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LE STANZE DI DZYAN

LA BIBBIA ESOTERICA

Articoli e Saggi sul Libro Sacro


a cura di Ugo Pennacino Torino Italy2017.
LAntropogenesi e lideale spirituale del nostro tempo.
di Patrizia Moschin Calvi.

NellAntropogenesi delle Stanze di Dzyan la terra chiese al Signore dalla Faccia Lucente, il
sole, di mandarle i suoi figli. La terra reclamava Vita, Spirito, Luce, ne sentiva evidentemente la
mancanza, la necessit. E il sole promise che avrebbe mandato un fuoco, ma solo quando
lopera fosse cominciata, suggerendole intanto di chiedere a Kumuda Pati, Signore del Loto, la
luna, madre della terra, di mandare i suoi figli. E la inform che gli uomini della terra sarebbero
stati mortali. Ma la terra non era pronta e i suoi uomini nemmeno. Grandi cataclismi dovettero
avvenire, lunghissimo tempo dovette passare, e poi la terra costru delle forme ma, non volendo
rivolgersi ai Figli del Cielo, n ai Figli della Sapienza, non seppe creare, dalle sue scorie, che
mostri terribili, che non piacquero a dei e spiriti planetari: non erano puri abbastanza per
ospitare le monadi. E cos essi mandarono una gerarchia di angeli a distruggere e purificare tali
forme, a lottare contro questi uomini-animali. Il Logos planetario separ cielo e terra e i grandi
Chohan si rivolsero ai Pitri lunari affinch creassero le forme interne di queste monadi, perch
avessero la loro stessa natura. E cos i Pitri o Barishad separarono luomo da se stessi e
nacquero vari tipi di ombre di uomini futuri, ma nonostante tutti i loro sforzi tali esseri non
avevano ancora configurazione n mente: erano solo immagini astrali. La monade umana aveva
bisogno di una forma e i Pitri gliela diedero; aveva bisogno di un corpo grossolano, e la terra lo
form; i Deva soffiarono in lui lo spirito della vita, ma serviva anche un corpo eterico e glielo
fornirono i Dhyani, mentre invece il corpo astrale lo formarono il fuoco della passione e
dellistinto animale. La monade per aveva bisogno anche di una mente, per poter circoscrivere
lUniverso. Non avendola ancora, rimase un fantasma vuoto e senza senso. Con la terza razza vi
fu la differenziazione sessuale, ma troppo vili erano ancora le sue forme. I Figli della Sapienza,
sacrificandosi, vi entrarono e alcuni vi proiettarono una scintilla, ma essa ardeva appena e tale
razza rimase priva di mente. Aveva corpi fisici ancora immaturi e pronti solo a met. I poteri che si
incarnarono dovettero scegliere i veicoli pi maturi. Questa razza venne creata con il potere
della volont. Intanto gli uomini senza scintilla si unirono agli animali, disonorando se stessi e
dando vita ad una razza di mostri deformi. E cos, per evitare che il peggio avvenisse, tutti gli
uomini vennero dotati di mente e la quarta razza svilupp la parola. Ma poi terza e quarta si
gonfiarono di orgoglio, generando demoni e mostri malvagi, unendosi alle mogli degli Amanasa
(i senza mente) ed erigendo templi al corpo umano. Arriv la distruzione, dalla quale si salvarono
solo i santi, che dettero origine alla quinta, il cui scopo principale era lintelligenza ed il suo
sviluppo. Ridiscesero i saggi, che la ammaestrarono ed istruirono, insegnando anche la lingua
sacerdotale segreta. Questo, in grandissima sintesi, il punto della nostra evoluzione odierna,
lo stato dellarte della quinta razza, che ha quasi completato la sua evoluzione terrena.
Consentitemi ora una qualche considerazione personale.
Ma quale pu essere stata la necessit ultima e quale il movente dei vari commentari alle
Stanze di Dzyan? A quale esigenza doveva o poteva rispondere il fatto di dare chiarimenti
quasi - oserei dire - spiegando troppo, rivestendo di parole e riferimenti materiali qualcosa di
cos sacro come una emanazione divina? Perch dovere o volere decifrare il lavoro di
quellAssoluto che nel quarto volume de La Dottrina Segreta viene definito Ci, quello di cui
n i nostri Creatori (i Dhyan Chohan) n le loro creature possono mai discutere o sapere
qualcosa quellAssoluto che non pu essere definito e che nessun mortale n immortale,
durante i periodi di esistenza, ha mai visto n compreso , dato che il mutevole non pu
conoscere lImmutabile, n ci che vive pu percepire la Vita Assoluta ? E proprio per
questultima affermazione che mi domando quale sia la valenza ultima e perch esattamente in
questa forma (se nulla avviene a caso) tra le mille che avrebbero potuto avere delle Stanze; se
sia il nostro il giusto approccio a queste pagine, se abbia senso scrutarne ogni pi recondito
significato: eppure, sempre nel quarto volume de La Dottrina Segreta scritto che lUomo
dovr imparare come venuto al mondo. Ma vi si afferma anche, e piuttosto frequentemente che
vi sono vari misteri, che quanto esposto pu essere una parabola, che dopo la scomparsa della
razza atlantidea stato gettato un velo impenetrabile sui misteri occulti, o addirittura che ci che
viene spiegato pu essere unallegoria nellallegoria, la cui soluzione lasciata allintuizione del
lettore. H.P.B., nel quinto volume de La Dottrina Segreta, afferma che tutto questo serve
come preparazione a quello che viene dopo, ma anche che linterpretazione esoterica ha sette
chiavi, che esistono misteri dietro il velo, irraggiungibili senza una chiave nuova, ecc.
Forse queste spiegazioni aiuteranno il povero lettore a cogliere la Luce del Logos, che
H.P.B. definisce poeticamente quale riflesso diretto del sempre Inconoscibile (Ain Suf) sul
piano della Manifestazione Universale? Nella Dottrina Segreta volume quinto ma anche nella
conclusione allAntropogenesi secondo Le Stanze di Dzyan, H.P.B. ci parla della sesta razza,
che nascer quando dalle acque sar emerso il sesto continente e crescer rapidamente fuori
dai confini della materia ed anche della carne (e qua ci si chieder cosa possa significare
esattamente questa affermazione) e che i cicli della materia saranno seguiti da cicli spirituali e di
pieno sviluppo mentale per una razza futura pi grande e molto pi gloriosa di ogni altra che
conosciamo adesso. La maggioranza dellumanit futura sar composta da gloriosi Adepti, nella
grande illusione dellAssoluto che E.
Nel considerare allora il cammino spirituale individuale dellumanit terrestre che finora ha avuto
attuazione, se vero che luomo stesso deve divenire un agglomerato di spirito e materia,
risvegliando in s il principio immateriale latente, allora le Stanze possono essere considerate
anche il paradigma del ciclo individuale di evoluzione poich tale cammino , ovviamente, lo stesso
che lumanit compie quando, con loscuramento dello spirito, discende nella materia, per
riconquistare le sublimi altezze del principio immateriale. Cos passa su livelli dapprima sempre
meno spirituali, nella curva discendente, per poi risalire, attraverso forme minerali, vegetali e
animali, aggiungendo ogni volta a ciascun elemento le caratteristiche di quelli che lo avevano
preceduto, sotto la spinta della Monade, goccia delloceano senza sponde, che agisce
inconsciamente mediante una forza che le inerente, la quale obbliga luomo a crescere e a
svilupparsi, diventando sempre pi perfetto. La perfezione, infatti per essere realmente tale,
deve nascere dallimperfezione, lIncorruttibile deve uscire dal corruttibile, avendo questo come
veicolo, base e contrapposto1. Allinizio la sola materia, non sostenuta, genera mostri, poi con
lastrale arriva la cosiddetta scintilla ma limmaturit dellessere pu portare ad insane pulsioni e
comportamenti sconsiderati. Solo una mente discriminante potr far comprendere la sostanza
delle azioni. Da qui allorgoglio la strada per facile. E tutto ci che ha a che fare con i suoi
frutti verr spazzato via. Cosa rimane? La Stanza XI parla degli empi distrutti e dei santi salvati
e del fatto che questi ultimi poterono finalmente ricevere insegnamenti ed istruzioni dagli
Adepti. Ma chi possono essere questi santi? Coloro che sono andati oltre almeno la mente
inferiore, quella duale, e che certamente si sono incamminati verso il superamento del manas,
quelli che hanno poco da guadagnare dagli insegnamenti dati sul piano intellettuale poich la
conoscenza che dallanima scende infiltrandosi nellintelligenza la sola degna di essere
acquisita2. Nel considerare questa fase evolutiva possiamo qui inserire la citazione de La Voce
del Silenzio: Imparate a distinguere il vero dal falso, ci che sempre svanisce (leffimero) da ci
che dura per sempre (dallimperituro). Imparate prima di tutto a distinguere la scienza del
cervello dalla saggezza dellAnima, la Dottrina dellocchio dalla Dottrina del cuore .
Il percepire le verit pi alte dellesistenza e il significato pi profondo di tutto quel che accade,
infatti, non ha niente a che fare con la conoscenza intellettuale ma proviene da facolt spirituali
pi elevate, che ci aiutano a trovare in noi la Luce, a discernere dentro di noi quelle facolt di
conoscenza che ci fanno distinguere il bene dal male, e riconoscere la coscienza divina. Questo
lavoro essenziale, poich dove non c sforzo non c merito, ed questa lopera che noi tutti
siamo chiamati a compiere a questo punto dellevoluzione. In questo compito ci soccorre La
Voce del Silenzio, che indica la strada, il cammino verso la Vita Superiore, quello che appunto
ci mette nelle condizioni di ricevere insegnamenti ed istruzioni dai Grandi Esseri che gi hanno
percorso quella via e che nella loro dimensione bodhisattvica sono venuti a porgerci aiuto
affinch a nostra volta noi la seguiamo. Tuttavia per arrivare a ci serve quella bhakti che non
intesa come misera osservazione zelante e rigorosa di riti o pratiche religiose esteriori, quanto
piuttosto la consacrazione assoluta allideale spirituale pi sublime. E nellirrinunciabile azione
del dominio di s, dellio inferiore, si evidenzia quella simpatia, quella sollecitudine verso ogni
necessit di tutto ci che sembrava altro da noi, che va sotto il nome di compassione.
Dunque una acquisizione importante, che ci mette al Servizio del mondo, in puro spirito di
fratellanza, e rafforza sempre pi la nostra identificazione col S Superiore, aspetto essenziale
di noi stessi. Servire per amore del Servizio, nobilmente, affinch gli ultimi lacci del s inferiore
vengano sciolti. I nostri Maestri ci assicurano che schiere di aiutanti invisibili prendono parte alle
vicende umane e che con intuizione profonda sapremo distinguere il loro aiuto e sostegno in ogni
momento della vita. Siamo in grado di sentire la loro presenza e la loro influenza? Siamo in grado
di sacrificare il nostro s personale e la nostra personalit individuale se pensiamo di poter
essere loro di aiuto? Lamore spirituale non si esaurisce se doniamo noi stessi, poich impiegare
queste energie non fa altro che aumentarne le riserve, arricchendole e rinforzandole. La vera via
dello spirito nella gioia, perch lessenza dellUniverso beatitudine. Il nostro ruolo , secondo
la grande saggezza orientale, di restare fedeli agli ideali spirituali pi alti, senza mai allontanarci
dal supremo, sacro sentiero dellAmore e della Verit, per identificarci al fine con Brahman,
anima dellUniverso, suprema felicit e luce suprema. Concludo questo mio intervento
condividendo con voi il significato di queste parole:
Un principe che non sa morire per un nobile scopo indegno di regnare. Colui che sacrifica la
sua vita senza esitazione per salvare quella degli altri diverr re e governer al suo posto.
Note1. Helena Petrovna Blavatsky, La Dottrina Segreta, vol. IV, pag. 122, Edizioni Teosofiche Italiane,
Vicenza 2003. 2. La Dottrina del cuore (estratti da lettere indiane), con prefazione di Annie Besant e traduzione
di Antonio Girardi, Edizioni Teosofiche Italiane, Vicenza 2005

Da I LIBRI SEGRETI di H. P. BLAVATSKY.


di David Reigle.

[...]Leggere i resoconti di H.P. Blavatsky sulle vaste biblioteche segrete sotto la custodia di
certe fratellanze occulte suscit come minimo il mio interesse. Lei ci parla delle biblioteche
sotterranee degli Jaina in Rajasthan; i 999 libri perduti di Lao-tzu; i 76.000 trattati perduti
del sacro canone buddhista, le voluminose sezioni esoteriche delle Upanishad, dettate dai
Brahmani al tempo del Buddha; della caverna gupta vicino a Okhee Math, che contiene i
sacri libri hindu in forma integrale, dei quali abbiamo solo brani di copie scartate di alcuni passi;
la Kabala orientale completa, di cui la versione occidentale solo uneco distorta, ecc., oltre ai
numerosi volumi segreti nelle biblioteche delle caverne sotto le Lamaserie in Tibet, come, ad
esempio, i Libri di Kiu-te. Se questi libri erano qualcosa di simile alla Dottrina Segreta, che
una traduzione e un commentario di uno di essi, io volevo trovarli.
stata solo la letteratura teosofica che ha dato uno scopo alla mia vita per ricominciare.
A quel tempo, gli affari umani quotidiani mi avevano lasciato talmente indifferente, che in et
precoce decisi di ritirarmi dal mondo, cercando pace nella natura selvaggia. Come il destino ha
voluto, durante una delle mie ultime soste nella civilt prima di uscirne definitivamente, cio in una
libreria ad Anchorage in Alaska, mi ritrovai tra le mani un libro teosofico. Tutti voi conoscete la
storia da quel momento in poi; lessi una gran quantit di libri del genere, che alla fine mi fecero
tornare al sentiero battuto della vita civilizzata. Dati i fatti, comprensibile che, quando scoprii
che cerano intere biblioteche di libri come La Dottrina Segreta, ero pronto a fare qualsiasi
cosa necessaria per accedervi. Madame Blavatsky aveva anche indicato che se le persone
facevano il lavoro occorrente, alcuni di questi scritti potevano diventare disponibili proprio nel
periodo in cui viviamo ora, forse attraverso delle scoperte archeologiche. Evidentemente
esistono migliaia di questi volumi, con gli originali scritti in Senzar, il sacro linguaggio segreto
degli Iniziati. Poich sarebbe inutile vedere questi libri senza leggerli, era ovvio che avevo
bisogno di studiarne il linguaggio. Ma non conoscevo nessun Iniziato, ed era molto improbabile
che un libro di testo in Senzar potesse essere pubblicato. Comunque, nel Proemio alla
Dottrina Segreta, leggo linteressante affermazione sui contenuti di quel libro: Gli estratti
derivano dalle traduzioni in Cinese, Tibetano e Sanscrito, dei Commentari e delle Glosse
originali in Senzar su Il Libro di DZYAN e per la prima volta queste traduzioni sono rese in un
linguaggio europeo. Era questo che avevo bisogno di sapere: che vi sono almeno tre lingue in
cui esistono traduzioni complete di queste opere in Senzar, cos avevo qualcosa con cui iniziare.
Inoltre, non volevo lamentarmi di dover leggere il Senzar nelle traduzioni in Cinese, Tibetano, o
Sanscrito quando questi libri sono diventati disponibili; e imparare uno qualsiasi di questi
linguaggi sarebbe uneccellente preparazione, perch potrebbero fornirmi una chiave per
decifrare il Senzar, come fece il Demotico greco ed egiziano per decifrare i geroglifici egiziani,
grazie alla scoperta della stele di Rosetta.
I miei studi sulla Dottrina Segreta mi hanno fatto scoprire alcune importanti considerazioni nello
scegliere uno di questi tre linguaggi. A proposito, stato detto che la Legge che si ripete
sempre nella sua periodicit, non pu essere resa in alcun linguaggio umano, a nessun grado di
adeguatezza, tranne che in Sanscrito, che il linguaggio degli di (i Deva; poich il loro
alfabeto, il devanagari). Ora, c una raccomandazione degna di essere presa in considerazione!
In altri punti, parlando del linguaggio sacro degli Iniziati, Madame Blavatsky dice che
chiamato, secondo la localit, Senzar, Brahma-Bhashya, o Deva-Bhashya.
Questultimo appellativo, naturalmente, significa linguaggio degli di. Perch entrambi il
Sanscrito e il Senzar sono chiamati il linguaggio degli di? La risposta si trova nel volume
dellAntropogenesi della Dottrina Segreta, dove, parlando dello sviluppo del linguaggio, si
afferma che il linguaggio flessivo, la radice del Sanscrito, fu il primo linguaggio della Quinta
Razza, e adesso la lingua misterica degli Iniziati. Il linguaggio, come le altre scienze, fu dato
allumanit dagli Istruttori Divini molte ere fa; ma nel tempo cambiato ed degenerato dalla
sua purezza originale, fin da allora. Quindi, il Sanscrito, pur non essendo il Senzar, il
linguaggio originale degli di, ne la diretta conseguenza. Consapevoli di questo, mia moglie
ed io abbiamo intrapreso lo studio del Sanscrito. Ci dicevano che il Sanscrito un linguaggio
estremamente difficile. Comunque, scoprimmo che non era vero; il Sanscrito stato assemblato
davvero in maniera scientifica, incorporando molto dellOccultismo nella sua naturale struttura.
Ad esempio, la base del Sanscrito consiste nelle radici verbali su cui sono costruiti sia i verbi
che i sostantivi, secondo dei regolari procedimenti. Quindi, le radici verbali, rappresentando
lazione o il moto, sono la base su cui formato lintero linguaggio; proprio come il moto
dellOccultismo, o il Respiro Senza Fine la base da cui prende forma lintero Universo.
Cos, sia il linguaggio sanscrito che la vibrazione universale sono la radice di tutte le forme!
La parte difficile nel tentare di apprendere il Sanscrito proprio vagliare i libri di testo arcaici
che sono disponibili in Inglese. La maggior parte di questi furono scritti un secolo fa, in un
periodo in cui chiunque volesse studiare il Sanscrito aveva sicuramente alle spalle anni di studio
di Latino o Greco. Di conseguenza, nello spiegare un particolare utilizzo del Sanscrito, questi
libri spesso fanno riferimento proprio a una costruzione parallela in Latino, senza nessunaltra
spiegazione. E, abbinati a una terminologia grammaticale poco familiare, questi stessi manuali
richiedevano una considerevole dose di decifrazione! Ma imparare la lingua non basta per la
scienza della grammatica, comera proposta nellantica India. Un articolo in Cinque Anni di
Teosofia ci informa che Panini, autore di quella che stata definita la grammatica pi perfetta al
mondo, era un Rishi, un Iniziato. Quindi, la sua grammatica sanscrita, lAshtadhyayi, che
consiste di 4000 versi concisi, era lunica di cui avevamo bisogno; ed era disponibile nella
traduzione inglese. Gli studiosi occidentali ritenevano che larrangiamento della grammatica di
Panini non fosse molto utilizzabile, perch le regole riguardanti un particolare argomento si
trovano dappertutto, piuttosto che riunite in un singolo posto. A parte questo, era molto
prolissa, per cui escogitarono le proprie grammatiche sanscrite, pensate in modo da essere pi
adatte alla mentalit occidentale. Questo, naturalmente, rese pi facile lapprendimento della
lingua, ma i grammatici indiani erano riusciti da tempo ad assemblare e snellire le versioni della
grammatica di Panini proprio per quel proposito. Al tempo dei Rishi, la grammatica, come altri
soggetti, era un sentiero spirituale; e il riassetto della grammatica di Panini che gli studiosi
occidentali avevano trovato tanto impraticabile una delle sue caratteristiche occulte.
Madame Blavatsky aveva dichiarato che Platone poteva essere definito un Iniziato perch nelle
sue opere egli ragionava sempre dalluniversale al particolare, il metodo occulto, in
contrapposizione al suo allievo non iniziato Aristotele, che ragionava dal particolare
alluniversale. Ora, lintera grammatica di Panini predisposta in modo che le regole pi generali
vengono date per prime, diventando gradualmente sempre pi specifiche nella loro applicazione,
fino al termine; una magistrale personificazione del metodo occulto. La grammatica di Panini,
come molte altre opere antiche, quale ad esempio la Bhagavad Gita, scritta in quello che
chiamato il Sanscrito classico. Comunque, c anche un tipo di Sanscrito pi antico,
conosciuto come il Sanscrito Vedico, lingua in cui sono scritti i Veda. Questo Sanscrito
Vedico, sebbene gli studiosi suppongano che sia pi primitivo perch pi antico, tuttavia pi
ricco di forme grammaticali rispetto al Sanscrito classico. Ci supporta che pi risaliamo
lontano nel tempo al Sanscrito, pi ci avviciniamo alla sua fonte, il Senzar. Unindagine nelle
sue peculiarit era quindi definitivamente in regola. Laspetto pi sorprendente del Sanscrito
Vedico laccento, o svara, che nei manoscritti segnato con inchiostro rosso. Non un
accento tonico, ma un accento musicale che indica la relativa intonazione. T. Subba Row,
lerudito occultista Vedantino, dice: I Veda hanno un distinto significato duale, uno espresso dal
senso letterale delle parole, laltro indicato dallo schema metrico e da svara (intonazione), che
sono, per cos dire, la vita dei Veda. Questo dimostrato dal fatto che tutti i versi del Sama-
Veda (tranne 75) si trovano gi nel Rig-Veda. Le parole sono le stesse, ma lo svara, e quindi il
significato non letterale, completamente diverso; il Rig-Veda cantato su tre toni, mentre il
Sama-Veda cantato su cinque o sette toni. Questantico linguaggio Vedico strettamente
relazionato al linguaggio chiamato Avesta o Zend, in cui sono redatte le antiche scritture
zoroastriane, lo Zend-Avesta. Molte delle parole sono quasi identiche. Un aspetto
interessante, che si trova sia nel Sanscrito Vedico che nelle forme pi antiche del linguaggio
Avesta, ma che si estinto rispettivamente nelle loro lingue discendenti, luso delle forme
verbali dellaoristo. Laoristo, un termine greco che significa non definibile, senza limiti, un
tipo di verbo che denota soltanto il completamento di unazione, senza riferimenti al tempo.
La Saggezza Eterna insegna che il tempo, come noi lo conosciamo con il suo passato,
presente, e futuro, unillusione. E detto che il tempo la sequenza della modificazione della
mente, e termina con il raggiungimento dellilluminazione, dando luogo all eterno presente
(Patanjali, Yoga-Sutra IV: 33). Certamente le forme verbali dellaoristo sono adatte a
questultimo stato, indicando contemporaneamente che la coscienza spirituale era prevalente.
Un giorno, leggendo il Glossario Teosofico di H. P. Blavatsky, mi sono imbattuto in quanto
segue: Quale nome si dovrebbe dare al vecchio linguaggio Avesta, e particolarmente allo
speciale dialetto, pi antico del linguaggio complessivo dellAvesta (Darmesteter), in cui sono
scritti i cinque Gatha nello Yasna? A tuttoggi, gli orientalisti non si pronunciano
sullargomento. Perch mai lo Zend non dovrebbe appartenere allo stesso ceppo, se non
identico allo Zen-sar, significando anche la parola che spiega il simbolo astratto, o il linguaggio
del mistero usato dagli Iniziati? Questa era la chiave che avevamo cercato!
Quando andammo in India per acquistare libri e materiali per il nostro Theosophical Research
Center [ora Eastern Tradition Research Institute], dopo un fruttuoso soggiorno ad Adyar,
ritenemmo importante andare a Bombay, oggi il centro dello Zoroastrismo, e vedere cosa
potevamo trovare sullargomento. Per prima cosa ci prefissammo di ottenere i cinque Gatha
dello Yasna nelloriginale dialetto Gathico della lingua Avesta, che si suppone sia il Senzar, ed
anche nella traduzione inglese. Come al solito, la traduzione inglese era molto inadeguata dal
punto di vista occulto. Trovammo anche delle grammatiche e dei libri di lettura Avesta per
imparare la lingua. Poich la corretta pronuncia importantissima in un linguaggio occulto,
ritenemmo che quello era il prossimo passo da compiere. Durante la ricerca, ci fu detto che i
Parsi (Zoroastriani) che conoscevano lantico linguaggio Avesta potevamo trovarli al Cama
Oriental Institute di Bombay. L, con grande fortuna, incontrammo un uomo che non solo
conosceva la pronuncia Avesta, ma che conosceva anche lo Zoroastrismo Esoterico.
Durante il nostro corso di completamento della pronuncia dellalfabeto Avesta, quando arriv
alla lettera dh, egli si ferm, spiegando che questa lettera, secondo lo Zoroastrismo
Esoterico, non allo stesso livello di vibrazione delle altre; la riteneva uninterpolazione
successiva, che originariamente non si trovava nellalfabeto Avesta. Naturalmente, egli non
aveva alcuna ragione di credere che noi fossimo interessati a qualsiasi cosa esoterica, perch gli
era stato detto che eravamo venuti solo per imparare la pronuncia dellAvesta, come avrebbe
fatto ogni altro studioso occidentale. Pochi studiosi occidentali prendevano sul serio
lesoterismo, e ugualmente avveniva per la maggior parte dei suoi compagni Parsi; cos si scus
per la sua diversione e continu con lalfabeto. Ma lo rassicurammo sul nostro sincero interesse
negli scopi esoterici e gli chiedemmo di dirci di pi.
Ci rivel che un giorno, verso il 1875-1876, un Parsi di nome Behramshah Navroji Shroff ebbe
lopportunit di passare tre anni e mezzo con una Fratellanza Zoroastriana segreta in quel
paese che oggi lIran. In questo luogo, nella Montagna santa Damavand, avevano tutti i 21
Nask, i sacri libri zoroastriani originali al completo, mentre lo Zend-Avesta disponibile, contiene
solo uno di questi Nask, e parti di un paio di altri Nask. Dopo il suo ritorno in India, che avvenne
allincirca una trentina danni prima, Shroff, sia pure con grande riluttanza, inizi a parlare del
luogo dove era stato, delle sue esperienze e che cosa aveva appreso. Furono quindi pubblicati
alcuni libri sulla base della sua conoscenza occulta, che chiamata Khshnoom, o Zoroastrismo
Esoterico. Di grande interesse per noi fu linformazione del linguaggio sacro reso disponibile in
questa maniera. I Nask furono originariamente trasmessi da Zarathushtra (Zoroastro) in un tipo
di espressione che produceva immagini di colore-pensiero-vibrazione, una sorta di esposizione
spirituale di movimento-immagine, quand recitata da anime purificate. La capacit di registrare
e comprendere non dipendeva dallerudizione, ma da unestrema santit. Queste immagini erano
quindi rese in un linguaggio grammaticale, che ora chiamiamo Avesta, che, oltre ad essere molto
enigmatico ed allegorico, si basa anche sulle leggi della vibrazione, del colore, del suono, ecc.
Quando la gente divenne meno spirituale, e quindi meno capace di comprendere questo sacro
linguaggio Avesta, furono aggiunte delle spiegazioni denominate Zend, che ugualmente si
basavano sulle leggi della vibrazione, del colore, ecc. Poich le attuali scritture zoroastriane
contengono sia porzioni Avesta che spiegazioni Zend, sono chiamate Zend-Avesta.
Questinformazione esemplifica laffermazione di Madame Blavatsky che Zend significa
rendere frasi esoteriche in frasi exoteriche; il velo usato per nascondere lesatto significato dei
testi Zen-(d)-zar. Spiega pure perch, in un altro punto, lei dice che il linguaggio misterico non
fonetico, ma puramente pittorico e simbolico; e in un altro punto ancora, riferendosi
allalfabeto del Senzar, naturalmente fonetico, ci dice che ogni sua lettera ha un numero, un
colore, e una sillaba distinta, oltre a diversi poteri (come avviene anche in altri alfabeti occulti).
Come sempre, con queste apparenti contraddizioni, entrambe le affermazioni sono vere, perch
ci sono vari modi per esprimere il linguaggio misterico. Il linguaggio misterico, quindi, non
limitato solo a una forma; e, ugualmente, i libri esoterici non si limitano ad un solo significato.
Comunque, questi svariati significati sono inseriti nei testi, e soltanto la filosofia occulta pu
rivelarli. Si dice che La Dottrina Segreta richieda almeno sette chiavi per comprenderla
completamente; cos per i Veda e anche per altri libri occulti. Vi sono sei Vedanga, o scritture
vediche ausiliari, esotericamente disponibili, che comprendono sei di queste chiavi dei Veda, se
la gente potesse comprenderle (la settima sempre essoterica).
Uno di questi, il Vedanga astrologico-astronomico, chiamato Jyotisha, contiene il seguente
verso: I Veda sono rivelati per amore dei sacrifici che si compiono; i sacrifici sono determinati
secondo lordine del tempo; quindi, chiunque conosca questo Jyotisha, che rivela la scienza dei
cicli del tempo, conosce i sacrifici. Lo Zoroastrismo Esoterico ci fornisce una chiave che rivela
il vero significato della radice verbale yaz dellAvesta. Poich sappiamo che il suo omologo
Vedico in Sanscrito la radice verbale jay, applichiamo lo stesso significato dovunque si trovi.
Cos, ora, se volete per favore leggere il verso citato, in ogni caso sostituendo le sintonie, il
significato esatto e correntemente accettato per sacrifici, dovreste notare una significativa
differenza. Usando queste chiavi, diventa evidente che il Vedanga Jyotisha, come pure i Veda
con cui ha a che fare, non sono riferiti ai sacrifici primordiali, ma alla sintonia con le varie energie
del Cosmo, perch la vita in sintonia con luniverso. Queste varie energie del Cosmo sono
simbolizzate in molti modi. Parlando del Senzar, Madame Blavatsky dice, nella prefazione alla
Voce del Silenzio (che fu tradotta da quel linguaggio), che pu essere scritto variamente in
alfabeti o ideogrammi, ma che la maniera pi facile di leggerlo nei suoi segni e simboli universali,
conosciuti dai mistici iniziati di qualsiasi lingua. I simboli, sia per le parole come fuoco o per gli
ideogrammi, sembrano essere fondamentali nelloccultismo; evidentemente perch sono il
linguaggio di buddhi, la vera intuizione. Forse per questa ragione che H.P.B. raccomanda la
formazione di una piccola societ di studiosi intelligenti e seri del simbolismo, specialmente
studiosi dello Zend e del Sanscrito.
In questo contesto devo ricordare qualcosa di molto interessante, le informazioni che trovai in un
libro di Hilarion, Teachings of the Temple.
A pagina 227, parlando del linguaggio misterico, scritto quanto segue:
Ogni volta che stato fatto un tentativo dinsegnare ai laici questo linguaggio, e anche prima
della piena comprensione dei principi primari, coloro ai quali era stata affidata la conoscenza
richiesta, sono stati costretti a starsene con le mani in mano e attendere la sostituzione di alcuni
voltagabbana da un gruppo di sette persone, prima di poter continuare, perch un simile gruppo
deve essere essenzialmente di sette persone.
Ora che sorta la coscienza di gruppo dellera dellAcquario, possibile che ci sia una migliore
possibilit di successo. In ogni caso, non cera altro da fare. Ora che ci siamo fatta qualche idea
su cosa sia effettivamente il Senzar, che abbiamo dei materiali con cui studiarlo, e abbiamo visto
quale sia la chiave e come usarla, abbiamo rivolto la nostra attenzione a cercare pi libri esoterici.
I quattro Veda e i tre volumi dello Zend Avesta erano contenuti in soli sette volumi di materiale
originale; le parti maggiori dei sistemi da cui essi derivavano sono sparite da molto tempo. Per gli
Jaina la stessa situazione. Del loro antico canone sacro oggi abbiamo solo gli Anga, una volta
considerate scritture ausiliarie ai quattordici Purva, perduti anchessi. Secondo una delle due
principali sette degli Jaina, i Digambara, anche gli Anga che abbiamo non sono quelli originali.
Il canone Pali dei buddhisti del sud, che contiene letica pi profonda, perch non si basa sulla
ricompensa e la punizione, disponibile; e quindi ne abbiamo acquistata una serie in 41 volumi
Pali. Alcuni buddhisti del nord, comunque, dicono che originariamente esisteva un canone in
Sanscrito, ora perduto, che conteneva tutti gli insegnamenti di Buddha, inclusa la tradizione
esoterica. Ma qui c la parte interessante: mentre questi libri esoterici erano ancora disponibili
in Sanscrito, un iniziato di nome Thonmi Sambhota, dopo aver studiato in India, svilupp
lalfabeto tibetano e il sistema di scrivere con lautentico proposito di tradurre accuratamente il
Sanscrito e conservare intatti i significati esoterici. Thonmi Sambhota, il cui sistema
grammaticale abbiamo studiato a Dharamsala, fu il padre della grammatica tibetana, il Panini del
Tibet, e visse nel settimo secolo d. C. I pochi secoli che seguirono videro laccurata traduzione
di questi libri sanscriti nel nuovo linguaggio scritto tibetano che egli aveva sviluppato.
interessante notare che al tempo che questa conoscenza esoterica venne trasferita in Tibet,
essa cominci a sparire in India, per poi farlo completamente durante il regno di Akbar
(nellultima met del sedicesimo secolo d. C.). Mentre cercavamo di rintracciare le opere
astrologiche in Sanscrito di Yavanacharya, da noi conosciuto come Pitagora, comprendemmo
che esse erano evidentemente a disposizione di Varaha Mihira (il Tolomeo dellastrologia-
astronomia indiana), che visse nel sesto secolo d. C., ma non al suo ben noto commentatore
Bhattotpala, che visse nel decimo secolo d. C.
Ci sembra che questo indichi la graduale perdita delle opere esoteriche provenienti dallIndia
allincirca in questo periodo, che coincide esattamente con lepoca in cui i libri in Sanscrito
furono tradotti per la prima volta in Tibetano. Un simile trasferimento aveva avuto luogo
qualche secolo prima della nostra era, e culmin con lincendio della Biblioteca Alessandrina nel
47 a. C. Ci indica una continuit della tradizione esoterica in tutti i tempi, in alcune localit.
Lapparizione delle opere in inglese di H. P. Blavatsky nellOttocento, da fonti tibetane,
potrebbe aver annunciato un altro avvicendamento. Con linvasione del Tibet, e la conseguente
dispersione della sua tradizione religiosa, molti libri tibetani divennero per la prima volta
disponibili allOccidente.
Ma la nostra domanda era se qualche libro esoterico, conservato dai primi traduttori, fosse
disponibile al pubblico. La risposta fu fornita dal Chohan-Lama, il capo degli archivisti delle
biblioteche segrete del Dalai Lama e del Rimpoch di Tashi-hlumpo nel Tibet, con un articolo
intitolato Tibetan Teachings, scritto nel 1880 e ristampato in H.P. Blavatsky Collected
Writings, vol. VI. Il Chohan, del quale nessuno in Tibet pi versato nella scienza del
Buddhismo esoterico ed essoterico, ci informa che: In primo luogo, il Canone Sacro dei
tibetani, il Bkah-hgyur, comprende 1.707 opere distinte 1.083 volumi pubblici e 624 segreti
e i primi sono composti di 350 volumi in folio, e gli ultimi di 77 Ogni descrizione delle localit
figurativa nel nostro sistema; ogni nome e parola velata di proposito; uno studente, prima di
ricevere qualsiasi ulteriore istruzione, deve studiare il modo di decifrare, e quindi comprendere
ed imparare lequivalente termine segreto o sinonimo per quasi ogni parola del nostro linguaggio
religioso. Anche in quei volumi ai quali le masse hanno accesso, ogni frase ha un duplice
significato, uno inteso per gli ignoranti, e laltro per quelli che hanno ricevuto il cifrario delle
scritture. Vi un duplice significato, quindi, anche nel canone che adesso disponibile a tutti
e, ultimamente, agli studiosi occidentali.
Il Chohan prosegue dicendo che molte cosiddette scritture, che contengono materiale
mitologico e leggendario pi adatto al folklore di una camera per bambini che a unesposizione
della Religione Saggezza si trovano nelle biblioteche della Lamaseria; ma nessuna di esse si
trova nel canone. I libri del canone non contengono alcuna finzione, ma semplici informazioni per
le generazioni future che potrebbero, allora, possedere gi la chiave per interpretarle in maniera
esatta. Siamo noi la generazione futura, e con lindispensabile aiuto della Dottrina Segreta,
abbiamo gi tracciato quella chiave che riconduce, attraverso il linguaggio simbolico del
Sanscrito e dellAvesta, al Senzar. Ora, seguendo laltra direzione della pista esoterica,
troviamo che anche nel canone tibetano accessibile agli studenti occidentali vi un duplice
significato, che sta aspettando solo di essere rivelato! Dovevamo affrontare adesso unaltra
difficolt: dove acquistare questi libri? Nei monasteri tibetani un tempo si usava comprare una
serie di libri in cambio di diverse migliaia di buoi. Ora, il Tibet inaccessibile, e non conosco
nessun allevatore che voglia comunque scambiare la sua mandria per dare unocchiata a qualche
strano libro. Ma, dopo una proficua indagine, scoprimmo che tutta questa serie disponibile in
microfilm, grazie agli sforzi dellInstitute for Advanced Studies for World Religions.
Questo canone, assemblato e codificato per la prima volta nel Monastero di Narthang situato
nelle vicinanze di Shigatse, sede dei Mahatma, contiene importanti libri su molti argomenti. Solo
nel campo della medicina esistono ventidue testi. Ora, agli studenti rimane solo il compito di
scoprire i significati interiori di questi volumi, a beneficio dei posteri. Il primo problema da
risolvere nel rintracciare i libri segreti della Blavatsky era di individuare i Libri di Kiu-te, perch
la Blavatsky aveva collegato il Libro segreto di Dzyan (la fonte delle Stanze tradotte nella
Dottrina Segreta) ai Libri pubblici di Kiu-te. Cos concentrammo tutto il nostro impegno su
questa questione. La mia identificazione dei Libri di Kiu-te avvenne il 21 marzo del 1981, un
giorno emozionante per noi. Ma non sapevamo che un ricercatore teosofico che lavorava nei
Paesi Bassi li aveva gi ritrovati sei anni prima. Henk J. Spierenburg, ne aveva dato lannuncio
in un articolo scritto in olandese, De Zeven Menselijke Beginselen in het Werk van H.P.
Blavatsky en het Tibetaans Buddhisme (I Sette Principi Umani nelle opere di H.P.
Blavatsky e nel Buddhismo Tibetano), pubblicato nel 1975 in Tibetaans Buddhisme
(Buddhismo Tibetano), una pubblicazione della Theosophical Society in Olanda, a p. 74.
Una volta identificati questi libri, il prossimo passo da compiere era chiaro: Faremo unanalisi di
questi libri di Kiu-te (rGyud-sde) appena avremo la serie dei microfilm. Ottenemmo una serie di
questi microfilm, e preparai la promessa analisi nellautunno del 1981, pubblicata come The
Books of Kiu-te, or the Tibetan Buddhist Tantras: A Preliminary Analysis, San Diego,
Wizards Bookshelf, 1983, Secret Doctrine Reference Series (pubblicata in The Journal of
the International Association of Buddhist Studies, vol. 8, n. 1, 1985, pp.113 114).
Inoltre, come abbiamo gi detto, la Theosophical Research Center fu subito costretta a
cambiare il suo nome, e ora diventata the Eastern Tradition Research Institute che ha il
piacere di annunciare che gli sforzi di rintracciare i Libri di Kiu-te sono stati coronati da
successo. Come disse H. P. Blavatsky, questi libri si trovano realmente nella biblioteca di
qualche monastero Gelugpa tibetano, ma i precedenti tentativi da parte di teosofi (inclusi noi
stessi) di identificarli tramite la ricerca di eruditi studiosi tibetani e occidentali fallirono per
lortografia del termine. Eravamo inclini a credere che questi libri facessero parte del Canone
Buddhista Tibetano (il Kanjur e Tanjur bka.-.gjur e Bstan-.ggyur bKa. - . gyur e bsTan.-
gyur) perch la storia della grande montagna alta 160.000 leghe, narrata dal Chohan Lama al
monaco cappuccino Della Penna, in un articolo intitolato Tibetan Teachings, si trova nel
bKagjur, mentre la Blavatsky sottintende che la storia si trovi nei Libri di Kiu-te. Nella stessa
nota, per quanto riguarda quella storia, lei rimanda ai lettori a Tibet, di Markham, p. 309 e seg.
Fin dalla positiva identificazione dei Libri di Kiu-te, come pure dei Tantra Buddhisti Tibetani
(rGyud-sde) nel 1981,ho pensato pi volte, per varie ragioni, che il Libro di Dzyan da cui
furono tradotte le Stanze della Dottrina Segreta possa essere il perduto Mula (Radice)
Kalachakra Tantra: Il Laghu (abbreviato) Kalachakra Tantra ancora esistente, e i suoi testi
associati, sono sempre stati collocati innanzitutto tra i Libri di Kiu-te (rGyud-sde) in qualsiasi
edizione della Parola di Buddha, il Kangyur. Ugualmente, H.P. Blavatsky afferma che il Libro
di Dzyan il primo volume dei Commentari [anchessi segreti] sui sette fogli segreti di Kiu-te, e
un Glossario delle opere pubbliche con lo stesso nome. Bisogna aggiungere che i perduti mula
tantra sono, di fatto, esplicativi e dottrinali, come ha rilevato D. L. Snellgrove basandosi sulle
citazioni dal perduto Mula Hevajra Tantra (alcune di queste citazioni provengono
effettivamente dal perduto Mula Kalachakra Tantra) che si trovano nellHevajrapindarthatika.
Linsegnamento del Kalachakra considerato di speciale dominio del Panchen Lama e del suo
monastero, Thashi-lhunpo, che si trova vicino a Shigatse, facendo di quella zona il maggior
centro di studi Kalachakra del Tibet. noto che i Mahatma responsabili di aver dato ad H.P.
Blavatsky molto del materiale che si trova nella Dottrina Segreta, hanno dimorato in quella
localit. La tradizione indo-tibetana dice che la dottrina Kalachakra proviene direttamente da
Shambhala, per cui conosciuta come lInsegnamento di Shambhala.
La letteratura teosofica sostiene anche che Shambhala sia la fonte dellInsegnamento della
Saggezza Eterna, di cui la Dottrina Segreta una parte.
La genesi del mondo e dei suoi abitanti argomento della prima sezione del Kalachakra Tantra,
lunica che possa essere discussa apertamente. Analogamente, cosmogenesi e antropogenesi
formano largomento principe della Dottrina Segreta. Gli insegnamenti cosmogonici non hanno
stessa enfasi negli altri Libri di Kiu-te, come il Chakrasamvara Tantra, il Guhyasamaja Tantra,
ecc. Il termine Dzyan, come ho dimostrato altrove, una traduzione fonetica tibetana del
sanscrito jana, che significa saggezza, il risultato di dhyana, o meditazione. Jana anche il
titolo della quinta e ultima sezione del Kalachakra Tantra, la sua parte pi essoterica.
Lanno seguente mi accorsi che il riferimento nella Dottrina Segreta al Libro di Dzyan sui
dvipa,in effetti, non diretto a qualche stanza di quel numero che si trova nella Dottrina
Segreta. Riguarda la catena dei globi del nostro pianeta, chiamati dvipa (esotericamente isole o
continenti), e il loro dislocamento nei piani dellesistenza, indicati dalle direzioni del compasso.
Naturalmente mi chiedevo se poteva riferirsi al Kalachakra Tantra.
Poich il Laghu Kalachakra Tantra esistente era stato pubblicato in India nel 1966
nelloriginale Sanscrito insieme alle sue traduzioni tibetane e mongole, il confronto del suo verso
11 era facilmente possibile. Qui traduco in inglese quel verso dalla sua prima sezione:
Dallestremit dellaria al confine dellaria; sulla superficie solida della Terra ci sono i dvipa,
montagne, e oceani; met di quattro, duecentomila; lanello del fuoco e dellaria di
duecentomila leghe. Nel mezzo si trova Meru, sopra il quale ruotano il giorno e la notte, e lo
zodiaco, insieme alle stelle. In sei zone, due volte duecentomila, tutti i tre mondi sono nati dalla
congiunzione del tempo. Come si pu vedere, era sottinteso che libri come questo non
potevano essere compresi senza un commentario, che fosse orale o scritto. Quindi, nonostante
una traduzione precisa delle parole, ancora non conosciamo il significato di questo verso.
Comunque, il semplice fatto che contiene il termine dvipa una sufficiente garanzia per
unulteriore indagine. Esiste un grande commentario Kalachakra scritto dal secondo Kalki Re
di Shambhala Puarika. In Tibet talmente tenuto in considerazione, che ha il privilegio di essere
lunico commentario a essere incluso in unedizione della Parola del Buddha, il Kangyur.
Tutti questi commentari naturalmente appartengono alla parte espositiva del Canone
Buddhista Tibetano, il Tengyur. Sintitola Vimalaprabha, Luce Immacolata, e fu
originariamente scritto in Sanscrito, che viene definito il linguaggio di Shambhala.
Attualmente, sappiamo che esistono otto manoscritti originali di questopera in Sanscrito.
Si ritiene che i libri di Kiu-te, come sanno la maggior parte dei teosofi, siano la fonte da cui
furono tradotte le Stanze di Dzyan nella Dottrina Segreta. Ci vien detto che, oltre ai libri
segreti di Kiu-te da cui furono tradotte le Stanze di Dzyan, esistono libri pubblici di Kiu-te, che
si trovano nelle biblioteche dei monasteri tibetani. Ma questi libri pubblici di Kiu-te rimasero
segreti, per tutti gli scopi pratici, fino al 1981, quando furono finalmente identificati. Sebbene i
libri siano pubblici, in quanto si trovano nella raccolta scritta delle opere buddhiste tibetane,
continuano ad essere considerati dalla tradizione tibetana come gli insegnamenti segreti del
Buddha, e pertanto di accesso limitato. Ancora oggi, solo una minuscola frazione di questi libri
stata tradotta in Inglese.
Il problema dellidentificazione dei libri di Kiu-te fu largamente dovuto alla trascrizione fonetica
del nome Kiu-te, che, se tradotto in una traslitterazione non fonetica, sarebbe rGyud-sde,
un termine tibetano e, come la maggior parte dei termini tibetani, non si scrive come si pronuncia.
Poich ai tempi di H. P. Blavatsky non cera alcun sistema comune di traslitterazione per il
Tibetano in uso, lei non aveva altra scelta se non quella di adottare lortografia degli scrittori
che citava. Scrivendo dei libri di Kiu-te sotto il titolo I Libri Segreti di Lam-Rim e Dzyan, lei
citava il monaco Orazio della Penna, che aveva viaggiato in Tibet nel 1730.
Il suo racconto si trova in unappendice del libro di Clements R. Markham, Narratives of the
Mission of George Bogle to Tibet and of the Journey of Thomas Manning to Lhasa, che
descrive tra le altre cose, i sacri libri tibetani. Sono chiamati, nella sua ortografia, Khagyur,
che nel sistema di traslitterazione correntemente usato nella Library of Congress sarebbe
bKa- gyur, e sono divisi in due tipi, il suo Dote e Khiute, ora traslitterati in mDo-sde e
rGyud-sde. Queste sono le due grandi divisioni delle sacre scritture buddhiste tibetane, i
sutra e i tantra. Quanto detto sopra, ricapitola brevemente lidentificazione dei libri di Kiu-te
intitolati The Books of Kiu-te or the Tibetan Buddhist Tantras: A Preliminary Analysis.
Fin dalla sua pubblicazione nel 1983, stato espresso qualche dubbio riguardo a
questidentificazione, soprattutto per i ben conosciuti punti di vista di H. P. Blavatsky che i
tantra siano opere di magia nera. Orazio della Penna, inoltre, nella stessa sezione da cui H. P.
Blavatsky prese le citazioni inerenti ai libri di Kiute, li descrive come linfame e famigerata legge
di Khiute. Vi sono comunque, certi fatti che, una volta conosciuti, possono aiutare a chiarire
questo inghippo. C unenorme differenza fra i tantra buddhisti e i tantra hindu, nonostante
qualche rassomiglianza esteriore, e ricordiamoci che solo i tantra hindu erano conosciuti al
mondo esterno ai tempi di H. P. Blavatsky. Queste differenze si riflettono nel fatto che, tra la
maggioranza degli hindu, la comunit Vedica in particolare, i tantra hindu non godevano di una
buona reputazione, mentre fra i buddhisti tibetani, i tantra buddhisti erano universalmente
rispettati come i pi elevati insegnamenti del Buddha. Mentre i profani e gli scettici potrebbero
dubitare che Gautama Buddha abbia realmente insegnato i tantra buddhisti, come
implicitamente credono i buddhisti tibetani, non si pu sfuggire al fatto che il secondo Buddha,
Tsong-kha-pa, fondatore dellordine dei Gelugpa o berretti gialli, dedic pienamente met dei
suoi scritti ai tantra.
Forse la differenza pi importante fra i tantra hindu e quelli buddhisti sta nella motivazione per il
loro studio e pratica. Il proposito chiaramente dichiarato e quotidianamente ribadito nella
tradizione tibetana per impegnarsi nella pratica tantrica buddhista, di liberare gli esseri viventi
dalla sofferenza. Queste pratiche sono intraprese per produrre in noi stessi le capacit di un
Buddha ad uso e beneficio del mondo. Questo chiamato lideale del Bodhisattva, per il quale
un individuo sacrifica la liberazione che si guadagnata per aiutare gli altri esseri che lottano.
Nei tantra hindu c solo linteresse a beneficiare il praticante stesso, e nessun altro.
Questo un punto che non pu essere troppo enfatizzato: il tantra buddhista si basa
completamente sullideale del Bodhisattva. La pratica della meditazione formale associata ad un
tantra specifico chiamata una sadhana. Dopo la formula del rifugio, tutte le sadhana
tantriche del Buddhismo cominciano con la creazione della bodhicitta. La bodhicitta la
decisione cosciente di ottenere subito lilluminazione per poter essere capaci di aiutare
effettivamente gli esseri viventi. Pochi sono abbastanza generosi da effettuare queste pratiche
altruistiche insegnate nei tantra e, di conseguenza, erano tenute segrete per evitarne un cattivo
uso. Ma tutti le conoscevano, e i tantra buddhisti erano riveriti in tutto il Tibet come i depositari
dei metodi pi avanzati che si conoscessero per ottenere lo stato di Buddhit, per diventare un
servitore del mondo.
Proprio questideale era chiaramente la motivazione della Societ Teosofica, come possiamo
vedere da queste parole definitive del Maha-Chohan: una strana idea, fratelli miei, pensare
che noi, devoti servitori dello Spirito incarnato, dellabnegazione assoluta alla filantropia, della
divina bont, come di tutte le pi elevate virt accessibili in questo mondo di dolore; che noi,
servitori delluomo per eccellenza Gautama il Buddha permetteremo alla S. T. di
rappresentare la personificazione dellegoismo e di essere il rifugio di alcuni uomini che non
hanno alcun pensiero per le masse. In determinate osservazioni degli europei sul Tibet e la
gerarchia dei Lama perfetti, ce n una che stata fatta correttamente ed espressa nei
seguenti termini: Le reincarnazioni del Bodhisattva, Padma-pani o Avalokiteswara, quella di
Tsong kha-pa e quella di Amitabha che, morendo, rinunciano a raggiungere lo stato di
Buddha, cio, il summum bonum della beatitudine e dellindividuale felicit personale, allo scopo
di rinascere ripetutamente per servire lUmanit. In altre parole: restare soggetti alla miseria,
alla prigione della carne, e a tutte le sofferenze dellesistenza, pur di potere con tale sacrificio
ripetuto nel corso di lunghi e tristi secoli, assicurare la salvezza e la felicit nellaldil ad un pugno
di uomini, scelti in una sola delle numerose razze umane. Ora, supporre che noi, umili discepoli di
questi Lama perfetti, dovremmo autorizzare la S. T. a rinunciare al suo nobile titolo di
Fraternit umana per diventare una semplice scuola di psicologia, assurdo.
No, no, miei buoni fratelli, voi avete gi vissuto troppo in tale illusione.
Lideale del Bodhisattva di primaria importanza, dunque, per i tantra buddhisti, come pure per
la Teosofia, mentre non lo nei tantra hindu. Perseguire lideale del Bodhisattva unaltra
grande differenza fra i tantra buddhisti e quelli hindu. Come sappiamo, il Buddhismo una delle
poche religioni del mondo a non essere teistica. In parole povere, il Buddhismo non crede in Dio
o negli di. Cos, le molte divinit che popolano la letteratura tantrica buddhista, hanno poco
in comune, per i praticanti buddhisti, con le divinit apparentemente simili dei tantra hindu.
LInduismo attualmente del tutto teistico, e i suoi di sono adorati e propiziati per indurli ad
elargire favori al praticante hindu. Il Buddhismo ha in comune con lo Jainismo, laltra religione
indiana non teistica, la caratteristica di avere la migliore documentazione di ogni religione del
mondo sulla non violenza e la non aggressione, rendendo possibile il fondamentale diritto umano
di unesistenza pacifica. Un punto da sottolineare che lideale del Bodhisattva non pu
funzionare effettivamente in unimpostazione teistica, perch il proprio salvatore Dio e, di
conseguenza, il salvatore umano, o Bodhisattva, lasciato senza un compito.
Com dimostrato dalla storia, questa una differenza fondamentale con i meccanismi pratici.
Questo non teismo, ancora, distintamente anche la posizione teosofica, come si pu vedere
dai seguenti estratti dalla Lettera 10 del Mahatma: N noi n la nostra filosofia crediamo in un
Dio, e tanto meno in un Dio il cui pronome richieda una E maiuscola La nostra dottrina non
ammette compromessi. Essa afferma o nega, poich insegna solo ci che sa essere la verit.
Perci, noi neghiamo Dio come filosofi e come buddhisti. Sappiamo che ci sono vite planetarie
e altre vite spirituali, e sappiamo che nel nostro sistema solare non esiste alcun Dio personale
od impersonale ..Il Dio dei teologi soltanto una forza immaginaria .. Il nostro scopo
principale quello di liberare lumanit da questincubo, dinsegnare alluomo la virt per amore
dessa, e a procedere nella vita fidando in s invece dappoggiarsi ad una stampella teologica,
che per innumerevoli epoche stata la causa diretta di quasi tutte le miserie umane.
Il non-teismo, dunque, la sola impostazione per lideale del Bodhisattva, che anche lideale
teosofico, e il Buddhismo lo prevede per i suoi tantra, mentre lInduismo non lo fa.
Questi fatti possono contribuire alla questione dei tantra in una prospettiva migliore per i
teosofi. In ogni caso, andrebbe sottolineato che lidentificazione dei libri di Kiu-te come i tantra
buddhisti non una pura teoria o ipotesi, ma un fatto verificabile per chiunque voglia prendersi
la briga di accertarsene.
Considerato il fatto che i libri di Kiu-te sono i tantra buddhisti tibetani, rimane il problema
specifico: quale dei molti tantra buddhisti la sorgente delle Stanze di Dzyan? Questo porta
anche alla questione dei libri di Kiu-te pubblici e segreti. Effettivamente, si dice che tutti i
maggiori tantra buddhisti che si trovano oggi siano compendi delle loro omonime controparti
originali. Cos, si dice che lesistente Guhyasamaja Tantra sia un compendio del perduto mula
Kalacakra Tantra di 25.000 versi; e che lesistente Kalacakra Tantra sia un compendio del
perduto mula Kalacakra Tantra di 12.000 versi, ecc. Cos, lesistente tantra abbreviato
rifletter direttamente largomento delloriginale perduto o segreto di qualche specifico tantra.
Fra i tantra esistenti, lunico ad includere il tema della cosmogonia il Kalacakra Tantra.
Le sadhana tantriche hanno due fasi: la fase generativa e quella del completamento; e la fase
generativa di ogni sadhana implica la creazione nel pensiero di un mondo simbolico. Solo il
Kalacakra Tantra, comunque, include un resoconto cosmogonico, che pu essere applicato
esternamente, al cosmo, o internamente, nella sadhana. In tale contesto, veramente
interessante leggere ci che la successiva letteratura teosofica ha detto riguardo al Libro di
Dzyan: si dice che la sua prima parte (che consiste delle prime sei stanze) abbia unorigine del
tutto anteriore a questo mondo, e anche che non una storia, ma una serie di direttive, una
formula della creazione piuttosto che un suo resoconto .
Il Kalacakra Tantra si distingue fra gli altri tantra anche a causa del suo collegamento alla sacra
terra di Sambhala. La tradizione afferma che il re di Sambhala richiese gli insegnamenti
Kalacakra a Gautama Buddha, e quindi ritorn con essi a Sambhala, dove diventarono
religione di Stato. da Sambhala che il Kalacakra Tantra in forma abbreviata si diffuse in
India e in Tibet. Sulla base di questa e altre prove dettagliate nel mio articolo Nuova Luce sul
Libro di Dzyan, ho il sospetto che le Stanze di Dzyan furono tradotte dal perduto mula
Kalacakra Tantra. Questa, ovviamente, unipotesi, non un fatto realmente comprovato.
Ricordando tuttavia che i Libri di Kiu-te sono indubbiamente i tantra buddhisti, e sapendo che
lunico tantra buddhista in cui la cosmogonia ricopre un ruolo significativo il Kalacakra Tantra,
unipotesi molto accreditata.
Se le Stanze di Dzyan furono realmente tradotte dal perduto mula Kalacakra Tantra, quale
sarebbe il significato di questinformazione? Il Kalacakra Tantra esistente cos come la sua
copia perduta descritta nel commentario Vimalaprabha, contiene cinque sezioni che
comprendono tre tipi di insegnamenti Kalacakra, denominati esterno, interno, e diverso.
La prima sezione che contiene il Kalacakra esterno, che la sola a poter essere essere
discussa apertamente secondo la tradizione tibetana, lunica ad includere la cosmogonia.
La cosmogonia, che forma buona parte degli argomenti della Dottrina Segreta, di gran lunga
pi dettagliata di quanto lo sia nellesistente Kalacakra Tantra. Quindi, non irragionevole che
lelaborazione della Dottrina Segreta possa essere quella completa che deriva dal perduto
Kalacankra Tantra in forma abbreviata.
Naturalmente dovrebbe derivare, lasciando inalterate le rimanenti quattro sezioni, dalla prima
sezione, che comprende il Kalacakra esterno, interno e laltro. Forse qualcosa di questultimo
materiale sarebbe stato immesso nei progettati ulteriori volumi della Dottrina Segreta, che non
furono mai pubblicati. In ogni caso, ora possiamo consultarlo nella sua forma abbreviata
nellesistente Kalacankra Tantra (sebbene non ancora in Inglese):
Pur mancando di un fondamento logico dettagliato, lintero sistema l, in forma abbozzata,
inclusa la sua pratica o sadhana che integra il Kalacakra esterno, interno, e quello diverso. Cos,
quello che abbiamo dellesistente Kalacakra Tantra e della sadhana una formula comprensiva
di pratiche spirituali derivanti da Sambhala, che sarebbero il vero sistema della Dottrina
Segreta. Potrebbe ben essere la forma pi potente di servizio nel mondo conosciuta oggi sulla
terra. Prima di decidere di intraprendere questo studio e questa pratica, sarebbe bene fare il
punto su pochi fatti importanti. Vi una buona ragione per cui pratiche occulte come questa
sono solo per pochi. Nessuna sadhana tantrica dovrebbe essere intrapresa senza prima
ricevere la sua iniziazione, che d lautorizzazione e la protezione. Quando le persone ricevono
uniniziazione tantrica si stanno anche assumendo limpegno di fare, almeno in forma abbreviata,
la sua pratica ogni giorno per il resto delle loro vite. Le sadhana sono forme difficili di pratica
meditativa, che richiedono visualizzazioni complesse. Normalmente, occorrono anni di studio del
testo implicato insieme alla pratica della sadhana. Prima dintraprendere una sadhana, i
praticanti dovrebbero aver sviluppato un livello di concentrazione che permetta di impedire alle
loro menti di distrarsi dal soggetto della meditazione per tutta la durata del periodo meditativo
(la quarta delle nove citta-sthiti). I risultati di questo tipo di pratica di solito non sono evidenti al
praticante, perch un lavoro soggettivo. Anche gli intenti specifici delle pratiche non sono cos
chiari come lattivismo nei movimenti pacifici, nei problemi ambientali, e altri lavori esterni. Se
difficile mantenere limpegno verso questi ultimi scopi, ancora pi difficile per una sadhana
tantrica piena di strane e sconosciute divinit, di mantra incomprensibili e di simbolismi
impenetrabili. Tra le varie sadhana tantriche buddhiste, il Kalacakra sadhana il pi difficile e
complesso, se consideriamo che solo le sue pratiche preliminari sono pi lunghe di molte sadhana
complete. Per questo motivo, praticato solo da un piccolo numero di lama, che
quotidianamente compiono le sadhana tantriche a beneficio di esseri viventi.
Nel luglio 1989, liniziazione Kalacakra fu impartita dal Dalai Lama nei pressi di Los Angeles.
Negli ultimi secoli del primo millennio d. C. ci sono tutte le ragioni per presumere che i
commentari Senzar hanno seguito lo stesso percorso, per cui le loro versioni sanscrite sono le
pi antiche e le pi originali delle versioni che esistono in una lingua a noi accessibile. Le lingue
Cinese e Tibetano, inoltre, non sono capaci di esprimere le sottigliezze del Sanscrito, come si
pu vedere da uno studio comparato di qualsiasi scrittura buddhista ora esistente in tutte
queste tre lingue. Questo cera da aspettarselo, a causa della natura unica del Sanscrito, il
linguaggio rifinito o perfetto delle idee spirituali. Come detto dalla Blavatsky nei riguardi del
suo tentativo, il primo, di tradurre le idee del Libro di Dzyan in una lingua europea, nessun
linguaggio umano, tranne il Sanscrito che quello degli Dei pu farlo adeguatamente .
Imparare il Sanscrito, o per quel che riguarda lapprendere il Cinese o il Tibetano, non come
imparare unaltra lingua europea. In Inglese, Francese, o Tedesco, praticamente diciamo le
stesse cose usando parole diverse. In Sanscrito, comunque, idee diverse e nuove sono espresse
complessivamente. In Sanscrito abbiamo un linguaggio intenzionalmente sviluppato e rifinito per
esprimere realt superiori, come erano state precedentemente espresse in Senzar. Similmente,
quando le scritture buddhiste in Sanscrito erano tradotte in Cinese e in Tibetano, queste due
lingue dovevano essere adattate in maniera particolare per esprimere le nuove idee. Fu adottato
un vocabolario speciale e costantemente usato per rendere i termini tecnici del Sanscrito.
Questo soprattutto vero nel caso della lingua Tibetana, in cui furono redatti vocabolari
standardizzati dal Sanscrito al Tibetano, e il loro uso era sempre richiesto ai traduttori per
decreto del re, altrimenti venivano condannati a morte, poich considerato veramente
importante. Fin dal tempo di queste traduzioni buona parte del canone buddhista sanscrito
and perduto, mentre rimase lintero canone tradotto in Cinese e Tibetano. Per questo motivo
gli studiosi del Buddhismo del Nord oggi, devono conoscere non solo il Sanscrito ma almeno
uno dei due linguaggi classici del canone, il Cinese o il Tibetano. Di questi, le traduzioni in
lingua tibetana sono molto pi letterali, per cui sono pi utili per stabilire loriginale Sanscrito.
Nelle Stanze di Dzyan, come le tradusse la Blavatsky, la maggior parte dei termini tecnici sono
del Buddhismo del Nord, molti di essi sono sanscriti, e qualcuno tibetano. Dato per scontato,
quindi, lo studio del Sanscrito e del Tibetano come preparazione, a quali testi ci si deve
rivolgere per cercare il Libro di Dzyan?
Si dice che il Libro di Dzyan sia il primo volume dei Commentari sui sette fogli segreti di
Kiute, e un Glossario delle opere pubbliche con lo stesso nome. Questo ci fornisce un
ulteriore indizio, poich il Libro di Dzyan di per s qui collegato alle opere pubblicamente
conosciute, i Libri di Kiu-te. Ma i libri pubblici di Kiu-te si sono rivelati piuttosto elusivi come il
misterioso Libro di Dzyan, rimanendo a lungo non identificati. Poi, nel 1975, il ricercatore
teosofico H. J. Spierenburg li individu, in un articolo scritto in Tedesco. Sfortunatamente,
questarticolo non arriv ai lettori inglesi. Cos sono stati nuovamente identificati nel 1981,
seguiti dalla loro pubblicazione in un libro scritto in Inglese nel 1983. I Libri di Kiu-te sono i
tantra buddhisti tibetani, un gruppo di pi di un centinaio di opere individuali raccolte in circa
venti volumi. Nella tradizione tibetana sono molto tenuti in considerazione, perch ritenuti gli
insegnamenti pi elevati del Buddha. Come tali, ne fu ristretto laccesso, e i loro contenuti
erano poco conosciuti ai profani. In contrasto, i tantra hindu erano diventati di cattiva
reputazione e tenuti in cattiva considerazione anche dalla maggioranza degli indiani. I tantra
hindu e buddhisti hanno, ovviamente, delle somiglianze, ma anche delle differenze fondamentali.
Fra esse, le prime sono che i tantra buddhisti non sono teistici, cio non si basano sulla fede in
Dio o negli dei e che sono completamente basati sullideale del bodhisattva, cio sul lavoro a
beneficio del bene degli altri piuttosto che del proprio. Appare ovvio che per poter leggere i
Libri segreti di Kiu-te, dovremo essere in grado di leggere i Libri pubblici di Kiu-te. Ma questo
non un compito facile. Anche i cosiddetti volumi pubblici erano, di fatto, fino a poco tempo fa
e a ragione, tenuti segreti a tutti quelli che non avevano ricevuto liniziazione ad essi.
Quando lessi per la prima volta la parte pi esoterica del libro pi esoterico tra questi libri
conosciuti, cio il capitolo jana o dzyan del Kalacakra Tantra, il primo dei Libri di Kiu-te,
rimasi stupito e in qualche modo sgomento di come intravedessi in essi un mondo sconosciuto, e
di quanto poco potessi comprenderlo. Il principale interesse del libro verteva sulle lettere
mantriche dellalfabeto sanscrito, la loro correlazione con le varie famiglie di divinit, e la
purificazione di queste divinit quali costituenti grossolani e sottili dei mondi esteriori ed
interiori. In altre parole, ci che oggi sarebbe considerato dalla maggioranza delle persone,
anche da lettori simpatizzanti, come un mistico gergo incomprensibile. Mi ricordai allora
vivamente della risposta del Mahatma K. H. alle richieste di A. P. Sinnett di una conoscenza
pi esoterica: Quindi la conoscenza pu essere comunicata solo gradualmente; e alcuni dei
segreti pi elevati se effettivamente formulati anche nel vostro orecchio ben preparato
potrebbero risuonarvi come un borbotto senza senso, nonostante tutta la sincerit della vostra
attuale assicurazione che una fede assoluta sfida il malinteso. Cos, come pu una persona
avvicinarsi a questi libri, che in verit sembrano spesso come un borbotto senza senso?
In alcune scuole di tradizione tibetana un libro attribuito al futuro Buddha Maitreya utilizzato
come un ponte verso i tantra o i Libri di Kiu-te, perch fornisce quella che considerata la loro
base dottrinale o filosofica. Questo libro unico il Ratna-gotra-vibhaga o Uttara-tantra.
Allo stesso modo la Blavatsky comincia La Dottrina Segreta chiedendo a tutti i lettori di
studiare con cura le tre proposizioni fondamentali, che lei dice formano la necessaria base
dottrinale o filosofica per comprendere le Stanze proposte dal Libro di Dzyan. Accade cos
che la posizione dottrinale o filosofica del libro di Maitreya appena menzionato di gran lunga la
pi vicina, tra tutti i libri conosciuti, a quella delle proposizioni fondamentali della Dottrina
Segreta. Per rendere le cose ancora pi interessanti, un libro segreto di Maitreya Buddha
collegato al Libro di Dzyan in un passaggio da una lettera scritta dalla Blavatsky, riguardante
La Dottrina Segreta, che stava scrivendo allora:
Ho terminato un lunghissimo capitolo introduttivo, o preambolo, o prologo, chiamatelo come
volete; serve per mostrare al lettore che il contenuto del libro, e ogni Sezione che inizia con una
pagina tradotta dal Libro di Dzyan e dal Libro Segreto di Maytreya Buddha Champai
chhos Nga (scritta in prosa, non i famosi cinque libri in versi, che sono difficili da comprendere)
non sono una finzione.
Sebbene non sia chiaro da questo passaggio quale rapporto esista tra il Libro di Dzyan e il
libro segreto di Maitreya, forse, non a caso, la posizione dottrinale di un libro conosciuto di
Maitreya si armonizza con le proposizioni fondamentali della Dottrina Segreta, e che questi
insegnamenti sono usati come preliminari necessari per comprendere rispettivamente i Libri
pubblici di Kiu-te o i tantra buddhisti tibetani, e il primo volume dei commentari segreti di Kiu-te
o il Libro di Dzyan.
I Libri pubblici di Kiu-te, come pure i libri di Maitreya gi conosciuti, fanno parte del Canone
Buddhista Tibetano.
Uninformazione finora segreta su questo canone, riguardante sia i volumi pubblici che i
corrispondenti volumi segreti, fu data dal Lama Capo bibliotecario del Tibet, e pubblicata dalla
Blavatsky in un articolo intitolato Tibetan Teachings:
il sacro canone dei tibetani, il Bkah-hgyur e Bstan-hgyur, comprende mille e settecentosette
opere distinte mille e ottocento tre pubbliche e seicentoventiquattro volumi segreti le prime
composte da trecento cinquanta volumi in folio, e le seconde da settantasette Anche in quei
volumi ai quali le masse hanno accesso, ogni frase ha un doppio significato, uno rivolto agli
ignoranti, e laltro a coloro che hanno ricevuto la chiave per accedervi Vi quindi un doppio
significato anche nel canone aperto a tutti, e, proprio recentemente, agli studiosi occidentali
le fonti da cui il nostro accademico autore, il monaco Della Penna, cita o meglio, cita
erroneamente non contengono alcuna invenzione, ma sono semplicemente informazioni per
future generazioni, che potrebbero, a quel tempo, aver ottenuto la chiave per la loro giusta
interpretazione
Ai tempi della Blavatsky, e fino a non molto tempo fa, questi libri tibetani erano completamente
inaccessibili.
Ora, con un paio di migliaia di dollari possiamo comprare lintera serie!
Inoltre, i miei sforzi nel raccogliere copie di tutti i testi buddhisti in Sanscrito conosciuti hanno
dimostrato che, contrariamente a quel che comunemente si crede, cio che il canone sanscrito sia
sopravvissuto solo al dieci per cento circa, la realt che oggi stato riscoperto il cinquanta per
cento del vero canone originale buddista in Sanscrito. []
Introduzione alla Voce del Silenzio.
di H.P.Blavatsky.

