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aut maggio 2010

culture o stili
testo e foto di Romina Ciuffa

Ciò che rende pilota un pilota è la solitudine. Non tutte schianto dell’aereo e salvando la vita ai 131 passeggeri e
le donne sanno star da sole. Il distacco da terra: senza di all’equipaggio. In guerra feroci, vere combattenti: l’Unio-
esso non si vola. Le ali sono per chi ama il silenzio, per ne Sovietica ricorse a tre reparti aerei da combattimento
chi ha dolore sulle scapole, per chi ha paura di volare rosa, le “streghe della notte”, che non indossavano il pa-
(non c’è atterraggio senza paura: questa consente di so- racadute ritenendo più onorevole morire sui propri aerei.
pravvivere, darwiniano meccanismo di difesa). Le donne, Fu la prima equiparazione aeronautica tra uomini e don-
più leggere, sono fatte per l’aria più di alcuni uccelli. Vo- ne e andarono tre medaglie di Eroe dell’Unione Sovietica
lano per passione o per lavoro, praticano tutti gli sport al maggiore Marina Mikhailovna Raskova e alle sue col-
aeronautici, pilotano ogni tipo di velivolo (ultraleggeri, leghe, che stabilirono un record mondiale di vol o non-
Un viaggio sopra l’Atlantico per conoscere e incontrare le donne con le ali. Le donne aerei certificati, motoalianti, deltaplani, paramotori, mon- stop a bordo di un ANT-37 nell’estrema Siberia orientale,
sono fatte per l’aria più di alcuni uccelli. Volano per passione o per lavoro, praticano golfiere, aerei di linea, caccia, astronavi), si riuniscono coprendo circa 6.000 chilometri in 26 ore e 29 minuti.
in manifestazioni Flydonna, non temono il pregiudizio e Ieri ribelli, oggi audaci. Come la romana Angie Ciuffoletti,
tutti gli sport aeronautici, pilotano ogni tipo di velivolo e sono più attente e preparate sono più attente e preparate degli uomini: è stata proprio campionessa europea di paramotore, anche detentrice di
degli uomini. Tornata sulla terra da questo viaggio eccezionale in aria, la nostra giorna- una donna, la 24enne Maxi J., copilota, a recuperare con un guinness di velocità e di tutti i titoli che spettano a una
una manovra acrobatica l’Airbus A320 della Lufthansa numero uno. Angie l’ho conosciuta una volta che atterrai
lista aerea ci racconta le storie e i percorsi di queste donne pilota, un fenomeno e una colpito a marzo del 2008 da una raffica della tempesta sul campo di volo di Otricoli. Ero partita con un Tecnam
passione sempre più in crescita dove, tanto per cambiare, i pregiudizi non mancano. Emma durante un atterraggio ad Amburgo, impedendo lo P92 dalla Flyroma - l’aviosuperficie di un grande uomo vo-

