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IL FOGLIO

DIREZIONE, REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE: VIA VICTOR HUGO, 1 - 20123 - MILANO

ANNO I NUMERO 4

Colloquio con Berlusconi

Andr nella fossa


dei leoni e spiegher
che cos cambia lItalia
Lex presidente del Consiglio ci dice
perch ha fatto il patto con il
diavolo e come funzioner

Pi forti esecutivo e Camere


Arcore. Silvio Berlusconi notoriamente
molto spiritoso e, come tutti coloro che hanno un eccezionale successo, non prende
troppo sul serio la sua megalomania, ma la
coccola con tenerezza. A vederlo dopo la
sua vittoria personale, nella sua bella casona di campagna, gli si legge nel sorriso finalmente ben disteso una doppia soddisfazione: primo, ha concluso un buon affare,
come tanti nella vita; secondo, se la riforma
costituzionale davvero si fa, passa alla storia. E gli affari e la storia ormai gli piacciono alla pari. C persino chi sospetta che
pencoli per la seconda.
Laccordo fatto. S, c qualche dettaglio magari intricato, spinoso. Ci saranno
nuove rotture, nuovi saltafossi, qualche
trappola. Ma laccordo tanto gracile quanto ambizioso: il presidenzialismo sul modello francese, un Capo dello Stato eletto
dagli italiani, capace di governare, con un
Parlamento pi forte, capace di controllarlo.
Il pazzo che ha voluto questo accordo con
il diavolo contento. E contento lanticomunista che porter
al governo il secondo
ex comunista dal
maggio del 47 (probabilmente Giorgio Napolitano, il primo era
stato Giuliano Ferrara). Ha spirito pratico, Berlusconi, il pi
fortunato e talentuoso imprenditore di
questo dopoguerra. Il
politico pi imprevedibile. Ha tanto spirito pratico che, appeSILVIO BERLUSCONI
na prima dello scorso
Natale, si detto, come ora ci ripete: Tra
poco siamo al bivio. Forse si pu votare. Sarebbe la cosa pi pulita moralmente. Gli italiani, i miei dieci milioni di elettori in particolare, se lo aspettano da un anno. Per, a
ragionare con buonsenso, finisce che si ricomincia come dopo il 27 marzo. Vinco, ma
c il conflitto di interesse. Vinco, ma bisogna fare le regole. Vinco, ma gli altri si fanno avanti a colpi di rinvii a giudizio. Vinco,
ma il Parlamento mi imbriglia, il programma me lo fanno a pezzi, i sindacati si alleano alla sinistra e bloccano ogni possibile
riforma liberale. Vinco, e la vecchia politica si mangia in insalata il maggioritario imperfetto e incompiuto. Vinco, e alla fine le
grandi e autorevoli istituzioni, con laiuto
dei famosi poteri forti, sequestrano la vittoria agli italiani che lhanno costruita. E
poi?.
Per, presidente, anche lo scenario dellaccordo non rose e fiori. Prima di tutto:
lei si fida degli interlocutori di sinistra?
Pensa che Massimo DAlema regger lurto
degli antipresidenzialisti? S, io mi fido
per principio. Prendo le mie contromisure,
ovvio, calcolo anche le possibilit negative. Ma DAlema mi sembra sincero e anche
obiettivamente interessato a un vero accordo. Vuole durare alla testa di una coalizione politica? Vuole fare cose importanti, invece di farsi trascinare dagli eventi in una
transizione cos vischiosa come quella italiana di oggi? E allora deve essere disponibile e sar disponibile. Altrimenti? Altrimenti si voter, stavolta senza remore.
Qui il punto, presidente. Lei ha messo
in gioco parecchio della sua popolarit e
del suo prestigio nellelettorato di Forza Italia e del Polo delle libert. Se ne rende conto, vero? Certo che me ne rendo conto. Ma
le cose si possono spiegare. Andr in tv. Girer il Paese. Andr a cercarmela, la fossa
dei leoni. E potr essere chiaro. Questo accordo serve a fare in modo che la democrazia italiana non sia mai pi umiliata in futuro come successo con il ribaltone e con
lattacco parossistico e delegittimante al governo dei vincitori del 27 marzo. Non voglio
pi ministri indipendenti dal premier, che
fanno quel che gli ordina il capopartito via
telefonino, nella stessa sala del Consiglio,
mentre si prendono le decisioni che contano per la vita del Paese. Basta con le alleanze piazza-sindacati-opposizione parlamentare che impongono ai governi deboli
di stracciare le grandi riforme, come successo per le pensioni. Se fosse passata, se il
cavallo di Troia della Lega non avesse avuto la possibilit materiale di ricattare il governo sullonda dei milioni in piazza, lItalia
oggi sarebbe gi in Europa e la finanza pubblica sotto controllo.
Come farete con il programma economico? Un compromesso chiaro. Rinunceremo
ciascuno a qualcosa. Non facile ma ci proveremo. Con quali strumenti parlamentari
si realizzer la riforma? Una bicamerale,
una superconferenza dei capigruppo, si vedr. Maccanico un esperto senza rivali.
Per il Berlusconi statista e costituzionalista ormai tutto possibile, dicono i suoi
amici. Quando parte, parte. Vi ricordate linterconnessione funzionale? Il sistema per
trasmettere in tuttItalia la tv privata. Funzion. Ora ha inventato linterconnessione
costituzionale. E pu darsi che funzioni.

quotidiano

TEL. 02/8639181 - FAX 02/878596 - SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE / 50% - MILANO

DIRETTORE GIULIANO FERRARA

VENERD 2 FEBBRAIO 1996 - L.1000

OGGI NEL FOGLIO QUOTIDIANO

La Giornata

MACCANICO BATTEZZAUNO STRANO PRESIDENZIALISMO

* * *
In Italia

* * *
Nel mondo

LINTESA PER LA RIFORMA del-

LA NOMINA DI MACCANICO a presidente del Consiglio stata decisa da


Scalfaro ieri poco dopo mezzogiorno.
Nel pomeriggio Antonio Maccanico ha
incontrato il presidente del Senato Carlo Scognamiglio, quello della Camera
Irene Pivetti e lattuale capo dellesecutivo Lamberto Dini. Gi da oggi seguiranno i colloqui con i leader politici
in vista della formazione del nuovo Governo. Cominciano a circolare i nomi
dei ministri: i soliti boatos senza importanza.

NUOVO PREMIER IN POLONIA:


Wlodzimierz Cimoszewicz, che sostituisce Josef Olewsky, costretto ad andarsene dopo le accuse di spionaggio a favore del Kgb. Il primo ministro stato
proposto dalla maggioranza post-comunista e dal partito dei contadini. Cimoszewicz, da ministro della Giustizia, si
distinse nella lotta alla corruzione.
La commissione dinchiesta del Par lamento di Varsavia ieri ha definito at tendibili gli addebiti mossi a carico di
Olewsky.

