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Caterina

Saviane
Appnna Ammattta



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Nota dellEditore

A 18 anni, Caterina Saviane gi unautrice di successo. Il suo
libro desordio Ore perse. Vivere a sedici anni, pubblicato nel
1978 da Feltrinelli, nella collana Franchi Narratori, arrivato a
cinque edizioni in un anno.
Caterina scrive anche poesie, ma non fa a tempo a pubblicarle, se
non alcune sulla rivista Il lettore di provincia. Nel 2001 un gruppo
di amici ne pubblica una scelta in forma privata. Le poesie qui
raccolte sono dunque a oggi inedite.
Versi lunghi, quasi prose in versi, canzoni sghembe, scavano,
frantumano, ricompongono le parole attinte con assoluta libert
dai gerghi giovanili allAccademia della Crusca, un movimento
ciclonico incontenibile, come le defin un lettore deccezione,
Andrea Zanzotto. Un gioco divertito e disperatamente allegro,
concitata rincorsa a significati molteplici e ulteriori fino
allimpossibile. Irridente, fragile, smodata, Caterina muore nel
1991 a trentuno anni per overdose.

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Indice

Nota introduttiva

Pin occhio
Appnna-ammattta
Sotto.Marina
[Nicchia nicchia nicchia]
[Mi fido di questa faccia]
[Il Tempo sappiggia stracco sopra stracche]
[Troppo mese dagosto allontana]
[Tale avventura una paura spinge]
Tachicardia
[Rumore non sento di me]
[Di, ti prego, tinimi compagnia]

Colophon
Catalogo

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Nota introduttiva


Nel 1979, a diciotto anni, Caterina Saviane gi unautrice di
successo. Ha esordito con Ore perse. Vivere a sedici anni, nella
collana Franchi Narratori di Feltrinelli, e il libro, tradotto anche
allestero, arrivato alla quinta edizione in un anno.
Il tema del diario-romanzo, ladolescenza a Roma in piena
stagione politico-libertaria, lo stesso di Porci con le ali di Lidia
Ravera e Marco Lombardo Radice, uscito due anni prima ed
esploso subito come caso editoriale e letterario, ma la voce
molto diversa.
Con dolente ironia la sedicenne Caterina oppone alla falsa
impudicizia di Porci con le ali il vero pudore di chi maneggia il
proprio corpo e la propria anima come oggetti fragili e roventi, al
ribellismo generazionale la consapevolezza che la propria
diversit non anagrafica e provvisoria, ai conformismi
rivoluzionari la lucidit di un irriducibile individualismo.
inutile vincere il referendum sul divorzio quando poi si perde
nella vita, inutile essere favorevoli allaborto, se in casa non si
lavano i piatti. Svegliatevi ingordi pupazzi, invece di vivere sul
letame di migliaia di anni di storia Lavate i piatti coglioni di
rivoluzionari. Frilovatevi le palle col frilav Che abbiano gi
letto Porci con le ali, questi pezzi di merda? (Ore Perse)


Oltre a Ore perse Caterina ci ha lasciato una quarantina di poesie,
cinque delle quali pubblicate nel 1985 sulla rivista Il lettore di
provincia e una scelta raccolta in unedizione privata da un
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gruppo di amici nel 2001, a dieci anni dalla morte, con il titolo
Appnna-Ammattta, la prima poesia dellindice stabilito
dallautrice nel dattiloscritto originale.
Caterina avrebbe optato per la prosa o per la poesia? Coltivato
entrambe? Sarebbe diventata una scrittrice o una poetessa
importante? Di certo sappiamo che era dotata di un sicuro talento
e che per sua esplicita dichiarazione, aveva stretto con se stessa
un patto pi forte di quello con il diavolo: scrivere e ancora
scrivere, fino allesaurimento.
Le era gi molto chiaro come fosse inutile cercare di liberarsi
della poesia, una volta che la scopri dentro di te come un
petulante pensiero innato, seppure non le fosse estraneo il
dubbio che stessero meglio quelli che non correvano questo
rischio.
La necessit dellesistere e quella del creare si confrontano,
sinseguono, si confondono in un movimento ciclonico
incontenibile come le scrisse Andrea Zanzotto, dopo aver letto e
notato le poche poesie pubblicate sulla rivista, che travolge la
materia, la trasforma in continuazione da euforia spavalda a
grumo di dolore, da festa indiavolata a vuoti desolati.
Camminava saltellando, si sarebbe detto che i marciapiedi fossero
elastici sotto i suoi piedi, aveva unenergia inesauribile e il potere
di far sentire chi le stava accanto pavido, comune, banale, una
sentina di miserabili aspirazioni borghesi. Doveva essere lei la pi
scandalosa, la pi indecente, la pi eretica, in una febbrile
rincorsa a significati ulteriori fino allimpossibile: [] elica
spacca | ed abbia sete di me tantalica ch mai sacquti.