Le pagine sono estratte dal Libro dei Precetti dOro, una delle opere che in Oriente si
pongono in mano agli studiosi di misticismo. La loro conoscenza obbligatoria in quella Scuola i
cui insegnamenti sono accettati da molti Teosofi. Perci, sapendo a memoria molti di questi
Precetti, fu per me cosa relativamente facile il tradurli.
noto che in India i metodi di sviluppo psichico variano secondo i Guru (insegnanti o maestri),
non solo perch questi appartengono a Scuole filosofiche differenti, delle quali se ne contano
sei, ma anche perch ogni Guru ha il suo sistema particolare, che generalmente tiene
segretissimo. Ma al di l dell Himalaya il metodo delle Scuole Esoteriche non varia, a meno che
il Guru non sia un semplice Lama, di poco pi; dotto dei suoi stessi allievi.
Lopera, dalla quale io traduco, forma parte della serie medesima, dalla quale furono tolte le
Stanze del Libro di Dzyan, sulle quali si basa La Dottrina Segreta. Il Libro dei Precetti
dOro ha la stessa origine della grande opera mistica intitolata Paramrtha, la quale, come narra
la leggenda di Ngrjuna, fu data al grande Arhat dai Naga o Serpenti (nome dato agli
antichi Iniziati). Tuttavia le sue massime e le sue idee, per quanto nobili ed originali, si ritrovano
spesso sotto diverse forme in opere sanscrite, per esempio nel Jneshvari, il superbo trattato
mistico nel quale Krishna descrive ad Arjuna in smaglianti colori, lo stato di uno Yogi
pienamente illuminato, come pure in certe Upanishad. Tutto ci naturalissimo poich la
maggior parte, se non la totalit degli Arhat pi elevati, i primi seguaci di Gotama Buddha,
erano Ind, ed Arii, non Mongoli, e specialmente quelli che emigrarono nel Tibet.
Le opere lasciate dal solo RYASNGHA sono numerosissime.
I Precetti originali sono incisi su sottili lamine oblunghe e le loro copie molto spesso su dischi.
Questi dischi o lastre, sono generalmente conservati sugli altari dei templi annessi ai centri in cui
sono stabilite le Scuole cos dette contemplative o Mahyana (Yogchrya).
Essi sono scritti in vari modi, talvolta in tibetano, ma pi spesso in caratteri ideografici. La lingua
sacerdotale (Senzar), oltre che in un alfabeto suo proprio, si pu trascrivere in diversi caratteri
crittografici, i quali anzich sillabici hanno piuttosto la natura di ideogrammi. Un altro metodo di
scrittura (lug in tibetano) consiste nelluso di numeri e colori, ciascuno dei quali corrisponde a
una lettera dellalfabeto tibetano (trenta lettere semplici e settantaquattro composte), formando
cos tutto un alfabeto crittografico. Quando sono usati gli ideogrammi, si ha un modo definito di
leggere il testo; come in questo caso, i simboli ed i segni usati in astrologia i dodici animali dello
Zodiaco e i sette colori primitivi, ciascuno dei quali da una triade di tinte, chiara, normale e
oscura si adoperano per trentatr lettere dellalfabeto semplice, per le parole e le frasi.
Infatti, in questo metodo i dodici animali, cinque volte ripetuti ed accoppiati con i cinque elementi
ed i sette colori, formano un intero alfabeto composto di sessanta lettere sacre e dodici segni.
Un segno collocato al principio del testo determina se il lettore deve seguire il modo indiano in
cui ogni parola semplicemente un adattamento del Sanscrito, o il principio cinese di lettura
ideografica. La maniera pi facile tuttavia quella che permette al lettore di servirsi, non di una
lingua speciale, ma di quella che gli torna pi comoda, poich i segni ed i simboli erano, come le
cifre arabiche, propriet comune ed internazionale dei Mistici iniziati e dei loro seguaci.
La stessa particolarit distingue uno dei modi cinesi di scrittura, la quale pu essere letta con
ugual facilit da chiunque ne conosca i caratteri; un giapponese, ad esempio, pu leggerla nella
propria lingua cos facilmente quanto un cinese nella sua. Il Libro dei Precetti d Oro (alcuni dei
quali sono pre-buddhisti, mentre altri appartengono a date posteriori) contiene circa novanta
piccoli trattati distinti. Io ne imparai, anni or sono trentanove a memoria. Per tradurre il resto
dovrei ricorrere a note sparse in un numero troppo grande di carte e di memorie, raccolte negli
ultimi venti anni, n mai riordinate per facilitare il compito. N si potrebbero tutti tradurre e dare
a un mondo che, troppo egoista e troppo attaccato agli oggetti dei sensi, non sarebbe in nessun
modo preparato a ricevere rettamente un etica tanto elevata. Poich, a meno che non si
perseveri seriamente nella ricerca della conoscenza di s, non si dar mai volentieri ascolto a
consigli siffatti. Tuttavia questa etica riempie volumi e volumi nella letteratura orientale,
specialmente nelle Upanishad. Uccidi ogni desiderio di vita, dice Krishna ad Arjuna.
Questo desiderio risiede soltanto nel corpo, veicolo del s incarnato, non nel S, che
eterno, indistruttibile, che non uccide, n ucciso (Kathopanishad) . Uccidi la sensazione,
insegna il Sutta Nipta, Considera ugualmente il piacere ed il dolore, il guadagno e la perdita,
la vittoria e la disfatta. Ancora: Cerca ricovero soltanto nell Eterno (ibid.).
Distruggi il senso della separazione ripete Krishna in tutte le forme.
La Mente [Manas], che obbedisce agli irrequieti sensi, travolge la sua ragione [Buddhi], come
il vento [travolge] una nave sulle acque (Bhagavad Gita; II, 67) .
Perci si pensato meglio di fare una scelta giudiziosa solamente fra i trattati che converranno
meglio ai pochi veri Mistici della Societ Teosofica, e che risponderanno certamente alle loro
necessit. Questi soli apprezzeranno le parole di Krishna-Christos, il S Superiore":
"N per i vivi, n per i morti i saggi menano cordoglio.
"N vi fu tempo mai in cui Io non fossi, n tu, n questi dominatori duomini, n quindi innanzi
cesseremo di esistere mai pi (Bhagavad Gita; II, 11-12). "

DallIside svelata alla Chiave della Teosofia.


Di Pier Giorgio Parola.