* * *

* * *

Italia divisa in due secondo un sonOccupazione in ripresa in Francia nel


daggio dellAbacus. Il centrosinistra, in 96. Ci scommette il primo ministro
leggero vantaggio, raccoglie il 50,3% Alain Jupp, che confida in uninverdelle preferenze. Il centrodestra inse- sione di tendenza nella seconda met
gue col 49,7%.
dellanno. Allottimismo di Jupp conIl Pds il primo partito col 24,9% dei tribuiscono i sondaggi che danno in
consensi, Forza Italia e An sono en - rialzo la sua popolarit insieme a queltrambe al 21%.
la del presidente Jacques Chirac.
Le speranze di Jupp sono suffraga * * *
Confindustra contro il Governo per il
te dalla decisione della Banca di Fran blocco delle tariffe che lesecutivo ha
cia di abbassare i tassi dinteresse dello
concordato con i sindacati. Secondo
0,15%. La Bundesbank ha invece an lorganizzazione degli industriali, il
nunciato che li lascer invariati.
congelamento dei prezzi mette fuori
* * *
mercato molte imprese che non possoFrenata su Maastricht del governo
no aspettare i tempi della politica.
britannico, secondo le anticipazioni del
Daily Telegraph. Il quotidiano annun* * *
Fisichella rientra in An dopo che cia un libro bianco che lesecutivo pubGianfranco Fini lo ha invitato pubbli- blicher in occasione della Conferenza
camente a tornare sui suoi passi.
intergovernativa di Torino. Il premier
John Major, scrive il Daily, user il po* * *
Processo per Salvo And stato chie- tere di veto per bloccare la revisione
sto dalla procura di Catania per asso- del trattato. In particolare gli inglesi
ciazione a delinquere. La richiesta di non vogliono lampliamento dei poteri
rinvio a giudizio, oltre lex ministro so- del Parlamento europeo n la creaziocialista, riguarda anche landreottiano ne di un apparato di difesa comune.
Nino Drago, il repubblicano Salvatore
* * *
Grillo e lex presidente della Regione
Inflazione ai minimi negli Stati Uniti.
Sicilia Rino Nicolosi.
Lindice dei prezzi al consumo in diNella citt etnea, un pentito ha fat - cembre salito solamente dello 0,2%,
to ricorso al Tar, lamentando di essere lasciando linflazione del 95 al 2,5%. Si
stato lasciato privo dellassistenza sta - tratta della crescita pi bassa dellultitale che la sua posizione di collaborato - mo decennio.
re di giustizia dovrebbe garantirgli.
* * *
I colloqui tra Israele e Siria in corso
* * *
Tanzi indagato per bancarotta frau- nel Maryland si sono conclusi in modo
dolenta dalla procura di Milano. La vi- soddisfacente, secondo quanto riferito
cenda riguarda la vendita dellemitten- da fonti israeliane. Fra i temi affrontate Odeon del titolare della Parmalat a ti, la spartizione delle risorse idriche.
Florio Fiorini.
* * *
Armamenti svizzeri a Saddam, per
* * *
Altri venti delitti sono attribuibili, se- questa ragione sono stati condannati a
condo la procura di Bologna, alla ban- Losanna tre dirigenti della ditta Von
da della Uno bianca. I magistrati hanno Rol. Sono accusati di aver fornito machiuso lindagine e chiesto un nuovo teriale per la costruzione del superrinvio a giudizio per i fratelli Savi e i lo- cannone del dittatore iracheno.
ro complici, che nelle loro scorribande
* * *
hanno ucciso sedici persone e ne hanSarajevo torna unita dopo la riaperno ferite altre ottantasette.
tura del ponte della Fraternit e dellUnit,
da
tempo
non percorribile. Il
* * *
Spiato Gianni Letta insieme con nu- ponte divideva la parte bosniaca della
merosi politici, giornalisti e rappresen- citt dai quartieri serbi. Da ieri gli abitanti dellestablishement. Linchiesta tanti di Sarajevo lo possono attraversadella procura di Roma giunta alla re presentando solo la carta didentit.
conclusione che i telefonini non erano
Oggi il Capo dello Stato Oscar Luigi
stati clonati da scrocconi, bens per
Scalfaro sar in Bosnia per incontrare
controllarne i proprietari. Ora si cercai soldati italiani in missione di pace.
no gli eventuali responsabili.
* * *
Aumentano le vittime della strage di
* * *
Agenti Sisde alla sbarra da oggi a Pe- mercoled alla Banca centrale dello Sri
rugia. Secondo i pm tre esponenti dei Lanka. I corpi finora estratti dalle maservizi avrebbero cercato di depistare cerie sono ottanta. Ma si stima che i
le indagini sullomicidio di Mino Peco- morti siano almeno cento.
relli. Per gli imputati si tratta di sem* * *
plici dimenticanze dovute alla fretta
Bombardata Kabul da un aereo non
degli inquirenti durante le deposizioni. identificato. Ieri due bombe hanno colpito obiettivi militari della capitale af* * *
Condannati Cusani e Citaristi dalla ghana. Almeno dieci le vittime. SeconCorte dAppello di Milano nella vicenda do fonti locali i responsabili sarebbero
Eni-Sai. Il primo ha preso 4 anni (5 e i Taleban, gli studenti integralisti.
mezzo in primo grado), mentre per il se* * *
condo stata confermata la pena di 5
Bocciati i test atomici cinesi da parte
anni e 6 mesi. Due anni e 4 mesi per Li- di molti paesi presenti alla seduta plegresti (in primo grado 3 anni e 6 mesi). naria della Conferenza di Ginevra. LapLa posizione di Craxi stata stralciata pello risponde al governo di Pechino
in attesa della sentenza della Cassazio- che prevede il proseguimento degli
ne che deve decidere sulla richiesta del esperimenti sinch non entrar in vigotrasferimento a Brescia del processo.
re il trattato di messa al bando dei test.

* * *

Borsa di Milano. Lindice Mibtel di ieri 10.061 (+1,39%). Il dollaro stato


scambiato a 1.580,98 lire (-18,83) e il
marco a 1.063,56 (-9,42).

* * *

Un attentato in una moschea di Algeri ha provocato sei morti e numerosi feriti. E la prima volta che in Algeria i
terroristi colpiscono un luogo di culto.

la Costituzione ha un profilo alto


ma gambe gracili. E stata sancita
da una semplice conversazione telefonica e non si sa ancora come la
si realizzer (editoriale pagina 3)

POTERI FORTI, al centro dellin-

chiesta sulle ambizioni politiche


dei grandi delleconomia Lorenzo
Necci, il potente presidente delle
Ferrovie che ha una grande voglia
di entrare nel Governo (pagina 3)

ALBERTO RONCHEY, il celebre


giornalista italiano, espone le sue
idee e le sue critiche sulla stampa
e la televisione. A sorpresa, Ronchey si confessa convertito al campo degli antinuclearisti (pagina 2)

I SONDAGGI NUOCCIONO alla sa-

lute? Nicola Piepoli, della Cirm, e


Gianni Pilo, della Diakron, intervengono sulla discussa veridicit
delle indagini dopinione e del
marketing politico (pagina 2)

Lamara disfatta del leader dellUlivo

Prodi accusa DAlema di slealt


poi una difficile pacificazione
I POPOLARI ACCOLGONO I RIFUGIATIDEI COMITATI PRODI. IL RUOLODI VELTRONI
Roma. E stato lapidario il no di Romano Prodi allaccordo sulle riforme incarnato da Antonio Maccanico. Lapidario in senso stretto, visto che il lader dellUlivo ha
avuto la premura di incidervi le date di nascita e soprattutto di morte della sua creatura, lUlivo: 2 febbraio 1996. C sempre un
pizzico di ironia nella sorte - ha osservato
Prodi - passato un anno esatto da quando
fu resa palese la mia volont di partecipare
alla vita politica del paese. Ieri mattina
nella sede romana dei Comitati per lItalia
che vogliamo spirava laria delle grandi occasioni. Prodi, dopo un rapido incontro con
Segni ed Occhetto, si immerso nella stesura di un lungo comunicato dai toni testamentari: DAlema e Berlusconi - vi si legge
- per le reciproche paure e le comuni convenienze hanno fermato questa grande e necessaria evoluzione del paese e il desiderio
di legittimazione del vertice del Pds prevalso sul disegno storico della nostra coalizione. E in conclusione si annuncia lintenzione di sospendere la convocazione delle
Assemblee di programma.
Consegnato il testo ai giornalisti, Prodi si
allontana: Ho bisogno di fare una passeggiata, e se ci fosse una saracinesca da tirar
gi sulla bottega dellUlivo, lo farebbe. La
passeggiata del Professore in realt conduce i suoi passi a piazza del Ges, dove Gerardo Bianco pronto ad offrirgli il conforto dei popolari ed anche qualcosa di pi.
Qui Prodi pu sfogare tutta la sua amarezza
per la slealt di DAlema e riconoscere invece quanto il Ppi si sia rivelato lalleato pi
fedele.
Mettiamoci assieme, facciamo un solo
grande partito: noi con i popolari, tu con i
Comitati gli propone Bianco di slancio, e
lui gi rinfrancato: Grazie, ci penser.
Mentre accade tutto questo sconquasso
Massimo DAlema alla buvette di Montecitorio. Ma appena legge il comunicato prodiano convoca Ligas e la scorta e si precipita a largo di Brazz, sede dei comitati. Qui
DAlema rester due difficili ore nel tentativo di rimettere in sesto la coalizione ma
ancor pi lamicizia con Prodi.
Tanto che DAlema, per far tornare il
buon umore al Professore ha negato tutto, finanche lesistenza dellaccordo che altrove
si celebrava. Cos, scendendo in strada al
termine dellincontro, i due potevano annunciare al mondo: Abbiamo fatto pace.
Poi DAlema ha spiegato meglio: Voi giornalisti non avete capito una cosa: tra me e
Berlusconi non c nessun accordo, ed a
partire da questo chiarimento che abbiamo
superato un momento di amarezza e incomprensione profonda. E gi pensava al prossimo round, forse peggiore, che ora lo attende con Walter Veltroni.
Gerardo Bianco vede nellodierno rimescolio la possibilit sempre accarezzata di
allontanarsi dall egemonia pidiessina. Sono contento che Prodi e DAlema abbiano
fatto pace. Il problema per un altro: dobbiamo provare a fondere tutte le forze che
non credono nel presidenzialismo in tutte le
sue forme: il nucleo formato dai popolari
con Prodi. E se il governo Maccanico durer quanto basta, ci sar tutto il tempo per
dare corpo al sogno di Gerardo Bianco, convinto come tutti i cattolici che da un male
pu nascere un bene. Daltronde Prodi tutto
questo lo aveva messo nel conto: Per sopravvivere ci basta un pugno di riso e possiamo resistere venti anni, aveva confidato
qualche giorno fa ad un settimanale. Mentre
gli oltre 4 mila comitati che portano il suo
nome sono da tempo in allarme, pronti a fornire la base per qualsiasi nuovo progetto
che possa sorgere dalle ceneri dell Ulivo.
Perch una cosa Prodi lha fatta capire

chiaramente. Non intenzionato a togliersi


di mezzo come una scarpa vecchia. Se davvero il progetto dellUlivo verr consegnato
alla storia, del professore si continuer a
sentir parlare. E quando ieri assicurava:
Non voglio fare un partitino del 3 per cento, non era un addio ma una minaccia.
Gli osservatori politici pi accreditati negano tuttavia che sia davvero possibile costruire un movimento politico di un qualche
spessore , anche elettorale, sulla base della
breve esperienza dellUlivo. Un problema
serio, questo s, sar per DAlema la collocazione nella nuova fase del suo numero
due nel Pds, che era entrato in squadra con
Prodi e si era immedesimato con seriet nel
ruolo di candidato alla vicepresidenza del
Consiglio. Veltroni direttore dellUnit, ed
esprime una faccia aperta della politica del
Pds. Sulla sua immagine di giovane uomo di
governo era stato fatto un investimento. Disinvestire non sar facile.