L ’ AEREO È M IO E M E LO GESTIS C O IO

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lante, Italo Marini, colui che “battezza al volo” quasi tutto Ma non è sola. L’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Paola Bogazzi, titolare dell’Avmap Satellite Navigation, in Africa, India e Nuova Guinea; dopo 22.000 miglia - ne
il Centro Italia, ma non solo - per assistere a un raduno di Civile) nel 2006 evidenziava un aumento negli ultimi che si occupa di cartografia e sistemi Gps. Io stessa. mancavano 7 mila per compiere il giro del mondo - ven-
paramotoristi; la sera davanti a un camino più grande di anni delle donne pilota: tra il 1980 e il 1999 solo 51 Dall’Aeronautica Militare proviene il tenente pilota Ste- ne persa a poca distanza dall’isola di Howland, carburante
noi, quello della Club House, questa paramotorista mi ha donne risultavano iscritte all’Albo della Gente dell’Aria, fania Ida Irmici, del 6° Stormo di Ghedi, prima pilota di esaurito e comunicazione interrotta. Per alcuni l’operazione
raccontato di sé. È in aria da quando era piccola. “Vedere mentre in poco più di 5 anni - dal 2000 al 2006 - il nu- tornado: il padre non fece nemmeno il servizio militare ma fu il prodotto di una missione di spionaggio (nell’isola di Mi-
mio padre volare mi ha reso come lui”, ossia immortale. mero arrivava a 88. In quella data, l’apporto femminile lei a 22 anni aveva un sogno: guidare un jet. “Si può essere kumaroro venne ritrovata la suola di una scarpa dello stesso
Ogni volta che la incontro ha i piedi per terra ma la testa - nel trasporto pubblico era di 6 comandanti e 67 pilote donna e pilota allo stesso tempo”, dice. La giovane Char- modello e numero di quelle indossate da Amelia), per altri
bionda, effimera - è dove si trova la sua vela. Perennemente su velivoli di linea, 3 comandanti e 29 pilote su velivoli lotte Costantini mi spiega: lei, che è un’antropologa, porta l’aviatrice fu fatta prigioniera dai giapponesi con l’accusa di
insoddisfatta, e ha ragione: “Al volo, ma soprattutto al para- non di linea, 4 comandanti e 10 pilote su elicotteri non gli aerei dell’Airone, vola 20 giorni al mese su tratte euro- essere una spia ed in seguito giustiziata mentre, secondo il
motore, non è prestata attenzione. Ho vinto praticamente di linea; quindi, 20 istruttrici di volo, di cui 18 su velivoli pee e si sottopone a un addestramento continuo e check documentario della National Geographic WHERE’S AME-
tutti i premi, non solo in Italia, ed è come se fossi una disoc- e 2 su elicotteri. Tra di esse l’altoatesina Martha Heissen- rigorosi. Pregiudizi? “Molti. Una volta proprio una signora, LIA EARHART?, sarebbe sopravvissuta ai campi di prigio-
cupata tra le tante”. Non è come in America, dove le atlete berger, prima pilota italiana di mongolfiera; Maddalena appreso che a pilotare sarebbe stata una donna, ha chiesto nia e tornata in America sotto falso nome. Che quasi mi
sono stimate e appoggiate: Angie vince, e la si dimentica. Schiavi, 48 anni di volo alle spalle; la pilota di elicotteri di scendere dall’aereo. Ma sono riuscita a calmarla. C’è pare di vederla in volo. Per rifornimento atterro ad Ellington,
diffidenza ma anche molta solidarietà a bordo, soprattut- Connecticut. Manica a vento ferma, velocemente libero la
to da parte delle passeggere”. E aggiunge: “Una volta ho pista. Unico aeroplano fra tanti elicotteri per parlare con
volato con un comandante donna, ma è stato un evento Susanne Hallen, della scuola della North East Helicopters:
eccezionale”. Eppure lei, Samantha Cristoforetti, è andata “Per lavoro piloto gli Air Atlanta Helicopters, per diletto i
oltre. Non solo aviatrice: è la prima astronauta italiana e la choppers”, come l’R-22, un gioiellino sul quale volo spes-
terza in Europa, dopo l’inglese Helen Sharman (che ha vo- so anch’io, e ne conosco le meraviglie dell’atterraggio sulla
lato nel 1991) e la francese Claudie Andre-Deshays (sulla vetta più alta e innevata di un cucuzzolo d’Appennini, o
ISS nel 2001). Nata a Milano nel 1977 e residente in pro- della merenda accanto alla croce alta del Tuscolo. “Ho il
vincia di Trento, è tenente pilota di velivoli AM-X e AM-XT brevetto di pilota commerciale (CPL, ndr) e sono prossima a
in servizio presso il 32° Stormo con base ad Amendola. conseguire i brevetti da istruttore (CFI e CFII, ndr)”. Si solleva
Alla selezione per lo spazio, che prevedeva la scelta di 6 un polverone, vento traverso, meglio proseguire: decollo ala
astronauti, avevano partecipato più di 8500 aspiranti. Lau- al vento e piede destro, direzione sud-est, bussola 140 gradi,
reata all’Università Tecnica di Monaco di Baviera e all’Ac- Messico. Lisa Cooper proviene dal Missouri: per 8 anni ha
cademia Aeronautica di Pozzuoli, è stata la prima donna a vissuto a Portland, nell’Oregon, lavorando per l’Horizon Air,
ricevere l’onoreficienza della “Sciabola d’onore”. sussidiaria dell’Alaska Airlines. Pilota un CRJ-700 tra l’Ame-
Allora vado in volo. rica occidentale, il Messico e il Canada: “Volo sin dai tempi
Decollo dalla Flyroma, pista 09 per vento traverso prove- del college e voglio entrare in una compagnia di bandiera”.
niente da sud-est. Questa navigazione mi porta fuori dai Quindi bussola 120, Brasile. Dall’alto Copacabana, l’aero-
nostri confini senza un piano di volo ben definito. Dallas, porto di Maricà, il Cristo di Rio, ma mi dirigo (270 gradi) ver-
Texas. “Sono consapevole che sto rinunciando ad avere so San Paolo dove Clarissa Pereira mi racconta il suo primo
una famiglia”, mi confessa Katie Braun, capitano nella Ho- volo da solista: “L’ho fatto a 18 anni su un elicottero leggero.
rizon Airlines, istruttore di volo e pilota che negli anni ha Da allora non ho mai smesso di volare” e, finite le riprese
insegnato a molti allievi a volare, parecchi di essi italiani e del video Atlas Brazil per Discovery Channel per le quali
“tutti scioccati di avere un’istruttrice donna”. A capo di un ha messo a disposizione le proprie abilità, le hanno detto:
jet Bombardier canadese di 70 posti, è sottoposta continua- “Grazie Clarissa, ci hai incoraggiato a volare”.
mente allo stupore di passeggeri e primi ufficiali, nonostante Incoraggia anche me per la mia traversata sopra l’Atlantico e
nella sua compagnia su 600 dipendenti 60 siano donne. Ma rientro a Roma in volo strumentale notturno sopra un aereo
solo poco più di venti capitane. “Le mie vacanze le faccio in di cartone. Atterro per pista 27, il vento ora spira da nord e
aereo”, com’è naturale. Riparto. Com’è naturale. Innanzitut- punta la manica a vento in posizione consueta, ripongo le
to faccio un touch-and-go sull’aereoporto RHV di San José, mie ali nell’hangar della Flyroma e mi fermo un attimo, in
in California, intitolato a quell’Amelia Reid nota per essere silenzio. L’odore è quello dell’erba umida ed è quasi l’alba.
una delle prime donne nell’aviazione americana (la prima Nessuno sa che ho preso un ULM per attraversare l’oceano
pilota del Nebraska, Evelyn Sharp, la iniziò al volo nel 1939), e parlare di donne. Solo uno struzzo ed un maiale mi guar-
che ha insegnato a volare a più di 4 mila allievi. Un’Amelia dano. Il primo allunga il collo e, nonostante ali inette al volo,
da non confondere con la Earhart, protagonista di un (risi- dal mio sguardo si convince che un giorno lo faranno vola-
bile) film che racconta la vicenda della pilota che non la- re. Il secondo mi chiede com’è il cielo, perché i maiali non
sciò tracce di sé dopo la trasvolata che da Miami la portò a possono guardarlo. Gli rispondo che è come una donna:
Porto Rico, lungo la costa no d-orientale del Sud America, inafferrabile. E quasi vive meglio lui, che non lo sa.