Agli inizi del movimento teosofico uno dei doveri dei teosofi (la terza regola delle sette
originarie) era quello della diffusione di un corretto insegnamento e, quindi, la preparazione di
testi adatti era una necessit molto sentita. Naturalmente fu HPB a sostenere il peso maggiore
dellopera. Con un lavoro certosino i suoi scritti sono stati raccolti da Boris de Zircoff, un suo
pronipote, in ben 14 ponderosi volumi (dalle 500 alle 900 pagine) con un intero 15 per indice, e
lopera non include gli imponenti DS e Iside e molte lettere. E un lavoro enorme e riesce
difficile credere che sia stato fatto in soli 17 anni. Secondo Boris de Zirkoff il primo articolo di
HPB che conosciamo una lettera pubblicata nel New York Daily Graphic il 30 Ottobre
1874 (a proposito: De Zirkoff tenne dei corsi privati di teosofia che attualmente sono
disponibili in rete). Lopera di HPB ha sempre creato dei problemi ai teosofi italiani essendo
stata scritta in inglese e li ha dati in genere agli studiosi avendo i suoi vari testi avuto delle varie
edizioni in cui vi sono stati dei riadattamenti a capriccio degli editori e senza avvertimenti (sono
note le polemiche sorte riguardo alla DS e specialmente al terzo volume, ma anche lIside ha
subito delle modifiche nelledizione londinese del 1911 che non identica alloriginale edizione
Bouton) . Per quanto riguarda lopera di HPB nel suo complesso lenorme lavoro svolto in
pochi anni, le sue pagine sono zeppe di citazioni e riferimenti, rende arduo credere che la
Signora non sia stata aiutata (specialmente per quanto riguarda lIside il contributo dei Maestri
potrebbe, secondo Olcott, esserci stato) ma, bench la stessa HPB affermi che n le idee n
linsegnamento sono miei e nella Chiave dichiari, pi esplicitamente che altrove, che dai Maestri
ha appreso tutto quello che sa, linsegnamento, nel bene e nel male (poco), suo, sono cose che
dice lei perch le conosce, perch le ha imparate, le ha fatte sue, infatti col passare degli anni gli
insegnamenti di HPB cambiano, dallIside in cui, come vedremo, si parla di effetti di cui si
debbono intravedere le cause, si passa alla Dottrina in cui si espongono delle cause di cui si
possono prevedere gli effetti, e poi alla Chiave in cui Upasika, pur consapevole
(evidentemente) che non si pu parlare di certi temi se non per mezzo di analogie e di parabole,
cerca di esprimersi in un modo autenticamente occidentale e al commento di un aforisma
sostituisce la risposta a una domanda. E possiamo quindi vedere la maestra Upasika che evolve
come unallieva volonterosa. Luso di domande catalizzatrici prettamente socratico e proprio
nellabilit nel porsi delle domande risalta lintelligenza di HPB, penso sia stato molto pi
difficile fare delle domande che dare delle risposte. E la Chiave ha avuto proprio in oriente
molti estimatori anche al di fuori dellambiente dei teosofi, Gandhi le attribuisce un profondo
cambiamento nel proprio modo di pensare.
Ora daccordo che bisognava fornire del materiale per diffondere linsegnamento della teosofia,
ma qualera il messaggio che veniva trasmesso? Nella prefazione al The Secret Doctrine HPB
dichiara chiaramente lo scopo della sua opera. Il suo fine era quello di dimostrare che la natura
non un insieme fortuito di atomi e di assegnare alluomo il suo posto nello schema
universale, e poi di dimostrare che esiste un lato nascosto della natura che non mai stato
affrontato dalla nostra scienza attuale e gi il sottotitolo dellopera, che la presenta come
La sintesi della scienza, della religione e della filosofia, rivela la consapevolezza di Mme.
Blavatsky che quanto da Lei asserito pu consentire lunificazione delle diverse posizioni.
Ci sono due ragioni che hanno contribuito alla fondazione della ST: combattere il materialismo
scientifico e il fondamentalismo religioso. I progressi della scienza nel XX secolo fanno pensare
che, anche con il suo contributo, la prima meta sia stata avvicinata e che una cosmologia
filosofica non sia pi lontana da una cosmologia scientifica, in quanto alla seconda lascio a voi il
giudizio, suppongo per che senza un Gandhi che fu un profondo conoscitore
dellinsegnamento di HPB verosimilmente non ci sarebbero stati ministri del culto come Martin
Luther King e probabilmente un nero alla Casa Bianca.
La Teosofia non una sapienza divina da ottenere, da conquistare, ma la sapienza insita nella
manifestazione cosmica, nella natura, di cui il teosofo dovrebbe avere consapevolezza per
raggiungere uno stato di coscienza, illuminato, in cui ci si rende conto che c la Teosofia, ma
che nessuno pu personalmente essere un teosofo. Da questa considerazione, che reputo
assolutamente basilare, risulta un quadro completamente diverso da quello sovente proposto da
molti cosiddetti maestri. Ne risulta che la teurgia (opera divina) non consiste di una
pedissequa, ritualistica, mimesi della natura da parte di pur volonterosi aspiranti, ma nel lavoro
degli stessi dei, e con dei si intende la gerarchia di entit intelligenti, ma impersonali, che regola
e guida il nostro sistema; di questo lavoro che il teosofo dovrebbe essere sempre cosciente,
questa la pietas, prajna-karuna (saggezza-empatia).
Satyannasti parodharma recita il motto della Societ Teosofica, una frase che io tradurrei
letteralmente con Non c verit, c il Dharma, ma alla luce delle precedenti considerazioni, se
la Teosofia la Sapienza Divina, ossia la Legge, il Dharma, si potrebbe quindi anche tradurre
il motto con Non c la verit, c la Teosofia.
La Teosofia che non ha mai preteso (da parte di HPB) alcuna autorit: Bisogna sopratutto
ricordare che nessun libro teosofico acquista pi valore ostentando autorit (DS).
Come fare? Secondo la tradizione che impone di cercare continuamente delle conferme ai
propri apprendimenti e a differenza di coloro che ricevono delle rivelazioni tramite le proprie
capacit di collegarsi a delle fonti su piani superiori, alle sorgenti molto pericolose dellastrale, o
che hanno delle intuizioni e le ritengono vere senza bisogno di prove, HPB, conformemente alla
porfiriana definizione della teosofia come ponte tra scienza e religione, si preoccupa sempre di
avere delle conferme. E i suoi temi spaziano dal simbolismo biblico allevoluzionismo di Darwin,
dallo studio della archeologia della fauna e della flora fino alle citazioni dei testi sacri delloriente
e della kabala; sono considerati filosofi, teologi e scienziati di tutte le epoche, i campi sono molti
e vastissimi e risulta quindi impensabile o almeno veramente difficile, per il lettore medio,
orizzontarsi e trarne uno schema ragionevolmente chiaro. Ci sono delle riduzioni, esiste una
notissima e diffusa riduzione del DS, ma, evidentemente, ogni riduzione risente delle decisioni di
chi decide cosa tagliare. Evidentemente la parte obsoleta da tagliare dovrebbe essere quella,
troppo legata al clima e alla cultura ottocenteschi in cui i libri furono scritti (il linguaggio e i
travisamenti), che non certamente l Insegnamento.
Ma gli insegnamenti teosofici sono pura teoria o sono una scuola di vita e se sono una lezione
morale come dovrebbe studiare gli insegnamenti di Madame Blavatsky chi volesse metterli in
pratica? Quando si mettono in pratica degli insegnamenti si vede che ogni sistema imperfetto.
E per fortuna non si pu fare applicare agli altri un sistema personale: questo fa si che ognuno
debba creare il proprio. Tradizionalmente, a tutti i livelli, nessuno ha mai preteso di possedere la
verit, nessun vero Maestro ha mai preteso di non dovere confrontare le proprie riflessioni,
intuizioni, visioni, con gli altri, pronto a riconsiderare le proprie idee. La Gupta Vidya, la
Religione Saggezza, la dottrina segreta tradizionale, questa e, anche nel nostro piccolo, il
sistema sempre valido: necessario unirsi ad altri per confrontarsi.
Attualmente internet aiuta e ci sono molti seminari e dei gruppi di studio che mettono a
disposizione il frutto del loro lavoro secondo la tradizione dellinsegnamento esoterico.
Questo lunico modo per procedere:
Non si pu ottenere la conoscenza di Dio cercandola e tuttavia solo coloro che la cercano la
trovano disse Abu Yazid Bistami, un mistico persiano.
Al momento del trapasso di HPB qualera il canone teosofico? Cera lIside del 1877, unopera
monumentale e grande successo letterario (1000 copie in 10 giorni), che cre un enorme
interesse, o meglio curiosit, intorno al movimento teosofico e fece conoscere al mondo
occidentale gli insegnamenti della tradizione orientale, unaltra meta primaria. Dal 79 sulla rivista
Theosophist apparvero molti articoli che arricchirono gli insegnamenti dellIside, ma negli anni
seguenti fu fondamentale la corrispondenza dell80-84 con i Maestri e apparve nell83 il
Buddhismo Esoterico di Sinnett, unopera lodata dai Maestri stessi, che d una buona
esposizione, un quadro dinsieme, degli insegnamenti fondamentali, ma che, stranamente, non
mai stata adeguatamente considerata, mentre avrebbe potuto essere un prezioso complemento
dellIside che, alla luce delle sue spiegazioni, poteva divenire una vera miniera di conoscenza.
Cera poi LEpitome della Teosofia di Judge unopera dell87, di circa una quindicina di
pagine, che, inspiegabilmente, non mai stata edita in Italia. Nell1888 fu pubblicata la DS che
era, secondo le parole di HPB: semplicemente un tentativo di presentare la storia e le genesi
arcaiche, cos come insegnate in Asia in alcuni centri di insegnamento esoterico, con un
linguaggio moderno e con dei termini usuali per gli studenti e gli studiosi.
LOceano della Teosofia di Judge fu pubblicato nel 93, dopo la morte di HPB e nel 1898
inizi un nuovo corso con la Sapienza Antica della Besant (che fece parte della ST solo a
partire dal 90, quando partecip al Congresso delle Religioni di Chicago per incarico della Pall
Mall Gazette, dopo avere recensito nell89 la DS).
Alla fine degli anni 80 in un clima di vivace interesse, ma anche di pressanti difficolt (ristrettezze
economiche) HPB con la Chiave scritta nel 1889, lo stesso anno della Voce del Silenzio,
dopo i ponderosi volumi dellIside (che tutto meno che un manuale) e della DS, venne incontro
al bisogno di un testo pi agile che, pur essendo completo, superasse la difficolt di essere
chiaro e accessibile senza essere banale e semplicistico. Non per che intendesse servire la
cosiddetta pappa fatta, in quanto, nella prefazione della sua opera, come far poi Judge nella
prima pagina del suo Oceano, ammonisce che la dottrina teosofica non fatta per i pigri, che
necessita di uno sforzo; sta sempre ai maestri graduare limpegno degli allievi.
Quello teosofico uno studio fatto anche, o meglio specialmente, di confronti tra le varie opere
e qui nasce limprescindibile necessit dei vari indici analitici. Questi, unitamente a delle tabelline
che evidenzino i diversi cambiamenti che ci sono stati, nel corso del tempo, nei libri di HPB, nella
descrizione della natura delluomo, il microcosmo: da quella dellIside che lo descrive come un
essere formato da corpo, anima e spirito a quelle della DS e della Chiave, fino a quella dei suoi
scritti esoterici (quelli che introducono lUovo Aureo) e del Dialogo fra due Redattori, quello
con Mabel Collins che, abbandonata la classificazione dei principi, parla dei vari corpi.
Questultima suddivisione risulta, tra laltro, utilissima (imprescindibile) nel valutare i molti
insegnamenti che sono stati dati da coloro che hanno parlato di Teosofia dopo la morte di
HPB. Lo studio dellopera di Madame Blavatsky pu essere condotto in vari modi, dallormai
classico modello di Barborka, che procede per argomenti, al pi recente studio di Sender-
Cesano, che si vale dellaccostamento di brani della DS, o al corso di Joy Mills (questi ultimi
disponibili in rete). Ma nello studio il pi utile, probabilmente indispensabile, aiuto viene dato da
quella che una testimonianza di prima mano del sistema educativo di HPB, ossia gli
insostituibili appunti lasciateci dal Comandante Bowen (un allievo di Madame negli anni 89-
91). Da queste note si rileva che lo studio non tende tanto a dare un quadro preciso
delluniverso quanto a guidare ognuno affinch si faccia la propria opinione, sempre tenendo
per presenti delle idee di base, degli assiomi che non possono essere contraddetti. Questi
principi essenziali sono le tre proposizioni del proemio del primo volume della Dottrina Segreta:
1 Lesistenza di un Onnipresente, Eterno, Infinito e Immutabile Principio.
2 Leternit dellUniverso come piano infinito soggetto a periodiche manifestazioni e sparizioni.
3 La fondamentale identit di tutte le anime con lAnima Universale.
HPB affermava che da questi incontestabili tre concetti basilari risultano: la fondamentale unit
di tutta lesistenza, il fatto che non esiste la cosiddetta materia morta, che luomo un
microcosmo e la realt del come in alto cos in basso il grande assioma ermetico.
Qualunque tema si affronti, queste idee non devono essere contrastate. Vediamo cosa si pu
dedurre da queste quattro affermazioni:
1 La FONDAMENTALE UNITA DI TUTTA LESISTENZA.
Non si tratta di ununica cosa composta da molte cose unite tra di loro, come per il concetto di
esercito, o di popolo (mi sembra di intuirlo malgrado HPB usi questa similitudine per i Dhyan
Chohan). Esiste UNA COSA SOLA.
Questa cosa unica ha due aspetti, spirito (coscienza)materia.
Studiando la DS bisogna sempre tenere presente in qualsiasi ragionamento si faccia che
dallatomo, alluomo o alla divinit sono tutti, presi sia separatamente che collettivamente,
Essere Assoluto, perch questa la loro REALE INDIVIDUALITA.
Se si perde di vista questo concetto e si vede qualcosa di separato ogni studio non ha alcun
valore.
2 Il secondo concetto da tenere presente riguarda il fatto NON CE MATERIA
MORTA. Ogni atomo di sostanza, non importa di quale piano, una VITA.
3 Esistendo una sola cosa luomo un MICROCOSMO ha in s ogni piano ogni principio,
ma quindi ogni gerarchia. Ogni uomo un microcosmo solo in quanto immagine olografica del
macrocosmo, ma in realt non esiste n macro n microcosmo, ma una ESISTENZA
UNICA mayavicamente riflessa dalle forme della materia.
4 Secondo lassioma ermetico, in questUNICA VITA , lalto non pu quindi essere che
come il basso, in quanto non esistono n luno n laltro.
Ne risulta che c un Unica Legge Fondamentale: la completa unit dellessenza fondamentale
di ogni sostanza che forma la natura e, di conseguenza, la legge del perfetto equilibrio.
Come fa notare Janthe Hoskins, la teosofa che in Inghilterra per tanti anni ha promosso la
Societ Teosofica e a cui sono debitore, in altra forma ritroviamo queste affermazioni nei dieci
asserti che leggiamo allinizio dellultimo capitolo dellIside:
1. Non ci sono dei miracoli. Ogni evento frutto dellunica legge, immutabile e incessante.
2. La trinit della natura: quella visibile e concreta, quella invisibile ed energizzante, modello della
precedente e principio vitale, e quindi lo spirito, sorgente delle precedenti, eterno e
indistruttibile. I primi due aspetti in costante mutazione e il terzo immutevole.
3. Anche luomo una trinit: ha un corpo fisico, unanima, il corpo astrale-vitale, che luomo
vero, e lo spirito immortale. Quando il vero uomo riesce a unirsi con questultimo diventa
unentit immortale.
4. La magia, come scienza, la conoscenza di questi principi.
5. La conoscenza segreta che pu essere sapienza o vera magia se non viene impiegata bene
stregoneria.
6. LAdepto lopposto del medium; questultimo lo strumento passivo di influenze estranee
mentre ladepto controlla sia s stesso che tutte le potenze inferiori.
7. Ogni cosa che fu, , o che sar, essendo registrata nella luce astrale pu essere conosciuta
da un adepto per mezzo dei propri sensi spirituali (per spirituali si intende superiori).
8. Le razze umane differiscono per doti spirituali (idem) cos come per il colore, la statura o altre
qualit fisiche; certi popoli sono per natura pi chiaroveggenti, altri propensi alla medianit.
Presso certi popoli si annida ancora la stregoneria.
9. Una fase della pratica magica il volontario e conscio ritiro delluomo interiore (la forma
astrale) dalluomo esteriore (corpo fisico).
10. La pietra angolare della magia una vera conoscenza pratica del magnetismo e
dellelettricit, le loro qualit, correlazioni e potenzialit.
Riassumendo: da questi dieci punti risulta che la magia sapienza spirituale e che la natura
lalleato del mago. La volont delluomo se perfezionata pu controllare il comune principio vitale
che pervade ogni cosa. Ladepto non fa miracoli, ma affretta i tempi dellevoluzione. Ladepto
pu controllare I corpi fisici e astrali dei non adepti e gli spiriti degli elementi, ma (questo
importante per valutare delle affermazioni fatte da autori teosofici posteriori ad HPB) non pu
evidentemente agire sul cosiddetto spirito immortale sia dei vivi che dei morti.
Sempre secondo Bowen, lo studio oltre alle tre proposizioni del proemio deve tenere conto di
quanto viene detto nella sintesi che troviamo nella ricapitolazione alla fine della prima parte del
primo volume; HPB cerca qui di riordinare in sei paragrafi numerati quanto detto
precedentemente (da notare che aggiunge ancora qualcosa riguardo alle gerarchie di Esseri
che operano nelluniverso e lo guidano). Ricordando sempre lunica legge fondamentale: il
concetto dellUNICITA nelluniverso i sei concetti sono questi:
1. La DS rappresenta la sapienza accumulata durante tutte le epoche passate.
2. C una legge fondamentale quella che afferma che tutto nasce da un Punto da cui tutto
dipende e tende. Questo il Principio-Sostanza Unico e Omogeneo. La Realt onnipresente
e impersonale.
3. Luniverso la periodica manifestazione di questa sconosciuta Essenza Assoluta.
4. Luniverso detto Maya in quanto ogni cosa in esso temporanea.
5. Nelluniverso, in tutti i suoi regni, ogni cosa conscia. Non c materia morta.
6. Luniverso guidato dallinterno verso lesterno.
Conviene ora notare che nellIside il procedimento consiste nel partire dai particolari per
arrivare alluniversale, partire da quanto palese per trarne le leggi che sono alla base di tutta
lesistenza.
Considerare quello che ci capita per capirne il perch, in un processo che va, per cos dire, dal
basso allalto. LIside consiste di un accumulo di dati di ogni genere, storia, religione, tradizioni e
troviamo alla fine dellopera la sua conclusione nei 10 punti che abbiamo citato. Mentre, al
contrario, la Dottrina inverte il procedimento e parte dalluniversale per giungere ai particolari.
Nel proemio della DS troviamo quei Tre Principi Fondamentali da cui come dice HPB
dipende tutto quello che segue... Come abbiamo visto questi assiomi da tenere presenti
sono in affinit con i 10 punti risultanti dal lungo elenco di fatti esposti nellIside.
Ma stato fatto presente, e questo molto importante, che, mentre le conclusioni dellIside
sono frutto del passato, vale a dire la storia, la cultura, la religione e le scienze, le Proposizioni
della Dottrina Segreta sono relative a passato e presente e sono rivolte al futuro.
Da rilevare poi che anche se nella Chiave non si parla mai espressamente delle sei proposizioni
fondamentali del DS (tre nel primo e tre nel secondo volume), che sono cos raccomandate dagli
appunti di Bowen, queste sono latenti in ogni risposta e in ogni caso con le proposizioni c
sempre coerenza (questo essenziale e sovente non ci fu pi in opere posteriori al 1891).
Inoltre HPB cerca di mettere in risalto degli aspetti particolari del suo insegnamento, e, nel
Summing Up (Ricapitolazione), ai sei paragrafi numerati di cui abbiamo parlato aggiunge quelli
che chiama cinque fatti provati (provati in quanto afferma che qualsiasi sar il destino del suo
lavoro spera di avere provato questi cinque fatti .) che qui riassumo:
1. La DS non predica lateismo, se non come rifiuto degli idoli.
2. Ammette lesistenza del Logos, che non per una divinit personalizzata, ma linsieme dei
Dhyan Chohan e di altre forze.
3. I Dhyan Chohan hanno carattere duplice essendo composti da energia bruta irrazionale e da
unanima intelligente, la Coscienza Cosmica che riflette il Progetto della Mente Universale.
Il tutto avviene in una interminabile susseguirsi di manifestazioni in ottemperanza al karma.
4. La materia eterna. E il veicolo, la base fisica, dellUnica Infinita Mente Universale,
affinch questa possa costruire i propri progetti. E per questo che noi diciamo che non c
materia morta. In questo la scienza sbaglia.
5. Luniverso evoluto secondo il proprio progetto ideale che era durante leternit
nellincoscienza di quello che i vedantini chiamano Parabrahaman. E molto di questo possiamo
trovarlo in Platone e altri pensatori occidentali.
Gi nellIside HPB aveva espresso queste idee e aveva anche detto che i cabalisti cristiani
conoscevano bene questi basilari concetti orientali. Un Potere attivo, Il moto perpetuo del
Grande Respiro sveglia il kosmos allinizio di ogni nuovo periodo di Progresso tramite due forze
contrarie, la centrifuga e la centripeta, che sono le opposte polarit dellunica Forza Primordiale,
rendendolo oggettivo sul piano di maya. Loccultismo insegna che non ci pu essere una forma
oggettiva, sia dalla natura che dalluomo, che non fosse gi sul piano soggettivo. Nulla viene
creato. Quindi la nostra forma umana esisteva nellEternit come prototipo etereo secondo il
quale degli Esseri Superiori lhanno concretizzata; dopo di che quando fu pronto questo
modello di base le forze terrestri incominciarono a lavorare su questa forma sovrasensibile, che
conteneva, oltre ai propri, gli elementi di tutte le passate forme vegetali e delle animali future.
Per cui il rivestimento esteriore delluomo pass per ogni corpo vegetale e animale prima di
assumere la sembianza umana.
E nellIside HPB parlava gi della scienza moderna che allepoca aveva scoperto levoluzione e
faceva presente che sia i miti che la Bibbia ne hanno parlato, se li si sa leggere, e tutta la
Tradizione. La Tradizione afferma che il germe della presente razza umana deve essere stato
preesistente negli antenati della nostra razza come il fiore sta nascosto nel seme. Quindi HPB
si chiede e ci chiede perch i progenitori della nostra attuale razza umana non possono essere
stati i giganti dei Veda , del Genesi o dellEdda? Il che sembra, oltre tutto, pi ragionevole di
certe posizioni radicalmente materialiste.
Quello dellevoluzione delluomo il tema specifico del secondo volume del DS.
Il primo volume tratta della cosmogonia ed il secondo della antropogenesi.
E anche la prima parte del secondo volume come quella del primo si basa sulle Stanze di Dzyan
e sul loro commento. E anche qui nella prefazione c un passaggio dellIside. Negli appunti di
Bowen si raccomanda la lettura di questa prefazione che incomincia con tre nuove affermazioni
basilari, che qui concernono alla evoluzione delluomo. Le tre nuove proposizioni sono queste:
1 La simultanea evoluzione di sette gruppi umani su sette differenti parti del nostro globo.
2 La nascita del corpo astrale prima di quello fisico, il primo essendo stato il modello per il
secondo.
3 Luomo, in questa Ronda, ha preceduto ogni mammifero, inclusi gli antropoidi, nel regno
animale.
Sono delle affermazioni che sfidavano sia la scienza che la religione (o meglio la chiesa) in
preparazione alle divulgazione delle idee rivoluzionarie e alla storia delluomo che HPB ci dice
siano registrate nei testi segreti. In aggiunta, secondo gli appunti di Bowen, Madame Blavatsky
consigliava di studiare, inizialmente, anche la conclusione del secondo volume che completa
quanto detto alla fine della prima parte del volume riguardo a quelli che chiama i periodi della
venuta delle razze e delle sotto razze.
HPB dice di rivolgersi a coloro che non vedono una corrispondenza tra i miti e il lavoro visibile
nella natura. E afferma che lantica sapienza ha una tradizione che oltrepassa di molto i pochi
secoli in cui si sviluppata la scienza moderna.
Il leitmotiv, e il grundthema, di questa ultima parte della DS quello della ciclicit.
Tutto procede ciclicamente. Si parla di sette razze diverse, cinque delle quali gi apparse.
Razze umane che nascono luna dallaltra, che si sviluppano, invecchiano e muoiono, luna
sovrapponendosi allaltra, che non si deve pensare che si estinguano improvvisamente e che
immediatamente subentri unaltra a prenderne il posto. Questo accade come nel caso delle
singole persone allorch per un certo periodo convivono padri e figli e talvolta nonni e bisnonni.
Sembra il caso di ricordare come questa sovrapposizione delle generazioni e delle sotto razze e
razze, avvenga, sia pure con differenti modalit, anche nel caso di ronde e catene (in questo caso
si parla di periodi lunghissimi). Ed molto importante tenerlo a mente specialmente allorch si
deve (e lo facciamo continuamente) valutare il comportamento altrui. La dottrina, anche se
talvolta pu apparire astratta, priva di implicazioni etiche, pura teoria adatta a qualche fissato
studioso monomane ( il caso di coloro che hanno preso il virus della DS, badate bene DS
staccato e non ads), coinvolge molto concretamente chi la studia. E la via del teosofo, uno
jnana yoga (yoga della conoscenza) rivisto e adattato alle esigenze della cultura occidentale
(ormai globale) della nostra epoca, sotto razza ecc. E alla nascita in questi ultimi secoli di una
nuova razza, quella americana, HPB presta particolare attenzione in questultima parte della
sua opera. Dice che questo popolo (nel quale su un ceppo anglosassone sono stati innestate le
pi varie etnie) ha il compito di seminare i germi per la nascita di una sesta razza.
Questa come abbiamo detto ha un periodo di gestazione durante la quinta razza (di enorme
lunghezza, vale a dire per pi di due sotto razze), la quale a sua volta la adombrer poi ancora per
un periodo pi o meno altrettanto lungo. Il compito di questa umanit quello di dare un impulso
per instaurare, dopo un ciclo di materialit, un nuovo ciclo pi spirituale ecc. ma qui HPB mi
sembra, come ogni tanto le capita, che si illuda un po: i tempi del pellegrinaggio sono molto
lunghi. Mi pare poi opportuno ora ricordare, riguardo alla teoria teosofica dei cicli, limportanza
dei numeri per avere una retta comprensione dello svolgersi di tutto il processo evolutivo.
Ci sono sette principi che si sviluppano secondo un ritmo settuplice e nello sviluppo si hanno
stati di coscienza e (o) razze che con la numerazione dei sette principi hanno relazione.
Nel susseguirsi di ronde e di razze a dati numeri corrispondono precisi stati coscienziali; sono o
puntuali ripassi a livello pi avanzato, o rigorose prove per delle esperienze future.
Quando, studiando un testo teosofico, si trovano dei termini particolari (elementi, catene,
ronde, razze, piani, ecc.) e li si trova correlati a dei numeri, bisogna prestare molta attenzione alle
corrispondenze e verificare che non vi siano contrasti, divergenze.
La DS ci dice che i Maestri invitano a seguire la legge dellanalogia (2, 254); e dice che in
natura lanalogia la legge guida, lunico vero filo dArianna che ci pu guidare (2, 153).
I principi sono numerati e quindi, per fare un esempio, durante la quinta ronda, la quinta razza, la
quinta sotto razza, si particolarmente focalizzati sul quinto principio, manas (mentalit
consapevole), e durante la quarta ronda, sul quarto principio, su kama (desiderio).
Risulta quindi evidente che appartenendo noi alla quinta razza siamo particolarmente interessati
al mentale, al quinto principio, ma non dobbiamo dimenticare che stiamo ancora nella quarta
ronda e che quindi il nostro manas ancora strettamente legato a kama; ragion per cui stiamo
solo facendo delle prove per quello che sar il nostro compito durante la, ancora molto distante
(non dimentichiamo i lunghissimi tempi dellevoluzione), quinta ronda.
Guai a perdere di vista questa ritmicit, pensare che dei cambiamenti possano avvenire prima del
tempo. Dallinsegnamento della Signora si evince che per valutare il presente occorre vedere
che cosa previsto si debba fare in un determinato momento; se ci si illude che perch si soffre
dinsonnia sia sempre giorno (un tipico comportamento new age) nascono dei problemi.
Passando ora alla Chiave della Teosofia, a quella che stata la sua ultima opera, HPB pone
un particolare accento sulla necessit dello studio, parla pi di studio che di insegnamenti, pi
della necessit di indagare che dellimmagazzinare delle nozioni. Volendo segnare un percorso
probabilmente lo studio della Chiave, sebbene questa sia unopera posteriore, dovrebbe essere
propedeutico a quello del DS. Poi, dopo la Chiave, sarebbe forse meglio passare allIside che
nella sua impostazione ricorda quella di quello che, nelle intenzioni di HPB, si presume avrebbe
dovuto essere il terzo volume del DS, quello da mettere per primo, come base per comprendere
la funzione della Societ Teosofica.
Queste indicazioni forse possono essere utili a chi ha gi provato a destreggiarsi fra i libri che
capitano solitamente in mano ai neofiti (che, evidentemente, non sono tutti di HPB in quanto
questi, sovente, non sono i pi pubblicizzati dalle varie editrici teosofiche e specialmente da
Adyar). Ma tant: io ho cominciato dalla DS.
In ogni caso, dallesame di quelle che sono le opere pi conosciute di HPB, si potrebbe dire che
lIside fa appello al manas inferiore, alla ragione, e la Dottrina al manas taijasi (il manas illuminato
da buddhi, al di la della personalit), intuizione il termine pi usato, forse non il pi adatto, per
definire la mente illuminata.
E la Chiave pu essere vista come una mediazione tra lIside e la Dottrina, tra oriente e
occidente, tra la scienza e la spiritualit e tra i dogmi delle religioni e la necessit di avere delle
prove. Il libro ponte tra scienza e religione e quindi Teosofia, o la sua chiave.
Concludendo lIsis pu essere quindi considerata come un libro ancora legato alla personalit
mentre la DS un libro che fa appello a quanto nelluomo trascendente, il libro della
sapienza eterna, slegata dal tempo.
Desidererei che da questa chiacchierata risultasse che la DS un libro particolare, che deve
essere affrontato nel modo previsto dalla sua autrice.
I principi che regolano e governano il cosmo possono illuminare il sentiero, passato, presente e
futuro di ognuno, e risvegliare la Sapienza Segreta, la Dottrina Segreta: e allora si sapr.
In natura ogni cosa mostra un progressivo progresso verso una vita superiore.
Secondo la scienza tutta levoluzione procede verso quello che la scienza chiama la
sopravvivenza del pi adatto e altrettanto dice la DS, ma afferma altres che c un progetto
dietro a delle forze apparentemente cieche. In questo la vecchia signora sorprendentemente
vicina alla teoria del principio antropico che attualmente sembra conciliare (per spaventa) tante
teorie della fisica moderna.
Ne risulta che, secondo linsegnamento teosofico originario e a differenza di interpretazioni
posteriori, quello che si deve tenere sempre presente che essendo ogni uomo un microcosmo
non c niente da ricevere dallesterno, da presunti piani superiori, ma che quella che deve essere
svelata lIside che sta velata in ognuno di noi.
In quanto alla Chiave (lultimo libro che da leggersi per primo) poi da notare che, a differenza
dellIside e della Dottrina, parla s dei Maestri, dedica loro un intero capitolo, ma poco di un
insegnamento dei Maestri che sia stato rivelato in esclusiva ad HPB; afferma invece che sono
dei concetti dispersi in oriente in innumerevoli scritture, ma a disposizione degli studiosi.
Nella Chiave la Signora parla pi di impegno che di particolari, costringenti, fonti di
insegnamento e si ha quindi una sensazione di libert e della necessit di perseguire lattuale
secondo scopo della Societ Teosofica, che strumento indispensabile per la realizzazione del
primo.
La Chiave della Teosofia tende a giustificare lesistenza e limpegno della Societ Teosofica,
a spiegarne la necessit.
E anche a spiegare che solo quando il ricercatore si risvegliato e ha la conoscenza della natura
e di s stesso e la consapevolezza dellesistenza di una Religione-Saggezza, egli ha raggiunto un
punto di svolta nellevoluzione della propria anima individuale (non la personale), quella che si
reincarna, lEgo Superiore, traguardo che gli consente di trarre il massimo profitto dalla lettura
della Dottrina Segreta, che le Stanze sono state scritte per LUI.
LEVOLUZIONE COSMICA
In Sette Stanze tradotte dal Libro di Dzyan

STANZA I

1. LETERNA GENITRICE, RAVVOLTA NELLE SUE VESTI ETERNAMENTE


INVISIBILI, ERA RIMASTA SOPITA ANCORA UNA VOLTA PER SETTE ETERNIT.
2. IL TEMPO NON ERA, POICH GIACEVA DORMIENTE NEL SENO INFINITO DELLA
DURATA.
3. LA MENTE UNIVERSALE NON ERA, POICH NON VI ERANO AH-HI PER
CONTENERLA.
4. LE SETTE VIE ALLA BEATITUDINE NON ERANO. LE GRANDI CAUSE DEL
DOLORE NON ERANO, POICH NON VI ERA ALCUNO PER PRODURLE ED ESSERNE
PRESO.
5. LE TENEBRE SOLE RIEMPIVANO IL TUTTO ILLIMITATO, POICH PADRE,
MADRE E FIGLIO ERANO NUOVAMENTE UNO, ED IL FIGLIO NON SI ERA ANCORA
RISVEGLIATO PER LA NUOVA RUOTA E PER IL SUO PELLEGRINAGGIO SU DI
ESSA.
6. I SETTE SUBLIMI SIGNORI E LE SETTE VERIT AVEVANO CESSATO DI ESSERE,
E LUNIVERSO, IL FIGLIO DELLA NECESSIT, ERA IMMERSO IN
PARANISHPANNA, PRONTO AD ESSERE ESALATO DA CI CHE EPPURE NON .
NIENTE ESISTEVA.
7. LE CAUSE DELLESISTENZA ERANO STATE ABOLITE: IL VISIBILE CHE FU E
LINVISIBILE CHE , RIPOSAVANO NELLETERNO NON-ESSERE, LESSERE
UNICO.
8 . SOLA, LUNICA FORMA DI ESISTENZA SI STENDEVA ILLIMITATA, INFINITA,
INCAUSATA, NEL SONNO SENZA SOGNI, E LA VITA PULSAVA INCONSCIA
NELLO SPAZIO UNIVERSALE, ATTRAVERSO QUELLA ONNIPRESENZA, CHE
PERCEPITA DALLOCCHIO APERTO DI DANGMA.
9. MA DOVE ERA DANGMA QUANDO LLAYA DELLUNIVERSO ERA IN
PARAMRTHA, E LA GRANDE RUOTA ERA ANUPDAKA?

STANZA II

1. .. DOVE ERANO I COSTRUTTORI, I FIGLI LUMINOSI DELLAURORA


MANVANTARICA? ... NELLA TENEBRA IGNOTA, NEI LORO AH-HI
PARANISHPANNA. I PRODUTTORI DELLA FORMA DALLA NON FORMA
LA RADICE DEL MONDO LA DEVAMTRI E SVABHVAT RIPOSAVANO
NELLA BEATITUDINE DEL NON-ESSERE.
2. DOVE ERA IL SILENZIO? DOVE GLI ORECCHI PER PERCEPIRLO? NO, NON VI
ERA N SILENZIO N SUONO; NIENTE, SALVO LINCESSANTE RESPIRO ETERNO,
CHE NON CONOSCE SE STESSO.
3. LORA NON ERA ANCORA SCOCCATA; IL RAGGIO NON AVEVA ANCORA
DARDEGGIATO NEL GERME; LA MTRIPADMA NON ERA ANCORA DIVENUTA
TURGIDA.
4. IL SUO CUORE NON SI ERA ANCORA APERTO PER LASCIARE ENTRARE IL
RAGGIO UNICO E QUINDI CADERE, COME TRE NEL QUATTRO, NEL GREMBO DI
MY.
5. I SETTE NON ERANO ANCORA NATI DALLA TRAMA DI LUCE.
LE TENEBRE SOLE ERANO PADREMADRE, SVABHVAT; E SVABHVAT ERA
NELLE TENEBRE.
6. QUESTI DUE SONO IL GERME, ED IL GERME UNO. LUNIVERSO ERA TUTTORA
CELATO NEL PENSIERO DIVINO E NEL SENO DIVINO.

STANZA III

1. .LULTIMA VIBRAZIONE DELLA SETTIMA ETERNIT FREME ATTRAVERSO


LINFINITUDINE. LA MADRE SI GONFIA ESPANDENDOSI DALLINTERNO
ALLESTERNO, COME IL BOCCIOLO DEL LOTO.
2. LA VIBRAZIONE TRASCORRE, TOCCANDO CON LA SUA RAPIDA ALA LINTERO
UNIVERSO ED IL GERME CHE DIMORA NELLA TENEBRA, LA TENEBRA CHE
SOFFIA SULLE SOPITE ACQUE DELLA VITA.
3. LA TENEBRA IRRADIA LA LUCE E LA LUCE LASCIA CADERE UN RAGGIO
SOLITARIO NELLE ACQUE, NELLA PROFONDIT-MADRE. IL RAGGIO DARDEGGIA
ATTRAVERSO LUOVO VERGINE; IL RAGGIO CAUSA UN FREMITO NELLUOVO
ETERNO, ED ESSO LASCIA CADERE IL GERME NON ETERNO CHE SI CONDENSA
NELLUOVO DEL MONDO.
4. I TRE CADONO NEI QUATTRO. LESSENZA RADIANTE DIVENTA SETTE
ALLINTERNO E SETTE ALLESTERNO. LUOVO LUMINOSO, CHE IN SE STESSO
TRE, SI COAGULA E SI ESPANDE IN GRUMI BIANCO-LATTE PER TUTTE LE
PROFONDIT DELLA MADRE, LA RADICE CHE CRESCE NEGLI ABISSI
DELLOCEANO DELLA VITA.
5. LA RADICE RIMANE, LA LUCE RIMANE, I GRUMI RIMANGONO, E ANCORA
OEAOHOO UNO.
6. LA RADICE DELLA VITA ERA IN OGNI GOCCIA DELLOCEANO
DELLIMMORTALIT, E LOCEANO ERA LUCE RADIANTE, LA QUALE ERA FUOCO
E CALORE E MOTO. LA TENEBRA SVAN E NON FU PI; ESSA DISPARVE NELLA
PROPRIA ESSENZA, IL CORPO DI FUOCO E ACQUA, DEL PADRE E DELLA
MADRE.
7. MIRA, O LANU, IL RADIOSO FIGLIO DEI DUE, LINCOMPARABILE GLORIA
FULGENTE LO SPAZIO BRILLANTE, FIGLIO DELLO SPAZIO TENEBROSO, CHE
EMERGE DALLE PROFODIT DELLE GRANDI ACQUE TENEBROSE. OEAHOO, IL
PI GIOVANE, IL * * *. EGLI RILUCE COME IL SOLE; EGLI IL DIVINO DRAGO
FIAMMEGGIANTE DELLA SAPIENZA; LUNO IL QUATTRO, E IL QUATTRO
PRENDE PER SE STESSO IL TRE, E LUNIONE PRODUCE I SAPTA, IN CUI SONO I
SETTE, CHE DIVENGONO I TRIDASHA, LE LEGIONI E LE MOLTITUDINI. MIRALO
ALZARE IL VELO E DISPIEGARLO DALLORIENTE ALLOCCIDENTE. EGLI
CHIUDE FUORI I1 SOPRA, E LASCIA IL SOTTO PERCH SIA VISIBILE COME LA
GRANDE ILLUSIONE. EGLI SEGNA I POSTI PER I RISPLENDENTI, E TRAMUTA IL
SUPERIORE IN UN MARE DI FUOCO SENZA RIVE, E LUNO MANIFESTATO
TRAMUTA NELLE GRANDI ACQUE.
8. DOVERA IL GERME E DOVERA ORA LA TENEBRA? DOV LO SPIRITO DELLA
FIAMMA CHE ARDE NELLA TUA LAMPADA O LANU? IL GERME QUELLO, E
QUELLO LUCE, IL BIANCO FIGLIO BRILLANTE DELLOSCURO PADRE
NASCOSTO.
9. LA LUCE FIAMMA FREDDA, E LA FIAMMA FUOCO, E IL FUOCO PRODUCE
CALORE, IL QUALE D ACQUA LACQUA DI VITA NELLA GRANDE MADRE.
10. PADRE-MADRE TESSONO UNA TELA, IL CUI LEMBO SUPERIORE FISSATO
ALLO SPIRITO, LA LUCE DELLA TENEBRA UNA, E LINFERIORE AL SUO
ESTREMO OSCURO, LA MATERIA; E QUESTA TELA LUNIVERSO, INTESSUTO
DELLE DUE SOSTANZE FATTE IN UNA, LA QUALE SVABHVAT.
11. LA TELA SI ESPANDE QUANDO IL RESPIRO DI FUOCO LE SOPRA; SI
CONTRAE QUANDO IL RESPIRO DELLA MADRE LO TOCCA. ALLORA I FIGLI SI
DISGIUNGONO E SI DISPERDONO, PER RITORNARE NEL SENO DELLA LORO
MADRE ALLA FINE DEL GRANDE GIORNO, E RIDIVENTANO UNO CON ESSA.
QUANDO SI RAFFREDDA, DIVENTA RADIANTE. I SUOI FGLI SI ESPANDONO E SI
CONTRAGGONO IN SE STESSI E NEI PROPRI CUORI; ESSI ABBRACCIANO
LINFINITUDINE.
12. ALLORA SVABHVAT MANDA FOHAT A CONSOLIDARE GLI ATOMI. OGNUNO
UNA PARTE DELLA TELA. RIFLETTENDO COME UNO SPECCHIO IL SIGNORE CHE
ESISTE PER S, OGNUNO A SUA VOLTA DIVIENE UN MONDO.
STANZA IV

1. ASCOLTATE, O FIGLI DELLA TERRA, I VOSTRI ISTRUTTORI I FIGLI DEL


FUOCO. IMPARATE, NON VI N PRIMO N ULTIMO, POICH TUTTO UN NUMERO,
EMERSO DAL NON-NUMERO.
2. IMPARATE CI CHE NOI, DISCENDENTI DAI SETTE PRIMORDIALI, NOI NATI
DALLA FIAMMA PRIMORDIALE, ABBIAMO IMPARATO DAI NOSTRI PADRI......
3. DAL FULGORE DELLA LUCE IL RAGGIO DELLETERNA TENEBRA
BALZARONO NELLO SPAZIO LE ENERGIE RISVEGLIATE; LUNO DALLUOVO, I SEI
ED I CINQUE. QUINDI I TRE, LUNO, I QUATTRO, LUNO, I CINQUE I DUE VOLTE
SETTE, LA SOMMA TOTALE. E QUESTI SONO LE ESSENZE, LE FIAMME, GLI
ELEMENTI, I COSTRUTTORI, I NUMERI, GLI ARPA, I RPA, E LA FORZA, O
LUOMO DIVINO, LA SOMMA TOTALE. E DALLUOMO DIVINO EMANARONO LE
FORME, LE SCINTILLE, GLI ANIMALI SACRI ED I MESSAGGERI DEI PADRI
SACRI ENTRO I QUATTRO SANTI.
4. QUESTO ERA LESERCITO DELLA VOCE, LA DIVINA MADRE DEI SETTE.
LE SCINTILLE DEI SETTE SONO SOTTOPOSTE E SERVENTI DEL PRIMO, DEL
SECONDO, DEL TERZO, DEL QUARTO, DEL QUINTO, DEL SESTO E DEL SETTIMO
DEI SETTE. QUESTE SONO CHIAMATE SFERE, TRIANGOLI, CUBI, LINEE E
MODELLATORI; POICH COS STA LETERNO NIDNA LOI-HA-HOU.
5. LOI-HA-HOU, CHE TENEBRA, LILLIMITATO O IL NON-NUMERO,
DI-NIDNA SVABHVAT, IL CERCHIO:
I -LDI-SANAT, IL NUMERO, POICH EGLI UNO.
II -LA VOCE DELLA PAROLA, SVABHVAT, I NUMERI, PERCH EGLI UNO E
NOVE.
III -IL QUADRATO SENZA FORMA. E QUESTI TRE, -RACCHIUSI DENTRO IL
CERCHIO SONO I SACRI QUATTRO; E I DIECI SONO LUNIVERSO ARPA. INDI
VENGONO I FIGLI, I SETTE COMBATTENTI, LUNO, LOTTAVO LASCIATO FUORI, ED
IL SUO RESPIRO CHE IL PRODUTTORE DELLA LUCE.
6. POI I SECONDI SETTE, CHE SONO I LIPIKA, PRODOTTI DAI TRE. IL FIGLIO
REIETTO UNO. I FIGLI-SOLI SONO INNUMEREVOLI.

STANZA V

1. I SETTE PRIMORDIALI, I PRIMI SETTE RESPIRI DEL DRAGO DI SAPIENZA,


PRODUCONO A LORO VOLTA, DAI LORO SANTI RESPIRI ROTEANTI, LIGNEO
TURBINE.
2. ESSI FANNO DI LUI IL MESSAGGERO DELLA LORO VOLONT. IL DZYU DIVIENE
FOHAT: IL RAPIDO FIGLIO DEI FIGLI DIVINI, I CUI FIGLI SONO I LIPIKA, CORRE
INCOMBENZE CIRCOLARI. FOHAT IL CORSIERO ED IL PENSIERO, IL
CAVALIERE. EGLI PASSA COME IL FULMINE ATTRAVERSO LE IGNEE NUBI;
EGLI FA TRE E CINQUE E SETTE PASSI ATTRAVERSO LE SETTE REGIONI DI
SOPRA E LE SETTE DI SOTTO. EGLI ALZA LA SUA VOCE E CHIAMA LE
INNUMEREVOLI SCINTILLE E LE UNISCE INSIEME.
3. EGLI LO SPIRITO CHE LE GUIDA E LE DIRIGE. QUANDO COMINCIA A
LAVORARE, EGLI SEPARA LE SCINTILLE DEL REGNO INFERIORE CHE
ONDEGGIANO E FREMONO DI GIOIA NELLE LORO DIMORE RADIANTI, E NE FORMA I
GERMI DELLE RUOTE. EGLI LE COLLOCA NELLE SEI DIREZIONI DELLO SPAZIO
ED UNA NEL MEZZO LA RUOTA CENTRALE.
4. FOHAT TRACCIA LINEE SPIRALI PER UNIRE LA SESTA ALLA SETTIMA LA
CORONA. UN ESERCITO DEI FIGLI DELLA LUCE STA A CIASCUN ANGOLO, E I
LIPIKA NELLA RUOTA MEDIANA. ESSI DICONO: QUESTO BUONO. IL PRIMO
MONDO DIVINO PRONTO, IL PRIMO ORA IL SECONDO.
ALLORA IL DIVINO ARPA SI RIFLETTE IN CHHY LOKA, IL PRIMO
VESTIMENTO DI ANUPDAKA.
5. FOHAT FA CINQUE PASSI E COSTRUISCE UNA RUOTA ALATA AD OGNI ANGOLO
DEL QUADRATO PER I QUATTRO SANTI ED I LORO ESERCITI.
6. I LIPIKA CIRCOSCRIVONO IL TRIANGOLO, IL PRIMO UNO, IL CUBO, IL SECONDO
UNO, E IL PENTACOLO DENTRO ALLUOVO. LANELLO CHIAMATO
INVALICABILE PER COLORO CHE DISCENDONO ED ASCENDONO. ANCHE PER
QUELLI CHE DURANTE IL KALPA PROGREDISCONO VERSO IL GRAN GIORNO
SII CON NOI. COS FURONO FORMATI LA RPA E LARPA: DALLA SOLA LUCE,
SETTE LUCI; DA OGNUNA DELLE SETTE, SETTE VOLTE SETTE LUCI. LE RUOTE
VIGILANO LANELLO... LUCE, SETTE LUCI; DA OGNUNA DELLE SETTE, SETTE
VOLTE SETTE LUCI. LE RUOTE VIGILANO LANELLO...

STANZA VI

1. PER LA POTENZA DELLA MADRE DI MISERICORDIA E DI SAPIENZA,


KWAN-YIN IL TRIPLO DI KWAN-SHAI-YIN, CHE RISIEDE IN
KWAN-YIN-TIEN, FOHAT, IL RESPIRO DELLA LORO PROGENIE, IL FIGLIO DEI
FIGLI, AVENDO FATTO USCIRE DALLABISSO INFERIORE LA FORMA ILLUSORIA
DI SIENTCHAN ED I SETTE ELEMENTI.
2. IL RAPIDO E RADIANTE PRODUCE I SETTE CENTRI LAYA, CONTRO I QUALI
NESSUNO PREVARR FINO AL GRAN GIORNO SII CON NOI; E ASSIDE
LUNIVERSO SU QUESTE FONDAMENTA ETERNE, CIRCONDANDO SIEN-TCHAN
CON I GERMI ELEMENTARI.
3. DEI SETTE PRIMA UNO MANIFESTO, SEI CELATI; DUE MANIFESTI, CINQUE
CELATI; TRE MANIFESTI, QUATTRO CELATI; QUATTRO MOSTRATI, TRE
NASCOSTI; QUATTRO ED UNO TSAN RIVELATI; DUE E UN-MEZZO CELATI; SEI
DA ESSERE MANIFESTATI, UNO MESSO DA PARTE. FINALMENTE, SETTE
PICCOLE RUOTE CHE GIRANO, UNA DANDO ORIGINE ALLALTRA.
4. EGLI LE COSTRUISCE A SOMIGLIANZA DELLE RUOTE PI ANTICHE,
COLLOCANDOLE SUI CENTRI IMPERITURI.
COME LE COSTRUISCE FOHAT? EGLI RADUNA LA POLVERE IGNEA. EGLI FA
GLOBI DI FUOCO, CORRE ATTRAVERSO E INTORNO A LORO, INFONDENDOVI LA
VITA, INDI LI METTE IN MOTO; ALCUNI IN UN MODO, ALTRI IN UN ALTRO.
ESSI SONO FREDDI, EGLI LI FA ROVENTI. ESSI SONO ASCIUTTI, EGLI LI RENDE
UMIDI. ESSI BRILLANO, ED EGLI, VENTILANDO, LI RAFFREDDA. COS AGISCE
FOHAT DA UN CREPUSCOLO ALLALTRO, DURANTE SETTE ETERNIT.
5. ALLA QUARTA, AI FIGLI DETTO DI CREARE LE LORO IMMAGINI. UN TERZO
RIFIUTANO DUE OBBEDISCONO.
LA MALEDIZIONE PRONUNZIATA. ESSI NASCERANNO NELLA QUARTA,
SOFFRIRANNO E FARANNO SOFFRIRE. QUESTA LA PRIMA GUERRA.
6. LE RUOTE PI ANTICHE ROTEARONO IN BASSO ED IN ALTO..... GLI OVULI
DELLA MADRE RIEMPIVANO IL TUTTO. VI FURONO BATTAGLIE COMBATTUTE
FRA I CREATORI E I DISTRUTTORI, E BATTAGLIE COMBATTUTE PER LO SPAZIO;
IL SEME APPARIVA E RIAPPARIVA CONTINUAMENTE.
7. F I TUOI CALCOLI, O LANU, SE VUOI SAPERE LET PRECISA DELLA TUA
PICCOLA RUOTA. IL SUO QUARTO RAGGIO LA NOSTRA MADRE. RAGGIUNGI IL
QUARTO FRUTTO DEL QUARTO SENTIERO DI CONOSCENZA CHE CONDUCE AL
NIRVNA, E COMPRENDERAI, PERCH VEDRAI...

STANZA VII.

1. ECCO IL PRINCPIO DELLA VITA INFORME SENZIENTE. PRIMO, IL DIVINO,


LUNO DALLO SPIRITO-MADRE; POI LO SPIRITUALE; I TRE DALLUNO; I QUATTRO
DALLUNO, ED I CINQUE, DAI QUALI I TRE, ED I CINQUE E I SETTE. QUESTI
SONO I TRIPLICI, I QUADRUPLI,.. DISCENDENDO; I FIGLI NATI DALLA
MENTE DEL PRIMO SIGNORE, I SETTE RISPLENDENTI. SONO ESSI CHE SONO TE,
IO, EGLI, O LANU; ESSI CHE VEGLIANO SU DI TE E SU TUA MADRE, BHMI.
2. IL RAGGIO UNO MOLTIPLICA I RAGGI MINORI. LA VITA PRECEDE LA FORMA, E
LA VITA SOPRAVVIVE ALLULTIMO ATOMO. ATTRAVERSO GLI INNUMEREVOLI
RAGGI PROCEDE IL RAGGIO DELLA VITA, LUNO, COME UN FILO ATTRAVERSO
MOLTE PERLE.
3. QUANDO LUNO DIVENTA DUE, IL TRIPLICE APPARE, ED I TRE SONO UNO; ED
IL NOSTRO FILO, O LANU, IL CUORE DELLA PIANTA-UOMO, CHIAMATA
SAPTAPARNA.
4. LA RADICE CHE NON MUORE MAI; LA FIAMMA TRILINGUE DAI QUATTRO
LUCIGNOLI. I LUCIGNOLI SONO LE SCINTILLE, CHE TRAGGONO DALLA FIAMMA
TRILINGUE SCOCCATA DAI SETTE LA LORO FIAMMA; I RAGGI E LE SCINTILLE
DI UNA LUNA RIFLESSA NELLE ONDE CORRENTI DI TUTTI I FIUMI DELLA
TERRA.
5. LA SCINTILLA ATTACCATA ALLA FIAMMA CON UN SOTTILISSIMO FILO DI
FOHAT. ESSA VIAGGIA ATTRAVERSO I SETTE MONDI DI MY. SI FERMA NEL
PRIMO, ED UN METALLO E UNA PIETRA; PASSA NEL SECONDO, ED ECCO UNA
PIANTA; LA PIANTA PASSA ATTRAVERSO SETTE CAMBIAMENTI, E DIVIENE
UN ANIMALE SACRO. DALLA COMBINAZIONE DEGLI ATTRIBUTI DI QUESTI,
MANU, IL PENSATORE, FORMATO. CHI LO FORMA? LE SETTE VITE E LA VITA
UNA. CHI LO COMPLETA? IL QUINTUPLICE LHA. E CHI PERFEZIONA LULTIMO
CORPO? IL PESCE, IL PECCATO, E SOMA.....
6. DAL PRIMOGENITO IL FILO TRA IL GUARDIANO SILENZIOSO E LA SUA OMBRA
DIVIENE PI FORTE E RAGGIANTE AD OGNI CAMBIAMENTO. LA LUCE DEL SOLE
MATTUTINO DIVENUTA LA GLORIA DEL MERIGGIO.....
7. QUESTA LA TUA RUOTA ATTUALE, DISSE LA FIAMMA ALLA SCINTILLA.
TU SEI ME STESSA, LA MIA IMMAGINE E LA MIA OMBRA. MI SONO RIVESTITA
DI TE E TU SEI IL MIO VHAN FINO AL GIORNO SII CON NOI, QUANDO TU
RIDIVERRAI ME STESSA ED ALTRI, TE STESSA E ME. ALLORA I COSTRUTTORI,
INDOSSATE LE LORO PRIME VESTIMENTA, DISCENDONO SULLA TERRA
RADIOSA E REGNANO SUGLI UOMINI -CHE SONO LORO STESSI..
ANTROPOGENESI

STANZA I

1. IL LHA CHE MUOVE LA QUARTA IL SERVITORE DEI LHA DEI SETTE, COLORO
CHE, CONDUCENDO I LORO COCCHI INTORNO AL LORO SIGNORE, RUOTANO
LOCCHIO UNICO [DEL NOSTRO MONDO]. IL SUO RESPIRO DIEDE VITA AI SETTE.
EGLI DIEDE VITA AL PRIMO.
2. DISSE LA TERRA: SIGNORE DAL VOLTO RISPLENDENTE, LA MIA CASA
VUOTA MANDA I TUOI FIGLI A POPOLARE QUESTA RUOTA. TU HAI MANDATO I
TUOI SETTE FIGLI AL SIGNORE DELLA SAGGEZZA. EGLI TI VEDE SETTE VOLTE
PI VICINO A S, TI SENTE SETTE VOLTE DI PI. TU HAI IMPEDITO AI TUOI
SERVITORI, GLI ANELLI MINORI, DI IMPADRONIRSI DELLA TUA LUCE E DEL TUO
CALORE, DI INTERCETTARE LA TUA GRANDE GENEROSIT AL SUO PASSAGGIO.
MANDALI ORA ALLA TUA SERVA.
3. DISSE IL SIGNORE DAL VOLTO SPLENDENTE TI MANDER UN FUOCO QUANDO
IL TUO LAVORO COMINCER. ALZA LA TUA VOCE AD ALTRI LOKA; RIVOLGILA A
TUO PADRE, IL SIGNORE DEL LOTO, PERCH TI MANDI I SUOI FIGLI LA TUA
GENTE SAR GOVERNATA DAI PADRI. I TUOI UOMINI SARANNO MORTALI.
NON I FIGLI DI SOMA, MA GLI UOMINI DEL SIGNORE DELLA SAGGEZZA
SARANNO IMMORTALI. CESSA I TUOI LAMENTI. LE TUE SETTE PELLI TI
RICOPRONO ANCORA. TU NON SEI PRONTA. I TUOI UOMINI NON SONO PRONTI.
4. DOPO GRANDI DOGLIE ESSA DEPOSE LE SUE TRE VECCHIE PELLI, NE
INDOSS SETTE NUOVE, E RIMASE NELLA PRIMA.

