IL PROBLEMA
ORTODONTICO
C A P I T O L O
1
Malocclusioni e anomalie dentofacciali
nella società contemporanea
Trattamento ortodontico: evoluzione degli obiettivi
Ortodonzia (ortopedia dentofacciale)
Problemi ortodontici comuni: epidemiologia delle malocclusioni
Perché la malocclusione è così frequente?
Necessità e richiesta di trattamento ortodontico
Necessità di trattamento ortodontico
Richiesta di trattamento ortodontico
TRATTAMENTO ORTODONTICO:
EVOLUZIONE DEGLI OBIETTIVI
Denti affollati, irregolari e protrusi hanno rappresentato
un problema fin dall’antichità, tanto che i primi tentativi
di terapia risalgono al 1000 a.C. Apparecchiature ortodontiche primitive e sorprendentemente ben disegnate
sono state portate alla luce in ritrovamenti archeologici
greci ed etruschi.1 Nel periodo di maggior sviluppo dell’odontoiatria, tra il XVIII e il XIX secolo, furono descritte da vari Autori numerose apparecchiature per la “regolazione dei denti” che venivano usate sporadicamente dai
dentisti dell’epoca.
Dopo il 1850 furono pubblicati i primi veri testi di ortodonzia, tra cui occorre ricordare quello di Norman
Kingsley, intitolato Deformità orali.2 Kingsley (Fig. 1.1),
che influenzò notevolmente l’odontoiatria americana nella seconda metà del 1800, fu probabilmente il primo a utilizzare forze extraorali per correggere la protrusione dentale. Fu anche un pioniere nel trattamento delle schisi palatali e dei problemi ad esse connessi.
Nonostante l’importante contributo di Kingsley e dei
suoi contemporanei, l’obiettivo ortodontico rimaneva limitato all’allineamento dentale e alla correzione delle proporzioni facciali. Era pertanto riservata poca attenzione all’occlusione; le avulsioni rimanevano una pratica comune
per la correzione di molti problemi dentali e tra questi anche quelli di affollamento e disallineamento. In un periodo
in cui una dentatura intatta era una rarità, i dettagli nei rapporti occlusali erano considerati poco importanti.
Solo verso la fine dell’800, quando si pose il problema di
eseguire adeguate ricostruzioni protesiche, si rese necessario sviluppare il concetto di occlusione corretta. La possibilità di ottenere delle protesi basandosi sui principi di un’occlusione corretta favorì l’estensione di questi concetti anche alla dentatura naturale. Edward H. Angle (Fig. 1.2), la
cui influenza si fece sentire verso il 1890, contribuì in maniera sostanziale allo sviluppo del concetto di occlusione in
una dentatura naturale. Originariamente il suo lavoro era
prevalentemente rivolto alla protesi e questa era la materia
che insegnava presso le facoltà di odontoiatria in Pennsylvania e in Minnesota, intorno al 1880. Il suo crescente interesse per l’occlusione e gli interventi terapeutici volti a ottenere un’occlusione corretta lo portarono ad approfondire
le sue conoscenze in campo ortodontico, tanto che oggi
Angle è considerato il “padre della moderna ortodonzia”.
La pubblicazione della classificazione di Angle nel
18903 segnò un momento importante nello sviluppo dell’ortodonzia, non solo perché identificava i principali tipi di
malocclusione, ma perché introduceva la prima chiara e
semplice definizione di occlusione normale in una dentatura naturale. Angle postulò che il primo molare superiore è la
chiave dell’occlusione e che la cuspide mesiovestibolare del
primo molare superiore deve occludere nel solco vestibolare del primo molare inferiore. A suo parere, se esisteva questa relazione molare e i denti erano disposti secondo una
curva armonica, l’occlusione che ne risultava poteva definirsi normale (Fig. 1.3). Questo postulato, che in 100 anni
di esperienza clinica si è dimostrato valido ad eccezione dei
casi di anomalie di dimensione dentale, definiva in modo
brillante e semplice il concetto di occlusione normale.
Angle identificò tre classi di malocclusione in base alle
tre possibili relazioni occlusali dei primi molari:
I Classe: relazione dei molari normale, ma linee di
occlusione scorrette per malposizioni dentarie, rotazione o altre cause.
II Classe: molare inferiore posizionato distalmente
rispetto al molare superiore, linee di occlusione non specificate.
III Classe: molare inferiore posizionato mesialmente
al molare superiore, linee di occlusione non
specificate.
fu scultore e pittore. New London.1 Autoritratto di Norman Kingsley.3 La linea di occlusione è rappresentabile con una curva (curva catenaria) che passa in corrispondenza delle fosse dei molari superiori e a livello del cingolo dei canini e degli incisivi superiori. . malocclusione di II Classe. L’occlusione normale e la malocclusione di I Classe hanno la stessa relazione molare. periodo in cui si affermò come specialista. Si noti che la classificazione di Angle definisce quattro classi: occlusione normale. oltre che dentista di notevole fama. Connecticut e Pasadena. Kingsley. divenne evidente che anche un’eccellente occlusione era insoddisfacente se raggiunta a spese delle proporzioni facciali. 1. La stessa linea decorre lungo le cuspidi vestibolari e i margini incisali dei denti inferiori. In seguito alla definizione di occlusione normale e di uno schema delle malocclusioni che comprendeva anche la linea occlusale. ma diventò il trattamento della malocclusione. una volta stabilita la posizione dei molari. da cui uscirono coloro che sono considerati i pionieri dell’ortodonzia. Angle all’età di 40 anni. spesso la scelta di non ricorre- 3 FIGURA 1.4).CAPITOLO 1 Malocclusioni e anomalie dentofacciali nella società contemporanea FIGURA 1. malocclusione di I Classe. Dal 1905 al 1928 Angle fu direttore di Scuole di ortodonzia private a St. intesa come ogni deviazione dallo schema occlusale ideale descritto da Angle. Enfatizzando il concetto di occlusione dentale. Mascellare Mandibolare Linea occlusale FIGURA 1. Oltre a queste implicazioni di carattere estetico. Dal momento che rapporti occlusali corretti richiedevano la presenza di tutti i denti in entrambe le arcate. Quest’ultima a sua volta può risultare corretta o alterata nelle malocclusioni di II e III Classe. Egli ricoprì la carica di Preside di facoltà alla Scuola di Odontoiatria dell’Università di New York. Col passare del tempo. malocclusione di III Classe (Fig. ma differiscono nella posizione dei denti relativamente alla linea occlusale. Louis. California. cosicché. sono definiti anche i rapporti occlusali e interarcata.2 Edward H. il mantenimento di una dentizione intatta divenne un obiettivo fondamentale del trattamento ortodontico. agli inizi del ’900 l’obiettivo dell’ortodonzia non fu più solamente l’allineamento dei denti malposizionati. Pertanto Angle e i suoi seguaci si opposero fortemente alle estrazioni eseguite per scopi ortodontici. le proporzioni facciali e l’estetica passarono in secondo piano. Angle abbandonò l’impiego di forze extraorali perché riteneva che non fossero necessarie per raggiungere una corretta occlusione.