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noi
testo e foto di Romina Ciuffa
tassero sul baratro: il volo non può tenersi sulle spalle di mi- Rappresenta l’Associazione delle Donne dell’Aria: di
gliaia di dipendenti inutili. La situazione è stata usata per anni cosa si tratta?
da chi la gestiva per curare i propri comodi, oggi è esplosa. Della naturale evoluzione dell’API, l’Associazione Donne Pi-
lota da me fondata, destinata a coinvolgere le donne che fan-

LA PRI M A
Come è nata la sua passione per il volo? no parte della famiglia aeronautica. Mentre nell’API soltanto
Devo tutto ai miei genitori, che mi hanno educato all’indi- le donne con brevetto di pilota si associavano, ora, con l’ADA,
pendenza: quando avevo 15 anni mi hanno messo il sacco in tutte coloro che occupano posizioni nei settori dell’ aviazione
spalla e mi hanno lasciato andare. Fin da ragazza, in un’epoca civile o militare hanno la possibilità di iscriversi e lavorare per
I n t e r v i s t a a F IORENZA DE B ERNARDI rigida, io potevo fare campeggi con gli amici, roccia e sci in lo scopo dell’Associazione, quello di affermare e sostenere
montagna, mentre mio padre mi ha iniziato al volo su un pic- la presenza delle donne dell’Aviazione, favorire la diffusione
La donna che ha aperto la strada alle donne nell’aviazione commerciale è colo aereo da turismo. Durante i primi anni volai per sport fa- della cultura del volo, essere di stimolo alle istituzioni.
cendo competizioni in Italia e in altri Paesi europei, spesso in
Fiorenza De Bernardi, la prima pilota di linea in Italia, la quarta nel mon- coppia con Graziella Sartori. Divenni il copilota di un amico Continuerà a lottare per affermare la libertà di volo?
do (gli americani le hanno anche intitolato una borsa di studio) e la prima di mio padre, rappresentante della Piper. Questa ero io. Oggi i Sì. Ho cominciato la mia battaglia in un periodo in cui le
giovani sono strumentalizzati. Il voto in condotta, ad esempio: donne sui voli di linea non c’erano, sono diventata femmi-
pilota di montagna con licenza di pilota tra i ghiacciai. All’interno di que- che novità è? Non avrebbe mai dovuto essere tolto. Ci vuole nista quando mi hanno ostacolato ed oggi sono coi fucili
sto speciale sulle donne pilota, non potevamo esimerci dall’intervistarla. severità, educazione, lotta contro la droga e non lassismo. puntati contro chi non ci fa volare.

