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SABATO 24 GENNAIO 2004

LA REPUBBLICA 37

DIARIO
di

I SIMBOLI DELLISLAM E LOCCIDENTE

a anni, la questione del velo non ci d tregua. Quando il confronto non ha luogo in Iran, una polemica nasce a casa, dopo c la guerra in Afghanistan, con lalibi del Burka, prima che la controversia riappaia in Europa. Con ingenuit o cinismo, il fuoco mantenuto vivo. Potrebbe diventare un rogo mondiale, insieme al terrorismo, se non stiamo attenti. N una semplice repressione n una tolleranza un po compiacente sono allaltezza della situazione. Il problema del velo si situa allincrocio di diverse appartenenze che importante considerare per chiarire le nostre idee. il velo un segno dappartenenza religiosa? Se il velo indica unappartenenza religiosa, augurabile, mi pare, che non sia portato nei luoghi pubblici. Capisco a quale punto lesigenza sia penosa per certe tradizioni pi recenti, come la tradizione musulmana rispetto alla tradizione cristiana, o a quella ebraica. Capisco che chiediamo unevoluzione agli altri, di cui noi stessi non siamo stati capaci. vero. Ma come agire diversamente nei contesti multiculturali che ormai sono nostri? Come costruire lUnione europea, anzi una coesistenza mondiale, senza una piattaforma civile dove accettiamo di essere uomini e donne, prima di essere cattolici o musulmani, italiani o marocchini, bianchi o neri? Questo esige da noi un progresso, quasi un salto, per giungere a una maturit umana mai compiuta. Dobbiamo essere capaci di uscire dallambito familiare: dalla stessa famiglia, ma anche dai suoi sostituti come sono la madre patria, la Chiesa e altre famiglie religiose, e perfino politiche. Infatti, dobbiamo diventare uomini e donne in qualche modo che si spogliano di segni esteriori di appartenenze diverse. In piazza, la legge che deve affidare a ciascuno e ciascuna un diritto e un dovere allesistenza e alla coesistenza civili. Questo esige cambiamenti

VELO
LUCE IRIGARAY
nei codici civili: la definizione di leggi capaci di essere universali rispetto ai diversi diritti consuetudinari, la scrittura di diritti positivi che tengano conto delle persone e delle relazioni fra di loro e non solo dei beni. Da qualche anno, il codice penale quasi raddoppiato mentre il codice civile non stato modificato a misura delle trasformazioni sociali e culturali che conosciamo. uneducazione civile, tutelata da diritti appropriati, che pu permettere una coesistenza multiculturale. La dimensione religiosa non patir di questo, al contrario! Essa, prima di tutto, tocca linteriorit. Che nei luoghi di culto, vestiti appropriati siano indossati, si pu capire. Ma un eremita nudo al sole che prova a concentrarsi per avvicinarsi al Signore, non farebbe una scelta migliore? Francesco dAssisi ne sapeva qualcosa... In ogni caso, in piazza, i segni esteriori di appartenenza religiosi diventano gesti conniventi con altri cittadini, e rischiano di favorire nuove forme dintegralismo incompatibili con la coesistenza fra tradizioni diverse. il velo una bandiera politica? Nel proprio paese, dove portare il velo una consuetudine, la dimensione politica non principale. Il velo unindicazione sullappartenenza religiosa, che pu essere, politicamente, pi o meno progressista a secondo delle tradizioni e dei momenti della Storia. Cos certi rappresentanti del cristianesimo sono stati dei promotori di liberazione umana: in America latina, per fare solo un esempio. Si potrebbe anche evocare i preti operai. vero che questi progressisti generalmente non indossano luniforme. piuttosto il loro cuore, il loro coraggio che testimoniano delle loro convinzioni. Abbandonano perfino ogni distintivo che indica unappartenenza religiosa, per avvicinarsi a qualsiasi persona, per essere solo un uomo o una donna fra gli altri. Dovremmo altrettanto, tutti e tutte, diventare messaggeri di una solidariet universale per riuscire a costruire una societ mondiale, e gi una convivenza democratica attorno a noi nella nostra citt. Allopposto, ci confrontiamo con regimi politici che costringono i cittadini, e anzitutto le cittadine, a indossare un certo abbigliamento, fra laltro religioso. Si pu parlare di regimi totalitari e, in modo pi specifico, di regimi integralisti. Nei nostri paesi, chi porta luniforme evoca la repressione, presente o passata. Diffidiamo di questa uniformit o conformit a un modello unico, tranne quando non la percepiamo come tale. Conformarci a una moda, nellabbigliamento o nellideologia, non ci crea problemi. I nostri dubbi si rivolgono piuttosto a chi si oppone alle tendenze della maggioranza. un rischio che minaccia le nostre democrazie. Immaginiamo che agire come gli altri testimonia che siamo buoni democratici, senza pensare che simile gesto pu fornire un contributo cieco al totalitarismo. Alcuni lo sanno e ne approfittano. Si potrebbe dire lo stesso per la ragazza che porta il velo. Tanto pi

