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Lamore per principio, lordine per fondamento, il progresso per fine (A.

Comte)

La Filosofia nellet dellindustria e del progresso


tecnico-scientifico.
I.

Filosofia e Rivoluzione Industriale.

La rivoluzione industriale, iniziata in Inghilterra nellultimo periodo del XVIII secolo e promossa
da una serie di fattori demografici, tecnologici e culturali, port ad un aumento esponenziale della
produttivit ed al successo di un modello socio-culturale che influenz lEuropa intera.1 La
rivoluzione industriale diede il via, con lutilizzo massiccio del ferro e del carbone, alla pi
radicale trasformazione delle forme produttive della storia umana ed i pensatori, i filosofi e gli
intellettuali in genere, cercarono di cogliere, analizzare e decodificare gli aspetti sociali e culturali
di un fenomeno di tale portata. Una nuova generazione di studiosi simpegn nella costruzione di
filosofie in grado spiegare ci che stava accadendo. Ovviamente questo avvenne nelle tre nazioni
caratterizzate, se pur in tempi diversi, dai rapidi processi di trasformazione sociale che seguirono
allindustrializzazione.
Aree geografiche e indirizzi di pensiero.

Utilitarismo, Positivismo e Materialismo storico.


Inghilterra: la prima nazione ad elaborare un nuovo corso del pensiero fu lInghilterra, in quanto fu
la prima a produrre il fenomeno dellindustrializzazione. Qui, allinterno della prima rivoluzione
industriale, nacque il moderno pensiero economico. Se, nella loro ricerca sulluomo, i filosofi del passato
si erano sempre occupati di produttivit, questi nuovi pensatori concepivano la loro teoria economica in
modo unitario, organico e soprattutto autonomo. Dopo il decano degli economisti inglesi, Adam Smith
(1723-1790), i successivi analisti dei fenomeni produttivi, come David Ricardo (1772-1823), Thomas
Robert Malthus (1766-1833), Jeremy Bentham (1748-1832), John Stuart Mill (1773-1836) si
presentarono come specialisti e, sul solco della tradizione illuminista, simpegnarono in quelloperazione
di ingegneria sociale, che mirava ad analizzare ed a costruire la societ del futuro e che prese il nome di
Utilitarismo.

Francia: Quando anche la Francia cominci il suo processo di industrializzazione massiccia, a


partire dai primi anni dellOttocento, molti filosofi percorsero la via che aveva tracciato il vecchio
illuminista, Claude de Saint-Simon (1760-1825), in particolare il di lui allievo Auguste Comte (17981857), il quale, negli anni trenta del secolo, diede il via alla grande stagione del Positivismo.

Germania: La Germania, ultima nazione ad industrializzarsi, dominata culturalmente dallorganica


teoria idealistica, svilupp in breve tempo una modificazione strutturale delle relazioni sociali ed
economiche, delle quali due giovani hegeliani di sinistra, il tedesco Karl Marx (1818-1883) e linglese
Friedrich Engels (1820-1895), elaborarono uno studio teorico e critico che, nei decenni successivi,
sarebbe stato sviluppato anche sul piano politico e avrebbe dato vita ad un sistema tra i pi fecondi della
storia del pensiero, il Materialismo storico e dialettico marxista.

Se la prima rivoluzione industriale, che aveva nelle fabbriche, nel settore tessile e nellinvenzione
della ferrovia i suoi cardini, fu let dei pensatori economisti, i teorici dellUtilitarismo, la seconda
rivoluzione, periodo di straordinario progresso scientifico, esteso a tutti i campi del sapere (dalle
scienze della natura a quelle delluomo), segn il definitivo divorzio tra la scienza e la filosofia vera
e propria con il trionfo del Positivismo, che denomina complessivamente la tendenza di unepoca.

Con lesclusione soltanto di aree refrattarie come la Russia.

I.

1. LUtilitarismo inglese. La nascita della scienza economica.

LUtilitarismo della prima parte dellottocento pu esser considerato come la prima


manifestazione del positivismo in Inghilterra. Fu una filosofia sociale, corrispondente a quella
contemporanea francese, che ebbe i suoi massimi esponenti nei tre teorici Bentham, James Mill e
John Stuart Mill e nei grandi analisti delleconomia politica Thomas Robert Maltus e David
Ricardo. Di costoro ci siamo gi occupati nel corso di Storia (cfr. Studiare Storia vol 2. pag.270271). Malthus, nel suo Saggio sulla popolazione, constat che una popolazione tende a crescere
secondo una progressione geometrica, contro la progressione aritmetica di accrescimento dei
mezzi di sussistenza, determinando uno squilibrio che pu essere eliminato solo eliminando la
miseria o controllando preventivamente le nascite, con lastensione dal matrimonio. Ricardo
analizz il rapporto tra il salario del lavoratore e il profitto del capitalista mettendone in luce
lantagonismo. Bentham, sulla scia di Cesare Beccaria, riteneva che il fine di ogni organizzazione
sociale fosse la maggior felicit possibile per il maggior numero di persone e, in base a questa
massima, afferm che unazione buona solo in quanto utile alla felicit comune. Da qui, oltre
che il termine utilitarismo, deriva un bilancio morale dei piaceri che, se soddisfano ai caratteri di
intensit, durata, certezza, prossimit, fecondit, purezza (incapacit di produrre dolore) ed
estensione (capacit di essere estesi al maggior numero di persone), si potranno considerare il
Bene. Il positivismo di Stuart Mill, un positivismo sociale come quello di Comte, ma, mentre
quello di Comte un razionalismo radicale, quello di Stuart Mill un non meno radicale
empirismo, come nella pi pura tradizione inglese. Condusse una critica alla logica proponendo
una radicale riformulazione dei suoi termini e delle sue metodologie d'indagine, affermando che
linduzione ci a cui si riduce ogni conoscenza vera; ogni proposizione universale una
generalizzazione dei fatti osservati, ma cosa giustifica tale generalizzazione dato che non possibile
osservare tutti i fatti? Il principio delluniformit delle leggi di natura: una legge che in natura
esistano leggi= La legge di causalit. Essa asserisce che ogni fatto che ha un inizio ha anche una
causa. Questa la base di ogni induzione e permette di riconoscere nella natura un ordine costante
e necessario dei fenomeni. Ma, chi mi assicura che tale legge di causalit valga anche in tutti i
firmamenti delluniverso siderale? La legge stessa che regola linduzione uninduzione, un circolo
vizioso. In economia politica Mill afferma, sulla base dei precedenti di Smith, Malthus e Ricardo,
che le leggi della produzione sono leggi di natura, mentre quelle della distribuzione dipendono dalla
volont umana, dal diritto e dal costume. Quel che trattiene Mill dalladerire al socialismo, del quale
condivide il riconoscimento e la condanna delle ingiustizie sociali, lesigenza di salvaguardare le
libert individuali.

I.

2. Il Positivismo. Mito del progresso e culto della scienza.

Movimento filosofico e culturale, caratterizzato dallesaltazione della scienza e dei suoi metodi, il
Positivismo nasce in Francia nella prima met dellOttocento e simpone a livello europeo solo
nella seconda parte del secolo.
Il decollo del sistema industriale, della scienza e della tecnica, la possibilit di accelerare gli scambi
commerciali e culturali su larga scala determina un clima di fiducia entusiastica nelle potenzialit
del sapere scientifico e tecnologico e una generale fiducia nellincontrastabile progresso umano. Il
continuo avanzamento della ricerca (nella chimica, nella fisica, nellingegneria, nella medicina)
offr il miglior motivo di diffusione di questo sentore di ottimismo che si tradurr in un vero e
proprio culto per il pensiero scientifico e tecnico. Per cui, se lIlluminismo aveva celebrato come
tipo ideale il filosofo ed il Romanticismo il poeta, il Positivismo esalta soprattutto lo
scienziato, di cui incarnazione massima quel Newton della biologia che Darwin.
1. Complessivamente visto, il positivismo della seconda met del secolo appare come la vera
filosofia della moderna societ industriale, tecnico-scientifica, lespressione culturale
delle speranze e delle infatuazioni ottimistiche che hanno caratterizzato unepoca. Non per
nulla si sviluppa principalmente in quelle nazioni allavanguardia nel progresso industriale e
scientifico.
2

