Você está na página 1de 8

Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n.

649004

Copia 1,00 Copia arretrata 2,00

LOSSERVATORE ROMANO
POLITICO RELIGIOSO

GIORNALE QUOTIDIANO

Non praevalebunt

Unicuique suum
Anno CLIV n. 15 (46.557)

Citt del Vaticano

luned-marted 20-21 gennaio 2014

AllAngelus e durante la visita alla parrocchia del Sacro Cuore il Papa chiede accoglienza per chi ha bisogno di aiuto

Attesa la nomina di un presidente ad interim

Migranti e rifugiati
nel cuore della Chiesa

La pace
tarda a Bangui

Allinsegna dellaccoglienza e della


solidariet. Cos Papa Francesco ha
vissuto la giornata di ieri, domenica
19 gennaio, testimoniando in prima
persona la sollecitudine della Chiesa
per quanti migranti, rifugiati o
senzadimora hanno bisogno di essere accolti e sostenuti. Ma soprattutto difesi dalla morsa di quelli che,
sulla scia del beato Scalabrini, il
Pontefice non ha esitato a definire
mercanti di carne umana, il cui
unico obiettivo schiavizzare i migranti.
Il Papa ha trasformato il suo appello in preghiera durante lAngelus
recitato a mezzogiorno in piazza San
Pietro. Ha pregato perch ciascun
cristiano sappia mettere linnocenza
al posto della malizia, lamore al posto della forza, lumilt al posto della superbia. E sappia cos trasformarsi in quel docile agnello nel quale Giovanni Battista identifica Ges
stesso. Debole e gracile, ma capace
di prendere su di s il peso del male
nel mondo.
Di quellagnello Papa Francesco
ha parlato anche ai parrocchiani della basilica romana del Sacro Cuore
di Ges a Castro Pretorio, la comunit visitata nel pomeriggio. Retta
dai salesiani, la parrocchia rappresenta un modello per una societ
spesso poco incline allaccoglienza.
La prossimit con la stazione Termini ne fa un punto di riferimento per
centinaia di senza fissa dimora, migranti e rifugiati che gravitano attor-

no alla vicina mensa della Caritas. Il


Papa ne ha incontrato una nutrita
rappresentanza. Ha scherzato con
loro, ma poi si fatto serio quando
si trattato di chiedere accoglienza,
condivisione del pane anche di
quello spirituale e protezione. A
loro ha raccomandato di conservare
la speranza che non delude mai.
Anche quando ci si sente come
schiacciati da pesi tanto grossi da
sembrare insopportabili.
Come fare? Papa Francesco ha riproposto la forza dellAgnello che
toglie il peccato del mondo e che
grazie allamore ha saputo sopportare il peso del male di tutta lumanit. E ha invitato i presenti alla messa
a chiudere gli occhi e a immaginare
quella scena l, sulla riva del fiume:
Giovanni mentre battezza e Ges
che passa. E sentiamo la voce di
Giovanni: Ecco lAgnello di Dio
che toglie il peccato del mondo.
Guardiamo Ges e in silenzio,
ognuno di noi, dica qualcosa a Ges
dal cuore.
La visita si conclusa con un lungo dialogo tra il Pontefice e i giovani della comunit. A loro il vescovo
di Roma ha chiesto in particolare di
non nascondere le ferite che ciascuno porta nel cuore: ferite che non
bisogna avere paura di chiamare con
il proprio nome, perch si possono
guarire solo con chiarezza, con tenerezza e lasciandosi amare.
PAGINE 7

Lauto di un leader della Seleka attaccata dalla folla a Bangui (Afp)

BANGUI, 20. Non si fermano le


violenze nella Repubblica Centroafricana e nella stessa capitale Bangui, dove oggi il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) si appresta a eleggere un presidente ad interim incaricato di portare il Paese
a elezioni generali. Si tenta cio di
concretizzare la svolta registrata
dieci giorni fa, durante un vertice

D allOnu invito in extremis a Teheran ma lopposizione al Governo di Damasco minaccia nuovamente di disertare i negoziati

LIran sar presente alla conferenza sulla Siria

y(7HA3J1*QSSKKM( +&!"!#!?!=!

NEW YORK, 20. A quarantotto ore


dallinizio della conferenza internazionale sulla Siria, conosciuta come
Ginevra 2, il segretario generale
dellOnu, Ban Ki-moon, ha invitato
lIran, oltre ad altri soggetti internazionali, tra i quali la Santa Sede, a
partecipare ai lavori. Linvito in
extremis, annunciato in una conferenza stampa ieri sera dallo stesso
Ban Ki-moon, gi stato accettato,
secondo quanto riportato dai diversi
mezzi di stampa. Dopo una serie
di intense discussioni, ho deciso di
allargare la presenza ad Australia,
Bahrain, Belgio, Grecia, Santa Sede,
Lussemburgo, Messico, Paesi Bassi,
Corea del Sud, e Iran, ha detto.
Nelle stesse ore, anche la Coalizione nazionale siriana, alla quale
concorrono diversi gruppi di opposizione al Governo del presidente siriano Bashar Al Assad, concludeva
la sua riunione a Istanbul decidendo
di partecipare alla conferenza. La
scelta della Coalizione stata accolta con favore da Ban Ki-moon, secondo il quale un passo storico e
coraggioso nellinteresse di una soluzione politica che ponga fine a tre
anni di sofferenze del popolo siriano. Tuttavia, subito dopo lannuncio dellinvito allIran, la Coalizione
ha comunicato che se non verr ritirato sar la sua delegazione a non
presentarsi ai negoziati.
La partecipazione iraniana alla
conferenza, prevista prima a Montreux e poi a Ginevra, da tempo
chiesta dallOnu e dalla Russia
promotori con gli Stati Uniti della
conferenza ed stata oggetto di
un serrato confronto diplomatico
con il Governo di Washington e con

Nata dalla familiarit tra cattolici


ed ebrei per far fronte
alla persecuzione nazista in Italia

Amicizia nuova
ANNA FOA

A PAGINA

quelli di altri Paesi rimasti a lungo


contrari.
Credo fortemente che lIran debba fare parte dei colloqui di pace,
ha detto Ban Ki-moon nella conferenza stampa di ieri, aggiungendo
di aver parlato a lungo con il ministro degli Esteri di Teheran,
Mohammad Javad Zarif. Questi gli
ha assicurato che il suo Paese, principale alleato regionale della Siria, si

impegna a giocare un ruolo positivo e costruttivo. In particolare,


lIran avrebbe accettato sostanzialmente i termini della precedente
conferenza Ginevra 1, del giugno
2012, riguardo alla necessit di una
transizione politica in Siria. Allepoca, Stati Uniti e altri Paesi avevano
sostenuto che ci implicasse la rimozione dal potere di Assad. Su questa
linea sembra essere ancora il dipartimento di Stato di Washington, no-

nostante le rassicurazioni di Ban-Kimoon. Se lIran non accetta pienamente e pubblicamente il comunicato di Ginevra 1, linvito deve essere
ritirato, ha detto la portavoce statunitense Jan Psaki.
Questa mattina, anche il responsabile della diplomazia britannico,
William Hague, giungendo al Consiglio dei ministri degli Esteri
dellUnione europea a Bruxelles, ha
dichiarato che sarebbe di grande

Restituiti alla vita civile novantasei bambini-soldato arruolati dallesercito del Myanmar

Addio alle armi


NAYPYIDAW, 20. Lesercito del
Myanmar ha restituito alla vita civile 96 giovani reclutati nelle forze
armate quando erano ancora minorenni. Lo ha annunciato ieri
lOnu, definendo la decisione un
passo storico verso la fine dellarruolamento dei bambini-soldato
nel Paese del sud-est asiatico.
Fonti del Palazzo di Vetro indicano che si tratta del provvedimento pi importante da quando,
nel 2002, le Nazioni Unite e il
Governo di Naypyidaw (che ha
sostituito il regime militare) hanno
firmato un piano di azione per impedire il reclutamento di altri minorenni e permettere a quelli gi
arruolati il ritorno alla vita normale. In totale, sono gi 272 i minori
usciti dallesercito dalla firma
dellimportante accordo.
Al momento, non esistono cifre
ufficiali sul numero di bambini
ancora arruolati nellesercito del
Myanmar, che continua a essere
accusato di violazioni dei diritti
umani. Anche diversi gruppi ribelli delle minoranze etniche, che
hanno iniziato da poche settimane
i colloqui di pace con il nuovo
Governo, sono accusati di reclutare bambini soldato.

aiuto sentire limpegno pubblico


dellIran per la transizione in Siria.
Sempre oggi, sulla questione intervenuto di nuovo il ministro degli
Esteri russo, Serghiei Lavrov, affermando che lassenza dellIran dalla
conferenza sarebbe un errore imperdonabile.
Da parte sua, Assad ha dichiarato, in unintervista diffusa oggi
dallagenzia di stampa France Presse, che il principale obiettivo della
conferenza deve essere la lotta al
terrorismo. Con questo termine, il
Governo di Damasco definisce tutti
i gruppi armati ribelli presenti in Siria, spesso in lotta tra loro. Assad ha
ribadito che non ci sono differenze
tra quelli di matrice fondamentalista
islamica e gli altri. Se perdiamo la
guerra, sar tutto il Medio Oriente
a finire nel caos, ha sostenuto il
presidente siriano, respingendo ogni
accusa di massacri di civili avanzata
contro lesercito governativo.
Quanto allipotesi di lasciare il
potere, Assad lha sostanzialmente
esclusa, annunciando che molto probabilmente si ricandider per un
nuovo mandato nelle presidenziali
previste per giugno. Non vedo ragioni per non partecipare se c un
desiderio pubblico. In breve, possiamo dire che le possibilit di una mia
candidatura sono significative.

della Comunit economica dei Paesi dellAfrica centrale (Ceeac) nella


capitale ciadiana NDjamena, con
la rimozione dal potere dellautoproclamato presidente Michel Djotodia, leader della Seleka, la coalizione ex ribelle autrice del colpo di
Stato che nel marzo scorso aveva
rovesciato il presidente Franois
Boziz. Il Cnt, una sorta di Parlamento insediato dopo il colpo di
Stato della Seleka, ha ammesso 19
candidature.
Nel frattempo, per, la citt e il
Paese restano in ostaggio delle milizie contrapposte, nonostante il dispiegamento del contingente militare francese e della Misca, la missione originariamente inviata dalla
Ceeac e passata lo scorso 19 dicembre, per mandato del Consiglio di
sicurezza dellOnu, sotto la responsabilit dellUnione africana.
A Bangui due persone sono state
linciate in strada ieri da una folla
inferocita. Nel darne notizia,
lemittente britannica Bbc specifica
che le vittime erano di religione
musulmana e che gli assalitori erano cristiani.
Di una componente anche religiosa del conflitto nella Repubblica
Centroafricana si incominciato a
parlare subito dopo il colpo di Stato, quando alle milizie della Seleka
si aggiunsero migliaia di combattenti di matrice fondamentalista
islamica provenienti dallestero, soprattutto da Ciad e Sudan. Negli
ultimi mesi, milizie della popolazione locale, formate appunto da
cristiani, si sono date unorganizzazione contro quelle della Seleka
Contro questa deriva allapparenza confessionale si sono pi volte pronunciate le diverse autorit
religiose del Paese. Lo ha ribadito
ancora oggi, in unintervista, larcivescovo di Bangui, Dieudonn
Nzapalainga, impegnato da mesi
con il vescovo protestante Nicolas
Guerekoyame-Gbangou e limam
Omar Kobine Layama, in un comune sforzo di pacificazione.

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto questa
mattina in udienza:
Sua Eminenza Reverendissima
il Signor Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per lEvangelizzazione dei Popoli;
le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori:

Bambini in un villaggio del Myanmar controllato dallesercito (Reuters)

Vincenzo Paglia, Presidente


del Pontificio Consiglio per la
Famiglia;

Alain de Raemy, Vescovo titolare di Torre di Mauritiana, Ausiliare di Lausanne, Genve et


Fribourg (Svizzera).
In data 20 gennaio, il Santo
Padre ha accettato la rinuncia al
governo pastorale della Diocesi
di Barcelona (Venezuela), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Csar Ramn
Ortega Herrera, in conformit al
canone 401 1 del Codice di Diritto Canonico.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 2

luned-marted 20-21 gennaio 2014

Gli Stati Uniti pronti a varare un pacchetto di sanzioni contro il Governo di Kiev

Il Forum di Davos oltre la crisi economica

Dilaga la protesta
nella capitale ucraina

Se la disuguaglianza
minaccia
la democrazia

KIEV, 20. Dilaga la protesta dellopposizione in Ucraina e nel centro di


Kiev torna la tensione. Nella giornata di ieri la capitale stata teatro di
violenti scontri, che hanno fatto circa duecento feriti, fra cui settanta
poliziotti. Il presidente ucraino,
Viktor Ianukovich, ha mostrato ieri
sera i primi segni di apertura promettendo di iniziare gi oggi a dialogare con i suoi avversari politici,
secondo quanto ha assicurato Vitali
Klitschko, uno dei leader dellopposizione, che a notte fonda ha evocato lo spettro di una guerra civile.
Gli Stati Uniti, intanto, minacciano sanzioni se non cesseranno le
violenze a Kiev. Fin dallinizio
afferma una nota della Casa Bianca
il movimento Maidan ha avuto
uno spirito di non-violenza e sosteniamo lappello dei leader dellopposizione a favore di tale principio.
Washington continuer a considerare
ulteriori misure, tra cui sanzioni, in
risposta alluso della violenza.
Circa duecentomila persone si sono radunate ieri dietro le barricate
nel centro della capitale per manifestare pacificamente contro un pacchetto di leggi fortemente criticato
dallopposizione e che, tra laltro,
inasprisce le pene per chi partecipa a
manifestazioni non autorizzate. Le
violenze sono scoppiate in serata,
quando alcune migliaia di dimo-

Agenti di polizia rimuovono una barricata nel centro della citt (LaPresse/Ap)

stranti hanno cercato di avanzare


versi i palazzi del potere. Ne sono
nati durissimi scontri con la polizia,
che si sono protratti per tutta la notte. I dimostranti hanno lanciato pietre e fumogeni, ma anche molte bottiglie molotov che hanno incendiato
almeno sei mezzi delle forze dellordine. Gli agenti hanno risposto con i
gas lacrimogeni e con getti dacqua.

Lopposizione ha subito accusato


il Governo di innescare i disordini
per sgomberare la piazza. Vitali
Klitschko ha cercato di calmare la
folla ma stato a sua volta aggredito
mentre alcuni estremisti gli davano
del traditore. Ed stato lo stesso
Klitschko, dopo un incontro con
Viktor Ianukovich, ad affermare che
il capo dello Stato avrebbe promesso
di istituire, gi oggi una commis-

sione che comprenda rappresentanti


dellAmministrazione presidenziale,
del Governo e dellopposizione per
trovare una soluzione alla situazione
di crisi. A tarda notte il leader
dellopposizione ha poi detto di non
potere escludere una guerra civile se
il Governo non smetter di ricorrere
alla violenza e ha precisato che si
deve fare tutto il possibile per evitare un bagno di sangue.