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Lo scarto dalla norma linguistica, ma anche esistenziale,
compiuto nello sforzo incessante di penetrare in una verit che le
parole nascondono dietro la mistificazione delluso comune, delle
convenzioni grafiche e sonore.
La sua una poesia antilirica, razionale, in cui logica e
consequenzialit convivono con un forte senso della musicalit e
del ritmo, scrive Luisa Vecchi a cui si deve ledizione privata
delle poesie. Di qui luso ripetuto della lineetta tra parole e
sillabe, per scandire suoni e significati. Il metro tradizionale a cui
Caterina rende omaggio nelle ottave dei poemetti (la misura lunga
congeniale alla sua tempra di narratrice), nelle stanze delle
canzoni sghembe- compresso e dilatato con spavalda
irriverenza, le parole sono scavate, torturate, frammentate, si
spezzano continuamente in sillabe e si ricompongono, mentre gli
accenti battono ritmi incalzanti. Poi si aprono improvvise
distensioni (Oh, kamikaze Farfalle | scappavate fatali | contro
ceco clan clan | clan clan | clan destine), pause temporanee al
concitato, incessante colloquio con la poesia che percorre tutta la
raccolta.
lei la sua amante bizzarra, Donna Poesia riposi sul cuscino,
continuamente conquistata e perduta, la madre che innamora e si
nega, che nicchia, si concede e tradisce. E che Caterina seduce,
provoca, oltraggia, trascura, inganna. Perch solo cos che la si
pu catturare: torturarla di noia e di giornata stracca | solleticarla
e poi farla posare | tortuosa al foglio farla inchiodarla | farla
posare farla farla posare.
Caterina muore precocemente nel 1991.
Negli ultimi, tormentosissimi anni Caterina vive tra la casa del
padre, Sergio Saviane, giornalista de LEspresso e tra i fondatori
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de Il Male, i frequenti ricoveri in cliniche e lospitalit degli
amici, fino alloverdose, volontaria o accidentale nessuno lo sapr
mai, che le costata la vita.



Maria Pace Ottieri

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Pin Occhio


Tu ricordi come si stia l dentro

perch (il l indica in su, come laccento: ma
[il l
indica l, come dito indice lo specchio.)

Ti ricordi, dunque, come si stia l dentro

Come dentro a una notte tropicale, che inviti costantamente
al vizio.Il vizio

Che si fa fatale! Un vizio esaltato dal calore
come un odore al sole.

Come dentro una notte tropicale,

come dentro la materia, si st cos, a spiare
lidea che, ancora innata:

NASCER NASCER NASCER

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Appnna-ammattta


spezzando con macchina per da scrivere
smarrito il ritmo della separazione
perduto ho io [il filo del discorso
filologico, filo logico
fili derba, smeraldo e di tram
trancio darancio
di sempre in mai
di palo in frasca
in tasca mi toccaccio il fils greco
e che strage sia del tempo dora.
Perci:
toccaccio il sordso della conversazione
lazzurro-uomo deglocchi tuoi
perch la notte ci alzavamo
a mentire a dir buge
che ci gridammo
pazzi! nel sentire gioia
del srdido sprecare il sonno
giunse:
sfatti di ero brava come certi vecchi di s
in memoria delleburnea pista
ballos di sballantines
facile piacere parlare altrove
e unici illuminmmo esser pensnti:
coro di pensieri di cervelli
asma didee,
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ci punse il core degli uccelli.
Alba e tramonto e primavera desiderammo primi
il sonno ancor,
ancra di salvezza
gi assenza di non [tornare quivi].

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SOTTOMarina

Come certa espressione
fievolndo soffusa
potrebbe
scossare la spalla dal cuccio del sonno
lacutissimo letargo di nerbi

( sonno lenta mattna
di solito striscio
in ciabatte di morbida flemma
gi arzillo meriggio
con ansia da bove pazzinte)

Ma per questa mane
sipper la pigrizia balorda
perfinre
al ventre di notti strapasste
e lontane
ma lontane davvero)
lontane

come certa espressione
in cui le bie secche del sogno
sono ruote (e collassano grasse stelle,
obese,
insigne luminose) cos:
Cos
grassi nomi verranno intermittenti
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saffstellernno l sulla stuoja
come panni sporchi di giallo (e ancora)
trame strapazzte
lontane
sgualcite pi voi da voi medesime ex animi
che io senza offesa confesso:
che io da voi altre (con altro senzaltri).

Oh, kamikaze farfalle
scappavate fatali
contro ceco clan clan
clan clan
clan destine

(poi poi, tram tram tramebndo
sineluttabile binario
un pventoso battere di ali,
penosissimo uguale
a quando si spacca la Fede nellalba,

per sempre)

Oh, incoscienti Citrulle
monosognse soltanto (e Peccatrici Tremende!)
del volgare tran tran
tran tran dei ti amo,
ti amo e ti amo:
(ettimo
ettimo
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ettimo?)
Ma azzitttevi, invece!
Voi!,
oh Fracasse di rotti tramonti.
Io!,
non solo resisto ma impazzisco
impazzisco ammattisco)

Menzogntemi im pre!, perch
pure
Come farete Come farete, mi chiedo?
a chiamare per nome il Ti Amo sep
pure (Come farete? mi chiedo )
Se, gi tra schiocchi di labbra
tra bocca un atroce ti voglio (stonato)?