Scalfaro perde e vince

Non lintesa che voleva


lui, per se la far piacere
Il ruolo del potente Pasquale Gifuni
nella scelta del nuovo premier
Roma. Ha vinto o ha perso, Oscar Luigi
Scalfaro? Dipende, dicono i romani che conoscono laltra politica, la politica al riparo
dal voto, dalla tv, dalle interviste, la politica
che scorre sotto la pelle della capitale come
un sangue grigiastro. C uno Scalfaro de-

PASSEGGIATE ROMANE
mocristiano che ha fallito un tentativo di rifare il centro a venatura cattolica del sistema politico. I suoi uomini sono delusi, sia gli
ex-dc di destra (Buttiglione, Casini, Mastella) sia quelli di sinistra (Bianco, Andreatta).
Laccordo Berlusconi-DAlema-Fini non
il loro accordo, dice un funzionario della
Camera che li conosce bene. Spronati dal
Capo dello Stato, volevano un accordo che
escludesse il presidenzialismo e che fosse
garantito da Lamberto Dini, lex uomo nero
di Bankitalia, in sospetto di andreottismo,
che Berlusconi aveva ripescato, che dopo il
ribaltone lo aveva sostituito e che si era subito messo al servizio di questo progetto politico. Invece sono arrivati il presidenzialismo e Maccanico, il grand commis dellaltra
cordata, lex presidente di Mediobanca, il
laico che conosce i modi ecclesiali.
Tuttavia c un secondo Scalfaro, il superiore diretto del luttuoso Pasquale Gifuni
(laggettivo di Filippo Mancuso), potente
segretario generale del Quirinale, navigatore esperto delle acque chete di palazzo Madama e palazzo Giustiniani, le sedi del Senato (dove Gifuni stato segretario generale) e della vecchia massoneria. Gifuni il
funzionario, leale al presidente, che lo ha
controassicurato e ora lo guider nei meandri dellaccordo per la riforma della Costituzione. Nello scorso gennaio, quando il
Quirinale compil per un distratto Dini la
lista dei ministri, Gifuni propose Maccanico
come sottosegretario alla presidenza del
Consiglio. Dini si rifiut a questo compromesso di ferro e quellerrore fu cagione
dellultima ruina sua. Ora Maccanico il
mediatore che riconosce i suoi debiti ai
triumviri dellaccordo, ma anche alla coppia Scalfaro-Gifuni.
E scettico Gianfranco Piazzesi, da quasi
30 anni uno dei principi dellanalisi politica romana: Andavo spesso a pranzo da
Spadolini - dice il toscanaccio Piazzesi - e
non ricordo bene se Gifuni preparasse qualcosa, forse la tavola. Di queste eminenze grigie non ho mai saputo nulla, che cosa facessero davvero e se davvero facessero qualcosa. Sono allantica. Finch al potere non torna gente che ha preso tre, cinque milioni di
voti, mi astengo dal commentare il gioco
delle conventicole. Li guardo con rispetto,
mi rifiuto di capirli. E Maccanico? Piazzesi sorride. No, Maccanico lo conoscevo bene, da molto tempo, e non credevo fosse cos importante.

Tv, telefoni e computer

La rivoluzione delle
telecomunicazioni Usa
scuote lEuropa
Acquisizioni di Mci per 682 milioni
di dollari. Sprint si allea
con i colossi francese e tedesco

Clinton vara una nuova legge


Mentre nella piccola Italia dei telefoni
laccordo tra Stet e Ibm continua a slittare,
fuori dei confini succede di tutto. Gli altri
non stanno fermi, anzi. Si susseguono i colpi dartificio da parte dei grandi delle telecomunicazioni mondiali, specie gli americani.
La At&t, leader nelle comunicazioni a
lunga distanza, prima ha varato una profnda riorganizzazione delle proprie strutture,
poi, in rapida successione, ha annunciato il
suo ingresso nel business della tv. Ha acquistato per 137,5 milioni di dollari una
quota di Direct Tv, numero uno della televisione satellitare americana grazie ai suoi
1,2 milioni di abbonati. I satelliti che trasmettono direttamente a domicilio, come
quelli usati da Direct Tv, possono collegarsi
anche ai computer distribuendo testi con
maggiore velocit (dalle 50 alle 100 volte) e
minori costi. Si spiega cos la mossa di Bob
Allen, grande capo di At&t, che mira ad opzionare il vasto e promettente mercato di
Internet, prima che siano diffuse capillarmente le reti a banda larga.
La Mci, seconda sul mercato americano
della long distance solo alla At&t, ha replicato al blitz della concorrente aggiudicandosi in abbinata con Rupert Murdoch lasta
bandita dal governo yankee per lultima licenza di tv via satellite. Costo delloperazione: 682 milioni di dollari. I motivi dellinvestimento sono gli stessi che hanno mosso Allen: sfruttare un impianto, ammortizzabile
con i proventi derivanti dallentertainment,
per controllare unalternativa di basso costo
alle reti terrestri nella trasmissione dati. E,
infatti, quasi in simultanea Mci ha raggiunto unintesa con Microsoft per operare nel
mercato del software di accesso e navigazione su Internet. Non va dimenticato, inoltre, che Mci legata da unalleanza societaria con British Telecom.
La terza societ americana della long distance, Sprint, ha replicato ratificando la
vendita del 20% delle azioni a due colossi
europei, France Telecom e Deutsche Telekom, tuttora monopolisti nei rispettivi
paesi. Linedito trio ha dato vita a una societ comune per operare su scala mondiale, unoperazione che ora sottoposta al parere delle autorit europee per la tutela
della concorrenza.
E possibile rintracciare una matrice comune in queste mosse avvenute nel giro di
poche settimane? Tutti i grandi del telefono
scommettono sulla rapida unificazione dei
mercati e sul maturare di nuove opportunit di business. Da un lato, infatti, i progressi della tecnologia fanno calare i costi
di connessione e rompono le barriere fra i
settori. Dallaltro la spinta dellindustria
americana, sostenuta dal governo, mira ad
annettersi in varie parti del mondo larghe
quote di un settore che non pu sfuggire alla sua sorte, non potr che internazionalizzarsi e deregolarsi. Di recente il Congresso
e la Presidenza Clinton si sono accordati su
una nuova legge delle telecomunicazioni
che abolisce la separazione tra i diversi
mercati (telefonia locale, long distance, tv

La febbre delle fusioni


valore delle acquisizioni nel settore dei media in Usa
nel periodo 92/95 in miliardi di dollari

via cavo) e permette ad ogni societ di operare in ciascun settore. Ci equivale ad aumentare il tasso di competizione esistente
nel mercato, migliorare lefficienza operativa, elevare la soglia degli investimenti. E cos anche nelle telecomunicazioni, come
successo nellinformatica e nellaerospaziale, le imprese a stelle e strisce potranno
sfruttare la liberalizzazione mondiale, confermando e incrementando il proprio primato.
Come negli altri settori di punta, le priorit dellindustria americana sono: battere
la sfida giapponese (appena rilanciata nei
computer) e lasciare ai margini le concorrenti europee. Le aperture che si intravedono nel Vecchio Continente (privatizzazione di Deutsche Telekom in Germania, allentamento del monopolio in Francia, alleanze inazionali della Stet, liberalizzazione comunitaria dal 98) appaiono ancora timide e comunque lente. Il peso delle protezioni e linefficienza che ne consegue troppo grave perch le compagnie europee possa sperare di conservare un ruolo di primo
piano. Rischia cos di ripetersi lo scenario
di declino gi andato in onda nellinformatica e nei media.

ANNO I NUMERO 4 - PAG 2

IL FOGLIO QUOTIDIANO

VENERD 2 FEBBRAIO 1996

I N T E RV I S T A

SIGNOR DIRETTORE

Giornalisti attenti. I fatti, poi, si vendicano


ALBERTO RONCHEY, ANTINUCLEARISTA A SORPRESA, DICE BASTA ALLA STAMPA COME CONTROPOTERE
Milano. Parliamo di giornalismo con un
Papa laico della professione. Alberto Ronchey oggi presidente della Rizzoli, scrittore di successo e columnist ammutolito
per (una discutibile e autoimposta) incompatibilit fra carica aziendale ed esercizio
della professione. Ha qualche acciacchetto
fastidioso, compresi i calcoli, che dipende
certamente dalla mancata espulsione atrabiliare, almeno uno alla settimana, dei celebri, maniacali, cristallini articoli (pieni di
calcoli) firmati per cinquantanni sui grandi giornali. Ma sono soprattutto le stupidaggini a metterlo di malumore. Alberto
le fregnacce se le lega al dito, dice di lui
Mario Ajello. Per esempio? Beh, Brodskij,
Josip Brodskij, un poeta e un premio Nobel... laltra sera la notizia era la sua morte,
ma una conduttrice tv se l dimenticata tra
le carte. E allora in regia le hanno detto
qualcosa, e lei smarrita Ah!, s - ha dettoah gi, morto Josip Brodskij .
Brodskij, in unintervista raccolta da Annie Epelboim (dicembre 87, Le Monde),
parlava di questa voce neutra della lingua
inglese... con una specie di sentimento dobiettivit. Domandiamo a Ronchey se lobiettivit sia un sentimento, e se sia un sentimento pi disponibile nella voce neutra
della lingua inglese che non in italiano. E
lui: Gli studiosi dicono che la lingua determina il nostro modo di ragionare pi
della struttura economica della societ.
Non a caso Stalin, cane da guardia del
marxismo dogmatico, negava alla lingua dignit di struttura. Le differenze tra italiano
e inglese ci sono... per la vera differenza,
che consente di esprimersi al sentimento

