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Carissimi,

abbiamo iniziato l'ANNO del BICENTENARIO della FON-


DAZIONE della nostra COMUNIT PARROCCHIALE. Que-
sta ricorrenza vorrebbe portarci a riscoprire il nostro essere Cri-
stiani non solo come individui, ma come Comunit.
Vorrebbe essere anche l'occasione per vivere il nostro cristiane-
simo non come una "palla al piede" o un "fiore all'occhiello", ma
come lievito e sale che dia sapore a questa nostra vita. Purtrop-
po, ascoltando e guardandoci attorno, ci si accorge che la fede
sia ridotta non tanto a un granello di senape (almeno lo fosse!),
ma a un po' di profumo per abbellire alcune ricorrenze. Nel logo
simbolo del nostro anno parrocchiale abbiamo marcato due + un
simbolo:
Un libro: la PAROLA di DIO che siamo chiamati a leggere e
approfondire. Siamo comunque (senza offendere nessuno) molto
ignoranti in materia e, qualora la conoscessimo, non la teniamo
mai in considerazione nel nostro parlare e agire.
Il pane: l'EUCARISTIA, il dono che il Figlio di Dio ha fatto
per noi, il suo esempio, il suo mandato ("messa"): farsi pane,
lavare i piedi fino a dare la propria vita.
La CROCE: il dono supremo dell'amore. Lui ci andato per
tutti noi, al nostro posto, per redimerci, per ridarci libert e di-
gnit.
Tutti questi su una tavola con delle sedie. il segno della fami-
liarit, della fraternit, della condivisione. Si pu accusare la
Chiesa come una comunit astratta, di facciata, non attenta ai bi-
sogni della gente. per "un'accusa boomerang" cio che non
colpisce se non quello che la lancia. La Chiesa non infatti una
struttura, una delle tante istituzioni, invece una Comunit, me-
glio una Famiglia dove non ci si sceglie, ma si chiamati a vive-
re insieme, costruendola giorno dopo giorno con pazienza e co-
raggio. Se questo lo troviamo difficile per una famiglia, lo di
pi in una "famiglia parrocchiale". Ma come una famiglia, pur
con le sue difficolt, una "struttura" fondamentale e imprescin-
dibile per la crescita di una persona, cos lo per una comunit
parrocchiale, per un cristiano. Ci auguriamo che le iniziative che
abbiamo in cantiere possano aiutare a far crescere il nostro senso
di appartenenza alla Chiesa locale fino alla Chiesa universale.
SETTIMANA SANTA ovvero della
PASSIONE del FIGLIO di DIO per l'UMANITA'
20 MARZO DOMENICA DELLE PALME
ore 7.30 S. MESSA
ore 9.45 Benedizione ulivo sul piazzale Ambrosoli
Processione alla Chiesa - S. MESSA
ore 15.00 Festa del perdono per i bambini di 3
A
elementare
21 MARZO LUNED SANTO
ore 7.30 S. MESSA
ore 20.30 Confessioni per i giovani (P. Comboniani)
22 MARZO MARTED' SANTO
ore 15.30 18.00 Confessioni per i bambini delle elementari
ore 20.00 S. MESSA
ore 20.30 22.00 Confessioni
23 MARZO MERCOLED' SANTO
ore 15.30 17.30 Confessioni
ore 18.00 S. MESSA
ore 20.30 22.00 Confessioni
24 MARZO GIOVED' SANTO
ore 10.00 a Como, in Duomo, S. Messa Crismale
ore 15.00 18.00 Confessioni (P. Comboniani)
ore 20.30 S. MESSA nella Cena del Signore
Adorazione Eucaristica
25 MARZO VENERD' SANTO
ore 7.00 Lodi mattutine
ore 15.00 Liturgia dell'adorazione della croce
ore 16.30 18.00 Confessioni
ore 20.30 VIA CRUCIS per le vie del paese
26 MARZO SABATO SANTO
ore 7.00 Lodi mattutine
ore 9.30-11.30 Confessioni
ore 15.30-17.30 Confessioni
ore 21.00 SOLENNE VEGLIA PASQUALE
27 MARZO PASQUA DEL SIGNORE
ore 8.00 S.MESSA
ore 10.30 S. MESSA SOLENNE
ore 17.00 Lode Vespertina
Nelle mattinate della Settimana Santa, Don Eugenio passer dagli ammalati per la confes-
sione e la S,Comunione.
Dopo Pasqua, Don Eugenio passer in VIA MILANO e in
VIA AMBROSOLI perla benedizione delle famiglie
4
Il viso di Dio caldo di speranza

'incontro d mons. Dan-


te Lafranconi, Vescovo
di Cremona, con la no-
stra comunit ha segnato solen-
nemente, il 20 febbraio scorso,
l'inizio dei festeggiamenti in
occasione del Bicentenario di
fondazione della Parrocchia di
Ronago.
L
Un giorno importante per tutti,
che ci ha coinvolto spiri-
tual-mente ed emotivamente e
ci ha offerto l'opportunit di ri-
flettere su alcuni aspetti della
nostra vita di fede.
L'omelia della S. Messa stata
incentrata sul significato che ha
assunto oggi il termine
"libert" per un cristiano (o, se
si vuole, per un uomo vera-
mente libero) in un contesto
culturale caratterizzato da un
relativismo etico che pervade
la nostra societ.
Mi pare di aver colto ed inter-
pretato il forte richiamo alla li-
bert come un cammino di con-
sapevolezza, una responsabilit
nelle scelte che siamo chiamati
ad operare, una capacit discer-
nimento tra i diversi comporta-
menti possibili.
Non un vecchio ed ormai anche
teologicamente datato elenco di
divieti, dunque, ma un for-
te stimolo ad essere prota-
gonisti del proprio tempo,
ad assumere quell'atteggia-
mento di vigile attenzione
che ci permette di "legge-
re" con autenticit le vi-
cende personali e collettive
che ci interrogano quoti-
dianamente. Spesso, con-
dizionati da desideri indot-
ti o da un'affannosa ricerca
di affermazione, corriamo
il rischio di smarrire il
confine tra bene e male, tra
lecito ed illecito e ci ade-
guiamo opportunistica-
mente alle mode, agli stili
di vita che ci spersonaliz-
zano, a quei bizzarri mo-
delli comportamentali vei-
colati ed imposti dai mass
media.
Non pi possibile non sele-
zionare, continuare a cammina-
re a testa bassa senza chiedersi
mai dove stiamo andando, qua-
li modelli educativi siamo in
grado di proporre; non digni-
toso essere risucchiati dentro
un'indistinta melassa senza sa-
perci interrogare sul nostro fu-
turo.
Ma il concetto di libert non va
mai disgiunto da quello di veri-
t e di carit, come ha ricordato
mons. Lafranconi nell'incontro
pomeridiano con le famiglie.
Essere testimoni credibili oggi
significa saper affermare la ve-
rit, avere il coraggio morale e
civile di distinguersi, non con
l'intento di impartire lezioni,
ma con spirito di servizio per
apportare il proprio contributo
in famiglia, nella comunit in
cui viviamo, nel mondo.
L'atteggiamento corretto, ha
aggiunto, deve essere impron-
tato a coniugare verit e carit,
perch nell'equilibrio di que-
sti due valori che possiamo ri-
trovare la nostra vera natura di
uomini e intraprendere un per-
corso di fede pi compiuto.
Perch, in fondo (e qui faccio
mio un verso del poeta Mario
Luzi, recentemente
scomparso): "II viso di Dio
caldo di speranza".