Oh, Chiunchssime Chinche
forseChe volevate soltanto?)
ma certo, innestarmi lincbo il vostro
bi Sogno smodto in due facce di Giano
per pungermi il nido dellanima
il Timpano?

ma cos come anche
un passante d istnte,
dal Comune Chiunque!



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Nicchia nicchia nicchia


Nicchia nicchia nicchia
poesia elemosina che annda
quante parole nicchia, in cui rannicchia
come bimbo orfano riottso
madre adunca oppure
spina che oppone al vagabondo treno
al vagonnte andare
senza abitare unora n una casa a vita

Nicchia nicchia nicchia
questua frase grinza come il cucco
la Poeta frettolosa fece del foglio un cieco
ch mai ripsa nel pullular dei mignoli minuti
sulla parete dellalcoolista blatti pensieri
scova nel sonno sedativi granchi o scogli
nereggia lesta e dallalcova occhiggia
minacce in frette di adolescenze gri ( )

Ma nicchia nicchia nicchia
in foggia di emozione o ci accompagna
nazione, alluci tra i piedi, nei sospiri
abita le colline e le campagne e ancora
abita come zavorra abita il fondale
e ancora tra scalmanati allevamenti grattacili
pagina aperta s.offre come porta squassa
di questa citt sinvanta la intitola milano!
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Picchio picchio picchio
e non poetr mai stare andare a stare altrove
assillo di cerchianze azzurre ovunque io vada
si tuffa, scaglia di bianca spuma bianca
ti tira pazzo tratto di specchio vago
ovatta lacqua elica spacca ed abbia
sete di me tantalica ch mai sacquti

Socchia di pinocchiro mai si sazia
ospite spione a cui mentire
e come me nutrirla
di sminuzzissime bestemmie e spicchi daglio
(ma se vola una mosca al temporale
farla posare e poi farla tornare
farla frullare e poi farla tornare
farla tornare farla torna torna)

Petula poesia sembri un pensiero innato
iertico da ieri
dimni in mani sei sempre lo stesso
neppure degno di essere schiacciato fin dadesso:
ti dar a bere di non averti idea n forza
neppure mezzo coraggio di un Cremlino
innominata come un dio blasfemo dentro un cero
ammassaita sparsa allordine plurale femminile
caff bicchiere portacenere teiere!

E se vola squrto di Luna al cielo
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simuler per te una stilla sul polpaccio
a lesinarti i come, come tiranno il servo
(torturarla di noia e di giornata stracca
solleticarla e poi farla posare
tortuosa al foglio farla inchiodarla
farla posare farla farla posare)

Natale di limpido mistero
fingere di dormire e tutto il resto...
immortale mistero farla sfinta qui.

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[Mi fido di questa faccia]


Mi fido di questa faccia
ch come dice il nome FACCIA
di testa propria e vada lunghi sentieri
ripida della vita un bacio
costasse pure tre minuti in meno
pi di una sigaretta fumata con il polmone pieno.

Piuttosto tu, Poesia?, dove lhai speso
tutto questo tempo sui secondi sui rasoi
trascorsi come un fringuello sei
ch se non canta qui neppure muore
(non come me domani! un fulmine dal Cielo)
dove sei stata agonizzre altrove
questo tempo?

Tra gli sguardi inconcludenti della gente:
ti rido in faccia, dilatata dallorrore.
Tu tra la gente?, tu? tra la noia del miracolo
di non essersi mai uguale neppure il naso
(UN naso a caso tranne il somigliarsi stolto
stretti nel pugno tutti: GENERE UMANO!)

Dove sei stata, adncua, priva di me: s-faccita?
a vacanzarti a zonzo? tu che non sai il riposo
rimpinzarti parole, ravili delle storie,
curiosa, tu, della Storia la mia non pi!
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quella di voi, di moda?, a trovare un niente
(chiss se vale cento un niente oppure niente).

Della folla alle persone, mescolata
a confonderti gli AMori colle serpi
lAM.icizia al tanfo della folla te ne sei andata
hai temuto avanti agli ri
prima di iciza:
io AM, Im, IO SONO !

Di donne bargglio pieno, come un tacchino
ma tu che hai fatto mai, Poesia, mia-mia, che fai?
te ne vai-via?, via vai?, di attese spente e perse
vedova della tua faccia sospetta pi che mai
galeotta di questa maschera implastichivo
gonfiata nellattesa innominata fuori di grazia
come cappello tesa ad ascoltare il sesso
senza ascoltare dio!

E tu pure, quale emozione priva di me
tesa come corda di violino, quale emozione?
nella democrazia savianarnente certa
ch il tuo posto (lacrima il braccio lacrima dallocchio)
prenotato al mio cuscino indolente insonne
tu segui il suo destino, sosia del mio tranne il espiro.

Traversi la strada a un tratto mi sfiorisci
colla violenza di una gomitata
ancra banalizzata nel tap-tap, nel tuo finta di niente.
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Rincaso su un altro foglio bianco
la speranza che mha sfiorata sapre come un lenzuolo
e sotto: LUOMO, sempre lo stesso andzzo-zombie
come seguire ronda di via del corso
facile, scolri i quali per inseguirti, cercare di spiegarti
e poi facile andzzo in bsso.

