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CORSO
DELL’ AVVOCATO

GAETANO MARRE
PROFESSORE DI DIRITTO COMMERCIALE NELLA R.

UNIVERSITÀ DI GENOVA

SECONDA EDIZIONE FIORENTINA

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FIRENZE
PRESSO FRATICELLI E C.

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AVVISO

li Corso di Diritto Commerciale che presento al Pubblico, c quello stesso che

ho dettato ai miei scolari in questa R. Università, ma riordinato e ampliato.

Dalla lingua latina, in cui dai R. Regolamenti mi era prescritto di scriverlo,

ho creduto opportuno di trasportarlo in lingua italiana per maggior comodo


dei giovani destinati al commercio, cui la lingua latina suol essere meno

familiare che agli studenti di legge. In questo Corso, mi sono studiato di


esporre con tutta la possibile chiarezza le disposizioni del Codice di Commercio,

in rigore tra noi, <f indagarne lo spirito, e di additarne lo scopo; e siccome

le leggi che riguardano particolarmente i Negozianti, sono leggi speciali,


leggi di supplemento, o di eccezione, che si riferiscono alle regole generali

di diritto comune e le confermano in ciò che non è da esse eccettuato; cori ho


creduto dover mio di premettere le disposizioni fondamentali di diritto civile

ogni volta che potevano servire di spiegazione alle disposizioni <T eccezione

del diritto commerciale. Ho letto le opere degli autori più rinomati che hanno

trattato delle materie che formano t oggetto di questo Corso, ne ho scelto le

utili osservazioni, e le ho distribuite in succinto ove cadevano in acconcio; si

può dire perciò che nell'opera mia è passata la sostanza di molte opere, e

se non posso darmi vanto di aver aggiunto cose nuove, posso almeno lusingarmi
di aver acquistato alcun titolo alla gratitudine della gioventù desiderosa
d’ intraprendere lo studio della legislazione commerciale, risparmiandole la
fatica di svolgere grossi volumi, che metterebbero a troppo dura prova la

sua costanza.

GAETANO MARRÈ.

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©EMI© r

1. Fu sempre costume in ogni disciplina, di prima indagar l’origine, e il pro-


gresso di ciò che ne forma l' oggetto, per poter meglio poi conoscerne le cagioni, e
trattandosi di leggi sempre si suole rimontare alle più antiche perchè le più recenti da
quelle ricevono per lo piu spiegazione e chiarezza. Per la qual cosa ho giudicato op-
portuno di premettere alle mie lezioni di Giurisprudenza Mercantile un prospetto
dei progressi del Commercio e della Navigazione, e di accennare i fonti da cui le
odierne leggi mercantili sono derivate.
2. La natura facendo agli uomini de’ suoi doni una inuguale distribuzione, parca
che avesse alle diverse loro società stabiliti confini insuperabili : i fiumi e i mari.
Ma Dio tanta diede acutezza e forza all’ ingegno umano che la natura stessa presso-
ché in poter suo seppe ridurre. La navigazione e il commercio ogni adito apersero
alla cupidigia degli uomini più non vi furono terre inaccessibili, e tutte le genti si
:

collegarono e strinsero fra di loro per mezzo di vicendevoli comunicazioni.


3. Ne’ primi tempi, ne’ quali il genere umano era ancora, per così dir, nell’infan-
zia, in quella che i poeti dipoi chiamarono età dell'oro, quando ogni cosa era co-
mune, e ciascuno pascevasi del miele che le quercie stillavano, e del latte che trae-
vasi dalle poppe che offrivano spontanee le mansuete pecorelle, non v’ era nè biso-
gno, nè idea di commercio (1), e non possiamo desumerne l’origine che dal tempo,
in cui fu introdotto e stabilito il diritto di proprietà, il commercio ha dovuto consi-
stere a principio nella semplice permutazione, e l’ occhio solo era giudice del valor
delle cose, considerata la loro specie, e la lor quantità. Si squarciarono le viscere
della terra, e vi si scoprirono i metani, s’ inventò la stadera, e il valor delle eose fu
determinato dal peso e dalla misura (2).
*- Crescendo a dismisura il genere umano, le permutazioni che dapprima si face-
vano soltanto fra i sodi della medesima comunità, gradatamente si estesero alle tri-
bù vicine, e poi anche a lontane genti. Dopo l'invenzione delle monete d’oro, d’ar-
gento, o di rame, subentrò in luogo della permutazione la compra e vendita (3),

(0 „ Nondum caeruleas pinus contempserat undas,


„ Effusili» venlis pniebueratque sinura.
„ Nec vagus ignotìs repeleas compendia terne
„ Presserai externa «avita merce ratei». ,

„ Ipsne niella dabaat qaercns, ntroque t e re ut U


„ Obvi.i secaris uberi lictis ovea.
TibuU. lib. i. Eleg. 1.
(i) Vepgasi Goguet Orig. drs lois, des arls «c. voi. » part. a livr.
\ c/iap. t.
LO » Origo emendi, vemlendique a permuUiiouibuj eoepit Olita eaim non ita

