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LA GUERRA FREDDA

Col termine guerra fredda si indica il periodo che va dal 1945 fino agli anni 90, che vide come protagonisti
due superpotenze (USA e URSS) che insieme ai propri Paesi alleati divisero il mondo in due blocchi: il
blocco occidentale e quello orientale. Da una parte vi erano i membri della NATO, dallaltra quelli del Patto
di Varsavia. Effettivamente USA e URSS non si scontrarono in una guerra direttamente, ma scoppiarono
tensioni lungo i confini dei due blocchi. Ci fu appunto una corsa agli armamenti da parte di entrambi gli
schieramenti che per non sfoci in una guerra nucleare (da qui il nome di Guerra Fredda). Le fasi pi
critiche e potenzialmente pericolose della guerra fredda furono due: la prima fu quella compresa fra gli
anni 50 e 60; la seconda fu durante la prima met degli anni 80. La fine della guerra fredda viene
convenzionalmente fatta coincidere con la caduta del muro di Berlino (9 novembre1989) e la successiva
dissoluzione dellUnione Sovietica nel 1991.

LA GUERRA FREDDA IN ORIENTE

-Vietnam: Dal 1960 al 30 aprile 1975. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Vietnam era diviso in due Stati: il
Vietnam del Nord, con governo socialista e alleato dellURSS, e il Vietnam del Sud, alleato degli USA. Dagli
anni 60 i due Paesi si scontrarono in una guerra: il Vietnam del Nord era sostenuto da URSS e Cina, il
Vietnam del Sud da USA, Australia e alcuni Paesi indocinesi. La guerra si concluse con la sconfitta americana
e lunificazione dei due Vietnam.

-Corea: la guerra in Corea scoppi nel 1950 quando la Corea dal Nord, socialista e alleata URSS, invase i
territori della democratica Corea del Sud. Gli USA e altri 17 stati sotto mandato ONU andarono in aiuto
della Corea del Sud.

-Iraq: negli anni 90 linvasione irachena del Kuwait fece scoppiare la guerra fra Iraq e USA. Scoppi un
nuovo conflitto nel 2003, quando gli USA accus Saddam Hussein (dittatore dellIraq) di essere in possesso
di armi di distruzione di massa e si appoggiare il terrorismo islamico. Nel 2006 Saddam stato catturato e
giustiziato per impiccagione per crimini contro lumanit. La guerra termin nel 2011, ma la guerra ancora
in corso.

-Afghanistan: iniziata nel 2001, la guerra scoppi dopo la nascita di un regime talebano guidato da Osama
Bin Laden. Le truppe di governo sono aiutate dalla stato coalizione ONU guidato dagli USA. Bin Laden
stato ucciso nel 2011, ma la guerra ancora in corso.

LURSS

Nel XX secolo, la Russia entr in una grave crisi causata da alcune sconfitte militari e dal malcontento della
popolazione, che sfoci in tre grandi rivoluzioni, guidate dal partito bolscevico: le prime due fallirono,
mentre la terza, detta Rivoluzione Russa o DOttobre, ebbe successo. Dopo la Rivoluzione DOttobre,
scoppi nel territorio una guerra civile che vide come protagonisti lArmata Rossa, guidata dal capo della
rivoluzione Lenin, e lArmata Bianca, sostenuta dai Paesi europei come Francia e Inghilterra, che si
opponeva al nuovo governo, instauratosi per riportare al potere lo zar spodestato. La guerra fin con la
vittoria dellArmata Rossa e la fondazione dellUnione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), uno
stato federale comunista. Gli Stati che ne facevano parte erano: Russia, Armenia, Azerbaijan, Bielorussia,
Estonia, Lettonia, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Ucraina e
Moldavia.
STALIN

In seguito alla morte di Lenin, sal al potere Stalin. Egli accentu la politica comunista attuata da Lenin, che
fin nel degenerare in una dittatura: rese la Russia un Paese ateo perseguitando il clero ortodosso, affid
allo Stato il compito di gestire e controllare ogni aspetto della vita economica e sociale, tortur e uccise
tutti gli oppositori. Stalin partecip alla Seconda Guerra Mondiale, ne usc vincitore e rese lURSS una
superpotenza.

GORBACIOV

Fu lultimo segretario generale del Partito Comunista dellUnione Sovietica dal 1985 al 1991. Appena
assunto il potere avvi una serie di riforme politiche ed economiche volte ad affievolire il clima di tensione
che aveva pervaso il mondo per decenni: stipul un accordo di pace col presidente degli USA Reagan a
Reikjavik (Islanda) che permise una forte riduzione delle armi nucleari. Artefice, con la sua politica, della
fine della guerra fredda, fu insignito nel 1990 del Nobel per la pace.

PATTO DI VARSAVIA

Il Patto di Varsavia fu unalleanza militare tra i paesi del blocco Sovietico, nata come contrapposizione
allAlleanza del Patto Atlantico (NATO). I paesi membri furono: URRS, Albania, Bulgaria, Cecoslovacchia,
Germania Est, Polonia, Romania, Ungheria. Il Patto prevedeva, oltre che alla reciproca difesa in caso di
aggressione, il principio dintervento delle truppe del trattato allinterno dei Paesi aderenti in caso di rivolte
(come accade nella Primavera di Praga del 1968). Fu sciolto l1 luglio 1992.

STATI DEL PATTO DI VARSAVIA

-Germania Est: la Repubblica Democratica Tedesca nacque nel 1949. Gi alcuni anni dopo listaurazione del
regime, ci fu un problema di un flusso migratorio verso la Germania Ovest, per questo vennero chiuse le
frontiere e a Berlino venne innalzato un muro che separava le due parti , tenuta in pieni fino al 1989
leconomia del paese era tra le pi forti tra gli stati del Patto in quanto era stato attuato sin dagli anni 40
un grande processo di industrializzazione, tuttavia il livello di benessere della popolazione era molto
inferiore rispetto agli abitanti della Germania Est. Dal 1989 unito alla Germania Ovest.

-Polonia: la Polonia fu uno stato industrializzato ci port alla formazione di un sindacato indipendente,
Solidarno, che nel tempo divenne una vera forza politica, appoggiata dal Vaticano e dagli stati
Occidentali. Tuttavia il generale Jaruzelski sospende lattivit del sindacato, aumentando il malcontento
generale dalla popolazione. Solidarno continu le sue attivit sotterraneamente: nel 1989 vinse le
elezioni parlamentari e vennero riconosciuti diversi diritti civili e umani, tra cui la libert di parola e la
democrazia. Fu il primo Paese post-comunista a risollevarsi economicamente: nei primi anni 90 si avvi un
processo di trasformazione delleconomia che a i giorni doggi tra le pi avanzate dEuropa Occidentale.

-Ungheria: lintolleranza degli Ungheresi nei confronti del dominio Sovietico sfoci in una rivoluzione nel
1956. Il collasso economico e i bassi standard di vita provocarono un profondo malcontento nella classe
lavoratrice; gli studenti si riunirono in una manifestazione pacifica, ma la situazione degener e le rivolte
furono duramente represse dalle truppe sovietiche.

-Cecoslovacchia: La nazione fu caratterizzata dallassenza della democrazia e della relativa arretratezza


economica in confronto allEuropa occidentale, anche se la sua economia rimase pi avanzata degli stati del
blocco orientale. Durante il dominio sovietico, infatti, vennero attuate una serie di riforme ( primavera di
Praga) che per vennero bloccate attraverso un intervento armato da parte dei russi.

-Romania: Nel 1947 fu instaurato un regime comunista. Nel 1965 sal al potere Ceausescu, che impose alla
nazione una dittatura personale. Il segretario fu condannato a morte e fucilato nel 1989, dopo che il suo
operato aveva portato alla crisi. Dagli anni 90 fu avviata una trasformazione delleconomia del paese
attraverso privatizzazione, industrializzazione e il passaggio a uneconomia di mercato.

-Bulgaria: Repubblica socialista dal 1949, lirrigidimento del regime socialista raggiunse lacme con Kolarov
e soprattutto Cervenkov. A causa della sua dipendenza nei confronti della Russia, risent molto della
dissoluzione dellUnione Sovietica; pertanto il passaggio a uneconomia occidentale fu lento e difficile.

STATI DELLURSS

-Ucraina: Entr a far parte dellURSS nel 1922. La collettivizzazione delle terre port alla morte di fame
milioni di persone. Nel 1990 il parlamento dichiar lindipendenza. Dopo la Rivoluzione Arancione nel 2004,
che vedeva il candidato Juenko denunciare un broglio elettorale da parte del filo-russo Janukovy,
lUcraina cess di essere legata alla Russia, iniziato a orientare la sua politica verso lEuropa. Le tensioni fra
Ucraina e Russia sono state evidenti quando la Russia con un falso referendum nel 2013 ha annesso la
Crimea. Ci ha portato a una guerra civile fra i filo-russi della regione orientale, e il governo ucraino.

-Moldavia: Dallindipendenza dallURSS, la Moldavia stata legata economicamente alla Romania, la quale
la sua partner commerciale principale.

-Estonia, Lettonia, Lituania: Le repubbliche baltiche sono state occupate dal 1944 al 1991, anno in cui
hanno proclamato lindipendenza. Queste nazioni sono accomunate da un etnia e una cultura non russa, e
dal periodo di dominazione sovietica. Dopo esser diventate indipendenti, sono entrate nellUnione Europea
e hanno adottato uneconomia di tipo occidentale.

-Georgia: Nel 2004 con la Rivoluzione delle Rose guidata dai filo-occidentali, la Georgia si allontanata
ulteriormente dalla Russia.

-Armenia: un paese altamente industrializzato. Nonostante sia stata una repubblica sovietica, si sta
avvicinando molto alleconomia europea.

-Azerbaijan: I giacimenti di petrolio e di gas naturale sono le sue principali risorse. Ha firmato con la Russia
un importante accordo per lo sfruttamento comune delle riserve petrolifere del mar Caspio.

-Kazakistan: nellAsia centrale, il Kazakistan il paese con la pi alta percentuale di abitanti di origine russa,
nonostante la forte migrazione dei russi verso il loro paese dorigine. Notevoli risorse minerarie ed
energetiche favoriscono una rapida crescita economica.

-Turkmenistan: nonostante sia una nazione indipendente, il Turkmenistan si riavvicinato alla Russia
firmando nel 2003 un accordo di cooperazione economica e assistenza militare. Fatta eccezione per il
commercio di idrocarburi, di cui il paese ricco, la sua economia ancora poco sviluppata.

-Uzbekistan: nel 2005 lesercito intervenuto per sedare una rivolta popolare, animata dagli estremisti
islamici attivi nel paese contro la politica filo-statunitense del governo. Leconomia si basa sullagricoltura e
sullattivit astrattiva.
-Kirghizistan: Nel Kirghizistan aspre tensioni oppongono la maggioranza della popolazione, di religione
musulmana, alla consistente minoranza russa, dovuta alla precedente dominazione sovietica. Alla
disponibilit di risorse non corrisponde ancora un adeguato sviluppo industriale.

I CURDI
I Curdi sono una popolazione di origine iranica. La loro regione storica il Kurdistan (terra dei Curdi). Il
kurdistan non ha mai formato uno stato indipendente e attualmente diviso tra Turchia, Iran, Iraq, Siria,
Armenia e Azerbaigian. La parte pi estesa del Kurdistan si trova in Turchia, dove vivono circa 13 milioni di
Curdi. Poich il popolo curdo diviso tra diversi Stati difficile calcolare esattamente la sua consistenza
numerica totale: la cifra oscilla, comunque, tra i 20 e i 30 milioni di persone.

IL NOVECENTO

Nel 16 secolo la maggior parte del Kurdistan fu inglobata nellImpero Ottomano. Nel corso dellOttocento
iniziarono a manifestarsi le aspirazioni indipendentiste dei Curdi, ma le loro rivolte furono tutte represse
dagli Ottomani. Dopo la fine della Prima guerra mondiale le potenze vincitrici liquidarono l'Impero
ottomano sconfitto dividendo il suo vasto territorio. I Curdi sperarono che fosse arrivato per loro il
momento di costruire uno Stato nazionale e indipendente: il Trattato di Svres del 10 agosto 1920, infatti,
stabiliva il diritto all'autonomia per la popolazione curda in un ristretto territorio. Il governo turco, per, si
oppose a questa decisione e il Trattato di Losanna del 1923 annull quanto stabilito tre anni prima
riconoscendo alla Turchia il controllo del settore pi ampio del Kurdistan.