Maurizio
5
L'incontro con Don Marco Cairoli, mercoled 23 gennaio 2005
APRIAMO IL LIBRO DEGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
Premessa: una seconda opera
per Teofilo (Al 1,1 -2)
* A Teofilo: chi ? Un cristiano
che Luca vuole confermare
nella fede oppure un illustre
personaggio dell'epoca, affasci-
nato dalla fede cristiana, ma
non ancora convertito, al quale
Luca vuole presentare il movi-
mento cristiano e la sua dottri-
na. In entrambi i casi, l'opera
avr come scopo di mostrare i
primi passi del movimento cri-
stiano.
* Il secondo libro. Gli Atti si
presentano come la continua-
zione di un vangelo. Stanno in
piedi solo se si accoglie "quan-
to Ges fece e insegn". Vanno
collocati sullo sfondo dell'azio-
ne di Ges. Ges si rende pre-
sente attraverso i suoi che, in
questa prima fase della storia
della chiesa, ripresentano le sue
parole e i suoi gest (miracoli).
Fanno ci che ha fatto Lui (ad
es. At 3 miracolo e discorso),
muoiono come morto Lui (ad
es. il martirio di Stefano).
Tutto un programma: At 1, 6-8
"Non sta a voi conoscere i tempi
e i momenti": gli Atti come sto-
ria della primitiva comunit
I primi cristiani sono chiamati
a investire nel presente. I segni
di Dio non sono da aspettare al
di l della storia, ma dentro la
storia, vista da Luca come lo
spazio ove "l'umano e il divino
si incontrano". Per questo Luca
ci consegna un'opera a suo
modo "storica" cio un'opera
che racconta i fatti secondo le
concezioni che della storia si
avevano all'epoca. Il mondo
ove il vangelo si diffonde
presentato nella sua concretez-
za e nelle sue strutture so-
cio-politiche come il campo
d'azione di Dio e viene descrit-
to con interesse e simpatia.
"Avrete forza dallo Spirito che
scender su voi": gli Atti come
il libro dello Spirito
Dopo l'ascensione, Dio comu-
nica il soffio del suo Spirito.
All'opera a Pentecoste (At 2, 1-
11): l'atto fondatore di questa
nuova epoca della storia della
salvezza.
Lo Spirito all'origine delle
grandi svolte della storia degli
Atti (es. la diffusione della Pa-
rola in Samaria - At 8 - tra i pa-
gani - At 10 - e fuori della Pa-
lestina - At 13).
Anima e guida anche le singo-
le tappe (es. concilio di Geru-
salemme: At 15).
Occorre ricordare che questo
Spirito manifesta un Dio che
ama tutti, un "Dio universale",
un Dio che abbatte ogni discri-
minazione e ogni frontiera (cf.
10.34)
"Mi sarete testimoni": gli Atti
come libro dei testimoni
- Lo Spirito abilita dei credenti
a comunicare le grandi opere di
Dio e a farsi comprendere da
ciascuno. L'agire di Dio non
magico n incontrollato. Passa
attraverso mediazioni umane.
Si impadronisce di
individui che diventano testi-
moni di tutta la vita di Cristo.
La testimonianza ("sarete miei
testimoni")
l'annuncio di un fatto, la comu-
nicazione di un'esperienza, non
solo e non prima di tutto una
"testimonianza
morale" cio una condotta mo-
rale coerente. Per questo il li-
bro attento a riportare lunghi
discorsi ove si d
testimonianza della risurrezio-
ne di Ges.
- Due sono i grandi testimoni:
Pietro e Paolo. L'opera di Luca
- in senso proprio - storia di
(due) apostoli
(cio Pietro e Paolo) pi che
degli apostoli.
- E insieme ci vengono presen-
tati un gran numero di cosid-
detti "personaggi minori" (dal
punto di vista del ritratto narra-
tivo): es. Stefano, Filippo, Ana-
nia, Tabit, Cornelio, Lidia,
Aquila e Priscilla.
"A Gerusalemme, in tutta la
Giudea e la Samaria e tino
agli estremi confini della
terra": gli Atti come la corsa
della Parola in tutto il mondo
- L'opera si divide in due gran-
di parti. I capitoli 1-12 si man-
tengono nell'orizzonte di Geru-
salemme / Samaria; i capitoli
13-28 la Parola raggiunge
Roma.
- una storia fatta di opposi-
zioni. L'avanzata della Parola
non ha niente di trionfalistico.
Il successo magro, molto
spesso la fuga l'unica via di
uscita (vedi, ad es., At 13-14).
Luca vuole trasmettere ai suoi
lettori l'idea che Dio conduce i
suoi discepoli malgrado l'ostili-
t e il rifiuto che vengono loro
opposti. Perch quanto si an-
nuncia Parola di Dio, da qual-
che parte attecchisce. Di pi:
Dio si serve di questa opposi-
zione per fare avanzare la sua
Parola. Emblematico ci che
succede dopo la morte di Stefa-
no ( At 8,1-4).
Infine...:una storia senza
fine!
In At 1,8 si parla di una diffu-
sione del messaggio "fino ai
confini della terra" e il libro si
conclude a Roma. Qualche
commentatore annota che
Roma rappresentava, in quel
tempo, il centro del mondo. Ar-
rivare a Roma, cuore dell'impe-
ro, significava garantirsi una
diffusione del messaggio nella
totalit del mondo allora abita-
to. Ma Luca troppo ben infor-
mato di geografia per ignorare
che, di fatto, Roma non anco-
ra l'estremit della terra. Luca o
incoerente con il suo pro-
gramma narrativo (ma, essendo
un abile narratore, parrebbe
un'ipotesi da scartare) o vuole
suggerire altro. Che cosa? Si-
gnifica che gli Atti terminano
con un suspense, un program-
ma aperto al suo completamen-
to. La finale un'apertura.
Luca non vuole scrivere una
storia chiusa in se stessa, fosse
anche chiusa sulla morte di
Paolo. La missione continua,
ognuno deve occupare il primo
posto nella catena dei testimo-
ni. "Non si finisce la lettura de-
gli Atti sentendosi pi istruiti.
Si finisce scoprendosi mobilita-
ti come Pietro, coraggiosi come
Stefano, trasformati come Li-
dia, mandati in missione come
Paolo. Il lettore ascolta una sto-
ria di cui chiamato a scrivere
una pagina, una storia senza
fine, o piuttosto una storia la
cui fine coincider con l'avven-
to definitivo del Regno" ( D.-
Marguerat, Le Dieu despr-
miers chrtens).
Bibliografa:
C.M.Martini, Atti degli Apo-
stoli, RomaEP 1970
R.Fabris, Atti degli Apostoli,
Roma, Boria 1984
A.Bagni B.Maggiora, Atti
degli Apostoli, Vicenza, Ist. S.-
Gaetano 1998
B.Maggiora, La vita delle pri-
me comunit cristiane, Roma,
Boria 1992.
Bicentenario fondazione della parrocchia
Prossimi appuntamenti
DOMENICA 17 APRILE 2005
S.MESSA concelebrata da DON EUGENIO, DON ANTONIO, DON SERGIO
Viene rivolto un invito particolare ai giovani, di oggi e... a quelli degli anni 80/90.