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6 ‘PROEMIO ,

L’oro e l’argento, per convenzione de' popoli, lu ridotto in pezzetti informi, su cui
fu impressa l' immagine o di una loro divinità, o quella del loro principe, o alcun
emblema delle imprese delle loro città, o altra cifra, e impronta, che ne indicasse il
peso e il valore, e a questi pezzetti di oro o d' argento fu dato il nome di denaro.
Con questo mezzo, le società o popolazioni si procuravano una dall’altra ciò che
mancava ai loro bisogni, al loro comodo, al loro piacere. 11 denaro divenne la merce
universale, e universalmente si dava in cambio d’ogni altra merce.
5. L’invenzione della moneta è antichissima. Altri dicono che primi a batter mo-
neta furono gli Assirii, altri i Lidii (1). Diodoro narra, che i falsi monctarii si puni-
vano in Egitto col taglio d’ ambe le mani. Abramo pagò quattrocento sicli per ave-,
re il campo, ov’era la spelonca che aveva a se destinata e alla sua famiglia per
tomba, e altri simili esempii ci sono somministrati dalla sacra Genesi, ma se quel-
l’oro c quell’ argento di cui fa menzione, portasse impronta di moneta, è incerto.
6. Il commercio terrestre ha certamente preceduto il marittimo, e non v’ è chi ne
dubiti, ma chi può annoverare gli oslaculi frapposti alle reciproche comunicazioni
fra gli abitatori di contrade rimote? Quanti vani tentativi hanno dovuto esser fatti, e
quante fatiche hanno dovuto costare prima di vincerli! Come impararono gli uomini
a domar gli animali, e a far si che docili sottomettessero il denso ai gravi pesi delle
merci, per poi quà e là trasportarli a beneplacito del condottiero ? Come seppe a se
aprire la strada e ai cavalli e ai cameli, per le valli dirupate e i gioghi scoscesi del-
lemontagne? Come erger ponti sui fiumi, e costruir carri, e altri arnesi a lungo viag-
gio opportuni ? Come osò avventurarsi per inospiti deserti ? Ma se ci fa maraviglia
sigrande il progresso del commercio terrestre, quale non dovrà farcene il commercio
marittimo? Dall’ aver veduto le legna galleggiar sull' acque d'un fiume, venne la
prima idea della navigazione.
7. L’ardente cacciatore, che inseguiva la belva fuggiasca, mal soffrendo che il fiume
gl’impedisse di raggiungerla nell' altra sponda ove nuotando avea trovato lo scampo^
incavalo il tronco di un’ albero, e a quello avventuratosi, tragittò il fiume e diede la
prima idea della navigazione (2). Fatta sui fiumi la prova, ebbero gli uomini ardi-
mento di esporsi al mare, e dapprima un angusto informe veicolo si fabbricarono^
poi, dalla esperienza addottrinati, meglio per gradi impararono a costruirlo, e sempre
più fur solleciti di condurlo a perfezione (3).
8. Allorché si considera quanto grande sia la distanza che passa fra la prima pic-
cola navicella, su cui un sol uomo all’opposta spondadi un fiume fu trasportato, alla
torreggiarne nave che valicando sicura l’ immenso oceano, reca a lidi rimotissimi
uomini, e merci, armi ed armati, e siva indagando come, coll' ajuto della esperienza
e del tempo, l’ umano ingegno abbia potuto giungere a tanto, la mente attonita si
smarrisce e vien meno.
9. 1 Fenicj ebboro primi il vanto di scorrere i mari: Mosè, Omero, Virgilio fan-
no menzione della potenza e delle ricchezze da Sidone acquistate per mez-
zo della navigazione. Le navi di Sidone e di Tiro essendo trascorse al di

„ erat numrous, neque aliud merx, alimi piactium vocabatur; sed tmusquisque secun-
„ dam necessitatela temporum ac rerum, utilibus inutili» permulabanl: quqniam ple-
„ rumque evenit, ut quod alteri superest, alteri desit. Sed quia non facile, ncc semper

„ concurrebat, ut cum tu haberes quod ego desiderarera, invicem ego liaberem quou tu
„ acciperc velles: electa materia est cujus puhlica ac perpetua estimatio difficultatibus
„ perni utatiunum, aequalitate quanlitatis subvetiirct, eaque materia forma publica per-
„ cussa, usum dominiumque non tam ex substantia praebat, quam ex quantitate: nec
„ ultra merx utruraque est, sed alterum praetium vocatur. n L. \Jf. de contrah. empi.
(i) Erodoto.
(a) Tunc alnos primom fiovii sensere cavata».
Virg. Georg.
(3) Navigia atque agri culluras, moenia, leges,
Usus et impiglile simul experentia mentis
Faullalim docuit pedetentim progredientes.
Iaerei de Iter. Nat. lib. S,
.

.gle
PROEMIO 7
là dello stretto di fiibilterra, occuparono i lidi occidentali della Spagna e dell’ Affri-
ca, e gli stessi Feniq, nel medesimo tempo, fattisi dominatori del Golfo Arabico, dalle
feracissime regioni dell'India, e dalle orientali spiaggie dell’ Affrica, trasportavano,
senza che alcuno vi ostasse, quanto trovavano di più prezioso.
Gli Ebrei che rimiravano con guardocupido le ricchezzesomministrate alla vi-
cina Tiro dall’ India, vinti, sotto il prospero regno di Salomone, gl’ Idumei, fatta al-
leanza con lram re di Tiro, allestirono una flotta, di cui affidarono il governo ai Fe-
nicj, e dal mar rosso pervennero fino a Tarsi ed Ofir, ma la natia loro indole, la lo-
ro religione, e i disastri cui fu soggetto il regno d’israelle, li distolsero dal commercio
e dalla navigazione cui erano dai loro re frequentemente incitati.
10. La fertilità del suolo, la dolcezza del clima, e l’abbondanza delle vettovaglie
arrestò la cupidigia degli Egiziani. Concorse ad allontanarli dalla navigazione il loro
superstizioso abbonimento del mare, che riguardavano come simbolo di Tifone, im-
placabil nemico di Osiride. Sesostri, quel celebre re d’Egitto che con una flotta di
quattrocento navi aveva occupato le spiaggie del mare Indiano, e intrapreso un ca-
nale per cui dal mar rosso le navi potessero condursi al Nilo, si adoperò con ogni
mezzo onde svellere dagli animi degli Egiziani le false opinioni, ed eccitarli ad imi-
tare i Fenicii rivolgendosi al commercio e alla navigazione, ma le dovizie che il
proprio paese loro offeriva, scemarono in loro l’ avidità di procacciarsene maggiori
altrove.
11. Lo spirito commerciale dei Fenicii si trasfuse in lutto il suo pieno vigore nei
Cartaginesi loro discendenti: questi lasciando ai Fenicii l'esclusivo dominio del mar
rosso, e il libero possedimento del commercio orientale, rivolsero le prore all'occi-
dente e al settentrione, e dalle colonne d’Èrcole, per lo stretto di Gibilterra, che
.primi i Fenicii varcarono, oltrepassati di gran lunga i confini che i Tirii padri avean
tocchi, non i lidi lutti della Spagna soltanto, ma quelli ancor delle Gallie visitarono,
e penetrarono nella Britannia.
12. Rare volte le navi de’ Greci si videro veleggiare oltre il giro del mare Medi-
terraneo. Gli Ateniesi, ne’primi lor tempi, avevano disprezzata la mercatura e la
navigazione, ma poi conoscendo la necessità di una flotta, con ogni sforzo mirarono
all’impero del mare, non tanto per proteggere ed accrescere il trasporto delle mer-
canzie, quanto per dominare il continente.
13. Floro chiama Corinto, il decoro della Grecia; Corinto capo dell'Istmo cui die-
•de il nome, posta fra due mari, l’ Ionio e l’ Egeo, quasi a spettacolo, con due porti,

