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Attilio Gardini

Luigi Riceputi

LO SCAUTISMO
in ventidue parole
estote parati
1 9 0 7 - 2 0 0 7

Lo scautismo 1
in ventidue parole
2 Lo scautismo
in ventidue parole
Attilio Gardini
Luigi Riceputi

LO SCAUTISMO
in ventidue parole
Ventidue tracce che invitano
a camminare su sentieri educativi

Prefazioni di
Liviana Zanetti
Gianfranco Marzocchi
d. Erio Castellucci

Edizioni Valbonesi

Lo scautismo 3
in ventidue parole
Gli autori ringraziano tutti coloro che in modi diversi hanno contribuito
alla realizzazione di questo volume.

www.comune.forli.fo.it

www.provincia.forli-cesena.it

www.baden-powell.it

www.casescout.org

www.agesciforli.it

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4 Lo scautismo
in ventidue parole
Duc in altum

Salpa - dirigi il corso dove il mare è profondo,


esplora audacemente. Anima mia, io con te, tu con me,
siamo, infatti, diretti dove neppure un marinaio
ha osato avventurarsi mai,
e rischieremo nave, noi stessi, tutto.
Anima coraggiosa!
Salpa, salpa più al largo! Audace gioia, eppure sicura!
Non sono forse d’Iddio tutti i mari?
Oh, più al largo, più al largo, ancora più al largo!
(da “Passaggio in India” di Walt Whitman)

Credo che le imprese eroiche vennero tutte concepite


all’aperto e così pure i liberi poemi,
credo che quanto incontrerò sulla strada mi piacerà,
e che a chiunque mi vedrà piacerò,
credo che chiunque io veda sarà felice.
(da “Canti della strada” di Walt Whitman)

La strada con tutta quella gente che sogna


nella sua immensità.
(da “Sulla strada” di Jack Kerouac)

Lo scautismo 5
in ventidue parole
6 Lo scautismo
in ventidue parole
Un’esperienza esistenziale e culturale

C’è un motivo che sta alla base dell’interesse condiviso dall’Assessorato alle Politiche Giova-
nili e dall’Assessorato alla Cultura e Università del Comune di Forlì nei confronti di un’ini-
ziativa come questa, che vede la pubblicazione di uno studio sul fenomeno dello scoutismo
condotto attraverso un’ottica inedita, quella lessicale. O, almeno, che prende spunto da un’ot-
tica lessicale per parlare della filosofia e della pratica dello scoutismo.
È l’essenza stessa del movimento a motivare questo interesse, in quanto l’esperienza scout
nasce come fenomeno educativo, squisitamente giovanile, ma ha altresì una forte caratteriz-
zazione culturale.
L’approccio condotto con pari valenza nei confronti dell’ambiente naturale da un lato e dei
meccanismi sociali, di convivenza e di relazione interpersonale dall’altro, ne fanno una vera e
propria filosofia, che si muove in controtendenza rispetto alla società urbanizzata, alla società
dei consumi, alla passività individuale e acritica indotta dalla comunicazione globale.
Si può dire che lo scoutismo, oggi più che mai, può essere una risposta a tutto questo;
non nel senso romantico del ritorno alla natura, ma piuttosto come stile di vita e come me-
todo di fusione del singolo nel gruppo nel pieno rispetto, anzi, nella valorizzazione, della sua
identità.
L’educazione, che nel tempo diventa autoeducazione, al rispetto dell’altro e dell’ambien-
te; l’individuazione e l’accrescimento delle proprie capacità materiali ed intellettive; la tra-
smissione delle conoscenze dal più grande al più piccolo (il meccanismo che Don Milani
applicò alla sfera dell’istruzione); la condivisione del quotidiano ed il superamento delle bar-
riere comportamentali; l’impegno disinteressato e costruttivo dello scout adulto all’interno
dell’organizzazione, sono tutti fattori che concorrono a fare dello scoutismo un’esperienza
esistenziale e culturale di prim’ordine, che nel tempo ha fatto registrare una continua crescita
e non ha conosciuto, se non a causa di forti pressioni dall’esterno, periodi di crisi.
Una filosofia positiva, quindi, che incide fortemente e favorevolmente nella sfera del so-
ciale e che meriterebbe uno studio attento da parte di chi si muove nel mondo della cultura.
Una buona strada agli autori di questo saggio e ai loro lettori.

Liviana Zanetti
Assessore alle Politiche giovanili
del Comune di Forlì

Gianfranco Marzocchi
Assessore alla Cultura e Università
del Comune di Forlì

Lo scautismo 7
in ventidue parole
In principio era la parola

“Come ti chiami?”, chiedo per prima cosa ad una persona che mi interessa conoscere.
“Che nome date al vostro bambino?”, chiede subito il celebrante ai genitori che gli presenta-
no il bambino per il battesimo; “Qual è il tuo nome?”, chiede Mosé a Dio appena questi gli
appare nel roveto ardente. Il “nome” è l’identità, è il ponte attraverso il quale due cuori comu-
nicano. L’anonimato impedisce la comunicazione e la conoscenza reciproca.
Non solo le persone, ma anche gli animali, le piante, le cose hanno un nome. Ed hanno un
nome le esperienze, i sentimenti, gli atteggiamenti, le paure, le speranze… Il mondo è pieno
di nomi, di sigle, di parole: è la magia della comunicazione, senza la quale ciascuno di noi
sarebbe un’isola e non potrebbe intrecciare la sua esistenza con altri.
Un segno della decadenza di una civiltà è l’incapacità di comunicare, di dare lo stesso
significato alle parole comuni. Molte guerre, diceva già il saggio Montaigne, scoppiano per
motivi grammaticali: perché uno dice una cosa e l’altro ne intende una diversa. È allora essen-
ziale tornare spesso alle origini dei nomi, alle radici delle parole. I veri poeti lo sanno bene, e
non usano mai le parole a caso, ma le fanno risaltare nel loro significato etimologico, perché
chi le ascolta possa attingere alla natura stessa delle cose.
***
Il libro che presento volentieri, “Lo scautismo in ventidue parole”, si potrebbe intitolare
altrettanto bene “Alle radici delle parole scout”; gli autori, con una competenza davvero rara
ed una erudizione ammirevole ma non pesante, mettono a disposizione dei lettori un picco-
lo patrimonio di informazioni che aiuta a riscoprire le radici dello scautismo, in particolare
quello vissuto nell’Agesci. Le “ventidue parole”, che dalla A alla Z raccolgono l’essenziale del-
l’esperienza scout, formano una sorta di “manuale” che sarà utilissimo ai capi e a tutti coloro
che amano questo metodo educativo.
Il primo agosto 1907, quando a Brownsea Sir Baden-Powell diede inizio a questa meravi-
gliosa avventura, le parole dello scautismo non erano ancora molte. Poi a poco a poco, anno
dopo anno, il vocabolario si è arricchito: ed oggi un capo scout deve conoscere mediamente
un centinaio di parole – normalmente in inglese – che non si usano nel normale linguaggio
quotidiano. In alcuni casi il capo stesso non sa più che cosa significano, quale sia la loro origi-
ne: e allora non le sa apprezzare e non riesce a vivere pienamente ciò che significano.
Sono grato allora, anche a nome di tutta la Zona di Forlì, ad Attilio Gardini e Luigi Rice-
puti per averci messo in mano uno strumento che permette di accedere alle “sorgenti” del lin-
guaggio scout: che permette, in altri termini, di riscoprire l’ispirazione originale e la bellezza
di una delle esperienze educative più valide ed esaltanti di oggi.
d. Erio Castellucci
Assistente Ecclesiastico - Zona Forlì
Preside della Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna

8 Lo scautismo
in ventidue parole
A
1.) A come Ambientazione

Lo Scautismo è anche un linguag- dicato, dunque anche come… cac-


gio speciale, un gergo. Gergo nel suo cia (caccia magica, come è del resto,
senso etimologico originario, poeti- secondo la definizione del grande
co di “linguaggio degli uccelli” (in poeta francese Paul Valery, la poesia).
francese antico, jargon), proprio dei Linguaggio pure come strumentario
bipedi alati, le orme o péste dei cui... dell’azione (nella fattispecie: esplora-
piedi teneri hanno offerto da tempo zione) o “come cassetta degli attrez-
immemorabile, in campo orientale, zi” secondo la metafora dello scopri-
l’idea - l’ideografia - della scrittura… tore della teoria dei giochi linguistici,
Gergo o gioco linguistico. Quello in Ludwig Wittgenstein: per intervenire
cui “si gioca”, si rappresenta (in fran- in quello spazio dell’agire comunica-
cese rappresentare si dice jouer: ver- tivo proprio degli esseri umani...
bo della stessa radice della... gioia: Un viaggio o giro in ventidue tappe
il sentimento della realtà, secondo o stazioni, come le lettere del no-
Simone Weil, e la somma - e il som- stro alfabeto. Un piccolo, minimo
mo - dei valori dello spirito cavallere- Dizionario, una specie di Sillabario
sco, di cui lo scautismo è la moderna e Sistema periodico insieme, in mi-
giocosa e gioconda incarnazione, niatura, apprestato allo scopo di
espressione anche dello spirito o determinare, di fissare un poco (pur
civiltà dell’homo ludens rinascimen- nel suo carattere mobile…) il gergo
tale): si gioca - rappresenta il senso tecnico - iniziatico dei “piedi teneri”.
di un’appartenenza, di un’identità o I passi cioè di un cammino esplora-
presenza. Un mondo vivo, un ambi- tivo, del conoscersi e riconoscersi
to di realtà. O meglio, in modo più nello spazio o ambito di un mondo
attivo e creativo, un ambiente; un di valori e significati condivisi, frut-
ambiente prospettico, in altre paro- to di una cognizione e ricognizione
le un’ambientazione. Ecco trovato il continua di un territorio reale e idea-
primo termine, il principio, l’incipit le, corrispondente alla stessa realtà.
del nostro viaggio dentro e dietro O altrimenti detto, fenomenologica-
il mondo scout, mediante il suo lin- mente, “il mondo della vita”: che ha
guaggio gergale nel senso soprain- molti termini per definirsi e nessun

Lo scautismo 9
in ventidue parole
termine per...finire, essendo la sua - tana - pista - sognare... Scene e se-
ricerca e avventura, la sua quête, sen- quenze di un mistero sacro e buffo
za fine... Così come è infinita la rap- insieme: una favola in cui si narra di
presentazione fantastica del mondo, quel lupus o lupetto in fabula che
della realtà dello scout, che dà luogo diventa scout! Una storia infinita.
a quell’ambientazione, che forma la Una riserva di fantasia (e di caccia!)
prima parola della nostra serie. inesauribile. Espressione di un’im-
Una parola che ad un piede tenero maginazione sempre in movimento,
può parere trascurabile, secondaria, di un immaginario collettivo, corale,
ed è invece propedeutica, prelimi- di gruppo. Un gruppo d’animazione,
nare a quel viaggio (di cui è anche che è anche animazione della stessa
la meta - essendo del resto la meta Unità, il corrispettivo ludico della sua
dappertutto, in ogni punto del viag- spiritualità sostanziale: messa in sce-
gio o della strada o route, secondo lo na e in atto di tutta la sua potenziali-
spirito realistico sapienziale, scienti- tà educativa. La realtà sotto la specie
fico-mistico, a suo modo “assoluta- e la dimensione del gioco - del quale
mente moderno”, della filosofia della niente è più serio, più umano (lo ha
vita scout), rappresentando come detto il grande drammaturgo ro-
lo sfondo, oltre che il prospetto - il mantico tedesco Schiller).
proscenio - del teatro dell’attività Come spiegare altrimenti il segreto
scout: la sua architettura fantastica, del successo, davvero senza pre-
la sua scenografia interiore. Un tea- cedenti, che il movimento scout
tro - tenda mobile, sempre in fieri, in ha avuto e continua ad avere nel
formazione o gestazione continua, e mondo dei ragazzi? “Lo Scautismo
a soggetto: ognuno, di quella com- è un bel gioco, se ci diamo dentro
pagnia di (av)ventura che è il grup- e lo prendiamo nel modo giusto,
po scout, personaggio dello stesso con vero entusiasmo”, ci conferma il
dramma, in cerca dello stesso... Au- fondatore. “E come per altri giochi,
tore, sulla traccia delle Sue creature scopriremo che, giocandolo, gua-
e con l’imperativo interiore di “anda- dagneremo forza nel corpo, nella
re alle cose stesse” (e da esse risalire mente e nello spirito”. Il gioco in tut-
al loro artefice e creatore - che è il ta l’estensione del termine e gamma
carattere e il destino, la destinazio- del concetto. Quello che, utilizzando
ne, del cammino scout!). Una recita come dimensione di variazione la di-
continua a soggetto - e ad… ogget- stinzione classica di ludus e paideia, è
to - attraverso quei luoghi e quelle stato suddiviso in agonistico (Agon),
azioni simboliche che sono proprie, in aleatorio (legato a sorte, Alea), in
rappresentative dell’universo di sen- gioco di simulazione (Mimecry) e da
so dello scautismo. Caccia - giungla ultimo in quello volto a creare un

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in ventidue parole
senso di vertigine (Ilinx). Una suddi- ha avuto come precursore e pioniere
visione o tassonomia fatta propria pratico-empirico proprio il fondatore
dall’antropologia culturale moder- dello scautismo: un grande gioco di
na e postmoderna molto sensibile ambientazione fantastica allo scopo
al tema del gioco (anche in campo essenziale. Uno scopo che è anche
estetico; vedi l’importanza di esso una missione di familiarizzarsi sem-
nell’opera di uno dei maggiori filoso- pre di più con il mondo poeticamen-
fi del nostro tempo, Gadamer), che te inteso come “casa del Padre”.

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in ventidue parole
B
2.) B come Buona Azione

Lo scout “è”, oppure “fa”, ci ram- famoso) ”tramonto dell’Occidente”.


menta ad ogni piè sospinto la nostra Tramonto divenuto poi “notte dello
Legge, in ognuno dei suoi articoli. spirito” dell’Europa e del Cristianesi-
Essere e fare: due lemmi - due verbi mo ad essa connesso (Europa e Cri-
o azioni - che formano (forgiano) il stianesimo o Cristianità, come suona
carattere dello scout, senza alcun di- il libro del grande poeta romantico
lemma! Un carattere non problema- tedesco Novalis, l’autore dell’ultimo
tico come quello amletico, diviso fra grande romanzo cavalleresco Enrico
essere e non essere - e conseguen- di Ofterdingen: il cercatore del mi-
temente fra fare e non fare - come tico e simbolico fiore azzurro, sorta
è proprio di quell’“eroe del dubbio” di Santo Graal) nel secolo più anti-
che è il famoso personaggio shake- cavalleresco - quello delle ideologie
speariano: campione dell’inazione e e del nichilismo (e del “deserto che
dell’inettitudine, lontano precursore cresce”), cioè il Novecento. Lo stesso
e antesignano di tanti “eroi del no- secolo che ha visto sorgere, ai suoi
stro tempo” o “uomini superflui” che albori, nella empirica e pragmatica
popolano la scena della letteratura “terra di mezzo” - terra di uomini e
moderna, “portatori sani” di quella di... angeli o angli, oltre che di folletti,
“malattia mortale” costituita dalla cri- hobbit ed elfi (l’Inghilterra di Bacone
si della coscienza o spirito europeo, e di Locke, ben presenti nella mente
della civiltà e cultura cavalleresca, di del fondatore dello scautismo, e dei
cui Amleto e, specularmente a lui, metafisici o platonici della Scuola di
suo uguale e contrario, l’altro grande Oxford, da cui proviene l’autore del
personaggio, il cervantesiano don Signore degli anelli!) - ha visto sorge-
Chisciotte, sono gli emblemi e le spie re, pullulare dalla semente della sua
- l’uno per eccesso di raziocinio, che cultura cristiana quel movimento
lo tiene al di qua della realtà, l’altro di mondiale (giovanile) rappresentato
fantasia, che lo porta oltre. Emblemi dagli scouts, reviviscenza e rinascen-
e spie del declinare della “stella di re- za moderna dello spirito cavallere-
denzione” cavalleresca o, detto in al- sco antico medioevale. Quello sim-
tri termini (col titolo di un altro libro boleggiato - incarnato da San Gior-

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in ventidue parole
gio, Santo Patrono della Cavalleria in discernimento, la persona bisogno-
tutta l’Europa. La proposta utopica sa che si trova lungo il suo cammino,
concreta di un “mondo salvato dai per via – ob viam, e che perciò è ov-
ragazzini”, per dirla con Elsa Morante. vio, in altre parole, nell’ordine delle
Un movimento, come dice il nostro cose, soccorrere, soccorsi a sua volta
fondatore, caratterizzato più che dal- da quello spirito che soffia dove vuo-
la volontà di “essere buoni” - che pur- le e soprattutto in quelli che sono
troppo, può facilmente degradarsi dotati - donati - di buona volontà. Di
in volontarismo ovvero “buonismo” uno spirito di gioia, di quella gaiezza
- dall’impegno meno vago, più con- che è perfetta letizia: di un’allegria
creto di “fare del bene”, proprio degli che è - come ha detto un giovane
uomini di buona volontà, che Dio poeta-filosofo primonovecentesco,
ama e che amano Dio... Un cristiane- il goriziano Carlo Michelstaedter – “il
simo cosparso, lungo il suo sentiero, fiore della serietà”; e infine di grazia.
dei fiori del bene - che sono i fiori La quale ultima è la condizione sine
delle più belle e buone azioni. Fiori qua non di ogni bella - buona azione,
- opere di bene: per i vivi, non per i cioè pura, gratuita. Quella anche che
morti - per il Dio vivente... Espressio- ispira, con la sua soave giocondità
ni di una vita activa, tutta all’insegna e il suo sano, santo umorismo, tutti
della difesa cavalleresca di quella... i tiri... birboni di questo mondo. Tiri
Principessa che è la vita, sempre più, non... mancini, ma destri, favorevoli
in questa nostra “civiltà” dominata cioè a quelli cui vengono... tirati, sug-
dalla “cultura” della morte, insidiata geriti dal “fanciullo divino” o puer ae-
dal drago apocalittico, e da difen- ternus che è in noi: quel bricconcello
dere strenuamente perché rimanga o birbantello che non è altro che lo
sempre bella - dama e sposa senza spirito, anzi lo spiritello dell’infanzia,
macchia - da parte di un cavaliere il folletto o piccolo fool o folle di Dio
senza paura, intrepido (come ha da cui dobbiamo le nostre migliori ispi-
essere lo scout). razioni, e che, anziché contrastare, è
Che aiuta ad attraversare la strada, bene - fa bene - assecondare. “Anche
sgombrandola da ogni ostacolo che se si trattasse - come dice il caro vec-
le sbarra il cammino. Individuando, chio B.-P. - solo di sorridere agli altri e
con l’occhio della mente dotata di in tal modo di farli sentire più felici”.