DAVOS, 20. Alla vigilia del Forum


economico mondiale, che si apre
mercoled prossimo a Davos, in
Svizzera, il rapporto Working for
The Few, diffuso oggi dallorganizzazione britannica Oxfam, evidenzia come lestrema disuguaglianza
tra ricchi e poveri implichi un progressivo indebolimento dei processi
democratici a opera dei ceti pi
abbienti, che piegano la politica ai
loro interessi.
In pratica, secondo lo studio di
Oxfam, le lite economiche mondiali agiscono sulle classi dirigenti
politiche per truccare le regole del
gioco economico, erodendo il funzionamento delle istituzioni democratiche e generando un mondo in
cui 85 super-ricchi possiedono
lequivalente di quanto detenuto da
met della popolazione mondiale.
Una situazione che riguarda i Paesi
sviluppati, oltre quelli in via di sviluppo, dove lopinione pubblica ha
sempre pi consapevolezza della
concentrazione di potere e privilegi
nelle mani di pochissimi. Dai sondaggi che Oxfam ha condotto in
India, Sud Africa, Spagna, Gran
Bretagna e Stati Uniti, la maggior
parte degli intervistati convinta
che le leggi siano scritte e concepite per favorire i pi ricchi. In Africa le grandi multinazionali in
particolare quelle dellindustria mi-

Al centro i costi dellopera di ampliamento

Decine di migliaia di persone sfilano per le vie di Parigi

La Commissione Ue media
sul canale di Panam

Marcia
per la vita in Francia

BRUXELLES, 20. La Commissione


europea scende in campo per risolvere il contenzioso, sul canale di
Panam, tra il consorzio di societ
europee impegnate nei lavori di
ampliamento e le autorit panamensi. Lo ha annunciato, ieri, il vicepresidente della Commissione,
Antonio Tajani, che oggi avvia la
mediazione. Del consorzio, guidato
dalla spagnola Sacyr, fanno parte
litaliana Salini-Impregilo e la belga
Jan de Nul. La disputa riguarda i
costi extra dellopera, che punta al
raddoppio della capacit del canale
entro la met del 2015: al momento
lopera completata per il settanta
per cento.
Lampliamento del passaggio via
mare diventato sempre pi necessario per consentire il transito dei
cosiddetti colossi del mare, i cargo porta-container le cui dimensioni non consentono loro di attraversare le chiuse del canale nella sua
ampiezza attuale. Il consorzio europeo ora indica costi supplementari
non previsti nel contratto originario
per 1,6 miliardi di dollari, rispetto
ai 3,6 miliardi stimati inizialmente.
Secondo il consorzio, questi costi
andrebbero a carico dellamministrazione panamense, che aveva
consentito di utilizzare materiali di
scavo per la costruzione delle sponde in cemento: materiale rivelatosi
poi inadatto.
Dal canto loro le autorit panamensi sostengono che i costi extra
debbano essere a carico del consorzio, tanto che lamministratore del
canale, Jorge Quijano, ha minacciato la sospensione dei lavori gi a
partire da oggi. Il vicepresidente
della Commissione europea ha detto che il primo obiettivo da ottenere una proroga rispetto allultimatum fissato per oggi dalle autorit
panamensi, riguardante, appunto, il
blocco dei lavori per il rimanente
trenta per cento dellopera di ampliamento. Secondo Tajani, occorre
pi tempo, in sostanza qualche settimana, per poter prendere coscienza dei dettagli del dossier e portare
avanti, in modo efficace, la mediazione.
Nello stesso tempo il vicepresidente della Commissione europea
ha detto di ritenere positivo che
aziende europee sollecitino la mediazione dellUe per risolvere un

problema al di fuori dei confini


dellUnione. Nel frattempo non si
esclude leventualit che nellopera
di mediazione venga coinvolta la
Banca europea per gli investimenti.
Entro domani dovrebbe aver luogo
un incontro tra rappresentanti della
Commissione Ue e della Banca europea per gli investimenti per definire i dettagli di uneventuale partecipazione.

LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO
Unicuique suum

POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

00120 Citt del Vaticano


ornet@ossrom.va
http://www.osservatoreromano.va

Ottimismo
del presidente
colombiano
sui colloqui di pace
BO GOT, 20. Il presidente colombiano, Juan Manuel Santos,
si detto ottimista sulle prospettive dei colloqui di pace con i
guerriglieri delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia). In unintervista, il capo dello Stato ha detto di potere immaginare che un giorno rappresentanti delle Farc siederanno in
Parlamento come deputati. Del
resto, ha sottolineato Manuel
Santos, questo lobiettivo del
processo di pace.
Il presidente si poi detto
contrario allinterruzione dei colloqui di pace in corso allAvana,
a Cuba, in vista delle prossime
elezioni presidenziali in Colombia. Al riguardo ha dichiarato:
Non vedo il motivo di sospendere i colloqui, visto che i negoziati stanno procedendo bene, e
quindi dovremmo trarre vantaggio da questa dinamica.
Dopo gli accordi parziali raggiunti sulla questione dello sviluppo rurale e la partecipazione
degli eventuali partiti sorti dalla
ribellione alla vita politica, i temi
ora in discussione allAvana riguardano in particolare il narcotraffico, la fine delle ostilit e
lindennizzo delle vittime del
conflitto.

PARIGI, 20. Decine di migliaia di


persone (oltre quarantamila, secondo gli organizzatori) hanno
partecipato ieri a Parigi allannuale marcia per la vita. In testa al
corteo, assieme ad alcuni deputati
spagnoli, larcivescovo di Lione,
cardinale Philippe Barbarin.
I manifestanti hanno sostenuto
a gran voce liniziativa del Governo di Madrid, che ha recentemente presentato un progetto di legge
per limitare il ricorso allaborto. Il
lungo corteo, che ha visto la partecipazione di molte famiglie con
bambini, ha sfilato da piazza
Denfert-Rochereau fino allHtel
des Invalides, per protestare contro gli emendamenti inerenti
allinterruzione di gravidanza che
da oggi saranno allesame dellAssemblea nazionale. Provvedimenti
che, come hanno dichiarato gli organizzatori della marcia, finirebbero per banalizzare completamente linterruzione della gravidanza in Francia. I manifestanti
hanno invitato le autorit francesi
a seguire lesempio spagnolo. La
marcia viene organizzata ogni anno dal 2005 da una quindicina di
associazioni per la vita e si svolge
nellanniversario dellapprovazione
della legge che nel 1975 legalizz
in Francia linterruzione della gravidanza.

direttore responsabile

TIPO GRAFIA VATICANA


EDITRICE LOSSERVATORE ROMANO

Carlo Di Cicco

don Sergio Pellini S.D.B.

vicedirettore

caporedattore

Gaetano Vallini
segretario di redazione

I manifestanti nella capitale francese (Afp)

I lavori sul fiume Paran cominceranno alla fine dellanno

GIOVANNI MARIA VIAN

Piero Di Domenicantonio

Legislative
in Ungheria
il 6 aprile

Un nuovo ponte tra Brasile e Paraguay


BRASILIA, 20. Brasile e Paraguay
uniranno ancora le loro frontiere
sul fiume Paran, il secondo corso
dacqua del Sud America dopo il
Rio delle Amazzoni, con un nuovo
ponte, i cui lavori inizieranno alla
fine dellanno. Si tratter del secondo ponte comune per i due Paesi
dopo quello di Amicizia, che collega la paraguayana Ciudad del Est
alla brasiliana Foz de Iguac.
Lannuncio della nuova opera
giunto al termine di un incontro,
ad Asuncin fra il ministro degli
Esteri brasiliano, Luiz Alberto
Figueiredo, e il collega paraguaya-

direttore generale

no, Eladio Loizaga. Come riferiscono le agenzie di stampa internazionali, lincontro ha rappresentato
una preziosa occasione per fare il
punto sulle relazioni fra i due Paesi.
Durante il colloquio stata ribadita
la volont di accrescere la cooperazione fra i due Paesi. E come segno
concreto di questa volont, i due
ministri hanno parlato della necessit di costruire non solo ponti: infatti si sta sempre pi accreditando
lipotesi di realizzare una connessione ferroviaria tra i due Paesi. Al termine dellincontro, fonti diplomatiche hanno riferito che durante lin-

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va


Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va
Servizio culturale: cultura@ossrom.va
Servizio religioso: religione@ossrom.va

Segreteria di redazione
telefono 06 698 83461, 06 698 84442
fax 06 698 83675
segreteria@ossrom.va

neraria-estrattiva sfruttano la
propria influenza per evitare limposizione fiscale e le royalties, riducendo in tal modo la disponibilit di risorse che i Governi potrebbero utilizzare per combattere la
povert.
La lotta contro la povert e la
disuguaglianza sociale del resto
una delle priorit indicate dal fondatore del Forum di Davos, Klaus
Schwab, il quale ha dichiarato di
non essere mai stato emozionato
come questanno nel leggere il programma dellincontro. Un incontro
al quale attesa la partecipazione
di 40 capi di Stato e di Governo,
di ministri degli Esteri e di banchieri centrali. Sono attesi anche il
presidente
della
Bce,
Mario
Draghi, e il direttore dellFmi,
Christine Lagarde. Complessivamente 2.500 delegati da tutto il
mondo si daranno appuntamento
nella cittadina svizzera per affrontare un obiettivo ambizioso, indicato dal titolo del summit stesso:
Rimodellare il mondo: conseguenze per societ, politica ed economia.
Nonostante i perduranti dubbi
sulla portata della ripresa in atto,
per la prima volta dopo anni,
lagenda del Forum non sar oscurata da discussioni sulla minaccia
immediata di un nuovo crollo economico e finanziario, ma secondo gli auspici degli organizzatori
si potr iniziare a impostare percorsi verso la crescita e lo sviluppo.
Con lauspicio che crescita e sviluppo non rimangano confinati alla
sola sfera finanziaria, ma abbiano
finalmente ricadute reali sulle vite
delle persone. Si dovrebbe discutere anche di economia verde e sostenibile, del conflitto siriano (senza
dimenticare la guerra in Sud Sudan e nella Repubblica Centroafricana) e di vari settori, che vanno dalle tecnologie del futuro agli
studi sul cervello. Prevista la partecipazione del presidente iraniano
Hassan Rohani, e del primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, mentre tra gli assenti illustri
ci sar la cancelleria tedesca, Angela Merkel, ancora in convalescenza.

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


photo@ossrom.va www.photo.va

contro stato posto laccento


sullamicizia profonda che lega il
Brasile e il Paraguay.
Il ministro degli Esteri brasiliano
ha detto di aver parlato con lomologo paraguayano anche di Mercosur. Al riguardo Luiz Alberto
Figueiredo ha dichiarato di essere
molto felice per il fatto che il Paraguay sar presente al prossimo vertice a Caracas, il 31 gennaio: il summit sancir il rientro del Paraguay
nel Mercosur dopo la crisi allinterno dellorganismo seguita alla rimozione dellex presidente paraguayano Fernando Lugo.

Tariffe di abbonamento
Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198
Europa: 410; $ 605
Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665
America Nord, Oceania: 500; $ 740
Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30):
telefono 06 698 99480, 06 698 99483
fax 06 69885164, 06 698 82818,
info@ossrom.va diffusione@ossrom.va
Necrologie: telefono 06 698 83461, fax 06 698 83675

BUDAPEST, 20. Il capo dello Stato


Jnos der ha convocato le prossime elezioni politiche in Ungheria
per il 6 aprile. In un comunicato la
presidenza ungherese ha sottolineato che tutte le elezioni democratiche dopo il 1990 sono state organizzate allinizio di aprile e che anche in questo caso si voluto rispettare la tradizione.
Favorito nella consultazione
secondo i sondaggi resta il partito Fidesz (lUnione civica ungherese) del premier in carica Viktor
Orbn, con oltre il 47 per cento
dei consensi. Lo sfidante sar il
leader socialista Attila Mesterhzy,
39 anni, capolista di una formazione composita di forze di opposizione: socialisti, centristi, liberali, e
parte dei verdi. Forze che si sono
alleate presentandosi come schieramento democratico unitario e designando un candidato unico in ogni
circoscrizione uninominale, dove
probabilmente si decider la partita
elettorale.
Il partito di estrema destra Jobbik accreditato nei sondaggi
dell11 per cento delle preferenze.
Nella scorsa settimana, il premier
ungherese si recato a Mosca dove
ha avuto colloqui con il presidente
Vladimir Putin, firmando una serie
di accordi economici e commerciali. Le intese riguardano in particolare lespansione della centrale nucleare Paski Atomerm a sud di
Budapest.

Concessionaria di pubblicit
Il Sole 24 Ore S.p.A
System Comunicazione Pubblicitaria

Aziende promotrici della diffusione de


LOsservatore Romano

Intesa San Paolo

Alfonso DellErario, direttore generale


Romano Ruosi, vicedirettore generale

Ospedale Pediatrico Bambino Ges

Sede legale
Via Monte Rosa 91, 20149 Milano
telefono 02 30221/3003, fax 02 30223214

Societ Cattolica di Assicurazione

segreteriadirezionesystem@ilsole24ore.com

Banca Carige
Credito Valtellinese

LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 20-21 gennaio 2014

pagina 3

Oltre il 38 per cento degli elettori ha votato al referendum sulla Carta fondamentale

Accordo in Parlamento per ritirare la fiducia al premier Ali Zeidan

LEgitto attende
il nuovo presidente

Cresce la tensione in Libia

IL CAIRO, 20. Un giorno di gioia


per la democrazia. Con queste parole il presidente della commissione
elettorale, Nabil Salib, ha annunciato sabato scorso i risultati ufficiali
del referendum per la nuova Costituzione egiziana, approvata con il
98,1 per cento dei suffragi. Risultati
che hanno scatenato la festa dei sostenitori del Governo ad interim accorsi in piazza Tahrir.
I prossimi giorni segneranno un
altro passo in avanti della Road
Map disegnata dallEsecutivo, che

Teheran
sospende
larricchimento
delluranio
TEHERAN, 20. LIran ha confermato che oggi sospender larricchimento delluranio al 20 per
cento, come stabilito dallaccordo
semestrale sul nucleare raggiunto
con i Paesi del gruppo cinque
pi uno (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina,
membri permanenti del Consiglio
di sicurezza dellOnu, pi la
Germania) lo scorso 24 novembre
a Ginevra. Lo ha dichiarato il
portavoce dellAgenzia atomica
iraniana, Behrouz Kamalvandi,
intervistato dallIrna. A fargli eco
il ministro degli Esteri,
Mohammad Javad Zarif, che ha
affermato che iniziata lapplicazione dellaccordo raggiunto nella citt svizzera.
Il capo della diplomazia iraniana si quindi augurato che
lattuazione della prima fase
dellaccordo possa produrre effetti positivi per il Paese e possa
portare ulteriore pace e stabilit
alla regione e al mondo. Infine,
Zarif ha detto di sperare che la
messa in pratica dellaccordo
possa aprire la strada ad altri colloqui per una soluzione definitiva della questione nucleare.
Gli Ispettori dellAgenzia internazionale per lenergia atomica
(Aiea), guidati dallitaliano Massimo Aparo, sono da sabato in
territorio iraniano per verificare
linterruzione della produzione di
uranio arricchito. Il rapporto che
gli ispettori invieranno oggi alla
sede di Vienna dellagenzia dovr
certificare lavvio delle misure
volontarie cui si impegnato
lIran. Su questa base, secondo
laccordo di Ginevra, avr luogo
il processo di alleggerimento delle sanzioni internazionali contro
il Governo iraniano. E a Teheran
c grande attesa per il consiglio
Affari esteri dellUe che si tiene
oggi a Bruxelles. Secondo indiscrezioni, in caso di via libera da
parte dellAiea, lUnione europea
dovrebbe revocare da subito e
per sei mesi una serie di restrizioni economiche nel settore petrolchimico.

ora dovr indire le elezioni presidenziali. La nuova Costituzione


il primo passo e non lultimo verso
lavanzamento dellEgitto, il debutto
di una strada difficile ma corretta
ha dichiarato il presidente ad interim, Adly Mansour, invitando i giovani a partecipare alla vita politica.
Sono sicuro che chi verr scelto
per guidare il Paese vorr instaurare
giustizia e rispetto dei diritti ha
aggiunto Mansour nel discorso alla
Nazione dopo il referendum, nel
quale non ha tuttavia annunciato la
data delle elezioni presidenziali. Il
voto, secondo la stampa egiziana, si
dovrebbero tenere a marzo.
Il segretario di Stato americano,
John Kerry, ha intanto esortato il
Governo egiziano a mettere in pratica i dettami della nuova Carta fondamentale. Mentre va avanti la
transizione politica ha detto Kerry gli Stati Uniti esortano il Governo ad interim ad attuare pienamente i diritti e le libert garantiti
dalla Costituzione in favore del popolo egiziano, e ad andare avanti
verso la riconciliazione. Lalto rappresentante per la Politica estera e
di sicurezza comune dellUe, Catherine Ashton, ha approvato la gestione ordinata del referendum, ma allo
stesso tempo ha auspicato che il
processo avviato nel Paese possa
condurre a un Esecutivo civile. Gli

Un miliziano a Dema (LaPresse/Ap)

TRIPOLI, 20. Il Parlamento libico ha trovato laccordo


per sfiduciare il premier Ali Zeidan: lo riferiscono fonti
attendibili in Libia, precisando per che prima le forze
politiche devono accordarsi sulla designazione di un
nuovo premier, come richiesto dallo stesso Zeidan alcuni giorni fa. Il consiglio di Misurata ha dato ordine alle
milizie locali di armarsi e prepararsi a ogni evenienza.
Lo rende noto lagenzia ufficiale Lana.
Il premier, intanto, pensa di riuscire entro pochi giorni anche se non ha indicato una data precisa, n come intenda procedere a riprendere il controllo dei

porti della Cirenaica controllati da mesi da milizie ostili. Lunica certezza che Zeidan non vuole vedere sprofondare la Libia in una guerra civile. Dalla scorsa estate
gruppi di miliziani armati hanno occupato tre porti della Cirenaica a est, da cui venivano abitualmente esportati fino a seicentomila barili di petrolio al giorno. Inoltre, dopo violenti combattimenti, il Parlamento ha decretato ieri lo stato di emergenza nel sud. Linstabilit
confermata dalla cronaca: dopo il rapimento di due
operai italiani a Dema nellest, un funzionario sudcoreano stato sequestrato da uomini armati a Tripoli.