Questi studi radiografici evidenziarono come molte malocclusioni di II e III Classe non fossero dovute solo a malposizioni dentali. In Europa ebbe un grande sviluppo “l’ortopedia funzionale”. Ortodonzia (ortopedia dentofacciale) Attualmente l’ortodonzia viene definita dall’Associazione Americana dei Dentisti come il settore dell’odontoiatria volto alla supervisione.4 Occlusione normale e classi di malocclusione secondo Angle. L’introduzione della cefalometria si diffuse dopo la seconda guerra mondiale e diede agli ortodontisti la possibilità di misurare gli spostamenti dei denti e delle basi ossee prodotti dalla crescita e dal trattamento. per controllare e modificare la crescita ossea. Agli inizi del XXI secolo l’ortodonzia subisce delle modifiche rispetto ai decenni precedenti e questi cambiamenti possono esemplificarsi nei seguenti tre diversi modi: (1) si comincia a dare sempre più importanza all’estetica facciale e dentale. Questa tendenza risulta dall’introduzione della chirurgia ortognatica. mentre ne viene data sempre meno ai dettagli dell’occlusione dentale. Il testo di Sarver 4 uscito recentemente descrive molto bene questa evoluzione.10 dimostrano gli eccellenti risultati che si possono ottenere con l’ortodonzia. Attualmente. I due casi presentati nelle figure da 1. nello stesso periodo. riarmonizzazione della dentatura. non viene più accettata la figura paternalistica del medico che riferisce esclusivamente il trattamento al quale il paziente dovrà sottoporsi. La necessità attuale di coordinare l’intero piano di trattamento con altri dentisti riporta l’ortodonzia nell’odontoiatria generale da cui era stata in passato separata da Angle in poi. All’inizio del ’900 questa classificazione fu presto ampiamente adottata e tuttora viene riportata nei testi tra gli schemi di classificazione delle malocclusioni. Le estrazioni furono infatti reintrodotte in ortodonzia nel 1930. Gli obiettivi dell’ortodonzia moderna possono essere riassunti come segue: creare le migliori relazioni occlusali possibili. (2) i pazienti sono sempre più coinvolti nel piano di trattamento: infatti possono scegliere tra le varie opzioni terapeutiche che le immagini computerizzate esemplificano chiaramente. che ha reso possibile la correzione di sproporzioni facciali non trattabili precedentemente. negli Stati Uniti si utilizzavano per questo fine le forze extraorali.4 SEZIONE I Il problema ortodontico Occlusione normale Malocclusione di II Classe Malocclusione di I Classe Malocclusione di III Classe FIGURA 1. mentre lo sviluppo di tecniche di immagine computerizzata permette all’ortodontista di spiegare meglio al paziente le implicazioni estetiche del trattamento. bensì raggiungere le migliori condizioni possibili per il mantenimento ottimale a lungo termine della dentatura. L’obiettivo non è necessariamente ottenere un’occlusione dentale ed un’estetica facciale ideali. per ottenere una migliore estetica facciale e per raggiungere una maggiore stabilità occlusale. L’impiego dell’esame cefalometrico sottolineò che il trattamento ortodontico poteva influenzare anche la crescita delle basi ossee. in tutto il mondo vengono impiegate sia le apparecchiature funzionali che le forze extraorali.5 a 1. La definizione corrente di questa disciplina include tali scopi. mentre. che aveva lo scopo di influenzare la crescita ossea. re alle estrazioni evidenziò problemi nel mantenere stabile una relazione occlusale ottenuta con l’uso di elastici pesanti applicati per molto tempo. ottenere una buona estetica facciale con stabilità del risultato occlusale raggiunto e mantenimento a lungo termine. (3) oggigiorno l’ortodonzia è sempre più rivolta a pazienti adulti come parte integrante di un trattamento multidisciplinare che coinvolge altre specialità mediche e odontoiatriche. Questi tre recenti sviluppi sono presi in considerazione negli ultimi capitoli di questo volume. come suggerivano Angle e i suoi seguaci. al controllo e alla correzione delle strutture dentofacciali in fase di crescita e di maturità (comprendendo le condizioni che richiedono spostamenti dentali o la risoluzione di malposizioni) attraverso la cor- . ma anche ad alterate relazioni tra i mascellari.
5 . Si può notare anche il deep bite anteriore.5 Aspetto facciale prima del trattamento (A.CAPITOLO 1 Malocclusioni e anomalie dentofacciali nella società contemporanea A B C D E F FIGURA 1. che creava problemi sia estetici che funzionali. causato dall’eruzione degli incisivi inferiori contro il palato. divisione 1. come spesso accade nei casi di II Classe. B) e visione intraorale (C-F) di un bambino di 12 anni con una malocclusione di II Classe. Il paziente lamentava la protrusione degli incisivi. L’esame del profilo facciale mostra che il suo problema principale è l’iposviluppo della mandibola.
Si noti il miglioramento dell’aspetto facciale e la risoluzione sia dell’overjet che dell’overbite.6 Cambiamento dell’aspetto facciale a 14 anni (A. Il ragazzo ha portato una trazione extraorale sui molari superiori e un’apparecchiatura fissa per 26 mesi di trattamento attivo. al movimento in avanti dei denti inferiori e alla eruzione differenziale dei denti posteriori inferiori.6 SEZIONE I Il problema ortodontico A B C D FIGURA 1. B) e visione intraorale (C. Si rilevano la crescita favorevole in basso e avanti della mandibola ed una ridotta crescita in avanti della maxilla.5. 1. . 1.7 Sovrapposizione dei tracciati cefalometrici prima e dopo il trattamento per il paziente della Fig. oltre alla retrazione degli incisivi maxillari. FIGURA 1.5. Il miglioramento verificatosi durante il trattamento è stato ottenuto grazie alla modificazione della crescita avvenuta insieme al movimento dentale. D) dopo il trattamento ortodontico dello stesso paziente della Fig.
La richiesta principale del paziente era quella di riavere gli incisivi centrali superiori e prevenire la perdita di tutti gli altri denti. dai problemi parodontali e dal trauma sulla mucosa palatale generato dall’approfondimento del morso. inoltre sperava anche di migliorare la funzione e l’estetica facciale. B) e visione intraorale (C-G) di un adulto di 42 anni che presenta una grave malocclusione di II Classe e la perdita di elementi dentari causata dalla carie.CAPITOLO 1 Malocclusioni e anomalie dentofacciali nella società contemporanea 7 B A C D F E G FIGURA 1. . ortodontico. chirurgico e protesico.8 Aspetto facciale prima del trattamento (A. Era disponibile ad intraprendere qualsiasi tipo di trattamento parodontale.
1.8 SEZIONE I Il problema ortodontico B A C D C F E H G I FIGURA 1.9 Aspetto facciale dopo il trattamento (A. B) dello stesso paziente della Fig.8 all’età di 44 anni. rapporti occlusali appena prima (C) e subito dopo (D) la chirurgia ortognatica che ha permesso l’avanzamento mandibolare. la protesi fissa superiore e la protesi parzialmente rimovibile inferiore (E-I). . aspetto intraorale delle relazioni dentali raggiunte dopo l’ortodonzia.
1.11 Il disallineamento degli incisivi è in genere evidenziato dall’indice di irregolarità.12) e la prevalenza dei crossbite posteriori (Fig.11). La discordanza di tali risultati era giustificata anche dal fatto che la classificazione di Angle non forniva una descrizione ben dettagliata dei rapporti occlusali.6.000 individui. Infatti è raro riscontrare in natura denti perfettamente intercuspidati lungo una linea occlusale regolare. Le maggiori responsabilità in ortodonzia riguardano la diagnosi. 7 Nell’ambito di un’indagine nazionale su larga scala riguardo ai problemi di salute nella popolazione statunitense dal 1989 al 1994. 1. è stato effettuato statisticamente per fornire una stima valida per circa 150 milioni di persone su un campione razziale/etnico e di età. con valutazioni distinte per i maggiori gruppi razziali/etnici. rezione dei rapporti dentodentali e dentoscheletrici con l’applicazione di forze e/o la stimolazione e il ridirezionamento di forze funzionali nell’ambito del complesso craniofacciale. la scelta. Questa grande variabilità di risultati derivava in gran parte dal diverso concetto di normalità che ciascun ricercatore aveva applicato nello studio del campione. la prevalenza del diastema mediano > 2 mm (Fig.10 Sovrapposizione dei tracciati cefalometrici che evidenziano il cambiamento della posizione mandibolare prodotto dalla chirurgia per il paziente delle Figg. Per molti anni gli studi epidemiologici sulle malocclusioni rimasero in disaccordo sul grado di variabilità da consi- derarsi entro i limiti della norma. la National Health and Nutrition Estimates Survey III (NHANES III) fornisce una nuova stima delle malocclusioni.13). tale da permettere di effettuare studi epidemiologici.14) e l’overbite/openbite . Public Health Service (USPHS) fece due indagini su larga scala. che è una misura del grado di allineamento degli incisivi (Fig. 1.CAPITOLO 1 Malocclusioni e anomalie dentofacciali nella società contemporanea 9 FIGURA 1. 9 Le malocclusioni valutate dal NHANES III comprendono: l’indice di disallineamento. I dati ottenuti forniscono informazioni recenti per i bambini e i giovani statunitensi e la prima raccolta di dati utili per gli adulti.8 e 1. da parte di gruppi universitari e altri gruppi patrocinati dall’amministrazione pubblica. la prevenzione. l’applicazione e il controllo delle apparecchiature funzionali. l’intercettamento e il trattamento delle malocclusioni dentali e scheletriche. 1.5 PROBLEMI ORTODONTICI COMUNI: EPIDEMIOLOGIA DELLE MALOCCLUSIONI Quella che Angle definì un’occlusione normale dovrebbe essere più propriamente definita ideale. Tra il 1930 e il 1965 gli studi sull’incidenza delle malocclusioni nella popolazione statunitense diedero risultati variabili dal 35 al 95%. riguardanti bambini tra i 6 e gli 11 anni nel periodo dal 1963 al 1965 e giovani tra i 12 e i 17 anni nel periodo dal 1969 al 1970. Questo studio. 1. il raggiungimento e il mantenimento di corrette relazioni occlusali e di un’armonia estetica del complesso craniofacciale. Negli Stati Uniti la Division of Health Statistics of U. condotto su 14. questi fornirono un quadro più preciso e attendibile della prevalenza dei vari tipi di malocclusione in tutto il mondo. inoltre vengono misurati l’overjet (Fig.8.9. Negli anni ’70 furono condotti diversi studi epidemiologici. Si rileva che la mandibola ha ruotato in avanti e in basso migliorando sia la posizione anteroposteriore (a-p) che verticale del mento e fornendo uno spazio verticale adeguato per la riabilitazione protesica. FIGURA 1. specialmente quando le regole di Angle sono applicate rigidamente. inteso come la somma delle distanze in millimetri tra i denti a livello dei loro punti di contatto ideali.S.