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in ventidue parole
C
3.) C come Campo

Il campo è la delizia, la parte 28: “Il Signore è la mia forza e il mio


gioiosa della vita di uno scout. scudo”. Colui, in altre parole, che ci
“Vivere una vita non è attraver- scampa da tutte le insidie che attra-
sare un campo”. Così nella poesia versano il campo della nostra vita,
“Amleto” del dottor Zivago, il medico insediandosi in esso, piantandovi la
(di campo) e poeta, protagonista del sua tenda o tabernacolo: il sancta
grande romanzo di Boris Pasternak, sanctorum senza di cui le tende del
a cui l’autore ha prestato i tratti della nostro accampamento sarebbero
figura di Cristo (come era avvenuto prive di fondamento oltre che di sen-
ne L’idiota di Dostoevskij, per il prin- so, invano innalzate dai loro “costrut-
cipe Myskin), gli stessi prestati al tori”, costruite sulla sabbia od acqua,
principe di Danimarca della poesia esposte a tutte le intemperie, in balia
suddetta, raffigurato come l’icona di tutti gli elementi. Un campo non
di Cristo, colto in quel “campo” della delle nostre sole forze umane, che
sua azione umano-divina o Passione farebbero solamente un’unione fisi-
qual è l’orto degli Ulivi... ca, una “social catena” contro le mi-
Vivere, infatti, non si riduce ad nacce della natura o della sorte. Ma
una semplice, elementare campa- di quella forza divina che fa la comu-
re, a un tirare a campare. Né ad una nione spirituale, formando il corpo
scampagnata. È piuttosto un accam- mistico degli esseri, delle creature
parsi sulla terra come su di un luogo coscienti: gli incamminati lungo la
di transito, di passaggio, effimero, in via del Signore: la strada-route di una
vista e in marcia verso l’eterno. Una ricerca-avventura senza fine, che ter-
“sosta nel deserto”, che in questa mina, “riposa” soltanto in Colui che
prospettiva già fiorisce e fruttifica, l’ha iniziata, che ci ha iniziato al Cam-
divenendo terra promessa, di latte e mino, facendoci diventare pellegrini
miele... (da per agros) o viandanti dell’essere.
Un campo di forze - di quella Cercatori, in altre parole, di quella
forza moltiplicata dal Signore, che “pepita d’oro” o perla che è il suo Re-
è il Signore stesso, come suggeri- gno, nascosta proprio in quel campo
sce quel celebre versetto del salmo della nostra vita, per il cui possesso

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è chiesto, nella nota parabola evan- gnificati è il suo... campo semantico.
gelica, di dare via tutto o di darci Il vero, autentico, maturo scout (di
totalmente, vendendo tutto ciò che quella “maturità che è tutto”, secon-
abbiamo per investirlo nell’acquisto do il famoso detto di Amleto) è non
di quel tesoro in cui è il nostro cuo- già quello che si limita a fare il cam-
re, che rappresenta l’essenziale della po, ma ambisce a essere - divenire lui
vita. L’essenziale davanti a cui si sono stesso campo (campo di quella for-
uniti quegli amici dell’universale za del Signore, di cui si è detto, vera
(amici dell’universo in senso e con forza... lavoro. Lavoro e preghiera,
spirito creaturale francescano) che secondo l’aurea regola del padre e
sono gli scout. (“Ci siamo uniti da- patrono dell’Europa: San Benedet-
vanti all’essenziale” è uno splendido to). Campo di quella “buona batta-
aforisma del grande poeta francese glia” qual è la vita, secondo il patrono
René Char, combattente contro quel dei Rovers San Paolo, perseverando
nemico della nostra civiltà e cultura nella quale si ottiene alla fine la co-
europea cristiana che fu il nazismo, rona di vittoria, una medaglia d’oro
scritto in quel campo di combatti- superolimpionica.
mento che fu il maquis: la macchia Premio di quella corsa o cammino
di questo cavaliere senza... macchia, che “a non tócche radure ci addurrà /
campione della Resistenza contro dove mormori eterna l’acqua di gio-
quella ideologia pagana, antiebraica vinezza” (Montale), facendoci riposa-
e anticristiana che fu il nazismo...). re su pascoli erbosi, per dirla ancora
Nessuna parola ha una valen- con il salmista: in quel campo o giar-
za così riccamente simbolica come dino di delizia e di gioia, coronamen-
campo, che è il fulcro del simbolismo to del gioco e della vita operosa del-
scout. Disseminato di molteplici si- lo scout, che è il Paradiso!

Lo scautismo 15
in ventidue parole
D
4.) D come Deserto

“Sono gli uomini silenziosi che che alligna nei “deserti luoghi” e che
fanno le cose. La natura ci ha dato solo può essere sconfitto dalla pre-
una lingua, ma due orecchie, così ghiera e dal digiuno (quest’ultimo
che dobbiamo ascoltare due volte nel suo senso lato, non solamente
più di quanto possiamo parlare” ci materiale), secondo l’indicazione
sollecita il caro Baden-Powell. del Signore della vita e della morte
“Guai a chi fa crescere il deserto” e quindi anche del deserto, interme-
- così parlò Nietzsche (che intendeva dio tra le due...
con quel termine la bestia nera, tut- Deserto, dunque, in una accezione
t’altro che “bionda”, del nichilismo, duplice, una doppia valenza, una
secondo la sua “genealogia della ambivalenza, propria di ogni espres-
morale” anticristiana). Guai a chi non sione fortemente simbolica come la
fa deserto in sé, non crescendo in parola in questione, un “pezzo forte”,
esso - potrebbe aggiungere lo scout, una tessera importante del mosaico
tutto dentro e compreso del suo del simbolismo ebraico-cristiano:
pensiero cristiano, che è un pensie- di quei simboli, per credere ai quali
ro non filosofico ma simbolico, un “occorre molta fede”, come ha scrit-
pensiero-mistero mistico-dialettico, to una grande pensatrice cristiana,
che della parola-cosa deserto ha Cristina Campo. Una fede, matrice e
un’altra, più alta e profonda nozione, latrice della cultura o identità cristia-
una più complessa esperienza. Una na, che deve improntare gli scouts,
nozione - esperienza che deriva da per diventare dei piccoli... padri del
quella complexio oppositorum che è deserto! Deserto inteso e “ritenuto” -
la Croce (simbolo inviso al filosofo senza di che “non fa scienza”: scienza
del superuomo), cioè da quel segno della croce (per dirla con Edith Stein)
di contraddizione che è Gesù Cristo: - come luogo del silenzio (e di quel-
il primo, la primizia di coloro che lo più alto e profondo e vasto: in cui
hanno fatto fiorire ovvero crescere in fiorisce il senso, il sentimento dell’in-
altro modo il deserto, facendolo luo- finito, che è anche quello della gine-
go di preghiera e di lotta vittoriosa stra, il leopardiano “fiore del deserto”
contro il tentatore, lo spirito del male simboleggiante la poesia...), che è

16 Lo scautismo
in ventidue parole
l’elemento, il “mezzo” della preghie- vita comune sia dalla comunitaria,
ra, frutto dell’ascolto della voce di di cui è il coronamento. Come dice
Dio. Silenzio come espressione della in un altro dei suoi Pensieri Merton:
“vocazione alla solitudine”. Come la “Non fuggire alla solitudine dalla co-
chiama in uno dei suoi Pensieri nella munità. Trova prima Dio in comunità
solitudine un vero e proprio Padre del e poi Egli ti condurrà alla solitudine”.
deserto moderno, Thomas Merton. Solitudine e comunità che stanno
“Darsi, consegnarsi, affidarsi com- tra loro nello stesso rapporto che c’è
pletamente al silenzio di un vasto tra silenzio e linguaggio. Come affer-
paesaggio di boschi e colline, o ma nello stesso “pensiero” il monaco
mare, o deserto: star fermo, men- trappista americano, l’autore de La
tre il sole sale sulla terra e ne colma montagna dalle sette balze:
di luce i silenzi. Pregare e lavora- “Non si può comprendere il vero
re il mattino, lavorare e riposare il valore del silenzio se non si ha un
pomeriggio e fermarsi di nuovo a sincero rispetto per la validità del
meditare la sera quando la notte linguaggio: perché nel silenzio ci si
cade su quel paesaggio e quando trova faccia a faccia, senza nessun in-
il silenzio si riempie di tenebra e termediario, con la realtà che si espri-
di stelle. Questa è una vocazione me nel linguaggio. E non potremmo
vera e speciale. Pochi sono disposti neppure trovarla in se stessa, vale a
ad immergersi completamente in dire nel suo stesso silenzio, se non
un tale silenzio, a lasciar che se ne siamo prima portati dal parlare”.
impregnino le loro ossa, a respirare
Un parlare non fatto dalle “parole
solo silenzio, a nutrirsi di silenzio e a
che si stancano” di qoeletica memo-
mutare la sostanza della loro vita in
un silenzio vivo e vigile”.
ria, ma da quelle che “scaturiscono
Vocazione eroica quella del soli- da Dio e comunicano con il silenzio
tario mertoniano, inteso come “chi di Dio che è nelle anime nostre”, si-
ha preso una decisione così forte da mili alle parole di Cristo, vero Padre
poter essere provata dal deserto: os- del deserto, colui che lo fa fiorire (e
sia dalla morte”. Un elogio della vita fruttare) nello scout, quando costui
solitaria: quella preparata sia dalla lo “fa” per suo amore.

Lo scautismo 17
in ventidue parole
E
5.) E come Esploratore

Esploratore: cinque sillabe in tonio Machado) qual è il movimento


luogo dell’unica che forma la parola degli scout-esploratori. Movimento
equivalente in inglese, chiave dello di idee calate nella realtà, nel cuore
scautismo: scout. Una nota prolun- di essa, di parole che si fanno azione:
gata, di più vasta risonanza poe- parole d’ordine che si fanno avventu-
tico-musicale, quella pronunciata ra. In sintonia, l’esplorare, per affinità
nella nostra lingua, quasi “passata” linguistica e spirituale, con il motto
da uno strumento musicale, un otto- dell’esploratore, vero e proprio suo
ne (quello con cui è suonata la nota distintivo di onore (cavalleresco cri-
scout) su di un legno: un corno, ad stiano), Estote parati. Preparati a vi-
esempio. Un corno italiano. vere, ma anche a morire. Un vivere
Una parola-lamento (come dice e un morire, che nello spazio sacro
che sia la poesia il grande poeta cèco sopra descritto quale è il mondo del-
Vladimir Holan, nel suo poema Una la vita vissuta con spirito di sacrificio
notte con Amleto: “Io dico che la poe- (cioè di dedizione a quella Causa pri-
sia è lamento...”): come la voce della ma che è anche il Fine ultimo, l’Alfa e
vittima sacrificale attorno all’altare, l’Omega dell’uomo) sono in fondo la
che circoscrive col suo grido lo spa- medesima cosa. Lo manifesta lo stes-
zio del tempio sacro primordiale, im- so Fondatore nel discorso a un radu-
magine del mondo su scala ridotta, no scout della primavera del 1931:
essenziale, che è anche spazio della “Essere preparati alla morte consiste
sua conoscenza e mistero: “preghie- nell’osservare la Legge scout al me-
ra prima dell’avventura in esso”, per glio delle proprie capacità”. Una leg-
dirla col poeta. Viene infatti, esplora- ge però di vita, non di morte.
tore, da ex-plorare: il contrario esat- Un essere per la vita, non per la
to, l’opposto-uguale di implorare: morte, essendo lo scautismo una
sistole e diastole, l’uno e l’altro - im- pedagogia esperienziale, non una
plorare ed esplorare - di quel moto filosofia esistenziale come quella del
di “idee cordiali” (come chiamava la filosofo tedesco di quel tempo Hei-
stessa poesia, agli inizi del secolo degger, con la famosa formula “es-
scorso, il grande poeta spagnolo An- sere per la morte”, banalizzata poi e

18 Lo scautismo
in ventidue parole
malamente trasformata in lugubre e “Canto della strada”, che termina con
sinistra insegna o emblema militare una appassionata esortazione: “An-
nella Germania hitleriana. Una vita, diamo! - la strada è per noi!/ È sicura
invece, quella dell’esploratore-scout, - io l’ho provata -, i miei piedi l’hanno
vissuta come milizia e contro ogni ben provata...”. Una libertà, una sicu-
malizia, con assoluto candore, com- rezza, che non escludono, anzi inclu-
battendo la buona battaglia fino al dono intimamente, nell’avventura, il
grido paolino di vittoria cristiana mistero, suo alone. Come si vede in
veramente esplosivo e pienamen- un’altro poeta americano, più vicino
te... esplorativo (di un mondo nuovo, a noi, Robert Frost, frequentatore
anzi nuovissimo: l’altro mondo, che anche lui dei boschi, franco... esplo-
è anche il mondo dell’altro...): “Morte ratore del loro mistero, più Wildness
dov’è la tua vittoria?”. che Woodcraft, vigile, insonne nella
Una strada che si fa mentre si cam- sua ricerca o quête senza fine (cioè
mina, in progress - on the road! Li- senza mai possesso definitivo, sia del
bera strada come quella cantata Graal che dell’Anello!), come dicono i
dal poeta americano Walt Whitman, versi suggestivi finali di una sua bella
l’autore di Foglie d’erba, per la quale poesia, “Sosta sopra i boschi una sera
è avviato. “A piedi con cuore legge- di neve”: “Profondi e scuri sono i bo-
ro... /in piena salute e franchezza, il schi e belli, / ma ho tante promesse
mondo offertomi innanzi, / il lungo da tenere, / e miglia e miglia prima
sentiero marrone pronto a condurmi di dormire, / e miglia e miglia prima
ove sia”, come suona l’incipit del suo di dormire”...