E se Icaro avesse avuto una sorella? O un cognome? Icaro De Bernardi,


non suona male. È infatti a una nostra pilota che gli americani hanno
addirittura dedicato una borsa di studio, ritenendo che sia lei ad aver
aperto la strada alle donne nell’aviazione commerciale: Fiorenza De
Bernardi è la prima pilota di linea in Italia (1967), la quarta nel mondo
e la prima pilota di montagna con licenza di pilota tra i ghiacciai. Una
volta ha costruito un igloo in una situazione di emergenza sull’Ada-
mello, a 20 gradi sotto zero. Il Minotauro la guardava incredulo. Iniziò
a volare nel 1951 con il padre Mario de Bernardi e nel 1966 ottenne il
brevetto commerciale. Ha fondato l’Associazione Pilote Italiane, oggi
Associazione delle Donne dell’Aria, è vicepresidente della Federazio-
ne Pilote Europee, membro delle 99 (cui appartengono tutte le pilote
del mondo) e membro dell’Isa, l’Associazione Internazionale delle
Pilote di Linea. Se Icaro avesse avuto una sorella sarebbe stata più o
meno cosí. Solo, a raggiungere il sole, più attenta del fratello.

Cosa ne pensa della situazione attuale dell’aviazione?


Disastrosa: ho amiche in America e in Francia che vanno a fare la
spesa con l’aeroplano mentre l’Italia non fa volare e il Ministero
dell’Aviazione Civile fa di tutto per tenerci a terra. È colpa di po-
litici che danno incarichi di comodo a persone inesperte che di
volo non sanno nulla. Ci ostacolano con prezzi immotivati, tasse
d’atterraggio e di decollo, che non consentono di utilizzare l’aero-
plano in maniera libera, mentre prima, per incrementare il turismo,
portavamo in volo attori e attrici in maniera da attirare l’attenzione.

Lei, che è la prima pilota donna di linea, come vede la situa-


zione dell’Alitalia?
Proprio l’Alitalia non volle mai farmi un contratto. Lavoravo già per
l’Aeralpi da tempo, con la quale volavamo per Alitalia con passeggeri
AZ che spesso chiedevano, per il volo successivo, di volare con me.
Quando l’Alitalia affittò l’Aeralpi, si rifiutò di farmi un contratto espli-
citamente perché ero una donna. Solo dopo 15 anni hanno assunto
Antonella Celletti, che è ancora comandante. Io, intanto, fui assun-
ta dall’Aertirrenia e divenni la prima comandante donna in Italia nel
1969; poi me ne andai in Russia. L’Alitalia era la compagnia più bella
del mondo prima che politiche di assunzione in esubero non la por-

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Aut aut [àut àut]
modo familiare tolto al latino che significa o sì o no, o in un modo o in un altro.
Per noi da sempre simbolo della scelta.

Aut magazine è distribuito gratuitamente in tutta Italia


grazie alla tenacia e all’impegno dei volontari del Circolo Mario Mieli,
e al sostegno dei nostri partner. Aspettateci, cercateci, leggeteci.

maggio 2010
aut sommario
Questo mese
InPiazza: Noi:
La Consulta sui matrimoni gay Le provocazioni del duo Ricci/Forte
di Andrea Maccarrone di Rosa Vitale
a pagina 9 a pagina 20

Dusty Springfield
Culture o stili: di Maria Tridico
Le donne pilota a pagina 24
di Romina Ciuffa
a pagina 14 RadioMucca on air
a cura della redazione
Chiamatele pure sgualdrine a pagina 26
di Daniele Catena
a pagina 30 Priscilla a teatro
di Maria Tridico
Speciale Moda a pagina 34
di missAlessia
a pagina 32

Le ultime follie dal Giappone


di Daniele Catena e Domenico Oriolo
a pagina 38 pag45 Sensi

Blogger vs fashion editor pag60 Metropoli


di Andrea Bandiera
a pagina 42 pag64 Incipit

"Ho cominciato la mia battaglia in un periodo in cui le donne sui voli di linea non c’erano,
sono diventata femminista quando mi hanno ostacolato ed oggi sono coi fucili puntati contro chi non ci fa volare"
Fiorenza DeBernardi, prima pilota di linea in Italia

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Redazione: Daniele Cenci, Luigi Conversini, Vincenzo Errico, Francesco Paolo Del Re, La Karl Du Pigné, Massimo Farinella, Vin-
cenzo Ianniello, Fabio Nolli, Daniele Catena, Maria Tridico - Consulenti di redazione: Rossana Praitano, Andrea Mele, Alessandro
Petrone, Fabio Cardoro - Hanno collaborato a questo numero: Romina Ciuffa, Andrea Maccarrone, Daniele Quinzi, Andrea Ban-
diera , Domenico Oriolo - Fotografi: Mirta Lispi, missAlessia. Ci scusiamo per eventuali omissioni. Il © delle immagini o delle foto
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