Non ho tempo. Prova a telefonare, prova a passare,
quale vendetta rendermi dea di questo cranio obeso
di respirare ansioso a farci male tra due Poete sane
a farmi merda ce n milioni lunghe le strade
e spezzi cos troia mondana! le fibre duna Poeta?
Come al fuso orario ma quelle ben pi salde dun atleta!
(che senso ha?, dopo lamore? non riconoscerLO neppure?)

Pin occhi dietro gli occhi la Saviana
(che senso ha dopo lamore?, confondere gli AM.ori colla gente?)
Oh, mia pupilla dilatata dallorrore! non so
non so se poi sperare sei tornata?
Mi smpra gi mestruo di smbre nomade usanza
brsa della Pastiglia appena: GI FRESCO SETTEMBRE?
Il verso sbrodolato, inverecondoscne non so
non so se poi fidarmi.

(Ce la far carogna!, SUD.ando lestate che mi spetta
sar una fidanzata buona, senza fretta mi adorer nellombra
e tanto basti!)
Ma dove i NORD.ri delle ascelle milanesi, i patti estremi
ch stringemmo mani io riluttante tu focosa
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imberbe femmina straniera di fiumi di parole
di minacce, inganni, in prestito la faccia di una donna
ce la far, carogna! Nome di fregna.

Son l, attenti sullattenti soldatini
(dietro lapparente castit una loquacit di febbre)
pronti a baccaglire dalla fortezza del vocabolario:
basta metterle gi pescarli con distacco
giuste in fila in.verso indiano senza trucco,
per come uno scherzo. Sptaci il sangue tu:
io me ne vado hai detto, ponzia pilta.

(Sono sempre pazzi nostri di chi di me
ci sputa il sangue) e intanto lenta come lo spazio
del due sul rigo miope libert di un ordine borghese
che dura quant dura! il fotogramma del sorriso
come le sere in cui mia madre usciva e mi lasciava sola.
Come lo spazio lenta la noia di detestare il sole
(cui volgo la preghiera: di sera dopo sera
imbottirmi dellallegria posticcia
di degradarmi al punto di gioire
di avere fatto divertire i nemici tutti
tutti nemici di questo foglio bianco gli si strappa
la risata, un dente di spcciole parole
tintinnano alla cassa come soldi
si sgretolavano su quelle bocche inutili
col chiasso della distrazione.)

O tu!, Poesia cui dedico la mia, senza paura:
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o, tu!, poesia: flli capire, fmmi capire,
rndimi lafflato di te crva alle mie spalle
di leggra pressione seduttrice
amor che a nullo amato amar perdona
sullonda della mia pelle imploro che tin.cutsse
fino allo spasmo, alla voglia che ci danno i baci
davvero dnno desolrmi nellesistenza senza umori
senza risucchi nel fondo dnno davvero
questa lingua secca (eppure oltre la sintassi
saprebbe madidrsi ti godrebbe fino a risucchiarti
fino a quella carezza sotto cui si svela
il coraggio finalmente ti amo Caterina)
e poche ciance!

Dopo un anno io piango io vesto lodore
il tuo odore io: VESTO, abitcolo
continuum de lggere parole pi di piume
senza levare polvere alle ali senza toccare
la luce che le rimanda al vento le farfalle
sono fiti ch:

ch come dice il nome: fiti
respiri e gridi si solleva il cuscino comun vivo
sussurra al polso che si placa, fita oh, poesia
riprendi questo trono abbandonato neppure emttisi
catarri e fiti: gridale tu al mondo intero
quello di sopra quello gi sotto da svellre innanzi
ancra spazio due di righe davvenire il coraggio
ch amor che a nullo amato amar perdona
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ch se ne sta in agguato il Gatto al mondo intero
e temo e tremano i capelli e si precipita di un crollo
senza fondo cieco Tramonto.

Col, Tramonto ora del giorno! cola tra i monti i grattacieli
ti assister con forza (anche oggi) in gola
mi sparo un bloody-Mary come un colpo nome di [donna
nomade Poesia rossa come una donna ti bever nel fondo
wodka del sogno, anna ti sfonder col pugno:
non sai cosa darei per pronunciarlo un giorno
il coraggio dellaggettivo primo, vaginale
anna, primo rimorso del codice penale!

Saviane: SPRATI UN COLPO per la stanchezza
di mille piani a piedi a piedi a piedi
per la fragilit del sesso volgare come i gradini
sempre gli stessi, ripetitivi
per la stolidezza di sporche macchie sbronze
per il Tramonto per rinunciarlo un giorno
per tutti i baci senza cauzione senza ritorno
per queste sigarette mi hanno stancato anchesse!
Tre minuti in meno e in meno e in meno
sempre pi sconosciuti compongono le ore di AM.ore
i mesi i secolndi di stipiti di porte:
io bacer chiunque disperata
per rinunciare il giorno del Tramonto.

(Invece n sotto braccetto maria la sanguinria
vergine nome originale puttana e un po banale:
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risvlto del mio viso e grido:
OGGI Ml VESTO MI VADO A INNAMORARE
mi bito di nuovo sento le brocche
i valentini i porcospini: oggi mi vesto
mi vado a innamorare, mi abito impermeabile
di bronzo di rice!)

