione da ritiro a tempo innito. I calcestruzzi vengono classicati in base alla resistenza caratteristica cilindrica, fck , e cubica, fck,cube , a compressione (prove di compressione uniassiale eettuate su provini di forma cilindrica e cubica, rispettivamente). Il termine carattestistica sta ad indicare che si fa riferimento al frattile del 5%, cio` e, quel particolare valore che, con riferimento ad una densit` a di probabilit` a ottenuta sperimentalmente, ha una probabilit` a del 5% di essere minorato). LEC-2 rimanda alla norma EN 206-1 per la classicazione dei calcestruzzi e per le propriet` a meccaniche da utilizzare nella progettazione. La scelta della classe del calcestruzzo non viene eettuata solo in base alla resistenza meccanica richiesta in fase di progetto, ma anche in base ai requisiti di durabilit` a. Infatti, lEC-2 nella Sezione 4 richiede che una struttura durevole deve soddisfare i requisiti di attitudine al servizio, resistenza e stabilit` a durante la sua vita utile di progetto, senza presentare perdite signicative di funzionalit` a n e richiedere manutenzione straordinaria eccessiva. Le condizioni ambientali sono classicate secondo il Prospetto 4.1 dellEC-2 (basato sulla EN 206-1), in cui la classe di esposizione ` e stabilita in base alle condizioni chimiche e siche alle quali la struttura ` e esposta. 20

Nel caso in esame, i requisiti di durabilit` a sono legati alla protezione dallattacco corrosivo della armature metalliche in seguito alla carbonatazione del calcestruzzo, che inducono alla necessit` a di utilizzare un calcestruzzo di buona qualit` a. Lambiente in cui si trova la struttura ` e caratterizzato da umidit` a moderata; inoltre, il calcestruzzo esposto allesterno ` e protetto dalla pioggia. Secondo il Prospetto 4.1 dellEC-2, in conformit` a alla EN 206-1, la classe di esposizione che si adatta al caso in esame ` e la XC3. In riferimento al prospetto E.1N (Appendice E dellEC-2), che fornisce unindicazione sulle classi di resistenza da impiegare in funzione delle classi di esposizione, si sceglie di impiegare per la realizzazione della struttura un calcestruzzo di classe C30/37. Una classe di resistenza cos` elevata, che non sarebbe giusticata dalle esigenze di resistenza, riesce a garantire, insieme ad altri specici provvedimenti (riguardanti i dettagli costruttivi, lesecuzione, il controllo di qualit` a ed i copriferri), il requisito della durabilit` a nel tempo di vita della struttura. Le principali caratteristiche meccaniche del calcestruzzo da impegare nella progettazione sono legate alla resistenza caratteristica a compressione nel Prospetto 3.1 dellEC-2. Le caratteristiche meccaniche relative al calcestruzzo C30/37 sono di seguito riportate: , =37MPa, =30MPa, resistenza media a compressione a 28 giorni di =38MPa, resistenza media a trazione assiale di =2.9MPa, resistenza caratteristica a trazione assiale (frattile 5%) di ,0.05 =2,0MPa, resistenza caratteristica a trazione assiale (frattile 95%) di ctm,0.95 =3,8MPa, modulo di elasticit` a secante di cm =33GPa, deformazione alla tensione di picco pari a 2 =0.2%, deformazione ultima (o di rottura) di 2 =0.35%. Le resistenze di progetto a compressione e trazione vengono denite secondo il punto 3.1.6 dellEC-2, ottenendo = = (2.1)

,0.05 (2.2) dove ` e un coeciente che tiene conto degli eetti a lungo termine sulla resistenza a compressione e degli eetti sfavorevoli risultanti dal modo in cui il carico ` e applicato, il cui valore si pu` o reperire nellappendice nazionale ed ` e pari a 0,85. Il coeciente 21

tiene conto degli eetti a lungo termine sulla resistenza a trazione e degli eetti sfavorevoli risultanti dal modo in cui il carico ` e applicato, il cui valore si pu` o reperire nellappendice nazionale ed ` e pari a 1. Il coeciente ` e il coeciente di sicurezza parziale per il calcestruzzo, il cui valore, anchesso viene reperito nellappendice nazionale, ed ` e pari ad 1,5. Pertanto, le resistenze di progetto hanno i seguenti valori = 17.0MPa e = 1.33MPa (2.3)

Al punto 3.1.7 dellEC-2 sono indicati i vari legami costitutivi (relazione sforzodeformazione) per il calcestruzzo che possono essere utilizzati per la progettazione, come, ad esempio, il legame denominato parabola-rettangolo riportato nella Fig. 2.1. Per semplicare i calcoli (punto 3.1.7.3 dellEC-2), ` e consentito adottare una distrubuzione rettangolare di tensioni su di una altezza compressa ridotta come mostrato in Fig. 2.2 in cui il coeciente , che denisce laltezza ecace della zona di compressione e il coeciente , che denisce la resistenza eettiva, si deducono da: = 0, 8 = 0, 8 ( 50)/400 per per 50MPa 50 > 90MPa (2.4)

= 1, 0 = 0, 8 ( 50)/200

per per

50MPa 50 > 90MPa (2.5)

Inoltre, se la larghezza della zona di compressione decresce nella direzione della bra piu compressa, si raccomanda di ridurre del 10% il valore .

2.2

Acciaio

Nel cemento armato normale e precompresso si utilizzano, per le armature, solitamente, barre nervate di acciaio fornite in fasci di verghe dritte di lunghezza di 12m. Le propriet` a delle barre di armatura ordinaria necessarie per lutilizzo con lEC-2 sono 22

Figura 2.1: Legame costitutivo parabola-rettangolo del calcestruzzo.

Figura 2.2: Legame costitutivo parabola-rettangolo del calcestruzzo. fornite nellappendice C, in accordo con la EN 10080. Le regole applicative per la progettazione e i dettagli costruttivi dellEC-2 sono valide per acciai con tensioni di snervamento = da 400 MPa a 600 MPa e con supercie nervata in modo da assicurare adeguata aderenza al calcestruzzo. Si ` e scelto di utilizzare barre di armatura ad aderenza miglorata del tipo B450C. In Figura 2.3 sono mostrate alcune barre ad aderenza migliorata. Le principali caratteristiche dellacciaio utilizzato vengono di seguito elencate: =450MPa (tensione di snervamento caratteristica); =391,3MPa (tensione di snervamento di progetto); 23
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Figura 2.3: Tipiche barre di armatura ad aderenza migliorata. =0.1957% (deformazione di progetto al limite elastico); =1% (limite ultimo di deformazione dellacciaio); =200GPa (modulo elastico dellacciaio, punto 3.2.7-(4) dellEC-2) La tensione di snervamento di progetto viene cos` calcolata = (2.6)

essendo il coeciente di sicurezza parziale per lacciaio, reperito nellappendice nazionale, pari ad 1,15. Al punto 3.2.7 dellEC-2 vengono indicate le possibili relazioni sforzi deformazioni per lacciaio da utilizzare in sede di progetto; viene scelto il legame elastico-perfettamente plastico, con deformazione massima dellacciaio pari all1%, come schematizzato nella Fig. 2.4. La deformazione di progetto, , che identica il passaggio dal comportamento elastico lineare a quello perfettamente plastico viene calcolata come: = (2.7)

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Idealizzato

Calcolo

Figura 2.4: Legame costitutivo dellacciaio elastico-perfettamente plastico.

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Capitolo 3

3.1

Schematizzazione della struttura

Al ne di trovare le azioni interne della struttura, necessarie per la successiva progettazione dei vari elementi strutturali, ` e necessario ricondursi ad un ecace schema statico ed eettuare una corretta analisi dei carichi. La struttura in esame ` e costituita da un complesso tridimensionale intelaiato. Si potrebbe pensare di eettuare unanalisi tridimensionale complessiva: essa per` o porterebbe ad un grande onere di calcolo a causa dellelevato numero di gradi di libert` a della struttura. Inoltre, per valutare eettivamente in modo corretto le sollecitazioni si dovrebbe tenere conto anche delle varie fasi esecutive della costruzione, in cui la struttura assume congurazioni diverse. Per questo, si pu` o pensare di utilizzare schemi statici semplicati che forniscono ugualmente soluzioni sucientemente sicure. Una prima ipotesi porterebbe, considerata lorditura dei solai, a considerare la struttura portante composta da un telaio costituito da travi longitudinali incastrate ai pilastri. Si otterrebbe quindi un telaio a due piani, formato da un insieme di 10 travi e 12 pilasti; ipotizzando di voler risolvere la struttura mediante il metodo degli spostamenti e trascurando il contributo di taglio e azione assiale, si avrebbe un sistema di 14 equazioni in 14 incognite. Una seconda ipotesi, utilizzata in questo esempio, consiste nel considerare i vari elementi strutturali portanti distintamente gli uni dagli altri, imponendo, per questo, 27

diverse condizioni di vincolo. Pertanto, lo schema di calcolo utilizzato in questo lavoro consiste nello studiare indipendentemente (soltanto per quanto riguarda i vincoli) i travetti del solaio, le travi, i pilastri e le fondazioni.

3.2

Predimensionamento

I carichi agenti sulla struttura dipendono, in parte, dalle dimensioni della struttura stessa, che, a loro volta, dipendono dai carchi. Pertanto, la progettazione degli elementi strutturali ` e un processo iterativo che necessita di un punto di partenza che consiste nel predimensionare gli elementi strutturali. Nel caso in studio, gli elementi da predimensionare sono il solaio e le travi di piano. Solaio La regola empirica vuole che lo spessore del solaio, , non risulti maggiore di 1/25 della luce massima. Seguendo, invece, le indicazioni dellEC-2 (punto 4.4.3), per mantenere limitate le inessioni in esercizio, nel caso di schemi di solaio a pi` u campate, il rapporto luce/altezza utile ` e non superiore a 23 per calcestruzzo molto sollecitato o 32 per calcestruzzo poco sollecitato. Utilizzando queste indicazioni ` e possibile eettuare il dimensionamento imponendo: 25 (3.1)

Anche lo sbalzo, secondo lEC-2 (punto 4.4.3), per evitare la sua eccessiva deformabilit` a, deve avere un rapporto luce/altezza utile dello sbalzo non superiore a 7 per calcestruzzo molto sollecitato o 10 per calcestruzzo poco sollecitato. La luce massima per il solaio delledicio in esame ` e di 5.80 m; con riferimento alla Eq. 3.1 laltezza del solaio deve essere di almeno 23.2cm. La luce massima degli sbalzi ` e 1.65 m; in base alle indicazioni dellEC-2 (punto 4.4.3) laltezza utile dello sbalzo deve essere di almeno 16.5cm (o 23.6cm nel caso di elevate sollecitazioni). Si ` e quindi deciso di assegnare allo sia allo sbalzo che al solaio uno spessore costante di 24 cm. Travi 28


Figura 3.1

Figura 3.1: Sezione del solaio con evidenza della parte strutturale.

Si decide di utilizzare travi emergenti, cio e travi di altezza maggiore dello spessore del solaio. La larghezza usuale delle travi emergenti ` e compresa tra 15 e 40 cm. Si decide di adottare travi emergenti di larghezza pari a 30 cm, che corrisponde alla larghezza dei quasi tutti i pilastri. Mentre, laltezza viene calcolata pari a 1/(1012) la luce massima, che corrisponde a 45cm (525/12=43.8cm).

3.3

Analisi dei carichi

Le azioni agenti sulla struttura oggetto di progettazione sono dovute principalmente ai carichi permanenti, cio` e quelli non rimovibili durante il normale esercizio
Figura 3.3 vari della costruzione e costituiti dai pesi propri dei elementi che la compongono, ed ai

sovraccarichi variabili, cio` e quelli che variano durante la vita della costruzione come, ad esempio, i carichi di esercizio, lazione del vento, il carico da neve, lazione sismica, le azioni dovute alle variazioni termiche ambientali, etc. Per la determinazione delle azioni sulla struttura si seguono le NTC del 14 gennaio 2008. Gran parte dei carichi permanenti agenti sulla struttura sono dovuti al peso proprio del solaio, la cui sezione ` e rappresentata in Fig. 3.1 (quote in mm). Considerando per ogni strato, il suo spessore moltiplicato per il suo peso specico, si ottiene il peso per unit` a di supercie. Peso proprio della parte strutturale di una
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porzione unitaria di solaio: Soletta Travetti Pignatte Totale Peso specico [kN/m3 ] Spessore [mm] 25 25 20 40 200 200 Peso proprio [kN/m2 ] 1.00 1.00 0.8 2.8

Carichi permanenti del solaio di abitazione: Massetto Pavimento Intonaco Tramezzi Peso specico [kN/m3 ] Spessore [mm] 14 27 15 70 100 20 Peso proprio [kN/m2 ] 0.98 0.27 0.3 1.2

Il carico dei divisori interni viene considerato come un carico permanente portato uniformemente distribuito, poich e i solai sono in grado di assicurare una adeguata ripartizione di tale carico. Essendo il peso proprio per unit` a di lunghezza delle partizioni interne pari a 2,5kN/m il carico permanente uniformemente distribuito risulta pari a 1,20kN/m. Carichi permanenti del solaio di copertura: Massetto Pavimento Intonaco Coibentazione Peso specico [kN/m3 ] Spessore [mm] 14 27 15 70 100 20 Peso proprio [kN/m2 ] 0.98 0.27 0.3 0.1

Seguendo le indicazioni delle NTC del 14 gennaio 2008 (par. 2.6.1), i carichi permanenti vengono distinti in: carichi permanenti, che rappresentano i carichi dovuti ai pesi propri degli elementi strutturali; 30

carichi permanenti non strutturali, che rappresentano i carichi dovuti ai pesi propri degli elementi portati (non strutturali). Nel caso in cui i carichi permanenti non strutturali siano compiutamente deniti, essi possono essere considerati come carichi permanenti. Nel seguito si terr` a conto di questa distinzione. Essendo la struttura in esame destinata a civile abitazione, quindi non suscettibile ad aollamento, si pu` o assumere, secondo le NTC del 14 gennaio 2008 che i sovraccarichi variabili agenti sul piano di abitazione (primo piano) siano pari a 2.00 kN/m2 per i locali di abitazione e relativi servizi e a 4.00 kN/m2 per i balconi, ballatoi e scale comuni. Per quanto riguarda, invece, i sovraccarichi variabili gravanti sul solaio di copertura, si deve in aggiunta considerare leventuale presenza del carico da neve, pari a: = = 1.2kN/m2 (3.2)

dove il coeciente ` e il coeciente di forma della copertura e ` e il valore di riferimento del carico neve al suolo relativo il sito della costruzione. Essendo la copertura dellabitazione praticabile, ne deriva un sovraccarico pari a 0.5kN/m2 ; questo per` o, come da disposizioni normative, non deve essere cumulato con il sovraccarico dovuto alla neve. Viene scelto quindi il maggiore tra i due. Riassumendo, i carichi gravanti sul solaio sono i seguenti: 4.35 kN/m2 carico permanente piano di abitazione; 1.20 kN/m2 carico permanente non strutturale piano di abitazione; 4.45 kN/m2 carico permanente copertura; 0.0 kN/m2 carico permanente non strutturale copertura; 2.0 kN/m2 carico variabile abitazione; 1.2 kN/m2 carico variabile copertura. 31

Figura 3.1

Figura 3.1

Figura 3.3

Figura 3.3

Figura 3.2: Sezione di una tipica muratura esterna di chiusura.

16

Figura 3.3: Sezione di un muretto di parapetto.

16 La sezione del muro di tamponamento esterno ` e riportata nella Fig. 3.2 ed il suo

peso per unit` a di lunghezza ` e dato da Muratura Intonaco interno Intonaco esterno Totale Peso specico [kN/m3 ] Spessore [m] 11.3 15 19 0.35 0.02 0.03 Altezza [m] 3.16 3.16 3.16 Peso proprio [kN/m] 12.5 0.95 1.81 15.26

La sezione del muretto parapetto ` e riportata in Fig. 3.3 ed il proprio peso ` e 32

Figura 3.4: Sezione tipo della trave di solaio.

Figura 3.5: Sezione tipo del pilastro. Muratura Intonaco interno Intonaco esterno Totale Peso specico [kN/m3 ] Spessore [m] 11 15 19 0.12 0.02 0.03 Altezza [m] 1.1 1.1 1.1 Peso proprio [kN/m] 1.45 0.33 0.63 2.4

La sezione delle travi, tutte di uguali dimensioni, ` e riportata in Fig. 3.4 il cui peso per unit` a di lunghezza ` e di 3.375kN/m (25 0, 3 0, 45). La sezione dei pilastri ` e riportata in Fig. 3.5; le dimensioni variano a seconda della posizione del pilastro in pianta ed in elevazione, il peso dei pilastri per unit` a di 33
17 17

lunghezza ` e riporatato nella seguente tabella Sezione 25x25 Sezione 25x30 Sezione 30x30 Sezione 30x35 Peso specico [kN/m3 ] Spessore [m] 25 25 25 25 0.25 0.25 0.30 0.30 Altezza [m] 0.25 0.25 0.30 0.35 Peso proprio [kN/m2 ] 1.563 1.875 2.25 2.625

34

Capitolo 4 Solaio
Le tipologie di solaio comumemente previste sono tre: solai in getto pieno; solai misti in c.a. e c.a.p. con elementi di alleggerimento; solai con elementi prefabbricati in c.a. e c.a.p. Alla prima categoria appartengono le solette piene e solette nervate. Mentre le prime vengono solitamente impiegate per realizzare piccole porzioni di un impalcato quali balconcini, pianerottoli ecc. ed hanno un funzionamento a piastra (elemento bi-dimensionale), le seconde sono utilizzate solo per particolari esigenze architettoniche. Alla seconda categoria appartengono i solai latero-cementizi gettati in opera che, in passato, hanno rappresentato lunico tipo di solaio misto in laterizio e cemento armato, mentre, attualmente, a causa dellonerosit` a della loro messa in opera, vengono utilizzati soltanto in situazione particolari come, ad esempio, quando la pianta del fabbricato presenta irregolarit` a tali da impedire limpiego di elementi prefabbricati. Attualmente, per ridurre lonere di realizzazione sono utilizzati i solai con travetti prefabbricati in cemento armato (Fig.4.1) o cemento armato precompresso (Fig.4.2). Questi travetti hanno capacit` a portanti pi` u o meno elevate e sono in grado, quindi, di sostenere da soli il peso dei laterizi e del getto di completamento in calcestruzzo, aiutati solo da 35

Figura 4.1: Solaio con travetti prefabbricati a traliccio.

