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Poste Italiane Spa Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.

t. 1 comma 1 - NE/PD - Contiene I.R. - Periodico dellAssociazione Madonna di Fatima - Maria, Stella della Nuova Evangelizzazione

Numero 120
Aprile 2013

Papa Francesco

Associazione Madonna di Fatima

Dimostra quello
che di fatto sei

Gustavo Kralj

SantIsidoro di
Siviglia - Basilica di
SantIsidoro, Len
(Spagna)

In tutti i tuoi atti, in tutte le tue opere e nella


tua conversazione, imita i buoni, emula i santi. Considera con attenzione gli esempi dei giusti, e
cerca di imitarli. [...]
Non fingere una vita di santit. Sii, di fatto, tale
come ti presenti. Dimostra quello che sei, non solo
con la tua postura, ma anche col tuo procedimento.
Si veda nella tua presentazione la semplicit, nel
tuo movimento la purezza, nel tuo gesto la gravit,
nel tuo portamento lonest. Non dimostrare con i
tuoi atteggiamenti il vergognoso, il lascivo, il petulante, linsolente, il superficiale. Infatti, lanima
traspare nellaspetto del corpo. Latteggiamento del
corpo simbolo della mente, il gesto del corpo svela
lo stato dellanima. Di conseguenza, il tuo andare
non rappresenti la superficialit, la tua condotta
non offenda il tuo prossimo.
Non prestarti a essere spettacolo per gli altri, non
permettere che ti denigrino, non ti unire a persone vane. Evita i cattivi, cautelati contro gli iniqui,
rintuzza gli indolenti, fuggi dagli improbi, caccia
i pigri. Allontanati dalle turbe di uomini, soprattutto da quelli che per la loro et sono pi propensi
ai vizi.
Unisciti ai buoni, desidera la loro convivenza,
cerca la loro compagnia. Segui luomo santo. Se
partecipi al suo convivio, parteciperai anche alle sue
virt. Chi cammina con i saggi sar saggio; chi va
con gli stolti, sar stolto, poich i simili sono soliti
unirsi ai loro simili.
(SantIsidoro di Siviglia.
Synonyma l.II, c.41.43-44)

SommariO
Periodico dellAssociazione
Madonna di Fatima - Maria, Stella
della Nuova Evangelizzazione
Anno XV, numero 120, Aprile 2013

Direttore responsabile:
Zuccato Alberto
Consiglio di redazione:
Guy Gabriel de Ridder, Suor Juliane
Vasconcelos A. Campos, EP,
Luis Alberto Blanco Corts, Madre
Mariana Morazzani Arriz, EP,
Severiano Antonio de Oliveira
Traduzione: Antonietta Tessaro
Amministrazione:
Via San Marco, 2A
30034 Mira (VE)
CCP 13805353
Aut. Trib. Venezia 11 del 31/3/12
Poste italiane, s.p.a Spedizione
in Abbonamento Postale - D.L.
353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46)
art. 1, comma 1, NE PD
Contiene I.R.

Scrivono i lettori

Misericordia,
il difficile equilibrio (Editoriale) . . . . . . . . . . . .

........................

Commento al Vangelo
Nella sofferenza,
la radice della gloria

10

18

Araldi del Vangelo


Viale Vaticano, 84 Sc. A, int. 5
00165 Roma
Tel. sede operativa
a Mira (VE): 041 560 08 91
Montaggio:
Equipe di arti grafiche
degli Araldi del Vangelo
Stampa e rilegatura:
ELCOGRAF S.p.A.
Via Mondadori, 15
37131 Verona
Gli articoli di questa rivista potranno essere
riprodotti, basta che si indichi la fonte e si invii
copia alla Redazione. Il contenuto degli articoli
firmati di responsabilit dei rispettivi autori.

......................

22

25

Araldi nel mondo

......................

36

La parola dei Pastori


Strappate i cuori!
......................

38

......................

40

......................

46

I Santi di ogni giorno

Lei sapeva...

......................

......................

Storia per bambini...


Dio ti vede!

I Consigli Evangelici

www.araldi.org
www.salvamiregina.it
Con la collaborazione
dellAssociazione
Privata Internazionale di Fedeli
di Diritto Pontificio

32

accaduto nella
Chiesa e nel mondo

Il Concilio di Nicea

......................

......................

Intervista con Don


Salvador Aguilera Lpez
Il Rito Ispano-mozarabico

La voce del Papa


Cristo guida la Chiesa
attraverso il suo Spirito

......................

San Damiano de Veuster


Padre e servo dei lebbrosi

......................

48

Magnifica architettura
divina

26

......................

50

S crivono

Un valore per la
Chiesa e lumanit
Approfittando dellopportunit
di questa lettera alla redazione della rivista Araldi del Vangelo, desidero
ringraziare questa stimata Associazione per il bene che fa alla Chiesa
e allumanit. Che il Signore benedica il vostro lavoro e lo renda sempre pi fecondo per il Regno di Dio.
Sono una religiosa carmelitana
italiana, arrivata in Brasile nel 1977.
Ho trascorso alcuni anni nel Par e
nellAmap, sono arrivata a Belo Horizonte nel 1982 e sono ora nel Carmelo di Brumadinho. Sono molti i membri di questa edificante Associazione che frequentano la nostra chiesa nel Carmelo di Belo Horizonte, dando ai fedeli unammirevole testimonianza. Alcuni anni or sono, un gruppo di trenta giovani cant
divinamente l, in un bellissimo evento. A partire da allora, ricevo mensilmente la rivista Araldi del Vangelo. La
leggo con profondo interesse e approfitto delle varie foto della Madonna per il mio artigianato a beneficio
della nostra scuola materna.
Che il Signore benedica questa
bella Associazione e faccia di essa
sempre pi un valore per la Chiesa
e lumanit.
Suor Rosangela F.
Carmelo Santa Teresa dAvila
Brumadinho Brasile

Progredire spiritualmente
e moralmente

I miei ringraziamenti per linvio


della rivista Araldi del Vangelo, il cui
contenuto ci fa progredire spiritualmente e moralmente. Chiedo a Ges e alla Vergine Santissima che vi
accompagnino sempre e vi colmino con le loro benedizioni nei lavori
4Araldi del Vangelo Aprile 2013

i lettori

delledizione di questa Rivista. Prego affinch essa possa aiutare le famiglie e i giovani del mondo intero
a incontrare in Cristo Ges il vero
cammino della salvezza, con lintercessione di Maria, nostra Madre.
Lourdes G. C.
Cuenca Ecuador

Evangelizza e rafforza la Fede


Sono molto felice di ricevere questa Rivista, poich essa ci informa di
quanto sta accadendo nel mondo riguardo alla nostra Chiesa, evangelizza i pi giovani e rafforza la Fede
nei pi anziani. Sono molto grata a
Dio per aver posto gli Araldi come
veri angeli qui nella Serra da Cantareira. Chiedo a Dio che copra di
benedizioni tutti gli Araldi affinch
continuino questo importante lavoro che stanno realizzando.
Edite S. R.
Mairipor Brasile

Aumenta la cultura dei lettori


Ho guardato con mio fratello pi
piccolo alcuni numeri della rivista
Araldi del Vangelo gli faccio sempre
leggere le storie per bambini e vorrei menzionare un articolo che mi
piaciuto molto, pubblicato nel numero 128, dellagosto dellanno scorso,
intitolato Seguendo i passi del Santissimo Redentore, riguardo SantAlfonso Maria de Liguori. Questarticolo
ha richiamato molto la mia attenzione, per la relazione del suddetto Santo con larte. Ringrazio la Rivista perch aumenta la cultura dei suoi lettori.
Javier M. M.
Lima Per

Rendere pubblico un
riconoscimento

Invio queste righe per incoraggiare


alla divulgazione di questa pubblicazione e ringraziare per i benefici spirituali che essa ci offre. Tengo con me lonorificenza mariana che avete inviato

ai lettori di questa eccellente Rivista internazionale. Se riceviamo limmagine


della Vergine, benedetta, come segno
di affetto e gratitudine, credo che corrisponda a tutti noi rendere pubblica
la nostra riconoscenza per il lavoro fecondo che questAssociazione mariana
sta realizzando da pi di un decennio,
che ha come obiettivo, in questAnno della Fede, far s che lumanit si
apra al Vangelo con i Cuori di Ges e
di Maria. quello che desidero con
tutto il cuore.
Gins A. G.
Madrid Spagna

Piena di insegnamenti
e riflessioni

Ho visto in internet la versione


in PDF di alcuni numeri della Rivista Araldi del Vangelo. Essa ci d la
possibilit di conoscere gli insegnamenti del Papa, approfondire le conoscenze del Vangelo, della Sacra
Scrittura e dei Santi. Trovo la pagina
web della Rivista interessantissima e
piena di insegnamenti e riflessioni.
Le foto e le illustrazioni sono bellissime, unopera darte inserita nella
vostra pubblicazione. Mi piacerebbe ricevere mensilmente questa meravigliosa Rivista, in carta stampata.
Luisa B.
Canicatt Italia

Risposta alle difficolt


della vita

Mi piace molto leggere tutti gli


articoli della rivista Araldi del Vangelo, principalmente le spiegazioni o
Commenti al Vangelo, di Mons. Joo
Scognamiglio Cl Dias. Imparo molto con questa rivista e vi trovo sempre risposte alle difficolt che incontro nella mia vita. Che Ges e la Madonna di Fatima benedicano tutti
voi che fate parte della redazione di
questa meravigliosa Rivista.
Vnia O.
Mococa Brasile

Editoriale

Misericordia,

il difficile equilibrio

a di Fatima

- Maria,

Stella della

Nuova Evange

lizzazione

Poste Italiane

Spa Spedizi

one in Abbona

mento Postale

D.L. 353/200

3 (conv.

in L. 27/02/2

004 n. 46)

art. 1 comma

1 - NE/PD

- Contien

e I.R. - Periodi

co dellAss

ociazione

Madonn

120
Numero
3
Aprile 201

rancesc

Papa F
Associazion

eM

Fatima
adonna di

Prime parole di
Papa Francesco
subito dopo la sua
elezione
(Foto: LOsservatore Romano)

ai come ai nostri giorni lumanit ha avuto tanto bisogno di misericordia. Forse


questa lunico rimedio per i mali spirituali e materiali della nostra epoca. Tuttavia, estremamente difficile riuscire ad applicarla in modo conveniente, poich
questo esige un equilibrio, unesattezza, una fermezza possibile solo con lausilio divino.
Generalmente, quando si sente parlare della misericordia divina, la prima idea che
viene in mente quella dellannullamento della giustizia e, persino, della revoca di certi precetti della Legge di Dio, pi ardui da praticare. Insomma, se Dio trattasse il mondo soltanto secondo i dettami della giustizia, da molto un nuovo Diluvio avrebbe lavato
la faccia della Terra da tanti peccati e crimini con cui gli uomini lhanno macchiata. Invece Egli non lha fatto perch tiene conto delle debolezze umane, come cos bene ha ricordato Papa Francesco, nellAngelus del 17 marzo, con quellesempio della vecchietta, che ha affermato: Se il Signore non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe.
Allora, si deve tollerare tutto, in nome della misericordia? questo il difficile equilibrio: come esercitarla in modo da ricondurre il peccatore sulla buona strada?
Il passo del Vangelo della donna adultera (Gv 8, 1-11), sorpresa in flagrante e trascinata dai farisei fino ai piedi di Ges, un mirabile esempio di questo equilibrio divino.
La legge mosaica determinava la lapidazione immediata dei colpevoli. Era lapplicazione rigorosa della giustizia, senza posto per il perdono, per la misericordia.
Commenta San Tommaso dAquino che i farisei speravano che Ges, per coerenza con
i suoi insegnamenti, avrebbe perdonato la peccatrice, dando loro cos il pretesto per accusarLo di trasgredire la Legge di Mos. Essi Lo misero alla prova su due punti: quanto alla giustizia e quanto alla misericordia. Ges seppe preservare luna e laltra. bellissimo
il simbolismo del gesto di scrivere con il dito, sulla terra. Infatti, la Legge Antica era stata
scritta su tavole di pietra, immagine della sua durezza; il nostro Redentore scrive sulla terra morbida, a significare la dolcezza e flessibilit della Nuova Legge da Lui promulgata.
Tuttavia, Cristo ha pronunciato la sentenza in accordo con la giustizia: Chi di voi
senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei (Gv 8, 7). Ha rispettato, dunque,
la Legge mosaica ed andato ancora pi lontano nel rigore della giustizia, come se
avesse detto: se volete condannarla, soffrite con lei la stessa pena, poich anche voi siete peccatori. Nessuno ha avuto il coraggio di prendere liniziativa... Ges applica allora
la misericordia: Neanchio ti condanno; va e dora in poi non peccare pi (Gv 8,11).
Le impone soltanto una condizione: di non tornare a peccare.
molto significativo che in uno dei primi atti pubblici del suo promettente pontificato, Papa Francesco abbia parlato della misericordia, commentando questo passo della donna adultera. Ha parlato spontaneamente, dallabbondanza del suo cuore
di pastore e padre, offrendo allumanit sofferente il rimedio di cui tanto ha bisogno
per tornare alla casa del Padre: la misericordia, la pazienza di Dio con il peccatore, il
suo instancabile desiderio di perdonare chi si volge a Lui col cuore contrito. Dio non
Si stanca mai di perdonare, ricordava il Papa, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere
perdono. Se confidiamo nella misericordia di Dio, troveremo questo difficile equilibrio
tra la Legge e il perdono, che rigenerer la nostra epoca, come diceva il Papa: sentire
la misericordia trasforma tutto, trasforma il mondo (Angelus, 17/3/2013).
Aprile 2013 Araldi

del Vangelo5

La voce del Papa

Cristo guida la Chiesa


attraverso il suo Spirito
Abbiamo la ferma certezza che lo Spirito Santo dona alla Chiesa il coraggio di
perseverare e di cercare nuovi metodi di evangelizzazione.

ari Fratelli Cardinali, questo nostro incontro vuol


essere quasi un prolungamento dellintensa comunione ecclesiale sperimentata in
questo periodo. Animati da profondo senso di responsabilit e sorretti
da un grande amore per Cristo e per
la Chiesa, abbiamo pregato insieme,
condividendo fraternamente i nostri
sentimenti, le nostre esperienze e riflessioni.

Lo Spirito Santo crea e d


larmonia ai diversi carismi
In questo clima di grande cordialit cos cresciuta la reciproca conoscenza e la mutua apertura;
e questo buono, perch noi siamo
fratelli.
Qualcuno mi diceva: i Cardinali
sono i preti del Santo Padre. Quella
comunit, quellamicizia, quella vicinanza ci far bene a tutti. Questa conoscenza e questa mutua apertura ci
hanno facilitato la docilit allazione
dello Spirito Santo.
Egli, il Paraclito, il supremo
protagonista di ogni iniziativa e manifestazione di fede. E curioso: a
me fa pensare, questo. Il Paraclito
fa tutte le differenze nelle Chiese, e
sembra che sia un apostolo di Babe6Araldi del Vangelo Aprile 2013

le. Ma dallaltra parte, Colui che fa


lunit di queste differenze, non nella ugualit, ma nellarmonia. Io ricordo quel Padre della Chiesa che lo
definiva cos: Ipse harmonia est. Il
Paraclito che d a ciascuno di noi carismi diversi, ci unisce in questa comunit di Chiesa, che adora il Padre, il Figlio e Lui, lo Spirito Santo.

Portare Ges Cristo alluomo


e condurre luomo allincontro
con Ges Cristo
Proprio partendo dallautentico
affetto collegiale che unisce il Collegio Cardinalizio, esprimo la mia
volont di servire il Vangelo con
rinnovato amore, aiutando la Chiesa a diventare sempre pi in Cristo
e con Cristo, la vite feconda del Signore.
Stimolati anche dalla celebrazione dellAnno della Fede, tutti insieme, Pastori e fedeli, ci sforzeremo di
rispondere fedelmente alla missione di sempre: portare Ges Cristo
alluomo e condurre luomo allincontro con Ges Cristo Via, Verit e Vita, realmente presente nella Chiesa e contemporaneo in ogni
uomo. Tale incontro porta a diventare uomini nuovi nel mistero della
Grazia, suscitando nellanimo quella

gioia cristiana che costituisce il centuplo donato da Cristo a chi lo accoglie nella propria esistenza.

La Chiesa condotta da Cristo


attraverso lo Spirito Santo
Come ci ha ricordato tante volte
nei suoi insegnamenti e, da ultimo,
con quel gesto coraggioso e umile, il Papa Benedetto XVI, Cristo
che guida la Chiesa per mezzo del
suo Spirito. Lo Spirito Santo lanima della Chiesa con la sua forza
vivificante e unificante: di molti fa
un corpo solo, il Corpo mistico di
Cristo. Non cediamo mai al pessimismo, a quellamarezza che il diavolo ci offre ogni giorno; non cediamo al pessimismo e allo scoraggiamento: abbiamo la ferma certezza che lo Spirito Santo dona alla
Chiesa, con il suo soffio possente,
il coraggio di perseverare e anche
di cercare nuovi metodi di evangelizzazione, per portare il Vangelo fino agli estremi confini della Terra (cfr. At 1,8). La verit cristiana attraente e persuasiva perch risponde al bisogno profondo
dellesistenza umana, annunciando in maniera convincente che Cristo lunico Salvatore di tutto luomo e di tutti gli uomini. Questo an-

LOsservatore Romano

Papa Francesco durante lUdienza ai


rappresentanti dei mass media, 16/3/2013

nuncio resta valido oggi come lo fu


allinizio del cristianesimo, quando
si oper la prima grande espansione missionaria del Vangelo.

Trasmettere la saggezza
ai pi giovani
Cari Fratelli, forza! La met di
noi siamo in et avanzata: la vecchiaia mi piace dirlo cos la sede della sapienza della vita. I vecchi
hanno la sapienza di avere camminato nella vita, come il vecchio Si-

meone, la vecchia Anna al Tempio.


E proprio quella sapienza ha fatto
loro riconoscere Ges.
Doniamo questa sapienza ai giovani: come il buon vino, che con gli
anni diventa pi buono, doniamo ai
giovani la sapienza della vita. Mi viene in mente quello che un poeta tedesco diceva della vecchiaia: Es
ist ruhig, das Alter, und fromm: il
tempo della tranquillit e della preghiera. E anche di dare ai giovani
questa saggezza.

Tornerete ora nelle rispettive


sedi per continuare il vostro ministero, arricchiti dallesperienza di
questi giorni, cos carichi di fede e
di comunione ecclesiale. Tale esperienza unica e incomparabile, ci ha
permesso di cogliere in profondit
tutta la bellezza della realt ecclesiale, che un riverbero del fulgore
di Cristo Risorto: un giorno guarderemo quel volto bellissimo del
Cristo Risorto!
Alla potente intercessione di
Maria, nostra Madre, Madre della Chiesa, affido il mio ministero
e il vostro ministero. Sotto il suo
sguardo materno, ciascuno di noi
possa camminare lieto e docile alla
voce del suo Figlio divino, rafforzando lunit, perseverando concordemente nella preghiera e testimoniando la genuina fede nella presenza continua del Signore.
Con questi sentimenti sono veri!
con questi sentimenti, vi imparto
di cuore la Benedizione Apostolica, che estendo ai vostri collaboratori e alle persone affidate alla vostra cura pastorale.
(Estratto dellUdienza al Collegio
Cardinalizio, 15/3/2013)

Lannuncio del Buono,


del Vero e del Bello
Siamo chiamati tutti non a comunicare noi stessi, ma questa triade
esistenziale che conformano verit, bont e bellezza.

l ruolo dei mass media andato sempre crescendo in questi


ultimi tempi, tanto che esso
diventato indispensabile per narrare
al mondo gli eventi della storia contemporanea. Un ringraziamento speciale rivolgo quindi a voi per il vostro

qualificato servizio dei giorni scorsi


avete lavorato, eh! avete lavorato!
, in cui gli occhi del mondo cattolico e non solo si sono rivolti alla Citt
Eterna, in particolare a questo territorio che ha per baricentro la tomba di San Pietro.

La Chiesa di natura
essenzialmente spirituale
In queste settimane avete avuto
modo di parlare della Santa Sede,
della Chiesa, dei suoi riti e tradizioni, della sua fede e in particolare del
ruolo del Papa e del suo ministero.
Aprile 2013 Araldi

del Vangelo7

LOsservatore Romano

La Chiesa non di natura politica, ma essenzialmente spirituale


Udienza ai rappresentanti dei mass media, 16/3/2013

Un ringraziamento particolarmente sentito va a quanti hanno saputo osservare e presentare questi eventi della storia della Chiesa tenendo conto della prospettiva
pi giusta in cui devono essere letti, quella della fede. Gli avvenimenti
della storia chiedono quasi sempre
una lettura complessa, che a volte
pu anche comprendere la dimensione della fede.
Gli eventi ecclesiali non sono certamente pi complicati di quelli politici o economici! Essi per hanno
una caratteristica di fondo particolare: rispondono a una logica che non
principalmente quella delle categorie, per cos dire, mondane, e proprio per questo non facile interpretarli e comunicarli ad un pubblico vasto e variegato.
La Chiesa, infatti, pur essendo certamente anche unistituzione
umana, storica, con tutto quello che
comporta, non ha una natura politica, ma essenzialmente spirituale:
il Popolo di Dio, il Santo Popolo di
Dio, che cammina verso lincontro
con Ges Cristo. Soltanto ponendosi in questa prospettiva si pu rendere pienamente ragione di quanto la
Chiesa Cattolica opera.