SABATO 7 MAGGIO 2005
Serata con il PROF. MASCETTI sul tema "I Sacerdoti di origine ronaghese"
DOMENICA 8 MAGGIO 2005 S. Vittore
Celebrazione eucaristica concelebrata da DON EUGENIO e DON ALBINO
DA GIOVED 26 MAGGIO A SABATO 28 MAGGIO 2005
Giornate Eucaristiche
7
CRONACA DI UN VIAGGIO:
Ronago - Butare andata e ritorno
PRENOTAZIONE
Agosto 2004, di ritorno dal mio
viaggio in Rwanda, durante una
chiacchierata con le tre insegnanti
della scuola materna...
Il racconto di un'esperienza e la ri-
chiesta da parte mia di un aiuto
competente e professionale per la
formazione, attraverso dispense o
fascicoli, delle insegnanti della
scuola materna che avevo appena
visitato e che gestita dall'Associa-
zione con cui collaboro.
Un'idea, un'altra ancora e molta di-
sponibilit, faranno s che l'aiuto
non si limiti a questo, ma diventi
parte integrante della programma-
zione didattica dell'anno e soprat-
tutto si faccia concreto, in una sorta
di "gemellaggio", nonostante gli
8.000 km. di distanza.
PARTENZA
Domenica 12 Dicembre, ore 15 c/o
la scuola dell'infanzia " Arcobale-
no" a Ronago. Potr sembrare stra-
no, ma il mio viaggio in terra
Rwandese iniziato proprio l,
quando le porte della scuola si sono
aperte per i coraggiosi visitatori
della mostra fotografica allestita
nella sala da pranzo dalle insegnan-
ti e dai genitori.
Uno spaccato d'Africa in terra rona-
ghese, per ricordarci che i bambini
hanno gli stessi sguardi e gli stessi
diritti in ogni parte del mondo, indi-
pendentemente dal diverso colore
della pelle o dalla differente cultu-
ra. In quella domenica ho percepito
che questa volta il mio viaggio non
sarebbe stato come i precedenti,
perch per la prima volta, qualcuno
mi avrebbe accompagnato....
Vedere per le strade del paese pic-
coli e grandi insieme, per una fiac-
colata alla scoperta di popoli e tra-
dizioni diverse, l'entusiasmo con il
quale i bambini (e i loro genitori)
hanno cantato e augurato Buon Na-
tale nella chiesa stracolma di perso-
ne e la cena consumata con tanta al-
legria in oratorio, mi ha reso consa-
pevole dell'unit di intenti creatasi
intorno al progetto di concreta vici-
nanza all'Ecole Maternelle "Vario-
pinto" di Tumba a Butare
(Rwanda).
PREPARAZIONE BAGAGLI
Come in ogni viaggio che si rispet-
ti, le valigie rivestono un ruolo fon-
damentale, anche se per la verit i
miei effetti personali si riducono
all'indispensabile.... viaggiando
sola il massimo consentitomi di
40 kg., pi 10 kg. di bagaglio a
mano consistenti per la maggior
parte nel materiale raccolto (insie-
me agli immancabili contributi mo-
netari) proprio alla scuola
dell'infanzia.
Matite, pastelli, gessetti, gomme e
temperini era la richiesta avanzata
dalla direttrice dell'ecole maternelle
"Variopinto" per il nuovo anno sco-
lastico, cos da dotare i bambini del
necessario per le attivit didattiche.
Richiesta soddisfatta appieno, visto
che all'aeroporto ho dovuto discute-
re a lungo al check - in, perch ave-
vo con me 45 Kg.
SOGGIORNO
Salgo sull'aereo a Malpensa alle
6.30 e arrivo a Kigali alle 19.45
della sera e da l in quasi tre ore di
auto finalmente giungo a destina-
zione, con Gabriella, la nostra vo-
lontaria ad attendermi sulla porta
della casa famiglia.
E poi tutto il resto fatto da un in-
sieme di volti, voci e sguardi che si
incrociano e si comprendono, al di
l della barriera linguistica sempre
presente con la maggior parte delle
persone che non parlano il francese.
Il mio compito specifico era quello
di monitorare l'attivit e i progetti
concordati con un'associazione di
volontariato costituitasi nel quartie-
re e impegnata nel sociale su vari
fronti, dalle donne malate di AIDS
alle vedove, ai giovani a non alfabe-
tizzati e alle famiglie pi povere...
ma anche incontrare gli artigiani
della zona per concordare con loro
la fabbricazione di prodotti tipici da
importare in Italia per garantirgli un
lavoro, cos come la definizione de-
gli accordi con il Vescovo della cit-
t per la costruzione della scuola
secondaria che poi doneremo alla
Diocesi, ma che sar a servizio del
quartiere.
Devo dire per, che i momenti pi
belli li ho passati alla scuola mater-
na, dove i 155 bambini che la fre-
quentano sono fonte di gioia e di
speranza per un paese ancora se-
gnato dall'esperienza del genocidio
e da una povert sempre pi strin-
gente, nonostante la voglia di rina-
scita. E, nelle mie frequenti visite,
tra un colloquio con la direttrice e
una chiacchierata con le insegnanti,
le domande sulla scuola dell'infan-
zia "Arcobaleno" sono state cos
numerose da sfociare poi in uno
c
scritto che tutto il personale ha vo-
luto firmare e da portare in Italia,
come ringraziamento e richiesta di
ulteriori contatti reciproci, in ordine
ad un aiuto concreto anche per la
formazione delle insegnanti, oltre
che per il sostegno alla scuola. E
poi, foto...foto...foto...da esporre
alla scuola dell'infanzia per cono-
scersi reciprocamente, con la ri-
chiesta di far pervenire al pi presto
quelle dall'Italia per scoprire le di-
verse abitudini e modalit educati-
ve.
RITORNO
Come sempre, con la tristezza nel
cuore, mi appresto a partire da
Tumba, dopo un'ultima visita alla
scuola materna e un'ultima racco-
mandazione di Gabriella. "La pros-
sima volta sar sempre troppo lon-
tana", ci che penso mentre
l'aereo rulla sulla pista...
Quando il 9 Febbraio arrivo a Ro-
nago e ho le valigie ancora in
mano, per caso giunge a casa mia
una delle insegnanti della scuola
dell'infanzia... come non interpre-
tarlo come un segno della Provvi-
denza?
Che altro aggiungere allora? Forse
semplicemente che sar il caso di
continuare...
Erminia
FECONDAZIONE ARTIFICIALE
n occasione del dibattito aperto in merito al referendum abrogativo contro la legge n .40 del 19 febbraio
2004, abbiamo allegato al giornalino un numero speciale della rivista del movimento per la vita .Crediamo
sia un valido aiuto per chiarire i termini del discorso e per condurre una riflessione e una meditazione pro-
fondamente umana e civile.
I
"A me, scienziato illuminista e agnostico, la ragione dice due cose: che gli embrioni sono esseri umani
e che crearli per poi distruggerli una sconfitta. Non solo: pretendiamo di spacciare questa roba per
la massima espressione della scienza e della tecnologia. No, proprio la ragione che con questa storia
stata sconfitta"
ANGELO VESCOVI
"Dice bene Martin Luther King:' Io non ho paura della cattiveria dei malvagi, io temo il silenzio degli
onesti'. Usciamo da questo branco di onesti: il nostro silenzio una connivenza con lo sterminio di
questi piccoli"
don Oreste Benzi
L'embriologia moderna ha mostrato come l'embrione sia dal momento della fecondazione un nuovo ed
unico individuo della specie umana. Una tecnica che preveda come parte del suo iter la distruzione o
la perdita di embrioni o la loro manipolazione a rischio o che provochi una gran quantit di aborti
"spontanei" o di feti malformati una tecnica che non pu essere accettata. La persona umana non
un oggetto; neanche nel momento di volere e procurare la sua esistenza. La persona umana non deve
essere concepita come un oggetto di "produzione", ma sempre e solamente come frutto di "procreazio-
ne".