La sfida nascosta dietro le religioni

MASSIMO CACCIARI

giusto fare una legge per proibirne luso nei luoghi pubblici?

COS sembra suonare il primo comandamento: che nulla osi sottrarsi al nostro sguardo avido di chiarezza. Tutto deve essergli esposto. La nostra volont di vedere non tollera misteri. Ma il velo veramente nasconde? Che cosa fa il nostro stesso sguardo se non ri-velare, e cio velare di nuovo ci cui si rivolge, proprio con il suo semplice guardarlo? Quella cosa che ci sta di fronte rivelata non potr mai essere la stessa che ci restava nascosta. Lapocalisse, la perfetta, totale eliminazione del velo, idea escatologica, appartiene alla fine dei tempi. In questo nostro viaggio terreno, piaccia o no, possiamo rivelare soltanto. Ma, poi, che cosa vedremmo svelando quel volto? forse lessenza, lanima della persona che vi si nascondeva? Nientaltro che la sua persona, appunto, cio la sua maschera; anzi, una delle sue innumerevoli maschere. Da dove ci viene la folle presunzione che ci sia dato di vedere ci che laltro in verit, una volta che venga smascherato? Dalla nostra volont di possederlo, di sottrargli ogni rifugio. Questo tremendo segreto si vela dietro la volont di tutto svelare: uccidere laltro. Poich solo allora egli non potrebbe pi nascondersi n mascherarsi: da morto.

VELO.

In Francia esplode il caso e coinvolge laici e integralisti

che oggi le ragazze degli strati sociali popolari lo portano come una bandiera per sfidare le culture estranee e, chiss, ostili alla loro tradizione. Sono qui da noi, e non si sentono a casa. Vogliono essere qui e l e imputano il loro disagio al vicino, coltivando la nostalgia per la lontananza, come si fa sempre. Preoccuparsi di unaccoglienza migliore sarebbe il nostro compito. Ma la nostalgia non si cura cos facilmente! il velo un emblema sessuale? Questo il problema, un problema che pu prendere forme molteplici, rimanendo velato.... Prima di impugnare, a nostra volta, la bandiera delloppressione, ci vuole un momento di riflessione. Non si interviene senza precauzione sulla sessualit dellaltro, dellaltra. La neutralizzazione dellattrazione sessuale con lideologia forse il gesto pi tremendo che ci sia. Quali rappresentazioni sessuali del corpo della donna proponiamo noi stessi per essere cos arroganti? Certo, il velo qualcosa dambiguo. Talvolta imposto da un qualsiasi tiranno, talvolta serve alla donna per sedurre. A un livello pi sottile, si potrebbe dire che il velo sulla donna che non data da oggi! un modo di suggerire e proteggere un mistero che tocca lattrazione sessuale ma anche laspirazione alla trascendenza. Pretendere oggi di togliere ad ogni costo tutti i veli sembra un atto nichilista o disperato rispetto al desiderio. Non ho detto con questo che il velo sia al proprio posto in piazza. Rischia di diventarvi in qualche modo provocatore, perfino sessualmente. Il velo, come tutte le nostre esibizioni sessuali per strada, sono il sintomo della mancanza di una cultura, non solo dellinteriorit, ma dellintimit a due. Di questa cultura difettiamo anche noi; da l ha origine la nostra esasperazione. Sarebbe meglio di provare a superare insieme questa sfida della nostra epoca, piuttosto che farne sopportare il peso solo agli altri, anzitutto allaltra.