Figura 4.2: Solaio con travetti prefabbricati precompressi. elementi rompitratta situati ad intervalli regolari. I travetti a traliccio sono quelli pi` u in uso e sono composti da una piccola struttura reticolare spaziale con discrete capacit` a autoportanti (Fig.4.1). Oltre a unarmatura di base, gi` a inserita nellelemento, possono essere annegati nella suola ulteriori ferri a seconda delle esigenze statiche del solaio. Mentre, larmatura destinata ad assorbire i momenti ettenti negativi deve essere posizionata in opera prima del getto nale. Con i travetti a traliccio gli elementi rompitratta devono essere posti a una distanza di circa 2.5m. I travetti in c.a.p. (Fig.4.2) sono una valida alternativa ai travetti a traliccio soprattutto in presenza di luci o carichi elevati o quando ` e dicoltosa la realizzazione di una puntellazione adeguata e necessitano di travetti rompitratta posti ad una distanza di circa 2m. Le dimensioni e larmatura di precompressione variano a seconda del campo di utilizzazione, mentre, 36

larmatura destinata ad assorbire i momenti ettenti negativi, anche in questo caso, deve essere posizionata in opera prima del getto di completamento nale. Inne, alla terza categoria appartengono i solai realizzati con elementi prefabbricati generalmente in c.a.p. come, ad esempio, i solaio alveolari. Inoltre, sono anche utilizzati solai realizzati con lastre prefabbricate, dette anche predalles, e solai a pannelli prefabbricati. Pertanto, un solaio ` e comunemente composto da unalternanza di travetti in cemento armato (precompresso o non) con elementi di alleggerimento in laterizio o polistirolo e da una soletta di collegamento in cemento armato che copre tutta la supercie solidarizzando i vari elementi tra loro. La presenza della soletta fa s` che il solaio sia assimilabile ad una piastra (elemento strutturale bidimensionale), soggetto ad uno stato tensionale piano e caricato in direzione perpendicolare al piano stesso. Per` o, la piastra presenta una forte anisotropia dovuta al procedimento costruttivo per il quale si hanno sezioni diverse al variare della direzione (ex. quantitativi diversi di armatura, geometria diversa ecc.), e quindi, il carico si dionde privilegiando la direzione di maggiore rigidezza. Il solaio ha una composizione eterogenea (cemento armato e laterizio) ed una geometria tale da rendere la rigidezza nella direzione parallela alla tessitura dei travetti di gran lunga superiore a quella nella direzione perpendicolare. Questa notevole dierenza consente di trascurare, nel calcolo, le sollecitazioni che si sviluppano perpendicolarmente alla direzione dei travetti e di approssimare il comportamento del solaio a quello di una trave (elemento monodimensionale). Grazie a questassunzione, un solaio di una o pi` u campate pu` o essere staticamente modellato come una trave continua su appoggi ssi. Tuttavia, ` e necessario fare alcune precisazioni sulla scelta dei vincoli. Infatti, gli appoggi del solaio, nella realt` a, sono costituiti dalle travi in cemento armato che lo portano e che sono dotate di una certa rigidezza essionale. Quindi, il vincolo dato dalla trave assomiglia ad una molla estensionale pi` u che ad un appoggio sso. Tuttavia, questa semplicazione del modello strutturale ` e tale da rendere trascurabile lerrore commesso. Inoltre, i vincoli alle estremit` a del solaio sono esercitati delle travi di bordo che possiedono una propria rigidezza torsionale che impedisce, in parte, la 37

rotazione del solaio con conseguente sviluppo di un momento ettente negativo nel solaio. Pertanto, il vincolo esistente tra trave e solaio corrisponderebbe ad un semincastro i cui eetti dipendono dalla rigidezza torsionale della trave (minore nella mezzeria e maggiore in corrispondenza del pilastro). Per questo motivo, nella progettazione di un solaio bisogna considerare diversi schemi di vincolo, come verr` a di seguito mostrato. Nel presente progetto vengono utilizzati travetti prefabbricati a traliccio del tipo di Fig. 4.1 e la tipologia di solaio la cui geometria ` e illustrata in Fig. 3.1. I travetti che costituiscono lossatura portante del solaio possone essere staticamente modellati, per quanto detto in precedenza, attraverso i tre diversi schemi strutturali riportati in Fig. 4.3.

Schema 1

Schema 2

Schema 3

Figura 4.3: Schemi di calcolo.

Lo schema 1 di vincolo di Fig. 4.3, trave continua su pi` u oppoggi, approssima meglio il comportamento dei travetti situati in prossimit` a della mezzeria delle travi e/o per travi di estremit` a poco rigide. Invece, lo schema 2 di vincolo di Fig. 4.3, travi separate ed incatrate alle estremit` a, approssima il comportamento dei travetti in prossimit` a dei pilastri. Lo schema 3 di vincolo di Fig. 4.3, trave incernierate agli estremi con carichi 38

Figura 4.4: Pianta del solaio del primo piano.

39

dimezzati, si utilizza per cautelarsi da eventuali interruzioni della continuit` a causata da variazioni termiche o da eventuali cedimenti dei vincoli. La risoluzione dei diversi schemi di vincolo produrr` a una serie di diagrammi delle azioni interne, il cui inviluppo ci consente di progettare e vericare il solaio. Per i travetti dei solai il momento ettente rappresenta la sollecitazione pi` u gravosa, mentre, poich e i solai normali non vengono armati a taglio salvo rispettare alcune prescrizioni costruttive, il taglio non viene considerato. Osservando la pianta strutturale del primo piano (di abitazione) in Fig. 4.4 e del piano di copertura in Fig. 4.5, possiamo constatate come vi siano tre diverse tipologie di solaio: i travetti che si trovano fra le travi T 115-116 e T 117-118 sono continui con tre appoggi e con due sbalzi laterali che costituiscono i balconi esterni; di seguito indicato come travetto A. I travetti posizionati fra le travi T 117-118 e T 119-120 sono, anche essi, continui con tre appoggi, ma presentano un unico sbalzo incastrato nella campata pi` u corta; di seguito indicato come travetto B. I restanti travetti del primo piano e tutti quelli del piano di copertura sono continui con due campate e tre appoggi senza sbalzi laterali; di seguito indicato come travetto C. Nel seguito si presenta lanalisi della prima tipologia di travetto (travetto A) essendo le altre tipologie (travetto B e C) un caso particolare della prima.

4.1

Determinazione delle azioni interne

Schema 1 Nel caso di schema 1 di vincolo (Fig. 4.3), per determinare le azioni interne si utilizza il metodo delle forze con riferimento alla generica trave continua su due campate di 40

Figura 4.5: Pianta del solaio del piano di copertura.

41

q1

qA

qB

q2

q1 L1

qA LA

qB LB

3 q2 L2

Figura 4.6: Generica geometria 3 travetto di solaio su tre 1 e condizione di 2 carico di un appoggi e con due sbalzi laterali.

Lq 1 1

Lq AA

Lq BB

Lq 2 2

X q1 R1 qA R2

X qB R2

q2 R3

X R1 R1

X R3 R3

R2 R2

Figura 4.7: Struttura di servizio del travetto di Fig. 4.6.

42

Fig. 4.6 la cui trave di servizio ` e illustrata in Fig. 4.7. Pertanto, la condizione di congruenza sullappoggio centrale si scrive come: 11 + 10 = 0 (4.1)

Sostituendo nellEq. 4.1 i valori delle rotazioni dovute alliperstatica ed ai carichi esterni si ottiene lequazione che consente di calcolare lincognita iperstatica : ) ( ) ( 3 3 1 2 2 2 1 2 + + + + =0 3 3 24 24 12 12 Nel caso in cui la sezione del travetto sia costante ( = = ) sia ha: ( ) ( ) 3 1 2 2 2 3 1 2 + + + + =0 3 3 24 24 12 12

(4.2)

(4.3)

Noto il valore dellincognita iperstatica ` e possibile calcolare le reazioni vincolari


(1 , 2 , 2 , 3 ) e i valori dei momenti ettenti in mezzeria delle campate ( , ) 1 = 1 1 1 =

1 1 2 1 + 2 2 1 + 2

(4.4)

2 =

1 + 2 e

2 =

(4.5)

3 = 2 2

3 =

2 2 1 2 + 2 2

(4.6)

1 2 2 1 + 4 2 8 2 2 2 2 + 4 2 8

(4.7)

(4.8)

Al variare della posizione dei carichi accidentali si ottengono diversi diagrammi delle azioni interne, in particolare, del momento ettente. In generale, si cerca il massimo momento in campata ed il minimo sugli appoggi che conseguono dal carico disposto sulla campata interssata ed in alternanza sulle altre e dal carico disposto sulle due 43

campate adiacenti lappoggio interessato, rispettivamente. Nel caso in considerazione (Fig. 4.6) indichiamo i carichi uniformemente distribuiti su una striscia unitaria (fascia di solaio di un metro) con i seguenti simboli: 1 carico permenente in camapata, 2 carico permenente non strutturale in camapata, 1 carico permenente sullo sbalzo, 2 carico permenente non strutturale sullo sbalzo, carico accidentale in camapata e carico accidentale sullo sbalzo. Come mostrato nel Capitolo 3 i carichi e le luci delle campate assumono, nel caso considerato, i seguenti valori: 1 = 4.35kN/m, 2 = 1.2kN/m, 1 = 4.35kN/m e 2 = 0.0kN/m = 2.0kN/m e = 4.0kN/m 1 = 1.65m, = 4.85m, = 5.85m e 2 = 1.65m (4.9) (4.10)

Pertanto, i carichi della Fig. 4.6 assumeranno diversi valori a seconda della condizione di carico considerata. Tali carichi devono essere amplicati attraverso i coecienti parziali di sicurezza, 1 , 2 e , che sono applicati, rispettivamente, ai carichi permanenti, carichi permanenti non strutturali ed accidentali ed assumono i valori di 1 = 1.3, 2 = 1.5 e = 1.5 nel caso sfavorevole oppure di 1 = 1.0, 2 = 0 e = 0 nel caso favorevole. Questi valori portano a tre condizioni di carico dello schema 1 di vincolo che sono rappresente in Fig. 4.8 e sono analizzate singolarmente nel seguito.

44

1-a)
g q qs gg1 gs1+gg2 gs2
1

g q qc gg1 gc1+gg2 gc2


A 2 B

gg1 gs1+gg2 gs2


3

1-b)
gg1 gs1+gg2 gs2
1

g q qc gg1 gc1+gg2 gc2


A 2 B

g q qs gg1 gs1+gg2 gs2


3

1-c)
gg1 gs1+gg2 gs2
1

g q qc gg1 gc1+gg2 gc2


A 2 B

gg1 gs1+gg2 gs2


3

Figura 4.8: Condizioni di carico dello schema 1.

45

a)
M1=15.9kN/m
1

X=M2=28.69kN/m
A B 2

M3=7.7kN/m
3

MA=-0.357kN/m

MB=26.53kN/m

b)
M1=7.7kN/m
1

X=M2=25.29kN/m
A B 2

M3=15.9kN/m
3

MA=14.25kN/m

MB=11.31kN/m

c)
M1=7.7kN/m
1

X=M2=34.54kN/m
A B 2

M3=7.7kN/m
3

MA=9.62kN/m

MB=23.61kN/m

Figura 4.9: Diagrammi del momento ettente per le condizioni di carico dello schema 1.

Schema 1-a Questa condizione di carico (Fig. 4.8 1-a) consente di determinare il massimo momento sollecitante nella campata B a cui corrispondono i seguenti valori dei carichi

1 = 1 1 + 2 2 + , = 1 1 + 2 2 + e

= 1 1 + 2 2 , 2 = 1 1 + 2 2 (4.11) 46

Sostituendo i valori dei carichi 4.11 nellequazione di congruenza 4.3, si ottine = (


3

1 +

) (
3

(1 1 + 2 2 )3 (1 1 + 2 2 + )3 + 24 24 (4.12)

(1 1 + 2 2 )2 (1 1 + 2 2 + )2 2 1 ) 12 12

e si ricava liperstatica = 26.3kN/m. Dalle Equazioni 4.7 e 4.8 si ottengono i momenti nella mezzeria delle due campate: = 0.445kNm e = 27.73kNm. In Fig. 4.9a) ` e riportato il diagramma del momento ettente per questa condizione di carico. Schema 1-b Questa condizione di carico (Fig. 4.8 1-b) consente di determinare il massimo momento sollecitante nella campata A a cui corrispondono i seguenti valori dei carichi 1 = 1 1 + 2 2 , = 1 1 + 2 2 e = 1 1 + 2 2 + , 2 = 1 1 + 2 2 + (4.13)

Sostituendo i valori dei carichi 4.13 nellequazione di congruenza 4.3 si ottiene = (


3

1 +

) (
3

(1 1 + 2 2 )3 (1 1 + 2 2 + )3 + 24 24 (4.14)

(1 1 + 2 2 )2 (1 1 + 2 2 + )2 1 2 ) 12 12

e si ricava lincognita iperstatica = 21.1kN/m ed i momenti nella mezzeria delle due campate: = 16.35kNm e = 5.72kNm. In Fig. 4.9b) ` e riportato il diagramma del momento ettente per questa condizione di carico. Schema 1-c La condizione di carico in Fig. 4.8 1-c consente, invece, di determinare il massimo (minimo se consideriamo positivi i momenti ettenti che tendono le bre inferiori) momento sollecitante in corrispondenza dellappoggio centrale (2) con i seguenti valori dei carichi 1 = 1 1 + 2 2 , = 1 1 + 2 2 + , e 2 = 1 1 + 2 2 (4.15) 47

= 1 1 + 2 2 +

Sostituendo i valori dei carichi nellequazione di congruenza 4.3 si ottiene = (


3

1 +

) (
3

(1 1 + 2 2 + )3 (1 1 + 2 2 + )3 + 24 24 (1 1 + 2 2 )2 (1 1 + 2 2 )2 2 1 ) (4.16) 12 12

e si ricava lincognita iperstatica = 34.54kN/m ed i momenti ettenti = 9.62kNm e = 23.61kNm. In Fig. 4.9b) ` e riportato il diagramma del momento ettente per questa condizione di carico. Schema 2 Si considera il caso di campate separate, perfettamente incastrate agli estremi e caricate come mostrato in Fig. 4.10a) insieme ai diagrammi del momento ettente dincastro perfetto di Fig. 4.10b).

a)

g q qc gg2 gc2 gg 1gc1

g q qc gg2 gc2 gg1 gc1

b)
M1=20.5kN/m M2=20.5kN/m
1 A 2

M2=29.82kN/m M3=29.82kN/m
2 B 3

MA=10.25kN/m

MB=14.91kN/m

Figura 4.10: Condizioni di carico (a) e diagramma del momento ettente (b) per lo schema 2. Schema 3 Si considera, inne, il caso di travi incernierate agli estremi con carico dimezzato come mostrato in Fig. 4.11a) insieme ai diagrammi del momento ettente di Fig. 4.11b). 48

a)

gq qc/2 gg2 gc2/2 gg1 gc1/2

gq qc/2 gg2 gc2/2 gg1 gc1/2

b)
A 1 B 2 3

MA=15.37kN/m

MB=22.36kN/m

Figura 4.11: Condizioni di carico (a) e diagramma del momento ettente (b) per lo schema 3.

Sovrapponendo i diagrammi dei momenti ettenti ricavati per i vari schemi di calcolo si ottiene il diagramma inviluppo dei momenti, riportato in Fig. 4.12 che ci consente di dimensionare e vericare i travetti del solaio. Il diagramma inviluppo deve per` o prima essere traslato lungo lasse longitudinale nel verso sfavorevole (che per una certa sezione da luogo ad un aumento, in valore assoluto, del momento ettente) per tenere in conto linterazione tra taglio e momento ettente. La distanza con cui traslare il diagramma inviluppo del momento ettente vale = , dove ` e il braccio della coppia interna con = 0.9, poich e si fa riferimento ad un travetto sprovvisto di armatura a taglio. 49

INVILUPPO MOMENTI
45 40 35 30 25 20 15

- M [KNm]

10 5 0 0 -5 -10 -15 -20 -25 -30 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14

LUNGHEZZA [m]

Figura 4.12: Diagramma di inviluppo dei momenti ettenti.

4.2

Armatura longitudinale

Noto il diagramma inviluppo del momento ettente si procede alla progettazione delle armature ed alla successiva verica delle sezioni. Per determinare larmatura del solaio e il suo posizionamento si utilizza la formula semplicata per le sezioni rettangolari a semplice armatura: = o inversa = 0.9 (4.18) 0.9 (4.17)

dove ` e laltezza utile della sezione, ` e larea dellarmatura in zona tesa, ,` e la tensione di snervamento di progetto dellarmatura ` e il momento ettente sollecitante della sezione, ` e il momento ettente resistente dellarmatura . Per il dimen50

INVILUPPO MOMENTI

Mr(3f12)

45 40 20 35 30 15 25 20 10 15

Mr(2f12) Mr(1f10+1f12)

Mr(1f12)

- M [KNm]

10 5 5 0 0 -5 -10 -5 -15 -20 -10 -25 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14

Mr(2f10)
LUNGHEZZA [m]

-15 -30

Mr(2f12)

1f10 - L=435 cm
215 cm 160 cm

2f12 L=450 cm
370 cm

1f12 L=500 cm
280 cm 160 cm

1f12 L=920 cm
860 cm

1f12 L=340 cm
280 cm

2f10 L=560 cm 2f12 L=660 cm

Figura 4.13: Disposizione delle armature longitudinali del solaio con la verica del momento resistente.

51

sionamento e il posizionamento dellarmatura si pu` o procedere attraverso le seguenti fasi: 1. si calcola larmatura con la formula approssimata 4.17 nelle sezioni di mezzeria e sugli appoggi e, successivamente, il numero di barre necessarie (per eccesso). 2. Si disegna larmatura calcolata nel punto 1 in genere costituita da: (1) un sagomato ed un dritto in campata; (2) un moncone aggiuntivo sugli appoggi; (3) una molla per gli sbalzi. 3. Si calcola con la formula 4.18 il momento resistente dellarmatura presente in ogni sezione e si verica che esso sia maggiore del momento ettente sollecitante. Se, in alcune sezioni, tale verica non dovesse essere soddisfatta si modica il posizionamento o la sagomatura o la lunghezza delle barra ipotizzata nella fase 2. Nel caso considerato si determina larmatura , apprimando per eccesso il risultato della formula 4.17, in mezzeria e sugli appoggi relativa ad una striscia di un metro (due travetti) con d=22cm. I risultati sono riporati nella seguente tabella: Appoggio 1 Campata A Appoggio 2 Campata B Appoggio 3 [mm2 ] [kNm] Amin s -10.25 7.13 -17.3 13.3 -14.91 132.3 91.95 223.3 171.22 192.5 n barre 10 + 12 210 312 212 212 As [mm2 ] [kNm] 191 157 339 226 226 14.85 12.17 26.29 17.53 17.53

Si dispone larmatura calcolata come indicato nel punto (2)e si calcola con la formula 4.18 il corrispondente momento resistente in ogni sezione e si verica gracamente che esso sia maggiore del momento ettente sollecitante come riportato nella Fig. 4.13. La costruzione del graco del momento resistente deve essere eettuata considerando le opportune lunghezze di ancoraggio delle armature metalliche. 52

4.3

Veriche di resistenza

Progettata larmatura longitudinale si procede alla verica delle sezioni inesse maggiormente sollecitate (in mezzeria delle campate ed in corrispondenza degli appoggi). La verica a essione consente di avere una conferma della correttezza delle scelte progettuali (altezza del solaio, fasce semipiene e piene, armatura dei travetti). Poich e la sezione non ` e stata dimensionata con formule di progetto appropriate, ` e necessario eettuare la verica della sezione a essione. La verica a taglio ` e invece essenziale per ottenere ulteriori indicazioni sullestensione delle fasce semipiene e piene. A rigore la sezione del travetto andrebbe considerata a T poich e parte del getto di completamento viene a collaborare, in compressione, con il travetto nelle sezioni di campata. In prossimit` a degli appoggi, dove si ha momento negativo, la parte di sezione compressa ` e quella inferiore e, quindi, con larghezza pari a quella del travetto. In queste sezioni, particolarmente sollecitate, la sezione compressa potrebbe essere sottodimensionata e per questo si pu` o aumetare la larghezza della sezione del travetto in prossimit` a dellappoggio eliminando una la di pignate, fascia piena, o eliminando una in modo alternato, fascia semipiena. Nel caso in esame, si ` e deciso di far riferimento sempre ad un travetto di sezione rettangolare costante (di dimensioni h=24cm, b=10cm, c=c=2cm) ed, in prima battuta, non si considera linserimento di fasce semipiene o piene. La verica allo stato limite ultimo (S.L.U.) per sforzi normali si basa sulle seguenti ipotesi: (1) le sezioni si conservano piane; (2) il calcestruzzo teso non fornisce contributo alla resistenza; (3) perfetta aderenza tra acciaio e calcestruzzo; (4) i legami costitutivi adottati sono quelli presentati nel Capitolo 2. Per la verica allo S.L.U. della sezione si si fa ancora riferimento ad un singolo travetto. Le veriche a essione vengono eettuate nelle sezioni maggiormente sollecitate sia da momento positivo sia da momento ettente negativo. Il solaio ` e un elemento soggetto a essione retta e la verica va quindi eettuata calcolando la percentuale di armatura meccanica per la sezione in esame e, successivamente, confrontando tale valore con i valori di , , , che sono le percentuali di armatura meccanica relative rispettivamente ai diagrammi b, c, c 53

deformazioni trazione compressione c

e=0
AS b o c b 3 c 4 d 2a

2b

c y b

AS

esu

eyd

eyd ecu

Figura 4.14: Campi di rottura in essione semplice. Percentuale meccanica Campo di rottura < < < < < > 2a 2b 3 4

Tabella 4.1: Percentuale meccanica di armatura ed il corrispondente campo di rottura di Fig. 4.14. In tal modo ` e possibile individuare il campo di comportamento in cui si trova il diagramma delle deformazioni della sezione analizzata, secondo la seguente Tabella 4.3.