uno de' quali all'Asia guardava, c l’altro all’Italia, era l’emporio più splendido, e il

luogo più d’ ogni altro opportuno per formar centro di comunicazione mercantile
fra le più rimote opposte genti ; ma i Corintii non ebber mai vanto di navigatori.
14. Per lo contrario le lodi dei Rodii risuonarono per tutto il mondo. Rodi, al dir
di Strabone, superava un tempo tutte le altre città nella magnificenza del porto,
nelle strade, nelle mura, e ne' pubblici, e privati edifizii. Le savie sue leggi, e la sua
perizia nell’ arte di navigare la resero, e per molti anni la conservarono arbitra del
mare che purgò dai pirati.
15. Nulladimeno tanto l’arte nautica di que’ tempi era lungi da quella de’ giorni
nostri, quanto la più antica navicella da una grossa nave da guerra d' oggidì. Nella
stale soltanto, gli antichi si arrischiavano a far vela, benché sotto il cielo più mite,
cioè in quel solo intervallo che passa fra'I mese che i Greci chiamavano munichion,

e il boedronUon che corrispondono


ai nostri mesi di Marzo e d’Oltobre. Per sei me-
si, lenavi stavano oziose in porto, e quando ne uscivano, andavano sempre radendo
la spiaggia perigliosa, nimium premendo lilltu iniquum c dovendo costeggiar terre
,

sinuose, non giungevano al loro destino che dopo interminabili ravvolgimenti. Era
nota agli antichi la forza magnetica attrattiva, non la direttiva, o convertiva, e Pli-
nio, Lucrezio, Claudiano esaltano bensì le prerogative della calamita, ma non si
trova cenno della sua virtù d'indicare il polo (1). La navigazione antica priva della

(*) ,t Quid lapidò; rigore pigri ui? Ecce sensus, mainisene triboli «Hi (natura). Quid
H ferri duritia pugnacius ? Scd cedit, et patitur mores; trahilurnaraquea magnete tipi-
8 PROEMIO
guida magnetica, prenderà norma dagli astri (l),c se questi erano coperti dalie nu-
vole, gettava V ancora in qualche sono aspettando che ricomparissero.
16. Ritardava pure i progressi della navigazione la troppa imperfetta geografica
cognizione del nostro globo, ma grandemente l’ ampliò fra i Greci Alessandro colle
sue spedizioni nell’Oriente, e additò nuove terre al commercio esploratore. Avendo
distrutto Tiro, e soggiogato l'Egitto, fabbricò all’ imboccatura del Nilo una città che
decorò del suo nome. Alessandria stando da un lato sul Mediterraneo, ed essendo
vicina al golfo Arabico, dall’altro dettava leggi al commercio dell'Oriente e dell’Oc-
cidente, e tenne fra tutte le città mercantili del mondo il primo posto finché pel
capo di Buona Speranza non fu aperto ai naviganti un nuovo sentiero.
17. L’indole de’ Romani, la loro educazione militare, e lo spirito delle loro leggi
tendente a fame un popolo di guerrieri, li ritraeva dalle mercantili intraprese, e
non cercarono la gloria sul mare che per rintuzzare l’orgoglio dell’ emula Cartagi-
ne, ed abbatterne la possanza, valendosi di quelle medesime discipline che l’avcano
resa superba e formidabile. Rovesciata Cartagine dai fondamenti, espugnala la Gre-
cia e l’Egitto, indegno riputarono di un cittadino Romano l’arricchirsi col traffico.
Allo sparir della libertà, sparirono pure a poco a poco l’arroganza e i severi costu-
mi con lei, ma il commercio e la navigazione non furono a Roma in gran pregio
mai. Roma era l’emporio di tutte le cose che potevano somministrar le provincie;
la navigazione non essendo nè dalla rivalità delle vicine genti inceppata, nè dalle
ostili depredazioni interrotta, nè da iniquo proibizioni limitata, ma libera, e a tutti
concessa, era aperto alle merci d’ogni specie ogni varco antico, e Roma capitale del
mondo, e sede dell'Impero, gratuitamente godevasi il frutto dell’ industria del gene-
re umano.
18. Appena Roma in preda si diede al lusso, c i Romani incominciarono ad as-
saporar le delizie dell’Oriente, il commercio coll'India per mezzo dell’Egitto acqui-
stò maggior forza e moto, ed essendo piò frequente il tragitto alle spiaggie Indiane,
i navigatori vennero in cognizione di certi venti, che nel mar che divide l’Affrica
dall’India, spirano egualmente costanti, per sei mesi da oriente, e per gli altri sei
da occidente. Un certo Ippalo, piloto di nave Egizia che avea notato il periodo di
que’ venti, fu il primo che ai naviganti additasse per l'alto mare la via (2) e appro-
dò al porto di Musiride. 1 Romani però poc’ oltre spinsero i progressi della naviga-

„ de, domilrixque illa rerum omnium materia ad inane nescio quid currit, atque ut pro-

„ pius venit, leneturque et complexu haeret Plin. Hist. Nat. lib. 36. cap. j6.
assisti!,

„ Annulus ipse sequatur, eatque ita corpore loto.


» ***.**’. .***
„ Quod facit, et sequitur donec pervenit ad ipsum

„ Jam lapiderò, caecisque in eo compagibus haesil etc.