dobiettivit, nelleducazione, nei costumi


legati alla scuola e allistruzione. Nel mondo anglosassone, tra scuola superiore e universit, esistono le debating societies, e l si
impara a non dire mai banalmente: No,
perch il contrasto si pu esprimere senza
quella povert elementare di linguaggio
che spesso nostra.
Do you really think so?
E se io adesso le dicessi che sbaglia, lei
come risponderebbe? Do you really think
so?, con laccento su really. Ma in italiano,
invece di dire La pensa davvero cos?, la
risposta autentica sarebbe: Ma che cazzo
va dicendo, scusi? .
Brodskij, nella prolusione del Nobel, disse che un uomo che legge poesia meno
facilmente sconfitto di un uomo che non la
legge. Massimo DAlema, in una recente
intervista polemica sul giornalismo italiano, ha sostanzialmente parafrasato il poeta
con mezzi crudi. Lasciate i giornali in edicola, ha detto. Forse il segretario del Pds
pensa che un uomo che non legge i giornali meno facilmente sconfitto di un uomo che invece li legge. Non avr mica tutti i torti?
No, non ha tutti i torti. Ma niente assoluti. Io sono un empirista viscerale. Dipende da come sono fatti i giornali. Al mattino,
oggi, cominciamo la giornata con due cazzotti. Il primo il caff nero. Sarebbe meglio un t lungo. Il secondo cazzotto sono i
giornali nostri, con i loro titoloni boulevardiers, da giornali popolari della sera. E anche il contenuto....
Vabb, ma le notizie almeno squillano.
La Frankfurter Allgemeine Zeitung sembra
una bara tipografica, uguale a se stessa ogni
giorno. Il Wall Street Journal non cambia
mai, devi guardare la data... Ma non una
questione grafica. Il cazzotto nei contenuti. La colpa di quella maledetta regola secondo cui se un cane morde un uomo non
c la notizia, e allora tutti a caccia di improbabili uomini che mordano i cani! E
questione di contenuti. Il titolo La lira vola
privo di senso se non si spiega che la Bundesbank ha abbassato i tassi e che, corollario importante, vola anche il dollaro, per cui
pagheremo comunque di pi le materie prime. Il titolo di questa estate Lira superstar,
con il marco a 1100 lire, privo di senso se
non si ricorda che nellautunno del 92 il
marco valeva 760 lire, e allinizio del governo Dini ne valeva ancora 1050. S, certo, c
anche linteresse politico, la decisione di
appoggiare un governo, ma alla fine ci si vizia e soltanto i fatti deformati e gonfiati diventano notizie degne di titolo. Ma qui non
pi luomo che morde il cane, qui si parla
daltro, di delfini che saltano in una piscina,
un intrattenimento per bambini.
Fin qui un Ronchey conosciuto, ma tra
poco Ronchey ci stupir. Ha cambiato idea
su una questione cruciale della nostra epoca, come succede talvolta alle persone intelligenti e oneste. Gli citiamo il manifesto
degli intellettuali francesi contro il giornalismo strillato, contro il giornalismo che subisce il fascino della politica o se ne fa rivale, contro i giornali pieni di capricci dei
potenti, di aneddoti sui potenti, di giudizi
apodittici, definitivi, di sentenze morali. Gli
diciamo che lha pubblicato Le Monde lo
scorso sabato 6 gennaio, con le firme autorevoli (tra molti altri) di Alain Finkielkraut
e Pierre Vidal-Naquet. E concludiamo: gli
intellos parigini sostengono che bisogna farla finita con il giornalismo come contropo-

tere, che il cittadino ha diritto di vedersi


raccontata la realt nei suoi termini veri,
senza ansie e grandi verdetti sacerdotali.
Per esempio, dicono, Chirac pu aver fatto
bene o male a far scoppiare latomica nelle
acque di Mururoa, ma non giusto impiccarlo in effigie, sui giornali, giustiziando il
tiranno a nome della morale naturale...

disinformato sui problemi della sicurezza


europea e dellimportanza della force de
frappe francese, ma questa storia del fungo,
dellacqua che ribolle e imbianca in un atollo lontano da Parigi, per decisione di Parigi, beh... questa storia non mi va giu. Vede,
negli anni 50, a Novaja Zemlja, nel Mar Glaciale Artico, si facevano esperimenti nu-

Non basta il non dare falsa testimonianza di Biagi, bisogna evitare


la banalit, perch se una mala azione complicare un problema
semplice molto peggio semplificarne uno complesso, si illude il lettore.
Noi deformiamo la politica almento quanto la politica deforma noi
Ronchey, a sorpresa: Tutto giusto, ma
non funziona lesempio del nucleare e di
Chirac. Mi dispiace, ho scritto decine di articoli per difendere la razionalit dello sviluppo e anche della tecnologia nucleare, so
a perfezione che la deterrenza atomica ci
ha conservato la pace, credo di non essere

cleari fino a 100 megatoni. Si facevano nellatmosfera. E Maurizio Ferrara, il celebre


giornalista comunista che era con me a Mosca, mi diceva: Guarda che dal Mare Artico
a Mosca non c nemmeno una collinetta come Monte Mario, basta una bava di vento e
arriva la polmonite. Figuariamoci le radia-

Un Papa laico del buon


giornalismo italiano
Alberto Ronchey , 69 anni, lultima gloria di una schiatta scozzese che gli ha lasciato il nome esotico ma non lavarizia. Di
famiglia antifascista, ottimi studi (ebbe per
maestro il grande italianista e machiavellista Carlo Dionisotti), ha diretto in giovent La Voce Repubblicana, ha scritto sul
Mondo di Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti (la testata pi blasonata del dopoguerra), ha lavorato con Gaetano Afeltra al Corriere dInformazione, poi al Corriere con
Mario Missiroli (il Grande Opportunista
che dirigeva il pi forte giornale italiano e,
quando cera una notizia difficile, esclamava con un sorriso cinico: Ah! Se solo avessi un giornale su cui pubblicarla). Dal 68
al 73 dirige La Stampa come successore
del celebre Giulio Debenedetti, e dal 74 al
92 si diviso tra Corriere e Repubblica come editorialista.
Per spiegare limpossibilit di formare
governi di sinistra in Italia, a causa della
eccessiva forza politica ed elettorale del
Pci, escogit la fortunata formula del Fattore K (Kommunismus). Altra formula celebre, per spiegare la natura spartitoria degli accordi di potere nelle industrie a partecipazione statale e soprattutto alla Rai,
quella detta della lottizzazione. Ma que-

stultima parola, per la primogenitura, rivendicata anche da altri in una battaglia di


attribuzione che probabilmente non finir
mai.
Con Giuliano Amato e con Carlo Azeglio
Ciampi, per due anni stato ministro dei
Beni culturali. E presidente della RizzoliCorriere della Sera. Sua moglie, Vittoria,
autrice di un saggio sulla contestazione
studentesca, che ebbe grande successo, e
di romanzi apprezzati. Alberto Ronchey,
che ha insegnato a Ca Foscari, ha scritto
molti libri, lultimo dei quali Fin di secolo in fax minore (Garzanti). Ha una figlia, Silvia, sofisticata bizantinista e conduttrice tv.
Ecco una pillola aforistica dal prossimo
libro, che ha un titolo (ancora segreto) alla
Lewis Carrol: Jerome Wiesner, allinizio
degli anni Sessanta consigliere scientifico
della casa Bianca, present Vladimir
Zworykin a John Kennedy come luomo
che ti ha fatto eleggere. JFK domand: In
che modo?. Wiesner: E linventore della
televisione. Tuttavia, quando il Presidente
si congratul col visitatore, dicendo che
aveva fatto qualcosa di enorme valore,
quello tristemente rispose: Ma lei di recente ha guardato la televisione?.