2. Il Positivismo dunque appare come lideologia tipica della borghesia liberale


delloccidente, che di questa rivoluzione stata fautrice. Con questa borghesia emergente
il positivismo condivide ideali e punti di vista, come la fiducia nella moderna societ
industriale e la tendenza politica riformista nemica tanto del conservatorismo quanto del
rivoluzionarismo socialista che, proprio in quegli anni, con Marx, andava elaborando una
critica dellesistente, una fotografia in negativo dei costi umani collegati alle strutture
socio-economiche del capitalismo industriale.
Il termine Positivismo fu coniato da Auguste Comte (1798-1857), che, nella sua opera
fondamentale, Corso di filosofia Positiva (1830), forn la base teorica di quella che diventer in
seguito una vera e propria scuola. Dalla met del secolo, infatti, il Positivismo di Comte si diffuse
in tutta Europa, assumendo progressivamente i tratti di una filosofia, di una visione del mondo e di
unideologia, per non dire una religione, al pari di quella romantica capace di esercitare una
vastissima influenza.
Il sapere positivo, per Comte, un sapere che fa ricorso esclusivamente a leggi e metodi
scientifici, rifiutando ogni spiegazione del mondo di carattere metafisico che si rifaccia ad
ipotesi non dimostrate o a principi religiosi. Positivo, utile, certo chimerico, vano, vago.
Su questa base, i caratteri fondamentali del positivismo sono:
a) Il ricorso al metodo della scienza (= osservazione dei fenomeni, formulazione di ipotesi e
loro verifica sperimentale)
b) La totale indipendenza della ricerca scientifica da legami con la religione.
c) Lestensione del metodo scientifico ad ogni manifestazione della vita delluomo, compresa
quella associata che pu essere oggetto di studio come un organismo.
d) Nascita della sociologia come scienza atta a indagare lorganismo societario, a
individuarne malattie e soprattutto indicare possibili cure.

I.

3. Comte. Il positivismo sociale.

Il positivismo della prima met del secolo prende le mosse dal pensiero sociale del conte Henri de
Saint-Simon, le cui idee sul potere della scienza influenzarono notevolmente i progressi materiali
dellindustria europea e le correnti socialiste successive, miranti ad una pi armonica e giusta
organizzazione sociale. Fra queste le pi notevoli e originali furono quelle di Charles Fourier (17721835) e di Pierre-Joseph Proudhon, il cui primo scritto Cos la propriet? contiene la famosa
definizione La propriet un furto.
Dalla filosofia di Saint Simon prende le mosse il fondatore del positivismo Auguste Comte (17981857). Nato a Montpellier, Comte studi al Politecnico di Parigi, fu amico e collaboratore di SaintSimon. Nel 1830 pubblicava il primo volume del Corso di filosofia positiva. La parte dellopera di
Comte che ha avuto maggiore risonanza, diretta o in chiave polemica, la sua dottrina della
scienza. Nella prima parte della sua carriera egli cerc di trasformare la scienza in filosofia (ovvero
di classificare e codificare le scienze in conformit a principi rigorosi), mentre nella seconda cerca
di trasformare la sua filosofia in una sorta di religione.
Il bisogno di una rigenerazione universale, politica e filosofica al contempo, fu la molla che
port Comte a considerare la scienza positiva come la soluzione definitiva a tutti problemi del
genere umano. La scoperta fondamentale di Comte, punto di partenza della sua filosofia, la
Legge dei tre stadi, ossia la legge che spiega, lo sviluppo del pensiero umano, dalle origini ai nostri
giorni. Ogni stadio descrive un modo complessivo di intendere il mondo ed i suoi fenomeni, tre
modi insomma di fare filosofia.
Questa legge, che il cuore del positivismo, riconduce, in sintesi, la storia dellumanit a tre stadi di
sviluppo: lo stadio teologico, che rappresenta linfanzia dellumanit; lo stadio metafisico, la
giovinezza; quello positivo, la maturit del genere umano. Alle origini, lumanit viveva in una
condizione spirituale teologica, dove, in un mondo incomprensibile ogni evento naturale era
spiegato con lintervento di cause o potenze sovrannaturali e divine. In seguito, in Grecia nacque la
metafisica. Mediante essa luomo vuole comprendere il mondo, le essenze elementari che lo
compongono e le leggi che lo regolano. Nonostante il balzo in avanti, Comte ritiene questo stadio
3

ancora imperfetto poich, nonostante in esso luomo abbia raffinato la propria forza razionale, lo
stadio metafisico altro non se non una semplice modificazione del precedente stadio, in quanto
sostituisce agli agenti soprannaturali principi astratti quali il principio di causa, il concetto di
essenza. In questo stadio luomo, piuttosto che concentrarsi sul mondo dellesperienza, rivolge la
sua attenzione a ci che immagina sia nascosto dietro. Nello stato positivo, lo spirito umano, da
Galileo in poi, riconoscendo limpossibilit di pervenire a ragioni assolute, rinuncia a cercare
lorigine e il destino delluniverso, a conoscere le cause ultime dei fenomeni, per dedicarsi
esclusivamente a scoprire, con luso opportunamente combinato del ragionamento e
dellosservazione, le loro leggi effettive, ossia le loro relazioni invariabili di successione e
somiglianza. In altre parole, il pensiero positivo rinunciando al chiedersi il perch delle cose si
concentra esclusivamente sul come.
Facendo un esempio pratico, la filosofia positiva accetta che i fenomeni generali delluniverso siano
spiegati dalla legge newtoniana della gravitazione (= la tendenza di tutte le molecole le une verso
le altre, in ragione diretta delle loro masse e in ragione inversa dei quadrati delle loro distanze), 2 che
spiega una serie di fenomeni legati alla pesantezza dei corpi ed alla loro attrazione reciproca; ma
rinuncia a spiegare che cosa siano in se stesse lattrazione e la pesantezza, perch questo lo lascia
allimmaginazione dei teologi o alle sottigliezze dei metafisici. A proposito dellesempio riportato
riguardo alla pesantezza ed allattrazione, tutte le volte che si tentato di definire questi principi,
dice Comte, non si riusciti a far altro che spiegare luno per mezzo dellaltro e viceversa,
dicendo, per quanto riguarda lattrazione, che essa un peso universale e poi, per il peso, che
esso consiste semplicemente nellattrazione terrestre. Quindi la scienza evita di chiedersi quale
sia la natura intima degli oggetti che misura, dato che il tentativo di spiegare la natura in
termini metafisici porta a contraddizioni insolubili.3
La convinzione di Comte che tutti i fenomeni, sia quelli naturali che quelli della vita dello spirito,
siano il prodotto di sistemi complessi ma scomponibili nelle loro parti semplici, meccaniche e
materiali. Questo prende il nome di riduzionismo.4 Poich tale operazione di riduzione non si attua
con la stessa facilit in tutti gli ambiti del sapere, Comte propone lorganizzazione di una
enciclopedia delle scienze in senso gerarchico, che collochi le scienze secondo un ordine di
complessit crescente e comprenda infine quattro scienze fondamentali, da cui esclude le
conoscenze applicate, di cui deve fornire un prospetto fondamentale. Lastronomia, la fisica, la
chimica e la biologia sono tali scienze. Dal novero sono escluse: la matematica in quanto
presupposta come il fondamento di tutte; la logica, che in quanto studio dei metodi di ogni scienza
interna a ciascuna; la psicologia che Comte non ritiene possa mai pervenire allo stadio di scienza,
poich da essa non possibile ricavare dati oggettivi e quantificabili. Inoltre c una scienza che
merita a pieno titolo il posto donore tra quelle positive ed la sociologia. Ad essa tutte le altre
dovrebbero essere subordinate come mezzi ad un fine. La fisica sociale, come la chiama
Comte, ha il compito di condurre la societ ad una nuova e pi efficace organizzazione del
vivere comune ed a questo scopo deve costituirsi nella stessa forma delle altre discipline positive,
ossia concepire i fenomeni sociali come soggetti a leggi naturali che ne rendano possibile la
previsione, sia pure nei limiti della loro complessit superiore.
Lo scopo di ogni indagine scientifica la formulazione della legge solo la legge permette la
previsione e solo la previsione dirige e guida lazione delluomo sulla natura. Scienza, donde
previsione; previsione, donde azione. La scienza previsione, dunque azione.
Essendo lanalisi di Comte esplicitamente diretta a favorire lavvento di una societ nuova che
egli chiama sociocrazia (un regime fondato sulla sociologia, corrispondente a quello teocratico,
fondato sulla teologia), lo studio della societ in termini scientifici diviene indispensabile.
2

Due corpi, rispettivamente di massa m1 e m2, si attraggono con una forza di intensit direttamente proporzionale al prodotto delle
masse ed inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza. Tale forza ha la direzione parallela alla retta congiungente i
baricentri dei corpi considerati.
3

Caro Comte, per altri motivi e differenti scopi, questo quello che diceva Kant.

la tendenza a ricondurre la spiegazione di un dato fenomeno ad agenti quanto pi elementari e meno numerosi possibile.
Questo vero, ad esempio, nella fisica delle particelle, che si pone come obiettivo la spiegazione di fenomeni macroscopici
complessi sulla base di poche strutture, relazioni e reazioni microscopiche. Lo vedremo pi avanti.