Ancora una volta, cos, la terra dei Curdi veniva smembrata e divisa e nei decenni successivi si susseguirono
le rivolte indipendentiste organizzate dal popolo curdo in Turchia, tutte sanguinosamente represse. Dopo la
fine della Seconda guerra mondiale anche i Curdi dell'Iran, dell'Iraq e della Siria si ribellarono pi volte,
senza successo, ai rispettivi regimi. Negli anni Ottanta, nel corso della guerra tra Iran e Iraq (1980-88), i
Curdi furono vittime da entrambe le parti, ma soprattutto in Iraq, di violente rappresaglie.

IL DRAMMA DEL POPOLO CURDO

Nel 1991, alla fine della Guerra del Golfo, una nuova insurrezione indipendentista scoppiata nel Kurdistan
iracheno veniva soffocata nel sangue da Saddam Husain. In quell'occasione l'ONU condann la repressione
dei Curdi iracheni e apr la strada in questo modo alla creazione di una fascia di sicurezza per il popolo
curdo nel Nord dell'Iraq, una zona interdetta al volo degli aerei iracheni. Ma le condizioni di vita dei Curdi in
tutti gli Stati della regione rimanevano molto dure: discriminati e perseguitati, i Curdi non hanno il diritto di
usare ufficialmente la loro lingua nazionale e in Turchia rischiano l'arresto solo per partecipare a riunioni
pubbliche nella loro lingua. Anche in Siria la persecuzione verso i Curdi particolarmente oppressiva: ad
alcune minoranze curde negato il diritto di voto ed proibito uscire dal paese, servire nell'esercito, essere
impiegati nelle istituzioni statali e possedere una macchina o qualsiasi altro bene privato. Nell'attuale
divisione degli Stati in Medio Oriente la nascita di uno Stato autonomo del Kurdistan appare ormai
un'ipotesi irrealizzabile: nessuno dei paesi coinvolti, infatti, disposto a cedere aree pi o meno ampie del
suo territorio a favore del popolo curdo, privandosi delle materie prime di cui quei territori sono ricchi,
prima fra tutte il petrolio.
IRAQ
Stato del Vicino Oriente; confina a Est con lIran, a Nord con la Turchia, a Ovest con la Siria e la Giordania, a
Sud con lArabia Saudita e il Kuwait e, per un breve tratto, si affaccia al Golfo Persico.

CARATTERISTICHE FISICHE

Le frontiere con gli Stati confinanti delimitano, in complesso, una regione bene individuata, che corrisponde
a una zona depressa in cui scorrono Tigri ed Eufrate, limitata a S dal Golfo Persico e a E e a N da rilievi. Solo
a O il confine incerto, attraversando il Deserto Siriaco. I due fiumi hanno colmato, con le alluvioni, il solco
compreso nella piatta zolla precambriana della Penisola Arabica che si immerge al di sotto del margine
esterno della catena montuosa degli Zagros. Alcune diramazioni di questi monti sono comprese nei confini
settentrionali dello Stato (regioni di Mosul con la catena del Sinjar, Kurdistan) e sono profondamente
intagliate dai fiumi che scendono al Tigri (Khabur, Grande Zab). La loro altezza supera in pi luoghi i 3000 m
e il paese ha in genere forme aspre, per cui il transito con le regioni confinanti turca e iranica si svolge solo
per alcuni passi elevati. Questa fascia di montagne, data la prevalenza dei calcari, funziona come serbatoio
idrico rispetto alle pianure adiacenti. Il resto del paese piatto, ma in diverse regioni si pu meglio
descrivere come ondulato. Nel settore occidentale e sud-occidentale, il territorio iracheno comprende
parte del deserto siriaco-arabico;

Il clima dominante nella pianura continentale; la temperatura media annua di Baghdad di 22,4 C (con
scarti da 35,5 C in luglio a 10,4 C in gennaio). Queste condizioni si mantengono nel resto del paese,
eccetto che nelle fasce montuose settentrionali dove laltitudine mitiga gli eccessi della stagione estiva e
labbondante piovosit dei mesi invernali ricorda il clima mediterraneo. Le piogge si manifestano da
novembre ad aprile, ma non superano in complesso i 300 mm annui (a Baghdad 183 mm). Si comprende
quindi facilmente come nel territorio iracheno le piene dei fiumi abbiano sempre ricoperto un ruolo
determinante nel consentire condizioni di vita accettabili.

POPOLAZIONE

Le condizioni generali di arretratezza economica condizionarono pesantemente anche i processi di crescita


demografica e ancora negli anni in cui gli Inglesi mettevano in atto i propri interventi di modernizzazione
dellapparato economico iracheno, e fino alla Seconda guerra mondiale, lincremento fu sempre modesto.
Fra il 1940 e il 1950 si cominci a registrare un progressivo aumento, che, nella seconda met degli anni
1970, raggiunse il valore del 3,5% Le vicende politiche che hanno interessato il paese nel corso degli anni
1980 e 1990 hanno alterato non poco il quadro demografico e insediativo. Nonostante ci, e malgrado le
incertezze e le difficolt economiche che tuttora attanagliano lI., la popolazione continua ad aumentare a
ritmo sostenuto. Il tasso di natalit ancora assai elevato (30 nel 2009), anche se controbilanciato da
unalta mortalit infantile. La popolazione urbana rappresenta il 67% di quella complessiva, ma le funzioni
propriamente urbane sono svolte solo da poche citt, tra le quali predominano Baghdad, Bassora, Mosul,
Kirkuk e as-Sulaymaniyah. Numerosi sono i nomadi (forse 350.000; secondo lultima stima, risalente al
1957, erano 260.000), che vivono nelle regioni steppiche o desertiche, in prevalenza nella parte sud-
occidentale del paese. Sotto il profilo etnico non esistono grosse differenze, poich, rispetto alla
componente araba dominante (65%), soltanto quella rappresentata dai Curdi (23%), che occupano la
sezione pi settentrionale del paese, costituisce unentit rilevante (v. fig.) La lingua nazionale larabo, ma
le minoranze etniche parlano spesso lingue o dialetti propri, per esempio fra i Curdi si parla il curdo, lingua
iranica. Si calcola che oltre il 90% della popolazione professi la religione islamica (sciiti 62,5%, sunniti
34,5%).

CONDIZIONI ECONOMICHE

Dopo la proclamazione della repubblica, leconomia irachena aveva assunto uno spiccato carattere
dirigistico ed ebbe inizio il processo di nazionalizzazione delle fonti di produzione, in mano ai proprietari
terrieri legati alla monarchia. Allinizio degli anni 1980 lI. poteva essere considerato il paese arabo con le
maggiori potenzialit di sviluppo, grazie alle ingenti risorse petrolifere, alla popolazione relativamente
numerosa rispetto a quella degli altri Stati della regione, alla disponibilit di forza lavoro e alle possibilit di
crescita del settore agricolo. Tuttavia, ogni progetto e programma di sviluppo economico stato spazzato
via dai conflitti che si sono avvicendati nellarco di pochi anni. In particolare, le conseguenze della prima
guerra del Golfo sono state gravissime, in quanto il paese non solo ha subito la distruzione pressoch
completa delle infrastrutture, ma stato anche fatto oggetto di sanzioni internazionali applicate dallONU
per il mancato rispetto, da parte del governo di Baghdad, degli accordi di pace. Al quadro gi cos
gravemente compromesso si sono aggiunte le devastazioni della guerra del 2003. La successiva guerra civile
ha reso molto difficile ogni prospettiva di ripresa. Per quanto riguarda le diverse attivit produttive,
difficile tracciarne un quadro, data la scarsa attendibilit delle statistiche. Malgrado le esigenze alimentari
in crescita, la produzione agricola registra un lento ma costante declino (circa 2,3% annuo) e diminuisce
anche il numero di capi dallevamento, fatta eccezione per gli animali da cortile e per gli ovini, unica risorsa
dei gruppi nomadi (6.200.000 capi nel 2005). Il settore secondario contribuisce per una modesta parte alla
formazione del PIL e occupa meno di un quinto della forza lavoro; rappresentato da industrie pesanti
(tutte di propriet dello Stato), produzioni militari e industrie leggere, per le quali si registrata unapertura
al privato. La principale risorsa del paese rimane il petrolio, le cui riserve ammonterebbero, secondo una
stima, a oltre un decimo delle riserve petrolifere mondiali e sarebbero pari a quelle dellArabia Saudita. Tra
le risorse minerarie dellI. una discreta importanza hanno anche le ingenti riserve di gas naturale, la cui
produzione per ancora molto limitata (1,5 milioni di m3 nel 2005) e destinata al consumo interno.

FORMAZIONE DELLO STATO

Occupato dalle forze britanniche nella Prima guerra mondiale, lI. fu affidato in mandato alla Gran Bretagna
dalla Societ delle Nazioni (1920); nel 1926 fu riconosciuta lincorporazione nel suo territorio della regione
settentrionale di Mosul, gi rivendicata dalla Turchia e abitata prevalentemente da Curdi, le cui pretese
indipendentistiche avrebbero dato luogo nei decenni successivi a ripetute rivolte contro il governo centrale
di Baghdad. Eretto in regno nel 1921, sotto lhashimita Faial, avversato dalla componente maggioritaria
sciita, nel 1924 lI. divenne una monarchia costituzionale ereditaria. Il paese divenne indipendente nel
1932, con la cessazione del mandato, ma rest legato alla Gran Bretagna da un trattato venticinquennale di
alleanza che consentiva la permanenza in I. di basi militari inglesi; inoltre, di fatto i Britannici controllavano
gran parte delle risorse petrolifere attraverso la Iraqi Petroleum company. Morto Faial nel 1933, gli
successe il figlio Ghz, scomparso nel 1939, e quindi Faial II, sotto la reggenza dello zio Abd ul-Ilq fino al
1953, quando raggiunse la maggiore et. I fermenti nazionalistici e antibritannici, manifestatisi fin dagli anni
1920 e cresciuti durante la Seconda guerra mondiale, quando lI. fu costretto a entrare in guerra contro
lAsse nel 1943, si rafforzarono dopo il 1945, e furono in seguito favoriti dalla creazione (1955) della sezione
irachena del Bath, partito socialista panarabo. La monarchia mantenne comunque solidi legami con Londra
e una politica filoccidentale (confermata anche dal patto di Baghdad, di mutua sicurezza in funzione
antisovietica concluso nel 1955 con Turchia, Gran Bretagna, Pakistan e Iran). Un colpo di Stato guidato dal
generale Abd al-Karm Qsim e promosso da nazionalisti di varia ispirazione nel 1958 pose termine alla
monarchia (Faial II fu giustiziato) e alleffimera Federazione Araba tra I. e Giordania costituita nello stesso
anno, instaurando la repubblica.

LAVVENTO AL POTERE DEL PARTITO BATH

Labbattimento della monarchia apr una fase di instabilit, cui contribuirono sia i contrasti tra le forze
nazionaliste e panarabe, sia la crescita dellopposizione curda che diede vita dal 1961 a unestesa guerriglia.
Adottando una linea filo-nasseriana; dopo la sua morte in un incidente aereo (1966), gli successe il fratello
Abd ar-Ramn Muammad rif, a sua volta destituito nel 1968 da Amed assn al-Bakr, leader del
Bath. Nel 1972 lI. avvi la nazionalizzazione dellindustria petrolifera e rafforz con un patto di amicizia i
rapporti con lURSS, mentre quelli con i paesi occidentali rimasero difficili e nei confronti dIsraele e dei
paesi arabi moderati fu perseguita una politica dintransigenza. Lannosa controversia territoriale con lIran
sullo Shatt al-Arab fu composta nel 1975 (accordo di Algeri) con la ridefinizione dei confini in cambio di una
cessazione del sostegno di Teheran alla guerriglia curda. Nello stesso anno, la rivolta dei Curdi fu soffocata
nel sangue e citt e villaggi rasi al suolo. Mentre le elezioni del 1980 evidenziavano il largo controllo di
usain sul paese, il rilancio dei rapporti economici con lOccidente e con gli Stati Uniti rappresent un altro
tassello per garantire allI. un retroterra di appoggi in vista dellattacco allIran, lanciato a settembre con
linvasione della sponda orientale dello Shatt al-Arab. La guerra si concluse con un cessate il fuoco solo nel
1988, dopo otto anni di conflitto costati a Iran e I. centinaia di migliaia di morti, ma i negoziati di pace
rimasero bloccati fino al 1990, quando lI. accett il ristabilimento della frontiera del 1975.