Gonzalo Mirando, decano della facolt di bioetica, Universit APRA, Roma
9
catechesi
In cammino, ma in salita
sistono ancora, al gior-
no d'oggi, adolescenti
che hanno voglia di fare
qualcosa per gli altri e che san-
no mettersi in discussione ri-
guardo alle scelte della loro
vita e al senso di essere cristia-
ni a 16 anni?
E
Sembrerebbe proprio di si.
Ne dimostrazione il fatto che
circa una dozzina di ragazzi si
alternano ad animare l'oratorio
la domenica pomeriggio, men-
tre una ventina seguono il cam-
mino della catechesi il marted
sera... si cammina, non senza
difficolt, e si tenta di crescere
insieme.
Esistono due percorsi diversifi-
cati.
Percorso per animatori: alterna
formazione ad attivit: scuola
per animatori d'oratorio a livel-
lo zonale, incontri di verifica in
parrocchia, fino al mettersi in
gioco sul campo con animazio-
ne dell'oratorio domenicale, or-
ganizzazione campi vacanza,
catechisti delle elementari...
Percorso di catechesi: anche
qui le proposte sono su due li-
velli, divisi per fasce d'et, ma
l'obiettivo comune: far capire
ai ragazzi quanto bello essere
amici di Ges e riscoprire la
gioia di essere cristiani nel
mondo d'oggi.
I ragazzi pi piccoli stanno ca-
pendo in che modo raggiunge-
re, incontrare e gustare Ges,
mentre i pi grandi stanno af-
frontando un cammino di di-
scernimento, dal senso da dare
alla loro vita al progetto che
Dio ha su di loro.
Sappiamo quanto sia difficile,
nella nostra societ conformi-
sta, essere cattolici e soprattut-
to credere ed essere coerenti;
difficile anche a 15 anni quan-
do la paura dell'emarginazione
e del giudizio dei coetanei pu
portare a scelte affrettate o
quando la strada pi breve e
larga quella che si vorrebbe
sempre intraprendere. Per que-
sto sosteniamo questi nostri ra-
gazzi, con le loro contraddizio-
ni, sconfitte e piccoli traguardi,
stiamogli vicino per fargli capi-
re quanto bello vivere da cri-
stiani, vivere per amore, vivere
con Ges nel cuore... vivere fe-
lici.
Non da ultimo vorremmo rin-
graziare proprio loro, questi
adolescenti, per il tempo che ha
volte sembra "buttato", ma che
in realt donato e moltiplica-
to, per la loro perseveranza e
per le loro, seppur flebili, con-
vinzioni.
Grazie Davide, Isabella, Moni-
ca, Chiara, Samuela, Eleonora,
Tommaso, Monica, Lucy,
Luca, Erica, Matia, Andrea,
Michela, Michael, Matteo, Nic-
colo, Elisa, Ilaria, Daniela,
Creta, Matteo, Francesco, An-
drea, Benedetto.
i catechisti delle superiori
10
gam
Dalla missione di Suor Amelia
Ci ha scrtto Fratel Fredbelrt Tremmel, il parroco della
missione di Amakuriat dove vive Suor Amelia.
Ci ringrazia per ci che avete donato per la nuova
chiesa dei Pokot e ci aggiorna sulla situazione.
L'anno 2004 stato pieno di avve-
nimenti nella nostra Parrocchia di
Amakuriat.
Una grossa sfida stata la costru-
zione della nostra Chiesa. Ora la
struttura esterna gi finita.
Quest'anno incominceremo con la
parte interna e continueremo con le
mobilia, e al Signore piacendo fini-
remmo verso la fine dell'anno con
una festa per la consacrazione.
In luglio ci sono stati gli esami
dell'ottava classe della scuola ele-
mentare. Tutte le nostre scuole han-
no fatto bene, anzi molto bene. Una
delle nostre scuole si classificata
al 5 posto tra le 177 scuole della
zona. Pi di 40 studenti della nostra
parrocchia hanno preso 300 o pi
punti dei 500 raggiungibili. Dopo
aver visto questi risultati sono ve-
nuti alla Missione molti genitori e
maestri con la richiesta di incomin-
ciare con la scuola media ad Ama-
kuriat.
Col vostro aiuto abbiamo potuto
continuare a dare granoturco e fa-
gioli a 2000 bambini e bambine
della scuola elementare. Abbiamo
comperato letti, materassi e coperte
per bambini che prima dormivano
per terra. Questo non significa che
ognuno abbia un letto. Posto e soldi
non ci sono bastati. Quindi dormo-
no tre dei piccoli insieme, e due dei
grandini insieme. Ma loro sono
contenti, perch a casa loro dormo-
no sopra a un sacco o all'aperto sot-
to gli alberi o sulla sabbia vicino al
fiume.
La vita cristiana della nostra par-
rocchia ha guadagnato molto con la
presenza dei nostri confratelli
dall'Uganda. Il loro entusiasmo, la
loro collaborazione, la loro testimo-
nianza di vita ci hanno arricchito.
Adesso abbiamo 7 Comunit Cri-
stiane di Base. La gente si raduna
ogni settimana per ascoltare e con-
dividere la Parola di Dio, per viver-
la nel quotidiano.
Dieci coppie si stanno preparando
per ricevere il Sacramento del Ma-
trimonio. Nell'insieme in parroc-
chia abbiamo 300 Catecumeni che
vanno dai 12 ai 25 anni. Pi di 100
di loro hanno ricevuto il Battesimo
alla Festa di Natale, dopo un tempo
di preparazione di due anni.
Ges, divenuto uomo a Natale
il "s" di Dio per l'umanit.
Questo "s" sostiene tutti noi.
Ci auguriamo:
che possiamo fare esperienza
del suo "s"nell'Anno Nuovo,
in noi, attorno a noi, nella nostra
storia.
E che altri possano fare esperienza
di questo "s"
tramite noi.
QUESTO IL MO AUGURIO E
LA MA PREGHIERA PER VOI.
Friedbelert Tremmel
arissimi Gamiti e Compar-
rocchiani TUTTI. Come ve-
dete sono ancora viva e
contenta di vivere con voi questo
mio 41 anniversario della mia par-
tenza da RONAGO. S, perch vi
ho sentiti sempre vicini e sempre vi
ho portati e vi porto nel cuore spe-
cialmente per tutte le volte che, in
vari modi, mi avete spronato e so-
stenuto in questa meravigliosa vo-
cazione che il Signore mi ha dato,
CI HA DATO! Gradite quindi TUT-
TI il mio grosso GRAZIE fatto di
tanta RICONOSCENZA ed altret-
tanta PREGHIERA. Come state a
Ronago? Come va la vita l? Io, ol-
tre che con le notizie da casa, vi se-
guo molto nelle vostre varie attivit
ed impegni tramite "RONAGO
2004"! E godo molto soprattutto
per il vostro Impegno a pregare per
noi e per tutto il mondo, per le varie
iniziative a favore nostro e di tanti
altri Missionari o meno, nonch per
la "NUOVA PIAZZA", ecc. ecc.