Cristo il centro
e guida della Chiesa
Cristo il Pastore della Chiesa,
ma la sua presenza nella storia pas8Araldi del Vangelo Aprile 2013

sa attraverso la libert degli uomini: tra di essi uno viene scelto per
servire come suo Vicario, Successore dellApostolo Pietro, ma Cristo il centro, non il Successore di
Pietro: Cristo. Cristo il centro. Cristo il riferimento fondamentale,
il cuore della Chiesa. Senza di Lui,
Pietro e la Chiesa non esisterebbero n avrebbero ragion dessere. Come ha ripetuto pi volte Benedetto XVI, Cristo presente e guida la
sua Chiesa.
In tutto quanto accaduto il
protagonista , in ultima analisi,
lo Spirito Santo. Egli ha ispirato la
decisione di Benedetto XVI per il
bene della Chiesa; Egli ha indirizzato nella preghiera e nellelezione
i Cardinali.
E importante, cari amici, tenere in debito conto questo orizzonte interpretativo, questa ermeneutica, per mettere a fuoco il cuore degli
eventi di questi giorni.

La Chiesa esiste per comunicare


la Verit, la Bont e la Bellezza
Da qui nasce anzitutto un rinnovato e sincero ringraziamento
per le fatiche di questi giorni particolarmente impegnativi, ma anche un invito a cercare di conoscere sempre di pi la vera natura della Chiesa e anche il suo cammino
nel mondo, con le sue virt e con i
suoi peccati, e conoscere e le mo-

tivazioni spirituali che la guidano e che sono le pi autentiche per


comprenderla.
Siate certi che la Chiesa, da parte sua, riserva una grande attenzione alla vostra preziosa opera;
voi avete la capacit di raccogliere
ed esprimere le attese e le esigenze del nostro tempo, di offrire gli
elementi per una lettura della realt. Il vostro lavoro necessita di
studio, di sensibilit, di esperienza, come tante altre professioni, ma
comporta una particolare attenzione nei confronti della verit, della
bont e della bellezza; e questo ci
rende particolarmente vicini, perch la Chiesa esiste per comunicare proprio questo: la Verit, la Bont e la Bellezza in persona. Dovrebbe apparire chiaramente che
siamo chiamati tutti non a comunicare noi stessi, ma questa triade
esistenziale che conformano verit,
bont e bellezza.

Una Chiesa povera e per i poveri


Alcuni non sapevano perch il
Vescovo di Roma ha voluto chiamarsi Francesco. Alcuni pensavano
a Francesco Saverio, a Francesco di
Sales, anche a Francesco dAssisi. Io
vi racconter la storia.
Nellelezione, io avevo accanto a
me larcivescovo emerito di San Paolo e anche prefetto emerito della
Congregazione per il Clero, il cardinale Claudio Hummes: un grande amico, un grande amico! Mentre la cosa diveniva un po pericolosa, lui mi confortava. E quando
i voti sono saliti a due terzi, arrivato lapplauso consueto, perch
stato eletto il Papa. E lui mi ha
abbracciato, mi ha baciato e mi ha
detto: Non dimenticarti dei poveri!. E quella parola entrata qui: i
poveri, i poveri.
Poi, subito, in relazione ai poveri ho pensato a Francesco dAssisi.
Poi, ho pensato alle guerre, mentre
lo scrutinio proseguiva, fino a tutti i

voti. E Francesco luomo della pace. E cos, venuto il nome, nel mio
cuore: Francesco dAssisi.
E per me luomo della povert,
luomo della pace, luomo che ama

e custodisce il creato; in questo momento anche noi abbiamo con il creato una relazione non tanto buona,
no? E luomo che ci d questo spirito di pace, luomo povero Ah, co-

me vorrei una Chiesa povera e per i


poveri!
(Estratto dellUdienza ai rappresentanti dei media 16/3/2013)

Camminare,edificare, confessare
Abbiamo il coraggio, proprio il coraggio, di camminare in presenza del Signore, con
la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che versato
sulla Croce; di confessare lunica gloria: Cristo Crocifisso.

n queste tre Letture vedo che


c qualcosa di comune: il
movimento. Nella Prima Lettura il movimento nel cammino; nella Seconda Lettura, il movimento nelledificazione della Chiesa; nella terza, nel
Vangelo, il movimento nella confessione. Camminare, edificare, confessare.

Cammina in mia presenza


e sii irreprensibile
Camminare. Casa di Giacobbe,
venite, camminiamo nella luce del Signore (Is 2, 5). Questa la prima cosa che Dio ha detto ad Abramo: Cammina nella mia presenza e sii irreprensibile. Camminare: la nostra vita un
cammino e quando ci fermiamo, la
cosa non va. Camminare sempre, in
presenza del Signore, alla luce del Signore, cercando di vivere con quella
irreprensibilit che Dio chiedeva ad
Abramo, nella sua promessa.

Pietre vive, pietre unte


dallo Spirito Santo
Edificare. Edificare la Chiesa. Si
parla di pietre: le pietre hanno consistenza; ma pietre vive, pietre unte dallo Spirito Santo. Edificare la
Chiesa, la Sposa di Cristo, su quella pietra angolare che lo stesso Si-

gnore. Ecco un altro movimento


della nostra vita: edificare.

Chi non prega il Signore,


prega il diavolo
Terzo, confessare. Noi possiamo
camminare quanto vogliamo, noi
possiamo edificare tante cose, ma se
non confessiamo Ges Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG
assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore. Quando non si cammina, ci si ferma.
Quando non si edifica sulle pietre
cosa succede? Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando
fanno dei palazzi di sabbia, tutto viene
gi, senza consistenza. Quando non
si confessa Ges Cristo, mi sovviene
la frase di Lon Bloy: Chi non prega
il Signore, prega il diavolo. Quando
non si confessa Ges Cristo, si confessa la mondanit del diavolo, la mondanit del demonio.

Edificare la Chiesa sul


sangue del Signore
Camminare, edificare-costruire,
confessare. Ma la cosa non cos facile, perch nel camminare, nel costruire, nel confessare, a volte ci sono scosse, ci sono movimenti che non sono

proprio movimenti del cammino: sono movimenti che ci tirano indietro.


Questo Vangelo prosegue con una
situazione speciale. Lo stesso Pietro
che ha confessato Ges Cristo, gli dice: Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivo. Io ti seguo, ma non parliamo di
Croce. Questo non centra. Ti seguo
con altre possibilit, senza la Croce.
Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo un Cristo
senza Croce, non siamo discepoli del
Signore: siamo mondani, siamo Vescovi, Preti, Cardinali, Papi, ma non
discepoli del Signore.
Io vorrei che tutti, dopo questi
giorni di grazia, abbiamo il coraggio,
proprio il coraggio, di camminare
in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa
sul sangue del Signore, che versato sulla Croce; e di confessare lunica gloria: Cristo Crocifisso. E cos la
Chiesa andr avanti.
Io auguro a tutti noi che lo Spirito
Santo, per la preghiera della Madonna, nostra Madre, ci conceda questa
grazia: camminare, edificare, confessare Ges Cristo Crocifisso. Cos sia.
(Omelia nella Messa
Pro Ecclesia, 14/3/2013)

Tutti i diritti sui documenti pontifici sono riservati alla Libreria Editrice Vaticana.
La versione integrale di questi documenti pu essere trovata in www.vatican.va

Aprile 2013 Araldi

del Vangelo9

Gustavo Kralj

Il bacio di Giuda - Chiesa di


Tutte le Nazioni, Giardino di
Getsemani, Gerusalemme

aVangeloA
Quandegli fu uscito, Ges disse: Ora il Figlio dellUomo stato glorificato, e anche Dio stato glorificato in lui. 32Se Dio stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificher da parte sua e lo glorificher subito.
33
Figlioli, ancora per poco sono con voi. 34Vi do un comandamento nuovo: che vi
amiate gli uni gli altri; come Io vi ho amato, cos amatevi anche voi gli uni gli altri.
35
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri (Gv13, 31-33a.34-35).
31

10Araldi del Vangelo Aprile 2013

V Domenica di Pasqua

Nella sofferenza,
la radice della gloria

Sebbene costatiamo listintiva ripugnanza della nostra natura


nei confronti di ogni sofferenza, in essa che si trova la
porta dellautentica felicit. E nellamore al prossimo il
segno distintivo del cristiano.

Mons. Joo Scognamiglio Cl Dias, EP

I Larmonia della natura


umana in Paradiso
La nostra vita sulla Terra si pu definire come una grande prova, poich siamo venuti a
questo mondo per affrontare unesistenza macchiata dal peccato, piena di difficolt, e solo se
saremo fedeli alle grazie ricevute otterremo il
premio delleterna beatitudine. La prova posta dal Creatore nel cammino di tutti gli esseri intelligenti, e neppure gli Angeli sono stati
chiamati alla visione beatifica senza esservi passati.1 Adamo ed Eva, i nostri progenitori, erano stati introdotti in Paradiso, in grazia, anche
per esser messi alla prova e non sono stati fedeli. Rompendo lobbedienza e mangiando il frutto proibito, sono stati espulsi dallEden e privati
di molti dei privilegi concessi da Dio quando vivevano in stato di giustizia, tra i quali la scienza
infusa, che dava la conoscenza dei segreti del-

la natura, limpassibilit, grazie alla quale non


si ammalavano, e il magnifico dono dintegrit.

Il dono dintegrit
Questo dono specialissimo faceva s che tutte
le inclinazioni delle passioni e gli impulsi della
natura fossero in armonia con la legge divina.2
La sensibilit e la volont erano governate dalla ragione perfettamente equilibrata, e questa si
sottometteva con docilit alle determinazioni di
Dio. Lordinamento delluomo prima del peccato potrebbe esser paragonato a un motore perfetto, senza nessuna vite allentata, o a un lavoro
alluncinetto molto ben fatto, senza nessun punto sciolto; in tutti i movimenti dellanima e del
corpo regnava il pi completo equilibrio, senza alcuno sforzo. Con il dono dellintegrit non
avremmo mai versato una lacrima, non avremmo mai avuto dolori o sofferenze di nessun tipo,
Aprile 2013 Araldi

Col dono di
integrit
non verseremmo mai
una lacrima,
non avremmo dolori o
sofferenze di
qualsiasi tipo

del Vangelo11

Come i nostri
muscoli
hanno bisogno
di essere
esercitati per
non deperire,
cos anche
noi abbiamo
bisogno di
passare per
lesercizio
della
sofferenza

e il dramma non si presenterebbe nelle nostre


vite, poich tutto sarebbe conforme allordine
stabilito dal Creatore.
Solo conoscendo da vicino Nostro Signore e la Madonna potremmo avere unidea esatta di tale privilegio, visto che entrambi lo possedettero fin dal primo istante del concepimento, in quanto non pass per Essi nemmeno lombra della macchia del peccato. In Ges troviamo questo dono al grado infinito, poich in Lui
tutte le azioni umane sono un riflesso delle divine, in conseguenza dellunione indistruttibile
tra le due nature. Questa grazia dunione fa s
che Egli, proprio in quanto Uomo, sia intrinsecamente e assolutamente impeccabile, e che tutto il suo Corpo, fino al pi piccolo dei suoi movimenti, sia santo in maniera infinita.3 Nel caso
della Madonna, pura creatura umana divinizzata
dalla grazia, riconosciamo questo dono perch
non c in Lei nessun movimento disordinato.
Dov lorigine della necessit del dono dintegrit per luomo? Nel fatto che lui un microcosmo, che ha nella sua natura elementi del regno minerale, vegetale, animale e spirituale, ai
quali si aggiunge una partecipazione alla vita divina, con la grazia. Questi elementi portano con
s leggi contraddittorie che, a seguito del peccato, si scontrano dentro di noi. Per esempio, se da
un lato lelemento spirituale chiede una dedizione sempre maggiore agli impalpabili e al soprannaturale, la legge animale sfugge a questa tendenza, chiamando la nostra attenzione a ci che
concreto e materiale. Mentre il Comandamento di Dio ordina di non desiderare le cose altrui,
i nostri istinti ci inducono allappropriazione di
quello che ci piace, sebbene non ci appartenga.
Gli esempi potrebbero esser moltiplicati allinfinito, poich c una lotta costante tra le varie leggi che originano le difficolt di questa vita e causano tormento, perplessit e dolore. Ecco la ragione per cui San Paolo afferma: Acconsento
nel mio intimo alla Legge di Dio, ma nelle mie
membra vedo unaltra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che nelle mie membra (Rm 7, 22-23). il precetto di Dio a esigere dallApostolo un determinato comportamento, mentre listinto lo porta ad assumere atteggiamenti in senso opposto. Questo il dramma
dellessere umano sulla faccia della Terra.
Per questo, voler programmare una vita senza sofferenza impossibile, poich non esiste

12Araldi del Vangelo Aprile 2013

nessuno libero da contrariet. Nonostante ci,


si pu compensare lassenza di questo dono, facendo s che, in qualche maniera, i suoi effetti
si operino nelle nostre anime?

Ritornare alle vie del dono dintegrit


La soluzione si trova in un fattore riguardo al
quale ci fu chi ha osato approssimarlo al genere
dei sacramenti,4 forse un ottavo sacramento
aggiungendo in forma analogica un nuovo componente al definitivo settenario che la dottrina
cattolica ci insegna , e questo fattore la sofferenza. C nellanima umana, infatti, unattitudine che il Prof. Plinio Corra de Oliveira designava come soffritiva, che consiste in una sorta di capacit e necessit di soffrire.5 Come i nostri muscoli hanno bisogno di essere esercitati per
non indebolirsi, cos anche noi una volta espulsi dal Paradiso e perso il dono dintegrit dobbiamo passare per lesercizio della sofferenza affinch questo equilibri la nostra natura disordinata. E quando la nostra facolt di soffrire non si
esaurisce con la sofferenza effettiva, finisce per
determinare una frustrazione maggiore che fa
soffrire pi della sofferenza. Se nella vita si accetta la sofferenza, si soffre meno. Una delle ragioni
profonde degli squilibri moderni che le persone
non soffrono, perch finiscono per stabilire lidea
che possibile condurre una vita senza sofferenza.6 In una parola, il dolore che fa delluomo
una creatura felice in questa vita di stato di prova.
Tale dottrina sembra molto difficile da concepire,
poich la nostra natura non pu rifiutare la felicit ed a ogni istante alla sua ricerca. Tuttavia, gi
i filosofi pagani intuirono, col semplice ricorso alla ragione e alla logica, il ruolo del dolore nella vita umana. Ti ritengo un disgraziato se mai lo sei
stato: hai trascorso la vita senza aver contrariet;
nessuno (neanche tu) conoscer fino a dove arrivano le tue forze,7 giunse ad affermare Seneca.
Dio, che ci ha creati avidi di trovare la felicit,
ha anche posto nella nostra anima la capacit di
soffrire. Quale la ragione di questo divino modo
di agire? quello che ci insegna con grande profondit la Liturgia della 5 Domenica di Pasqua.

II La vera gloria nasce


soltanto dal dolore

Il Vangelo presenta un passo del discorso di


commiato di Nostro Signore nellUltima Cena.
In questo momento supremo, in cui Egli istituiva

Francisco Lecaros

Ultima Cena, del Maestro di Sigena - Museo Nazionale dArte della Catalogna, Barcellona (Spagna)

per i secoli futuri il Sacramento dellEucaristia


il pi prezioso di tutti i Sacramenti, per quanto riguarda la sostanza , aveva davanti a S un
vicino di tavola di pessime intenzioni. Dopo che
Giuda ebbe ricevuto il pezzo di pane bagnato, la
morte entr in lui, poich, sebbene gi fosse in
peccato mortale per aver tramato la consegna
del Divino Maestro, divent preda di un demonio animato da grande furia, il quale non sopportava pi lumiliazione inflitta agli inferi da un
Uomo che operava cos grandi miracoli e aveva
tanto potere. Lo spirito delle tenebre, da molto
prima, aveva costatato quanto il suo impero periclitasse ormai fuori controllo.8

Quandegli fu uscito, Ges disse:


Ora il Figlio dellUomo stato glorificato, e anche Dio stato glorificato in
lui. 32Se Dio stato glorificato in lui,
anche Dio lo glorificher da parte sua e
lo glorificher subito.

31

A prima vista, il versetto sembra incomprensibile. Qual il momento, lora, in cui Nostro Signore dice che glorificato? quando Giuda abbandona in forma definitiva il convivio del Collegio Apostolico, al fine di consegnare il Salvatore ai poteri di questo mondo, affinch fosse
processato e ucciso. Ges, nella sua natura divina, aveva piena conoscenza di tutti i dolori per
i quali sarebbe passato, al punto da sudare Sangue nellOrto degli Ulivi. Di fronte alla prospettiva del tradimento, tuttavia, rimase turbato nel
suo spirito (Gv 13, 21) poich, pur avendo nella

sua personalit divina la scienza di quellistante,


fin da tutta leternit, per quanto riguarda i meri
sentimenti umani ancora non aveva sofferto lesperienza della slealt, esperienza che dilacer il
suo istinto di socievolezza. Inoltre, un altro Apostolo avrebbe dovuto rinnegarLo e gli altri sarebbero fuggiti; per questo Egli dice: Dove vado
io voi non potete venire (Gv 13, 33). La scena
pungente, poich, essendo la sua natura umana perfetta, questa infedelt Gli cost molto pi
di quanto sarebbe costata a uno qualsiasi di noi.
Lanima cos delicata e ponderata di Ges
dovette soffrire molteplici incomprensioni, preconcetti e idee ambiziose dei suoi Apostoli. []
Un dolore pi lancinante era riservato al Cuore di Ges: uno dei Dodici, che Egli aveva scelto
con tanto zelo, seguito con tanta dedizione, a cui
aveva dato anche una missione di fiducia, avrebbe dovuto tradirLo.9 Cristo ricevette quellingratitudine con equilibrio perfetto, con uno stato di spirito pienamente rassegnato. Tuttavia, in
quanto soffriva, ricevette anche la consolazione,
perch sapeva che era attraverso questa accettazione che sarebbe iniziata la sua gloria.

Un dolore pi
lancinante
era riservato
al Cuore di
Ges: uno
dei Dodici,
che Egli
aveva scelto
con tanto
zelo, avrebbe
dovuto
tradirLo

Il Padre voleva la maggior gloria per il Figlio


A partire dal momento in cui Nostro Signore
Seconda Persona della Santissima Trinit e, allo stesso tempo, Uomo perfettissimo con lanima
nella visione beatifica, dotato di scienza infusa e
di conoscenza sperimentale diede il suo pieno
consenso alla Passione, questa gloria si realizz.
La sua esaltazione consistette nellesser catturato, passare per tutti i tormenti della condanna,
Aprile 2013 Araldi

del Vangelo13

Lanima
del Verbo
Incarnato era
stata creata
nella visione
beatifica e,
malgrado
ci, assunse
un corpo
sofferente,
quando
avrebbe
dovuto esser
glorioso

salire al Calvario, esser sollevato sulla Croce e l


versare tutto il Sangue, fino ad avere il suo Cuore trafitto. Quando il Verbo eterno Si incarn, lo
fece invertendo una legge da Lui istituita, poich
la sua anima era stata creata nella visione beatifica e, malgrado ci, assunse un corpo sofferente,
quando avrebbe dovuto esser glorioso.10 Egli rifiut tali prerogative perch desiderava un corpo
simile al nostro, soltanto non macchiato dal peccato, per poter patire, darci lesempio e, soprattutto, perch lo voleva il Padre, affinch la gloria
eterna di Lui come uomo fosse la maggiore possibile. La sofferenza ben accettata, amata e assunta Gli ottenne il trionfo, dimostrando che il
compimento dei disegni del Padre non esigeva la
magnificenza del corpo glorioso, lo splendore di
un potere terreno o unesaltazione da parte degli
uomini, ma soltanto la conformit con il dolore.
Inoltre, Nostro Signore era consapevole che la
fine non era la morte, ma la Resurrezione e lAscensione al Cielo, dove avrebbe ricevuto la definitiva glorificazione e il riconoscimento eterno
del Padre, dei beati e degli Angeli, per aver compiuto la sua missione redentrice. Reciprocamente, anche il Padre sarebbe stato glorificato, perch
Egli e il Figlio sono uno. Questa era ununione sostanziale che avrebbe permesso, con laccettazione della sofferenza cos come essa si presentava,
che Ges magnificasse Colui che Lo aveva inviato.