LA PRIMA GUERRA DEL GOLFO

Il 2 agosto 1990 lI. occup e annett con la forza il Kuwait per le sue risorse petrolifere. Le reazioni
internazionali furono di immediata condanna e si verific anche una spaccatura nello schieramento dei
paesi arabi. Il Consiglio di sicurezza dellONU impose un rigido sistema di sanzioni economiche contro lI. e
autorizz luso della forza per costringerlo a ritirarsi dai territori occupati. Lazione degli Stati Uniti e dei loro
alleati port alla liberazione del Kuwait e alla completa sconfitta dellI., cui furono inflitti gravi danni
materiali e perdite umane. Pure molto pesanti quelli prodotti dallazione militare irachena nel territorio del
Kuwait, con ripercussioni irreparabili sullambiente, e a grande durezza fu anche improntata la repressione
irachena dei moti indipendentisti sciiti e curdi sviluppatisi durante la guerra. Sottoposto alla prosecuzione
dellembargo a causa degli ostacoli posti alle verifiche degli ispettori dellONU sul rispetto delle misure di
disarmo e costretto a pesanti condizioni darmistizio, lI. attravers un difficile dopoguerra, segnato anche
dal protrarsi degli attacchi militari statunitensi e britannici e dalle reiterate minacce, da parte degli Stati
Uniti, di ripresa delle ostilit. Dovette inoltre concedere larga autonomia ai distretti curdi e accettare una
sfavorevole revisione dei confini con il Kuwait. Per far fronte al drammatico peggioramento delle condizioni
di vita della popolazione, il Consiglio di sicurezza dellONU consent allI. (1995) di esportare limitate
quantit di petrolio e di utilizzare i proventi per acquistare cibo e medicine (programma Oil for food).

LA CADUTA DI ADDM USAIN

usain era riuscito a rimanere al potere, forte anche del suo apparato di polizia pronto a stroncare ogni
forma di dissenso interno, nonostante laggravamento delle tensioni che attraversavano il paese e la
crescente spaccatura (nel corso del 1995 ripetuti tentativi di colpo di Stato palesarono la crescente
opposizione di parte delle forze armate, di potenti clan tradizionalmente vicini al presidente e di membri
della sua stessa famiglia) tra il regime e le minoranze, traendo vantaggio dalle divergenze presenti nella
comunit internazionale e alternando atteggiamenti di apertura e repentina chiusura alle richieste di
ispezione degli arsenali militari. Mentre un referendum (2002) dallesito plebiscitario confermava il
presidente per altri sette anni, gli Stati Uniti, con lappoggio della Gran Bretagna, sostenevano con
crescente determinazione la necessit di un intervento militare per rovesciare usain. Scaduto il termine
per completare il disarmo, a marzo 2003 ebbe inizio loffensiva che in pochi giorni condusse alloccupazione
di tutte le citt irachene e alla fine del regime di usain (catturato a dicembre e giustiziato nel 2006). Le
forze della coalizione guidata dagli USA (di cui ha fatto parte, dopo la fine del conflitto, anche lItalia) sono
rimaste nel paese, precipitato in uno stato di anarchia e sconvolto da attentati terroristici e dallo scontro
tra sciiti e sunniti. Dopo il trasferimento dei poteri a un governo provvisorio iracheno (2004), le prime
elezioni legislative (2005) hanno registrato il successo degli sciiti e nel 2006 si formato un governo
presieduto dallo sciita Al-Mlik. Alla presidenza della Repubblica stato confermato il curdo J. Talabani, gi
presidente provvisorio. Ci avvenuto in uno dei periodi pi sanguinosi della storia del paese, in un
succedersi di atti terroristici diretti indiscriminatamente contro le forze governative, quelle della coalizione
e la popolazione civile. Laffermarsi della struttura dello Stato e lattenuarsi dellattivit terroristica
consentirono nel 2007 il progressivo disimpegno di alcuni paesi dalla coalizione; nel 2008 i governi
statunitense e iracheno si accordarono per il completo ritiro delle truppe americane dallI. entro il 2011. Nel
giugno 2009 tutte le citt del paese ripassarono sotto lesclusivo controllo delle forze irachene. Nel marzo
2010 si sono tenute le seconde elezioni generali, alle quali ha ottenuto la maggioranza relativa dei seggi il
Movimento nazionale iracheno (o al-Iraqiyya, fondato dallex primo ministro Iyad Allawi), ma lincapacit di
ottenere una maggioranza parlamentare non ha permesso a questa forza politica di formare un nuovo
governo, producendo uno stallo istituzionale durato otto mesi e conclusosi con la creazione di un esecutivo
guidato da Al-Mlik. Alle elezioni legislative tenutesi nell'aprile 2014 l'alleanza Stato di diritto del premier
Al-Mlik ha ottenuto il 24,1% dei consensi, mentre la coalizione Aharar si affermata come seconda forza
del Paese. Il premier uscente, non pi appoggiato dalla sua maggioranza, stato costretto a rinunciare al
terzo mandato e gli subentrato il vicepresidente del Parlamento H. Al-Abadi, che ha ricevuto dal neoeletto
presidente della Repubblica, il curdo F. Masum, l'incarico di formare un nuovo governo.
SIRIA
Siria Stato dellAsia sud-occidentale. Il territorio si affaccia sul Mediterraneo con un tratto costiero di 160
km e si allarga allinterno verso E e verso S per pi di 600 km; confina con la Turchia a N, con lIraq a E, con
la Giordania a S; a SO, in corrispondenza della costa orientale del Mare di Galilea e delle alture del Golan,
tocca i territori occupati dallo Stato di Israele; a O, circonda per due lati il Libano.

CARATTERISTICHE FISICHE

Il territorio dello Stato partecipa a tre unit geomorfologiche ben distinte e cio alla regione costiera
mediterranea, allaltopiano arabico e al bassopiano della valle superiore dei fiumi Tigri ed Eufrate
(Mesopotamia). La regione costiera, che si spinge allinterno da 60 a 100 km, formata da una stretta
pianura lungo il Mediterraneo e dalle alture che prolungano verso N le pieghe del Libano e dellAntilibano:
le altezze maggiori si registrano nella catena dei Monti Ansariyya con una media di 1200-1500 m; i rilievi
interni sono solcati, da N a S, dal prolungamento settentrionale della fossa tettonica del Giordano e del Mar
Morto e sono separati da una valle (al-Ghab), percorsa dal fiume Oronte. Il clima della regione costiera di
tipo mediterraneo, con precipitazioni che si attestano sui 700 mm annui nella pianura litoranea, mentre
superano i 1000 mm nella parte montuosa. Laltopiano arabico, nella sezione meridionale del paese,
limitato a O dai rilievi del Golan, del Monte Hermon (2814 m) e dellAntilibano, mentre a S, al confine con la
Giordania, dominato dal massiccio del Gebel Druso (1800 m). Laltopiano ha possibilit di irrigazione
solamente nella sezione compresa fra lAntilibano e il Gebel Druso, mentre il resto per gran parte arido,
con una vegetazione naturale di tipo steppico. La regione pi interna del bassopiano percorso dai due
grandi fiumi mesopotamici (la S. interessata al bacino dellEufrate, che attraversa quasi al centro il
bassopiano, mentre il Tigri segna solamente, per un breve tratto, il confine con lIraq e la Turchia)
completamente arida, con deserti di rocce laviche o di dune sabbiose, e pu essere coltivata solamente
nelle aree rivierasche del Tigri, dellEufrate e dei loro tributari, tra cui il pi importante il Khabur.

POPOLAZIONE

Gruppo etnico e culturale dominante quello arabo (86,2%); tra le minoranze, il ceppo pi numeroso
quello dei Curdi (7,3%), stanziati nellarea nordorientale del paese, cui seguono gli Armeni (2,7%), insediati
prevalentemente nelle citt. Il tasso annuo di accrescimento della popolazione elevato (2,1% nel 2009),
anche se in costante diminuzione rispetto ai decenni passati (4,4% negli anni 1980 e 3,4% negli anni 1990).
Notevole il flusso migratorio in direzione dei paesi europei industrializzati, dei paesi arabi produttori di
petrolio e del continente americano. In costante crescita la popolazione urbana, che ha raggiunto nel
2008 il 54% del totale. La distribuzione demografica si presenta decisamente squilibrata. Oltre alla capitale,
altri centri importanti sono Aleppo, Laodicea e Homs.

Accanto allarabo, lingua ufficiale, sono diffusi il curdo e larmeno, parlati dalle rispettive minoranze,
mentre lantico linguaggio aramaico utilizzato ormai solamente in pochi villaggi. Religione largamente
prevalente lislamismo sunnita (praticato dal 74% della popolazione), cui si affiancano le sette islamiche
dei drusi (3%) e quella di rito sciita degli alauiti (12%); tra le minoranza non islamiche, i cristiani (5,5%), e
piccoli gruppi di Ebrei.

CONDIZIONI ECONOMICHE

Leconomia siriana pesantemente condizionata da un lato dalle difficili condizioni ambientali, dallaltro
dallinstabilit politica della regione mediorientale e dalla perdurante tensione con Israele, che ha portato
le spese militari ad assorbire larga parte del bilancio nazionale. Con lavvento al potere del partito Bath
(1963), la S. ha impostato un programma economico di tipo statalista, caratterizzato da piani quinquennali
di sviluppo e dalla nazionalizzazione dei principali settori produttivi. Negli anni 1970, con il presidente H.
Assad, si manifestata una prima apertura alliniziativa privata e agli investimenti stranieri, apertura
accentuatasi dopo il crollo dellURSS, principale partner economico del paese. Tra la fine del 20 e linizio
del 21 sec., la S. ha attuato un progressivo smantellamento delleconomia pianificata, tradotto nella
privatizzazione di aziende statali, nella creazione di banche private, nellabolizione di alcune barriere
doganali. Nel marzo 2009 diventata operativa la Damascus Stock Exchange, la prima borsa valori siriana.

Il settore primario rappresenta una voce importante delleconomia del paese. Colture principali sono
ortaggi, agrumi, olive e tabacco nella pianura costiera, cotone e barbabietola da zucchero nella valle
dellOronte, cereali (orzo e frumento) nella pianura di al-Jazirah. Lallevamento pi diffuso quello ovino.
Notevole impulso allo sviluppo dellagricoltura stato dato dai grandi progetti dirrigazione realizzati tra la
fine degli anni 1960 e linizio dei 1970: valorizzazione della valle dellOronte e delle valli dellEufrate e del
Khabur, realizzazione della diga di abqa, sul fiume Eufrate, che ha dato origine al Lago al-Asad, la riserva
idrica pi importante della Siria. La carenza dacqua rimane tuttavia un problema ricorrente, anche a causa
di un eccessivo sfruttamento della falda freatica tramite pompe a motore, pratica che ha prodotto gravi
fenomeni di salinizzazione del suolo.

Il settore estrattivo incentrato sul petrolio, che costituisce oltre il 60% delle esportazioni. Altre risorse del
sottosuolo sono i fosfati, lasfalto naturale, il salgemma e il gas naturale. Lindustria si fonda sulla
lavorazione delle materie prime e dei prodotti locali (industria molitoria, dellolio di oliva, della birra, dello
zucchero, tessile). Di grande rilevanza lartigianato tradizionale (tessuti damascati, broccati, tappeti). Il
settore dei servizi rappresentato principalmente dalla pubblica amministrazione. Promettenti possibilit
di sviluppo provengono dal turismo, che pu contare sulle attrattive paesaggistiche e su un ricchissimo
patrimonio archeologico e architettonico. Il commercio estero pesantemente condizionato dalla difficile
posizione politica della S. e dalle tensioni esistenti con paesi dellarea mediorientale, in particolare con
Israele, e con gli Stati Uniti, che nel 2003 hanno approvato contro la S. lAccountability act, che vieta gli
investimenti statunitensi in S. e ogni forma di esportazione dagli USA alla S. esclusi farmaci e alimenti. I
principali partner commerciali della S. sono i paesi dellUnione Europea (soprattutto Italia, Francia e
Germania), lArabia Saudita, la Russia e la Cina.