38 LA REPUBBLICA

DIARIO

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LE TAPPE PRINCIPALI

QASSIM AMIN 1899 Esce in Egitto il libro di Qassim Amin La liberazione della donna che propone di abolire lusanza del velo. Intorno alla proposta di Qassim si accende un vero e proprio dibattito sul velo.

HUDA SHAARAWI 1923 Nel 1923 Huda Shaarawi, la pi importante rappresentante del femminismo egiziano negli anni 20 e 30, in un atto audace si toglie il velo alla stazione del Cairo.

ATATURK 1923-1938 Riformatore occidentalizzante denuncia luso del velo. Il padre della Turchia moderna scriveva: Possibile che le madri e le figlie di una nazione civile prendano questi barbari atteggiamenti?.

INTERVISTA AL FILOSOFO E ANTROPOLOGO REN GIRARD

QUEL SIMBOLO ANTICO CHE NON CI D TREGUA


LEONETTA BENTIVOGLIO
n sentimento apocalittico, sostiene il filosofo Ren Girard, opprime la nostra fetta di mondo: davanti allirruzione dellIslam, lOccidente si trovato aggredito dalla consapevolezza della possibilit della propria distruzione. E ha scatenato una serie di controreazioni a cui partecipa linterdizione del velo in Francia. Per questo Girard definisce il veto imposto da Chirac una tra le risposte messe in moto dalla scomposizione, tipica della nostra civilt, di un meccanismo che nelle religioni arcaiche era il capro espiatorio, dove la vittima sacrificata conduce lordine nella comunit. Antropologo e studioso delle religioni, autore di saggi come Delle cose nascoste sin dalla fondazione del mondo e Vedo Satana cadere con la folgore (Adelphi), Girard, che nato in Francia (nel 23), e che lavora negli Stati Uniti (dove insegna a Standford), affronta il tema del divieto del velo come parte di una catena di eventi che ha scardinato le nostre certezze. E inserisce il discorso nella prospettiva, originale e spiazzante, con cui guarda al rapporto tra religione e violenza, sviluppato a fondo nel suo ultimo libro, Origine della cultura e fine della storia (Raffaello Cortina). Pi che formulare giudizi, spiega, posso riflettere sulle cause e analizzare il contesto. Innanzitutto va considerata la tradizione della laicit in Francia, dove la scuola un territorio neutro, da cui va bandito ogni segno che contraddica la neutralit. Al contrario di quanto accade in Italia, i corsi di catechismo devono svolgersi fuori dalle scuole. La domanda la seguente: in che misura la tradizione laica francese violata dalluso del velo? Per rispondere necessario rammentarsi che la proibizione del velo non impedir alla Francia di essere infinitamente pi liberale di paesi come lArabia Saudita e lIran, dove non c una sola chiesa cristiana. Intende dire che il veto va considerato in rapporto alla specificit della cultura francese? un punto di vista. Che non esclude la possibilit del verificarsi di analoghi divieti altrove. In America ci sono stati episodi dinterdizione altrettanto ardui da capire. Qualche anno fa la Corte Suprema, accogliendo proteste di gruppi di atei, agnostici, musulmani e ebrei, che consideravano lalbero di Natale un segno religioso, ha proibito che sulle piazze pubbliche fossero eretti alberi natalizi. Lei ha segnalato spesso la sofferenza dei popoli del Terzo Mondo per lo sradicamento delle loro abitudini di vita prodotto dalla modernit. Vede lattaccamento allemblema del velo come un tentativo di difesa dallOccidente? Certo. C arroganza e inco-