Statica e dinamica sono le due componenti della fisica sociale. La prima corrisponde al concetto di
ordine e mette in luce la relazione intercorrente tra le varie parti del sistema societario, laltra studia
lo sviluppo continuo e graduale della societ. Il progresso realizza un perfezionamento incessante,
per quanto non illimitato, del genere umano, ma esso non implica che una qualsiasi fase della storia
umana sia inferiore alle altre. La stessa nozione di progresso implica che ciascuno stadio
consecutivo sia il risultato necessario del precedente e motore indispensabile del seguente. 5
Per Comte, come per Hegel, la Storia sempre, in tutti i suoi momenti, tutto ci che deve essere e
in ci cita De Maistre: tutto ci che necessario esiste.6
Avverso alle moderne idee di libert individuale e pluralismo, Comte concepisce il suo ordine
sociale come un regime assolutista altrettanto organico di quello teologico che dovrebbe
soppiantare. Espresso nel Sistema di politica positiva, questo nuovo ordine positivo interviene a
ripristinare lunit, culturale e pratica, infranta dallinterregno anarchico della societ moderna e
mira a trasformare la filosofia positiva in una religione. Il concetto fondamentale di questa nuova
societ quello di Umanit che deve prendere il posto di quello di Dio. Lumanit come tradizione
ininterrotta e continua del genere umano, che ha saputo gradualmente svilupparsi nelle sue et
primitive (quella teologica e quella metafisica) per giungere allet positiva, che preannuncia la sua
piena maturit. Lumanit tributaria di un culto dotato di un cerimoniale e di una morale. Tale
morale laltruismo. Vivere per gli altri la massima fondamentale. Infatti, accanto agli istinti
egoistici luomo possiede naturalmente istinti simpatici, che leducazione positivista pu sviluppare
gradualmente sino a renderli predominanti sugli altri.

II. Scienza e filosofia nellOttocento.


II.

1. Il Trionfo del meccanicismo e i germi della sua crisi.

Gli orizzonti delle scienze della natura, che ancora per Kant non si spingevano oltre i confini della
meccanica, a partire dallOttocento si allargano a dismisura. Con la fondazione della
termodinamica (ad opera di Robert Boyle, Sadi Carnot, Lord Kelvin e Rudolf Clausius7),8
dellelettromagnetismo (che trova compiuto fondamento nellopera di James Clerk Maxwell), col
rapido sviluppo della chimica e dalcune branche della biologia, la scienza ottocentesca si frantuma
in una molteplicit di ricerche sperimentali, che rendono arduo quel tentativo di unificazione e di
connessione organica tra i diversi territori dellindagine scientifica auspicato da Comte. La feconda
collaborazione tra scienza e filosofia, realizzata nellet dellIlluminismo, entra in crisi ma la
pratica scientifica non riesce, tuttavia, a rinunciare ad alcuni principi prettamente filosofici che
fungono da guida nellindagine. In tal senso il quadro di riferimento, che fa da sfondo alla ricerca
scientifica, , e continuer ad essere fino alla fine del secolo, il meccanicismo di cui troviamo una
lapidaria formulazione nel famoso brano di Pierre Simon de Laplace (1749-1827): Noi dobbiamo
considerare lo stato presente delluniverso come leffetto del suo stato anteriore e la causa di
quello che seguir. Unintelligenza che per un istante dato, conoscesse tutte le forze da cui la
natura animata e la situazione rispettiva di tutti gli esseri che la compongono, se fosse
abbastanza vasta per sottomettere questi dati al calcolo, abbraccerebbe nella stessa formula i
5

Secondo laforisma di Leibniz: Il presente gravido dellavvenire.

Diplomatico, giurista e filosofo italiano, teorico del giustificazionismo, il conte Joseph de Maistre fu tra i portavoce
pi importanti del movimento controrivoluzionario che fece seguito alla Rivoluzione francese. Nato in Savoia, fu
Ambasciatore del re Vittorio Emanuele I presso la corte dello zar Alessandro I.
7
Rudolf Clausius introdusse il concetto di entropia. Vedi a pag. 8.
8
La termodinamica o dinamica del calore. Argomento di studio principale di questa disciplina sono i gas e le loro
traformazioni, in quanto queste stanno alla base delle macchine termiche, apparati costruiti per convertire il calore in
movimento, lenergia in lavoro. Lelettromagnetismo la branca della fisica che studia i fenomeni di natura elettrica e
magnetica e le loro correlazioni (come ad esempio i campi magnetici prodotti dalle correnti elettriche e le correnti
elettriche prodotte dai campi magnetici variabili).

movimenti dei pi grandi corpi delluniverso e quelli del pi leggero atomo: niente sarebbe
incerto per essa e lavvenire, come il passato, sarebbe presente ai suoi occhi.9
Meccanicismo un termine filosofico usato per indicare una concezione del mondo che evidenzia
la natura esclusivamente corporea, e quindi meccanica, di tutti gli enti che lo compongono, che
implica il rifiuto del finalismo e della metafisica. Vedi voce meccanicismo
La concezione meccanicista, nella sua versione ottocentesca, (perch si parla di meccanicismo
classico, cartesiano e ottocentesco) riconduce il mondo a quattro distinte entit, lo spazio, il tempo,
la materia e il movimento (o forza). Spazio e Tempo sono i contenitori formali entro cui hanno
luogo i fenomeni, spiegabili con le leggi matematiche della meccanica che governano il moto. I
principi che lo caratterizzano sono tre: il determinismo, il riduzionismo e la reversibilit.
Il determinismo: la dottrina filosofica secondo la quale tutto ci che esiste o accade, comprese le

conoscenze e le azioni umane, determinato da una catena ininterrotta di eventi causali avvenuti in
precedenza. La conseguenza pi importante di questo principio la convinzione che quel che accadr in
futuro predeterminato dalle condizioni iniziali. Il determinismo associato alle teorie del meccanicismo e
della causalit, sulle quali si appoggia.
Il riduzionismo: posizione tipica del positivismo, per la quale gli enti, le metodologie o i concetti di una
scienza, devono essere ridotti al minimo sufficiente a spiegare i fatti. In questo senso il riduzionismo pu
essere inteso come unapplicazione del cosiddetto rasoio di occam (o principio di economia) che
raccomanda di evitare ipotesi aggiuntive, quando quelle iniziali sono sufficienti (= Se una teoria funziona
inutile aggiungere una nuova ipotesi). Il riduzionismo scientificamente giustificato, nellottocento, dalla
convinzione che tutti i fenomeni di cui abbiamo esperienza siano il prodotto di sistemi complessi, ma pur
sempre scomponibili nelle loro parti pi semplici. Un essere vivente con ci finisce per risultare solo una
macchina complessa.
La reversibilit: un principio che si deduce dalla natura dei fenomeni meccanici che risultano
simmetrici rispetto allinversione del tempo (si pensi agli urti elastici) e implica che il tempo possa essere
percorso indifferentemente in un verso o nellaltro, ove si abbia a che fare con sistemi ordinati. Ad esempio, i
corpi che costituiscono il sistema solare potrebbero, senza alcunalterazione della fisica, percorrere le loro
orbite in senso opposto dato che comunque dopo un certo lasso di tempo torneranno a presentarsi nella
medesima posizione. Secondo questa visione il tempo non lascia tracce permanenti e pertanto una
qualunque configurazione della materia, qualunque stato del sistema universo pu, almeno in teoria tornare a
proporsi, dopo che si manifestato una volta. In termodinamica una trasformazione reversibile di un
sistema una trasformazione che, dopo aver avuto luogo, pu essere invertita riportando il sistema nelle
condizioni iniziali senza che ci comporti alcun cambiamento nel sistema stesso e nelluniverso. Una
trasformazione per essere reversibile deve essere quasistatica, ossia deve essere effettuata con delle
variazioni infinitesime delle condizioni del sistema in modo che questo possa essere considerato in equilibrio
termodinamico in ogni istante. Il che se irrealizzabile nella pratica, in quanto richiederebbe un tempo quasi
infinito per compiersi essa rappresent uno dei principi della scienza positivistica.