In Fig. 4.14 ` e rappresentato il caso di una sezione rettangolare con doppia armatura sollecitata da momento ettente positivo con le possibili situazioni di rottura. In particolare, si evidenziano tre diversi campi: campo 2 caratterizzato dalla rottura convenzionale dellacciaio teso ( = ) mentre il calcestruzzo compresso non raggiunge il limite di rottura ( ). Questo campo, per comodit` a, viene suddiviso nei due campi 2a e 2b, in cui, 54

rispettivamente, larmatura compressa risulta essere in fase elastica ( > ) oppure snervata ( ). campo 3 caratterizzato dalla rottura del calcestruzzo compresso ( = )) con acciaio teso e compresso snervato ( > e < ). campo 4 caratterizzato dalla rottura del calcestruzzo compresso ( = )) con acciaio teso in fase elastica ( < ) e acciaio compresso snervato ( < ). Si far` a sempre nel seguito la convenzione di considerare positivi per il calcestruzzo gli accorciamenti e le compressioni, mentre, per lacciao gli allungamenti e le trazioni. Pertanto, solo lacciaio compresso presenta segni negativi. Le percentuali meccaniche limite sono ottenute dallequilibrio alla traslazione della sezione semplicemente inessa (N=0) per la quale indichiamo con la distanza dellasse neutro dal lembo compresso e con = / la posizione dellasse nuetro adimensionalizzata rispetto allaltezza utile
. Deniamo i rapporti meccanici di armatura e come

, =

(4.19)

Per i materiali utilizzati (calcestruzzo con Rck = 37 MPa ed acciaio FeB44k) i valori delle deformazioni limite sono: 1 = 0.002, = 0.0035, = / = 0.001957 e = 0.01. Diagramma b La posizione dellasse neutro associata al diagramma limite b si ottiene dalla seguente similitutide = con < 0 essendo di contrazione, che porta a = = (4.21) (4.20)

da cui si ricava = 0.24 per / = 20/220. Diagramma c La posizione dellasse neutro associata al diagramma limite c si ottiene dalla equazione = (4.22) 55

dalla quale si ottene che = da cui si ricava = 0.259. Diagramma c La posizione dellasse neutro associata al diagramma limite c si ricava dalla seguente similitutide = dalla quale si ottene che = da cui si ottiene = 0.641. Nella Fig. 4.15 sono rappresentati per i tre diversi diagrammi limite b, c e c le corrispondenti distribuzioni di tensioni normali sulla sezione con le risultati distanziate di . Con riferimento alla Fig. 4.15 si pone lequilibrio alla traslazione come
0 =

= +

(4.23)

(4.24)

= +

(4.25)

(4.26)

dove 0 rappresenta il coeciente di riempimento, ` e la tensione nellacciaio compresso

e ` e la tensione nellacciaio in zona tesa. Dividendo lEq. 4.26 per si ottiene lequazione di equilibrio alla traslazione in forma adimensionalizzata: 0
=

(4.27)

dalla quale risolvendo per si ottiene il valore della percentuale meccanica limite, , corrispondente alla posizione dellasse neutro =
0 / /

(4.28)

=0 (sezione Sostituendo nellEq. 4.27 i valori prima determinati ed assumendo

semplicemente armata) e 0 =0.8 (stress block come legame costitutivo del calcestruzzo), si ottengono le percentuali meccaniche di armatura limite riportate nella seguente Tabella 4.3. 56

a)
c n d z o AS n xb b c b 3 c 2a

ss=-fsd
ec<ecu
2b

fcd
0.8xb

es=eyd
4

zb

c y b

AS

ss=fsd

es=esu

eyd

eyd

b)
c n d z o AS n xc b c b 3 c c y b AS 2a

ec=ecu

ss=-fsd
2b

fcd
0.8xc

es<eyd
zc 4 d

ss=fsd

es=esu

eyd

eyd

c)
c AS xc o n AS y b b c b 3 c 2a

ec=ecu

ss=-fsd
2b

fcd
0.8xc zc

z n c

es<eyd
4 d

ss=fsd

esu

es=eyd

eyd

Figura 4.15: Diagrammi limite di deformazione per la rottura in essione semplice.

57

diagramma limite c c

Posizione asse neutro =0.259 =0.641

percentuali meccaniche limite = 0.207 = 0.513

Tabella 4.2: Percentuali meccaniche di armatura limite Noto il campo di deformazione si impone lequilibrio alla traslazione per determinare la posizione dellasse neutro = /0 e, succesivamente, si calcola il valore del braccio della coppia interna = (1 0.4 /0 ). Quindi, si calcola il momento resistente = che va quindi confrontato con il momento sollecitante . La sezione ` e vericata se risulta . Nella Tabella 4.3 sono riportate le veriche nelle sezioni critiche, cio` e quelle maggiormente sollecitate, per le quali sono stati determinati il campo di rottura, la posizione dellasse neutro , il braccio della coppia interna , il momento resistente di progetto ed il rapporto tra momento resistente e momento sollecitante / . Sezione Appoggio 1 Campata A Appoggio 2 Campata B Appoggio 3 Campo di rottura = 0.2 < 2 = 0.164 < 2 < = 0.355 < 3 < = 0.237 < 3 < = 0.237 < 3 [mm] 55.14 45.2 97.62 65.08 65.08 [mm] 197.95 201.92 180.95 193.97 193.97 [kN] / -14.84 12.41 -24.02 17.17 -17.17 1.45 1.71 1.39 1.32 1.15

Tabella 4.3: Veriche nelle sezioni critiche.

La verica a taglio ` e essenziale per ottenere ulteriori indicazioni sullestensione delle fasce semipiene e/o piene. Essa viene eettuata nelle sezioni critiche, cio e nelle sezioni di passaggio fra la fascia semipiena e quella alleggerita. Poich e il solaio ` e sprovvisto di armature trasversali, la verica al taglio riguarda soltanto il calcestruzzo, per il quale deve risultare che , , essendo , la resistenza a taglio di progetto dellelemento privo di armatura a taglio. Il valore di progetto della resistenza a taglio 58

, ` e dato da (EC-2 6.2.2(1)): [ ] , = , (100 )1/3 + 1 in ogni caso non minore di


, = ( + 1 )

(4.29)

(4.30)

dove ` e in MPa, , = 0.18/ , = 1 +

200/ 2 con in mm, = /( )

con =area longitudinale dellarmatura tesa, =larghezza minima della sezione in zona tesa calcolata in mm, 1 = 0.15, = 0.0035 3/2 )1/2 , = / < 0.2 in MPa, con =forza assiale in N ( > 0 se di compressione). Nel caso in esame, considerando un singolo travetto che si estende sino allappoggio, quindi senza linserimento di fasce piene o semipiene, abbiamo: =100mm, =220mm, =armatura in zona tesa sucientemente ancorata rispetto alla sezione considerarta (per non meno di + ), =0.00714, =1.953, , =0.12. Da cui si ottene che il taglio resistente riporato nella Tabella 4.3 e confrontato con il taglio sollecitante . Sezione Appoggio 1 Appoggio 2 Appoggio 3 210 312 212 , [kN] [kN] 14.32 18.51 14.32 10.96 18.27 12.62

Tabella 4.4: Verica al taglio La verica ` e soddisfatta e non ` e richiesto linserimento di fascie piene e/o semipiene cos` come si ` e anche ottenuto nella verica in essione semplice, si decide, pertanto, di inserire, per ragioni costruttive, una fascia piena di 5cm tra trave e pignate.

59

60

Capitolo 5 Travi
Analisi dei carichi Per determinare i carichi che gravano sulle travi bisogna considerare: il carico che il solaio trasmette alla trave; il peso proprio della trave i carichi direttamente applicati alla trave (come, ad esempio, la muratura di chiusura esterna). Nello schema di trave continua utilizzato per il calcolo del solaio la reazione di ogni appoggio costituisce il carico trasmesso dal solaio al trave posizionata in corrispondenza dellappoggio stesso. In assenza di continuit` a del solaio ogni campata trasmetterebbe un carico corrispondente a met` a campata. Per tenere conto della continuit` a tra le campate di solaio, questo carico viene incrementato attraverso un coeciente , detto coeciente di continuit` a. Gli sbalzi non necessitano del coeciente di continuit` a in quanto il carico viene direttamente calcolato imponendo lequilibrio. In realt` a, il valore del carico potrebbe essere calcolato con precisione a partire dai risultati della risoluzione dello schema di trave continua del solaio, prendendo in considerazione tutte le condizioni di carico analizzate per il solaio. In pratica, risulta essere molto pi` u semplice utilizzare valori approssimati stimati in base allandamento del diagramma dei momenti ettenti 61

Trave

Larghezza dinuenza[m]

Perm. [kN/m]

Perm. non strutt. [kN/m]

Accid.[kN/m]

T1 T2 T3 T4 T5 T6

1.0 1.0 1.0 1.0

4.85/2=2.425 5.85/2=2.925 4.85/2=2.425 5.85/2=2.925

10.55+15.26+3.375 29.1+3.375 12.73+15.26+3.375 10.80+3.375 29.76+3.375 13.02+3.375

2.91 8.03 3.51 0 0 0

4.85 13.38 4.85 2.91 8.03 3.51

1.25 5.85/2+4.85/2=5.35

1.25 5.85/2+4.85/2=5.35

Tabella 5.1: Carichi uniformemente distrubuiti per le travi di solaio

del solaio. Si decide di utilizzare un valore di pari alla media dei due valori relativi alle due campate considerate separatamente (adottando un valore minimo pari a 1 quando il momento massimo sullappoggio in esame ` e allincirca uguale al momento allaltro estremo della campata; un valore massimo pari a 1.25 quando nellaltro estremo il momento ` e nullo). Nei calcoli, dellesempio in esame, si ` e usato il valore di =1.25, generalmente a favore di sicurezza, per lappoggio di continuit` a. Per il calcolo delle sollecitazioni nelle travi portanti del primo piano (T1 tra i pilastri P101 e P106, T2 tra i pilastri P107 e P112, T3 tra i pilastri P113 e P118) e del piano copertura (T4 tra i pilastri P201 e P206, T5 tra i pilastri P207 e P212, T6 tra i pilastri P213 e P218) bisogna, innanzitutto, determinare la larghezza dinuenza di ogni singola trave che viene determinata suddividendo in corrispondenza della mezzeria le campate del solaio che si appoggia su di essa. Il peso proprio della trave ` e stato stimato considerando la sezione della trave predimensionata nel Capitolo 3 pari a 3.375kN/m. La validit` a di queste sezioni verr` a controllata immediatamente dopo aver calcolato il carico agente sulle campate. Nellanalisi dei carichi (Capitolo 3) si sono valutati i carichi variabili separatamente da quelli permanenti, in modo da poterli poi combinare nel modo pi` u gravoso per la trave e sono riportati nella Tabella 5. 62

ec=ecu
n d z o n x

fcd
0.8x 0.4x

C
z

c y b

AS

ss=fsd es

Figura 5.1: Sezione rettangolare a rottura. Per la trave T1 nella campata tra i pilastri P101-P102 e nella prima met` a della campata tra i pilastri P102-P103, cos` per la trave T3 nella campata tra i pilastri P113P114 i carichi devono essere incrementati per considerare anche gli sbalzi del solaio che producono i seguenti carichi: carico permanente di 4.35 1.65 + 2.4 =9.58kN/m ed un carico accidicentale di 4.0 1.65 =6.6kN/m. Nel seguito, per ragioni di sintesi, si presenta la progettazione e verica della sola trave centrale, di spina, denominata, in precedenza, T2 compresa tra i pilastri P107 e P112. Tale procedura pu` o essere facilmente applicata per progettare e vericare le altre travi.

Controllo sezione trave Vericato che le dimensioni adottate per la sezione della trave siano sucienti. Per una trave su pi` u di tre appoggi il massimo momento negativo in corrispondenza degli appoggio pu` o essere stimato pari a = 2 (1.3 32.47 + 1.5 8.03 + 1.5 13.38) 5.252 = = 204.86kNm 10 10 (5.1)

Per controllare la correttezza delle dimensioni assunte, si fa riferimento alla seguente situazione. Si consideri una sezione semplicemente armata sollecita in essione semplice con rottura lato calcestruzzo come mostrato in Fig. 5.1. La posizione dellasse neutro 63

vale = = = + (5.2)

dove, nel caso di rottura duttile con acciaio teso snervato, il valore di risulta compreso tra 0.259 e 0.641 (per acciaio B450C), come ricavato nel Capitolo 4. Si assume, pertanto, un valore di compreso in questo intervallo e pari a = 0.3. Dallequilibrio alla rotazione (vedere Fig. 5.1), si ottiene = 0.8 ( 0.4) Sostituendo nellEq. 5.3 il valore di = 0.3 si ricava la seguente espressione = 0.21 2 (5.4) (5.3)

Questa relazione pu` o essere utilizzata per ricavare una tra le seguenti grandezze: il momento resistente della sezione per rottura lato calcestruzzo , laltezza utile della sezione oppure la larghezza della sezione. Ricavando dallEq. 5.4 laltezza utile si ottiene = 1 0.21 = (5.5)

dove ` e un coeciente che dipende dal tipo di calcestruzzo utilizzato secondo quanto riportato nella Tabella 5.

[MPa]

20

25

30

35

40

[mm/N1/2 ] 0.648 0.58 0.529 0.49 0.458 Tabella 5.2: Valori del coeciente

DallEq. 5.4 ` e possibile ricavare il momento resistente oppure la larghezza della sezione: = 2 2 e = 2 2 (5.6)

Utilizzando nellesempio considerato un calcestruzzo con =30MPa, si ha un valore di = 0.529. DallEq. 5.5 si ottiene unaltezza utile = 43.7cm, alla quale va aggiunto 64

il copriferro c = 4 cm. Pertanto si ritiene accettabile la sezione 30x45 che ` e stata inizialmente considerata anche se leggermente sottodimensionata secondo questi calcoli preliminari. Dallequilibrio alla rotazione rispetto al baricentro delle compressioni, vedere Fig. 5.1, per = 0.3 , si ottiene = ( 0.4) = 0.88 (5.7)

Per semplicit` a ed unifomit` a con le tensioni ammissibili si utilizza la seguente espressione per il dimensionamento delle armature = 0.9 (5.8)

La sollecitazione di taglio massima pu` o essere stimata per eccesso attraverso la seguente formula = 2 /2 + 2 /10 = 235.8kN (5.9)

Il taglio resistente associato alla crisi del puntone compresso di parete nel traliccio di M orsch (punto 6.2.3 (3), espressione 6.9 dellEC-2) vale , = 1 + (5.10)

dove rappresenta linclinazione dei puntoni compressi di calcestruzzo, ` e un coeciente che tiene conto dellinterazione tra la tensione nel corrente compresso e qualsiasi tensione di compressione assiale ( = 1 per strutture non precompresse), = 0.9 ` e il braccio della coppia interna, ` e la larghezza minina della sezione, 1 ` e un coeciente di riduzione della resistenza del calcestruzzo fessurato calcolato con la seguente espressione ( ) 1 = 0.6 1 250 in cui ` e in MPa. Secondo il modello a inclinazione variabile del traliccio di M orsch, al diminuire dellangolo vengono caricati maggiormente i puntoni compressi di parete che modellano 65 (5.11)

Sezione trave

Schema 1: trave continua

Schema 2: travi incastrate alle estremita

Schema 3: campate appoggiate con carico dimezzato

Figura 5.2: Schemi statici della trave. il comportamento del calcestruzzo e scaricati i tiranti di parete in acciaio che rappresentano larmatura trasversale. LEC-2 nel punto 6.2.3(2) consente di adottare un qualsiasi valore di cotg compreso tra 1 e 2.5. Il taglio resistente , conviene inizialmente calcolarlo utilizzando il massimo valore consentito dalla normativa per langolo (cotg=2.5), che fornisce la minima resistenza , . Pertanto, nel caso in esame con = 0.526, = 30cm, = 16.31MPa, cotg=2.5, = 37.8cm si ha , = 335.8kN Questo valore risulta ben maggiore del taglio sollecitante stimato con lEq. 5.9. (5.12)

66

5.1

Determinazione delle azioni interne

Come visto nel caso del solaio nel Capitolo 4, anche nel caso delle travi di solaio, lo schema di funzionamento statico reale dipende dalla rigidezza dei vincoli. Per questo motivo si considerano diversi schemi di vincolo, riporati in Fig. 5.2, che considerano le diverse situazioni estreme di vincolo che la trave potrebbe avere:

schema 1 di trave continua approssima bene il comportamento della trave nel caso di pilastri deformabili;

schema 2 di campate incastrate approssima bene il comportamento della trave in presenza di pilastri molto rigidi;

schema 3 di campate separate ed appoggiate con carichi dimezzati considera il caso in cui la trave perdesse la continuit` a a causa di fessurazione, variazioni termiche o plasticizzazione in corrispondenza degli appoggi.

Schema 1 trave continua La trave T2 in esame ` e stata, dapprima, schematizzata come trave continua. Per determinare le azioni interne si utilizza il metodo delle forze con riferimento alla generica trave continua su sei appoggi di Fig. 5.3 la cui trave di servizio ` e illustrata in Fig. 5.3. Pertanto, le equazioni di congruenza sugli appoggi ci permettono di scrivere il seguente sistema risolvente: + + + + 0 = 0 + + + + 0 = 0 + + + + 0 = 0 + + + + 0 = 0 67 (5.13)

q1

q2

q3

q4

q5

A L1

B L2

C L3

D L4

E L5

q1

q2

q3

q4

q5

XB RA

XB

XC

XC

XD

XD

XE

XE RF

RB RB

RC RC

RD RD

RE RE

Figura 5.3: Generica trave continua su sei appoggi e la sua struttura di servizio.