I LIBRI
LEILA AHMED Oltre il velo: la donna nellislam da Maometto agli ayatollah, La Nuova Italia 1995 MARY WORTLEY MONTAGU Tra le donne turche. Lettere 17161718, Archinto 1993 NAWAL ALSADAWI FIRDAUS Storia di una donna egiziana, Giunti 1986 LATINA AL-ZAYYAT Carte private di una femminista, Jouvence 1996 ASSIA DJEBAR Donne dAlgeri nei loro appartamenti , Giunti 1989 GUSTAVE FLAUBERT Viaggio in Egitto, Ibis 1991 FATIMA MERNISSI La terrazza proibita: vita nellharem, Giunti 1996 EDWARD W. SAID Orientalismo (1978), Feltrinelli 1999 (prima ed. Bollati Boringhieri 1991) KHALIDA MESSAUDI Una donna in piedi: unalgerina si ribella al fondamentali smo islamico, Mondadori 1996 BERNARD LEWIS LEuropa e lislam, Laterza 1995

madre di tutte le violenze la tratta da capro espiatorio. Non penso che il monoteiDIVIETI smo generi intolleranza. Tutte le grandi religioni dellOccidente, il giudaismo, il cristianesimo e lIslam, sono monoteiste. Daltra parte nessuna civilt stata tollerante come il mondo occidentale. Da oltre un millennio levoluzione delle leggi procede nel senso di una tolleranza ignota alle civilt antecedenti. Nelle religioni arcaiche, legate ai riti sacrificali, la parola uomo era limitata allambito della trib, al di fuori della quale si poteva TRADIZIONI Nella foto grande uccidere chiunque, una ragazza come si faceva con egiziana dei primi gli animali. La nodel 900. A fianco, zione stessa di peruna donna iraniana sona giunge dal modavanti a manifesti noteismo ebraico e elettorali. cristiano, sacrificaNellaltra pagina, to dallavvento delle ragazze afghane scienze umane, con esiti devastanti. Nel secolo scorso, in nome del desiderio di sbarazzarsi della religione, la controreligioni del nazismo e del comunismo hanno fatto pi vittime che tutte scienza, da parte del mondo ocTra qualche decennio potrebbe le guerre precedenti. Perch, tra i monoteismi, lei cidentale, nellimporre un nucambiare. mero incredibile di cose, dalle In che senso? privilegia il cristianesimo? norme etiche fino allinquinaIl terrorismo islamico anche la religione che ha svelato la menzogna nascosta dietro al samento e alla pornografia, a uniuna risposta strategica alla tecnicrificio: entrando nel meccaniversi che le subiscono dallesterca moderna, che lidentit pi no. E che contrattaccano, oltre pressante dellOccidente. In un smo pi segreto del capro espiatorio, che nelle societ arcaiche che col terrorismo, stabilendo mondo in cui la tecnica cos forera funzionale alla risoluzione legami ferocemente stretti con le te da poter distruggere tutto, la proprie tradizioni. L11 settemstrategia del terrorismo individei conflitti interni al gruppo, il cristianesimo ne ha denunciato bre ha galvanizzato le minoranduale, familiare e di piccoli grupla falsit, segnalando linnocenze islamiche in Europa, rendenpi, diventa la sola arma efficace. dole pi consapevoli della loro Se lIslam, in futuro, conquistasza della vittima. Cos caduto lo schermo di protezione sacrificaunit e molto pi anti-occidense pi sicurezza, non avrebbe bile, lasciandoci soli di fronte a noi tali. La proibizione del velo una sogno di una posizione tanto delle controreazioni occidentali reattiva. stessi. Solitudine portatrice di tutte le tensioni che la vittima, un alla reazione islamica. Ma non Accusa la cultura laica: il motempo, era capace di assorbire su detto che latteggiamento delle noteismo genera odio e intolleminoranze islamiche non sia leranza. Lei invece afferma che di s. gato a opposizioni temporanee. chi sostiene che la religione