Il paese ha una buona rete stradale. La rete ferroviaria (2052 km) utilizzata soprattutto per il trasporto
merci. I porti pi importanti sono quelli di Laodicea e arus. Scali aeroportuali nelle principali citt.

LA DOMINAZIONE OTTOMANA

Nel 16 sec. avvenne la conquista dei Turchi Ottomani (1516-17), destinata a durare sino alla Prima guerra
mondiale. questo il periodo di maggior decadenza politica, economica e culturale del paese; tentativi di
autonomia o indipendenza sotto lemiro druso Fakhr ad-Dn (17 sec.) e sotto Dahir signore di Acri (18 sec.)
non si rivelarono durevoli. N la spedizione napoleonica (1799), n loccupazione egiziana del paese (1832-
40) incisero profondamente sulla vita politica siriana.

Restaurato il dominio ottomano, la S. entr in un periodo di forti tensioni interne, caratterizzato da


frequenti rivolte contro lautorit centrale e dalla crescente rivalit tra le minoranze cristiane, sostenute da
Francia e Russia, e le comunit musulmane. In particolare, il contrasto tra musulmani Drusi e cristiani
Maroniti sfoci in guerra e nei massacri dei cristiani a Damasco del 1860, a seguito dei quali venne concessa
lautonomia amministrativa al Monte Libano. Sul finire del 19 sec. la S. si apr sempre pi allinfluenza
occidentale, in particolare francese, mentre lopposizione al potere ottomano si accentu dopo la
rivoluzione dei Giovani Turchi (1908). Durante la Prima guerra mondiale i gruppi nazionalisti siriani
combatterono contro la Turchia nella legione araba guidata da Faial, figlio dello sceriffo della Mecca al-
usain, partecipando alla campagna siriana e alla presa di Damasco.

IL MANDATO FRANCESE

Al termine della guerra, creata a Damasco unamministrazione militare araba guidata da Faial, la Gran
Bretagna rimise il controllo della S. alla Francia. Ostilit presto scoppiarono tra Francesi e Siriani che, nel
marzo 1920, proclamarono la nascita del regno indipendente della Grande S. (comprendente anche il
Libano e la Palestina) sotto Faial. Ottenuto il mandato sulla S. (formalmente assegnato dalla Societ delle
Nazioni nel luglio 1922), la Francia attacc Faial e conquist Damasco (1920), costringendo il sovrano
allesilio. Dopo aver distaccato il Libano, le autorit francesi divisero il resto del territorio siriano in 4 parti:
Aleppo e Damasco (unificati nel 1924), lo Stato degli Alawiti e il Gebel Druso; il sangiaccato di Alessandretta
fu reso autonomo. Nel 1930 fu imposta una Costituzione che organizzava lo Stato di S. (Aleppo e Damasco)
in repubblica, mantenendo quindi la divisione del territorio sotto mandato, mentre il trattato franco-siriano
del settembre 1936, che prevedeva lindipendenza entro tre anni, non fu ratificato da Parigi; nel giugno
1939, infine, la Francia cedette alla Turchia il sangiaccato di Alessandretta.

Invasa dalle truppe britanniche e della Francia libera nel 1941, la S. venne proclamata indipendente e nel
1942 unificata. Lanno seguente fu eletto alla presidenza della Repubblica Shukr al-Quwwal, leader del
partito nazionale che, insieme al partito popolare, aveva dato vita al Blocco nazionale, protagonista della
resistenza ai Francesi. Il tentativo della Francia di mantenere il controllo politico sulla S., che dal febbraio
1945 era stata ammessa allONU, determin nuovi violenti scontri; tuttavia la pressione britannica indusse
Parigi a ritirare le sue truppe.

LA SIRIA INDIPENDENTE

Le radicate divisioni etnico-religiose e i forti squilibri economici e sociali presenti nel paese gravarono sulla
vita politica dopo lindipendenza, contribuendo a determinare una lunga fase di instabilit; accentuata dagli
aspri contrasti che divisero la classe dirigente siriana nelle scelte di politica internazionale. Dopo la sconfitta
nella guerra arabo-israeliana (1948-49), la Repubblica siriana sub lingerenza politica dei militari. Nel 1958
la fazione panaraba crebbe sino a portare allunificazione con lEgitto di Nasser nella Repubblica Araba
Unita (RAU). La RAU si dissolse per nel 1961, con un colpo di Stato dellesercito siriano che, nel 1963,
port al potere il partito nazionalista Bath, di ispirazione socialista (Partito socialista dalla rinascita araba).

Nel 1967, persa la guerra dei Sei giorni, la S. sub loccupazione israeliana delle alture del Golan. Nel 1970
prese il potere con un colpo di Stato il generale bathista Hfiz al-Assad, che instaur una dittatura quasi
personale, sostenuta dal partito-guida. Lobiettivo di recuperare le alture del Golan spinse poi la S. a
migliorare i rapporti con Egitto e Giordania (inaspritisi nel 1970-71, per la repressione antipalestinese di
Amman) e a rafforzarsi militarmente, grazie a un accordo con lURSS. Nel 1973, il paese partecip alla
guerra del Kippur contro Israele, senza per riconquistare il Golan; dal 1976 inoltre interfer militarmente e
politicamente nella guerra civile libanese, istituendo in Libano una sorta di protettorato di fatto durato sino
al 2005. Nemico del regime iracheno, Assad appoggi Teheran nella guerra fra Iran e Iraq (1980-88),
entrando in seguito nella coalizione militare antirachena guidata dagli USA durante la prima guerra del
Golfo (1991); riallacci per stretti rapporti con Baghdad, in chiave antisraeliana, nel 1997. Alla morte di
Assad (2000), gli succedette alla presidenza il figlio Bashar. A seguito del suo ambiguo rapporto con una
serie di gruppi considerati terroristici e al rifiuto di appoggiare le guerre in Afghanistan (2001) e in Iraq
(2003), la S. sub le sanzioni di Washington. Data questa posizione di isolamento internazionale, Bashar
cerc la normalizzazione dei rapporti con la Turchia (tradizionale antagonista regionale della S.) e una
rilanciata alleanza strategica con lIran. Nel 2005, a seguito dellassassinio dellex premier libanese R. al-
Hariri, Damasco dovette ritirare, su pressione popolare libanese e internazionale di ONU, USA e Francia, le
sue truppe dal Libano. Per sfuggire allaccerchiamento diplomatico cerc da un lato di rafforzare la
cooperazione con lIran e dallaltro di mostrarsi favorevole alla stabilizzazione dellIraq, con il quale nel
novembre 2006 furono riallacciati i rapporti diplomatici; questa linea prudente port alla ripresa delle
relazioni con la UE. Riconfermato presidente nel 2007 attraverso un referendum, nel 2011 B. Assad si
trovato a dover affrontare violente proteste di piazza che, in concomitanza con lo scoppio di rivolte in tutto
il mondo arabo, hanno coinvolto vari centri urbani. La rivolta si trasformata progressivamente in una
guerra civile in cui si sono affrontate le forze del regime e lopposizione armata, composta in prevalenza
dalla maggioranza sunnita. Ad affrettare una degenerazione settaria del conflitto si aggiunto lintervento
di numerosi gruppi delluniverso jihadista internazionale, ci che ha conferito alla ribellione un carattere
marcatamente religioso; inoltre, il sostegno fornito al regime dal gruppo sciita libanese Hezbollah e dallIran
ha internazionalizzato il conflitto, provocando lintervendo di potenze come Arabia Saudita, Qatar, Emirati e
Turchia, che hanno sostenuto lopposizione, mentre Iran e Iraq hanno appoggiato Assad. Sul piano
internazionale, Assad ha ricevuto laiuto della Russia di Putin, mentre dalla fine del 2013 lopposizione
interna, rappresentata dalla coalizione nazionale siriana (Cns), ha contato sul sostegno politico
dellOccidente (Usa, Francia e Gran Bretagna). Alla fine del 2013 il regime apparso in vantaggio sia
militarmente sia diplomaticamente, ci che ha costituito una garanzia di continuit di potere per Bashar
Assad, il quale alle presidenziali tenutesi nel giugno 2014 stato prevedibilmente riconfermato in carica
con l88,07% dei consensi.
LIBANO
Stato dellAsia sud-occidentale, affacciato sul Mediterraneo orientale (Mar di Levante), confinante a Nord e
a Est con la Siria, a Sud con Israele.

CARATTERISTICHE FISICHE

Nel territorio del Libano sono ben riconoscibili alcuni elementi: la fascia costiera; la catena del L.; la pianura
interna Valle della Beqaa (lantica Celesiria); i rilievi delle catene dellErmon e dellAntilibano. La fascia
costiera, larga dai 3 ai 20 km, dal livello del mare sale verso una zona collinosa fino a unaltitudine di 1500
m di quota. Questa regione gode di un clima mediterraneo e presenta la tipica macchia alle quote pi
basse, mentre pi in alto le precipitazioni e le numerose sorgenti hanno permesso estese coltivazioni. I
corsi dacqua hanno perlopi regime torrentizio e scendono verso la costa parallelamente tra loro. La costa,
nel complesso rettilinea, mostra numerosi promontori e insenature. La catena del L. rappresenta
sicuramente lelemento morfologico pi importante di questo paese e ne condiziona il clima dividendo la
fascia costiera, con un clima temperato e abbondanti precipitazioni, dalle zone pi interne che presentano
invece un clima secco, con temperature elevate, preannunciando i caratteri climatici del deserto siriaco. La
pianura interna della Valle della Beqaa allungata per circa 120 km, mentre la sua larghezza varia dagli 8 ai
12 km. percorsa verso Nord dal fiume Oronte e verso Sud dal Litani (Leonte), che in prossimit del confine
israeliano piega bruscamente verso costa. LAntilibano e la catena dellErmon hanno forme relativamente
pi dolci, con massime altitudini che variano da 2300 a 2800 m di quota. Il clima decisamente molto arido
e la vegetazione piuttosto rada.

POPOLAZIONE

Il lungo periodo di sconvolgimento politico-militare ha alterato le strutture demografiche del paese, per cui
la stessa consistenza della popolazione va riferita a stime delle Nazioni Unite, risalendo lultimo censimento
ufficiale al 1970 (2.126.325 ab., oltre a 187.529 rifugiati palestinesi); stimati (al 2009) sono anche i tassi di
natalit (17,1) e di mortalit (6,03). Citt principali, oltre alla capitale, sono Tripoli e Sidone. Per
quanto riguarda la religione, vi sono musulmani, cattolici 23,4%, ortodossi 11,2%, drusi 7%, altri 3,1%.
Nonostante larabo sia la lingua ufficiale, resta assai diffuso il francese.

CONDIZIONI ECONOMICHE

La disintegrazione politica verificatasi negli anni della guerra civile (1975-91) comport il dissestamento
dellintero sistema economico. Per favorire la ricostruzione stato varato un piano governativo che ha
puntato soprattutto sugli investimenti e sui prestiti stranieri, nonch sul coinvolgimento del settore privato
nella ricostruzione delle infrastrutture e sullimpostazione di programmi sociali. Inoltre, il governo libanese
ha fatto della lotta al debito pubblico una delle priorit della politica economica, malgrado le incertezze
nella scelta degli strumenti appropriati. La guerra del 2006 e la successiva fase dincertezza politica hanno
nuovamente comportato gravissimi danni alla struttura economica e finanziaria del L., nonostante gli
ingenti aiuti offerti dai paesi donatori.

I settori dellagricoltura e dellallevamento, come le altre attivit produttive, sono stati duramente provati
dalla guerra, che ha determinato uno spopolamento delle campagne. Le principali colture sono quelle dei
cereali (grano, orzo, mais), della vite, degli agrumi e di piante oleifere (girasole, olivo). Le attivit
manifatturiere sono ridimensionate rispetto al passato: le grandi imprese hanno lasciato il posto a unit di
produzione di dimensioni pi ridotte; i principali comparti sono quelli agroalimentare, della lavorazione del
cemento e del tabacco, della raffinazione del petrolio e dellindustria tessile; a Biut Jubayl attivo un
impianto siderurgico. Sono presenti sintomi di ripresa, anche se la funzione del L. quale centro commerciale
e finanziario del Vicino Oriente progressivamente venuta meno per la concorrenza di altri mercati. Il L.
importa il 75% dei prodotti destinati allalimentazione e gran parte delle materie prime per la sua industria
agroalimentare (quelle locali sono pi costose e di peggior qualit).