Il meccanicismo riposa, in ultima analisi, sullinconfessata convinzione che lo scienziato possa


osservare il mondo in una condizione assimilabile a quella della Intelligenza cui accenna Laplace,
una condizione di non interferenza assoluta sulloggetto osservato, da super-osservatore che non
contamina il mondo n ne contaminato (Nella prospettiva meccanicista manca ogni consapevole
riflessione sulla presenza empirica dello scienziato nel mondo che egli osserva. La
consapevolezza dellinterrelazione necessaria che si instaura tra losservatore e il mondo
osservato, sembra assente; per essa si dovrnno attendere i primi decenni del Novecento).
Inoltre il meccanicismo si fonda sulla volont di mantenere saldamente distinti e separati gli
ingredienti del mondo. Lo spazio, la materia e lenergia.
Tuttavia, gi nell800, proprio nel momento in cui il meccanicismo sembra celebrare il suo
massimo trionfo, emergono incrinature che iniziano ad eroderne le fondamenta. Non si tratta di
novit nei contenuti (magnetismo, chimica, elettricit) i quali, infatti, contribuiscono a fornire nuovi
argomenti alla tesi meccanicistica, ma di novit nei metodi di indagine e nei modelli interpretativi.

Laplace, Teoria analitica delle probabilit, 1812.

1.Nellambito della matematica, si crea la separazione tra applicazione e ricerca puramente


formale.
2. Nellambito dei fenomeni fisici, in particolare nello studio sulla propagazione della luce,
acquisisce rilievo lipotesi dellindistinguibilit tra materia ed energia e si insinua il concetto
di probabilit, contrario a quello di necessit, che assumer un ruolo fondamentale nella
meccanica statistica.
3. Nellelettromagnetismo, emerge il modello di campo, che entrer in concorrenza con quello
newtoniano dellazione a distanza.
4. Nella termodinamica, emergono teorie che, se da un lato rafforzano la teoria corpuscolare
newtoniana, dallaltro incrinano il principio base del meccanicismo sulla neutralit e
ininfluenza del tempo (dunque il principio di reversibilit).
5. Nellambito della biologia, infine, si afferma una prospettiva storica, che, in linea di principio,
si oppone anchessa al concetto di reversibilit.
Tutti temi, questi, che sono premonitori della seconda rivoluzione scientifica.

1. Intanto, a partire dai primi decenni dellOttocento, la matematica tende, progressivamente, ad


acquisire lo status di scienza puramente formale, che ricerca entro se stessa il proprio
fondamento. Svincolata da ogni riferimento sensibile (= utilizzare il numero per calcolare e la
geometria per descrivere lo spazio della nostra comune esperienza), la matematica perviene ad
una libert assoluta e tende a divenire la scienza, per dirla alla maniera di Leibniz, di ci che
logicamente possibile. La ricerca di rigore concettuale favorisce altres il conseguimento di un
pi alto livello di astrazione, sia in aritmetica che in geometria. I numeri complessi acquistano,
ad esempio, pieno diritto di cittadinanza, anche se la fisica non ha ancora individuato una loro
precisa utilizzazione. La geometria pu scandagliare le possibilit di spazi alternativi, non
euclidei. La geometria proiettiva, le funzioni complesse, la chiarificazione del concetto di limite,
la teoria dei gruppi, lalgebra astratta e lalgebra logica, sono alcuni dei frutti pi significativi
del mutato atteggiamento (ne parleremo ancora pi avanti nellambito della cosiddetta Crisi dei
fondamenti).
2. Nellambito della fisica, le ipotesi riguardo alla teoria ondulatoria della luce [proposta nel
1600 da Huygens e ripresa nell800 da Augustin Fresnel (1788-1827) e da Michel Foucault
(1819-1868)], si fanno spazio a scapito del modello newtoniano dellazione a distanza. La
teoria ondulatoria della luce si oppone a quella corpuscolare di Newton e implica lintroduzione
di un medium di propagazione, puramente ipotetico e imponderabile, lEtere, pervasivo di tutto
lo spazio (compreso linterno dei corpi) che possiede la capacit di interagire con la materia ma
difficilmente esperibile.
Teoria ondulatoria e teoria corpuscolare. I due Modelli a confronto.
La teoria ondulatoria di Huygens, affermava che la luce si trasmette per onde, che si propagano in un
fluido, letere, allo stesso modo in cui il suono si propaga nellaria. Il modello ondulatorio permetteva di
spiegare fenomeni quali la riflessione, la rifrazione e la dispersione della luce nei vari colori.
La teoria corpuscolare di Newton, sosteneva che la luce composta da particelle dotate di energia e
impulso che si propagano in linea retta nello spazio vuoto, e quando incontrano un corpo, se questo molto
compatto, ne vengono respinti, e rimbalzano elasticamente secondo le leggi dell'urto.
Secondo Huygens, la luce unonda che si propaga in un mezzo che permea tutto luniverso.
Secondo Newton, la luce formata da corpuscoli di massa piccolissima, emessi ad elevata velocit dalle
sorgenti luminose.
Le due teorie proponevano due concezioni contrapposte.
Secondo il modello ondulatorio di Huygens, la luce propagazione di energia e non di materia, ma richiede
un mezzo materiale elastico per propagarsi, letere, mentre secondo il modello corpuscolare di Newton
lenergia luminosa si accompagna al trasporto di materia, ma non richiede alcun mezzo per propagarsi.
Entrambi i modelli erano in grado di descrivere in modo coerente la maggior parte dei fenomeni luminosi
conosciuti, ma divergevano radicalmente nellinterpretazione di alcuni di essi, tra cui il fenomeno dei colori,
della rifrazione e la teoria delle ombre.