Lattaccamento allemblema del velo una forma di difesa dallOccidente. Proibirlo un modo dellOccidente di reagire

,,

ELIAS CANETTI

Come posso descrivere leffetto che suscita il volto di una donna senza velo?... Quella donna, allora, diventa un miraggio
Le voci di Marrakech 1964

GIACOMO CASANOVA

Io vedevo una statua magnifica, ma non vedevo lanima, poich un fitto velo la rapiva ai miei avidi sguardi
La bella svelata 1745

vivono in Europa di smetterla Prima dellarrivo dellislam, i con queste manipolazioni e Beduini dArabia seppellivano con questo stravolgimento vivi i neonati di sesso femminidello spirito dellislam. le. Per loro, una figlia non poBasta! Bisogna smetterla di teva che essere fonte di fastidi immischiare lislam in quae disonore. Meglio, quindi, lunque cosa, smetterla di masbarazzarsene con la complinifestare pubblicamente lecit di tutta la trib. La prima sercizio della propria fede, cosa che ha fatto il profeta smetterla di credersi in un terMaometto stata vietare quelritorio conquistato! la pratica barbara. Ma secoli Anche se siete nati in Frandopo, nella mente degli uomicia o in Italia, anche se avete la ni, la donna continua a essere nazionalit di quei paesi, non un pericolo. E stata la paura TAHAR BEN JELLOUN avete il diritto di rimettere in della donna a spingere certi discussione unacquisizione musulmani a imporle il velo. fondamentale delle lotte democratiche, e cio la La paura della sua libert, della sua intelligenza, legge del 1905. della sua audacia. Il Corano non dice che bisogna Rispettate la terra che vi accoglie. Lottate pervelarla, nasconderla, farla scomparire. Il Corach i vostri figli possano integrarsi positivamenno, come gli altri testi religiosi, chiede alla donna te. di essere vestita correttamente quando si rivolge Non lasciatevi trarre in inganno da militanti a Dio. Il resto fa parte delle invenzioni delluomo. che perseguono uno scopo politico. Il dibattito pubblico che si sta svolgendo in Non trasportate in Europa i problemi che Francia incentrato sulla laicit, ancorata nella stanno attraversando i paesi musulmani dove le mentalit della popolazione da una legge del donne non hanno gli stessi diritti degli uomini, 1905 che separa Chiesa e Stato. Il concetto di laidove la modernit vissuta come un pericolo per cit non esiste nel vocabolario arabo e ancor melidentit araba e musulmana. no nel Corano. Per alcuni, laicit sinonimo di Anche se il velo un pretesto per esprimere il ateismo e apostasia. Orbene, questo concetto malessere e la frustrazione di una generazione un valore fondamentale della democrazia e del dimenticata dallEuropa, bisogna toglierlo rispetto della coscienza individuale. La laicit quando si entra in una scuola o in un ospedale. il rispetto di tutte le religioni, e per questo stabiToglierlo non significa smettere di essere musullisce che la loro pratica debba essere di ordine mani: lislam nei cuori, non nelle apparenze. privato e non pubblico. Adesso che in Francia si alzata la tempesta, bisogna che unautorit dica ai musulmani che Traduzione di Elda Volterrani