STANZA II

5. LA RUOTA GIR ANCORA PER TRENTA CRORE. ESSA COSTRU DELLE RPA;
PIETRE TENERE CHE SI INDURIVANO, PIANTE RIGIDE CHE SI AMMORBIDIVANO.
II VISIBILE USC DALLINVISIBILE, INSETTI E PICCOLE VITE. ESSA LI
SCUOTEVA DI DOSSO OGNI VOLTA CHE INVADEVANO LA MADRE
DOPO TRENTA CRORE, ESSA SI VOLT. GIACQUE SUL SUO DORSO; SUL SUO
FIANCO ESSA NON VOLEVA CHIAMARE I FIGLI DEL CIELO, NON VOLEVA
RICORRERE AI FIGLI DELLA SAGGEZZA. ESSA GENER DAL PROPRIO SENO.
SVILUPP UOMINI ACQUATICI, TERRIBILI E MALVAGI.
6. GLI UOMINI ACQUATICI, TERRIBILI E MALVAGI, ESSA STESSA LI CRE CON I
RESTI DEGLI ALTRI. DALLE SCORIE E DAL LIMO DEL PRIMO, DEL SECONDO E
DEL TERZO, ESSA LI FORM. I DHYNI VENNERO E GUARDARONO. I DHYNI
DALLO SPLENDENTE PADRE-MADRE, DALLE CANDIDE REGIONI VENNERO,
DALLE DIMORE DEI MORTALI IMMORTALI.
7. ESSI FURONO SCONTENTI. QUI NON C LA NOSTRA CARNE. NON UNA RPA
ADATTA AI NOSTRI FRATELLI DELLA QUINTA. NON DIMORE PER LE VITE. ESSI
DEVONO BERE ACQUE PURE, NON TORBIDE. PROSCIUGHIAMO QUESTE.
8. VENNERO LE FIAMME. I FUOCHI CON LE SCINTILLE; I FUOCHI DELLA NOTTE
ED I FUOCHI DEL GIORNO. ESSI PROSCIUGARONO LE TORBIDE ACQUE SCURE.
CON IL LORO CALORE LE SECCARONO. VENNERO I LHA DALLALTO, I LHAMAYIN
DAL BASSO. ESSI STERMINARONO LE FORME CON DUE E QUATTRO FACCE.
ESSI COMBATTERONO GLI UOMINI-CAPRA, GLI UOMINI CON LA TESTA DI CANE E
GLI UOMINI COL CORPO DI PESCE.
9. LACQUA MADRE, IL GRANDE MARE, PIANSE. ESSA SI SOLLEV, ESSA
SPAR NELLA LUNA, CHE LAVEVA SOLLEVATA, CHE LE AVEVA DATO LA
NASCITA.
10. QUANDO ESSI FURONO DISTRUTTI, LA MADRE TERRA RIMASE NUDA. ESSA
CHIESE DI ESSERE SECCATA.

STANZA III

11. VENNE IL SIGNORE DEI SIGNORI. DAL SUO CORPO SEPAR LE ACQUE, E
QUESTO FU IL CIELO SUPERIORE, IL PRIMO CIELO.
12. I GRANDI CHOHAN CHIAMARONO I SIGNORI DELLA LUNA DAI CORPI AEREI:
PRODUCETE UOMINI, UOMINI DELLA VOSTRA NATURA. DATE LORO LA FORMA
INTERNA. QUESTA COSTRUIR I VESTIMENTI ESTERNI. ESSI SARANNO
MASCHI-FEMMINE. ANCHE I SIGNORI DELLA FIAMMA.
13. ESSI ANDARONO, CIASCUNO SUL TERRITORIO ASSEGNATOGLI. SETTE DI LORO,
OGNUNO SUL SUO APPEZZAMENTO. I SIGNORI DELLA FIAMMA RIMASERO
INDIETRO. ESSI NON VOLLERO ANDARE, NON VOLEVANO CREARE.

STANZA IV

14. LE SETTE LEGIONI, I SIGNORI NATI DALLA VOLONT, SOSPINTE DALLO


SPIRITO DEL DONO DI VITA, SEPARARONO GLI UOMINI DA SE STESSI, OGNUNO
SULLA PROPRIA ZONA.
15. SETTE VOLTE SETTE OMBRE DI UOMINI FUTURI NACQUERO, OGNUNA DEL
PROPRIO COLORE E DELLA PROPRIA SPECIE. OGNUNA INFERIORE AL SUO
PADRE. I PADRI, I PRIVI DOSSA, NON POTEVANO DARE VITA AD ESSERI CON
OSSA. LA LORO PROGENIE FURONO DEI BHUTA, SENZA FORMA N MENTE,
PERCI FURONO CHIAMATI LA RAZZA CHHY.
16. COME SONO NATI I MANUSHYA? I MANU CON LA MENTE, COME SONO FATTI?
I PADRI CHIAMARONO IN AIUTO IL PROPRIO FUOCO, CHE IL FUOCO CHE BRUCIA
NELLA TERRA. LO SPIRITO DELLA TERRA CHIAM IN SUO AIUTO IL FUOCO DEL
SOLE. QUESTI TRE, CON I LORO SFORZI CONGIUNTI, PRODUSSERO UNA BUONA
RPA. ESSA POTEVA STARE IN PIEDI, CAMMINARE, CORRERE CORICARSI E
VOLARE. TUTTAVIA ERA ANCORA SOLAMENTE UNA CHHY, UNOMBRA,
SENZA SENSI
17. AL RESPIRO OCCORREVA UNA FORMA; I PADRI LA DIEDERO. AL RESPIRO
OCCORREVA UN CORPO GROSSOLANO; LA TERRA LO PLASM. AL RESPIRO
OCCORREVA LO SPIRITO DI VITA, I LHA SOLARI LO ALITARONO NELLA SUA
FORMA. AL RESPIRO OCCORREVA UNO SPECCHIO DEL SUO CORPO; NOI GLI
ABBIAMO DATO IL NOSTRO! DISSERO I DHYANI. AL RESPIRO OCCORREVA UN
VEICOLO DEI DESIDERI. LO POSSIEDE! DISSE IL PROSCIUGATORE DELLE
ACQUE. MA AL RESPIRO OCCORREVA UNA MENTE PER ABBRACCIARE
LUNIVERSO.NOI NON POSSIAMO DARLA DISSERO I PADRI. IO NON LHO
AVUTA MAI DISSE LO SPIRITO DELLA TERRA. LA FORMA SAREBBE PERDUTA
SE IO GLI DESSI LA MIA, DISSE IL GRANDE FUOCO LUOMO RIMASE UN
BHTA VUOTO, SENZA SENSI, COS I PRIVI DI OSSA DIEDERO VITA A COLORO CHE
NELLA TERZA DIVENNERO UOMINI CON OSSA.

STANZA V

18. I PRIMI FURONO I FIGLI DELLO YOGA. I LORO FIGLI, I NATI DAL PADRE GIALLO
E DALLA MADRE BIANCA.
19. LA SECONDA RAZZA FU IL PRODOTTO DA GEMMAZIONE ED ESPANSIONE,
LASESSUATA DAL SENZA SESSO. COS, O LANU, FU PRODOTTA LA SECONDA
RAZZA.
20. I LORO PADRI ERANO I NATI DA S. I NATI DA S, LE CHHY DAI CORPI
BRILLANTI DEI SIGNORI, I PADRI, I FIGLI DEL CREPUSCOLO.
21. QUANDO LA RAZZA INVECCHI, LE VECCHIE ACQUE SI MESCOLARONO CON
ACQUE PI FRESCHE. QUANDO LE SUE GOCCE DIVENNERO TORBIDE,
SVANIRONO E DISPARVERO NELLA NUOVA CORRENTE, IL CALDO FIUME DELLA
VITA. LESTERNO DELLA PRIMA DIVENNE LINTERNO DELLA SECONDA.
LANTICA ALA DIVENNE LA NUOVA OMBRA, E LOMBRA DELLALA.
STANZA VI

22. ALLORA LA SECONDA SVILUPP I NATI DALLUOVO, LA TERZA. IL SUDORE


CREBBE, LE SUE GOCCE CREBBERO, E LE GOCCE DIVENNERO SOLIDE E ROTONDE.
IL SOLE LE RISCALD; LA LUNA LE RAFFREDD E DIEDE LORO FORMA; IL VENTO
LE NUTR FINO ALLA LORO MATURIT. IL CIGNO BIANCO DELLA VOLTA
STELLATA ADOMBR LA GROSSA GOCCIA. LUOVO DELLA RAZZA FUTURA,
LUOMO-CIGNO DELLA SUCCESSIVA TERZA. PRIMA MASCHIO-FEMMINA, POI
UOMO E DONNA.
23. I NATI DA S FURONO LE CHHY, LE OMBRE DEI CORPI DEI FIGLI DEL
CREPUSCOLO. N LACQUA N IL FUOCO POTEVANO DISTRUGGERLE [I LORO
FIGLI LO FURONO].

STANZA VII

24. I FIGLI DELLA SAGGEZZA, I FIGLI DELLA NOTTE, PRONTI PER RINASCERE,
DISCESERO. ESSI VIDERO LE FORME VILI DELLA PRIMA TERZA. NOI POSSIAMO
SCEGLIERE DISSERO I SIGNORI NOI ABBIAMO LA SAGGEZZA. ALCUNI
ENTRARONO NELLE CHHY. ALCUNI PROIETTARONO UNA SCINTILLA.
ALCUNI DIFFERIRONO FINO ALLA QUARTA. CON LA LORO RPA RIEMPIRONO IL
KMA. QUELLI CHE ENTRARONO DIVENNERO ARHAT. QUELLI CHE
RICEVETTERO SOLO LA SCINTILLA RIMASERO SPROVVISTI DI CONOSCENZA;
LE SCINTILLE BRILLAVANO DEBOLMENTE. LA TERZA RIMASE SENZA MENTE.
I LORO JIVA NON ERANO PRONTI. ESSI FURONO SEPARATI FRA I SETTE. ESSI
EBBERO LA TESTA RISTRETTA. I TERZI ERANO PRONTI: IN QUESTI NOI
ABITEREMO DISSERO I SIGNORI DELLA FIAMMA (E DELLA SAGGEZZA
OSCURA).
25. COME SI COMPORTARONO I MNASA, I FIGLI DELLA SAGGEZZA?
RIFIUTARONO I NATI DA S. ESSI NON SONO ANCORA PRONTI. SDEGNARONO I
NATI DAL SUDORE. NON SONO DEL TUTTO PRONTI. NON VOLLERO ENTRARE NEI
PRIMI NATI DALLUOVO.
26. QUANDO I NATI DAL SUDORE PRODUSSERO I NATI DALLUOVO, I DOPPI, I
FORTI, I POTENTI PROVVISTI DI OSSA, I SIGNORI DELLA SAGGEZZA DISSERO:
ORA POSSIAMO CREARE.
27. LA TERZA RAZZA DIVENNE IL VHAN DEI SIGNORI DI SAGGEZZA. ESSA
CRE I FIGLI DELLA VOLONT E DELLO YOGA; MEDIANTE KRIYSHAKTI
LI CRE, I SANTI PADRI, ANTENATI DEGLI ARHAT
STANZA VIII

28. DALLE GOCCE DI SUDORE, DAI RESIDUI DELLA SOSTANZA, MATERIA


PROVENIENTE DAI CORPI MORTI DEGLI UOMINI E DEGLI ANIMALI DELLA RUOTA
PRECEDENTE, E DALLA POLVERE SCARTATA, FURONO PRODOTTI I PRIMI
ANIMALI.
29. ANIMALI FORNITI DI OSSA, DRAGHI DELLABISSO E SARPA VOLANTI SI
AGGIUNSERO A CI CHE STRISCIAVA. QUELLI CHE STRISCIAVANO EBBERO LE
ALI. QUELLI ACQUATICI DAL LUNGO COLLO DIVENNERO I PROGENITORI DEGLI
UCCELLI DELLARIA.
30. DURANTE LA TERZA, GLI ANIMALI SENZA OSSA CREBBERO E MUTARONO,
DIVENNERO ANIMALI PROVVISTI DI OSSA, E LE LORO CHHY DIVENNERO
SOLIDE.
31. PER PRIMI SI SEPARARONO GLI ANIMALI. ESSI COMINCIARONO A
RIPRODURSI. LUOMO DOPPIO ANCHE SI SEPAR. EGLI DISSE: FACCIAMO COME
LORO; UNIAMOCI E PROCREIAMO. LO FECERO
32. E COLORO CHE NON AVEVANO SCINTILLA PRESERO CON S ENORMI ANIMALI
FEMMINE. E CON QUESTE GENERARONO RAZZE MUTE. ESSI STESSI ERANO
MUTI MA LA LORO LINGUA SI SCIOLSE. LE LINGUE DELLA LORO PROGENIE
RIMASERO SILENZIOSE. GENERARONO MOSTRI. UNA RAZZA DI MOSTRI
DEFORMI, COPERTI DI PELO ROSSO, CHE CAMMINAVANO A QUATTRO ZAMPE.
UNA RAZZA MUTA PERCH LA VERGOGNA NON FOSSE RACCONTATA.

STANZA IX

33. VEDENDO QUESTO, I LHA CHE NON AVEVANO COSTRUITO UOMINI PIANSERO,
DICENDO:
34. GLI AMNASA HANNO DISONORATO LE NOSTRE FUTURE DIMORE. QUESTO
KARMA. ABITIAMO NELLE ALTRE. ISTRUIAMOLE MEGLIO, PERCH NON
SUCCEDA DI PEGGIO. LO FECERO
35. ALLORA, TUTTI GLI UOMINI FURONO DOTATI DI MANAS. ESSI VIDERO IL
PECCATO DI QUELLI CHE ERANO SENZA MENTE.
36. LA QUARTA RAZZA SVILUPP LA PAROLA.
37. LUNO DIVENNE DUE; LO STESSO FECE TUTTO CI CHE VIVEVA E CHE
STRISCIAVA, E CHE ERANO ANCORA UNO, PESCI GIGANTI, UCCELLI E
SERPENTI CON LA TESTA RICOPERTA DI UNA CORAZZA.
STANZA X

38. COS, A DUE A DUE, SULLE SETTE ZONE, LA TERZA RAZZA DIEDE ORIGINE
ALLA QUARTA. IL SURA DIVENT A-SURA.
39. LA PRIMA, SU OGNI ZONA, ERA DEL COLORE DELLA LUNA; LA SECONDA
GIALLA COME LORO; LA TERZA ROSSA; LA QUARTA BRUNA, E DIVENNE NERA
CON IL PECCATO. I PRIMI SETTE RAMPOLLI UMANI ERANO TUTTI DI UN SOLO
COLORE. I SETTE SEGUENTI COMINCIARONO A MESCOLARSI.
40. ALLORA LA TERZA E LA QUARTA SI GONFIARONO DI ORGOGLIO: NOI SIAMO I
RE, NOI SIAMO GLI DI.
41. ESSI PRESERO DELLE MOGLI PIACEVOLI A VEDERSI. DONNE PRESE TRA GLI
UOMINI SENZA MENTE, DALLA TESTA RISTRETTA. ESSE GENERARONO MOSTRI,
DEMONI MALVAGI, MASCHI E FEMMINE, E ANCHE KHADO, DALLE MENTI
PICCOLE.
42. ERESSERO TEMPLI AL CORPO UMANO. E ADORARONO IL MASCHIO E LA
FEMMINA. ALLORA IL TERZO OCCHIO CESS DI FUNZIONARE.

STANZA XI

43. ESSI EDIFICARONO CITT ENORMI. LE EDIFICARONO CON TERRE E METALLI


RARI. MEDIANTE I FUOCHI VOMITATI, MEDIANTE LA PIETRA BIANCA DELLE
MONTAGNE E LA PIETRA NERA, ESSI SCOLPIRONO LE PROPRIE IMMAGINI, IN
GRANDEZZA NATURALE E A LORO SOMIGLIANZA, E LE ADORARONO.
44. ERESSERO GRANDI IMMAGINI ALTE NOVE YATI, LALTEZZA DEL LORO
CORPO. FUOCHI INTERNI AVEVANO DISTRUTTO LA TERRA DEI LORO PADRI.
LACQUA MINACCIAVA LA QUARTA.
45. GIUNSERO LE PRIME GRANDI ACQUE. E INGHIOTTIRONO LE SETTE GRANDI
ISOLE.
46. TUTTI I SANTI FURONO SALVATI, GLI EMPI DISTRUTTI. CON ESSI MOLTI DEI
GROSSI ANIMALI, PRODOTTI DAL SUDORE DELLA TERRA.

STANZA XII

47. POCHI UOMINI RIMASERO. RIMASE QUALCHE GIALLO, QUALCHE BRUNO E


NERO, QUALCHE ROSSO. QUELLI DAL COLORE DELLA LUNA ERANO SPARITI
PER SEMPRE.
48. LA QUINTA, PRODOTTA DAL CEPPO SANTO, RIMASE; ESSA FU GOVERNATA
DAI PRIMI RE DIVINI.
49. .[I SERPENTI] CHE RIDISCESERO, CHE FECERO PACE CON LA QUINTA,
CHE LE INSEGNARONO E LA ISTRUIRONOTraduzione dallEdizione del 1923.

Commentario della Theosophy Company.

Le Stanze danno una formula astratta che pu essere applicata, mutatis mutandis, a tutta
levoluzione: a quella della nostra piccola terra, a quella della catena di pianeti di cui la nostra
terra fa parte, alluniverso solare al quale quella catena planetaria appartiene, e cos via, in una
scala ascendente, finch la mente vacilla e si arresta esausta per lo sforzo.
Le sette Stanze esposte rappresentano i sette termini di questa formula astratta; si riferiscono
ai sette grandi stadi del processo evolutivo e li descrivono. Di essi si parla nei Purna come delle
Sette Creazioni, e nella Bibbia come dei Giorni della Creazione.
La STANZA I descrive lo stato dellUNO-TUTTO durante il Pralaya, antecedente alla
prima vibrazione della Manifestazione in procinto di risvegliarsi.
Un istante di riflessione ci far capire come di un simile stato possa essere dato soltanto un
simbolo, essendo impossibile ogni descrizione. Inoltre, esso pu essere simboleggiato solo
negativamente, poich, essendo lo stato dellAssoluto per s, non pu possedere nessuno di
quegli attributi specifici che servono a descrivere gli oggetti in termini positivi. Quindi tale stato
pu essere soltanto indicato dalla negazione di tutti gli attributi pi astratti che luomo sente, pi
che concepisce, come gli estremi limiti raggiungibili dal suo potere di concezione.
La STANZA II descrive uno stadio che, per una mente occidentale, quasi identico a quello
menzionato nella Stanza I, e quindi, per esprimere lidea della loro differenza, occorrerebbe un
apposito trattato. Bisogna quindi lasciare allintuizione ed alle facolt superiori del lettore il
compito di afferrare, per quanto gli sar possibile, il significato delle frasi allegoriche usate.
necessario ricordarsi, infatti, che tutte queste Stanze fanno appello pi alle facolt interiori
che allordinaria comprensione del cervello fisico.
La STANZA III descrive il Risveglio dellUniverso alla Vita dopo il Pralaya.
Descrive lemergenza delle Monadi dal loro stato di assorbimento nellUno, il primo ed il pi
alto stadio nella formazione dei mondi poich il termine Monade pu applicarsi tanto al pi
vasto Sistema Solare quanto al pi piccolo atomo.
La STANZA IV espone la differenziazione del Germe dellUniverso nella Gerarchia
Settenaria dei Poteri Divini coscienti, che sono le manifestazioni attive dellEnergia Suprema
Una. Essi sono i modellatori, i plasmatori ed infine i creatori di tutto lUniverso manifestato, e
ci nellunico senso intelligibile della parola creatore. Essi lo informano e lo guidano; sono gli
Esseri intelligenti che regolano e controllano lEvoluzione, sono le manifestazioni incarnate
della Legge Una, da noi conosciute come Leggi della Natura. Genericamente essi sono
conosciuti con il nome di Dhyn Chohan, bench, nella Dottrina Segreta, ciascun gruppo
abbia la propria denominazione particolare.
Nella mitologia ind questo stadio dellevoluzione chiamato la Creazione degli Di.
La STANZA V descrive il processo della formazione dei mondi. Prima, la Materia Cosmica
diffusa, quindi, lIgneo Turbine primo stadio della formazione della nebulosa. Questa
nebulosa si condensa e, dopo essere passata attraverso varie trasformazioni, forma un
Universo Solare, una Catena Planetaria o un singolo Pianeta, secondo i casi.
La STANZA VI indica gli stadi seguenti della formazione di un Mondo e descrive
levoluzione di un tale Mondo fino al suo grande quarto periodo, che corrisponde a quello in cui
viviamo attualmente.
La STANZA VII continua la narrazione e descrive la discesa della Vita fino allapparire
dellUomo; e qui ha fine la prima parte del Volume I della Dottrina Segreta.
Levoluzione dellUomo, dal suo primo apparire sulla Terra in questa Ronda, fino allo stato
in cui si trova attualmente, former il soggetto dellAntropogenesi .
Le Stanze che formano la tesi di ciascuna sezione sono riprodotte nella loro versione moderna,
poich sarebbe inutile rendere ancora pi difficile tale soggetto con lintrodurre la fraseologia
arcaica delloriginale, con le sue parole ed il suo stile enigmatici. Diamo pure alcuni estratti di
traduzioni dal cinese, dal tibetano e dal sanscrito del testo originale Senzar, dei Commentari e
delle Glosse tratte dal Libro di Dzyan estratti presentati per la prima volta in linguaggio
europeo. quasi inutile dire che solo una parte delle sette Stanze presentata in questopera;
se fossero pubblicate per intero resterebbero incomprensibili a tutti, eccetto che ad alcuni
profondi occultisti. E neppure lautrice, o meglio, lumile trascrittrice, capirebbe quei passaggi
proibiti. Per facilitare la lettura dellopera ed evitare note troppo frequenti, si creduto meglio di
porre gli uni accanto agli altri i testi e le glosse, usando, se necessario, i nomi sanscriti e tibetani
invece di quelli originali, tanto pi che tutti quei termini sono sinonimi accettati, essendo gli altri
usati soltanto fra un Maestro e i suoi chla (o discepoli).
Cos, se si volesse tradurre usando soltanto i termini impiegati in una delle versioni tibetane e
Senzar, si dovrebbe leggere il verso I come segue:
Tho-ag in Zhi-gyu dorm sette Khorlo. Zodmanas zhiba. Tutto Nyug seno. Konch-hog non;
Thyan-Kam non; Lha-Chohan non; Tenbrel Chugnyi non; Darmakya cess; Tgenchang
non divenne; Barnang e Ssa in Ngovonyidj; solo Tho-og Yinsin nella notte di Sun-chan e
Yong-Grub [Paranishpanna], ecc. Un vero Abracadabra.
Siccome questopera stata scritta allo scopo di istruire gli studiosi di Occultismo, e non per i
filologi, abbiamo voluto evitare termini stranieri il pi possibile. Solo i vocaboli intraducibili
sono stati lasciati nella loro forma sanscrita e ne verr spiegato il significato. Il lettore si
ricorder che questi sono quasi sempre lo sviluppo pi recente di questultima lingua, ed
appartengono alla Quinta Razza-Radice. Il sanscrito conosciuto attualmente non era parlato
dagli Atlantidei, e la maggior parte dei termini filosofici usati nei sistemi dellIndia del periodo
posteriore al Mahbhrata, non si trovano nei Veda e neppure nelle Stanze originali, ma solo i
loro equivalenti. Il lettore non teosofo pu, se lo desidera, considerare tutto ci che segue come
un racconto di fate, o, per lo meno, come una speculazione di sognatori non ancora dimostrata, o
anche come una nuova ipotesi aggiunta alle tante altre scientifiche, di ogni epoca passata,
presente e futura, alcune delle quali gi respinte, altre tuttora in attesa di un giudizio; in ogni
modo queste teorie sono tanto scientifiche quanto le altre, e certamente pi filosofiche e pi
attendibili. Dobbiamo lavorare tutti insieme trasmettendo ai posteri la stessa sollecitudine
Finch saturiamo il tempo e le re, che gli uomini e le donne delle razze e delle epoche a venire,
possano provare fratellanza e amore come noi.

Commentario del Prof. Corrado Malanga.


Da Evideon Geometria sacra.

[...]Nel testo Le Stanze di Dzyan, portato misteriosamente alla luce dalla Blavatsky, si fa
menzione a come l'universo virtuale sia stato costruito a partire da un universo reale
costituito solo dall'Uno Primordiale dormiente, cio non facente, e dunque non esistente.
Alcune frasi fanno chiaramente riferimento al modello da noi proposto dove l'unico
mattone che serve a costruire l'universo sembra essere il fotone, cio la luce e l'unica
regola esistente sembra essere la geometria euclidea con le regole della sua simmetria.
Il Dzyu (quella cosa che noi chiamiamo EVIDEON, N.d.A.) diviene Fohat (quella cosa
che noi chiamiamo FOTONE, N.d.A): il rapido figlio dei figli di Dio, i cui figli sono i Lipika
(quelle cose che noi chiamiamo ADRONI N.d.A), corre incombenze circolari.
Fohat il corsiere, il pensiero e il cavaliere. Egli passa come il fulmine attraverso le ignee nubi;
egli fa tre e cinque e sette passi attraverso le sette regioni Di sopra e le sette Di sotto.
Egli alza la sua voce e chiama le innumerevoli scintille e le unisce insieme.
Egli lo spirito che le guida e le dirige. Quando comincia a lavorare separa le scintille del
regno inferiore che ondeggiano e fremono di gioia nelle loro dimore radianti e ne forma i
germi delle ruote. Le colloca nelle sei direzioni dello spazio e una nel mezzo, ruota
centrale (Classico riferimento all'universo di EVIDEON, N.d.A.).
Fohat traccia linee spirali per unire la sesta alla settima - la corona. Un esercito di figli
della luce si trova in ogni angolo, i Lipika nella ruota mediana. Essi affermano: Questo
buono. Il primo mondo divino pronto; il primo, il secondo. Allora il divino Arpa si
riflette in Chhy Loka (L'Uomo Primo, N.d.A) il primo rivestimento di Anupadaka
(Il Primo Creatore, N.d.A.) Il testo continua facendo riferimento alla natura prettamente
geometrica della virtualit: Le scintille dei sette sono sottoposte e serventi del primo, del
secondo, del terzo, del quarto, del quinto, del sesto e del settimo dei sette.
Queste sono chiamate sfere, triangoli, cubi, linee e modellatori; perch cos sta leterno
Nidana, lOi-Ha-Hou. LOi-Ha-Hou che tenebra, lillimitato o il non numero (Un modo
aulico e simbolico per identificare lo zero, N.d.A.), Adi-Nidana, Svbhvat, il cerchio:
a) LAdi-Sanat, il numero, poich egli uno.
b) La voce della parola, Svbhvat, i numeri, poich egli uno e nove (Come nel mondi
di EVIDEON, non esiste lo zero che un non numero, N.d.A.) .
c) Il quadrato senza forma.
E questi tre racchiusi dentro il cerchio, sono i sacri quattro e i dieci sono lUniverso Arpa.
Indi vengono i figli, i sette combattenti, luno, lottavo lasciato fuori e il suo alito che il
fattore della luce.
Il testo mette in sequenza dei numeri che rappresentano la nascita dei diversi livelli energetici in
un ordine preciso: 1, 3, 5, 7 a rappresentare la giusta sequenza creata dei livelli energetici
dall'alto verso il basso.
Tale sequenza in perfetto accordo geometrico con la disposizione dei livelli energetici
dell'universo che dopo il primo livello si appaiono 2 a 2 degeneri e non sono dunque uno
sopra all'altro, come in una visione classica, sovente riportata in ambiente new age.
Si pu inoltre notare come il semi universo costruito con materiale fotonico, che abbiamo
mostrato in grafico in precedenza, abbia la caratteristica di avere come valori totali della energia,
un valore nullo (Es:-243,+567 -324 = 0).
Volendo riportare anche i 7 livelli creati dagli anti fotoni il grafico si complica ma fornisce
altre indicazioni. Ancora una volta la somma di tutte le energie pari a zero ma si nota come i
livelli fotonici ed anti fotonici si intrecciano tra loro tanto da portare sotto quello che potrebbe
identificarsi come il nostro livello, uno dei livelli anti fotonici.
[...]Riportiamo qui di seguito il grafico di tutti i 14 livelli energetici dell'Universo virtuale per
mostrare gli intrecci dei differenti livelli.
I livelli chiari appartengono all'universo fotonico e quelli scuri a quello anti fotonico.
Infine volendo introdurre in questo schema la razionalizzazione geometrica dei dati riguardanti
gli altri assi di spazio e tempo, espressi sotto forma di sfere, tenendo conto dei valori
ricavati dai dati espressi nelle precedenti tabelle, avremmo che i differenti livelli energetici
sarebbero caratterizzati da interessanti intrecci .
In questo disegno in 3 dimensioni, si nota come le sfere nere e quelle chiare che
rappresentano i livelli energetici anti fotonici e fotonici abbiano volumi differenti ma
comunque si pu notare come esista un piano di simmetria destra_sinistra dove spazi e
tempi si annullano a vicenda. Le sfere hanno 3 valori di volumi.
Indicando semplicemente, con i numeri 1 2 e 3, i volumi delle sfere, si scopre come la
somma dei volumi di destra specularmente eguale ai volumi di sinistra, cos come
sull'asse verticale i volumi delle sfere scure si annullano con il volume delle sfere chiare.
Ancora una volta spazi e tempi si annullano tra loro codificando la regola geometrica che
l'universo nato dal nulla, vale nel suo insieme il nulla.
Una ultima nota va spesa nell'analizzare i livelli energetici zero (le sfere al centro dei
grafici). Queste 2 manifestazioni sembrano essere molto vicine tra loro o essere addirittura la
stessa manifestazione ancora non separata dalla sua immagine speculare.
Rappresentano l'inizio del tutto, il fotone e l'anti fotone che stanno manifestandosi. []
Commentario delle Stanze di Dzyan
di Alessandro Marcon.

Le Stanze di Dzyan sono un antichissimo testo orientale. Di esse se ne parla per la prima
volta in occidente per opera di Helena Petrovna Blavatsky, fondatrice della Societ
Teosofica, che riporta il risultato dei suoi studi nel commentario facente parte della sua
opera La Dottrina Segreta.
Le Stanze di Dzyan si compongono di due parti: Evoluzione Cosmica e Antropogenesi.
Nella prima parte viene descritta la storia dellUniverso, dalle sue origini alla formazione della
materia. Nella seconda viene trattata lorigine delluomo e la sua evoluzione fino alla catastrofe
che avrebbe distrutto lAtlantide.
Il testo diviso in Stanze, o Capitoli, cos chiamate perch, secondo la dottrina orientale,
alla conoscenza dellUniverso si pu giungere mediante la consultazione del libro dellAkasha.
Questa rappresenta la base sulla quale poggia il tessuto spazio-temporale sul quale costruito
lUniverso. In essa rimangono impressi, come su di un nastro magnetico, tutti gli avvenimenti che
lo hanno caratterizzato fin dalla sua origine. Il pensiero orientale ha diviso questa era in diversi
periodi, ai quali ha dato il nome di Stanze, quasi fossero le stanze di una immensa biblioteca
cosmica, alle quali pu accedere chi, durante la meditazione, raggiunge lilluminazione che gli
permette di raggiungere pi elevati gradi di coscienza. La parola Dzyan invece ha la sua
derivazione dal termine DZYU, il Pensiero Divino attraverso cui prende forma ogni
manifestazione, o anche lEnergia primordiale della formazione che ha dato forma e sostanza alla
materia. Ci che deriva da questa energia Dzyan, ovvero la Creazione.
Quindi Le Stanze di Dzyan si potrebbe semplicemente tradurre come: I Capitoli della
Creazione.
Il testo originale de Le Stanze, secondo quanto afferma nel suo testo la Blavatsky,
conservato in un luogo segreto del Tibet ed era gi considerato antico quando era antico
luomo. Rare copie scritte in sanscrito ne ha potute reperire in alcuni luoghi sacri dellIndia, alle
quali la ricercatrice riuscita ad accedere. La versione che viene qui presentata la traduzione
che riportata nel citato testo La Dottrina Segreta. Esso quindi la traduzione italiana di
un testo inglese tratto dal testo sanscrito. Necessari passaggi per rendere il testo
comprensibile al lettore italiano. Naturalmente sono inevitabili, come in ogni passaggio del
genere, delle interpretazioni del testo originale fatte dal traduttore per rendere il testo
comprensibile. Ci ha quindi portato, come per altre interpretazioni di Testi Sacri, ad una
versione che sar quantitativamente diversa da quella originale (conservata in Tibet), ma
daltronde ci inevitabile per rendere il Testo accessibile. Voglio sperare che i successivi
passaggi si siano mantenuti il pi possibile fedeli ai precedenti e quindi al testo originale.
La Blavatsky, nel suo commentario, ha voluto rendere il testo nel suo significato pi
esoterico, quindi quello pi nascosto e meno comprensibile ai molti. I riferimenti e gli
allacciamenti che essa pu aver fatto con la scienza, vanno riferiti alla conoscenza
scientifica dellepoca cui la scrittrice apparteneva, quindi la seconda met dellottocento.
Visto il progresso che il pensiero scientifico ha avuto da allora, si reso per conto mio
necessario, rivedere il Testo da un ottica pi moderna. E stato cos possibile ritrovare
interessanti allacciamenti con le pi moderne teorie sullorigine dellUniverso. E altres
descritto come trovi il suo posto in questo contesto evolutivo anche una componente
spirituale, che sta alla base della formazione della materia, come predicato da varie religioni.
Quanto esposto nella prima parte del mio lavoro, che riguarda la nascita e lo sviluppo
dellUniverso, gi potrebbe essere sufficiente a dimostrare l'antica saggezza di una Razza
ormai scomparsa che era giunta a conoscenze alle quali siamo potuti accedere solo con le
pi moderne ricerche nel campo delle origini.
E quindi, a mio avviso, un interessante ed unico punto dunione fra scienza e fede. Forse
retaggio di una cultura che ha preceduto luomo storico, cos come conosciuto, e che aveva
delle conoscenze pi elevate di quanto i nostri attuali studi ci possano far supporre.

Parte 1
Cosmogenesi

Commentario alla Stanza 1

1) La Genitrice Eterna, raccolta nelle sue vesti invisibili eternamente, era rimasta sopita
ancora una volta per sette eternit

Per Genitrice Eterna, vuole essere qui intesa lEnergia Madre, lEnergia Primordiale che sta
all'origine di tutte le cause e alla base del procedimento fisico: Nulla si crea, nulla si
distrugge, tutto si trasforma. La Genitrice Eterna quindi quella costante dEnergia che sta
allorigine d'ogni manifestazione, quindi anche di quella che ha dato inizio alla formazione
dellUniverso. Questultimo, anche secondo le pi recenti teorie, visto come una fluttuazione,
un'anomalia di questa costante. Nella figura sottostante le successive formazioni degli
universi sono rappresentate da onde cicliche che traggono la loro origine da una costante
ed eterna base energetica generatrice, giacente sullasse delle x rappresentante la durata.
Fra queste vi sono punti in cui lo spazio ed il tempo sono uguali a zero. Sullasse delle Y
sar invece indicata lespansione nello spazio.
Questo un momento di transizione tra due universi, dove lUniverso precedente aveva
cessato d'esistere e dove quello successivo doveva ancora pervenire alla sua prima
manifestazione. Le sue vesti sono invisibili poich, dovendo ancora pervenire alla
manifestazione, non era rilevabile in alcun modo, in quanto questa era ancora inespressa
nel piano fenomenico. Questa manifestazione sar guidata da quellenergia che, stando dietro
tutte le cause, rimane comunque e sempre impercepibile ed inconoscibile da qualsiasi mezzo
fisico. La durata della immanifestazione stata enormemente lunga: sette eternit
(corrispondenti ai sette giorni della creazione descritti nel Genesi). Secondo la dottrina
Induista (le Isopanisad), le "sette eternit" sono i sette periodi nei quali divisa
lesistenza dellUniverso e sono pari a 311.040.000.000.000 d'anni.
E in ogni caso un periodo enorme (su scala umana), pari al successivo tempo della
manifestazione. Con ancora una volta s'intende che questa non era la prima volta n sar
lultima in cui avvenne ci. E solo uno degli infiniti periodi ciclici desistenza dellUniverso, ci
che nelle moderne teorie chiamato Universo pulsante o inflazionario.
Dalla teoria sopra citata dal Testo (con ancora una volta), si potrebbe dedurre che ad un
periodo di manifestazione dell'Universo ne corrisponda uno uguale di "immanifestazione".
Per cui, la fine del nostro Universo, darebbe impulso alla formazione di un "antiuniverso
che si manifesterebbe in un modo ed in una dimensione similare ma contrapposta.
Quest'ipotesi richiamerebbe la teoria della materia scomparsa nei buchi neri, in cui
s'ipotizza che questi siano di collegamento tra la nostra ed altre dimensioni.

2) Il Tempo non era, poich giaceva dormiente nel seno infinito della Durata.

In accordo con le pi moderne teorie sulla nascita dellUniverso il Tempo ancora non
esisteva, in quanto esso una parte inscindibile dello spazio, ed legato alle leggi della
materia che in esso si manifesta.
Non esisteva il Tempo quale scorrere deventi, ma v'era altres la Durata, della quale esso
ne una temporanea manifestazione e la Durata un Tempo infinito. Il Tempo esiste solo
in quanto facente parte della manifestazione. Esso, infatti, non una costante nellUniverso,
ma dipende, come ci stato dimostrato prima dalla fisica e poi da Einstein, dallo Spazio e dalla
Velocit (ossia dalla quantit di moto di un corpo nello spazio).
Non essendoci allinizio dellUniverso spazio, e non avendo ancora esso iniziato il suo
movimento d'espansione, non v'era neanche velocit, ossia moto nello spazio. Non poteva quindi
neanche esservi il Tempo. Se: S/V = T, essendo i primi due termini (Spazio e Velocit) uguali
a zero, sar zero anche T (il Tempo).

3) La Mente Universale non era, poich non vi erano Ah-Hi per contenerla.

La Mente Universale il Pensiero che sta alla base della manifestazione (questo concetto
sar maggiormente approfondito nella seconda Stanza).
Ogni manifestazione, materiale o non, esiste in quanto espressione di un'energia.
Perch quest'energia possa giungere a manifestazione ha bisogno di una forma (materiale
o non) mediante la quale manifestarsi. Gli Ah-Hi sono i contenitori, i mezzi attraverso i
quali quest'energia ha la possibilit di manifestarsi in modo fenomenico. Essi possono essere
assimilati agli esseri spirituali che guideranno le energie durante la loro discesa a formare la
materia. Ma, essendo essi stessi prodotto e derivazione della prima manifestazione, non
potevano ancora esistere in quanto anche questa era ancora immanifesta.

4) Le sette vie della Beatitudine non erano. Non erano le grandi cause del Dolore poich
non vi era alcuno per produrle ed esserne avvinto.

Non vi sono n vi possono ancora essere le leggi karmiche di causa-effetto, in quanto non
vi alcuna mente in grado di produrre cause nel mondo manifesto e quindi non vi possono
ancora essere gli effetti. Come si vedr nelle successive parti del Commento, le cause che
genereranno le forme sono da ricercare in esseri spirituali che guidano lEnergia a plasmare i
corpi fisici. Le sette vie della Beatitudine potrebbero riferirsi ai sette piani di consapevolezza
che la dottrina Induista indica come i sette livelli d'elevazione spirituale necessari per
raggiungere i piani di coscienza superiori. Ma essendo ancora tutto Uno, non essendosi
ancora la Matrice Prima scissa e differenziata non vi pu essere alcuna distinzione fra piani o
livelli evolutivi, siano essi energetici, spirituali o materiali.

5) Solo le Tenebre riempivano il Tutto illimitato, poich Padre-Madre e Figlio erano


insieme Uno, ed il Figlio non si era ancora risvegliato per la nuova Ruota e per il
pellegrinaggio su di essa.

La luce doveva ancora nascere dalle tenebre. Secondo le ultime teorie cosmologiche i primi
trecentomila anni lUniverso li ha vissuti nel buio. Il buio da cui dovr nascere la luce e che
allora riempiva un tutto illimitato in quanto privo di spazio e di tempo.
Tutto era unito in un Unico Indifferenziato. Padre-Madre vogliono indicare le due energie
complementari e contrapposte mediante le quali s'attua qualsiasi generazione e manifestazione.
Il figlio il parto di queste due forze, quindi il prodotto differenziato:
lUniverso manifesto nelle sue componenti visibili ed invisibili, percepibili ed impercepibili, grazie
alle quali lUniverso pu evolvere attraverso un continuo cambiamento.
La nuova Ruota il nuovo ciclo d'esistenza dellUniverso ed il pellegrinaggio del Figlio il
percorso evolutivo della manifestazione durante questo periodo.