68

Dove i coecienti dinuenza rappresentano i valori delle rotazioni relative dovute a valori unitari delle iperstatiche ed ai carichi esterni e sono di seguito riportati: = 0 =
2 2 1 + 3 ; = = 6 ; = = 0; = = 0; 31 2 2 3 1 3 2 3 3 2 24 1 2 ; = 3 + 3 ; = = 6 ; = = 0; 24 2 3 3 3 2 3 3 4 4 3 0 = 24 2 3 ; = 3 + 3 ; = = 6 ; 24 3 4 4 3 3 3 3 4 4 5 3 4 5 4 ; = 3 + 3 ; 0 = 4 5 0 = 3 24 24 24 24 4 5

(5.14) Sostituendo nel sistema di Eq. 5.13 i valori dei coecienti di inuenza si ottengono le quattro Eq. che consentono di calcolare le incognite iperstatiche , , e . Per il caso in studio, il problema pu` o essere semplicato sfruttando la simmetria della trave (simmetria geometrica, i.e. 1 = 5 e 2 = 4 , e simmetria dei carichi, i.e. 1 = 5 e 2 = 4 ) come illustrato in Fig. 5.4. In questo caso si hanno due equazioni di congruenza (essendo = e = ) ed il seguente sistema risolvente: + + 0 = 0 + + 0 = 0 (5.15)

Dove i coecienti dinuenza hanno gli stessi valori riportati in precedenza con la sola eccezione di che vale 3 2 + 32 23 La soluzione del sistema di Eq. 5.15 consente di determinare le incognite iperstatiche = come di seguito mostrato.
0 + 0 = 2

0 + 0 2

(5.16)

Sostituendo nelle Eq. 5.16 i valori dei coecienti di inuenza e considerando il caso di una trave di sezione costante (i.e. (1 = 2 = 3 = 4 = 5 = )), si ottine = =
3 3 3 2 (2 3 2 +3 3 )2(2 +33 /2)(1 1 +2 2 ) 42 16( +3 / 2)( + ) 2 3 1 2 2 3 1 3 2(1 +2 ) 1 +2 2 2 42

(5.17)

69

q1

q2

q3

q3

q2

q1

A L1

B L2

C L3/2 L3/2

D L2

E L1

q1

q2

q3

XB RA

XB

XC

XC

RB RB

RC RC

Figura 5.4: Trave continua su sei appoggi simmetrica e la sua struttura di servizio.

70

Noto il valore delle incognite iperstatiche ` e possibile calcolare le reazioni vincolari e


lazione di taglio alle estremit` a delle campate ( , + , + , + , + , ) e i valori dei momenti ettenti in mezzeria delle campate (1 , 2 , 3 , 4 , 5 ) 1 1 1 = = 2 = =1 + 2 1 1 + = =1 2 2 2 = =1 2 2 2 = =1 2 3 3 1 2 1 8 2 2 8 2 1 1 2 2

2 2

(5.18)

1 = 5 = 2 = 4 = 3 =
3 2 3 8

(5.19)

Procediamo ora alla risoluzione dei vari schemi di carico per la determinazione dei massimi e minimi momenti ettenti e delle azioni taglianti in corrispondenza degli appoggi. Nel caso in esame si ha: 1 = 5 = 4.35, 2 = 4 = 5.25, 3 = 2.8 (5.20)

mentre i carichi di ciascuna campata 1 = 5 , 2 = 4 e 3 variano a seconda dello schema di carico considerato. Nel caso in considerazione, il carico permenente 1 , il carico permenente non strutturale 2 e quello accidentale , come determinato in precedenza (vedi Tab. 5), hanno i seguenti valori: 1 = 32.47kN/m, 2 = 8.03kN/m e = 13.38kN/m (5.21)

Tali carichi devono essere amplicati attraverso i coecienti parziali di sicurezza 1 = 1.3 (oppure 1 se favorevole) e 2 = 1.5 (oppure 0 se favorevole) per i carichi permanenti e = 1.5 (oppure 0 se favorevole) per i carichi accidentali. Le diverse condizioni di carico dello schema 1 di vincolo sono analizzate singolarmente nel seguito. Schema 1-a Questa condizione di carico consente di determinare il massimo momento sollecitante nella campata 1, 3 e 5 a cui corrispondono i seguenti valori dei 71

carichi 1 = 5 = 1 1 + 2 2 + , 2 = 4 = 1 1 + 2 2 , 3 = 1 1 + 2 2 + (5.22) Sostituendo i valori dei carichi (Eq. 5.22) nellEq. 5.17, si ottiene = =
3 3 3 2 ((1 1 +2 2 )3 2 +( 1 1 + 2 2 + )3 )2(2 +33 /2)(( 1 1 + 2 2 + )1 +( 1 1 + 2 2 )2 ) 42 16( +3 / 2)( + ) 2 3 1 2 2 3 (1 1 +2 2 + )3 +2 ) 1 +( 1 1 + 2 2 )2 2(1 42 2

(5.23) da cui si ricavano le incognite iperstatiche: = 159.7kN/m e = 81.06kN/m. Dalle Eq. 5.19 si ottengono i momenti nella mezzeria delle due campate: 1 = 5 = 95.94kNm, 2 = 4 = 66.54kNm e 3 = 8.26kNm. In Fig. 5.5 ` e riportato il diagramma del momento ettente e del taglio per questa condizione di carico. Schema 1-b Questa condizione di carico consente di determinare il massimo momento sollecitante nella campata 2 e 4 a cui corrispondono i seguenti valori dei carichi 1 = 5 = 1 1 +2 2 , 2 = 4 = 1 1 +2 2 + , 3 = 1 1 +2 2 (5.24)

Sostituendo i valori dei carichi (Eq. 5.24) nellEq. 5.17, si ottiene = =


3 3 3 2 ((1 1 +2 2 + )3 2 +( 1 1 + 2 2 )3 )2(2 +33 /2)(( 1 1 + 2 2 )1 +( 1 1 + 2 2 + )2 ) 42 16( +3 / 2)( + ) 2 3 1 2 2 3 (1 1 +2 2 )3 +2 ) 1 +( 1 1 + 2 2 + )2 2(1 42 2

(5.25) da cui si ricavano le incognite iperstatiche: = 167.7kN/m e = 111.4kN/m. Dalle Eq. 5.19 si ottengono i momenti nella mezzeria delle due campate: 1 = 5 = 44.47kNm, 2 = 4 = 116.5kNm e 3 = 58.26kNm. In Fig. 5.6 ` e riportato il diagramma del momento ettente e del taglio per questa condizione di carico. Schema 1-c Questa condizione di carico consente di determinare il massimo momento sollecitante in corrispondenza dellappoggio B a cui corrispondono i seguenti valori dei carichi 1 = 5 = 1 1 + 2 2 + , 2 = 4 = 1 1 + 2 2 + , 3 = 1 1 + 2 2 (5.26) 72

q1=1.3g1+1.5(g2+q)

q3=1.3g1+1.5(g2+q) q2=1.3g1+1.5g2 q4=1.3g1+1.5g2

q5=1.3g1+1.5(g2+q)

A L1

B L2

C L3/2 L3/2

D L2

E L1

XB=159.7kN/m

XC=81.06kN/m

M1=95.94kN/m

M2=66.54kN/m

M3=/8.26kN/m

RA=125kN

RB=157.4kN

RC=104.1kN

RB=198.4kN

RC=127.4kN

Figura 5.5: Condizione di carico a dello schema 1.

73

q2=1.3g1+1.5(g2+q) q1=1.3g1+1.5g2

q3=1.3g1+1.5g2

q4=1.3g1+1.5(g2+q) q5=1.3g1+1.5g2

A L1

B L2

C L3/2 L3/2

D L2

E L1

XB=167.7.8kN/m

XC=111.4kN/m

M1=44.47kN/m

M2=116.5kN/m

M3=-58.26kN/m

RA=79.45kN

RB=205.8kN

RC=75.96kN

RB=156.6kN

RC=188.4kN

Figura 5.6: Condizione di carico b dello schema 1.

74

q1=1.3g1+1.5(g2+q) q2=1.3g1+1.5(g2+q) q4=1.3g1+1.5(g2+q) q5=1.3g1+1.5(g2+q) q3=1.3g1+1.5g2

A L1

B L2

C L3/2 L3/2

D L2

E L1

XB=191kN/m

XC=105kN/m

M1=80.3kN/m

M2=108.1kN/m

M3=-51.79kN/m

RA=117.8kN

RB=211.5kN

RC=75.96kN

RB=205.6kN

RC=178.7kN

Figura 5.7: Condizione di carico c dello schema 1. Sostituendo i valori dei carichi (Eq. 5.26) nellEq. 5.17, si ottiene = =
3 3 3 2 ((1 1 +2 2 + )3 2 +( 1 1 + 2 2 )3 )2(2 +33 /2)(( 1 1 + 2 2 + )1 +( 1 1 + 2 2 + )2 ) 42 16( +3 / 2)( + ) 2 3 1 2 2 3 (1 1 +2 2 + )3 +2 ) 1 +( 1 1 + 2 2 + )2 2(1 42 2

(5.27) da cui si ricavano le incognite iperstatiche: = 191kN/m e = 105kN/m. Dalle Eq. 5.19 si ottengono i momenti nella mezzeria delle due campate: 1 = 5 = 80.3kNm, 2 = 4 = 108.1kNm e 3 = 51.79kNm. In Fig. 5.7 ` e riportato il diagramma del momento ettente e del taglio per questa condizione di carico. 75

Schema 1-d Questa condizione di carico consente di determinare il massimo momento sollecitante in corrispondenza dellappoggio C a cui corrispondono i seguenti valori dei carichi

1 = 5 = 1 1 + 2 2 ,

2 = 4 = 1 1 + 2 2 + ,

3 = 1 1 + 2 2 + (5.28)

Sostituendo i valori dei carichi (Eq. 5.28) nellEq. 5.17, si ottiene


3 3 3 2 ((1 1 +2 2 + )3 2 +( 1 1 + 2 2 + )3 )2(2 +33 /2)(( 1 1 )1 +( 1 1 + 2 2 + )2 ) 42 16( +3 / 2)( + ) 2 3 1 2 2 3 (1 1 +2 2 )3 2(1 +2 ) 1 +( 1 1 + 2 2 + )2 2 42

= =

(5.29) da cui si ricavano le incognite iperstatiche: = 166kN/m e = 117.7kN/m. Dalle Eq. 5.19 si ottengono i momenti nella mezzeria delle due campate: 1 = 5 = 45.33kNm, 2 = 4 = 114.2kNm e 3 = 44.9kNm. In Fig. 5.8 ` e riportato il diagramma del momento ettente e del taglio per questa condizione di carico. Schema 2 Si considera lo schema a campate separate e perfettamente incastrate agli estremi. Le campate sono caricate come mostrato in Fig. 4.10 insieme ai diagrammi del momento ettente e di taglio per lincastro perfetto. Schema 3 Si considera, inne, il caso di travi incernierate agli estremi con carico dimezzato come mostrato in Fig. 5.10 insieme ai diagrammi del momento ettente. Sovrapponendo i diagrammi dei momenti ettenti e del taglio ricavati per i vari schemi di calcolo si ottengono i diagrammi inviluppo del momento ettente e del taglio, riportato in Fig. 5.11 che ci consentono di dimensionare e vericare la trave di solaio. Per tenere in considerazione linterazione tra il taglio e il momento ettente, il diagramma inviluppo del momento ettente deve per` o essere traslato lungo lasse longitudinale nel verso sfavorevole (cio` e in modo tale da ottenere un aumento, in valore assoluto, del momento ettente) di un distanza che, nel caso di trave provvista di armatura a taglio, vale = ( )/2, dove = 0.9 ` e il braccio della coppia interna. In via cautelativa, si consiglia di utilizzare sempre il valore = . 76

q1=1.3g1+1.5g2

q2=1.3g1+1.5(g2+q)

q3=1.3g1+1.5(g2+q)

q4=1.3g1+1.5(g2+q) q5=1.3g1+1.5g2

A L1

B L2

C L3/2 L3/2

D L2

E L1

XB=166kN/m

XC=117.7kN/m

M1=45.33kN/m

M2=114.2kN/m

M3=-44.9kN/m

RA=79.85kN

RB=204.3kN

RC=104.1kN

RB=156.2kN

RC=185.9kN

Figura 5.8: Condizione di carico d dello schema 1.

77

q1=1.3g1+1.5(g2+q)

q3=1.3g1+1.5(g2+q) q4=1.3g1+1.5(g2+q)

q5=1.3g1+1.5(g2+q)

q2=1.3g1+1.5(g2+q)

A L1

B L2

C L3/2 L3/2

D L2

E L1

MB=MC=170.7kN/m MC=MD=48.56kN/m MA=MB=117.2kN/m

M1=58.6kN/m

M2=85.4kN/m

M3=24.28kN/m

RA=161.7kN

RB=195.1kN

RC=104.1kN

RB=161.7kN

RC=195.1kN

Figura 5.9: Condizioni di carico e diagrammi del momento ettente e del taglio per lo schema 2.

78

q2=(1.3g1+1.5(g2+q))/2 q1=(1.3g1+1.5(g2+q))/2

q4=(1.3g1+1.5(g2+q))/2 q5=(1.3g1+1.5(g2+q))/2

q3=(1.3g1+1.5(g2+q))/2

A L1

B L2

C L3/2 L3/2

D L2

E L1

M1=87.9kN/m

M2=128kN/m

M3=36.4kN/m

Figura 5.10: Condizioni di carico e diagramma del momento ettente per lo schema 3.

5.2

Armatura longitudinale

Cos` come per il solaio, anche per la trave larea delle armature da disporre ` e fornita dalla relazione 5.8 dove in questo caso = = 42cm. Come armature si sono utilizzate barre di diverso diametro pari a 16mm ( = 1.54cm2 ) e 18mm ( = 2.01cm2 ), considerando come minimo di armatura due barre inferiori e due superiori. Le aree di ferro necessarie e quelle eettivamente disposte sono indicate nella tabella 5.2. Il diagramma del momento resistente, calcolato con linversa della Eq. 5.8, ` e riportato nella Figura 5.12. In ogni sezione si verica gracamente che il momento resistente sia maggiore del momento ettente sollecitante. La costruzione del graco del momento resistente e la corrispondente disposizione delle armature, deve essere eettuata considerando le opportune lunghezze di ancoraggio delle armature metalliche. 79

161.7kN

211.5kN 104.1kN

195.1kN

205.6kN

104.1kN 205.6kN 195.1kN 211.5kN

161.7kN

191kNm 117.2kNm

170.7kNm 170.7kNm

191kNm 117.2kNm

36.4kNm 95.94kNm 128kNm 128kNm 95.94kNm

Figura 5.11: Diagrammi inviluppo del momento ettente e del taglio.

80

Sezione Appoggio A Campata 1 Appoggio B Campata 2 Appoggio C Campata 3 Appoggio D Campata 4 Appoggio E Campata 5 Appoggio F

Mmax [KNm] Amin [mm2 ] s s -117.2 95.94 -191.0 128 -170.7 36.4 -170.7 128 -191.0 95.94 -117.2 793 649 1291 866 1154 246 1154 866 1291 649 793

Armatura 218 + 216 218 + 116 418 + 216 218 + 216 418 + 116 316 418 + 116 218 + 216 418 + 216 218 + 116 218 + 216

As [mm2 ] Mr [KNm] 911 710 1420 911 1219 603 1219 911 1420 710 911 134.76 105.02 210.04 134.76 180.3 89.22 180.3 134.76 210.04 105.02 134.76

Si sono disposte (vedere Fig. 5.12) senza nessun calcolo delle armature di parete pari a 2 14). Questa armatura fornisce un contributo resistente a taglio ma, soprattutto, riduce i problemi di fessurazione e consente di assorbire eventuali trazioni dovute, ad esempio, a ritiro o variazioni termiche. Per completare la progettazione dellarmatura longitudinale occorre considerate le indicazioni del capitolo 9 dellEC-2 sui dettagli costruttivi. Conformemente al punto 9.2.1.1 dellEC-2 debbono essere rispettati i seguenti quantitativi minimi, , , per laramtura tesa e massimi, , , sia per larmatura tesa che per quella compressa: , = 0.26 0.0013 , = 0.04 dove ` e la larghezza media della zona tesa, ` e la resistenza a trazione media determinata dal prospetto 3.1 dellEC-2 in base alla classe di resistenza del calcestruzzo e ` e larea della sezione. Nel caso in esame si ha , = 211.12mm2 , = 5040mm2 (5.31) (5.30)

81

M[kNm]

x[m]

Figura 5.12: Ricoprimento del diagramma inviluppo del momento ettente.

82

Come si pu` o vericare dalla Fig. 5.12 in ogni sezione della trave vi ` e un quatitativo di armatura in zona tesa ed in zona compressa che rispettano addondantemente i limiti dellEq. 5.31.

5.3

Armatura trasversale

Le armature a taglio sono costituite, nel caso in esame, da sole stae a due bracci. Per il calcolo delle armature a taglio si fa riferimento alle indicazioni dellEC-2 punto 6.2.3 in cui si utilizza il metodo del traliccio M orsch ad inclinazione variabile come discusso in precedenza. Per determinare in quale zona ` e necessario un calcolo diretto dellarmatura a taglio, si calcola il valore di , (dallEC-2 punto 6.2.2(1)) che rappresenta la resistenza a taglio della trave in assenza di armatura a taglio: [ ] , = , (100 )1/3 + 1 in ogni caso non minore di
, = ( + 1 )

(5.32)

(5.33)

dove ` e la resistenza cilindrica caratteristica del calcestruzzo in MPa, , = 0.18/ , e il coeciente che tiene conto dellingranamento = 1 + 200/ 2 con in mm ` degli inerti, = /( ) con =area longitudinale dellarmatura tesa rispetto alla sezione ` e il coeciente che tiene conto delleetto spinotto, =larghezza minima della sezione in zona tesa calcolata in mm; = / < 0.2 in MPa, con =forza assiale in N ( > 0 se di compressione). Senza ripetere tale calcolo per tutte le sezioni, lo si ` e eettuato una volta sola utilizzando un valore di ottenuto considerando il minimo di armatura tesa pari a 603mm2 corrispondente a 316. Essendo nel caso in studio fck=30MPa, =30cm, = 42cm, = 0.00479, = 1.690 si ottine , =58.23kN. Per vericare se la sezione ` e suciente per sopportare il taglio sollecitante, si calcola il valore di , , resistenza del puntone inclinato di calcestruzzo nel traliccio di 83

M orsch ad inclinazione variabile come riportato in Eq. 5.10. Assumendo cotg=2 e, nel caso in esame con = 0.526, = 30cm, = 17MPa e = 37.8cm, si ha =381.7kN. Come si pu` o facilmente vericare dalla Fig. 5.11 tale valore risulta essere abbondantemente maggiore del massimo taglio sollecitante. Per vericare se in una trave armata a taglio il quantitativo di armatura sia sufciente per sopportare il taglio sollecitante, bisogna determinare il valore di , che rappresenta la resistenza delle aste tese di parete nel traliccio di M orsch ad inclinazione variabile. Il contributo resisetnte a taglio associato alla crisi delle armature trasversali verticali (stae) pu` o essere determinato attraverso lespressione 6.8 del punto 6.2.3(3) dellEC-2 , = cotg (5.34)

Occorre determinare dove ` e necessario calcolare direttamente le armature a taglio e il quantitativo di armatura da disporre. Per questo si pu` o procedere nel seguente modo: 1. si determinano i punti di intersezione tra il valore costante di , ed il diagramma del taglio. Tali punti, che possono essere determinati sia gracamente che analiticamente, individuano i due tratti della trave da armare a taglio e quello (centrale) in cui ` e richiesto solo il minimo di normativa. 2. Si suddividono i tratti da armare a taglio in segmenti di lungezza costante (ad esempio di 100cm) e si determina in ciascun di essi il taglio massimo sollecitante. 3. In ciascun segmento, si calcola, ponendo il taglio sollecitante pari a , nellEq. 5.34, la densit` a delle stae /, da cui ` e possibile ottenere il passo delle stae avendo ssato a piacere larea della singola staa. Nel denire larmatura a taglio si sono sempre considerate le indicazioni del capitolo 9 dellEC-2 sui dettagli costruttivi. Tali indicazioni rigurdano larmatura minima, il massimo passo longitudinale delle stae , e la massima distanza trasversale dei bracci delle stae , . Conformemente al punto 9.2.2 dellEC-2 debbono essere 84

vericate le seguenti relazioni =


, =

0.08

, = 0.75 , = 0.75 600mm Nel caso in studio si ha , = 0.00102 , = 315mm , = 315mm

(5.35)

(5.36)

Nella Fig. 5.13 si riporta linviluppo del diagramma del taglio ed il diagramma del taglio resistente corrispondente alle armature disposte secondo il procedimento che ` e stato prima presentato. Dalla Fig. 5.13 si possono ricavare il passo massimo utilizzato pari a 25cm e la densit` a minima pari a /( ) =0.00135 entrambi i valori soddisfano quanto richiesto dallEC-2 in Eq. 5.36. La distanza trasversale tra i bracci delle stae ` e sicuramente minore di , di Eq. 5.36 poich e la larghezza della sezione ` e minore ( = 30cm).

