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parte prima

LA FKISURREZIONE DEI MORTI

capitolo primo

it PRoFETA DANIELE (im-s)

..-.___-.._

_.___i_______

Secondo tirftipiiiitme abbastanza alfermztta. l`idea di risurrezione non avrebbe preso corpo. nel pensiero giudaieo. che all`inizio del ll secolo prima della nostra era, ai tempi delle persecu-

zioni di Antioco Epifane contro coloro che si opponevant) 1tll`ellcnizzztziotte del popolo ebreo e che volevano salvaguardare le
prescrizioni della legge ntosaiczt secondo Finterpretztzione che
le veniva tlata in quelfepocz. Essendo Dio il padrone e il dispensatore di ogni vita. non tlovexttt forse. per timore del suo popolo. ridare la vita a quanti Pavevant) sacrificata per restargli fe-

deli? Come poteva abbandontire tlelinitixftttnente :illa morte co-

loro che llmntvztnti al punto da morire per lui? No, Dio ttiantiene le sue promesse. Si riservavti, in un avvenire pi o utenti lontano, di restituire la vita a coloro che l`avevano sacrificata per
restare fedeli alla sua Legge. (pianto affermano il profeta Daniele e latttore del secondo libro dei Nlacczibei.
Bench il nome di Amiocti Epifane non appaia nel libro di
Daniele, si ammette generalmente, a partire dallo storico ebreo

Giuseppe Flavio, che il profeta muova le sue accuse proprio a


questo tiranno. Le diverse visioni che descrive nel suo libro
hanno il preciso scopo di confortare i fedeli di Dio, vittime delle
persecuzioni del tiranno, annunciando la rovina del persecutore

e la restaurazione del popolo di Dio nella libert e fedelt alla

Legge tlivina. Ma al ntotnetitt) di questa tanto attesa restaura-

zione'. che ne sar di coloro che, fedeli alla Legge. avranno or-

mai abbandonato il ittontlo dei viventi? La risposta a (presto interrogativo zittgoseiatite (lata solo all`inizio del capitolo I2.
tluttqtte con l`ultima visione tlescrittzl dal profeta:

Lu nostra vittoria .sulla morte: "ri.stiri'c:,irne"Y

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l. Or in quel tempo sorger Michele. il grande principe. che vigila_


sui ligli del tuo popolo. Vi sar un tempo di angoscia come non*
c`era mai stato dal sorgere delle nazioni I`ino a quel tempo; in
quel tempo sar salvano il tuo popolo. chiunque si trover scritto
nel lihro.
IQ . Molti di qttelli che dormotiti nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l`inl"atnia eterna.
3. l saggi risplenderannti come lo splendore del firmamento: coloro
che avranno indotto tnolti alla giusti/ia risplendet'atint conte le
stelle per sempre.

Questo testo richiede un certo tiumero di spiegazioni.

Le fonti riprese da Daniele


Per comporre questa profezia Daniele si ispirato a tre testi
del profeta Isaia, o per lo nteno a ci che egli leggeva nelle profezie attribuite a lsaizt.
- ll primo testo ripreso da Daniele ls 42-3. Eccone la tradu-

zione:

2. ln quel giorno il germoglio del Signore crescer in tutore e gloria


e il l`rutto tlellzt terra sar a magnificenza e tirnantentti per gli
scampati di Israele.
3. Chiunque sar rimasto in Sion e chi sar stipcrstite in Gerusalemme sar chiantatt) santo: cio quanti saranno iscritti per restare in
vita in Gerusalemme.

Ritroviatno lo stesso tema alla line del versetto I di Daniele.


Si tratta di coloro che saranno ancora in vita al momento della
grande prova escatologica. Mentre molti saranno messi a morte
tlall`invzisore, coloro che sono iscritti nel `lihro della vita' sfuggirantio al massacro.
- Daniele ha considerato il *aso di coloro che satranno ancora
in vita al ttiomento della grande prova escattiltmgiczt; ma quale
sar la sorte delle persone gi morte? Non potranno partecipatre al nuovo regno? S, risponde Datiiele al versetto 2, ripren-

dendo un testo di quella che viene chiatnatzt Fapocalisse di

Il profeta Daiiitelc* (/2,l-_1)

l9

Isaia' (Is 26,19), una composizione tardiva risalente al Ill o IV


secolo prima della nostra era. Proponiamo questo testo seguendo la traduzione di Puech l:
I morti lrilxiivrzuino. i cailax-'eri risusciterainno.

si sveglierannt) e si rallegrerzulno gli abitanti della polvere.


perche' la tua rugiada una rugiada di luce/i
e il paese delle ombre' partoriri Herr. metter gil.

Un certo numero di espressioni di questo testo di Isaia si ritrova, o ha il suo equivalente, nel versetto 2 del testo di Daniele:
`rivivere` e vita`, svegliarsi `gli aibitanti della polvere' e coloro che dormono nella polvere'. ll prestito di Daniele dallo
pseudo Isaia certo. Ma quando lo pseudo Isaia parla di una risurrezione dei morti, la intende in senso proprio e personale oppure in senso figurato e collettivo? Sono gli individui che devono risorgere o solo il popolo di Dio che, momentaneamente

decimato dai iremici, riprende a vivere (vedere Os 6,l-2)? I pa-

reri degli esegeti non sono tinifornii su cguesto punto. Evitandt)


di discutere a tondo (presto problema che ha per noi tnfiniportanza secondzirizi facciamo nostra le`opinione di E. Puech2: Questo versetto ci appare come una testimonianza innegabile di una
certezza di vita dopo la morte e di una risurrezione seguita dalla
gioia escatologicit esistente in alcuni ambienti ebrei, gi in epoca zintica, anteriore a Daniele e alla traduzione dei Settanta, che
l'hanno intesa come risurrezione coiporale-*.
- Notiamo infine la conclusione del versetto 2 di Daniele: tra
coloro che saranno risuscitati, ad :alcuni sar riservato Pabomi-

nio' eterno. Questo termine ripreso da Is 66,24 dove si profe-

lizza che i cadaveri di coloro che si sono rivoltati contro Dio

saranno un zibominio per tutti'. Questo termine non compare in


l l. PUECII. La curnyfiiirv* des esxstiiiieris en la riejiiriire: mmorfrlir, rsrfr-

recfirni, vie citarne/le? Histoire z/'miz' cro_vaiic'e Inns le jmfaiilrme uncieii. l. La


rsurrection des morts et le contexte scripuraire (ttides hihliques. NS 2| l. Paris 1993. p. 70s.
3 Ibid., p. 7l.
i Questo aggettivo ci sembra pi zipproprialti in tiuanto lascia stipporre una
tlistiuzitune reale tra l`anima e il corpo, (Iistnziiane non concepita dal pensiero
semitico, come preciserenio in seguito.