LA NASCITA DELLO STATO

Montuoso e impervio, lattuale L. fu dallantichit poco accessibile al controllo delle autorit politiche della
zona. Dopo la conquista araba, fu parzialmente islamizzato, pur rimanendo sede di importanti comunit
cristiane; il suo relativo isolamento ne fece altres un valido rifugio per minoranze etniche e religiose dal
Vicino Oriente. Si determin una preponderanza di maroniti e drusi, mentre a N di Tripoli e sulla costa
prevalsero sunniti e greco-ortodossi, a S di Sidone e nella regione di Beqaa greco-cattolici e sciiti.

Lautonomia dei potentati locali si protrasse anche dopo la conquista turca (1516-17) e la situazione rimase
relativamente stabile fino agli inizi dellOttocento, quando la penetrazione europea, le trasformazioni
economiche e sociali e la decadenza dellImpero ottomano rimisero in discussione lassetto della regione e i
rapporti fra le comunit religiose. I conflitti tra maroniti e drusi fornirono alla Francia loccasione per un
primo intervento militare a Beirut (1860), che port alla creazione (1861-64) di una provincia autonoma
nellarea compresa tra la costa mediterranea e la catena del L., retta da un governatore cattolico e da un
consiglio di rappresentanti delle diverse comunit religiose. Dopo lassunzione del controllo su Siria e L. da
parte di Parigi, confermata nel 1920 dai mandati della Societ delle Nazioni, nacque uno Stato libanese
nettamente pi ampio della precedente provincia autonoma a spese della Siria, con territori abitati
prevalentemente da musulmani (per lo pi ostili alla separazione dalla Siria), rendendone pi complessa la
composizione religiosa e pi problematica la definizione dellassetto politico.

Edificato sulla base dei rapporti privilegiati tra i maroniti e la Francia, il nuovo Stato si fond da un lato sulla
loro egemonia economica e politica (estesa in parte anche agli altri gruppi cristiani), dallaltro sul tentativo
di dar vita, a partire dal 1926, a una complessa struttura istituzionale che garantisse, in qualche modo, tutte
le comunit religiose. Essa trov espressione compiuta, alla vigilia dellindipendenza del paese (1944; ma le
ultime truppe francesi furono ritirate nel 1946), nel cosiddetto Patto nazionale (non scritto) del 1943, in
base al quale sia i seggi parlamentari sia gli incarichi di governo dovevano essere ripartiti tra i diversi gruppi
confessionali secondo quote fisse; ripartizioni analoghe erano previste nella pubblica amministrazione e
nelle forze armate. Le quote furono stabilite tenendo conto di un censimento del 1932, secondo cui i
cristiani costituivano la maggioranza della popolazione libanese (50%). Tali cifre, gi invecchiate rispetto
alla realt del paese nel 1943, se ne sarebbero sempre pi discostate soprattutto a causa dei tassi di
natalit registrati dalla popolazione musulmana rispetto a quella cristiana; la condizione di vantaggio per
questultima, in particolare per i maroniti, assicurata dal Patto nazionale, era destinata quindi a divenire
sempre meno accettabile per i musulmani; i cristiani rifiutarono comunque di rimetterla in discussione.

Ai problemi istituzionali si aggiungevano quelli derivanti dalle condizioni di inferiorit sociale della maggior
parte della popolazione musulmana e dalle differenze di schieramento politico che si sovrapponevano alle
divisioni religiose: tra i cristiani, in particolare tra i maroniti, prevalevano posizioni conservatrici e
filoccidentali; fra i musulmani, orientamenti inclini al nazionalismo arabo.
IL PROBLEMA PALESTINESE E LA GUERRA CIVILE

I contrasti interni alla societ libanese si manifestarono con vigore gi negli anni 1950. Nel 1952 il primo
presidente della Repubblica (maronita secondo il Patto nazionale), Bishra el-Khr, fu costretto a
dimettersi; nel 1957-58 la politica filoc;cidentale del successore Camille Nimr Shamn diede luogo a un
aspro conflitto con lopposizione filo-nasseriana e panaraba, sfociato in una situazione insurrezionale:
lordine fu ripristinato con lintervento (1958), su richiesta di Shamn, di forze militari statunitensi e la crisi
fu risolta grazie alla politica di riconciliazione nazionale condotta dal nuovo presidente Fud Shihb.

Dalla fine degli anni 1960 lesplosione del problema palestinese acu i tradizionali contrasti: dopo la guerra
dei Sei giorni (giugno 1967), una nuova ondata di profughi si aggiunse ai rifugiati del 1948, con un impatto
considerevole sugli equilibri politico-religiosi; contemporaneamente, lo sviluppo della guerriglia
palestinese, a partire da basi situate nel L. meridionale, esponeva il paese alle rappresaglie israeliane; tali
problemi si aggravarono dopo la crisi giordana del 1970-71 (Settembre nero), che trasform il L. nella
principale base operativa della guerriglia palestinese. I militanti dellOLP si scontrarono ripetutamente
dapprima con lesercito libanese, poi soprattutto con le forze paramilitari della destra cristiana (in primo
luogo la Falange di Pierre Gemayyel), mentre lesercito regolare si sfaldava e il conflitto tendeva a
estendersi allintera societ; quando le sinistre (come il blocco progressista del druso Kaml Giunblt,
favorevole a un cambiamento dellassetto sociopolitico del L. e vicino allOLP) e le forze musulmane dal
1975 cominciarono a scontrarsi con le milizie di destra, la crisi degener in guerra civile.

GLI INTERVENTI SIRIANO E ISRAELIANO

Lintervento militare siriano dopo mesi di combattimenti e migliaia di vittime, anche civili, non pose termine
al conflitto; nel 1976 le truppe siriane in L. (circa 30.000 uomini) furono riconosciute dalla Lega araba come
Forza Araba di Dissuasione (FAD): Damasco otteneva cos la legittimazione formale per un prolungato
intervento nel paese. Il conflitto esploso nel 1975 forn nel 1978 loccasione per intervenire nel L. anche a
Israele, che mirava in primo luogo a creare una fascia di sicurezza a N dei propri confini per impedire gli
attacchi palestinesi. Sullestremit meridionale del L. fu imposto un controllo indiretto esercitato tramite le
milizie cristiane del maggiore Saad addd sostenuto da Tel Aviv, che nel 1979 proclam lindipendenza
della fascia di sicurezza dal governo di Beirut; contemporaneamente si apriva una nuova fase della guerra
civile con la FAD impiegata contro le milizie cristiane. Le incursioni israeliane a nulla valse linvio, dal 1978,
di una forza di interposizione ONU culminarono nel giugno 1982 con linvasione di tutto il L. meridionale
fino a Beirut (mentre la Siria manteneva il controllo del Nord e della valle della Beqaa). Per leccidio di civili
perpetrato a settembre dalle milizie cristiane nei campi profughi di Sabra e Chatila, aree direttamente
controllate da Israele, lallora ministro della difesa A. Sharon fu costretto alle dimissioni. Loccupazione
militare nel Sud del L. si protrasse fino al 1985, ma forze israeliane rimasero nella fascia di sicurezza fino al
2000. In questarea, le vicende legate alla guerra civile e alloccupazione israeliana favorirono la crescita del
radicalismo sciita e la nascita della milizia dellHezbollah (Partito di Dio).

LINASPRIMENTO DEGLI SCONTRI

Linvasione favor lavvento a Beirut di un governo a direzione falangista; nel 1982 fu eletto alla presidenza
della Repubblica Bashir Gemayyel, figlio di Pierre, e, dopo la sua morte in un attentato, il fratello Amin, che
nel 1983 firm un trattato di pace con Israele. Dopo il ritiro della Forza multinazionale di pace (1984),
Gemayyel dovette scendere a patti con la Siria e abrogare il trattato con Israele. Successivi negoziati con le
opposizioni portarono infine alla formazione di un governo di riconciliazione nazionale ma non posero
termine alla guerra civile. Mentre le trattative restavano bloccate sul tema delle riforme istituzionali,
rifiutate dalla destra cristiana, contrasti e scontri armati si sviluppavano anche tra fazioni di ciascuno dei
due campi contrapposti; il gruppo sciita Amal, appoggiato dai Siriani, allo scopo di impedire la ricostituzione
di una presenza organizzata dellOLP a Beirut e nel L. meridionale, con le conseguenti rappresaglie di Tel
Aviv, sferrava violenti attacchi contro i campi profughi palestinesi.

Il ritiro israeliano dal L. fu seguito da una crescita progressiva dellinfluenza siriana e a partire dal 1986
Damasco assunse un ruolo sempre pi rilevante di fronte alla crisi e alla disarticolazione della societ
libanese.

Nel giugno 1987, il primo ministro Rashd Karm, leader della comunit sunnita, cadde vittima di un
attentato e fu sostituito ad interim da Salm al-u; nel 1988, alla scadenza del suo mandato, Gemayyel
nomin un governo militare provvisorio che avrebbe dovuto guidare il paese fino allelezione del nuovo
capo dello Stato: si ebbero cos due governi, quello civile (presieduto da al-u), e quello militare (guidato
da Michel Awn [Aoun]), che diede vita di fatto a unenclave secessionista cristiana in una parte di Beirut e
nei suoi dintorni, con ulteriore recrudescenza della guerra civile.

FINE DELLA GUERRA CIVILE E CRESCITA DI HEZBOLLAH

Nel 1989 laccordo raggiunto a at-Taif (Arabia Saudita) tra le fazioni in lotta sul progressivo ritiro della Siria
e sulla modifica del sistema delle quote confessionali ottenne crescenti consensi e port al progressivo
isolamento del governo militare. Nel 1989 le forze di Damasco e quelle fedeli al governo civile
riconquistarono lenclave secessionista e infine, nel 1991, la ricostruzione dellesercito regolare e la
smobilitazione delle milizie (ma nellestremo Sud rimaneva attiva la guerriglia antisraeliana di Hezbollah e
delle forze palestinesi) posero termine, dopo sedici anni, alla guerra civile (costata oltre 100.000 morti).

Lassetto politico libanese raggiunse una graduale stabilizzazione basata sullaccettazione dellegemonia
siriana. I contrasti fra le comunit religiose rimasero vivi, nonostante i cauti progressi compiuti dal processo
di normalizzazione, ed elemento di tensione continu a essere loccupazione israeliana della fascia di
sicurezza nel Sud del paese.

Il governo formato nel 1992 dalluomo daffari Rafq al-arr, allindomani delle prime elezioni tenute dal
1972, in cui Hezbollah ottenne un ampio consenso, avvi la ricostruzione del paese. Loccupazione
israeliana della fascia di sicurezza, oltre ad alimentare lendemico conflitto con la guerriglia palestinese e
Hezbollah (accompagnato dalle incursioni delle forze di Tel Aviv nel L. meridionale), rappresentava
lostacolo principale nelle trattative fra L. e Israele, nel quadro dei negoziati arabo-israeliani avviati nel 1991
e, nel 1996, la sospensione del processo di pace in Medio Oriente allontanava la soluzione del problema dei
profughi palestinesi insediati nel paese.

Nel 2000, in seguito al ritiro di Israele dalla fascia di sicurezza, il L. riprendeva il controllo del Sud del paese.
Importanti elezioni legislative fecero registrare la vittoria schiacciante a Beirut di al- arr, acerrimo nemico
del presidente mile Lahoud (filosiriano, eletto nel 1998) e appoggiato dal leader druso Walid Giunblt,
promotore di una spregiudicata alleanza con le destre cristiane.