(Fig. Se gli incisivi inferiori si trovano davanti a quelli superiori.1 e 1. overjet inverso o crossbite anteriore. Nei bambini è spesso presente un ampio spazio tra gli incisivi centrali superiori (definito diastema della linea mediana).14 L’overjet è definito come una sovrapposizione degli incisivi in senso orizzontale. questa condizione si chiama overjet negativo. 1.13 Il crossbite posteriore si verifica quando i denti postero-superiori sono disposti lingualmente rispetto ai corrispondenti inferiori. ma può verificarsi anche per altri motivi. come nel bambino di questa figura. nei giovani (età da 12 a 17 anni) e negli adulti (età da 18 a 50 anni) della popolazione statunitense. FIGURA 1. qualora sia maggiore di 2 mm difficilmente si chiude spontaneamente con la crescita successiva. rilevati dal NHANES III. Overjet FIGURA 1.2 e vengono schematizzati graficamente nelle Figure da 1. che riflette la relazione molare di II e III Classe di Angle. L’overjet. specialmente nel periodo della dentizione mista. Il diastema mediano maxillare è piuttosto frequente. Nell’open bite non c’è sovrapposizione in senso verticale e la separazione in tale senso è misurabile. I dati recenti per queste malocclusioni nei bambini (età da 8 a 11 anni). sono mostrati nelle Tabelle 1. precisamente nel 26% si ha un diastema maggiore di 2 mm.12 Uno spazio tra denti adiacenti è definito diastema. mentre peggiora in quella inferiore nella categoria degli adulti.15 L’overbite è definito come una sovrapposizione degli incisivi in senso verticale. periodo in cui erompono gli ultimi denti permanenti. che per questo non viene evidenziata direttamente. Quasi il 15% degli adolescenti e degli adulti ha incisivi molto disallineati. con i superiori davanti a quelli inferiori di una quantità pari allo spessore dei margini incisali (un rapporto incisale corretto prevede un overjet di 2-3 mm). Open bite FIGURA 1. poi rimane pressoché stabile nell’arcata superiore. Questa condizione di crossbite posteriore riflette un’arcata dentale maxillare rastremata. La parte restante presenta invece vari gradi di disallineamento e affollamento. può essere misurato in modo più preciso in uno studio epidemiologico della relazione molare.16 a 1. Normalmente il margine incisale inferiore contatta la superficie linguale dell’incisivo superiore in corrispondenza o sopra il cingulum (normalmente sussiste un overbite di 1-2 mm). perciò per allinearli sarebbe necessaria una maggior espansione d’arcata o l’estrazione di alcuni elementi dentari.19. La percentuale di individui che presentano un allineamento dentale ottimale decresce nella fascia di età tra 12 e 17 anni. solo il 34% di questi ultimi possiede incisivi inferiori ben allineati.15). Sebbene questo spazio tenda successivamente a chiudersi. più del 6% dei giovani e de- .10 SEZIONE I Il problema ortodontico Overbite FIGURA 1. Si può notare che poco più della metà dei bambini di età compresa tra 8 e 11 anni ha gli incisivi ben allineati. Normalmente gli incisivi sono a contatto.
3 3.0 33.8 10.5 47.0 0.8 34.0 4.1 0.7 0.7 25.5 1.4 2.5 2.6 10.9 3.5 7.2 43.8 8.5 12.5 45.9 45.6 43.1 4.3 3.3 3.6 41.3 0. [moderato] [severo] [estremo] .5 1.6 0.8 44.1 38.5 25.7 15.0 2.4 1.6 8.0 38.5 9.7 0.1 1.6 0.4 35.8 21.9 26.0 0.3 43.6 0.5 0.0 4.0 2.5 0.3 4.5 54.9 6.3 19.2 18.2 Overbite (mm) Open bite >–4 –3a–4 0a–2 [estremo] [severo] [moderato] 0.3 32.5 8.0 2.1 8.9 7.4 9.8 29. Crossbite posteriore Overjet (mm) Classe II > 10 7-10 5-6 3-4 [estremo] [severo] [moderato] [lieve] Ideale 1-2 8-11* 12-17* 18-50* Bianco** Nero** Ispanico** Totale 7.3 13.3 9.5 49.5 19.5 13.7 Ideale 0-2 Deep bite 3-4 5-7 >7 Dati da NHANES III * Tutti i gruppi etnici/razziali.6 26.5 2. Popolazione totale raggruppata per età Età 8-11 Età 12-17 Età 18-50 Indice di irregolarità Max Mand Max Mand Max Mand 0-1 [ideale] 2-3 [lieve affollamento] 4-6 [medio] 7-10 [grave] > 10 [estremo] 52.1 7.11 CAPITOLO 1 Malocclusioni e anomalie dentofacciali nella società contemporanea TABELLA 1.5 Dati da NHANES III TABELLA 1.3 6.4 6.9 22.7 0.7 0.4 Gruppi etnici/razziali in rapporto all’età Bianchi Neri Ispanico Totale Indice di irregolarità 0-1 [ideale] 2-3 [lieve affollamento] 4-6 [medio] 7-10 [grave] > 10 [estremo] Diastema mediano > 2 mm Max Mand Max Mand Max Mand Max Mand 43.8 23.9 10.8 9.9 39.8 10.4 18.1 9.9 0.6 27.1 Percentuale della popolazione degli Stati Uniti con affollamento/malallineamento degli incisivi.0 2.0 15.1 27.2 3.0 35.3 Diastema mediano > 2 mm 26.7 0.7 33.0 23.5 56.9 28.7 8.5 0. ** Tutte le età.4 4.0 0.6 38.0 26.2 3.8 18.8 37.2 6.2 0.4 18.6 6.1 Classe III 0 –1a–2 –3a–4 >–4 [lieve] [moderato] [severo] [estremo] 2.4 0.0 0.3 26.7 40.8 1.2 18.6 48.6 7.2 45.4 3.2 42.3 4.7 0.2 34.1 6.8 35.1 6.5 0.2 17.0 45.1 14.9 3.6 2.7 25.8 0.8 0.5 36.9 32.0 49.3 11.7 6.7 0.1 37.0 15.7 8.5 11.8 9.2 3.5 0.1 8.2 0.2 Percentuale della popolazione degli Stati Uniti con discrepanze del contatto occlusale.8 0.7 1.8 26.1 0.4 56.5 22.0 15.4 3.4 4.6 33.8 39.8 4.2 0.7 2.6 4.6 0.2 2.1 0.3 23.1 0.3 0.0 42.6 39.9 9.5 0.0 18.3 11.4 0.7 27.1 0.4 2.7 1.2 1.2 0.2 0.1 26.2 26.4 0.1 3.5 2.1 0.
Il deep-bite è molto più frequente dell’open bite ed i rapporti occlusali in senso verticale variano molto tra i diversi gruppi razziali (v. 1. FIGURA 1. I crossbite posteriori riflettono alterazioni di spazio sul piano trasversale rispetto all’occlusione ideale.12 SEZIONE I Il problema ortodontico II Classe Mascellare Mandibolare 40 30 20 10 Percentuale della popolazione Percentuale della popolazione 50 Ideale III Classe 40 30 20 10 0 0 0a1 Ideale 2a3 Lieve 4a6 Medio 7 a 10 Grave >10 mm Estremo >10 7 a 10 5 a 6 Estremo Grave Medio 3a4 Lieve 1a2 0 Lieve 21 a22 23 a24 >24 mm Medio Grave Estremo Irregolarità degli incisivi (mm) Overjet (mm) FIGURA 1. 1989-1994. infatti si verifica solo nell’1% dei bambini statunitensi e aumenta lievemente nei giovani e negli adulti. FIGURA 1. si manifesta nel 23% dei bambini. Solo un terzo della popolazione presenta un rapporto incisale ideale in senso anteroposteriore. L’overjet di 5 mm o più. tipico di una malocclusione di III Classe.16 Irregolarità incisale nella popolazione statunitense. La metà della popolazione presenta un rapporto verticale ideale degli incisivi. indicano alterazioni in senso anteroposteriore definite come II Classe/III Classe. 1989-1994. anche quelli negativi. gli adulti manterrà un diastema evidente. mentre quella di overjet gravi sia diminuita. negli Stati Uniti.18 Relazione di open bite/deep bite nella popolazione statunitense. L’aumento dell’overjet che si accompagna ad una malocclusione di II Classe è molto più frequente dell’overjet negativo. 1989-1994. I neri hanno una probabilità più che doppia di presentare un diastema mediano rispetto ai bianchi o agli ispanici (p > 0. Gravi malocclusioni di II e III Classe al limite della possibilità di correzione con la sola ortodonzia. Open bite Ideale Deep bite Percentuale della popolazione 50 40 30 20 10 0 >24 24 a23 Estremo Grave 22 a 0 Medio 0a2 3a4 Medio 5a7 Grave > 7 mm Estremo Sovramorso incisivi (mm) Percentuale della popolazione 60 Allineamento ideale 50 40 Arcata mandibolare 30 Affollamento grave 20 Overjet eccessivo 10 Open bite 0 8-11 12-17 18-50 Gruppi di età FIGURA 1.001). nel 15% dei giovani e nel 13% degli adulti. 1989-1994.17 Overjet (II Classe) e overjet negativo (III Classe) nella popolazione statunitense. che viene considerato come una malocclusione di II Classe di Angle. Si può chiaramente notare come la percentuale del disallineamento incisale sia aumentata. entrambi gli andamenti sono legati alla crescita mandibolare. Tab. Un terzo della popolazione presenta incisivi moderatamente disallineati o affollati e circa il 15% ha un affollamento grave ed estremo. i crossbite poste- riori sono piuttosto rari a qualsiasi età. l’overbite/open bite indica deviazioni dalla norma in senso verticale.2). colpiscono circa il 4% . è molto meno frequente. L’overjet negativo.2.19 Variazioni nella prevalenza del tipo di malocclusioni evidenziate dall’infanzia all’età adulta. Come mostra la Tabella 1. mentre un altro terzo della popolazione ha un overjet solo moderatamente aumentato. gli overjet. indicativo di una III Classe.