85

V[kNm]

x[m]

Figura 5.13: Ricoprimento del diagramma inviluppo del taglio.

86

5.4

Veriche di resistenza allo stato limite ultimo

Si eettuata la verica a essione retta allo stato limite ultimo delle sezioni pi` u signicative. Il procedimento e le relative formule utilizzate nel seguito sono gi` a state presentate nel capitolo relativo al solaio e non vengono quindi ripetute in questo capitolo. Verica della sezione in corrispondenza dellappoggio A Per questa sezione si ha: =30cm, =42cm, =3cm, =9.11 cm2 , =7.1cm2 e =-117.2kNm. Come in tutte le altre sezioni sollecitate da momento ettente negativo si assume che e rappresentino, rispettivamente, le armature tese e quelle compresse. Quindi si possono ancora utilizzare le formule per la essione viste per momento ettente positivo con laccortezza di ribaltare attorno ad un asse orizzontale le sezioni quando sollecitate da momento negativo. Pertanto le percentuali meccaniche
= /// =0.13 e = /// =0.166. darmatura risultano essere:

Le , e , che corrispondono ai dierenti diagrammi limite, valgono: diagramma b con = 0.223 =0.308, diagramma c con = 0.259 =0.337 e diagramma c con = 0.641 =0.656. Essendo < lo stato di deformazione rientra nel campo di rottura 2a. Il valore di si ottiene dallequilibrio alla traslazione con
= = ( )/( ) 0 = = 59.205mm

(5.37)

Dallequilibrio alla rotazione rispetto al baricentro dellarmatura compressa si ricava il valore del momento resistente = 0 ( 0.4) + ( ) (5.38)

Nella sezione in esame ` e pari a =-140.6kNm. Poich e < la sezione ` e vericata. Verica della mezzeria della prima campata (campata 1) Per questa sezione si ha: =30cm, =42cm, =3cm, =7.1 cm2 , =7.1cm2 e =95.94kNm. Quindi le percentuali meccaniche darmatura risultano essere: 87

=0.13 e =0.13. Le , e , che corrispondono ai dierenti diagrammi

limite, valgono: diagramma b con = 0.223 =0.308, diagramma c con = 0.259 =0.337 e diagramma c con = 0.641 =0.656. Essendo lo stato di deformazione rientra nel campo di rottura 2a. Il valore di si ottiene dallequilibrio alla
traslazione con = = ( )/( ) in Eq. 5.37 che vale =49.64cm. Il

momento resistente si ottiene dallequilibrio alla rotazione rispetto al baricentro dellarmatura compressa (Eq. 5.38) e, nella sezione in esame, vale =110.4kNm. Essendo < la sezione ` e vericata. Verica della sezione in corrispondenza dellappoggio B Per questa sezione si ha: =30cm, =42cm, =3cm, =14.2 cm2 , =7.1cm2 e =-191kNm. Quindi le percentuali meccaniche darmatura risultano essere:
=0.13 e =0.26. Le , e , che corrispondono ai dierenti diagram

mi limite, valgono: diagramma b =0.308, diagramma c =0.337 e diagramma c =0.656. Essendo lo stato di deformazione rientra nel campo di rottura 2a. Il
= = ( )/( ) valore di si ottiene dallequilibrio alla traslazione con

in Eq. 5.37 per il quale si ha 82.295cm. Dallequilibrio alla rotazione rispetto al baricentro dellarmatura compressa (Eq. 5.38) si ricava il valore del momento resistente =-215.7kNm. Poich e < la sezione ` e vericata. Verica della mezzeria della seconda campata (campata 2) Per questa sezione si ha: =30cm, =42cm, =3cm, =9.11 cm2 , =5.1cm2 e
=0.093 =128kNm. Quindi le percentuali meccaniche darmatura risultano essere:

e =0.0166. Le , e , che corrispondono ai dierenti diagrammi limite, valgono: diagramma b =0.272, diagramma c =0.3 e diagramma c =0.62. Essendo lo stato di deformazione rientra nel campo di rottura 2a. Il valore di
si ottiene dallequilibrio alla traslazione con = = ( )/( ) in Eq.

5.37 che vale =63.75cm. Il momento resistente si ottiene dallequilibrio alla rotazione rispetto al baricentro dellarmatura compressa (Eq. 5.38) e, nella sezione in esame, vale =140.2kNm. Essendo < la sezione ` e vericata. Verica della sezione in corrispondenza dellappoggio C 88

Per questa sezione si ha: =30cm, =42cm, =3cm, =12.19 cm2 , =6.03cm2 e =-170.7kNm. Quindi le percentuali meccaniche darmatura risultano essere:
=0.11 e =0.186. Le , e , che corrispondono ai dierenti diagrammi

limite, valgono: diagramma b =0.289, diagramma c =0.317 e diagramma c =0.637. Essendo lo stato di deformazione rientra nel campo di rottura
2a. Il valore di si ottiene dallequilibrio alla traslazione con = = (

)/( ) in Eq. 5.37 per il quale si ha 76.7cm. Dallequilibrio alla rotazione rispetto al baricentro dellarmatura compressa (Eq. 5.38) si ricava il valore del momento resistente =-185.8kNm. Poich e < la sezione ` e vericata. Verica della mezzeria della terza campata (campata 3) Per questa sezione si ha: =30cm, =42cm, =3cm, =6.03 cm2 , =12.19cm2 e =36.4kNm. Quindi le percentuali meccaniche darmatura risultano essere:
=0.186 e =0.11. Le , e , che corrispondono ai dierenti diagrammi lim

ite, valgono: diagramma b =0.4, diagramma c =0.43 e diagramma c =0.749. Essendo lo stato di deformazione rientra nel campo di rottura 2a. Il valore
= = ( )/( ) di si ottiene dallequilibrio alla traslazione con

in Eq. 5.37 che vale =40.81cm. Il momento resistente si ottiene dallequilibrio alla rotazione rispetto al baricentro dellarmatura compressa (Eq. 5.38) e, nella sezione in esame, vale =94.33kNm. Essendo < la sezione ` e vericata per il momento ettente positivo. In realt` a, questa sezione ` e anche sollecitata da un momemto ettente negativo pari a =-58.26kNm, per il quale la crisi avviene sempre nel campo di rottura 2a. La posizione dellasse neutro vale =66.81cm ed il momento resistente vale =-185.4kNm. Essendo < la sezione ` e vericata anche per il momento ettente negativo. Le rimanenti sezioni risultato vericate per la simmetria della trave.

89

5.5

Veriche agli stati limite di esercizio

Gli stati limite di servizio sono condizioni al di l` a delle quali la struttura perde i suoi requisiti di funzionalit` a. Il raggiungimento di uno stato limite di servizio ` e, pertanto, legato alle condizioni di impiego della struttura, e pu` o avere carattere reversibile od irreversibile. Nel primo caso il danno o la deformazione cessa non appena si elimini la causa che ha portato al superamento dello stato limite di servizio; nel secondo caso si presentano danni o deformazioni non pi` u eliminabili. I principali stati limite di esercizio per strutture in cemento armato considerati dallEC-2 riguardano la limitazione delle tensioni, il controllo della fessurazione e quello della deformazione. Le veriche agli stati limite di servizio si basano su due distinte combinazioni di carico: la combinazione quasi-permanente, meno gravosa, e quella caratteristica o rara, maggiormente impegnativa. I valori del carico, nel caso di una sola azione variabile, relativi alla combinazione rara sono forniti dalla relazione = 1 + 2 + (5.39)

I valori del carico, nel caso di una sola azione variabile, relativi alla combinazione quasi-permanente sono forniti dalla relazione
= 1 + 2 + 2

(5.40)

dove 2 =0.2 per edici destinati a residenziale. I valori di 1 =32.47kN/m (valore caratteristico dei carichi permanenti), 2 =8.03kN/m (valore caratteristico dei carichi permanenti non strutturali) e =13.38kN/m (valore caratteristico dei carichi variabili) per la trave in esame sono gi` a stati determinati in precedenza. Pertanto, il rapporto tra la combinazione di carico per lo stato limite ultimo ed vale 0.725 per la combinazione di carico rara e 0.58 per la combinazione di carico quasi-permanente. I valori del momento ettente possono essere approssimativamente ricavati dai valori ottenuti per lo stato limite ultimo, moltiplicandoli per il coeciente 0.725 (per la combinazione rara) e 0.58 (per la combinazione quasi-permanente). Ovviamente, questa ` e solo una approssimazione, per essere precisi occorrerebbe ripetere la risoluzione 90

dei diversi schemi visti per lo stato limite ultimo, con i carichi permanenti e variabili relativi allo stato di servizio considerato. Per la combinazione di carico rara, la differenza ` e minima, perch e i carichi, permanenti e variabili, mantengono sostanzialmente le rispettive proporzioni. Le dierenze maggiori si hanno per la combinazione di carico quasi-permanente, in cui si riducono molto di pi` u i carichi variabili. Questo procedimento approssimato ` e per` o sempre a favore della sicurezza. In Tab. 5.5 si riportano i momenti ettenti sollecitanti per le diverse combinazioni di carico: stato limite ultimo,
qp MSLU , combinazione caratteristica o rara, Mr . s s , e combinazione quasi-permanente, Ms

Sezione Appoggio A Campata 1 Appoggio B Campata 2 Appoggio C Campata 3 Appoggio D Campata 4 Appoggio E Campata 5 Appoggio F

MSLU [KNm] Mr s s [KNm] -117.2 95.94 -191.0 128 -170.7 36.4 -170.7 128 -191.0 95.94 -117.2 84.97 69.56 138.5 92.8 123.8 26.4 123.8 92.8 138.5 69.56 84.97

p Mq [KNm] s

68.09 55.74 111.0 74.37 99.18 21.15 99.18 74.37 111.0 55.74 68.09

Verica della deformabilit` a In una struttura ` e sempre bene controllare le inessioni dei vari elementi, in modo tale che questa non pregiudichi la funzionalit` a o laspetto estetico. LEC-2 raccomanda quindi di stabilire dei valori limite di inessione entro i quali ci si deve attenere; questi tengono conto della natura della struttura, delle niture, del tipo dei tramezzi, degli accessori e della funzione della struttura stessa. La norma propone due diversi metodi per il controllo dellinessione: il primo (punto 7.4.3 dellEC-2) consiste con il vero e proprio calcolo degli spostamenti massimi sotto le condizioni di carico utilizzate 91

per la verica. Il secondo (punto 7.4.2 dellEC-2), di natura empirica, ` e basato sulla limitazione del rapporto fra lo spessore degli elementi strutturali e le luci degli stessi. Per la struttura in esame, considerata lordinariet` a della struttura e dei carichi, si pu` o utilizzare il metodo semplicato. Secondo tale procedura, il massimo valore del rapporto luce-altezza si ottiene dal prospetto 7.4N dellEC-2 in funzione dello schema statico e del quantitativo di armatura che fornisce unindicazione di quanto lelemento strutturale sia sollecitato. In particolare, lEC-2 considera poco sollecitato un elemento che ha una percentuale di armatura minore di 0.5%, al contrario, se ` e maggiore di 1.5%, per lEC-2, esso ` e molto sollecitato. Per la trave in studio con =30cm e =42cm si hanno le seguenti percentuali di armatura: campata 1 di rapporto luce/altezza di 10.36 e =0.0056 campata 2 di rapporto luce/altezza di 12.5 e =0.0072 campata 3 di rapporto luce/altezza di 6.67 e =0.0095 campata 4 di rapporto luce/altezza di 12.5 e =0.0072 campata 5 di rapporto luce/altezza di 10.36 e =0.0056 Come si vede tutte le sezione considerate hanno un rapporto geometrico di armatura intermedio tra 0.5% e 1.5%. Pertanto, interpolando linearmente tra i valori del prospetto 7.4N con sistema struttrale di campata terminale di trave continua per le campate 1 e 7, mentre per tutte le altre campate con sistema strutturale relativo a campata intermedia di trave si ottengono i seguenti valori limite del rapporto luce/altezza: campata 1: 25.5; campata 2: 27.7; campata 3: 25.3; campata 4: 27.7; 92

campata 5: 25.5. Come si pu` o vedere i rapporti luce/altezza sono abbondantemente al di sotto dei valori limite, pertanto la verica alla deformabilit` a` e soddisfatta. Verica della fessurazione La fessurazione ` e un evento usuale nelle strutture in calcestruzzo armato soggette a trazioni indotte da carichi diretti o da deformazioni impedite. Questa per` o deve essere adeguatamente limitata ad un livello tale da non pregiudicare il corretto funzionamento della struttura, la sua durabilit` a o da renderne inaccettabile il suo aspetto. LEC-2 non considera le fessure derivanti da altre cause, come ritiro plastico o reazioni chimiche espansive allinterno del calcestruzzo indurito. LEC-2 consente, dopo aver vericato la presenza in zona tesa di un quantitativo minimo di armatura (punto 7.3.2 dellEC-2), due diversi metodi per il controllo della fessurazione: (punto 7.3.4 dellEC-2) il calcolo diretto dellampiezza delle fessure per le condizioni di carico utilizzate per la verica; (punto 7.3.3 dellEC-2) procedimento semplicato basato sulla limitazione del diametro e della spaziature delle armature. Seguendo le indicazioni dellEC-2 (punto 7.3.2) si ` e innanzitutto controllato se larmatura disposta ` e suciente ad evitare che larmatura si snervi appena raggiunto il limite di fessurazione del calcestruzzo teso. Larmatura minima deve essere superiore al seguente valore: 0.9 (5.41)

dove =0.4 poich e la trave ` e inessa, =1 coeciente che tiene conto degli eetti delle auto-tensioni non uniformi, =3MPa resistenza del calcestruzzo a trazione, = /2 area di calcestruzzo teso (parte della sezione tesa immediatamente prima della fessurazione). Si ottiene come minima armatura da disporre =2.0cm2 . Poich e larmatura tesa minima ` e costituita da 316 =6.03cm2 tale limite ` e abbondantemente superato. Per lEC-2, viene ssata unampiezza limite di progetto delle fessure, , i cui valori sono funzione della classe di esposizione, della tecnologia costruttiva e del tipo 93

di acciaio utilizzato. Con riferimento al prospetto 7.1N dellEC-2, per il caso in studio, si hanno i seguenti limiti: = 0,4mm per la combinazione di carico caratteristica (rara); = 0,3mm per la combinazione di carico quasi permanente. Per la verica della fessurazione senza il calcolo diretto (punto 7.3.3 dellEC-2), nel caso di fessurazione causata principalmente da carichi, occorre limitare il diametro delle barre secondo il prospetto 7.2N e la spaziatura tra le barre secondo il prospetto 7.3N che dipendono entrambi dalla tensione nellacciaio teso e dal per la combinazione di carico considerata. Per calcolare rigorosamente tale tensione occorre innanzitutto determinare la sezione reagente considerando il calcestruzzo al II stadio di comportamento, lineare ma non resistente a trazione, e con un coeciente di omogeneizzazione pari a 15. La posizione dellasse neutro ` e ottenuta ponendo uguale a zero il momento statico della sezione omogeneizzato calcolato rispetto allasse neutro: , = + ( ) ( ) = 0 2 (5.42)

Nota la sezione reagente, ` e possibile calcolare il momemto dinerzia della sezione reagente omogenizzata rispetto allasse neutro che vale , = 3 + ( )2 + ( )2 3 (5.43)

Le tensioni nella sezione possono essere determinate mediate la nota formula ( ) = /, , dove indica la distanza della bra nella quale si calcola la tensione dallasse neutro. Pertanto gli sforzi massimi nel calcestruzzo compresso, , e quello nellacciaio teso, , valgono = ( ) (5.44) , , Per la trave in esame si ha =30cm, =42cm e =3cm, mentre le armature dierisco = nella varia sezioni critiche. Pertanto nella tabella 5.5 si riportano le grandezze geometriche relative alle diverse sezioni critiche. Nella tabella 5.5 si riportano, invece, gli 94

sforzi massimi dellacciao nelle diverse sezioni critiche per le due condizioni di carico, rara e quasi-permanente.