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Lu :tnsrrar virturitt .stri/u muffe: "ri.s'zfrrczt`(11c "If

nessun altro testo della Bibbia e il prestito da Isaia pi che

probabile.
;
Era utile far tiotare tutti questi prestiti dal libro di Isaia: essi ci

consentiranno di risolvere alcune tlillicolt del testo di Daniele.

Risurrezione dei corpi?


Quando parliamo di risurrezione tlintenticliiatno troppo spesso che questo termine non ha esattametite lo stesso senso per
noi. inlltrettzztti da unantropologia di stampo greco. e per Daniele, che aveva come ril`eritnentt unantropologia cli stampo
semitico. quanto dobbiamo ora precisare.
Ecco come molti si rappresentano tiggi la risurrezione. Se-

condo una concezione ereditata dal platoitistitt) noi ammettiztrttti


che luonw (e la donnall) composto di tnfanitntl e di un em-po

che costituiscono due realt tlistinte e separabili. Tutta la nostra


vita cosciente: intelligenza. volont. sentimenti, si trova concentrata nella nostra anima: il corpo non che uno strumento che

consente all'aitimzt di entrare in contatto con il mondo esterno.


Noi siamo soprattutto tnfaninnt, ma ttn`anitna che possiede un

corpo. Mentre Fanimzt immortale, il corpo soggettt) alla cor-

ruzione. La morte la separazione tlelPanitttzt dal corpo. Questo


si dissolve nella terra, bruciato dal iioco, oppure ttsstirbitci
da un altro corpo, mentre lzttiima continua a vivere, o presso
Dio, o con gli angeli decaduti di cui condivide la sorte fttnestzt.

Dopo la morte noi sianto solo ttn`anitnat separata dal suo corpo,
ma che conserva malgrado tutto la sua coscienza e la sua perso-

nalit, in quanto coscienza e personalit sotto appannaggio del-

Panima. Ci siamo spogliati del nostro corpo come di una veste


troppo vecchia e logora. Ed ora godiamt) della lveattittrtline eterna presso Dio (restiamo ottimisti l).
Ma giorno verr, alla l`ine dei tempi. con il ritorno di Cristo,

*l Clic le femministe convinte ci pcrtlonino! Per parlare dell`umanitz`t noi


continueremo ad indicatrlzt ttszttttlti il termine 'ttomo`. Ovviaunente si tratter
sctnprc sia tlellltonto che tlellzt tlonnai.

Il profeta [Juniv/e (12. l -_i')

2|

in cui ritroveremo un corpo: ci sar la risurrezione (lei corpi. Secondo tuficonogrztfizt popolarizzata (la celebri pittori. le tombe

si apriranno e tutti i corpi ne usciranno per riprendere vita e raggiungere le anime che li attendono, in cielo o nelfinferno. Mo-

(lo evidentemente troppo sentplicistico (li rappresentarsi la risurrezione in quanto. come tutti sanno, non vi pi alcun 'corpo`

nelle tombe. (li elementi fisici che lo componevatio si sono (li-

spersi e sono entrati nella lbrmatziotie (li altri `corpi`. Bisogna


allora (immettere che. con la risurrezione tmiversztle, ci sar co-

me una ri-creztzione (lei corpi (la parte (li Dio. Molti sono (li
questa opinione (iggi. Ma comunque. per noi ora, propriamente
parlamlo, il termine `risttrre2ione` non pu ttpplicarsi che ai corpi; lanin1z1 immortale e non deve quindi riprendere vita.
Non era cos per Daniele che aderivzt a uifantropologizt pri-

mitiva, non ancora influenzata (lalla filosofia greca. Probabil-

mente tale antropologizt primitixfzt ammettevzt i1ell`ttomo un cer-

to (lualismo. ma non era il dualismo (lella filosofia greca. Per


capirlo possiamo rileggere il racconto della creazione (lelfuotno
in Gu 2,7:
Allora il Signore plasmi l`uomo con polvere del stiolo e soffi nelle sue narici un alito (li vita e l`uomo (lvemle un essere vivente.

IJuonio e essenzialmente questa particolare realt modellata


(la Dio a partire (lalla polvere (lel suolo. Egli si identifica tal\

mente con qttesto qualcosa tratto (lalla terra che il nome (lel primo uomo, Ada/n, (leriva dal termine ebraico che significa suolo o `terra`, 'adamulr vero che per (liventatre un essere vi-

vente' l`ttomo ha bisogno (li un elentento che non viene (lalla

terra, (lel soffio vitale che, nella Bibbia, 'assume nomi (lversi:
nur/tanza, izcfarh o run/z. Ma indipendentemente tlal suo nonne

questo soffio vitale un semplice principio (li vita biologica;


non mai concepito come principio (li conoscenza, (li volont.
(li sentimenti. La personalit (lell`uomo non risiede in questo
soffio vitale che Dio pu ripremlere ad ogni istante, quando lo

giudica opportuno. La personalit (lelfuomo, la sua coscienza


legata a ci che gli viene (lalla terra.
L`antropologiz1 ebraica, come (lel resto (itiellzt greca popolare
quale la si trova ancora in Omero, resta primitiva`: essa concepisce l`uomo nella sua tmiti psicofisica. "Nel pensiero israelitzi

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La rmstra vittoria .sulla morte: 'rt.s*ttrreziofie"?