3. La teoria meccanicistica e newtoniana dello spazio risultava incrinata anche dagli studi del
danese Hans Cristhian Oersted (1777-1851) che ipotizzavano la stretta relazione tra
magnetismo ed elettricit (avanzata in precedenza dal filosofo italiano Gian Domenico
Romagnosi, da Benjamin Franklin da Schelling), rendendo problematica la distinzione
meccanicistica fondamentale tra spazio, materia ed energia.
Gli esperimenti del fisico francese Andr Marie Ampre (1775-1836) confermarono la stretta
connessione tra magnetismo ed elettricit di Oersted, ma il rimando allipotetico (e poco
dimostrabile) etere restava un elemento di forte imbarazzo. Sar linglese Michael Faraday
che, respingendo linterpretazione newtoniana dellazione a distanza, con i suoi esperimenti
sulla limatura di ferro in prossimit del magnete, ipotizzer uno spazio dinamico, percorso da
molteplici linee di forza. una fisica del continuo,10 quella di Faraday, che pone le basi, non
solo per la fondazione rigorosa della teoria del campo (che sar opera di Maxwell) ma anche
per il definitivo superamento del dualismo materia-energia, che trover conferma nella
teoria della relativit ristretta.
Fu, per, lo scozzese James Clerk Maxwell (1831-1879), che, con le sue quattro equazioni,
elabor la prima teoria moderna sullelettromagnetismo. Le quattro equazioni di Maxwell
dimostrano che lelettricit, il magnetismo e la luce sono tutte manifestazioni del medesimo
fenomeno: il campo elettromagnetico. Maxwell dimostr che il campo elettrico e magnetico si
propagano attraverso lo spazio sotto forma di onde alla velocit costante della luce. Egli
ipotizz per primo che la natura ondulatoria della luce fosse la causa dei fenomeni elettrici e
magnetici. Tuttavia, egli rimase ancora legato alla teoria classica ora abbandonata della
propagazione della luce attraverso letere luminifero, come abbiamo visto, un mezzo ineffabile e
sfuggente ad ogni misurazione sperimentale che avrebbe permeato lo spazio vuoto.
4. Come anticipato, gli studi sulla termodinamica se, da un lato, rafforzavano la teoria
corpuscolare e quella della separazione tra spazio e materia, dallaltro incrinavano la tesi sulla
neutralit e ininfluenza del tempo di fronte agli eventi, mostrando come tali eventi si dipanino
in una storia irreversibile, le cui vicende possono essere in qualche modo anticipate, non sulla
base di previsioni deterministiche, ma in virt di semplici considerazioni probabilistiche.
Lo studio sulla natura del calore non aveva fatto apprezzabili progressi dai tempi di Galileo, 11
fino a quando, sulla base delle riflessioni intorno al movimento delle macchine progettate da
James Watt, lingegnere francese Sadi Carnot (1796-1832) diede una prima formulazione del
secondo principio della termodinamica in base al quale possibile estrarre lavoro dal calore
solo disponendo di due sorgenti a temperatura differente e il lavoro estratto proporzionale al
dislivello termico tra le sorgenti stesse. Il primo principio della termodinamica (o principio di
conservazione dellenergia), successivo di trenta anni, si ricollega direttamente al dinamismo
settecentesco di ascendenza leibniziana. Mentre per Cartesio, padre del meccanicismo moderno,
ci che si conserva in-de-fi-ni-ta-men-te la materia e, in subordine, quel particolare stato della
materia che la quantit di moto, per Leibniz, invece, lenergia cinetica, che lui chiama
forza viva, a costituire la sostanza del mondo.
Il principio leibniziano dellindistruttibilit della forza viva, trovava conferma scientifica
nella teoria del tedesco Hermann Helmholtz, (1821-1894) che, nel 1847, riassumendo gli studi
del fisico inglese James Jules (1818-1889), pubblicava la legge sulla conservazione
dellenergia. Ricollegabile storicamente al dinamismo settecentesco, alla cui base sta
lequivalenza tra calore e lavoro, la legge afferma che, sebbene possa essere trasformata e
convertita da una forma allaltra, la quantit totale di energia di un sistema isolato una
costante, ovvero il suo valore si mantiene immutato
(EG = 0) (ED = 0) (lenergia non si genera) (lenergia non si distrugge).
Tale teoria (nota anche come primo principio della termodinamica) sembrava richiamare in
vita il vecchio miraggio del moto perpetuo.
10

E chiamato continuo un insieme (o sistema) che contiene infiniti elementi tra i quali non vi sono spazi vuoti.
Per il quale il calore era interpretato come un movimento di particelle. A questa teoria si opponeva quella accolta da
Laplace per cui il calore originava da un fluido imponderabile, il Calorico.
11

Ma unenergia indistruttibile non significa unenergia perennemente disponibile e lanalisi dei


processi di trasformazione dellenergia meccanica in energia termica mostrava, con Lord
William Thomson Kelvin (1824-1907), la tendenza ineluttabile e universale della natura verso
la degradazione e la dissipazione dellenergia e Rudolf Clausius (1822-1888) individuava
nellEntropia (una funzione di stato data dal rapporto tra quantit di calore e temperatura) 12 una
nuova grandezza capace di misurare il progressivo e inarrestabile incremento di disordine, di mescolanza, verso cui tende un sistema termodinamico.
Studi, ricerche, ma anche meditazioni, che inevitabilmente coinvolgevano la filosofia sui
problemi legati al tempo e alluniverso.
Utilizzando i rapporti tra energia ed entropia, Clausius apr la strada alla scoperta che lentropia
del sistema universo tende ad aumentare sempre, fino ad un ad un massimo, raggiunto il quale
luniverso stesso si trover in uno stato di morte immodificabile (grazie Clausius, ne avevo
bisogno!)
Inoltre, una nuova disciplina, la meccanica statistica elaborata da James Maxwell e dal fisico
teorico austriaco Ludwig Boltzmann (1844-1906), detto il terrorista algebrico, riusc, in termini
probabilistici e sulla base di un modello puramente meccanico, a fornire piena spiegazione della
spontanea e misteriosa tendenza della natura a dissipare lenergia prodotta, tendenza gi individuata
da Lord Kelvin. La nuova disciplina offriva gli strumenti per trattare statisticamente i moti
disordinati delle molecole, per i quali impensabile unanalisi individuale (= come i controlli sulle
uova negli allevamenti) e conferiva rilievo alla probabilit nello studio dei fenomeni fisici (il
concetto di probabilit sino a quel momento era escluso dal campo della fisica).
In questa nuova disciplina, i moti molecolari sono meccanici, dunque pienamente reversibili; anzi
potremmo dire che essi rappresentano lambito in cui il modello meccanico funziona meglio. MaLa
reversibilit a livello molecolare dei moti meccanici, si trasforma de facto in irreversibilit a
livello macroscopico (= il sistema universo), e questo per una legge probabilistica di natura
matematica, la stessa che ci dice quanto sia improbabile un terno secco.13
Ogni sistema fisico isolato tende spontaneamente ad evolvere (meglio dire mutare) da una
condizione di ordine ad una di disordine,14 da una configurazione improbabile ad una pi
probabile, e il grado di probabilit o di disordine di un sistema fisico, cio la sua entropia,
costituisce in un certo senso la misura del tempo trascorso, la traccia lasciata dietro di s dal tempo.
La termodinamica, a livello filosofico, evidenziava una conclusione sconcertante, luniverso, se
pu essere considerato un sistema chiuso, volto verso una progressiva morte termica, ossia,
secondo la visione prospettata da Clausius, da Kelvin e Helmholtz, volto verso una
configurazione in cui non si pu ipotizzare alcuna forma di organizzazione. La meccanica
statistica, cos, se pure di controvoglia, era costretta a far posto allasimmetria del tempo, alla sua
irreversibilit. Luniverso ha una storia che si dipana tra un non ben definibile principio ed una
fine, caratterizzata da un totale livellamento termico. Questa teoria del tempo asimmetrico e
della morte delluniverso era unipotesi terrificante per unepoca dominata dal mito e dallideologia
del progresso, infatti venne accettata solo allinizio del secolo successivo, passato il tempo
dellottimismo positivistico, quando si venne a trovare in sintonia con talune visioni tragiche
dellesistenza o con la riscoperta della trascendenza.15

12

In termodinamica, una funzione di stato una funzione delle variabili di stato che descrivono gli stati di equilibrio di
un sistema termodinamico.
13
Se non ne siete convinti andatevi a studiare le equazioni di Boltzmann.
14
Questo potevano chiederlo a me, dopo che ho appena fatto le pulizie.
15
Un esperimento condotto al Cern di Ginevra NEL 1998 ha dimostrato, per la prima volta, che la materia distingue tra
passato e presente. Il risultato contrasta con la convinzione espressa da Einstein, prima di morire, che il tempo, a livello
subatomico, non esiste.

II.