il 30% presenta un’occlusione normale. di cui una grande maggioranza ha overbite davvero eccessivi. appare chiaro che le malocclusioni di II Classe sono prevalenti nei bianchi.001). mentre i deep bite sono più rari. Un grave deep bite ha un’incidenza doppia nei bianchi rispetto ai neri o agli ispanici (p < 0. La differenza di proporzioni verticali tra bianchi e neri è già stata riportata. ma si verificano comunque in metà della popolazione adulta. Secondo questa classificazione. provenienti dalla caverna di Krapina in Yugoslavia e risalenti circa a 100. I reperti scheletrici attualmente a disposizione dimostrano che l’occlusione dei membri di uno stesso gruppo tende al rapporto di III Classe. Entrambe le II e III Classi hanno una maggior prevalenza negli ispanici che nei bianchi e nei neri (p > 0. I neri. il quale aveva i denti più larghi tra tutti quelli riscontrati tra i resti scheletrici di circa 80 individui. I resti scheletrici dei ritrovamenti archeologici dimostrano che l’attuale frequenza della malocclusione è molto superiore a quella di 1000 anni fa. sembra probabile che le III Classi e gli open bite siano più frequenti tra gli Africani rispetto agli Europei.001).000 anni fa. ciò non significa che sia una condizione normale. mentre open bite (overbite negativi > – 2 mm) si verificano in meno dell’1%. meno fre- A B FIGURA 1. (A) Si noti il buon allineamento in questo esemplare. Quanto sopra descritto riflette sicuramente le diverse proporzioni craniofacciali dei gruppi della popolazione nera (v. dette anche crossbite anteriore da scivolamento per le interferenze sugli incisivi10). le malocclusioni di I Classe (50-55%) rappresentano il gruppo più numeroso in ordine di frequenza. Knopf. 1980. L’affollamento e il disallineamento dentale erano abbastanza rari fino a epoche relativamente recenti. Dai dati rilevati è interessante calcolare come il campione utilizzato si distribuisce in percentuale nelle quattro classi descritte da Angle. 5 per una spiegazione più dettagliata). hanno una maggior prevalenza di alterazioni verticali.11 anche se non sconosciuti (Fig. in Danimarca il 25% dei bambini presenta un rapporto di II Classe). con un 2-3% di pseudo-III Classi. date le differenze tra bianchi e neri negli Stati Uniti.20). insieme ai bianchi. piuttosto che i rapporti occlusali. rispetto agli ispanici. PERCHÉ LA MALOCCLUSIONE È COSÌ FREQUENTE? Sebbene la malocclusione si manifesti nella maggior parte della popolazione.CAPITOLO 1 Malocclusioni e anomalie dentofacciali nella società contemporanea della popolazione. risulta più agevole esaminare il grado di allineamento dentale. Le popolazioni africane non sono certo omogenee ma. sono meno frequenti negli adulti rispetto ai bambini. 1. circa il 2% in Cina. in cui le II Classi sono le più frequenti. nazionali ed etnici.03). Cap. (B) Si osservi l’affollamento e il disallineamento in questo esemplare. mentre le III Classi prevalgono nelle popolazioni orientali (3-5% in Giappone. Gravi deep bite (overbite ≥ 5 mm) si trovano in quasi il 20% dei bambini e nel 13% degli adulti. soprattutto in quelli di origine nord-europea (per esempio. Visto che la mandibola tende a separarsi dal resto del cranio quando i resti scheletrici rimangono seppelliti per molto tempo. Ci sono notevoli differenze tra i gruppi razziali/etnici nelle relazioni dentali in senso verticale. che è 0-2 mm. Alfred A.: Paleoanthropology.20 Arcate dentali inferiori di esemplari di Neanderthal.) . mentre l’open bite > 2 mm è 5 volte più frequente nei neri rispetto ai bianchi o agli ispanici (p < 0. Sebbene i 13 dati disponibili non siano così estesi come per le popolazioni americane. New York. seguono le malocclusioni di II Classe (15-20%).H. (Da Wolpoff W. Alterazioni verticali rispetto all’overbite ideale. È logico aspettarsi che l’incidenza e la distribuzione dei vari tipi di malocclusione varino in funzione di fattori razziali. mentre quelle di III Classe sono presenti in piccola percentuale (meno dell’1%). oltre ad avere una più alta incidenza di problemi sagittali.
si sono verificate una diminuzione del numero e delle dimensioni dei denti e una riduzione della grandezza delle mascelle.): Advances in dental anthropology. 1991.14 Si può dedurre che la malocclusione è un’altra caratteristica soggetta a peggiorare con il cambiamento delle abitudini alimentari nella vita moderna che. a seguito della diffusione di cibi sempre più morbidi. documentata dai fossili. Esistono prove dell’aumento della malocclusione all’interno di popolazioni che si sono trasferite dai villaggi rurali alla città. ha riscontrato una maggior frequenza di affollamento dentale. con i denti di esemplari di Neanderthal risalenti a 10. Larsen C. Per esempio. L’ipertensione. È meno facile capire perché questo disallineamento è aumentato così improvvisamente in tempi recenti. ma sembra legato al passaggio dalla società primitiva prevalentemente agricola a quella moderna urbana.14 SEZIONE I Il problema ortodontico mm2 DIMENSIONI DEI DENTI NEL PASSATO E NEL PRESENTE Qafzeh Neanderthal Inglesi Categorie di denti FIGURA 1. durata migliaia di anni. può essere causa di affollamento e disallineamento. (eds. se non è accompagnata da una corrispondente riduzione del numero e della forma dei denti.21). richiede un minor utilizzo dell’apparato masticatorio. tanto da essere definite “malattie della civilizzazione”.13 Sebbene 1000 anni siano un tempo lungo per una singola vita umana. Il terzo incisivo e il terzo premolare sono scomparsi. . è stata rilevata una costante diminuzione della dimensione dei denti anteriori e posteriori negli ultimi 100. È facile comprendere come la progressiva diminuzione delle dimensioni delle mascelle. Wiley-Liss. 1. l’uomo moderno presenta mascelle molto meno sviluppate.22).000 anni (Fig. datati 100. 1. Le malattie cardiovascolari e le patologie connesse aumentano rapidamente nella popolazione sana che lascia la vita contadina per vivere in città. nel Nord dell’India.S. tuttavia è un tempo molto breve in una prospettiva evoluzionistica. le malattie cardiache. del secondo premolare e dell’incisivo laterale e ciò sta a indicare una loro tendenza a scomparire.000 anni fa e con i denti della popolazione moderna. (Ridisegnata da Kelly M. mentre la maggior parte degli individui presenta discrepanze in senso anteroposteriore o trasverso. New York. per esempio si è riscontrata una tendenza alla III Classe negli abitanti delle isole del Pacifico del Sud12 o al crossbite vestibolare negli aborigeni australiani (occlusione X). il diabete e molte altre patologie sono più frequenti nei paesi sviluppati rispetto a quelli sottosviluppati. Il numero dei denti presenti nei primati si è ridotto rispetto al modello caratteristico dei mammiferi (Fig. assumendo tutti gli aspetti della civilizzazione che seguono. Nel corso dell’evoluzione.) quentemente a quello di II Classe. così come il quarto molare.000 anni fa.. crossbite posteriori e discrepanze di segmenti buccali in giovani che vivono nelle città rispetto a quelli delle aree rurali del Punjabi. Rispetto alle popolazioni primitive. Attualmente si verificano con una certa incidenza le agenesie del terzo molare. per esempio. Scoperte simili sono tipiche delle popolazioni interessate solo marginalmente dallo sviluppo proprio delle società moderne: l’affollamento e il disallineamento non sono frequenti.A.21 La diminuzione generalizzata della dimensione dei denti umani si può ben evidenziare dal confronto tra le dimensioni dentali rilevate dai siti antropologici a Qafzeh. Corrucini.