Anche la nostra gloria deve


essere nella sofferenza
Unanalisi pi profonda dei patimenti di Cristo
indica che anche la nostra gloria ottenuta con la
sofferenza. Quante volte la grazia ci ispira a percorrere una determinata via, che cominciamo a
percorrere con entusiasmo, nella quale, intanto,
sorgono difficolt. Di fronte alla sofferenza non
dobbiamo mai scoraggiarci. Al contrario, quando
la croce si presenta, spetta a noi imitare il Signore Ges: inginocchiamoci, baciando lo strumento della nostra amarezza e mettendolo sulle spalle
con determinazione, certi che cos inizia il cammino della nostra gloria. In questo senso insegna con
saggezza San Francesco di Sales: Quanto felici
sono le anime che [] bevono coraggiosamente il
calice delle sofferenze con Nostro Signore, che si
mortificano portando la loro croce, e che soffrono e ricevono dalla sua divina mano ogni sorta di
avvenimenti, con sottomissione e amore, conforme al suo beneplacito.11 Lo stesso Dottore della
Chiesa ancora commenta: La sofferenza dei ma-

14Araldi del Vangelo Aprile 2013

li la pi degna offerta che possiamo fare a Colui


che ci ha salvato soffrendo.12
I drammi che dobbiamo affrontare sono indispensabili per la conquista delleternit felice. Accettando una sofferenza con completa rassegnazione, amore e piet, introduciamo nellanima la pace, poich facciamo tacere legoismo
e manifestiamo, non solo con parole, ma anche
con atti, il desiderio di andare in Cielo, una volta
che la felicit consiste nel soffrire con peso e misura, avendo presente un determinato fine.13 In
questo modo, quando la tribolazione si abbatte
su di noi, non dobbiamo mai mormorare contro
Dio per il fatto di averla permessa; dobbiamo seguire lesempio di Ges, che ha esclamato: Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volont (Lc
22, 42). Pieni di contentezza, ci conformiamo alla
volont di Dio, certi che tutto quello che ci succede miri al bene delle nostre anime, poich Egli
non pu volere per noi il male.
Consideriamo con gioia che siamo su questa Terra soltanto di passaggio, poich, se vi rimanessimo per sempre, i tormenti varierebbero
e si succederebbero indefinitamente. Pertanto,
per coloro che affrontano bene la prova ad imitazione di Nostro Signore, la morte significa che
giunto il momento di riposare. Per questo la
Chiesa nella Liturgia dei defunti canta: requiescant in pace riposino in pace.
Non che questo linsegnamento di San Barnaba e San Paolo ai fedeli di Antiochia, contemplato
nella prima lettura di questa Liturgia: necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel
regno di Dio (At 14, 22). Daltra parte, lassenza
della sofferenza significa la perdita di una preziosa
opportunit per confermarci quanto siamo transitori e dipendiamo da Dio, visto che esistiamo solo perch Egli ci sostenta nellessere, a ogni istante. Di questa dipendenza ci persuadiamo solo col
dolore, poich esso mostra la nostra piccolezza e
ci porta a riconoscere che abbiamo bisogno di un
Bene infinito, non esistente in noi.

III Una pratica antica sotto


una nuova forma

Senza dubbio, affinch il dolore ben accetto dia i suoi frutti, Ges ci offre un mezzo sicuro: un nuovo comandamento per guidare la
condotta di tutti quelli che si considerano suoi
discepoli.

Figlioli, ancora per poco sono con


voi.
33a

Il Maestro era consapevole, com stato ricordato, che lora della dipartita ormai era prossima e, pur resuscitando, li avrebbe lasciati dopo lAscensione al Cielo. Cos, prima dellinizio
dei suoi supplizi, desiderava trasmettere le raccomandazioni pi importanti, creando le condizioni affinch gli Apostoli si rendessero conto
dellimminenza della Passione e fissassero lessenza della sua divina dottrina.

Vi do un comandamento nuovo: che


vi amiate gli uni gli altri; come Io vi ho
amato, cos amatevi anche voi gli uni gli
altri.

34

Sorprende che nella prima frase di questo versetto Nostro Signore Si riferisca allamore degli uni
verso gli altri come ad un comandamento nuovo.
Sappiamo che dallinizio dellumanit lamore era
gi praticato e tutti si amavano in qualche maniera.
Dov la novit? Precisamente nella forma che ci
indicata, poich questo amore non come prima.
Questa novit lesempio dato da Lui, come insegna San Giovanni Crisostomo: Come mai ha chiamato nuovo questo comandamento, se gi si trova nellAntico Testamento? Egli lo ha reso nuovo
per il modo in cui si sarebbero amati. Per questo fine, ha aggiunto: come Io vi ho amato. [] Non ha
menzionato i miracoli che avrebbero realizzato e li
ha identificati [i discepoli] per la loro carit. Perch
ha fatto questo? Perch questa virt il segno distintivo degli uomini santi e la base di ogni virt. Per
mezzo di questa siamo tutti salvi.14 Infatti, fino ad
allora lamore si plasmava su modelli umani, corrispondendo alla ricompensa di un beneficio ricevuto
o a uniniziativa che avrebbe portato come conseguenza laiuto desiderato. Cera sempre un interesse di fondo o un vantaggio, per lo meno nellamore per il prossimo come era concepito nelle societ dellAntico Testamento. Dunque, Ges ci insegna che non questo lamore che Egli ha per noi.
In quanto Dio, Egli vuol bene a ognuno con
amore perfetto, eterno e assoluto; cos come a partire dalla sua umanit ci ama come fratelli; lorigine
di questa affezione la sua divinit. Lamore di Dio
per le sue creature misterioso e ha le sue peculiarit, poich, come Creatore, Egli lunico che non
pu amare quello che ha fatto se non per amore di
Se stesso, visto che, creando, ha lasciato il suo segno

in tutti gli esseri,15 come leggiamo nel Libro della Sapienza: Poich tu ami tutte le cose esistenti e
nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non lavresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? O conservarsi se tu non lavessi chiamata allesistenza? Tu
risparmi tutte le cose, perch tutte son tue, Signore,
amante della vita (Sap 11, 24-26). Intanto, trattandosi degli esseri razionali, Dio non ha posto in loro
una traccia soltanto, ma li ha fatti a sua immagine.16
Possiamo meglio comprenderlo, in qualche misura, attraverso un esempio. La macchina fotografica
gode di unimmensa accettazione nella nostra societ, perch con essa si pu conservare il ricordo
di qualche momento della vita che vorremmo rivivere. Ora, la fotografia soltanto una riproduzione inanimata degli avvenimenti, e non smette di esser vero che essa trattiene qualcosa di ci che succede. Noi siamo fotografie, nelle quali le Tre Persone della Santissima Trinit Si compiacciono nel riconoscere la loro immagine e nellamare Se stesse
riflesse, contemplando in atto il piano ideato da tutta leternit per ognuno di noi.
Questo punto di partenza, veramente sublime,
apre nuove prospettive per il convivio umano, che
viene allora regolato dalla ricerca reciproca, negli
altri, dei riflessi della bont che esiste in Dio in un
grado infinito. Il nostro prossimo deve esser visto
da noi come uno specchio della Santissima Trinit,
un capolavoro o una pietra preziosa folgorante, di
incalcolabile valore, lavorata dal potere divino. Da
qui nasce lautentica consonanza, che la scintilla
prima dellamore tra le anime chiamate a unirsi di
fronte a un ideale, verso cui guardano in armonia,
come ha notato con sottigliezza Saint-Exupry definendo la superiore forma di unione sorta quando uomini dello stesso gruppo sperimentano lo
stesso desiderio di vincere.17 Se tra persone che
amano Dio, si verifica una convergenza che ha la
sua origine in questo santo idealismo, viene confermata la pratica del nuovo comandamento.
Non dimentichiamoci, per, che il vero amore degli uni verso gli altri deve esser gerarchizzato, visto che Dio ha posto i suoi riflessi nelle anime in forma diseguale, dando a ciascuna
un aspetto unico, con una variet che manifesta
lincomparabile ricchezza del Creatore.

La
sofferenza
dei mali
la pi degna
offerta che
possiamo fare
a Colui che
ci ha salvato
soffrendo

Amore manifestato nellimpegno


di santificare gli altri
Lestensione dellamore divino incommensurabile, poich Dio disposto a fare per noi
Aprile 2013 Araldi

del Vangelo15

Anche il
nostro amore
verso gli altri
deve esser
portato fino
alle estreme
conseguenze,
desiderando
per loro quello
che Dio vuole
per ognuno di
noi: la santit

tutto quanto necessario, al punto da aver offerto la propria vita passando per la crocifissione, il peggior supplizio del suo tempo. Egli Si
immolato per tutti e lo avrebbe fatto anche
fosse stato per un uomo solo. Per questa ragione anche il nostro amore per gli altri deve esser portato fino alle ultime conseguenze, ambendo per loro quello che Dio vuole per ognuno di noi: la santit. Desiderare che il prossimo
esca dalla considerazione egoista, pragmatica
e interessata del mondo e si diriga alla Gerusalemme Celeste la pi perfetta manifestazione
damore che possiamo dargli. Dobbiamo impegnare, per questo, tutti i mezzi a nostra disposizione, sopportando le sue debolezze, correggendolo con compassione, dando buoni esempi e sacrificando i nostri gusti e preferenze personali, se con questo lo aiutiamo nella pratica
della virt, sapendo anche che questi piccoli
atti rappresentano pochissimo rispetto a quello che ci riservato varcando le soglie delleternit, per i meriti infiniti del Divino Modello. Meraviglioso comandamento che, essendo
praticato, ordina lanima ed elimina affezioni, capricci e difficolt del rapporto umano. In
questa maniera, tutte le miserie svaniscono, rimanendo soltanto un amore soprannaturale,
che la tenerezza di Dio per le creature e delle creature tra loro.
opportuno anche applicare questo insegnamento su un piano individuale, a ognuno di
noi. Se questo deve essere il nostro amore verso
gli altri, ricordiamoci che quando la pratica della virt dellumilt mal concepita, c la tendenza a guardare alle proprie insufficienze per
autodistruggerci, andando contro lamore di
Dio. Una volta che siamo stati creati, possiamo
affermare con piena certezza che esiste in noi
un riflesso divino che deve esser oggetto del nostro amore verso noi stessi, parallelo allamore
che Egli ha per noi. Quando facciamo qualco1

Cfr. SAN TOMMASO DAQUINO. Somma Teologica. I, q.64,


a.2.

Cfr. Idem, q.95, a.1.

Cfr. ROYO MARN, OP, Antonio.


Jesucristo y la vida cristiana. Madrid: BAC, 1961, p.72-73.

Cfr. BEAUDENOM, Lopold.


Mditations affectives et pratiques
sur lvangile. Paris: Lethielleux,

16Araldi del Vangelo Aprile 2013

sa di buono e Lui ci premia, non sta esaltando il


nostro sforzo, ma i suoi propri doni,18 e, pertanto, glorifica Se stesso. Se sono i suoi doni che riconosciamo in noi, ci tocca amarli per praticare
il nuovo comandamento con ogni integrit.

Il segno distintivo dei veri cristiani

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni
per gli altri.
35

In questultimo versetto Nostro Signore fa


un passo in avanti e dichiara che la forma damore insegnata da Lui il distintivo di chi realmente Lo segue. Le persone estranee al convivio dei cristiani, vedendo un amore cos autentico, si rendono conto che l presente Dio
stesso. Sebbene Egli sia andato in Cielo, non
ha abbandonato la sua Chiesa, poich ha promesso: Dove sono due o tre riuniti nel mio
nome, io sono in mezzo a loro (Mt 18, 20). Il
fatto di vivere sotto linflusso dellamore soprannaturale di cui Egli ci ha dato lesempio
un modo di prolungare su questa Terra la sua
presenza, orientando, proteggendo e istruendo con disinteresse quelli che pure Lo amano,
senza nessun sentimentalismo, romanticismo o
egoismo, ma con un amore cos puro da causare stupore negli uomini e anche negli stessi
Angeli, al punto che questi ultimi possono trovare sulla faccia della Terra uno specchio limpido del convivio tra gli eletti nella visione beatifica.

IV Sofferenza e amore: cause


del premio finale

Di fronte al panorama svelato dal Vangelo


di questa 5 Domenica di Pasqua, non possiamo non tener presente il fine al quale ci conduce la nozione soprannaturale della sofferenza e

1912, t.I, pp.227-228; FABER,


apud CHAUTARD, OSCO, JeanBaptiste. A alma de todo apostolado. So Paulo: FTD, 1962, p.112.
5

CORRA DE OLIVEIRA, Plinio. Conferenza. So Paulo, 23


mag. 1964.

Idem, ibidem.

SENECA. Tratados filosficos. Cartas. Mxico: Porra, 1979, p.75.

Cfr. SAN TOMMASO DAQUINO, op. cit., III, q.81, a.2.

TANQUEREY, Adolphe. La divinisation de la souffrance. Tournai:


Descle, 1931, p.26.

10

Cfr. SAN TOMMASO DAQUINO, op. cit., III, q.14, a.1, ad 2.

11

SAN FRANCESCO DI SALES.


Sermon pour la feste de Saint
Jean Porte-Latine. In: uvres

Francisco Lecaros

Apparizione di Ges e Maria a San Francesco - Affresco della Cappella della Porziuncola, Assisi

dellamore al prossimo portato fino allimitazione di quello che Nostro Signore ha manifestato per noi. Tal fine indicato con molta chiarezza nella seconda lettura, tratta dallApocalisse:
Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorer tra di loro ed essi saranno suo popolo ed
egli sar il Dio-con-loro. E terger ogni lacrima
dai loro occhi; non ci sar pi la morte, n lutto,
n lamento, n affanno, perch le cose di prima
sono passate (21, 3-4).
San Giovanni indica, profeticamente, il luogo destinato a tutti coloro che seguiranno le raccomandazioni fatte dal Redentore, dove non
esiste pi il dolore e la gioia piena nella visione diretta di Dio. Di fronte alleternit felice ogni sofferenza di questa Terra sar nulla, come ha scritto Santa Teresina: se penso che da
una sofferenza sopportata con gioia ameremo
meglio Dio per tutta leternit!.19 S, neppure
ci ricorderemo delle difficolt che abbiamo avuCompltes. Sermons. 2.ed. Paris:
Louis Vivs, 1862, t.IV, p.540.
12

13

14

SAN FRANCESCO DI SALES.


Lettre CXII, une dame. In:
uvres Compltes. Lettres Spirituelles, op. cit., t.X, p.333.
CORRA DE OLIVEIRA, op.
cit.
SAN GIOVANNI CRISOSTOMO. Homila LXXII, n.3. In: Ho-

to in questo mondo, perch lo stato di prova sar passato in un batter docchio. Rester soltanto la beatitudine.
Non siamo capaci di concepire come sar la
vita nelleternit: cos piena di piacere che San
Paolo, dopo esser salito al terzo cielo, tornato
senza riuscire ad esprimere, in termini umani,
quello che Dio ha preparato per quelli che Lo
amano (cfr. I Cor 2, 9), e della quale San Giovanni Bosco, avendo visitato in sogno lanticamera del Paradiso, ritornato descrivendo meraviglie.20 Il convivio con gli Angeli, con i Santi,
con la Madonna e con Dio quello che ci aspetta; ma, per giungere a questo Regno, accettiamo con rassegnazione tutte le sofferenze permesse dalla Provvidenza Divina per il nostro bene e amiamo i nostri fratelli con sincero affetto. Non dimentichiamoci che i dolori terminano
nellora della nostra morte, mentre nel Cielo la
carit non avr mai fine (I Cor 13, 8).

milas sobre el Evangelio de San


Juan (61-88). Madrid: Ciudad
Nueva, 2001, v.III, p.130.
15

Cfr. ROYO MARIN, OP, Antonio. Dios y su obra. Madrid: BAC,


1963, p.451.

16

Idem, ibidem.

17

SAINT-EXUPRY, Antoine de.


Vol de nuit. Paris: Gallimard,
1931, p.104.

18

Cfr. SANTAGOSTINO. Epistola


CXCIV, c.V, n.19. In: Obras. 2.ed.
Madrid: BAC, 1972, v.XIb, p.71.

19

SANTA TERESA DI LISIEUX.


Carta 43b, Irm Ins de Jesus.
In: Obras Completas. Pao de Arcos: Carmelo, 1996, p.345.

20

Cfr. SAN GIOVANNI BOSCO.


Vestbulo del Cielo. In: Biografa
y escritos. Madrid: BAC, 1955,
p.654-663.

Aprile 2013 Araldi

Di fronte
alleternit
felice, ogni
sofferenza di
questa Terra
sar nulla

del Vangelo17

Il Concilio di Nicea
Convocato da un imperatore vacillante tra lortodossia e leresia,
il primo Concilio di Nicea denunci e condann le dottrine di Ario,
consolidando definitivamente le basi della Cristologia. Tuttavia, 1800
anni dopo, il dibattito continua ad essere ancora vivo.
Don Juan Carlos Cast, EP

eguendo le impronte del


suo Divino Fondatore, la
Santa Chiesa di Dio sub
fin dalle sue origini persecuzioni e contraddizioni. Persecuzioni cruente promosse dagli imperatori romani dilacerarono i cristiani dei
primi secoli, portandone alcuni allapostasia e altri a ottenere la palma del
martirio.
Il pi insidioso e pericoloso dei
suoi nemici non venne, tuttavia,
dallesterno, ma dalle sue proprie fila: fu quello delle eresie che tentarono di seminare disordine al suo interno. Nascoste dietro ad un ingannevole velo dottrinale, a volte molto sottile, mettevano a rischio lintegrit degli insegnamenti apostolici
e la stessa Fede. Se avessero trionfato, sarebbe stato sfigurato il volto dellIstituzione divina fondata dal
Signore Ges.
Si comp, tuttavia, la promessa
fatta a Pietro e, come successe tante volte nella Storia della Chiesa, le
porte dellinferno non prevalsero
contro di essa (cfr. Mt 16, 18). Per
ottenere la vittoria in quella lotta, la
Provvidenza si serv di anime note18Araldi del Vangelo Aprile 2013

voli per la loro santit e saggezza: i


Padri della Chiesa che, con la loro
fedelt agli insegnamenti degli Apostoli, combatterono lerrore e consolidarono il dogma cristiano.

Strumenti per la difesa della Fede


Ma lo Spirito Santo, che assiste
continuamente la Chiesa, gli diede
in pi uno strumento provvidenziale per la difesa della Fede: i Concili ecumenici, che attraverso i secoli non solo condannarono le eresie,
ma diedero la spiegazione dottrinale
e razionale della Fede, e fissarono i
grandi dogmi della nostra Religione.
I primi furono realizzati in Asia
Minore, nelle citt di Nicea, Costantinopoli, Efeso e Calcedonia. L cera la maggior proporzione di cristiani, era il luogo dove si trovava la capitale dellImpero e in cui sorsero le
prime eresie. A causa dellet avanzata e dei mezzi di trasporto inadeguati, i Sommi Padri dellepoca non
poterono comparire a queste assemblee, ma si fecero rappresentare dai
loro emissari. Mostrarono anche, attraverso lettere e altri mezzi, quanto da vicino accompagnassero quel-

le riunioni, preoccupati per la gloria


di Dio, purezza della Fede e salvezza delle anime.
Convocato nellanno 325 dallImperatore Costantino, su istanza del
Vescovo Osio, di Cordova, il primo
Concilio di Nicea apr la lista di queste assemblee universali della Chiesa. Cont sulla totale approvazione di Papa San Silvestro I, che invi due legati. In esso fu condannata una delle maggiori eresie sorte fino ad oggi: larianesimo.
Lanima provvidenziale suscitata
da Dio per fissare il percorso di questo primo Concilio ecumenico fu il
grande SantAtanasio. Egli si distinse nei dibattiti, non solo smascherando la cattiveria dellarianesimo,
ma anche indicando i cammini teologici per i secoli futuri.
Fu egli il pi genuino rappresentante dellortodossia e pietra di
paragone della purezza della Fede dellEpiscopato. Dovette soffrire un continuo martirio per mantenere questa Fede, poich non significa altra cosa quella lotta feroce di insidie, calunnie e anche persecuzioni materiali, e lininterrotta

Kostisl

Il Primo Concilio di Nicea - Affresco della chiesa di Stavropoleos, Bucarest (Romania)

s uccessione di esili che sopport durante tutta la sua vita.1

Ario nega la divinit di Cristo


Allorigine degli errori analizzati a Nicea fu un sacerdote chiamato Ario, nato in Libia ed educato ad Antiochia. Nellanno 318 egli
cominci a diffondere lidea che nella Santissima Trinit non ci sono tre
Persone, ma solo una: il Padre, al di
fuori del quale non ci sono che semplici creature.
Ario, spiega don Bernardino
Llorca, considerava lunit assoluta di Dio, eterno, increato, incomunicabile. Fuori di Lui, tutte sono mere creature sue. Da questo principio
deriva laffermazione fondamentale che il Verbo o Cristo non eterno e fu creato dal nulla, ma non per
necessit, quanto per liberissima volont e per servire al Padre Celeste
da strumento per creare il mondo.2
Come corollario di questa visione
teologica sorge tutta una costellazione di errori, perfettamente sintetizzati nella sua opera dal famoso storico dei Concili, Carlos Jos Hefele.
Tra essi, bisognerebbe sottolineare

i seguenti: Dio non stato sempre


Padre, ci fu un momento in cui Egli
non lo era; il Logos di Dio fu creato
dal nulla, non esistette dalleternit;
il Figlio, mera creatura, non simile
in sostanza al Padre, non veramente e secondo la sua natura il Verbo e
la Sapienza di Dio; di conseguenza,
e per la sua natura, Egli soggetto a
cambiamenti, ossia, potrebbe cadere
nel peccato; Egli non conosce completamente Dio, n la sua propria
natura; Egli fu creato per noi, affinch Dio ci potesse creare per Lui,
come suo strumento; se Dio non Lo
avesse chiamato allesistenza, Egli
non esisterebbe.3
Questa dottrina che, oltre a negare la Santissima Trinit, gettava
a terra lopera della Redenzione e i
Vangeli, trov molti sostenitori. Tra
gli intellettuali provenienti dallellenismo molto abituati allora allidea del Summus Deus, di un essere supremo aveva una facile accoglienza, poich come distruggeva
tutto il mistero della Trinit, diventava facilmente intellegibile.4
Allo stesso tempo, degradando
Ges Cristo da Dio a creatura, essa

aveva analogie con la dottrina platonica del Demiurgo, un essere intermediario tra Dio e gli uomini. Questo campo propizio contribu molto alla rapida diffusione delleresia,
che si estese rapidamente a tutto il
mondo greco, facendo temere Costantino per lunit religiosa e, quindi, politica del suo impero.