6) I Sette Sublimi Signori e le Sette Verit avevano cessato di essere e lUniverso Figlio
della necessit era immerso in Paranishpanna, pronto ad essere esalato da ci che
eppure non . Nulla esisteva.
In questa Shloka viene dato uno sguardo retrospettivo alla situazione finale dellUniverso
che ci aveva preceduto. Paranishpanna, secondo la dottrina Induista, lo stato di
perfezione assoluta alla quale si arriva dopo un lungo periodo dattivit (Mahanvantara).
Lo stato di perfetta quiete al quale era giunto lUniverso dopo il suo precedente periodo
dattivit e che quindi presuppone lesistenza di un altro Universo che ha preceduto quello
attuale. I Sette Sublimi Signori, si allacciano concettualmente alla dottrina Induista,
secondo la quale vi sono sette spiriti creatori (i sette arcangeli della teologia cristiana), dai
quali procede la formazione dellUniverso. Ognuno di essi guida sette piani spirituali di
coscienza e manifestazione e ad ognuno di questi piani appartiene una legge rivelata che
viene data alluomo da un grande iniziato. Levoluzione della Razza si svolgerebbe durante sette
cicli (o Ronde) e ad ognuna di queste apparterrebbe un illuminato.
Tutto questo giaceva ancora in uno stato non-manifesto, il non-percepibile nel quale erano
insite potenzialmente tutte le cause di ci che esister.
Ci che in quanto sempre esistito e sempre esister, ossia lenergia onnipresente e omni
pervadente che sta alla base della legge fisica nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma
(una legge che deve seguire anche lUniverso). Eppure non in quanto non ancora giunto alla
sua manifestazione.
Nulla esisteva, sia dellUniverso come adesso lo percepiamo, sia delle cause che ne hanno
provocato la manifestazione.

7) Erano state anche abolite le Cause dellEsistenza: il visibile che fu e linvisibile che
riposavano nelleterno Non-Essere. Essere Unico.

Viene qui ribadito e meglio specificato il concetto appena esposto. Le cause che avevano
determinato la precedente esistenza non vi sono pi. Ci che prima era visibile (il precedente
Universo), adesso invisibile, raccolto in un Non-Essere (liniziale Unit Fondamentale
dellUniverso) nel quale sono insite tutte le potenziali cause della successiva manifestazione.

8) Sola, lunica forma di Esistenza si estendeva nel Sonno senza Sogni; e la vita pulsava
inconsapevole nello spazio universale, attraverso quella Onnipresenza che percepita
dallocchio aperto di Dangma.

Quella descritta finora era lunica forma nella quale lUniverso esisteva. Illimitata, in
in quanto contenuta in un non-spazio. Infinita in quanto contenuta in un non-tempo.
Il sonno indica lo stato di non manifestazione. Senza sogni si riferisce al mondo materiale il
quale, come verr approfondito in seguito Maya unillusione della mente, quindi non
esistendo ancora la mente, non pu esistere lillusione, ovvero il mondo fisico.
Ci nonostante in questunit primordiale era insito il germe della vita, pronto a
manifestarsi, inconsapevole in quanto non ancora giunto ad esternarsi in modo
fenomenico e manifesto. Era presente questo germe di vita, nella Onnipresente Unit
Generatrice, che alcuni dei mistici pi avanzati possono percepire quando, attraverso
lilluminazione alla quale arrivano dopo la meditazione, giungono in contatto con i pi
elevati piani di coscienza.

9) Ma dove era Dangma, quando lAlaya dellUniverso era Paramartha, e la Grande


Ruota era Anupadaka?

Ci si pone qui la domanda dove fosse questo stato superiore di coscienza (Dangma) quando
lanima dellUniverso (Alaya), ossia lenergia vitale che sta alla base dogni manifestazione, era
ancora in stato di coscienza immanifesta (Paramartha), e il ciclo dellUniverso (Grande Ruota)
non aveva ancora chi lo potesse generare (Anupadaka = senza genitori).

Commentario alla Stanza 2

1) Dove erano i Costruttori Divini, luminosi figli dellAurora manvantarica?


Nella Tenebra ignota, nei loro Ah-Hi Paranishpanna. I produttori della forma e della non
forma - la Radice del Mondo - Devamatri e Svbhvat, riposavano nella beatitudine
del Non-Essere.

Viene qui ancora descritto lo stato iniziale dimmanifestazione. Non erano ancora presenti
gli Spiriti Divini (I Sette Sublimi Signori della sh. 6 della Stanza precedente), che avrebbero
in seguito guidato le varie fasi della formazione. Giacevano ancora immanifesti nellAurora che
precede lAlba del nuovo periodo (Mahanvantara).
Giacevano inconsci in quella sconosciuta tenebra primordiale, transizione tra due periodi
di manifestazione, rinchiusi in potenziali forme non ancora manifestate (Ah-Hi Paranishpanna).
Queste forme erano per anchesse, similmente allo stato di questo proto-Universo, il risultato
finale della precedente manifestazione (Paranishpanna). Evoluzione di forme durata eoni, ed
ora di nuovo racchiuse nellimmanifesto nucleo che transizione tra due successivi universi.
Coloro che avrebbero dovuto produrre le forme intangibili e tangibili dellUniverso (ovvero le
cause, la radice del Tutto), giacevano ignari, non conosciuti ed immanifesti nel Non-Essere.
Non erano ancora manifeste le forme intangibili (Devamatri), ossia quelle energie che stanno
alla radice delle cause, n la protomateria (Svbhvat), il protile o materia indifferenziata, che
sta alla base della materia fisica primordiale.

2) Dove si trovava il Silenzio? Dove erano gli orecchi per percepirlo? No; non vi era n
Silenzio n Suono; nulla salvo lincessante Alito Eterno, che non conosce se stesso.
Non vi era n silenzio n suono. E ancora ribadita lassenza dellunione tra i due opposti.
Non ancora stato dato inizio al mondo della dualit e della contrapposizione e Tutto era
Uno. In particolare, per quanto riguarda il suono, questi era la vibrazione generatrice (AUM)
che avrebbe dato moto e vita allUniverso.
Solo era presente lAlito eterno: lEnergia Madre eterna generatrice.

3) LOra non era scoccata, e il Raggio non aveva dardeggiato nel Germe; la Matripadma
non era ancora diventata turgida.

Ancora non giunto il momento dellinizio della manifestazione. Qui per Germe si intende il
principio attivo della formazione, ed il Raggio il principio vitale che lavrebbe portato alla
manifestazione. E la proto energia latente dellUniverso che in attesa dellimpulso iniziale per
dare vita alla Creazione. Per Matripadma (da matri = madre e padma = loto), viene inteso il
principio generatore che avrebbe dato luogo alla manifestazione.
Quellinsieme di proto materia e proto energia indifferenziate dal quale sarebbe nato
lUniverso.

4) Il suo cuore non era ancora aperto per lasciare entrare il Raggio Unico e quindi
cadere, come il Tre nel Quattro, nel grembo di Maya.

LUniverso non era ancora pronto a ricevere il Germe di Vita. L Uovo Primordiale dal
quale sarebbe scaturito non era ancora maturo per poter ricevere il Raggio, ossia
quellEnergia che gli avrebbe permesso di nascere dando luogo al fenomeno noto alla
scienza come Big-Bang. Nellespressione del cadere del tre nel quattro racchiuso il
concetto della trasmutazione dellenergia in materia. La Causa Prima che avrebbe generato la
materia data, dottrinalmente, dal numero tre. Essa rappresentata, in tutte le iconografie, dal
triangolo. Questa figura rappresenta con il vertice lUnit da cui si genera la manifestazione: il
mondo duale delle cause e degli effetti (rappresentato dai due segmenti che si distaccano
dal vertice) ma ci, per potersi attuare, abbisogna di un terzo fattore aggregante: lente
catalizzatore mediante il quale si attua la generazione della materia dallenergia.
Tramite questo fattore, lEnergia cade nella Materia, rappresentata simbolicamente dal
numero quattro. Il Tre cade nel Quattro, dando vita al mondo transitorio, e quindi illusorio,
delle forme materiali, quello che per le dottrine orientali detto il mondo delle illusioni: il mondo di
Maya. Mondo delle illusioni in quanto tutto ci che transitorio non pu essere stabile, non
pu essere ci che E . (Chi volesse trasporre questo concetto nelle leggi della fisica
potrebbe vedere nel tre le tre forze: nucleare, elettromagnetica e gravitazionale, la cui
interazione d luogo alla materia).
5) I Sette non erano ancora nati nella Trama di Luce. Le Tenebre sole erano Padre e
Madre, Svbhvat; e Svbhvat era nelle Tenebre.

I Sette sono i Sette Sublimi Signori gi nominati in precedenza. Nelle tenebre


primordiali, nelle quali erano unite tutte le forze in un unica forza indifferenziata, era
presente anche la forza che avrebbe generato la proto materia (Svbhvat).

6) Questi due sono il Germe e il Germe Uno. LUniverso era tuttora celato nel
Pensiero Divino e nel Seno Divino.

Padre-madre (della Stanza 1 Shloka ), rappresentati dal germe in quanto forze generatrici
dellUniverso, sono Uno. Lenergia vitale era ancora racchiusa nel principio originario.
LUniverso, non ancora giunto alla manifestazione, non pu ancora dar luogo al mondo
delle idee. Il pensiero che precede lidea dellUniverso e dal quale questa procede, ancora
nascosto nel Pensiero Divino. Per capire come Esso possa generare lUniverso, pu essere
daiuto fare un ragionamento di carattere filosofico.
LAssoluto non pu usare per formare lUniverso nulla che sia al di fuori di S, in quanto
tutto deve esistere in seno ad Esso, o perderebbe la qualit di Assoluto. Non pu
daltronde neanche trarre la materia, o energia, da una parte di s, in quanto lAssoluto il
Tutto inscindibile e quindi nulla Gli si pu togliere od aggiungere. Lunica possibilit che
consentita un atto mentale. Quindi lUniverso, visto secondo questottica, deve
necessariamente essere frutto di un Pensiero Divino.
In pratica, il Pensiero Divino il Principio e la conclusione dal quale provengono ed al
quale pervengono tutte quelle monadi spirituali che hanno attuato il loro percorso evolutivo nel
corso del Mahanvantara e, di conseguenza, tutto ci che fa parte, manifesto od immanifesto,
dellUniverso. Esso un tipo di energia cosciente che immanente allUniverso e quindi
prescinde da ogni sua manifestazione, pur facendone integralmente parte.

Commentario alla Stanza 3

Ha inizio, con questa Stanza, la descrizione del procedimento creativo che dar vita
allUniverso. Ha termine il periodo dellimmanifestazione ed inizia a prendere forma,
dalle tenebre, lUniverso dalle sue costituenti di base. Questo procedimento, secondo
quanto descritto nel testo, viene guidato da Entit Spirituali.
Si potr vedere come vi siano allacciamenti sia con quanto viene oggi insegnato dalla
scienza, sia con quanto viene insegnato dalle religioni.
Ma passiamo ora al commento della Stanza.
1) Lultima Vibrazione della Settima Eternit freme attraverso linfinitudine. La madre
si gonfia espandendosi dallinterno verso lesterno, come un bocciolo di loto.

Ha luogo qui il primo evento che dar il via al primo procedimento formativo dellUniverso.
Dopo sette eternit di stasi immanifesta, comincia il processo a catena che dar luogo
allesplosione iniziale ed alla conseguente espansione dellUniverso dall Uovo Primordiale.
Lultima vibrazione quella scintilla energetica di immane potenza che era maturata,
sopita nelle tenebre durante lo stato di non-manifestazione. LUovo Primordiale si gonfia
ed espande e dal suo interno lascia uscire le energie che daranno vita al cosmo. E qui
riportata la similitudine con il bocciolo di loto, che contiene in piccolo il modello del fiore
adulto, significando che tutto quello che sar generato gi presente latente nella causa.
E il Big Bang.

2) La Vibrazione trascorre, toccando con la sua rapida ala lUniverso intero ed il Germe,
che dimora nelle Tenebre, che alitano sulle sopite acque della vita.

Limpulso che ha dato inizio alla reazione generativa, si propaga rapidamente in tutto
lUniverso. Recenti teorie sulla fisica delle origini, affermano che, quando lUniverso si
formato dallesplosione del Big-Bang, non essendo ancora instaurate le leggi dello
spaziotempo e trovandosi questa materia primordiale in uno stato spazio-temporale molto
particolare, lUniverso si sia espanso quasi istantaneamente fino a dimensioni cosmiche.
La vibrazione il suono cosmico (AUM), generatore del movimento che dar vita alla
materia. E essa che d anche al germe (quel nucleo di energia vitale presente in ogni
parte dellUniverso) lenergia che gli permetter di manifestarsi, dalle tenebre nelle quali
giaceva, nel mondo della dualit e di Maya.
Il seme quindi pronto a fecondare lo spazio, in attesa da innumerevoli eoni e di ricevere
lEnergia della vita: la Matripadma diviene turgida.

3) La Tenebra irradia la Luce e la Luce lascia cadere un Raggio Solitario nelle acque,
nella profondit-madre. Il Raggio dardeggia attraverso lUovo Vergine, il Raggio causa un
fremito nellUovo Eterno del Mondo.

Dalle tenebre primordiali scaturisce la prima luce, quella luce che dar lenergia fecondante per
lesistenza e la vita nellUniverso, quellunico Raggio pronto a rigenerare la vita nello spazio
inerte. Questo detto profondit-madre in quanto visto come il grembo pronto a ricevere la
vita, da esso ed in esso che nascer tutto lUniverso. Sono le acque bibliche descritte nel
1 Capitolo del Genesi: ...e lo Spirito di Dio aleggiava sopra le acque: loceano infinito
che pronto ad essere fecondato. Questo raggio di energia vitale e generatrice scaturisce
dallUovo Primordiale, dando luogo alle prime reazioni nellinfinito ed eterno tessuto che sta alla
base di ogni Universo. Secondo le ultime teorie scientifiche, allinizio dellUniverso luce e
materia erano indistinguibili. Quando laltissima temperatura che aveva lUniverso al suo inizio
cominci a diminuire, si cominciarono a sintetizzare le prime sostanze chimiche.
Cominciarono cos a formarsi protoni e neutroni, base della materia, iniziando quindi la
formazione degli atomi di Elio. Dopo 300.000 anni, quando la temperatura discese
ulteriormente arrivando a 4.000, le particelle atomiche si aggregano a formare atomi di
Idrogeno ed Elio: primi elementi costituenti la materia dellUniverso.
E allora che nasce la luce. E il sia la Luce biblico.

4) I Tre cadono nei Quattro. LEssenza Radiante diventa Sette allinterno e Sette
allesterno. LUovo luminoso che in se stesso Tre si coagula e si espande in grumi bianco latte
per tutte le profondit della Madre, la Radice che cresce negli abissi dellOceano della vita.
Questa la fase di formazione della materia (il Tre che cade nel Quattro). Le tre energie
generatrici, divise dallUno indifferenziato, danno luogo alle prime manifestazioni
fenomeniche dellUniverso. Prendono forma sette livelli differenziati di manifestazione
dellenergia, se vogliamo possiamo chiamarli livelli dimensionali, ad ognuno dei quali presiede uno
dei Sette Sublimi Signori. A questi sette livelli di manifestazione sono contrapposti
specularmente altri sette livelli. E il mondo della dualit (positivo e negativo, luce e buio, ecc.)
che prende forma. Lenergia primordiale scaturisce con un immane esplosione creatrice, si
espande e si coagula generando la prima materia stellare aggregandosi nelle proto-galassie (i
grumi bianco latte), occupando tutto lo spazio fin nelle sue profondit. E la Radice della vita
che comincia ad attecchire nellimmenso spazio che era pronto a riceverla.
E interessante notare come in questa prima fase lUniverso sia definito Uovo Luminoso,
corrispondendo perfettamente allidea del proto-Universo dataci dalla scienza moderna.

5) La Radice rimane, la Luce rimane e i Grumi rimangono; ancora Oeahooo Uno.

Le componenti dellUniverso sono adesso definite in: energia vitale generatrice, luce e
materia stellare. Sono i tre componenti complementari e inscindibili senza i quali esso non
pu esistere. Devono essere tutti e tre uniti se vogliono generare ununit differenziata.
Oeahooo la sintesi di queste tre forze generatrici: ancora una volta (dopo le sue passate
esistenze) lUniverso torna ad esistere come unione delle sue unit fondamentali.

6) La Radice della vita era in ogni goccia dellOceano dellImmortalit e lOceano era
Luce Radiante, che era Fuoco, Calore e Moto. La Tenebra svan e non fu pi; disparve
nella propria essenza il Corpo di fuoco e dacqua del Padre e della Madre.
Lenergia vitale ora permea tutto lesistente, che visto come un oceano, dapprima pronto
a ricevere la vita, e ora fecondato in ogni sua parte. Questo Oceano altri non se non lo
spazio, ora formato di energia radiante fatta da fuoco (energia), calore e moto (lo Spirito
di Dio che aleggia sopra le acque del Testo biblico). Le tenebre primordiali ormai si sono
dissolte e lo stesso Padre-Madre si scisso nelle sue componenti fuoco e acqua.
Fuoco, visto come tutta quellenergia che d calore e radianza. Acqua vista come onda,
ossia il modo mediante il quale questa energia si propaga e manifesta.
Ritroviamo qui anche il concetto moderno dellenergia che si propaga tramite onde.

7) Mira, o Lanu, il radioso figlio dei due, lincomparabile gloria fulgente, brillante spazio, figlio
dello Spazio Tenebroso, che emerge dalle profondit delle grandi Acque Tenebrose.
E Oeahooo il pi giovane. Riluce come il Sole ed il divino grado fiammeggiante della
sapienza; lEka Chatur e Chatur prende a s Tri e lunione produce i Sapta in cui sono i
sette, che diventano i Tridasha, le Osti e le Moltitudini.
Il velo viene alzato e dispiegato dalloriente alloccidente. Viene chiuso fuori il Disopra e lasciato
il Disotto visibile Egli sceglie i posti per i Risplendenti e tramuta il superiore in un mare di fuoco
senza rive e lUno manifestato tramuta nelle grandi acque.

Ora possibile ammirare il Figlio di questo parto cosmico: il radiante e brillante cosmo,
risultato dal processo appena trascorso. Quel prodotto di luce partorito da quel punto
oscuro ove era raccolta tutta lessenza iniziale dellUniverso, che prese vita dalloscurit di
quel punto primordiale di non-spazio e non-tempo. E appena nato ed il prodotto delle
tre forze (Oeahoo), descritte alla Stanza II Shloka 4. Eka Chatur significa, letteralmente,
Uno Quattro. Sta quindi ad indicare come, adesso, lunica energia differenziatasi mediante
lintervento delle tre forze, giunga allunit nella materia. In essa, grazie allinterazione di queste
tre forze (rappresentate dal numero tre), vengono generati i sette, gi descritti alla st. I sh. 6,
coloro che presiederanno alle varie fasi della formazione, da questi che verranno a mano a
mano a formarsi le altre Entit Spirituali.
Tutto adesso appare compiuto e nella luce. Vengono per formati due piani: quello spirituale
(il Disopra) e quello materiale (il Disotto), che essendo corruttibile e passeggero viene definito
Grande Illusione. Viene cos a formarsi una realt oggettiva, spirituale, stabile che soprassiede
ad una apparenza soggettiva, materiale, transitoria. Viene qua definito un piano di energia
eterna e generatrice, contrapposta ad ununica ma molteplice manifestazione, fertile e pronta a
ricevere i germi di vita dal piano spirituale. I due piani sono divisi da ci che nella Shloka
chiamato il Velo, a significare che non c un contatto percepibile tra i due livelli di esistenza,
anche se sono tra loro interdipendenti.
Il processo qui descritto quello che nella Genesi biblica viene descritto come la divisione
delle acque: il cielo di sopra e la terra di sotto.
8) Dovera il Germe e dov ora la tenebra? Dovera lo spirito della fiamma che arde nella tua
lampada, o Lanu? Il Germe Quello e Quello luce, il bianco figlio brillante delloscuro Padre
Nascosto.

Il germe (lenergia vitale generatrice che era latente nelle tenebre primordiali) non si pu
pi discernere, in quanto facente adesso parte di ogni pi intima parte dellEsistente.
Il germe adesso racchiuso in ogni parte manifesta dellUniverso.
E la scintilla di vita che arde, racchiusa nella pi intima struttura della materia e facendone parte
quale forza generante, ne permette la manifestazione alla luce.
Manifestazione che altri non se non il luminoso Universo visibile, generato da quelloscuro
inizio (il buco nero da cui ebbe origine il Big-Bang).

9) La luce fiamma fredda e fiamma fuoco, e il fuoco produce calore che d acqua,
lacqua di vita nella Grande Madre.

In questa Shloka vengono riassunte le fasi iniziali salienti della formazione dellUniverso.
Dapprima non vi nulla, solo unaggregazione inconoscibile di proto energia racchiusa nel buio.
Da questa scaturisce lenergia (fiamma fredda) che genera il calore tramite movimento (il fuoco)
e da questo la vita nellUniverso (lacqua di vita nella Grande Madre).

10) Padre-Madre tesse una tela il cui mondo superiore fissato allo spirito, luce della tenebra
una, e linferiore al suo estremo oscuro, la materia; e questa tela lUniverso, intessuto dalle
due sostanze fatte in una che Svbhvat.

LUnica Energia Indifferenziata si manifesta in due modi. Luno superiore, sovrasensibile,


spirituale, dal quale proceder la manifestazione del secondo mondo: inferiore, preda della
sensazione, oscuro, materiale. E evidenziato come il mondo della materia sia dipendente, in
quanto derivante, dal mondo dello spirito. Il mondo spirituale il mondo superiore, causale.
Esso la luce, lenergia che dar forma e vita alla materia. E anche il mondo della luce spirituale
al quale si accede tramite levoluzione interiore. La parte inferiore, la materia fisica,
strettamente collegata al mondo spirituale. Essa forma, con Svbhvat, la base (la tela)
costituente lUniverso fisico. Lunione di questi due mondi costituisce le due sostanze di cui era
composta la materia prima indifferenziata (Svbhvat).

11) La tela si espande quando lalito del fuoco gli sopra; si contrae quando lalito della
madre lo tocca. Allora i figli si disgiungono e si disperdono per ritornare nel seno della loro
madre, alla fine del grande giorno e ridiventare uno con lei. Quando si raffredda diventa
radiante. I suoi figli si espandono e si contraggono in se stessi e nei propri cuori; essi
abbracciano linfinito.

La tela di cui si parla il tessuto spazio-temporale, sul quale sono costruite tutte le
componenti energetiche e fenomeniche che danno forma e vita allUniverso. Questa tela
si espande con lenergia radiante e si contrae quando si raffredda. Ha inizio lespansione
dellUniverso e dei suoi corpi costituenti. E in questo modo che i prodotti di questo evento,
ossia i corpi materiali, iniziano il loro percorso espansivo ed evolutivo al termine del quale tutto
ci che stato generato torner allo stato iniziale (il Big-Crunch). Questo il periodo detto
dagli Induisti Mahanvantara (Grande Periodo), ed il tempo di manifestazione dellUniverso
(Grande Giorno). Quando questi corpi si raffreddano cominciano ad irradiare. E una legge
della fisica che quando un corpo si contrae, a causa dellaumentare della pressione, inizia ad
emettere energia. Si pu qui vedere la teoria della nebulosa primordiale che ha dato origine, per
aggregazione, al sole ed ai sistemi planetari. Cos le stelle quando perdono energia si
contraggono, ricominciano un nuovo processo di emissione. I figli, ossia i corpi celesti risultati da
questo processo, si espandono iniziando al contempo il loro processo di contrazione ed
aggregazione. Questo un processo che valido in tutto lUniverso.

12) Allora Svbhvat manda Fohat a consolidare gli atomi. Ognuno una parte della
Tela. Riflettendo come uno specchio il Signore che esiste di per s, ognuno a sua
volta diviene un mondo.

La materia indifferenziata viene qua aggregata dalle leggi della natura tramite Fohat, che
il mezzo mediante il quale si possono esprimere le energie formatrici. Sono queste energie
che ne permetteranno levolversi nel corso della manifestazione. Ci fa s che comincino a
formarsi gli atomi costituenti la materia fisica. Ognuno di questi una parte fondamentale
di tutto lUniverso materiale. E da questi che sar generata, quale riflesso della prima
Entit formatrice, la molteplicit dei mondi. Ognuno di questi formato a modello di una
pi elevata componente energetica e spirituale. Tutto nellUniverso agisce e si forma
mediante le medesime leggi: ...cos nel grande come nel piccolo.... Fohat qui visto come
una energia formante ed agregatrice, generata da un pensiero divino.

Commentario alla Stanza 4

In questa Stanza vengono descritte le Entit Spirituali che presiedono al generarsi della
materia. Questa spiegazione viene data tramite un ipotetico discorso fatto da queste entit
alluomo.
1) Ascoltate, figli della terra i vostri istruttori, figli del fuoco. Imparate che non vi n primo n
ultimo poich tutto un numero emerso dal non numero.

Per non-numero si intende tutto ci che indiviso, quindi lunitariet primordiale dalla
quale tutto deriva.
Dare un numero a qualcosa vuol dire quantificarlo, classificarlo e quindi limitarlo. In questo caso
una limitatezza che insita alla materialit oggettiva espressa.
Il mondo fenomenico, limitato spazio temporalmente, si evolve durante un processo infinito di
nascita, crescita, morte e rigenerazione, per cui non vi pu essere n primo n ultimo, in quanto
ogni cosa causa e ad un tempo effetto.
Le entit che parlano sono dette figli del fuoco in quanto generati da quellenergia che
sta alla base di tutte le cause, anche dellUniverso.

2) Imparate ci che noi, discendenti dai Sette primordiali, nati dalla fiamma primordiale abbiamo
imparato dai nostri padri.

Questa Shloka ha bisogno di ben pochi commenti. Prosegue lipotetico discorso tra luomo
e queste entit superiori, discendenti dei sette, che gli stanno insegnando come queste energie
si siano manifestate e causino a loro volta la manifestazione dellUniverso.

3) Dal fulgore della luce, raggio delleterna tenebra, balzarono nello spazio le energie risvegliate:
lUno dallUovo, i Sei ed i Cinque. Quindi i Tre, lUno, i Quattro, lUno, I Cinque-Due
Volte Sette la Somma Totale. E questi sono le essenze, le fiamme, gli elementi, i costruttori, i
numeri, gli Arpa, i Rpa e la forza o uomo divino, somma totale. E dalluomo divino emanarono
le forme, le scintille, gli animali sacri e i messaggeri dei padri sacri entro i quattro Santi.

Nascono da questa esplosione le energie che daranno forma e vita allUniverso. Le stesse
energie che avevano generato lUniverso precedente e che erano rimaste immanifeste,
dormienti, nelle tenebre tra le due manifestazioni.
LUovo il contenitore, ove queste energie erano rimaste racchiuse per le sette eternit.
Da qui nascer la prima manifestazione di energia, quella che a sua volta generer tutto il
visibile e linvisibile: lenergia prima indifferenziata, il punto ove non vi era ancora n tempo n
spazio. Come questa energia comincia a manifestarsi d luogo alla struttura del tempo e dello
spazio: i sei e i cinque. Sei rappresenta lo spazio, in quanto in esso sono presenti le sei direzioni
dello spazio tridimensionale (le assi x e y e z del piano cartesiano.
Quando nasce il tempo (il cinque) non vi pi il punto di origine degli eventi, in quanto tutto ci
che esiste nello spazio scorre nel tempo.
Nascono quindi le tre forze, gi menzionate alla Shloka 4 della Stanza II, che comunque
possono generare solo se reciprocamente unite.
E il concetto dellunit nella trinit. Dalle tre forze viene generata la materia (... il tre che
cade nel quattro...) che, a sua volta, appare come un unico inscindibile. Ogni manifestazione
materiale si manifesta come unit. E cos che ogni pianeta, corpo celeste o materiale, pur
essendo composto da molteplici elementi ed essendo interessato da un interazione di molteplici
energie, pu essere visto e considerato come una singola e delimitabile unit. Con i cinque due
volte sette la somma totale si vuole probabilmente significare tutto ci che si manifestato alla
fine di questa serie di processi. La somma totale data dalla somma di tutti i livelli e i sette
sottolivelli per ognuno dei sette livelli. Cinque due volte sette d come somma settanta che
dato dai sette livelli moltiplicati per le dieci Sephirot di appartenenza (vedi di seguito la tabella
inserita alla Stanza V Shloka 6, ove se ne d una spiegazione pi completa).
E da queste energie che verranno a loro volta generate tutte le energie ed i corpi che
costituiranno la totalit dellUniverso.

4) Questo era lEsercito della Voce, la Divina Madre dei Sette. Le scintille dei sette sono
sottoposte e serventi del primo, del secondo, del terzo, del quarto, del quinto, del sesto e del
settimo dei sette. Queste sono chiamate sfere, triangoli, cubi, linee e modellatori; perch cos
sta leterno Nidana, lOi-Ha-Hou.

Queste erano le sette energie spirituali generate dallEnergia Madre, dette la Voce in
quanto rappresentante la vibrazione che avrebbe generato il movimento nella materia,
causandone levoluzione e la formazione. E quellenergia che, dalla religione occidentale
(Vangelo secondo S. Giovanni: 1-1), definita il Verbo.
Anche se in effetti non vi poteva essere suono che potesse essere udito, fa qui la sua
apparizione ci che non vi era alla Stanza II Shloka 2. Ognuno dei sette gener un diverso
tipo di energie. Le figure elencate stanno ad indicare che le leggi che governano e modellano la
natura si esprimono in un equilibrio geometrico. Questo il risultato della legge di causa-
effetto, per la quale ogni fenomeno deriva da una causa e produce un effetto. E questa la
ruota o anello che unisce reciprocamente tutto lesistente: il Nidana. Quindi per eterno
Nidana si intende il cerchio infinito, ci che eternamente mantiene la sua cadenza ciclica.

5) LOi-Ha-Hou che tenebra, lillimitato o il non numero, Adi-Nidana, Svbhvat, il


cerchio:
a) LAdi-Sanat, il numero, poich egli uno.
b) La voce della parola, Svbhvat, i numeri, poich egli uno e nove.
c) Il quadrato senza forma.
E questi tre racchiusi dentro il cerchio, sono i sacri quattro e i dieci sono lUniverso Arpa.
Indi vengono i figli, i sette combattenti, luno, lottavo lasciato fuori e il suo alito che il fattore
della luce.

Sono le due espressioni dellUniverso. Luna (Oi-ha-hou), eterno ciclo ricorrente da cui
tutto generato: la Tenebra eterna dalla quale nasce la luce. Lunione indefinita ed indefinibile
da cui Tutto nasce. E il non-numero descritto in precedenza alla prima Shloka.
Laltra (Adi-Nidana-Svbhvat) si potrebbe tradurre letteralmente come: il primo anello della
materia indifferenziata. Sarebbe quindi la prima causa che ha generato il procedimento ciclico
che sta alla base dellevoluzione della materia. Leterno ed infinito rappresentato dal cerchio.
Queste due forze, energie od essenze, sono riunite a generare tre tipologie generative,
differenziate ma complementari e consequenziali.
a) Adi Sanat: Colui che viene chiamato lAntico dei Giorni. LUno generante, il Numero
generatore. La Forza Prima, Causa di tutte le cause da cui prendono forma tutti gli aspetti
differenziati che costituiscono lUniverso. E detto Uno o il Numero, poich la prima
causa della differenziazione, raccoglitore e generatore del tutto.
b) Svbhvat: il risultato del Primo quando questi ha cominciato a differenziarsi. E ci
che dar origine alla materia pur non essendo ancora materia non neanche pi energia.
Si potrebbe dire che, mentre Adi Sanat energia indifferenziata, Svbhvat materia
indifferenziata. E uno e nove perch in esso racchiuso sia lente generante (il Primo Numero)
che le manifestazioni successive (i numeri successivi fino al nove).
Solo fino al nove in quanto da questi numeri che sono generati tutti gli altri. Il dieci, formato
dalluno e dallo zero, il completamento della sequenza, inizio di una nuova serie o generazione,
quindi non facente parte della serie (come lo zero che il non generato).
c) Il quadrato senza forma sta a rappresentare la caduta dellenergia nella materia, anche se non
ancora distinta in forme specifiche e differenziate. Questi tre aspetti dellUniverso appena
descritti, rappresentano ci che sta dentro al cerchio, ossia quello che sta alla base degli infiniti
cicli della manifestazione. Sono questi che, unendosi, formano la materia entrando nel quattro
che, come visto in precedenza il numero che indica la materia.
Sacri quattro in quanto questultima, come anche ripreso pi tardi dagli alchimisti, formata da
quattro elementi: acqua, aria terra e fuoco. Ovvero, se volessimo vederla in termini pi attuali,
presente in quattro stati: fluido, gassoso, solido e lo stato di calore o energia, che agisce come
catalizzatore tra i tre, provocandone la manifestazione attraverso il mutamento.
I dieci dellUniverso Arpa (senza corpo), potrebbero stare a rappresentare i dieci piani di
manifestazione dellenergia dellUniverso, piani rappresentati, pi tardivamente, nellalbero
sephirotico kabbalistico. Secondo la Kabbala ebraica lUniverso diviso in dieci piani di
energia, dal pi basso (rappresentante il mondo fisico nel quale viviamo), al pi alto
(rappresentante la sommit di elevazione spirituale che in diretta sintonia con il Pensiero
divino). Questi dieci livelli sono nellordine: Malkhut, Yesod, Hod, Netzah, Tipheret,
Chesed, Geburah, Bin, Chokma e Keter. Sono questi i dieci piani attraverso e mediante i
quali bisogna crescere spiritualmente per elevarsi fino ai pi alti livelli di coscienza,
raggiungendo infine la comunione con lAssoluto. Sono comunque dei piani di energia, ad
ognuno dei quali corrisponde uno specifico piano dimensionale. Noi adesso esistiamo nel
piano della materia (Malkhut) e sottostiamo a tutte le leggi che lo governano.
Dopo di ci vengono generati i sette centri di energia e di coscienza (quelli dai quali
deriveranno i Chakras), detti combattenti in quanto solo grazie a loro che possiamo
elevarci spiritualmente, combattendo i legami che ci avvincono alla materia.
Allesterno di questo settenario vi il centro di luce e coscienza divina cui aspira levoluzione.

6) Poi i secondi sette che sono i Lipika prodotti dai tre. Il figlio reietto uno. I figli-Soli
sono numerosissimi.

I Lipika sono, letteralmente, gli scribi. Essi sono forze spirituali (o se si vuole energie)
facenti parti del piano dellAkasha. LAkasha il livello energetico sul quale costruito lo
spazio-tempo. LAkasha la tela, lo spazio-tempo il telaio sul quale montata. In essa
rimangono impressi tutti gli avvenimenti del mondo fenomenico, come se fossero registrati su di
un invisibile pista magnetica. Facendo un paragone come quando, con una moderna
apparecchiatura fotografica a raggi infrarossi, fotografiamo il posto dove fino a poco tempo
prima era presente una persona. Rilevando lenergia termica dellindividuo, potremmo osservare
ancora la traccia della sua presenza, impressionata sulla lastra fotografica, anche se levento
trascorso. Ma tutto nellUniverso emette energia e tutto quindi lascia una sua traccia.
E questa traccia che viene registrata nel piano dellAkasha. I Lipika quindi sono quelle energie
che agiscono su questo piano, provocando levento appena descritto.
Siccome le modificazioni ed i percorsi energetici sono generati nel mondo fenomenico
(rappresentato dal quattro), ecco come questi siano il risultato dei tre (il tre che cade nel
quattro gi menzionato in precedenza).
Con i figli-Soli si potrebbero veder rappresentate le innumerevoli stelle costituenti
lUniverso che derivano tutte da ununica fonte (il figlio reietto), alla quale dovranno pervenire al
termine del ciclo.

Commentario alla Stanza 5

1) I sette primordiali, i primi sette aliti del drago di sapienza producono a loro volta, dai
loro santi aliti roteanti, ligneo turbine.

I sette primordiali sono i Sette Sublimi Signori gi menzionati. I primi emanati dallUno
Primordiale, detto anche Drago di Sapienza. Il Drago, secondo la cultura orientale,
rappresenta lo scorrere dellenergia. In questo caso, sta a significare il propagarsi ed il
diffondersi dellEnergia Primordiale emanata dallUno Indifferenziato. Di sapienza, in quanto
da esso che si sono formate le intelligenze degli spiriti formatori e, man mano, tutte le intelligenze
da esse derivanti. La Sapienza la conoscenza totale che deriva dalla saggezza e la saggezza
la capacit di agire nel modo migliore e pi consono alle leggi naturali di equilibrio e generazione.
La saggezza, a sua volta, si acquisisce con la coscienza e la coscienza insita in ciascun essere,
solo che pi o meno nascosta secondo il grado evolutivo raggiunto. Quindi tutti gli esseri la
hanno insita potenzialmente, deve solo riemergere dal buio in cui caduta a causa della
manifestazione. Non potrebbe emergere, qualcosa che non sia gi presente in latenza.
Sono questi primi formatori che sviluppano le loro energie per formare dei vortici nei
quali si raccoglier la polvere cosmica per generare stelle e pianeti.

2) Essi fanno di lui il messaggero della loro volont. Il Dzyu diviene Fohat: il rapido
figlio dei figli di Dio, i cui figli sono i Lipika, corre incombenze circolari. Fohat il corsiere, il
pensiero e il cavaliere. Egli passa come il fulmine attraverso le ignee nubi; egli fa tre e cinque e
sette passi attraverso le sette regioni Disopra e le sette Disotto.
Egli alza la sua voce e chiama le innumerevoli scintille e le unisce insieme.

Quanto descritto nella Shloka precedente avviene grazie a Fohat. Lenergia del Pensiero
Divino (Dzyu) agisce tramite questa forza cosmica che causa il movimento e
laggregazione della materia. Questo procedimento viene attuato attraverso 14 livelli
energetici in cui divisa la manifestazione. I sette Disopra, che sono i livelli immanifesti e i
sette Disotto che sono la loro controparte immanifesta. Ad ogni parte materiale
corrisponde una controparte energetica, dalla quale essa viene generata. Non quindi
lenergia che esiste quale emissione della materia, ma questultima che pu esistere solo in
quanto derivante da una sua equivalente sul piano delle energie pi sottili. La materia la
momentanea manifestazione posta tra due piani energia. Dallenergia deriva e allenergia
ritorna. Tre, cinque e sette sono i vari momenti progressivi della formazione attraverso i vari
piani. Il terzo, il quinto ed il settimo sono tre piani basilari della formazione. In particolare il tre
va riferito al concetto della Trinit, il momento in cui si comincia a manifestare lEnergia
Madre. Il cinque il momento della formazione del tessuto spazio-temporale, in cui vengono
inserite le leggi dello spazio e del tempo. Il sette il piano inferiore, riferito alla formazione della
materia. Sta quindi a significare che Fohat agisce attraverso tutti i piani, da quello Divino a
quello materiale, da quando ha cominciato a formarsi la base che avrebbe dato corso
allUniverso alla formazione della materia. Le sette Regioni Disopra e le sette Regioni
Disotto si riferiscono a tutto quello che costituisce lUniverso: il piano del Visibile ed il piano
dellInvisibile (materiale e spirituale), ci che costituisce il Bene e ci che costituisce il Male.
Infatti a delle forze attive, positive, evolventi dellUniverso si contrappongono delle forze
statiche, negative, opponentesi allevoluzione. E in ogni caso e sempre tra queste due che si
attua ogni forma di evoluzione: levoluzione ci che si oppone alla stasi: leterna lotta tra il
Bene ed il Male.

3) Egli lo spirito che le guida e le dirige. Quando comincia a lavorare separa le scintille
del regno inferiore che ondeggiano e fremono di gioia nelle loro dimore radianti e ne forma i
germi delle ruote. Le colloca nelle sei direzioni dello spazio e una nel mezzo, ruota centrale.

Questa energia guida e dirige, grazie alle leggi della natura, tutte queste sparse e disgregate
particelle di materia primordiale, favorendone laggregazione nei vortici (ruote). Si vengono cos
a formare i nuclei (germi) dai quali prenderanno forma e consistenza i mondi materiali (il regno
inferiore). Queste vengono formate in tutte le direzioni dello spazio partendo da un punto di
origine. La rappresentazione cartesiana ci pu dare unidea delle sei direzioni tramite la
rappresentazione di tre assi x, y e z (con i loro complementari positivi e negativi) ed il punto
cartesiano di origine che il centro dal quale vengono generate le direzioni.
4) Fohat traccia linee spirali per unire la sesta alla settima - la corona. Un esercito di figli
della luce si trova in ogni angolo, i Lipika nella ruota mediana.
Essi affermano: Questo buono. Il primo mondo divino pronto; il primo, il secondo.
Allora il divino Arpa si riflette in Chhy Loka il primo rivestimento di Anupadaka.

La spirale indica un graduale e costante procedere. E in questo modo sottile che i principi
inferiori, risultato finale dellemanazione del puro spirito, causale, nella materia, vengono
uniti a questultimo. Viene formata la catena consequenziale e reciproca che collega i vari
stati dellessere e della materia. Ad ogni momento di questa formazione presiedono e fanno
parte degli esseri spirituali (i Figli della Luce) che agiscono in questo modo in tutto lUniverso.
Nel livello mediano sono i Lipika, gli spiriti che fanno parte del mondo di mezzo, quello di
causa-effetto. E cos che vengono formati i due livelli base in cui si era divisa inizialmente la
manifestazione (Stanza III Shloka 7). Vengono anche formate le matrici di energia dalle quali
prenderanno forma i corpi materiali. LArpa (senza corpo), ossia lenergia organizzata che dar
forma alla materia, la matrice energetica che sta alla base della struttura di tutte le forme
materiali. Questa si imprime in Chhy Loka (letteralmente: mondo delle ombre), un piano
astrale del quale fanno parte queste energie, similmente a come le forme materiali fanno parte del
piano fisico. E a questo livello energetico che per prima si manifest lEnergia Madre
(Anupadaka).

5) Fohat fa cinque passi e costruisce una ruota alata ad ogni canto del quadrato per i
quattro santi... e i loro eserciti.
Fohat, discendendo dalla Matrice Prima, si esprime per i cinque livelli che costituiscono il
continuum spazio-temporale, andando a formare la materia: il quadrato. Il quadrato, abbiamo
visto, rappresenta il mondo materiale. Per far s che questi possa essere costruito, vengono
formate le quattro energie che costituiscono i vari aspetti della materia, assimilate ai quattro
aspetti dei punti cardinali. Per la scienza orientale che studia le energie della terra (il Feng
Shui), ad ogni punto cardinale corrisponde un aspetto dellenergia e questa energia portata
dai venti. E cos che dal nord avremo un vento freddo, dal sud caldo, dallest secco e lovest
porter la pioggia. Le relazioni sono le seguenti:
Nord -Freddo -Aria
Sud -Caldo- Fuoco
Est -Secco -Terra
Ovest- Umido -Acqua
Questi aspetti, con i quali si manifesta la natura, corrispondono anche ai quattro elementi
alchemici ed ai quattro volti di Dio menzionati nel testo biblico. Ad ognuno di questi punti
corrisponde un reggitore spirituale. Sono forze che sono presenti nella terra, come
caratteristiche di espressione delle energie della materia, ma sono anche le forze che
consolidano i corpi celesti. Il fuoco che trasmuta lenergia, lacqua dalla quale nasce la vita, laria
che raffredda, la terra che coagula.

6) I Lipika circoscrivono il triangolo, il primo cubo, il secondo il pentacolo dentro alluovo.


E lanello chiamato non passare per coloro che discendono e salgono; che durante il Kalpa
progrediscono verso il gran giorno Sii con noi... Cos furono costruiti lArpa e il Rpa:
dalluna luce, sette luci, da ognuna delle sette, sette volte sette luci. Le ruote vigilano lanello...

