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Levoluzione delle stelle

Classificazione delle stelle


Le stelle sono dei gas densi, anche se hanno unatmosfera rarefatta, e quindi sono paragonabili ai corpi neri
in grado di emettere tutti i tipi di radiazioni. Analizzando queste agli spettri se ne possono ricavare varie
informazioni: una la temperatura superficiale grazie alla legge di Wien partendo dalla lunghezza donda
di picco (colore predominante) e laltra la composizione superficiale dalle righe spettrali. Noi sappiamo
quello che avviene allinterno della stella per le teorie chimico fisiche e per le esperienze nei laboratori.
Messaggi diretti di quello che avviene nella stella non ne abbiamo. Noi vediamo la luce delle stelle che
arriva a noi passando per latmosfera che pi fredda della sua superficie e alcune righe vengono assorbite;
grazie a queste righe assorbite noi sappiamo come composta latmosfera. Poi, per le teorie e le
esperienze in laboratorio se latmosfera fatta di un certo modo ovviamente la superficie deve essere
facile da scoprire. Bohr scopr che ogni elemento chimico presenta determinate serie di righe per cui, dallo
spettro di assorbimento (o emissione), si pu risalire alla composizione chimica della sorgente luminosa. Se
,infatti, confrontiamo i vari corpi celesti abbiamo delle righe diverse; per esempio quelle del sole sono
maggiormente di idrogeno e di elio. Gli astronomi di Harvard, pi famoso centro universitario, hanno fatto
una classificazione spettrale, hanno analizzato migliaia di stelle e le hanno classificate in base ai parametri
che si conoscono (temperatura, colore predominante e composizione dellatmosfera). Si parte da quella pi
calda, che contiene materiali leggeri e che appare azzurra, e viene identificata con la lettera O. Poi si scende
a B, che ha temperatura pi bassa, cominciano a comparire vari materiali - magnesio, ossigeno, azoto -, di
colore azzurrino, celeste. Si scende, cos, sempre pi bassi di temperatura e compaiono sempre pi
materiali, con il seguente ordine partendo dal pi caldo:

O: azzurro, 35000 50000 K, materiali leggeri: elio ionizzato e ordinario e idrogeno neutro
B: celeste, 11000 35000 K, anche magnesio, ossigeno, azoto, silicio
A: bianco, 7500 11000 K, metalli (calcio)
F: giallo chiaro, 6000 7500 K, metalli (calcio)
G: giallo, 5100 6000 K, metalli neutri, potassio
K: marrone, 3500 5100 K, metalli neutri
M: rosso, 2500 3500 K, metalli pi pesanti (molecole di ossido di titanio)

Per ricordare: O Be A Fine Girl Kiss Me.


Sotto i 3000 K le stelle emanano infrarossi per cui stata aggiunta una nuova classe, la N. Ogni classe, poi,
stata suddivisa in 10 sottoclassi, per un totale di 70 tipologie spettrali. La classe spettrale collegata alla
composizione ed alla temperatura superficiale, che a loro volta dipendono dalla grandezza delle stelle. Il
Sole appartiene alla classe G2, avendo una temperatura superficiale di 5500 6000 K.

Diagramma H - R
Due astrofisici, Heltzsprung e Russell, pensarono di mettere in relazione la luminosit delle stelle
(Magnitudine Assoluta) con la temperatura rilevata (classe spettrale). Ne ottennero un diagramma H-R
(iniziali dei loro nomi). Nel diagramma hanno scoperto una zona a forma di s che hanno chiamato Sequenza
Principale e che rappresenta un gruppo di stelle, contenente il 70% delle stelle. Poi c la zona delle Nane
Bianche sotto a sinistra, la zona delle Giganti Rosse sotto a destra e la zona delle Supergiganti Rosse,
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Arancioni e Blu in alto. Fu il punto di partenza per conoscere la storia della vita delle stelle, cio lo loro
evoluzione in quanto in tale diagramma c la rappresentazione della popolazione stellare. Il fatto che ci
siano Nane Gigante, Giganti Rosse, Supergiganti, significa che una stella percorre delle fasi durante la sua
vita; una stella non nasce Supergigante Rossa, per esempio, ma lo diventa. Questo fu confermato grazie a
studi successivi. Oggi si sa che quando una stella nasce subito la si ritrova nella Sequenza Principale e la sua
posizione dipende dalla massa. Il Sole, per esempio, che ha una massa media piccola si sistema in una
zona a met; le stelle con una massa grande si sistemano nella zona alta, quelle con una massa piccola nella
zona bassa. Una volta nata la stella passa tutta la sua vita da adulta nella sua posizione della Sequenza
Principale, circa il 70% della vita. Dopo una fase di instabilit (come le Cefeidi), durante la quale sta per
finire questo periodo adulto e avvengono dei cambiamenti delle caratteristiche fisiche, drasticamente, nel
giro di qualche mese o anno, passa in un altro stadio (Supergigante Rossa, Nana Bianca, ecc.) a seconda
della sua massa iniziale.