C
Ho goduto molto sapere le varie ri-
poste ed impegni per raccogliere
fondi per la nostra Chiesa . Ringra-
zio TANTISSIMO TUTTI inizian-
do dai bambini della scuola ele-
mentare, ai ragazzi\e dell'orato-
rio, alle donne della terza et, ai
donatori che vogliono mantenere
l'anonimato e tutti, tutti coloro
che in un modo o nell'altro hanno
contribuito e, per finire, a Don
Eugenio che ha preso tanto a cuo-
re questa necessaria costruzione,
s perch ormai nel nostro sa-
lone-chiesa non ci stiamo pi.
ADOZIONI A DISTANZA
PER LA SCUOLA DEI BAMBINI E
POKOT
Dalla festa della terza et 615,00
Babbo Natale Mulini 70,00
Rinnovo e nuove adozioni 3.665,00
TOTALE Euro 4.350,00
Per la nuova Chiesa dei Pokot avete donato e noi
abbiamo mandato:
Euro 1850,00 da benefattori N.N.
Euro 900,00 da vendita dolci a marzo
Euro 385,00 dall'Oratorio
Euro 1055,00 dalla quaresima di fraternit
Euro 445,00 dai genitori dei bambini della prima
comunione, per un totale di Euro 4.660,00.
Ed ora qualche notizia della nostra
e vostra Missione.
Le scuole e gli studentelli che aiu-
tate vanno bene, anche per l'aiuto
che ora il Governo da, sia per invo-
gliare i bambini ed i loro genitori.
C' il pericolo che qualcosa vada
ancora nelle tasche dei pi furbi,
comunque c' un buon controllo.
Controllo che i Pokot non accetta-
no.... cos qualche maestro ha gi
perso il posto. Da parte nostra, con
i vostri aiuti e quelli di altri Adotta-
no!, aiutiamo gli alunni completan-
do ed aumentando la quantit di
cibo, dando vestiti e divise non gra-
tuitamente, ma con una minima
loro collaborazione; provvedendo
loro vari giochi e video istruttivi e,
se alla fine dell'anno c' qualche re-
sto, con il comitato si decide la
priorit per il prossimo anno (che
potrebbe essere: pannelli solari per
gli studenti di settima e ottava, au-
mentare un'aula o i banchi, mezzi
per avere l'acqua, ecc.) e l'avanzo
serve per aiutare lo sviluppo della
scuola.
Il mio lavoro con i vari progetti per
le donne e ragazze procede benino!
Dico cos perch quest'anno qui c'
andato di moda l'alcool e, sapete i
problemi che ne derivano. Cos ol-
tre il resto stiamo sensibilizzando la
gente contro questo grande perico-
lo, stando loro vicino ed impegnarli
perch possano avere altri interessi.
Per questa situazione e tutto vi
chiedo una specialissima intenzione
nella vostra preghiera. In questi
giorni abbiamo la gioia della pre-
senza di Fratel Dario che stato
trasferito in Turkana, ma che ha ac-
cettato di venire per due settimane
a trivellare 6 pozzi. Potete immagi-
nare la nostra gratitudine unita a
quella della gente ! Eh, s, dove c'
acqua c' vita ! Ringraziarne insie-
me il Signore anche per questo!
Un'altra cosa! Certamente sapete
gi dell'arrivo tra noi di un Combo-
niano Ugandese : P. Kizito Ebbene
dovete aiutarci a ringraziare il Si-
gnore tantissimo anche per questa
sua presenza.. Sta infatti facendo
tanto bene sia a noi che alla gente e
gente felicissima di sentire ed
avere da lui pratiche istruzioni
nell'accogliere e vivere il e nel Re-
gno di Dio ! Ultima cosa. Forse sa-
pevate che noi suore per i viaggi e
la macchina, eravamo aiutate dai
Padri. Ora per, con l'arrivo del
nuovo Padre stiamo rimanendo a
piedi appunto per i loro vari pro-
grammi. In vista di questo avevamo
gi fatto una richiesta in America
ed una in Inghilterra, ma la risposta
stata negativa. Ora io non voglio
chiedere a voi che gi fate tanto per
noi, ma vi chiederei di farvi media-
tori tra i vostri Amici e Conoscenti
che vogliono aiutare delle povere
suore perch possano portare avanti
i loro vari impegni a favore della
loro gente. Ecco, come sapete, non
voglio disturbarvi troppo, fate ci
che potete, nella semplicit, se il
Signore lo vorr, la sua Provviden-
za arriver.
Intanto vi ringrazio ancora mol-
tissimo per tutto, ma anche per la
pazienza a leggere questa mia e vi
chiedo scusa per il mio lungo silen-
zio che per stato solo epistolare,
perch come vi ho detto sopra, nel-
la preghiera e nel pensiero mi siete
sempre, sempre molto presenti, ap-
punto per la mia grande riconoscen-
za. Ciao ! Bacioni e Auguroni di
ogni Bene a ciascuno di voi dalla
vostra
Aff.ma Amelia
12
gam
Questo il bilancio economico ordinano del GAM . Queste cifre ci fanno capire che molte sono le
persone della nostra comunit amiche dei nostri missionari e che hanno a cuore le iniziative che
essi ci propongono a favore delle popolazioni di cui condividono la vita.
Suor Amelia e il Parroco di Amakurat nelle loro lettere, hanno detto un grosso "Grazie" a tutti!
Noi del GAM diciamo loro : Continuiamo nel nostro impegno di sostegno con tutto il cuore.
BILANCIO GAM
ENTRATE Euro USCITE Euro
Avanzo 2003 593,00 Per adozione seminarista 800,00
Per Kalongo da privati 1450,00 Per ospedale di Kalongo 5.000,00
Da Felicita in memoria di Anna 300,00 Per Padre Philip Zema 3.000,00
Concerto per la pace per Kalongo 300,00 Suor Amelia Ghielmetti 3.000,00
Per Padre Philip Zema 2.000,00 Suor Caterina Marchetti 500,00
Befana Val Mulini 6-01-04 70,00 Ambrogio Spreafico 1.500,00
Adesioni mensili 2.775,00 Fiori per banco vendita 430,00
Foc e Fiam 1.000,00 Sorelle di Appiano 90,00
Foc e Fiam per suor Amelia 1.000,00 Oggetti natalizi per banco vendita 235,00
Giornata annuale G.A.M. 1.213,00
Scuole elementari di Ronago 300,00 Totale 14.555,00
Banco vendita di dicembre 3.056,00
Offerte da privati 500,00
TOTALE 14.557,00
G.A.M. APPUNTAMENTI
24 Marzo: giornata del ricordo dei Missionari Martiri
7 Marzo : ricorre il 18 anniversario della morte di Padre Giuseppe Ambrosoli
Le due date cadono nel periodo della "settimana santa": l'una il giorno della "cena del Si-
gnore", l'altra il giorno di Pasqua . Non ci saranno quindi celebrazioni particolari, ma sar
bello pensare a P. Giuseppe e ai Missionari martiri insieme a Ges risorto.
G.A.M. AUGURI A...
BUONA PASQUA nel Signore Ges Risorto !!!
Buona Pasqua a padre Egidio Tocalli e a "tutti di Kalongo",
a padre Philip Zema a Moyo ,
a suor Caterina Marchetti che, da qualche mese, tornata a Kitale, in Kenya,
a suor Amelia e al Parroco di Amakuriat,
a tutti i Gamiti: ricordiamoci di essere operatori di PACE qui, nel nostro
ambiente, e di pregare perch Dio doni la sua pace a Tutti i Popoli del
mondo.