Lo scautismo 19
in ventidue parole
F
6.) F come Famiglia Felice

Il modo di vivere qualunque at- pagnia dell’Anello che assomiglia


tività nel Branco-Cerchio, il modo in allo Scautismo: solidal catena umana
cui ci si saluta, si sta insieme, si gio- giovanile moderna, in grado di salda-
ca, si parla, si scherza, si canta, va a re e rinsaldare gli anelli più deboli e
tradursi nell’invito a giocare in una fragili, di galvanizzarli. Con un flusso
Famiglia Felice, in un clima morale di energia o spirito cavalleresco, del
positivo e gioioso (B.A.), espresso genere, più che di Galvani, di...Galva-
da una legge che chiede di essere no: “il cavaliere verde”, senza macchia
scoperta e che aiuta a crescere nella né paura! Un flusso che viene dai più
libertà e nella responsabilità, nell’as- grandi e investe i più piccoli, deter-
sunzione di un impegno personale minando un circolo positivo di forza
quotidiano che è misura della pro- benefica, una “circolare melodia”, che
pria volontà di crescere. è anche armonia del gruppo, in cui
Ogni lupetto/a sa qui di essere accet- ogni elemento è fatto più libero, leg-
tato, amato, ricercato: è la Famiglia gero e più vero...
Felice che permette al bambino di La Famiglia Felice (FF) non è solo
poter contare sull’affetto e sulla fidu- un segno, è anche un regno: gioia co-
cia di ogni altro bambino e del Capo mune, sentimento della realtà, della
Branco Akela. Inoltre sentono che tra comunità. Piena reciproca compren-
i Vecchi Lupi scorre quella medesima sione. Spirito del Movimento, che di-
stima e fiducia che si vuole creare in venta Movimento dello spirito. Azio-
tutto il Branco, in una parola i lupetti ne spontanea, grazia. Felicità dell’es-
sanno che ci si vuole bene, perché sere, della partecipazione ad Esso
fanno esperienza di questi “flussi” (che noi sappiamo, cattolicamente,
reciproci. essere, in quanto uno e trino, fami-
Come la W doppia è segno di vita, di liare divino), che si vede come l’albe-
esultanza all’interno di un cerchio di ro dai suoi frutti, secondo il concetto
persone o comunità, così la doppia classico-cristiano di felicità, appun-
FF di Famiglia Felice è il sigillo del to, intesa come feracità, fecondità.
lupetto-coccinella del suo Branco/ “Felices arbores, quae fructum ferunt”
Cerchio. Di quella particolare Com- (felici gli alberi che danno frutto),

20 Lo scautismo
in ventidue parole
secondo la definizione latina cato- particolare atmosfera! Ne vediamo i
niana, trasposta nel campo di quelle frutti, ma sfugge comunque ad ogni
piante umane che sono le persone- tentativo di definirla, confezionarne
pianticelle o arboscelli: i fanciulli e gli una ricetta riproponibile per ogni
adolescenti (questi ultimi, che nella Branco. Eppure chiunque si ritrovi in
radice della loro parola hanno la lati- un Branco/Cerchio, in cui questo cli-
na olea: l’ulivo cioè, l’albero simbolo ma ci sia, sa quanto sia reale, anche
della pace, vero albero della vita o se impalpabile!
felicità del genere umano). I fanciulli Abbiamo sostenuto che nella for-
e gli adolescenti, particolarmente bi- mazione scout il sorriso scout è un
sognosi, per la loro crescita pacifica e complemento necessario: nei lupet-
produttiva, di una “pedagogia gioio- ti il sorriso può crescere, svilupparsi
sa”, frutto di quella cultura umana in risata, come il seme in una pianta.
che i latini chiamavano humanitas Ridere respinge la massima parte dei
e i greci, in forma più pregnante e mali del bambino e spinge all’allegra
precristiana, paideia. Spirito della fraternità e alla più aperta mentalità.
fanciullezza: quello che permea la Il bambino che ride molto, mentisce
Famiglia Felice! poco, ci assicura il caro vecchio B.-P.
Come programmarla, come de- sul Manuale dei lupetti.
finirla? Si parla di sensazioni, in una

Lo scautismo 21
in ventidue parole
G
7.) G come Giorgio

Siamo giunti alla lettera G e come una freschezza e immediatezza che


non ricordare il nostro santo patro- rivaleggia con i Fioretti di San Fran-
no, il Santo dei Cavalieri, il cavalier cesco di un secolo dopo. Colpisce
dei santi? Quindi G come Giorgio, ed è degno di rilievo il particolare
il santo: uno dei tre protettori degli favoloso e favolistico della cintura
scout (gli altri sono, si sa, San Paolo della principessa salvata dalle fauci
e San Francesco). Il più fantastico, del drago, con la quale viene legato
leggendario e romantico, diremmo, il collo della bestia e così condotta
dei tre, anche per l’aura che circonda nella città vicina dove gli abitanti, in
la sua vita sfumante, sconfinante nel cambio della liberazione dal perico-
mito e per questo divenuto soggetto lo di quel mostro, si convertono al
prezioso e privilegiato nell’arte pit- cristianesimo: esempio mitologico
torica e plastica, sia in campo sacro del fatto che la fede uccide in noi i
religioso che in quello laico profano, mostri (i demoni) generati dal sonno
dal Medioevo al Rinascimento: da Si- della ragione (dalla barbarie) del pa-
mone Martini a Paolo Veronese, pas- ganesimo imperante. Campione del-
sando per Paolo Uccello, Donatello, la cultura e della civiltà cristiana, San
Andrea Mantegna, Vittore Carpaccio, Giorgio, simbolo dell’Europa intesa
Raffaello, il Parmigianino, il Correg- come frutto del cristianesimo (un
gio etc. pensiero caro a Giovanni Paolo II).
Il più carico di simboli cavalle- Allora contro il maligno usiamo
reschi, per il suo ruolo di cavaliere anche noi la completa armatura che
fissato nella iconografia, che ne ha usò San Giorgio, quella che (nella let-
fatto un emblema, un’allegoria e tera agli Efesini: Ef 6) San Paolo de-
perfino, come indizio della celebri- scrive dettagliatamente.
tà e diffusione del suo personaggio, 1. “Cinti i fianchi con la verità”, Gesù
un modo di essere. Un ventaglio di dice che Satana è il “padre della
significati, che si apre nella Legenda menzogna” (Gv 8, 44). E dice anche:
aurea di Jacopo da Varagine, della “Io sono la Verità” (Gv 14, 6). Quando
seconda metà del Duecento, che de- ci cingiamo i fianchi della Parola di
linea i tratti della sua agiografia con Cristo, ci sentiamo inflessibili e in-

22 Lo scautismo
in ventidue parole
vincibili contro qualsiasi assalto e in- possiamo spegnere tutti i dardi in-
ganno. Quando Satana tenta di farci fuocati del drago. Dobbiamo sempre
credere che basti il pane, il denaro, le rafforzare la nostra fede mediante la
cose di questo mondo per renderci parola di Dio. “La fede - ci dice San
salvi, rispondiamogli con le stesse Paolo - viene in noi dall’ascolto della
parole con cui Gesù gli ha risposto Parola” (Rm 10, 14).
nel deserto: “Non di solo pane vive 5. “Prendete anche l’elmo della sal-
l’uomo; adorerai soltanto il Signore vezza”. L’elmo protegge la testa del
Dio tuo”. (Mt 4, 10). cavaliere. E San Paolo, con questa
2. “Rivestiti con la corazza della giu- immagine, intende dirci: proteggete
stizia”, non con la giustizia che viene la vostra mente dai pensieri negativi,
dall’uomo, ma con quella che viene distruttivi, accogliendo in voi i pen-
unicamente da Dio, mediante il san- sieri di Dio.
gue di Gesù Cristo che ci ha giusti- 6. “Prendete la spada dello Spirito,
ficati. Il maligno, ingannandoci, ci cioè la Parola di Dio”. Che in noi abiti
induce a peccare; e poi, con un in- questa Parola! Ricordiamoci che la
ganno ancora più grande, tenta di Parola di Dio va proclamata in Clan,
metterci dentro un disperato senso nella comunità dei capi e ripetuta
di colpevolezza, impedendoci così nel silenzio, ma soprattutto va pre-
di credere al perdono di Dio e, per gata. Per questo San Paolo aggiun-
conseguenza, di lasciarci risanare ge: “Pregate inoltre incessantemente
dalla sua misericordia. A satana op- con ogni sorta di preghiere e di sup-
poniamo la nostra fede in Gesù che pliche nello Spirito Santo” (Ef 6, 18).
è venuto non solo per perdonarci i San Giorgio diventa modello di
peccati, ma anche per cancellarne il ogni scout e guida che affronta l’av-
ricordo! ventura della vita con le formidabili
3. “Avendo come calzatura ai piedi “dritte” della nostra legge e della
lo zelo per propagare il Vangelo del- nostra promessa, come cavaliere ar-
la pace”. Satana non vuole la nostra dente, entusiasta, fedele, vittorioso.
pace; egli tenta di farci morire nel La vittoria che arride, pur tra mille
deserto del nostro peccato e della difficoltà che ne costellano la stra-
nostra disperazione. Ma se portiamo da (la route!) rendendola impervia,
le calzature del “Vangelo della pace” stretta come la stessa croce, ai se-
(tutto il Vangelo è un annuncio e guaci della Via, Verità e Vita! E che
dono di pace), attraverseremo, con dà, sentimento della realtà (della sua
la Pace di Dio nel cuore, il deserto di pienezza), coronamento dell’opera,
questo mondo. dell’edificio o tempio del cavaliere
4. “Tenete sempre in mano lo scudo (questo templare dello spirito), la
della fede”. È con questa fede che gioia. G come Giorgio ovvero, nella

Lo scautismo 23
in ventidue parole
lingua del Fondatore, che ha con- dell’apostolo protettore, al pari di
servato il suo fondo, la sua radice San Giorgio, degli scout, Paulus,
classica, George, cioè opera (ergon) cioè poco, piccolo-: a poco a poco,
della terra (geo), alla fedeltà alla qua- gradualmente o, si potrebbe dire,
le è dovuta la gioia come suo fiore e gra(du)almente...): conquistando,
frutto che spicca nel suo campo di dicevo, la corona di gloria in quella
azione cavalleresca a difesa di quella battaglia o guerra santa di pace e
principessa che è la vita. bene, detto nel linguaggio del terzo
Vincendo così il male che è in noi e ultimo protettore San Francesco,
e nel mondo e conquistando, paoli- che è la vita. “Nostra sorella la vita”
namente (anche nel senso di a poco (Pasternak).
a poco -secondo l’etimo del nome

24 Lo scautismo
in ventidue parole
H
8.) H come Hebertismo

Lo scautismo è un cammino diret- terenziano, tanto caro a Sant’Agosti-


to, una “diritta via” che non si smenti- no, di non ritenere estraneo niente
sce, perché è un ritrovarsi continuo, di ciò che è umano (ed umanistico).
sempre nuovo, lungo la strada, una Umano e naturale allo stesso tem-
route, che non si riduce mai a routi- po il metodo Hébert, a misura dello
ne: un sentiero ininterrotto che con- scout. Misura e ritmo. Misura della
duce in quella “foresta spessa e viva” mente, ritmo del corpo. Armonia e
(Dante) ”di simboli dagli occhi fami- libertà o spontaneità. Grazia. La gra-
gliari” (Baudelaire) qual è la Natura, zia che è lo stato in perpetuo moto...
tempio vivente dello Spirito. Natura proprio, di chi sa dominare (all’uni-
madre e maestra col suo metodo, sono col Signore della vita, il Dio che
che letteralmente (e spiritualmente) è in noi) il tempo, batterlo, scandirlo,
è la via per giungere a se stessi (dal segno di quella educazione estetica
greco meta hodòn = oltre la via): la musicale proposta al giovane nella
meta del nostro umano viaggiare o Repubblica di Platone (da cui pro-
pellegrinare in questa “valle del fare viene sostanzialmente il motto o
anima” che è la vita, secondo la defi- formula latina succitata), cui erano
nizione del grande poeta romantico somministrati come cibo dell’anima
inglese John Keats. e del corpo la musica e la ginnastica:
Il Percorso Hébert, un esercizio fisico due tipi di quell’armonia che si trova
che è anche una ascesi spirituale. in natura e che l’arte imita, per tem-
Ginnastica del corpo e insieme pa- perare e temprare “de’ baldi giovani
lestra della mente allo scopo di con- il confidente ingegno” (per dirla col
seguire quella mens sana in corpore Manzoni “pentecostale”). I giovani
sano, che è un precetto pedagogico che l’Hebertismo vuole - è questo il
classico fatto proprio dal sano - è suo bel programma - che siano “forti
proprio il caso di dire - eclettismo cri- per essere utili”.
stiano obbediente all’invito paolino Utile il giovane lo è per natura... lin-
di prendere “tutto da tutti”, innestan- guistica. Viene infatti da giovare (iu-
dolo nella pianta cristiana, sensibile venis, iuvare). Nell’antica Roma infat-
anche al perenne motto umanistico ti indicava l’individuo nel pieno del

Lo scautismo 25
in ventidue parole
suo vigore fisico, della sua forza (la la persona - non più maschera, ma
vis, materia del vir - l’uomo, l’eroe - di volto dell’uomo - sopra di esso, im-
cui era forma la virtus: virtù, cioè va- ponendola come il nuovo, vero asso-
lore, coraggio sia in campo civile che luto nella storia), poi risorta nel qua-
militare) in quella età non breve ma dro e nell’orizzonte di una città più
lunga un quindicennio, un arco di tre vasta (quella celeste, inglobante la
lustri compreso fra i venticinque e i terrestre), è divenuta un’altra giovi-
quarant’anni (la soglia di “vecchiez- nezza, più romantica ed esistenziale,
za”, la latina senuctus -secondo la di- “cupida di pesi”, che “porge sponta-
visione classica o classificazione tem- nea al carico le spalle” (per dirla con
porale, periodizzazione di quell’età, Saba), vita più complessa, cruciale
valida ancora nei tempi romantici di ed universale, propria di quell’homo
Giacomo Leopardi, da lui “detestata” viator che è il giovane scout, sem-
e non oltrepassata, avendo “impetra- pre in avanscoperta ed in ascolto...
to” dal cielo di “evitarla”, proprio sul Una “giovinezza inventata” (rubo il
suo limitare, morendo allo scadere bel titolo di un romanzo di una no-
del tempo della giovinezza, lui can- stra grande scrittrice, Lalla Romano),
tore nostalgico di essa: della sua mai creativa, frutto di un cambiamento
avuta e di quella ormai perduta del della mente o conversione. Cambia-
genere umano, immolata al Mino- mento anche del corpo, della sua re-
tauro dei “tempi moderni”, delle sue lazione con l’anima (la mens latina),
“sorti magnifiche e progressive”...). fattasi relazione più intima, stretta
Un periodo in cui il giovane era cit- (o stringente), come quella del seme
tadino a pieno titolo, abilitato a rico- con la pianta, secondo la metafora
prire tutte le cariche di utilità pubbli- impiegata dal Dottore Angelico del-
ca, scalando i gradini del cursus ho- la Chiesa, San Tommaso, di sostanza
norum, carriera al servizio della città biblica, ebraico-cristiana e di forma
o civitas, polis o stato, espressione aristotelica. Il seme che contiene “in
di quella vita attiva, a cui sono chia- potenza” la pianta, suo atto, come
mate le persone atte a misurarsi in l’anima il corpo: entità non separate,
quell’agone o certamen - lotta e gara parallele che non si incontrano nep-
o competizione pacifica per il bene pure nell’infinito, ma implicantesi re-
pubblico - che è la politica. ciprocamente in una unità in fieri, in
Questa utilità, questo giovamento continuo sviluppo di quel seme-ani-
che è la giovinezza nel suo signifi- ma che, gettato nel nostro terreno
cato classico, caduta all’apparir del umano, e morendo in esso per dare
vero e del verbo rivoluzionario cri- frutto, fa crescere la nostra pianta
stiano (che ha capovolto il rappor- fino al cielo: albero cosmico di una
to tra individuo e Stato, elevando vita immortale...

26 Lo scautismo
in ventidue parole
“O pianta di buon seme/al suolo, al ta nell’arco corporeo che è anche
cielo amica”. Così l’abate Parini, uno educazione spirituale di ognuno,
dei nostri maggiori poeti moderni, si atta a servire agli altri prima ancora
rivolgeva in una sua ode a un ram- che a sé, come è nell’essenza e nel-
pollo, un virgulto della società aristo- la struttura stessa dei corpo, che è
cratica milanese fine Settecento, un per natura e conformazione o figu-
“giovin signore” non ozioso - come ra: apertura, disponibilità all’altro
quello satireggiato nel suo capola- - e non dell’altro come invece pre-
voro, Il Giorno - ma virtuoso. Fiore di dica la pagana “religione del nostro
una pianta di alto lignaggio, come tempo”, del corpo degradato a mero
deve essere quella di un giovane strumento di edonismo ed esteti-
degno di tal nome, fedele alla sua smo, fungibile e defungibile... “Lieto
“prima radice”: la radice dell’albero solo di poter servire”, il corpo invece
della vita, da cui deriva - detto con il orientato all’altro (e non chiuso in se
giovane Amleto, tragico ma sincero stesso, nel cerchio limitato della sua
aspirante ad essa - il frutto di quella vita fisica, che è un cerchio di morte
“maturità” che “è tutto”. spirituale) dello scout, per dirla qui
E che dà una vera, autentica infine con l’ultimo verso di una bel-
idoneità (altro che fitness, idoneità - la poesia giovanile del grande poeta
questo è il suo significato, tradotto in e scrittore austriaco novecentesco,
italiano – solo di nome, non di fatto. Hugo von Hofmannsthal, “Il giovane
Col suo salutismo o igienismo che è nel paesaggio”: quello che “ei traver-
solo una maschera di morte!). Una sava lento... pronto a trascorrere una
idoneità, quella del metodo Hébert nuova vita, servendo su una soglia
felicemente adottato ed adattato dal sconosciuta”. Che poi è la soglia della
movimento (dello spirito e del cor- nostra speranza: quella che si può (e
po) scout, che si consegue con una si deve) varcare per entrare in quel
serie di esercizi armonici e articola- tempio dello spirito che è dentro di
ti, veramente organici (rivolti cioè noi, in interiore homine dove abita la
al corpo come organo, strumento verità che ci fa liberi (per essere utili,
di quell’anima che lo informa, onde giovevoli, di un giovinezza rivolta a
la coincidenza, ma non di opposti, quel Dio che la allieta, ad Deum qui
della cultura dell’anima e del cor- letificat iuventutem meam, come suo-
po), in grado di formare, plasmare nava l’Introibo della S. Messa).
quell’attitudine potenziale, inscrit-