Questi quattro spiriti formatori, sono i gi nominati Lipika e corrispondono ai quattro


cherubini della teologia cristiana. Sono queste le quattro forze spirituali, della Shloka
precedente, che guidano la discesa dellenergia nella materia. Essi delimitano dapprima le
tre forze dalle quali verr generata la materia, quindi la materia primordiale, rappresentata dal
primo cubo. Il cubo uno sviluppo del quadrato verso la terza dimensione, quindi il quattro
(Svbhvat, la proto-materia, il protile) che diventa materia fisica nelle tre dimensioni percepibili
(il quadrato senza forma che acquista la forma) dando forma e dimensione alla materia
indifferenziata. Di seguito generano tutte le altre forze che daranno luogo alla manifestazione
nel piano della materia. Il pentacolo la figura graficizzata nella stella a cinque punte. Sta a
significare il numero cinque. Questo il numero della manifestazione fisica della materia nello
spazio-tempo. Nella saggezza degli antichi il due era il numero rappresentante la polarit: i due
estremi tra i quali si attua la manifestazione. Esso era considerato un numero femminile, in
quanto numero rappresentante lo stato delle cose: la base duale dalla quale procede (nasce) la
manifestazione. Il tre rappresentava lazione: ci che si sviluppa dalla dualit.
Aveva una corrispondenza maschile. Il femminile (il due) recettivo, passivo. Il maschile (il tre)
fecondante, attivo. Lunione dei due d il via alla creazione e d quale risultato il numero cinque,
che quindi anche il numero della formazione.
Luovo lUovo Cosmico rappresentato dal cerchio: il ciclo eterno dentro il quale si attua
ogni manifestazione.
Vengono anche formate le barriere che divideranno i vari piani di energia.
Ad ogni livello corrisponde una specifica caratteristica fenomenica, data dal tipo di energia che
pu trovare espressione in quel piano. Ad esempio, il nostro piano materiale, con tutti i tipi di
energie e fenomeni che ne fanno integralmente parte, nettamente diviso dal livello spirituale
immediatamente superiore. Questa barriera quella che qui chiamata anello non passare.
E ci che divide il mondo materiale da quello spirituale astrale, e questo dai mondi spirituali
superiori. I livelli di energia che deve passare ogni monade che percorra la sua strada evolutiva
fino allunione con lAssoluto (il Gran Giorno sii con noi). In questo ciclo evolutivo ed
incarnativo, il nostro attuale anello non passare dato dalla legge karmica che governa
la ruota delle esistenze (il Samshara), alla fine della quale potremo superare le cause che
ci costringono alla rinascita su questo piano. Vengono formati gli spiriti (Arpa) ed i corpi
(Rpa). I dieci piani di evoluzione corrispondono ai dieci Sephirot dellalbero kabbalistico e
ognuno di questi, viene diviso in sette livelli divisi, a loro volta in successivi altri sette.
Ad ognuno di essi appartengono sette Chakras (ruote) ed solo evolvendo attraverso questi
che si pu accedere al piano successivo di evoluzione (le ruote vigilano lanello).
Una esemplificazione di questo concetto viene data da Ges nel Vangelo:
MATTEO: 18: 21-22 -Allora accostatosi a lui Pietro gli disse: Signore, fino a quante volte
peccando il mio fratello contro di me, gli perdoner io? fino a sette volte? - Ges gli disse: non
ti dico sette volte, ma fino a settanta volte sette volte.
Il significato di questo brano si pu ritrovare in quanto esposto in precedenza.
Il discepolo chiede se dovr perdonare solo durante i sette sottolivelli della manifestazione
materiale ossia i sette sottolivelli che sono corrispondenti al livello umano fisico. Ges risponde
che bisogner perdonare oltre che per i sette livelli di appartenenza anche per i dieci piani
corrispondenti allalbero sephirotico. Quindi per tutto il periodo che occorrer per terminare il
percorso evolutivo e fino al momento finale della ricongiunzione con lAssoluto.
Sette sottolivelli per i sette livelli dei dieci piani energetici. In totale settanta volte sette.
Un esemplificazione si pu vedere nel seguente modo:
Adi Sanat: Keter, Chokma, Bin, Geburah, Chesed, Tipheret, Netzah, Hod, Yesod ,
Malkhut dove ciascuno ha sette livelli e sette sottolivelli per ciascuno dei sette.
Per quanto concerne specificatamente il livello umano attuale egli si trova, secondo gli
insegnamenti occulti nella sfera di Malkhut al quarto livello ed al quarto sottolivello.
I sette livelli di Malkhut sono rappresentati nellordine da: mondo minerale, mondo vegetale,
mondo animale, uomo nel piano materiale, uomo nel piano astrale, uomo nel piano spirituale,
uomo nel piano mentale. Ad ognuno degli appena menzionati livelli corrispondono sette
sottolivelli.
Ed ogni monade sulla strada dellevoluzione dovr passare necessariamente tutti i livelli,
partendo dal pi basso, fino ad arrivare al pi alto.
Ci sar comunque modo di riprendere questo discorso durante il commento della sesta
Stanza.

Commentario alla Stanza 6

1) Per la potenza della Madre di Misericordia e di sapienza, Kwan-Yin il triplo KwanShai-


Yin, che risiede in Kwan-Yin-Tien-Fohat, alito della loro progenie, il figlio dei figli, avendo fatto
uscire dallabisso inferiore la forma illusoria di Sien-Tehan ed i sette elementi.

Kwan-Yin corrisponde al sanscrito Vach (o Vak), ed il principio femminile generatore.


Quindi rappresenta la natura madre, dalla quale tutto proviene e nasce. La sua prima
espressione nella materia astratta, ossia nella matrice energetica da cui deriver la materia
fisica. Quest'energia madre risiede nel Kwan-Yin-Tien (letteralmente: cielo melodioso del
suono). E un sinonimo di quello che, nella Bibbia, viene definito il Verbo o la parola creatrice
di Dio. E una vibrazione che percorre la proto-materia dellUniverso per vitalizzarla,
energizzarla e poter dar quindi luogo alla manifestazione.
Tutto ci si attua grazie a Fohat: Kwan-Yin-Tien-Fohat, che rappresenta lUniverso formato.
La sua energia fa uscire dallimmanifesto (labisso inferiore), dalla forma energetica della materia,
la materia stessa. Forma illusoria in quanto, come gi spiegato, transitoria e non permanente.
Sien-Tehan, anche il nome con cui designato lUniverso.

2) Il rapido e radiante produce i sette centri Laya, contro i quali nessuno prevarr fino al
gran giorno Sii con noi; su queste fondamenta eterne collocato lUniverso, circondando
Sien-Tehan con i germi elementari.

Lenergia di Fohat forma i sette centri Laya. Sono i livelli ed i sottolivelli attraverso i quali si
attua levoluzione e la manifestazione di tutto lesistente. Su questi livelli sar basata tutta
lesistenza fino al momento in cui tutto ritorner in seno allAssoluto. E nulla potr mai
trascendere dalle leggi della natura che sono inserite in questi livelli.
Queste sono le fondamenta sulle quali costruito lUniverso (Sien-Tehan). Ed in questo
Universo, cos concepito, sono inseriti i germi, ossia le energie di base dalle quali evolveranno
la materia, lo spirito e la vita.
3) Dei sette -prima uno manifesto -sei celati; due manifesti, cinque celati; quattro manifesti, tre
celati; quattro e uno Tsan rivelati; due e mezzo celati; sei da essere manifesti, uno messo da
parte. Finalmente, sette piccole ruote che girano, una dando origine allaltra.

I sette centri si manifestano uscendo gradualmente ad uno ad uno dal piano delle energie
immanifeste, in cui erano presenti potenzialmente. Di questi il centro Laya (superiore)
resta celato nel piano dellimmanifesto, in quanto il tramite tra il piano fenomenico ed i
piani superiori. E quello che nelluomo corrisponde al Sahasrara: il centro corona.
Da questi centri Laya, infine, vengono generati, con le stesse modalit, i sette Chakras, le
piccole sette ruote dalle quali prender forma il corpo fisico umano.

4) Egli le costruisce a somiglianza delle ruote pi antiche, collocandole sui centri imperituri.
Come le costruisce Fohat? Egli raduna la polvere ignea. Fa globi di fuoco, corre attraverso e
intorno a loro infondendo vita, quindi li mette in moto, alcuni in modo altri in un altro. Essi sono
freddi ed egli li rende roventi. Sono asciutti e li rende umidi. Brillano e ventilando li raffresca.
Cos agisce Fohat da un crepuscolo allaltro durante sette eternit.
Queste ruote sono come dei vortici. Questa tipologia aggregativa della materia dallenergia
valida sempre e comunque ad ogni livello di manifestazione. Cos nel piccolo come nel grande.
Dai Chakras alle galassie. Ci valido per questo Universo come per quelli che ci hanno
preceduto e per quelli che ci seguiranno. E una legge eterna tramite la quale si forma la materia
dallenergia. Il mezzo mediante il quale si attua tutto questo ancora Fohat.
Egli agisce a livello cosmico, radunando le polveri interstellari, forma dei vortici di aggregazione
della materia primordiale, dando lenergia per il moto rotatorio. Alcuni si muovono in un senso,
altri in un altro. Ci risulta caratteristicamente per i Chakras. Questi centri, infatti, roteano
alternativamente in un senso o nellaltro, orario o antiorario.
Laggregazione della polvere cosmica provoca, a causa della pressione e dellattrito, il
riscaldamento dei primi globi. Si cominciano cos a formare dalla polvere cosmica, le prime stelle
ed i primi pianeti. Continua Fohat ad agire, raffreddando i globi che prima erano infuocati e
portando lumidit e lacqua che render possibile lattecchire della vita.
E questo il modo in cui agisce Fohat, durante tutto il tempo dellUniverso.

5) Alla quarta, ai figli detto di creare le loro immagini. Un terzo rifiuta due obbediscono.
La maledizione pronunciata. Nasceranno nella quarta, soffriranno e faranno soffrire.
Questa la prima guerra.

Per quarta si intende il quarto periodo della storia della Terra. Innumerevoli eoni sono trascorsi.
Era questo il periodo in cui questo globo si era ormai consolidato ed era pronto a ricevere la
vita. Durante questa quarta era, quella del consolidamento delle energie in materia, anche le
Entit Spirituali che erano legate alle energie della materia, dovranno necessariamente seguire
la stessa sorte, quindi incarnarsi in corpi fisici.
Qui questo evento, visto come una condanna, in realt una necessit, un obbligo dato
dalle leggi della natura. Senza la discesa di queste energie, non potrebbe esistere la
materia, e quindi neanche corpi fisici atti a ricevere uno spirito in evoluzione.
E la caduta dello spirito nella materia, ci che nelle tradizioni religiose definito come la
caduta degli angeli. Questevento viene visto come una maledizione perch implica la discesa
dal mondo delle cause al mondo degli effetti. Obbligando queste entit ad una crescita che
dovr avvenire tramite le esperienze e le sofferenze nella vita terrena. Ma questi sono dei passi
indispensabili se si vuole crescere spiritualmente per tornare alla fonte della luce. Queste
Entit Spirituali, che dora in poi chiamer monadi, sono come scintille di luce, cadute nel buio
della materia. La loro coscienza presente solo allo stato latente. E solo tramite le esperienze
nel mondo della materia che potranno acquisire nuovamente e perfezionarla.
Noi ci troviamo attualmente su questa strada e possiamo attuare ci solo durante
innumerevoli periodi di ascese e ricadute, finch non si riuscir a sorpassare la necessit di
incarnarsi nel mondo della materia sublimandolo mediante lesperienza attraverso di esso.
Questa una necessit: non si pu evolvere dallo stato di materia se non si passa attraverso la
sua esperienza. La monade dovr, durante il percorso della sua evoluzione, passare da uno
stato di oggettivit incosciente ad uno stato di oggettivit cosciente, passando attraverso una
soggettivit cosciente. Cercher ora di spiegare questi passaggi.
Lenergia vitale, che gli indiani chiamano con il nome di prana, permea tutto lesistente.
E unenergia che gi insita nella struttura pi intima della materia, scorre attraverso di essa
ed da questa che gli esseri viventi la attingono. E come una sorgente, pu trovarsi pi o
meno profonda nella terra, visibile ed alla portata di tutti, o profonda e nascosta, ma pur
sempre presente in essa e latente, pronta ad essere manifestata in ci che vive.
Essendo quindi gi presente nelle rocce, da queste che passa al terreno, alle piante, agli
animali... alluomo, dove si esprime infine al livello di coscienza.
Se non ci fosse vita, non ci potrebbe essere esternazione della coscienza.
La vita il mezzo attraverso il quale ha modo di esprimersi la coscienza spirituale nella
molteplicit degli esseri. Quindi la coscienza pi o meno manifesta, come pu esserlo
similmente la vita. Nelle rocce semplicemente scorre, lenergia della terra che si esprime nel
Feng-shui e nelle energie geo-telluriche, ci nonostante le vivifica e le unisce nella stessa vita.
Cos si pu dire che lintera Terra, e a loro volta le aggregazioni minerali, portano in loro
quellenergia vitale che potr essere assorbita dal mondo vegetale e dagli esseri viventi
appartenenti alla biosfera. E come se questa coscienza permeasse un macrorganismo
(anche se non organismo biologico, come normalmente sintende). Ma le possibilit di percezione
di questo mondo sono estremamente limitate ed quindi parallelamente limitata la sua possibilit
di percezione cosciente. In questo livello ogni parte fa parte del tutto e ne partecipe, in uno
stato di oggettivit incosciente. C un fatto che potrebbe essere preso come prova di ci.
Quando viene estratto da una cava un blocco di marmo, questi pu essere lavorato in modo
relativamente facile durante i primi giorni, dopodich indurisce a tal punto che la sua lavorazione
diventa estremamente difficoltosa. Lo sanno bene gli scultori, che devono compiere la loro
opera in pochi giorni. Pensandoci bene come se una parte di pianta fosse stata staccata dalle
sue radici. Non potendo pi attingere alla fonte di vita, si secca e muore. Il marmo sradicato
dalla cava diviene proprio cos: secco e morto. Ogni parte, in pratica, come se vivesse tramite
una anima di gruppo. E quellenergia comune che unisce e guida gli esseri tra loro simili e che
appartengono ad uno stesso gruppo. Si pu osservare nelle piante come negli animali.
A tal proposito interessante menzionare un esperimento che stato eseguito in un campo di
grano. Si colta una spiga da questo e, portata allesterno del campo, la si bruciata
procurandole quindi un evento traumatico. Si potuto osservare che le spighe del campo nella
zona circostante a quella dalla quale era stata colta la spiga, avevano risentito dellevento,
appassendosi. Quindi come se tutto il campo fosse sintonizzato su una stessa frequenza.
Come se le spighe fossero cellule appartenenti ad uno stesso organismo e ci vale anche per i
boschi, i prati, le foreste e tutti i gruppi composti da individui tra loro simili.
A mano a mano che levoluzione progredisce questi gruppi diventano maggiormente
indipendenti dal contatto diretto con la terra, cominciando a staccarsi da essa. Si vengono
cos a formare gruppi di individui, che per continuano ad agire fino ad un certo grado di
evoluzione nello stesso modo. Vedi i branchi di pesci o gli stormi di uccelli, che si muovono
allunisono, quasi come se ununica mente li guidasse. Gradualmente, come avanzano
evolutivamente, cominciano a staccarsi dal gruppo: sono i capo branco e gli animali solitari.
E allora che, grazie allimpiego dei sensi e allesperienza soggettiva, comincia a nascere
lindividualit. Comincia a farsi strada nella nebbia, lIo. Si giunge cos allo stato di soggettivit
cosciente che caratterizza lattuale stato di evoluzione umana.
Uno stadio di coscienza che pu per portare allegoismo, individualizzando la personalit a tal
punto da far credere allindividuo di essere unico, quando non addirittura superiore ed estraneo
a quanto lo circonda. E s unico e irripetibile, ma nella stessa misura in cui unico e irripetibile
quello stelo derba in mezzo ad una sconfinata prateria, mentre invece anche lindividuo fa parte
di un gruppo umano, che a sua volta inserito in tutto lesistente. E per questo che molti
individui perdono, a livello mentale e sensoriale, il contatto con la natura che li circonda e nella
quale comunque sono sempre inseriti. Ognuno di noi simile a chiunque altro, non essendovi
diversit tra Razza, casta, ideologia o colore. Questi sono solo mezzi che adopera una mente
limitata per illudersi di essere unico e diverso dagli altri. Questa forma di presunzione ed
ignoranza fa credere a molti individui di poter trascendere dalle invisibili ma sempre presenti leggi
che governano la natura. Ma queste leggi sono imprescindibili dallesistenza stessa ed ad esse
che luomo dovr tornare se vuole continuare a crescere nella coscienza e nellequilibrio. Una
coscienza che si dovr quindi ampliare fino a comprendere, in quanto facentene parte, tutta la
natura e lesistente. Partendo dapprima dal piccolo gruppo di appartenenza ed ampliandosi man
mano fino allintero genere umano, senza distinzioni di sesso, ideologia, Razza o colore. Questo
sar il punto di partenza per comprendere come anche lo stesso uomo e lo stesso pianeta nel
quale vive, siano solo una delle molteplici forme che ha assunto lAssoluto per esprimersi.
Ascendendo quindi ai superiori livelli e piani spirituali, fino a raggiungere quel livello di
Coscienza Cristica che ci permetter il ritorno ad una comunione cosciente con la Fonte e
la Sintesi del tutto: lo stato di oggettivit cosciente.

6) Le ruote pi antiche rotearono in basso ed in alto, gli ovuli materni riempivano il tutto. Vi
furono battaglie combattute fra creatori e distruttori e battaglie combattute per lo spazio; il
seme appariva e riappariva continuamente.

Le ruote pi antiche sono i primi nuclei planetari, la cui parte fisica (il basso) fu generata
da una similare controparte energetica e spirituale (lalto). Lenergia vitale riempiva tutto
lo spazio ma poteva manifestarsi solo nellambiente pi adatto a riceverla. In questo periodo di
plasmazione della materia la vita appariva e spariva continuamente, conformemente alle
continuamente mutevoli condizioni ambientali.
Sembra che di questi processi fossero responsabili delle entit (a questo livello di evoluzione
non si pu sapere se fisiche o spirituali) e delle battaglie combattute menzionate nel testo, nulla
ci pervenuto n dalla storia n dalla leggenda. Potrei semplicemente ipotizzare che vi siano
delle entit alle quali legato il processo evolutivo della materia e ad esse, per la legge di
equilibrio e contrapposizione, se ne oppongano altre che cercano di mantenere la stasi
nellevoluzione: leterna lotta tra il bene ed il male.
E sempre comunque tra queste due forze opposte che si attua qualsiasi crescita.

7) Fa i tuoi calcoli o Lanu se vuoi let precisa della tua piccola ruota. Il suo quarto raggio la
nostra madre. Raggiungi il quarto frutto del quarto sentiero di sapienza che conduce al Nirvana
e comprenderai, poich vedrai.

La ruota a cui ci si riferisce potrebbe essere Malkhut, in quanto livello energetico in cui
domina la materia con tutte le sue forme. Tra queste la forma umana (quarto raggio in
quanto susseguente alle forme: minerale, vegetale e animale, sulla scala dellevoluzione).
Il quarto frutto del quarto sentiero la bodhi, lilluminazione che si raggiunge nello stato
pi elevato dello yoga, ove si apre il terzo occhio (locchio aperto di Dangma).
Il che darebbe laccesso veggente ai piani dellAkasha.
Dicendo la nostra madre anche linterlocutore si pone nello stesso piano di Lanu ma, in
quanto maestro, ad un livello pi alto quindi oltre il livello umano al quale il discepolo appartiene.
Commentario alla Stanza 7

In questa Stanza raccolto un compendio di quanto trattato nelle stanze precedenti.


Viene quindi fatto un riassunto degli eventi che hanno portato alla formazione, dapprima
dellUniverso, quindi del corpo fisico.

1) Ecco il principio della vita informe e senziente. Prima il divino, lUno dallo spirito madre; poi lo
spirituale; il tre dallUno; il quattro dallUno e i cinque dai quali i tre, i cinque ed i sette. Questi
sono i triplici e i quadruplici, discendenti; i figli della mente del primo signore; i sette risplendenti.
Sono essi che sono te, io, egli, o Lanu; essi che vegliano su di te e su tua madre Bhumi.

E cos che la vita senziente prese vita dal principio informe:


a) Per primo vi era lEterno, il Divino, inespresso nella non-esistenza iniziale, in cui erano
presenti latenti tutte le esistenze future.
b) Da questo deriva lUno, in cui tutto era raccolto ma non ancora manifesto: la prima
espressione del Tutto Immanifesto. E da ci che fu generato il piano spirituale, futuro
generatore di tutti i piani sensibili e sovrasensibili.
c) DallUno nasce il triplice. Nel momento in cui si manifesta il punto gi comprende il tre: inizio,
sviluppo, fine.
d) Dal triplice viene generato il quattro: la proto-materia, generatrice e placenta della materia
fisica.
e) Nel momento in cui si manifesta il mondo fisico, prende forma il tessuto spaziotemporale
che lo contiene, senza il quale non pu esistere alcuna manifestazione a livello fisico.
f) Adesso ci sono i presupposti per la nascita delle forme fisiche: il sette, in quanto settimo
livello (nel senso del pi basso), di Malkhut . A questo livello la forma spirituale-energetica, che
precede sempre quella fisica, discende nella materia passando attraverso i livelli superiori: il tre
ed il cinque.
E da questi livelli spirituali che sono generate le forme, tra cui anche quelle umane, di cui fanno
parte gli interlocutori della Shloka e tutto il genere umano.
Sono gli spiriti formatori delluomo e della terra (Bhumi) che agiscono.

2) Il raggio uno moltiplica i raggi minori. La vita precede la forma e la vita sopravvive allultimo
atomo. Attraverso gli innumerevoli raggi il raggio della vita, lUno, come un filo attraversa molte
perle.

La prima emanazione energetica (il Raggio Uno) si scinde nelle innumerevoli emanazioni che
daranno luogo alla vita ed alle sue molteplici forme. Lenergia della vita che precede e sopravvive
a tutte le forme materiali.
Essa insita in ogni forma appartenente al mondo fisico.
Essa unisce tutto lesistente in ununica vita macrocosmica: il filo della vita che attraversa le
perle dellesistenza.

3) Quando lUno diventa due, il triplice appare e i tre sono Uno; ed il nostro filo, o Lanu, il
cuore della pianta-uomo chiamata Saptaparna.

Quando lEnergia Una ed indifferenziata comincia manifestarsi, appare il tre. Questo in


quanto per ogni manifestazione sono necessari tre termini. Nel momento in cui un evento ha il
suo inizio, deve anche avere una fine e tra i due termini si deve necessariamente porre la durata.
Cos, ad esempio, nel momento in cui una vita nasce, gi in essa insita la morte, ma tra i due vi
la crescita. Nel momento in cui da un punto viene tracciata una linea, gi in essa vi sono i tre
termini che la quantificano: inizio, fine e distanza tra i due punti. Cos se due termini sono
necessari per delimitare un evento, un terzo termine necessario per quantificarlo. Questo tre
(gi spiegato nelle precedenti stanze) quello dal quale potr essere generata lunitariet della
materia. E da qui che nasce il concetto dellindividualit della vita e della forma, ognuna unica e
irripetibile nel suo genere, ma ognuna anche accomunata ai suoi simili da ununica matrice.
E' da questo filo di vita che prender esistenza e vita luomo.
Esso qui visto come una pianta che ha le sue radici nellOceano della vita.
Egli esiste nel corpo fisico, ma solo grazie allunione di questo con gli altri sei corpi sottili
(formando cos i sette corpi delluomo: fisico, eterico, astrale, emozionale, mentale inferiore,
mentale superiore, causale). Quindi al corpo fisico sono allacciati altri sei corpi sottili, ai quali
questultimo strettamente connesso ed ai quali si pu accedere mediante diversi livelli di
percezione spirituale, che fanno comunque tutti parte del piano fisico umano.
Il pi elevato il corpo causale, cos denominato in quanto da esso che derivano, per
progressiva densificazione, tutti gli altri corpi. E la sede del nostro Io Superiore.

4) E la radice che non muore mai, la fiamma trilingue dai quattro lucignoli. I lucignoli sono le
scintille che traggono dalla fiamma trilingue scoccata dai sette, la loro fiamma, i raggi e le scintille
di una Luna riflessa nelle acque correnti di tutti i fiumi della terra.

Dallunione dei tre viene generato il quattro.


La triplice energia una la radice, la causa di tutte le manifestazioni materiali e sovra materiali.
Nelluomo rappresentata da: spirito, anima e corpo (buddhi, atma, manas), ed essendo
manifestazione di unenergia spirituale, questultima non soggetta a terminare con la morte,
come il corpo fisico che la ospita. E la fiamma che genera la materia e la vita. I lucignoli sono i
quattro elementi base alchemici: fuoco, aria, acqua, terra, dai quali trae origine la materia densa.
Queste energie, elementi alchemici, che sono alla base della formazione della materia, non sono
altro che una debole fiamma, riflessione ultima dellEnergia Madre nella materia.
Nella manifestazione materiale pur sempre presente lEnergia Divina, ma solo quale pallido
riflesso dellenergia originaria, offuscata dalla materia.

5) La scintilla attaccata alla fiamma con un sottilissimo filo di Fohat. Esso viaggia attraverso i
sette mondi di Maya. Si ferma nel primo ed un metallo o una pietra, passa nel secondo ed
ecco una pianta, la pianta passa attraverso sette mutazioni e diventa un animale sacro.
Dalla combinazione degli attributi di questi, Man, il pensatore formato. Chi lo forma? Le
sette vite e la vita una. Chi lo completa? Il quintuplice Lha. E chi perfeziona lultimo corpo?
Il pesce, il peccato e Soma.

Fohat unisce il tutto (il filo che lega molte perle). Unisce lenergia materiale a quella divina
tramite un sottile filo: la strada che la materia deve ripercorrere per tornare in seno alla
Causa Prima. Grazie allenergia di Fohat vengono formati i sette mondi di Maya, ossia i
sette livelli in cui diviso il mondo materiale (Malkhut). Vengono cos formati, a mano a
mano, i mondi minerale, vegetale, animale, umano ed i tre superiori appartenenti ai livelli
evolutivi ai quali luomo deve ancora pervenire.
I sette mutamenti della pianta stanno a sottintendere i sottolivelli nei quali diviso ogni
livello (vedi 5: 6). Questo il percorso della monade per risalire alla Fonte Divina.
Una volta evoluta dal livello vegetale entra in quello animale la cui ultima tappa su questo
livello rappresentata dallanimale sacro.
Secondo gli Induisti, dalla cui dottrina stata tratta la rielaborazione di questantichissimo
testo, ci sono degli animali sacri (per esempio le vacche) che rappresentano il pi alto livello
evolutivo del mondo animale. A questi, a mio avviso, si potrebbero aggiungere anche tutti gli
animali che dimostrano un certo livello d'evoluzione intellettiva quali: cane, gatto, cavallo, delfino,
etc. In particolare metterei tra questi gli animali domestici poich, grazie allo stretto contatto
che hanno con le energie del livello umano, queste possono agevolarne levoluzione.
Il seguito di quest'evoluzione, che avverr sul livello umano, porter alluomo senziente.
Ci, naturalmente, avverr in modo graduale, partendo dai pi bassi livelli del mondo umano, ove
sono ancora presenti gli istinti animali. Man la componente spirituale delluomo, dalla quale
proceder luomo fisico. Esso formato dai sette corpi in precedenza descritti, che formano un
unico corpo con quello fisico, al quale sono strettamente e biunivocamente legati. E attraverso
e mediante essi che s'attua levoluzione della coscienza che ci porter a progredire sui piani
spirituali. Il corpo fisico, il pi basso corpo umano sul piano energetico ed evolutivo, viene
perfezionato dalla componente spirituale, simbolizzata dal pesce. Infatti, questa raffigurazione
viene anche ritrovata nel Cristianesimo, dove il pesce trova posto in una parte del suo
simbolismo primitivo. Sta quindi a raffigurare un principio spirituale dal quale, nel caso del
Cristianesimo, procede un insegnamento mentre nel caso citato procede il corpo materiale.
Questo corpo si materializzato nella materia a causa delle leggi karmiche (il peccato) che
hanno causato la caduta dello spirito nella materia, ed mediante queste che luomo dovr
trascendere da essa mediante una serie progressiva di cambiamenti (rappresentati da
Soma = Luna) che lo porteranno ad evolvere sublimando la materia in favore dello spirito.
La Luna, infatti, esemplifica il cambiamento giacch con le sue fasi, dalla Luna Piena a quella
Nuova, sta ad indicare la caduta della luce nel buio mentre con le altre fasi, dalla Luna Nuova a
quella Piena, sta ad indicare la rinascita della luce dal buio della materia, in quel ricorrente ciclo
che alla base d'ogni manifestazione dellUniverso ed tipica dellUniverso stesso.

6) Da primogenito il filo fra il guardiano silenzioso e la sua ombra diviene pi forte e raggiante
con ogni cambiamento. La luce del sole mattutino divenuta gloria del meriggio.

Lombra ci che noi percepiamo come materia, lenergia spirituale che si condensata
fino a livello fisico. Gradualmente lenergia si condensata in materia e questultima,
perfezionandosi progressivamente ad ogni cambiamento (rappresentato nella Shloka
precedente da Soma), aumenta il suo legame con lenergia spirituale dalla quale derivata:
il guardiano silenzioso. Questo filo che lega il corpo fisico al suo S spirituale superiore,
viene progressivamente a rafforzarsi ed il corpo fisico, che non altro che lombra, in quanto
proiezione nel mondo materiale di un'Entit Spirituale, diviene sempre pi emanante forza ed
energia spirituale man mano che si riavvicina alla fonte. E cos che il corpo fisico, nel corso dei
numerosi cicli incarnativi, pu elevarsi dal retaggio della materia. Lo spirito, non pi offuscato dai
veli della materia potr finalmente ascendere ai pi alti livelli, valicando i confini di Malkhut che le
leggi karmiche gli avevano imposto. E il corpo di luce di Ges il Cristo che vediamo descritto
nel Vangelo dopo la sua Resurrezione.

7) Questa la tua ruota attuale disse la fiamma alla scintilla. Tu sei me stessa, la mia
immagine, la mia ombra. Mi sono rivestita di te e tu sei il mio Vahan fino al giorno Sii con noi,
quando tu ridiverrai me stessa ed altri, tu stessa e me. Allora i costruttori indossate le loro
prime vestimenta, discendono sulla terra radiosa e regnano sugli uomini che sono loro stessi.

E ancora lIo Superiore che parla alla sua parte fisica. Luomo sta attualmente vivendo
nella sfera umana della manifestazione, ma solo in quanto riflesso, emanazione ed
immateriamento di una sua componente pi elevata.
LIo Superiore, lo Spirito emanato dalla Fiamma Primordiale, ha bisogno di un corpo per
poter vivere la materia e poterla quindi superare nellesperienza dellincarnazione. Il corpo,
quindi, il mezzo (Vahan) che lo spirito dovr usare per evolvere fino al momento
dellunione con lAssoluto, quando ognuna delle particelle spirituali che hanno trovato
individualit nella materia, saranno infine di nuovo riunite nelloggettivit del Pensiero
Divino. Finalmente i costruttori hanno un mezzo fisico idoneo a ricevere il loro spirito.
Il corpo fisico potr quindi essere il mezzo devoluzione che consentir allo spirito di trascendere
la materia, per potere alfine ricongiungersi con lAssoluto Per far s che questo accada, per,
necessario che gli spiriti primordiali, prima emanazione del Pensiero Divino, ridiscendano nella
materia riuscendo a dominare quel corpo che solo una loro emanazione sul piano materiale.

Parte 2
Antropogenesi

In questa seconda parte de "Le Stanze" seguiremo l'evoluzione del nostro sistema planetario e
della vita sul nostro pianeta fino all'avvento dell'uomo.
La storia narrata, similmente all'Evoluzione Cosmica, secondo una terminologia occulta e con
l'uso di numerosi termini d'origine orientale.
Vedremo come ancora si faccia riferimento ad entit superiori (siano esse fisiche che spirituali),
che hanno in un certo qual modo guidato l'evoluzione sul pianeta.
Gli allacciamenti con quanto riscontrato dall'odierna ricerca scientifica sono rari e frammentari,
ma ci possono in ogni modo dare una traccia concreta e comprovata sulla quale stendere un filo
conduttore della storia.
Si potranno, infatti, trovare riferimenti alla teoria nebulare sull'origine del Sistema Solare e
sull'origine della Terra, mentre per quanto riguarda l'origine e lo sviluppo della Razza umana, ci
si discosta notevolmente da quanto affermato dalla paleontologia ufficiale, potendovi trovare
solo saltuari allacciamenti.
Si pu trovare nel Testo una incidente componente spirituale che, similmente a com avvenuto
per il precedente Commento, guida e dirige le energie cosmiche preposte all'aggregazione ed
alla formazione della materia.
Tutto visto come un discorso consequenziale ed olistico, una progressione d'energie tra loro
collegate, per cui l'energia primordiale, generata nel caos, ha bisogno di un elemento che la
diriga, circoscrivendone l'espansione caotica per creare la forma. Quest'elemento governato,
secondo quanto detto nelle Stanze, da Entit Spirituali.
Questo un procedimento che si attuato e s'attua tuttora per tutti i mondi che compongono
l'Universo, anche se la narrazione viene in seguito circoscritta al solo nostro ambito planetario.
La narrazione prosegue, narrando i vari stadi evolutivi della Razza umana, attraverso le quattro
Razze Madri che sono esistite prima della nostra attuale e fino alla distruzione che ha messo fine
al predominio della Quarta Razza con la fine dAtlantide.
Giungiamo quindi alla nostra Quinta Razza Madre, la cui storia ci in parte nota.
Commentario alla Stanza 1

1.Il Lha che fa muovere la quarta il servitore del Lha dei sette, che conducono i loro occhi
intorno al signore, e girano locchio unico del nostro mondo, il suo soffio, diede la vita ai sette.
Egli diede la vita al primo.

Si fa qui riferimento alla quarta espressione del mondo spirituale, quindi proprio al mondo della
materia fisica. Abbiamo visto in precedenza (durante il commento allEvoluzione Cosmica), che
la materia fisica deriva da stati precedenti d'energia che si sono progressivamente addensati.
Prima cera lUno: energia, tempo e spazio indifferenziati. In seguito avvenuta la scissione e
questo ha provocato, nella seconda fase, la componente spirituale ed energetica che sar alla
base della materia (il ternario), da questa procede, nella terza fase, la materia fisica
indifferenziata (il protile o Svbhvat) e quindi la materia fisica differenziata (nella quarta fase).
Abbiamo visto come anche lUniverso si diviso in settenario. Ad ognuno di questi piani,
o livelli, di manifestazione sovrintende unEntit Spirituale (il Lha) e queste entit sono gli
artefici occulti (la Causa dalla Causa Prima) del nostro mondo. Attraverso tutti i suoi piani e
livelli di manifestazione, l'energia unica (il Signore) si manifester fino al livello fisico. Ogni Lha
governa il suo piano o livello, derivando la sua energia da quella dell'Uno, al qual collegato
(attraverso tutte le Entit Spirituali intermedie) come dagli anelli di una catena. L'Occhio
Unico del nostro mondo, sta a rappresentare lo spirito governatore di questo particolare livello
planetario (quello che nell'occultismo orientale chiamato "Lha Solare"). E evidente
lallacciamento con la dottrina cattolica, nella quale vi sono i sette Arcangeli intorno al Trono
del Signore (i cosiddetti Sette Grandi dinanzi al Trono). E ad essi che venne delegata la
formazione dei primi sette livelli della manifestazione e sono essi che li governano.
Da essi vennero quindi generati i sette sottolivelli del mondo fisico e quindi il primo, dal
quale deriveranno tutti gli altri.

2. La Terra disse: Signore dal volto luminoso, la mia casa vuota... manda i tuoi figli
a popolare questa Ruota. Tu hai inviato i tuoi sette figli al Signore della Saggezza.
Egli ti vede sette volte pi vicino a Lui, ti sente sette volte di pi. Tu hai impedito ai tuoi
servitori, i Piccoli Anelli, dimpadronirsi della Tua Luce e del Tuo Calore, dintercettare la tua
grande Bont al suo passaggio. Mandali ora al tuo servo.

Viene fatta unipotetica richiesta affinch la terra fisica (questa Ruota) sia popolata.
Viene chiamata Ruota perch limmateriamento dellenergia in materia segue varie fasi, la fine
di ognuna delle quali linizio di quella successiva. Questo processo viene quindi visto come un
continuo trasformarsi denergie che nascono, crescono e decadono a formare i livelli e piani
successivi di addensamento e sublimazione. Ci verrebbe attuato tramite lintervento di energie
sottili guidate dai Lhas, che le porterebbero a condensarsi in materia fisica e corpi.
La materia, come gi accennato, una forma d'energia condensata. Meglio si potrebbe
affermare che la materia percepita su una lunghezza donda (o frequenza) che compatibile
con quanto possa essere percepibile dai nostri sensi fisici, poich entrambi agiscono entro il
medesimo intervallo di frequenza. La materia, in quanto corpo solido, non esiste. Infatti, ci che
normalmente consideriamo come un corpo solido, costituito in gran parte da spazi vuoti tra gli
atomi. Nei corpi materiali gli atomi non possono occupare gli spazi che li dividono, perch campi
atomici aventi la stessa frequenza non possono compenetrarsi, in quanto la forza di repulsione
del campo nucleare molto maggior di qualsiasi pressione normalmente in natura si possa
esercitare. Per questo gli atomi non possono penetrare tra gli spazi vuoti che li dividono,
facendo cos apparire solido ed impenetrabile un corpo. Questo immateriamento dellenergia
sarebbe guidato da Entit Spirituali appartenenti a livelli superiori.
Secondo la Dottrina Occulta (concetto ripreso pi tardi anche dalla Dottrina Giudaico-
Cristiana) ad ogni piano d'evoluzione apparterrebbero degli esseri che vivono ed agiscono
in quel piano (esseri angelici, della luce e delle tenebre) in quanto con esso compatibili,
similmente a come noi, esseri fisici, siamo sensibili alle energie ed ai segnali del livello
energetico fisico denso al quale apparteniamo. Gli esseri spirituali (chiamer cos gli esseri
facenti parte dei livelli superiori al nostro livello fisico) tramite le energie che sono loro proprie e
che gli permettono d'interagire sul loro livello, possono egualmente agire sui livelli a loro inferiori
conducendo gradualmente la formazione del livello successivo a quello cui appartengono,
agendo sui componenti energetici basilari della materia, ordinandoli ed aggregandoli, in quanto
ognuno ha il suo compito nelleconomia dellUniverso.
Tutti in ogni caso dipendono da uno Spirito Superiore, reggitore di quel particolare livello.
E quello che nella Shloka definito Il Signore della Saggezza. E da questo Spirito
Superiore che sono delegati gli altri esseri spirituali a seguire lopera della formazione, e
questo s'attua attraverso i sette livelli e i sette sottolivelli (V Stanza 6^ Shloka dellEvoluzione
Cosmica). Il Signore dal Volto Luminoso la Prima Causa di tutti i livelli energetici
dellUniverso. Signore in quanto essere superiore degno di rispetto e reale padrone di tutto
ci che a lui sottoposto, dal volto luminoso in quanto coscienza fautrice ed emanatrice delle
energie cosmiche formatrici. Da questo vengono quindi generate direttamente le energie
responsabili della formazione della materia. Ci che nel Testo definito sette volte pi vicino,
si riferisce al fatto che quest'energia formatrice della materia generata direttamente dalla
Causa Prima, ed alla sommit del Piano di manifestazione della materia (divisa, come ricordato,
in sette livelli ed in sette sottolivelli).
Il vedere ed il sentire sono i termini che stanno ad indicare le due qualit di quest'energia, che
agisce attraverso la luce (energia radiante) ed il suono (la vibrazione della materia).
Queste energie, che interagendo con la materia provocarono il calore, erano emesse solo
dal corpo principale del Sistema (il Sole, rappresentato dall'energia del "Lha Solare" della
precedente Shloka) mentre gli anelli di materia orbitanti intorno ad esso, non avevano massa
sufficiente atta ad innescare la reazione radiante. Erano freddi ed aspettavano di poter
ricevere dalla stella principale quel calore che li avrebbe portati a far nascere la vita.
Ci si sarebbe potuto attuare quando si sarebbe raccolta e diradata la nube di detriti che
orbitava intorno al Sole e che impediva alla radiazione solare di raggiungere la Terra e gli
altri pianeti. Secondo la teoria cosmologica oggi maggiormente accreditata, il Sistema Solare
ebbe origine da una nube di gas (probabilmente composto in gran parte dIdrogeno) e di
polvere cosmica. Questa nube tese, per coesione molecolare, ad aggregarsi maggiormente
verso il centro, andando a formare il nucleo che sarebbe diventato un giorno il nostro Sole.
Durante il procedimento d'aggregazione, la nube and acquistando un movimento di rotazione,
pi veloce al centro e meno alla periferia. Ci provoc dei vortici attorno ai quali cominci ad
aggregarsi la materia costituente la nube. Cos, mentre la parte centrale avrebbe formato il
Sole, i vortici sarebbero stati i nuclei dei futuri pianeti. Dato che il materiale pi pesante
sarebbe andato verso il centro, mentre quello pi leggero sarebbe rimasto lontano, questo
avrebbe fatto s che allinterno del Sistema s'andarono formando pianeti piccoli e rocciosi,
mentre verso lesterno si formarono pianeti grandi e gassosi.
Quella menzionata nella Stanza la nube di gas che ancora copriva i nuclei dei proto pianeti,
impedendo alla luce del Sole d'arrivarvi.

3. Il Signore disse: Ti mander un fuoco quando il tuo lavoro comincer. Alza la voce verso gli
altri Lokas; rivolgiti a tuo Padre, il Signore del Lotus, per i suoi figli... Il tuo popolo sar
governato dai Padri. I tuoi uomini saranno mortali. Non i figli di Soma, ma gli uomini del Signore
della Saggezza sono immortali. Cessa i tuoi lamenti. Le tue sette pelli ti ricoprono ancora. Tu
non sei pronta. I tuoi uomini non sono pronti.

Qui il Signore dal Volto Luminoso la Causa Prima che, sempre ipoteticamente, risponde
allappello della Terra fisica. Quando sar giunta lora che nasca la vita gli spiriti formatori
agiranno dando le necessarie energie alla primordiale materia grezza.
Prima necessario che passi il giusto tempo, ossia che per la Terra trascorrano sette
periodi di tempo che serviranno a mutare e rinnovare la sua superficie per renderla adatta
a ricevere la vita. Se vuole altrimenti rivolga il suo appello verso altri luoghi (Lokas), ossia
prenda la sua energia dal fautore principale del suo sistema d'appartenenza, dall'energia
formatrice del Sole e dal Lha Solare. La gente che popoler la Terra sar governata dai
Padri, coloro che generarono le prime forme fisiche, ossia gli esseri di luce chiamati Dhyni.
Lumanit sar formata da esseri fisici, soggetti alla mutazione ed ai cambiamenti (i figli di
Soma), e ci visto come un male necessario per poter evolvere dalla materia ai piani
superiori dello spirito. Invece i figli del Signore della Saggezza, quali esseri spirituali che
appartengono al mondo della formazione, non sono soggetti alla corruzione ed al cambiamento
dovuti alla morte fisica. La Terra non ancora pronta a ricevere la vita, in quanto dei
cambiamenti necessari devono avvenire sulla sua superficie, prima che essa sia pronta ad
ospitarla.

4. Dopo grandi pene ella si svest delle Tre antiche pelli; indoss le Sette nuove e
rimase vestita nella sua prima.

Grandi sconvolgimenti si succedono sul pianeta in formazione. Passate varie ere la Terra
perse il suo stato fluido e pervenne ad una consistenza semi solida e quasi stabile. Entra
quindi nel suo quarto ciclo, o era (dei sette nominati nella 1^ Shloka). La Terra dovr
passare sette ere, ognuna delle quali divisa in sette periodi, prima di giungere al completamento
della sua esistenza. In questa Shloka, concluse le prime tre ere, s'avvia allinizio della quarta, con
il primo dei sette periodi in cui essa sar nuovamente divisa.