Scomunica e ostinazione di Ario


Ario si valeva abilmente di argomenti presi dalle Sacre Scritture per
appoggiare le sue erronee affermazioni, usando i testi biblici nei quali
si marcava una differenza o che potevano essere interpretati come dimostrazione di uninferiorit o subordinazione del Figlio al Padre.
Per esempio: Il Padre pi grande
di me (Gv 14, 28); o allora Prima
dei secoli, fin dal principio, Egli mi
cre (Sir 24, 14); e ancora: Il Signore mi ha creato allinizio della
sua attivit, prima di ogni sua opera,
fin dallora (Pr 8, 22).
Cominci a divulgare queste dottrine ad Alessandria. Costatando la
sua gravit, SantAlessandro, Vescovo di quella citt, fece moltissimi
Aprile 2013 Araldi

del Vangelo19

Gustavo Kralj

tentativi per convincerlo, con buone


maniere, di quegli errori, ma egli si
ostin nelle sue idee.5 Esaurite tutte
le risorse, SantAlessandro convoc
nel 321 un sinodo di Vescovi dellEgitto e della Libia, che condann le
tesi di Ario e lo scomunic.
Questi, tuttavia, pertinace e irritato per questa scomunica, si lanci
con maggiore ardore a diffondere la
sua eresia. Si diresse in Palestina e a
Nicomedia, dove conquist nuovi e
numerosi adepti, tra i quali il Vescovo Eusebio di Nicomedia, e lo storico Eusebio di Cesarea. Questultimo
fu sempre uno dei suoi migliori protettori, anche se non si dichiar mai
apertamente ariano.

Convocazione di
un Concilio ecumenico

Allarmato di fronte al pericolo di una divisione nei suoi domini,


limperatore Costantino, che ancora non era stato battezzato, cerc di
pacificare gli animi, inviando lettere
a SantAlessandro e ad Ario. Tuttavia, leresia aveva gi preso proporzioni tali da rendere necessarie altre
misure.
Tutto indica che, non ottenendo successo nei suoi tentativi di
ricondurre Ario sulla retta via,
sia stato Osio di Cordova a dare
allimperatore il suggerimento di
convocare un Concilio ecumenico, ossia, universale, con la partecipazione di Vescovi di tutte
le regioni dove fioriva la Religione cristiana. Secondo
alcuni storici, Costantino
fece la convocazione di comune accordo con Papa San
Silvestro I che, non potendo
comparire personalmente,
invi i presbiteri Vito e Vincenzo come legati.
Si realizz il concilio dal
20 maggio al 25 luglio dellanno 325, nella citt di Nicea,
vicino a Nicomedia, dove risiedeva limperatore. Bisogna sottolineare che Costantino favor in tutti i modi possibili la sua concretizzazione, anche mettendo a disposizione dei Padri Conciliari
il sistema di poste e trasporti
dellImpero, fornendo sostegno materiale a tutti i partecipanti e sottolineando con la
sua presenza linaugurazione
dellAssemblea.
Quando i Vescovi entrarono nel locale delle sessioni, racconta Hefele, ognuno si diresse al suo posto
Unendo la virt a una brillante
intelligenza, SantAtanasio demoliva con
e attese in silenzio larrivo
facilit gli errori degli ariani
dellImperatore. Arrivarono
poi i funzionari della Corte,
SantAtanasio - Basilica di San Nicola in
anche se solo quelli che eraCarcere, Roma

20Araldi del Vangelo Aprile 2013

no cristiani. Quando entr limperatore, tutti i presenti si alzarono.


Limperatore apparve come un inviato di Dio, vestito doro e ricoperto di pietre preziose. Era un uomo
alto, elegante, bello e maestoso. A
questa aura di grandezza, egli univa
una sincera modestia e una religiosa umilt. Manteneva modestamente gli occhi abbassati e non si sedette sul trono doro preparato per
lui finch i Vescovi non gli diedero
il segnale di farlo.6 In seguito egli
prese la parola e lesse un discorso
in latino, chiedendo la pace religiosa nellImpero.

Il pi vigoroso avversario
dellArianesimo
Oltre ad Ario e ai suoi seguaci,
come Eusebio di Nicomedia, parteciparono al Concilio di Nicea circa
trecento Vescovi, tra i quali il gi citato Osio di Cordova. Alcuni di loro
avevano ancora nei loro corpi le cicatrici dei tormenti subiti durante le
recenti persecuzioni.
LArcivescovo SantAlessandro di
Alessandria accorse accompagnato da un giovane diacono di 20 anni. Era SantAtanasio, futuro Dottore della Chiesa, che l si rivel luomo pi intelligente e dialettico, e il
pi vigoroso avversario dellarianesimo.7
Le sessioni si caratterizzarono per le ardue polemiche tra i difensori della Fede e i sostenitori di
Ario. In queste discussioni il futuro Dottore della Chiesa si distinse per la sua abilit dialettica che
smascherava tutte le astuzie e sofismi degli eretici,8 ed era per questo
il pi odiato da loro. Infatti, unendo
la virt a una brillante intelligenza,
SantAtanasio demoliva con facilit
le tesi fallaci degli ariani.

Simbolo che riflette la fedelt


agli insegnamenti apostolici
Come gi spiegato sopra, questi affermavano che Ges Cristo

Gustavo Kralj

non era di natura divina,


che era una somiglianma una creatura; creatuza nella sostanza, seconra straordinaria, eminente
do il Credo recentemenma semplice creatura.
te approvato nel ConciPercependo come quelio. Cerano infine gli hosta dottrina si scontrasse
meos, che cercavano anfrontalmente con gli inche loro di prendere una
segnamenti ricevuti dagli
posizione pi conciliante.
Apostoli, i Padri ConciLarianesimo era stato
liari, ispirati dallo Spiridenunciato e condannato Santo, decisero di stato, ma le sue conseguenze
bilire un simbolo che risi prolungarono per molflettesse la fedelt a queti anni. Secoli dopo leresia
sti insegnamenti, rispetimperversava ancora tra i
tata dalla Chiesa fin dalvisigoti e non mancano tele sue origini. Cos nacologi che indichino la sua
que il Credo di Nicea, nel
impronta in certe deviazioquale si afferma che Geni teologiche della nostra
s Cristo della sostanepoca.
za del Padre, Dio da Dio,
Ma non apriamo troppo
Luce da Luce, Dio veil ventaglio delle nostre riro da Dio vero, generaflessioni e rimaniamo con
to non creato, consustanla lezione che, a proposiziale al Padre.
to di questepisodio, la StoSecondo
SantIlario,
ria ci d. Il Concilio di NiSantAtanasio ebbe un
cea fu convocato da un imLa pietra fondamentale della Cristologia era
ruolo preponderante nella
peratore vacillante tra lordefinitivamente deposta
redazione del Credo di Nitodossia e leresia, in circoCristo Pantocratore - Basilica di San Paolo
cea, il quale risult da lunstanze difficili per la ChieFuori le mura, Roma
ghe e discusse deliberaziosa. Umanamente parlanni. Ad eccezione di soli due VescoIn un certo senso s, e totalmen- do, il risultato avrebbe potuto essere
vi, i Padri Conciliari lo ratificarono te. Infatti la dottrina della Divinit molto differente. Ma il fervore del
con straripante entusiasmo. Ario fu del Figlio rimase in esso solidamen- collegio episcopale e la partecipanuovamente scomunicato ed esiliato te stabilita, lasciando ai Concili suc- zione provvidenziale di SantAtanadallImperatore.
cessivi il compito di spiegare e defi- sio ottennero come risultato la vittoNel frattempo, Costantino, no- nire altri dogmi, come quello della ria della Chiesa e il trionfo della Fenostante tutto lappoggio dato al- Santissima Trinit. La pietra fonda- de, perch lo Spirito Santo che gola Chiesa, conservava simpatie mentale della Cristologia era defini- verna la Nave di Pietro.
per larianesimo e, qualche tem- tivamente confermata.
po dopo, i buoni contatti che EuIl colpo ricevuto a Nicea fu,
sebio di Nicomedia possedeva senza dubbio, terribile per lere- 1 LLORCA, Bernardino. Historia de la Iglesia Catlica. Edad Antigua. Madrid:
nella Corte ottennero da lui lau- sia ariana. A partire dal Concilio,
BAC, 2005, vol.I, p.460.
torizzazione che Ario tornasse a essa si divise in diverse correnti. I
2
Idem, p.385.
Alessandria, dando origine a un radicali (chiamati anomeni), in nu3
HEFELE, Charles Joseph. Histoire des
periodo di prove e sofferenze per mero ridotto, continuarono a diConciles. Paris: Letouzey et An, 1907,
SantAtanasio.
fendere la tesi della non consutomo I, p.366-368.
stanzialit del Figlio con il Padre. 4
LLORCA, op. cit., p.386.
Vittoria della Chiesa e
Dallaltro lato, sorsero i semi-aria5
trionfo della Fede
Cfr. HEFELE, op. cit., p.362.
ni (homeusiani), i quali non accet6
Idem, p.423-424.
Riusc il Concilio di Nicea a scon- tavano che il Figlio fosse consufiggere definitivamente larianesi- stanziale al Padre, ma attenuava- 7 Cfr. Idem, p.369.
no la loro posizione, affermando 8 Idem, p.421.
mo?
Aprile 2013 Araldi

del Vangelo21

I Consigli Evangelici
Per i semplici fedeli, la santificazione si ottiene osservando i precetti del
Vangelo. Tuttavia, un numero pi ristretto di battezzati riceve dal Divino
Maestro una speciale chiamata alla perfezione.

Gustavo Kralj

Sebastin Correa Velsquez

nfiniti e universali sono i


frutti del sacro albero della Croce. Ma, come ci insegna la Parabola del Seminatore, gli uomini non se ne beneficiano in ugual misura. Oltre alle sementi che muoiono senza produrre nulla,
tre sono le categorie di quelle piantate in terreno fertile, che hanno dovuto
anchesse morire, rendendo quantit
differenti: una cento, unaltra sessanta e unaltra trenta (Mt 13, 8). Ges, in questoccasione, spiega ai suoi
discepoli che si riferisce ai fedeli che
ascoltano e osservano la parola di Dio
(cfr. Mt 13, 23), i quali muoiono per il
peccato e per se stessi.
Sorge, allora, una domanda: a chi
toccher rendere il cento per uno, o
immolarsi completamente?

La vocazione religiosa
Per il cattolico comune, il cammino della santificazione consiste principalmente nellosservare i precetti del Vangelo, ognuno nel rispettivo
stato di vita, e perseverare nella grazia di Dio, al fine di ottenere la salvezza eterna. Tuttavia, un numero
pi ristretto di battezzati riceve dal
Divino Maestro linvito ecceziona22Araldi del Vangelo Aprile 2013

le di non ridursi ai mezzi comuni ma,


rinunciando a tutto quello che possiedono (cfr. Lc 14, 33), abbracciare
uno stato speciale di perfezione, vivendo gi su questa Terra come gli
Angeli del Cielo (Mt 22, 30). Questi sono conosciuti nella Chiesa Cattolica col nome di religiosi, i quali,
seguendo pi da vicino Nostro Signore per langusta via e per la porta
stretta (cfr. Mt 7, 14), sperimentano quanto copiosa sia la Redenzione
che in Lui si trova (cfr. Sal 129, 7).1
NellAntica Alleanza, la vita consacrata era una vocazione estremamente rara. Chi non aveva discendenza era facilmente discriminato,
poich era privato dellessere antenato del Messia. Inoltre, i beni materiali, specialmente le terre, erano considerati come un segno di predilezione divina. Lavvento di Cristo invert questa situazione: il suo regno non
di questo mondo (cfr. Gv 18, 36) e
si realizza nellintimo dei cuori. Egli
stesso afferm che sono suoi familiari coloro che ascoltano la parola di
Dio e la osservano (Lc 8, 21). Cos,
per mezzo del suo divino esempio di
distacco terreno, si apr una nuova e
splendida via di santificazione.

Una volta, mentre era in Giudea,


un giovane si avvicin a Ges e Gli
chiese: Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna? Egli
rispose: Osserva i Comandamenti. Gli disse il giovane: Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla
mia giovinezza. Cosa mi manca ancora? Ges fiss su di lui lo sguardo con
grande amore e aggiunse: V, vendi
quello che hai e dallo ai poveri e avrai
un tesoro in cielo; poi vieni e seguiMi! Il giovane si fece pieno di tristezza, poich era molto ricco e non voleva obbedire alle parole del Divino Maestro (cfr. Mc 10, 17-22; Mt 19, 16-22).
Ges disse allora ai suoi discepoli: In
verit vi dico: difficilmente un ricco
entrer nel regno dei cieli! [...] Allora
Pietro prendendo la parola disse: Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo? Rispose Ges: In verit vi
dico: [...] chiunque avr lasciato case, o
fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o
figli, o campi per il mio nome, ricever
cento volte tanto e avr in eredit la vita eterna (Mt 19, 23.27-29).
Ora, da dove proviene questa forza
per lasciare tutto e configurarsi pienamente con Cristo, povero, casto e obbediente? Essa emana, precisamente, dalla parola dello stesso Dio incarnato, capace di incutere la grazia nelle anime: SeguiMi!. Questo stato linvito fatto a molti dei suoi discepoli, come a Filippo (cfr. Gv 1, 43) e a
Matteo (cfr. Mt 9, 9), per altri sar stato appena un gesto o forse un semplice sguardo, ma sempre la divina volont che, desiderando un consenso da
colui che chiamato, sceglie e incentiva interiormente ognuno, come dice il
Vangelo: Non voi avete scelto me, ma
io ho scelto voi e vi ho costituiti perch andiate e portiate frutto e il vostro
frutto rimanga (Gv 15, 16).

Sementi di un frutto abbondante


A somiglianza del ragazzo ricco,
Ges guarda con amore ai suoi pre-

scelti, consigliandoli paternamente: Se volete esser perfetti, venite e


seguiteMi! (cfr. Mt 19, 21); in questo modo, sembra dire loro: Venite a essere trasformati in altrettanti
Me stesso!
Magnifica promessa per quelli che, immolandosi nelle mani di
Nostro Signore, lasciano tutto e Lo
seguono. Diventano sementi di un
frutto abbondante, poich, ascoltando e osservando con maggiore perfezione i consigli evangelici di povert, castit e obbedienza, si sottraggono alleredit del peccato,
morendo alla triplice concupiscenza:2 rinunciando ai loro beni, consegnano a Dio la capacit di possedere; praticando con radicalit la virt
della purezza, Gli consacrano i loro
corpi e obbedendo alle decisioni dei
loro superiori, mortificano la superbia della propria volont.

Gustavo Kralj

Da dove viene questa forza?

La vita comunitaria
Nella storia della Chiesa sorsero
diversi mezzi per rendere effettiva
questa forma pi perfetta di consegna, tra i quali occorre sottolineare
lingresso in una comunit, poich
nella vita in comune dove i consigli
evangelici di povert e obbedienza
ricevono applicazione e realizzazione concrete.3 Cos, guidato dai superiori, aiutato dai suoi fratelli, sostenuto dalle regole, che determinano fin nei minimi dettagli quello che
deve fare, il religioso sentir la realt del Corpo Mistico di Cristo.4
Quanti Santi i religiosi hanno come esempi da imitare! Molto di pi,
essi hanno lo stesso Dio incarnato,
primo ed esimio praticante dei suoi
divini consigli. Chi tutto possedeva, Si spogli della ricca condizione,
per nascere in una situazione poverissima, come disse lApostolo: Conoscete, infatti, la grazia del Signore nostro Ges Cristo: da ricco che
era, si fatto povero per voi, perch
voi diventaste ricchi per mezzo della sua povert (II Cor 8, 9). Anche

Ges con il giovane ricco - Vetrata


della Cattedrale di Hamilton (Canada)

Non voi avete


scelto me, ma io ho
scelto voi e vi ho
costituiti perch
andiate e portiate
frutto e il vostro
frutto rimanga
Aprile 2013 Araldi

del Vangelo23

Cfr. BEATO GIOVANNI


PAOLO II. Redemptionis
Donum, n.1.
Lapostolo San Giovanni, nella sua prima epistola, divide
in tre categorie questa tendenza delluomo al pecca-

Francisco Lecaros

la castit religiosa [...] veramente


voler essere come Cristo; tutte le ragioni che si possono presentare svaniscono davanti a questa ragione essenziale: Ges era puro.5 E, infine,
il consiglio evangelico di obbedienza il richiamo che si diffonde da
questobbedienza di Cristo fino alla morte (Fil 2, 8),6 poich similmente, come per la disobbedienza
di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, cos anche per lobbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti (Rm 5, 19).
Ora, come si porta a termine la
pratica dei consigli evangelici di povert, castit e obbedienza in seno
alla vita consacrata? Significher,
per esempio, che un religioso non
avr i mezzi necessari per la sussistenza abbracciando la povert?
quello che vedremo in un prossimo
articolo.

Guidato dai superiori, aiutato dai suoi fratelli, sostenuto dalle regole, il religioso
sentir la realt del Corpo Mistico di Cristo
San Romuando si rivolge ai suoi monaci - Eremo di Camaldoli, Arezzo

to: La concupiscenza della


carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita (I Gv 2, 16), ossia,
la tendenza sregolata per i
piaceri dei sensi, per lattaccamento smisurato ai beni
terreni e per soddisfare la

propria volont, molte volte


screditata.
3

GAMBARI, Elio. La vita comune, apud ROYO MARN,


OP, Antonio. Teologa de la
Perfeccin Cristiana. 12.ed.
Madrid: BAC, 2007, p.861.

Idem, p.862.

BEATO GIOVANNI PAOLOII. Incontro con le religiose. n.3. Parigi, del 31/5/1980.

BEATO GIOVANNI PAOLOII. Redemptionis Donum, n.13.

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24Araldi del Vangelo Aprile 2013

Che i ponti hanno un patrono?

, anche i ponti hanno il loro santo patrono: San Giovanni Nepomuceno.


Nato in Boemia, nella citt di Nepomuk, da dove gli viene il nome,
Giovanni Welflin, o Wolfflin, venne
al mondo intorno allanno 1345 e fu
assassinato a Praga il 20 marzo 1393.
Forse per il prestigio del padre,
che era stato giudice, nel 1369 divenne Notaio Imperiale nella cancelleria dellArcivescovado di Praga e nel 1380 fu ordinato sacerdote.
Svolse vari incarichi di una certa importanza, arrivando a essere uno dei
due Vicari Generali dellArcivescovo Giovanni von Jenstein.
Ma, come arrivato a essere patrono dei ponti?
Era lepoca del Grande Scisma
dOccidente e il re di Boemia, Venceslao IV, desiderava far prevalere le sue leggi in questioni di am-

bito esclusivamente ecclesiale. San


Giovanni si oppose a questa ingiusta
pretesa. Per questa ragione e anche,
a quanto pare, per essersi rifiutato
di rivelare al geloso re il contenuto
della Confessione della propria sposa, Sofia di Baviera, il santo fu catturato, torturato e infine gettato nel
fiume Moldava, dal ponte Carlos.
Da allora, sorsero pellegrinaggi
fino al ponte Carlos, dove oggi si venera una statua eretta in onore del
Santo, nel luogo del suo martirio.
Poco a poco, soprattutto nellEuropa centrale e dellest, si adottato
il costume di raccomandare i ponti
alle cure di San Giovanni Nepomuceno, nel momento in cui la struttura inaugurata e benedetta. Allo stesso tempo, non raro che sia
collocata una statua del Patrono sul
ponte, o, per lo meno, una placca
con la dedica.