Nel 2004 il rinnovo del mandato presidenziale di Lahoud per altri tre anni, con emendamento della
Costituzione, fece precipitare le tensioni politiche, sfociate nelle dimissioni di al-arr, sostituito da Omar
Karm, il cui governo favorevole a Damasco e sostenuto da Hezbollah cadde a seguito delle imponenti
manifestazioni popolari scatenate dallassassinio di al- arr (2005). Dopo che la Siria si infine ritirata dal
L., le elezioni del 2005 hanno portato alla formazione di un governo presieduto da F. Siniora, collaboratore
di arr. Dimostratasi impraticabile ogni ipotesi di disarmo delle milizie sciite, dopo il nuovo conflitto con
Israele scatenato nel 2006 dallattivit militare antisraeliana di Hezbollah, radicata ormai tra la popolazione
e artefice di un vero e proprio Stato parallelo, a Beirut la vita politica rimasta segnata da divisioni
insanabili ed episodi sanguinosi; solo nel maggio 2008, 18 mesi dopo la scadenza del mandato di Lahoud, il
Parlamento riuscito a eleggere il nuovo presidente, lex capo dellesercito Michel Suleiman. Le elezioni del
2009 hanno visto la vittoria della coalizione filoccidentale guidata da Saad arr, che ha costituito un
governo di unit nazionale; gli subentrato nel genn. 2011 il miliardario sunnita N. Mikati, la cui nomina,
decisa da Suleiman e appoggiata dalle forze di Hezbollah, ha suscitato forti proteste da parte dei sostenitori
del premier uscente. Nel giugno 2011 le violente sollevazioni popolari esplose in Siria contro B. Assad si
sono estese nel paese, provocando sanguinosi scontri tra le opposte fazioni dei sunniti e degli alawiti fedeli
al presidente siriano, e costringendo l'ex premier arr - secondo i servizi segreti statunitensi e sauditi fatto
oggetto di minacce da parte di agenti siriani e iraniani - a rifugiarsi in Francia.

Nel marzo 2013, mentre la guerra civile esplosa in Siria ha continuato ad avere pesanti ripercussioni nel
Paese minando gli equilibri geopolitici dell'area, il primo ministro Mikati ha rassegnato le dimissioni in
ragione dell'impossibilit di giungere a un accordo in seno al governo in vista delle elezioni politiche
previste per il mese di giugno, e gli subentrato come premier designato T. Salam; il nuovo esecutivo di
unit nazionale stato formato solo nel febbraio dell'anno successivo: in esso sono rappresentati sia la
coalizione guidata dal movimento sciita Hezbollah, sia il gruppo guidato dalla corrente sunnita di Futuro.
AFGHANISTAN
Afghanistan Stato continentale dellAsia di SO. Confina con il Turkmenistan, lUzbekistan, e il Tagikistan a N,
con la Cina per un breve tratto a NE (lappendice che sincunea fra il Pamir e lHindukush), con il Pakistan a
E e a S, con lIran a O.

CARATTERISTICHE FISICHE

Il territorio afghano, che costituisce la porzione nord-orientale dellaltopiano iranico, ha un carattere


spiccatamente montagnoso: infatti, oltre il 49% del territorio supera i 2000 m e laltezza media
dellHindukush di 4500 m. In questa esasperata fisionomia plastica si possono individuare tre zone
morfologiche: una centrale di vere e proprie montagne, di et alpina, bastione divisorio fra le altre due
meno elevate, situate a N e a S. DallHari, a O, si estende verso E prima la catena del Paropamiso (alto in
media 2000 m; max 3594 m), affiancato poi da altre catene che, elevandosi oltre i 3000 m, si restringono
presso limponente massiccio del Kh-i Bb (5143 m), ben irrorato (come dimostra lo spesso manto
nevoso sulla sommit), a sua volta accompagnato a N da una larga fascia di prealpi. A Oriente il rilievo si
allarga di nuovo nellHindukush propriamente detto, un insieme di catene parallele con prevalenza di rocce
granitiche e metamorfiche, le cui parti culminali assumono forme orizzontali, consunte, in evidente
contrasto con la marcata ripidit delle gole che lattraversano. Allestremit orientale le montagne,
abbassandosi, sincurvano poco a poco verso il Pamir: le valli che vi si interpongono si mantengono a
notevole altitudine, cosicch modesto il dislivello rispetto alle cime stesse.

La zona settentrionale dellA., lantica Battriana, costituita da una fascia pedemontana, lentamente
digradante in un tavolato di calcari mesozoici, i cui limiti scendono a picco sulla pianura dellAmudarja,
verso la quale defluiscono i corsi dacqua: questa risulta formata da estese coltri alluvionali ed eoliche,
inclinate verso il gran fiume, con zone sovente coperte da dune mobili, testimoni di un ambiente desertico;
tuttavia, nelle vallate e in direzione del pedemonte diventa fertile, con oasi agricole, che la trasformano in
una delle regioni pi produttive del paese.

La terza zona morfologica si identifica con la parte meridionale dellA.: essa dapprima un coacervo di
catene che dal sistema dellHindukush, con orientamento NE-SO, vengono a morire nella vasta area
tabulare e desertica divisa in due sezioni dal fiume Helmand. Questo, scorrendo incassato, dopo aver
raccolto le acque dellimmenso anfiteatro montano, va a sfociare negli specchi dacqua di Hmn-i-Sabari e
di Gaud-i-Zirih, che occupano la conca di sprofondamento del Sistan.

Posizione geografica, altimetria e disposizione dei rilievi giocano un ruolo determinante sul clima dellA.,
che ha quasi ovunque caratteristiche continentali. Le precipitazioni si concentrano nei periodi invernale e
primaverile e sono in genere scarse: dai 50-150 mm delle basseterre, ivi comprese le aree subdesertiche e
desertiche meridionali e settentrionali, si passa ai valori anche superiori a 500 mm annui dei rilievi nord-
orientali (Nristn), marginalmente influenzati dal monsone di mare. Un clima subtropicale, temperato, che
consente colture mediterranee, interessa le porzioni meridionali e orientali del paese. Tra i venti va
ricordato quello dei 120 giorni, che spira costantemente e con particolare violenza nel Sistan e nel
Khorasan da giugno a settembre. In conseguenza della sua struttura morfologica, gran parte del territorio
afghano privo di deflusso al mare: ci vale per i fiumi che dagli opposti versanti delle alteterre centrali
tributano a N e a S, rispettivamente allAmudarja (e quindi al Lago dAral) e alle depressioni endoreiche del
Sistan, oppure si consumano nelle aree steppiche che attraversano. Fa eccezione una ristretta zona di NE
che, mediante il Kabul e pochi altri fiumi, manda le sue acque allIndo. Dal Kh-i Bb, il principale nodo
idrografico dellA., irradiano altre maggiori arterie: tali il Surkhb, lHari, lHelmand con lArghand-b e il
ricordato Kabul. Le portate sono condizionate dal clima: meno irregolari quelle alimentate dallo
scioglimento delle nevi e dei ghiacciai, decisamente torrentizie le altre. Il deserto dunoso del Rigestan
rappresenta una estesa zona areica.
POPOLAZIONE

La maggioranza della popolazione formata da Pashtn, vengono poi i Tagiki, quindi gli Hazra. Gli Uzbeki
e i Turkmeni, discendenti dai Turchi penetrati nellA. nel Medioevo, sono ottimi agricoltori e allevatori che
vivono nel Nord, soprattutto nella provincia di Balkh. Gruppi minori sono quelli dei Chirghisi, dei Cafiri, dei
Beluci, dei Sikhs e dei Karakalpaki. Tranne gli Hazra che sono sciiti, il resto della popolazione professa la
religione musulmana di rito sunnita. Lingue ufficiali sono il dari e il pasht, questultimo pi diffuso;
linguaggi minori sono propri di altre etnie.

difficile valutare la reale consistenza demografica dellA., in quanto linvasione sovietica prima, lintensa
guerriglia poi e infine il conflitto apertosi con gli Stati Uniti nellottobre 2001 hanno in gran parte
condizionato il quadro demografico, causando, oltre a centinaia di migliaia di vittime, spostamenti di
abitanti, sia allinterno del paese sia verso i paesi contermini. Il calcolo della popolazione totale affidato a
stime, risalendo lultimo censimento ufficiale al 1979. Le Nazioni Unite quantificavano la popolazione nel
2010 in 31,4 milioni di abitanti, in notevole aumento rispetto al dato del 1979 (15,5 milioni di abitanti). Tale
incremento conseguenza di un tasso di natalit elevatissimo, in assoluto uno dei maggiori del mondo
(44 nel 2010), ancorch in parte bilanciato dalla mortalit, anchessa notevolmente elevata (16,8 nel
quinquennio 2005-2010). Il tasso di crescita annuo stato del 2,8%, a cui si aggiungono cospicui rientri degli
emigrati (dal 2002 al 2009 sono rientrati in patria oltre 5,6 milioni di afghani). Il tasso di mortalit infantile
andato progressivamente diminuendo, pur rimanendo ancora alto (101 nel 2011, ma 136 nel 2000),
mentre la speranza di vita alla nascita di 47.2 anni per gli uomini e di 47.5 anni per le donne.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale (a parte il diffuso nomadismo), a una densit media di oltre
48 ab. per km2 si contrappongono vaste aree completamente disabitate o quasi (centro-occidentali e sud-
occidentali) e altre, assai ristrette, fittamente popolate (conche e valli ben dotate di risorse idriche e con
clima favorevole). Nellincertezza della situazione politica e nella mancanza di dati statistici ufficiali e
attendibili, si pu comunque rilevare che, negli anni precedenti lintervento degli Stati Uniti, la situazione si
era lentamente evoluta e la popolazione urbana (30,2% del totale nel 2003), che nel 1995 rappresentava
appena un quinto della popolazione complessiva, era successivamente cresciuta a un ritmo del 748%
annuo, valore tra i pi alti del mondo. Tale trend ha per subito uninversione di tendenza, e nel 2010 la
popolazione urbana era il 23,5% del totale. Le citt principali, oltre alla capitale, sono Qandahr, Herat,
Mazar-e Sharif, Jalalabad e Qonduz. Sotto il profilo amministrativo, il paese diviso in 34 province (v. tab.).

CONDIZIONI ECONOMICHE

Leconomia dellA., gi fra le pi povere del mondo, ha subito ulteriori danni per le vicende politico-militari
recenti. Gran parte della popolazione vive al di sotto della soglia di povert e solo in piccola parte viene
raggiunta dagli aiuti umanitari. La struttura portante delleconomia costituita dallagricoltura (oltre il 78%
della forza lavoro), che contribuisce alla formazione di poco meno di 1/3 del prodotto interno. Laridit del
clima, la tormentata orografia e la povert dei suoli restringono le aree coltivabili a poche zone lungo il
corso dei fiumi, nelle valli ove sono presenti falde acquifere sfruttabili mediante canali sotterranei e in
prossimit di sorgenti (12% del territorio nazionale): ma i terreni coltivabili risultano ulteriormente ridotti
dalla presenza di numerosissime mine antiuomo non ancora rimosse. Un contributo notevole era derivato
dalle grandi opere di sbarramento e canalizzazione realizzate sullHelmand, sullArghand-b, sullHari e sul
Kabul, la cui efficienza risultata peraltro compromessa dalle distruzioni avvenute nel periodo
delloccupazione sovietica. Si coltivano cereali, frutta, cotone e, soprattutto, papavero da oppio (3.600 t nel
2010). Questa risorsa ha costituito una fonte di finanziamento vitale per il governo dei talebani, che, pur
dichiarando di volerne impedire la produzione, in realt non ha fatto nulla per ostacolarla, malgrado le
pressanti richieste delle Nazioni Unite. Rilevante resta il patrimonio zootecnico, peraltro anchesso
decimato: 9 milioni circa di ovini nel 2004 (erano 20 milioni negli anni 1970), comprese milioni di pecore
karakul, le cui pelli sono largamente esportate; seguono caprini (7,5 milioni) e, a distanza, bovini (3,8
milioni), asini e cammelli.
LA. dispone di buone risorse minerarie, in particolare: carbone (Karkar, Ishpusta e Dara-i-Soof), rame
(Ainak), petrolio (Herat) e gas naturale (Mazar-e Sharif); un gasdotto lungo 120 km collega Mazar-e Sharif al
confine uzbeko: la produzione di gas naturale era stimata a 30 milioni di m3 nel 2009 (erano 3 miliardi di
m3 nel 1987). Le attivit industriali riguardano i settori pi tradizionali: tessile, cemento, ceramica e
lavorazione di prodotti agricoli. A Mazar-e Sharif attivo un impianto per la produzione di fertilizzanti
azotati; unacciaieria a Jangalak. Fra le attivit artigianali (alle quali dedita la maggioranza degli attivi
dellintero settore), tipiche sono la fabbricazione dei tappeti, che alimenta una redditizia corrente
esportatrice, il cesello, loreficeria e la pelletteria.