Prima una strage di soldati poi unapertura al dialogo

La strategia dei talebani in Pakistan


ISLAMABAD, 20. Scatenano violenze e
si dicono aperti al dialogo: si conferma sempre pi destabilizzante lazione dei talebani in Pakistan. Ieri, poche ore dopo aver compiuto una
strage in un attacco sono morti
pi di venti soldati i talebani del
Tehrek-e-Taliban pakistan (Ttp) hanno proposto a sorpresa lapertura di
un dialogo di pace. stato il portavoce del Ttp, Shahidullah Shahid, a
diffondere un comunicato in cui si
indica la prospettiva di una trattativa
che riesca a mettere fine alle violenze che da tempo insanguinano il territorio.
Le autorit pakistane hanno accolto con tutta la prudenza del caso
questa proposta, ben sapendo che
gi in passato offerte del genere sono rimaste sulla carta. In questa circostanza, poi, la cautela dobbligo,
considerando che il comunicato con
la proposta di un dialogo stato
diffuso poco dopo che un attentatore suicida si era fatto esplodere, nella provincia nord-occidentale di
Khyber Pakhtunkhwa, contro un
convoglio dellesercito, causando
una strage. A seguito dellattentato,
il primo ministro pakistano, Nawaz
Sharif, gi pronto per partire alla
volta della Svizzera, per partecipare
al Forum di Davos, ha annullato il
viaggio affermando che in questi
tragici momenti la Nazione deve
restare unita contro lestremismo e il
terrorismo.
Dopo la sua elezione a premier,
nel maggio scorso, lo stesso Sharif

Un combattente talebano (Afp)

Sviluppi politici a Mogadiscio


ma in Somalia sempre emergenza
MO GADISCIO, 20. Sviluppi politici
si segnalano nella persistente incertezza in Somalia, dove restano sostanzialmente aperte tutte le emergenze e le principali questioni di
conflitto, dallo spaventoso numero
di sfollati interni e rifugiati allestero, ai difficili rapporti del Governo
centrale di Mogadiscio, alla persistente attivit delle milizie radicali
islamiche di al Shabaab.
Durante il fine settimana, il primo ministro Abdiweli Ahmed ha
annunciato la lista di nomi chiamati
a comporre il suo nuovo Governo,
significativamente ampliato rispetto
a quello precedente guidato da
Abdi Farah Shirdon. Lo comporranno, infatti, 25 titolari di dicastero, 25 sottosegretari e cinque ministri di Stato con incarichi speciali.
Ho stilato questa lista a seguito
delle consultazioni che ho fatto con
le varie componenti della societ,
ha detto Ahmed.

analisti ritengono pi che probabile


lentrata in campo del generale Abdel Fattah El Sissi, il quale dovrebbe annunciare in settimana la sua
candidatura alle prossime presidenziali. Questo dopo un vertice del
consiglio militare supremo, in cui
potrebbe annunciare le sue dimissioni dalle forze armate. Ashton ha
inoltre sottolineato che lUnione europea non pu verificare le accuse
di irregolarit durante il referendum, ma ha comunque dichiarato
che queste non sembrano avere inciso in modo fondamentale sul risultato finale. E anche alcune ong
incaricate di monitorare il voto hanno segnalato qualche violazione,
che per non inficia lesito della
consultazione.
La partecipazione al voto si attestata al 38,6 per cento ovvero
quasi venti milioni di elettori ben
al di sopra quel 33 per cento strappato nel 2012 dai Fratelli musulmani
per far approvare la loro Costituzione, congelata dopo la destituzione
di Mohammed Mursi. E i seguaci
dellex presidente in carcere di
isolamento da sei mesi non hanno
mancato di ribadire la loro posizione. Non riconosciamo la legittimit del risultato, n questa Costituzione hanno infatti affermato in un
comunicato.

A giudizio concorde degli osservatori, questo riflette lintenzione di


bilanciare gli interessi e la rappresentanza dei principali clan del Paese. Proprio la volont di derogare
da questa impostazione aveva spinto lex primo ministro Shirdon a
varare un Governo meno numeroso,
che per ha presto perso la possibilit di ottenere consenso dal Parlamento di Mogadiscio, formato appunto tenendo conto dei clan. La
diversa impostazione di Ahmed dovrebbe consentirgli di ottenere la fiducia del Parlamento sul programma di Governo che si accinge a
presentare. Lauspicio degli osservatori che si possa davvero avviare
una normalizzazione, mai realmente
realizzata nei diciotto mesi seguiti
alla fine formale della transizione
dichiarata dalla comunit internazionale, con lelezione alla presidenza di Hassam Mohamud e linsediamento del nuovo Parlamento.

aveva sollecitato un dialogo con i talebani, con il dichiarato obiettivo di


portare pace e stabilit nel Paese.
Ma progressi concreti non sono stati
ancora raggiunti. Ora lofferta del
Ttp potrebbe secondo alcuni aprire
un nuovo capitolo nella storia dei
tormentati rapporti tra Islamabad e i
talebani: ma le violenze, nel frattempo, continuano.

Ancora
sangue
a Baghdad
BAGHDAD, 20. Ancora una volta
la capitale irachena stata segnata
dalle violenze. Ieri ventidue persone sono morte, e pi di sessanta
sono rimaste feriti, in una serie di
attacchi. Secondo quanto hanno
riferito fonti della polizia locale,
sarebbero deflagrate sei autobombe. Si poi appreso che miliziani
hanno attaccato una prigione di
Baghdad: dopo scontri con le
guardie, hanno liberato numerosi
detenuti. Riferisce intanto la France Presse che il Governo iracheno
ha annunciato unoffensiva su vasta scala contro Al Qaeda nella
provincia di Al Anbar.

Lesercito governativo riconquista la citt di Bor

Aumentano i profughi in Sud Sudan


JUBA, 20. Lemergenza profughi aumenta di ora in ora in Sud Sudan,
dove da oltre un mese divampata
la guerra civile tra i reparti dellesercito fedeli al Governo del presidente
Salva Kiir Mayardit e quelli che
fanno riferimento allex vicepresidente Rijek Machar.
Durante il fine settimana lesercito governativo ha annunciato la riconquista di Bor, la capitale dello
Stato sudsudanese dello Jonglei. Secondo il responsabile in Sud Sudan
del Comitato internazionale della
Croce Rossa, Jake Kurtzer, nel capo
profughi di Awerial, un villaggio
che si trova a pochi chilometri da
Bor sullaltra sponda del Nilo, continuano ad arrivare sfollati bisognosi
di tutto. Il Cicr ha detto
Kurtzer riuscito finora a distribuire cibo a circa sessantamila sfollati e a garantire tende e riparo ad

altre 35.000. Ormai da un mese


donne, anziani, ragazzi e bambini
continuano ad attraversare il fiume
in fuga dai combattimenti. Molti di
loro, feriti, sono stati operati dai volontari della Croce Rossa in campi
di accoglienza improvvisati.
Le cifre fornite dal Cicr accrescono ulteriormente i bilanci finora diffusi dalle agenzie dellOnu, che a fine settimana scorsa parlavano di
quasi mezzo milioni di profughi, tra
sfollati interni e rifugiati nei Paesi
confinanti.
Le notizie che giungono dal Sud
Sudan sono tutte di carattere bellico, mentre non si segnalano ancora
sviluppi nel negoziato tra le parti
belligeranti convocato due settimane fa ad Addis Abeba dallAutorit
intergovernativa per lo sviluppo
(Igad), un organismo regionale che
raccoglie sei Stati africani, ma nel

quale sono impegnati in veste di


mediatori anche Unione africana e
Cina. Al momento, infatti, non hanno avuto seguito gli annunci fatti
sabato sia da Ateny Wek Ateny, il
portavoce del presidente sudsudanese, sia dal capo negoziatore dei ribelli, Mabior Garang, che si era sul
punto di firmare un cessate il fuoco
nei termini proposti dallIgad.
Secondo fonti concordi, nella riconquista di Bor lesercito governativo stato affiancato da truppe
ugandesi. Il portavoce dellesercito,
Philip Aguer, ha detto che nella
battaglia ci sono stati molti morti. I
ribelli, da parte loro, hanno parlato
di un ritiro tattico. Quella di Bor
purtroppo solo una delle zone di
combattimento. Aspri combattimenti, in particolare, sono segnalati
nellarea di Malakal, la capitale dello Stato dellAlto Nilo.

Attacco
contro
i manifestanti
a Bangkok
BANGKOK, 20. Un nuovo attentato ha scosso ieri la protesta antigovernativa in corso da oltre due
mesi a Bangkok, provocando almeno trenta feriti e facendo temere per unescalation di violenza in
vista delle elezioni anticipate del
prossimo 2 febbraio.
Lesplosione giunta a poche
ore di distanza da unaltra bomba
lanciata contro un corteo dei manifestanti, che ha ucciso una persona. Lattacco di ieri avvenuto
nellaccampamento presso il monumento della vittoria, uno degli
otto innalzati da una settimana
nel centro della capitale; sette tra i
feriti sono in gravi condizioni.
Sono state lanciate due granate,
esplose a pochi secondi una dallaltra nel mezzo del bivacco colorato di bandiere thailandesi e ritratti del re Bhumibol, acclamato
dal movimento di protesta, composto soprattutto dalla borghesia
di Bangkok e dai monarchico-nazionalisti del sud del Paese.
I manifestanti, guidati dallex
vice premier, Suthep Thaugsuban,
chiedono da mesi le dimissioni
della premier, Yingluck Shinawatra, e lannullamento delle elezioni
del 2 febbraio.
Di violenza in violenza, prosegue, dunque, lo stallo istituzionale
e il voto sembra sempre pi incapace di porre fine alla grave crisi.
Lopposizione ha deciso di boicottare la consultazione elettorale, e
gli oppositori stanno cercando di
sabotare le operazioni di voto, dopo essere gi riusciti a impedire la
registrazione di decine di candidati nelle province del sud.
Suthep chiede listituzione di
un Consiglio del popolo nominato dallalto, che approvi non meglio specificate riforme prima di
tornare alle urne. La premier resiste, ma appare circondata dalla
pressione della piazza e dal progressivo allineamento di un establishment il cui astio per il fratello Thaksin Shinawatra ex premier in auto-esilio dopo una condanna per corruzione non un
mistero. Molti osservatori ritengono che lo stallo verr sbloccato
o ulteriormente complicato per
creare un vuoto di potere con
qualche soluzione dallalto, e nei
prossimi giorni si attende una decisione della magistratura che potrebbe portare allinterdizione dalla politica per centinaia di deputati della maggioranza. Nel frattempo, le prolungate proteste stanno
avendo effetti deleteri sul turismo,
per di pi nel periodo di alta stagione. Diversi hotel, infatti, lamentano cali anche del 50 per
cento rispetto a un anno fa.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 4

luned-marted 20-21 gennaio 2014

morto Claudio Abbado

Don Carlo Gnocchi

Se musica e vita coincidono


di MARCELLO FILOTEI

di FERDINAND O CANCELLI
cco lagnello
di Dio, ecco
colui che toglie il peccato
del
mondo
(Giovanni, 1, 29). A commento di
questa espressione di Giovanni
Battista Papa Francesco ha affermato nellangelus di domenica 19
gennaio 2014 che la massa enorme del male viene tolta e portata
via da una creatura debole e fragile, simbolo di obbedienza, docilit
e di amore indifeso, che arriva fino al sacrificio di s. Per chi si
trova quotidianamente a confrontarsi con la sofferenza dei malati
limmagine della fragilit dellagnello risulta forse pi vicina e
a questa don Carlo Gnocchi, beatificato a Milano il 25 ottobre
2009, ha fatto riferimento in alcuni scritti. La sua Pedagogia del dolore innocente rappresenta non solo
un testo ricchissimo per la riflessione personale su uno dei misteri
pi intangibili della vita umana
ma anche un concreto strumento
di lavoro per chi si dedica allassistenza dei pazienti gravemente
malati.
Tra le cause di maggior sofferenza per chi colpito da una malattia in fase avanzata non vi sono
i sintomi fisici, spesso adeguatamente controllati dalla medicina
palliativa, ma i sintomi psichici e
spirituali. Tra questi, per lo pi
etichettati in modo spesso troppo
sbrigativo con il nome di ansia o
depressione, emerge in molti casi
un profondo malessere esistenziale
che, accompagnato da un senso di
vuoto, di dipendenza e di vulnerabilit, getta il paziente e i suoi familiari in uno stato di grande prostrazione configurando in alcuni
casi il cosiddetto dolore globale.
Completamente dipendente dai
curanti, il malato sperimenta quel
terribile tedium vitae che inevitabilmente impedisce di trovare il
senso di una situazione cos dolorosa.
Quando si arriva a comprendere il significato del dolore dei
bambini scriveva don Gnocchi
nel 1959 si ha in mano la chiave
per comprendere ogni dolore
umano e chi riesce a sublimare la
sofferenza degli innocenti in
grado di consolare la pena di ogni
uomo percosso e umiliato dal dolore: proprio a partire da tale assunto emerge tutta lefficacia del
lavoro di don Gnocchi per la pratica quotidiana. La proposta, per
chi vi giunge formato in una cultura secolarizzata, pare quasi inascoltabile: la sofferenza ha un
valore inestimabile per redimere ed espiare le colpe sociali.
In pieno accordo con don
Gnocchi, il sacerdote canavesano
don Domenico Machetta recentemente affermava che esistono tre
tipi di missione nella Chiesa:
quella ad gentes, quella della preghiera e quella della sofferenza,
individuando in questultima la
vocazione pi alta. Ma se il malato un missionario e se si riveste
per questo di uneminente dignit allora la nostra attitudine interna ed esterna di fronte ad un
bambino che soffre (...) deve essere dominata da un profondo senso
di rispetto, di venerazione; direi
quasi aggiunge don Gnocchi
di culto.
Il beato milanese parla del sofferente come di un piccolo
agnello, di una piccola reliquia
preziosa della redenzione cristiana
degna di essere onorata e quasi
venerata e, citando le parole che
Pio XII rivolgeva ai mutilatini il 27
agosto 1953, di vivente sacrificio
dellumanit innocente per lumanit peccatrice. Si ritrovano in
queste righe molte motivazioni
che parecchi anni dopo, nel 1984,
saranno alla base della Lettera
apostolica Salvifici doloris di Giovanni Paolo II.
A questo punto si potrebbe
domandare scrive don Gnocchi
se linestimabile valore soprannaturale del dolore innocente non
possa, almeno in parte, attenuare
limportanza e limpegno che la
scienza, larte e la carit congiuntamente mettono nella lotta contro il dolore e contro le sue cause
multiformi. Fortunatamente possiamo garantire che questo pericolo, in unequilibrata concezione
cristiana della realt, non esiste.