luomo concepito non tanto in dimensione (lualistica, come

corpo e animal, ma in modo sintetico, come ttnunit di potenza vitale, o (per parlare secondo la tiostra terminologia moderna), come un organisnui psicofisico. Ci significa che le diverse membrzt o secrezioni dei corpi, quali le ossa. il cuore, i visceri, i reni, come la carne e il sangue, possono essere tutte concepite come capaci di esprimere propriet psichiche5. In altri
termini tutta la vita psichica delluomo, la sua conoscenza, il

suo amore, la sua volont, i suoi sentimenti, insommzt tutta la

sua vita psichica uifeinanztzione del suo essere fisico. Quando


la Bibbia parla di Dio che scruta i reni e i cuori, occorre intendere tali espressioni in senso proprio: la vita psichica delluotno
proviene dal suo cuore e dai suoi reni, dai suoi polmoni e dal
suo diaframma, avrebbero detto gli antichi greci. Cosi la personalit delluotno non si trova nella sua zmima, come riteneva
la filosofia greca, n nel soffio vitale' che Dio gli ha comunicato, semplice principio di vita biologica, ma nel suo essere terroso, nel suo essere tratto dalla terra.
E poich, quando luomo muore, il suo ettore, i suoi reni, e

tutti i suoi organi si dissolvono nella terra, egli non pu pi n


pensare, n volere, n amare, n sentire alcunch. Non pi un
essere vivente'. Dal punto di vista tunano egli non pi che
lombra di se stesso. Di conseguenza, per Daniele, risuscitare
non equivale solo a ritrovare un corpo, significa ritrovare la
possibilit di pensare, di volere e di amare. Certo, questo ritorno
alla vita implica itecessariamente come una ricreazione da parte di Dio di tutti gli organi fisici delluomo, senza i cittali egli
non potrebbe vivere. Questo processo di risurrezione fu ben
descritto dal profeta Ezechiele nella famosa visione delle ossa
disseccate, nel capitolo 37: al comando del profeta, e dunque di
Dio, le ossa si accostano le une alle altre, poi si coprono di nervi, la carne si riforma con tutti gli organi necessari per vivere,

5 A.R. JtJltNs0N. The Vitality (tft/ic Itulividttul in the 'Thought Q/'Aitcient


Imztvf, Cardiff 1964, p. 87.
f' Si tratta sicuramente dellzt tlescrzione di una risurrezione. ma che si deve intendere in senso figurato e collettivo: il popolo di Dio che riprende a vixrere.

.Il profeta Daniele (12. 1-3)

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la pelle ricopre il tutto. Infine lo spirito, cio il soffio vitale. ri-

torna e gli uomini si alzzino in piedi: eccoli viventi!

Hilese e la differenza tra le due concezioni sopra descritte.

Da tina parte la morte non pi che tmltppatreitza in quanto


l`uomo continua a xfivere grazie alla sua zlnima immortale. prin-

cipio di tutta la sua vita psichica; alla risurrezione c`e solo il

corpo da ritrovare. |)all`altrz1 l`uomo ha perduto quasi ogni lorma di vita cosciente. 'l`utt`al pi non che un`ombrai perduta
nelle tenebre: ed ecco che. alla risurrezione. ridiventtt un essere

di carne e di sangue, capace di pensare. di volere e di sentire.


Senza risurrezione non sarebbe che un`eternat figura giacente'.

lreddzt, inerte, morta come il marmo. Risuscitzintlti egli ridiventzi


capace di vivere`, nel pieno senso della pztrola.

Che diventa I'uomo con la morte?

Abbiamo appena detto che. con la morte. nella seconda delle


due versioni sopra presentate l`uomo non pi che tnfotnbra
perduta nelle tenebre. Vediamo di precisare questo punto.
a) Secondo una concezione frecpientemente attestata nella
Bibbia, l`uomo quando muore scende nello Sheol. Questo soggiorno dei morti, situato sotto terra, presenta strette aflinitt con
P/lrullu babilonese o con I`Ade degli antichi greciV. una re-

gione di tenebre assolute. ln questo regno i morti sono conte

ombre (i Rep/iulm) che hanno solo una parvenza di vita. Questa desolazione assoluta del soggiorno dei morti ben tlescrittai
dal salmistzl:
lo sono colmo di sventure.
la mia vita vicina alla tomba.
Sono anitoveratt) tra quelli che scendono nella fossa.
sono conte un uomo ormai privo di forza.

7 Vedere P. Dllonsn-L. "Le sjour des morts chez les lzilay-'ltmiens el les HebrellX". RB. 4 ( i907) 59-78 e NJ. TRUSIP, Primiliiw' Cirutcwzyifirntis' (Jeuh um!

the Net/ivi' World in the Old Tartuniun! (Biblica et Orientalia. 2|). Rome 1969.

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1.1: nostra vrfurif: .sulla nmrrch' "risvfrreznnc "?

tra i morti il mio giacigliti,

sono come gli uccisi stesi nel sepolcro.


dei tpiali tn non conservi il rietirtlo
e che la tua mano ha ttbbantloiizito.
Mi hai gettato nella lossa prolontlat.

nelle tenebre e nelle ombre di morte |...|

Compi forse. prodigi per i morti?


0 sorgono le ombre a darti lode?
Si celebra forse la tua bont nel sepolcro.
la tua fedelt negli inferi?
Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi.
la tua giustizia nel paese delfoblioi' [Sal 88.4-I3|.

A dire il vero le Ombre nello Sheol non sono completannente

prive di vita, ma esse non hanno conservano che `la forma pi

debole di vitzfg, forse perche' rimane il loro scheletro.

b) Ma c' un modo ancora pi radicale di concepire la condizione tlelliomc) dopo la morte. Si fonda sui racconti della Genesi. Riprendiamo il testo di Gn 2,7 che racconta la creazione
tlelfuomo, traducentltilti molto letteralmente: Allora Jahve Dio
form luomo polvere tratta dalla terra l 'up/zur min/m 'uclzzmu/z]
e insufll) nelle sue narici un soffio di vita e l`uon1o divenne un
essere vivente. lftiointi non tlunqtie che 'polvere` e. dopo il
peccato originale, Dio pu dirgli per punirlo della sua colpa:
Con il sudore del tuo volto matigerzli il tuo pane finch tornerai
alla terra I Im 'cidwnu/z l di cui fosti l`ormato, perche' tu sei polvere [hp/zur] e ritornerai alla polvere. Nessun accenno allo
Sheol in questo testo; pi semplicemente Poperzt della creazione
si disgreghern: Dio ritirer tlalfuomo il soffio vitale che gli ha
dato, e fuomo ritorner alla polvere di cui fu formano. Realt
bene espressa dalflcclesiziste: Prima che |...| ritorni la polvere
alla terra, confera prima. e lo spirito torni a Dio che lo ha dato"
(l2,7). In modo ancor pi tlrznmnatico lo stesso zitttore, che non
credeva ancora a una vita dopo la morte, poteva scrivere:

Poi riguardo ai figli tlellitimt) mi son detto: Dio vuole provarli e


mostrare che essi di per s sono come bestie. Infatti la sorte degli

"i JOHNSON. 77m Vini/it); april., p. 88.