Fasi di vita di una stella


NASCITA
Come nasce una stella? La nascita di una stella un evento che si verifica continuamente nellUniverso.
Secondo la teoria della Nebulosa tutte le stelle, compreso il Sole, nascono da una nebulosa preesistente,
una ammasso di polveri e gas interstellare (idrogeno, elio, ossigeno, carbonio, azoto), a una temperatura di
circa 3 K, poco pi alla radiazione fossile (2,7 K). Lestensione della nebulosa pu raggiungere anche un
centinaio di anni luce. Per delle cause ancora sconosciute in diverse zone della nebulosa si formano
addensamenti di materia: i globuli di Bok (temperatura circa 10 K). Le ipotesi pi probabili sono: o perch
nella nebulosa cerano delle zone un po pi dense e alcune meno dense, oppure perch per unesplosione
di una supernova vicina sono arrivati dei piccoli frammenti di materiali pi pesanti che provocano
agitazione. Queste zone pi dense, se ci sono, o questi frammenti (i globuli di Bok), per attrazione
gravitazionale, cominciano ad attirare le particelle circostanti pi leggere. In questo modo aumentano
gradualmente di massa, densit e volume fino a divenire nuclei di collasso gravitazionale sui quali
precipitano non solo particelle pi lontane, ma anche altri globuli di Bok pi piccoli. Il nucleo di collasso
viene compresso per gravit aumentando velocemente di densit, pressione e temperatura. Se viene
raggiunta la densit di 100.000 atomi per cm3, la temperatura interna arriver a 2000/3000 K. In questo
caso si forma una PROTOSTELLA.
PROTOSTELLA
La protostella emette radiazioni nella frequenza degli infrarossi. Non una vera e propria stella, ma gi
emana luce propria. una stella nella fase iniziale della vita, in cui non si sono ancora innescate le reazioni
nucleari (fusione dellidrogeno). Le protostelle di massa simile a quella del Sole impiegano tipicamente 10
milioni di anni per evolversi ad una stella di sequenza principale. Protostelle di 15 masse solari ne
impiegano solo 100.000 anni. Questo perch pi grande la massa pi corto il tempo di formazione. La
protostella pu avere 2 destini: o finisce il materiale disponibile e inizia a raffreddarsi fino a diventare
anche pianeta; o il processo continua a catturare e accumulare materia verso il suo centro, che si
comprime e si scalda sempre di pi. Laumento di temperatura, per la legge generale gas, ne provocher
lespansione e il successivo raffreddamento. Laccumulo di altra materia, porter nuovamente la protostella
a contrarsi e surriscaldarsi con successiva espansione. Sin quando ci sar materia da attrarre la sequenza
delle fasi precedenti si ripeter ciclicamente (contrazione surriscaldamento espansione
raffreddamento contrazione .). A causa dellaumento totale della massa, i valori medi di pressione
e temperatura tenderanno comunque ad aumentare. Se, nel nocciolo, si arriver a 300/500 miliardi di
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atmosfere e 10/15 milioni di Kelvin, verr raggiunto lo stato fisico di Plasma e si innescher la termo
fusione nucleare dellidrogeno. Nasce cos una STELLA.
Il Plasma lo stato fisico della materia in cui nuclei ed elettroni, a causa dellelevata agitazione termica,
sono indipendenti e in continuo movimento caotico (gli atomi sono tutti ionizzati). Linizio della fusione
nucleare un evento estremamente violento: immaginate svariati miliardi di bombe nucleari esplodere
contemporaneamente. Per effetto di questa prima esplosione, parte del materiale gassoso degli strati pi
esterni viene proiettato via e mai pi recuperato (fase beta-Tauri vento stellare). Le parti pi interne
subiscono una rapida espansione mantenendo, comunque, una certa compattezza. A causa
dellespansione, le parti interne si raffreddano, le reazioni nucleari diminuiscono di intensit e,
conseguentemente, anche la forza di espansione. Quando tale forza pari a quella gravitazionale (che,
invece, tende a comprimere la materia stellare) la stella si stabilizza mantenendo la dimensione raggiunta.
In questo momento, quindi, la stella entra nella sequenza principale del diagramma H-R. Le stelle
trascorrono circa il 70% della propria esistenza in questa fase di stabilit mantenuta dallequilibrio tra due
pressioni opposte: Pressione gravitazionale (che spinge al collasso) e Pressione di radiazione (che spinge
allespansione) dovuta alle reazioni di fusione nucleare.
Una volta convertito il 70% dellidrogeno, contenuto nel nucleo della stella, in elio la Pressione