Sezione Appoggio A Campata 1 Appoggio B Campata 2 Appoggio C Campata 3 Appoggio D Campata 4 Appoggio E Campata 5 Appoggio F

[mm2 ] [mm2 ] [mm] , [cm4 ] 710 710 710 509 603 1219 603 509 710 710 710 911 710 1420 911 1219 603 1219 911 1420 710 911 135.7 121.3 163.9 140.7 156.5 102 156.5 140.7 163.9 121.3 135.7 147300 121700 202800 143800 179800 111600 179800 143800 202800 121700 147300

Tabella 5.3: Dati geometrici delle sezioni critiche

Si noti che le tensioni, con minime approssimazioni, si sarebbero potuto calcolare assumendo a priori un valore del braccio della coppia interna pari a 0.9 = 42.0. Il diametro massimo delle armature, , prescritto dallEC-2 (prospetto 7.2N) vale: per la combinazione di carico rara ( =280N/mm2 e = 0.4mm) =16mm per la combinazione di carico quasi-permanente ( =220N/mm2 e = 0.3mm) =20.5mm (per interpolazione lineare) La spaziatura massima tra le armature, , , prescritta dallEC-2 (prospetto 7.3N) vale 95

Combinazione rara Cominazione quasi-permanente Sezione Appoggio A Campata 1 Appoggio B Campata 2 Appoggio C Campata 3 Appoggio D Campata 4 Appoggio E Campata 5 Appoggio F [N/mm2 ] 245.96 255.96 262.3 270.3 272.12 112.81 272.12 270.3 262.3 255.96 245.96 [N/mm2 ] 197.11 205.12 210.19 216.61 218.1 90.4 218.1 216.61 210.19 205.12 197.11

Tabella 5.4: Tensioni massime dellacciaio nelle varie sezioni critiche per la combinazione di carico rara ( =280N/mm2 e = 0.4mm) , =200mm per la combinazione di carico quasi-permanente ( =220N/mm2 e = 0.3mm) , =225mm (per interpolazione lineare) Le armature disposte (vedere Fig. 5.12) superano il diametro massimo consentito e, quindi, si deve eettuare il calcolo diretto dellampiezza delle fessure per vericare il problema della fessurazione. Seguendo le indicazioni del paragrafo 7.3.4 dellEC2, lampiezza caratteristica delle fessure, , pu` o essere calcolata con la seguete espressione: = , ( ) (5.45)

dove , ` e la distanza massima tra le fessure, ` e la deformazione media nellarmatura sotto la combinazione di carico pertinente, la deformazione media del 96

calcestruzzo tra le fessure. La dierenza pu` o essere calcolata con lespressione: =


(1 + , ) , ,

(5.46)

dove ` e la tensione nellarmatura tesa considerando la sezione fessurata, ` e il rapporto / , ` e un fattore dipendente dalla durata del carico ( = 0.6 per carichi di breve durata e = 0.4 per carichi di lunga durata), , = /, per elementi in cemento armato ordinario in cui , ` e larea ecace di calcestruzzo teso attorno allarmatura ordinaria o a quella di precompressione di altezza, , , dove , ` e il minore tra 2.5( ), ( )/3 o /2 (vedere gura 7.1 del punto 7.3.2), , ` e il valore medio della resistenza a trazione ecace del calcestruzzo al momento in cui si suppone insorgano le prime fessure, si pu` o assumere , = . La distanza massima tra le fessure pu` o essere calcolata con lespressione , = 3 + 1 2 4 /, (5.47)

dove ` e il ricoprimento dellarmatura, 1 ` e un coeciente che tiene conto delle proprieta di aderenza dellarmatura (0.8 per barre ad aderenza migliorata e 1.6 per barre con una supercie eettivamente liscia), 2 ` e un coeciente che tiene conto della distribuzione delle deformazioni (0.5 per essione, 1.0 per trazione pura ed in caso di trazione eccentrica, o per singole parti di sezione, si raccomanda di utilizzare i valori di 2 = (1 + 2 )/21 dove 1 ed 2 sono rispettivamente la piu grande e la piu piccola deformazione di trazione alle estremita della sezione considerata, calcolate per sezione fessurata), i valori raccomandati di 3 e 4 sono rispettivamente 3.4 e 0.425, ` e il diametro delle barre. Se in una sezione sono impiegate barre di diametro diverso, si raccomanda di adottare un diametro equivalente, . Per una sezione con 1 barre di diametro 1 e 2 barre di diametro 2 , il diametro equivalente vale
2 1 2 1 + 2 1 = 1 1 + 2 2

(5.48)

Nel caso in esame, si calcolano le ampiezze caratteristiche delle fessure, , nelle varie sezioni assumendo che 1 = 0.8, 2 =0.5, 3 =3.4, 4 =0.425, =0.4, , =75mm, 97

, =225cm2 , =33000N/mm2 , =200000N/mm2 . Nella Tab. 5.5 si riportano i risultati relativi alla trave in esame e come si pu` o vedere dalla Tab. 5.5 le ampiezze delle fessure per le combinazioni di carico quasi permanente e rara sono inferiori ai limiti consentiti, .

Sezione Appoggio A Campata 1 Appoggio B Campata 2 Appoggio C Campata 3 Appoggio D Campata 4 Appoggio E Campata 5 Appoggio F

Armatura tesa 218 + 216 218 + 116 418 + 216 218 + 216 418 + 116 316 418 + 116 218 + 216 418 + 216 218 + 116 218 + 216

0.0405 0.0316 0.0631 0.0405 0.0542 0.0268 0.0542 0.0405 0.0631 0.0316 0.0405

[mm] , [mm] 17.06 17.4 17.4 17.06 17.64 16.00 17.64 17.06 17.4 17.4 17.06 143.02 165.06 118.23 143.02 126.74 172.86 126.74 143.02 118.23 165.06 143.02

Tabella 5.5: Distanza massima tra le fessure

Verica delle tensioni di esercizio Considerando il comportamento delle sezioni al II stadio, si verica che le massime tensioni nei due materiali siano inferiori ai massimi valori consentiti, indicati dallEC-2 al punto 7.2. La tensione di compressione nel calcestruzzo deve essere limitata al ne di evitare la fessurazione o elevati livelli di viscosit` a, che possono comportare eetti inaccettabili per la funzionalit` a della struttura. I limiti sono: < 0.60 =18[N/mm2 ] per la combinazione caratteristica (o rara); < 0.80 =360[N/mm2 ] per la combinazione caratteristica (o rara) 98

Comb. Sezione Appoggio A Campata 1 Appoggio B Campata 2 Appoggio C Campata 3 Appoggio D Campata 4 Appoggio E Campata 5 Appoggio F [N/mm2 ] 245.96 255.96 262.3 270.3 272.12 112.81 272.12 270.3 262.3 255.96 245.96

quasi permanente 0.00105 0.00105 0.00184 0.00173 0.00122 0.00031 0.00122 0.00173 0.00184 0.00105 0.00105 [mm] 0.15 0.177 0.14 0.168 0.154 0.054 0.154 0.168 0.14 0.177 0.15

Comb. rara [N/mm2 ] 197.11 205.12 210.19 216.61 218.1 90.4 218.1 216.61 210.19 205.12 197.11 0.000807 0.000792 0.000924 0.000905 0.000948 0.0002 0.000948 0.000905 0.000924 0.000792 0.000807 [mm] 0.115 0.134 0.109 0.129 0.12 0.035 0.12 0.129 0.109 0.134 0.115

Tabella 5.6: Ampiezza caratteristica delle fessure per le combinazioni di carico quasi permanente e rara. Inoltre nel caso in cui sia vericata la condizione < 0.45 =13.5[N/mm2 ] per la combinazione quasi-permanente ` e possibile considerare un comportamento visco-elastico di tipo lineare. Sotto lazione dei carichi di esercizio per la combinazione di carico rara, occorre quindi limitare il valore delle tensioni secondo i limiti appena presentati. La verica ` e stata eettuata per tutte le sezioni critiche considerando il comportamento al II stadio e con coeciente di omegenizzazione pari a 15. Le massime tensioni nellarmatura tesa e nel calcestruzzo compresso sono stati calcolati e riportati nella Tabella 5.5. La verica ` e quindi soddisfatta essendo tali sforzi sempre minori dei limiti richiesti (i.e. < 18[N/mm2 ] e < 360[N/mm2 ]).

99

Sezione Appoggio A Campata 1 Appoggio B Campata 2 Appoggio C Campata 3 Appoggio D Campata 4 Appoggio E Campata 5 Appoggio F

[mm2 ] [mm2 ] [mm] , [cm4 ] [N/mm2 ] [N/mm2 ] 710 710 710 509 603 1219 603 509 710 710 710 911 710 1420 911 1219 603 1219 911 1420 710 911 135.7 121.3 163.9 140.7 156.5 102 156.5 140.7 163.9 121.3 135.7 147300 121700 202800 143800 179800 111600 179800 143800 202800 121700 147300 245.96 255.96 262.3 270.3 272.12 112.81 272.12 270.3 262.3 255.96 245.96 6.66 5.45 10.86 7.3 9.71 2.07 9.71 7.3 10.86 5.45 6.66

Tabella 5.7: Sforzi nelle sezioni critiche per la combinazione di carico rara

100

Capitolo 6 Pilastri
6.1 Analisi dei carichi

Considerando la modilit` a con cui i carichi si trasmettono dal solaio alla trave e da essa al pilastro, ` e possibile determinare i carichi che gravano su ciascun pilastro. Pertanto si procede allindividuazione dellarea di inuenza di ciascun pilastro, maggiorata di un opportuno coeciente di continuit` a , cos` come per la trave. Larea di inuenza ` e individuata tagliando idealmente a met` a ciascun travetto delle campate di solaio, eventualmente, i travetti degli sbalzi per intero, e tagliando idealmente sempre a met` a ciascuna campata della trave. Tale area deve essere maggiorata mediante coecienti di continuit` a che tengano conto sia della continuit` a del solaio sia della continuit` a della trave. Sono stati assegnati valori di individualmente per ogni area di inuenza e distinguendo la continuit` a del solaio da quella della trave considerando valori compresi tra 1 e 1.2, come riportato in Fig. 6.1. Per lesempio in esame, si procede alla determinazione dei carichi dei pilastri del telaio centrale denominati P07, P08, P09, P10, P11 e P12, per i quali si tiene conto sia dei carichi dovuti alle travi del telaio stesso che alle travi ad esso perpendicolari (in questo caso costituito da peso proprio delle travi, peso del tamponamento esterno e parte dello sbalzo laterale). Il peso proprio del pilastro viene considerato pari all1% 101

f=1

f=1.2

f=1.2

f=1.2

f=1.2

f=1

P07 f=1.2

P08 f=1.44

P09 f=1.44

P10 f=1.44

P11 f=1.44

P12 f=1.2

f=1

f=1.2

f=1.2

f=1.2

f=1.2

f=1

Figura 6.1: I coecienti di continuit` a e le aree di inuenza. del carico assiale totale al piano considerato. Nelle Tabelle 6.1, 6.1 e 6.1 sono riportati i caocoli dei carichi per i pilastri considerati. Per la simmetria della struttura e dei carichi i pilastri P07, P08, P09, risultano essere uguali, rispettivamente, ai pilastri P12, P10 e P11.

6.2

Dimensionamento della sezione e delle armature

Larea di calcestruzzo necessaria viene calcolata considerando che larmatura assorba il 10% dello sforzo normale (il minimo imposto dalla normativa) e con una riduzione 102

Area[m2 ] o lunghezza[m] Solaio I piano Trave Trave laterale Peso proprio Totale Solaio Piano terra Trave Trave laterale Peso proprio Totale
85 1.2( 4.2 + 5.85 .2 ) 42 = 13.48 2 4.20 ) = 2 .1 2 85 85 1.2( 4.2 + 5.2 ) = 6.42 85 + 1.2( 4.2 5.85 .2 ) 42 = 13.48 2 4.20 = 2.1 2 85 85 + 5.2 ) = 6.42 1.2( 4.2

Carico[kN/m2 o kN/m] 1.3 4.45 + 1.5 1.2 1.3 3.375 1.3 3.375

N[kN] 102.3 9.22 28.2 1.4 141.0

1.3 4.35 + 1.5 (2 + 1.2) 1.3 3.375 1.3 (3.375 + 15.26)

141.0 9.22 155.6 3.06 449.8

Tabella 6.1: Carichi dei pilastri P07 e P12 del 25% della resistenza del calcestruzzo (anche se non specicamente imposta dallEC2). Questa riduzione della resistenza consente al pilastro di sopportare un certo momento ettente non esplicitamente calcolato. Cos` facendo ` e possibile omettere la valutazione del massimo momento ettente nel pilastro (considerando le combinazioni peggiori dei carichi variabili e le inevitabili imperfezioni costruttive) e la successiva verica in pressoessione. Pertanto, larea di calcestruzzo necessaria viene determinata mediante la formula seguente 0.9 (6.1) 0.8 Secondo lEC-2 (punto 9.5.2), larea delle armature deve essere in grado di assorbire , = almeno il 10% dellazione assiale sollecitante , quindi: , = 0.1 0.3% (6.2)

Dove, per lEC-2 punto 9.5.2, larea dellarmatura deve, comunque, essere superiore allo 0.3% dellarea di calcestruzzo eettiva. Nel determinare larea delle armature conviene, per facilitare la realizzazione e limitare le possibilit` a di errori, assegnare a tutti i pilastri aventi la stessa sezione la stessa armatura. 103

Area[m2 ] o lunghezza[m] Solaio I piano Trave Trave laterale Peso proprio Totale Solaio Piano terra Trave Trave laterale Peso proprio Totale Tabella 6.2: Carichi dei pilastri P08 e P11
85 1.2( 4.2 + 5.85 .2 .3 ) 1.2( 42 + 52 ) 2 .2 .3 1.2( 42 + 52 = 5.7 85 85 1.2( 4.2 + 5.2 ) = 6.42 85 + 1.2( 4.2 5.85 .2 .3 ) 1.2( 42 + 52 ) 2 .2 .3 1.2( 42 + 52 ) = 5.7 85 85 + 5.2 ) = 6.42 1.2( 4.2

Carico[kN/m2 o kN/m] 1.3 4.45 + 1.5 2 1.3 3.375 1.3 3.375

N[kN] 277.6 25.01 28.17 3.31 334.0

= 36.6

= 36.6

1.3 4.35 + 1.5 (3.2) 1.3 3.375 1.3 3.375

382.6 25.01 28.17 4.36 774.2

Nella Tabella 6.2 sono riportati, per i pilastri del telaio analizzato, larea di calcestruzzo necessaria , , la sezione eettivamente adottata (sezione minima di 25cmx25cm), larea minima delle armature , , le armature ettivamente adottate e lazione assiale resistente, , calcolata come: = 0.8 + (6.3)

La scelta della quantit` a di armatura da disporre in ciascun pilastro ` e abbastanza soggettiva. E buona regola adottare diametri non troppo piccoli (maggiore di 16) nei quattro spigoli, anche per i pilastri di dimensione minima. Le barre longitudinali vengono prolungate rispetto allestradosso della trave per una lunghezza pari a quella di sovrapposizione al ne di garantire un buon ancoraggio con le barre del pilastro superiore. Tale lunghezza ` e stata in questo caso ssata a 0.60 m, misura pi` u che suciente per le barre utilizzate (vedere Tabela 8). 104

Area[m2 ] o lunghezza[m] Solaio I piano Trave Trave laterale Peso proprio Totale Solaio Piano terra Trave Trave laterale Peso proprio Totale Tabella 6.3: Carichi dei pilastri P09 e P10
85 1.2( 4.2 + 5.85 ) 2 .3 1.2( 52 85 1.2( 4.2 .3 1.2( 52 + 2 .8 ) 2 85 + 1.2( 4.2 5.85 ) 2 .3 1.2( 52 85 1.2( 4.2 .3 1.2( 52 + 2 .8 ) 2

Carico[kN/m2 o kN/m] 1.3 4.45 + 1.5 1.2 1.3 3.375 1.3 3.375

N[kN] 236.7 21.32 28.17 2.86 289.0

= 31.2

+ +

2.8 ) = 4.86 2 5.85 ) = 6.42 2

= 31.2

1.3 4.35 + 1.5 (3.2) 1.3 3.375 1.3 3.375

326.2 21.32 28.17 3.76 668.5

+ +

2.8 ) = 4.86 2 5.85 ) = 6.42 2

Le disposizioni costruttive riguardanti i pilastri sono contenute nel capitolo 9.5 dellEC-2. Per lEC-2 sono considerati pilastri tutti gli elementi struttirali verticali che hanno un rapporto tra la dimensione maggiore e quella minore non maggiore di 4. Le armature longitudinali devono avere un diametro maggiore di 12mm, un area minima come da Eq 6.2 ed un area massima di 4% al di fuori delle zone di sovrapposizione che pu` o aumentare 0.08 nelle zone di sovrapposizione. Inoltre, per forme dei pilastri poligonali si raccomanda di disporre almeno un barra in ogni angolo, mentre, per sezioni circolari almeno 4 barre. Oltre larmatura longitudinale devono essere disposte delle stae (secondo le prescrizioni dellEC-2 punto 9.5.3) di diametro non minore di 6mm ed adeguatamente ancorate. Il loro passo deve essere minore del minore dei seguenti limiti: 21 volte il diametro minimo delle barre longitudinali la dimensione minore del pilastro 25cm 105

Pilastro N[kN] , [cm2 ] P107 P207 P108 P208 P109 P209 141 449.8 334.0 774.2 289.0 668.5 93.4 297.7 221.1 512.3 191.3 442.4

[cm2 ] 25x25=625 30x30=900 25x30=750 30x35=1050 25x25=625 30x30=900

, [cm2 ] 0.2% 0.36 1.15 0.86 1.98 0.84 1.81 1.9 2.7 2.25 3.15 1.9 2.7

[cm2 ] 416=8.04 416=8.04 416=8.04 416=8.04 416=8.04 416=8.04

[kN] 1165 1539 1335 1743 1165 1539

Tabella 6.4: Geometria ed armature dei pilastri Il passo massimo consentito deve ridursi, di un fattore 0.6, in prossimit` a degli estremi del pilastro per una lunghezza pari alla dimensione maggiore del pilastro. Per lesempio in esame, il passo massimo consentito vale 19.2cm. Si ` e quindi deciso di disporre una staa ogni 10 cm agli estremi del pilastro ed una ogni 15 cm nella parte centrale. Nelle Fig. 6.2 e 6.3 si riportano le disposizioni delle armature in precedenza determinate.

6.3

Verica allo stato limite di tensioni in esercizio

Le tensioni in esercizio devono risultare sucientemente contenute anch e lentit` a della compressione non sia tale da indurre fessurazione parallela alla direzione di compressione e tale da provocare eccessive deformazioni viscose. Si fa riferimento alla combinazione di carico rara per la quale lo sforzo nel calcestruzzo, , deve risultare minore di 0.60 =18[N/mm2 ]. Mentre, non ` e necessaria lulteriore verica prevista per armature tese, essendo i pilastro elementi compressi. Lazione normale relativa alla condizione di carico rara viene determinata utilizzando il coeciente riduttivo ricavato per la trave e pari al 70% di quello allo stato limite ultimo. Lo sforzo nel calcestruzzo 106

Figura 6.2: Disposizione delle armature per il pilastro 1. 107

Figura 6.3: Disposizione delle armature per il pilastro 2. 108

viene determinato con la seguente formula = 0.725 + (6.4)

Gli sforzi in esercizio per la combinazione di carico rara sono riporati nelle Tabella 6.3 dalla quale si pu` o osservare come la verica sia soddisfatta.

Pilastro [N/mm2 ] P1-1 P1-1 P2-1 P2-1 P3-1 P3-1 1.37 3.2 2.8 4.8 2.81 4.75

Tabella 6.5: sforzi in esercizio per la combinazione di carico rara.