IL MONDO LAICO E LE RELIGIONI

LA LIBERT E LE NOSTRE VERE PAURE

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LA REPUBBLICA 39

REZA SHAH ANNI 20 Il sovrano iraniano proclama la proibizione del velo. Daccordo con Reza Shah una parte dellaristocrazia, mentre le classi inferiori reagiscono al divieto con violente proteste, soffocate brutalmente

LE FIGLIE DEL NILO 1951 Nel 1951 un migliaio di donne, appartenenti allunione femminista delle Figlie del Nilo, protestano davanti al parlamento egiziano. Re Faruk (19361952) impone loro luso del velo

KHOMEINI 1979 In Iran layatollah Khomeini lancia una campagna per spingere le donne in casa. Le donne devono indossare un velo che le copre dalla testa ai piedi. Linfrazione punita con 74 frustate

LA TESTIMONIANZA DELLA SCRITTRICE IRANIANA AZAR NAFISI

QUANDO IL VELO ERA SEGNO DI RIBELLIONE


NINA FRSTENBERG
l velo come chiave della vita di tre donne, madre, figlia, nipote. Racconta Azar Nafisi, scrittrice iraniana: Mia nonna afferm la sua libert mettendosi il velo contro il regime dello Sci che imponeva di toglierlo, mia madre togliendoselo nel regime di Kohmeini che imponeva di metterlo. E lei? Io per non accettare il velo ho dovuto lasciare il mio paese. Azar lautrice di Reading Lolita in Tehran, (Random House), bestseller in America (arriver in Italia tra qualche tempo, da Adelfi). Lolita: un titolo gi di per s inquietante nellIran di oggi diventa esplosivo se si pensa quel che la Nafisi spiega: la verit disperata della storia di Nabokov non la violenza sessuale su una dodicenne ad opera di un vecchio porco, ma la confisca della vita di un individuo ad opera di un altro individuo, confisca dei sogni, del passato, dei pensieri. Le donne iraniane sono per lei come farfalle mezze vive spillate su un muro, come Lolita. La scrittrice ha lasciato la capitale persiana nel 1997, dove era arrivata carica di speranza come tanti intellettuali della sua generazione che si erano opposti al regime dello Sci. Lei, figlia di un sindaco di Teheran, aveva studiato letteratura inglese in Oklahoma, ed era tornata nel suo paese, nel 1979, carica di sogni per la Persia dei giardini e dei melograni che aveva conosciuto sui libri. La hanno espulsa, diciotto anni dopo, per il rifiuto di indossare il velo allUniversit di Teheran Allameh Tabatabai, dove insegnava, lo stesso velo carico di battaglie di libert, sia nel togliere che nel mettere e che ha incrociato la vita di sua madre e sua nonna. La libert spiega Aznar non un oggetto, mangiare un gelato per strada, tenersi per mano, ridere in pubblico, leggere quel che ti pare,

Chi sono gli autori


Luce Irigaray, saggista e studiosa di psicoanalisi, nota per il suo libro Speculum (Feltrinelli), legati in qualche modo allargomento velo La democrazia comincia a due (Bollati Boringhieri) e Amante Marina (Luca Sosella). Massimo Cacciari saggista e filosofo ha pubblicato di recente una nuova edizione di DellInizio (Adelphi). Ren Girard filosofo, studioso di antropologia e storico delle religioni. Il suo libro pi recente Origine della cultura e fine della storia (Cortina). Azar Nafisi e scrittrice iraniana, autrice di Reading Lolita in Tehran. Tahar Ben Jelloun, scrittore maghrebino, il suo libro pi recente Amori stregati(Bompiani). Giovanna Zincone studiosa di sociologia politica.