Lo scautismo 27
in ventidue parole
I
9.) I come Impresa

L’âme aime la main rosamente nella guerra, nel duello


(L’anima ama la mano) e nel torneo; figura simbolica che il
Blaise Pascal cavaliere portava ricamata sulla ve-
ste oppure dipinta o scolpita sullo
L’impresa è il cardine delle attività scudo o sull’elmo. Dunque, insegna
in Branche E/G, ma tutto nello scau- o emblema, quale poteva essere una
tismo è un’avventura e un’impresa. sciarpa, una catenella, una stella e
Impresa è parola associata al mon- via via, per continuare questa lumi-
do, alla civiltà capitalistica: nucleo, nosa trafila delle cose cavalleresche
struttura fondante (e portante) del- con un certo... sviluppo diacronico e
l’economia borghese, che caratte- volo pindarico, fino al fazzolettone
rizza l’età e la società moderna. Eroe scout: ultimo valoroso e glorioso re-
del nostro tempo è l’imprenditore, taggio o residuo di quei simbolismo
che con l’impresa fa corpo (e... mas- cortese, passato in... cavalleria in
sa. E potere!), più che anima. Come questo nostro tempo borghese! Ga-
invece il cavaliere che nell’impresa ranzia e pegno, quelle “anime” e quei
della civiltà cortese aveva un corpo e “corpi”, delle “audaci imprese” dei “ca-
un’anima che facevano tutt’uno (an- valieri” cantati, assieme alle “donne e
che linguisticamente) con essa. Nella le armi e gli amori”, nei poemi epico-
figurazione simbolica feudale caval- cavallereschi. Cavalieri non impren-
leresca, infatti, l’anima, cioè motto o ditori come quelli odierni, in... forza
iscrizione, unitamente al corpo (vale anche della nostra Italia, discendenti
a dire un oggetto, una “cosa” avente più dall’ordine equestre della Roma
riferimento alle parole di tale iscrizio- antica (gli equites, antesignani degli
ne o motto), formava una impresa o imprenditori moderni, esponenti di
blasone, suo quasi sinonimo. Segno, un capitalismo ante litteram), capi-
anche, l’impresa in questa accezione tani d’industria non molto dissimili
o significato, che “gli antichi cavalie- da quelli delle compagnie di ventura
ri” ricevevano come investitura dalla rinascimentali, con le loro armi mer-
propria dama impegnandosi a difen- cenarie tutt’altro che “pietose”, non
derne l’onore o a comportarsi valo- confrontabili con quelle del “capita-

28 Lo scautismo
in ventidue parole
no (oh, capitano!) che il gran sepol- francescanamente, perfetta letizia.
cro liberò di Cristo... molto oprando “Perfezione della gioia” anche, det-
col senno e con la mano”! to con San Tommaso, a proposito
Nell’esercito ideale del quale milita- di quella conoscenza materna che è
no, con la “gran bontà dei cavalieri la pace o tranquillità dell’anima che
antichi” di cui sono informati e inve- arride a chi possiede la fanciullezza
stiti modernamente, gli scout; dotati dello spirito.
di quello spirito di intraprendenza Verbo, quello virgiliano succitato, che
o di iniziativa che è l’anima del loro si trova anche all’inizio, vero e pro-
movimento (l’anima o il motto: ESTOTE prio incipit, della Vita nova di Dante,
PARATI!): anima e corpo, cioè impresa. bel vademecum dello scout, anche
Impresa anche nel senso classico per il suo essere la storia esemplare
non economico imprenditoriale, ma della formazione di una vita, della
eroico spirituale della parola latina iniziazione di una giovinezza cristia-
inceptum: da incipere=cominciare, na, “metafisica della gioventù” (per
iniziare. dirla col grande intellettuale e scrit-
Una “impresa” civile, che si affianca tore ebreo del secolo scorso, Wal-
a quella militare (che in latino corri- ter Benjamin): “Hic incipit vita nova”.
sponde al plurale di res gestae: im- L’inizio di quella IMPRESA straordinaria
prese di un altro ordine, storico-po- - che è ricerca e avventura senza fine
litiche, che nell’età di mezzo diven- - quale è la vita di un uomo, con la
teranno gesta: quelle cantate nelle creazione del quale, come afferma
canzoni di tal nome). Grande verbo la grande studiosa ebrea Hannah
incipere=cominciare (“L’unica gioia al Arendt (l’autrice di Vita activa e di
mondo è cominciare. È bello vivere Vita contemplativa), “il principio del
perché vivere è cominciare, sempre cominciamento entrò nel mondo”,
ad ogni istante” scrive Pavese), pre- aggiungendo che questo è solo un
sente nel finale della IV egloga di Vir- altro modo di dire che “il principio
gilio sulla nascita di un fanciullo di- della libertà fu creato quando fu
vino (nel Medioevo ritenuta profezia creato l’uomo, non prima”. “L’uomo
laica della nascita di Gesù), invitato a creato perché ci fosse un inizio pri-
conoscere col sorriso la madre, per ma del quale non esisteva nessuno”,
essere degno della mensa e del tala- per dirla con Sant’Agostino (Initium
mo degli dèi; “Incipe, parve puer, risu ergo ut esset, creatus est homo, ante
cognoscere matrem”. Un invito vali- quam nullus fuit - De civitate Dei 12,
do anche per quell’eterno fanciullo 20). Essendo gli uomini nati -è an-
che è lo scout, portatore di quella cora l’autrice delle Origini del tota-
insegna, anima della sua azione di litarismo e della Banalità del male a
cavaliere della fede, che è la gioia o, parlare- “non per morire, ma per in-

Lo scautismo 29
in ventidue parole
cominciare”. Una fede, una speranza ciò la più grande e mirabile “impre-
nel mondo “che trova - aggiunge la sa” che è il cominciamento assoluto,
Arendt - la sua più gloriosa ed effi- senza fine, della vita, nel cui “giro
cace espressione nelle poche parole immortale” (per dirla col poeta Un-
con cui il Vangelo annunciò la lieta garetti) siamo tutti presi - e nel suo
novella dell’Avvento: ‘Un bambino è Grande Gioco siamo tutti pedine, pe-
nato fra noi’. doni... teneri!
Un annuncio col quale incomin-

30 Lo scautismo
in ventidue parole
J
10.) J come Jamboree

La comunità scout internaziona- lingua e nell’aspetto fisico. La guerra


le si concretizza e si esemplifica in ci ha insegnato che se una nazione
incontri quadriennali; ma il nostro cerca di imporre la sua egoistica vo-
fondatore si rifiutò di chiamarli rally lontà alle altre, è fatale che ne segua-
= raduno, perché scelse di caratteriz- no crudeli reazioni. Il Jamboree ci ha
zarli con contenuti educativi e giova- invece insegnato che se facciamo
nili più vasti e quindi andò a scova- prova di mutua tolleranza e siamo
re il termine Jamboree che è di uso aperti allo scambio reciproco, la sim-
familiare inglese un po’ invecchiato, patia e l’armonia sprizzano natural-
per dire “festa, baldoria”. Inoltre lo mente. Se voi lo volete, partiamo di
stesso B.-P. lo collegò idealmente e qui con la ferma decisione di voler
scherzosamente a jam = marmellata, sviluppare questa solidarietà in noi
regalandoci la significativa imma- stessi e tra i nostri ragazzi, attraver-
gine di un’allegra miscela di ragazzi so lo spirito mondiale della fraternità
di tutte le nazioni, culture, razze, re- scout, così da poter contribuire allo
ligioni, un temporaneo e simpatico sviluppo della pace e della felicità
melting pot... nel mondo e della buona volontà tra
Purtroppo nel 1979 il program- gli uomini. Fratelli scout, rispondete-
mato XV world jamboree a Neisha- mi: volete unirvi in questo sforzo?”.
boor in Iran non si svolse a causa del Siamo noi scout cittadini del mondo
radicalismo musulmano per cui gli come ci chiede ancora B.-P. ? Siamo
scouts dovettero aspettare otto anni ciascuno di noi a favore di una cultu-
per rincontrarsi. ra aperta alla tolleranza, al confron-
Ad ogni incontro si ritorna ideal- to, al dialogo con le diversità, con chi
mente al primo, quello del 1920, a è l’altro da noi e dalla nostra cultura,
Londra, nell’arena di Olympia, dove con una visione planetaria delle pro-
il caro vecchio B.-P. tuonò: “Fratel- prie azioni e delle loro conseguen-
li scout, vi chiedo di fare una scelta ze?
solenne. Esistono fra i vari popoli del L’entusiasmante esperienza di vive-
mondo differenze di idee e di senti- re un Jamboree viene riferita da chi
mento, così come ne esistono nella ha vissuto quelle due imprevedibili

Lo scautismo 31
in ventidue parole
settimane come un totale coinvolgi- questo mondo e se vogliamo lottare
mento, dove a nessuno importavano realmente contro la guerra, dovremo
le differenze culturali, di lingua, di cominciare dai bambini”.
razza o di religione, perché ognuno Necessita studiare in quale modo
era “amico di tutti e fratello di ogni i problemi della difesa e della sicu-
altra guida e scout”. Ogni parteci- rezza possono ricevere delle solu-
pante al Jamboree, così come ogni zioni soddisfacenti ispirandosi alle
scout che dal proprio paese ne vive esperienze di Azione Nonviolenta.
indirettamente quello spirito, diven- Il nemico deve essere affrontato col
ta un propugnatore di pace, di cui si dialogo, ma quando questo dialogo
vuole essere costruttori, difensori e non riesce, bisogna allargarlo, far co-
diffusori. noscere l’ingiustizia a tutti con mani-
Invece di spendere denaro per il festazioni, scritti, ecc. Se è necessario
pane, gli uomini oggi lo spendono si passerà alla “non cooperazione”;
per costruire strumenti di morte (la significa rifiutarsi di cooperare con
nostra cosiddetta civiltà ha saputo le ingiustizie, per esempio non com-
regalare venti tonnellate di tritolo ad prare certi prodotti, non usare certi
ogni abitante della terra!). “Non è nel mezzi di trasporto come fece la po-
mio arco che confido e non è la mia polazione nera di Montgomery in-
spada che mi salverà”, ci ammonisce sieme a Martin Luther King. Queste
il Salmo 44. iniziative raramente guadagnano le
Siamo coscienti che l’educazio- prime pagine, anche se hanno lascia-
ne è un processo di natura politica to la loro impronta nella storia. Gli
e che l’educazione alla pace è un la- eroici Danesi che non hanno voluto
voro comunitario atto a far capire e cacciare via gli Ebrei sotto il Nazismo,
sperimentare come solo un processo e i Norvegesi che non hanno voluto
democratico e nonviolento di con- insegnare la propaganda nazista
fronto reciproco, che giunga ad una nelle scuole, sono suggestivi esempi
giusta distribuzione di potere e di ri- nella storia contemporanea. Quan-
sorse, può portare alla pace. Il nostro do una legge è ingiusta può essere
fondatore nella 22a chiacchierata di necessario disobbedire. Quando agli
“Scautismo per ragazzi” si rivolge a apostoli Pietro e Giovanni fu ordina-
noi chiamandoci Scouts di pace e il to dalle autorità di non predicare più
suo modello di uomo ha gettato il Gesù, Pietro rispose che bisognava
fucile per impugnare l’alpine-stock e obbedire a Dio piuttosto che agli uo-
ha preferito l’accetta alla pistola. mini.
Anche Gandhi in una lettera indi- In questo modo è possibile ri-
rizzata alla Montessori scrive: “Se vo- chiedere ed ottenere una legge più
gliamo raggiungere la vera pace in rispettosa delle coscienze. Rintuz-

32 Lo scautismo
in ventidue parole
zare un avversario o un oppressore amico e di guadagnarlo alla Verità.
non sarebbe abbastanza; la meta è di “Riponi la tua spada” fu ordinato allo-
“vincere” convincendo l’altro, andan- ra a Pietro ed ora a noi.
do oltre, facendo dell’avversario un

Lo scautismo 33
in ventidue parole
L
11.) L come Legge Scout

Come ogni singola lettera della tare fiducia;


legge ebraica (la Torah) contiene l’in- 2.) sono leali;
tera legge, così ogni lettera -ogni pa- 3.) si rendono utili e aiutano gli al-
rola - del vocabolario scout contiene tri;
la legge dello scautismo, e segnata- 4.) sono amici di tutti e fratelli di
mente questa che ha l’estensione... ogni altro scout;
vocale maggiore, comprendendo in 5.) sono cortesi;
sé la gamma di tutti i significati: alfa 6.) amano e rispettano la natura;
e omega, inizio e fine del cammino 7.) sanno obbedire;
scout, col quale finisce con l’identi- 8.) sorridono e cantano anche nelle
ficarsi. Legge che è anche legenda difficoltà;
della mappa disegnata da quel cam- 9.) sono laboriosi ed economi;
mino: lo spazio circoscritto della “ri- 10.) sono puri di pensieri, parole e
cerca e avventura” scout, il suo senso azioni.
e scopo, l’essenza del suo spirito cor- Onore e fiducia; lealtà (che è ri-
tese cavalleresco moderno: sintesi spetto non formale, adesione intima
“fra tradizione e novità / fra Ordine e alla legge, al suo spirito); amicizia e
Avventura”, secondo la frase poetico- fraternità universale con tutti, a par-
programmatica del poeta francese tire dal prossimo più... prossimo, più
Guillaume Apollinaire. vicino alla propria vista e al proprio
Un decalogo scolpito nella rupe ascolto: l’altro scout; cortesia e caval-
della mente di B.-P., piccolo Mosè del leria: virtù che contengono tutte le
nostro tempo, ricevuto nel crogiolo altre; bontà anche verso gli animali,
ardente o “roveto” di un’altra guerra: questi nostri “fratelli minori”, per dir-
quella anglo-boera degli inizi del se- la con Giovanni Paolo II; obbedienza
colo scorso in una situazione-limite pronta (Estote parati). Obbedienza
come è quella della guerra, di ogni come ascolto di un ordine: quello
guerra, del Signore che abita con la sua ve-
Secondo la versione AGESCI, la Gui- rità dentro di noi, e che ci abilita a
da e lo Scout: comandare: a vivere la vita “come mi-
1.) pongono il loro onore nel meri- lizia”, in tutti i suoi gradi; gioia come

34 Lo scautismo
in ventidue parole
“sentimento della realtà”, di quel “ca- tutti essenzialmente cristiani, che
valiere del reale” che è lo scout, di cui sembrano promanare congiunta-
sono segni esteriori il sorriso e il can- mente dai tre patroni dello scauti-
to, espressione di quei due elementi smo: San Paolo, San Giorgio e San
spirituali della fisionomia e dell’iden- Francesco, espressione di quell’eroi-
tità personale umana che sono il vol- smo della vita quotidiana, che è l’in-
to e la voce...; laboriosità come segno dizio terrestre e celeste insieme della
non di predestinazione ma di predi- santità: quella che serve a completa-
sposizione alla grazia, spontaneità e re la Legge.
spirito di iniziativa, libera scelta. Eco- Il genio di B.-P. è stato quello di com-
nomia intesa nel suo senso etimolo- prendere che in ogni ragazzo un
gico di “legge dell’abitare” in questa ideale non chiede altro che di emer-
terra, con fedeltà al suo spirito, come gere, e di osare con la Promessa di
nella “casa del Padre”; purezza, infi- far dichiarare al ragazzino, anche al
ne, di pensieri parole azioni come si più diseredato, di volersi elevare fino
addice a un cavaliere senza macchia all’immagine dello scout tratteggia-
né paura, della fede. ta dalla Legge.
Una bella costellazione di valori,

Lo scautismo 35
in ventidue parole
M
12.) M come Motto

Il motto è un salvacondotto: un Lc 12, 40), nell’AGI “Estote paratæ”,


lasciapassare, una password… Una mentre ora in AGESCI è più sempli-
parola soft, da pronunciare sottovo- cemente “Sii preparato” ed infine, sia
ce. Uno slogan particolare: non un per i rovers che per le scolte: “Servire”
“grido di guerra”, come suona il suo (cfr. Ef 6, 6).
significato nella lingua gaelica, ma di Ma il Papa ora ci propone un vero
pace! Un suono rivolto non all’ester- minimo comune multiplo fra tutti,
no, contro il nemico esteriore, ma un motto che riassume tutti gli altri
all’interno, all’amico interiore. Non in cui si articola la scala dei motti
un proclama, ma una risonanza. Un propri delle tre Branche, con tutta la
ordine fatto proprio, un comando in- sua sublime valenza simbolica. È un
teriorizzato. Una parola del Dio che è motto da prendere come abbrivo del
in noi: sussurro come d’aura lieve sui Movimento Scout, inizio di una rotta
monti, parlottio o “borbottio” (secon- o nuova route marina, più carica di
do l’etimologia della voce motto: dal simbolismo cristiano e intonata alla
basso latino muttum) come d’acqua metafisica della gioventù cattolica.
viva che infrangendosi sulla chiglia È una spinta e un richiamo prove-
di una nave sembra voglia dire con nienti da Giovanni Paolo II in questi
la sua speciale onomatopea e melo- ultimi anni alle Guide e Scout, a par-
pea evangelica: “Duc in altum, Prendi tire dall’agosto 2003 in occasione
il largo!” (Lc 5, 4). dell’Eurojam dell’Unione interna-
D’altra parte i nostri motti si possono zionale delle guide e scouts d’Euro-
unire in “Eccomi, sono pronto a fare pa, svoltosi in Polonia; ripreso con
del mio meglio per servire”. Questi passione, in Piazza San Pietro, il 23
sono la definizione sintetica dello Ottobre 2004 con l’accorato “Duc in
spirito che si vuol raggiungere con altum, AGESCI, duc in altum, MASCI!”.
il nostro metodo. Per i Lupetti/e il “Conduciamo la nostra barca in alto
motto è “Del nostro meglio” (cfr. Ap mare”: una sorta di appello o chia-
2, 19); per le Coccinelle “Eccomi” (cfr. mata ad una missionarietà di stam-
1Sam 3, 4); per gli Esploratori e le po avventuroso romantico, intonata
Guide era nell’ASCI “Estote parati” (cfr. allo spirito giovanile, da parte del

36 Lo scautismo
in ventidue parole
papa-poeta, conterraneo del grande forze del male - del mare. Quello che
scrittore Joseph Conrad, cantore del alla fine dei tempi sarà condotto in
mare come luogo dell’avventura spi- alto, dissolto, assorbito dal cielo, di-
rituale dell’uomo, specchio della sua venuto come quello apocalittico di
umanità. cristallo (Ap 15, 2), esteso a perdi-
Un invito rivolto ai giovani scout “ad ta d’occhio dinanzi al trono divino,
andare controcorrente”, a superare, simbolo di una pace luminosa in un
per dirla conradianamente, “la linea universo rinnovato: cieli e terra-e
d’ombra”, spingendosi al largo, in un mare-nuovi, ucciso il drago e tutti i
viaggio senza scacco o naufragio mostri marini che infestano la vita e
come quello del tragico eroe conra- che si combattono vittoriosamente
diano Lord Jim, perché compiuto in con le armi della fede e l’assistenza
compagnia di Colui che si carica di delle potenze celesti che aiutano chi
ogni nostra paura e ci fa cammina- combatte la buona battaglia. Duc in
re con Lui nelle acque della morte, altum, dunque, e...Sursum corda! In
facendoci vincere ogni pigrizia e su- alto i cuori, che sono rivolti al Signo-
perbia e rendendoci vittoriosi delle re...