Estremamente carente la rete delle comunicazioni: mancano quasi del tutto le ferrovie, anche se nel 2011
stata inaugurata una linea ferroviaria lunga 75 km che collega la citt afghana di Mazar-e Sharif a quella
uzbeka di Hairatan; poche sono tuttora le strade asfaltate (12.350 km su un totale di 42.150 km; su di esse
nel 2004 circolavano poco pi di 400.000 autoveicoli); le antiche carovaniere hanno, specie in
corrispondenza dei passi, pendenze sensibili; i fiumi, irregolari nelle portate e tormentati nel percorso, sono
raramente utilizzabili. Le linee aeree, gestite dalla compagnia di bandiera Ariana, collegano Kabul con gli
aeroporti nazionali e con quelli dellAsia sudoccidentale e meridionale. I profondi mutamenti avvenuti nei
paesi dellEuropa orientale e in quelli che costituivano lUnione Sovietica, gi principali partner commerciali,
hanno portato a un radicale cambiamento del quadro degli scambi internazionali dellA., nel quale vanno
inserendosi, con un ruolo di crescente importanza, alcuni Stati dellUnione Europea. Il paese, comunque,
difficilmente potr ampliare le proprie esportazioni (gas naturale, frutta, pelli, lana, tappeti) e la sua
bilancia commerciale destinata a rimanere nettamente deficitaria.

DALLE ORIGINI AL 15 SECOLO

Storicamente lA. stato un territorio di frontiera, esposto agli influssi culturali e alla dominazione dellIndia
da E, della civilt iranica da O e dei popoli delle steppe da N. Gli insediamenti pi antichi, di et paleolitica,
si concentrano nel Nord del paese (Aq Kupruk, Kara Kamar); let del Bronzo si prolung fino allinizio del 1
millennio a.C. Con il 6 sec. a.C. tutte le regioni furono conquistate dalla dinastia persiana degli Achemenidi;
uniscrizione di Dario a Bistn ricorda la Battriana e il Gandhra tra le satrapie orientali dellimpero. Con la
conquista di Alessandro Magno (329 a.C.) e poi sotto i Seleucidi, lA. si apr allinflusso culturale del
Mediterraneo greco. Nel corso del 3 sec. a.C. le regioni orientali furono soggette allimpero indiano dei
Maurya, mentre nella Battriana si costitu, a partire dal 250 a.C., uno stato greco indipendente, il regno
greco-battriano, con capitale amministrativa Ai Khnum. Dal 150 a.C. i territori greci vennero invasi da
popoli nomadi provenienti dal Turkestan cinese; si impose allora il buddhismo, che soppiant il precedente
zorohastrismo. Lislamismo si impiant nel sec. 9 e fior sotto la dinastia dei Ghaznavidi (sec. 10-12),
irradiandosi verso lIndia. LA. ebbe una nuova epoca di splendore sotto i Timridi, turchi iranizzati (sec.
15).

Tra il 1 sec. a.C. e il 1 sec. d.C. fior la cosiddetta arte greco-buddhistica del Gandhra, che avrebbe
influenzato profondamente larte buddhistica dellAsia centrale (la pi antica rappresentazione databile del
Buddha, attribuita al 1 sec. a.C.-1 sec. d.C., proviene da Dalunta, presso Jalalabad). Tra il 5 e il 7 sec. fior
il centro buddhista di Bmiyn, con le sue decine di grotte artificiali e le due grandi statue del Buddha
(distrutte nel marzo 2001 dal regime teocratico dei talebani). Con linvasione araba del paese, insieme alle
concezioni religiose, si imposero gli edifici (palazzi, moschee) e larte decorativa (bronzi cesellati, ceramica
invetriata, stucchi modellati ad arabeschi) caratteristici dellIslam.

LO STATO AFGHANO

Nel sec. 16 inizi lespansione degli Afghani (fino allora il paese era conosciuto nella cultura islamica come
parte del Khorsn). Fondatore dello Stato afghano si pu considerare Amed Khn, il capo degli Afghani
Abdl che, alla morte di Ndir Shh di Persia (1747), si proclam re a Qandahr, assumendo lepiteto di
Durr-i Durrn (perla delle perle), onde la sua trib prese il nome di Durrn. Ai suoi discendenti immediati,
che trasferirono la capitale a Kabul, successe nel 1826, con Dst Muammad, la famiglia dei Brakz. Per
la sua posizione strategica, lA. interess grandemente la Gran Bretagna. Nel 1809 fu stipulato il primo
trattato anglo-afghano, volto a impedire uneventuale invasione francese o persiana dellIndia. Il successivo
estendersi dellinfluenza della Russia, cui i governanti afghani si appoggiavano per controbilanciare
linfluenza britannica, provoc la prima e la seconda guerra afghana (1839-42 e 1878-79), che
confermarono, non senza difficolt e gravi perdite, linfluenza inglese. Il pi notevole sovrano afghano del
sec. 19 fu Abd ur-Ramn Khn, che spezz la potenza feudale dei capi trib e avvi il paese sulla via della
modernizzazione. Egli e il suo successore abb Ullh si mantennero fedeli al trattato con il quale nel 1880
si era conclusa la seconda guerra afghana: lA. godeva piena indipendenza interna e riceveva sussidi dal
governo dellIndia, ma era vincolato alla Gran Bretagna nella politica estera.

Nel 1919 abb Ullh fu assassinato e il fratello Nasr Ullh, capo della fazione anti-inglese, fu proclamato
sovrano. Contro di lui si pose un altro fratello, Amn Ullh, che, assunto il potere, proclam la guerra santa
contro la Gran Bretagna; ebbe cos inizio la terza guerra afghana, che si concluse (1919) con il trattato di
Rawalpindi e il riconoscimento dellindipendenza dellA. da parte della Gran Bretagna, pur vittoriosa. Si
ebbe quindi un deciso riavvicinamento alla Russia (trattato del 1921), volto a controbilanciare la sempre
forte influenza britannica. Amn Ullh inizi unaffrettata opera di occidentalizzazione, ma le sue riforme,
specialmente quelle nel campo dellistruzione, urtarono gli ambienti conservatori, sicch nel 1928 ebbe
inizio una rivolta di trib, guidata da abb Ullh Ghaz, che nel 1929 riusc a salire sul trono, iniziando un
governo di terrore, ma fu presto scalzato da Muammad Ndir Khn, un discendente di Dst Muammad.
Questi fu proclamato re (1929) e govern fino al 1933, quando venne a sua volta ucciso. Gli successe il figlio
Muammad Zhr, che promosse unulteriore, cauta modernizzazione interna, e tutel la propria
indipendenza durante la seconda guerra mondiale, entrando poi a far parte delle Nazioni Unite.

Nel secondo dopoguerra, perseguendo una politica di prudente equidistanza tra i due blocchi, Zhr cerc
di risolvere la questione delle frontiere (accordo con lURSS del 1948 e con la Cina del 1963), in particolare
di quelle meridionali, dove la nascita del Pakistan causava continue tensioni (rottura delle relazioni
diplomatiche nel 1961-63). Sul piano della politica interna, la Costituzione del 1964 avrebbe dovuto istituire
la democrazia parlamentare, ma i contrasti tra le forze tradizionali ne impedirono lapplicazione. Il cambio
di regime che si ebbe a partire dal colpo di Stato (1973) del gen. M. Dad, ispirato a esigenze di
modernizzazione e di riforma del paese, non port risultati apprezzabili, nonostante gli aiuti economici
sovietici, cinesi e degli Stati islamici, n la Costituzione istitutiva della Repubblica (1977), che conferiva ampi
poteri al presidente, riusc ad arginare i contrasti interni. Un nuovo colpo di Stato (1978) port al potere il
segretario del Partito democratico popolare (comunista) N.M. Taraki, il quale si trov contro i ceti islamici
tradizionalisti e la guerriglia di massa, da essi alimentata. Si arriv cos allintervento militare dellURSS
(1979), in seguito al quale fu nominato primo ministro B. Karmal. Ci fin per rinsaldare luni;t tra le molte
organizzazioni della guerriglia, i mugihidn, inquadrati su base etnica e territoriale e sostenuti dal Pakistan.
Lisolamento internazionale nel quale venne a trovarsi lURSS, unitamente allascesa di M. Gorbav (1985),
determinarono un graduale disimpegno sovietico, che si concluse il 15 febbraio 1989. Nel frattempo Karmal
era stato sostituito (1986) da M. Najibullah, che tent vanamente una politica di riconciliazione nazionale.
Pur confinata nelle zone rurali e divisa in formazioni tra loro ostili per motivi etnici e religiosi (sempre per
di ambito islamico), la guerriglia dei mugihidn conquist Kabul (1992), costrinse Najibullah alla fuga e
proclam lo Stato islamico.

IL REGIME DEI ALEBANI

Laccordo di Islmabd del 1993, con il quale G. Hekmatyar (leader del partito dellIslam) divenne primo
ministro, non riusc a stabilizzare la situazione. Nella condizione di stallo emerse un nuovo gruppo armato,
conosciuto con il nome di libn (dallarabo lib studente), formato da giovani afghani di origine
pashtn, provenienti dalle scuole islamiche del Pakistan, e da mugihidn delusi dai loro comandanti. Dotati
di armamenti sofisticati, grazie anche alla disponibilit di vaste risorse economiche provenienti dal traffico
di oppiacei, i Talebani guadagnarono il controllo di vaste zone del paese e nel 1996, dopo mesi di pesanti
bombardamenti, presero Kabul.
Il nuovo governo (subito riconosciuto formalmente da Pakistan, Arabia Saudita ed Emirati Arabi) impose
misure radicali, basate su una dogmatica applicazione dei principi della shara. Le forze legate al
precedente regime, unitesi nellUIFSA (United Islamic Front for the Salvation of Afghnistn) si
concentrarono invece nelle province settentrionali, riuscendo a mantenere la citt di Mazar-e Sharif,
importante nodo strategico del paese, fino all8 agosto 1998. Il 20 agosto gli USA bombardarono alcuni
campi di mugihidn, come rappresaglia per gli attentati alle ambasciate statunitensi di Nairobi e di Dar es-
Salam, attribuiti allorganizzazione terroristica di Osama Bin Laden, miliardario di origine saudita riparato in
territorio afghano. Peggiorarono anche le relazioni diplomatiche con lArabia Saudita e con lIran.

Linsuccesso dei tentativi della diplomazia internazionale di riavviare il dialogo fra i Talebani e le forze
dellUIFSA e linasprimento delle sanzioni da parte dellONU per la mancata consegna di bin Laden
(dicembre 2000) accentuarono lintransigenza del governo talebano. La situazione interna precipit nel
settembre 2001; luccisione di Ahmad Shah Massud, capo militare e politico dellopposizione ai Talebani, fu
seguita dallattacco terroristico contro le Twin Towers di New York e il Pentagono e dal nuovo rifiuto dei
Talebani di consegnare Osama Bin Laden agli Stati Uniti. Completamente isolato sul piano diplomatico, lA.
fu sottoposto a pesanti bombardamenti da parte dellaviazione angloamericana, mentre sul fronte interno
riprendeva lazione dellUIFSA (spesso indicato durante il conflitto con lespressione Alleanza del Nord).

Dopo la capitolazione di Kabul (13 novembre), in seguito agli accordi siglati a Bonn il 5 dicembre 2001 tra le
varie fazioni interne, fu istituito un governo provvisorio formato dai rappresentanti delle diverse etnie del
paese (principalmente Pashtn, Tagiki, Hazra, Uzbeki), guidato dal pashtn Hamid Karzai e affiancato da
una forza multinazionale delle Nazioni Unite, cui fu affidato il compito di ripristinare le condizioni per la
ripresa della vita politica e sociale. Nel giugno 2002 si riun la Loya Jirga, lassemblea tradizionale dei capi
dei clan, che conferm alla guida del governo Karzai, nominato anche presidente ad interim. Mentre i corpi
speciali americani proseguivano la ricerca di Bin Laden e i rastrellamenti contro i guerriglieri talebani, la
transizione politica conosceva fasi di grande tensione. Alla fine del 2003 una nuova riunione della Loya Jirga
sanciva ladozione di una carta costituzionale democratica, che introduceva un sistema di governo
presidenziale e un parlamento bicamerale. Il 9 ottobre 2004 si tennero le prime elezioni nazionali dopo 35
anni, che assegnarono la vittoria a Karzai con il 55,4% dei suffragi, confermandolo nella carica di presidente.
Successive elezioni parlamentari nel 2005 completarono il nuovo quadro politico. Accanto ai poteri delle
nuove istituzioni si riproponevano tuttavia quelli tradizionali dei capi trib e dei signori della guerra, che
continuavano a finanziarsi con il traffico internazionale di droga, mentre la guerriglia talebana riprendeva a
sferrare i suoi attacchi contro il contingente internazionale (ISAF, International Security Assistance Force a
guida NATO) rimasto a presidiare il paese, riuscendo a stabilire basi permanenti in oltre il 70% del paese.
Nonostante il potenziamento delle truppe NATO, l'attivit terroristica cresciuta nel 2009, in concomitanza
con le elezioni presidenziali, vinte da Karzai ma viziate da ampie accuse di brogli. Nel giugno 2010 il
presidente Karzai si fatto promotore di una terza Jirga con l'intento di aprire negoziati di pace con i
Talebani, che hanno tuttavia disertato l'incontro, minandone anzi lo svolgimento con nuovi atti di violenza.
Colloqui diretti tra gli Stati Uniti e i Talebani per trovare una soluzione politica alla guerra sono stati
intrapresi dopo l'uccisione di Osama Bin Laden, avvenuta il 1 maggio 2011 nel corso di un'operazione in
cui le forze militari statunitensi ne hanno individuato il rifugio nei pressi di Islmabd.