zioni nellatmosfera. Vedo in giro troppe


malattie sospette, troppi casi non spiegati di
ipotiroidismo. E dallepoca di Cernobyl che
ho cominciato a soffrire: quel cielo in balia
delle nubi, dei venti di cui si diceva che fossero maligni... Per una volta sospendo quel
che mi detta, fredda, lanalisi razionale e mi
affido a un sentimento, caldo, di insopportazione: esperimenti nuclari, basta. E se il
giornalismo serve a fermarli, viva il giornalismo.
Domani un Ronchey improvvisamente
antinucleare sarebbe, sui nostri giornali, subito un personaggio. Il problema di cui parla in fondo pu aspettare. Vediamo intanto
lui, la persona, la svolta, i tormenti di cui
parla... E ormai uno stile, il grande stile del
giornalismo italiano (i ritratti di Giancarlo
Perna sul Giornale, quelli di Francesco
Merlo sul Corriere o Paolo Guzzanti sulla
Stampa). Le piace il colore? Le piacciono i
ritratti?
S, ma se a Basilea si riuniscono i governatori delle banche centrali, che faccio,
racconto i loro tic e il fumo di Londra e i
men dei banchetti? No. Voglio sapere come vanno le valute. Conta la sovrana maest del fatto, anche se, come diceva Luigi
Pirandello, un fatto un sacco vuoto senza
idee dentro .
Biagi dice che c una sola regola: non dare falsa testimonianza. No, ce n una seconda, altrettanto importante. E una mala
azione complicare un problema semplice,
ma peggiore ancora lazione di chi supersemplifica un problema complesso. Si illude il lettore e, alla fine, gli si parla di una
cosa che non c, di un problema che non
esiste.
La crisi di governo procede negli appartamenti romani dei potenti, colorata, machiavellica, anzi guicciardiniana, minimalista: come si fa a proiettarne grandi e solenni architetture fattuali, basate su calcoli come per le banche centrali riunite a Basilea?
Lo so. Il giornalismo deforma la politica almeno quanto la politica deforma il giornalismo. Infatti in Giappone il Jomuri Shimbun, che il giornale pi ricco di informazioni economiche e finanziarie, ormai ha superato lo Asahi Shimbun, il quotidiano politico. E cos il Wall Street Journal un
grande giornale nazionale americano, come
il popolare UsaToday. E il nostro 24ore in
boom di tirature ormai da anni. Gi. Anche
Eugenio Scalfari sta cercando di dare una
nuova curvatura, pi fattuale, alla vecchia e
fortunata formula di Repubblica.
I fatti, gli interessi, quei dati che mettono in ansia gli utenti dei mercati finanziari
di massa, gli stakeholders che sciamano a
milioni nei metr e nelle strade delle metropoli del mondo sviluppato. I fatti, poi, si
vendicano.

Il sondaggio nuoce alla salute


del politico che ne abusa
a veridicit dei sondaggi controversa. Se infedeli nuocciono gravemente
L
alla formazione di unopinione corretta.
Bravi, giusto, bella. Ma il concetto che volete esprimere potrebbe essere meglio definito. Non il sondaggio, ma listituto che lo
fa limputato di veridicit o meno. In Italia
sono circa ottanta le societ che fanno indagini di marketing e, fra queste, otto si occupano di indagini di opinione. Probabilmente fra queste (le otto, non le ottanta) c la
mela marcia. E forse sempre ci sar. Quella
di adesso verr fatta fuori, scomparir, ma
unaltra prender il suo posto, poi scomparir anchessa e unaltraMa questo fatto,
inevitabile, non contraddice la validit dei
sondaggi dopinione. Prova ne che ne esistono di non divulgati, di segreti, che sono
stati alla base delle fortune politiche ad
esempio di Chirac e di Berlusconi. Pochi
sanno che lattuale presidente francese commission alla Bva, spendendo due miliardi
e mezzo di lire, una ricerca di base.
Per una cifra ben pi modesta, cinquecento milioni, Silvio Berlusconi, prima di
scendere in campo, per conoscere a fondo la
situazione politica e sociale del nostro paese, si rivolse ai francesi della Sofres e ai loro partner italiani dellAbacus. Il risultato,
un librone di seicento pagine, lo conoscono
solo il leader di Forza Italia e alcuni suoi fidati collaboratori.
I sondaggi, dicono i miei colleghi doltralpe, sono impeccabili. Altro problema il
loro uso e le strumentalizzazioni che di essi
si possono fare. Parafrasando la seconda
parte del vostro distico direi che se seguiti
i sondaggi nuocciono gravemente al politico
che li segue. Luomo politico deve avere
grandi ideali, e quelli deve seguire. Linda-

gine di opinione gli fa sapere se anche la base li condivide, ma non deve farsi suggerire
ideali e posizioni dai risultati del sondaggio.
Pu chiedere in che modo presentarsi (se
sta meglio in manifesto o in tv, se meglio
gesticolare mentre parla o tener ferme le
mani, ecc) e in che forma comunicare i contenuti, ma i contenuti no, questi sono soltanto politici. Ripeto: la forma di un messaggio
pu risultare da un sondaggio, il suo contenuto no. De Gaulle aveva le sue idee sulla
Francia, e per affermarle andava contro
qualsiasi risultato di sondaggio.
Abbiamo fatto lesempio della mela marcia, permettetemi di usare unaltra metafora tratta dal mondo delle fiabe. Ricorderete
sicuramente la Regina Cattiva di Biancaneve che si rivolge allo Specchio Magico e gli
chiede: Specchio, specchio delle mie brame, chi la pi bella del reame?. Ecco i
sondaggi sono come quello specchio, riflettono la realt, n pi ne meno. Ora accade
che lo Specchio risponda: Biancaneve e la
Regina Cattiva vada su tutte le furie e decida di ucciderla e comunque riesce a tormentarla per cento anni. Lo specchio riflette unimmagine, si sa, pu essere poi stiracchiata a destra e sinistra, strumentalizzata,
ma non colpa dello specchio.
Facciamo sognare i lettori, facciamogli capire che sono lo specchio dellopinione pubblica e che noi ricercatori siamo, in fondo
dei tecnici, senza valenze positive e negative nel nostro lavoro, ma soprattutto riconosciamo una fatto: i sondaggi esistono solo nei
paesi civili, come scritto nello statuto della Wapor (lassociazione mondiale dei ricercatori di opinione pubblica) I sondaggi sono il sale della democrazia.
Nicola Piepoli - Cirm

Sar pure dannoso come il fumo


ma alla politica non fa che bene
a maggior parte dei dati che vedo ultiL
mamente pubblicati dai giornali o diffusi dalla televisione frutto di rivelazioni
sporadiche, molto lontane dal tipo di ricerca che necessario svolgere per acquisire
una reale ed approfondita conoscenza dei
fenomeni socio-politici. Da qualche anno,
questi sondaggini sono stati trascinati insieme alle ricerche serie sul banco degli imputati. Laccusa quella di esercitare un indebito condizionamento sugli orientamenti
elettorali e sulle scelte di voto dellopinione
pubblica. Che un condizionamento vi sia
fuori discussione, anche se non si sa bene
che segno abbia e a vantaggio di chi vada. In
particolare non siamo affatto certi che a prevalere sia leffetto band wagoning (il salto
sul carro del vincitore) e non piuttosto leffetto opposto (under dog) che spinge a sostenere il partito o il candidato stimati pi
deboli dai sondaggi.
Come anche il professor Renato Manheimer, ho pi volte sostenuto che ai cittadini
andrebbe riconosciuto il diritto di farsi
condizionare dai sondaggi ogni volta che lo
desiderino. Un sondaggio d una serie di
informazioni al pari di un articolo di fondo
di un giornale. Se un elettore, volendosi fare unopinione prima del voto legge larticolo del suo fondista preferito, perch non dovrebbe leggere anche (o solo) gli esiti di un
sondaggio o la sintesi di una ricerca (magari
del proprio sondaggista preferito)?
Inoltre non bisogna dimenticare che gli
utenti privelgiati di sondaggi e ricerche non
sono i cittadini, ma le istituzioni, i dirigenti
politici, i candidati, gli eletti. La ricerca
una componente essenziale del marketing
politico, unattivit per lungo tempo impropriamente appiattita sul mero aspetto della
comunicazione, dellimmagine, o della semplice propaganda. In particolare, la ricerca
non plasma lattivit politica ad immagine e
somiglianza degli umori e dei malumori
dellelettorato, ma d alluomo politico le
informazioni necessarie per comunicare
meglio, oppure per contenere i danni in caso di decisioni impopolari ma necessarie.
Il marketing politico si propone come un
insieme di tecniche finalizzate ad offrire la

risposta ad un bisogno o ad un insieme di bisogni: un candidato, un partito, un leader,


una proposta politica. La critica pi frequentemente rivolta al marketing politico
che non si vendono i partiti come fossero
fustini di detersivo. Secondo questa critica
non etico ridurre la vita politica (che significa: passione, impegno, ideali, ecc.) al
marketing. In realt, quanto detto chiarisce
come il marketing non esaurisca in s la vita politica e debba essere considerato soltanto un efficace strumento. Contrariamente alla direzione in cui va questa critica, il
marketing svolge una sorta di funzione etica.
Lo schema semplice: la societ traduce
i propri bisogni in una serie di richieste di
intervento che sono trasmesse alle istituzioni da parte dei partiti e delle associazioni di
categoria e dei vari gruppi di pressione. Le
istituzioni, in relazione alle richieste, strutturano lagenda delle decisioni da prendere.
Il marketing consente ai partiti di recuperare il ruolo di recettori e canalizzatori della
domanda politica che loro proprio e che ricoprivano anche nel nostro paese prima di
divenire centri di potere e malaffare.
Questa considerazione mi riporta al progetto che con Diakron sto cercando di realizzare: andare sempre pi oltre il mero dato statistico per arrivare ad essere una grande antenna capace di registrare costantemente i sogni, le speranze, le paure e gli
umori del paese.
Il mio sogno tutto racchiuso in questo
breve brano di Italo Calvino tratto da Le
citt invisibili.Gli altri ambasciatori mi avvertono di carestie, di concussioni, di congiure, oppure mi segnalano miniere di turchesi nuovamente scoperte, prezzi vantaggiosi nelle pelli di martora, proposte di fornitura di lame damascate. E tu? - chiese a
Marco Polo il Gran Kan - Torni da paesi altrettanto lontani e tutto quello che sai dirmi
sono i pensieri che vengono a chi prende il
fresco la sera seduto sulla soglia di casa.
Polo non era Pilo. Ma speriamo che anche
il Polo delle libert preferisca preoccuparsi
dei pensieri dei cittadini piuttosto che delle
congiure e delle pelli di martora.
Gianni Pilo - Diakron

IL FOGLIO quotidiano

OGGI - Al Nord, sulle regioni tirreni-

che e sulle due isole maggiori cielo nuvoloso con precipitazioni sparse e nevicate sui rilievi oltre i 1000 metri.Sulle
rimanenti regioni nuvolosit variabile.
Nel corso della giornata possibili temporali su Toscana, Liguria e Piemonte
DOMANI - Su tutte le regioni cielo
molto nuvoloso con precipitazioni sparse, temporaneamente intense al Nord.