Lo scautismo 37
in ventidue parole
N
13.) N come nodo

All’inizio degli anni sessanta: “Hai nare a legarlo alla seconda!


sciolto il nodo al fazzolettone?” solle- Un nodo è uno snodo continuo
citava Angelo, il Capo Riparto, a me come è la vita, che è una serie di
Esploratore di “Seconda Classe”, per imprese infinite (ovvero sempre da
invitarmi a verificare se avessi assol- ricominciare, una volta finite): da
to all’impegno della Buona Azione compiere persistendo nella fedeltà
quotidiana. al proprio compito o missione fino
Ecco allora gli scout come “Com- alla fine, con pazienza anch’essa infi-
pagnia del nodo”! Su queste colonne, nita. “L’abito portato con un nodo di
in una precedente “voce” osammo pazienza, fa di sé grata apparenza”,
definire lo Scautismo come “Com- recita un proverbio, cioè la soppor-
pagna dell’Anello” per il suo spirito tazione rende accettabile ogni espe-
di ricerca e avventura puro e disin- rienza, anche la più dura. Questo abi-
teressato. In questa occasione vale la to portato con un nodo di pazienza
pena guardare gli scout come adepti è l’uniforme scout, la vita a lui abi-
della versione moderna “dell’Ordine tuale, liberamente scelta. Vita intes-
del Nodo”, cioè di quel bel raggrup- suta di legami, relazioni, consistente
pamento, medioevale anch’esso, nell’unire: un nodo che è anche un
non fantastico romanzesco (come anello (dunque una Compagnia del
la Compagnia del celebre libro di Nodo e dell’anello insieme lo scauti-
Tolkien), ma reale storico, come l’Or- smo!), “social catena” e fune, capace
dine istituito da Luigi di Taranto, ma- di trascinare uniti e all’unisono gli
rito di Giovanna d’Angiò, nel 1353 (in scout nello spazio e nel tempo della
occasione della sua incoronazione a loro ricerca-avventura o bella oppor-
re di Napoli), e costituito da sessanta tunità concessa di legarsi sempre più
signori che avevano per abito una strettamente e con una larghezza di
giornea (corta sopravveste di fog- vedute via via crescente alla vita, che
gia militare, in uso in quel periodo) è la peculiarità o specialità del no-
ornata di un nodo di Salomone d’oro stro movimento ed esperienza. Sim-
o d’argento, col diritto di scioglierlo boleggiata dal nodo al fazzolettone,
alla prima impresa valorosa e di tor- vera e propria insegna dello scout:

38 Lo scautismo
in ventidue parole
nodo alla... gola, segno non d’an- un campo di forze: il campo scout.
goscia ma di gioia! La gioia di scio- Che è un formidabile formicolare
gliere ogni impegno, procedendo di iniziative particolari ad opera di
lungo la via o strada - la route - della “energie nuove”, di giovani animati,
conoscenza con quel “nodo di Salo- tenuti insieme “dall’alta febbre del
mone”, che è un intreccio labirintico fare”, come la chiama un poeta, (che
di linee, a cui un tempo si attribuiva è anche un politico) “uniti davanti
potere esorcizzante sugli spiriti mal- all’universale”, come afferma un al-
vagi. Un intreccio fortunato, punto tro poeta, definendo così, in termini
cruciale che sta a fondamento della poetici, l’amicizia. Quel tessuto cioè
esperienza dello scout, nodo di una di rapporti essenziali, di cui “tutto il
questione vitale che ha in sé la sua mondo ha bisogno” (specie in questa
soluzione, centro della Buona Azio- contingenza o congiuntura epocale
ne, nucleo ordinatore e unificatore di disgregazione sociale e politica
della vicenda personale dello scout mondiale), unica salvezza.
e corale dello scautismo: segno e La salvezza della Grazia, scioglimen-
simbolo della sua ispirazione unita- to del nodo del peccato e rinsalda-
ria. Del patto che lega l’individuo a mento del vincolo, del legame con
se stesso e la persona alla comuni- Dio, base di quella unione degli ani-
tà. Un intreccio operativo, un nesso mi che è l’amicizia.
di azioni reciproche che sviluppa

Lo scautismo 39
in ventidue parole
O
14.) O come Omerali

Già lo scautese, lo sappiamo, è alla maturità “vagabondaggio, eva-


un linguaggio: il richiamo di voci che sione, poesia: cari prodigi sul tardi”.
scandiscono lo spazio di un discorso Un carico retto, sorretto nello scout
simbolico, che è anche un percorso dalla gioia, punta di diamante dello
ideale. Un linguaggio-gergo ade- spirito cavalleresco cristiano di cui
guato a quegli ex “piedi teneri” che è informato il suo movimento. Che
sono gli scout. Piedi teneri e teste rende la vita felice compito o missio-
pe(n)santi, di persone ponderate, ne, distinta da quella degli altri, ma
responsabili, capaci cioè di pesare, aperta al loro incontro, con quella di-
soppesare il reale, portarselo sulle sponibilità che è il segno distintivo, il
spalle come un incarico: dolce peso, carattere stesso della propria perso-
gioco soave, che è anche “grande na. Il carattere in cui è contenuto, per
gioco” della vita in quella bilancia dirla con il filosofo dell’antica Grecia
che è il corpo nel suo equilibrio dina- Eraclito, il destino della persona stes-
mico e nella spontanea assunzione sa intesa come quella parte di mon-
di un carico vitale, secondo lo spiri- do portata su di sé: una parte infinita
to cavalleresco giovanile del mondo che comporta quel carico degli altri
e movimento scout. “La giovinezza che forma la sua responsabilità. Un
cupida di pesi / porge spontanea al carattere o segno distintivo o stigma
carico le spalle...”. Un carico propor- positivo impresso prima nella carne
zionato alle sue spalle, che il giova- e nello spirito che nella veste o abito,
ne scout, grazie alla sua legge piena dove è indice e indizio terrestre della
di discernimento, regge assai bene, appartenenza a un corpo non corpo-
diversamente dalla giovinezza della rativo, ma spirituale: a una “formazio-
poesia di Umberto Saba che, schiac- ne” che è un organismo vivo di valori
ciata da un peso assunto nella sua morali. Un abito che fa il monaco-
insostenibile interezza per impeto cavaliere scout, appartenente a un
romantico (quando la giovinezza ordine o regola divisa in tante parti
aveva più confidenza, se non cer- che sono l’estensione e l’intensifica-
tezza “del diman”, di quella attuale) zione di quella parte essenziale che è
”piange di malinconia”, rimandando la persona potenziata nelle bande di

40 Lo scautismo
in ventidue parole
amici: le squadriglie differenziate nei l’isola Brownsea.
componenti, ma intimamente unite Un simbolo strategico che ri-
nello scopo, su cui spicca il simbolo manda, come tutti quelli sparsi sul
di quella “realtà fatta della stoffa dei “campo” della divisa scout, a quello
sogni” (Shakespeare) dello scauti- principale che li compendia e com-
smo che è l’omerale e generalmente prende tutti, sintesi dei valori dello
il distintivo. scautismo: il giglio. Simbolo di pace
Le Guide dell’AGI chiamavano il di- e di guerra (quella pacifica che è
stintivo di squadriglia semplicemen- venuto a portare Cristo, che si com-
te colori (colours), quasi una bandiera batte contro il mondo, contro cioè il
d’identità, mentre per gli esploratori principe di esso, oggi particolarmen-
dell’ASCI erano gli omerali, proprio te “attivo”...): con quella sua punta di
per ricordare la parte del camiciotto freccia, posta da Flavio Gioia, proprio
dove Baden-Powell aveva puntato per indicare la giusta via, puntando
nel 1907 quelli dei Tori, Chiurli, Lupi verso l’alto e verso l’Altro.
e Corvi, mentre campeggiava nel-

Lo scautismo 41
in ventidue parole
P
15.) P come Promessa

Durante la promessa, non solo si Al contrario, negli anni ‘30, tutti i


assicura, si dà la parola, si afferma e si bambini tedeschi, all’età di soli die-
accerta cioè si rende certo, ma come ci anni, dovevano prestare questo
significa etimologicamente, si mette aberrante giuramento al Führer: “In
in vista, si pone sotto gli occhi, si an- presenza di questo vessillo di san-
nunziano eventi, cose concrete, un gue, che rappresenta il nostro Führer,
progetto da vivere. giuro di dedicare tutte le mie energie
Una scelta volontaria per una strada e la mia forza al Salvatore del nostro
di libertà. paese, Adolf Hitler. Sono disposto e
La promessa scout viene pronun- pronto a dare la mia vita per lui, con
ciata dallo scout solitamente dopo l’aiuto di Dio”.
un periodo iniziale in cui viene veri- A seguito della presa del potere da
ficata la sua disponibilità ad appar- parte dei nazisti, tutti i gruppi giova-
tenere allo scautismo. Essa consiste nili vennero banditi e i loro membri
nell’impegno di fedeltà nei confronti vennero assorbiti nella gioventù hi-
dei princìpi del movimento. tleriana (HJ). L’appartenenza all’HJ
Come la legge scout, anche la pro- venne resa obbligatoria, arrivando
messa venne istituita dal fondato- nel ‘36 all’impressionante cifra di 5
re dello scautismo Robert Baden- milioni e 400 mila aderenti. L’indot-
Powell; nel tempo ogni associazione trinamento della gioventù era eser-
ha rielaborato la promessa origina- cizio martellante e quotidiano, lungo
ria, mantenendo tuttavia alcuni ele- un cammino di sangue che, giorno
menti comuni. dopo giorno, si rivelò un’autentica
Nell’ASCI: follia collettiva.
Con l’aiuto di Dio prometto sul mio I falsi maestri sono i seduttori che
onore di fare del mio meglio: promettono di sgravarci dai nostri
- per compiere il mio dovere verso problemi, possono anche identifi-
Dio e verso la Patria; carsi in un partito, un’ideologia. Una
- di aiutare il prossimo in ogni cir- promessa che chiede la contropar-
costanza; tita della delega assoluta e la de-re-
- di osservare la legge Scout. sponsabilizzazione cieca. In una sola

42 Lo scautismo
in ventidue parole
persona vanno a convergere due Al contrario lo spirito cavalle-
realtà: il seduttore (falso maestro) resco è pieno di intraprendenza e
e l’ideologia della razza superiore. generosità, già raffigurato nel sim-
Succede allora che qualora uno non bolismo del saluto: the salute (GB), le
si assuma la responsabilità di diven- salut scout (F), il saluto scout (I), com-
tare cittadino, il rischio è di diventare primento escoteiro; saudaçá escoteira
suddito privo di libertà. L’importanza (P), saludo scout (E), Pfadfindergruß
di condizionare, sin dalla tenera età, (D), verkennersgroet (NL), dove il forte
è ben presente nei programmi “edu- pollice protegge il debole mignolo.
cativi” autoritari. L’obbiettivo è sem- La mano destra si alza, mostrandosi
pre quello di formare non più cittadi- libera da atteggiamenti aggressivi,
ni pensanti, ma sudditi combattenti e la mano sinistra cerca di stringere
nell’obbedienza cieca. quella dell’amico.

Lo scautismo 43
in ventidue parole
Q
16.) Q come Quaderno di caccia

Citius emergit veritas ex errore paragonare, per la sua alacrità ed


quam ex confusione elaborazione della materia del reale,
(La verità viene fuori più a quello delle api (a cui dal barone
facilmente dall’errore inglese sono paragonati i filosofi di
che dalla confusione) quel nuovo organo del sapere che è
la scienza, che si sta diffondendo nel
La frase latina riassume bene il nuovo mondo europeo rinascimen-
senso di quel libro capitale -vera e tale moderno, di cui egli è uno dei
propria pietra miliare del pensiero primi scopritori ed esploratori). Le api
moderno- che è il Novum Organum che non sono solo “empiriche” come
di Francesco Bacone, “il barone di le formiche, “che si limitano ad accu-
Verulanio” (come lo chiamava un po’ mulare fatti su fatti”, né solamente
ironicamente Giacomo Leopardi): “razionaliste” come i ragni, “che tutto
uno dei “magnifici tre” elisabettiani vogliono ricavare dal loro intelletto”,
(gli altri due sono il sommo Shake- ma empirico-razionaliste, col loro
speare e l’eccelso John Donne) fioriti suggere il nettare dai fiori traendone
a cavallo del Cinquecento e Seicento cera e miele, frutto della elaborazione
nell’Inghilterra patria dell’Europa per della mente umana di ciò che “si sten-
le sue “libere associazioni” e la sua de nel quaderno della materia” del
democrazia rappresentativa: quel- mondo! “Il quaderno della materia”:
le che si ritrovano nell’esponente di stupenda definizione di quel grande
un’altra Inghilterra, il “vittoriano” Ba- filosofo “scolastico” che è Dante, che
den-Powell, il fondatore (cent’anni si trova in un punto del XXVI canto del
fa) di quella “trade union” dello spirito Paradiso, nel cielo di Marte, cioè degli
giovanile che è il movimento Scout. spiriti militanti, in una famosa terzi-
Un movimento che, ricorrendo ad na messa in bocca dal divino poeta
una celebre immagine dello stesso al suo trisavolo crociato Cacciaguida
Bacone desunta dal mondo della na- per parlare delle peripezie connesse
tura oggetto della sua osservazione alla sua inderogabile, perché voluta
razionale (che poi è quella del suo dal cielo, “missione poetica”: “La con-
peculiare metodo induttivo), si può tingenza, che fuor del quaderno / de