2. Il Positivismo evoluzionistico.

Il concetto di Entropia, emerso dagli studi sulla termodinamica di Robert Clausius e allegri
compagni, reintroduceva in fisica la nozione di disordine gi affermata da Empedocle e quella di
asimmetria del tempo, per la quale ogni sistema fisico isolato tende spontaneamente a un
progressivo passaggio da una condizione di ordine a una di disordine, passaggio del quale il tempo
lascia invariabilmente una traccia.
Le ricerche sulla biologia, allo stesso modo, sviluppano un tema gi affrontato dallIlluminismo,
vale a dire la convinzione che la vita sulla terra abbia una storia e segua una sua evoluzione, ma in
senso opposto a quello evidenziato dalla termodinamica, poich la traccia lasciata dietro di s dal
tempo evidenzia il lento affermarsi di una organizzazione.
Il primo tentativo di sistematizzare lidea di un processo evolutivo della vita lo dobbiamo a Jean
Baptiste Lamark (1744-1822). Nella sua Filosofia Zoologica (1809) e nella Storia Naturale degli
invertebrati (1815-1822) egli enunciava la sua teoria di trasformismo biologico, fondata sulla
non provata ipotesi di unoriginaria tendenza della vita ad organizzarsi in forme sempre pi
complesse e ramificate. Tale intuizione, osteggiata dai sostenitori del fissismo come Georges Cuvier
(1769-1832), rimase inascoltata. Ad essa, Georges Cuvier (1769-1832) oppose la teoria della
catastrofi, che postulava la sparizione delle specie fossili ad opera di cataclismi che periodicamente
hanno distrutto sulla terra le specie viventi. Dobbiamo attendere fino alla seconda met del secolo
perch levoluzionismo riprenda vigore su solide basi scientifiche, con lintervento di Charles
Darwin.
In termini filosofici levoluzionismo positivistico lindirizzo di pensiero che consiste
nellassumere il concetto biologico di evoluzione, desunto dalle dottrine di Lamark e Darwin, quale
fondamento di una teoria generale della natura e nellidentificare nella stessa evoluzione la
manifestazione di una realt ignota e infinita. Condizionata dal presupposto romantico, che il finito
sia manifestazione dellinfinito, tale teoria evoluzionistica generale presuppone che i singoli
processi evolutivi, accertabili frammentariamente dalla scienza in alcuni aspetti della natura, siano
saldati, gli uni agli altri in un processo unico, universale, continuo e necessariamente progressivo.
Visto sotto questo aspetto levoluzionismo positivistico lestensione al mondo naturale del
concetto di Storia elaborato dallidealismo romantico.
Se il presupposto filosofico dellevoluzionismo il principio idealistico dellinfinito che si realizza
nel finito, il punto di partenza di fatto la teoria biologica, avanzata da numerosi studiosi (Buffon,
Lamarck, Lyell) della trasformazione della specie, che ebbe la definitiva dimostrazione soltanto
con le osservazioni e gli esperimenti di Charles Darwin (1809-1882), il quale, nel 1859, diede alle
stampe Lorigine della specie.
Il nucleo della teoria di Darwin si fonda sulla legge della selezione naturale, la quale viene
desunta dallosservazione di due ordini di fatti.
1) Lesistenza di piccole variazioni organiche che si verificano negli organismi viventi nel
corso del tempo sotto linfluenza delle condizioni ambientali.
2) La lotta per la vita osservabile negli individui delle varie specie che tendono a moltiplicarsi
in progressione geometrica (tale legge desunta dalla dottrina di Malthus).
Da ci consegue che gli individui che presentano mutamenti organici pi vantaggiosi hanno
maggior probabilit di sopravvivere nella lotta per la vita, e in virt del principio di
ereditariet vi sar maggior tendenza a conservare, nelle generazioni future, i caratteri
accidentali acquisiti.
La teoria ci dice che la natura ha selezionato gli individui pi resistenti e scartato quelli inadatti, e
questo vale anche per le specie, alcune delle quali sono sopravvissute ed altre no, e di queste ultime
rimangono tracce nei residui fossili. Per Darwin la selezione naturale agisce solamente per il bene
di ciascun individuo [] e tender a progredire verso la perfezione. Attraverso lopera di Darwin
la scienza ha inserito lintero mondo degli organismi viventi nella storia progressiva delluniverso, e
per quanto Darwin si fosse definito agnostico riguardo alla credenza in una finalit superiore

10

della natura lintera struttura della sua teoria si fonda sul presupposto dellidea di progresso che
dominava il clima romantico dellepoca.16

II. 3. Lamarck e Darwin pi da vicino


Verso la fine del XVIII, lo zoologo e naturalista francese Jean-Baptiste Lamarck coni il termine biologia
ed elabor la teoria sullereditariet dei caratteri acquisiti. Con la pubblicazione, nel 1809, dellopera
Philosophie zoologique giunse alla conclusione che gli organismi, cos come si presentavano, fossero il
risultato di un processo graduale di modificazione che avveniva sotto la pressione delle condizioni
ambientali.
La sua considerata la prima teoria evoluzionista e si basa su tre principi:
1) Il principio di mutazione in grado di render conto della variet di specie esistenti: Lamarck
riteneva che poche specie fossero riuscite a mutare nel corso degli anni.
2) Luso e il non uso degli arti: le specie avevano, con il tempo, sviluppato gli organi del loro corpo che
permettevano di sopravvivere e di adattarsi allmbiente. Per spiegare questa idea ricorse allsempio
delle giraffe: in un primo momento, secondo Lamarck, sarebbero esistite solo giraffe con il collo corto;
queste ultime, per lo sforzo fatto per arrivare ai rami pi alti, sarebbero poi riuscite a sviluppare collo
e zampe anteriori e quindi ad avere quindi organi adatti alle circostanze.
3) Lereditariet dei caratteri acquisiti: le specie erano in grado di tramandare i caratteri acquisiti (il
collo e le zampe pi lunghi nel caso delle giraffe) ai discendenti.
La teoria di Lamarck consiste nellaffermazione luso crea lorgano e questo tramandato alla
discendenza.
La teoria evoluzionista successiva ha abbandonato la teoria lamarckiana, soprattutto per quanto riguarda
lreditariet dei caratteri acquisiti. ormai appurato che le mutazioni somatiche non si possono trasmettere
ereditariamente, perch esse non intervengono sul patrimonio genetico dellindividuo che sar poi trasmesso
alla progenie. Tuttavia, gli ultimi studi sul citoplasma, sulla clonazione somatica riproduttiva nei mammiferi
e sui citoplasti universali stanno dimostrando che tale teoria, contrariamente a quanto era stato ritenuto in
precedenza, integrabile, in alcune sue parti, con quella della selezione naturale del biologo inglese
Charles Darwin (che era tra lltro un estimatore di Lamarck).
Nonostante ci, Lamarck rimane il primo scienziato a propugnare una teoria evoluzionista che affermasse la
mutazione delle specie nel corso del tempo (idea che sar poi condivisa da Darwin). In questo modo egli
portava la biologia fuori dal campo della filosofia e dal creazionismo e fondava una prospettiva dinamica
della storia naturale.
Charles Robert Darwin (1809-1882)
Il suo nome legato alla teoria dellevoluzione delle specie (animali e vegetali) per selezione naturale e per
aver teorizzato la discendenza di tutti i primati (uomo compreso) da un antenato comune. Pubblic la sua
teoria sull'evoluzione delle specie nel libro Lorigine delle specie (1859), che rimasto il suo lavoro pi
noto. Raccolse molti dei dati su cui bas la sua teoria durante un viaggio intorno al mondo in cui visit le
isole di Capo Verde, le Isole Falkland, la costa del Sud America, lAustralia e in particolare durante la sua
sosta alle Isole Galpagos. Al suo ritorno nel 1836, Darwin analizz campioni di specie animali e vegetali
raccolti e not somiglianze tra fossili e specie viventi della stessa area geografica. In particolare, not che
ogni isola dellarcipelago delle Galpagos aveva proprie forme di tartarughe e specie di uccelli differenti per
aspetto, dieta, eccetera, ma per altri versi simili.
Nella primavera del 1837 gli ornitologi del British Museum, a cui si era rivolto, lo informarono che le
numerose e piuttosto differenti specie che egli aveva raccolto appartenevano tutte ad uno stesso gruppo (cui
appartengono anche i comuni fringuelli). La lettura del saggio sui principi della popolazione di Thomas
Malthus (1798) (in cui si teorizzava il concetto di disponibilit di risorse alimentari intesa come limite alla
numerosit delle popolazioni animali) gli forniva lidea per la teoria dellevoluzione per selezione naturale
e sessuale. Darwin ipotizz che, ad esempio, le differenti tartarughe avessero avuto origine da un'unica
specie e si fossero diversamente adattate nelle diverse isole.
Consapevole dellimpatto che la sua ipotesi avrebbe avuto sul mondo scientifico, Darwin si mise ad indagare
attivamente alla ricerca di eventuali errori, facendo esperimenti con piante e piccioni e consultando esperti
16

Il termine Agnostico stato creato dal naturalista Thomas Huxley che, nel 1869, giunse a considerazioni evoluzionistiche
analoghe a quelle di Darwin e che di lui divenne fervido seguac. Il termine implica un riferimento allimpossibilit di trovare, nel
dominio della scienza conferme o disconferme decisive delle credenze religiose tradizionali.