Il profeta Dania/z' ( I 2. I -3 )

wu:

uomini e quella delle bestie la stessa: come tttuoitntfa queste


muoiono quelli: e` un solo sol`l`io vitatle per tutti. Non esiste superiorit tlelltottttw rispetto alle bestie, perch tutto vanit. Tutti sono
diretti verso la tnedesitttzt ditnorzt: tutto vetttttt) tlalla polvere e tutto
ritornat nella polvere. Chi sa se il strl`l`tt vitale tlelllttitttti satlgtt in alto

e se quello della bestia scettda in basso nella terrai lQo 3. I 8-21 l.


Ritroviatntt lo stesso tema in altri testi della Bibbia:

Se egli |l')io| riehiamassc il suo spirito a s

e a se' ritraesse il suo soffio,

ogni carne tttorirebbe ttll`istztnte


e l`tto|no ritornerebbe in polvere [Gb .-l_.l~l-l5|'.
Se nascondi il tuo volto. vettgtrtttr tttetto,
togli loro il respiro. tnuoiottt)
e ritornano alla loro polvere [Sal l()4.29|.
I ..._| egli che, itato da poco dalla terra.

tra poco ritorner l tlove l`u tratto.


quando gli sar richiesto il soffio che gli stato prestato"
lCEl: Fuso fatto tlell`atnitntt sua`| [Sttp l5.8|.

ln tutti questi testi si esprime un`idezt molto semplice elte. an-

cora una volta, si ispira a (n 2,7 e 3,19: la morte prodotta dal

l`atto che Dio riprende il sol`l`io vitale che aveva `prestato` alPttomo; questi ritorna allora alla polvere (li etti l`tt ltortnztto. ln
tiessuntr di questi testi si accentua ad una discesa nello Slteol.
Dopo la morte Puomo non pi ttulla.
ln che prospettiva si pone Dn 12,2? ln quella di Gn 2,7 e

3,19. Con la risurrezione infatti per coloro ehe dormono nel

paese della polvere', non si tratter di ttscire dallo Slteol ma di


risvegliarsi. Alwbiatittr ripreso la traduzione della Bibbia di Gerusalemme, ma ora eercheretno di essere pi aderenti al testo. ln
9 Quest`ullin1zt frase. poco in atrmotiizt con il contesto anteriore. sembra
tttfaggitnttzt.
l" Vedere anche Gb I()_.8- l 2. che richiatnzt (in 2.7.
l' D`ora in poi, in caso di tlivergettze signiliczttix-'e tra i testi proposti dall`autore di qttesfopertt e quelli tlell`edizone tiliciztle della Cl-Il. si tlar prima.

sottolttezttzt. la traduzione atderente al testo proposto tlall`autore e poi. tra parentesi quadre e virgolettato. il testo della Cll [n.d.t.|.

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1.41 narrrct vittoria .sulla morte: "ri.sitrr':,ir1ic'"?

Gn 2,7 si dice che Dio plasm l`uomo (hcihdam) 'polvere [pro-

veniente] dalla terra' (Zip/tar minha hdanirzh). Questo racconto

vuole sottolineare che l`uomo, come indica il suo nome, fatto


di terra. Invece di chiamare il printo uomo Adamtf lo si dovrebbe chiatnairc Terroso Il testo della Genesi diventerebbe:
"Dio plasm il Terroso polxiere proveniente dalla terrai. 'Tornia-

mo ora al testo di Dn l2,2, parla di coloro che dormono 'nella


terra della polvere' (iu/mar tip/zar). Abbiamo visto che il testo

riprendevzt ls 26,19 che parlava di coloro che abitano 'nella pol~


vere`. Ma se Daniele completa il testo, lo la certamente per confermare quello di Gn 2,7, con il suo zicccistztmentci tra `Terroso`

(Adamo) e 'polvere [proveniente] dalla terra'. Per Daniele alla

morte l`ttomo non scende nello Sheol, ma essendo `Terroso' ritorna semplicemente alla terra dalla quale fu tratto (vedere Gn
3,19). Sdraiati nei loro sepolcri gli uomini sembrata) dormire
i1ell`atteszi del giorno in etti si risxfeglieranno Lfevento che noi
chiamiamo risurrezione concepito come un risveglio. Rilroveremo le medesime espressioni in numerosi testi del Nuovo Testamento.

Coloro che risusciteranno


Non abbiamo per risolto le nostre rlifficolt con il testo di
Dn l2,2. Ijabbiamt) citato seguendo la traduzione della Bibbia

di Gerusalemme [corrispondente qui alla versione tit`t`iciale CEI,


i1.d.t.]: Molti di coloro che dormono nella polvere della terra si

risveglierztnno: gli uni :illa vita eterna, gli altri alla vergogna e
per lint`amia eterna. Incontriamo immediatatiieiite una difficolt. Secondo questa traduzione la risurrezione dei morti non

sarebbe generale in quanto essa non riguardcrebbe che ntolti`


tra coloro che sono morti. Quale sarebbe il criterio di tlistinziti-

ne? Impossibile saperlo. Viene da pensare istintivamente a una


distinzione tra i giusti e gli empi, ma non il caso, in quanto tra
coloro che risuscitztno alcuni sono (lestinati `itllint`ztmia eterna.

La risurrezione riguarderebbe dunque solo una parte dei giusti e

una parte degli empi. Ma perch? Daltrzt parte si pu dubitare

che Daniele abbia pensato a una risurrezione degli empi. Egli ri-

Il profeta Daniele (12,13)

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prende, come si visto, vari testi ciel libro di Isaia. in particolare


ls 26,19. Ma ls 26,19 riguarda solo i giusti; degli etnpi invece
detto: l morti non viwanno, le ombre non risorgeranno, poich
tu li hai puniti e distrutti, hai fatto svanire ogni loro ricordo"
(v. 14).
Mons. Alfrinkll si ben reso conto di questa tlillictiltt e per

evitalrlzt ha proposto una nuova interpretazione del testo di Da-

niele 12,2. Nella Bilabizi di Gerusalemme i termini gli tini... gli

altri" traducono l`espressione ebraica 424/241... wellh. Nella

Bibbia essa viene tnilizzztta in due diversi modi. Pu servire a

distinguere due parti in un gruppo unico che appena stato nominato; il senso supposto dalla traduzione della Bibbia di Gerusalemme. Ma essa pu anche atpplicarsi a due gruppi che sono

stati distinti nel contesto anteriore. Vediamo se tittesto secondo

senso pu convenire nel nostro caso.