44 Lo scautismo
in ventidue parole
la vostra matera non si stende, / tutta ma pur sempre ombra”. Così il poeta
è dipinta nel cospetto eterno”. della “dolce Francia”, patria della mi-
Il mondo, dunque, come un grande sura e dell’ordine classico, ma anche
quaderno (“ciò che per l’universo della “dismisura” e “dell’avventura” ca-
si squaderna”, dice ancora Dante in valleresca: delle “idee chiare e distin-
un altro punto di uno dei tre divini... te”, ma anche di quel “vago errore”
quaderni che formano la sua Divina (per usare qui un termine del nostro
Commedia): res extensa e res intensa Leopardi) rappresentato dalla poesia
insieme (per dirla con un altro sco- (questa figura apollinea: da Apollo
pritore-esploratore del continente cacciatore, fratello della cacciatrice
della modernità, Cartesio) cioè spa- per antonomasia Diana: insieme luna
zio e tempo, forme a priori della no- - la vaga, vagante o errante per eccel-
stra sensibilità per rendere sensibile e lenza nello spazio-tempo del cielo! - e
conoscibile il mondo, esprimibile ed “lucente stella Diana...). La poesia che
esperimentabile, capace di entrare è un aggirarsi, baudelairianamente
nella rete della nostra conoscenza e parlando, in quella “foresta di simboli”
del nostro linguaggio, in una paro- che è la Natura-tempio vivente, aper-
la catturabile. Una caccia magica e ta a tutte le più libere associazioni
dialettica. Così si esprime un grande del linguaggio: di quella scientia ver-
poeta del nostro tempo, il france- borum che è per i suoi cultori-adep-
se Paul Valery, in un punto dei suoi ti, moderni seguaci della tradizione
cahiers (un “genere” diffuso, fiorente classico-medievale, base della scien-
in Francia. Pensiamo ai Cahiers di Si- tia rerum, secondo quel primato della
mone Weil): “Ma la caccia dialettica è Parola per mezzo della quale è stato
una caccia magica. Nella foresta in- fatto il mondo e le cose hanno senso
cantata del linguaggio, i poeti vanno o, per dirla con un altro passo paradi-
espressamente per perdervisi, ed ine- siaco dantesco, con parole messe in
briarvisi di smarrimento, cercando gli bocca a quella “verità rivelata” che è
incroci di significato, gli echi imprevi- Beatrice (non luna, ma Sole: “quel Sol
sti, gli incontri strani: non temono né di verità che pria mi scaldò il petto...”):
le deviazioni, né le sorprese, né le te- “Le cose tutte quante / hanno ordine
nebre;-ma il cacciatore che si entusia- tra loro, e questo è forma / che l’uni-
sma a inseguirvi la “verità”, a seguire verso a Dio fa simigliante”. Un mon-
un cammino unico e continuo, di cui do analogo (più che dialettico) di cui
ogni elemento sia il solo da prende- quel “franco cacciatore” che è lo scout
re per non perdere né la pista, né il è insieme il libero esploratore. E il suo
bottino, raccolto lungo il percorso, ri- “quaderno di caccia” il suo carnet-
schia di catturare alla fine soltanto la carniere. Un carniere sempre ricco di
propria ombra. Gigantesca, talvolta, quella civile... selvaggina presa nella

Lo scautismo 45
in ventidue parole
rete estesa nel campo di una inda- Dio, nel cui “cospetto eterno” “tutta
gine sempre viva e attiva, che non si è dipinta la contingenza”: quella che
ferma. Un’indagine o “ricerca senza come già abbiamo scritto, “fuor del
fine” (La ricerca senza fine è il libro quaderno / de la vostra matera non
autobiografico del filosofo-scienzia- si stende”. Come si stende invece nel
to più “baconiano” del nostro tempo: “quaderno di caccia” di quell’osser-
l’austriaco Karl Popper), che è però vatore-osservante per antonomasia
nello stesso tempo avventura con che è lo scout, anzi l’epi-scout (que-
un fine. Il fine della conoscenza che sto piccolo episcopo o sorvegliante
è intrinseca all’uomo -all’homo viator- laico che egli è).
e in cui consiste la felicità -la fecon- Lo scout-sorvegliante (come una
dità- del suo essere (come afferma scolta), sempre vigile e lungimirante,
Aristotele citato da Dante all’inizio pronto ad ogni nuova partenza, col
del suo Convivio). Il santo Graal del- bagaglio della sua conoscenza, ricco
la conoscenza che fa sì che il viaggio di ciò che ha ritrovato in via (per dir-
stesso sia la meta. Una conoscenza la con un verso della poesia “Itaca” di
pura, del genere di quella di cui parla Costantino Kavafis), e conscio che “Il
il grande poeta praghese del secolo vero viaggio di scoperta non consiste
scorso, Rainer Maria Rilke: “Chi ama nel vedere nuovi panorami, ma nel-
la conoscenza, sarà amato dalla Co- l’avere occhi nuovi” (Marcel Proust).
noscenza”. Quella Conoscenza che è

46 Lo scautismo
in ventidue parole
R
17.) R come Reparto scout

Nell’ASCI viene adottata la voce Questa piccola comunità usa


Riparto, derivante dal latino partire come insegna il Guidone che… non
= suddividere, al fine di raggruppare è un ragazzo nutrito a vitamine, ben-
in insiemi. Nell’AGESCI ha avuto il so- sì lo stendardo della Squadriglia:
pravvento il termine Reparto. un triangolo di stoffa bianca su cui
Gilde o Trupp in lingua tedesca, scout è effigiato in rosso l’animale scelto.
troop nei paesi anglosassoni, trou- Abbiamo quindi: Sippenwimpel (D),
pe (m) o compagnie (f ) in francese, patrol flag (GB), le fanion de patrouil-
reparto in italiano, tropa escoteira in le (F), il guidone (I), bandeira da pa-
portoghese, tropa scout in spagnolo, trulha (P), banderin de patrulla (E),
mentre in olandese vendel (m) o Pfa- patrouille vlag (NL); ronde vlag (NL).
dfinder (f ). Il termine pattuglia usato nel CNGEI e
In italiano, truppa risulta essere una i suoi derivati d’oltralpe provengono
voce esclusivamente militare, al con- dall’antico francese patte = zampa e
trario a Londra il termine troop indi- dal germanico die Pfote col significa-
ca semplicemente numerose perso- to di muoversi nel fango, battendo
ne riunite insieme o che viaggiano in i piedi in modo da camminare con
compagnia. Hanno origine tutti dal passo cadenzato. È il piccolo distac-
tardo latino troppus = molto, stuolo camento che fa giri attorno al cam-
di persone, di animali o di cose. po, durante la ronda, di notte, per
Considerando la comunità primaria, assicurare la pace e la salvezza.
cioè la banda di sei - otto amici, ar- Analizziamo ora i luoghi di cre-
riviamo alla Squadra, che non solo scita, nei quali i membri della nostra
intende lo strumento da disegno associazione vivono, durante le loro
con due spigoli ad angolo, ma anche attività.
elementi così disposti che viaggiano Il termine Clan, intende l’insieme
vicini in drappello. In un campo in- di giovani che hanno scelto di vive-
ternazionale ecco incontrare: Sippe re la proposta del roverismo, ma-
(D), patrol (GB), la patrouille (F), la nifestando la loro adesione con la
squadriglia (I), patrulha (P), patrulla firma della Carta di Clan. Un tempo
(E), patrouille (m); ronde (f ) (NL). il clan era la tribù primitiva forma-

Lo scautismo 47
in ventidue parole
ta da un certo numero di famiglie il fazzoletto scout, che è l’insegna
presso i Celti. Infatti proviene dalla del Gruppo, il quale tiene ai propri
lingua gaelica, dove clann designa “colori” quanto gli appartenenti ad
la stirpe e la tribù degli Highlanders, un Clan scozzese. Questa parola ha
i “montanari scozzesi” integrati dagli le sue origini nel tedesco der Fetzen
inglesi nella metà del Settecento. = piccola stoffa o frammento. Tro-
Indossavano il kilt, “gonnellino” col viamo: Halstuch, scarf; neckerchief, le
tipico tartan, cioè gli irripetibili co- foulard, fazzolettone, lenço, pañoleta
lori del clan, e premettevano al co- e das, che a loro volta sono fissati dal
gnome patronimico il prefisso Mac nodo-fermafazzolettone: Halstuchk-
che significa “figlio di”. Presso gli noten, scarf-ring; woggle, la bague de
scouts è diventato famoso il nome foulard, anel de lenço, nudo, dasring.
del McLaren che donò il terreno di Il termine italiano ha radici nell’an-
Gilwell Park, località nei sobborghi di tico fazzuolo, dal latino medievale
Londra. Tale parco è diventato sede fazollus. È utilissimo per togliere
di campi scuola prestigiosi, un tem- pentole dal fuoco, scolare la pasta,
po gli unici che davano il diritto alla giocare a scalpo, far segnalazioni e
woodbadge (D) (GB) (I) (NL), badge de bloccare un arto ferito.
bois (F), insígnia da madeira (P), insi- Parlando ancora di Scozzesi, risul-
gnia de madera (E). Questo termine ta interessante ricordare lo Slogan
significa letteralmente “distintivo di che era in origine il grido collettivo
legno” e designa l’insieme delle in- in lingua gaelica sluagh-gairm - folla
segne di Capo internazionalmente e grido. Ogni Clan scozzese ne pos-
riconosciuto dal Movimento scout, sedeva uno particolare, che i com-
cioè del capo brevettato (I), Woodba- battenti in coro lanciavano al cielo,
dge-Träger (D), Gilwell-scouter (GB), le impegnandosi a fare del proprio
chef breveté (F), portador da insígnia meglio in favore della propria tribù,
da madeira (E), scouter-Gilwell (NL). al momento di affrontare il nemico.
Essi indossano il fazzoletto color tor- Non vi vengono in mente gli urli di
tora col tartan dei McLaren, il nodo a Squadriglia? Al principio dei XVIII se-
testa di turco e il laccio di cuoio con colo questa parola perse la sua aurea
i tizzoni, in ricordo dei legnetti che guerriera, acquistando il valore cor-
adornavano, quale simbolo di auto- rente di motto. Eccoli nelle principali
rità, il re Dinizulu che nel 1888 com- lingue europee: Wahlspruch: Allzeit
batté contro B.-P. bereit (D), motto: be prepared (GB), la
Pensando al tartan degli scozzesi, devise: toujours prêt (F), motto: esto-
viene spontaneo ricordarsi del se- te parati (I), divisa: sempre alerta (P),
gno della Promessa: il fazzolettone, lema: siempre listos (E), motto: weest
espressione affettuosa per indicare bereid (NL).

48 Lo scautismo
in ventidue parole
Il bello è che l’inglese, al pari del te- motto-kisses sono i dolcetti avvolti in
desco, fa uso, per lo stesso scopo, carta che riporta stampate massime
di un italianismo: proprio la parola e frasi celebri, del tutto simili ai nostri
“motto”, derivata dal basso-latino cioccolatini di Perugia.
muttum = “borbottio”. In Inghilterra

Lo scautismo 49
in ventidue parole
S
18.) S come Sentiero

Il sentiero: ecco finalmente una del nostro sforzo, sarà veramente no-
strada fatta su misura dell’uomo, e stra e ci darà la stupenda sensazione
non della macchina! Una strada tutta d’aver arricchito la nostra vita di una
nostra, che riconduce la nostra vita al conquista!
suo ritmo naturale. Una strada dove Il sentiero che sale verso la vetta è im-
finalmente possiamo sentirci cammi- magine della nostra vita… Va affron-
nare! tato con calma, senza affanno. Non
Non priviamoci della gioia del sentie- lasciamoci prendere sul sentiero dal-
ro. La gioia del piccolo passaggio che lo spirito agonistico. Il vanto di poter
s’inerpica sul fianco del monte, che si dire: “Sono arrivato in vetta prima de-
nasconde nel folto degli abeti, che a gli altri”, non vale la ricchezza che ab-
volte s’imbizzarrisce e parte diritto biamo perduto; ricchezza che la mon-
su verso l’alto e poi, stanco, quasi per tagna ci avrebbe offerto se l’avessimo
prendere fiato, ridiventa pianeggiante affrontata con calma. Non ci sarebbe-
snodandosi come un ricamo nel ver- ro sfuggiti allora i particolari stupendi
de manto vellutato dei prati, per poi dei suoi paesaggi, sempre nuovi... la
inerpicarsi di nuovo su per i ghiaioni e voce dei suoi silenzi... la bellezza dei
morire lentamente ai piedi delle gran- suoi fiori...
di pareti rocciose dei nevai eterni. Il Un passo dopo l’altro, senza affanno,
progresso, è vero, ha soggiogato con lungo il sentiero che sale. Passi ca-
le sue macchine molte cime impervie denzati, lenti, sincronizzati col respiro.
e solitarie, profanandole e rendendo Ogni volta che nella nostra esuberan-
popolosi i loro incantati deserti. Ma za giovanile cerchiamo di superare le
noi non lasciamoci tentare…, pren- difficoltà del sentiero accelerando il
diamo il sentiero! passo, ripetiamoci come un ritornello
Non priviamoci della gioia del sentie- questa sua massima: “Non tentiamo
ro! Il campo mobile è un’esperienza di divorare la montagna, altrimen-
da guadagnare con fatica, da conqui- ti sarà la montagna che divora noi!”.
stare passo per passo. Allora e allora Un passo dopo l’altro, senza affanno,
soltanto quella montagna, quella vet- mantenendo al nostro cuore il suo
ta, sia pur modesta, creata col sapore ritmo normale. Non sovrapponiamo

50 Lo scautismo
in ventidue parole
sul passo che stiamo facendo la stan- dell’AGESCI, gli R/S intendono con la
chezza e l’affanno dei passi che do- parola Route l’esperienza di campo
vremo fare. mobile. Utilizzano un termine fran-
Così come nella vita: un giorno dopo cese, che significa via, strada, ròtta,
l’altro, senza accumulare sulla giorna- itinerario e si sorprenderebbero nello
ta che stiamo vivendo l’affanno e la scoprire che deriva dal latino rupta
stanchezza dei giorni che verranno. (via), o meglio dal verbo dirumpere =
Ognuno è in grado di reggere il pro- scavare, fare a pezzi terreno e bosca-
prio peso, per grave che sia, fino al glia per tracciare e quindi costruire un
calare della notte. percorso. Questo termine dunque, si-
Ogni nostro passo sarà allora ricco gnifica farsi strada, anche là dove non
di tutta la ricchezza e la gioia che la c’è… tant’è che nei dialetti alpini viene
montagna sa donare: così come ogni ancora conservato il termine rupta nel
nostro istante, se vissuto intensamen- senso di via aperta o passaggio nella
te senza le preoccupazioni del futuro, neve. Non per niente B.-P. ci ripete che
s’arricchirà di tutta la ricchezza, e la “se hai la volontà di arrivare in un cer-
gioia che Dio continuamente dona to posto, ci arriverai, quali che siano
alla nostra vita. gli ostacoli sul nostro cammino”.
Viviamo intensamente il nostro Il metodo propone sia ai Rovers che
presente. Solo così noi non riman- alle Scolte di fare “Strada”, che in in-
deremo il momento di vivere, ma glese è Street, in tedesco è die Straße
finalmente incominceremo a vivere. (pronuncia strasse), in olandese è
Con ogni tempo, ad ogni ora del gior- straat; tutte parole che derivano dal
no e della notte possiamo sforzarci latino via strata = via lastricata, cioè
d’abbellire il momento che passa e ricoperta da lastre di pietra. L’impor-
di segnarlo con una tacca sul nostro tante è che la Strada “entri dai piedi”
alpine-stock: di tenerci al punto d’in- e diventi uno stile di vita, con una spi-
contro di due eternità, il passato e il ritualità capace d’improntare di sé la
futuro, che è esattamente il momento vita.
presente. Per evidenziare, anche in senso fisico,
Lungo il sentiero, mentre lenta- questa importante attività, gli Scouts
mente andiamo, passo per passo, ver- diciottenni nei paesi di lingua spa-
so la vetta, ripetiamo alla nostra anima gnola sono chiamati Caminadores e
questa stupenda massima di Gesù, in Portogallo Caminheiros, termini
che ci invita a vivere serenamente che derivano dal latino barbarico. Il
giorno per giorno la nostra vita: “Non sommo poeta Dante usa la parola
affannatevi dunque per il domani... A cammino nel significato di procedere
ciascun giorno basta la sua pena”. e arcinoto è il suo incipit: “Nel mezzo
Nei Fuochi dell’AGI, come nei Clan del cammin di nostra vita... “. Con altro

Lo scautismo 51
in ventidue parole
modo questo concetto viene ribadito pista.
in Belgio e in Francia e, a seconda del- Infatti, in Germania, gli esploratori
le associazioni scout, troviamo sia les della branca intermedia sono chia-
jeunes en route = giovani per strada, mati die Pfadfinder, cioè coloro che
sia anche les jeunes en marche = gio- cercano e trovano i sentieri, derivan-
vani in marcia, elementi espliciti per do dal verbo finden = trovare. Dal sas-
la principale attività della terza bran- sone Paeth si ricavano il tedesco Pfad
ca. Tutte queste terminologie implica- e l’inglese path che hanno appunto la
no l’esortazione a camminare contro radice nel greco (patos) = strada, una
corrente, ispirandosi ai valori morali via fuori mano battuta e resa dura dal
essenziali. passaggio dei piedi, da cui patéin =
Ritornando al nostro termine iniziale, calpestare con i piedi, camminare.
route, abbiamo il derivato Routier che, Corrisponde alla nostra “pista” che,
nella Federazione degli Esploratori per noi, è diventata l’insieme delle
Svizzeri e di quelli Belgi, indica il com- esperienze-attività che formano il
ponente della terza Branca, cioè colui programma di Branco. Per questo di-
che utilizza, pratica, consuma, adope- ventano importanti i Wegzeichen (D),
ra e divora strada. Ma nel linguaggio conventional signs (GB), les signes de
corrente significa anche il ciclista asso piste (F), segni di pista (I), sinais con-
della strada, in contrapposizione a vencionais (P), signos de pista (E).
pistard, cioè al pistaiolo che corre su