Don Gnocchi e lattenzione a chi soffre

Accanto
al piccolo agnello
Don Gnocchi vede infatti nella
quotidiana lotta contro il dolore
un complemento della generazione umana e della redenzione
cristiana: alleviare la sofferenza
non allora soltanto una questione di filantropia ma unopera
che appartiene strettamente alla
redenzione di Cristo, un cercare
di restaurare il benessere anche
fisico di cui luomo godeva prima
della caduta originale.
Don Gnocchi, lontano quindi
da qualsiasi forma di dolorismo, ci
suggerisce semplicemente di provare a rendere pi consapevoli i

malati del loro ruolo e del loro


immenso valore in una societ che
tende sempre pi a farli sentire
solamente un peso sociale accrescendo il loro isolamento e convincendoli subdolamente che sarebbe bene farsi da parte. In questo messaggio si nasconde un immenso potenziale daiuto sia per i
medici che per i pazienti: i primi
possono essere veri collaboratori
nella costruzione di un mondo redento, i secondi misteriosi ed efficacissimi operatori di redenzione e
di pace per lumanit.

Claudio Abbado credeva nella musica. morto il 20 gennaio allet di


ottantanni, e da quando ne aveva
sette, arrampicato sul loggione della
Scala per vedere i gesti del direttore
dorchestra Antonio Guarnieri, ha
pensato che il suono fosse una specie di rivoluzione del sentimento.
Non il sentimento delle favole,
quello in cui siamo tutti migliori
perch ascoltiamo Mozart, ma quello che ispira un atteggiamento dinamico, costruito sulla convinzione
che larte pu migliorare la nostra
vita, anche sociale, e bisogna realizzare qualcosa qui e ora (lui forse
non avrebbe detto hic et nunc perch
amava farsi capire da tutti).
Per questo, mentre saliva e
scendeva dai podi delle pi prestigiose orchestre del mondo non
vale la pena fare i nomi, basta pensare alle migliori non perdeva occasione per favorire carriere di giovani come Daniel Harding o Gustavo Dudamel e di favorire la nascita
di gruppi giovanili.
Il modello da seguire, che ha sostenuto a lungo con il peso della
sua immagine, era quello del Venezuela, che ha portato alla realizzazione del cosiddetto Sistema, un
modello didattico musicale, ideato e
promosso da Jos Antonio Abreu,
che consiste appunto in un sistema
di educazione musicale pubblica,
diffusa e capillare, con accesso gratuito e libero per bambini e ragazzi
di tutti i ceti sociali. I risultati sono

sotto gli occhi di chi li vuole leggere: 125 orchestre e cori giovanili, 30
orchestre sinfoniche e 350.000 studenti in 180 nuclei operativi sul territorio nazionale. Ragazzi strappati
alla criminalit e avviati su una strada di legalit attraverso larte, in
qualche
caso,
come
appunto
Dudamel ma non solo, con esiti
eclatanti. Una specie di sogno che
si realizzava per Abbado, quello del
suono che diventa concretezza, che
incide sulla societ.
Togliere il superfluo e arrivare
allessenza della partitura era il suo
motto sul podio, e la stessa cosa
cercava di fare nella vita. Via i titoli,
guai a chiamarlo maestro, spazio
allessenza: la musica serve per vivere meglio. Per era italiano, non venezuelano. Cos quando a Bologna
ha plasmato lOrchestra Mozart,

fatta di giovani che in pochi anni


hanno conquistato la ribalta internazionale, ha ricevuto molti elogi e
poco sostegno concreto. Altrove a
musicisti della sua levatura sono stati messi a disposizione mezzi ingenti
per realizzare progetti ambiziosi. In
Italia la Mozart ha appena sospeso
le attivit per mancanza di fondi.
Non era un santo, come quasi
tutti. Come tutti aveva i suoi amici
e le sue idee. Puntava su quello che
conosceva bene. Con lui, senatore a
vita da un anno, muore non solo un
artista eccezionale, ma anche un uomo talmente moderno che la pensava come quelli del medioevo: larte
deve avere un ruolo nella quotidianit. Del resto a quel tempo i musei
non esistevano e solo dopo secoli si
decise che le cose belle dovevano
stare in un luogo separato dal volgo. E lui ha combattuto contro lidea che
le sale da concerto
fossero luoghi avulsi
dalla realt. Per sintetizzare molto: se si
esprime con profondit il senso di dolore e inadeguatezza
distillato nella Sesta
Sinfonia di Mahler,
poi si potrebbe tentare di fare qualcosa
per superarlo. Con
la musica si pu. Lui
lo sapeva e ha provaAbbado con i ragazzi del Sistema in Venezuela
to a farlo.

Lo studioso italiano che ha salvato il complesso architettonico della Sama khana al Cairo

Dove ruotavano i dervisci


dalla nostra inviata
ROSSELLA FABIANI
Servizio. questa la parola che ha contraddistinto lintera vita di Giuseppe Fanfoni.
Senza fare rumore, da oltre trentanni, lo studioso e docente italiano conduce al Cairo
una straordinaria opera di recupero di unimponente area monumentale. E per farlo ha
dato vita nel 1979 al primo cantiere-scuola
italo-egiziano per il restauro e larcheologia
dove si sono formati i migliori restauratori
egiziani dagli anni Ottanta a oggi. Non senza problemi, fatiche e sforzi da titani, ma

Veduta della Sama khana

sempre pieno di fiducia in quella parola a lui


cos cara: servizio. Servizio per la cultura,
servizio per la conoscenza, per il dialogo, per
luomo. E lintero complesso che il professore
ha riportato alla luce, e quello che ancora resta da fare, racconta nei fatti il suo impegno.
Nel cuore della Cairo Mamelucca, nella
stradina Shari Es-Suyufiyya, vicino alla moschea di Sultan Hassan, Giuseppe Fanfoni,
che docente di metodologie e tecniche di
restauro, scopre nel 1976 grazie alla segnalazione della direttrice del locale Istituto italiano di cultura, Carla Maria Burri in uno
stato di totale degrado e di macerie, il teatro
dei dervisci danzanti, la Sama khana (sala
dellascolto dellarmonia del cosmo). La Sama khana faceva parte di uno dei pi vasti
complessi monumentali del Cairo abbandonato dal 1945 comprendente la Tekeyya
(il convento) dei dervisci mevlevi, la Madrasa (la scuola coranica) di Sunqur Saadi, il
mausoleo di Hasan Sadaqa e il Palazzo
Yashbak.
Larea, oltre diecimila metri quadrati, si
trova ai piedi della cittadella lungo lasse viario che dal Fustat (la zona pi antica occupata dagli Arabi nel VII secolo) attraversa la
citt fatimita oltrepassando le porte di Bab
Zweilah e Bal el-Futuh. Tutta larea separa la

zona pi rappresentativa dellarchitettura


liberty del Cairo, Hilmiyya al-Gidida, da
Hilmiyya al-Qadima.
In questo complesso, il principe Sunqur
Saadi dedito al sufismo e alle arti, aveva fatto costruire nel 1315 la madrasa con un ribat
(un ospizio per orfane, vedove e anziane) e il
mausoleo per la sua sepoltura. Sunqur Saadi
era un nakib (rappresentante) dei sultani
mamelucchi e aveva fondato anche un villaggio con una moschea e un mulino che esistono ancora oggi a met strada tra il Cairo e
Alessandria. Il desiderio di Sunqur Saadi di
essere sepolto nel mausoleo che si era costruito non fu, tuttavia, realizzato per i contrasti sorti con il proprietario del grandioso
palazzo confinante, lemiro Qusun, molto vicino al sultano Ibn Qalaun. Cos, la sua
splendida tomba venne utilizzata a distanza
di anni dallo Sheikh Nasr el-Din Sadaqa e
da suo nipote Hasan Sadaqa dal quale il
mausoleo prende il nome attuale. Questo
mausoleo caratterizzato da un minareto che
presenta un hilal (lornamento superiore) di
forma assolutamente inconsueta: un copricapo di derviscio invece della tipica mezzaluna.
Dopo la conquista ottomana, il complesso
monumentale venne donato nel 1607 dal
principe Yusuf Sinan alla confraternita dei
dervisci mevlevi. Questi ricavarono dal complesso un insieme architettonico che descrive
il loro modus vivendi: larea cultuale con la
Sama khana e il mausoleo, larea della vita
monastica nelle celle che circondano il giardino, larea delle attivit giornaliere in comune e larea pubblica con gli ambienti di ricevimento dei pellegrini.
Prima per di giungere a questo elevatissimo grado di influenza politica e religiosa, i
mevlevi avevano gi alle spalle una lunga
storia che comincia nel XIII secolo in Turchia, nella citt di Konia, dove vive e muore
il fondatore dellordine, proveniente dal
Khorasan (Afghanistan), Jalal al-Din Rumi,
considerato fra i pi grandi poeti mistici di
tutti i tempi e paragonato a san Francesco
per lelevato grado di sensibilit e di ecumenismo (ai suoi funerali partecip lintera popolazione di Konia, non soltanto i musulmani, ma anche cristiani ed ebrei in riconoscimento dello spirito di massima tolleranza del
maestro).
Molte personalit di rilievo aderirono
allordine, favorendo lespansione dei dervisci
nel mondo islamico fino alla penetrazione in
Egitto. Ma la svolta importante arriva quando Rumi formalizza in modo definitivo il rito da lui creato in occasione della scomparsa
dellamico e maestro, Shamsi Tabriz, rito che
render celebre nel mondo la peculiarit filosofico-religiosa dei dervisci: il Sama, una
complessa danza circolare in senso antiorario
originata dallascolto del suono cosmico e inscritta in uno specifico spazio architettonico
di cui proprio lottocentesca Sama khana del
Cairo lultima e pi alta rappresentazione.
La Sama khana del Cairo ci dice Fanfoni documenta la massima espressione dei
simbolismi geometrici e cosmologici che definiscono le funzioni e le proporzioni dello
spazio architettonico in cui avviene la danza

mistica dei mevlevi, e fu lultima a rimanere antica e bella del Cairo e del Nilometro
in funzione anche dopo lo scioglimento delle nellisola di Roda.
confraternite dei dervisci con leditto di AtaAllora la citt si chiamava Misr, prima di
turk del 1925. E che oggi rivive grazie al la- diventare El Khaira: oggi i resti della fontana
voro paziente dello studioso italiano.
fanno da base nascosta a una complessa
Ma non soltanto la Sama khana potuta struttura in acciaio realizzata da Fanfoni a
tornare allantico splendore. In diverse cam- supporto del pavimento ligneo del teatro dei
pagne di scavo e di recupero, Fanfoni ha in- dervisci ricostruito secondo le antiche tecnifatti restaurato anche la scuola coranica di che artigianali turche. Mentre a qualche meSunqur Saadi (la madrasa del XIV secolo), il tro di distanza si trova addirittura un piccolo
mausoleo (la tomba di Hasan Sadaqa dello pozzo dove sembra si abbeverasse il bestiastesso periodo) e la Tekeyya ovvero il con- me allinizio stesso della storia del Cairo,
vento dei dervisci mevlevi che si sviluppa- quando, a Fustat, sorse nel 641 il primo nuto a partire dal XVI secolo, nellarea inter- cleo della citt, allora un semplice accampamedia fra i resti della madrasa di Sunqur mento militare.
Saadi e il palazzo Yashbak adattando quanto era utilizzabile dei preeNella stradina Shari Es-Suyufiyya
sistenti edifici.
Attraverso una complessa opera
Giuseppe Fanfoni scopr nel 1976
dingegneria e di alto artigianato,
in uno stato di totale degrado
dopo interventi di scavo e di consola sala dellascolto dellarmonia del cosmo
lidamento sulle parti strutturali, gli
antichi edifici sono stati restaurati
con sistemi innovativi e, dove possiUn recupero di un tesoro unico, sommerso
bile, con limpiego di materiali originali.
Lopera pi difficile stata quella dello sbar- nel mare di polvere e di macerie del Cairo,
ramento dellumidit che aggrediva i muri. avvenuto, come a volte succede nelle imprese
Con un taglio alla loro base, grazie a una ap- straordinarie, nellindifferenza di chi soposita lama, stato possibile creare uno spa- prattutto in patria dovrebbe sostenere e fizio dove inserire uno strato impermeabile fa- nanziare simili progetti. I primati dellimprecilmente sostituibile in caso di deterioramen- sa portata avanti da Fanfoni sono tanti. Ha
to. Oggi rimane ancora da restaurare il pa- creato un cantiere-scuola dove giovani stulazzo Qusun-Yashbak-Aqbardi. Larea del diosi, artigiani, tecnici e professionisti egiziapalazzo la pi estesa e si formata tra il ni hanno migliorato le loro capacit speciaXIV e il XVI secolo. Lenorme complesso dolizzandosi in diversi settori, quali gli stucchi,
cumenta anche un importante continuum crola pietra, le pitture, larcheologia e larchitetnologico. Perch oltre agli edifici dellislam
tura,
tanto che allo studioso italiano stata
medioevale, Fanfoni ha scoperto che la scuoconcessa unonorificenza dallUnione degli
archeologi arabi (2007). Come pure il suo lavoro gli valso la candidatura allAga Khan
Award for Architecture (1989). E in Turchia,
dove nel 2007 si sono tenute le celebrazioni
per gli ottocento anni della nascita del poeta
mistico Rumi, il filosofo e astronomo Hossein Nasr, davanti a una platea di politici e
intellettuali, stato ricordato che la pi bella Sama khana si trova al Cairo ed stata
recuperata e restaurata dal professor Giuseppe Fanfoni. Una mostra dedicata al recupero del mausoleo di Sunqur Saadi e ai restauri della Tekeyya Mevlevi prevista entro
questanno allAccademia dEgitto a Roma.
Un caso di eccellenza che in Italia molti
ignorano, ma che comincia a raccogliere i
suoi meritati riconoscimenti. Al Centro stata infatti conferita una medaglia in bronzo
del Senato della Repubblica per leccellente
lavoro svolto. E nel 2012 il professore ha ricevuto il premio Rotondi. Salvatore dellarte nel mondo.
stato anche firmato un importante accordo con il ministero degli Esteri egiziano
che trasforma il Centro fondato da Fanfoni
Danza dei dervisci nei locali restaurati
in una organizzazione non governativa che
permetter a questultimo oltre che di prola coranica era stata costruita a sua volta sui seguire nello studio e nel recupero della varesti di case antecedenti, risalenti al periodo sta area monumentale portando avanti le atdei tulunidi, riportando alla luce quello che tivit di formazione del personale locale di
rimane di una fiskiyat, una fontana inclusa in poter collaborare con i vari ministeri egiziani
una casa scomparsa, riconducibile a Ibn Tu- come pure con le istituzioni straniere per i
lun, lo stesso costruttore della moschea pi futuri programmi di lavoro.

LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 20-21 gennaio 2014

pagina 5

Nata dalla familiarit tra cattolici ed ebrei per far fronte alla persecuzione nazista in Italia

Luciano Guarnieri
Elia Dalla Costa (1957)

Amicizia nuova
Lopera di ricovero e salvataggio fu chiaramente coordinata dai vertici della Chiesa
di ANNA FOA
li studi degli ultimi anni stanno mettendo
sempre pi in luce il
ruolo generale di protezione che la Chiesa
ha avuto nei confronti degli ebrei
durante
loccupazione
nazista

con tutte le diversit delle situazioni, questioni sono distinte e vanno, io


dai conventi che chiedono una retta credo, tenute distinte.
a quelli che accolgono gratis gli
Lindagine sulle modalit concrete
ebrei, che a loro volta danno una dellaiuto agli ebrei, sulla presenza
mano nel lavoro quotidiano come degli ebrei nei conventi e nelle chienel caso delle ragazze ebree che aiu- se, sulla vita degli ebrei dentro i ritano a fare scuola ai bambini nella fugi ecclesiastici, comincia a mettere
scuola delle Maestre Pie
Filippini a Roma Ostiense, raccontato da Rosa Di
Veroli. insomma unimmagine che il frutto non
del dibattito sul tema
Pubblichiamo uno degli interventi
pronunciati in occasione del convegno
Chiesa e Shoah ma anche
Dalla Costa e gli aiuti agli ebrei a Firenze
e soprattutto della ricerca
durante la Sho tenuto a Firenze il 19 e il
volta ad illuminare la vita
20 gennaio a Palazzo Vecchio e
e il percorso degli ebrei
alluniversit nellambito delle celebrazioni
sotto loccupazione naziper il settantesimo anniversario
sta.
della liberazione della citt.
La dibattuta quaestio

Convegno a Firenze

storiografica su Pio XII e


gli ebrei ha per molti decenni frenato la ricerca e spostato
sul terreno ideologico ogni tentativo
di fare chiarezza sui fatti storici.
Penso che per fare storia del rapporto della Chiesa con gli ebrei nellItalia occupata sia innanzi tutto necessario sgombrare il campo da questa questione. Cio, la domanda principale non pu essere

in luce un aspetto su cui, mi sembra,


poco si riflettuto finora, quello del
cambiamento di mentalit che ne
pu essere derivato, un tema su cui
qualche spunto si pu trovare nel libro di Andrea Riccardi su Roma.
Infatti, vero che ebrei e cristiani
avevano convissuto per secoli, tra le
mura dei ghetti e nelle antiche giudecche, in Italia e particolarmente a
Roma, ma questa convivenza aveva
raramente coinvolto degli ecclesiasti-

Si cancella cos limmagine


proposta negli anni Sessanta
di un Pio XII indifferente
o addirittura complice di Hitler

Antonio Berti, bozzetto per una statua mai realizzata di Pio

dellItalia. Da Firenze, con il cardinal Dalla Costa su cui si tiene questo convegno, proclamato Giusto nel
2012, a Genova con don Francesco
Repetto, anchegli Giusto, a Milano
con il cardinal Schuster, e via via fin
naturalmente a Roma dove la presenza del Vaticano, oltre allesistenza
delle zone extraterritoriali, consent
il salvataggio di migliaia di ebrei.
Proprio a proposito di Roma il lavoro recente di Andrea Riccardi ha
messo in luce molti aspetti importanti di questa vicenda, dalle modalit con cui fu portata avanti lopera
di ricovero e salvataggio dei perseguitati, che erano tali da non poter
essere il frutto soltanto di iniziative
dal basso ma erano chiaramente
coordinate oltre che consentite dai
vertici della Chiesa, al fatto che essa
non si limitava agli ebrei, pi a rischio degli altri, ma si estendeva a
tutti coloro che erano in pericolo (la
mezza Roma che nascondeva laltra
mezza), al fatto evidente che i nazisti erano ben consapevoli di quello
che succedeva nei conventi: la partita si giocava sul filo del rasoio e non
riguardava solo la possibilit di dar
rifugio agli ebrei, ma il rapporto tra
Chiesa e nazisti, e cio la possibilit
che il regime nazista ponesse dun
colpo fine alla presenza di uno Stato
neutrale, il Vaticano, nel cuore della
Roma occupata. Si cancella cos
limmagine proposta negli anni Sessanta di un Papa indifferente alla
sorte degli ebrei o addirittura complice dei nazisti.
Vorrei mettere qui in rilievo che
questa pi recente immagine dellaiuto prestato agli ebrei dalla Chiesa nasce non da posizioni ideologiche filocattoliche, ma soprattutto da
ricerche puntuali sulla vita degli
ebrei durante loccupazione, dalla ricostruzione di storie di famiglie o di
individui. Dal lavoro sul campo, insomma. Il rifugio nelle chiese e nei
conventi emerge in continuazione
dai racconti dei sopravvissuti, percorre come un filo rosso le testimonianze orali raccolte negli anni in
Italia (come il corpo vastissimo delle
testimonianze di ebrei italiani rese
alla Shoah Foundation), si ritrova
presente nella maggior parte delle
memorie dei contemporanei. raccontato come un dato di fatto, appartiene al campo delle evidenze,

XII

(1961)

quella del rapporto tra lo spirito


profetico di un Papa e i compromessi diplomatici di un altro Papa,
ma quella su quanto e fino a che
punto e anche con quante opposizioni interne la Chiesa e il Papa fossero alla guida dellopera di salvataggio degli ebrei italiani. Le due

ci. Ora, di necessit per lurgenza


della persecuzione, preti ed ebrei dividevano lo stesso cibo. Le donne
ebree passeggiavano nei corridoi dei
conventi di clausura, gli ebrei imparavano il Padre Nostro e si infilavano la tonaca come precauzione in
caso di irruzioni tedesche e fasciste.
Rosa Di Veroli, richiesta di pregare
insieme con gli altri in chiesa, lo faceva ma recitando sottovoce lo Shem. Cera uneffettiva speranza da
parte cristiana di toccare il cuore indurito degli ebrei e spingerli al battesimo? E quegli ebrei che si battezzarono, lo fecero in seguito ad una
vera richiesta o per il fascino di un
mondo che non conoscevano e che
offriva loro protezione? E ci viene in
mente la Lia Levi di Una bambina e
basta, attratta per un breve momento
dal battesimo. Parliamo ovviamente

dei casi di conversione nei conventi, non di quelle conversioni, vere


o simulate che fossero, fatte nel
1938 nella speranza di evitare
i rigori delle leggi razziste,
quando il cardinal Schuster battezzava allalba
gli ebrei in Duomo e i
giornali
antisemiti
pi radicali, con
Farinacci, vedevano in questi
battesimi il cavallo di Troia
degli ebrei nella societ ariana e cristiana.
Tutto questo mette certamente in
moto nelle due parti esitazioni e timori nei confronti di un rapporto
tanto stretto e quotidiano. Nei sacerdoti e soprattutto nelle suore questi
timori possono prendere la strada
dellimpulso verso la conversione, inserendosi cos su un filone pi consolidato e tradizionale di rapporto.
Cos, la quotidianit e lattenzione
trovano giustificazione e conforto
nella speranza di portare un ebreo al
battesimo. Negli ebrei, invece, il timore direi atavico di essere spinti
verso la conversione porta talvolta
(emergono casi del genere nella documentazione orale) a non prendere
nemmeno in considerazione lidea di
trovare
rifugio
in
unistituzione ecclesiastica. Ma pu succedere
che nulla di tutto questo si realizzi. Che dire,
a Roma, della chiesa di
San Benedetto al Gazometro, dove molti ebrei
trovarono rifugio, e del
suo parroco allora giovanissimo, don
Giovanni Gregorini, che trovava il
tempo di fare ogni giorno due chiacchiere con uno dei rifugiati ebrei,
uomo di una certa et e molto religioso, parlando con lui delle rispettive religioni, e dei loro rapporti?
Qui, dalle due parti, c rispetto reciproco e curiosit dellaltro.
Insomma, io credo che questa familiarit nuova e improvvisa, indotta
senza preparazione dalle circostanze,
in condizioni in cui una delle due
parti era braccata e rischiava la vita
ed era quindi bisognosa di maggior
carit cristiana, non sia stata senza
conseguenze sullavvio e sulla recezione del dialogo. Un dialogo molto
pi tardo, certo, e avviato soprattutto a livello teorico (pensiamo a Jules
Isaac e allinsegnamento del disprezzo), mentre questo ci appare come

un dialogo dal basso, fatto di pasti


consumati insieme e di discorsi senza pretese, anche per superare le ansie di un rapporto sconosciuto fino a
quel momento. Cos, le suore di un

parte bloccato, da una parte perch


gli ebrei erano intenti a ricostruire il
proprio mondo e la propria identit
dopo la catastrofe, dallaltra perch i
cattolici sembravano esser tornati
sulle posizioni tradizionali in
cui la speranza della conversioLa ricostruzione storica
ne era pi forte del rispetto.
forse questa chiusura dei primi
dellaiuto che prest la Chiesa
anni dopo la Shoah ad impedinon frutto
re lo sviluppo di quel dialogo
di posizioni ideologiche filocattoliche dal basso, alla pari di quello ai
livelli pi alti, come dimostra il
ma nasce da puntuali ricerche
fallimento dellincontro di Jules
Isaac con Pio XII. Comunque
altro convento romano aggiungeva- fosse, agli inizi degli anni Sessanta,
no il lardo alla zuppa comune solo con Il vicario di Hochhuth, su quedopo averla distribuita alle ebree ri- sto processo sarebbe stata proiettata
fugiate da loro. Anche questa una lombra della leggenda nera di Pio
forma di dialogo dal basso, mi sem- XII, con il risultato di intralciare e
bra.
opacizzare la memoria e il peso di
Nel primo dopoguerra, nel mo- quel primo percorso comune. Oggi
mento in cui prevaleva la rimozione, il momento giusto per riprendere a
questo processo dialogico stato in indagarlo.

Tra i vincitori anche tre biblisti vietnamiti

A Cristiana Dobner
il premio Carlo Maria Martini
Cristiana Dobner tra i vincitori della prima edizione del premio
internazionale Carlo Maria Martini grazie a Leccesso. Tu, Carlo Maria Martini, che dici di Gerusalemme? che propone una biografia del
cardinale dal punto di vista del suo amore per Israele, anche attraverso una selezione di suoi testi poco noti. Tra i premiati, nella sezione dedicata ai lavori che contribuiscono allo studio e alla conoscenza del pensiero e della figura del cardinale, figura anche Nicola
Salvi per il docu-film Carlo Maria Martini uomo di Dio. Per la seconda sezione comprendente lavori che contribuiscono allo sviluppo del fecondo rapporto tra Bibbia e cultura il premio stato conferito a Raffaele Mellace, per la sua monografia sulle cantate
di Johann Sebastian Bach, e ai tre studiosi vietnamiti Nguyen Dinh
Anh Nhue, Tran Thi Ly e Pham Quy Trong per i loro lavori sulla
Bibbia e la cultura asiatica. La cerimonia di premiazione si terr sabato 15 febbraio nella curia arcivescovile a Milano, alla presenza
dellarcivescovo, cardinale Angelo Scola.

Il senso della vetrata di Le Corbusier distrutta il 17 gennaio durante un tentativo di furto

Barbarie a Ronchamp
Bisogna introdurre nella casa il senso del sacro e fare un tempio a misura della famiglia, scriveva nel 1965 il grande architetto
di PAOLO PORTO GHESI
Il tentato furto di una cassetta di elemosina
vuota a Ronchamp lo scorso 17 gennaio
sarebbe solo un triste fatto di cronaca se i
ladri non avessero infranto una delle vetrate
della cappella di Notre-Dame du Haut,
lunica firmata dal maestro. Le vetrate sono
unopera di artigianato, ma Le Corbusier
aveva voluto utilizzarle, scrivendo di propria
mano una parte dellAve Maria, per rendere
evidente che anche nellarchitettura esiste

una autografia. Ma soprattutto per unirsi lui


eroe di una laicit che stata protagonista
della cultura moderna in un momento
atroce della storia europea, appena finita la
guerra, alla preghiera dei fedeli. E nello stesso tempo invitarli ad affrontare il mistero
della luce che, penetrando dalle trenta finestre del lato esposto a est, fora una muraglia
di grande spessore illuminando i fedeli come
se a ciascuno fosse rivolto un messaggio.
La chiave / la luce / e la luce / rischiara delle forme / e queste forme hanno / una
potenza emotiva / per il gioco delle propor-

Esterno della cappella di Notre-Dame du Haut

zioni / per il gioco


dei rapporti / stupefacenti, inattesi.
In
questi
versi
scritti
per
Ronchamp trapela lintenzione di fare della luce la ragion
dessere dellarchitettura riallacciandosi alla tradizione
di tante chiese europee.
Le Corbusier
considerato un caposaldo di una laicit rigorosa e inflessibile, ma la sua
religiosit dimostrata dai fatti. Nel
suo testamento spirituale, scritto pochi
giorni prima della morte e nel quale riassume il significato della sua ricerca paziente,
dichiara: Lontano dai rumori della folla,
nella mia tana (poich sono uno spirito meditativo, mi sono paragonato da solo a un
asino, per convinzione), per cinquantanni
ho studiato il tipo Uomo e la sua donna
(moglie) e i suoi bambini. Una preoccupazione mi muoveva imperativamente: introdurre nella casa il senso del sacro; fare della
casa il tempio della famiglia. Da questo momento, tutto diviene differente. Un centimetro cubo di abitazione vale oro, rappresenta
la possibile felicit. Con una tale idea della
dimensione e della funzione potete fare, oggi, un tempio a misura della famiglia, in aggiunta alle cattedrali che furono costruite

La vetrata distrutta

in altra epoca. Lo potete fare perch vi metterete tutto di voi stessi.


Con questa modernit, che impegno per
migliorare la vita delluomo, non meraviglia
che la Chiesa abbia voluto e saputo dialogare. Il pregio dellarte anche quello di far
capire che serve alla comprensione reciproca
e che immedesimarsi gi condividere, partecipare.
Che Ronchamp rappresenti uno dei massimi raggiungimenti della architettura europea del secolo scorso fuori discussione e
tra questi raggiungimenti ancora molto attuale perch configura la possibilit e la bellezza del dialogo. Per questo la vetrata distrutta una ferita irreparabile che offende
larte.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