Donna Poesia riposi sul cuscino perch
pure carogna io tu senti davre compto il mio didre.
Oggi mi vesto: mi vado a innamorare io vengo
vado normale io vengo non per parlarti
ma per parlar di te...

(Torni senza preannuncio un pugno in pancia
ch come dice il nome: faccia
di testa propria e va, breve sentieri fira
della vita lungo lungo le lingue i baci
duna longevit ignorante bciami nome di Donna in faccia
ch come dice il nome:
FACCIA DI TESTA PROPRIA: FACCIA!)

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[II Tempo sappiggia stracco sopra stracche]


II Tempo sappiggia stracco sopra stracche
Nubi del Cielo divinit dellinesausto diventare
appartiene al tempo di piovere, se vuole,
di piangere la Terra su cui muove
piedi mortali che terr aggrappati ad essa
tra questi affanni circolari
tra questi troppi giorni e troppo disuguali...

Unica ora del giorno luna, eppur notte!
in questimmondo modo
attacca la tiritera del domani:
sulla sudata foglia artrosi deformante: attendo
di sottcchi due, rintcchi al campanile
(il secondo dura un istante appena
ma sta a significare uninterora!):
lattesa che peggiora in ansia la paura
sul bilico del bivio:
cedre, come corpo morto cede,
o sprofondarsi nellapoteosi della sigaretta?

Tre, perfetto numero rimbomba
voce del verbo echeggia di ringhiera
tempo imperfetto gi ricordo
(potevi almeno alzare la cornetta darmi un colpo
oppure forse che tu? riesci tu? ad dormentrti
ogni notte con un figlio in meno
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quotidie funerale che non crea scompiglio:
non ha orecchio alla preghiera, il callo!
quale rassgno? orba di lui ogni risveglio
dalla sua morte a quello del giorno della tua...
avanzi che di lui ti vanti? prodigo morto?):
untuosa Milano che non squilla!

Quattro: battiti del cuore che si arresta
nel mezzo cago un sogno a mezzo, avida.mente,
dallincubo distnzia di giusto qualche luce o suono,
stessi soggetti, le frasi stesse:
ma ancora non ho sonno:
(insonnia, ti battezzo insonnia,
si battezza odio lamore,)
ag.giungo al paradosso delle parole il colmo!,
cos tra sbieche veneziane scruto
che il sole sgorghi oltre lo sguardo cupo
il buio, s dinverno invece,
insister ad esistere per ore

Cinque, allorizzonte albino delludito
ci sferra il tram per primo.
Sbucano dal silenzio i fiori
(il verso pappagallo dei colori...).
Stipati a forza sul traghetto
carontti nellAde della Luce lungo lo strazio
immenso di grdarle dietro Luna!,
tralasciare comete come te! le stelle:
abbiamo guadato e siamo stanchi
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le occhiaie ci sfiancano i polmoni
ci eclissano la faccia:
lattesa ci ha spezzato i lombi!

Dalle arterie, il genio cola nelle dita
piccole donne geniali, nude, bestiali!
rincaso al centro della vita,
tuo limpido fianco allombelico!
C.entro l, testa dove laddove dentro
da cui anchio stessa arrivo
nata ad empire la riempit del porto
anchio son figlia quel posto mi concerne!

(sgomenta, senza saperne niente)
ne svuotai uno simile lo stesso
gi cinque lustri fa intercorsi
a rivoltarmi tutta tra questi opachi spacchi.

Sei, 6 fermo a domandarti coshai atteso?,
chhai chiesto al sonno che non venne?,
a Morfeo indietro ormai di mille notti ed oltre?
Mi assopisco allombra della casa
come un geco allombra della sera.
(Lestate giunta e ci ha sorpreso
nel cuore spesso della primavera:
seppellir nellafa doggi improvviso
la ieri gelido irrisrto!)
Il sette me lo dormo ai dadi assieme al.1.otto,
concordi tutti nel cielste tempio
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insgno in coro la preghiera in volo invoco:
Ritorna tempo, oh Tempo!, Nume del Cielo
alleggerisci lanima nostra dalla pioggia
dalla violenza ingorda della notte:
tramuta la tua bile in giorno aperto,
ritorna tempo, oh Tempo ritorna
alla semplicit del regno!
(ma quella mia moglie bieca
attesa fino allorlo non ha ritorno invece
cammina avantindietro come ununghia
unonda che alla fine stucca
impulsa stride si lamenta
su questo cuore diventata pietra.)

Nove 6 capoverso
dal brevissimo risveglio
e nella caffettiera
sprecare il gesto per oltre una persona
per me sola: gettarmi allasta
per guadagnare il pane
per spendere stasera il doppio di domani.
(Ho perso un altro figlio
invero ne sto perdendo a iosa:
vien meno la Speranza la noia che si fa
sbadiglio e la mia donna manca abitata
ormai da chiss altro ma so di certo dove!)

Scapola ancora, di me soltanto
presto sapranno le foglie alte del glicine
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poi nessun altro: scapole ancora
(piccoli avanzi ad angolo-dellAngelo che fui)
tobgo sulla tua liscia schiena fresca
dieci: rintocchi di carezza,
segue uno sguardo lungo il quale
non scorgo, n tramonta il sole.
Pssero la monotonia di ore ed ore
la fantasia di spenderle o calmarle
di una povera manciata di solite parole
fino al colmarsi di un vespero migliore.