Lucret. de Rer. Nat. lib. 6 in fin.
„ Lapis est cognomine magnes
„ Decolor, obscurus, vilis: non ille repexam
„ Caesariem Regum, nec candida virginis ornai
„ Colla, nec insigni splendei per cingula murili;
„ Sed nova si nigri videas miracula sivi,
„ Tunc pulchros stiperei cultus, et quidquid Eois
„ Indi litoribus rubra scrutantur in alga etc.
Claudian. Epigr. de Magnete.
() Clavumque aifixus, et haercns
„ Nusquam amittebat, oculosque sub astra tenebat.
/ Virg. JEneid. lib. 3 veri. 85a.
„ Ducunt instabiles sidera certa rates.
Tibull. lib. i eleg. 9 veri. io.
(») „ Primus Hyppalus gubernator animadverso emporiorum sita, ac maris figura,
„ invenit navigationem per altum mare eo tempore quo spirant ex Oceano apad nos
„ Etesiae, in indico vero mari Libonotus. „ Arian. in ptrip. mar. Eryt.

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PROEMIO 9

zione; il navigatore toccò appena quella parte dell’ Indie che chiamasi ora Jìltoral
Ma labariro, c il viaggiatore non oltrepassò le rive del Gange.
19. La troppo e inesatta cognizione che aveano i Greci e i Romani del
ristretta,
globo abitabile per poter dilatare i confini del commercio e della navigazione, fu
molto ingrandita e perfezionata dall'ingegno sagace del filosofo Tolomeo: ma gii
turbato il cielo, con aspetto minaccioso annunziava l’orrenda tempesta che al colos-
so dell’ Impero Romano sovrastava per abbatterlo ed atterrarlo già le provincie :

pressoché tutte erano da civili discordie lacerate, quando una fatale ambizione, e
non so qual cieca smania incitò Costantino a dare altra sede aU'Impero. Questo av-
venimento, nulla di memorabile arrecò al commercio, se non che Costantinopoli
per la favorevole sua posizione, e per l'incoraggiamento che le davano gl'imperatori
di Oriente, sali al rango delle citta mercantili di prima classe.
20. Finalmente suonò l’ultim’ora dell’Impero Romano: innumerevoli torme di
barbari fecer alto ai confini, e traboccarono poi qual torrente traendo seco stragi e
rovine. In questo orribile sconvolgimento affogarono, per cosi dire, le arti, le scienze
e le scoperte de’ Romani interamente, e fu ridotta l'Europa a una seconda infanzia.
21. Mente’ era in si gran combustione l’Europa, rimase Costantinopoli sola ille-
sa, e impedi che il commercio colle rimote nazioni cessasse. Le dovizie dell’ Indie
Orientali furono trasportate a Costantinopoli, sebbene per tortuoso ed arduo sentie-
ro, atteso che gli Arabi chiudeano il varco d' Alessandria.
22. Incominciò frattanto l’ Europa a risorgere prime furono le città d’Italia, con
:

magnanimo esempio, a ricuperare la libertà, e si fecero padrone del mare. Fu rista-


bilito il commercio colle genti straniere; Costantinopoli era l’emporio degl’italiani,
i quali, per amor del guadagno, dissimulando le ingiurie degl’ infedeli, approdarono

di nuovo in Alessandria, e per facile e dritta via le merci Indiane a Costantinopoli


tragittarono. Da questa sorgente derivarono le ricchezze, per cui con maestosi tem-
pli e palagi la fronte umile un tempo, sovr’ il mare elevarono Venezia, Genova e
Pisa, e fu allora forse che Genova nostra ottenne, a suo vanto, il titolo di superba,
23. Era pur tuttavia timida e incerta la navigazione, e il piloto, senz’altra norma
ed aiuto che l’ inspezione della maggiore e minore orsa, quando le tenebre quelle
medesime stelle allo sguardo involavano, era costretto a vagar palpitando, a rischio
di smarrirsi, e d’ incappare negli scogli, e nelle sirti, finché la bussola, maestra, e
fedcl guida, non venne, come chi mostra a dito, ad accennare ai nocchieri il polo
artico. Questa maravigliosa scoperta, di cui è dovuto l’onore a Flavio Gioia d’Amal-
fi (1), rese ai naviganti soggetto il mare in tutta la sua immensità, e colla scorta

dell’ ago magnetico, di giorno, di notte, al chiaro sole, o al ciel nuvoloso, osarono
invadere e tentare gli sterminati campi dell’Oceano, e a strade affatto ignote affi-
darsi (2).
24. l.’ago magnetico schiuse l’adito a oppi parte del globo terrestre e mostrò l’A-
_
sia e l’Affrica intera, delle quali pochi lidi appena si conoscevano, e l’America, di
cui perfin l’ esistenza era grave soggetto di controversia. I Portoghesi per mari da-
gli antichi non valicati mai, verso Oriente, a lontanissime spiaggie approdarono, e
si copersero di gloria. Verso Occidente, fra tutti il primo, il Ligure Colombo, con

(i) V. Flaminius Venanson, de F invention de la Boussole Ifauligue, Ifaples 1 8o8.Ve-


nauson ha rivendicato in favore degl’italiani la gloria di questa scoperta che Azuni
con una sua dissertazione {sur F origine de la Bussole volle attribuire ai Francesi,
)
(a) Erra chi dice
Che natura ponesse all’ uom confine
Di vaste acque marine,
Se gli diè mente onde lor freno imporre,
E dall’alta pendice
*
Insegnogji a guidare
l gran tronchi sul mare.
Parini.
2