magari Il grande Gatsby. Ora Azar vive a Washington, con un marito e due figli, insegna alla Johns Hopkins e scrive per i maggiori giornali americani. Labbiamo trovata a Londra dove ha presentato il suo libro. Che cosa significa il velo, argomento infinito, per le donne musulmane? Mia nonna non se lo mai tolto, lo ha indossato per tutta la vita. Per un periodo molto breve, quando il padre del defunto Sci ha ordinato di toglierlo per tre mesi, si semplicemente rifiutata di uscire di casa perch non voleva subire quella imposizione. Anche

mia madre si definiva musulmana ed andata in pellegrinaggio, ha pregato allo stesso modo di mia nonna e come lei stata una fedele praticante, ma non ha mai portato il velo. Ho imparato crescendo in Iran che ci sono modi diversi di essere musulmani e le persone dovrebbero avere lopportunit di scegliere quale rapporto stabilire con il loro Dio. E il velo come tradizione da rispettare? Negli Stati Uniti c chi lo sostiene: il velo una tradizione e se una tradizione allora non c motivo di disapprovarlo. Ma se si tratta di una tradizione allora per-

a libert religiosa coche riguarda le donne: da stituisce una dimenuna parte, la minoranza sione cruciale, se non mussulmana chiede il diil cuore stesso della storia ritto a palesare pudore e indelle libert in Europa. Chi disponibilit, dallaltra, la vuole limitarla deve dare stragrande maggioranza motivazioni gravi e imporlaica pratica in pubblico, tanti. Le ragioni classiche, i anche a scuola, forti richiapaletti storici posti per limi sessuali. Ma pu uno mitare la tolleranza reliStato liberale imporre lo giosa sono principalmente stile di vita dominante, due. Il primo quello, indilinterpretazione maggioviduato da Locke, del manritaria della femminilit? tenimento dellordine Ad aggravare la coercizioGIOVANNA ZINCONE pubblico e dellautodifesa ne si aggiunge il fatto che dello Stato contro la sovsecondo un interpretazioversione. Laltro paletto quello posto da ne non importa se corretta o errata chi Mill: la libert del gruppo minoritario non lo porta ritiene spesso di conformarsi ad deve produrre danni a terzi. Dietro la preun precetto religioso. Pu lo Stato emancitesa di rendere neutro lo spazio pubblipare a forza, pu costringere sue cittadine co in Francia si nasconde una cattiva intera tenere comportamenti che esse considepretazione di queste due classiche motivarano, a torto o a ragione, irreligiosi, in conzioni. Prima del foulard, nessuno si era trasto con le tradizioni della propria copreoccupato di neutralizzare altri visibilismunit, impudichi? Direi di no. Purtroppo simi segni religiosi nelle scuole. E solo per quello che traspare oggi in Francia un vinon infrangere il principio di uguaglianza zio dorigine, lombra del modello repubdei cittadini che il divieto si estende oggi blicano rivoluzionario: fastidio per le dianche a grosse croci e kippah. Il foulard fa versit, timore della societ civile, fiducia scandalo perch considerato simbolo nella repressione. E ingenuo credere che della subordinazione femminile, imposto si possa sopire uno scontro culturale, che dalla comunit e dalle famiglie, quindi un si possa drenare il bacino del terrorismo danno da risparmiare alle giovani mussulislamico espellendo dalle scuole i segni mane. La gran parte delle ragazze, per, esteriori della diversit. Si ruba di certo una porta il velo volontariamente. Quindi, giufetta di libert con la speranza assai incerstamente Giddens vede, dietro la polemita di ottenere pi ordine. Per ora la represca sul velo, unaltra polemica nascosta, sione ha prodotto protesta e risentimento.

GIUSTO EMANCIPARE A FORZA?