52 Lo scautismo
in ventidue parole
T
19.) T come Totem

Diversamente dalla rosa del “no- pacifica, di azione non violenta, gan-
minalista” Umberto Eco, che nudo dhiano-cristiana, della prole giovani-
nomine stat (si riduce cioè a mero le di tutto il mondo, unita, riscattata
nome, a puro flatus vocis), lo scout, dal suo fondatore da una sudditanza
con la sua rosa di nomi, il gergo di domestica inveterata, propria della
cui è ammantato, la sua ideografia (il famiglia borghese puritana, amante
linguaggio figurato di cui è cosparso dell’ordine e non dell’avventura. L’or-
il suo cammino di ...Pollicino e sen- dine e l’avventura dal cui “contrasto”
tinella della notte qual è la nostra viene invece “la bellissima armonia”
mobile scolta: il nostro osservatore- (per dirla con il filosofo presocra-
esploratore): lo scout è pienamente tico Eraclito) dello scautismo, del
installato nella realtà, suo habitat na- suo spirito cavalleresco, che segna
turale e abito morale insieme. Non l’immissione dei “cadetti” di quel-
un flatus vocis, lo scout-scolta-auscul- la famiglia chiusa in una più vasta,
tatore (dei battiti della stessa realtà aperta al mondo inteso come casa
armonizzati con quelli del suo cuore), del Padre, fatto a misura di ogni sin-
ma un grido unanime all’unisono col gola creatura, grande sublime mo-
mondo. Un grido -che è anche (sì) un nastero-cenobio francescano (il San
lamento- di gioia: un giubilo. Francesco, uno dei grandi Patroni
Il suono cioè, -e nome- di caccia: di degli scout). Il mondo inteso anche,
quel corno che è l’ebraico jobel, che foscolianamente, come “questa bella
circoscrive lo spazio di quella escla- d’erbe famiglia e d’animali”. Piante e
mazione o esplorazione (esclamare animali con cui lo scout intrattiene
ed esplorare sono termini contigui, un rapporto sinergico ed empatico,
come i verbi latini da cui derivano: che lo riporta ad uno stato insieme
clamare e plorare) che annuncia la edenico e totemico. Lo scautismo,
fine di una schiavitù, l’inizio di una oltre che una filosofia di vita e una
festa, di un giubileo. Come quello pedagogia esistenziale, di spirito lai-
veramente peculiare del 2007: il cen- co religioso, è infatti un’antropologia
tenario della nascita dello scautismo, culturale, frutto del sapere eclettico
questo movimento di liberazione e sincretico del suo fondatore, ca-

Lo scautismo 53
in ventidue parole
pace di innestare nella sua rigoglio- postulano l’esistenza, violano il prin-
sa ed ingegnosa “pianta”, “il ramo cipio di contraddizione, e che perciò
d’oro” di quella nuova scienza ger- si oppongono a quelli stabiliti dalle
mogliata nel mondo anglosassone spiegazioni scientifiche. Asserire che
e fiorente nell’Europa tra la seconda un uomo è un canguro, che il sole è
metà dell’Ottocento e i primi decen- un uccello non è identificarli l’uno
ni del Novecento: un arco di tempo con l’altro? Ma noi non pensiamo
coincidente con quello della vita di diversamente quando diciamo che il
Baden-Powell. Dallo scozzese J. F. calore è un movimento, che la luce è
McLennan, il primo a formulare una una vibrazione dell’etere, e così via...”.
vera e propria teoria del totemismo Certo, consapevole, da buon cri-
(teoria imperniata sulla parola totem, stiano, il fondatore dello scautismo,
termine significante il prender nome della discontinuità o “rottura episte-
di animali e piante per il proprio clan mologica” di questa nuova cultura
o tribù), a un altro scozzese, G. Fra- antropologica. In anticipo e sintonia
zer, l’autore del celeberrimo Ramo con quanto affermato dal grande an-
d’oro (e, nella fattispecie, di Totemi- tropologo o etologo francese Claude
smo e esogamia), compreso il grande Lévi Strauss nel suo Totemismo oggi,
sociologo francese Emile Durkheim del 1962 (che B.-P. non poteva dun-
che, partendo dallo studio della que conoscere) che “Il totemismo è
religione primitiva australiana (Le innanzitutto la proiezione fuori del
forme elementari della vita religiosa: nostro universo, e come per un esor-
il sistema totemico australiano), co- cismo, d’atteggiamenti incompatibi-
struisce una teoria della conoscenza li con l’esigenza d’una discontinuità
che prelude alla “sociologia della co- fra l’uomo e la natura, che il pensiero
noscenza”. Una sociologia presente cristiano considerava essenziale”. Per
anche, in forma implicita ed intuiti- cui “per mantenere nella loro inte-
va, in Baden-Powell, uomo dotato di grità e nello stesso tempo fondare i
una indubbia “immaginazione socio- modi di pensare dell’uomo normale,
logica”, consapevole della continuità bianco e adulto, niente di più como-
fra “la logica del vivente” dei primitivi do che raccogliere fuori di lui costu-
e quella più razionale, meno simbo- mi e credenze …attorno ai quali si
lica, dei civilizzati. Come afferma lo sarebbero cristallizzate, come massa
studioso francese: “La nostra logica inerte, idee destinate a essere meno
è nata da questa logica... Oggi come inoffensive se si fosse reso necessa-
allora, spiegare vuol dire mostrare rio riconoscere la loro presenza e la
come una cosa partecipa di una o di loro attività in tutte le civiltà, com-
diverse altre. Si è detto che i rapporti presa la nostra”. Ma intanto il nostro
di partecipazione di cui le mitologie fondatore con questo accorgimento

54 Lo scautismo
in ventidue parole
strategico avrebbe steso una bella civiltà”, della nevrosi dell’individuo
rete di protezione per i suoi ...lupetti nel quadro di una società (quella
e altri animali totemici del suo mo- industriale) e di una città (ormai me-
vimento giovanile, preservandoli dal tropoli) non più a misura d’uomo. Il
sentire il richiamo della foresta” (spe- protagonista è un giovane che soffre
cie quella teutonica) udito da un’al- di quella “malattia del secolo” che
tra gioventù in balìa dei “miti del no- è l’estraneità, la quale si potrebbe
stro tempo” capaci di suscitare istinti chiamare, con Simone Weil (la gran-
belluini senza il contenimento della de pensatrice ebrea cristiana france-
ragione e l’ausilio della logica sim- se), “sradicamento”. Un sentimento
bolica che presiede il campo scout, che nel nostro giovane (un danese,
reale e semantico. “Superiorità del- della stesso Paese dunque di Am-
la “civiltà” anglosassone coloniale- leto, che è la maschera del grande
commonwealthiana, col suo univer- poeta praghese, il suo alter ego) si
salismo umanistico, da cui proviene esprime col suo contrario: il senso
il generale Baden-Powell, sulla “cul- di una partecipazione esorbitante,
tura” barbarica germanica imperiali- smisurata, che potremmo chiamare
stica, col suo feroce particolarismo, empatia (come l’avrebbe chiamata
che ha prodotto il caporale Hitler, Edith Stein di lì a poco, in una sua
“il grande dittatore”, il più esiziale e ricerca filosofica quale assistente del
funesto di quanti hanno calcato la più grande filosofo del Novecento,
scena della storia umana. Edmund Husserl). Una partecipa-
zione empatica alla sofferenza degli
Nello stesso periodo (il primo esseri, propria dei santi (e dei poeti).
decennio del Novecento, così im- A Parigi, dove si svolge l’azione nella
portante nella storia della nostra prima parte del “romanzo”, osservan-
cultura) in cui nasceva il Movimento do un giorno un cane, il giovane si fa
Scout, aveva la sua gestazione il libro cane, faticando ad uscire da quella
di un autore che sarebbe diventato “parte” o “maschera nuda”. A Roma,
uno dei maggiori poeti del secolo, poi, si riconosce in un piccolo, sgra-
tra i più rappresentativi della moder- ziato anemone, visto in un giardino,
nità: Rainer Maria Rilke. che “si è talmente aperto durante il
Un libro -I quaderni di Malte Lau- giorno ad accogliere l’aria e la luce,
rids Brigge- in cui trova espressione che non riesce più a chiudere i petali
compiuta un tema destinato ad es- e rimane così indifeso dinanzi alla va-
sere ricorrente -e oggi diventato or- stità della notte”. Come scrive, in un
mai luogo comune- nel panorama bellissimo saggio rilkiano, Biografia
della cultura novecentesca: il tema di uno sguardo, la scrittrice milanese
dell’alienazione e del “disagio della Paola Capriolo, che ci ricorda come il

Lo scautismo 55
in ventidue parole
suo prediletto poeta abbia cercato re, che da lui mutuò immagini e idee
per tutta la vita di mutarsi in rosa-im- per il suo Movimento), verso la fine
possibile metamorfosi divina. Il mi- della sua vita dedicò una speciale
racolo della rosa che “può contenere attenzione. Facendolo protagonista
in sé tutto... e insieme non contenere di due suoi racconti e di una poesia,
altro che se stessa, perché il fuori si nella quale ci mostra il Santo che
è mutato in dentro e l’universo ora è verso la fine della sua corsa, in attesa
una manciata d’interiorità racchiusa della sua “corona di gloria” conqui-
nel lieve, fermo abbraccio dei suoi stata nella “buona battaglia” della
petali”. “Rosa, oh pura contraddizio- sua vita, si rivolge al suo Signore pre-
ne, piacere / d’essere il sonno di nes- gandolo che, varcata la soglia terre-
suno sotto tante/palpebre”, come na ed entrato nel regno celeste gli
suona l’epigrafe dettata dallo stesso sia restituito il suo “io” profuso per gli
poeta per la sua tomba. Una rosa altri e investito come un talento; “re-
agli antipodi di quella di Eco, senza store me myself again”! Lui da Saulo
nome, che li contiene tutti (come il sulla via di Damasco fatto diventare
bianco contiene tutti i colori). Una Paolo, cioè piccolo per fare apparire
rosa mistica come quella celeste pa- grande l’Unico depositario del Nome
radisiaca dantesca che riunisce so- che è anche il deposito della nostra
stanzialmente tutti i beati apparen- fede. Nel cui “sancta sanctorum” dob-
temente distribuiti nell’arco dei vari biamo deporre come ex voti i nostri
cieli. I beati e santi come San Paolo, nomi, rimanendo senza nome, ”cri-
uno dei tre santi patroni e protettori stiani anonimi”, per dirla con il gran-
degli scout, il più “totemico” di essi, de teologo Karl Rahner. Come scrive
l’apostolo delle genti fattosi “tutto una nostra brava poetessa contem-
per tutti”, nella sua santa sublime poranea, Silvia Bre, in una sua recen-
alienazione. A cui non a caso il gran- te bella poesia, Un salmo: “Il nome è
de scrittore inglese, l’autore dei due troppo/bisogna farne senza /alzarsi
Libri della giungla e di Kim (i primi con il vento che s’alza/e fare perfetto
libri in una ideale biblioteca scout), il vuoto della danza...”.
Rudyard Kipling (amico del Fondato-

56 Lo scautismo
in ventidue parole
U
20.) U come Uscita

Nella terminologia che usiamo può far a meno di pensare al football


regolarmente durante le attività americano e alla sua famosa squadra
educative, diamo per scontato il di Los Angeles.
senso delle parole, ma risulta inte- Un essenziale momento educativo
ressante risalire all’origine di questi è l’uscita, individuale o in coppia, di
termini, per scoprirne il significato esploratori oppure di Scolte e Ro-
più profondo in tutto il loro spessore ver, quale occasione di scoperta e di
ed articolazione evocativa. avventura. Viene chiamato Hike e ri-
Chi andrà al Jamboree si espri- guarda il camminare con zaino sulle
merà parlando di: Haik (D), exploring; spalle per un sentiero poco segnato
hike (GB), l’explo[ration] (F), escursio- e impervio. Deriva dal verbo inglese
ne; hike (I), caminhada; excursao (P), to hake che significa girare di posto
exploración; excursión (E), hike; trek- in posto, viaggiando a piedi.
tocht (NL). Mentre la nostra “Uscita” Due parole sul Challenge - la sfida,
di un giorno ha origine dal participio l’invito alla competizione, che è una
passato del verbo uscire, che ha le ra- attività per la terza Branca, incentra-
dici nel latino ex = fuori e ire = anda- ta su attività fisiche e tecniche. È la
re. In caso di pernottamento, usiamo gara dove gli sfidanti contendono e
l’inglesismo che indica i giorni del reclamano per sé il premio rimesso
sabato e della domenica destinati in palio. Una prestigiosa coppa o un
allo svago e al riposo: fine settimana, vistoso trofeo rimangono un anno
traduzione letterale dell’ormai con- presso il Clan vincitore, il quale lo re-
sueto weekend. Per noi, se l’uscita è stituisce per la successiva sfida, dopo
un po’ avventurosa, diventa raid in avere inciso il proprio nominativo e
cui si affrontano particolari difficoltà, il relativo anno nella targhetta. Sin-
in bicicletta, in canoa, ecc. Significa golare è l’etimologia di questo voca-
incursione e scorreria con mezzi ve- bolo, arrivato in Gran Bretagna attra-
loci, infatti proviene dal verbo to ride verso il francese Challenge, dal latino
- cavalcare, e successivamente è pas- Calumnia = calunnia, nel senso di re-
sato a significare la veloce trasvolata. clamo e di contesa. “Challenge” era,
Adesso parlando di Raiders non si nel 1700, proprio la difesa che un pri-

Lo scautismo 57
in ventidue parole
gioniero faceva di sé stesso davanti contenente il corredo personale e
alla legge, stando dietro le sbarre. portato dietro le spalle dai soldati.
Una “sfida” con se stessi, i propri Fare lo zaino, cioè riempirlo di tutto
limiti e le proprie paure, prove con- il necessario per il campo mobile, è
crete che poi ci indicheranno mete un’arte che si impara a proprie spese,
ideali, spirituali, come acquisire una perché, inevitabilmente, si scoprono
mentalità nuova e sapere dove si quante cose inutili ci si porta appres-
vuole arrivare. so e quanti oggetti pesanti si posso-
Rimanendo sui termini legati al- no evitare. La vita “rude” del Rover
l’uscita, non possono mancare due porta alla gioia dell’esperienza della
righe sulla Tenda, che in spagnolo è strada, solo quando si è liberata di
tienda, in francese tente, in inglese tanti ingombranti “idoli”.
tent, in tedesco die Zelt, in portoghe- In Branca R/S si parla in modo equi-
se tenda, in olandese tent, essa deriva valente di “campo mobile”, usando il
dal verbo latino tendo per significare termine già usato in ASCI. Infatti in
l’azione di stirare, allargare e disten- latino movére significa appunto le-
dere la tela tra i pali ed i picchetti. vare da un luogo e porre in un altro,
Importante è la “festa delle tende o così come facciamo con le tendine
delle capanne”, che verso la fine di che, dopo una giornata di cammino,
settembre viene celebrata, per set- vengono ripiantate in altri prati o
te giorni, dagli Ebrei praticanti. Essi meglio in un nuovo campus, cioè in
fanno del proprio meglio per dimo- un altro luogo aperto.
rare in tende o in capanne di frasche, Gli antichi romani usavano tali spazi
erette ovunque sia possibile, negli per le esercitazioni militari che svol-
orti e nelle terrazze. In questo modo gevano appunto nel Campo Marzio.
ricordano concretamente le tende Con tale significato il tedesco usa ora
usate durante l’Esodo, dall’Egitto der Kampf per intendere un combat-
verso la terra di Canaan, dalla terra di timento o un progetto impegnativo
schiavitù alla terra di libertà. da realizzare.
Ma per noi, lo strumento di lavoro Prolifica risulta la parola greca poùs
per eccellenza è lo Zaino: Der Ruck- - podòs = piede, dal verbo (paio) =
sack (D), rucksack (GB), le sac à dos percuoto, urto, da cui abbiamo pe-
(F), mochila (P) (E), rugzak (NL). Que- done, pioniere, pedante, impedire.
sto termine, proveniente dal longo- Nella associazione francese i Pion-
bardo zainà = cesto, in origine era nier sono gli scout di 14-17 anni, nei
la borsa o il sacco di pelle di capra paesi di lingua spagnola troviamo i
o di montone, con la parte villosa pioneros e in Brasile i pioneiros. In
all’esterno, che portavano i pastori. Russia, durante il regime sovietico i
In tela è diventato l’arnese simile, pioner erano, invece, giovani legati al