luned-marted 20-21 gennaio 2014

Nel dialogo con le Chiese ortodosse orientali

Appello delle confessioni cristiane alla conferenza di Ginevra

Per una filosofia


dellincontro

Niente armi
per la pace in Siria

di GABRIEL QUICKE*
Nei mesi passati, abbiamo visto le
immagini di siriani che fuggono dal
loro Paese per cercare rifugio in Libano, in Giordania e in Iraq. La situazione di questi rifugiati ci riporta
col pensiero ai cristiani che vivono
in Medio Oriente, su un territorio
che si estende dalle valli del Tigri e
dellEufrate alle rive del Nilo. Questa dolorosa realt ci ricorda che
Cristo tuttoggi sofferente e povero. Cristo ha ancora fame, sete e
freddo. Papa Francesco ha pi volte
espresso la sua preoccupazione per
la situazione di quei cristiani che subiscono le conseguenze di tensioni e
di conflitti in molte regioni del Medio Oriente. Il Santo Padre ci ha
invitati a digiunare e a pregare per
la pace in Siria e in altri Paesi lacerati dalla guerra. La carit ecclesiale
vuole la solidariet e la pace, vuole
nutrire il Cristo affamato, dare da
bere al Cristo assetato, rivestire il
Cristo spogliato, visitare il Cristo
ammalato e accogliere il Cristo esiliato.
Il Pontificio Consiglio per la promozione dellunit dei cristiani
(Pcpuc) ha frequenti contatti con le
Chiese di appartenenza di questi
cristiani. Qui di seguito riportata
una breve panoramica dellattivit
ecumenica che coinvolge le Chiese
in Medio Oriente o che scaturita
dalla loro attivit missionaria.
Rappresentanti della Chiesa cattolica e delle Chiese ortodosse
orientali, ovvero le antiche Chiese
con le quali la separazione risale al
IV e V secolo, si sono riuniti dal 23
al 27 gennaio 2013 come membri
della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la
Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali, sotto la co-presidenza,
da parte cattolica, del cardinale
Kurt Koch, presidente del Pcpuc e,
da parte ortodossa, del metropolita
Bishoy di Damiette, della Chiesa ortodossa copta. Lincontro ha avuto
luogo a Roma presso la Domus Internationalis Paulus VI, ospitato dal
Pcpuc.
I membri della Commissione
hanno approfondito lo studio della
comunione e della comunicazione
esistenti tra le Chiese fino alla met
del V secolo della storia cristiana,
come pure lo studio dellimportanza
rivestita dal martirio e dal monachesimo nella vita della Chiesa primitiva. In particolare, stato esaminato
il ruolo del mutuo riconoscimento
dei santi. Gran parte del tempo
stata dedicata allattenta valutazione
di una bozza di documento dal titolo The Exercise of Communion in the
Life of the Early Church and its Implications for our Search for Communion Today.
Quanto ai rapporti con le Chiese
malankaresi in India, dal 1989, due
dialoghi paralleli hanno luogo una
volta allanno in Kerala (India del
sud): uno con la Chiesa sira ortodossa malankarese e laltro con la
Chiesa ortodossa sira malankarese.
Questi dialoghi si occupano principalmente di questioni legate a tre
tematiche: la storia della Chiesa,
lecclesiologia e la testimonianza comune. La delegazione cattolica
comprende
rappresentanti
della
Santa Sede (guidati dal vescovo segretario del Pcpuc, Brian Farrell ) e
membri di Chiese di rito diverso:
della Chiesa latina, della Chiesa siro-malabarese e della Chiesa cattolica siro-malankarese.
La Commissione mista di dialogo
tra la Chiesa cattolica e la Chiesa sira ortodossa malankarese ha tenuto
il suo sedicesimo incontro presso il
Centro patriarcale di Puthencruz il
16 dicembre 2013. Lincontro era copresieduto dal vescovo Farrell e dal
Kuriakose Mar Theophilose, metropolita e vicario patriarcale in Germania, Svizzera e Austria. Tra i
principali punti allordine del giorno figuravano il ministero petrino
secondo la tradizione liturgica e patristica siriana e la riflessione su un
documento prodotto nellottobre del
2010 dalla Consultazione teologica
tra ortodossi nordamericani e cattolici, intitolato Steps Towards A Reunited Church: A Sketch Of An Orthodox-Catholic Vision For The Future.
La Commissione mista di dialogo
tra la Chiesa cattolica e la Chiesa
ortodossa sira malankarese si riunita per il suo ventitreesimo incontro presso il Sophia Centre di Kottayam, nei giorni 18 e 19 dicembre
2013. I co-presidenti erano il vescovo Farrell e il metropolita Gabriel
Mar Gregorios, presidente del di-

partimento per le relazioni ecumeniche della Chiesa ortodossa sira malankarese. Vari temi sono stati discussi, tra cui lopera dello Spirito
Santo e il rinnovamento spirituale
della Chiesa, il fondamento e la
comprensione epistemologica del diritto canonico nella tradizione ortodossa e le sfide sollevate dai pentecostali e dalle nuove chiese cristiane. La Commissione mista lavora
attualmente a un documento sulla
prassi del principio di economia
nellamministrazione dei sacramenti
ad altri cristiani in specifiche situazioni pastorali da un punto di vista
ortodosso e sui principi teologici
cattolici relativi allamministrazione
dei sacramenti ad altri cristiani.
Gli incontri ecumenici e lo scambio di visite ci ricordano che il dialogo non pu essere separato dalla
vita delle Chiese. Il dialogo della
verit e il dialogo della carit sono
strettamente congiunti. Una visita
ecumenica porta a una migliore
comprensione reciproca e questa a
sua volta necessaria per far avanzare
il dialogo teologico e creare ponti di
reciproca fiducia e di amicizia.
Tawadros II, papa di Alessandria e
Patriarca della Sede di San Marco,
capo della Chiesa copta ortodossa
dEgitto (la Chiesa cristiana pi
grande in Medio Oriente), ha compiuto una visita di cinque giorni a
Roma, la sua prima visita fuori
dallEgitto da quando stato intronizzato. Il viaggio a Roma gli ha
dato lopportunit di incontrare, ol-

tre alle varie comunit copte presenti in Italia, Papa Francesco, che lo
ha ricevuto in unudienza privata il
10 maggio 2013 e ha avuto con lui
un momento di preghiera. Prima
delludienza, il patriarca si era recato anche presso il Pcpuc. Lincontro
con Papa Francesco ha avuto luogo
a quarantanni di distanza dallo storico incontro tra Paolo VI e il predecessore di Tawadros II, Shenouda
III, nel corso del quale fu firmata
una dichiarazione comune che affermava limpegno delle due Chiese
nella promozione della riconciliazione e dellunit.
Unaltra visita degna di nota
stata quella di Baselios Martoma
Paulose II, catholicos dellOriente e
metropolita malankarese, che ha incontrato Papa Francesco il 5 settembre 2013. Egli ha anche visitato la
tomba dellapostolo Pietro ed stato ricevuto presso il Pcpuc.
Le visite ecumeniche mettono in
evidenza un fatto: le persone non
hanno semplicemente un incontro o
un dialogo; ogni persona un incontro, ogni persona un dialogo.
Questa filosofia dellincontro richiede una spiritualit di comunione,
un ecumenismo di vita. Tramite
laccoglienza e lamicizia le ferite del
passato possono rimarginarsi e ci
che ci divideva pu diventare rinnovata opportunit di guarigione.
*Pontificio Consiglio per la promozione
dellunit dei cristiani

GINEVRA, 20. Si concluso con la


pubblicazione di una dichiarazioneappello, da rivolgere il 22 gennaio
alla Conferenza internazionale sulla
Siria, denominata Ginevra 2, lincontro ecumenico promosso dal
World Council of Churches (Wcc)
svoltosi la settimana scorsa a Ginevra e al quale hanno partecipato
una trentina di leader e rappresentanti delle Chiese cristiane di Siria e
del mondo.
Nel ribadire che non c alcuna
soluzione militare alla crisi del nostro Paese, le Chiese cristiane nella
dichiarazione hanno presentato una
serie di richieste per raggiungere la
pace entro breve tempo.
La prima perseguire unimmediata cessazione di tutti gli scontri
armati e delle ostilit allinterno della Siria. Pertanto, i leader religiosi
siriani hanno lanciato un appello a
tutte le parti in conflitto al fine di
rilasciare le persone detenute. Esortiamo il Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite di attuare misure che
pongano fine al traffico delle armi e
dei combattenti stranieri in Siria.
La seconda richiesta quella di
garantire che tutte le comunit
vulnerabili in Siria e i rifugiati nei
Paesi limitrofi ricevano unadeguata
assistenza umanitaria. Quando larghe fasce di una popolazione sono
a grave rischio essenziale nel rispetto del diritto internazionale il
pieno accesso allaiuto umanitario.
La terza richiesta sviluppare
un processo globale e inclusivo per
linstaurazione di una pace giusta e
la ricostruzione della Siria. Tutti i
settori della societ (tra cui il Governo, lopposizione e la societ civile) devono essere inclusi in una
soluzione siriana per il popolo siriano. Nella dichiarazione-appello, i
leader religiosi chiedono anche che
in questo processo siano inclusi le
donne e i giovani. Qualsiasi processo di costruzione della pace
hanno aggiunto deve essere condotto dai siriani. Deve essere trasparente e credibile. Tale processo richiede il sostegno della Lega Araba,
delle Nazioni Unite e limpegno costruttivo di tutte le parti coinvolte
nella crisi attuale.
Allincontro ha preso parte anche
il patriarca di Antiochia dei GrecoMelkiti, Gregorios III Laham, il
quale ha detto che sulla scia
dellincontro promosso dal Consiglio ecumenico delle Chiese, su mia
iniziativa e a titolo personale lancio
un appello a miei amati fratelli: gli
sceicchi, i mufti, gli ulema, i responsabili dei centri religiosi musulmani,
e li invito a uniniziativa simile a
quella dei cristiani ai quali stato
chiesto di inviare lettere e appelli, in
comune o a titolo personale, per il
successo di Ginevra 2. Gregorios

III Laham si detto convinto che


questo successo sar fonte di bont, benedizione, sicurezza e pace per
tutti i Paesi arabi, culla delle religioni e civilt, e per il mondo intero.
Noi rappresentiamo la maggioranza silenziosa, la voce dei senza
voce, ha detto poi il catholicos di
Cilicia degli Armeni, Aram I, rivolgendosi a Lakhdar Brahimi, del comitato congiunto Nazioni Unite e
Lega araba per la Siria che ha incontrato i rappresentanti religiosi e
al quale stata consegnata la dichiarazione-appello. E rivolgendosi
a Ginevra 2, ha aggiunto: La vostra missione non facile. una
missione critica e cruciale. Vogliamo
assicurarvi che avete tutto il nostro
supporto, il pieno sostegno di tutte
le Chiese e della comunit mondiale
cristiana.
Soddisfazione per il lavoro svolto
dalle comunit religiose nella distribuzione di cibo agli sfollati stato
espresso da Brahimi, il quale ha ri-

conosciuto lo sforzo compiuto anche dai numerosi volontari. A margine del summit ecumenico, il segretario generale del World Council of
Churches, reverendo Olav Fykse
Tveit, ha sottolineato che il popolo
della Siria, che piange per la pace,
merita il successo dei prossimi colloqui di Ginevra 2. Non c tempo da
perdere, tante persone sono morte o
hanno dovuto lasciare le proprie citt e le proprie abitazioni. Lincontro del Wcc stato accompagnato
da una preghiera ecumenica per la
pace in Siria.

LOsservatore Romano in tutte le


sue componenti direzione, redazione, anticamera, edizioni periodiche, segreteria, archivio, ufficio correttori, ufficio grafici, ufficio abbonamenti e diffusione, servizio fotografico, tipografia,
amministrazione, direzione generale
partecipa al profondo dolore che ha
colpito Antonio Chil per la morte
della consorte signora

LILIANA
ed vicino con grande affetto alla figlia Antonella e a tutti i familiari, ai
quali assicura il ricordo nella preghiera. I funerali saranno celebrati marted,
alle ore 15, nella parrocchia di San Biagio a Palombara Sabina.
Citt del Vaticano, 20 gennaio 2014

Accordo in Portogallo per il mutuo riconoscimento del battesimo

Il sacramento dellunit
LISBONA, 20. Il 25 gennaio, a conclusione della Settimana di preghiera
per lunit dei cristiani, i rappresentanti delle Chiese e comunit ecclesiali presenti in Portogallo cattolici, ortodossi, anglicani, presbiteriani,
metodisti firmeranno una dichiarazione di mutuo riconoscimento del
sacramento del battesimo. Laccordo
come riferisce lagenzia Ecclesia
della Conferenza episcopale portoghese sar sancito nel corso di
una celebrazione ecumenica nazionale, che avverr nella cattedrale anglicana di San Paolo, alla presenza
del patriarca di Lisbona, Manuel
Jos Macrio do Nascimento Clemente. Presentando liniziativa, il vescovo di Lamego, Antnio Jos da
Rocha Couto, presidente della Commissione episcopale della missione e
della nuova evangelizzazione, ha dichiarato che essa rappresenta un
ulteriore passo nel cammino del dialogo ecumenico tra le Chiese, che
giunge a coronare molti anni di lavoro in tale direzione. Si tratta, infatti, di un atto concreto, con il
quale intendiamo riaffermare le molte cose comuni che gi ci uniscono
in Cristo, in quanto tutti suoi discepoli, e un solo popolo di battezzati
chiamato a essere, nel mondo e per
il mondo, un segno credibile del
Vangelo.

Giovanni Maria Vian, Carlo Di Cicco,


Gaetano Vallini e Piero Di Domenicantonio si stringono con affetto ad
Antonio e ad Antonella Chil nel
grande dolore per la morte della signora

LILIANA
e sono vicini a tutta la famiglia nella
preghiera.
Citt del Vaticano, 20 gennaio 2014

Mario Agnes partecipa con affetto al


dolore di Antonio Chil e dei familiari
per la morte della signora

LILIANA
Citt del Vaticano, 20 gennaio 2014

LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 20-21 gennaio 2014

pagina 7

Papa Francesco allAngelus invita a mettere lamore e lumilt al posto della forza e della superbia

Per difendere i migranti


dai mercanti di carne umana
Papa Francesco ha voluto ringraziare
pubblicamente quanti lavorano per
accogliere e assistere i migranti e i
rifugiati, difendendoli dai mercanti di
carne umana. Lo ha fatto domenica
mattina, 19 gennaio, al termine della
preghiera mariana dellAngelus in
piazza San Pietro, dopo aver proposto
ai fedeli una riflessione sullamore di
Ges che si carica delle colpe
dellumanit.
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Con la festa del Battesimo del Signore, celebrata domenica scorsa, siamo
entrati nel tempo liturgico chiamato
ordinario. In questa seconda domenica, il Vangelo ci presenta la scena
dellincontro tra Ges e Giovanni
Battista, presso il fiume Giordano.
Chi la racconta il testimone oculare,
Giovanni Evangelista, che prima di
essere discepolo di Ges era discepolo del Battista, insieme col fratello
Giacomo, con Simone e Andrea, tutti
della Galilea, tutti pescatori. Il Battista dunque vede Ges che avanza tra
la folla e, ispirato dallalto, riconosce
in Lui linviato di Dio, per questo lo
indica con queste parole: Ecco
lagnello di Dio, colui che toglie il
peccato del mondo! (Gv 1, 29).
Il verbo che viene tradotto con toglie significa letteralmente sollevare, prendere su di s. Ges venuto nel mondo con una missione precisa: liberarlo dalla schiavit del peccato, caricandosi le colpe dellumanit.
In che modo? Amando. Non c altro
modo di vincere il male e il peccato
se non con lamore che spinge al dono della propria vita per gli altri.
Nella testimonianza di Giovanni Battista, Ges ha i tratti del Servo del
Signore, che si caricato delle nostre sofferenze, si addossato i nostri
dolori (Is 53, 4), fino a morire sulla
croce. Egli il vero agnello pasquale,
che si immerge nel fiume del nostro
peccato, per purificarci.
Il Battista vede dinanzi a s un uomo che si mette in fila con i peccatori

per farsi battezzare, pur non avendone bisogno. Un uomo che Dio ha
mandato nel mondo come agnello
immolato. Nel Nuovo Testamento il
termine agnello ricorre pi volte e
sempre in riferimento a Ges. Questa
immagine dellagnello potrebbe stupire; infatti, un animale che non si
caratterizza certo per forza e robustezza si carica sulle proprie spalle un
peso cos opprimente. La massa enorme del male viene tolta e portata via
da una creatura debole e fragile, simbolo di obbedienza, docilit e di
amore indifeso, che arriva fino al sacrificio di s. Lagnello non un dominatore, ma docile; non aggressivo, ma pacifico; non mostra gli artigli o i denti di fronte a qualsiasi attacco, ma sopporta ed remissivo. E
cos Ges! Cos Ges, come un
agnello.
Che cosa significa per la Chiesa,
per noi, oggi, essere discepoli di Ges Agnello di Dio? Significa mettere
al posto della malizia linnocenza, al
posto della forza lamore, al posto
della superbia lumilt, al posto del
prestigio il servizio. un buon lavoro! Noi cristiani dobbiamo fare questo: mettere al posto della malizia
linnocenza, al posto della forza
lamore, al posto della superbia
lumilt, al posto del prestigio il servizio. Essere discepoli dellAgnello significa non vivere come una cittadella assediata, ma come una citt posta sul monte, aperta, accogliente e
solidale. Vuol dire non assumere atteggiamenti di chiusura, ma proporre
il Vangelo a tutti, testimoniando con
la nostra vita che seguire Ges ci rende pi liberi e pi gioiosi.
Dopo la preghiera il Pontefice ha cos
ricordato la celebrazione della Giornata
mondiale del migrante e del rifugiato.
Cari fratelli e sorelle,
oggi si celebra la Giornata Mondiale
del Migrante e del Rifugiato, sul te-

ma Migranti e rifugiati: verso un


mondo migliore, che ho sviluppato
nel Messaggio pubblicato gi da tempo. Rivolgo un saluto speciale alle
rappresentanze di diverse comunit
etniche qui convenute, in particolare
alle comunit cattoliche di Roma.
Cari amici, voi siete vicini al cuore
della Chiesa, perch la Chiesa un
popolo in cammino verso il Regno di
Dio, che Ges Cristo ha portato in
mezzo a noi. Non perdete la speranza di un mondo migliore! Vi auguro
di vivere in pace nei Paesi che vi accolgono, custodendo i valori delle vostre culture di origine. Vorrei ringraziare coloro che lavorano con i migranti per accoglierli e accompagnarli
nei loro momenti difficili, per difenderli da quelli che il beato Scalabrini
definiva i mercanti di carne umana,
che vogliono schiavizzare i migranti!
In modo particolare, intendo ringraziare la Congregazione dei Missionari
di San Carlo, i padri e le suore Scalabriniani che tanto bene fanno alla
Chiesa e si fanno migranti con i migranti.
In questo momento pensiamo ai
tanti migranti, tanti rifugiati, alle loro
sofferenze, alla loro vita, tante volte
senza lavoro, senza documenti, tanto
dolore; e possiamo tutti insieme rivolgere una preghiera per i migranti e i
rifugiati che vivono situazioni pi
gravi e pi difficili: Ave Maria...
Saluto con affetto tutti voi, cari fedeli provenienti da diverse parrocchie
dItalia e di altri Paesi, come pure le
associazioni e i vari gruppi. In particolare, saluto i pellegrini spagnoli di
Pontevedra, La Corua, Murcia e gli
studenti di Badajoz. Saluto gli ex-allievi dellOpera Don Orione, lAssociazione Laici Amore Misericordioso
e la Corale San Francesco di Montelupone.
A tutti auguro una buona domenica e buon pranzo. Arrivederci!