109

110

Capitolo 7 Fondazioni
La fondazione ` e quella parte della struttura che il compito di diondere al terreno i carichi e le azioni gravanti sulla struttura. Si considerano fondazioni di tipo diretto che, cio e, trasmettono i carichi sul terreno attraverso il contatto della base di appoggio e quindi, prevalentemente, con sforzi normali. Per garantire la funzionalit` a della struttura in elevazione, il sistema di fondazioni deve soddisfare alcuni requisiti; in particolare, il carico trasmesso in fondazione: 1. non deve portare a rottura il terreno sottostante; 2. non deve indurre nel terreno cedimenti eccessivi tali da compromettere la stabilit` a e la funzionalit` a dellopera sovrastante; 3. non deve produrre fenomeni di instabilit` a generale (p. es. nel caso di strutture realizzate su pendio); 4. non deve indurre stati di sollecitazione nella struttura di fondazione incompatibili con la resistenza dei materiali. La scelta del piano di posa deve essere tale da assicurare una suciente profondit` a per: - superare lo strato superciale di terreno vegetale ed eventualmente di riporto; - superare lo strato di terreno soggetto allazione del gelo o a variazioni stagionali del 111

Figura 7.1: Meccanismi di rottura. contenuto dacqua (in Italia, questo strato ` e stimabile in circa 1-2 metri); - mettersi al sicuro dallazione delle acque superciali. La scelta del piano di posa determina quindi la distanza che si viene a creare fra fondazione e il primo piano calpestabile (piani interrati o piano terra), e quindi anche il sistema di protezione dallumidit` a del solaio pi` u basso. Lapproccio progettuale generale per la determinazione del tipo di fondazione da adottare si basa sul mettere le caratteristiche delledicio in relazione ai risultati di una indagine geologica funzionale alla determinazione delle caratteristiche del terreno stesso. In particolare, i parametri utilizzati per caratterizzzare il terreno sono: langolo di attrito del terreno; la coesione; il peso di volume del terreno; la stratigraa e la posizione della falda acquifera. Le analisi geologiche vengono condotte attraverso uno studio della stratigraa del terreno, eseguendo sia delle prove in sito e sia prelevando dei campioni da sottoporre a prove di laboratorio. Nel progetto in esame, essendo la struttura di modeste dimensioni ed assumendo il terreno non particolarmente scadente, si realizzata la fondazione mediante plinti collegati da travi in modo da realizzare un reticolo, cos` come richiesto per le costruzioni in zona sismica. Il primo aspetto ` e quello che riguarda la verica di stabilit` a dellinsieme terrenofondazione, ossia la determinazione della capacit` a portante (o carico limite, ) e che rappresenta la pressione massima che una fondazione pu` o trasmettere al terreno prima che questo raggiunga la rottura. Per introdurre il concetto di capacit` a portante immag112

iniamo di applicare ad un blocco di calcestruzzo appoggiato su un terreno omogeneo un carico verticale centrato e di incrementarlo no al collasso, come mostrato in Fig. 7.1. In relazione al diverso stato di addensamento (o alla consistenza, se si tratta di terreno coesivo) del terreno si osservano diversi meccanismi di rottura che possono ricondursi a tre schemi principali: rottura generale, rottura locale, punzonamento; per ciascuno dei quali si sviluppano, nel terreno sottostante la fondazione, superci di rottura con diverso andamento. Per quanto riguarda i tre meccanismi di rottura, ` e possibile osservare che nel caso di terreno denso (o compatto) i piani di rottura si estendono no a raggiungere la supercie del piano campagna (rottura generale), nel caso di materiale sciolto (o poco consistente) le superci di rottura interessano solo la zona in prossimit` a del cuneo sottostante la fondazione e non si estendono lateralmente (rottura locale); nel caso di materiale molto sciolto (o molle) le superci di rottura coincidono praticamente con le facce laterali del cuneo (punzonamento). Attualmente non si dispone di criteri quantitativi per individuare a priori il tipo di meccanismo di rottura, anche se esistono indicazioni a livello qualitativo per identicare il tipo di rottura pi` u probabile. Ad oggi, non sono reperibili in letteratura soluzioni analitiche per lo studio del meccanismo di rottura locale, mentre esistono numerose soluzioni analitiche per la stima del carico limite per lo schema di rottura generale, al quale si fa riferimento per il calcolo della capacit` a portante. I due principali studi teorici per il calcolo della capacit` a portante, dai quali deriva la maggior parte delle soluzioni proposte successivamente, sono stati condotti da Prandtl (1920) e Terzaghi (1943), per fondazione nastriforme (problema piano) utilizzando il metodo dellequilibrio limite. Entrambi schematizzano il terreno come un mezzo continuo, omogeneo e isotropo, a comportamento rigido plastico e per il quale vale il criterio di rottura di Mohr-Coulomb. Il meccanismo di rottura di Terzaghi ipotizza (secondo uno schema piu aderente alle condizioni reali) la presenza di attrito tra fondazione e terreno. In questo caso il cuneo sottostante la fondazione ` e in condizioni di equilibrio elastico, ha superci inclinate di un certo angolo rispetto allorizzontale, e penetra nel terreno come se fosse parte della fondazione stessa. Con riferimento al meccanismo 113

di rottura di Terzaghi, relativo al caso di una fondazione nastriforme, ` e possibile evidenziare che il carico limite dipende, oltre che dalla larghezza della fondazione, ; dallangolo di resistenza al taglio, , del terreno; dalla coesione, ; dal peso proprio del terreno, , interno alla supercie di scorrimento; dal sovraccarico presente ai lati della fondazione, che, in assenza di carichi esterni sul piano campagna, e dato da = . Non esistono metodi esatti per il calcolo della capacita portante di una fondazione superciale su un terreno reale, ma solo formule approssimate trinomie ottenute, per sovrapposizione di eetti, dalla somma di tre componenti da calcolare separatamente. La soluzione, per fondazione nastriforme con carico verticale centrato, ` e espressa nella forma: 1 = + + 2 (7.1)

dove , , sono quantit` a adimensionali, detti fattori di capacit` a portante, funzioni dellangolo di resistenza al taglio e della forma della supercie di rottura considerata. Per i fattori ed , relativi rispettivamente alla coesione e al sovraccarico, esistono equazioni teoriche, mentre per il fattore , che tiene conto dellinuenza del peso del terreno, la cui determinazione richiede un procedimento numerico per successive approssimazioni, esistono solo formule empiriche approssimanti. Confrontando le equazioni proposte da vari Autori per il calcolo dei fattori di capacit` a portante si osserva un accordo quasi unanime per i fattori e di , mentre per il fattore sono state proposte soluzioni diverse. Le equazioni pi` u utilizzate per la stima dei fattori di capacit` a portante sono le seguenti: = + ) 4 2 = ( 1)cotg
tg

tg2 (

(7.2) (7.3) (7.4)

= 2( 1)tg

Il valore dei fattori di capacit` a portante cresce molto rapidamente con langolo di ` pertanto molto pi` resistenza al taglio o angolo di attrito interno. E u importante, per una stima corretta della capacit` a portante, la scelta dellangolo di resistenza al taglio 114

Tabella 7.1: Fattori di forma (Vesic, 1975). Forma della fondazione Rettangolare Circolare o quadrata 1+ 1
+

1+
tg

1 0.4 0.6

1 + tg

(o angolo di attrito interno) che non lutilizzo di una o laltra delle equazioni proposte dai vari Autori. Da una superciale osservazione della formula in Eq. 7.1 senza scomodare la teoria della plasticit` a e lanalisi limite si possono ottenere utili indicazioni sul carico limite che aumenta allaumentare della densit` a del terreno; dellangolo di attrito ; della quata del piano di posa ; della larghezza della fondazione . Inoltre, va sottolineato che il carico limite non ` e una caratteristica del terreno, come spesso si ritiene. Equazione generale di capacit` a portante di fondazioni superciali Per valutare la capacita portante di fondazioni superciali generiche, si utilizza la seguente equazione generale, proposta da Vesic (1975): 1 = + + 2 (7.5)

In cui, si e indicato con: , , , i fattori di forma; , , , i fattori di profondita; , , , i fattori di inclinazione del carico; , , , i fattori di inclinazione della base; , , , i fattori di inclinazione del piano campagna; la larghezza equivalente per carico eccentrico. Fattori di forma Lequazione originale di Terzaghi ` e ottenuta con riferimento ad un striscia indenita di carico, in modo da poter considerare il problema piano. Le fondazioni reali hanno invece, spesso, dimensioni in pianta confrontabili, e quindi la capacit` a portante ` e inuenzata dagli eetti di bordo. Si pu` o tener conto, in modo semi empirico, della tridimensionalit` a del problema di capacit` a portante attraverso i fattori di forma, il cui valore pu` o essere calcolato con le formule indicate in Tabella 7.1. 115

Fattori di profondit` a Se si vuole mettere in conto anche la resistenza del terreno sopra il piano di fondazione, ovvero considerare la supercie di scorrimento estesa no al piano campagna, si possono utilizzare i fattori di profondit` a proposti da Vesic (1975). Tuttavia, poich e il terreno sovrastante il piano di fondazione ` e molto spesso un terreno di riporto o comunque con caratteristiche meccaniche scadenti e inferiori a quelle del terreno di fondazione, luso dei fattori di profondit` a deve essere fatto con cautela e si consiglia in generale di assumere = = =1. Eccentricit` a del carico Molto spesso le fondazioni superciali devono sostenere carichi eccentrici e/o inclinati. Per tenere conto della riduzione di capacit` a portante dovuta alleccentricit` a del carico si assume che larea resistente a rottura sia quella porzione dellarea totale per la quale il carico risulta centrato. In particolare, per una fondazione a base rettangolare di dimensioni x , se la risultante dei carichi trasmessi ha eccentricit` a nella direzione del lato minore ed eccentricit` a nella direzione del lato maggiore , ai ni del calcolo della capacit` a portante si terr` a conto di una fondazione rettangolare equivalente di dimensioni rispetto alla quale il carico ` e centrato, essendo: = 2 = 2

(7.6) (7.7)

Inclinazione del carico Anche linclinazione del carico riduce la resistenza a rottura di una fondazione superciale. A seconda del rapporto fra le componenti, orizzontale e verticale , del carico la rottura pu` o avvenire per slittamento o per capacit` a portante. Le equazioni empiriche per fattori di inclinazione del carico ritenute pi` u adabili sono indicate in Tabella 7.2. Si osservi che data una fondazione con carico inclinato si pu` o denire un dominio di rottura nel piano , e pervenire al collasso per dierenti moltiplicatori del carico, e in particolare: 1) per aumento di ad costante, 2) per aumento di a costante, 3) per aumento proporzionale di e di (a / costante). 116

Tabella 7.2: Fattori di inclinazione del carico (Vesic, 1975). Terreno =0 >0e>0 =0 1
1 tg

1 [1
]+1 + cotg (1 )

1 [1
]+1 + cotg (1 )+1

dove = cos2 + sin2 con = 2 + / 1 + / e = 2 + / 1 + /

in cui e langolo fra la direzione del carico proiettata sul piano di fondazione e la direzione di . Inclinazione della base e del piano campagna Se la struttura trasmette carichi permanenti sensibilmente inclinati pu` o essere talvolta conveniente realizzare il piano di posa della fondazione con uninclinazione rispetto allorizzontale. In tal caso la capacita portante nella direzione ortogonale al piano di posa pu` o essere valutata utilizzando i fattori di inclinazione del piano di posa , , . In questo corso consideriamo solo fondazioni non inclinate rispetto al piano di posa, per le quali = = = 1. Se il piano campagna risulta inclinato rispetto allorizzontale, la capacita portante pu` o essere valutata utilizzando i fattori di inclinazione del piano di campagna , , . In questo corso consideriamo solo fondazioni con piano campagna orizzontale, per le quali = = = 1. Resistenza del terreno Il calcolo della capacita portante deve essere eettuato nelle condizioni pi` u critiche per la stabilit` a del sistema di fondazione, valutando con particolare attenzione le possibili condizioni di drenaggio. Tali condizioni dipendono noto dal tipo di terreno e dalla velocit` a di applicazione del carico. Nel caso dei terreni a grana grossa (ghiaie e sabbie), caratterizzati da valori elevati della permeabilit` a ( 105 m/s), lapplicazione 117

di carichi statici non genera sovrapressioni interstiziali; pertanto, lanalisi e sempre condotta con riferimento alle condizioni drenate, in termini di tensioni ecaci. Nel caso di terreni a grana ne (limi e argille), a causa della loro bassa permeabilit` a, salvo il caso di applicazione molto lenta del carico, si generano sovrapressioni interstiziali che si dissipano lentamente nel tempo col procedere della consolidazione. Pertanto per i terreni a grana ne ` e necessario distinguere un comportamento a breve termine, in condizioni non drenate, ed uno a lungo termine, in condizioni drenate. Lanalisi (a lungo termine) in condizioni drenate pu` o essere eettuata in termini di tensioni ecaci. Tale tipo di approccio pu` o essere impiegato anche nelle analisi (a breve termine) in condizioni non drenate, ma per la sua applicazione ` e richiesta la conoscenza delle sovrapressioni interstiziali, che si sviluppano durante la fase di carico. Poich` e la denizione delle sovrapressioni in sito e un problema estremamente complesso, lanalisi in condizioni non drenate e generalmente eettuata, nelle applicazioni pratiche, in termini di tensioni totali, con riferimento alla resistenza al taglio non drenata corrispondente alla pressione di consolidazione precedente lapplicazione del carico. Le condizioni non drenate sono generalmente le piu sfavorevoli per la stabilita delle fondazioni su terreni coesivi, poich` e al termine del processo di consolidazione lincremento delle tensioni ecaci avr` a prodotto un incremento della resistenza al taglio. In questo esempio si far` a sempre e solo riferimento alle condizioni drenate. Analisi in termini di tensioni efficaci (condizioni drenate). Nelle analisi di capacit` a portante in termini di tensioni ecaci, la resistenza del terreno e denita mediante i parametri e e i vari termini e fattori della relazione generale (Eq. 7), devono essere calcolati con riferimento a questi parametri. In presenza di falda si deve tener conto dellazione dellacqua, sia nella determinazione del carico eettivamente trasmesso dalla fondazione al terreno sia nel calcolo della . In particolare, nel calcolo del carico trasmesso dalla fondazione al terreno deve essere considerata la sottospinta dellacqua agente sulla porzione di fondazione immersa (quindi il carico di esercizio deve essere diminuito della sottospinta idraulica) che a favore della sicurezza pu` o essere trascurato, mentre il carico limite deve essere valutato in termini di pressioni 118

ecaci. In particolare, riferendosi per semplicit` a alla relazione di Terzaghi Eq. 7.1 (e nel caso pi` u generale alla Eq. 7), si ha: 1 = 2 + + 2 (7.8)

dove rappresenta il valore della pressione ecace agente alla profondit` a del piano
il peso di volume immerso del terreno presente sotto la di posa della fondazione e 2

fondazione. Nel calcolo dei fattori di capacit` a portante viene utilizzato il valore di del terreno presente sotto la fondazione. Ipotizzando la presenza di falda in quiete, si possono presentare i seguenti 4 casi: 1. Il pelo libero della falda si trova a profondit` a maggiore di D+B. In questo caso la presenza della falda pu` o essere trascurata. 2. Il pelo libero della falda coincide con il piano di posa della fondazione (Fig. 7.2a). In questo caso = 1 , essendo 1 il peso umido (o saturo) del terreno al di sopra del piano di posa della fondazione. 3. Il pelo libero della falda si trova a quota al di sopra del piano di posa della fon , essendo rispettivamente dazione (Fig. 7.2b). In questo caso = 1 ( ) + 1 il peso immerso del terreno al di sopra del piano 1 il peso umido (o saturo) e 1

di posa della fondazione. 4. Il pelo libero della falda si trova a quota < sotto il piano di posa della fondazione (Fig. 7.2c). In questo caso = 1 , essendo 1 il peso umido (o saturo) del terreno al di sopra del piano di posa della fondazione, mentre il
termine 2 diventa 2 + 2 ( ).

Interazione terreno-fondazione. Nel caso di fondazioni con carico eccentrico, per il calcolo strutturale dellelemento di fondazione, si fa in genere lipotesi semplicativa che, in condizioni di esercizio e quindi per carico molto minore della capacit` a 119

Figura 7.2: Posizione della falda rispetto alla fondazione.

Figura 7.3: Pressioni di contatto per fondazioni molto rigide con carico eccentrico.

120

portante, la pressione di contatto struttura di fondazione- terreno sia lineare, e che il terreno non abbia resistenza a trazione. Ne consegue che il diagramma delle tensioni di contatto viene calcolato con le formule della presso essione per sezioni non reagenti a trazione. Ad esempio, se per semplicit` a di esposizione si considera una fondazione continua di larghezza soggetta ad un carico verticale per unit` a di lunghezza con eccentricit` a (Fig. 7.3): - se la risultante ricade allinterno del nocciolo dinerzia, ovvero se risulta < /6, il diagramma ` e trapezio e le tensioni alle estremit` a valgono: ( ) ( ) 6 6 1+ e = 1 (7.9) = - se invece la risultante ` e esterna al nocciolo dinerzia, ovvero se risulta > /6, la sezione ` e parzializzata e il diagramma ` e triangolare, con base = 3(/2 ) e tensione massima allestremit` a compressa = 4 3 2 (7.10)

` comunque, buona norma tuttavia progettare le fondazioni superciali in modo E, che la sezione sia interamente compressa, almeno per i carichi di lunga durata.

7.1

Veriche secondo NTC 2008

Veriche agli stati limite ultimi (SLU) Per la progettazione e verica degli elementi di fondazione si far` a riferimento, nel seguito, alla normativa italiana rappresentata dalle Norme Tecniche per le Costruzioni emanate con il DM 14 gennaio 2008 (NTC) specicatamente ai Capitoli 2 e 6. Secondo le NTC ` e consentito lutilizzo di due diversi approcci progettuali nelle veriche nei confronti degli stati limite ultimi strutturali (STR) e geotecnici (GEO). Per semplicit` a si seguir` a lApproccio 2, in cui si impiega ununica combinazione dei gruppi di coecienti parziali deniti per le Azioni (A), per la resistenza dei materiali (M) e, eventualmente, per la resistenza globale (R). In tale approccio, per le azioni si impiegano i coecienti riportati nella colonna A1 della Tabella 2.6.I delle NTC-2008 pag. 9. In questo 121

modo ` e possibile utilizzare le combinazioni di carico gi` a adottate per le veriche agli stati limite ultimi dei pilastri. Le NTC raccomandano di eettuare veriche di sicurezza che comprendano tutti i meccanismi di stato limite ultimo, sia a breve sia a lungo termine. Gli stati limite ultimi delle fondazioni superciali si riferiscono allo sviluppo di meccanismi di collasso determinati dalla mobilitazione della resistenza del terreno e al raggiungimento della resistenza degli elementi strutturali che compongono la fondazione stessa. Nel caso di fondazioni posizionate su o in prossimit` a di pendii naturali o articiali deve essere eettuata la verica anche con riferimento alle condizioni di stabilit` a globale del pendio includendo nelle veriche le azioni trasmesse dalle fondazioni. Le NTC raccomandano di eettuare le veriche almeno nei confronti dei seguenti stati limite: SLU di tipo geotecnico (GEO) - collasso per carico limite dellinsieme fondazione-terreno - collasso per scorrimento sul piano di posa - stabilit` a globale

SLU di tipo strutturale (STR) - raggiungimento della resistenza negli elementi strutturali. Sono, inoltre, deniti i coecienti parziali per i parametri geotecnici e i coecienti che operano direttamente sulla resistenza globale di opere e sistemi geotecnici per le dierenti veriche. La verica di stabilit` a globale deve essere eettuata secondo lApproccio 1 con Combinazione 2: (A2+M2+R2); tenendo conto dei coecienti parziali riportati nelle Tabelle 6.2.I e 6.2.II per le azioni e i parametri geotecnici e nella Tabella 6.8.I per le resistenze globali. La rimanenti veriche devono essere eettuate, tenendo conto dei valori dei coefcienti parziali riportati nelle Tab. 6.2.I, 6.2.II e 6.4.I, seguendo almeno uno dei due approcci: 122

Approccio 1: Combinazione 1: (A1+M1+R1) e Combinazione 2: (A2+M2+R2) Approccio 2: Combinazione (A1+M1+R3). Nelle veriche eettuate con lapproccio 2 che siano nalizzate al dimensionamento strutturale, il coeciente gR non deve essere portato in conto. Nel seguito le veriche saranno eettuate seguendo lapproccio progettuale 2, in cui le azioni di progetto in fondazione derivano da ununica analisi strutturale svolta impiegando i coecienti parziali del gruppo A1. Nelle veriche agli stati limite ultimi per il dimensionamento geotecnico delle fondazioni (GEO), si considera lo sviluppo di meccanismi di collasso determinati dal raggiungimento della resistenza del terreno interagente con le fondazioni. Lanalisi pu` o essere condotta con la Combinazione (A1+M1+R3), nella quale i coecienti parziali sui parametri di resistenza del terreno (M1) sono unitari e la resistenza globale del sistema ` e ridotta tramite i coecienti = 2.3 del gruppo R3. Tali coecienti si applicano solo alla resistenza globale del terreno, che ` e costituita, a seconda dello stato limite considerato, dalla forza normale alla fondazione che produce il collasso per carico limite, o dalla forza parallela al piano di scorrimento della fondazione che ne produce il collasso per scorrimento. Essi vengono quindi utilizzati solo nellanalisi degli stati limite GEO. Nelle veriche agli stati limite ultimi nalizzate al dimensionamento strutturale (STR), si considerano gli stati limite ultimi per raggiungimento della resistenza negli elementi di fondazione. Per tale analisi non si utilizza il coeciente (o meglio = 1) e si procede perci` o come nella Combinazione 1 dellApproccio 1. Veriche agli stati limite di esercizio (SLE) Per eetto delle azioni trasmesse in fondazione, i terreni subiscono deformazioni che provocano spostamenti del piano di posa. Le componenti verticali degli spostamenti (cedimenti) assumono in genere valori diversi sul piano di posa di un manufatto. Si denisce cedimento dierenziale la dierenza dei cedimenti tra punti di una stessa fondazione, di fondazioni distinte con sovrastrutture comuni e di fondazioni distinte con sovrastrutture staticamente indipendenti. In base alla evoluzione nel tempo si distin123

guono i cedimenti immediati e i cedimenti dieriti. Questi ultimi sono caratteristici dei terreni a grana ne, poco permeabili, e dei terreni organici. I cedimenti e gli spostamenti delle fondazioni e del terreno circostante possono essere valutati con metodi empirici o analitici. Nel caso di terreni a grana ne, i parametri che caratterizzano la deformabilit` a sono di regola ottenuti da prove di laboratorio su campioni indisturbati. Nel caso di terreni a grana media o grossa, i parametri anzidetti possono essere valutati sulla base dei risultati di indagini geotecniche in sito. I valori delle propriet` a meccaniche da adoperare nellanalisi sono quelli caratteristici e i coecienti parziali sulle azioni e sui parametri di resistenza sono sempre unitari. Sulla base della previsione dei cedimenti deve esprimersi un giudizio sulla loro ammissibilit` a con riferimento ai limiti imposti dal comportamento statico e dalla funzionalit` a del manufatto. Qualora il manufatto in progetto possa inuire sul comportamento statico e sulla funzionalit` a di manufatti adiacenti, il giudizio di ammissibilit` a deve essere esteso a questi ultimi.