Guillermo Azurmendi

Lei sapeva...

Alcune rappresentazioni del Santo lo mostrano con la mano davanti alla bocca, a simbolizzare il suo rispetto per il sigillo della Confessione.
Allo stesso modo, anche raffigurato
con unaureola di cinque stelle, a rappresentare le cinque lettere della parola latina tacui io ho taciuto!

Qual la pi grande processione equestre del mondo?

Ra Boe / Wikip

edia

el primo venerd dopo la festa


dellAscensione, una citt del
Baden-Wrttemberg celebra unantichissima processione equestre, che
nellanno 2010 stata definita dal
quotidiano Sdkurier come la maggiore del genere nel mondo, con la
partecipazione di circa 3 mila
cavalieri.
Nella citt di Weingarten si
trova il monastero benedettino
dallo stesso nome, dove si venera una reliquia che risale alla
Passione di Nostro Signore. Trafiggendo il Cuore del Crocefisso sul Golgota con la sua lancia
e cadendo nei suoi occhi alcune
gocce di sangue mescolate a lin-

fa, Longino fu guarito dalla parziale


cecit. Convertito allistante, il centurione romano conserv le gocce
che erano cadute per terra, mescolandosi con questa e fu questa preziosa reliquia che, per diverse vie,

giunse a Weingarten, pi di 950 anni fa.


Una volta lanno, il Prezioso Sangue portato in processione per benedire case, stalle e terre. Il documento pi antico su di essa datato 1529, dove si afferma che gi
in quellepoca latto avveniva da
tempo immemorabile. La reliquia era portata dallabate del
monastero, lui stesso a cavallo. Dal 2010, lonore di portare
la reliquia, tocca al Parroco del
posto.
Insieme ai cavalieri, una
fanfara di 80 musicisti e a volte 30 mila pellegrini accompagnano il corteo.
Aprile 2013 Araldi

del Vangelo25

Una giornata
con Maria

Astorga

ella vita di tutti i giorni spesso difficile riservare


del tempo per pregare, studiare e conversare sulle bellezze della nostra Religione. Il cuore di molti fedeli risente anche della mancanza di opportunit per manifestare in modo pi intenso la sua devozione alla Madre di Dio.
Mirando a riempire questo vuoto, i coordinatori
dellApostolato dellIcona, ispirati allesperienza missionaria della Cavalleria di Maria, hanno lanciato liniziativa nota come Una giornata con Maria, consistente in un insieme di attivit destinate a far crescere la devozione alla Madonna.
Durante unintera giornata,
si succedono conferenze ammi-

nistrate da sacerdoti araldi, recitazione del rosario, imposizione di scapolari e processioni. La Santa Messa celebrata con solennit, con lo scopo che tutti vi partecipino.
Una giornata con Maria stata occasione di molte grazie. A Maring, per esempio, tre sacerdoti araldi hanno ricevuto confessioni per cinque ore e mezza,
mentre si svolgevano le attivit. In Paraguay, la Basilica
di Caacup si riempita di fedeli desiderosi di manifestare il loro amore alla Santissima Vergine. In Nicaragua, fedeli di varie parrocchie di Managua, oltre a persone venute da Len, Boaco e Tipi
Tapa, si sono riunite per manifestare il loro amore alla Madre di Dio.

Maring

Managua

26Araldi del Vangelo Aprile 2013

Caacup

Ilobasco

Esquipulas

Esquipulas

America Centrale In Guatemala, El Salvador e altre nazioni dellAmerica Centrale, le manifestazioni di amore
a Maria Santissima prendono un colorito tutto speciale. Nelle foto sopra, processioni realizzate nella Parrocchia
Madonna dei Derelitti, a Ilobasco (El Salvador) e nella Basilica del Cigno Nero a Esquipulas (Guatemala).

Brasile La Giornata con Maria realizzata nellaccogliente citt di Ita, nello Stato di San Paolo, ha richiamato
lattenzione per il numero di partecipanti e per il loro fervore. La processione ha riunito circa 850 persone (foto 1 e 4). Ci
sono stati anche momenti per la venerazione della statua (foto 2) e unanimata presentazione musicale (foto 3).
Aprile 2013 Araldi

del Vangelo27

Campos Il 2 febbraio, gli Araldi del Vangelo hanno promosso la Devozione dei Primi Sabati nella Cattedrale
Basilica del Santissimo Salvatore. La Messa stata presieduta da Don Jorge Gustavo Antonini Castellanos, EP.
Cooperatori del Nord Fluminense hanno partecipato al cerimoniale liturgico e hanno collaborato allorganizzazione.

Salvador Mons. Murilo Sebastio Krieger,


SCJ, ha celebrato, nella Casa degli Araldi, una
Messa commemorativa per il 12 anniversario
dellApprovazione Pontificia dellentit.

Nuova Friburgo Il coro degli Araldi ha partecipato


allEucaristia in omaggio al vescovo emerito, Mons. Rafael
Llano Cifuentes, in occasione del suo 80 compleanno.
28Araldi del Vangelo Aprile 2013

Joinville Il neo-eletto sindaco di Joinville, Udo Dlher,


ha visitato il centro giovanile degli Araldi del Vangelo,
il 14 febbraio, per conoscere la struttura.

Jaboato dos Guararapes Su richiesta della


comunit, Don Celio Lus Casale, EP, ha presieduto la
Messa della Festa della Madonna della Candelora.

Continuo infervoramento spirituale

n occasione delle feste di Carnevale, i Cooperatori degli Araldi del Vangelo hanno organizzato,
per il tredicesimo anno consecutivo, un ritiro spirituale
secondo il metodo consacrato da SantIgnazio nei suoi
celebri Esercizi Spirituali.
Realizzato tra i giorni 9 e 11 di febbraio nella Casa delle Suore Scalabriniane di Jundia, ha riunito
110 Cooperatori degli Stati di San Paolo, Paran e
Minas Gerais (foto sopra).

Le prediche sono state fatte da Don Jos Roberto Polimeni, EP, adattando le meditazioni proposte dal fondatore dei gesuiti alle circostanze
concrete dei partecipanti. Altri tre sacerdoti araldi sono stati a disposizione per amministrare il Sacramento della Riconciliazione e dare orientamento spirituale.
Anche altri ritiri sono stati promossi dagli Araldi
a Curitiba, Juiz de Fora (foto in basso) e altre citt.

Curitiba

Juiz de Fora

Aprile 2013 Araldi

del Vangelo29

Italia Il 2 marzo, primo sabato del mese, gli Araldi del Vangelo hanno partecipato al Pellegrinaggio
della diocesi di Venezia guidato dal Patriarca Mons. Moraglia presso il Santuario
di Santa Maria Assunta a Borbiago di Mira.

Per Il 22 febbraio, Mons. James Patrick Green, Nunzio Apostolico in Per, ha presieduto la solenne Eucaristia
in azione di grazie per il 12 anniversario dellapprovazione pontificia degli Araldi del Vangelo celebrata nella
Chiesa di San Giuseppe, a Lima.

Spagna Nella settimana dal 20 al 27 gennaio, una Missione Mariana stata realizzata nellabitato di Almedinilla,
diocesi di Cordoba, e in sei villaggi adiacenti. Pi di 400 persone hanno partecipato alla processione luminosa il
giorno 26 (foto a destra) e alla Messa di chiusura (foto a sinistra).

30Araldi del Vangelo Aprile 2013

La Statua Pellegrina visita Belize

l 5 febbraio, la Statua Pellegrina del Cuore Immacolato di Maria giunta allaeroporto di Belize City, dove un folto gruppo di fedeli laspettava per darle il
benvenuto (foto1). Durante la settimana in cui rimasta
in questo piccolo paese dellAmerica Centrale, essa ha
percorso, oltre a Belmop (foto5) e Belize City, piccoli abitati come Benque Viejo (foto6), San Ignacio, Independence, Punta Gorda, Orange Walk, Cayo San Pedro
e Dangriga, dove tutti i bambini della scuola sono usci-

ti per andare incontro alla Statua (foto2). Messe e processioni sono state organizzate in onore della Madonna,
e nel corso di questi giorni 150 coordinatori dellIcona
hanno ricevuto la caratteristica mantella arancione.
La Messa della domenica nella Cattedrale di Belize City-Belmop stata presieduta dal Vescovo Ausiliare, Mons.
Christopher John Glancy, CSV (foto4), e ha contato sulla
presenza del Vescovo Diocesano, Mons. Dorick McGowan
Wright (foto3), che ha rivolto parole di stimolo ai fedeli.

Aprile 2013 Araldi

del Vangelo31

San Damiano de Veuster

Padre e servo dei lebbrosi


Da anticamera dellinferno, lIsola di Molokai si trasform nello
scenario di una straordinaria storia di eroismo. Tutto cominci
quando sulle sue spiagge sbarc un missionario deciso a dare la
vita per le vittime della lebbra.
Suor Carmela Werner Ferreira, EP

l flagello della lebbra attravers la Storia come uno dei


simboli pi espressivi dinfelicit, desolazione e abbandono. Poche sventure sembrano aver
rappresentato, fino ai nostri giorni, un
picco di disgrazia come quello provocato da questa infermit che i referti medici di tutti i tempi e luoghi registrano con descrizioni drammatiche,
difficili da esser concepite anche dalle immaginazioni pi fervide.
Preceduta da un lungo e silenzioso periodo di incubazione, la lebbra
si manifesta solo quando ormai un
male stabilito, attraverso alcuni indizi preconizzanti i tormenti che si avvicinano: insensibilit della pelle alla temperatura e al dolore provocato
da contusioni, oltre a macchie sparse per il corpo. A poco a poco essa
avanza: le macchie si trasformano in
ulcere purulente, le membra colpite
si tumefanno e possono alla fine cadere, tutto il corpo diventa una piaga dallodore nauseabondo. Nello
stadio pi avanzato, attacca i nervi o
qualche organo vitale, debilitando le
vittime fino a portarle alla morte.
Per millenni, questa malattia
ha colpito rappresentanti di tutte
le classi sociali e ha mietuto eleva32Araldi del Vangelo Aprile 2013

te percentuali di popolazioni, senza la minima prospettiva di cura. La


scoperta di trattamenti efficaci, che
hanno contrastato i suoi effetti e
hanno portato a soluzioni effettive,
avvenuta soltanto nel XX secolo.

LIsola Maledetta
Fortemente colpito dalla malattia, lArcipelago delle Hawaii ha assistito ad episodi crudeli nel corso
della seconda met del XIX secolo.
La lebbra vi ha raggiunto una proliferazione allarmante, poich molti nativi polinesiani non erano resistenti al batterio. Attonito di fronte
a un male crescente che sfuggiva alla
sua capacit di coartazione, il governo non trov altro rimedio se non
segregare i malati in un luogo isolato, volendo evitare il contagio. Il nome dellisola scelta a tale scopo, oggi celebre per i fatti che ora narreremo, rest nota al mondo intero come sinonimo di tragedia: Molokai.
Nellanno 1866 le autorit hawaiane cominciarono a deportare i
lebbrosi nella penisola di Kalaupapa, localizzata a nord di Molokai. In
questangolo di privilegiata bellezza
naturale, isolato dal resto dellisola
da rupi invalicabili, furono stabiliti i

villaggi di Kalawao e Kalaupapa, che


cominciarono a ricevere un numero
sempre maggiore di lebbrosi provenienti da tutto lArcipelago. Nel giro
di alcuni anni essi sarebbero diventati ottocento, arrivando a superare il
migliaio in alcune epoche.
Il racconto di quello che vi successe da allora corrisponde pi alla descrizione di un incubo che a quello
della vita in unisola paradisiaca. Ecco comunque la rigorosa verit storica: dopo una cattura traumatica, nella quale con frequenza si faceva uso
della forza per vincere il disaccordo
dei malati e delle loro famiglie, essi
erano fatti sbarcare nella colonia, dove vivevano nella pi completa privazione materiale e spirituale.
Le forniture si esaurivano nel
giro di poche ore, i moribondi agonizzavano allaria aperta, i cadaveri rimanevano insepolti. Non cera nemmeno una parvenza di ordine pubblico; era uno spettacolo di
dissolutezza e licenziosit incredibili, rappresentato al suono ininterrotto e ignorato dei rantoli dei moribondi.1 I nuovi venuti erano ricevuti dagli antichi abitanti che si affrettavano a fare loro una sinistra comunicazione: Aole kanawai ma k
eia

Una sentenza di martirio

a diventare uno di voi, al fine di


vivere e morire qui.4

Archivio della Congregazione dei Sacri Cuori

wahi Non esiste legge in questo luogo.2 Tutti i tentativi di intervento governativo che, peraltro, furono irrisori fallirono di fronte allenormit dei problemi di quegli uomini debilitati, immersi in un misto di rivolta,
disperazione e odio.

La Santa Chiesa Cattolica, nella persona del Vescovo


Mons. Luis Maigret, osservava con dolore questa realt cos contraria allo spirito del Vangelo, chiedendosi cosa fare per
invertire il quadro. Lesistenza
di tante pecorelle smarrite lo indusse a convocare alcuni sacerdoti delle Hawaii ai quali espose la questione di Molokai. Dopo aver chiarito che non avrebbe richiesto a nessuno di loro il
sacrificio di rinchiudersi in quel
posto, mostr loro quanto il bene di quelle anime abbandonate reclamasse unassistenza religiosa. Con sorpresa da parte sua,
si presentarono volontariamente
quattro preti per la terribile missione, tra i quali un belga di nome Damiano de Veuster.
Questo missionario di 33 anni
era, senza ombra di dubbio, il pi indicato per questo compito. Era nato nel villaggio fiammingo di Tremelo, figlio di contadini ferventi che offrirono quattro dei loro otto figli al
servizio della Chiesa. Giuseppe, lultimogenito, aveva scelto il nome di
Damiano quando era entrato nella Congregazione dei Sacri Cuori.
La sua decisione di seguire la chiamata di Dio aveva lasciato una punta di scontentezza nel padre, che vedeva in lui il suo successore negli affari familiari, poich era un giovane abile e intelligente come quattro
messi insieme.3
Fedele allappello della grazia,
entr nel noviziato, fece gli studi
ecclesiastici e part a 25 anni per le

Brilla una nuova speranza

Quando si offr come volontario per


Molokai, aveva ormai otto anni di
esperienza evangelizzatrice
San Damiano a 33 anni, allepoca in cui
part per Molokai

Hawaii, dove fu ordinato presbitero.


Quando si offr come volontario per
Molokai, aveva ormai otto anni di
feconda e proficua esperienza evangelizzatrice tra i nativi.
Mons. Maigret accett la sua offerta senza esprimere un pensiero
inevitabile: questa decisione equivaleva a una sentenza di martirio. Ancor pi ammirato verso quel missionario di cui conosceva lintrepidezza, volle accompagnarlo personalmente allIsola Maledetta, dove giunsero il 10 maggio 1873. L lo
zelante prelato seppe trovare parole adeguate per trasmettere ai lebbrosi, nella lingua nativa, la notizia
che avrebbe trasformato le loro vite: Finora, figli miei, siete stati abbandonati e senza alcun aiuto. Ma
non sar pi cos; vi ho portato qualcuno che sar come un padre, uno
che vi ama tanto che, per il benessere di tutti e per la salvezza delle vostre anime immortali, non ha esitato

Inizi cos unavventura come poche volte si scritto, basata sul coraggio di un uomo che
ha saputo affrontare la sofferenza moltiplicata dalla sofferenza.
Il suo primo atto nellisola fu
di celebrare la Messa in una piccola cappella incompiuta. Due
lebbrosi si approssimarono con
timidezza, assistettero al Santo Sacrificio e gli chiesero in seguito di assistere un moribondo,
che fin per spirare poco dopo
tra le braccia del sacerdote.
Con lanima dilacerata di
fronte a tanta miseria, padre
Damiano si rese subito conto di
quanto avesse da fare: in primo
luogo amministrare i Sacramenti, ma anche, allo stesso tempo,
supplire alla mancanza di acqua,
di alimenti, di medicine e persino di cimitero. Dovette risolvere
un problema ancora pi grave: lapatia dei lebbrosi, che avevano perso la volont di vivere.
Pi ancora di questa rinascita
materiale, quello che la presenza di
padre Damiano oper nellinferno
di Molokai fu la resurrezione morale.5 Il Santo stesso spiega il segreto
di questo risultato: Bont per tutti, carit per i bisognosi, mano amica per i sofferenti e moribondi, tutto questo sommato a una solida formazione religiosa ai miei ascoltatori: questi sono stati i miei unici mezzi per introdurre costumi morali tra
i lebbrosi.6

Quello che mi mantiene qui


Dio e la salvezza delle anime
Se vogliamo scoprire la fonte del
suo coraggio per portare avanti questa impresa umanamente impraticabile, dovremo riconoscere che il suo
straordinario amore per il prossimo
lo muoveva ad agire cos e gli dava
Aprile 2013 Araldi

del Vangelo33

William Brigham

la forza per sopportare i patimenti


che ne derivavano. Ora, questamore si dirigeva a Dio in primo luogo,
poich, come insegna San Tommaso dAquino, lamore del prossimo
non meritorio se non amandolo a
causa di Dio.7 In un passo precedente, aveva spiegato il Dottor Angelico: La ragione di amare il prossimo Dio; poich quello che dobbiamo amare nel prossimo che egli
sia unito a Dio. , pertanto, chiaro che latto col quale Dio amato,
della stessa specie di quello per il
quale si ama il prossimo.8
In uno dei suoi scritti, San Damiano rivela questa impostazione interiore, commentando il desiderio che aveva di salvare gli infermi: Il loro aspetto orribile, ma
hanno unanima riscattata dal prezzo delladorabile Sangue del nostro
Divino Redentore. Anche Lui, nella
sua divina carit, consol i lebbrosi.
Se non posso guarirli come Lui, almeno posso consolarli e, per il santo ministero che nella sua bont mi
ha affidato, spero che molti di loro,
purificati dalla lebbra dellanima, si
presenteranno davanti al suo Tribunale in modo da poter entrare nella
comunit dei Beati.9
innegabile che vivere solitario
in quel luogo di tormenti gli pesa-

va molto, come lui stesso riconobbe:


Anche se mi offrissero tutti i tesori
della Terra, non rimarrei cinque minuti di pi in questisola. Quello che
mi mantiene qui soltanto Dio e la
salvezza delle anime.10 La virt prevaleva sulle inclinazioni della natura, con effetti che potevano esser notati anche nel suo modo di trattare i
malati. Commoventi sono le parole
di un lebbroso, pronunciate in un improvvisato discorso di ringraziamento al Vescovo, per aver loro inviato il
missionario: Egli ci riempie di cure
e affetto. lui che costruisce le nostre case, e quando uno di noi si ammala, ci d t, biscotti e zucchero, e ai
poveri degli indumenti.11

Una colonia totalmente rinnovata


Con il passare del tempo, lattivit apostolica di questo instancabile
uomo di Dio a Molokai ottenne risultati che suscitarono ammirazione
nel mondo intero. Si occup praticamente da solo di 3.137 lebbrosi, dei
quali 2.312 morirono e furono seppelliti da lui. Prima di ricevere qualsiasi aiuto, costru 300 capanne e fece duemila bare con le proprie mani.
Trascorsi 11 anni di attivit, la colonia era totalmente rinnovata.
Durante tutto questo tempo, il
Santo manteneva la sua attenzione

totalmente rivolta alle necessit dei


suoi cari malati, e, come andava acquistando esperienza nellaccompagnamento della malattia, sembrava
intravvedere larrivo di medicine efficaci per combatterla. Padre Damiano non si era scoraggiato quanto
alla scoperta della cura della lebbra.
Ma, per quanto ne so, non stata ancora trovata, disse. Chiss se,
con linstancabile perseveranza dei
medici, questo succeder in un prossimo futuro.12
Infatti, meno di 50 anni dopo la
sua morte la scienza trov i mezzi per fermare lazione del bacillo
Mycobacterium lepr, scoperto dal
norvegese Gerhard Hansen, gi al
tempo di Damiano.
Qualcosa, tuttavia, era prevedibile. Sebbene tutti gli abitanti dellIsola Maledetta cercassero di allontanare tale pensiero, presto o tardi il
missionario sarebbe stato anche lui
attaccato dalla malattia.