13
La nostra Zia Maria
arissima indimenticabile
Maria, purtroppo dopo
qualche settimana di soffe-
renze, te ne sei andata con la tua
consueta semplicit e discrezione:
ci hai lasciati quasi in punta di piedi
per non disturbare nessuno, ma il
tuo ricordo rimarr vivo per sempre
nel cuore di quanti ti hanno cono-
sciuta ed amata. La tua fede profon-
da, la tua bont ed umilt, la tua se-
renit e disponibilit, il tuo grande
cuore aperto a tutti: come potrem-
mo dimenticarci di te? La tua pre-
senza umile e discreta era un auten-
tico esempio di fede e carit cristia-
na per tutta Ronago: eri stata la ca-
C
techista e la delegata di Azione Cat-
tolica per alcune di noi, per tanti al-
tri eri l'amica o la collega di lavoro,
per parecchie persone eri la consi-
gliera, per tutti noi eri la "Maria di
Bianc" - la zia universale di Rona-
go - tu eri sempre felice, sempre
gentile, sempre disponibile nei con-
fronti di tutti! Anche se la tua vec-
chia casa era buia e fredda, con te si
stava bene perch la luminosit del
tuo sorriso ed il tuo spirito di acco-
glienza rischiaravano e riscaldava-
no l'ambiente. La "Corte dei Bian-
chi" era un punto di ritrovo per tut-
ti: tu sapevi radunare grandi e pic-
cini, alla domenica pomeriggio re-
citavamo con te il santo rosario e
poi ci facevi giocare, giochi sempli-
ci che ci facevano assaporare la
gioia di vivere e la spensieratezza
dei nostri anni verdi. Ricordi, Ma-
ria, quando alla domenica noi bam-
bine giravamo per le case a racco-
gliere le uova per racimolare qual-
che offerta per la parrocchia? Una
volta qualcuno ebbe la brillante
idea di appendere il cesto delle
uova sul gancio dove si mettevano
le biciclette ed il risultato finale fu
un'inevitabile grande frittata! Tu,
invece di sgridarci, andasti di corsa
nel tuo pollaio per prendere qualche
uovo in modo da ovviare l'inconve-
niente. Tu cercavi sempre di
scagionarci dai nostri piccoli
guai e ci sorridevi comun-
que. Ricordo con rammarico
anche quando, dopo la morte
del caro Egidio, ci radunava-
mo li a casa tua con le caris-
sime Pierina, Maria e Pina:
era una bella compagnia e si
chiacchierava e scherzava
con tanta simpatia. Ora tu si-
curamente avrai gi incontra-
to tutte le persone care che ti
hanno preceduto nell'incon-
tro con Dio Padre: ti prego,
cara Maria, abbracciale tutte
per noi e continua ad amarci
dal cielo come hai sempre
fatto qui sulla terra. Grazie
di cuore, adorata Maria, per
tutto quanto hai saputo do-
narci nel silenzio.
Con immutato affetto
Maria Rosa
SONO ENTRATI A FAR PARTE, NELLA NOSTRA COMUNIT,
DELLA GRANDE FAMIGLIA DEI FIGLI DI DIO ATTRAVERSO
IL SACRAMENTO DEL BATTESIMO
MARCHESI MATTEO di Alberto e Roberta il 4 gennaio
MAFFIA SERGIO di Gianni e Irina il 4 gennaio
CANNATA NICOLE ROSA di Omar e Katiuscia il 18 aprile
GIZZIANDREA di Alberto e Rosamara il 18 aprile
ZACCARIA LUCA di Pasquale e Carla il 18 aprile
RAVAZZOLO DAVIDE di Paolo e Sandra il 18 aprile
SCIVOLI MIRKO di Cateno e Margherita il 9 maggio
PINTO LAMBRUGHI CAMILLA di Remo e Ligia il 6 giugno
BENZONI ASIA di Cristian e Roberta il 4 luglio
TOMASETTO GAIA di Mirco e Claudia il 7 novembre
ZANOTTI DAVIDE di Massimiliano e Adriana il 7 novembre
MAFFIA ANDREA di Giancarlo e Elisabetta il 7 novembre
HANNO CONSACRATO IL LORO AMORE DAVANTI A DIO
NEL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO
BIANCHE BURY GRAZIANO con BRAGA ROMINA il 15 maggio
HANNO CONCLUSO LA LORO ESISTENZA TERRENA E VIVONO IN DIO
STUCCHI GENOVEFFA di anni 81 il 7 gennaio
BARICHELLO MASSIMO di anni 34 il 26 febbraio
LEONURO CARLA di anni 77 il 16 marzo
VULCANI GIUSEPPE di anni 86 il 9 agosto
DAMETTO SABINA di anni 91 il 14 agosto
DELLA VALLE GIUSEPPINA di anni 91 il 19 agosto
CHERCHI CARLETTO di anni 56 il 9 novembre
MORELLI ALBERTO di anni 67 il 6 dicembre
14
Ricordo di Enrico
abato 8 gennaio, prima
dell'alba, si spento serena-
mente Enrico Bottinelli. Ave-
va 83 anni. Da oltre un anno la ma-
lattia, che lo aveva colpito ai pol-
moni, lo aveva costretto a letto; ed
egli si era reso conto con il progres-
sivo cedimento delle forze di avere
imboccato il viale, che lo avrebbe
portato a quel valico dove l'attende-
va il Signore. Si preparato al
grande passo con letture spirituali,
con la preghiera, con lunghi collo-
qui solitari con Ges, che riceveva
nell'Eucaristia tutte le feste. Non
sono mancati i momenti di paura e
di smarrimento, all'idea di lasciare
sola l'amata Achilla; ma per non ad-
dolorare il suo piccolo fiore, che
lo assisteva con tanta premura, si
faceva forza e collaborava a sviare
il discorso, recuperando il sorriso.
E con il sorriso accoglieva tutti
quelli che andavano a visitarlo, per
non tradire quello, che si pu dire
essere stato l'emblema della sua
vita: trasmettere amicizia e gioia a
chi gli stava intorno. Cos nel grup-
po dei cooperatori guanelliani, che
riuniva gli antichi compagni di
scuola presso l'Istituto Don Guanel-
la, cos tra le coppie con cui ogni
anno insieme con Achilla partecipa-
va agli esercizi spirituali. E per vari
anni, finch ha potuto, ha collabo-
rato nel gruppo di Foc e Fiam per
far festa a Ronago, anche quando
tornava solo temporaneamente in
agosto da Savona, dove con Achilla
dal febbraio 1992 era andato a sta-
re, lasciando la sua casa, per fare
famiglia con S. E. mons. Dante
S
Lafranconi, che li ha volu-
ti accanto nei suoi primi
passi da vescovo.
Anni belli, che hanno al-
largato la cerchia delle
amicizie nella citt ligure,
dove gi una volta aveva
portato con s, sul camion
carico di caramelle, quel
Dante Lafranconi che, an-
cora seminarista, veniva a
passare a Ronago qualche
giorno di vacanza. L gli
faceva da autista e anche
da chierichetto (quando
celebrava nella cappella
privata). Si alzava per pri-
mo a preparare la colazio-
ne per tutti, per inaugurare
in gioia la giornata, dopo la pre-
ghiera insieme.