11

selezionatori di diverse specie animali. Nel 1842 stese un primo abbozzo della sua teoria, e nel 1844 inizi a
redigere un saggio di in cui esponeva una versione pi articolata della sua idea originale sulla selezione
naturale. Fino al 1858 (anno in cui Darwin si sarebbe presentato alla Linnean Society di Londra) 17 non smise
mai di limare e perfezionare la sua teoria.
Con la teoria evoluzionistica Darwin dimostr che levoluzione lelemento comune, il filo conduttore
della diversit della vita. Secondo una visione evolutiva della vita, i membri dello stesso gruppo si
assomigliano perch si sono evoluti da un antenato comune. La teoria evoluzionistica di Darwin si basa
su tre presupposti fondamentali:
1. Riproduzione: tutti gli organismi viventi si riproducono con un ritmo tale che, in breve tempo, il
numero di individui di ogni specie potrebbe non essere pi in equilibrio con le risorse alimentari e
lambiente messo loro a disposizione (teoria di Malthus).
2. Variazioni: tra gli individui della stessa specie esiste un'ampia variabilit dei caratteri; ve ne sono di
pi lenti e di pi veloci, di pi chiari e di pi scuri, e cos via.
3. Selezione: esiste una lotta continua per la sopravvivenza allinterno della stessa specie e anche
allesterno. Nella lotta sopravvivono gli individui pi favoriti, quelli meglio strutturati per sfruttare le
risorse naturali messe loro a disposizione, ottenendo un vantaggio riproduttivo sugli individui
meno adatti.
La selezione naturale avviene quando variazioni ereditabili vengono esposte a fattori ambientali che
favoriscono il processo riproduttivo di alcuni individui rispetto ad altri. Egli afferm che levoluzione di
nuove specie deriva da un accumulo graduale di piccoli cambiamenti. Ciascuna specie presenta una
propria serie di adattamenti, ossia di caratteristiche che si sono evolute mediante la selezione naturale;
comprendere in che modo gli adattamenti si sono evoluti per selezione naturale di estrema importanza nello
studio della vita quindi nella biologia.

II.

4. Spencer (da non fare).

Lidea di progresso, esteso alla totalit del mondo, ed il suo valore quasi divino sono alla base del
Sistema di filosofia sintetica, diffuso nell1860 da Herbert Spencer (1820-1903). Ingegnere delle
ferrovie inglesi, abbandonata la carriera si dedic alla sua attivit di scrittore e filosofo. Nel saggio
Il progresso, sua legge e causa, del 1857, levoluzionismo interpretato come evidente
affermazione del progresso, inteso come fatto universale e cosmico.
Levoluzione, per Spencer, un processo durante il quale elementi disomogenei e separati entrano
in reciproca dipendenza. Coerentemente con il positivismo, Spencer riscontra analogie tra
lorganismo individuale e lorganismo sociale. Entrambi vedono laumentare della loro massa con il
passare del tempo, mutare la loro struttura, che diviene pi complessa, aumentare linterdipendenza
delle loro parti e sopravvivere alla morte delle loro singole componenti. Il suo pensiero quindi
basato sul connubio tra levoluzionismo darwiniano ed una visione sociologica organicista che
prende le mosse da Comte.
Il carattere divino della realt, disvelata dal progresso cosmico, il punto di partenza dei Principi
primi, il suo scritto filosofico fondamentale. Nella prima parte dello scritto Linconocibile, viene
prospettata la possibilit di una conciliazione tra religione e scienza, dato che entrambe hanno come
oggetto un mistero, che da sempre esige di essere interpretato. La natura ultima della realt, di cui
la scienza studia le manifestazioni un enigma impenetrabile e tale destinato a rimanere. E questo
perch la nostra conoscenza chiusa entro i limiti del relativo e ad essa precluso laccesso alla
realt suprema, sia che la chiamiamo Assoluto o Infinito. Se la scienza limitata al fenomeno,
questo non significa che esso sia pura apparenza. I fenomeni sono per Spencer una meravigliosa
manifestazione dellInconoscibile, gli effetti condizionati di una causa incondizionata, ma non per
questo sono meno reali di essa. Il rapporto di reciproco rispetto tra la religione e la scienza si fonda
sul fatto che la prima deve riconoscere lInconoscibile e la seconda agire allinterno del conoscibile.
E la filosofia? Ad essa spetta la conoscenza al suo pi alto grado di generalit. La filosofia la
rappresentante stessa della teoria evolutiva, poich il prodotto finale di quel processo che
17

La Linnean Society of London la maggiore associazione del mondo per lo studio e la diffusione della tassonomia e
della storia naturale, fondata nel 1788, deve il nome al celebre naturalista svedese Carl von Linn.

12

comincia con la raccolta di osservazioni isolate e termina con le proposizioni universali. Essa deve
assumere come suo proprio materiale e punto di partenza i principi pi vasti e generali ai quali la
scienza giunta. Unificare i risultati delle varie scienze in una generalizzazione superiore,
per questo Spencer definisce il suo pensiero come sistema di filosofia sintetica. I risultati
generali raggiunti dalle varie discipline scientifiche sono riassumibili in tre principi:
Lindistruttibilit della materia,
La continuit del movimento,
La persistenza della forza.
Tali principi generali richiedono una formula sintetica che implichi una redistribuzione della
materia e della forza e Spencer la identifica con legge dellevoluzione per la quale la materia passa
da uno stato di dispersione a uno di concentrazione, mentre la forza che ha operato tale
concentrazione si dissipa.
I Primi Principi definiscono la natura e i caratteri generali dellevoluzione che un processo che si
attua attraverso tre passaggi:
1) Passaggio dallincoerente al coerente,
2) Passaggio dallomogeneo alleterogeneo,
3) Passaggio dallindefinito al definito.
1) Possiamo ritrovare questa tendenza a passare da uno stato di disgregazione ad uno di coerenza e
di armonia nello sviluppo del sistema solare, in un organismo animale, in una nazione.
2) Ogni organismo, animale o vegetale, si sviluppa attraverso la differenziazione delle sue parti,
che da principio sono chimicamente o biologicamente indistinte poi si differenziano fino a
formare organi diversi. questo processo proprio di ogni sviluppo in qualsiasi campo della
realt.
3) Indefinita per esempio la condizione di una trib selvaggia, in cui non c specificazione dei
compiti e delle funzioni come in una societ civile.
Levoluzione dunque per Spencer unintegrazione di materia e una concomitante dissipazione di
movimento, durante la quale la materia passa da unomogeneit indefinita e incoerente ad una
eterogeneit definita e coerente; durante la quale il movimento conservato soggiace ad una
trasformazione parallela. Un processo necessario, il cui punto di partenza, lomogeneit uno
stato instabile che deve trapassare nelleterogeneit per raggiungere lequilibrio. Essa deve
cominciare, e una volta cominciata deve continuare, il senso di questo processo ottimistico.
Spencer applica il principio evolutivo al campo di varie scienze, dalla biologia, alla psicologia alla
sociologia e alletica. In contrasto con la sociologia di Comte, e con lindirizzo generale del
positivismo, quella di Spencer orientata verso la difesa di tutte le libert individuali, in quanto il
tema che la guida il principio che lo sviluppo sociale deve essere lasciato in mano alla forza
spontanea che lo presiede e che dunque lintervento dello stato nei fatti sociali non che un
elemento di disturbo. Inoltre tale sviluppo sociale lento, graduale e inevitabile tanto da render
inutili quelle idee di riforma proclamate dal positivismo sociale. Ogni tentativo di bruciare le tappe
dellevoluzione storica, ogni sogno di visionari e utopisti, non fa che ritardare o sconvolgere il
naturale processo dellevoluzione. Questo non significa per che lindividuo debba passivamente
subire il corso degli eventi, lattuale regime industriale, come lo chiama, fondato sullattivit
indipendente degli individui, libero dal regime statale, lo determina a rafforzare le sue esigenze e a
rispettare quelle degli altri, rinvigorendo la coscienza dei diritti personali e motivandolo a resistere
agli eccessi del controllo statale. E questo in vista di un terzo regime sociale che concili insieme
egoismo e altruismo. Possibilit questa che pu essere prospettata soltanto dalletica. La tensione
verso una vita pi lunga ed intensa ci che si deve intendere per felicit e la morale di Spencer
una morale edonistica, ma non utilitaristica nel senso prospettato da Bentham o dai Mill, perch
sebbene il fine ultimo e indiretto della moralit sia lutile collettivo, il movente diretto di essa il
dovere.
13