Noi, i lebbrosi

Un giorno, lasciando cadere accidentalmente una teiera di acqua


bollente vicino ai piedi, non sent alcun dolore... Era il segnale inequivocabile che aveva contratto la lebbra!
Nellomelia della domenica seguente, cos si rivolse ai fedeli per
dar loro la notizia: La
nostra vera patria il
Cielo, dove noi, lebbrosi, siamo certi di
andare molto presto
[]. L non ci sar pi
n lebbra n bruttezza, e saremo trasfigurati.13 La temuta malattia, che in chiunque
altro avrebbe causato afflizione e forse disperazione, in questo
ministro di Dio oper
una profonda trasforEgli ci riempie di cure e affetto, costruisce le nostre case, quando uno di noi si ammala,
mazione. Senza traci d t, biscotti e zucchero
scurare le sue attiviNel 1888, un anno prima della sua morte, accompagnato da 64 bambini che abitavano nella colonia
t, rispose ai progressi

34Araldi del Vangelo Aprile 2013

William Brigham / Hawaii State Archives

della lebbra con un maggiore approfondimento spirituale.14


Per cinque anni cammin verso il suo calvario, con dolcezza
e mansuetudine, solo implorando Dio che non lo lasciasse morire prima che fosse assicurata la
continuit dellassistenza ai lebbrosi. La sua preghiera fu ascoltata: Come in un racconto di fate, gli ultimi giorni di Damiano
silluminarono improvvisamente.
Le nubi della disperazione e della solitudine, che da secoli pesavano sulla lebbra, cominciarono a
dissiparsi e il mondo finalmente
si accorgeva dellesistenza e delle
necessit dei lebbrosi. Era come
se tutti i sogni di questo sacerdote solitario avessero ricevuto una
conferma esplicita da parte della Provvidenza: insieme a coloro
Per cinque anni cammin con dolcezza e
mansuetudine verso il suo calvario
che avrebbero dovuto succedergli, cominciarono ad arrivare anSan Damiano nel 1888, un anno prima
che donazioni e messaggi di solidella sua morte
dariet da tutto il mondo.15
Allalba del 15 aprile del 1889, lu- presso il suo adorato Salvatore, e saned della Settimana Santa, egli re- rebbe stato ad aspettarli in Cielo.
se serenamente la sua anima a Dio.
La donazione di s portata a
Sconsolati, i lebbrosi vennero a inun limite inimmaginabile
tonare i loro canti e ad accomiatarsi da questo sacerdote tanto amato,
Il caso di San Damiano non unial quale tanto dovevano. Allo stes- co, poich non mancano nella Chieso tempo, regnava una grande pace sa martiri della carit mossi da dinelle esequie, poich tutti sapevano sposizioni cos encomiabili quanto
che Kamiano era andato, come ave- quelle sue. Comunque sia, il numero
va desiderato, a passare la Pasqua di avversit che, insieme al dramma

FARROW, John. Damio, o


leproso. So Paulo: Quadrante, 1995, p.82.

CLIFFORD, Edward. Father


Damien and others. London: Church Army, [s.d.],
p.30-31.

GONZALEZ CHAVES, Alberto Jos. Beato Damian


Jos de Veuster. In: ECHEVERRIA, Lamberto de;
LLORCA, Bernardino; REPETTO BETES, Jos Luis (Org.). Ao Cristiano. Ma-

drid: BAC, 2003, vol.IV,


p.312.
4

FARROW, op. cit., p.92.

DANIEL-ROPS, Henri. A
Igreja das Revolues. Um
combate por Deus. So Paulo: Quadrante, 2006, vol.IX,
p.512.

CLIFFORD, op. cit., p.29.

SAN TOMMASO DAQUINO. Somma Teologica. II-II,


q.27, a.8.

Idem, q.25, a.1.

della lebbra, ricaddero sulle sue


spalle come una croce di proporzioni smisurate, suscita una stima
tutta speciale.
Portare la donazione di se
stesso a questo limite inimmaginabile, mosso soltanto dallamore per Cristo e per le anime, conferma la sincerit del suo desiderio di servire Dio e la Santa Chiesa e risveglia negli altri, anche nei
non cattolici, sentimenti dintensa ammirazione. Un pastore anglicano, inviando una voluminosa
donazione da lui raccolta per le
necessit dei lebbrosi di Molokai,
gli scrisse: Il suo esempio pi
efficace per ottenere conversioni
alla sua Chiesa di tutte le prediche che ho udito in vita mia.16
Nel 2009 Papa Benedetto
XVI ha iscritto il suo nome nel
Catalogo dei Santi. Questa canonizzazione stata motivo di
contentezza per quanti un giorno hanno preso contatto con la
sua storia e aspettavano che gli fosse data questa corona. Anche se
non siamo stati chiamati a prenderci cura delle vittime della lebbra, il suo esempio anima ognuno a
essere pi generoso nel compimento della propria vocazione, a comprendere che a Dio dobbiamo dare tutto, assolutamente tutto, e dopo aver dato tutto, ancora dobbiamo dare la nostra stessa vita.17

SAN DAMIANO DE VEUSTER, apud GONZLEZ


CHAVES, op. cit., p.316.

10

Idem, p.319.

11

FARROW, op. cit., pag.135.

12

CLIFFORD, op. cit., pag.30.

13

SAN DAMIANO DE VEUSTER, apud GONZLEZ


CHAVES, op. cit., p.321.

14

DELVILLE, Jean-Pierre. Damiano De Veuster.


In: LEONARDI, Claudio;
RICCARDI, Andrea; ZAR-

RI, Gabriella (Dir.). Il grande libro dei santi. Dizionario


Enciclopedico. Torino: San
Paolo, 1998, vol.I, p.514.
15

FARROW, op. cit.,


pagg.173-174.

16

GONZLEZ CHAVES, op.


cit., p.322.

17

CORRA DE OLIVEIRA, Plinio. Via-Sacra. IX


Estao. 2.ed. So Paulo:
Copypress, 2006, p.34.

Aprile 2013 Araldi

del Vangelo35

Intervista con Don Salvador Aguilera Lpez

Il Rito Ispano-mozarabico
Tra la ricca diversit di cerimonie con cui la Chiesa celebra
il Mistero Pasquale, spicca questo venerabile e antichissimo
Rito che ancor oggi si mantiene con vitalit nellArcidiocesi
di Toledo.
Don Carlos Roberto Tonelli, EP

ed evidenziare che in essa si sono distinte molto tre sedi metropolitane:


Toledo, Tarragona e Siviglia. Se fosse necessario indicare un momento storico concreto, segnaleremmo
lanno 589, nel quale si realizz il III
Concilio di Toledo, anno della conversione ufficiale del regno dei visigoti alla Fede cattolica. Segu unepoca di splendore il, cui apice fu il
VII secolo, nel quale questa Liturgia
era celebrata anche nella Gallia narbonese e nei Pirenei orientali.

Quando gli arabi, nellanno 711,


invasero la Penisola, i cristiani si videro obbligati a fuggire per preservare le loro vite. Altri, tuttavia, rimasero l, celebrando occultamente la loro Fede. Da questi deriva il termine
mozarabico: essi vivevano tra gli arabi,
avendo molti di loro ricevuto la palma del martirio.
Quelli che emigrarono, por-

ric Salas

l 7 gennaio, don Salvador


Aguilera Lpez, sacerdote
dellArcidiocesi di Toledo,
ha presieduto nella Casa degli Araldi di Camarenilla, in Spagna,
una Celebrazione Eucaristica molto
particolare. Essa non ha seguito labituale Rito Latino, ma uno dei pi antichi e oggi meno conosciuti: lIspanoMozarabico.
Per meglio apprezzare questa reliquia viva delle origini della Chiesa
ispanica, ricca di simbolismo e storia,
entriamo in contatto con lo stesso don
Aguilera che ci invia da Roma, dove
si trova attualmente per completare i
suoi studi nel Pontificio Istituto Orientale, le risposte riprodotte a seguire.
Qual lorigine del
Rito Ispanico-Mozarabico?
Fin dallepoca apostolica, le chiese locali hanno voluto realizzare il
mandato di Ges nellUltima Cena: Fate questo in memoria di Me
(Lc 22, 19). Per questo, sebbene tutte le liturgie siano uguali nella parte
essenziale, differiscono in alcuni elementi secondari, che sono frutto della cultura, della storia e del temperamento di ogni Chiesa particolare.
Possiamo dire che la formazione
della nostra Liturgia stata lenta,

36Araldi del Vangelo Aprile 2013

Don Salvador Aguilera Lpez ha presieduto la Messa celebrata secondo


il Rito Ispano-Mozarabico nella Casa degli Araldi a Camarenilla

Fernando Redondo

La proclamazione del
Credo e il Padre Nostro. Il
Rito della Comunione comincia con la recitazione
del Credo, la cui formulazione appartiene al I Concilio di Costantinopoli. Il Rito Ispanico sar il primo rito occidentale a introdurre
nella Celebrazione Eucaristica il Simbolo della Fede.
Si fa questo da quando cos
stato ordinato dal Canone
n 2 del III Concilio di Toledo (589), con la finalit che
riceva Cristo solo chi ha professato la Fede Cattolica. Il
Padre Nostro ha una struttura particolare; comincia con
uninvocazione alla quale seguono
sette petizioni, e ad ognuna di esse il
popolo risponde amen.
La Spartizione del Pane.
NellUltima Cena, Ges prese il pane e lo spezz, proprio come ci attestano i Vangeli, essendo cos uno
degli elementi essenziali dellEucaristia. In questa venerabile Liturgia,
la Spartizione si converte in un momento epifanico nel quale, andando a spartire il Corpo di Cristo e collocandoLo nella patena a forma di
croce, andiamo a evocare i misteri
della sua opera salvifica proprio come li troviamo nel Credo: Incarnazione, Nascita, Circoncisione, Apparizione, Passione, Morte, Resurrezione, Gloria e Regno. Inizialmente
erano sette, come i sette sigilli di cui
ci parla lApocalisse. Pi tardi, tuttavia, se ne aggiunsero altri due, aumentando le feste dellAnno Liturgico: Circoncisione e Apparizione.
La Benedizione prima di comunicare. Potremmo dire che non c
maggior benedizione che ricevere il
Corpo e il Sangue di Cristo. Per questo motivo si d la benedizione prima
della Comunione, come ordina il IV
Concilio di Toledo (633). Essa non
ha, pertanto, il carattere di commiato
che ha nel Rito Romano.

Mons. Braulio Rodrguez Plaza, mentre celebra la Messa secondo il Rito


Ispano-Mozarabico allaltare maggiore della Cattedrale di Toledo, 23/1/2013

tarono con s i libri liturgici e le reliquie. Cos, per esempio, i resti mortali di SantIsidoro di Siviglia si trovano a Len e quelli di SantIldefonso di
Toledo, a Zamora. Anni pi tardi, per, su ordine del re Alfonso il Casto, si
sarebbe restaurata nelle Asturie, baluardo della resistenza a questa occupazione, la liturgia palatina tale come
era celebrata a Toledo.Nell XI secolo
un altro fatto di rilievo della storia di
questo Rito. Papa San Gregorio VII
ottenne dal re Alfonso VI la convocazione di un concilio a Burgos (1080), il
quale decret labolizione del Rito nei
regni di Castiglia e Len,e istituendo
il Rito Romano. I cristiani mozarabici,
che avevano aiutato il re Alfonso VI
nella riconquista della citt di Toledo
(1085), ricevettero, come riconoscimento dei loro meriti, lautorizzazione a continuare a celebrare la propria
Liturgia, e cos lo fecero nelle sei parrocchie mozarabiche della citt.
Come sopravvisse fino
ai nostri giorni?
Nella storia della sopravvivenza del Rito Mozarabico si devono
segnalare i nomi di tre Arcivescovi di Toledo, Cardinali della Santa Chiesa: Cisneros, Lorenzana e
Gonzlez. Il Cardinale Cisneros

istitu la Cappella Mozarabica nella Cattedrale Primate, per assicurare cos la celebrazione della Santa Messa e dellUfficio secondo questa antichissima Liturgia; ordin anche ledizione stampata del Messale (1500) e del Breviario (1502). Il
Cardinale Lorenzana si incaric della riedizione di questi libri liturgici,
il Breviario nel 1775 e il Messale nel
1804. Infine il Cardinale Marcelo
Gonzlez Martin port a termine la
riforma del Rito secondo le direttive della Costituzione Sacrosanctum
Concilium, del Concilio Vaticano II.
Chi volesse partecipare a una Celebrazione Eucaristica in questo venerando Rito, pu farlo nella cappella mozarabica del Corpus Domini, della Cattedrale di Toledo. Allaltare maggiore di questa cattedrale, lArcivescovo celebra secondo
questo Rito in tre occasioni speciali: il 18 dicembre, nella Solennit di
SantIldefonso, il 28 gennaio e nella
Solennit del Corpus Domini.
Potrebbe evidenziare alcune
delle sue caratteristiche
pi salienti?
Per essere conciso, io sottolineerei tre elementi che appartengono al
Rito della Comunione:

Aprile 2013 Araldi

del Vangelo37

La parola dei Pastori

Strappate i cuori!
Nel suo ultimo messaggio quaresimale da Arcivescovo di
Buenos Aires, Papa Francesco ci invita a convertire i cuori alla
stessa santit di Dio.
Cardinale Jorge Mario Bergoglio, SJ

Arcivescovo di Buenos Aires

i abituiamo poco a poco ad


ascoltare e a vedere, attraverso i mezzi di comunicazione, la cronaca nera della societ contemporanea, presentata
con tripudio quasi perverso, e ci abituiamo anche a toccarla e sentirla intorno a noi e nella nostra stessa carne.
Il dramma nella strada, nel
quartiere, a casa nostra e perch no? nel nostro cuore. Conviviamo con la violenza che uccide,
che distrugge famiglie, attizza guerre e conflitti in tanti paesi del mondo. Conviviamo con linvidia, lodio,
la calunnia, la mondanit nel nostro
cuore. La sofferenza degli innocenti
e dei pacifici non smette di schiaffeggiarci; non lungi da noi il disprezzo dei diritti degli individui e dei popoli pi deboli; limpero del denaro
con i suoi demoniaci effetti come
la droga, la corruzione, il traffico di
persone, anche di bambini, insieme
alla miseria materiale e morale
moneta corrente. Si uniscono a questa sinfonia anche la distruzione del
lavoro degno, le dolorose emigrazioni e la mancanza di futuro.

Possiamo fare qualcosa


di fronte a questa situazione?
Non restano fuori da questo
grande panorama nemmeno i no38Araldi del Vangelo Aprile 2013

stri errori e peccati come Chiesa. Gli


egoismi pi particolari giustificati, e
non per questo minori, la mancanza di valori etici in una societ, che
getta metastasi nelle famiglie, nella convivenza dei quartieri, abitati e
citt, ci parlano della nostra limitatezza, della nostra debolezza e della nostra incapacit di poter trasformare questa innumerevole lista di
realt distruttrici.
Linganno dellimpotenza ci induce a pensare: Ha senso cercare
di cambiare tutto questo? Di fronte a tale situazione, possiamo fare
qualcosa? Vale la pena tentare, se
il mondo prosegue la sua danza carnevalesca, mascherando tutto in un
momento? Tuttavia, quando cade la
maschera, appare la verit e sebbene a molti sembri anacronistico
dirlo riappare il peccato che ferisce la nostra carne con tutta la sua
forza distruttiva, storcendo i destini
del mondo e della Storia.

Invitati a intraprendere un
cammino pasquale verso la Vita
La Quaresima si presenta a noi come grido di verit e di sicura speranza che viene a risponderci che s, che
possibile non truccarci e inscenare
sorrisi finti di plastica, come se nulla
accadesse. S, possibile che tutto sia

nuovo e differente, perch Dio continua a essere ricco di bont e misericordia, sempre disposto a perdonare e ci anima a ricominciare ripetute
volte. Oggi siamo nuovamente invitati a intraprendere un cammino pasquale verso la Vita, cammino che include la croce e la rinuncia, che sar
scomodo, ma non sterile. Siamo invitati a riconoscere che qualcosa non
va bene in noi stessi, nella societ o
nella Chiesa, a cambiare, a fare un
guizzo, a convertirci.
In questo giorno, sono forti e ci
sfidano le parole del profeta Gioele:
Strappate il vostro cuore, non le vesti, convertendovi al Signore vostro
Dio. Sono un invito a tutto il popolo, nessuno escluso.
Strappate il cuore, non le vesti di
una penitenza artificiale senza garanzie di futuro.
Strappate il cuore, non le vesti
di un digiuno formale e di una mera cortesia che continua a mantenerci soddisfatti.
Strappate il cuore, non le vesti di
una preghiera superficiale ed egoista
che non raggiunge le viscere della stessa vita per lasciarla toccare da Dio.
Strappate i cuori per dire con il
Salmista: Pecchiamo. La ferita dellanima il peccato: O povero
ferito, riconosci il tuo Medico! Mo-

LOsservatore Romano

Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio


riceve il berretto cardinalizio dalle
mani del Beato Giovanni Paolo II il
21/2/2001

straGli le piaghe delle tue colpe. E


siccome a Lui non sono occulti i nostri segreti pensieri, faGli sentire il
gemito del tuo cuore. MuoviLo a
compassione con le tue lacrime, la
tua insistenza: importunaLo! Che
Egli ascolti i tuoi sospiri, che il tuo
dolore arrivi a Lui in modo che possa, alla fine, dirti: il Signore ha perdonato il tuo peccato (San Gregorio Magno). questa la realt della nostra condizione umana. Questa la verit che pu approssimarci allautentica riconciliazione... con
Dio e con gli uomini. Non si tratta
di togliere valore allautostima, ma
di penetrare nel pi profondo del
nostro cuore e prendere nella debita
considerazione il mistero della sofferenza e il dolore che ci lega da secoli, migliaia di anni... da sempre.
Strappate i cuori per poterci
guardare, attraverso questa crepa,
davvero.
Strappate i cuori, aprite i vostri
cuori, perch solamente in un cuore
strappato e aperto pu entrare lamore misericordioso del Padre che
ci ama e ci cura.
Strappate i cuori, dice il profeta, e Paolo ci chiede quasi in ginocchio: Lasciatevi riconciliare con
Dio. Cambiare la maniera di vivere il segno e il frutto di questo cuo-

re smarrito e riconciliato da un amore che ci domina.


questo linvito, a fronte di tante
ferite che ci pregiudicano e possono
portarci alla tentazione di indurirci:
Strappate i cuori per sperimentare
nella preghiera silenziosa e serena la
soavit della tenerezza di Dio.
Strappate i cuori per sentire questa eco di tante vite traviate, e che
lindifferenza non ci lasci inerti.
Strappate i cuori per poter amare con lamore con il quale siamo
amati, consolare con la consolazione
con la quale siamo consolati e condividere quello che riceviamo.
Questo tempo liturgico che oggi la
Chiesa inizia non soltanto per noi,
ma anche per la trasformazione della nostra famiglia, della nostra comunit, della nostra Chiesa, della nostra
patria, del mondo intero. Sono quaranta giorni per convertirci alla stessa santit di Dio, trasformarci in collaboratori che ricevono la grazia e la
possibilit di ricostruire la vita umana affinch ogni uomo sperimenti la
salvezza che Cristo ci ha conquistato
con la sua Morte e Resurrezione.

Un gesto efficace che


allevi il dolore
Insieme alla preghiera e alla penitenza, come segno della nostra fe-

de nella forza della Pasqua che tutto


trasforma, disponiamoci anche a iniziare, come negli anni scorsi, il nostro Gesto quaresimale solidale.
Come Chiesa a Buenos Aires che
avanza verso la Pasqua e crede che
il Regno di Dio sia possibile, abbiamo bisogno che, dai nostri cuori dilacerati dal desiderio di conversione
e dallamore, sbocci la grazia e fiorisca il gesto efficace che allevi il dolore di tanti fratelli che camminano
con noi. Nessun atto di virt pu
esser grande se da esso non decorre
anche giovamento per gli altri... Cos, infatti, per quanto tu passi il giorno nel digiuno, per quanto tu dorma
sul suolo duro e mangi cenere, e sospiri senza sosta, nulla fai di grande se non fai il bene agli altri (San
Giovanni Crisostomo).
QuestAnno della Fede che percorriamo anche loccasione data da Dio per crescere e maturare
nellincontro con il Signore che Si fa
visibile nel volto sofferente di tanti bambini senza futuro, nelle mani
tremanti degli anziani abbandonati
e nelle ginocchia vacillanti di tante
famiglie che continuano ad affrontare la vita senza incontrare chi le sostenga.
Vi auguro una santa Quaresima,
penitenziale e feconda Quaresima, e
vi chiedo, per favore, di pregare per
me. Che Ges vi benedica e la Santa
Vergine vi custodisca.
(Messaggio quaresimale,
10/2/2013 Traduzione:
Araldi del Vangelo)
Aprile 2013 Araldi

del Vangelo39

Giovani cattolici di Hong Kong


preparano il viaggio per la GMG
Il seminario della diocesi di Hong
Kong, Kung Kao Po, ha annunciato che, in occasione delle feste del
nuovo anno lunare in Cina, iniziato
il 10 febbraio, gli studenti di diverse
scuole cattoliche della citt si sono
dedicati a raccogliere fondi per sostenere i giovani cinesi desiderosi di
partecipare alla Giornata Mondiale
della Giovent, a Rio de Janeiro.
Liniziativa partita da un gruppo giovanile della Parrocchia di San
Giuda, e uno dei volontari ha spiegato quello che questo lavoro ha significato: Durante i preparativi e lesecuzione del lavoro, abbiamo costatato una stretta collaborazione con i
compagni di classe. Abbiamo capito
soprattutto lo sforzo e il sacrificio che
questo rappresenta per i nostri padri
e per le nostre madri, che devono affrontare gli attuali costi della vita.