Anch'egli portava un vistoso anello
"vescovile", tanto che durante una
visita all'ospedale psichiatrico ci fu-
rono malati che gli corsero appres-
so per baciarglielo, scambiandolo
per l'atteso vescovo. Ed episodi
cos, nella loro stravaganza, calza-
vano perfettamente con il carattere
di Enrico, e servivano a condire di
umorismo la giornata, a volte stres-
sante, del vescovo, che ha voluto
ancora con s Achilla ed Enrico
pure nella nuova sede di Cremona.
L non c'erano incombenze da auti-
sta da espletare, se non eccezional-
mente; ma poteva continuare una
vita di famiglia, ormai "collaudata",
intorno alla quale sono subito cre-
sciute nuove amicizie, giacch
spesso - come a Savona - mons.
Dante telefonando dallo studio o
con una fugace comparsa in cucina
lasciava un messaggio: aggiungi
un posto a tavola.
E intorno alla tavola Enrico ci stava
bene e volentieri, portando sempre
allegria. Anche la mia casa, special-
mente negli anni addietro, stata
un porto di mare. Ma mai i miei fi-
gli intorno al tavolo erano felici,
come quando c'era zio Enrico, che
portava il sole ed ha lasciato un
grande vuoto e la nostalgia di tanti
ricordi, tutti belli.
Scommetto che anche in Paradiso,
se qualche volta Ges avr da ser-
vire ai suoi amici "il frutto della
vite", d'ora in avanti far un fischio
ad Enrico, che correr pronto: Pre-
ferite barbera o bonarda? Se San
Pietro gradisce il bianco c' qui un
moscato che una cannonata....
Mario Mascetti
ASSOCIAZIONE 'PRO VAL MULINI' ONLUS
MUSEO ETNOGRAFICO
della Civilt Contadina
hi si ricorda ancora della
'machina da bt' o dei
sonnolenti buoi, intenti a
tirare il carro o l'aratro?
C
I 'caval cosa sono? Forse una
razza pregiata di cavalli?
La zappa un'arma dei Vichin-
ghi? Ed il 'fulciot' ci ricorda for-
se un fucile ad avancarica?
L'asino e la mucca solo le stesse
bestie? Una maschio e l'altra
femmina? Il gallo ed il tacchino
sono diversi solo perch non
hanno le stesse piume?
Il mondo che ci circonda sta
cambiando e con esso ci che sta
dentro di noi. Se ci fermiamo a
guardare indietro fino a cin-
quanta od ottanta fa, ci scopria-
mo quasi tutti contadini e la no-
stra terra era ricoperta di campi
coltivati. Ora per noi ci sono
solo tanti ricordi e, per i nostri
padri, tante nostalgie. Per i gio-
vani, i ragazzi ed i bambini, in-
vece, quel mondo completa-
mente sparito, annientato dalla
tecnica dei computers e dei tele-
fonini e dalla televisione.
Per noi, adulti e magari anche
vecchi, le domande poste all'ini-
zio possono sembrare delle bar-
zellette; per gli altri spesso sono
logiche e talvolta cariche di dif-
ficolt nelle risposte.
Anche se non ce ne rendiamo
conto, la 'civilt contadina' il
nostro passato e rappresenta le
nostre origini, da conservare e
da raccontare. Da conservare,
perch hanno un grande valore,
ricco di insegnamenti preziosi,
che non possono andare persi;
da raccontare, perch un dove-
re nostro e della societ trasmet-
tere, a chi non ha vissuto queste
cose, testimonianze e cultura, in
modo che possano trarne i dovu-
ti benefici.
Ecco perch necessario rea-
lizzare nella nostra zona un
Museo Etnografico della Civil-
t Contadina.
Ce lo chiedono i nostri vecchi,
per assaporare momenti di felici
ricordi. Lo vogliamo noi, gene-
razione 'rampante', per tacitare le
nostre coscienze, che troppo fa-
cilmente hanno distrutto e stan-
no distruggendo tante testimo-
nianze. Lo esigono le nuove ge-
nerazioni, pur non rendendosene
conto, perch domani vorranno
sapere da dove vengono e cono-
scere il passato della loro stirpe.
Il Museo Etnografico un vuoto
assolutamente da riempire, an-
che se si dovr imboccare una
strada ardua e piena di difficolt!
Al riguardo c' una situazione
strana, di interesse e di disinte-
resse allo stesso tempo. Quante
volte le persone, di fronte a
qualcosa che ricorda la loro vita
di tanti anni fa, manifestano il
loro entusiasmo e poi si fermano
l o, ancor peggio, non fanno
nulla per impedirne la distruzio-
ne.
La nostra Associazione gi da
anni si resa conto di queste ne-
cessit e del dovere di fare qual-
cosa per ricordare e conservare.
Una delle sue prime iniziative
stata la Mostra degli antichi
mestieri, che ha suscitato tanto
entusiasmo e tanto interesse. Il
poter avere un luogo dove con-
servare reperti testimoniali,
sempre stato un grande desiderio
che, per ora, rappresenta solo un
sogno. Ci nonostante non ci si
ferma e continuiamo a lavorare
per tramutare il 'sogno' in realt,
contando molto sulla concreta
collaborazione delle Istituzioni
locali.Alla fine dello scorso
anno, al Consiglio Comunale di
Uggiate Trevano si discusso su
questo tema ed stato deciso di
'passare' la cosa all'Unione dei
Comuni Terre di Frontiera, rite-
nendo che la realizzazione di un
museo fosse un'opera di interes-
se sovra-comunale. Il Consiglio
dell'Unione ha deliberato di isti-
tuire, all'interno della Commis-
sione Biblioteche, una speciale
sotto-commissione per lo studio
delle problematiche legate alla
realizzazione, nella nostra zona,
di un Museo della Civilt Con-
tadina, nonch alla successiva
individuazione del sito dove col-
locarlo. In questa sotto-commis-
sione, ciascun Comune
dell'Unione, nominer tre mem-
bri, scegliendoli tra persone con
spiccate peculiarit tecniche in
materia (architetti, storici, artisti,
conoscitori del territorio).
Con soddisfazione prendiamo
atto che alcune di queste persone
sono state scelte tra i soci della
nostra Associazione e questo a
dimostrazione dell'attenzione da
noi sempre avuta verso queste
problematiche e dell'apprezza-
mento che le Istituzioni hanno
verso il nostro operato.
Come vorremmo questo Museo?
E dove?
La parola 'museo' pu indurre a
pensare a qualcosa di stantio, ri-
coperto di polvere, senza luce e
senza vita; non questo che vo-
gliamo! E nemmeno pensiamo a
due locali dove accumulare og-
getti e cartelloni, anche se dispo-
sti con senso logico ed illuminati
da lampade alogene. Il nostro
Museo deve essere un ambiente
ampio, aperto e multi-espressi-
vo, nel quale, con un susseguirsi
di situazioni ed un accavallarsi
di luoghi diamo al visitatore la
sensazione di 'vivere' qualcosa e
questo 'qualcosa' ci che vo-
gliamo ricordare e trasmettere.
Nel nostro 'ambiente' possiamo
collocare, in una sequenza ricor-
rente, il mulino, la segheria ad
acqua, le rogge molinari, i di-
pinti popolari, i boschi con le
loro essenze, le zone umide, il
sottobosco con erbe e fiori
spontanei, la vecchia corte con
il ballatoio in legno, il nucleo
storico, la 'ramina', tratti di an-
tiche carreggiate con l'accio-
tolato, per ritrovarsi alla fine nel
luogo simbolo in cui, grazie alle
testimonianze raccolte, sar pos-
sibile riscoprire la vita di un
tempo ed incastonarla in ci che
stato visitato.