DIRETTORE RESPONSABILE: GIULIANO FERRARA


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LODOVICO FESTA, GIANCARLO LOQUENZI,
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ANNO I NUMERO 4 - PAG 3

EDITORIALI
L

za voluta dal popolo, era certamente


preferibile. Almeno per chi, come noi,
mantiene una misura robusta di scetticismo sulla possibilit che una classe
dirigente, senza una diretta legittimazione elettorale, possa e sappia cambiare in corsa le regole del gioco che
sta giocando, con imprevedibili vantaggi e svantaggi per tutti.
Allintesa riformatrice manca la parte programmatica. Maccanico dovr inventarsi un modo per fare le riforme ma
anche un modo per mandare avanti il
Paese, rispondere a interessi sociali,
promuovere lo sviluppo, contrattare un
legame saldo con il mercato europeo in
via di unificazione monetaria, dare dignit ed efficienza a servizi e grandi infrastrutture, curare i mali della finanza
pubblica e le patologie di una societ
diseguale. E tutto in base a un accordo
tra partiti fino a ieri inimicissimi, nervosissimi, pronti a febbricitanti battaglie di opposizione ideologica, tra liberali e giustizialisti, tra post-comunisti e
post-anti-comunisti. Mica facile.
Comunque sembra fatta. E la funzione dei giornali, che giudicano la politica ma per analizzarla e raccontarla,
quella di seguire, agguerriti ma senza
piagnistei, le mosse a venire di questa
nuova, strana legione di riformatori.
Avremmo preferito che la nuova Costituzione nascesse dalle urne piuttosto
che da un telefono in viva voce. Ma
sembra pi o meno fatta. Quel colloquio
c stato. Il patto via Telecom una mezza realt. Cerchiamo di fare in modo
che non finisca in una nuova farsa in
salsa bicamerale. Se andr bene, caro
presidente Berlusconi, saremo lieti di
fare chapeau. Al titolo di Cavaliere
aggiunger quello di padre della Patria.

Due Cine e un mercato, grattacapo Usa


L

a notizia che la Cina Popolare potrebbe decidere di risolvere manu


militari il contenzioso con Taiwan ha
scosso lopinione pubblica internazionale. Gli Stati Uniti hanno immediatamente raffreddato i loro rapporti con la
Cina e alcuni autorevoli osservatori
Usa hanno suggerito che la VIIflotta
torni ad esercitare un ruolo di controllo attivo in quellarea. Un pericolo che
sembrava ormai svanito con la Guerra
Fredda torna improvvisamente nella
realt.
I rapporti tra americani e cinesi non
sono semplici. Nel 94 Clinton aveva separato la concessione della Clausola di
nazione pi favorita alla Cina dalla
questione del rispetto dei diritti umani:
un equilibrio un po ipocrita tra interessi del mercato e imperativi della democrazia. Le recenti polemiche sul caso del dissidente Wei Jingsheng hanno
rimesso in discussione anche questo
compromesso.
La questione di Taiwan ben pi
grave. Nel 79, contestualmente al riconoscimento della Cina Popolare, gli
Usa avevano promulgato il Taiwan Ralations Act, una dichiarazione unilaterale che subordinava il mantenimento
delle relazioni diplomatiche con Pechino allimpegno del regime comunista di risolvere per vie pacifiche il rap-

porto con Taiwan.


Sulle contraddizioni Usa, per, oggi
il peso dellaspetto economico assai
maggiore di sedici anni fa. Gli investimenti americani in Cina sono ingenti e
allo stesso tempo lo sbilancio commerciale fra i due paesi di circa 20 miliardi di dollari annui, a favore di Pechino. Gli esportatori americani gradirebbero un riequilibrio, che un irrigidimento diplomatico renderebbe pi
difficile. Sono stati gli Usa a negare alla Cina, per questi motivi, lingresso nel
World trade organization.
Quando per dalle controversie economiche si passa al terreno del rispetto delle sovranit nazionali sancite da
trattati internazionali, come nel caso
delle due Cine e dei loro rapporti con
gli Usa, trovare un equilibrio tra affari
e libert diventa ancora pi complesso.
Tanto pi che mentre nel dopoguerra
la barriera era fissata dal conflitto tra
democrazie capitalistiche e paesi socialisti gli affari si dovevano fare, ma
la libert era la principale preoccupazione la sensazione che oggi si prova
che lOccidente abbia abbassato la
guardia su questo aspetto cruciale. E
che sciolta lUnione Sovietica, si stia un
po rinunciando anche al principio che
contro essa si opponeva, la difesa intransigente della libert.

Tariffe bloccate: ma chi paga?


S

indacati e Governo hanno firmato la


pace tariffaria. Bloccati gli aumenti di telefoni, acqua, ferrovie e Alitalia. Anche la conferenza Stato-regioni interverr calmierando i prezzi dei
servizi forniti dagli enti locali. Loffensiva contro i rincari riguarder poi benzina e polizze assicurative, recentemente liberalizzate, che potrebbero
tornare sotto il controllo di organismi
governativi.
C qualcosa di perverso in questo
accordo. Ad esempio la schizofrenia
dei sindacati sul caso Alitalia. Da una
parte chiedono aumenti retributivi per
il personale e dallaltra fermano quelli
che la compagnia chiede sul fronte dei
prezzi. Il gioco non a somma zero.
Qualcuno dovr pagare. Se non sar og-

gi con un aumento spalmato in maniera generalizzata sui prezzi dei biglietti,


sar domani con sussidi o prestiti pubblici, che invece di essere pagati dai
fruitori del servizio saranno addebitati
ai contribuenti come maggiore imposizione.
Occorre ridurre gli spazi in cui Governo e sindacati, intervengono. Pane,
dentifricio, e libri non sono meno essenziali di aerei, telefono ed elettricit.
Per i primi il mercato lavora in concorrenza tenendo il prezzo a livelli efficienti e accettati dalla generalit dei
cittadini, per i secondi sindacati e Governo non possono che contrattare politicamente, combinando pasticci che
prima o poi qualcuno sar chiamato a
pagare.

VENERD 2 FEBBRAIO 1996

La voglia di politica del ferroviere Necci

Presidenzialismo in viva voce


accordo tra Berlusconi, DAlema e
Fini ha un profilo alto ma gambe
fragili. Il presidenzialismo c. Anche i
pi scettici devono riconoscere che fa
una certa impressione ascoltare il Capo
dello Stato di una vecchia e malmessa
Repubblica parlamentare che annuncia il raggiungimento di unintesa per
riformare la Costituzione e trasformare
lItalia in una Repubblica presidenziale. Ieri questo successo, verso luna
del pomeriggio, al Quirinale.
Ma anche i pi entusiasti fautori del
dialogo non possono negare che le procedure per raggiungerlo siano state
oscillanti, tortuose, imprevedibili come
quasi tutto quel che accade in questa
fase di transizione da un sistema politico a un altro.
Le cronache raccontano che marted
mattina erano fallite le convulse trattative sullindicazione del premier insieme con la maggioranza parlamentare.
Nella notte tra marted e mercoled sarebbe invece avvenuto il miracolo, con
il ripescaggio della soluzione presidenzialista alla francese (ma con il correttivo di un Parlamento rafforzato). Infine, mercoled verso il primo pomeriggio, Berlusconi e Fini hanno avuto con
DAlema un colloquio via telefono, come si dice in viva voce (il pulsante
della viva voce lha schiacciato, naturalmente, Gianni Letta). E l, oralmente, stato siglato lo storico accordo che
Antonio Maccanico dovrebbe realizzare in almeno due anni, in un Parlamento con un centinaio di deputati leghisti
e tanti scontenti che di quel colloquio
hanno saputo tutto solo dai giornali.
Mica facile. Laltra via, quella del voto e della scelta di un nuovo sistema costituzionale da parte di una maggioran-

IL FOGLIO QUOTIDIANO

LAMICODI MACCANICO, ETERNO CANDIDATO A UN SUPERMINISTERO


Roma. A dicembre Lorenzo Necci stato
riconfermato alla guida delle Ferrovie dello Stato e, dopo pochi giorni, agli inizi di
gennaio, inserito nelle liste dei probabili