Un dovere che un a-priori per il singolo, ma non lo per la specie. quella di Spencer un etica
evolutiva, che da conto del sorgere del sentimento morale quale frutto di esperienze ripetute e
accumulate attraverso il succedersi di innumerevoli generazioni. Queste esperienze hanno prodotto
la coscienza morale. Secoli di Coazioni esterne, politiche, religiose e sociali hanno prodotto un
sentimento di coazione puramente interiore e autonomo.18
Col procedere del completo adattamento delluomo allo stato sociale, le azioni pi elevate, richieste
per lo svolgimento armonico della vita sociale, laltruismo, il sacrificio, diverranno con
levoluzione cos comuni come ora lo sono quelle azioni inferiori cui ci spinge il semplice
desiderio.. levoluzine morale, facendo coincidere la soddisfazione del singolo col benessere e la
felicit altrui (concetto di simpatia) provocher laccordo finale dellaltruismo e dellegoismo.
(E vissero 100 anni felici e contenti!).

III. Positivismo e Illuminismo a confronto.


Come abbiamo detto, caratteristica comune dei pensatori positivisti la celebrazione della scienza
e per questo il positivismo stato spesso interpretato come una ripresa dellIlluminismo: la
metafisica, infatti, viene emarginata e la fiducia nelle possibilit della ragione viene limitata al solo
ambito scientifico. E soprattutto il tema comune alle due correnti di pensiero la finalit sociale del
sapere: la scienza ha un senso soltanto quando serve a produrre strumenti di trasformazione della
natura volti al benessere sociale. Ma le differenze tra i due movimenti sono sostanziali.
Il Positivismo si discosta notevolmente dalla corrente illuministica, fautrice degli ideali tradotti in
atto nella Rivoluzione Francese, per una minor carica polemica, che porta i positivisti a
teorizzare o appoggiare un riformismo anti-rivoluzionario; una divergenza, questa, dovuta al
differente momento storico in cui si sviluppano le due correnti filosofiche. Infatti, mentre gli
illuministi si fanno promotori dellascesa economica e politica della borghesia e si fanno
sostenitori di un progresso ancora da costruire, i positivisti agiscono in una situazione
intellettuale e sociale in cui dominano gi una visione laica e borghese della vita.
Diverso lapproccio nei confronti della scienza. Mentre gli illuministi sono spinti ad una
fondazione critica della scienza in grado didissolvere le credenze a-critiche, metafisiche e
religiose, i positivisti, che ripongono nel sapere scientifico e nelle sue applicazioni pratiche una
fiducia spesso a-critica, tendono ad assolutizzare tale sapere, quasi con fede religiosa, cos come
i romantici erano ricorsi allassolutizzazione dellarte e del sentimento.

IV. Positivismo e Idealismo romantico a confronto.


Il dissimile retroterra culturale, il differente contesto linguistico, economico e sociale tra il
lidealismo e il positivismo, sono innegabili ed evidenti. Luno nasce in Germania come reazione al
criticismo kantiano, laltro in Francia connesso alleredit illuministica. Luno parla in termini di
filosofia speculativa, di Spirito e Dialettica, laltro in termini di scienza, di umanit e di progresso.
Luno si afferma in una societ, come quella tedesca, dove non vi stata rivoluzione borghese,
laltro in una societ che ha conosciuto il pi grande rivolgimento politico dellet moderna, la
rivoluzione francese. Luno collegato al ceto medio di una societ pre-industriale, laltro esprime
interessi e ideologie della borghesia capitalistica. Tutte queste differenze, per, non escludono
lesistenza di analogie tra il romanticismo e il positivismo o lesistenza di sotterranei influssi del
primo sul secondo. Colto nel suo aspetto filosofico, il positivismo potrebbe essere il
romanticismo della scienza. E questo per lenfatizzazione ed esaltazione del sapere positivo
assunto come unica verit e guida della vita umana. Come i romantici e gli idealisti, presi dalla
brama di infinito, tendevano a caricare la poesia o la filosofia di un valore assoluto, cos i
positivisti, partecipi di unanaloga mentalit assoluta, tendono ad attribuire alla scienza, un
significato quasi religioso. Il tratto formale che accomuna i due movimenti il riferimento ad una
18

Oggi potremmo dire che la morale cultura interiorizzata.

14

medesima categoria di base che quella della totalit processuale necessaria, ossia positivisti ed
idealisti romantici fanno entrambi ricorso alle nozioni di sviluppo ineluttabile e divenire
ascendente, interpretando il loro oggetto di studio, sia esso la natura, oppure luomo o la storia,
come un processo verso lalto, nel quale ogni evento il risultato di un progresso rispetto al
passato e condizione di un miglioramento futuro. Questo schema stato elaborato dallIdealismo,
soprattutto da Hegel (come svolgimento necessario dello Spirito), e, contemporaneamente, da
Comte, come chiave di lettura della storia e dei suoi stadi in cui passa necessariamente lUmanit
nel suo sviluppo progressivo; in seguito il concetto stato esteso alla intera realt
dallevoluzionismo, che ne ha fatto una piattaforma valida per la formazione dei cieli come per la
dinamica delle civilt. Di l dallo specifico linguaggio tecnico, idealisti e positivisti tendono a
considerare il finito, come manifestazione di una realt infinita: lIo di Fichte, lAssoluto di
Schelling, lo Spirito di Hegel, lUmanit di Comte, lInconoscibile di Spencer, lIndistinto di
Ardig, la Materia di Ernst Haeckel.19 Tant vero che anzich presentarsi come teorico di una
proposta etico-politica, come il filosofo illuminista, il filosofo, sia idealista che positivista, si
presenta quale profeta di una situazione futura, inscritta nelle cose stesse e garantita dal corso del
mondo. Da ci la celebrazione idealistica dellesistente il reale razionale o il culto positivista del
dato il fatto divino, che porta questi filosofi ad assumere un atteggiamento essenzialmente
giustificazionista del reale, in campo politico e culturale; da ci la comune polemica contro
lindividualismo illuminista e la tendenza a risolvere e a integrare lindividuo in totalit statali,
sociali, storiche, biologiche o cosmiche, in relazioni di fronte alle quali perdono di significato quelle
situazioni esistenziali che per Kierkegaard e lesistenzialismo novecentesco costituiscono la trama
irriducibile dellesistenza singola. Questo modo di rapportarsi alla realt e alla storia si riassume in
una mentalit ottimistica, che lorizzonte categoriale dellintera cultura dellottocento. Pur
rappresentando un momento peculiare della cultura ottocentesca, il positivismo, se da un lato
risulta geneticamente connesso allilluminismo dallaltro appare concettualmente impregnato di
romanticismo.20

Definizione sintetica
Il positivismo un movimento filosofico e culturale che nasce in Francia nella prima met dell800
e si diffonde nella seconda met del secolo a livello europeo e mondiale. Ispirato ad alcune idee
guida fondamentali riferite allesaltazione del progresso e del metodo scientifico, il positivismo non
si configura come un pensiero filosofico organizzato in un definito sistema, come quello che aveva
caratterizzato la filosofia idealistica, ma piuttosto come un movimento per certi aspetti simile
allIlluminismo, di cui condivide la fiducia nella scienza e nel progresso, e, per altri aspetti, affine
alla concezione romantica della storia.

19

Le teorie di Haekel sono frutto della fusione della teoria delle metamorfosi di Goethe, del trasformismo di JeanBaptiste Lamarck e della discendenza con modificazioni di Charles Darwin. La sua teoria della ricapitolazione
riassunta nella frase lontogenesi (= dellindividuo, linsieme dei processi mediante i quali si compie lo sviluppo
biologico del singolo essere vivente, dallembrione allo stadio adulto) riassume la filogenesi (= della specie, il processo
evolutivo degli organismi, vegetali e animali, dalla loro comparsa sulla Terra a oggi).
20
Nicola Abbagnano-Giovanni Fornero Filosofi e Filosofie nella Storia vol. 3. Paravia. Pag. 287.

15