Il tutto verr poi vivacizzato con
mostre, convegni ed appunta-
menti, distribuiti sapientemente
nell'arco dell'anno.
Con queste premesse ovvio
che, nella nostra zona, esiste un
solo luogo in grado di assicurare
la presenza di tutte le peculiarit
citate: la Val Mulini! Solo qui
potr esistere un vero Museo
vivo e da vivere!
Non ci resta che lavorare, far
partire la citata commissione, e
concretizzare al pi presto que-
sto 'sogno', perch il tempo lavo-
ra contro questo progetto.
Guerrino A.
17
TEATRANDO
Tanto per cominciare vogliamo rin-
graziare tutti coloro che hanno assi-
stito al nostro spettacolo del 23 di-
cembre scorso e che ci hanno aiuta-
to a sostenere l'UNICEF. Infatti i
380 Euro incassati serviranno ad
aiutare i bambini dei Paesi colpiti
dal maremoto.
La maggior parte di voi gi ci cono-
sce ma approfittiamo di questo spa-
zio per presentarci a tutti quelli che
si domandano: ma chi sono i Barla-
fus ? I Barlafus sono un gruppo di
amici con la passione per il teatro
che si ritrova per il divertimento
proprio e degli altri. Va detto che a
Ronago il palcoscenico attrae da
tantissimo tempo. Molto prima del-
la nascita dei Barlafus altri appas-
sionati della recitazione ogni anno
mettevano in scena spettacoli comi-
ci e recital impegnati. Varie persone
si sono avvicendate nel tirare le fila
del gruppo e molte hanno calcato le
scene del piccolo teatro del nostro
oratorio. Quando, circa 10 anni fa,
nel gruppo si riscontrata una certa
stabilit di attori, venuto sponta-
neo dare anche un nome alla "com-
pagnia". Barlafus stato scelto qua-
si per gioco ma un nome vera-
mente azzeccato. Infatti nel nostro
dialetto il termine barlafus defini-
sce una persona confusionaria e vi
possiamo garantire che da noi la
confusione (intesa come scherzi e
risate) regna sovrana. La caratteri-
stica principale dei Barlafus quel-
la di divertirsi prima, durante e
dopo la rappresentazione, dentro e
fuori la scena. Possiamo definirci
una compagnia teatrale "molto"
amatoriale. Tant' vero che a volte
ci si dimentica le battute in scena e
si improvvisa, a volte si improvvisa
anche solo per il gusto di farlo ed
anche capitato che qualcuno "an-
dasse in oca", ovvero, colto dal pa-
nico della prima si scusasse col
pubblico perch proprio non riusci-
va a ricordare nulla. Comunque
l'impegno profuso da tutti per ogni
commedia veramente tanto. Quel-
lo che vedete in 2 ore opera di
certosina ricerca di copioni, di sere
rubate alla famiglia, di mobili e
suppellettili portati da casa ma an-
che di martelli, viti, colla e color.
Perch noi si fa di tutto, dal copio-
ne alla scenografia. Un paio di vol-
te abbiamo anche voluto strafare e
le commedie ce la siamo scritte da
soli. Tutto questo lavoro ci ha dato
molte soddisfazioni. Nel 1999, la
compagnia ha partecipato al con-
corso per filodrammatiche amato-
riali di Cadrezzate (VA), vincendo
il premio per i migliori costumi,
con la commedia "Come ti elimino
il califfo". Questa commedia stata
portata in scena una decina di volte
e tutte con un grande successo di
pubblico.
Il denominatore comune comun-
que sempre il piacere di stare insie-
me, creare un piccolo momento di
svago e dare una mano a diverse as-
sociazioni. L'incasso delle nostre
rappresentazioni, sempre derivato
da un'offerta libera, stato ogni
volta devoluto in beneficenza. Ora,
in occasione dei 200 anni della par-
rocchia, abbiamo accettato con en-
tusiasmo la proposta di Don Euge-
nio di mettere in scena una nuova
commedia. Per cui siete tutti invita-
ti il 14 e 15 maggio alle ore 21
presso il teatro dell'oratorio. Vi
aspettiamo numerosi come sempre.
Lorenza & Maurizio
BILANCIO 2004 per sommi capi
ENTRATE USCITE
Ordinarie
Buona stampa
Patrimoniali
Totale
Euro
Euro
Euro
Euro
32.048,00
1.501,00
113.638,00
147.187,00
Ordinarie
Attivit pastorale
Patrimoniali
Totale
Euro
Euro
Euro
Euro
27.211,00
5.375,00
174.035,00
206.621,00
Partita di giro
Disavanzo 2004
Euro
Euro
11.301,00 -
59.438,00
Fondo cassa al 31/127
2003 Totale generale
Euro
Euro
139.572,00
80.133,00
Signore Ges Cristo,
Salvatore del mondo,
fatto uomo
per darci la vita
in abbondanza,
tu resti con noi
nella tua Chiesa
fino alla fine del mondo.
Allora verr il tuo Regno:
un nuovo cielo
e una nuova terra
pieni di amore,
di giustizia e di pace.
Noi ci impegniamo,
forti di questa speranza,
e per questo
ti ringraziamo.
Ti preghiamo:
benedici i giovani
di tutto il mondo.
Mostrati a chi
ti sta cercando,
rivelati a chi non crede.
Conferma nella fede
i tuoi testimoni.
Fa' che non cessino mai
di cercarti,
come i sapienti Magi,
venuti dall'oriente.
Fa' che diventino artefici
di una nuova civilt
dell'amore
e testimoni di speranza
per il mondo intero.
Serviti di loro
per avvicinare chi soffre
per la fame, la guerra
e la violenza.
Diffondi il tuo spirito
su quanti collaborano
alla preparazione
della Giornata Mondiale
della Giovent.
Fa' di loro i servitori
del tuo Regno
con la forza della loro fede
e del loro amore,
perch accolgano
con cuore aperto
i fratelli e le sorelle
di tutto il mondo.
Ci hai donato Maria
come madre.
Per sua intercessione
fa' o Signore
che la Giornata Mondiale
della Giovent
diventi una celebrazione di
fede.
Dona in quei giorni
nuova forza
alla tua Chiesa,
perch si confermi nel
mondo tua fedele testimo-
ne.
Per questo ti preghiamo,
Signore nostro Dio,
che con il Padre
e con lo Spirito Santo
vivi e regni nei secoli
dei secoli. Amen.
Comitato tedesco GMC 2005
Parrocchia S.S. Vittore e Defendente Oratorio di Ronago
ESTATE 2005:
Proposte per tutte le et e per tutti i gusti (segnatele in agenda!).
Per i bambini e i ragazzi dalla 1 elementare alla 3 media
GREST 2005 dal 20 giugno al 10 luglio.
Settimane di giochi, laboratori, divertimento e
preghiera...Non li perdere!!!
Per i ragazzi dalia 4 elementare alla 3 media:
campo estivo 2005 dal 24 al 31 luglio
in Val Viola, vicino a Livigno.
Costo massimo 100 euro.
Unesperienza unica di convivenza,
giochi, camminate, riflessioni,
serate... con i tuoi amici e compagni, per
crescere insieme!
Per i giovani dai 17 anni in su:
(GMG 2005 dal 1 5 al 22 agosto a
COLONIA
Una settimana sensazionale, in bilico
tra il fede e la mondialit, tra misticismo
e divertimento puro che proprio di
ogni giovane.
Sono ancora in fase di definizione alcune proposte per i ragazzi delle su-
periori... vi terremo informati!