Si noti l’attivazione muscolare non solo della faccia. le diverse possibilità eziologiche (discusse in dettaglio nel Cap. (Per gentile concessione di M. deterioramento dentale correlato alla malocclusione. Nonostante sia difficile individuare la causa precisa di ogni specifica malocclusione. 1. parzialmente cotti o di origine vegetale. 5).J. sono note.22 Nell’evoluzione dei primati si è verificata una riduzione del numero e delle dimensioni dei denti. irregolari o in occlusione scorretta possono causare al paziente tre tipi di problemi: (1) problemi psicosociali correlati all’estetica dentofacciale. gengiviti e problemi parodontali. si evidenzia in maniera eclatante come sia diminuita la richiesta di efficienza dell’apparato masticatorio nelle popolazioni civilizzate (Fig.23 Fotogrammi del filmato di un aborigeno australiano mentre mangia carne di canguro cucinata nel modo tipico. Attualmente nella razza umana i terzi molari sono spesso mancanti e ciò rappresenta un’ulteriore riduzione in atto. NECESSITÀ E RICHIESTA DI TRATTAMENTO ORTODONTICO Necessità di trattamento ortodontico Denti protrusi. deglutizione o fonazione.23).CAPITOLO 1 Malocclusioni e anomalie dentofacciali nella società contemporanea 15 Mammiferi primitivi Proscimmie Scimmie antropomorfe Uomo FIGURA 1. con probabilità ancora minori.) (dolore o incoordinazione muscolare). L’affermazione che il cambiamento della funzione articolare possa aver causato un incremento dell’incidenza delle malocclusioni è messa in dubbio dal fatto che anche la carie dentale e le parodontopatie. Per esempio. in generale. ai problemi parodontali. ma anche della regione del collo e del cingolo scapolare. (2) problemi funzionali. inclusa la difficoltà nei movimenti maxillari FIGURA 1. Infatti un apparato masticatorio efficiente era essenziale per mangiare cibi crudi. (3) maggiore suscettibilità ai traumi. Nelle popolazioni primitive un’ottima funzionalità mandibolare e dentale erano indispensabili per sopravvivere e riprodursi. disturbi delle articolazioni temporomandibolari. sono aumentate da quando si sono modificate le abitudini alimentari. la relativa frequenza delle agenesie degli incisivi laterali e dei secondi premolari sta a indicare una nuova tendenza evolutiva. molto rare con la dieta primitiva. Che differenza fa avere o no una malocclusione? Consideriamo ora quando è necessaria la terapia ortodontica. problemi di masticazione. osservando un aborigeno australiano che usa ogni muscolo della parte superiore del corpo per strappare un pezzo di carne di canguro quasi cruda. a disturbi legati allo stress. Le patologie dentali che ne derivano rendono difficile stabilire quale sarebbe stata l’occlusione senza una perdita precoce di elementi dentali. L’aumento delle malocclusioni nei tempi recenti è sicuramente correlato allo sviluppo della civilizzazione moderna. . ma è arduo dimostrare che una riduzione della dimensione mandibolare sia dovuta ad una atrofia da ridotta funzione della stessa o. Barrett.
Tuttavia una nuova possibilità in tal senso.23 Nelle disfunzioni temporomandibolari. che si adatta alle limitazioni presenti. nonostante. che si accompagnano generalmente a dolore intra e periarticolare.16 SEZIONE I Il problema ortodontico Problemi psicosociali. non si tratta esclusivamente di un problema “cosmetico”. talvolta. nelle offerte di impiego e nella competizione per trovare un partner. è probabile che l’effetto prodotto dalle malocclusioni sulla funzione verrà apprezzato sempre di più rispetto a quanto non sia stato fatto in passato. anche se più spesso è correlabile a una condizione di fatica o di spasmo muscolare. il dolore può essere imputato a modificazioni patologiche delle articolazioni. Cap. Alcuni soggetti adulti con gravi problemi occlusali spesso affermano di avere grandi difficoltà masticatorie che in gran parte scompaiono al termine del trattamento ortodontico. è stato meglio chiarito ultimamente rispetto a pochi anni fa. Negli ultimi anni numerosi studi hanno confermato che le gravi malocclusioni talvolta possono costituire un handicap sociale. Il rapporto tra la malocclusione e l’adattamento funzionale tipico delle disfunzioni temporomandibolari.22 La malocclusione può comportare alterazioni della deglutizione. Un sorriso piacevole per gli americani viene giudicato tale anche in Australia e nella ex Germania dell’Est. in un certo senso. ogni individuo si serve di una serie di colpi masticatori per rendere il cibo adatto ad essere ingerito. Dato che sono stati sviluppati nuovi metodi per valutare quantitativamente questo tipo di adattamento funzionale. Un soggetto con un problema apparentemente meno grave (per esempio un mento accentuato o incisivi disallineati) a volte è trattato in modo diverso per questo suo difetto e altre volte no. ma da richiedere comunque una compensazione fisiologica all’irregolarità anatomica. non sia direttamente proporzionale alla gravità anatomica del problema. Inoltre. Sembra che sia più facile accettare un proprio difetto se le risposte da questo provocate negli altri sono costanti anziché variabili. Per esempio. può essere difficile o impossibile produrre certi suoni in presenza di gravi malocclusioni (v. Un buon allineamento dentale e un sorriso piacevole creano reazioni positive nelle relazioni sociali a ogni livello.19 L’impatto di un difetto fisico su un individuo. l’handicap che ne deriva è tutt’altro che trascurabile. ma non ci sono prove attendibili per valutare la capacità masticatoria né metodi obiettivi per misurare lo svantaggio funzionale secondario alla malocclusione in grado di fornire una base più scientifica alla necessità del trattamento ortodontico.16 L’aspetto estetico. perciò si riscontrano raramente distorsioni del linguaggio. mentre una condizione dentale che negli Stati Uniti viene associata a un certo handicap sociale ha la stessa valenza in altri contesti culturali. può creare differenze nelle aspettative degli insegnanti e quindi nei progressi scolastici degli studenti. L’eccessiva attivazione muscolare determinata dal bruxismo o dal serramento può comparire sia di giorno che durante il sonno. Il dolore muscolare è quasi sempre determinato da una costante postura anteriore o laterale della mandibola o da abitudini viziate. la deglutizione e la fonesi. Anche malocclusioni meno gravi possono rendere difficile la masticazione.18 Non esistono dubbi su come l’aspetto del sorriso possa influenzare in modo anche rilevante l’adattamento sociale di un individuo.21 È ovvio che denti malposizionati possono rappresentare un handicap funzionale. a volte. 6) e la logopedia spesso necessita di una terapia ortodontica preliminare per essere efficace. I test di reazione psicologica individuale. Se il modo di interagire di un soggetto con altri individui è condizionato costantemente dall’aspetto dei suoi denti.20 Appare evidente che il motivo principale che induce le persone a ricercare un trattamento ortodontico è quello di ridurre le limitazioni psicosociali legate al proprio aspetto facciale e dentale: di conseguenza. ottenuti mostrando fotografie di diverse bocche. una costante risposta negativa al proprio difetto. mentre può costituire un grave problema per un altro. non a tal punto da renderne impossibile la funzione. può essere fortemente influenzato dal grado di autostima (cioè da quanto una persona si consideri positivamente o negativamente). Reazioni impreviste provocano ansia e possono avere effetti deleteri. che si generano in risposta a situazioni di stress. causata da condizioni di deturpamento dentale o facciale. denti molto protrusi. È interessante notare come l’angoscia psicologica. Se ciò fosse vero. Ne consegue che un difetto anatomico di un certo grado può anche non avere gravi conseguenze in un individuo.17 Gli incisivi protrusi sono considerati responsabili di un aspetto poco attraente anche all’interno di gruppi di popolazione dove la maggior parte degli individui presenta denti protrusi ma di minore entità. Un individuo severamente penalizzato esteticamente già si aspetta.15. quali il serramento e il digrignamento dei denti (bruxismo). quasi tutti possono articolare le proprie basi ossee in modo da ottenere una adeguata relazione labiale per parlare. Funzione orale. Similmente. tra l’altro. sarebbe necessario perfezionare l’occlusione di ogni individuo per prevenire lo sviluppo di dolore . siano compiuti sforzi eccessivi per parlare correttamente. sembra essere data dalla valutazione dell’efficienza masticatoria attraverso filmati di compiti masticatori standard. per esempio. dimostrano che non esistono grosse differenze di tipo culturale. adesso. Alcuni dentisti hanno suggerito che anche piccole imperfezioni occlusali possono favorire queste abitudini. inoltre. Ciò indirizza il concetto di “malocclusione handicappante” in un ambito più ampio e importante. così. Una malocclusione severa può compromettere tutti gli aspetti della funzione orale. gli individui la cui masticazione è meno efficiente a causa di una malocclusione necessitano di uno sforzo maggiore per ottenere comunque cibi meno triturati prima di essere inghiottiti. mentre denti protrusi o irregolari spesso generano reazioni negative. La tipica caricatura di un individuo considerato poco brillante include.