Alla fine del capitolo 1 I Daniele descrive tnfinvasione destinata a mettere a ferro e fuoco quella magnifica terra la Pale-

stina (11,41). Uinvasore pianter le tende fra il mare e il bel

monte santo` (1 1,45), in tutta la regione che si estende ad est del

Metliterrzineo. Molti saranno messi a morte ( 1 1,41 ) e `vi sar un

tempo di angoscia. conte non c`erz1 mai stato dal stirgere delle

nazioni fino a quel tempo' (12,1a). Fortunatamente Michele,

Vangelo protettore del popolo di Dio, verr in suo soccorso per

cui 'sar salvato il tuo popolo, chiunque si trover scritto nel libro' (12,lb). Tra tutti coloro che saranno ancora in vita a1 mo~
mento della grande prova escatologica sar tlunque operata una

separazione: gli uni saranno messi a morte dalfinvasore, gli altri sluggiranno al massacro, e saranno gli iscritti nel libro della
vita. A1 versetto 2a Daniele considera poi la sorte di coloro che
erano morti prima tlelfinvasione tlevastante. Anche tra costoro
si far una scelta in quanto solo molti tra coloro che dormono
nel suolo di polvere si rsveglieranno. Gli altri non si risveglieranno ma rimarra|ii1t nella morte.

13 BJ. ALFRINK. "lfitlc de rsurrectioit d`aprs Dn 12.2", ihlfll) (1959)


335-371. Numerosi commentatori hanno adottato la posizione di Mons. Alfrink; vedere 1a lista in Pulini. Lu Croyancv. op. vir.. p. 80: lo stesso Pucch fa
parte di questa lista.

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Lu nosvru vittoria .sulla morte: "ri.s'iirz'r'z'.iorir'"?

Unificando queste due prospettive risultano due gruppi di~


stinti: da una parte tutti coloro che sono tlestinttti alla mortefo
perch sono stati uccisi al momento dellnvztsione finale. o perch non risuscitzino; tlalltltrzt parte tutti coloro che sono destinati alla vita. sia per essere slitggiti alla tlistruzione tlell`itivttsione finale. sia perch si sono risvegliati dal sonno mortale.

di innesti due gruppi che parla il versetto l2h, che non bisogna

legare grammatica!mente al versetto l2a ma che forma tina frase indipendente. con il verbo 'essere' stittintesti come spesso avviene nell'ehraict biblico. Bisogner dunque tradurre cos citiesto versctto l2b: "Questi [sono] per la vita eterna, c|uelli [sono]

per la vergogna, per linl`antizi eterna". Il dimostrativi) questi


indica insieme i sopravvissuti della grande invasione e i risorti:
il dimostrativo quelli indica ad un tempo le vittime della grande invasione e colmo che non risorgeranno ma resteranno nella
morte. Bench Daniele non lo dica esplicitamente. solo i giusti
si risveglieratnno dal sonno della morte. ll nuovo popolo di Dio
sar costituito dai sopravvissuti della grande inxfasione e da coloro che risorgeranno: gli :altri sono destinati all`inl`ztinizt eterna'. Cos interpretato il testo di [Daniele non si scontra pi con
le tlillfictvltt che alwbiamtu segnalato pi sopra".

Il mondo nuovo

Come si rappresenta ltztniele il mondo nuovo in cui tlestinato a vivere il popolo di Dio, una volta ridotti allimpciteiizzt i
suoi nemici: il popolo di coli .o che sono sfuggiti alla distruzione della grande prova escatoiugiczi e coloro che si sono destati
dal loro sonno di morte?
Gli eventi di cui parla Daniele si sittiano `al tempo della le`ine`
(ll,4();l2,9), in quel tempo (l2,l), 'alla fine dei giorni'

U A tluestzt intcrpretztzione del libro di Datiiele si potr opporre il testo di


Gv 528-29 che sembra interprctzire Dn I2.2 come nella Bibbia di Gerusalemme. Ma non certo che (iovanni citi Dn 12.2: Pespressione coloro che sono
nei sepolcri` sembra piuttosto riprendere ls 26. I 9, sccotidti i Settanta.

II profeta l)aniele (l 2. 1-3)

29

(12,13). Leggendo queste espressioni molti possono essere tentati di attribuire loro il senso cosmico al c|uale siamo aibituztti

quando parliamo della 'fine del mondo`. Daniele avrebbe ciuindi

gi pensato alla distruzione del mondo materiale in cui noi oggi


viviamo. al quale tlovrebbe subentrare un altro mondo le cui
condizioni fisiche sarebbero mutate. Ma in tal caso aittribuiremmo a Daniele idee non sue. ln l2.l3 l`espressione 'alla line dei
giorni` tleve intendersi in funzione dei versetti l l-l2 in cui si dice che la persecuzione di Antioco Epilane e il regno del ntale
devono durare o i290 o i335 giorni. Si tratta della fine dei giorni durante i c|uali il tiranno perseguitert il popolo di Dio. Di
conseguenza il tempo della line' di cui si parla in ll.4() e l'23)
corrisponde al tempo in cui avr fine la persecuzione contro il
popolo di Dio lvedere ll,27.45:l2.7|. Non si tratta della line
del mondo fisico in cui viviamo. ma della fine di Lnfcpoczt di
disordini e persecuzioni. ll popolo di Dio potra vivere in pace
perche' i suoi persecutori saranno scomparsi dalla terra.
'Futtavizt l)aniele scrive in l2.3: "I saggi risplenderanno come

lo splendore del lirmaincnto; coloro che avranno indotto molti

alla giustizia (vedere ls 53.1!) risplenderannt) come le stelle per

sempre. Una nota della Bibbia di Cerusalennne Ip. l945 tr. it.|

spiega: "ll v. precedente l`a pensare che non si tratta qui soltanto

della fama postuma dei santi, conte in Sap 3.7 (clr. ls L3 l ), ma

di una trasligttrazione escatologiczt del loro corpo, ormai 'glo-

rioso. Ma se Daniele avesse inteso. in l2.3. descrivere la condizione lisica futura dei risuscitati. perch non avrebbe parlato
dei `saggi` (vedere Dn ll.33.35;l2,l()). di coloro che avranno

indotto molti alla giustizizUW? Le riflessioni che seguono si situano sulla linea indicata da P. Grelotl-*r L'ipotesi di una speculazione sull`im|nortzilit astrale non (la prendere in considerazione. Ci si pu anche ehietlere se il testo alluda alla meta-

morfosi generale degli eletti in un tmiverso trasligtirato. o se in-

'l Le due espressioni sono equivalenti: vedere Pt"|~;<||. Lu Crfrvfinvv. up.


vir.. p. 96.
1-* P. (teliurr P.. "I listoire et eschatologie dans le livre de Daniel". in tpu-

vulrpszar e! rhnlqqic' :le les/navate. lurers' (le Ybrllunsr ( I 979 )_ rl, Lnrqg

vlo-.srouotf (LI) 95). Paris 1977. p. 9o.