Al primo turno delle elezioni presidenziali tenutosi nell'aprile 2014 si sono imposti due ex ministri del
presidente uscente Karzai: l'ex ministro degli Esteri A. Abdullah, avversario di Karzai alle presidenziali del
2009, che ha ottenuto il 44,9% dei voti contro il 31,5% dei consensi aggiudicatosi dal suo principale
sfidante, l'ex ministro delle Finanze ed ex funzionario della Banca Mondiale A. Ghani. Pesanti accuse di
brogli in merito allo scrutinio dei voti del secondo turno delle consultazioni hanno reso necessario un
riconteggio delle schede, l'esito del quale ha assegnato la vittoria a Ghani, che nel settembre subentrato a
Karzai nella carica presidenziale.
TALEBANI

Talebani (o Taliban) Gruppo di fondamentalisti islamici formatisi nelle scuole coraniche afghane e pakistane
(dal pasht lib studente), impegnato nella guerriglia antisovietica in Afghanistan. Tra il 1995 e il 1996
emersero come vincitori della guerra civile afgana successiva al ritiro dellURSS. Conquistato il potere,
imposero un regime teocratico basato sulla rigida applicazione della legge coranica. Rovesciati
dallintervento NATO del 2001 per i loro legami con al-Qida e con il terrorismo di matrice islamica, hanno
continuato a svolgere attivit terroristica e di guerriglia contro le truppe della coalizione internazionale
schierata in Afghanistan e quelle governative, estendendosi anche nelle regioni settentrionali del Pakistan.
Il bilancio al 2011 degli scontri tra forze di coalizione occidentali (missione Isaf International Security
Assistance Force guidata dagli Stati Uniti, truppe regolari e milizie paramilitari locali) e i guerriglieri afgani
(i talebani della Shura di Quetta del Mullah Omar, i miliziani della Rete Haqqani di S. Haqqani e i
combattenti del Hezb-i-Islami di G. Hekmatyar) di oltre cinquantamila morti, di cui circa quattordicimila
civili. Anche in virt di questi numeri, la lunga guerra afgana ha diviso lopinione pubblica internazionale.
Accanto a chi non ha mai creduto alle motivazioni fornite dagli Stati Uniti per invadere il paese (non lotta al
terrorismo internazionale e caccia a O. Bin Laden, ma controllo di una zona strategicamente importante),
sono sempre di pi i cittadini e gli osservatori internazionali preoccupati dalla stagnazione del conflitto.
Negli anni i t. hanno ciclicamente perso e riguadagnato terreno, tuttavia ormai chiaro che il controllo del
paese lungi dallessere in mano occidentale. Interpellata da un sondaggio della CBS News, circa la met
della popolazione statunitense (in larga parte favorevole al conflitto al tempo di Bush) ha dichiarato di
considerare perso il conflitto afgano ed favorevole a un ritiro delle truppe. Del resto questo lumore
prevalente a livello internazionale, tanto che il vertice Nato di Lisbona (2010) ha sancito il graduale rientro
del contingente entro il 2014 e il passaggio di consegne al governo afgano; previsto tuttavia il
mantenimento di uomini e basi per addestrare e supportare le forze armate locali.
STORIA DELLINDIA
Le pi antiche testimonianze note di vita umana in India sono rifugi dell'et della pietra dipinti a Bhimbetka,
nel Madhya Pradesh. I primi insediamenti permanenti conosciuti apparvero oltre 9000 anni fa e si
svilupparono gradualmente nella Civilt della valle dell'Indo, che risale al 3300 a.C. Segu il periodo vedico,
che gett le fondamenta dell'induismo e di altri aspetti culturali che caratterizzarono gli albori della societ
indiana, e si concluse intorno al 500 a.C. A partire dal 550 a.C. si svilupparono nuove forme di aggregazione
e, sorsero in buona parte del paese un discreto numero di regni e repubbliche indipendenti note con il
nome di Mahajanapadas. La pi importante di queste, che sar egemone nelle vaste regioni orientali, sar il
regno del Magadha.

Nel terzo secolo a.C. la maggior parte dell'Asia meridionale venne unita sotto la guida dell'Impero Maurya
del sovrano Chandragupta Maurya. Questo vastissimo impero, il primo ad unificare quasi l'intero
subcontinente indiano, fior sotto l'imperatore Aoka, una delle figure preminenti della storia antica
dell'India. L'impresa di unificare un territorio cos vasto sar emulata solo parecchi secoli dopo la caduta
dell'Impero Maurya da un altro grande impero: l'Impero Gupta nel terzo secolo d.C., in un periodo definito
come "l'et d'oro dell'India antica". In quei secoli vi furono continui contatti commerciali con l'Impero
Romano. Con la caduta dell'Impero Gupta sorsero nuovi regni, soprattutto a meridione dove presero forma
nuovi imperi, tra cui i principali furono quello delle dinastie Chalukya, Rashtrakuta, Hoysala, Pallava,
Pandya, e Chola. Nell'epoca dei grandi imperi dell'antichit, la scienza, l'ingegneria, l'arte, la letteratura,
l'astronomia e la filosofia fioriranno sotto il patrocinio dei vari re ed imperatori.

In seguito alle invasioni provenienti dall'Asia centrale tra il X e il XII secolo, gran parte del nord India pass
sotto il dominio del Sultanato di Delhi prima, e del pi vasto Impero Moghul poi. Sotto il regno di Akbar il
Grande l'India conobbe un periodo di armonia religiosa, e di fervore culturale ed economico. Gli imperatori
Moghul estesero gradualmente i loro regni fino a coprire gran parte del subcontinente. Tuttavia diversi
regni indigeni, come ad esempio l'Impero di Vijayanagara hind resistettero in particolare nel sud, oltre al
Regno Ahom nel nord-est. Tra il XVII e il XVIII secolo, la supremazia dei Moghul diminu e l'Impero Maratha
divenne la potenza dominante. Dal XVI secolo diversi paesi europei, tra cui Portogallo, Paesi Bassi, Francia e
Regno Unito, iniziarono ad arrivare inizialmente come commercianti, ma approfittando poi delle spaccature
fra i vari regni, si andarono imponendo con le loro colonie. Nel 1856 la maggior parte dell'India era sotto il
controllo della Compagnia Inglese delle Indie Orientali. Un anno pi tardi un'insurrezione a livello nazionale
chiamata Prima guerra di indipendenza indiana mise in serio pericolo il dominio della societ britannica, ma
alla fine la rivolta venne sedata. Come conseguenza, l'India pass interamente sotto il governo diretto della
Corona britannica come colonia dell'Impero Britannico.

Nella prima met del XX secolo fu lanciata una lotta per l'indipendenza a livello nazionale dal Congresso
Nazionale Indiano e da altre organizzazioni politiche. Negli anni venti e trenta con il movimento guidato dal
Mahatma Gandhi, milioni di persone furono impegnate in una campagna di disobbedienza civile di massa. Il
15 agosto 1947 l'India ottenne l'indipendenza dalla Gran Bretagna, ma venne divisa in due governi
indipendenti tra il Dominion dell'India e il Dominion del Pakistan in conformit alla volont della Lega
musulmana. Tre anni pi tardi, il 26 gennaio 1950, l'India divenne una repubblica ed entr in vigore una
nuova costituzione.

Dopo l'indipendenza furono portate avanti lotte di religione e fra le caste e insurrezioni in varie parti del
paese, ma che si fu in grado di arginare attraverso la tolleranza e le riforme costituzionali.
Il terrorismo in India costituisce un importante problema di sicurezza, in particolare nel Jammu e Kashmir,
nel nord-est dell'India e negli ultimi anni anche nelle grandi citt come Delhi e Mumbai. L'attacco del 2001
al Parlamento indiano rimane l'attentato pi grave.
L'India ha sospeso le controversie territoriali con la Cina, che nel 1962 port alla guerra sino-indiana, e con
il Pakistan, che port a delle guerre nel 1947, 1965, 1971 e 1999.
L'India un membro fondatore del Movimento dei Non-Allineati e delle Nazioni Unite (all'epoca come
facente parte dell'India britannica).
Nel 1974 l'India ha condotto un test nucleare sotterraneo a cui hanno fatto seguito altri cinque test nel
1998, rendendo l'India una potenza dotata di bomba atomica. A partire dal 1991 importanti riforme
economiche hanno trasformato l'India in uno dei paesi con tassi di crescita economica fra i pi alti del
mondo, che hanno contribuito, tanto a livello regionale che globale, ad aumentare il peso specifico.

GANDHI
VITA

Gandhi, Mohandas Karamchand . - Leader del movimento per la libert e l'indipendenza dell'India (1869 -
1948) detto Mahtm (sanscr. "grande anima"), comp a Londra, dal 1888, gli stud giuridici conseguendo la
laurea. Trasferitosi in Sudafrica (1893) per svolgervi la professione di avvocato, si dedic alla causa indiana
attorno al 1893, per la profonda impressione ricevuta dalle condizioni sociali ed economiche dei suoi
connazionali ivi residenti. Il suo apostolato, che in un primo tempo tenne un atteggiamento conciliante
verso l'Inghilterra nella speranza di ottenerne pacifiche concessioni, si concret nella teoria del satygraha,
interpretato di solito come "resistenza passiva" (significa piuttosto "insistenza per la verit"), e sfociante in
pratica nella disobbedienza civile. Esso era integrato e limitato dall'altro principio, di schietta origine
indiana e buddista, dell'ahim o non-violenza.

ATTIVIT POLITICA

Ritornato in India nel 1915, G. divenne il capo politico e morale del movimento d'indipendenza, che pass
all'azione pi decisa nel primo dopoguerra (primo moto di disobbedienza civile, 1921). Dopo un primo
arresto e condanna, fu graziato nel 1924 e nel 1929 riprese la sua azione con l'esplicito intento del
raggiungimento della completa indipendenza politica del suo paese. Arrestato di nuovo pi volte, riusc
spesso a imporre la sua volont all'Inghilterra per l'immenso prestigio morale di cui godeva, e sotto la
minaccia di suicidio per prolungati volontar digiuni. Dopo il 1934 la sua attivit principale fu rivolta al
problema degli "intoccabili" e alla ricostruzione rurale. Nella seconda guerra mondiale, mantenne
fermissima l'esigenza dell'indipendenza, pur senza entrare in collusione con le potenze dell'Asse, come
fecero invece altri esponenti estremi del nazionalismo indiano (Chandra Bose). Nuovamente arrestato, fu
tenuto per due anni in carcere (1942-44), e alla liberazione ebbe gran parte nelle trattative (1945-47) che
condussero alla proclamazione dell'indipendenza dell'India. La scissione del Pakistan, che la accompagn, fu
contraria agli ideali unitar di Gandhi, che la sub perch resa necessaria dalle rivalit etniche e religiose,
riesplose nel 1947 con sanguinosi eccessi da ambo le parti. Mentre il suo discepolo Nehru, succedutogli sin
dal 1942 come capo del Congresso, assumeva il governo dell'India indipendente, Gandhi svolgeva opera di
pacificazione, e cadeva poco dopo (30 genn. 1948) vittima dell'attentato di un fanatico ind.