Undici, con lansia di faccende
affaccendate ad altre con la fatica
di depennare o stare ad ascoltare
colui, lo stesso, che non ti presta orecchio:
(di.messa esce la puttana, il pusher
sotto braccetto al prete che li assolve
nellora dodicesima del giorno
che lo veda pi grande di dio in Terra.)
la fame mi abbandona come certo male che altrimenti
mi sbranerebbe i sogni i voli pindarlli:
mi trascura quinci finalmente tanto
quanto mio padre poco ansioso inapparnte.

Voi segna-tempo sapete cosa intendo se:
il pomeriggio incalza gi sulla lancetta,
a noi, senza-tempo, senza orologio al polso,
nessuno che ci aspetti: organizzare
per dopo lagonia del resto schioccher
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la lingua forsennata del Regista:
motore azione dopo il ciak
si gira pav le strade rosse-campari.
Sbronze lente nel rodaggio che mi danno i fusi
come na pazza sto, gi fui bambina
ladra scrittra oggi:

poeta sono, n mi vanto
della tautologia tra lora, la risata e il pianto
ma con affanno, che risalgo lievissima esistenza
intanto che da intorno-torno il giorno sfuma
sbrina il traffico che pare un acquarello
invece vita, il poema
che solo qualche verso salvo: rutti, starnuti e
che fai? singhiozzi enumerandoti
tra questi derelitti diurni dolori!
(mentrio io mi beo esserci almnco essere
uno di loro sono, andando verso animale
viceversa: mi sento proprio bene.)

Lungo il tragitto che dura una canzone sola,
luogo comune mi rimbomba, strazia, ferisce
nervi agonizzi, cuore stramzzo pulsa
involontario pulsa
gemello scarno della vita bolsa che conduce
a squagliarmi in questa luce pipistrella
nemmnco fossi una medusa liquefarsi al sole!
Saccende linsegna, da cui imparo

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a spupazzrmi latroce notte di Milano
sgocciola nero come un calamaio piove
dal Tempo scende dal piano Cielo piano
strato su strade e strato...
C quella storia ingiusta di chi vede il bicchiere
mezzo pieno, e chi lo stesso vede mezzo vuoto.
Per questo tutto quello guasto oltre che:
girato langolo giusto per me in agguato
lo sciagurato vizio:
ho guadato e sono stanca
lancora da guardare canto minchioda e
[sdilinquisce
(qualora io veda devo vederlo al colmo!)
in verit di mio, dietro a un obl in tempesta,
occhi stuprofatti dal vespero perenne
nessuna fede hanno dopo Cristo! in niuna
ora che fosse o sia (n data certa, sia che sia certa):

dai segna-tempo atroci nel tono folle abusate
allamore in mille trucchi nomi di donna
fino a neniarlo, inchivardrlo noia! fieri
di averci fatto il callo alle patologie stupefacenti
stati alterati della vita stolti, invece che...
... Per quanto stanca a me altro non resta quindi
non mai abbastanza basta: se non fare,
poetare (al colmo pur di vederlo infine: sto male!)
il Tempo sta alla Terra, come lAmore alluomo
Figlia di questa incinta forza dissennata: mi aggiro,
mi rigiro come vaso di cristallo in mezzo al piombo,
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come febbricitante iperbole tra i sedicenti sani.

Talvolta, la desueta urgenza vince la reticenza, spacca
il sacro sonno della Bellezza che mi respira affinco
sapori soffici, pigre fantasie riposte
con un per quanto lieve tcco della mano
profano ci che soltanto a lei appartiene: il sogno
purch ella sappia lunico telegramma al mondo, sappia:
lamo, e nel mio gesto tutta la presunzione che lei
verso di me sente lo stesso... Oh, ti avrei amata!
Se non si fosse dileguata la scorsa notte appena
scivolata fuori dalla mia scura testa cosi come
a suo tempo vi si era affidata, abbandonata giuro!
sera sposata tutta distesa accanto a me sul letto...

Talvolta, vinta la blasfemia come stavolta, spacco
il cervello immolo quella manciata povera di solite parole
spargo
alla sacralit di questo figliol profugo foglio se non dormo
piccola Puskin decrebro pensieri gi assettati disseto
le pupille inoltrer le dita in tempie arzille attiller
la pube contral letto e per impulso atavico dal fondo
del grilletto inoltre: contar le pecore cantare uno stornello
oppure:
decider di fare click sul tempo

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[Troppo mese dagosto allontana]

Troppo mese dagosto allontana
lunione (e di nuovo a cordre:)
inesiste ricordo alla cieca sinfuoca
obiettivo del bello
pensiero mi vila di correrti

incntro fin dora sul treno
orgasmo in stazione la gabbia
di strida di uccelli chiassosi
(e ripr te ritmon tonamn te
che si rizza mangiarmi i capelli
polluzione di femmina notte: la Luna!)

ti vedo incubta nel sonno
insensata insognta zuppa dis
did dir dit piano piano sul piano
sul letto veloce veloce veloce gi
ripida scesa veloce pi lento
sul lento rolla
traballa sconquassa diventa un po meno
lagosto mi sembra (non acqua n aria
mai fuoco n terra)

Le chiavi del cuore sono fatte di questa materia?
Desiderrdentemnte amore di ferro
perch
senza filo di vento
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sono macchia di luce soltanto
(viceversa allorquando la pioggia
la pioggia cadendo, allorquando amando sudando
pollndo colando dal tetto la prima
goccia dun tempo UltimOra!, la vita
riattcca il concerto di gomma di ferro:)

ping ping pong pong pong ping pong Ch
gi cs cc Ch gi cb b cc Qul c nonn?