La nnsrrfz riifori: sulla morte: "ri.s'iirr'ezione "?

30

vece evoclli tramite questa immagine il ruolo specifico ricono-

sciuto ai saggi - coloro che hanno perseverato nella provaa ri-

schio di morire eventualmente, e coloro che continueranno a

godere dello stesso ruolo nel popolo salvato". questa seconda


atlternativzt che tlobbiatmci scegliere.

Daniele infatti si situa (lui sul piano della morale in quanto

parla di coloro che avranno insegnato agli ttomitii come vivere


secondo il volere di Dio.
dobbiamo interpretare il testo di Dn 12,3, e numerosi testi, bi-

blici e non, ci invitano a farlo. Nella Bibbia la parola di Dio

spesso parzigoiiatzt a una lampada, a una luce che illumina il


cammino che porta a Dio, alla vita (Sal 119.105; Pr 6,23). In

modo pi preciso si legge nel libro apocrifo di Etioch: Allora


la sapienza sar data agli eletti e tutti vivranno e non peccheran-

no pi [...] E vi sar i1ell'uomt illuminzito una luce, e nell'uomo

saggio tnfiiitelligenza (15.8). Qui dunque la sapienza ad essere paragonata a una luce che consente agli uomini di non pecca-

re pi. Gli stessi tiomini possono essere paragonati agli astri


nella misura in cui la loro buona condotta illumina gli altri sulla
via da seguire per piacere a Dio. Si legge in un frammento del
Testamento di Levi (greco l4,3-4) trovato a Qumrztn: "il sole, la
luna e le stelle l...brillztno] al ldisopra della terra. Non atssomi-

gliate voi forse al sole e al la luna? Se vi oscuratc lper empieta,


che faranno tutti! i popoli'?'l. Anche Ges dir ai suoi tliscepoli: Voi siete la luce del mondo 1...] Cos risplenda la vostra luce
davanti agli tiomini perch essi vedano le vostre opere buone c
rendano gloria al vostro Padre che nei cieli (Mt 5_.l4.l6). Dn
l2,3 da interpretare in prospettiva con tutti questi testi. Nel
mondo escatologico, formato dai sopravvissuti alla grande inva-

sione devastzttrice e dai risorti, i 'saggi' brillerztnno come stelle

nel senso che insegnerannt) agli ttomini come vivere in accordo

con il volere (livino e saranno da tutti ascoltati e perfeltaniente

obbediti. ll nuovo popolo di Dio non sara composto che da giusti` (ls 60,2l ). Non il caso di parlare di una traslormztzione fi-

sica dei risorti.

' Citato da J.'l`. MILIK. "Problmes de la littrature Henochiqtte la lumire des fragmcnts arannens de Qumrii". HTR 64 t l9l ) 333-378. p. 345.

II pro/em Duilia/z' ( l 2, I -3)

3l

Nulla consente tlunqtte di petisare che [Daniele zlbbizt prospettato un destino del popolo eletto non lo *alizzztto stilla terra. una

terra comunque idealizzzttat. Poich. come zibbiztttiti visto pi sopra. la risurrezione dei morti segner la fine della maledizione

che pesava still`ttntaniti secondo (in 3.l9. non vi sar pi mor-

te. ln tlefinilixfzt siamo d`accordo con ci che scrit-'exfai (irelot co-

me seguito della citazione riportata pi sopra: "A parle una certa insistenza sulla retribuzione individuale. 'assicurata dalla ri-

surrezione dei giusti messi a morte (l2.2). questa concezione

del mondo a venire' e molto diversa da quella che si trovava in

un testo come quello di Zc l4,6-l l . l-Zl? 'Tuttavia lespressione vita eterna` sembra alluderc a un trionfo tlefinitixfci di Dio
sulla Morte: si ritrova allora la prospettiva aperta da ls 25,64%".
La profezia di Zc l4 immaginztvat che il tlestinti del popolo di
Dio si sarebbe compiuto sulla terra.
Riassunteitdo. ecco come si possono rappresentare gli eventi
del tempo della fine di cui parla Daniele. ll popolo di Dio dovr affrontare un periodo di persecuzione vicilentzt e di indicibile
miseria (I l,4la;l2,2b). Ma Dio, tramite il stro angelo Michele.

interven per porre fine a questo oscuro periodo ( l2, l p). ln quel
tempo tutti i giusti si risveglieratnno dal loro sonno di morte
( l2,2). Essi non erano pi che *polvere* ma riprenderanno a vivere, come in virt di una ri-creazione dei loro elementi fisici.
Unendosi a coloro che saranno sopravvissuti alla grande prova
escatologica, formeranno il nuovo popolo di Dio su una terra le
cui condizioni fisiche saranno mutate, soprattutto nel senso che
la morte sar abolita: Fumanit sar reintegratzt nella condizione
che aveva prima del peccato originale in una specie di paradiso
terrestre' ritrovato. l membri di questo popolo saranno ntoralmente trasformati, perfettamente soggetti alla volont di Dio. Si
inauguifert allora un'era di pace, di gioia e di luce.

capitolo secondo

SECONDO LIBFiO DEI MACCABEI

ll secondo libro dei Maccabei Fepittime di tnfoperai in cinque

libri scritta da un certo Giasone di Cirene (2 Mac 2,24s), di cui


daltra parte non sappiamo nulla. Quell`operzt raccontava gli even-

ti ticcadtiti durante il regno di Antioco Epilane, il persecutore dei


giudei che volevano mantenersi fedeli alla Legge tlivina. Giasone

la scrisse poco dopo tali eventi, verso gli anni I6()- ISI) a.C, il che

ci situa in un`epoca di poco posteriore alle profezie di Daniele.