Londra, 675 adulti saranno


battezzati a Pasqua
Seguendo le norme del Rito dIniziazione Cristiana per Adulti
(RCIA), il 16 e 17 febbraio, 675 persone di 115 parrocchie della Diocesi
di Westminster, in Inghilterra, hanno assunto pubblicamente limpegno
di entrare in piena comunione con la
Chiesa Cattolica, attraverso il Rito
di Elezione. La cerimonia, realizzata
nella Cattedrale, stata presieduta
dai Vescovi ausiliari Mons. Alan Hopes, Mons. John Arnold, Mons. John
Sherrington e dal canonico Paschal
Ryan, Vicario Episcopale.
40Araldi del Vangelo Aprile 2013

Durante la cerimonia, Mons. Hopes ha spiegato: Oggi voi siete eletti, chiamati alla salvezza. Siamo
chiamati a volgerci al Signore, siamo
chiamati alla santit. Siamo chiamati a essere santi.
Il RCIA un processo che dura dai nove mesi a un anno, o anche pi, poich si adatta alle necessit di ogni persona. In questa Pasqua,
340 adulti riceveranno il Battesimo
nellArcidiocesi e 335 il Sacramento
della Cresima.

omaggio alla misericordia divina e


rappresenta un programma di vita
del Papa argentino.
Daltra parte, il 17 marzo, alla fine
dellAngelus domenicale, Papa Francesco ha inviato il suo primo messaggio attraverso laccount @pontifex di
Twitter, disattivato temporaneamente durante la sede vacante. Cari amici, vi ringrazio di tutto cuore e chiedo
che continuate a pregare per me. Papa Francesco. Questo il testo del
primo tweet, diffuso in nove lingue a 3
milioni e 400 mila sostenitori.

Donato terreno per la


Cattedrale di Manama

Stemma e motto di
Papa Francesco
Il Servizio Stampa del Vaticano
ha presentato il 18 marzo lo stemma e il motto del nuovo Pontefice,
che mantiene gli stessi simboli usati
da Papa Francesco quandera Cardinale e Arcivescovo di Buenos Aires.
Esso si compone di uno scudo azzurro accompagnato dai simboli della dignit pontificia: mitra tra chiavi
doro e argento incrociate, unite da
un cordone rosso. Allinterno dello scudo si trovano il monogramma
IHS, adottato da SantIgnazio di Loyola come emblema della Compagnia di Ges, insieme a una stella e
un fiore di nardo, che simbolizzano,
rispettivamente, la Madonna e San
Giuseppe, il patrono della Chiesa.
Il motto Miserando atque eligendo
evoca un passo del Vangelo secondo
San Matteo: lo guard con misericordia e lo scelse. Questa espressione, tratta da unomelia di San Beda, il Venerabile, corrisponde a un

Il re del Bahrein, Hamadbin Issa


al-Khalifa, ha reso effettiva nel giorno della Madonna di Lourdes, l11
febbraio, la donazione di un terreno
per la costruzione della Cattedrale
della Madonna dellArabia a Manama, capitale di questo piccolo regno
situato sulla costa occidentale del
Golfo Persico. La donazione del terreno, di 9 mila metri quadrati, stata
fatta a Mons. Camillo Ballin, MCCJ,
Vicario Apostolico dellArabia del
Nord, tramite il ministro Shaykh
Ahmed Bin Ateytallahal-Khalifa.

Centanni sotto il patrocinio


della Madonna
L8 febbraio 2013 si compiuto il
centenario della proclamazione della Santissima Vergine del Pilar come
patrona della Guardia Civile Spagnola, uno dei pi antichi corpi di sicurezza della Spagna.
LAnno Giubilare iniziato nel
febbraio 2012 con la concessione di
una Benedizione Papale accompagnata da indulgenza plenaria ed
stato caratterizzato da diverse iniziative, tra le quali la creazione di
una medaglia commemorativa. In
questo periodo, la Vergine del Pilar
ha ricevuto anche la Gran Cruz de la
Orden del Mrito de la Guardia Civil (Gran Croce dellOrdine del Merito della Guardia Civile) la pi alta

Rosario e adorazione eucaristica


presso la Cattedra di Pietro

ha obbligato i responsabili della Basilica a limitare laccesso. La Radio Vaticana ha intervistato molti di loro, i
quali hanno manifestato con dichiarazioni come queste,
il loro desiderio di contribuire con la loro preghiera al futuro Conclave: In questo momento, dobbiamo invocare lo Spirito Santo, perch illumini i Cardinali, affinch
il Papa sia secondo il cuore di Cristo, tale come gi lo abbiamo avuto. Penso che la preghiera sia la cosa pi importante da farsi in questi giorni, quello di cui la Chiesa
ha bisogno. Il nuovo Papa avr bisogno di preghiera....
Mi sembra opportuno che i Cardinali e i fedeli si raccolgano in preghiera in vista del Conclave. [Sono qui] per
manifestare in questo modo ancor pi lunione che vogliamo avere con la Chiesa, con i Cardinali....

LOsservatore Romano

l fine di chiedere lassistenza dello Spirito Santo


nellelezione del nuovo Pontefice, il collegio cardinalizio si riunito il 6 marzo davanti allaltare di San Pietro
per una cerimonia liturgica che consistita nella recitazione del Rosario, seguita dallesposizione del Santissimo Sacramento, durante la quale sono stati pregati i Vespri. La
Benedizione Eucaristica, amministrata dallArciprete della Basilica Vaticana, Cardinale Angelo Comastri, ha concluso levento, durante il quale sono risuonate le belle melodie di canti eucaristici come Iesu, dulcis memoria e il Tantum ergo. I Vespri sono stati conclusi con lantifona mariana
Ave, Regina Clorum.
Nonostante il vento e la pioggia, lenorme quantit di
fedeli e religiosi desiderosi di partecipare alle orazioni,

Due momenti della cerimonia liturgica del 6 marzo nellaltare della Cattedra di Pietro

onorificenza conferita dal Governo


a questa forza di sicurezza.
Il 6 febbraio scorso, una delegazione ha partecipato a Roma allUdienza
Generale, alla fine della quale il Santo
Padre Benedetto XVI ha rivolto loro
le seguenti parole: Prego la Vergine
del Pilar di darvi la forza spirituale necessaria per il vostro importante servizio nella societ spagnola.

Omaggio musicale in onore


del Beato Angelico
Giovanni da Fiesole fu uno dei
maggiori artisti sacri del XV secolo.
Beatificato da Papa Giovanni Paolo II
nel 1982, pi conosciuto come Fra
Angelico, il suo nome da religioso, o
Beato Angelico. Nella basilica romana di Santa Maria sopra Minerva, dove
si trova sepolto lillustre pittore, sta-

ta realizzata il giorno 18 febbraio, festa


liturgica del beato, unEucarestia solenne presieduta dal Cardinale Gianfranco Ravasi. A questa, seguito un
omaggio musicale eseguito dal coro e
orchestra dellOpera di Roma e composto da varie opere classiche del sacerdote e compositore veneziano, Antonio Vivaldi: il Credo RV 592, il Magnificat RV 610, e il Gloria RV 589.
Aprile 2013 Araldi

del Vangelo41

a Conferenza Episcopale dellIndia ha celebrato, il 10 febbraio, i 25


anni dalla sua fondazione. Per questo motivo, stato organizzato
un incontro di Vescovi nel Santuario mariano di Vailankanni, al quale ha
partecipato come inviato speciale di Sua Santit, il Cardinale Fernando
Filoni, Prefetto della Congregazione per lEvangelizzazione dei Popoli.
La Chiesa in India una Chiesa molto vivace, con una lunga e profonda
tradizione e nel contesto doggi deve affrontare molte sfide nel presentare il Vangelo di Ges Cristo in modo coerente e autentico ha affermato Mons. Filoni.
Nella stessa occasione, stato commemorato anche il 50 anniversario della costruzione di questo santuario dedicato alla Madonna della
Buona Salute, che ha dato una connotazione nitidamente mariana allevento. Nellomelia della Celebrazione Eucaristica, il Cardinale ha affermato: Qui, a Vailankanni, Maria ha trovato una casa, Le stata offerta
una casa dove alloggiare in modo permanente con voi, con le persone
di questo paese, per vivere e condividere con voi tutte le gioie e le sofferenze. E ha aggiunto: Oggi, attraverso la nostra presenza qui, vorremmo mostrarLe la nostra devozione e il legame che ci unisce a Lei, assicurandoLe che sempre la benvenuta e che questa la sua casa, dove si
sente parte della popolazione indiana e di tutti gli indiani che con gioia e
fedelt, vengono a farLe visita, a trovarLa e a pregarLa.
Il Santuario e la Basilica Minore di Vailankanni, soprannominato la Lourdes dOriente, stato miracolosamente risparmiato dallo tsunami del 26 dicembre 2004 nonostante sia situato a soli 100 metri dal mare. Al momento della tragedia, cerano circa 2 mila pellegrini dentro la chiesa, che sono rimasti illesi.

Veduta generale del Santuario di Vailankanni

42Araldi del Vangelo Aprile 2013

Gonzalo Raymundo

Anniversario a Vailankanni

Lomaggio sinserisce nel progetto Una porta verso linfinito: luomo e lassoluto nellarte , a cura
del Vicariato di Roma, in collaborazione con il Pontificio Consiglio
per la Cultura. Questo progetto,
che gi al suo secondo anno, ha
lobiettivo di dimostrare che larte
espressione della meravigliosa bellezza di Dio.

Nuovo Auditor Camer


La Santa Sede ha reso pubblico il 13 febbraio il nome del nuovo
Auditor Camer (Uditore della Camera) della Casa Pontificia. Si tratta di Mons. Giuseppe Sciacca, Vescovo titolare di Fondi, segretario
del Governatorato dello Stato della Citt del Vaticano e prelato uditore del Tribunale della Rota Romana dal 1999.
Lincarico prevede tra gli altri obblighi, lamministrazione dei beni
della Casa Pontificia. Inoltre, il prelato ha autorit canonica sui membri
della Corte Pontificia. La Camera
Apostolica lorgano finanziario del
sistema amministrativo pontificio.
Con la morte o la rinuncia di un
Papa, i capi dei dicasteri e il Segretario di Stato abbandonano i loro incarichi, rimanendo in carica il Camerlengo, il Penitenziario Maggiore, il Vicario della Diocesi di Roma,
il Vicario della Citt del Vaticano
e il decano del Collegio Cardinalizio. Questi, insieme allUditore della Camera, devono guidare la transizione verso il nuovo Pontefice.

Congresso internazionale su
San Cirillo e San Metodio

Cresce in Germania la
popolarit del Latino
In unintervista allagenzia cattolica di notizie KNA, il presidente dellUnione di Filologia Antica,
Professor Bernhard Zimmermann,
ha spiegato che negli ultimi 15 anni c stato un aumento straordinario dellinteresse per il latino, in un
modo tale che al giorno doggi studiato dal 30 al 33% di tutti gli alun-

La Bolivia erige la pi
grande statua della Madonna

otto linvocazione della Virgen de la Candelaria del Socavn, stata inaugurata il giorno 1 febbraio a
Oruro, Bolivia, la pi grande statua della Madonna del
mondo e la pi grande statua
religiosa dellAmerica del
Sud, superando di 7 metri il
famoso Cristo Redentore di
Rio de Janeiro.
La devozione alla Madonna della Candelora, patrona di questa citt dellaltipiano andino situata a 3.709 metri di altitudine, vi arrivata nel 1559, attraverso i padri agostiniani. La sua festa
celebrata il 2 febbraio e il sabato che precede il carnevale,
quando i devoti costumano
passare in ginocchio davanti
alla statua per rendere grazie
per i benefici ricevuti e chiedere che non faccia mancare
ricchezze nei socavones, ossia, nelle
gallerie scavate nella montagna alla
ricerca di minerali.
In uno straripamento di devozione, gli abitanti della regione
hanno deciso recentemente di erigere in onore della loro patrona
una statua di 45 metri di altezza,
sul monte Santa Barbara. Il sindaco di Oruro, Rocio Pimentel,
ha affermato allagenzia EFE che
lopera mostra il profondo fervore cattolico degli abitanti della regione, e sul modo in cui stata costruita la statua, cos si espresso:
Questo monumento di fede ha
una struttura antisismica la cui fede si sostiene nella fede incrollabile e nella forza degli oruregni.

Tony2510

Nei giorni 25 e 26 febbraio si


realizzato a Roma il Congresso Internazionale Santi Cirillo e Metodio
tra i popoli slavi: 1.150 anni dallinizio della loro missione. In questi due
giorni stata studiata la relazione
tra lo sviluppo delle culture di queste nazioni e la traduzione delle Sacre Scritture, poich con linvenzione dellalfabeto glagolitico, San Cirillo stato allorigine della costruzione dellidentit cristiana dei popoli slavi.
Il congresso stato ideato dal
Cardinale Jozef Tomko e organizzato dal Pontificio Istituto Orientale,
presieduto dal Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali,
Mons. Cyril Vasil, SJ.
Nel suo intervento, il primo giorno, il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura ha ricordato che
ogni traduzione delle Sacre Scritture non solo un fenomeno pastorale pratico, anche un evento culturale, interculturale e di inculturazione. Ha citato anche il bel commento di SantAgostino sul salmo 44:
Una la lingua africana, altra la siriana, altra la greca, altra lebraica, e
altre ancora. Tutte queste lingue compongono la variet nella veste della regina. Come la variet nelle vesti arrivano ad una unit concorde, cos tutte le lingue si relazionano con lunica
fede. Ci sia variet nella veste, ma non
divisione.

La statua stata benedetta dal


Vescovo Diocesano, Mons. Cristbal Bialasik durante una solenne Concelebrazione Eucaristica,
alla quale hanno partecipato vari
Vescovi e autorit civili. Il fervore
dei presenti pu esser sintetizzato
nelle parole di Ketty Vallejos, presidente della Federacin de las Juntas Vecinales: unicona della nostra fede, della nostra mamma di
Socavn e oggi un giorno gradito
per festeggiare e dire grazie a tutti quelli che hanno partecipato a
questopera, ringraziare i nostri sacerdoti e Vescovi che sempre sono
pendenti dalla fede del loro popolo e sappiamo che Lei, la Virgen de
Socavn, sta intercedendo per noi

Aprile 2013 Araldi

del Vangelo43

riun tutti gli uomini sopravvissuti di


pi di 15 anni di et e volle obbligarli a rinunciare alla Religione Cattolica. Antonio Primaldo, calzolaio di
professione (in alcune cronache appare come sarto), si rifiut, a nome
di tutti i prigionieri. Tutti furono cos immediatamente giustiziati.
Il 14 dicembre 1771 fu fatto il primo passo ufficiale verso la canonizzazione che consistette nellemissione di un decreto ad immemorabili che autorizzava il culto di questi martiri. Nel 1988 una commissione storica fu nominata per studiare i
fatti; tra il 1991 e il 1993 stata eseguita linvestigazione diocesana, e
riconosciuta il 27 maggio 1994 dalla Congregazione per la Causa dei
Santi. Il 6 luglio 2007 Papa Benedetto XVI ha emesso il decreto che dichiarava che i beati erano morti per
la loro fedelt a Cristo.

Annunciata la canonizzazione
di 800 martiri
Nel Concistoro Ordinario Pubblico dell11 febbraio, Papa Benedetto
XVI ha annunciato tre nuove canonizzazioni. Le prime due riguardano
le fondatrici sud-americane: la Beata Maria Guadalupe Garcia Zavala, nata in Messico e fondatrice delle Serve di Santa Margherita Maria
e dei Poveri e la Beata Laura Montoya y Upegui, colombiana e fondatrice della Congregazione delle Suore Missionarie di Maria Immacolata
e Santa Caterina da Siena.
La terza delle cause approvate
riunisce gli 800 cattolici che sono stati martirizzati a Otranto, il 13
agosto del 1480. In questa citt della costa adriatica, Antonio Primaldo e i suoi compagni si erano rifiutati di rinnegare Cristo. La regione
era allepoca in guerra con limpero
ottomano, e quando fu conquistata
dopo 11 giorni di assedio, il comandante turco, Gedik Achmed Paci,
44Araldi del Vangelo Aprile 2013

La comunit episcopale nordamericana si fa cattolica


La comunit episcopale di St. Timothy a Catonsville, storica congregazione dello stato del Maryland,
USA, ha deciso di abbandonare la
Diocesi Episcopale del Maryland,
ed entrare in piena comunione con
la Chiesa Cattolica. La decisione
stata presa con voto di maggioranza
il 10 febbraio, secondo un procedimento definito dal rettore della comunit, che abbandoner il suo incarico il primo aprile, come un processo di discernimento guidato dallo
Spirito Santo.
Per ricevere gli anglicani episcopaliani convertiti in Canada e ne-

gli Stati Uniti, la Santa Sede ha creato lOrdinariato della Cattedra di


San Pietro, al quale si sono gi unite 36 comunit dalla sua creazione
nel gennaio 2012. Dopo 14 mesi di
esistenza, esso gi conta 1600 fedeli
e 36 sacerdoti attivi.
Manfred Werner

ni delle scuole superiori. Zimmermann professore dellUniversit


di Friburgo e afferma che il latino
allaltezza delle altre lingue straniere, come il francese o litaliano.
Inoltre, il Professor Zimmermann
ha spiegato che lo studio del latino aiuta enormemente gli alunni a
comprendere la struttura e lessenza
delle lingue. I risultati sono promettenti: numerose sono le scuole che
registrano grandi vantaggi nellapprendimento della lingua. Secondo
lIstituto di Statistica del paese, nel
2010 erano circa 773 mila gli alunni
che studiavano latino. Nel 2012, erano 808 mila.

Teologia nelle universit


statali austriache
Il ministro per la Scienza e la Ricerca austriaco, Karlheinz Tchterle, ha fatto una veemente proposta a favore dellinserimento degli studi di Teologia nelle Universit statali: la Teologia e i teologi sono necessari tanto ora come in passato, e per questo il loro posto nella scienza e nella vita professionale non deve essere messo in discussione, come ha dichiarato alla rivista Miteinander del Canisiuswerk,
centro vocazionale con personalit
canonica e giuridica in Austria, nel
suo numero di marzo.
La Teologia, secondo il ministro,
una scienza precisa che porta risposte chiare: alle questioni centrali delluomo, come Dio, la trascendenza o le norme etiche. per questo che la Teologia necessaria ai
giorni nostri: come portatrice di risposte a domande di grande importanza e, per lo meno fino a un certo punto, fondamentali, e questo fa
s che i teologi abbiano grandi funzioni da svolgere nella societ, sia
nelleducazione e nella formazione,
che nelle comunicazioni e nei lavori sociali.

Nuove campane
per la Cattedrale di Notre-Dame

www.notredameparis.fr

a celebre Cattedrale di Notre-Dame di Parigi festeg- nuel, che eccezionale. Troveremo la musica che la catgia nel corso del 2013 i suoi 850 anni di esistenza. Du- tedrale aveva prima della distruzione della maggior parrante tutto lanno ci saranno diversi atti commemorativi per te delle campane durante la Rivoluzione.
celebrare la data, tra i quali,
Le campane sono state
la sostituzione di otto cambenedette il 2 gennaio, e dopane installate nella cattevranno suonare per la pridrale nel XIX secolo. La
ma volta nelle due torri delcattiva qualit del materiala cattedrale durante le sole utilizzato in queste camlennit della Domenica delpane, che hanno sostituito
le Palme. Seguendo una traquelle distrutte durante la
dizione secolare, esse sono
Rivoluzione Francese, i distate anche battezzate: il
fetti nella loro costruzione e
bourdon si chiama Marie, in
la mancanza dintonazione
onore della Santissima Verin relazione al bourdon Emgine. Le altre campane sono
manuel, fuso nel 1685, hanGabriel, lArcangelo dellAnno reso necessaria linstallanunciazione;
Anne-Genezione di un nuovo insieme.
vive, in onore della madre
Cos, lanniversario deldella Madonna, Santa Anla cattedrale si prestana e di Santa Genoveffa, paIl bourdon Maria e la campana Dionisio
to a unimpresa ambiziotrona della citt; Denis (Diosa, secondo lo specialista in campane del ministero del- nigi), il primo santo Vescovo di Parigi nel 250; Marcel, il nono
la Cultura francese, Regis Singer, in una dichiarazione a Vescovo di Parigi; tienne (Stefano), protomartire; BenotLe Parisien: nel 2012 abbiamo costruito le armonie del- Joseph, in onore di Papa Benedetto XVI; Maurice, 72 Vele future campane secondo il timbro del bourdon Emma- scovo di Parigi, e Jean-Marie, 139 Vescovo di Parigi.