POLITICA E

POTERIFORTI

neo ministri delleffimero Dini bis. Sono


passati una ventina di giorni e verso le sei
del pomeriggio di gioved 25 gennaio Necci
stato visto uscire dalla casa di Silvio Berlusconi, in via dellAnima a Roma e mancare per un soffio Giuseppe Guarino, che invece nella stessa abitazione stava per entrare. Siamo nei giorni in cui il leader di Forza
Italia era impegnato nello sforzo alla costruzione del governo dei migliori. Sforzo
di cui Antonio Maccanico, grande amico di
Necci, stato prima partecipe e, poi, addirittura protagonista con lincarico di presidente del Consiglio.
Non si sa cosa Berlusconi e Necci si siano
detti, ma facile immaginarlo. Pi precise
le indiscrezioni sullincontro, lo stesso gioved, con Gianni Agnelli e Cesare Romiti.
Necci avrebbe chiesto solidariet ed appoggi per la propria investitura ministeriale,
formalizzando il proprio obbiettivo: o il Ministero del Tesoro o la poltrona di un costituendo Ministero delle Grandi Infrastrutture, prodotto dalla fusione tra Ministero dei
Lavori Pubblici e dei Trasporti. Come che
vada a finire, a 57 anni Necci si prepara a
concludere la propria carriera di manager
e a iniziarne unaltra.
E corteggiato dai due schieramenti: nessuno in grado di dire se le sue simpatie vadano al Polo o allUlivo e si costretti a riandare ai suoi primi passi, al suo rapporto con
Ugo La Malfa, alla sua permanente amicizia
con Maccanico, per attribuirgli una caratura laica che sposterebbe, impercettibilmente, le sue simpatie nel campo del Centro Sinistra. Ma questi sono particolari secondari.
La sostanza che Necci possiede grandi capacit di comunicatore, buoni contatti internazionali, un pletorico apparato di pubbliche relazioni alle Ferrovie (Efeso), che
fanno s che il nostro sia un po una star della stampa economica.
Lorenzo Necci pu essere preso a prototipo, quantomeno nelle intenzioni, di un processo parallelo a quello che ha portato Berlusconi alla politica. Con una dissonanza:
lintensa frequentazione del rapporto di
scambio tra lindustria di Stato e politica tut-

to interno alle relazioni e ai meccanismi


della Prima Repubblica. La biografia di
Necci non consente dubbi: stato presidente della Enichem dall85 all89, ed stato anche il primo presidente dellEnimont, tra
l89 e il febbraio 90. Un protagonista della
chimica pubblica che le vicende di Tangentopoli non hanno scalfito.
Allattivo di Necci c oggi la buona immagine che ha mantenuto in una difficile fase di trapasso del baraccone delle Fs da En-

tore delegato delle Ferrovie dello Stato ha


dovuto rendersi conto dei danni che provoca ad unazienda che ha come unico committente lo Stato, quella particolare forma di
discontinuit che linstabilit politica. Un
esempio: lobiettivo di ridurre a zero nel corso dellesercizio 1995 il margine operativo
lordo, nel 1992 negativo per alcune migliaia
di miliardi, obiettivo fondamentale per tutto
lequilibrio di bilancio, stato mancato per
alcune centinaia di miliardi e per sola colpa

Il presidente delle Ferrovie combina grandi investimenti, grandi


progetti, relazioni internazionali e una controversa passione per i giochi di
Palazzo. Potente e competente, passato indenne tra le tempeste della
Prima Repubblica. La crisi di governo teatro del suo fervoroso attivismo
te a Societ per Azioni. E stiamo parlando
della stessa azienda che era stata gestita da
Mario Schimberni, ma che non molti anni
prima era stata affidata alle mani di Ludovico Ligato. Unopera incompiuta, non tanto
sotto il profilo delle strategie dello statuto e
del bilancio, quanto nel riciclaggio di un management che nato e cresciuto in unazienda la cui tessera di partito veniva riconosciuta dalla Repubblica italiana come documento di identit.
I danni dellinstabilit politica
Nonostante che Necci abbia teorizzato in
uno dei suoi numerosi saggi sul sistema Italia che la discontinuit costituisca il vero
motore del cambiamento, come amministra-

delle finanziarie che si sono succedute


nel triennio e che non hanno rispettato gli
impegni su cui lazienda pareva poter contare con certezza solo tre anni fa. Necci spiega
sempre che il sistema Italia una sorta di
gigantesco Gioco dellOca, in cui il rischio
continuo quello di cadere nella casella
sbagliata e tornare indietro alla casella di
partenza.
Nella squadra di Necci si notano Ercole
Incalza, amministratore delegato del Tav (Alta Velocit) che nasce nellarea di Signorile, che oggi si dice sia vicino a Forza Italia e
che lo stesso Necci candida alla propria successione, in caso di assunzione nel cielo della politica. Comprende Cesare Vaciago, direttore generale della holding, area dellUlivo, ex stretto collaboratore di Schimberni;
Mauro Moretti, ex sindacalista, area Pds,
luomo che ha conquistato, a prezzo di concessioni salariali rilevanti, il solido consenso dei lavoratori allamministratore delegato; Gino Di Giovanni, vice direttore generale
delle Ferrovie (area Cisl e Ulivo), cos come
Giuseppe Sciarrone, responsabile dellarea
ingegneria e Roberto Spingardi, condirettore generale, ex Alitalia e, soprattutto, ex Fininvest.
Compito di questo staff trasformare le
Ferrovie dello Stato in una societ in grado
di fornire servizi per la mobilit allinterno di una grande rete che esse stesse devono costruire, non soltanto ammodernando la
parte ferroviaria (Alta Velocit), ma anche

Lindagata unica di Mani Pulite


IL POOL MILANESE HA CONCENTRATO TUTTA LINCHIESTA SULLA FININVEST
Milano. Con la sentenza sul processo EniSai, letta ieri dai giudici del tribunale penale di appello, un altro tassello si aggiunto al mosaico di Mani Pulite. Centinaia
gli imputati, molti i patteggiamenti, quasi
mai nelle aule del palazzo di giustizia risuonata la parola assoluzione. Per Mario
Chiesa, lex presidente del Pio Albergo Trivulzio, e Walter Armanini, gi assessore comunale, la Cassazione ha reso definitive le
condanne. E la Corte Suprema si accinge a
pronunciarsi su altre vicende, rendendo
concreta la possibilit che per altri imputati si aprano le porte del carcere.
A due settimane dal quarto anniversario
di Mani Pulite le cifre dei processi sembrano dare ragione alla procura milanese: i
processi si stanno svolgendo regolarmente
e laccusa prevale quasi sempre sulla difesa. Leggendo in trasparenza le cifre, per,
unaltra verit prende corpo.
Esaminiamo i numeri, quelli ufficiali
di un anno fa, anno terzo dellinchiesta.
Duemilacinquecentodieci iscritti nel registro degli indagati, 574 indagati trasferiti
per competenza ad altra sede, archiviazione per 206 persone, 718 ordinanze di custodia cautelare, 879 richieste di rinvio a giudizio, 336 condanne e 261 patteggiamenti.
Da quel 17 febbraio sono cresciuti i numeri
delle richieste di rinvio a giudizio e dei condannati, ma non quello degli indagati.
Sono finiti i processi relativi a tutte le
municipalizzate milanesi, tranne la Mm dove manca solo la sentenza, stanno invece
per iniziare i processi sulle grandi aziende
di Stato come lEnel (50 imputati) e lEni (oltre 150 imputati). Sono in corso i processi
sulla Cariplo, sulla corruzione dei finanzieri operata dagli stilisti, cos come il dibattimento che vede Silvio Berlusconi sul banco
degli imputati con le stesse accuse.
I magistrati milanesi si sono occupati anche delle nomine regionali dei dirigenti
delle Usl e hanno raso al suolo tutte le
giunte dellhinterland meneghino. Insomma
non c stato settore, sanit compresa, che
non sia stato toccato dallincalzante attivit
dellinchiesta, come non si sono salvati i
grandi affari come Enimont ed Eni-Sai.
Per arrivare a queste cifre da capogiro, il
pool lavorava giorno e notte, grazie anche
allo stakanovismo di Di Pietro,. Ogni settimana veniva aperto un nuovo filone di inchiesta.
Nel quarto anno di Mani Pulite tutto sembra cambiato. Non ci sono stati nuovi spunti di indagine, ma lattivit della procura si
concentrata su un solo obiettivo, preso di
mira molti fronti: tutta la forza durto del
pool contro lex presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi.
Anche in passato qualche imputato ha sostenuto di essere vittima di un accanimento giudiziario, ma proprio i grandi numeri
e lesistenza contemporanea di numerosi
settori dellinchiesta erano unefficace argomento da parte dei magistrati. Che in
questo modo potevano evitare di rispondere a chi chiedeva loro se non ci fossero indagati preferiti rispetto ad altri.
Oggi, a Milano, c invece solo unindagine che non riguardi il leader di Forza Italia:
quella sul clamoroso buco di mille miliardi
di Gemina. Ma i tempi lunghi e la circospezione, sopratutto verso i vertici della Fiat,

non fanno pensare a sviluppi clamorosi.