L`autore zmtmimt) scrisse in lingua greca, nel l24 a.C., come possiamo leggere in 2 Mac I.I(I, il riassunto che giunto lino a noi".

La fede nella risurrezione

Sette fratelli sono stati zirrestztti insieme 'alla loro madre e il re


Antioco vuole olabligzirli a mangiare carni suino, il che proibito dalla Legge. Per raggiungere il suo scopo li sottomette a turno a supplizi in presenza (lella loro madre (7, I ). Prima di essere

torturato, tignuno dei sette fratelli ha il tempo di atllroiitzire il tiranno con parole che esprimono la propria fierezza di morire
per Dio e per le sue leggi. Due di essi colgono Poccasione per
ttflermtire la loro fede nella risurrezione. Cos il secondo lo apostrofa in tal modo: Tu, o scellerato, ci elimini dalla vita presente, ma il re del tnondo, dopo che saremo morti per le sue leggi.
ci risuscitert a vita nuova ed eterna" (75)). ll ciuarto fratello pro'7 Per maggiori tletlatgli, vedere PUI-ZCH. Lu (`r_\frncc, top. rif., p. 85.

.ecfuziffo libro dei /Mutrcubei

33

clama a sua volta:


tendere da Dio Fadempimento delle speranze di essere da lui di
nuovo risuscitati: ma per te la risurrezione non sar per la vita"
(7,14). Inline, per sostenere i suoi figli la madre ctiraggiosat dice
loro: "Senza dubbio il Creatore del mondo [...| per la sua misericordia vi restituir di nuovo lo spirito e la vita. come voi ora
per le sue leggi non vi curate di voi stessi (7,23).
Come abbianto xfistti a proposito di Daniele, un ebreo non
potrebbe concepire un ritorno alla vita senza una specie di ricreazione da parte di Dio di tutti gli elementi che compongono
I`uomo. Condannato a morire sempre a motivo della sua fede.
Razis, un ttnziano di Gerusalemme, si getta tlall'alto di una muraglia: Ormai completamente esangtte [precisa il racconto] si
strappo gli intestini e prendendoli con le mani li gett contro la
folla; mor in tal modo invocando il Signore della vita e dello
spirito perch di nuovo glieli restituisse (14,46).

La risurrezione

riservata esclusivamente ai giusti


Per Giasone di Cirene come per Datiiele la risurrezione riservata esclusivamente ai giusti. quanto al`fermzt il quarto fratello rivolgendosi ad Atiticico: |...| ma per te non ci sar una risurrezione per la vita" (7,14). Alcuni commentatori hanno interpretato il testo nel senso che, riliutando al tiranno una 'risurrezione per la vita il c|uarto fratello poteva promettergli implicitamente una risurrezione per la morte' (vedere Gv 528-29). Ma
se questa fosse stata la sua idea, Pavrebbe espressa esplicitamente e non in una forma ambigua. Abbiamo del resto un altro
passo in cui si vede chiaramente che, per Giasone, gli empi non
debbono beneficiare della risurrezione futura. Nel corso di un

combattimento un certo numero di giude viene ucciso dal ne-

mico. Al momento di seppellirli ci si accorge che portavano su

di s degli idoli rubati, cosa proibita tlallzt Legge, e si interpreta

la loro morte come un castigo di Dio ( 1238-42). Giuda Maccabeo ordina allora di offrire sacrifici per i combattenti morti in

quelle condizioni:

Lu Norm: ttirmricr .sulla nmrle: 'Ttsuirrrezinne"?

34

Poi fatta una colletta. con un tanto a testa, per circa tluemila dracme
tfargento. le invi a Gerusalemme perche' fosse offerto un sacrificio
espiatorio, compiendo cos uifazione molto buona e nobile. suggerita dal pensiero tiella risurrezione. Perch se non atvesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati. sarebbe stato strperfltnx
e vano pregatre per i morti. Ma se egli considerava la magnifica ricompensa riservitta a coloro che si atdtlormentztno nella morte con
sentimenti di pieta. la sua considerazione era santa e tlevotzi. Perci
egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti. |Jerch fossero
assolti dal peccato l l2.43-45l.

Giuda crede nella risurrezione. ma pensa anche che coloro


che muoiono nel peccato, in rivolta contro la Legge, non possono risuscitare. Fa dunque offrire un sacrificio al fine di espiare il
peccato di quanti hanno conservato idoli rubati. allora chiaro
che la risurrezione riservata esclusivamente ai giusti o, al limite, a coloro che morendo in stato di peccato sono stati resi
` giusti' da un sacrificio espiatorio offerto dopo la loro morte.

Il tempo della risurrezione


La risurrezione dei morti avr luogo nel futuro, in un tempo
che l`attttire non precisa. Mettendo a confronto certi passi del libro si pu tuttavia mettere questo evento in rapporto con la re-

staurazione del popolo di Dio, come nelle profezie di Daniele.


ln 7,29 la madre dice al suo ttltinto figlio: Non temere questo
carnefice ma, mostrandoti degno dei tuoi fratelli, accetta la mor-

te perch io ti possa riavere insieme con i tuoi fratelli nel giorno


della misericordia. evidentemente grazie alla risttrrezione

che la madre e i suoi sette figli potranno ritrovarsi insieme. E

questo evento accadr il giorno della misericorclizt. occorre intendere: quando Dio conceder misericordia al suo popolo dandogli la vittoria completa e tlelinitivzt su tutti i suoi nemici
(8,5.27;1 1,10). dunque nel giorno in cui Dio assicurer la restaurazione tlelinitiva del suo popolo che avverr la risurrezione
dei giusti :affinch possano partecipare ai destini del popolo
nuovo. la medesima prospettiva che si ritrova nelle profezie
di Daniele.

.Sfcmtzlo libro dei Mucca/un'

35

L'anima e il corpo
Resta da risolvere un problema. Come si rappresentava la ri-

surrezione Giasone di Cirene? Era rimasto fedele ttlltntrtmpolo-

gia sentiticzt che concepivzt l`ttottttw nella sua ttnit psicosomatica


oppure. in accordo con il pensiero filosofico greco. tlistinguevat
nellutitntw l`aiti|na e il corpo? ln tal caso atmmetlevzi egli. con
Platone, che l`anima era immortale per natura. il che impli 'tiva

ehe per lui la risttrrezione non poteva riguardare che il corpo?