Digitizc
10 PROEMIO
ardimento che farà Io stupore di tutti i secoli, si affidò intrepido con poche navi al
mare in cerca di nuove terre, c scoperse le isole poste nel Golfo Americano, Cuba e
Spani ola. Spalancate una volta le porte d'America, fu facile discoprirla interamen-
te. Questa nuova parte del mondo forni materia, onde l’ Europa, l'Asia c l’ Affrica,
per mezzo del commercio con vicendevoli comunicazioni, fra di loro strettamente si
eollegassero, ma l’Europa fu moderatrice ed arbitra del commercio dell’Asia, del-
l’Affrica e dell’America, e l’Inghilterra, la Francia e l’Olanda regolarono il com-
mercio d’Europa. A questi cenni sull'origine e i progressi del commercio e della
navigazione, alcuni ne aggiungerò per indicar le sorgenti, onde scaturì la giurispru-
denza mercantile.
25. Non v’ ha dubbio che le antiche nazioni date al commercio e alla navigazio-
ne abbiano avuto leggi particolari tendenti a rassicurare e ad accrescere la naviga-
zione e il commercio, e molte vcrisimilmente ne pubblicarono i Fenicii e i Cartagi-
nesi, ma non v’ha storico che ne parli. Non possiam dunque additare come prima
sorgente della marittima giurisprudenza che le leggi Rodie, siano elleno state pro-
mulgate quando Giosafatte regnava in Giudea, scttant’anni dopo Salomone, come
v’è chi pretende, o in altro tempo. I Romani le conobbero forse quando questi te-
muti isolani staccatisi dalla lega di Filippo re di Macedonia e di Mitridate, si col-
legarono con loro che si preparavano alla conquista dell'Oriente. Le leggi maritti-
me dei Rodii furono a Roma ricevute: benché non incise come le leggi greche,
sulle dodici tavole, benché non proposte nell’ albo del pretore, e benché i Giudici
non fossero astretti a conformarvi le loro sentenze pure tanto furono venerate, che
;

serbando il loro nome originario, i Giureconsulti nelle loro risposte aveano per nor-
ma la legge Rodia de jactu. Sono esaltate da Strabene e da Cicerone (1), e ne par-
lano i Giureconsulti Servio, Labeone, Ofilio, Alfeno, Varrone, e Sabino, ma fu Au-
gusto il primo che diede loro la sanzione romana.
26. Augusto volle che le leggi Rodie fossero osservate come la legge Giulia pro-
mulgata da lui (2); c l’Imperatore Antonino, essendo stata a lui sottoposta una con-
troversia, rispose che doveva essere decisa secondo la legge Rodia, sola regolatrice
delle controversie marittime, ogni volta che non si trovava in opposizione colle leg-
gi romane, perchè così Augusto avea stabilito prima di lui.
27. La legge 9 del digesto ad legem Rhndiam de jactu ha dato luogo a dispute
senza fine per decidere se Augusto sanzionò le leggi Rodie unicamente in quella
parte che riguarda il getto in mare delle mercanzie nell’ imminente pericolo di
naufragio, o anche in ciò che riguarda gli altri marittimi accidenti, qualora non
siano contrarie alle leggi Romane, e se le leggi nautiche di Giustiniano oltre le re-
gistrate sotto il titolo della legge Rodia de jactu, siano tutte ricavate dalle antiche
leggi Rodie ma noi lascicrcm queste dispute agli eruditi.
;

28. E’ insorto pur non leggiero conflitto fra i più gravi moderni Giureconsulti
sulla raccolta di leggi marittime che porta il titolo di Leggi Rodie, pubblicata la
prima volta colle stampe in Basilea, nell’anno 1561 da Simone Scardio. Furono
queste lungamente considerate anche da uomini di gran fama, come le prime leggi
marittime, forse ingannati da un nome tanto rispettato dall' antichità, ma oggidì si
riguardano come a|N)crife, c si credono opera di alcuni Greci, i quali immaginaro-
no di chiamarle Leggi Rodie per accreditarle.
29. L’ instituzione commerciale più antica in Roma fu la creazione dei Prefetti
dell' Annona, cui diede occasione la provvista de’ grani che si traevano a principio

(i) „ Adrairanda vero etiam est [parlando di Rodi), praeclara legum constltutio, et

„ òbscrvatio, diligeusque cura lum reliquarum rcipoblicae p irlitim, tura maxime re-
„ rum navalium, qua factum ut multo tempore mari dominala sii, ac piaedones ex eo
„ amoverit „ Strab. lib. 14.

„ Rliodiorum usque ad noslram memoriam disciplina navalis et gloria remansit. „


Cic. prò. leg. Manli.
[>) L. 9 .ff. ad leg. Rhodiam de jactu.
s

PROEMIO II
dopo le guerre puniche, poi dall’E-
dalla Sicilia e dalla Sardegna, indi dall’ Affrica
gitto sotto primi Imperatori, e finalmente da Marsiglia, e dalle Gallie nel decadi-
i

mento dell'Impero, e soltanto nell’anno 259 di Roma fu stabilito il collegio de'mer-


canti ove si radunavano presso il tempio di Mercurio, e chiamavasi collegio de’Mer-
curiali, forse perchè i Romani riguardavano quel Dio come il protettor del commer-
cio (1).
30. Prima che fossero conosciute le leggi Rodie, il Pretore avea proveduto alle
querele dei passeggieri contro i nocchieri e gli osti, gente allora vilissima, col suo
editto, Nauta e, cuupones, ut recepta restiluant, e accordò agli alloggiati e passeggie-
ri l’ azione de renpto, e un' altra ex quasi delieto, per cui erano tenuti al doppio

della perdita o del furto commesso nella nave, o nell' osteria.


31. Delle A ari e dei marinari, si parla per la prima volta nel lib. 4 tit. 9 delle
Pandette. Al principio del libro 14 del digesto, si trova il titolo de exereitoria actio-
ne relativo ai contratti marittimi. Al titolo secondo abbiamo la legge Rodia de ja-
ctu, ed è quanto le Pandette hanno conservato delle leggi Rodie. Nel libro 22 al
titolo de nautico foenore si tratta dell’ usura nautica che si permette maggior di
ogni altra, attesi rischi marittimi cui si assoggetta quei che impresta il denaro,
i