Commentario alla Stanza 2

1. La Ruota gir ancora durante trenta crore e costru delle Rpa; delle Pietre tenere che
indurivano, delle piante dure che si ammorbidivano. Il visibile usc dallinvisibile; gli insetti e le
piccole Vite. Essa li scosse dal suo dorso ogni volta che essi sopravanzarono la Madre... Dopo
trenta crore, ella si gir. Giaceva sul dorso, sul fianco... Non voleva chiamare nessun Figlio della
Saggezza. Gener dal proprio Seno. Ella diede vita agli Uomini Acquatici, terribili e cattivi.

La Terra continu ancora a girare nella sua orbita intorno al Sole. Dopo 300.000.000 d'anni
(trenta crore) cominciarono a formarsi i primi corpi solidi sulla superficie. Dal livello energetico
del piano astrale cominci ad aver luogo il processo di discesa dellenergia in materia: la vita
cominciava a prendere forma.
Insetti e piccoli animali cominciarono a popolare la superficie, ma le specie non erano in equilibrio
biodinamico tra loro, per questo alcune cominciarono a sopravanzarne altre. Ci caus degli
squilibri nel primordiale ecosistema della Terra cos che la natura, per ripristinare il suo perduto
equilibrio caus quelle che, probabilmente, furono le prime estinzioni di massa.
Trecento milioni d'anni, anche il lasso di tempo calcolato dalla scienza, affinch dalla nebulosa
primordiale cominciasse a formarsi la materia solida.
Durante i seguenti 300.000.000 d'anni la Terra cambi pi volte linclinazione del suo asse.
I cambiamenti climatici che seguirono portarono spontaneamente le sostanze primordiali
costituenti il primordiale ecosistema della Terra ad aggregarsi per formare successive primitive
forme di vita, generate spontaneamente dalla Terra stessa e senza alcun intervento esterno.
Senza alcuna Guida spirituale superiore le forme di vita che nacquero furono spontanee e
quindi forme che non avevano in loro alcuna scintilla divina.
Dei resti fossili testimonianti la loro esistenza nulla a tuttoggi stato trovato. Si tratta di,
attualmente sconosciuti dalla scienza moderna, uomini acquatici, forse gli stessi tramandati dalla
mitologia sumera con il nome di Dagon o forse gli esseri anfibi venuti da Sirio che popolano la
mitologia della popolazione africana dei Dogon.
Parziale conferma alla loro esistenza ci potrebbe essere data da recenti ricerche archeologiche
in Sierra Leone. Qui, infatti, sotto degli strati alluvionali sono state trovate delle statuette
d'ottima fattura rappresentanti degli esseri umanoidi provvisti di squame.
L'analisi dello strato geologico in cui sono state trovate gli darebbe una datazione di circa
10 - 12.000 anni.

2. Gli Uomini Acquatici, terribili e cattivi, furono creati con i resti degli altri. Ella li form con la
scoria e con la melma del suo Primo, Secondo e Terzo. I Dhyni vennero dal risplendente
Padre-Madre delle Regioni Bianche, dalla dimora dei Mortali-Immortali.

L'origine degli Uomini-Acquatici da ricercarsi, come anche specificato nella Shloka


precedente, nellevoluzione spontanea delle sostanze che avevano costituito le prime tre
ere geologiche della Terra.
Quanto viene narrato adesso sconvolge, pi di quanto fatto finora, ogni teoria, pi o meno
ufficiale, sia stata fatta finora sullorigine della vita sulla Terra e delluomo in particolare.
Sembra, infatti, che, a questo punto, la crescita della vita abbia ricevuto uno stimolo
esogeno ad opera di esseri extraterrestri che hanno guidato in passato il suo sviluppo.
I Dhyni, secondo la tradizione Induista, sono esseri di luce (di planetari e solari) e le
Regioni Bianche sono con ogni probabilit la Via Lattea, spettacolo che doveva essere
consueto nelle chiare e limpide notti dellantichit.
Discesero quindi da ignote zone della Via Lattea degli esseri extraterrestri, definiti
Mortali-Immortali in quanto scambiati per degli di dagli uomini che vivevano agli albori
dellumanit.

3. Essi furono malcontenti. La nostra carne assente. Nessun Rpa conveniente ai nostri
fratelli della Quinta. Nessuna Dimora per le Vite. Esse devono abbeverarsi di Acque pure e
non di acque torbide. Dissecchiamole.

A quanto pare decisero, per unetica a noi del tutto ignota, d'intervenire nel processo
evolutivo delle specie terrestri e delluomo in particolare. Per quanto sia possibile dedurre dal
Testo, cercarono di formare dei corpi che potessero accogliere un'intelligenza superiore,
evidentemente necessaria allevoluzione nella Quinta Razza Madre (la nostra attuale).
Questo non era possibile ai rozzi corpi che allora dimoravano sulla Terra, generati da essa
spontaneamente e senza alcuna guida superiore. Lenergia vitale, la ragione e lintelligenza non
potevano trovare insieme dimora idonea in quei corpi: per questo era necessario un mezzo pi
adatto e, in un certo senso, pi puro (acque pure e non acque torbide).
Decisero cos d'eliminare quelle forme di vita dalla faccia della Terra, in quanto, come
spiegato in precedenza, ogni tipo d'energia si manifesta attraverso il mezzo e l'ambiente
che pi gli compatibile e questi corpi non erano ancora idonei a ricevere la scintilla.

4. Le fiamme vennero. I Fuochi con le Scintille. I Fuochi Notturni ed i Fuochi Diurni.


Essi disseccarono le acque torbide e scure. Con il loro calore le estinsero. I Lhas dallalto, i
Lhamayin del Basso, vennero. Sgozzarono le forme che erano a doppia e quadrupla faccia.
Combatterono gli Uomini-Capra, gli Uomini dalla testa di Cane, e quelli con il corpo di Pesce.

Le numerose, e a noi oggi sconosciute, forme di vita che popolarono i primordi del nostro
pianeta furono del tutto eliminate. La superficie del pianeta fu purificata tramite
irradiazione termica (i fuochi ed il calore). Cos la radianza dallalto e le forze scatenate
della natura (i Lhamayin) dal basso, ripulirono completamente la superficie della Terra.
Forse ci si riferisce ad un antico cataclisma che ha sconvolto il pianeta a seguito di un qualche
bombardamento meteorico al quale la Terra, allinizio della sua storia, era maggiormente
soggetta. Tutte le forme di vita qui descritte e che furono estinte sono, probabilmente, gli esseri
fantastici da cui trassero spunto le antiche mitologie: centauri, fauni, sirene, chimere, ecc.

5. LAcqua-Madre; il Grande Mare pianse. Essa si sollev, spar nella Luna, che laveva
sollevata, che le aveva dato vita.

6. Quando essi furono distrutti, la Terra-Madre rest nuda e chiese di essere disseccata.

L'Acqua Madre, il Grande Mare, probabilmente la Tetide. Gli sconvolgimenti geologici


provocarono enormi ondate di marea che spazzarono tutta la superficie. Alla fine di questo
primordiale Diluvio la Terra rimase nuovamente senza vita. La superficie, spogliata di tutte le
sue forme di vita, attese d'essere nuovamente asciutta per poter di nuovo ricevere il seme della
vita.

Commentario alla Stanza 3

1. Il Signore dei Signori venne. Egli separ le acque dal loro corpo, e ci costitu il cielo di
sopra; il Primo Cielo.
L'intervento superiore qui descritto, pu essere riferito ad un essere spirituale appartenente ai
livelli superiori a quello del mondo fisico in formazione. Viene qui attuata la separazione del
corpo fisico dal corpo spirituale energetico. Viene, in altre parole, causata laddensamento
dellenergia spirituale in corpo fisico.
Abbiamo visto, nel Commento allEvoluzione Cosmica, come per acque s'intenda la
componente energetica dellUniverso che scorre incessantemente nella materia, dandogli
vita, energia e forma e come il cielo di sopra sia il mondo spirituale. Il corpo di questi esseri che
popolavano il pianeta, non ancora pienamente formati sul piano materiale, fu scisso nelle sue
componenti, spirituale e materiale.
La parte spirituale qui considerata va riferita al livello astrale, inteso come Primo Cielo
in quanto livello energetico immediatamente superiore a quello materiale e dal quale questultimo
procede. "...E l'uomo fu fatto in anima vivente". (Genesi: 2: 7).
Ossia provvisto d'anima, ma non ancora di spirito senziente.

2. I grandi Cohans chiamarono i signori della Luna, dai Corpi Aerei: Fate apparire gli
Uomini della vostra natura. Date loro le forme interne. Essa edificher i Rivestimenti
esteriori e saranno Maschi-Femmine. Signori della Fiamma anche....

Ai vari cicli della formazione sono delegate varie Entit Spirituali, delle quali ognuna opera per
il suo piano di appartenenza e competenza. In particolare per i piani terreno e astrale, ove sono
in vigore le leggi del mutamento e della trasformazione, sono delegate delle Entit Spirituali che
sono qui denominate Signori della Luna. La Luna, essendo presa quale simbolo della
continua mutazione e quindi del mondo fisico. Essi devono agire conformemente al loro livello
energetico d'appartenenza e competenza, indirizzando le energie secondo la loro natura. Ci
far s che il corpo fisico possa essere strutturato in modo da poter agire sul piano materiale,
essendo nello stesso tempo collegato al piano spirituale. Lumanit che verr cos generata sar
quindi dotata di un'anima vitale interna al corpo fisico e di una parte fisica, ancora allo stato
eterico, in cui saranno riuniti nello stesso individuo sia le caratteristiche maschili sia quelle
femminili. Nascer la Prima Razza, asessuata. Questo medesimo concetto lo possiamo ritrovare
anche nella Genesi biblica dove, al passaggio Genesi 1-27 cos viene narrato:
Dio cre luomo a sua immagine, a immagine di Dio lo cre; maschio e femmina lo cre.
Ove con maschio e femmina si vuol intendere che lessere era asessuato.

3. Ognuno and nel territorio assegnatoli; erano Sette, ciascuno nel suo Lotto. I Signori della
Fiamma restarono indietro e non volevano andare, non volevano creare.

Ogni Entit Spirituale agisce per il livello che gli compete, dando forma ai sette sottolivelli
che costituiranno il mondo materiale.
I Signori della Fiamma sono le entit superiori che guidano la discesa dellenergia nella materia,
pur non potendone far parte, in quanto lenergia agisce, sul livello materiale, ad una frequenza
troppo bassa per loro e, se indirizzassero le loro menti e le loro energie per formare i livelli
inferiori, dovrebbero necessariamente identificarsi con questi, perdendo quell'identit che li
caratterizza e gli permette d'esistere al loro livello.
Per questo necessario "delegare" altre entit alla formazione della materia.

Commentario alla Stanza 4

1. Le Sette Legioni, i Signori nati dalla Volont, spinti dallo Spirito che dona la Vita,
staccarono gli uomini da loro stessi, ciascuno sulla propria Zona.

Torna ancora la divisione settenaria. Sembra quindi che ogni processo di formazione debba
passare attraverso sette fasi, ognuna delle quali divisa in altre sette, prima di giungere a
compimento. Nasce qui luomo a livello materiale sottile. La volont formatrice delle Entit
Spirituali superiori, si manifesta dando lesistenza alle entit facenti parte dei sette sottolivelli
del piano materiale, ognuna nel territorio (livello) assegnatoli. Lenergia vitale (il prana)
indirizzata, tramite le energie pi sottili, a plasmare le forme fisiche: lenergia si densifica ancora
una volta in materia per dare forma al corpo umano.
Ogni livello spirituale d forma ad una sua controparte fenomenica materiale, via via pi densa
man mano che si scende verso la materia.

2. Sette volte sette Ombre di Uomini futuri nacquero, ognuno del proprio colore e della
propria Specie. Ciascuno inferiore a suo Padre. I Padri, i Senza-Ossa, non potevano dar vita
a degli esseri provvisti di ossa. I loro discendenti furono dei Bhta, senza forma n mente.
Perci furono chiamati la Razza Chhy.

Qui fa riferimento alle sette sotto razze della Prima Razza denominate "ombre di uomini
futuri", in quanto contenenti in loro il seme di un'umanit non ancora formata sul piano
fisico. UnEntit Spirituale, infatti, non pu dar forma direttamente ad unentit materiale,
questo perch ogni energia pu agire, come gi spiegato, solo per il suo livello d'appartenenza.
Non potendo quindi agire direttamente sui livelli inferiori, dovr necessariamente delegare le
energie che sovrintendono a quei livelli, le quali a loro volta agiranno per i loro rispettivi livelli di
competenza e appartenenza. E uno scambio successivo e consequenziale, in cui agiscono
similmente agli anelli di una catena, in cui ogni anello collegamento al successivo ed ognuno
dipende strettamente dagli altri.
In questo modo vengono formati gradualmente i sette corpi delluomo, ogni corpo essendo
inferiore (in quanto pi denso e pi vicino alla materia fisica) di quello dal quale deriva.
Prese cos forma la prima Razza che popol il pianeta detta, in quanto priva di corpo fisico
denso, Razza Chhy o "ombra astrale".

3. Come sono nati i Manoushya? I Man con la loro mente come sono fatti? I Padri chiamarono
in loro aiuto il proprio Fuoco, che brucia nella Terra. Lo spirito della Terra chiam in suo aiuto
il Fuoco Solare. I tre, grazie ai loro sforzi riuniti, produssero un buon Rpa.
Poteva reggersi dritto, camminare, correre, curvarsi o volare.
Pure non era altro che un Chhy, una Ombra senza Sensi.

Come nacquero gli uomini fisici provvisti di mente? Come nacquero le guide spirituali che
avrebbero guidato le successive razze? La formazione frutto d'evoluzione ( quindi un
progressivo cambiamento, tramite lesperienza, da stati precedenti). Essa si pu attuare solo
tramite due forze: lenergia spirituale, nel senso d'energia allo stato pi puro (fuoco solare) e
lenergia della materia, ossia lenergia che sta alla base dei legami della terra e della materia (lo
spirito della terra) che, tramite una terza energia, di contatto e catalisi tra le due daranno modo
al corpo materiale di formarsi. Si ritrova ancora il concetto delle tre energie formatrici che danno
come risultato un'unit nella materia. Leffetto sar, in questo caso, una forma dotata di un
grossolano corpo fisico, che gli permetter d'agire nel mondo materiale. Eppure anche questo
era unombra, un fantasma d'uomo, sprovvisto delle capacit mentali e del raziocinio che gli
sarebbero stati necessari per evolvere. Hanno inizio con questa fase una serie di tentativi per
dare allo spirito superiore un mezzo che gli permetta d'esprimersi nel mondo fisico e capace,
mediante i sensi fisici, di valutare gli stimoli attraverso i quali poter attuare la sua evoluzione.

4. Il Soffio aveva bisogno di una forma, i Padri la diedero. Il Soffio aveva bisogno di un corpo
grossolano, la Terra lo foggi. Il Soffio aveva bisogno dello Spirito di Vita, Lhas Solari
linsufflarono nella sua Forma. Il Soffio aveva bisogno di uno specchio del suo corpo Noi gli
donammo il nostro, dissero i Dhynis. Il Soffio aveva bisogno di un veicolo dei desideri:
lo possiede! dissero gli scolatoi delle Acque; ma il Soffio aveva bisogno di una mente per
abbracciare lUniverso: Non possiamo dare ci! dissero i Padri. Io non lebbi mai disse lo
spirito della Terra. La Forma si consumerebbe se gli donassi la mia! disse il Grande Fuoco...
LUomo rimase un Bhta, vuoto e sprovvisto di sensi... Cos i Senza-Ossa diedero Vita a
coloro che divennero degli Uomini provvisti di ossa durante la Terza.

Si formano ora i vari corpi delluomo (di cui gi si parlava alla Shloka 2), che serviranno ad esso
da contatto fra il mondo fisico e le energie spirituali superiori. Le entit delegate a questo fanno
s che la monade cali nella materia progressivamente, agendo ognuna dal suo livello per dar forma
a quello inferiore, fino a giungere al livello materiale dove prenderanno forma, insieme con il
corpo fisico, i sette corpi delluomo, gli stessi sette corpi che si sono progressivamente formati
durante la sua discesa nella materia e che faranno quindi parte integrante anche del corpo fisico
un volta che questo sar formato. Ogni corpo quindi generatore di quello immediatamente
inferiore e contatto, quale sua derivazione, con quello immediatamente superiore.
Quella che doveva dare vita e coscienza al corpo fisico, era unenergia spirituale che,
scendendo dai livelli spirituali superiori, agisce sui vari livelli, fino a giungere a quello fisico.
Il processo simile a quello che avvenne in precedenza (descritto nella Evoluzione Cosmica)
della formazione della materia dai piani e livelli superiori.
Quest'energia che qui chiamata il Soffio (lAlito Divino descritto nelle Sacre Scritture)
aveva bisogno di diversi mezzi per potersi esprimere.
Di una forma adatta a contenerla, e a questo pensarono i Padri della Shloka precedente.
Di un corpo adatto ad agire nel mondo fisico tramite una mente raziocinante e questo deriv
dalla materia terrestre. Di unanima che fosse veicolo del prana e che lo potesse animare,
s'occuparono di questo i Lhas. Aveva anche bisogno di una controparte energetica del corpo
fisico (corpo eterico), che fosse tramite fra questo e le energie cosmiche, di ci s'occuparono gli
esseri di luce, i Dhynis. Aveva bisogno di un corpo emozionale, di una parte della parte istintiva
ed inconscia della sua coscienza che fosse atta a percepire le emozioni, in modo da saperle
discernere e valutare nella soggettivit, affinch esse potessero servire per la crescita spirituale
della monade. Aveva soprattutto bisogno di una mente e di un intelletto capace di fargli
comprendere il Tutto e di come lui ne facesse parte. Questo per non poteva essere dato da
nessuna delle forze che avevano agito in precedenza (St. IV sh. 3).
I Padri, in quanto entit generatrici facenti parte del Tutto, non potevano abbassare la loro
energia a livello terreno in quanto, avrebbero in quel modo perso, le qualit che facevano s che
essi appartenessero a quel piano. Anche le energie che governavano la materia e che agivano
seguendo esclusivamente le leggi fisiche, non erano idonee a poter generare una mente a loro
superiore che fosse capace, col libero arbitrio, d'agire sulle correnti naturali dellUniverso,
causando il Karma. Il Grande Fuoco, essendo lenergia primaria stessa ed avendo una
frequenza enormemente alta rispetto a quella propria della materia, lavrebbe bruciata non
essendo questultima idonea a contenerla. Nonostante rimanesse ancora nientaltro che una
forma vuota, nacquero lo stesso i primi esseri che acquisiranno il corpo fisico durante la Terza
Razza.

Commentario alla Stanza 5

1. I primi furono i figli dello Yoga. I loro figli, i nati dal Padre Giallo e dalla Madre Bianca.

Lo Yoga la capacit di congiungersi al Principio Originario tramite lautodisciplina.


La Prima Razza fu formata da esseri che furono generati dal principio della dualit, capaci
potenzialmente di crescere per evolversi. Furono formati dallincontro e la comunione di due
energie: quella solare (maschile) e quella Lunare (femminile). Era una Razza sprovvista di sesso
soggetta (vedendo la Luna quale indice di mutevolezza) ai cambiamenti causati dallesistenza
nella materia.

2. La Seconda Razza fu prodotta da innesto ed espansione, lasessuale uscendo dal


Senza-Sesso. Cos, Oh Lanu fu prodotta la Seconda Razza.

La Seconda Razza deriv dalla Prima.


Essa fu generata per scissione dalla Prima Razza, non essendo questi esseri proto-umani
capaci di generare per unione sessuale, visto che ancora non erano divisi sessualmente, si
moltiplicarono tramite un processo generativo simile alla scissione cellulare.
E' cos prodotta la Seconda Razza, androgina, ossia con i due sessi uniti in un solo
individuo, diversamente da quella precedente Senza-Sesso.

3. I loro Padri furono gli Auto-Generati. Gli Auto generati, i Chhy sortiti dai brillanti
corpi dei Signori i Padri, i figli del crepuscolo.

Quando la Luce della Prima Causa si abbass fino a giungere ai confini con il Regno della
materia, non era che un pallido riflesso dellEnergia Originaria, quindi il suo crepuscolo.
Fu tuttavia in seno ad essa che si formarono le energie e le entit generatrici del mondo
fisico, quelle entit che per il mondo della materia sono i Signori, i Padri.
Furono loro, tramite la volont impressa allenergia che stava alla base del costituentesi
primo mondo fisico, a dare forma alle ombre (i Chhy), corpi che si moltiplicavano (come
spiegato nella prima Shloka) per scissione e non per unione e detti per questo Auto-generati.

4. Quando la Razza invecchi, le Acque antiche si mescolarono alle pi fresche. Quando le sue
Gocce divennero torbide svanirono e si dispersero nel nuovo torrente caldo della Vita.
Lesterno del Primo divenne linterno del Secondo. Lantica Ala divenne la nuova Ombra e
lOmbra dellAla.

I corpi, col passare del tempo, andarono sempre pi addensandosi, adattandosi anche alle
mutate condizioni ambientali. Cominciarono a modificare la struttura a base eterica dei
loro corpi e si rigenerarono nella forma fisica della Terza Razza.
Naturalmente il succedersi di due razze consecutive non mai improvviso, ma segue sempre un
cambiamento progressivo conseguente al graduale mischiarsi di razze che sono contigue sul
piano evolutivo e fra loro compatibili. Ci porta lentamente allestinguersi di una Razza ed
allinizio di quella successiva.
Fu cos che il corpo eterico, forma esteriore della Seconda Razza, divenne il corpo
energetico, animico, della Terza Razza.
Lessenza spirituale (lombra) si ritira lasciando il posto al corpo fisico, del quale diviene la
parte pi sottile: lAla. La forma eterica, antica forma fisica esteriore, ricoprendosi di materia
fisica diviene la parte animica interna del corpo e, quindi, la sua ombra.

Commentario alla Stanza 6

1. La Seconda allora svilupp i Nati dallUovo; la Terza. Il Sudore aument; le sue


gocce ingrossarono e divennero dure e rotonde. Il Sole le riscald, la Luna le rinfresc e le
modell; il Vento le nutr fino alla maturit. Il Cigno Bianco della Volta Stellata cov la Grossa
Goccia. Luovo della futura Razza, lUomo cigno della fine della Terza. Prima maschio-femmina,
poi uomo e donna.

Coloro che erano detti i Nati dal Sudore, la Razza androgina che si generava per
scissione, svilupp la Terza Razza: i Nati dallUovo.
Qui per Uovo sintende, probabilmente, il sistema di riproduzione ancora oggi caratteristico
dei mammiferi (tramite inseminazione dellovulo), ma molto pi primitivo.
La Terza Razza, appena formatasi, fu la prima Razza fisica "densa", le prime due, infatti, non
essendosi ancora perfettamente formate sul piano fisico materiale.
E' sempre l'energia che, entrando sempre pi nel piano fisico, acquista forma e consistenza.
Il corpo fisico s'and formando gradualmente essendo soggetto alle forze cosmiche che
agirono sulla materia, evolvendosi in conformit con le mutevoli esigenze di un ambiente in
progressiva formazione ed evoluzione. Il calore, che nella Shloka rappresentato dal Sole,
l'energia che anima la materia e che questultima emana a sua volta in quanto ne contenitrice.
Senza di esso non ci sarebbe n vita n evoluzione, in quanto quest'ultima non altro che un
modificarsi e trasformarsi di interazioni energetiche, le stesse interazioni che causano
l'aggregarsi della materia nelle molteplici forme finora considerate, dalle pi sottili alle pi dense.
In opposizione a questa forza ve ne un'altra, rappresentata dalla Luna, che s'oppone alla
forza d'espansione del calore, contenendola (raffreddandola) e consentendole cos
d'acquistare una forma semi stabile.
Questo concetto fu ripreso anche dalla antica civilt egiziana. Ra (il Sole) era la
rappresentazione del principio attivo, radiante, dell'Universo: l'energia dell'Assoluto che
giunge nel manifesto. La forma e l'evoluzione della materia s'attua tra due principi: Shu, il
principio d'espansione dell'Universo e Tefnut, il principio, opposto, di contenimento. Tra
questi due estremi s'attua ogni forma d'esistenza in evoluzione dando forma, nei livelli pi
bassi d'energia, al mondo fisico ed ai suoi componenti.
Il procedimento s'attua ancora tramite la presenza di un terzo fattore che funge da unione
tra i due per cui anche in questo caso, come gi in precedenza, troviamo il concetto di tre
fattori la cui aggregazione ne causa uno.
Questo terzo fattore rappresentato da ci che nella Shloka chiamato Il Vento. Esso
rappresenta il Soffio Divino: l'energia divina delle sfere superiori che d la vita manifestandosi
nella materia. Il corpo fisico che sta prendendo forma addensandosi gradualmente dal piano
eterico, in quanto derivato da esso per scissione e separazione, qui definito la Grossa
Goccia, quasi fosse una parte di sostanza che si distacca dal Tutto per costituire la materia
fisica. Per maturare e crescere necessario un apporto di calore, in questo caso d'energia, che
gli fu data dalle energie cosmiche nelle quali sta iniziando l'esistenza. Queste energie vengono
nella Shloka rappresentate dal Cigno Bianco.
Il cigno, in quanto volatile, rappresenta l'Energia Divina (o in ogni caso un'energia superiore)
che discende sul piano fisico ed essendo il bianco il colore della purezza e dell'incontaminato,
sta a significare la purezza dell'Energia Divina che si manifesta sul livello fisico.
Giunto ormai alla fine della Terza Razza, l'uomo acquista un corpo fisico completo e, entrando
nella sua manifestazione duale, da androgino qual era passa a distinguersi in sessi separati.
Entra cos pienamente nel mondo della dualit e della manifestazione.
Questo medesimo concetto lo si pu ritrovare anche nella Genesi biblica, in cui sono
descritte due creazioni separate dell'uomo. La prima nel gi citato versetto:
GENESI: 1-27: "E Dio cre l'uomo a sua immagine e somiglianza; a somiglianza di Dio lo
cre; lo cre maschio e femmina".
Dove descritta la prima creazione dell'uomo androgino, l'uomo della Seconda Razza (quella
derivata dagli Autogenerati), in quanto: Lo cre maschio e femmina, sta ad indicare che le due
caratteristiche erano unite nello stesso individuo. Che questi non era ancora uomo sul piano
fisico si potr riscontrare pi avanti nel testo.
Infatti quando in: GENESI: 2-5: "... il Signore non aveva mandato pioggia sulla Terra, e
uomo non v'era che la coltivasse".
Vi un'apparente contraddizione con quanto detto in precedenza, in quanto dapprima
viene creato luomo, ed in seguito viene affermato che ancora non esisteva.
Ma quanto narrato finora non si riferisce ancora al piano fisico terrestre e l'uomo materiale
(come sar formato pi avanti con il "fango della terra"), ancora non esiste. Vi finora solo
l'Adamo primordiale, l'uomo universale, l'Adam-kadmon, che ancora si deve completamente
calare nella materia. Secondo la dottrina Kabbalistica lAdam Kadmon visto come la prima
razza umana. Cadde nella dualit della materia perch fu impaziente di raggiungere la
conoscenza (rappresentata dal frutto dellAlbero della Conoscenza del Bene e del Male),
senza prima avere raggiunto la necessaria preparazione (ossia avere sviluppato dentro di se
l'Albero della Vita). Volle, in pratica, ottenere una conoscenza superiore senza esserne pronto.
Questo fu causato dal serpente che, insinuandosi nell'uomo, provoc il distacco della sua parte
femminina facendolo cadere (tramite il sesso) nella dualit.
Quando in: GENESI: 2-7: "Il Signore form dunque l'uomo dal fango della terra, e gli ispir
in faccia un soffio di vita; e l'uomo fu fatto in anima vivente". Abbiamo la discesa dello spirito nel
corpo fisico. Il Soffio il "Vento" citato nella Shloka, l'Energia Divina che fa discendere
l'energia vitale dando l'anima al corpo.
Si ha qui la discesa dello spirito nel piano fisico, ma in un corpo ancora asessuato.
Siamo all'inizio della Terza Razza, che terminer con la divisione dei sessi e la piena discesa nel
piano materiale. Ci avverr quando: GENESI: 2-21,22: "Mand dunque il Signore Dio ad
Adamo un profondo sonno; e mentre egli era addormentato, gli tolse una delle sue costole, e
mise il luogo di essa della carne" "
E della costola che aveva tolto da Adamo ne fabbric il Signore Dio una donna ...".
La Terza Razza, giunta alla sua completa formazione: dallandrogina passando alla sessuata,
lascer lentamente il posto alla Quarta che popoler la Terra: gli Atlantidi.
Il sonno lincoscienza dellorigine dalle sfere superiori che sopravviene quando la Coscienza
originaria viene ottenebrata dal velo della materia.

2. Gli Auto-Generati furono i Chhy, le ombre dei Corpi dei Figli del Crepuscolo. N
lacqua, n il fuoco potevano distruggerli. I loro figli (lo) furono.

Nelle prime due razze, non essendo composte di materia fisica organica, i loro corpi non
erano soggetti alla distruzione mediante agenti fisici, ma una volta che questi ebbero acquisito
forma e sostanza (durante levoluzione della Terza Razza Madre), furono soggetti al
decadimento e alla distruzione. E' questa distruzione che avvenne durante i diluvi e le catastrofi
periodiche che sconvolsero la faccia del pianeta e che distrussero, una dopo laltra, tutte le razze
che ci hanno preceduto sulla Terra.

Commentario alla Stanza 7

1) I Figli della Saggezza, i Figli della Notte, pronti a rinascere, discesero e videro le forme vili
della Prima Terza.

2) Noi non possiamo scegliere, dissero i Signori, Noi abbiamo la Saggezza. Alcuni
entrarono nei Chhy. Altri proiettarono la Scintilla. Altri ancora differirono fino alla
Quarta. Con il proprio Rpa essi riempirono il Karma. Quelli che entrarono divennero gli
Arhat. Coloro che ricevettero solo una Scintilla restarono sprovvisti di sapere; la Scintilla
brill debolmente. I Terzi restarono senza Mente. Il loro Jivas non era pronto. Questi furono
messi da parte tra i Sette. Essi divennero le Testestrette. I Terzi erano pronti. In questi noi
abiteremo. Dissero i Signori della Fiamma e della Oscura Saggezza.
Lo spirito dell'uomo, quello che nell'attuale stato in cui siamo incarnati rappresentato
dall'Io Superiore, pronto ormai per scendere ad incarnarsi in un corpo fisico. Per questo
ci vuole un corpo adatto sia a riceverlo sia a contenerlo. L'inizio della Terza Razza fu
caratterizzato da esseri ancora incompleti sia sul piano fisico sia su quello mentale, che erano
quindi ancora in parte inidonei a ricevere l'Io Superiore, ci nonostante queste entit avevano la
facolt di scegliere e discernere quale forma sarebbe stata per loro pi adatta.
Fu cos che una parte entr a dare energia alla controparte eterica del corpo fisico, altri
proiettarono solo l'intelligenza (ma non la parte cosciente) in alcuni corpi che, non avendo la
possibilit di sfruttare la loro intelligenza per lo sviluppo della coscienza, restarono con
l'impossibilit d'ottenere qualsiasi tipo di conoscenza. Il che gli imped d'evolvere.
In pratica il loro cervello non era collegato al loro centro superiore cosciente, per cui anche la
loro intelligenza era limitata, come limitate erano le loro possibilit di sviluppo. Infatti l'intelligenza
la capacit di valutare i fattori ambientali sfruttandoli per la propria sopravvivenza.
La coscienza la capacit di recepire queste informazioni facendole proprie e di conseguenza la
capacit di confrontarsi soggettivamente con l'ambiente. E solo unendo le due che si pu
attuare levoluzione. Una terza parte decise d'attendere la possibilit d'avere corpi pi completi
che fossero maggiormente idonei a ricevere l'Io Superiore con tutti i suoi attributi, che fossero
provvisti di un mentale adatto a trarre deduzioni e ricevere insegnamenti, potendoli valutare per
progredire ed evolvere. Ci si sarebbe verificato con l'avvento della Quarta Razza quando,
scendendo nel mondo duale della causa-effetto, sarebbero dovuti sottostare alle leggi karmiche.
E' da allora che, con la presa della coscienza e con levolversi della conoscenza tramite
lesperienza nel mondo fisico, comincia il Karma individuale.
Delle sette sotto razze in cui si suddivise la Terza Razza Madre, le prime due, quelle incapaci di
coscienza, e quindi d'applicazione delle loro facolt mentali, rimasero estromesse rispetto alle
altre. E' quella sotto razza che nella Shloka definita le "Testestrette". Probabilmente cos
detta perch la loro mente era incapace di contenere l'Io Superiore cosciente, il loro ego (Jivas)
non era idoneo al contatto con la mente superiore.
Le altre sotto razze della Terza Razza Madre (dalla Terza in poi in quanto la Seconda era
una sotto razza di passaggio fra lo stato non mentale e mentale), erano idonee a ricevere la
coscienza superiore che l'avrebbe portata ad evolversi nella Quarta Razza Madre.

3) Come agirono i Mnasa, i Figli della Saggezza? Essi respinsero gli Auto-Generati.
Non sono pronti. Sdegnarono i Nati-dal-Sudore. Essi non sono del tutto pronti.
Non vollero entrare nei primi Nati dallUovo.

4) La Terza Razza divenne il Vahan dei Signori della Saggezza, e cre i figli della Volont e
dello Yoga: da Kryshkti li cre, i Santi Padri, gli antenati degli Arhat...
Le entit superiori dotate d'intelletto (i Mnasa, da Mnas = mente) attendevano che
s'evolvesse un corpo fisico che fosse adatto a riceverli.
In realt questa, pi che una condizione d'attesa cosciente, una necessit dell'evoluzione
che ci sia prima una discesa dell'Energia che consenta di poter attuare un progresso che sia
crescita per esperienza e sublimazione dai livelli inferiori.
Dalla Prima Fonte dell'Universo discese l'energia fino al livello materico. Essa era come
una cascata, la corrente di un fiume in piena e tutte le energie che vi si trovarono coinvolte
ne furono trascinate, costrette a percorrere quella strada. Quando arrivarono ai confini dei
livelli materiali, poterono entrare in comunione e contatto solo con quelle forme che pi fossero
compatibili con il loro livello d'energia. Le prime due Razze (la Chhy e gli Autogenerati) e la
prima parte della Terza (le Testestrette) non avevano corpi idonei a ricevere l'energia dello
spirito e della mente. Solo nelle sotto razze successive della Terza Razza i Mnasa poterono
trovare mezzi idonei nei quali poter discendere per agire nel mondo materiale, dotati sia di sensi
adatti alla sua percezione, sia di una mente capace di distinguere gli stimoli del piano fisico,
valutandoli con la coscienza. Finalmente, dopo innumerevoli tentativi falliti lo spirito aveva un
mezzo adatto per riprodursi ed evolvere.
La Terza Razza divenne il mezzo (Vhan = veicolo) con cui l'Io Superiore si pot esprimere
nel mondo materiale. Ci avvenne con la piena materializzazione del corpo fisico dopo la
terza sotto razza, ancora fase di passaggio tra immateriale e materiale. La Razza avr ora la
possibilit d'evolversi verso i livelli superiori di coscienza, nel lungo pellegrinaggio che condurr le
monadi verso l'Assoluto, tramite l'applicazione della volont e del libero arbitrio.
Kryashakti il potere della Volont, quindi solo applicandosi fermamente si potr progredire ed
allora che nasceranno i grandi uomini, le grandi menti che guideranno le umanit future.

Commentario alla Stanza 8

1) I primi animali furono tratti dalle gocce del sudore; dai residui della Sostanza, materia
proveniente dai corpi morti degli uomini e degli animali della Ruota precedente, e della polvere
respinta.

Con l'uomo si creano dal livello eterico anche i primi animali. Essi furono formati con le sostanze
provenienti dai residui dei corpi che erano appartenuti alla precedente Era e con parte della
sostanza che componeva la Terra. Dice qui "i primi animali" e "degli animali della Ruota
precedente", apparente contraddizione che bisogna chiarire.
In questa parte delle Stanze e specificatamente l'Antropogenesi che stiamo trattando si parla
solo, come anche specificato all'inizio del Testo, della "Quarta Ruota", in altre parole della
quarta Era della Terra. L'evoluzione cosmica della Terra si realizzerebbe durante l'arco di
sette ere, o Ruote. In ognuna d'esse s'attua un'evoluzione che avviene attraverso sette livelli ad
ognuno dei quali appartiene una Razza. Per cui prima di questa Era si sono succedute altre
sette Razze umane per tre Ere e altre tre Ere dovranno passare prima che termini il ciclo di
questo pianeta. Ma delle Ere e delle Razze precedenti, non tutto andato distrutto, in quanto
ci che le costituiva in ogni modo una base dalla quale sevolvettero, nelle ere successive, le
varie Razze. Per cui i primi animali menzionati nella Shloka, sono i primi che appaiono in questo
ciclo, ma non i primi in assoluto apparsi sulla Terra. Noi in questo periodo stiamo evolvendo
durante la Quarta Ruota di cui siamo la Quinta Razza.

2) Animali provvisti di ossa, dragoni dellabisso e Sarpas volanti furono aggiunti alle
cose striscianti. Quelli che strisciano sul suolo furono provvisti di ali. Quelli che nellacqua
avevano lunghi colli divennero i progenitori degli uccelli dellaria.

Gli animali giungono infine alla loro forma fisica e popolano la Terra. E' probabilmente
l'Era dei dinosauri. Mutazioni lente ma continue plasmano i vari corpi in conformit delle
necessit e dell'ambiente. Si descrivono, probabilmente, i grandi rettili volanti della preistoria
(pterodattili, pterodonti, ecc.), e che questi derivassero dai rettili una teoria che confermata
dalla paleontologia moderna. Non trova invece, almeno per ora, ancora conferma la derivazione
degli uccelli da alcuni animali acquatici. La teoria che vuole affermare che gli uccelli derivano dai
rettili e che trova il suo caposaldo nellArcheopterix, visto come punto dunione tra le due
specie, sembra essersi dimostrata una clamorosa truffa. E quanto afferma Federico Di
Trocchio (giornalista scientifico) nel suo libro: Le bugie della Scienza. Il fossile sarebbe
opera di un abile falsario che lavrebbe creato applicando un sottile strato di legante misto a
roccia polverizzata sullo scheletro fossile di un piccolo dinosauro, per la precisione il
Compsognathus, aggiungendovi poi le impronte delle penne.

3) Durante la Terza, gli animali senza ossa si svilupparono e maturarono: divennero animali
provvisti di ossa. I loro Chhy divennero solidi.

4) Gli animali si separarono per primi. Essi cominciarono a riprodursi. LUomo doppio
pure si separ e disse: Facciamo come loro; uniamoci e procreiamo; lo fecero...

L'epoca della Terza Razza quella in cui prendono forma i corpi fisici, addensandosi da
quelli pi sottili del piano astrale ed eterico. Fu cos sia per gli uomini come per gli animali.
Durante le fasi successive della Terza Razza avvenne la separazione dei sessi.
Dapprima nel mondo animale, quindi nell'uomo che, da androgino (maschio-femmina) divenne
sessuato: maschio e femmina. E' cos che cominci nell'uomo, come negli animali, la riproduzione
sessuata. E' la nascita della Razza umana sul piano fisico.
"Adamo" ed "Eva", erano i principi maschili e femminili che s'accoppiarono per generare,
non quindi i due individui singoli che, secondo la tradizione, hanno dato origine alla specie umana
ma la primitiva Razza androgina che era giunta alla dualit sessuale.
Detto per inciso, la radice Eva si trova anche nella parola Geova (Jeh-Howa) in cui
rappresenta il principio femminile unito a quello maschile, quindi l'indifferenziata forza
generatrice. In seguito venne adottata solo la radice Howa, traslata poi in Eva, ad indicare il
principio generatore femminile della natura.

5) E coloro che non avevano Scintilla presero per essi enormi animali femmine.
Produssero con esse delle razze mute. Essi stessi erano muti. Ma le loro lingue si sciolsero.
Le lingue dei loro discendenti restarono mute. Essi allevarono dei mostri contraffatti e coperti
di peli rossi che camminavano a quattro zampe. Una Razza muta perch la sua vergogna non
fosse narrata.

Siamo in un epoca di transizione tra due Razze. I corpi fisici stanno preparandosi a ricevere la
mente e la consapevolezza, quello che nel libro biblico del "Genesi" il "frutto dell'albero della
conoscenza del bene e del male".
La Razza, che ancora non era pienamente cosciente del suo primo stato fisico, s'accoppi
bestialmente con esseri ancora allo stato animale. Il risultato di questi incroci fu un essere
met uomo e met animale, coperto da lunghi peli rossi: quello che oggi definiremmo una
scimmia. Quanto esposto andrebbe contro la vecchia tradizionale teoria evoluzionistica, per la
quale l'uomo che deriva dalla scimmia, oggi in parte ancora accettata, anche se superata dalla
nuova teoria secondo la quale luomo e la scimmia deriverebbero entrambi da un antenato
comune. Una nuova teoria, che ci potrebbe avvicinare a quanto esposto nel Testo, sostenuta
dal prof. Giuseppe Sermonti (dopo Darwin: critica allevoluzionismo) docente di genetica
presso lUniversit La Sapienza di Roma. Secondo questa nuova rivoluzionaria teoria, la
scimmia sarebbe una specie antropoide distaccatasi dal ramo umano e in seguito specializzatasi
nella vita arboricola (Focus n 18/94). In sostanza il contrario di quanto fino ad oggi affermato.
Quindi, secondo un interpretazione che si potrebbe dare al Testo, ci sarebbe stato un ramo
evolutivo della specie Homo che avrebbe preso un suo percorso indipendente, dando origine
al ramo Simia. Curiosamente, detto per inciso, le popolazioni del Borneo chiamano la scimmia
antropomorfa coperta di peli rossi che vive nelle loro foreste, orangutan che significa uomo
della foresta. Forse un ricordo ancestrale?
Cos mentre la Razza umana prosegu nella sua evoluzione acquistando il linguaggio, la
Razza scimmiesca che fu generata da quest'incrocio mantenne il mutismo dei progenitori.

Commentario alla Stanza 9

1) Vedendo ci i Lhas che non avevano costruito gli uomini piansero dicendo:
2) Gli Amnasa hanno macchiato le nostre future dimore. Quello Karma.
Abitiamo negli altri. Istruiamoli meglio, perch non succeda qualcosa di peggio. Lo fecero...

Questi accoppiamenti fuori natura fatti dai Senza-Mente (gli Amnasa), i cosiddetti
Testestrette, macchiarono, in un certo senso, il veicolo terreno dell'Io Superiore.
Il corpo fisico era in costante evoluzione ed affinamento, in preparazione a poter ricevere
la mente, evolvendosi dai pi bassi stati di evoluzione. Le sue energie si stanno affinando
ed evolvendo. Quando le prime sotto razze fisiche della Terza Razza Madre accoppiandosi
bestialmente riportarono la loro energia a livello animale, il corpo fisico non fu pi pronto
ad essere in sintonia con le energie superiori che attendevano di scendere e questo imped loro
d'evolvere.
E' la legge del Karma che agisce, il principio di causa-effetto che regola tutte le leggi della
natura e che, quindi, regolava anche l'evoluzione della specie umana. A causa dell'abbassarsi
dell'energia ai pi bassi livelli fisici, l'effetto fu che questa non pot pi essere in sintonia con le
energie spirituali superiori. Il mezzo non era pi adatto e quindi dovettero attendere di poter
usare altri mezzi fisici pi idonei.
Quando i corpi furono finalmente pronti, la Razza umana fu dotata di un cervello e di una
mente idonei a ricevere la ragione. Allora poterono vedere il "peccato" delle sotto razze
sprovviste di mente. E' quando, nel "Genesi", l'uomo accede al frutto dell'albero.

3) Allora tutti gli uomini furono dotati di Manas e videro il peccato di quelli che erano
sprovvisti di mente.

4) La Quarta Razza svilupp la parola.

5) Lunico divenne due; e cos per tutte le cose viventi e striscianti che erano ancora
uniche, i pesci giganti, gli uccelli e i serpenti dalle teste coperte di scaglie.