25 Il trattamento precoce delle malocclusioni di II Classe riduce quindi la possibilità di traumi di questo genere 17 (v. rendendo più difficoltosa l’igiene e aumentando la predisposizione ai traumi occlusali. Per esempio. Appare ovvio che la malocclusione. Quando gli incisivi sono protrusi esiste una probabilità su tre di subire danni da trauma su tali denti. Pazienti sottoposti a trattamento ortodontico sembrano necessitare.4. nonostante fossero migliori le caratteristiche occlusali del primo gruppo. un’occlusione scorretta può rendere il problema più grave e difficile da controllare.23 ma gli indici di correlazione non superano mai lo 0. se una malocclusione si associa a dolore e spasmo dei muscoli masticatori. a differenza di altri. La malocclusione. Riassumendo. In realtà questi studi a lungo termine non hanno evidenziato alcuna associazione tra occlusione e malattia parodontale: pertanto non è stato dimostrato che il trattamento ortodontico possa causare in seguito problemi parodontali. in seguito. Tuttavia i dati più recenti indicano che la malocclusione ha pochissima influenza sulle malattie dentali e delle strutture di supporto. se un paziente risponde alle situazioni di stress con un’aumentata attività della muscolatura orale. la maggior parte di questi incidenti si verifica durante le normali attività quotidiane. è assai rara l’associazione di colite ulcerosa (malattia indotta da stress) e disfunzioni temporomandibolari. con esiti di frattura accompagnati o meno da devitalizzazione pulpare.3-0. in particolare se caratterizzata da incisivi superiori protrusi. Me- . D’altra parte.CAPITOLO 1 Malocclusioni e anomalie dentofacciali nella società contemporanea FIGURA 1. Esiste circa una possibilità su tre che un bimbo con una malocclusione di II Classe non trattata subisca un trauma agli incisivi superiori. 20).24 In genere tale alterazione è legata a una particolare reazione allo stress. è maggiormente disposto a sottoporsi ad altri tipi di terapie. ma sviluppano sintomi a carico di altri organi. Questo significa che nella maggior parte dei pazienti non c’è connessione tra malocclusione e disturbi temporomandibolari (TMD). Alcuni individui con occlusione inadeguata non presentano dolore muscolare sotto stress. gli handicap funzionali e psicosociali giustificano la necessità di trattamento ortodontico. sono correlabili a problemi articolari. può necessitare di un trattamento ortodontico in aggiunta ad altre terapie volte a risolvere il dolore muscolare. Esistono tipi di malocclusione (specialmente crossbite posteriori con deviazione in chiusura) che. tale da portare gli incisivi inferiori a contatto della mucosa palatale. come invece ci si poteva aspettare se la malocclusione fosse stata considerata una causa principale della comparsa di problemi parodontali. mentre una parte le evita pur avendone necessità. può aumentare la probabilità di un trauma dentale (Fig. L’associazione tra trattamento ortodontico e malattia parodontale sembra essere più il risultato del fatto che una parte della popolazione si sottopone alle cure odontoiatriche.26 Infine il trauma occlusale. Pertanto non fu possibile dimostrare un effetto benefico da parte del trattamento ortodontico sulla salute parodontale futura. Cap. Un overbite eccessivo. Pertanto.24). può causare un danno significativo a livello tissutale con possibile perdita degli incisivi superiori. 1. Chi si è sottoposto a un trattamento di successo come l’ortodonzia da bambino. come le cure parodontali. una buona igiene orale può annullare lo svantaggio legato alla tendenza a sviluppare la carie stessa. è attualmente riconosciuto come un fattore eziologico secondario e non primario. la terapia ortodontica non sempre può favorire l’adattamento del paziente con una funzione articolare ormai alterata (v. in cui vennero esaminati numerosi soggetti a distanza di 10-20 anni da un trattamento ortodontico. da adulto. Rapporti con traumi e malattie dentali. sembra alquanto improbabile che imperfezioni occlusali isolate possano causare un’iperattivazione della muscolatura orale. Dato che le persone affette da una lieve malocclusione (50-75% della popolazione) sono molto più numerose di quelle con disfunzioni temporomandibolari (5-30% a seconda dei sintomi esaminati). La motivazione e la volontà individuale influenzano la qualità dell’igiene molto più dell’allineamento dentale e la presenza o l’assenza di placca sono le principali responsabili della salute dei tessuti duri e molli della bocca.24 Incisivo centrale superiore fratturato in una ragazza di 10 anni. Per questo è stato ipotizzato che un trattamento ortodontico possa predisporre a una successiva malattia parodontale. Esisteva una leggera correlazione tra malocclusione non trattata e comparsa di una grave patologia parodontale in età più avanzata. 29 In entrambi gli studi furono messi a confronto soggetti trattati ortodonticamente con soggetti della medesima età non trattati: i due gruppi mostravano una condizione parodontale simile. può contribuire a creare problemi di deterioramento dentale o parodontale.27 Due studi condotti alla fine degli anni ’70. Cap. non durante attività sportive. Inoltre un grave overbite può determinare un deterioramento rilevante degli incisivi. di maggiori cure parodontali rispetto a soggetti non trattati. Quando invece l’articolazione temporomandibolare è interessata da un processo patologico. Negli individui con maggior predisposizione alla carie e con una malocclusione. misero in luce i rapporti tra malocclusione e salute orale. in passato considerato importante nello sviluppo della malattia parodontale. muscolare facciale.28. 8).
5 mm con difficoltà masticatorie e di linguaggio obiettive. 4. Recentemente Shaw e coll. denti decidui ritenuti e qualsiasi altra causa patologica.e Open bite anteriori e laterali maggiori di 2 mm ma minori o uguali a 4 mm.b Overjet inverso maggiore di 3. 4.5 mm che comporta difficoltà masticatorie o di linguaggio.5 mm senza contatto gengivale.e Open bite anteriori e laterali maggiori di 1 mm ma minori o uguali a 2 mm.5 ma senza difficoltà masticatorie o di linguaggio.5 mm ma minore o uguale a 6 mm con labbra incompetenti. Dopo una necessaria calibrazione dei dati da parte degli esaminatori è possibile ottenere parametri riproducibili. trasposizioni. Schisi labiali e palatali e altre anomalie craniofacciali. ni definito Indice della Necessità di Trattamento Ortodontico (IOTN. L’indice ha una componente di salute dentale che deriva dall’occlusione e dall’allineamento (Box 1. Overjet inverso maggiore di 3. 2. Grado 5 (necessità di trattamento estrema) Grado 3 (necessità di trattamento limite/moderata) 5.h Ipodonzia meno estesa che richiede ortodonzia preprotesica o chiusura degli spazi ortodontici (un dente per quadrante). 5.c Crossbite anteriori e posteriori con discrepanza minore o uguale a 1 mm tra la posizione retrusa di contatto e la massima intercuspidazione. Denti decidui sottomucosi.26) riassume le informazioni necessarie per la salute dentale. anche se la componente della salute dentale può essere valutata dai modelli in gesso. Uno schema apposito (Fig.18 SEZIONE I Il problema ortodontico Box 1. Ipodonzia estesa con implicazioni conservative (più di un dente per quadrante) che richiedono l’ortodonzia preprotesica. Di questi l’Indice di priorità nel trattamento secondo Grainger (TPI.25). 4.x Presenza di denti sovrannumerari. Malocclusioni estremamente minime che includono punti di contatto dislocanti minori di 1 mm.d Punti di contatto dislocanti maggiori di 2 mm ma minori o uguali a 4 mm. Overjet maggiore di 9 mm. 3. Giocano un ruolo importante nel definire la necessità di un trattamento ortodontico non solo il modo in cui i denti ingranano tra loro ma anche considerazioni psicosociali e facciali. 2. 2. presenza di denti soprannumerari.a Overjet maggiore di 3.d Punti di contatto dislocanti gravi maggiori di 4 mm. Grado 1 (nessuna necessità di trattamento) 1.c Crossbite anteriori e posteriori con discrepanza maggiore a 1 mm ma minore o uguale a 2 mm tra la posizione retrusa di contatto e la massima intercuspidazione.1) e una caratteristica estetica che deriva dal confronto tra l’aspetto dentale del paziente e le fotografie standard (Fig. nel Regno Unito hanno formulato un sistema per la valutazione delle malocclusio- Grado 2 (necessità di trattamento scarsa/lieve) 2.s Ritardo nell’eruzione dentale (eccetto i terzi molari) dovuto ad affollamento. 