7.2

Terreno

Supponiamo che il sito di costruzione sia situato in Pianura Padana. La sequenza stratigraca del sottosuolo della Pianura Padana ` e caratterizzata da una successione di terreni semplicabile in due raggruppamenti principali: una serie sabbioso-argillosa di et` a pi` u recente, il cui spessore varia fra i 4 km a nord no a raggiungere i 12 km nel settore meridionale in corrispondenza del margine appenninico, e una serie calcarea-dolomitica, profonda, di et` a pi` u antica. Essendo il livello di base delle fondazioni a quota -1.70m e la falda a -3m, le fondazioni appoggiano sullo strato di terreno sabbioso-argilloso le cui caratteristiche meccaniche risultano essere (da indagine geologica): peso specico = 20 kN/m3 , angolo di attrito interno = 30 e coesione = 0.002 MPa. I parametri di resistenza del terreno di base delle fondazioni, con lapplicazione dei coecienti del gruppo M1 essendo unitari, non variano di valore. 124

B D g1 P

c, j, g2
Figura 7.4: Schema di riferimento per il calcolo del carico limite. Per questo terreno applicando le formule in Eq. 7.2 si ottengono i seguenti valori dei parametri : = 18.4, = 30.14 = 20.09 (7.11)

7.3

Dimensionamento della base di appoggio e dellaltezza

Consideriamo i pilastri maggiormente sollecitati, P08 e P11, come da analisi nel capitolo precedente. In corrispondenza della base di questi pilastri abbiamo un carico ultimo assiale = 774.2 kN ottenuto con il metodo approssimato. Si sottolinea che lazione assiale ` e calcolata allo stato limite ultimo quindi adoperando i coecienti di applicazione dei carichi cos` come richiesto dallapproccio 2. Si poteva allo stesso modo considerare i carichi ottenuti dalla risoluzione del telaio. Supponendo di utilizzare plinti di fondazione di forma quadrata occorre calcolare i coecienti di forma in Eq. 7.1: = 1.611, = 1.577 e = 0.6, mentre assumiamo unitari tutti gli altri fattori. Assumendo una larghezza della fondazione = 1m, con riferimento alla Fig. 7.4, il 125

Perimetro critico

Area caricata

h h/2 h/2
Figura 7.5: Perimetro e sezione critica per punzonamento. carico limite a rottura vale secondo lEq. 7 1 = 2 + + 1 2 (7.12)

h/2

da cui sostituendo i valori determinati nel paragrafo precedente si ottiene = 1.11 MPa. Larea della base di appoggio pu` o essere determinata come = 1.05 / (7.13)

in cui il peso del plinto ` e stato considerato, in prima approssimazione, pari al 5% del carico. DallEq. 7.13 ` e possibile ricavare il lato della fondazione che risulta pari a = = 129.94cm. Pertanto, essendo maggiore di 1m, possiamo assure = 130cm.

Laltezza del plinto viene, invece, determinata considerando la rottura per punzonamento. Assumendo che il carico concentrato si dionda con un angolo di 45 no al piano medio della sezione (vedi Fig. 7.5), si pu` o individuare la sezione resistente di area 0.5 . Pertanto la resistenza a punzonamento, in assenza di apposita armatura, ` e quindi 1 = 2 (7.14) 126

Sezione di verifica

a h

s*

l2 B l1

L
Figura 7.6: . Trascurando il contributo portante del terreno al di sotto dellarea critica e ponendo = possiamo ricavare laltezza del plinto 1 = [2( + ) + 2( + )] 2 (7.15)

dove e rappresentano i lati del pilastro. LEq. 7.25 rappresenta unequazione di secondo grado nellincognita la radice positiva ` e 1 = 4 2 + 2 + 2 + 8 + 4 (7.16)

Per il caso in esame essendo = 30cm, = 35cm e = 1.33MPa, si ha = 40cm.

127

7.4

Dimensionamento delle armature

Essendo > il plinto si congura come un plinto basso (vedi Fig. 7.6), quindi il calcolo viene condotto suddividendolo in pi` u elementi indipendenti a sbalzo dal pilastro. In questo modo il problema tridimensionale ed iperstatico si trasforma in un problema piano e isostatico. Per plinti di forma pressoch` e quadrata si esegue il calcolo suddividendo il plinto in quattro mensole come indicato in Fig. 7.6. I carichi agenti su ciascun coppia di mensole sono costituiti dalla pressione di contatto terreno-plinto (diretta verso lalto) e dal peso proprio del plinto e da eventuali carichi presenti direttamente su di esso (diretti verso il basso). Questultimi a favore di sicurezza vengono trascurati. In caso di pressioni di contatto uniformi i momenti ettenti nelle sezioni di incastro risultano 1 1 2 2 e 2 = 2 (7.17) 1 = 1 2 2 A favore della sicurezza, la pressione limite pu` o essere presa pari alla , che per la fondazione in esame vale = = 1.144MPa. Pertanto, il momento ettente massimo nella sezione di verica = 1 , 2 vale = 185.8kNm. In questo caso si prende il massimo tra i due visto che non dierisco signicativamente, ma comunque, in generale, conviene considerare il maggiore per entraanbe le direzioni. Applicando la formula approssimata per il progetto delle armature delle sezioni rettangolari a semplice armatura si ha: = 0.9 (7.18)

assumendo un copriferro di 4cm si ha = 4 = 36cm, quindi si ha = 1466mm2 . Si utilizzano allora 10 barre 14 per unarea di 1539mm2 . Inoltre, occorre vericare che vi sia un quantitativo minimo di armatura in zona tesa (punto 7.3.2 dellEC-2) per vericare che larmatura disposta sia suciente ad evitare che larmatura si snervi appena raggiunto il limite di fessurazione del calcestruzzo teso. Larmatura minima deve essere superiore al seguente valore: 0.9 (7.19) 128

dove = 0.4 poich e il plinto ` e inesso, = 1, =3MPa, = /2 area di calcestruzzo teso (parte della sezione tesa immediatamente prima della fessurazione). Si ot= 886mm2 . Poich e larmatura tesa, caltiene come minima armatura da disporre colata per la essione, ` e costituita da 1014 = 1539mm2 tale limite ` e abbondantemente superato.

7.5

Veriche

Verica terreno (SLU) Essendo il livello di base delle fondazioni a quota -1.70m e la falda a -3m, le caratteristiche meccaniche sono: peso specico = 20 kN/m3 , angolo di attrito interno = 30 e coesione = 0.0 MPa. Avendo una fondazione quadrata di lato = = 1m e = 1.7m il carico limite a rottura vale secondo lEq. 7 1 = 2 + + 1 2 1.144MPa. Lo sforzo massimo sul terreno ` e pari a = + 1.3 = 0.471MPa 2 (7.21) (7.20)

da cui sostituendo i valori determinati nel paragrafo precedente si ottiene =

dove = 16.22kN ` e il peso proprio del plinto. Essendo < / la verica risulta soddisfatta. Verica a taglio (SLU) La verica a taglio, che si eettua in corrispondenza della sezione critica (vedi Fig. 7.7), si controlla il valore del taglio sollecitante di progetto rispetto al taglio resistente dellelemento in assenza di armature trasversali. Il taglio sollecitante di progetto vale [ ] 1 ( ) = 83.4kN = 2 2 (7.22)

Il taglio resistente dellelemento in assenza di armature trasversali pu` o essere valutato


con la ,

( ) 1/2 , = 0.035 3/2 + 1

(7.23) 129

Sezione di verifica

d B b l d B

1.5 d 1.5 d

L
Taglio

L
Punzonamento

Figura 7.7: Sezioni critiche per le veriche a taglio e a punzonamento.

dove = 1 +

200/ 2 con in mm e 1 = 0, quindi la verica risulta soddisfatta

essendo , = 156.6kN.

Verica a essione (SLU) La verica a essione, che si eettua in corrispondenza della sezione critica a lo del pilastro, si controlla il valore del momento sollecitante di progetto rispetto a quello del momento resistente . Verica a punzonamento (SLU) La verica a punzonamento si eettua in corrispondenza della sezione critica (vedi Fig. 7.7) di perimetro = 2( + 3) + 2( + 3) e di area . In questa verica si ` e presa la sezione di verica a 1.5 invece che a 2 come raccomandato dallEC2 per tener in conto delleetto diusivo del terreno al di sotto della fondazione (par. 6.4.1 dellEC2). Si calcola il valore della tensione di taglio di progetto provocata dal punzonamento e si verica che sia inferiore alla tensione di taglio resistente dellelemento in assenza di armature trasversali , (par. 6.4.4 dellEC2). Se ci` o non fosse vericato si calcola , (par. 6.4.4 dellEC2) che rappresenta il valore di progetto del taglio-punzonamento resistente di una piastra dotata di armature per il taglio-punzonamento, e si dispone larmatura calcolata lungo la sezione 130

di verica considerata. Inoltre, va vericato che , = 0.5 , il valore di progetto del massimo taglio-punzonamento resistente lungo la sezione di verica considerata, non superi in tale sezione. Nel caso in esame, poich` e il perimetro critico eccede le dimensioni della fondazione di assume la sezione critica ad una distanza pari a 1.25 dal pliastro. Pertanto, il perimetro critico risulta = 2( + 2.5) + 2( + 2.5) = 4.9m. La tensione di taglio di progetto risulta = 0.439N/mm2 (7.24) La tensione di taglio resistente dellelemento in assenza di armature trasversali = risulta , = , (100 )1/3 + 1 (7.25) dove , = 0.18/ , ` e espresso in Megapascal, = 1 + 200/ 2 con in mm, = 0.02 con e riferiti allacciaio teso aderente rispettivamente nelle direzioni y e z, = ( )/2 con e le tensioni normali (in Megapascal, positive se di compressione) nel calcestruzzo della sezione critica nelle direzioni y e z, 1 = 0.1. Sostituendo i valori per il progetto in esame, si ottiene , = 0.449MPa. Inoltre, occorre vericare che lungo il perimetro del pilastro 0 = 2 + 2, o il perimetro dellarea caricata, la massima tensione di taglio-punzonamento non sia superata, < , (punto 6.4.3 dellEC2). , = 0.5 = 5.1MPa (7.26)

con = 0.6. Il valore della tensione di taglio di progetto = /0 = 1.66MPa. Verica cedimenti (SLE)

7.6

Travi di collegamento

Utilizzare plinti isolati pu` o non essere una buona soluzione. E consigliabile, ma in zona sismica ` e obbligatorio, collegare i plinti tra loro con travi anche di modesta sezione. Le travi di collegamento sono utilizzate per: annullare eventuali spostamenti 131

orizzontali dei plinti, assorbire le forze orizzontali presenti alla base dei pilastri, realizzare lappoggio per eventuali muri perimetrali. Le travi di collegamento sono realizzate alla quota del piano di appoggio delle fondazioni anche se sarebbe pi` u razionale dal punto di vista strutturale posizionarle alla base del pilastro. Il dimensionamento di queste travi dipende dalla loro funzione. Per gli scopi sopraelencati possono bastare le raccomandazioni previste delle norme sismiche secondo le quali le travi di collegamento devono essere dimensionate per sopportare una forza assiale di trazione o compressione pari a 1/10 del maggiore dei carichi verticali applicati ai due elementi che collega.

132

Capitolo 8 Dettagli costruttivi


Per garantire i requisiti relativi alla sicurezza, al comportamento in servizio e alla durabilit` a, debbono essere seguite alcune disposizioni che riguardano i dettagli costruttivi e le regole del buon costruire. Copriferro Gli Eurocodici, per garantire la durabilit` a delle strutture, oltre ad indicare le classi minime di resistenza del calcestruzzo, che indirettamente sono correlate alla durabilit` a dello stesso, prescrivono, sempre facendo riferimento a determinate classi di esposizione, vita utile di progetto e condizioni ambientali standard, lo spessore minimo di copriferro da adottare. Avendo scelto una classe di esposizione XC3 (Capito 2), si fara riferimento al punto 4.4.1 dellEC-2 per la determinazione del copriferro nominale, , secondo cui si ha: = + (8.1)

dove = copriferro minimo e = margine di progetto per gli scostamenti. Il copriferro minimo ` e dato dallespressione = (, , , + , , , , 10) (8.2)

dove le singole quantit` a rappresentano il minimo copriferro da utilizzare per garantire laderenza delle barre e la durabilit` a dellopera nelle condizioni ambientali in cui ` e posta. 133

In particolare si ha: , = [mm], , =25mm, , =0mm, , =0mm, , =0mm. Pertanto, il copriferro minimo risulta: = ( , 25mm, 10mm) (8.3)

Nellipotesi di utilizzare barre di armatura con diametro inferiore a 25mm si ha =25mm. Il copriferro minimo deve essere aumentato per tenere conto degli scostamenti in fase di realizzazione dellopera con il valore di progetto; la determinazione di tale valore aggiuntivo ` e legata al livello di accuratezza nellesecuzione dei lavori ed alla presenza o meno di controlli specici sul posizionamento delle armature. Ipotizzando di utilizzare degli appositi distanziatori per garantire lo spessore di copriferro, in conformit` a col punto 4.4.1.3(1) dellEC-2, si adotta = 5mm ottenendo, quindi, un copriferro nominale nale di: = 30mm (8.5) (8.4)

Tale valore non rende necessario lutilizzo di armature di pelle per evitare uneccessiva fessurazione superciale. Interferro La distanza fra le barre di armatura deve essere tale da consentire una messa in opera ed una compattazione adeguate per lo sviluppo completo delladerenza fra acciaio e calcestruzzo. Tale distanza viene calcolata seguendo le indicazioni del punto 8.2(2) dellEC-2 come: = (1 , + 2 , 20mm) . (8.6)

Essendo nel caso in esame: 1 = 1, =20mm, = 25mm (massima dimensione dellaggregato), 2 = 5mm; si ha: = (20mm, 30mm, 20mm) . Lunghezza di ancoraggio 134 (8.7)

Larmatura metallica longitudinale deve essere ancorata in modo tale da consentire la trasmissione sicura delle forze di aderenza al calcestruzzo per evitare la fessurazione longitudinale ed il distacco del calcestruzzo. Nellipotesi di tensione di aderenza uniforme, la lunghezza di ancoraggio di base, , , necessaria per ancorare la forza risulta (punto 8.4.2(2) dellEC-2): , = . 4 (8.8)

dove ` e il valore di progetto della tensione ultima di aderenza, che il punto 8.4.2 (2) dellEC-2 determina come: = 2.251 2 . (8.9)

Essendo 1 ` e un coeciente legato alla qualit` a della condizione di aderenza e alla posizione della barra nel getto il cui valore risulta: 1 = 1 nel caso di buona aderenza, 1 = 0.7 nel caso di non buona aderenza (come descritto nella Figura 8.2 dellEC-2). Il coeciente 2 ` e, invece, legato al diametro della barra il cui valore risulta 2 = 1 nel caso di diametro minore di 32mm. ` e il valore di progetto della resistenza a trazione del calcestruzzo, nel caso in esame = 1,33MPa per calcestruzzo di classe C30/37. Pertanto, si ha, in denitiva: = 3.0MPa e , = 31.67 . La lunghezza di ancoraggio di progetto ` e denita da (punto 8.4.4(1) dellEC-2): = 1 2 3 4 5 , , . (8.11) (8.10)

Dove 1 tiene conto delleetto della forma delle barre nel tratto di ancoraggio; 2 tiene conto delleetto del ricoprimento minimo di calcestruzzo; 3 tiene conto delleetto del connamento dovuto ad armatura trasversale; 4 tiene conto dellinuenza di una o piu barre trasversali saldate lungo la lunghezza di ancoraggio di progetto ; 5 tiene conto delleetto della pressione trasversale al piano di spacco lungo la lunghezza di ancoraggio. I valori dei coecienti 1 , 2 , 3 , 4 , 5 sono riportati nel prospetto 8.2 dellEC-2. La lunghezza minima di ancoraggio, , , vale per ancoraggi in trazione: , = max (0.3, ; 10; 100) ; (8.12) 135

mentre ancoraggi in compressione ` e pari a: , = max (0.6, ; 10; 100) ; (8.13)

Nel caso in esame, considerando ancoraggi di barre tese dritti, con suciente copriferro, e trascurando leetto di eventuali armature trasversali, si ha 1 = 1, 2 = 1, 3 = 1, 4 = 1 e 5 = 1. Si ottengono quindi le lunghezze di ancoraggio di progetto per le barre tese e compresse, come riportato in Tabella 8. , BARRA TESA 10 31.67 BARRA COMPRESSA 19 31.67

Vengono riportate, per il caso in esame, in Tabella 8 le lunghezze di ancoraggio per diversi diametri commerciali delle barre di armatura.

10 32cm 12 39cm 14 45cm 16 51cm 18 58cm 20 64cm

136