gravitazionale inizia ad avere la meglio perch la Pressione di radiazione scende di molto. Allora la stella
comincia a comprimersi per gravit, cosa che fa surriscaldare linterno perch aumenta la pressione.
Questo rinforza la fusione nucleare e la stella ritorna ad espandersi, ma poi si raffredda e si comprime.
una fase di instabilit tipica delle variabili Cefeidi. Ad un certo punto la fusione dellidrogeno finisce. A quel
punto la stella inizia solo a collassare e la temperatura interna aumenta. La successiva evoluzione della
stella segue vie diverse a seconda della massa dell'oggetto celeste.
O si raggiungono i 100 milioni di K o si ferma il collasso e la stella diventa una NANA BIANCA.
NANA BIANCA
Possono diventare nane bianche le stelle che hanno una massa tra 0,08 e 0,4 mso. La nana bianca ha una
temperatura altissima (30000 40000 K). Questa stella si mantiene stabile, con le stesse dimensioni.
Lunica possibilit che si raffreddi col tempo; non ci sono fusioni nucleari, la pressione e il volume si
stabilizzano. Si presume che questa diventi gi Nana Gialla, Nana Arancione, Nana Rossa, Nana Nera. Si
raffredda fino a raggiungere i 270 gradi sottozero circa e non la si riesce a vedere pi perch non emana
nessuna radiazione. Tuttavia non si conoscono Nane Gialle, Arancioni, Rosse o Nere perch per raggiungere
questo stato ci vogliono circa 30 miliardi di anni, ma visto che la lUniverso ha solo circa 13 miliardi di anni
non se ne possono incontrare. Ma perch a un certo punto non collassa pi? Perch la pressione
talmente alta che gli elettroni degli atomi che ci sono nella nana bianca vengono spinti contro il nucleo, si
avvicinano sempre di pi tutti gli elettroni che ci sono fino a quando si sistemano tutti in unorbitale unico.
Sono cos stretti tanto da formare un guscio impenetrabile la compressione si ferma. Qui si supera il
principio di Pauli perch tutti gli elettroni vengono spinti su un unico orbitale attorno al nucleo. Questo
stato fisico si chiama stato degenere. Questo guscio esercita una pressione degenere contro la pressione
gravitazionale e si equilibrano. Non collassa pi proprio per questo stato degenere.
GIGANTE ROSSA
Se la stella ha una massa tra 0,4 2 mso il collasso riesce a raggiungere i 100 milioni di K. A quella
temperatura lelio che comincia a fondere, formando nuclei di carbonio; si innesca, quindi, una nuova
fusione nucleare. Questa nuova reazione nucleare molto pi esotermica della reazione nucleare
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dellidrogeno, cio libera molto pi calore, con unesplosione pi potente. La stella comincia ad espandersi,
le parti periferiche vengono proiettate come nebulosa planetaria, e le parti pi interne si espandono fino a
trovare un nuovo equilibrio con la forza di gravitazione. Nello strato esterno, dove rimasto dellidrogeno
che prima non si era fuso, si raggiungono i 10/15 milioni di K e inizia anche la fusione dellidrogeno. Questa
doppia fusione nucleare non fa che espandere di molto pi di prima la stella, prima che raggiunga la
stabilit. La stella diventa, quindi, GIGANTE ROSSA perch le parti periferiche, essendosi espanse si
raffreddano attorno ai 3000 4000 K. In seguito si consuma anche lelio nel nocciolo e raggiunto il 70%
ritorna di nuovo a collassare fino a diventare una nana bianca. Alcune stelle con massa leggermente
superiore a 2 mso (circa 2,5 mso) riescono a innescare anche la fusione di una parte del carbonio in
ossigeno, neon e magnesio Temperatura superficiale pi elevata GIGANTE BLU.
SUPER GIGANTE ROSSA
La maggior parte delle stelle con massa da 2 8 mso, dopo la fase di gigante rossa, esaurita la maggior parte
di elio, si contrarranno fino a raggiungere pressioni e temperature ideali per la fusione del carbonio (800
milioni di K). La nuova esplosione superviolenta, spazzer gli strati esterni come nebulosa planetaria ed
espander quelli interni divenendo Super Gigante Rossa. Rossa perch la zona periferica molto espansa e
la temperatura pi bassa. Delle Super Giganti Rosse, alcune si fermano a questo stadio, altre, con masse
solari superiori a 8 e finito il carbonio, collassano, e ricomincia la fusione dellidrogeno, dellelio, del
carbonio e continua, a condizioni giuste, con quella del neon, dellossigeno, del silicio per finire con quella
del ferro. Il ferro lultimo materiale a essere fuso; la sua reazione avviene con assorbimento di calore,
quindi endotermica, e quando finisce il ferro la stella si raffredda. Una supergigante, quindi, pu apparire