58 Lo scautismo
in ventidue parole
partito. Questo termine significa l’an- cola; il bastone rover (I), forquilha (P),
tesignano, cioè colui che va innanzi orquilla rover (E), rowan stok (NL).
a tutti nel progresso per preparare il Ha preso questo nome il veicolo a
cammino ad altri e liberare la strada quattro ruote, a propulsione elettrica,
da possibili ostacoli. Non a caso è usato dagli astronauti dell’Apollo 16
stato scelto questo nome per il mis- (Aprile 1972) per l’esplorazione della
sile Pioneer 10 che ci ha trasmesso le superficie lunare, alla ricerca di cam-
fotografie di Giove, di Saturno e di pioni di roccia. Purtroppo il termine
Urano ed ora, lasciato il sistema so- rover si è consolidato nel significato
lare, è lanciato alla velocità di 48000 di “andare alla ricerca di bottino” e di
chilometri all’ora verso la stella rossa, “essere pirata”; per questo nell’As-
Aldebaran. che raggiungerà tra due sociazione britannica non viene più
milioni di anni. usato. È stato sostituito dalla parola
Il termine Rover = giramondo, giro- venture. Se infatti provate a chiede-
vago, uomo in movimento: è il gio- re in Gran Bretagna in una rivendita
vane che fa parte di un Clan e che, scout il libro di B.-P.: “Rovering to suc-
camminando, vive la sua esperienza cess”, vi guarderanno molto male! È
di crescita globale. Diverse associa- in questo senso che l’omonima casa
zioni scout come quelle austriache, automobilistica usava come marchio
danesi, tedesche, norvegesi, olan- la bellicosa nave vichinga.
desi, portoghesi, spagnole, ecc. , Lo scout francese di 12-14 anni è
utilizzano questo termine. Questa un Ranger. In origine tale termi-
parola deriva dal verbo to rove = er- ne significava colui che si sposta in
rare, vagare, vagabondare, andare ampi spazi e successivamente anche
alla ventura, che ha origine dal bas- “guardia forestale” o elemento di un
so germanico Roven e trova rispon- corpo a cavallo che pattuglia vaste
denza anche nel danese rove e nello regioni. Deriva dal francese rang, che
svedese rofva. In conclusione il: Ro- significa fila, serie e, quindi, area di
ver (D), Venture Scout (GB), le routier esercitazione, spazio per escursio-
(F), rover (I), pioneiro (P), rover-scout ni, oppure estensione del territorio
(E), rowan (m); sherpa (f ) (NL), prati- dove si sviluppano piante o animali
ca rispettivamente il: Roverstufe (D), allo stato naturale. Analogamente il
venture scouting (GB), la route (F), il verbo ranger significa schierare si-
roverismo (I), pioneirismo (P), roveri- stematicamente, spiegare, ma anche
smo (E), rowan speltak; sherpa spel- (e)stendersi, errare in aperti spazi,
tak (NL) ed usano il: Roverstock (D), percorrere vagando in libertà.
thumb-stick (GB), la forche (F), la for-

Lo scautismo 59
in ventidue parole
V
21.) V come Veglia

Rara è divenuta nelle attività quel silenzio ha la sua voce:


scout l’esperienza della Veglia alle sarà la ninna nanna che ci canta il
stelle, con lo star desti, vigilanti nel torrente, che scende verso la valle,
custodire silenziosi i propri pensieri e sarà la musica delle cascate che ci
sentimenti, nel trascorrere una parte portano la voce delle nevi eterne che
della notte davanti a un piccolo fuo- si sciolgono al sole (tutti gli accordi
co, facendo la guardia ai nostri sensi, sono nelle cascate!), sarà il canto de-
protèsi nel controllare la lingua, al gli uccelli nelle infinite tonalità, sarà
fine di dare spazio sempre maggiore la voce del vento che s’infrange con-
alle orecchie. tro le rocce o che ci suona un dolcis-
Seduti, in una posizione comoda, simo adagio cantabile fra gli abeti...
cominciamo con l’osservare le stelle, La voce del vento che Gesù, parlan-
poi facciamo silenzio intorno a noi, do con Nicodemo, ha paragonato
per poter udir cantare la nostra ani- allo Spirito: “Non ti meravigliare se ti
ma. C’è un Maestro che non s’ascol- ho detto: dovete rinascere dall’alto.
ta: il silenzio! Ascoltare il silenzio è Il vento soffia dove vuole e ne senti
mettersi all’ascolto di Dio. la voce, ma non sai di dove viene e
La vita intera, oggi, è malata. Quando dove va: così è di chiunque è nato
i pazienti chiedono consiglio al me- dallo Spirito” (Gv 3, 7-8).
dico potrebbero sentirsi rispondere: Lungo il sentiero ascoltiamo la voce
“Crea il silenzio! Così soltanto si può del silenzio; non la sciupiamo con
udire la parola giusta per la nostra inutili conversazioni, essa è troppo
vita”. È pericoloso vivere in un mon- preziosa per poterla perdere, troppo
do in cui “non puoi sentirti pensare”. necessaria in questa nostra epoca
Il silenzio: ecco uno dei doni inesti- bruciata dal rumore! Questa dolcis-
mabili che il campo ci offre! sima melodia del silenzio ci risanerà
Ma anche in cammino, lungo il sen- il corpo e lo spirito. Vibrante all’uni-
tiero che ci porta sulla vetta, ogni sono, s’unirà ad essa il canto della
tanto fermiamoci e porgiamo tutta nostra anima, e dall’alto sentiremo
la nostra attenzione al silenzio che ci scendere su di noi, misteriosa ed on-
circonda. Ci accorgeremo allora che nipotente, la voce di Dio.

60 Lo scautismo
in ventidue parole
Questa attitudine ad avere l’orec- nome dell’esperienza e della cono-
chio attento è già marcata nel nome scenza della legge (Pr 1, 8); “Ascolta,
che ci contraddistingue: Scout. Cer- Israele = Shemà Israel!”, ripete ogni
to, lo scout è la persona mandata giorno l’ebreo osservante per com-
avanti ad investigare, in modo da penetrarsi della volontà di Dio (Dt 6,
riportare indietro il frutto delle sue 4; Mc 12, 29): “Ascoltate - riprende a
osservazioni, ma come termine indi- sua volta Gesù stesso - la parola di
ca essenzialmente chi sta con l’orec- Dio. “ (Mc 4, 3. 9). Ora, ascoltare la pa-
chio teso. Le sue radici risiedono nel rola di Dio significa accoglierla, non
latino auscultare = ascoltare, per cui, soltanto prestarle attento orecchio,
nella realtà più profonda, lo scout ma aprirle il proprio cuore e lasciare
è colui che, con attenzione, porge che il Signore dia i modi di metter-
l’orecchio, ne ricava un messaggio e la in pratica. Questo atteggiamento
lo interiorizza. di ascolto vigilante si esplicita nella
Quindi a Londra e a Washington, ma Veglia pasquale: la solenne celebra-
anche a Roma e ad Amsterdam tro- zione della Risurrezione del Signore.
viamo il nostro fratello Scout, (pro- La viviamo come la celebrazione più
nuncia Skaut) e così a Parigi le scout; importante della liturgia, perché in
(pronuncia Scut), poi a Lisbona l’esco- essa si celebra la vittoria sul peccato
teiro, mentre a Madrid l’escoteros… e sulla morte. È anche la più ricca e
tutti fratelli dall’orecchi teso, che lunga liturgia di tutto l’anno, ed é ar-
fanno scouting, scoutisme, scoutismo ticolata in modo da essere la “Madre
- scautismo, skoltismo, escotismo ed di tutte le veglie”, la celebrazione dal-
escultismo. la quale nascono tutte le altre.
Si “ascolta” ciò per cui si prova in- Inoltre dal verbo ascoltare deriva il
teresse; al contrario si “odono” i suoni sostantivo femminile “ascoltazione”,
dell’ambiente circostante, senza che dal quale, dal XIV secolo, si ricavò
vi si ponga attenzione. Quando sia- in Francia escolte e in Italia Scolta.
mo vigilanti, tendiamo l’orecchio al Quest’ultima è la sentinella che por-
cinguettio degli uccelli del bosco; se ge l’orecchio vigilando sugli spal-
ci troviamo invece in un allevamen- ti medievali e ora, com’è noto, è la
to, a lungo andare, i loro versi ven- giovane componente del Fuoco, che
gono uditi dalle nostre orecchie, ma quindi sa ascoltare i segnali prove-
non percepiti dall’intelletto. nienti dal proprio ambiente in modo
Per il cristiano questa azione di da farli diventare elementi di crescita
ascolto è alimento per la vita di fede. personale. Qualora abbia firmato la
Infatti: “Ascoltate!” grida il profeta Carta di Fuoco, entra a far parte del-
con l’autorità di Dio (Am 3, 1; Ger 7, l’equipe di Scolte Viandanti, impe-
2); “Ascoltate!” ripete il sapiente in gnandosi maggiormente nel proprio

Lo scautismo 61
in ventidue parole
cammino educativo ed evidenzian- glia, ascoltando.
do, con questo termine, non solo la Da non dimenticare che il vo-
metafora, ma anche la dinamicità cabolo Scolta, che ora, per quanto
del ruolo di chi, in concreto, percorre detto, non appare più esotico, è sta-
a piedi vie fuori di città, in modo da to l’antenato italiano di Scout, per
raggiungere luoghi lontani. In Porto- cui questo dovette essere usato tra
gallo troviamo le escoteiras, ma non il 1926 e il 1928, sotto la pressione
ci sorprenderà, quindi scoprire che, fascista, come termine nostrano per
nell’associazione spagnola, lo scout designare gli Scouts (maschi). Infat-
(maschio) di 14-16 anni è chiamato ti l’allora rivista periodica dell’ASCI
esculta. D’altra parte tuttora come “Lo Scout Italiano” dovette cambiare
termine nautico, la scolta è la senti- titolo in “La Scolta Italiana” su consi-
nella non armata che dall’alto sorve- glio dello stesso Pontefice Pio XI.

62 Lo scautismo
in ventidue parole
Z
22.) Z come Zampa tenera

La vera casa dell’uomo non è una duncoli, pronti e preparati, grazie al


casa, ma la strada e la vita stessa parto... podalico propiziato dal tocco
è un viaggio da fare a piedi. magico del bastone rituale accom-
Bruce Chatwin pagnato dalla formula o sortilegio di
parole che trasforma il baco in farfal-
Zampa tenera è un bell’ossimoro. la-scout: pronti e preparati a volteg-
Unisce la pesantezza e la solidità di giare nello spazio libero ed infinito
ciò che è fatto per poggiare a terra, del mondo, spazio dell’anima (nel
ben piantato sul terreno, e la legge- greco antico farfalla si dice psiche),
rezza di ciò che è teso oltre, pronto cioè di un cammino per giungere
allo scatto (allo...scout!) come corda sulla soglia dei suoi confini.
di un arco o tendine. Il mondo come “Paese della tene-
Un “tendere” che è metamorfosi rezza”, per usare la poetica definizio-
continua, passaggio graduale mercè ne coniata in un romanzo secentesco
l’educazione (questo “uscir fuori”- francese da Madame de Scudéry, per
educere- che è anche un esplorare, illustrare il quale la fantasiosa scrittri-
proprio di quell’homo viator che è ce pubblicò (nel 1654) una mappa,
l’uomo, “l’anoressico dello spazio” “La carte du Pays de tendre”, dentro la
come lo chiama uno psicologo con- quale si possono attraversare ideal-
temporaneo) dalla natura allo spirito mente città e villaggi segnati da
con ritorno ad essa (secondo la defi- nomi come generosità amicizia co-
nizione di cultura del filosofo cristia- stante bontà avventura in terre inco-
no Soren Kierkegaard). gnite che disegnano un universo di
Nella nostra fattispecie, scout è valori antesignano di quello che for-
un farsi delle zampe-piedi educativi! ma il mondo degli scout. Un Paese
All’ultimo Fuoco di Campo eccolo della tenerezza (delle meraviglie che
pronta la nostra Zampa Tenera at- essa costituisce, contenute in nuce
tendere che il Capo Campo procla- in essa), da cui si torna “ricchi di ciò
mi anche per lui: “Con questo colpo che si è guadagnato in via” (per dirla
di duro bastone, di zampa tenera ti col verso di “Itaca” del grande poeta
tolgo il nome”… Piedi leggeri, pe- greco moderno, l’alessandrino Kava-

Lo scautismo 63
in ventidue parole
fis), dopo essere usciti dalla propria succitata può essere presa e usata
terra (dal proprio io) sul solco e imi- come leit-motiv dallo scout per il suo
tazione di quel “padre di una miriade cammino educativo, assieme, simbo-
di popolazioni” (Abramo) entro cui si licamente, alle scarpette d’argento
situa il popolo nomade e nobile (per per tornare a casa. Scarpette che mi
i suoi ideali cavallereschi) degli scout fanno ricordare a questo punto, per
alla ricerca della terra e dei cieli nuo- uno scarto un po’ brusco della mia
vi dell’antica e sempre rinnovabile fantasia d’adulto, portato dalle as-
promessa! sociazioni veloci di una mente solita,
“Città degli smeraldi” anche, il mon- per un residuo rimasto in essa della
do, volendo citare qui, a supporto immaginazione propria “dell’età fa-
del nostro discorso esemplificativo, volosa” dell’infanzia, a inforcare gli
il luogo di quella favola prototipo stivali delle sette leghe per i suoi voli
della favolistica moderna, Il mago di pindarici: mi fanno ricordare, con un
Oz di Lyman Frank Baum, uscita pro- accostamento ardito, gli scarponi di
prio all’inizio di quel secolo grande e montanaro con cui si fece seppellire,
tragico che è stato il Novecento, set- assieme ai paramenti sacri, il prio-
te anni prima della nascita del mo- re di Barbiana don Lorenzo Milani,
vimento di Baden-Powell, l’equiva- ispiratore della celebre epocale Let-
lente sul piano della realtà di quella tera ad una professoressa, uscita un
favola rivoluzionaria intesa ad offrire mese dopo la sua morte. “Grande
una nuova veste all’immaginario col- Baloo”, l’autore di Esperienze pastora-
lettivo della fanciullezza mondiale, li, che ha aiutato con il suo bastone
conforme al mondo nuovo, nel qua- o vincastro di pastore-insegnante
dro della civiltà anglo-sassone erede (uno cioè che ha dato dei segni o
dell’antica: quel vecchio e nuovo di delle indicazioni per la via o viaggio
cui lo scautismo è la bella sintesi. o cammino della vita ai suoi allievi-
“Segui il sentiero dorato” è la frase- parrocchiani) i giovani della sua co-
filo d’Arianna che conduce la piccola munità a trasformarsi da zampe in
Dorothy, protagonista di quella cele- piedi teneri, lampada ai loro piedi la
bre fiaba, sbalestrata dal suo mondo fede inculcata e fatta amore, assieme
familiare e fatta entrare a viva forza, alla conoscenza, da quel “maestro in-
sulle ali di un cataclisma, in quello verosimile”, di cui nel 2007 (anno del
“perturbante” della più accesa fanta- centenario scout) è stato celebrato il
sia, a ricercare in essa la via del ritor- quarantennale della morte.
no tramite un improbabile mago, via Grande figura di sacerdote edu-
del ritorno resa possibile da magiche catore, che fa venire in mente, in
scarpette d’argento che calzano i un diverso contesto storico e cam-
suoi... piedi teneri. Quella formula po educativo, un altro intrepido ed

64 Lo scautismo
in ventidue parole
eroico sacerdote, “Grande Baloo” l’emiliano, anzi romagnolo (Ravenna
anch’esso in senso non figurato ma 1886 – Argenta 1923) don Giovanni
reale, vittima della violenza fascista: Minzoni.

Lo scautismo 65
in ventidue parole
66 Lo scautismo
in ventidue parole
INDICE

Un’esperienza esistenziale e culturale .. ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... pag. 7
In principio era la parola ...... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 8
1. ) A come Ambientazione ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 9
2. ) B come Buona Azione ...... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 12
3. ) C come Campo ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 14
4. ) D come Deserto ..... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 16
5. ) E come Esploratore . ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 18
6. ) F come Famiglia Felice .... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 20
7. ) G come Giorgio ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 22
8. ) H come Hebertismo ..... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 25
9. ) I come Impresa . ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 28
10. ) J come Jamboree ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 31
11. ) L come Legge Scout ..... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 34
12. ) M come Motto ... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 36
13. ) N come Nodo ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 38
14. ) O come Omerali ..... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 40
15. ) P come Promessa ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 42
16. ) Q come Quaderno di caccia ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 44
17. ) R come Reparto scout ...... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 47
18. ) S come Sentiero ..... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 50
19. ) T come Totem ...... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 53
20. ) U come Uscita ..... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 57
21. ) V come Veglia ...... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 60
22. ) Z come Zampa tenera ...... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... ....... “ 63

Lo scautismo 67
in ventidue parole
edizioni
Valbonesi

Forlì, Settembre 2007

68 Lo scautismo
in ventidue parole
Compie cent’anni, ma non li dimostra. Da quando è nato, il movimento giova-
nile più diffuso al mondo è sempre cresciuto. Merito dei princìpi su cui si basa,
più attuali che mai: insegnare a bambini e ragazzi a vivere con gli altri, a diver-
tirsi con poco, a conoscere e amare la natura.
È il movimento giovanile con più iscritti (38 milioni) e la maggior diffusione al
mondo (520 associazioni sparse in 250 Paesi). E nel 2007 ha compiuto 100 anni.
È l’associazione degli scout, fondata nel 1907 da Baden-Powell per sfruttare, a
scopo educativo, la naturale propensione di bambini e ragazzi per l’avventura
e la scoperta. In Italia è presente con 200.000 iscritti.

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