Il Pontefice a dirigenti e agenti dellIspettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano

Col freddo e col caldo


sempre in piazza San Pietro
Un vivo ringraziamento
per la discreta ma attenta
vigilanza stato rivolto
da Papa Francesco a dirigenti
e agenti dellIspettorato di Pubblica
Sicurezza presso il Vaticano,
ricevuti in udienza luned mattina,
20 gennaio, nella Sala Clementina.
Signor Capo della Polizia,
Illustri Signori,
cari Funzionari e Agenti,
vi do il benvenuto e rivolgo a ciascuno il mio saluto cordiale, che
estendo alle vostre famiglie e a tutti i vostri cari. Ringrazio il Dirigente Generale per le cortesi
espressioni che mi ha indirizzato a
nome dei presenti e di quanti fanno parte dellIspettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano.
Questo incontro tradizionale, per
me il primo, mi offre loccasione
per esprimervi la mia gratitudine
per il vostro servizio, specialmente
quello che svolgete in Piazza San
Pietro: col freddo, col caldo, con
la pioggia, col vento, sempre...
Questo conta tanto! Tutti siamo
consapevoli della necessit di operare sempre affinch sia tutelata la
peculiarit di questo luogo singolare, preservandone il carattere di
spazio sacro e universale. E per
questo ci vuole una vigilanza discreta ma attenta. In effetti, in
Piazza San Pietro la gente serena, si muove tranquilla, gusta un
senso di pace. E questo anche grazie a voi, che vigilate sullordine
pubblico.
Penso anche al vostro impegno
durante i momenti di maggiore
concorso di fedeli, che giungono
da tutto il mondo per incontrare il
Papa, per pregare vicino alla tomba di san Pietro e a quelle dei suoi
Successori, specialmente di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

Il vostro lavoro richiede preparazione tecnica e professionale,


congiunta a vigilanza attenta, a
gentilezza e dedizione. I pellegrini
e i turisti, come anche quanti lavorano nei vari uffici della Santa Sede, sanno di poter contare sulla
vostra cordiale assistenza.
Vi ringrazio specialmente per la
vostra efficace attivit svolta durante i giorni che hanno preceduto
il Conclave, a seguito della rinuncia di Papa Benedetto. Approfitto
di questo incontro per rinnovare il
grazie pi sincero, mio e dei miei
collaboratori, a tutti coloro che in
quelle circostanze hanno offerto il
loro apporto perch tutto si svolgesse con ordine e tranquillit.
E vorrei augurare che il periodo
trascorso nel servizio presso il Va-

ticano sia per ognuno di voi


unopportunit per crescere nella
fede. La fede il pi prezioso tesoro che le vostre famiglie vi hanno affidato e che voi siete chiamati
a trasmettere ai vostri figli. importante riscoprire il messaggio del
Vangelo e accoglierlo in profondit
nella propria coscienza e nel concreto della vita quotidiana, testimoniando con coraggio lamore di
Dio in ogni ambiente, anche in
quello del lavoro.
Vi affido tutti alla Vergine Maria, perch, quale Madre premurosa, protegga ciascuno di voi, le vostre famiglie, il vostro lavoro. Vi
domando per favore di pregare per
me ne ho bisogno , e di cuore
vi benedico.

Nel saluto del dirigente generale

Oltre
il semplice servire

Messa a Santa Marta

Il Dio delle sorprese


Discernimento e docilit: due parole
che descrivono latteggiamento giusto
per vivere la libert della parola di
Dio, rompendo schemi e abitudini
con la capacit di adattarsi alle continue sorprese e alla novit. questa la
riflessione proposta da Papa Francesco nella messa celebrata luned mattina, 20 gennaio, nella cappella della
Casa Santa Marta.
Come di consueto il Pontefice ha
centrato la sua meditazione sulle letture proposte dalla liturgia il brano
tratto dal primo libro di Samuele (15,
16-23) e il passo evangelico di Marco
(2, 18-22) che aiutano a riflettere
sulla parola di Dio e sul nostro atteggiamento davanti alla parola di
Dio. E la parola di Dio viva ed
efficace, discerne i sentimenti e i pensieri del cuore, ha spiegato il Papa
citando la Lettera agli Ebrei (4, 1213). Infatti la parola di Dio viene da
noi e anche illumina lo stato del nostro cuore, della nostra anima: in
una parola, discerne.
E proprio le due letture ha detto
ci parlano di questo atteggiamento che noi dobbiamo avere davanti
alla parola di Dio: la docilit. Si
tratta, ha affermato, di essere docili
alla parola di Dio. La parola di Dio
viva. E perci viene e dice quello che
vuol dire: non quello che io aspetto
che dica o quello che io spero che di-

ca o quello che io voglio che dica.


La parola di Dio libera. Ed
anche sorpresa, perch il nostro Dio
il Dio delle sorprese: viene e fa le
cose nuove sempre. novit. Il
Vangelo novit. La rivelazione novit.
Il nostro Dio ha proseguito il
Pontefice un Dio che sempre fa
le cose nuove. E chiede da noi questa
docilit alla sua novit. Proprio nel
brano evangelico Ges chiaro in
questo, molto chiaro: vino nuovo in
otri nuovi. Cos Dio deve essere ricevuto con questa apertura alla novit. E questo atteggiamento si chiama docilit.
Da qui linvito a porsi alcune domande: Io sono docile alla parola di
Dio o faccio sempre quello che io
credo che la parola di Dio? O faccio passare la parola di Dio per un
alambicco e alla fine unaltra cosa
da quello che Dio vuole fare?. Ma,
ha avvertito il Papa, se io faccio
questo finisco come il pezzo di stoffa
grezza su un vestito vecchio di cui
parla il Vangelo. E lo strappo diventa peggiore: se io faccio questo divento peggiore.
Adeguarsi alla parola di Dio per
poterla ricevere richiede perci un
atteggiamento ascetico, ha spiegato
il Pontefice facendo un esempio concreto: se lapparecchio elettrico

che io ho non va c bisogno di


un adattatore. Lo stesso, ha detto,
dobbiamo fare noi: adattarci sempre, adeguarci a questa novit della
parola di Dio. In sostanza, essere
aperti alla novit.
Nella sua riflessione il Papa quindi tornato al brano del primo libro di
Samuele. Saul, eletto di Dio, unto
di Dio, aveva dimenticato ha notato che Dio sorpresa e novit. Lo
aveva dimenticato. Si era chiuso nei
suoi pensieri, nei suoi schemi. E cos
ha ragionato umanamente. Il Signore
gli aveva detto: vota allo sterminio
tutti. Ma labitudine, ha spiegato
il Pontefice, quando uno vinceva,
era prendere il bottino per dividerlo; e con parte del bottino si faceva
il sacrificio a Dio. Dunque Saul ha
destinato alcuni animali belli per il
Signore: ha ragionato col suo pensiero, col suo cuore, chiuso nelle abitudini. E Dio, il nostro Dio, non
un Dio delle abitudini, un Dio delle sorprese.
Cos Saul non ha obbedito alla
parola di Dio, non stato docile alla
parola di Dio. Samuele, si legge nella Scrittura, gli rimprovera questo
dicendo: Il Signore gradisce forse
gli olocausti e i sacrifici quanto lobbedienza alla voce del Signore?.
Dunque Samuele gli fa sentire che
non ha obbedito: non stato servo,

stato signore. Lui si impadronito


della parola di Dio. Dice ancora Samuele: Obbedire meglio del sacrificio, essere docili meglio del grasso
degli arieti.
E poi, ha proseguito il Papa, la
parola di Dio va pi avanti, tramite
Samuele. La ribellione non obbedire alla parola di Dio peccato di
divinazione, peccato di magia. E
lostinazione, la non docilit fare
quello che tu vuoi e non quello che
vuole Dio peccato di idolatria.
Le parole di Samuele ci fanno
pensare a cosa la libert cristiana,
cosa lobbedienza cristiana ha detto ancora il Papa. La libert cristiana e lobbedienza cristiana docilit
alla parola di Dio; avere quel coraggio di diventare otri nuovi per questo
vino nuovo che viene continuamente.
Questo coraggio di discernere sempre, discernere e non relativizzare
sempre cosa fa lo spirito nel mio
cuore, cosa vuole lo spirito nel mio
cuore, dove mi porta lo spirito nel
mio cuore. E obbedire. E ha concluso con le due parole chiave della sua
meditazione, discernere e obbedire,
e con una preghiera: Chiediamo oggi la grazia della docilit alla parola
di Dio, a questa parola che viva ed
efficace, che discerne i sentimenti e i
pensieri del cuore.

I sentimenti di dedizione che accompagnano il servizio di quanti,


agenti e dirigenti, vigilano per
garantire sicurezza agli avvenimenti che ruotano attorno alla
missione della Chiesa e del Papa
sono stati espressi dal dirigente
generale dellIspettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, Enrico Avola.
Dopo aver ringraziato il Papa
anche a nome del capo della Polizia, Alessandro Pansa, dei vertici del dipartimento e del prefetto
Salvatore Festa, il dirigente ha
espresso riconoscenza verso gli
esponenti della Curia romana che
coadiuvano vostra Santit nellesercizio del suo supremo magistero per la benevolenza sempre
manifestata verso lufficio. E ha
manifestato gratitudine anche
nei confronti del Corpo della
Gendarmeria Vaticana e della
Guardia Svizzera Pontificia, con
cui ha affermato si condividono, con leale spirito di collaborazione e sincera amicizia, i diversi peculiari aspetti della sicurezza.
Avola ha poi assicurato al
Pontefice che, intimamente coinvolti dai valori che promanano
dai suoi gesti, tutti gli appartenenti allIspettorato sono impegnati quotidianamente nel servizio alla stregua di semplici soldati di uno squadrone ha detto
riferendosi a un passaggio dellEvangelii gaudium.

Testimoni di come abbia a


cuore la condizione degli infermi,
dei pi deboli e degli emarginati
ha concluso il dirigente avvertiamo fortemente i suoi richiami ai valori fondamentali delluomo e della vita e li facciamo nostri, impegnandoci ad applicarli
fedelmente sia nellattivit ordinaria di istituto sia nellambito
familiare, facilitati anche dal
sincero, profondo amore filiale
che lega gli uomini e le donne di
questo ufficio alla sua persona.

Lutto nellepiscopato
Monsignor John Mackey, vescovo emerito di Auckland, in
Nuova Zelanda, morto la
mattina di luned 20 gennaio.
Aveva da poco compiuto novantasei anni. Era infatti nato
l11 gennaio 1918 a Bray,
nellarcidiocesi irlandese di
Dublino, ed era stato ordinato
sacerdote il 23 novembre 1941.
Nominato vescovo di Auckland il 25 aprile 1974, aveva
ricevuto lordinazione episcopale il 30 giugno successivo. Il
1 gennaio 1983 aveva rinunciato al governo pastorale della diocesi. Le esequie di monsignor Mackey saranno celebrate il 27 gennaio.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

luned-marted 20-21 gennaio 2014

Papa Francesco in visita pastorale alla parrocchia del Sacro Cuore di Ges a Castro Pretorio

La forza dellagnello

bello, questo brano del Vangelo.


Giovanni che battezzava; e Ges,
che era stato battezzato prima alcuni giorni prima veniva, ed
passato davanti a Giovanni. E Giovanni ha sentito dentro di s la forza

questo Ges, questo Colui che


viene a salvarci; questo Colui che
ci dar la forza della speranza.
Ges chiamato lAgnello:
lAgnello che toglie il peccato del
mondo. Uno pu pensare: ma come,

coli, vicino ai poveri. Era l, fra la


gente, guariva tutti, insegnava, pregava. Tanto debole Ges, come un
agnello. Ma ha avuto la forza di
portare su di s tutti i nostri peccati,
tutti. Ma, Padre, Lei non sa la mia
vita: io ne ho uno che..., non posso
portarlo nemmeno con un camion.... Tante volte, quando guardiamo la nostra coscienza, ne troviamo alcuni che sono grossi! Ma Lui li
porta. Lui venuto per questo: per
perdonare, per fare la pace nel mondo, ma prima nel cuore. Forse ognuno di noi ha un tormento nel cuore,
forse ha un buio nel cuore, forse si
sente un po triste per una colpa...
Lui venuto a togliere tutto questo,

dello Spirito Santo per dare testimonianza di Ges. Guardandolo, e


guardando la gente che era attorno a
Lui, dice: Ecco lAgnello di Dio,
Colui che toglie il peccato del mondo. E d testimonianza di Ges:

un agnello, tanto debole, un agnellino debole, come pu togliere tanti


peccati, tante cattiverie? Con lAmore. Con la sua mitezza. Ges non ha
mai smesso di essere agnello: mite,
buono, pieno damore, vicino ai pic-

Lui ci d la pace, Lui perdona tutto.


Ecco lAgnello di Dio che toglie il
peccato: toglie il peccato con la radice e tutto! Questa la salvezza di
Ges, con il suo amore e con la sua
mitezza. E sentendo ci che dice

Nel pomeriggio di domenica 19 gennaio Papa Francesco si recato in visita


pastorale alla parrocchia romana del Sacro Cuore di Ges a Castro Pretorio, a
due passi dalla stazione Termini. Momento culminante stata la messa
concelebrata dai cardinali Vallini, vicario di Roma, e Versaldi, titolare della
diaconia; dai vescovi Zuppi ausiliare per il settore centro, e Toso, salesiano,
segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace; e da numerosi
sacerdoti salesiani, tra i quali il rettore maggiore Chvez Villanueva, e il parroco,
don Valerio Baresi. Tra i presenti al rito diretto da monsignor Marini, maestro
delle celebrazioni liturgiche pontificie monsignor Leonardo Sapienza, reggente
della Prefettura della Casa Pontificia. Di seguito lomelia del Papa a commento
del brano del vangelo di Giovanni 1, 29-34.