Elemento non c-fra vostre parole
non odo (luomo in troitta la donna s.ignora
motivo) gherglio un cuore dacciaio
il cervello di noce
(non odo):

Troppo agosto poco settembre sono fatta
da sola da droga da carne moneta
di metallo sonante
Rosrio a sinapsi tra mente e cervello
Non sorrso volante! non frase
Sportello non dico!, clac Sono!

(ho compreso la luna poi lltra.
La duna prima luno, poi il due prima Luna
del mese dAgosto. Qualcuno taspetta di me.

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[Tale avventura una paura spinge]


1.

Tale avventura una paura spinge
sulle tempie gravide il sudore
antico dun antico odio:
anima mia non tincanaglire nella
spiegazione di questa terra fredda:
ormai
anima mia, discola, tenera, paurosa!

2.

Atti pensati a caldo
rivelati allalba umida del nulla
a cui attendevo seduta (o in piedi)
davanti a un foglio (piccola penna)
attendevo inutilmente il sole promessa
per certe idee di ieri, altrimenti oggi
pensieri.

3.

Non basta la paura ma
davanti alleventualit dun gesto
giammai sarei un eroe n il resto.
Quale eroismo nella vilt di un verso
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nellenfasi di un dio-parole
come divinit in esilio salvarle
per poi restituirle alleventualit
di un gesto.

4.

Se non capta perch verso
guardarmi? Vostro unico istinto
in questo mondo pronto allattacco
goliardo, sempre in agguato
accanito contro di me verso
il mio incosciente sguardo diverso.

5.

Talento immeritato il nostro
anche nascere ricco fin dalla culla
ricco dellomert
o del valore stesso di domani.

6.

Il nostro bacio supera lincontinenza
del tuo sonno la casualit del mio
sporadico e forse peggio:
perci nellantico sogno ci addentriamo
per quanto esso sia novo come lo stile
come il presente tempo.
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7.

Oh Marina leggndoti. Ho speso cos tempo e tempo
nella poesia dun tempo che mha insegnato
il ritmo. Oggi, leggndoti Marina
quale energia mi sprona ad un versare i versi
nell immensa parodia del foglio.
Ci non rende nulla n di meno
n da nulla: un verso non si ruba, non si perde,
non si dimentica cos come non sfugge
il primo acchto il primo atto scambiato con lamato.
Per rischio di svagliarmi dallessere poeta
(certo lo potrei rubare al cielo di questa spessa notte
non certo al giorno, n a domani).

8.

Sul cuore come minuscoli passi danimale
Rumori selvatici il tema multiplo del male.

9.

Il cuscino sotto la tua testa non ha confine
Non ha fine il sogno coltivato dallorrore.

10.

La tua fica un enorme.
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di pensieri inutili di fantasie
perbne. La tua fica
non lamo pi hai sentito?
Non lamo pi, n mi aggrada
Il ritornare a farlo.

11.

La tua bocca non fa chiasso al contrario
mi trattiene sul bilico di questanima blasfema
(finestre sporche gli occhi) semiaperta e pigra,
asciutta la tua bocca trema, vela
ci che si sa da sempre e che si muove
il lento incalzare del dolore. Presto
corriamo al bacio ch si muore.



Milano, in unora rubata al sonno della notte tra il 18 e il 19
dicembre 85

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Tachicardia

Se non nellallegria di unassonanza
un verso ti porgevo
come una malattia
come lamore stesso un giorno
dietro giorno e notti
e assieme sempre stare morendo

lunica morte intendo quella dei vivi:
(memoria mia,
raccontami solo la bellezza
poich fra tutti i dolori
non c simile solitudine al mondo
dei gesti inattivi
del viso stretto
come una bocca priva di bacio
delle frasi volgari
udite apposta per far ridere)

Ma la tua curiosit senza erre moscia
oltre la povert limmensa
ricchezza di essere un macigno:
dove trovavi bimba mia
azzurra e bellissima,
tanta tracotanza di vivere
la tenerezza di tenermi ancora
tanto ottimismo?

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( Se non nellallegria dunassonanza
un verso ti porgevo
come una malattia
come lamore il sesso notte
dietro notte e giorni
ci dicevamo strette: Stiamo morendo!)



Milano, 10 luglio 1986

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[Rumore non sento di me]

Rumore non sento di me
in via normale
ma poi
tornando e tornando tornando
fino al Passo pi alto di cntra
sul Basso scordto rieccheggia
la nota pi vera di me! tormento
lo sguardo dun fiato sfiancato
si sgarana
laccordo del viaggio serpggia
da crepa alla roccia al silenzio
del vuoto saffnna
sappnna sambggia un sangue
malato che ruta
non !