Informazioni on line sulle Missioni degli Araldi del Vangelo in Italia

UN NUOVO SITO INTERNET:


"LA MADONNA PELLEGRINA"
Acceda il link http://fatima-araldi.arautos.org/
per seguire tutti i giorni:
- le Missioni Mariane degli Araldi del Vangelo
- il commento del Vangelo del giorno
- fioretti della Madonna di Fatima
- ed altre iniziative degli Araldi del Vangelo in Italia

Aprile 2013 Araldi

del Vangelo45

Storia per bambini... o adulti pieni di fede?

Dio ti vede!
Nellaprire lultimo armadio, che gioia! Cerano le mele! Guard
intorno, per assicurarsi di essere solo, e rimase in punta di
piedi fino a prenderne una...
Suor Juliane Vasconcelos Almeida Campos, EP

edificio che ospitava il cino al muro del convento e tentava


convento situato fra le di scoprire dovera il frutteto. Aveva
montagne, era imponen- la speranza di trovare qualche frutto
te e grandioso, sembrava caduto per terra.
pi un castello di Dio. E questo non
Aveva gi fatto la Prima Comupregiudicava per niente lo spirito di nione e sapeva bene che non potepovert delle virtuose monache che vi abitavano. Al contrario, raccolte e totalmente
dedite alla preghiera, nella pi
perfetta osservanza alla regola
del loro Ordine, il panorama e
lambiente le aiutavano ad approssimarsi al Creatore, poich sapevano che tutto concorreva alla Sua gloria, per la
quale vivevano.
Lavoravano la terra, mangiavano quello che coltivavano
e vendevano dolci fatti con la
frutta che produceva il loro generoso frutteto. Erano famose
le mele del convento. Tutti gli
abitanti della regione commentavano che mai se nerano viste
altre di pi belle e saporite.
Nelle vicinanze viveva
Edoardo con il nonno, cui dava una mano nella sua carpenteria. Egli si sognava le
mele delle religiose... Non apNon appena poteva, sgattaiolava col suo
pena poteva, sgattaiolava col
cucciolo Faru a giocare vicino al muro del
convento
suo cucciolo Faru a giocare vi46Araldi del Vangelo Aprile 2013

va prendere nientaltro. Ma se la
mela fosse stata fuori dal muro non
avrebbe avuto pi un padrone... Il
cane fiutava dappertutto, il bambino cercava e cercava, e non trovarono mai nulla!
Un pomeriggio, per, mentre perlustravano la zona intorno al convento, si apr lentamente il suo immenso portone di legno.
Faru disse Eduardo al
cucciolo , si arrabbieranno
con noi perch stiamo qui?
Impaurito, egli guardava
verso quella porta cos grande e consumata dal tempo,
nellattesa di quello che sarebbe successo. Apparve, allora, la suora portinaia, ormai
di una certa et e di benevola
fisionomia:
Buon giorno, piccolo
mio! Come ti chiami?
Buon giorno, madre! rispose Il mio nome Edoardo. E lei, come si chiama?
Sono Suor Maria di Ges ti vedo sempre giocare
qui intorno col tuo cagnolino.
Abiti qui vicino?
Bau, bau, bau! abbai
Faru, scuotendo la coda ami-

clausura. Fecero visita al Santissimo Sacramento nella bella cappella, illuminata a quellora del
mattino dai raggi del Sole che incidevano sulle vetrate, dipingendo i marmi del pavimento e delle
colonne con i pi svariati e brillanti colori.
Dopo aver visto quello che
avrebbero dovuto fare, nonno e
nipote cominciarono a lavorare:
segavano, martellavano, scartavetravano e levigavano. Erano
falegnami coi fiocchi!
Allora della merenda, Edoardo si ferm a riposare e decise di
esplorare le stanze del convento,
pensando: arrivato il momento! Vado a cercare la dispensa.
Sicuramente le mele saranno immagazzinate l, perch non posso
andare nel frutteto.
Trovata la cucina, riflett: Nessuno conserva alimenti molto lonAlla fine apr lultimo armadio Che
tano dalla cucina. La dispensa degioia! Cerano le mele!
ve essere da queste parti....
Andava passo a passo per
Edoardo divent pallido... Era
non suscitare lattenzione di nessuna monaca. In fondo a un corrido- vero! Dio lo vedeva e lui era sul punio, si trov davanti alla tanto ambi- to di rubare una mela!
Chiuse la porta dellarmadio lenta dispensa. Entrato, vide vari armadi, tutti molto puliti e ordinati, dove tamente e torn a capo chino vicicerano scatole di riso, lattine di fa- no al nonno. Non avrebbe avuto sagioli, farina e zucchero. Dove pote- pore quella mela cos bella se fosse
stata rubata... se ne sarebbe sempre
vano essere le mele?
Il suo cuore batteva forte... Apriva ricordato nella vita, poich Dio vetutte le porte e trovava vasi di vetro, de tutti i nostri atti. Non siamo mai
bicchieri, piatti, pentole di cotto, me- da soli!
Giunta lora del pranzo, Suor Mastoli e cucchiai di legno. E neanche
lombra delle mele... Alla fine, quan- ria di Ges venne a portar loro una
do apr lultimo armadio, che gioia! deliziosa zuppa di gallina e verduCerano le mele! Cerano anche pe- re fresche, raccolte nellorto. E core, guaiava e arance. Le mele erano me dessert... mele!!! Il bambino non
di un rosso come non aveva mai vi- riusciva a crederci. Assaggi la frutta
sto. Ed enormi! Guard intorno, per e sembrava del paradiso. Non aveva
assicurarsi di essere solo, e si mise in mai mangiato nulla di simile! E non
ce nera soltanto una, furono diverse
punta di piedi fino a afferrarne una...
In quel momento, il suo sguar- quelle che la monaca gli offr.
Allo stesso modo agisce Dio con
do si pos su un bellazulejo decorativo fissato alla parete, che diceva a noi. Egli ricompensa in abbondanza
grandi lettere azzurre e dorate: Dio quelli che sono onesti e retti di coscienza.
ti vede!
Aprile 2013 Araldi

del Vangelo47

Edith Petitclerc

chevolmente, percependo di essere


stato nominato.
Quieto, Faru! lo sgrid il bambino. E, rivolgendosi alla monaca,
continu:
S, abito qui vicino con mio
nonno, che carpentiere.
Carpentiere?! Da tanto ne cerchiamo uno, per sistemare diversi mobili delle sale e del refettorio.
Pensi che tuo nonno potrebbe farlo?
Se fosse possibile, chiederemo le debite autorizzazioni al Signor Vescovo, affinch possa entrare nella nostra clausura e lavorare.
Parler con lui. Penso che potrebbe, certo. Solo che anchio dovrei entrare, perch sono il suo principale aiutante...
Non un problema, chiediamo
lautorizzazione per un ragazzino in
pi disse la religiosa.
Il bambino salut la nuova amica
e scese gi per la collina, di corsa,
per raccontare la grande novit al
nonno. Avrebbero avuto un ottimo
lavoro e lui avrebbe realizzato il suo
grande sogno: entrare nel convento
e trovare le cos famose mele...
Nonno, nonno! Senti che cosa
accaduto... E gli narr tutto.
Il nonno accett la proposta,
perch avevano proprio bisogno di
nuovi lavori. Le ultime ordinazioni
erano quasi terminate ed egli si stava preoccupando per la sopravvivenza sua e del nipote, nel caso non
riuscisse a trovare qualcosa. Erano
tempi di magra quelli!
Passate alcune settimane, giunsero le autorizzazioni del prelato. Edoardo e il nonno si diressero
al convento per iniziare il lavoro. Il
bambino era emozionato. Non aveva portato Faru, poich poteva ostacolare i suoi tentativi. Tuttavia, sentiva la mancanza dellamichetto in
quel momento cos speciale.
Entrarono attraverso il grande e
antico portone, e tutte le monache,
avvisate delle visite, si ritiravano al
loro passaggio per salvaguardare la

_
_______
I Santi di ogni giorno
1. SantUgo di Grenoble, Vescovo (1132). Appoggi lopera dei
monaci di Cluny nella sua diocesi e lavor alla riforma del clero
propugnata da San Gregorio VII.
2. San Francesco di Paola, eremita (1507).
San Pietro Calungsod, catechista e martire (1672). Nato
nelle Filippine, part con i missionari gesuiti per evangelizzare le Isole Marianne, in Oceania.
Fu martirizzato da nativi pagani
nellisola di Guam.
3. San Sisto I, Papa (128). Romano
di nascita, fu il sesto successore
di San Pietro. Resse la Chiesa al
tempo dellimperatore Adriano.

Velvet

4. SantIsidoro, Vescovo e Dottore


della Chiesa (636).
Beato Guglielmo Cuffitelli,
eremita (1411). Terziario francescano che, rinunciando alla
passione per la caccia, abbracci
la vita eremitica a Scicli, in Sici-

lia, e trascorse 57 anni nella solitudine e nella povert.


5. San Vicenzo Ferrer, sacerdote
(1419).
San Gerardo, abate (1095).
Iniziato alla vita monastica a
Corbie, sua citt natale, divent
abate di San Vincenzo di Laon.
Laumento di vocazioni lo port
a fondare vari monasteri, fra cui
quello della Sauve-Majeure, in
Aquitania.
6. Beata Pierina Morosini, vergine
e martire (1957). Giovane di 26
anni che mor difendendo la sua
verginit, a Fiobbio di Albino, a
Bergam).
7. II Domenica di Pasqua o della
Divina Misericordia.
San Giovanni Battista de la
Salle, sacerdote (1719).
Beata Maria Assunta Pallotta,
vergine (1905). Religiosa dellIstituto di Suore Francescane Missionarie di Maria, morta a Dongerkou, in Cina, dove esercitava
con semplicit le pi umili funzioni.
8. Annunciazione del Signore (Solennit trasferita dal giorno 25
marzo).
Beato Giuliano di SantAgostino, religioso (1606). Religioso dellOrdine dei Frati Minori
Scalzi, incompreso per il modo in
cue praticava austere penitenze.
9. San Massimo di Alessandria, Vescovo (282). Quando era sacerdote, condivise lesilio con il Vescovo San Dionisio, al quale succedette nella Sede di Alessandria, in Egitto.

Santa Zita, di Arnoldo de Vuez Museo de lHospice Comtesse,


Lille (Francia)

48Araldi del Vangelo Aprile 2013

10. Beato Antonio Neyrot, sacerdote e martire (1460). Sacerdote


domenicano catturato da pirati e
condotto a Tunisi, i( Afric), dove

rinneg la Fede. Pentito, riprese


il suo abito, proclam in pubblico
la sua Fede e mor lapidato.
11. Sao Stanislao di Cracovia, Vescovo e martire (1079).
Beato Simrnriano Ducki, religioso e martire (1942). Cappuccino francescano, martirizzato
nel campo di concentramento di
Auschwitz, in Polonia.
12. San Giuseppe Moscati, laico
(1927). Medico di prestigio, non
riscuoteva alcun compenso dai
malati poveri. Mor a 47 anni a
Napoli.
13. San Martino I, Papa e martire
(656).
San Saba Reyes Salazar, sacerdote e martire (1927). Sacerdote fucilato dopo tre giorni di torture a Totocln, in Messico, durante la persecuzione anticristiana.
14. III Domenica di Pasqua.
Santa Liduina, vergine
(1433). Si consacr a Dio a 12
anni a Schiedam, in Olanda. Rimasta paralitica in giovent, accett le sofferenze con mansuetudine, offrendo tutto per la conversione dei peccatori e la salvezza del mondo.
15. Beato Cesare de Bus, sacerdote (1607). Fond ad Avignone,
in Francia, la Congregazione dei
Padri della Dottrina Cristiana,
con la finalit di catechizzare linfanzia, i poveri e i contadini.
16. San Fruttuoso, Vescovo (circa
nel 665). Monaco e fondatore di
monasteri, fu Vescovo di Dume e
poi Arcivescovo di Braga, in Portogallo.
17. Santa Caterina Tekakwitha,
vergine (1680). Nata in una

______________________ Aprile
26. Beati Domenico e Gregorio
(sec. XIII). Sacerdoti domenicani che, mendicando il cibo necessario di ogni giorno, percorsero le terre dAragona, in Spagna, annunciando a tutti la Parola di Dio.

Sergio Hollmann

t rib indigena degli Stati Uniti, fu battezzata a 20 anni e, per


sfuggire dalla persecuzione di
un suo zio pagano, si rifugi a
Montreal, in Canada. L fece voto di verginit e condusse una
vita di piet e mortificazioni.
18. San Galdino, Vescovo (1176).
Creato Cardinale da Alessandro III, lavor nella restaurazione
della citt di Milano distrutta dalla guerra. Mor dopo aver celebrato una Messa nella quale aveva pronunciato un infiammato
sermone contro leresia catara.

27. Santa Zita, vergine (1278). Di


famiglia umile, a dodici anni cominci a lavorare come domestica e svolse questo compito per 48
anni, dando prove di dedizione e
pazienza.

19. San Geroldo, eremita (circa


nel 978). Membro di una nobile
famiglia della Sassonia, condusse una vita di penitenza e preghiera nella regione di Vorarlberg, nelle Alpi della Baviera.

San Pietro Chanel, sacerdote


e martire (1841).

20. Beata Chiara Bosatta, vergine


(1887). Con laiuto di San Luigi
Guanella, fond la Piccola Casa
della Divina Provvidenza. Mor a
Pianello, Como.
21. IV Domenica di Pasqua.
SantAnselmo, Vescovo e
Dottore della Chiesa (1109).
SantApollonio, filosofo e
martire (185). Cittadino romano, martirizzato dopo aver fatto
uninsigne apologia del Cristianesimo davanti al prefetto Perennio
e al Senato di Roma.
22. Beato Francesco Venimbeni
(1322). Sacerdote francescano, superiore del convento di Fabriano. Ricevette il titolo di primo fondatore di biblioteche francescane.
23. San Giorgio, martire (sec. IV).
SantAdalberto di Praga, Vescovo e martire (997).
Beata Elena Valentini, vedova
(1458). Dopo la morte del mari-

28. V Domenica di Pasqua.

San Luigi Maria Grignion de


Montfort, sacerdote (1716).

San Marco consacra vescovo


SantAniano - Cattedrale di Manresa
(Spagna)

to, divent terziaria agostiniana,


dedicandosi alla preghiera, alla
lettura del Vangelo e alle opere
di misericordia.
24. San Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire (1622).
SantEgberto (729). Sacerdote e monaco che evangelizz diverse regioni dellEuropa. Mor
nellIsola di Iona, in Scozia, subito dopo aver celebrato la solennit della Pasqua.
25. San Marco, Evangelista.
SantAniano di Alessandria,
Vescovo (circa nel 67). Calzolaio convertito da San Marco,
fu suo successore nella Sede di
Alessandria, in Egitto, e la diresse per 22 anni.

Beata Maria Ludovica di Ges Trichet, vergine (1759). Prima religiosa e superiora della Congregazione delle Figlie della Sapienza, fondata da
San Luigi Maria Grignion de
Montfort. Mor a Saint-Laurent-sur-Svre, in Franci.
29. Santa Caterina da Siena, vergine e Dottore della Chiesa
(1380).
SantAntonio Kim Sng-u,
martire (1841). Durante la persecuzione a Seul, in Corea, riuniva nella sua casa i cattolici per
pregare e leggere insieme le Sacre Scritture, fu per questo catturato e strangolato.
30. San Pio V, Papa (1572).
San Giuseppe Benedetto Cottolengo, sacerdote (1842). Apostolo, asceta, penitente, mistico e
grande devoto della Vergine Maria, fond in Italia le Piccole Case della Divina Provvidenza, per
prendersi cura di malati, invalidi,
orfani e giovani in pericolo.
Aprile 2013 Araldi

del Vangelo49

Magnifica archi

Di fronte alla manifestazione esuberante e ineguagliabile della natura che avvolge


il Santuario Nazionale Madonna della Piet, impossibile non restare incantati.

l mirabile insieme paesaggistico, naturalistico, architettonico, storico, culturale e religioso del Santuario
Nazionale Madonna della Piet, casa della Patrona di Minas Gerais,
un tesoro che deve abitare nel cuore
di ogni brasiliano.
Santuario mariano e naturalistico, dista 48 km da Belo Horizonte, ed un punto di riferimento che riunisce valori di primordine, sacramentati nella Cappella della Patrona, casa di clemenza e di bont. Include un patrimonio naturalistico inestimabile, eredit che merita tutto il ri-

50Araldi del Vangelo Aprile 2013

spetto e limpegno di preservazione, un insieme paesaggistico del


pi alto interesse turistico, con la
forza di produrre un fascino unico, ricco di sfumature. impossibile non restare incantati di fronte alla manifestazione esuberante
e ineguagliabile della natura, magnifica architettura divina. La sua
fauna, flora,geografia, pietre, salite e discese. Notevole anche il
complesso architettonico del Santuario, frutto delle passioni intelligenti di Antonio da Silva Bracarena, leremita portoghese che lo
ide e ne inizi la costruzione, nel
XVIII secolo.

La testimonianza indelebile della presenza amorosa e fervente di


pellegrini per quasi due secoli, che
compone una storia di fede e miracoli, fa del Santuario della Patrona di Minas un incontestabile e necessario cuore per tutto il Brasile. compito missionario coltivare
negli abitanti di questa terra lamore e la devozione alla loro patrona
e al Santuario. Cos, tutte le persone, di luoghi diversi, pellegrini, visitatori e turisti troveranno questa
fonte di qualificazione dellessere attraverso la spiritualit, la fede,
la forza educativa e trasformatrice
della sua bellezza.

Archivio dellArcidiocesi di Belo Horizonte

tettura divina

Mons. Walmor Oliveira de Azevedo

Arcivescovo metropolitano di Belo Horizonte

LArcidiocesi di Belo Horizonte la guardiana di questo ricco patrimonio, un compito sostenuto dalla registrazione dellinsieme architettonico e paesaggistico, nel 1956, da parte dellIphan e,
nel 2004, della IEPHA. Nel Giubileo del Santuario, 31 luglio 2012,
in una solennit ufficiale, il governatore di Minas Gerais ha decretato linteresse paesaggistico, artistico e culturale del Santuario Nazionale Madonna della Piet come
Attrattiva Turistica di Speciale Rilevanza a Minas Gerais. Un evento che prevede limpegno da parte del governo di favorire lo svilup-

po del potenziale turistico, promozione, divulgazione, preservazione della biodiversit, incentivo agli
investimenti privati nellinfrastruttura per un buon servizio ai pellegrini, alle persone di passaggio e
ai turisti.
In questo stesso orizzonte dimpegni miranti alla preservazione e
promozione del dono del Santuario Madonna della Piet, limportante progetto del Cammino Religioso della Strada Reale (CRER) dal Santuario della Patrona di Minas al Santuario
della Patrona del Brasile, Madonna Aparecida. Un cammino reli-

gioso, simile a quello di Santiago


di Compostela, che pu esser percorso a piedi, in bicicletta, a cavallo, come turismo o pellegrinaggio. Il percorso di 600 km passa
per 32 citt, 27 a Minas Gerais e
cinque a San Paolo. Uniniziativa
per coinvolgere governi, segmenti imprenditoriali della societ, arcidiocesi e diocesi, avente come
obiettivo primario la religiosit, la
storia e la cultura.
Che la bellezza, la spiritualit e
il silenzio del Santuario Nazionale Madonna della Piet possano attrarre sempre pi e impreziosire
vite.
Aprile 2013 Araldi

del Vangelo51

Madonna con il Bambino


Ges - Cattedrale di
Boston (USA)

(Mons. Jacques-Bnigne Bossuet)

Gustavo Kralj

er Te la Trinit
glorificata; la croce
celebrata e adorata in
tutta la Terra; per Te i
Cieli fremono di gioia,
gli Angeli si rallegrano,
i demoni sono messi in
fuga, il demonio tentatore
caduto dal Cielo, e la
creatura caduta stata
ricollocata al suo posto.