L'uomo sa distinguere tra ci che bene e ci che male in quanto facente anche lui parte della
dualit, divenendo cosciente e partecipe del mondo duale e delle differenze tra gli opposti.
E ci che nella Bibbia viene descritto con lallegoria di Adamo ed Eva che mangiano il frutto
dell Albero della conoscenza del Bene e del Male.
Anche luomo si scinde e viene diviso in maschio e femmina, come anche tutte le specie
che fino allora erano unite in un solo sesso.
Con l'acquisizione del mentale sviluppa la parola e, con questa, la capacit di comunicare
le sue sensazioni ed il suo pensiero ai suoi simili.
Inizia il processo logico della mente e la capacit di questa (e quindi dello spirito o monade) di
poter evolvere per valutazione e confronto con gli stimoli del mondo fisico.
Luomo infine veramente responsabile delle sue azioni, ci lo porter a soggiacere ancor
pi completamente alle leggi del Karma, in quanto ne sar lui stesso causa e dovr quindi anche
subirne gli effetti.

Commentario alla Stanza 10

1) Cos due per due nelle sette Zone, la Terza Razza diede alla Quarta; i Suras divennero
A-suras.

Cos, accoppiandosi naturalmente fra maschi e femmine della stessa Razza, attraverso le sette
sotto razze (zone) della Terza progredirono fino alla Quarta Razza Madre.
I Sura, secondo la mitologia Induista, sono degli spiriti benevoli molto potenti nei quali non vi
dualit tra bene e male. Questo in quanto agiscono secondo le leggi della natura e questa non
n buona n cattiva, ma solo buono o cattivo il modo che ha l'uomo di porsi di fronte ad essa e
quindi saranno buone o cattive le conseguenze che ne deriveranno.
Il termine A-suras ha la stessa etimologia del persiano Ahura (da cui Ahura Mazda) in cui
sta ad indicare la stessa divinit che dispensatrice sia del bene come del male, quindi
un'energia duale in cui i due principi sono entrambi presenti ed in opposizione tra loro.
Quindi la frase: "i Suras divennero A-suras", si potrebbe interpretare nel senso che le forze
del bene e del male, dapprima indistinguibili tra loro in quanto facenti parte della stessa unit, si
scissero nelle loro due opposte componenti.
Ci dette all'uomo della fine della Terza Razza e dell'inizio della Quarta, anch'egli duale,
la possibilit di poter discernere e scegliere fra bene e male. Il libero arbitrio di cui era dotato
l'avrebbe fatto soggiacere alle leggi karmiche permettendogli l'evoluzione.

2) La Prima in ogni Zona fu del colore della Luna. La Seconda Gialla come oro; la Terza
Rossa. La Quarta bruna, che divenne nera col peccato. I primi sette rampolli umani ebbero tutti
la medesima tinta. I sette che seguirono cominciarono a mescolarsi.

In questa Shloka vengono elencate le ultime quattro sotto razze della Terza Razza Madre.
Il colore della Prima sotto razza fu bianco Come il colore della Luna, probabilmente in
quanto ancora formata da una componente eterica. La Seconda gialla, la Terza rossa e la
Quarta nera. Queste sotto razze, formarono la base dalla quale evolvettero le successive razze
che ora popolano la Terra. Le prime sette sotto razze della Prima Razza si mantennero pure ma,
con l'avvento delle Razze successive si cominciarono ad incrociare, dando origine alle molteplici e
differenti Razze oggi presenti sul pianeta.
3) Allora la Terza e la Quarta crebbero in orgoglio. Noi siamo i re; noi siamo gli dei

La terza e la quarta Razza Madre (la Rossa e la Nera), acquisendo coscienza del s,
con la discesa nella materia dopo milioni di anni in un corpo fisico, perdono il loro contatto con
l'Assoluto e le Sfere Superiori.
Identificandosi con la fisicit, e quindi con una singolarit oggettiva, persero di vista il loro
contatto con il Tutto e maturarono un'individualit egoista ed accentratrice del S.
Il pensare d'essere la Razza eletta ed il centro dell'Universo, port l'orgoglio ad impadronirsi
delle loro menti.
Agli albori della Quarta Razza, luomo aveva ancora capacit molto diverse, ed in un certo
senso superiori, da quelle attuali.
Essendosi da poco distaccato dalla sua unit con la natura, manteneva ancora una certa
capacit mentale di mantenersi in contatto con le sue energie e le sue leggi potendo, in qualche
caso, interferire con esse.
Ci lo port a pensare d'avere poteri superiori e di potersi quindi assimilare agli dei.
Queste capacit, unite ad un egocentrismo sempre pi dominante, lo portarono ad inorgoglirsi,
un orgoglio che avrebbe causato lotte intestine per la supremazia personale, portandolo alla
successiva distruzione della Razza.
Questa una limitatezza di pensiero che, in gran parte, ancora si riscontra nell'umanit
attuale e che in passato ha gi portato a guerre e distruzioni per la supremazia dell'Io.

4) Presero delle mogli piacevoli a vedersi. Donne prese tra coloro che erano sprovvisti di
mente, dalle teste strette, e nacquero dei mostri, cattivi demoni, maschi e femmine, e anche dei
Khado, con piccole menti.

Scelsero, fra i sopravvissuti delle precedenti Razze, delle donne di bell'aspetto con le quali
si accoppiarono. Le Testestrette, come possiamo ricordare, erano esseri la cui mente non
era adatta a contenere una coscienza superiore.
L'incrocio delle due energie, una ancora non evoluta (quella delle Testestrette) e una in fase
d'evoluzione, port quest'ultima a regredire allo stato animale da cui stava evolvendo.
Fu quindi ancora ripetuto lerrore che aveva generato le scimmie ma questa volta furono
cos generate delle creature d'aspetto semi-umano, ci che le leggende ed i miti ci tramandano
col nome di demoni. Le loro menti erano ancora legate allanimalit delle origini, cosa che li fece
apparire "cattivi" rispetto all'umanit che stava evolvendo.
Ci perch nelle loro menti non albergava nessuna coscienza superiore che potesse guidare l'Io
per distinguere ci che era bene da ci che era male.
5) Costruirono dei templi per il corpo umano.
Adorarono i maschi e le femmine e il Terzo occhio cess di funzionare.

L'egocentrismo ed il culto del s regnano sovrani. L'uomo s'identifica con il suo corpo
antropomorfizzando le divinit, forse in una distorta memoria del suo retaggio, ed identificandola
con s stesso.
Furono edificati templi, come anche in et pi tarda e pi vicina ai nostri tempi, in cui erano
adorati dei antropomorfi.
Questo culto del s li riport pi in basso, verso la materia dalla quale derivavano e dalla quale si
stavano evolvendo.
Fu cos che persero l'uso delle loro facolt superiori e rimasero immersi nella sola percezione
della materia.
Si chiude la percezione superiore che le Razze precedenti avevano grazie alle facolt del terzo
occhio, quello che nella precedente "Evoluzione Cosmica" era definito "l'occhio aperto di
Dangma".
Derivando l'uomo da un'essenza spirituale, questa era in contatto percepente con le energie
che guidavano il Tutto.
Quando la monade discese pienamente nel corpo fisico, queste facolt furono perse, oscurate
dal velo della materia.
L'uomo cadde nell'ignoranza del S Superiore, credendosi unico ed irripetibile, scisso e a
s stante dalle leggi che governano il Tutto.

Commentario alla Stanza 11

1) Costruirono citt colossali con terre e metalli rari. Servendosi dei fuochi vomitati, della terra
bianca delle montagne e della terra nera, formarono le loro immagini, in grandezza naturale e a
loro somiglianza, e le adorarono.

Nascono le prime civilt e le prime aggregazioni urbane.


Siamo, probabilmente, parecchie migliaia d'anni indietro rispetto alle civilt storiche.
Nascono vere e proprie citt che questa perduta civilt edific con pietre e metalli rari, non
meglio specificati nel testo.
Ci pu ancora dare una traccia Platone che, nel "Crizia", ci narra come fosse usato per
rivestire i templi e le mura delle citt atlantidee un materiale lucente che lui chiam "oricalco".
"...e quel metallo che ora solo si nomina, allora era pi che un nome, l'oricalco, che in molti
luoghi si scavava dalla terra, ed era a quel tempo il pi prezioso dopo l'oro." "Crizia, cap. VIII"
Ricerche moderne avrebbero identificato quel metallo nell'ottone o in una lega di zinco,
stagno e rame. Ma qui Platone sembra parlarne come di un vero e proprio metallo ricavato
da cave o miniere. Usando pietre calcaree (marmo) e pietre vulcaniche (basalto), costruirono
immagini statuarie antropomorfe e le adorarono. Potrebbe essere questa la prima forma
d'idolatria.
2) Eressero grandi statue, alte nove yatis, taglia del loro corpo. Fuochi eterni avevano
distrutto il Paese dei loro Padri. LAcqua minacciava la Quarta.

Nove yatis corrispondono ad una misura di circa 8 metri e antiche statue colossali ancora
oggi sono presenti in diverse zone del pianeta. A parte gli ormai noti Moai dell'isola di Pasqua,
posso menzionare le grandi statue di Bamian, nell'Asia centrale, (ormai purtroppo cadute
anch'esse vittime dell'ignoranza) in cui alcuni studiosi hanno voluto veder raffigurato il Buddha,
ma che le tradizioni locali vogliono molto pi antiche. Sono forse i giganti presenti nelle mitologie
di molti popoli? Certo che le statue di popoli cos distanti sia geograficamente sia
culturalmente, hanno in comune, oltre le grandi dimensioni, anche le lunghe orecchie.
Secondo antiche tradizioni asiatiche e polinesiane, questa era la caratteristica di un'antica
Razza ormai scomparsa. Il fatto che anche Buddha sia rappresentato in quel modo, solo
una trasposizione successiva di pi antichi miti.
Le lunghe orecchie erano simbolo di saggezza, in quanto allilluminato (o comunque un
essere superiore), una volta pervenuto alla conoscenza assoluta, non sfuggiva nulla.
Quest'antica tradizione la ritroviamo nei riti tribali di alcuni popoli (alcune popolazioni mongole
dell'Asia centrale ed i Masai africani, tanto per citarne qualcuno) che s'allungano artificialmente
i lobi delle orecchie quale segno di distinzione e supremazia sociale.
Il paese dei loro padri patria della Terza Razza Madre, probabilmente il mitico MU, fu
distrutto dal fuoco.
Potrei a questo punto citare il mito greco di Fetonte, cos come narrato da Platone nel Timeo.
"Una volta Fetonte, figlio del Sole, avendo aggiogato il carro del padre, per non essere
capace di condurlo per la via del padre, bruci tutto sulla terra ed egli stesso per fulminato...".
Questo mito greco, come altri miti, potrebbe essere visto come trasposizione mitologica
d'antichi eventi trascorsi.
Sulla Terra, e questo stato provato scientificamente, vi sono delle periodiche estinzioni di
massa dovute, probabilmente, a dei grandi cambiamenti geologici e climatici.
E quello descritto nella Shloka, come anche nel mito di Fetonte, potrebbe essere uno di questi.
Ora la Quarta Razza (l'Atlantidea) era minacciata dalle acque.

3) Vennero le prime grandi acque. E inghiottirono le sette grandi isole.

E' il Diluvio che sommerse e fece sprofondare l'Atlantide, probabilmente quello che le
leggende di diversi popoli e Testi Sacri hanno tramandato con il nome di "Diluvio Universale".
Troviamo infatti questa tradizione in popoli lontani tra loro sia geograficamente sia
culturalmente. In tutti i racconti comunque si narra come vennero delle grandi acque che
sommerso la terra e come si salv solo una persona con la sua famiglia e gli animali che
ripopoleranno la terra quando questa sar di nuovo asciutta.
Non star qui a narrare i vari racconti biblici, sudamericani, mesopotamici, egiziani, ecc., ma
posso accennare ad un dato che accomuna popoli distanti tra loro.
Per gli Aztechi il loro popolo discese da un nucleo che scamp ad una catastrofe che distrusse
una terra che era situata nell'Atlantico. Il nome di questa terra era Aztlan.
Per i Vichinghi la sede del Valhalla era a sud-ovest, nell'Oceano Atlantico, in una terra
meravigliosamente fertile ed assolata, terra di dei ed eroi. Il nome di questa terra era Atlan.
Nellantichit le popolazioni berbere, considerate come discendenti di unantica civilt posta ad
occidente erano chiamati Atlantoi. I Baschi ritengono di provenire da una terra che essi
chiamavano Atlaintika e che per i Portoghesi si chiamava Atlantida.

4) Tutti i santi furono salvi e gli empi distrutti. Con loro per la grande maggioranza degli enormi
animali prodotti dal sudore della terra.

Si pu ravvisare quasi un sintomo di ciclicit, se si fa un confronto con quanto scritto


nell'Apocalisse, in cui verr salvata solo la parte pi meritevole dell'umanit.
Qui, pi che una sorta di "castigo divino", potrei ipotizzare che la distruzione del continente,
oltre ad un evento naturale , potesse essere stata anche causata dal cattivo uso che gli Atlantidi
fecero delle loro conoscenze (e quindi delle "Leggi Divine" che regolano i fenomeni della
natura). Gli Atlantidi erano riusciti ad accedere a queste energie, riuscendo a controllarle per
loro beneficio. Poterono attuare ci tramite l'uso dell'energia che propria delle forme e che
sfruttarono costruendo quelle che si potrebbero definire "macchine litiche".
Testimonianza ne rimasta nelle strutture megalitiche e nella Grande Piramide.
L'uso indiscriminato ed incontrollato di queste energie da quella parte d'uomini che volevano
usarle solo per gratificare il potere personale (cosa che, in modo diverso, sta di nuovo
accadendo oggi), provoc lo squilibrio nelle energie che equilibravano la natura, causando gli
immensi sconvolgimenti che portarono alla distruzione del continente ed allo sconvolgimento di
gran parte delle terre emerse.
Perirono nel cataclisma coloro che l'avevano provocato, accecati fino alla fine dalla loro
sete di potere. Ebbe invece modo di salvarsi quella parte d'umanit che, mantenendo la
saggezza, comprese ci che stava per accadere.
E ritroviamo qui i vari "No", comuni a molte tradizioni, che scamparono al Diluvio.

Commentario alla Stanza 12

1) Pochi furono i superstiti. Alcuni fra i gialli, alcuni fra i bruni e i neri, alcuni fra i rossi
rimasero. Quelli del colore della Luna erano partiti per sempre.

Alla catastrofe sopravvissero solo pochi esemplari di ognuna di tre delle ultime sotto razze
in cui fu divisa la Terza Razza Madre: la Gialla, la Nera e la Rossa. La sotto razza, quella
meno materiale e che fu unione tra l'uomo astrale e quello fisico, scomparve per sempre.
Questa, infatti, essendo ormai l'uomo giunto alla sua piena fisicit, non pot pi esistere in
quanto non pi compatibile con le mutate condizioni fisiche ed energetiche del Pianeta.
Da notare che, finora, non viene qui nominata l'attuale Razza Bianca o Ariana.
Questa infatti non era compresa queste quattro, ma una loro derivazione e modificazione
successiva, quella che sarebbe diventata, dopo la distruzione di Atlantide, la Quinta Razza
Madre.

2) La Quinta prodotta dal gregge santo, rest; essa fu governata dai primi Re Divini.

Ogni Razza nacque quale progressiva modificazione e diversificazione delle Razze che
l'avevano preceduta, e cos fu anche per la Quinta: la Bianca. In effetti un ceppo d'essa
esisteva in Atlantide, contemporaneamente ad altre Razze, in quanto le modificazioni genetiche
che portano alla formazione di una Razza sono lente e graduali, ma si pot affermare
completamente solo dopo la sua distruzione.
Come abbiamo gi visto alla 2^ Shloka della X Stanza, solo la Prima Razza fu pura, le
successive cominciarono invece a mescolarsi tra di loro. E' da questi ceppi che ebbero
origine le Razze successive, fino a giungere a quella attuale Bianca, quale mutazione della
precedente sotto razza Ariana.
Giungiamo, con quanto narrato in questa Shloka, all'inizio dell'et storica, circa 10-12.000
anni fa. Coloro che sopravvissero alla catastrofe (i santi che furono salvi) dettero i primi
rudimenti delle antiche conoscenze ai sopravvissuti, ed essendo queste conoscenze che
permettevano d'armonizzare con le leggi della natura, arrivando perfino in alcuni casi ad
utilizzarle, dovettero apparire a quei popoli ricaduti nell'ignoranza delle barbarie, come esseri
con poteri divini.
Ecco che troviamo, ad esempio, presso gli Egizi Osiride, proveniente dai regni dell'Ade
posti ad Occidente, che insegn le arti, le scienze e l'agricoltura e, presso le popolazioni
Maya e Centro americane, Quetzacoatl (il Serpente Piumato), proveniente da un continente
sprofondato nell'Oceano Atlantico, che dette anche ad essi la base per ricostruire la civilt.

3) ... I serpenti che ridiscesero, che fecero pace con la Quinta, che la istruirono e guidarono...

Sembra comunque che nel nostro remoto passato storico ci siano stati pi interventi da
diverse fonti. Una quale reminiscenza dell'antica cultura di Atlantide ed un'altra esogena,
proveniente dagli spazi interstellari, che ha guidato l'umanit fin dai suoi albori.
La parola "ridiscesero" sta probabilmente ad indicare proprio questo: la ridiscesa dalle regioni
celesti di esseri esogeni al nostro pianeta, forse quegli stessi appartenenti alla Razza che guid
la formazione dei primi esseri viventi e che istruirono i capostipiti della nuova civilt, quella che si
sarebbe evoluta nell'attuale societ terrestre che adesso popola il pianeta.
Il termine "serpente" lo troviamo in numerose antiche culture, ad indicare esseri che avevano
raggiunto la saggezza o, in ogni caso, a significare la saggezza e la conoscenza in genere, forse
ancora vista come risultato dello sviluppo della Kundalini. Ricordiamo ancora a tal proposito i
miti del serpente del Genesi ed il "Serpente Piumato" (Quetzacoatl) dei popoli centro
americani, forse quale ricordo o testimonianza di un passato che ci ha visto visitati da
esseri di altri pianeti.

Commentario di Vincenzo Pisciuneri.


Da Dottrina Segreta e Fisica Quantistica.

La Dottrina Segreta fu scritta facendo riferimento allantichissimo testo il cui nome in


tibetano Libro di Dzyan, diviso in Stanze e in Shloka. Le Stanze che formano le tesi di
ciascuna parte sono tradotte in linguaggio moderno, lasciando stare i vocaboli intraducibili
perch la fraseologia arcaica risulterebbe incomprensibile. Nel 1988, al tempo del centenario
della pubblicazione della Dottrina Segreta, in un simposio a Culver City, California, il leader
americano teosofo, Jerry Hejka-Ekins ha osservato:
improbabile che un recensore di libri recensendo La Dottrina Segreta nel 1888, avrebbe
giudicato il lavoro come uno che non sarebbe durato oltre un paio di ristampe.
Un lavoro pesante di circa 1500 pagine, pieno di termini filosofici e religiosi
dell'Estremo Oriente in contrasto con scienza del diciannovesimo secolo e le sue teorie ora
scartate. Ma in qualche modo, dopo un centinaio di anni, la Dottrina Segreta rimane in stampa
ed ancora in fase di studio ...
E perch Einstein, come riferisce la nipote, teneva sulla scrivania una copia della Dottrina
segreta e mitologi e psicologi della statura di Campbell e Jung hanno dimostrato profondo
interesse per gli scritti teosofici di H.P. Blavatsky? Sylvia Cranston, scrivendo un libro sulla
biografia di Helena Blavatsky ci informa che una parte del mondo scientifico fortemente
interessata a quanto riportato nella Dottrina Segreta.
Lautrice di questo libro apprese durante una visita a Boston e Cambridge nel 1982 che
docenti e studenti di chimica del Massachusetts Institute of Technology (MIT) formulavano
progetti per indagare su alcuni insegnamenti de La Dottrina Segreta collegati alle loro
specializzazioni. Nel 1988 si venne a sapere tramite il dottor Philip Perchion, uno scienziato che
aveva lavorato alla bomba atomica, che docenti e studenti del MIT avevano costituito una
societ alchemica e studiavano regolarmente La Dottrina Segreta. Perchion disse inoltre che
lui e diversi docenti di chimica, per lo pi professori del MIT in pensione, si incontravano
periodicamente per discutere La Dottrina Segreta allHarvard Club di New York.
Dopo la pubblicazione della Dottrina Segreta per opera di H.P. Blavatsky, apparve un
articolo intitolato Chimica Occulta in Lucifer nel 1895, lanno in cui A. Besant e C.W.
Leadbeater iniziarono la loro collaborazione. I risultati delle prime indagini chiaroveggenti furono
raccolti e pubblicati nella prima edizione di Chimica Occulta nel 1908, una ristampa del primo
materiale fu pubblicata nel 1919. Il complesso delle osservazioni chiaroveggenti degli elementi
chimici di Besant e Leadbeater stato infine raccolto e pubblicato postumo in una terza
edizione di Chimica Occulta nel 1951. La capacit di vedere le cose invisibili di piccole
dimensioni uno degli otto siddhi o poteri psichici, dello yoga descritti da Patanjali (400 a.C.).
Nel 1905 Albert Einstein pubblic tre articoli a contenuto fortemente innovativo, riguardanti
tre aree differenti della fisica, dimostr la validit della teoria dei quanti di Planck, espose la
teoria della relativit ristretta, che precede di circa un decennio quella della relativit generale.
Nel 1926 Schredinger scrisse una serie di quattro articoli in cui mostr che una meccanica
ondulatoria pu spiegare l'emergere di numeri interi e dei quanti, gli insiemi di valori discreti
anzich continui. In meccanica quantistica, lo stato di una particella descritto da una funzione
donda stazionaria. Nel 1925 venne pubblicato da A.A. Bailey, il Trattato del Fuoco
Cosmico il cui contenuto linsegnamento fornito dal Maestro D.K. noto come il Tibetano.
Il trattato rappresenta linsegnamento pi rilevante fornito dal Tibetano nel corso della sua
collaborazione trentennale con Alice Bailey. Questopera monumentale era stata annunciata
alla fine dellOttocento dalla Blavatsky, istruita dal medesimo Maestro per la stesura della
Dottrina Segreta. Il Maestro Djwal Khul stato listruttore sia di A.A. Bailey, e sia di
Besant e Leadbeater, inoltre dett gran parte de La Dottrina Segreta a H. P. Blavatsky e
le mostr molte illustrazioni, fornendo inoltre la maggior parte dei dati contenuti in quellopera,
diventandone il personaggio cardine.
Nella seconda met del XX secolo la teoria di campo quantistica stata estesa alla descrizione
delle interazioni forti che avvengono all'interno del nucleo fra i quark e gluoni, con la cromo
dinamica quantistica.
Alla fine del 1970 Stephen Phillips, allora studente laureato in fisica presso lUniversit della
California, consegu la laurea utilizzando alcuni dei diagrammi riportati in Chimica Occulta.
Il dottor Phillips scopr che le descrizioni chiaroveggenti di Besant e di Leadbeater degli
elementi chimici erano completamente in linea con le teorie Quark, Quantum Chromodynamic e
delle Super-Stringhe della moderna fisica subatomica. Forn questi dettagli in un suo libro del
1980, in cui Phillips riconcilia la Chimica Occulta con la fisica moderna dei quark.
Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare la maggior parte dei fisici, ha considerato
seriamente e con interesse il lavoro dei due chiaroveggenti e il risultato finale stato una
importante validazione dei dati tecnici ottenuti da Leadbeater e Besant.
Stephen Phillips ha reinterpretato Besant e Leadbeater precisando che gli Anu non sono gli
atomi, ma dei sub-quark. In Chimica occulta, Besant e Leadbeater hanno descritto la natura
sub-quantica della materia fisica gi nel 1895, con un secolo di anticipo! LAnu descritto in
Chimica Occulta stato chiamato UPA (Ultimate-Physical-Atom).
Nel Timeo, lIdea Divina di Platone, istruito nei Misteri, descritta muoversi nellther.
Nel 19 secolo lEtere era pienamente accettato dalla scienza, per poi essere abbandonato!
Ora dopo pi di cento anni, lEtere torna da protagonista nella fisica. La nuova teoria
Cinetica sub quantica un nuovo paradigma di micro fisica che incorpora concetti sviluppati
nel campo della teoria dei sistemi e della termodinamica di non equilibrio. Invece di cominciare le
osservazioni fisiche, la cinetica sub quantica inizia postulando una serie di ben ordinati processi
di reazione, che collettivamente, compongono quella che viene definito lEtere di trasmutazione
primordiale composto di sottili Etheron o particelle.
David Thomson e Jim Bourassa hanno fondato il Quantum ther Dynamics Institute e
stanno sviluppando in modo indipendente, un modello eterico che integra e unifica la meccanica
quantistica, la teoria della relativit e la teoria delle stringhe. Nel 1982 unquipe di ricerca
dellUniversit di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, ha scoperto che, sottoponendo a
determinate condizioni delle particelle subatomiche, come gli elettroni, esse siano capaci di
comunicare istantaneamente una con laltra (entanglement) indipendentemente dalla distanza
che le separa, sia si tratti di metri o di miliardi di chilometri.
Significa che siamo fondamentalmente UNO, uniti nellUnico Campo Cosciente e che le
distanze locali sono solo unillusione perch la materia non altro che Pura Cosciente
Energia (Intelligenza) condensata in forme differenti. I fisici quantistici hanno scoperto che la
materia vuota, e che la materia una informazione-pensiero.
Nel 1950, attraverso uno scritto di A.A. Bailey, il Maestro D.K. precisa che il merito della
nuova visione dellUniverso non spetta agli esoteristi, nonostante le battaglie ideologiche con i
custodi ortodossi della Scienza e della Religione ma al grande impegno profuso da H.P.
Blavatsky. I teosofi e altri sono orgogliosi di essere allavanguardia del pensiero umano, ma ci
non esatto. H.P.B., iniziata di alto rango, present degli insegnamenti precedendo la scienza,
ma ci non vale per altri esponenti teosofici. La scoperta che tutte le forme manifestate sono
forme di energia e che quella umana non vi fa eccezione, un dono della scienza allumanit e non
delloccultismo. Cos pure la dimostrazione che luce e materia sono termini sinonimi una
conclusione scientifica. Gli esoteristi lo hanno sempre saputo, ma con il loro modo aggressivo e
sciocco di presentare le verit hanno molto ostacolato lopera della Gerarchia.
Spesso i Maestri hanno deplorato i metodi dei teosofi e di altri gruppi. Quando apparve la
nuova presentazione dellinsegnamento occulto, tramite lispirata attivit di H.P.B., alcuni
teosofi (e il loro numero crebbe con il passare degli anni) lo esposero in tale maniera da
travisarlo, tanto da offendere il pensiro della maggior parte dei ricercatori e degli uomini
intelligenti. A.A. Bailey Telepatia e veicolo eterico.
La Dottrina Esoterica pu benissimo essere chiamata la dottrina del filo, poich come il
Sutratma nella filosofia Vedanta, essa attraversa e lega insieme tutti gli antichi sistemi filosofici
e religiosi, e li riconcilia e li spiega. Non solo concilia diversi sistemi in apparente conflitto, ma
segue le scoperte della scienza moderna, mostrando che sono corrette perch confermate negli
Archivi antichi. In esoterismo, gli atomi sono chiamati vibrazioni, che riempiono limmensit dello
Spazio e con le loro vibrazioni continue costituiscono quel Movimento che fa correre in un moto
perpetuo le ruote della Vita. La teoria della relativit di Einstein dimostra la relativit dello
spazio e del tempo e la loro intima connessione. Non esiste un fluire universale del tempo, la sua
valutazione dipende dalla nostra posizione spaziale e dalla velocit alla quale ci spostiamo in
rapporto al fenomeno osservato. Le nostre esperienze esistono al di fuori del sistema
Newtoniano perch dipendono dalla personale valutazione e questa stessa valutazione dipende
dal proprio livello di comprensione e dal punto di osservazione. Nella fisica moderna, la massa
non pi associata a una sostanza materiale, e quindi le particelle sono viste come pacchetti di
energia. Una mattina il giovane Werner Heisenberg scopr leggendo il Timeo di Platone, una
descrizione del mondo matematica e geometrica e rimase affascinato dallidea che con questi
modelli geometrici potesse essere possibile descrivere matematicamente lUniverso.
Platone ha stabilito definitivamente la strada della fisica moderna perch le unit minime della
materia non sono oggetti nel senso consueto del termine: sono forme, strutture - idee, di cui si
pu parlare solo nel linguaggio matematico Ma la somiglianza delle moderne visioni con quelle
di Platone e dei Pitagorici pu essere sempre pi realizzata. Le particelle elementari nel Timeo
di Platone sono definite non sostanza ma forme matematiche.
Tutte le cose sono numeri una frase attribuita a Pitagora. Le uniche forme matematiche
disponibili in quel momento erano forme geometriche come i solidi regolari o i triangoli che
formano la superficie. Nella moderna teoria quantistica non vi pu essere alcun dubbio che le
particelle elementari sono finalmente anche forme matematiche, ma di natura molto pi
complicata. I filosofi greci pensavano a forme statiche e le hanno trovate nei solidi regolari.
La scienza moderna, tuttavia, ha fin dal suo inizio nei secoli XVI e XVII iniziato dal problema
dinamico. Lelemento costante nel campo della fisica dai tempi di Newton non una
configurazione o una forma geometrica, ma una legge dinamica. Lequazione del moto, si afferma
in ogni momento, ed per questo senso eterna, mentre le forme geometriche, come le orbite,
cambiano. Pertanto, le forme matematiche che rappresentano le particelle elementari saranno le
soluzioni di una legge eterna di moto per la materia. Ma questo un problema che non stato
ancora risolto. Heisenberg Fisica e Filosofia La rivoluzione nella scienza moderna.
Heisenberg, nel 1927, con il principio di indeterminazione, ha dimostrato che quello che noi
osserviamo non la verit ma il risultato dellinterazione tra un fenomeno e losservazione dello
stesso, in altre parole losservatore condiziona il fenomeno osservato.
Invero stato addirittura dimostrato che non necessario osservare un fenomeno per
condizionarne il comportamento ma sufficiente pensare a esso.
Heisenberg con Nils Bohr formul linterpretazione di Copenaghen della Meccanica
Quantistica.
Le connessioni di questa Teoria con la Filosofia taoista sono evidenti e non casuali.
Al punto che, quando nel 1947 gli fu conferito lOrdine dellElefante, Bohr scelse come
stemma araldico il diagramma Tai Chi, il cerchio chiaro e scuro che rappresenta la
complementarit dello Yin e dello Yang, e come motto Contraria sunt complementa
(gli opposti sono complementari). Scegliendo questo simbolo Niels Bohr riconobbe una
profonda armonia tra lantica saggezza orientale e la scienza occidentale moderna.
La frase di Bohr riecheggia lantico adagio buddista secondo cui: tutte le cose si condizionano
lun laltra, nulla esiste per se stessa.
Nelluniverso della fisica classica, tutto si spiega con i movimenti dei corpuscoli materiali che
obbediscono alle leggi in modo meccanico. In tale visione del mondo materialista e determinista,
non c posto per lo Spirito. La nuova fisica evidenzia che impossibile capire il funzionamento
di una parte senza considerarla integrata con le altre. La funzionalit di uno dipende
imprescindibilmente dalla funzionalit dell'insieme. Questa considerazione si applica a tutti i
sistemi, Uomo e societ compresi. Grichka Bogdanov, fisico russo, nel libro di Jean Guitton
Dio e la scienza dice che: un fatto che sono sempre pi numerosi i fisici che ritengono che
l'universo non sia altro che una specie di frattale, una vasta matrice di informazioni. La realt
dovrebbe allora apparire come una rete di interconnessioni infinite, una riserva illimitata di piani
e di modelli possibili che sincrociano e si combinano seguendo leggi che ci sono inaccessibili e
che forse non capiremo mai.
La fisica dei quanti sta dimostrando che la materia soltanto la manifestazione di campi di
energie e che questi ultimi sono portatori di informazioni. Uno degli aspetti imprevedibili della
realt quantica la non separabilit, cio la totalit indivisibile della realt. Contrariamente alla
fisica classica, la fisica quantica ci permette di assumere una visione della realt non fondata su
una natura materiale ma piuttosto su una Coscienza.
La Dottrina Segreta dice che:
1. LUniverso in realt non che unenorme aggregato di stati di coscienza.
2. Ogni atomo delluniverso dotato di coscienza.
Degli esperimenti dimostrano che, in certe circostanze, i sistemi quantici cambiano il loro
comportamento quando cambia linformazione che li riguarda. Essi rispondono a un
cambiamento come se fosse importante ci che pensiamo su di essi. Al livello delle particelle
elementari, degli stati mentali diventano stati materiali: Il Verbo si fatto carne.
Gli stati non osservati delle onde di potenzialit assomigliano a pensieri. I risultati dei salti
quantici sono delle entit materiali. Lattualizzazione la materializzazione. Tutto ci che il re
Mida toccava si trasformava in oro. Tutto ci che noi tocchiamo osservandolo si trasforma in
materia. Latomo divisibile e deve essere composto di particelle o sub atomi. ... sulla
dottrina della natura illusoria della materia e dellinfinita divisibilit dellatomo che si fonda
lintera scienza dellOccultismo. H.P.Blavatsky La Dottrina Segreta.
I fisici che tendono a pensare alla materia come a qualcosa dinanimato e meccanico sono
concettualmente sulla pista sbagliata. Al livello pi sub atomico, la materia sembra comportarsi
come un qualcosa di biologico e vivente. Ogni atomo, come la monade di Leibniz, in s un
piccolo universo e manifesta un certo grado di coscienza.
Per la fisica dei quanti, esiste un intero Universo che si muove attraverso la manifestazione di un
campo di energia senziente Q. quello che Stephen Hawking chiama la Mente di Dio.
Questo Campo fu chiamato La Forza nel film Guerre Stellari.
Stephen Hawking, nel suo libro Breve storia del tempo, dal big bang ai buchi neri rivela che in
un primo momento credeva in un universo aperto in cui il cosmo fosse destinato a una
espansione permanente. uninteressante una riflessione sul clima generale del pensiero
prima del XX secolo, il fatto che nessuno avesse mai suggerito che luniverso fosse in
espansione o in contrazione. Era generalmente accettato che luniverso o fosse sempre esistito
in uno stato immutabile oppure che fosse stato creato in un certo momento finito del passato,
pi o meno cos come lo osserviamo oggi.
Il ricercatore Paul LaViolette crede che la Cosmologia degli Antichi sia la migliore alternativa,
che non soffre dei problemi della singolarit del Big Bang.
Esaminando da vicino i miti di creazione dellantico Oriente e del Mediterraneo,
Paul LaViolette vede molti parallelismi con le scoperte attuali della fisica.
In realt, le storie antiche sembrano essere un linguaggio quasi codificata della scienza, e che
una teoria della cosmologia emerge da queste storie di ordine dal caos.
La lingua simbolica, ormai del tutto morta, apparteneva al linguaggio dei Misteri, A. K.
Coomaraswamy afferma che ogni simbolo porta con s molteplici significati, perch costruito
sulla Legge di Corrispondenza e Analogia che lega fra loro tutti i mondi o tutti gli stati di
esistenza. Il simbolismo un linguaggio e una forma di pensiero esatto, una lingua ieratica e
metafisica, non una lingua determinata da categorie somatiche e psicologiche. Suo fondamento
la corrispondenza analogica fra tutti gli ordini della realt e gli stati dellessere o livelli di
riferimento perch questo mondo ad immagine specchio di quello e viceversa .
Ananda K. Coomaraswamy, Il Grande Brivido.
Paul LaViolette e i suoi colleghi considerano luniverso unentit in continua espansione e
contrazione, senza inizio n fine, proprio come affermato dallinsegnamento orientale.
Gli astronomi hanno riferito oggi di avere confermato lesistenza di una delle pi grandi
concentrazioni di galassie e di materia mai scoperte, chiamata grande attrattore e distante 150
milioni di anni-luce dalla terra, lenorme struttura esercita una costante attrazione gravitazionale
sulla Via Lattea e su milioni di altre galassie.
Nella Dottrina Segreta la realt Unica assoluta SAT, Esseit piuttosto che Essere,
simboleggiata sotto due aspetti:
Primo, lo Spazio Astratto assoluto, rappresentante la pura soggettivit, la sola cosa che
nessuna mente umana pu escludere da qualsiasi concezione n concepire di per s.
Secondo, il Movimento Astratto assoluto, il Grande Soffio, rappresentante la Coscienza
Incondizionata.
La Dottrina Esoterica, come il Buddhismo e il Brahmanesimo, insegna che lEssenza Unica,
infinita e sconosciuta, sussiste da tutta lEternit, divenendo passiva o attiva in successioni
regolari e armoniche. Queste condizioni sono chiamate dalla filosofia ind i Giorni di Brahma
quando Egli sveglio, e Notti, quando Egli addormentato.
Il precedente Universo si dissolto nella sua Causa primordiale ed eterna, e si , per cos dire,
disciolto nello Spazio. Secondo lInsegnamento orientale, alla fine della Notte Cosmica,
quando giunge il Periodo dellAttivit, nella pura Soggettivit dello Spazio Astratto, si
produce una naturale espansione dallinterno verso lesterno: un flusso dovuto al Movimento del
Grande Soffio. Platone chiama Theos questo Grande Soffio e nel Cratilo lo fa derivare
dalla parola the-ein, che significa muovere. Ci che privo di movimento non pu essere Divino.
La divinit assimilata a un incessante movimento, lEterno Divenire, un Moto Perpetuo.
Lapparizione e la sparizione dellUniverso rappresentata come unespirazione e
uninspirazione del Grande Soffio, che eterno e che, essendo Moto, uno dei tre simboli
dellAssoluto, lo Spazio Astratto e la Durata ne sono gli altri due.
Quando il Soffio Divino inspirato: lUniverso sparisce nel seno dello Spazio, della Grande
Madre. La moderna Teoria dellInflazione Cosmica afferma che l'universo non in espansione
nello spazio, anzi lo spazio stesso si sta espandendo, trascinando stelle e galassie nella sua scia.
Secondo questa teoria tutto luniverso osservabile ha avuto origine, con un processo
sviluppatosi per causa-effetto, in una piccola regione. Da dove viene tutta la materia? La teoria
della relativit afferma che la materia non pu essere n creata n distrutta, quindi se non stata
creata deve essere energia che stata trasformata in materia. Dovera lenergia? sempre
esistita e viene periodicamente risvegliata nel Big Bang. Questa Teoria si accorda con quanto
affermano gli antichi testi religiosi orientali sui Giorni e Notti di Brahma, sullespirazione e
linspirazione dellUniverso. Gli scienziati ritengono che il nostro universo esisteva allinterno di
un meta universo che senza tempo ed eterno perch un vuoto assoluto e totalmente non
manifesto, il vuoto, lo zero la non-esistenza. Esistenza negativa non significa che non esiste, vuol
dire che esiste al di l dello spazio e del tempo in una realt che non possiamo nemmeno
cominciare a comprendere. LInfinito il meta verso, il passivo Creatore, lAin Soph della
Kabbalah, il Parabrahman dell'induismo, la somma totale di vita positiva e negativa.
L'Infinito una Divinit passiva che fornisce e mantiene la Materia Primordiale e lEnergia del
meta universo necessaria ai suoi Figli, i Logos, per costruire i propri universi.
Generalmente dopo unesplosione c una rapida espansione iniziale seguita da un
rallentamento graduale. Non cos con il nostro universo: la sua espansione sta accelerando a 14
miliardi di anni dopo il Big Bang! La ragione dellaccelerazione sembra essere un aumento nella
quantit di energia oscura che produce un effetto di vuoto con conseguente espansione sempre
pi rapida. Questo afflusso successivo di energia da una fonte pi alta, non chiaramente
quello che ci si aspetterebbe da unesplosione.
Il Big Bang sembra essere sotto il controllo esterno di una Mente Cosmica.
Le Stanze di Dzyan descrivono lespansione della tela dellUniverso sotto lazione del
Respiro di Fuoco. Lespandersi ed il contrarsi della Tela, cio la stoffa del mondo, o atomi,
esprime il movimento pulsante. La contrazione e lespansione regolari dellOceano infinito ed
illimitato sono la causa della vibrazione universale degli atomi. Il Grande Soffio la fonte della
Forza che muove la materia dello Spazio. Il movimento del Serpente Igneo, pittorescamente
descritto come il Drago di Fuoco, oscillatorio come londa generata dalloscillazione armonica
di una corda musicale. Prima che il nostro globo prendesse forma e cos pure lUniverso, una
lunga striscia di polvere cosmica o nuvola di fuoco si muoveva e si attorcigliava nello Spazio
come un Serpente, che soffiava fuoco e luce sulle acque primordiali, fino a che, covata la
Materia Cosmica, le fece assumere la forma anulare di un serpente che si morde la coda, che
simboleggia non solo leternit e l infinito ma anche la forma sferica di tutti i corpi
formatisi nellUniverso da quella nebbia ardente.
La tradizione nordica occidentale narra di un Drago di Fuoco che era apparso allimprovviso da
una voragine che si era aperta sullabisso primordiale. Il mito narra che per prima cosa il Drago si
rannicchi su se stesso chiudendosi come luovo generatore per poi alzarsi in piedi e stendersi in
tutta la sua altezza aprendo le braccia, che diventarono gigantesche e possenti ali,
dispiegandole in tutta la loro estensione. A questo punto il Drago lanci il suo possente urlo
verso il grande spazio oscuro che lo circondava, tanto forte da risvegliare la vita che esso
nascondeva. Il suo urlo rappresenta il primo suono della Natura. Il Drago accenn al suo primo
passo di danza. Una citazione che unisce indelebilmente il Drago primordiale alla danza sacra
della Kem-vad, la danza nel vento, la danza di Shiva. Allinizio il Drago Fiammeggiante, che
come il Dio egizio Non-Rivelato Kneph, che cinge lurna delle Acque dello Spazio, e la cui
testa vi ondeggia sopra, emette un Soffio, un Sibilo, un Suono, che provoca una depressione
nelle Acque dello Spazio, intorno alla quale si former il corpo sferico dellUniverso.
Shiva anche chiamato il Signore della Danza, la cui danza cosmica il tramite cui luniverso
viene manifestato, preservato e infine riassorbito. La danza simbolo delleterno mutamento
della natura, che attraverso una danza scatenata Shiva equilibra con armonia, determinando la
nascita, il moto e la morte di un numero infinito di corpi celesti. Quando Shiva inizia a danzare
lUniverso si dissolve e la sua energia diminuisce sempre di pi fino a concentrarsi in un singolo
punto, questo punto lentamente si dissolve, lasciando solo un tenue suono, una vibrazione
primitiva, di intensit sempre pi debole, per assestarsi a valori impercettibili. Passando dalla
condizione inerziale allo stato di movimento rotatorio, lo Spazio interessato dallazione del
Drago Fiammeggiante, assume una forma sferica. I miti narrano che il Serpente espelle un
Uovo, lUniverso, il buco bianco della Scienza. Alla fine della manifestazione il serpente ingoia
lUovo. La bocca del Serpente alternativamente un buco bianco e un buco nero nello spazio.
I modelli matematici e fisici delluniverso prevedono che dapprima con il Big Bang esso si
espanda e poi che la forza gravitazionale prevalga e tutto cominci a contrarsi fino ad implodere
nel Big Crunch. Poich le leggi della fisica sono simmetriche rispetto al tempo, devono esistere
singolarit antitetiche ai buchi neri. Mentre un buco nero cattura la materia e la luce che entra
nel suo campo gravitazionale, un buco bianco emette luce e materia in modo violento, ma nel
quale nulla pu entrare.
Per la Dottrina segreta, la Gravitazione, la Regina e sovrana della Materia.
La Scienza e lo Spirito stanno convergendo in una consapevolezza unificata, dove le ricerche
puramente metafisiche e puramente fisiche della conoscenza diventano perfettamente integrate.

Tutti i testi riportati in questa antologia sono disponibili gratuitamente sul WEB.

Ugo P. Il Redattore