GUSTAVE FLAUBERT

NON SOLO QUESTIONE DI FOULARD

Si vedono delle teste di donna alle finestre, che si coprono col velo quando si accorgono di essere osservate
Viaggio in Egitto 1849-1850

FREYA STARK

Lo scialle lo portavano anche per passare da una casa allaltra allinterno del forte, unitamente al velo nero per coprire il volto
Le porte dellArabia 1936

ch lo stato ha bisogno di puntare una pistola alla testa delle donne iraniane o di metterle in carcere per farle ubbidire? Anche Mao Zedong in Cina costringeva le donne a portare le giacchette alla Mao, i capelli corti e il viso senza trucco, simboli di uniformit e sottomissione. Azar, lei pensa che individualismo e Islam non siano proprio compatibili? Il primo passo del totalitarismo di toglierti il diritto di essere un individuo unico e di realizzare le tue potenzialit. Questo quello che successo in Iran e non una questione di Islam. Noi tutti dovevamo indossare ununiforme, diventare uguali e dire le stesse cose. Il modo migliore per noi per sottrarci a questa situazione era di ricorrere a un lavoro di immaginazione. Per la prima volta mi sono resa conto di quanto sia importante la libert individuale. In qualche modo abbiamo creato un rapporto col mondo occidentale, molto diverso e antagonistico rispetto a quello del regime. E lo avete fatto attraverso un book-club clandestino, quello dei gioved a casa sua? Il regime parlava dellOccidente come del grande Satana. La nostra fantasia e la lettura di grandi autori occidentali sono diventati il ponte per la libert. Abbiamo letto italiani come Primo Levi, Natalia Ginzburg, Italo Calvino e Umberto Eco. Gli ultimi due erano molto popolari a Teheran. Il mio principale campo dinteresse era la letteratura inglese: Jane Austin, Henry Fielding, Muriel Spark e naturalmente Vladimir Nabokov, sul quale ho scritto il mio libro. Un libro che riguarda la libert. Il mio libro riguarda valori universali: grandi autori, valori democratici e sfortunatamente anche luniversalit del fondamentalismo. la storia dellinsegnamento delle opere della cultura occidentale nella Repubblica islamica dellIran. Il che mi fa venire in mente lEuropa orientale dellepoca comunista. LIran come lUrss? In Iran domina una ideologia totalitaria, lideologia di una moderna teocrazia, proprio come nellUnione Sovietica dominava lideologia comunista. E il fallimento di questa ideologia manda un messaggio in tutto il mondo musulmano. Nel nome dellIslam la gente qui ha sofferto di pi che con qualsiasi altro sistema totalitario. Il gioco sempre lo stesso. Ciascuno di questi sistemi totalitari si servito di unideologia per legittimarsi e qui hanno scelto lIslam. Si vede qualche segnale di laicizzazione, di separazione tra religione e politica? In Iran molti capi religiosi e altri ancora ritengono che per poter sopravvivere, la religione debba essere separata dallo stato. Penso sia questo il problema fondamentale che oggi stiamo abbiamo davanti. La questione di fondo affrontare lerrore di chi nel mondo musulmano si serve della religione come di unideologia politica. In Iran c un reale dibattito interno su questi temi e ci sono segnali di serie evoluzioni che sembrano davvero portare a unapertura della societ. Non servivano le forze esterne per portarci alla democrazia.

I FILM
VIAGGIO A KANDAHAR Una giornalista torna in Afghanistan alla ricerca della sorella. Sar costretta a indossare il burka e a vivere come le donne del suo paese. Di Mohsen Makhmalbaf, 2001 MAI SENZA MIA FIGLIA Una donna americana sposa un iraniano. NellIran degli ayatollah conoscer loppressione e lassenza dei diritti pi elementari. Con Sally Field, regia di Brian Gilbert, 1991 IL CERCHIO Otto storie di donne nella Teheran di oggi che si concludono tutte con lingresso in prigione. Di Jafar Panahi, 2000 MIO FIGLIO IL FANATICO Un tassista pachistano perfettamente integrato nella Londra degli anni 90 viene violentemente contestato dal figlio, credente islamico integralista e fondamentalis ta. Regia di Udayan Parasad, 1997 EAST IS EAST Nellinghilterra degli anni 70 un pachistano vuole impedire ai figli di abbandonare le tradizioni islamiche. Regia Damien O Donnell, 1999