(Se sporge mi picca sotto crespe di pelle
vertigine Folle!, di curva tramonta
un otto-volante che sibila e stride non volta
la voglia sfrenta di t)

Per questo
obbedisco alla folla vestita ch incontro
ch copio che sudo destate (mi copro dinverno
ch stte di gi nella forma)
allegro rimpianto: allinverno futuro
chho cercato un paese ostrogoto
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e spernto, di non sfavellre la lingua
ma il culo assolto o con qualcuno
al clima stregato umore pi caldo
di me sentirei ma

resisto a non battere i denti dal freddo
non gusto i colori conosco la porta
che porta al tramonto
(nel biolo nesco dal buio
se rigetto lo spicchio che innaffia
lalcova di nero di bianco che tanto
listsso) che tanto non posso
supportre intaccare le scarpe
slaccite di altri tuoi amanti soltnto
tua soffice fica frequento
la voglia (e non vengo) laddve
la tua sperdizine vorrbbe condurmi la mano.

Su strada normale ed un unico senso
dal rumore al silenzio
dal buio alla luce
dallinverno allestate (mai retro )
marcia cos di ricordi
projtto avvenre inavnti su schermo
di roccia non faccio che

(Piccole tracce di film come truci
pellicole truci gi dallo sterno
sudato si sbronza tormento di seno
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ed ago di pino!):
Letate ch stte si stacca
rapino per dopo gli odori allesterno
Su strada normale ad un unico senso
dal rumore al silenzio
dal buio alla luce
dallinverno allestate (mai retro )
marcia cos di ricordi
projetto avvenire inavnti su schermo
di roccia non faccio che

(Piccole tracce di film come truci
pellicole truci gi dallo sterno
sudato si sbronza tornante di seno
ed ago di pino!):

Lette ch stte si stacca
rapino per dopo gli odori allesterno
ripenso riposo
Rinascente di muco nellunghie nel naso

(mi credi che rido dadesso daltrove
risate di altri ripetute battute di ieri
riferite damici a voce alta mai dette
da me?)

Stringo i denti dal vento dal caldo
dal pianto dal riso dal mento
si slbbra la bocca insorrso:
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aglimpianti stradali pericolo
di stillicdio (rimozione forzata in citt
mintendo di vna allo specchio m scherno
metrno e tiro la cinghia
per uso di droga!) i sapori di cose
di sguardi distnto discerno
di amante diventa la scena sul Mondo.

(Che dampass in passo
avanzando rientra nel palmo la vita
ti ncnghio fin sopra i capelli la morte
e ciocch:)
sui fianchi ti sbatto i miei ficchi!
(Rimozione forzata: intendo di t!)

T umorosa citt sul muro di casa sincendia
un lampo del tempo ( strale dargento uragano
che chicca) tormenta
di grandine o grano tempesta la testa:
(In vrno artificio
rimre sul fondo del vino ma)

il volo duccello di fuori!
sinmbra come fuga di topo nel dentro!
(e si solleva la Donna si alza
la Gonna il sipario la Storia
ed infine: )
sincide per sempre la Ruga dellovest.
Ma fuori
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lUccello Reale rigurda (i suoi piccoli forse?)
di certo ammtata annoiata
me stessa ch odia paurla
ne ode l go appuntito
tra clle n spina dorsale nel letto
un tasto daccanto la stoffa
di lino dacquatico Azzurro (e non reggo) natura
da sola decollo
spiegando le ali (Non sogni.)

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[Di, ti prego, tinimi compagnia]

Di, ti prego, tinimi compagnia,
stanotte metti che io muoia
stanotte che sia lultima notte
la pi bella? che muoia.

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Colophon

2014 nottetempo srl
nottetempo, piazza Farnese 44 - 00186 Roma

www.edizioninottetempo.it
nottetempo@edizioninottetempo.it


Nonostante gli sforzi non ci stato possibile risalire ai detentori
dei diritti di alcuni testi e traduzioni.
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Prima edizione: febbraio 2015

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Catalogo

poeti.com collana di poesia in ebook di nottetempo


Figlio
di Daniele Mencarelli

Cos
di Ko Un

La scolta
di Gian Maria Annovi

Crocifinzioni
di Blanca Varela

Fuori per linverno
di Paolo Febbraro

33 Poesie
di Emily Bront

21 Preghierine per una nuova vita
di Antonio Moresco

La guerra dEuropa 1914-1918
raccontata dai poeti
a cura di Andrea Amerio e Maria Pace Ottieri
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Indice
Cover
Frontespizio
Nota dellEditore
Indice
Nota introduttiva
Pin Occhio
Appnna-ammattta
SOTTOMarina
Nicchia nicchia nicchia
[Mi fido di questa faccia]
[II Tempo sappiggia stracco sopra stracche]
[Troppo mese dagosto allontana]
[Tale avventura una paura spinge]
Tachicardia
[Rumore non sento di me]
[Di, ti prego, tinimi compagnia]
Colophon
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