come una sfera dove avvengono varie fusioni avente come ultimo strato, quello pi profondo, la fusione del
ferro, e oltre il quale non si pu pi proseguire perch la stella si raffredda.
SUPER NOVA
Ma non tutte le stelle di massa solare compresa tra 0,08 ed 8 alla fine della loro evoluzione, dopo aver
espulso il materiale pi superficiali in nebulosa planetaria, si trasforma in una nana bianca, un oggetto dalle
dimensioni piuttosto piccole con una massa minore o uguale al limite di Chandrasekhar (1,44 masse solari).
Se la stella non diminuisce la massa a 1,44 masse solari, ma ne conserva qualche materiale in pi, non
diventa nana bianca ed ha il destino di quelle che superano le 8 mso. Quando ci che rimane della Super
Gigante Rossa ha superato le 8 mso, la gravit tantissima e la pressione gravitazionale altissima tanto che
nellultima fase di questa stella , per limprovvisa contrazione che si ha, esplode nei suoi strati pi
superficiali con unesplosione violenta, passando una fase molto breve di Super Nova. Gli strati superficiali
che esplodono e si urtano creano qua e l delle fusioni oltre il ferro fino a formare tutti gli elementi
conosciuti e non della tavola periodica. I frammenti proiettati a enorme distanza possono raggiungere
nebulose in cui avvieranno nuove formazioni stellari.
STELLA A NEUTRONI
Se il nocciolo rimasto minore di 1,44 masse solari (limite di Chandrasekhar) si trasforma in nana bianca.
Se supera 1,44So ma non i 3,5 So (valore approssimativo), la pressione gravitazionale supera quella
degenere e costringe gli elettroni a fondersi con i protoni, ottenendo i neutroni. In tal modo si forma una
stella a neutroni. Lo stato fisico di questa materia si chiama superfluido. Tipiche stelle a neutroni sono le
pulsar.
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BUCO NERO
Se vengono superati i 3,5 So, il nocciolo si trasforma in BUCO NERO. I valori ipotetici di pressione e
temperatura sono altissimi, praticamente infiniti per cui si parla di singolarit. La massa, inoltre,
anchessa altissima, concentrata in uno spazio ristretto. Con tale termine si vuole indicare una situazione
che le attuali leggi chimico-fisiche non sanno rappresentare. In astrofisica si definisce buco nero un corpo
celeste estremamente denso, dotato di un'attrazione gravitazionale talmente elevata da non permettere
l'allontanamento di alcunch dalla propria superficie. Questa condizione si ottiene quando la velocit di
fuga dalla sua superficie superiore alla velocit della luce. Fino ad oggi sono state raccolte numerose
osservazioni astrofisiche che possono essere interpretate (anche se non univocamente) come indicazioni
dell'effettiva esistenza di buchi neri nell'Universo. Il termine "buco nero" dovuto al fisico John Archibald
Wheeler (in precedenza si parlava di dark stars o black stars). Qualsiasi oggetto di qualsiasi massa pu
diventare buco nero, tanto che se ne trovano anche nello strato della ionosfera o nel laboratorio del
CERN.
RAGGIO DI SCHWARZSCHILD
Un buco nero pu formarsi ovunque e pu avere qualsiasi dimensione: questione di densit della materia.
Nota la massa, possibile determinare il raggio al di sotto del quale loggetto sferico si comporta da buco
nero. Per determinare il raggio in questione, occorre partire dal fatto che nemmeno la luce supera la
velocit di fuga (cio la sua velocit C contiene una energia inferiore a quella gravitazionale del buco nero).

Ora, considerando le energie in gioco,

facile ricavare:
Dove d=rs (raggio di Schwarzschild)

LE STELLE VARIABILI
Una stella variabile una stella la cui luminosit non costante, ma cambia nel tempo.
Variabili intrinseche
Le variabili intrinseche sono stelle di cui varia luminosit assoluta, Ci sono molti tipi di variabili intrinseche,
periodiche e non. Quelle periodiche sono stelle verso la fine della sequenza principale (instabili). Es,
variabili cefeidi.
Variabili estrinseche
Una delle cause pi comuni la presenza di una compagna, che forma con la principale una sistema stellare
doppio (stelle binarie). Viste da certe angolature, le due stelle possono passare una di fronte all'altra e
causare un'eclissi, che si presenta come una riduzione di luminosit (variabili ad eclissi)
In altri casi. Il movimento stella pi piccola (orbitante) tale da provocare lalternanza di red shift e blue
shift (variabili spettroscopiche).
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