2. 2.a 5.e Open bite anteriori e laterali estremi maggiori di 4 mm.t Denti parzialmente erotti.h 5. coloro che necessitano di un trattamento ortodontico da coloro che non ne hanno bisogno. 3.g Occlusioni pre-normale o post-normale senza altre alterazioni. Index Of Treatment Need). Stime epidemiologiche sulla necessità di un trattamento ortodontico. tippati e impattati contro i denti adiacenti.m 5.b Overjet inverso maggiore di 0 mm ma minore o uguale a 1 mm. 4. Il valore delle diverse discrepanze occlusali è stato stabilito da una giuria di ortodontisti e i gradi IOTN sembrano riflettere le valutazioni cliniche meglio di qualsiasi altro metodo precedente. 4. .f Overbite aumentato maggiore o uguale a 3. 4. 3. 3. Grado 4 (necessità di trattamento grave) 4. 3.f Overbite completo con morso profondo sul tessuto palatale o gengivale ma senza trauma. Comunque nessun altro indice precedente era stato accettato all’unanimità per lo screening dei potenziali pazienti. 1. 4. 1. lo erano anche seguendo un’altra gradazione). IOTN di solito si calcola dall’esame clinico eseguito direttamente sul paziente. 4. dato che venne usato nel 1965-70 sulla popolazione statunitense presa in esame.f Overbite aumentato e completo con trauma palatale o gengivale.b Overjet inverso maggiore di 1 mm ma minore o uguale a 3.i 3. 4. Treatment Priority Index) è il più importante. ma questo assunto è valido quando l’importanza della terapia viene valutata per gruppi di popolazione. no certo è il fatto che il trattamento ortodontico riduca lo sviluppo futuro di malattie dentali. semplicemente dall’esame dei modelli in gesso e dalle radiografie.a Overjet maggiore di 6 mm ma minore o uguale a 9 mm. Sembra logico correlare la gravità di una malocclusione con la necessità di un trattamento ortodontico.1 GRADI DI TRATTAMENTO SECONDO IOTN.c Crossbite anteriori e posteriori con discrepanze maggiori di 2 mm tra la posizione retrusa di contatto e la massima intercuspidazione. Nel 1970 vennero proposti molteplici indici per valutare quanto i denti deviano dalla norma.5 mm.d Punti di contatto dislocanti maggiori di 1 mm ma minori o uguali a 2 mm.m Overjet inverso maggiore di 1 mm ma minore di 3.a Overjet maggiore di 3. Perciò è arduo distinguere. Sorprendentemente esiste un’alta correlazione tra la necessità di un trattamento ortodontico valutato sulla base della salute dentale e delle componenti estetiche dello IOTN (per esempio i bambini selezionati in base alla necessità di un trattamento ortodontico secondo una scala.l Crossbite linguale posteriore con nessun contatto occlusale funzionale in uno o entrambi i segmenti vestibolari.p 5. 2. che suddivide i pazienti in 5 gradi di gravità: da “nessuna necessità di trattamento ortodontico” a “necessità estrema di trattamento ortodontico”.5 mm ma minore o uguale a 6 mm con labbra competenti. 4.
i gradi dall’1 al 4 sono i casi con minore o addirittura nessuna necessità di trattamento.CAPITOLO 1 Malocclusioni e anomalie dentofacciali nella società contemporanea FIGURA 1. con un bisogno moderato di trattamento. Il punteggio deriva dalla risposta del paziente alla «serie di fotografie rappresentanti diversi quadri di occlusioni dentali dalle più armoniche (numero 1).25 Esempi di test con fotografie per l’indice estetico dello IOTN. 19 . Dove classificheresti i tuoi denti secondo questa gradazione?». I gradi dall’8 al 10 sono quelli che hanno una effettiva necessità di trattamento. a quelle più alterate rispetto alla norma (numero 10). quelli dal 5 al 7 sono al limite.
001). quindi. Alcuni non riconosco- . Grave 60 Moderato (IOTN 3) Lieve 50 Popolazione (%) (IOTN 4.27). circa il 35% degli adolescenti è indotto dai genitori e dai compagni a sottoporsi ad un trattamento ortodontico (v. e raccomandano il trattamento in circa il 55% dei casi (mettendo circa il 10% nella categoria delle malocclusioni con lieve necessità di trattamento). la popolazione di razza nera presenta una percentuale più alta di problemi gravi. Non tutti i pazienti con una malocclusione. dal set di dati NHANES III9 è possibile calcolare come si distribuiscono in percentuale i bambini e i giovani statunitensi nei vari gradi IOTN. Con una certa flessibilità a causa degli effetti provocati dai denti mancanti. che sono coloro che meno frequentemente si sottopongono ad un trattamento ortodontico rispetto ai bianchi. Sebbene la prevalenza delle malocclusioni sia simile nei tre gruppi. oltre che alla diversità tra gli indici. I dentisti in genere ritengono che solo circa un terzo dei loro pazienti possieda un’occlusione normale. ma minore della somma dei gradi 3. sembra improbabile che si siano verificati dei cambiamenti così evidenti per quel che riguarda la necessità del trattamento. 4 e 5 per problemi moderati e gravi. Nonostante il punteggio TPI di 30 anni fa inserisse un numero maggiore di bambini nella categoria delle malocclusioni gravi. Tale differenza può essere dovuta.20 SEZIONE I Il problema ortodontico INDICE DELLA NECESSITÀ O MENO DI UN TRATTAMENTO ORTODONTICO (COMPONENTE DELLA SALUTE DENTALE) 0 2 3 4 3 i 2 c 4 5 4 – ms – 5 5 5 5 4 4 4 4 Difetto di CLP Mancata eruzione dentale Ipodonzia estesa Ipodonzia meno estesa Crossbite con discrepanza > 2 mm morso a forbice OB con G + P trauma 3 3 2 2 2 OB senza G + P trauma Crossbite con discrepanza 1-2 mm O. rispetto a quanto avviene nella gradazione recente dello IOTN. ma può non eliminare completamente le caratteristiche della malocclusione. 1. che permette di misurare facilmente le caratteristiche principali che definiscono la gradazione della salute dentale. La terapia correttiva produce quasi sempre un miglioramento.26 Scala IOTN. Il fatto che un numero maggiore di bianchi abbia ricevuto un trattamento ortodontico sembra giustificare la minore incidenza di problemi gravi in questa stessa popolazione. vengono presi in esame non solo le caratteristiche dentali ma anche l’aspetto facciale e considerazioni psicosociali. Come il punteggio IOTN si correla con ciò che i genitori e i dentisti pensano sulla necessità di un trattamento ortodontico? I dati esistenti (piuttosto scarsi) suggeriscono che. dalla piena intercuspidazione Crossbite < 1 mm di discrepanza IOTN Manchester (clinical) DISLOCAMENTO OPENBITE V 4321 FIGURA 1. Si deve notare che questa percentuale è superiore al numero di bambini classificati nei gradi gravi 4 e 5 dello IOTN. richiedono un trattamento.5) (IOTN 2) 40 30 20 10 0 Bianchi Neri Ispanici Bianchi Neri Ispanici Necessitano di trattamento Hanno ricevuto un trattamento FIGURA 1.27 Necessità di trattamento ortodontico legata alla gravità del problema nei giovani di età compresa tra 12 e 17 anni bianchi. Presumibilmente. quando i genitori valutano la necessità del trattamento o i dentisti decidono di consigliarlo. Fig. La Figura 1. Appare evidente che i dentisti includerebbero tutti i bambini di grado 3 dello IOTN e alcuni di quelli di grado 2 (Tab. > – Dev. anche ad un altro fattore: un numero sempre maggiore di bambini riceve oggigiorno un trattamento ortodontico ed in particolare i bambini bianchi che si sottopongono al trattamento sono molto più nume- rosi di quelli neri ed ispanici (p < 0. negli Stati Uniti. Il riscontro di una percentuale più alta di malocclusioni gravi tra i neri. neri e americani messicani negli Stati Uniti (1989-94) e le percentuali di questi gruppi che hanno ricevuto un trattamento ortodontico. il risultato è che il paziente passa da una categoria grave ad una lieve dello IOTN. sembra proprio essere dovuto al numero maggiore di procedure terapeutiche riscontrabili nei bianchi piuttosto che ad un’effettiva maggiore gravità delle malocclusioni nella popolazione nera. Richiesta di trattamento ortodontico La richiesta di trattamento ortodontico viene indicata dal numero di pazienti che ricerca un trattamento e fissa effettivamente un appuntamento. anche quelli con estreme deviazioni anatomiche. 1.27 presenta una stima del numero di giovani di età compresa tra i 12-17 anni che hanno un bisogno lieve/moderato/grave di trattamento in base allo IOTN.3) nel gruppo di coloro che potrebbero beneficiare di un trattamento ortodontico.B.