In due riprese lautore del secondo libro dei Matcealwei (listingue nell`uotnt due componenti che sarebbero l`anitnzt e il corpo. Fa dire a Eleazar, il tlottore della Legge il cui supplizit) pre-

cede quello dei setti fratelli e della loro madre:

ll Signore, cui atppzirtiene la sacra scienza. sa bene che, potendo


sfuggire alla morte, soffro nel corpo atroci tlolori sotto i llagelli. ma
nelfatiitnzt sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui |(.3(J|.

ln un altro passo Pemozitine del sommi) sacerdote che sta per


'assistere alla prolattatzitdne del 'Tempio tlescrttzt in questi terntini:
|...l il volto e il camhiatnenttw di colore ne mostravano l`inti|nt tor-

mento. Tutta la sua persona era pert-"asa da patura e da un trctnim del


corpo da etti atppztriva manifesta. a ehi ossewavzt, Fangoscizt che
aveva in cuore |3. I 6- I 7 I.

ll corpo tlunqtte la parte tlelfuomt) che si vede, che si tocca. quella che subisce la sofferenza. Lo conferma un altro passo.
Vien chiesto a uno dei fratelli: Sei disposto a mangiare, prima
che il tuo corpo venga straziato in ogni suo meinbro`? (7.7; vedere 9,7). Uanitna, invece, costituisce il principio delle nostre
passioni e dei nostri sentimenti. Antioet) furioso *nel suo ani~
|_1J_o_` lCElz come una be|va`|'-*' (5,l I). Di fronte alla sicurezza di
uno dei sette fratelli non pu fare a meno di animirztre `l`ztttittiti`

l* Occorre tener presente che il sostantivo fenttuinile francese 'me` significa in itatliztno sia `animo` che `anima`. e che questi due termini compaiono alternativanletite nelle traduzioni italiane. compresa quella biblica della (fl-II
|_n.t|.t.|.

36

La nostro virmria .sulla :narra: "Hsurrezthiic"?

del giovane', questo dunque il f011da111e11t0 del suo coraggio di


fronte alla sofferenza c11e torn1enter1`1 il suo corpo (7,12). 12111'dore 11el c011111atti111e11tt1 viene tlall'ani111c1 (11,19), e cos il co-

raggio cl1e tr11s1`0r11111dei giovani i11 1101111111 1111111111 (15,17). Que~


sto modo di parlare, estraneo al pensiero ebraico. influenzato
dal linguaggio della filosofia greca. Si tratta precisamente della
filosofia st0ic1. L`autore del secondo libro dei Maccabei 11011
11111111ette cl1e 1`a11i11111 si11 i1111110rtale per 11atura, come pensava
Platone. Alla morte essa perisce assieme al corpo. 11 pi giovane
dei sette fratelli 10 riconosce: `A11c11ic sacrifico il corpo e 11g;
1;1__1_1_| CEI: la vita"| per le patrie leggi" (7,37: vedere 14,38).

Al 1110111e11t0 della risurrezione 11011 c un'ani11111 i1111110rtale


che ritrova il suo corpo, sono 1`a11i111a e il corpo c11e insieme riprendono 111 vita.
121111111111 infatti 11011 i1111110rtale perch 11011 principio di vita. Perche' la11i111a e il corpo vivano occorre c11e Dio insul`l`li i11
loro 1`a1it0 di vita' di cui parla (in 2.7. a questo testo c11e a1lude la 11111dre dei sette fratelli quando dice: "Non io vi 110 dato
lo spirito e 111 vita |...| Ma il Creatore del 111011110 cl1e 11a plasma-

to a1l`origi11e l`u01110 |...| per la sua inisericortlia vi restituir di


11110111 lo spirito e 111 vita (122-23). La vita legata 11011 al1`1111i11111 11111 a1 soffio vitale c11e Dio dona 1111`u01110 e c11e si riprende
111 1110111e11t0 della morte de11'u01110 (3,31 ;7,9a) 11111 c11e restituir
al 1110111e11t0 della risurrezione (14,46).
Anche se 1111 adottato alcune idee della filosofia st0ic11 fautore del secondo libro dei Maccabei si rappresenta 1a risurrcz011e

eo111e se la rappresentava Daniele: 111111 11101te 1`u0111t spr0f011da


nel s01111o (12,45) dal quale si sveglier solo il giorno della risurrezione. Aggiungiamo c11e egli 11011 si prospetta mai una trasformazione fisica del 111011110 futuro: dopo la risurrezi011e il
nuovo popolo di 1)io continuer a vivere s111111 terra, 111a 11e1111
pace, in quanto i suoi nemici saranno stati castigati da Dio.

capitolo terzo

PRIMA LETTERA Di PAoLo Ai TEssALoNissi


(Aris-is)

Fu durante il suo secondo x-fiziggit) missionario che Paolo


evangelizz la citt di Tessalon' *a e vi fond una comuniti cristiana (At l7,l-9). Si rec poi ad Atene ( l7,l5-34), tiuintli a Corinto (l8,l- l 7). dove atpprese che a Tessalonica i nuovi conver-

titi erano perseguitati dai pagani (I Ts 2, l4). Non potendo andare personalmente a conlortztrli (2.l8) invia loro una lettera tramite il suo discepolo Timoteti (3,2-3). la prima. lettera ai 'Fessalonicesi.

La Parusiat
Alfinizit) della stia lettera (l.9-l()) Paolo ricorda ai cristiani

di Tessaloniczi ciuale l`u la sostanza della stia predicazione: convertirsi al Dio vivente abbandonatntlo il culto degli idoli; attendere il suo Figlio che egli lia risuscitatti dai morti e che deve ritornare dal cielo per sottrarci alla collera di Dio. I cristiani vivo-

no dunque i1ell`ztttesa del ritorno di Cristo, che pu verificarsi


da un momento all'altro.
All`epoczi il tema rivestiva un`imptirtanzzi fondamentale nelle
preoccupazioni di Paolo in tiuanto, nel seguito della stia lettera.
ritorner in quattro riprese su cjticstti avvento` di Cristo. che
egli chiama la stia 'Partisizf (2,l9; 3,13: 4.l5: 5.23). Questa Pal Questo termine. tratscrittta dal greco, significa: il ritorno di Cristo stilla
terra. Ne preciseremo il senso in seguito.