assai più frequenti di quelli cui l'esporrebbe un contralto di terra. AI titolo 5 del
libro 44, Furti adrersus nautas, caupanes, stabulario », con una sola legge, Ulpiano
provvede nei casi di quei privati delitti, o furti che si commettono nelle navi e che
in oggi si chiamano baratterie. Il titolo 9 di questo medesimo libro, dispone de incen-
dio, ruina, naufragio, rate, nave expugnata.
32. Teodosio II Imperatore ebbe cura di conservare, e potrebbe dirsi, di salvare
la Romana Giurisprudenza di cui si perdette a Roma quasi perfin la memoria dopo
che Onorio avendo trasferito la sede dell’Impero a Ravenna per passarvi i suoi gior-
ni nell' infingardaggine, ebbe lasciato che il re de’Goti Alarico s'impadronisse di
Ruma e di tutta Italia, e il Codice Teodosiano di cui abbiamo un bel commentario
del celebre Gotofredo, non fu abrogato che da quello di Giustiniano, in cui sono ri-
fuse le leggi marittime che conteneva, ad eccezione del titolo 17 del lib. 12 o legge
unica de Lutoriis Danuvi, o Danniti relativa al numero dei navigli destinati a
guardare confini del territorio, il titolo 20 del libro 14, o legge unica de praetio
i

piscis che fissava il prezzo del pesce, c il titolo 22 de saccaris portus Romae ove
con altra legge unica era accordato alla compagnia de’ saccar/ il privilegio di tra-
sportare esclusivamente le mercanzie de' particolari dal porto distante diciolto mi-
glia da Roma ove si serbava il grano venuto dalle provincie, per trasportarlo poi
ne'sacchi alla Capitale, alla di cui provvista era destinato.
33. Anche il Codice di Giustiniano è sparso di leggi nautiche. Nel digesto è spie-
gata la natura dell’ azione esercitoria nel codice in una sola legge si parla di que-
:

sta azione, al titolo de inslitoria et exereitoria acliane, e Cujaccio, ne' suoi Paratilii,
confronta queste due azioni, e nota la loro analogia e le loro differenze. Le leggi del
digesto e del codice che trattano de nautico foenore contengono disposizioni confor-
mi. Le cinque leggi che formano il titolo de haereditatibu;. decurionum, naricula-
riorum, coliortalium, militium, et fabricensium, si riferiscono ciascuna ad uno di
questi oggetti in particolare, e prescrivono che se alcuno di questi muore intestalo,
non sia chiamato all' credila il listo, ma talvolta certe date persone, certe date com-
pagnie. o corpi morali. Il titolo de nariculariis, seu naucleris publicas species tran-
sporta ut ibu conlien sei leggi che stabiliscono i privilegii e le obbligazioni, i delitti,
e le pene che riguardano i navicellai, o padroni di navigli che formavano ancora ai
tempi di Giustiniano una specie di corpo o collegio incaricalo di tragittare bensì le
robe de* particolari, ma obbligati pure a ricevere a bordo, per parte delle ammini-

(i) ,, l't vos in vostrisToltis mcrcinioniis,


„ Emundis, veudtmdisque me laelum lucris
„ Olficere, atipie adjurare in rebus omnibus eie.
Fiaut in .JmpLitr. Proto e. Htrcttrius.

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s s

12 PROEMIO
strazioni provinciali, grano, olio, orzo, vino, denaro, per trasportarlo alla città, o ai
campi militari. Nel titolo de praediis et omnibus rebus nariculariorum si determina
la natura dell’ ipoteca tacita o espressa cui rimanevano affetti in favore del fisco i
beni de’ navicellai, che nel tempo delle provvisioni dell' annona e del trasporto delle
pubbliche derrate, facevano un accordo col fisco, e co’suoi ministri per cui si obbli-
gavano a condurle al loro destino. I titoli de Minibus non excusandis, nc quid oneri
publico imponatur, de nautis Tiberini contengono leggi tendenti ad assicurarsi che
non mancherebbero navigli per trasportare il grano dell'annona, c altri oggetti a
Roma, come pure anni e soldati all’ annata, perchè in tali circostanze i condottieri
di navi, e i navicellai per ischermirscne si allontanavano, o allegavano privilegi!.
Non è necessario indicare il soggetto del titolo de Naufragio, poiché anche al titolo
de Classici è parlato di cose simili.
34. Nella Novella 106 si approvano gli usi introdotti, per cui poteva estendersi
dal creditore l' usura nautica oltre il dodici per cento, eh' era l’ usura centesima le-
gittimata dalle leggi nei contratti marittimi, ma Giustiniano colla Novella 110,
abrogando le disposizioni della 106, proibisce che sotto qualunque pretesto si pat-
tuisca interesse marittimo al di là del dodici per cento.
35. L’Autentica Navigia, c la Costituzione dell' Imperatore Federico, de Statutis
et Conslitulionibus cantra Ecclesiac libertatem editis tollendis, posta nel Codice sot-
to il titolo de Furtis, dispone che tutte le navi e merci di commercianti, in caso di
tempesta, o d’altro disastro, che approdassero in qualunque siasi luogo dell’Impero,
rimarranno di piena proprietà di coloro cui prima dell'avvenimento appartenevano,
purché non siano riconosciuti nemici dell’ Imperatore o pirati.
36. Le Leggi e Costituzioni marittime comprese nelle cosi dette Basiliche pubbli-
cate dall’ Imperator Basilio furono ricavate dal Codice di Giustiniano, e dal Digesto.
Quelle, che si trovano fi-a le altre che vi aggiunse Leone VI meritano ancora qual-
che riguardo. La Costituzione 56 revoca la legge 13 $ 7 del Digesto de injuriis et
famasis libellis in cui è specificata l' azione contro il proprietario di un terreno, si-
,