8 11.7* 27.7 12-17 1989-91 IOTN 48. Più sono alte le aspirazioni per un figlio.0 8-11 1965-70 TPI 24. ma anche che una buona armonia facciale e l’assenza di condizioni dentali antiestetiche sono ritenute importanti per ricoprire una certa posizione sociale e svolgere occupazioni prestigiose.9 1969-91 IOTN 59.21 CAPITOLO 1 Malocclusioni e anomalie dentofacciali nella società contemporanea TABELLA 1.2 29. Sia la percezione del problema che la richiesta di risolverlo variano molto a seconda delle diverse condizioni sociali e culturali. ma perfino quando tutti i costi sono coperti.6 Dati rilevati da NHANES I and III *Bianchi/neri insieme **Non ci sono dati per gli anni 1965-70 30 Trattamento ortodontico (Gruppi a seconda del reddito) no neppure di avere un problema di occlusione.7 3. quantificato attraverso il numero più alto di giovani e adulti trattati. 1965-1970 rispetto al 1989-1994.3 12-17 1989-91 IOTN 53. più alto è il reddito.7 8-11 1965-70 TPI 39.5 10.5* Nero Giovane Bambino Ispanico** Giovane Bambino Giovane 8-11 1989-91 IOTN 36. solo una piccola percentuale della popolazione intraprende un trattamento ortodontico: di questi.5 27.2 13.9 (TPI 2-3.5 3.9 10.3 23.9 15. I dati del NHANES III mostrano che il 35-50% dei bambini e dei giovani nelle aree socioeconomiche più sviluppate dagli Stati Uniti hanno già ricevuto una cura orto- .1 21.4 11.3 25.1 27. IOTN 2) Necessità moderata 23. La richiesta di trattamento ortodontico è correlata al reddito familiare: a parità di condizioni.7 (TPI 4-6.7 (TPI 0-1. L’effetto che le limitazioni finanziarie hanno sulla richiesta di trattamento è particolarmente evidente quando esistono assicurazioni che coprono il costo del trattamen- 25 Reddito familiare 0-19. Ciò probabilmente riflette la fiducia posta nel trattamento ortodontico da parte di molte famiglie.0 6-11 1989-91 IOTN 48. Questo significa non solo che le famiglie più abbienti hanno meno difficoltà ad affrontare un trattamento ortodontico. con un 10-15% di pazienti trattati che appartengono ai gruppi con reddito intermedio. per i quali il trattamento viene raccomandato.5 39. che lo considerano un fattore di progresso sociale e di carriera.4 6.7 (TPI > 6.999 $ 20-34. maggiore è la richiesta di trattamento ortodontico (Fig. Quando è possibile accedere ad assicurazioni o ad altre forme di rimborso.3 Stima della percentuale nella popolazione statunitense che necessita di Ortodonzia.9 10. non lo accettano (v.3 13. alcuni individui. Qualora un’assicurazione provveda in tutto o in parte al pagamento. ma sanno di non poterselo permettere o temono di non poterlo ottenere.9 13. 1. IOTN 4-5) Trattamento ricevuto 2.2 1. IOTN 1) Necessità minima 33.999 $ 20 15 10 5 0 Giovani 12-17 Adulti 18-50 FIGURA 1. to. Bianco Bambino Età 6-11 Anno 1965-70 Indice TPI Nessuna necessità di trattamento 28.6 12-17 1965-70 TPI 20.5 16.999 $ 35-49. Sebbene le gravi malocclusioni siano riconosciute come un problema importante e tutti gli stati forniscano delle coperture assicurative per i bambini meno abbienti.4 21.28 La percentuale della popolazione statunitense (198994) che ha ricevuto un trattamento ortodontico è legata al reddito familiare. il numero di soggetti che si sottopongono a terapia aumenta considerevolmente. più facilmente i genitori lo sottopongono a terapia ortodontica. Da questa prospettiva è interessante notare che perfino nei gruppi con redditi più bassi quasi il 5% dei giovani e oltre il 5% degli adulti riportano di avere ricevuto un trattamento ortodontico.7 1989-91 IOTN 55.0 22.3 21. anche se sono solo una piccola frazione dei problemi ortodontici della popolazione.1 41. I bambini che abitano in aree urbane sono spinti (da genitori o amici) a sottoporsi al trattamento ortodontico più frequentemente dei bambini che vivono in zone rurali. 1.0 31. Tab.999 $ > 49.9 28. sebbene l’incidenza di disarmonie occlusali sia la stessa. circa il 5% appartiene ai ceti sociali meno abbienti e il 10-15% a quelli medi. la richiesta di trattamento proviene da un 35% di casi extra che sono riconoscibili come potenziali pazienti anche dalla gente comune. IOTN 3) Necessità definitiva 13. altri riconoscono di avere bisogno di un trattamento.7 28.3).0 40.4 11.7 16.8 5.28).1 25. infatti attualmente ogni stato garantisce almeno alcuni trattamenti ortodontici nei suoi programmi di supporto medico-sociale. Negli ultimi anni è stato rilevato un aumento della disponibilità di sottoporsi a terapia ortodontica. È ormai ampiamente riconosciuto che gravi malocclusioni possono segnare l’intera esistenza di una persona.
and the United States. DHEW Publication No (HRA) 21. Kenealy P. Am J Orthod 87:21-26. Farrow AL. il maggior incremento dei pazienti ortodontici si è verificato nella categoria degli adulti (sopra i 18 anni). Corrucini RS: Anthropological aspects of orofacial and occlusal variations and anomalies. 1987. Kingsley NW: Treatise on oral deformities as a branch of mechanical surgery. 24. Le osservazioni più recenti sugli effetti a distanza del trattamento ortodontico rivelano che la maggior parte degli individui che si sono sottoposti a trattamento ortodontico ritiene di averne ottenuto un beneficio ed è soddisfatta del risultato. Angle Orthod 40:231-233. 9. Seligman DA. Bibliografia 1. Burgess VB: Longitudinal study of dental arch relationships in Australian aboriginals with reference to alternate intercuspation. Rees G. the German Democratic Republic. 1983. 1981. Greene CS: Etiology of temporomandibular disorders. 7. National Center for Health Statistics. Dawe M. 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Shaw W: An evaluation of the psychological and social effects of malocclusion: some implications for dental policy making. verso la fine degli anni ’90 la percentuale degli adulti tra i pazienti ortodontici si è abbassata al 20%. Harvey C: An assessment of the teeth of youths 12-17 years. 1989. Angle’s system. El-Mangoury NH. Lipton JA: Prevalence and distribution of selected occlusal characteristics in the US population. 1998. Kohout FJ et al: Perceptions of occlusal conditions in Australia. Dato l’aumento dell’età media della popolazione. 3. Cambridge University Press. Angle Orthod 59:61-64. Cons NC. Un sondaggio tra gli ortodontisti rivelava che oltre 4 milioni di pazienti erano in trattamento ortodontico negli stati Uniti nel 1996. 1995. Koch G. 1998. 1991. Int Dent J 33:200-206. Angle Orthod 60:207-214. 14. questi tipi di trattamento saranno in futuro sempre più comuni. anche se nessuno sa spiegarne esattamente il motivo. 1993. 1991. il 25% di tutti i pazienti ortodontici era costituito da adulti (sopra i 18 anni). 1900. 1974. Macgregor FC: Social and psychological implications of dentofacial disfigurement. ma le loro famiglie non potevano permettersi la spesa di un trattamento. Tulloch JFC. Brown T. Moray LJ: Prevalence of malocclusion and orthodontic treatment need in the United States: estimates from the NHANES-III survey. Washington. Kelly JE. DC. St Louis. Int J Adult Orthod Orthogn Surg 13:97-106. Larsen CS (editors). Okeson JP: Occlusion. Int J Adult Orthod Orthognath Surg 6:247-256. Frude N. mentre il numero dei giovani pazienti è aumentato: così. Am J Orthod 66:251-272. Mass. ma quasi tutti riconoscono un miglioramento delle loro condizioni di salute dentale e del loro benessere psicologico. Bhat M. Corrucini RS. 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J Orofacial Pain 9:73-90. oltre il 95% di tutti i pazienti ortodontici erano bambini o adolescenti. Fields HW.5-1. Appleton. Am J Orthod Dentofac . 2. 1973. St Louis. Jenny J. Kiyak HA: Treatment expectations vs outcomes in orthognathic surgery patients. 15. Wiley-Liss. Angle EH: Treatment of malocclusion of the teeth and fractures of the maxillae. Baume LJ: Uniform methods for the epidemiologic assessment of malocclusion. Fino agli anni 60. Philadelphia.
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