Giovanni Battista, il quale d testimonianza di Ges come Salvatore,


dobbiamo crescere nella fiducia in
Ges.
Tante volte abbiamo fiducia in un
medico: bene, perch il medico c
per guarirci; abbiamo fiducia in una
persona: i fratelli, le sorelle ci possono aiutare. bene avere questa fiducia umana, tra di noi. Ma dimentichiamo la fiducia nel Signore: questa la chiave del successo della vita. La fiducia nel Signore, affidiamoci al Signore! Signore, guarda la
mia vita: io sono nel buio, ho questa
difficolt, ho questo peccato...; tutto quello che noi abbiamo: Guarda
questo: io mi affido a te!. E questa
una scommessa che dobbiamo fare: affidarci a Lui, e mai delude.
Mai, mai! Sentite bene, voi ragazzi e
ragazze, che incominciate la vita
adesso: Ges mai delude. Mai. Questa la testimonianza di Giovanni:
Ges, il buono, il mite, che finir
come un agnello, ucciso. Senza gridare. Lui venuto per salvarci, per
togliere il peccato. Il mio, il tuo e
quello del mondo: tutto, tutto.
E adesso vi invito a fare una cosa:
chiudiamo gli occhi, immaginiamo
quella scena l, sulla riva del fiume,
Giovanni mentre battezza e Ges
che passa. E sentiamo la voce di
Giovanni: Ecco lAgnello di Dio
che toglie il peccato del mondo.
Guardiamo Ges e in silenzio,
ognuno di noi, dica qualcosa a Ges
dal suo cuore. In silenzio. (Pausa di
silenzio).
Il Signore Ges, che mite,
buono un agnello che venuto per togliere i peccati, ci accompagni nella strada della nostra vita. E
cos sia.

A colloquio con i giovani della comunit

Con i piedi per terra


e le mani sporche
Un progetto missionario per i giovani tra i 16 e i 30 anni, in cui preti, suore e laici lavorano insieme
per crescere nella fede ed educare
le coscienze allapertura verso i bisogni dellumanit. lesperienza
di risurrezione per i giovani del
mondo avviata cinque anni fa nella parrocchia del Sacro Cuore. Prima di lasciare Castro Pretorio, il
Papa ha voluto conoscere meglio
questa realt trascorrendo oltre
quaranta minuti con i protagonisti.
Apertosi con il canto Jesus Christ
you are my life, lincontro stato introdotto dal vicario parrocchiale
don Salvatore Pollicino, da suor
Maria Jos, delle missionarie di
Cristo Risorto, e da due giovani
volontari Francesca e Paolo
che hanno parlato delle motivazioni che li spingono a essere missionari con i piedi per terra e gli occhi rivolti al cielo. Quindi altri loro coetanei hanno sottoposto otto
interrogativi al Pontefice. Il quale
ha intessuto con loro un dialogo,
alternando suggerimenti spirituali e
pratici a confidenze personali.

Scene di un pomeriggio di festa


Il parroco imbraccia la chitarra e intona Piazza grande di Lucio Dalla,
insieme a un gruppo di senzadimora. I ragazzi delloratorio nel cortile
innalzano uno striscione su cui c
scritto Bella Fra! per dirgli il loro
affetto con unespressione tipica del
gergo giovanile. Papa Francesco ai
rifugiati racconta delle lamentele di
san Pietro col Signore perch la
croce che portava era troppo pesante, ma poi si fa serio per invitare
allaccoglienza e alla condivisione.
Scene di un pomeriggio di festa nella parrocchia del Sacro Cuore di
Ges, dove il vescovo di Roma si
recato domenica 19 gennaio.
giunto intorno alle 16, accolto
da tantissimi fedeli che non si sono
lasciati scoraggiare dalla pioggia e
hanno gremito la strada antistante
lingresso di via Marsala, il cortile
del centro Don Bosco cuore pulsante della comunit e la basilica
costruita dal fondatore dei salesiani.
Tutti, grazie anche ai maxischermi
dislocati nel grande complesso parrocchiale, hanno potuto seguire ogni
momento della visita pastorale.

SullEvangelii gaudium

Lettera
del cardinale
vicario
ai parroci romani
Conoscere e assimilare la Evangelii gaudium. lindicazione del
cardinale vicario Agostino Vallini
per le comunit parrocchiali della
diocesi di Roma. Ai parroci, in
una lettera datata 20 gennaio, il
porporato raccomanda di programmare per la prossima Quaresima una serie di incontri per illustrare lesortazione apostolica di
Papa Francesco. Si tratta di un
documento scrive il cardinale
di ampio respiro, ricco di argomentazioni, che tocca i grandi temi della pastorale di oggi, e soprattutto coinvolgente e stimolante. Tra laltro, aggiunge, in esso
possibile trovare un grande sostegno per il progetto pastorale
di impronta missionaria che la
diocesi di Roma sta portando
avanti proprio in questi anni.

Hanno dato il benvenuto al Pontefice, su un palchetto allestito


allaperto, il parroco e quattro ragazzini del catechismo: Kevin, Michael, Mumbere e Giovanni. Un
mare di gente ha detto don Valerio Baresi presentando le attese dei
fedeli e dei confratelli ha affermato di appartenere al Sacro Cuore. La
sua visita ha fatto moltiplicare il numero dei parrocchiani e delle nostre
vocazioni. Da parte nostra desideriamo che questa gioia non appartenga
solo a noi, ma vogliamo condividerla con tutti. A cominciare proprio
dai quattro ragazzini che hanno salutato il Papa per primi: Vogliamo
ringraziare Ges: lei un uomo fantastico, altruista e semplice, che aiuta la nostra fede a crescere gli hanno detto, invocandone la preghiera
per le famiglie del quartiere, per le
Filippine colpite dal tifone Haiyan e
per i Paesi in guerra, in particolare
per la Repubblica democratica del
Congo.
Sorridente, il vescovo di Roma ha
risposto prendendo spunto dal maltempo. Buon pomeriggio a tutti e
grazie del calore dellaccoglienza...
Anche dellacqua benedetta che viene... Che il Signore ci benedica tutti, anche con questacqua. E proprio mentre parlava sono spuntati
alcuni raggi di sole ed apparso
larcobaleno. Vorrei rimanere qui
alcune ore ha promesso per celebrare lEucaristia e lodare il Signore per le tante cose buone che fa
nella sua Chiesa, e chiedergli che ci
aiuti per andare avanti. Una promessa mantenuta: ha trascorso quasi
quattro ore al Sacro Cuore, in unatmosfera familiare, durante le quali
ha voluto incontrare ogni singola
realt di questa comunit attiva in
tanti campi, soprattutto nellaccoglienza di quelle periferie esistenziali
a lui tanto care. Un canto in spagnolo durante la messa, il mate offertogli pi volte e limmagine collocata nel presbiterio della Virgen de
Lujn, patrona dellArgentina, sono
state alcune piccole testimonianze
del calore con cui i parrocchiani
hanno voluto stringersi accanto al
Santo Padre.
Particolarmente festoso il clima
nella saletta doverano una quarantina di senzatetto e una ventina di volontari che se ne prendono cura. Al
suono della fisarmonica, col ritmo
scandito dal battito delle mani,
qualcuno ha anche accennato a passi di danza. Per questi clochard che
trascorrono le loro giornate tra la
stazione Termini e le strade adiacenti la parrocchia ha attivato il servizio
Piazza grande. Ispirata alla nota

canzone che il parroco non ha esitato a intonare, subito seguito dai


presenti liniziativa propone momenti di gioia e di fraternit. Lo
hanno spiegato a Papa Bergoglio
due anziani, un uomo e una donna,
che hanno voluto lasciare in dono
una fotografia con le firme di tutti.
Alle loro voci si unita quella di
Raffaele, che ha raccontato la sua
storia di dolore lenito dallincontro
con i volontari della Banca dei talenti, giovani della parrocchia che il
venerd sera escono nelle strade per
distribuire panini e t caldo. E per il
vescovo di Roma la richiesta di
pregare insieme perch il Signore
ci dia coraggio e forza per ricominciare anche quando siamo troppo
stanchi.
Da parte sua Papa Francesco ha
esortato ad avere speranza, perch
nella vita oltre ai momenti difficili ci
sono cose belle, come lamicizia e
come lattesa di un bambino ha
detto indicando Salvatore e Luana,
una coppia di volontari che aspettano un figlio. Io so ha spiegato
che tanti di voi hanno motivi per
non essere gioiosi. Ma qui ho trovato gioia, perch c lamicizia, c la
vicinanza di tanti fratelli e sorelle,
c Ges. Dove c lamicizia, la vicinanza, la fraternit, la pace: Ges. Infine ha invitato a non perdere la speranza, nemmeno quando la
notte sembra pi buia. Perch proprio in quel momento incomincia
laurora. E quando la notte pi

quarantina di volontari, coordinati


da suor Mariana,
religiosa argentina
delle missionarie di
Cristo Risorto, che
ha presentato al
Pontefice il progetto pastorale portato
avanti dalla parrocchia in collaborazione con la sua comunit
religiosa,
con tanti studenti
del territorio e con
il vicino Centro
Astalli. Accoglienza
certo, ma anche
percorsi di crescita
nella fede e dialogo
tra le religioni. Ne
nato una sorta di colloquio a pi
voci, apertosi con la testimonianza
di Sami, il quale ha raccontato di
essere arrivato dallEtiopia nel 2007
e di aver trovato casa tra queste mura. Luomo ha domandato al Papa
come possono incontrarsi musulmani e cristiani. Daniela, a nome dei
volontari, ha domandato invece quali sono la fame e la sete pi diffuse
oggi nel mondo. E la risposta del
Pontefice stata un appello alla
condivisione dei bisogni materiali e
spirituali, anche tra persone di religioni differenti. Io ha confidato
mi sento a casa tra voi. Perch
uno pu andare a fare una visita e
sentire tutto educato, tutto con il

scura, perch il Signore, il sole di


giustizia, si avvicina.
Oltre mezzora durato il successivo incontro: quello con unottantina di rifugiati, scelti tra i quattrocento che qui ricevono aiuto e assistenza. Alcuni vestiti con gli abiti
tradizionali dei loro Paesi, i migranti
accolti al Sacro Cuore avevano volti
giovani: sono arrivati passando per
Lampedusa, qualcuno ha attraversato a piedi il deserto. Con loro una

protocollo, ma non c il calore;


mentre tra voi ho trovato il calore
dellaccoglienza, come in una famiglia. Poi ha accennato alle sofferenze delle persone, spiegando che
anche il Papa soffre, perch un
uomo come gli altri. E ha stigmatizzato il comportamento di chi tende
a piangersi addosso, raccontando la
storia di san Pietro che si lamenta
con il Signore perch la sua croce
pesava troppo. Allora Dio per ac-

contentarlo lo porta in una sala con


tante croci e lo invita a sceglierne
una. E quando, dopo diversi tentativi, lapostolo si decide a prenderne
una, il Signore gli fa notare che
quella proprio la sua croce.
A dimostrare ulteriormente la vitalit della parrocchia anche i tanti
bambini battezzati negli ultimi mesi.
Con loro, ma anche con i genitori,
gli sposi novelli e le famiglie giovani, il Pontefice si soffermato
uscendo di nuovo nel cortile. Poi,
dopo aver salutato giornalisti, cameramen, fotografi e un gruppo di filippini, entrato in sagrestia, dove
ha confessato un piccolo gruppo di
fedeli, tra i quali un rifugiato, un
senzadimora, una suora delle Figlie
di Maria Ausiliatrice e due ragazzi.
Al termine dellEucaristia, il parroco ha rinnovato il suo ringraziamento. Vogliamo continuare ha
assicurato al Papa a essere chiesa
missionaria, essere porto di terra per
chiunque abbia bisogno di approdo,
di ristoro e di perdono. Perch
nel cuore di Ges tutti possano
sperimentare la gioia di un abbraccio misericordioso e paterno nella
periferia di Roma centro.
Dopo aver impartito la benedizione conclusiva, prima di uscire dalla
basilica, Papa Francesco si intrattenuto con i malati e i disabili seduti in carrozzella nelle prime file. Infine, dopo aver lasciato in dono un
calice al parroco, in una sala attigua
ha incontrato la numerosa famiglia
religiosa dei salesiani con le quattro
missionarie di Cristo risorto attive
nella comunit. Nella circostanza ha
posato per una foto ricordo con
quelli che si chiamano Mario, nel
giorno in cui la Chiesa celebrava la
festa liturgica del santo martire.
(gianluca biccini)

Come vincere la tentazione di


abbandonare la speranza? Alla prima domanda il vescovo di Roma
ha risposto che purtroppo la delusione nei negozi dei saldi e
che nel cammino della vita facile
trovare un albergo bello in cui
rimanere tutta la vita, senza
camminare pi. Quante persone
rimangono a met strada, ha constatato. Tanto che si trovano persone di 40, 50 anni che hanno il
cuore pi preparato per un funerale che per una festa. Ma ha rassicurato la speranza una cosa
bella, perch non delude. Bisogna
allora scommettere su grandi
ideali e avere sempre desiderio. Un
giovane, una giovane che non desidera, mai allarga il cuore. E oggi la
societ ha bisogno di persone con
il cuore largo, grande.
A un giovane che gli chiedeva
come fosse nato il suo amore per
Dio, ha confidato di sentirsi un
po un disgraziato in questo. Perch a suo giudizio non ama Dio
come lui devessere amato: io amo
Dio come posso, ma sono sicuro
che lui mi ama di pi, ama me, e
questo mi fa piacere, ha aggiunto.
Da qui linvito a lasciarsi amare
da lui, a non chiudere le porte,
neanche quando si stanchi e non
si ha voglia di ascoltare i problemi
degli altri.
Quanto alla sua vocazione personale, ha ricordato la scintilla
scoccata a 17 anni, sottolineando
che comunque il cuore di ognuno
una strada dove passa di tutto,
per cui importante cercare di capire quando ci imbattiamo nelle
cose importanti. Quindi, sul tema
della riforma della Chiesa, ha invitato i giovani a fare chiasso e a
muoversi, evitando comportamenti
troppo rigidi. In proposito ha raccontato di essere stato invitato una
volta a tenere una conferenza a
un gruppo di giovani che volevano
rinnovare la Chiesa: erano tutti seri... Poi, nella messa, tutti con le
mani incollate, rigidi... Ma io ho
pensato a un certo momento che
avevo davanti a me delle statue, e
non delle persone. E questi dicevano: Si deve fare questo.... Avevano la ricetta. Poverini, tutti sono finiti male. Per questo, prendere le
cose con seriet non significa giocare alla seriet. Significa gioia,
preghiera, cercare il Signore, leggere la Parola di Dio, fare festa...
Questa la seriet cristiana. Un
giovane che non sorride, che non
fa un po di rumore, invecchiato
troppo presto.
Alla successiva richiesta di un
consiglio per scoprire la volont di
Dio nella vita di ogni giorno, Papa
Francesco ha invitato a non restare
chiusi nellegoismo ma ad aprirsi,
anche rischiando qualche caduta.
Perch meglio una Chiesa incidentata che una Chiesa malata
per chiusura.
Il Pontefice ha poi spiegato cosa
significhi per il cristiano andare
controcorrente: Oggi le proposte
che fanno sono nate dal consumismo, dalledonismo, ma se io voglio vivere il Vangelo, andare dai
poveri, aiutare il prossimo, questo
andare controcorrente.
Infine, a chi chiedeva come riaprire un cuore chiuso per le ferite
ricevute e per le esperienze vissute,
ha rammentato limmagine della
Chiesa come ospedale da campo
e proposto una ricetta. Ci sono
ha detto ferite nascoste. Non abbiate paura di dare un nome alle
ferite, e questo si fa con il dialogo, con qualcuno che possa aiutare, che possa insegnare a dare nomi alle ferite, ai lividi, perch le
ferite si guariscono con chiarezza,
con tenerezza e lasciandosi amare.
Questa la strada. E cos io posso
amare e cercare un altro che sia pi
ferito di me. Del resto, ha concluso, bisogna sporcarsi le mani. Infatti, chi sempre pulito perch
non cammina. Mentre chi cammina si sporca: o fisicamente o spiritualmente si sporca. Ma non c
da aver paura, perch il Signore
ci pulisce tutti.

Interesses relacionados