tuato lungo il mare, se voleva opporsi alla pesca ai confini del medesimo, e stabili-
sce similmente che ogni proprietario legittimo di terreni limitrofi al mare possa
proibir di pescare a quella riva, senza il suo consenso. La Costituzione 57 prescrive
a quale distanza debbano reciprocamente fissar le loro stazioni i pescatori, e la de-
termina a 365 passi romani. La Costituzione 64 annulla la Legge 3 del Digesto ad
L. Comeliam de sicariis. che condannava alla pena di morte coloro che celavano
merci, o roba salvata dal naufragio, e la commuta in una multa del quadruplo del
valore. La Costituzione 102 dispone che se alcuno desidera fissar per la pesca una
stazione, e non ha terreno sufficiente, possa obbligare il suo vicino ad entrare con
lui in società, cedendogli lo spazio che gli manca. Finalmente la 103 stabilisce che
nel caso di una simile società, colui che ha ceduto una piccola parte di terreno di-
vida per egual porzione il guadagno con quello che ne ha ceduto una parte mag-
giore; perchè in questo caso il guadagno non è prodotto dalla maggiore o minor
porzione di terreno, ma dall’industria, e dalle fatiche dei pescatori, e ciò per esclu-
dere la nota regola che il guadagno deve dividersi fra i sodi in ragione del capitale
posto da ciascheduno in società.
37. Dopo le leggi Greche e le Romane, non nc sono pervenute fino a noi altre nè
piò celebri, nè più antiche di quelle che si contengono nella a tutti nota Raccolta
che porta il nome di Consolato del mare. Il Consolato del mare è stato osservato da
tutte le nazioni commercianti d’ Europa come legge comune e invariabile, fatta pcT
mantenere la semplicità e la buona fede del commercio fra tutte (1). I suoi giusta-
mente vantati regolamenti non hanno altra base che la ragione e le consuetudini, e
abbracciano tuttociò che riguarda la navigazione, e i contralti marittimi, e vi si vc-

(r) Vinn. ad Pecliium in L. i ff: ad. I. Rhod. Casareg. de Com. et Mere. disc 4 n.
.

14. Targa Fonder. Marit. cap. 96 § 3.

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PROEMIO 13

de qual debba essere la condotta del Capitano o padron di nave verso i suoi mari-
nari, verso i passeggieri. verso i proprietarii del bastimento e delle merci, e quali
siano le loro vicendevoli obbligazioni.
38. Si maravigliano gli eruditi dell’ incertezza del tempo, in cui comparve questa
preziosa compilazione, di coloro che ne furono gli autori, e della nazione che la pub-
blicò sotto il titolo di Consolato del mare, titolo sotto cui ottenne si grande autori-
tà, e, senza che alcuna legge gli abbia data una sanzione obbligatoria, fu rispettata
in tutto il mondo per la sola eccellenza delle disposizioni che in se racchiude. Vin-

nio (1) dice che fu fatta al tempo di S. Luigi Re di Francia. Grozio e Marquardo (2)
credono che fece composta d’ordine degli antichi Re d’ Aragona, e ricavata dalle an-
tiche Costituzioni degl’ Imperatori Greci, di quei di Germania, dei Re di Francia,
di Siria, di Cipro, di .Maiorca e Minorca, e delle Repubbliche di Venezia e di Geno-
va. Targa e Casaregio pretendono che sia opera degli antichi Re d'Aragona, che fos-
se scritta nella loro lingua, e che accettata poi dalle nazioni di Europa più commer-
cianti, tradotta fu da ciascuna nella sua propria. Azuni, fondato sull’ autorità di Co-
stantino Gactani, Abate Benedettino (3), attribuisce ai Pisani l’onore di essere stati
i primi promulgatoci di queste leggi marittime, di averle riunite in un Codice, di

averle propagate in Italia, da cui poscia passarono a tutte le nazioni marittime sot-
to il titolo di Consolato del mare, che se le appropriarono e servirono di norma co-
mune in tutti gli affari di commercio marittimo.
39. Amalfi, città un tempo famosa per la sua popolazione, per le sue ricchezze,
pel Rorido suo commercio, e per la sua incessante navigazione nel Mediterraneo,
AmalQ, eh' ebbe la gloria di produr l' inventore della bussola, pubblicò una vantata
giurisprudenza navale col nome di Tavola Amalfitana, ma s' ignora l’ epoca, in cui
questa Tavola fu composta, sono ignote le leggi che conteneva, e non si sa nemme-
no in qual tempo fosse in vigore in Amalfi.
40. Le nazioni, tuttoché uniformatesi alla legislazione universale, si diedero poiuna
legislazione marittima particolare conforme alle loro usanze e alla loro propria co-
stituzione, desumendone però i principii fondamentali dall'antico Diritto del mare.
La Regina Eleonora, Duchessa di Guienna, ritornata dal suo viaggio di Terra San-
ta, nel duodecimo secolo ordinò la collezione delle sentenze e decisioni marittime
d’Occidente, e le diede il titolo di Ruolo d’Olerone, dall’Isola situata presso le coste
di quella Provincia, affinchè servissero di norma nel giudicare sulle controversie re-
lative alla navigazione c al commercio marittimo. Riccardo I Re d' Inghilterra e
Duca di Guienna adottò questa collezione, cui erano state aggiunte altre diverse de-
cisioni relative alla marina mercantile, serbandole il titolo di Ruolo, o Giudicato
tTOlerone. Cleirac ha compreso il cosi detto Giudicato iT Olerone nella prima parte
della sua Compilazione, c ne ha fatto un ottimo Commentario, ma non vi si fa mot-
to nè del contratto d' assicurazione, nè di quello di cambio marittimo.
41 . Comparvero poi le Leggi di Wisìmy, che furono accettate nella loro origine
da tutte le nazioni settentrionali, cioè fin dal secolo duodecimo, in cui sembra che
questo Codice marittimo abbia cominciato ad essere in vigore. In esso all' art. 45,
benché alla sfuggita, si parla del contratto di cambio marittimo, e all’ art. 63 di
cauzioni stipulate per le navi, e ciò basta per rendere manifesto l'errore di alcuni
Autori che affermano non essere stato conosciuto il contratto d'assicurazione ma-
rittima prima del secolo decimoquinto.
42. Sul finire del secolo decimoseslo furono promulgale le leggi marittime del-
l’Ansa Teutonica, conosciute sotto il nome di Jus Hanscaticum marifimum, e sono
Inserite nell’ Opera di Kuricke intitolata Ad Jus maritimum Hanscaticum.
43. Fra i principali monumenti della gloria di Lodovico XIV ,
si annoverano

(i) Vinn. ad Pechium in L.ff. ad l. Rhod. de factu.