Niente a che vedere con la richiesta di commissariamento dei vertici avanzata esclusivamente per Publitalia, nelle more di
uninchiesta che riguarda una frazione ridottissima del suo fatturato.
Oltre al processo iniziato il 17 gennaio,
Silvio Berlusconi dovr affrontare un 96

Quattro anni fa cerano decine


di nuovi inquisiti ogni settimana,
oggi, invece, iniziative a ripetizione
concentrate sullo stesso fronte

ldo Ravelli, portafoglio a destra e cuoA


re a sinistra. La definizione, quanto
mai efficace, di uno dei suoi allievi prediletti, Sergio Cusani, ed utilissima per
fotografare la complessa personalit di
quello che passer alla storia come il re
Mida della Borsa italiana.
Entrato in piazza Affari quando aveva
ancora i calzoni corti, Ravelli ne uscito
solo il giorno della sua scomparsa, nel giugno scorso alla veneranda et di 83 anni.
Con lui Fabio Tamburini, inviato del quotidiano La Repubblica, ha realizzato un libro-intervista Misteri d'Italia, che spazia
lungo settant'anni di storia borsistica, finanziaria e politica. Un libro che va letto
come una sorta di romanzo della Borsa,
dove - come correttamente avverte l'autore - "verit e fantasia sembrano rincorrersi", dove la ricostruzione minuziosa della
scalata alla Liquigas convive con la profezia che gli americani prima o poi ripristineranno la convertibilit oro-dollaro.
A fare di Ravelli una figura eccentrica rispetto agli altri agenti di cambio milanesi, prima ancora che il suo amore per
la sinistra forse il rispetto per la politica. Non si pu operare in Borsa con successo senza capire come si sposta il baricentro del potere politico, senza chiedersi come intendono muoversi i grandi paesi industrializzati, senza conoscere i fili
(invisibili) che hanno legato e legano i
protagonisti della scena finanziaria ai loro interfaccia romani.

pieno di difficolt giudiziarie, con le inchieste ed i processi sul caso Lentini, sulla
compravendita del terreno adiacente la villa di Macherio, sullacquisto della societ cinematografica Medusa. Le accuse sono simili: pagamenti in nero che rendevano falsi
i bilanci, allo scopo di pagare meno tasse e
di creare fondi extracontabili. Diversa, e sicuramente pi politica, lultima accusa,
con richiesta di rinvio a giudizio: aver finanziato il Psi di Bettino Craxi. Le continue
perquisizioni - lultima della settimana
scorsa - nelle aziende Fininvest danno poi
la netta sensazione che le indagini sul
gruppo siano tuttaltro che concluse.
Sul versante politico qualcosa invece
cambiato: i nuovi amministratori locali e i
nuovi potenti non sono sotto inchiesta e nessuna indagine riguarda gli attuali partiti politici, pur privi di una legge sul finanziamento pubblico. Certamente Mani Pulite ha
avuto un effetto deterrente, forse sono cambiate le forme della commistione tra economia e politica, vero che anche le inchieste
su Berlusconi si riferiscono alla sua attivit
di imprenditore (e non di uomo politico),
ma resta il fatto che a Milano non c un
parlamentare in carica sotto accusa per reati contro la pubblica amministrazione.
Lintera inchiesta Mani Pulite ha uno
spessore temporale molto limitato, tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Un decennio su cui il pool ha lavorato
molto e ha fatto un indagine sistematica,
mentre ora Mani Pulite un indagine episodica, e quindi pi discrezionale. Dei tremila indagati ne rimasto uno solo, ma non
ha smesso di fare politica.

LIBRI
Fabio Tamburini
MISTERI DITALIA
204 pp. Longanesi, Lire 26.000
Sta forse in questi precetti la spiegazione dei successi di Ravelli, della sua capacit di trovarsi assai spesso al momento
giusto nel posto giusto. "Ma la vera ragione
per cui io dopo settant'anni di Borsa sono
sopravvissuto che non ho mai ecceduto"
racconta a Tamburini.
Raider per mentalit e "voglia di divertirsi comprando azioni", Ravelli nelle
sue memorie prodigo di riconoscimenti
verso l'establishment.
Nelle sue parole Mediobanca e la Fiat
sono ritratti come istituzioni capaci di far
valere la loro forza in Borsa, di comandare a piacimento il mercato e di rimanere
comunque un formidabile baluardo di etica capitalistica.
Per Cuccia non esistono problemi. E'
arrivato a disporre di tutti i soldi che ci sono in Italia". E ancora: " l'unico vero banchiere che abbiamo", in piazza Affari " lui
che d il la alle banche, ai fondi e anche
alla Banca d'Italia". E anche per questo,

occupandosi di funzionare come perno dellintegrazione dei vari sistemi di trasporto.


Un esempio: uno dei progetti che sta pi a
cuore a Necci il piccolo e poco costoso raccordo ferroviario tra il porto di Gioia Tauro
e la rete ferroviaria Nord-Sud. La ragione
semplice, il monumentale porto (figliastro
del 5 centro siderurgico fortissimamente
voluto dal Pci e dai sindacati negli anni 70),
finora ha prodotto solo ndrangheta e malaffare. Ma possibile farne uno dei porti smistamento container pi centrali ed efficienti del Mediterraneo, operazione per cui bastano un pugno di miliardi.
Includere lItalia nelle grandi infrastrutture europee di mobilit, questo lobiettivo,
con una visione concettuale che fa delle ferrovie qualcosa di molto simile alla rete cablata che veicoler di qui a poco lenorme
massa di informazione, spina dorsale della
prossima fase di sviluppo. Per completare
questo semplice progetto Necci indica proprio nella discontinuit, caratteristica senza dubbio della attuale fase della vita della
nostra societ, la grande occasione: ... noto che nella situazione di unazienda in crisi, e quindi anche nella situazione italiana,
la discontinuit offre occasioni uniche,
scrive nel suo libro Rivalutare lItalia.
Niente di nuovo solo che Necci mostra di
saper apprezzare e di voler sfruttare al massimo soprattutto la nuova, clamorosa discontinuit che si creata nella politica italiana. La brusca, violenta interruzione del
continuum di tante parti politiche, la crisi
del processo di formazione, dello stesso cursus honorum della classe politica, offrono
opportunit che lattuale amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato ha intenzione di sfruttare.
Il modello Balladur
Il suo modello stato Edouard Balladur,
almeno fino alla sua sconfitta da parte di
Jacques Chirac, perch Necci, come tutti i
grand commis, piuttosto duttile in fatto di
idee e di fedelt ai modelli; il suo obiettivo
esplicito passare dalla dirigenza di una
grande azienda alla grande politica. La sua
caratteristica la calma: la recente riconferma gli consegna una posizione di forza e
- anche se saltasse loccasione ministeriale
di questi giorni- ancora tre anni di tempo
prima di dover pensare con urgenza al futuro. E capace cos di disegnare grandi scenari quale quello dellAlta Velocit, un investimento che dovrebbe consistere nella
prima operazione di grande portata di lavori pubblici finanziati tramite un sistema di
concessioni e investimenti di privati, simile
a quelli realizzati allestero. Non vanno dimenticate, per, le critiche al progetto rivolte da Giuliano Amato, presidente dellAntitrust, che sostiene che la copertura dei rischi dei privati da parte dello Stato eccessiva, determinando unanomalia della concorrenza. Le imprese partecipanti al progetto della Tav sarebbero favorite impropriamente rispetto a quelle escluse.
Necci capace della minuta gestione del
rapporto con gli enti locali, decisivi per far
accettare la complessa rete di operazioni infrastrutturali da compiere in tante citt: scavi, nuove stazioni, deposizioni di binari. Operazioni rese pi scorrevoli dalloperativit
di una societ come Metropoli. E in questa
opera che si costruiscono o meno anche certi rapporti politici: quelli con il Pds sono cementati per esempio dallottimo rapporto
che Necci ha con amministratori come Walter Vitali, sindaco di Bologna o il presidente della Regione Toscana Vannino Chiti.
Con altri come il sindaco di Milano, Marco Formentini, i rapporti non sono cos fattivi: Necci non andato in suo soccorso
quando Formentini cercava aiuto nelle Ferrovie di Stato per sistemare questa o quella
area milanese. Tanto lamministratore delle
FFSS conta, nella strategica Commissione
Trasporti della Camera dei Deputati, del sostegno del leghista Roberto Castelli.
In attesa di diventare ministro, Necci ha
curato minuziosamente i rapporti con il Comune di Roma. Tanto che c chi parlando
di lui, del sindaco Francesco Rutelli e dei
costruttori romani (Alfio Marchini in testa)
indica una sorta di partito trarversale del
Giubileo. Una alleanza che mira ad avere
un ruolo centrale nella gestione di quello
che sar lavvenimento principale di fine
secolo (almeno sul piano degli appalti).
2 - continua
almeno dalla seconda met degli anni Cinquanta "io ho fatto di tutto per non rompergli i coglioni".
Per spiegare come il suo cuore abbia
battuto sovente a sinistra il vecchio agente di cambio racconta l'anno passato nel
campo di concentramento nazista di
Mauthausen, gli uomini che in quell'inferno ha conosciuto, i leader della sinistra
che sono passati sia per la sua casa che
per lo studio. Su tutti il socialista Riccardo Lombardi, "che avevo incontrato per la
prima volta nel 1943 e di cui diventai grande amico". Ma anche Lelio Basso ("politico
raffinato e intelligente"), il comunista barricadiero Giuseppe Alberganti e Achille
Occhetto (che spos in prime nozze sua figlia Nina) e perfino "il simpaticissimo" Mario Capanna, a cui andavano le inclinazioni politiche del figlio Piero. E proprio per
questo motivo in Borsa in molti credettero
che pap Ravelli fosse l'animatore e il finanziatore dei contestatori del Movimento Studentesco della Statale di Milano.
"Niente di pi ridicolo".
Per chiudere una curiosit. Chi pensate che il vecchio corsaro Ravelli, dovendo
ridurre l'attivit, abbia consigliato ai suoi
clienti come finanziere di fiducia?
Nessuno dei suoi giovani pupilli, corsari come lui, ma lesterno, Jody Vender,
quello fra gli emergenti della Borsa, pi
legato alla cultura industriale. "E' il pi
serio, quello che capisce di pi, molto
perbene".