(a) Grot. de jure belli et pacis lib. 3 cap. i § 6 in Allegat.n. 6. Marquard. de jure
mere. cap. 5 n. 3p.

(3) Azuni, Origine et progrès du droit et de la le'gislal. marit. art j.


14 PROEMIO
l'Ordinazione del Commercio. pubblicata nell’anno 1673. e V Ordinai ione di Mari-
na pubblicata nel 1681. La Francia non aveva altra legislazione marittima sua pro-
pria, che quella ch’era compresa nella compilazione conosciuta sotto il titolo di Gui-
done del mare, ma sotto il regno di Lodovico XIV un ministro immortale, il gran
Colbert, che aveva gettato i primi fondamenti della riccheiza commerciale della
Francia, dopo aver incoraggiata e diretta l’ industria di quella nazione verso le arti
(ino a quel tempo quasi neglette, verso le marittime spedizioni che pareano riser-
vate a’ suoi vicini, verso le vaste operazioni coi due mondi, di cui l'Olanda c l’In-
ghilterra avevano acquistato l’arbitrio, non contento di aver dato ai principii gene-
rali del commercio lo sviluppo necessario, pensò anche a rendere familiari ai com-
mercianti i principii fondamentali della professione di cui voleva promoverc i van-
taggi, c accelerare i progressi, c diede al commercio interno e al marittimo una le-
gislazione civile opportuna e corrispondente a tutti i loro bisogni.
Le due citale ordinazioni furono il frutto felice delle meditazioni dei più dotti
Giureconsulti di Francia, e dell’esperienza de' negozianti più rinomati, ricavate da-
gli antichi fonti della Giurisprudenza mercantile, cioè dal diritto Greco e Romano,
dal Consolato del mare, dalle Leggi d’ Olcron, e di Wisbuy, dal Guidone del mare,
e da altri celebri statuti particolari, e fondate sopra immutabili principii nascenti
dalla natura delle cose medesime cui si riferiscono.
44. Ma essendosi poi raddoppiata quasi la superficie del territorio francese, essen-
dosi riuniti al popolo francese altri popoli diversi, e fra le grandi politiche vicende,
essendosi mutati i costumi nazionali in generale, c questa mutazione avendo intro-
dotto grandi cambiamenti nei costumi commerciali in particolare, si riconobbe la
somma importanza di ridurre a un sistema comune le consuetudini e li statuti del-
l’ antica Francia, e dei paesi diversi, che concorrevano a formare con essa un
solo Impero si riconobbe nel medesimo tempo la somma importanza di formare
:

una legislazione, che avesse per base principii riconosciuti da tutte le nazioni com-
i

mercianti, e che fosse concorde colle grandi abitudini commerciali, che abbracciano
e si tengono soggetti i due mondi (1).
Con questa mira fu compilato il Codice di Commercio Francese ed essendomi
proposto di esporre un Corso di Giurisprudenza mercantile, ne farò conoscere le di-
sposizioni, seguendo l'ordine con cui furono promulgate. Le mie lezioni saranno di-
vise in quattro parti. Nella prima tratterò del Commercio in generale. Nella seconda
del Commercio marittimo. Nella terza dei fallimenti. Nella quarta della procedura.

(i) V. Discorso proferito al Corpo Legislativo dall'Oratore del governo Regnami


de Saint-Jean-d* Angelv, sul progetto del Codice di Commercio.

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CORSO
DI

PARTE PRIMA
DEL COMMERCIO IN GENERALE.

TITOLO PRIMO
de’ commercianti.

46. L«c leggi dirette a favorire il com- nella matricola de' commercianti; 2. che
mercio hanno stabilito una prticolare egli n’eserciti la professione: 3. che l’e-
giurisdizione pi commercianti, e hanno 48. egli stesso
serciti non per mezzo d’altri;
loro accordato molti privilegii assogget- 4. che abbia fatto parecchie operazioni
tandoli a molti doveri ; è dunque neces- commerciali; 5. che nell’esercizio del
sario primieramente d’indicare i con- suo commercio abbia impiegata la mag-
trassegni, ai qualii commercianti si pos- gior parte della sua fortuna. Cicerone di-
sono diseemere dagli altri cittadini. ce (5) che il traffico è vile quando non
47. Si chiamano commercianti coloro, mira che a un tenue prolitto, ma ben
che sono intenti a far guadagno portan- degno di lode quando l’intrapresa è gran-
do fuori le cose che tra noi abbondano, de ed abbondante, pelando da ogni par-
e arrecandoci quelle, delle quali abbiamo te molte mercanzie pr distribuirle al
scarsezza (1). Commerciante ,
secondo pubblico con fedeltà, e senza inganno.
Stracca (2), è colui che negoziando, per Il Codice di Commercio (6) chia-

fare un guadagno lecito, frequentemente ma Commerciatiti coloro, i quali fanno


permuta o compra mercanzie per esitar- operazioni di commercio, e ne forma-
le, ma non a minuto, nè cambiata la loro no la professione loro abituale. Oggidì
forma; e questa deiinizione è da Mar- che a tulli è concesso di liberamente
qnardo approvala ed esomata (3). Affin- commerciare, che i collegii de' mercanti
chè taluno possa considerarsi come vero sono sciolti, nè v’ è bisogno di ma-
commerciante, Ansaldo (4) crede neces- tricola pr essere ammessi all’ esercizio
sari! cinque requisiti: 1. che sia scritto della mercatura ; oggidì che è tolta ogni

(i)Sigon. de antiq. jur. civ. Rum. lih. a (4) Ausald. de comm. et rnercat. disc. gen.
cap. io: Hfercatores autem appello, </ui ii.f ». 65 .

rebus quibus abundemus, exportandis , et ( 5) Cic, de olliciis lib. 1. Mercatura si


Us, quibus egemus, inveherulis quuestu/n tennis est, sotMda pittando est-, si magna
facìunt. et copiosa, multa undique ap/torlans , mul-
(a) Stracca, de mercatura pari, i, n. 4. ti eque sine imilitate impar tiens, non est

(3 Marquard. de jur. rnercat. lib. 1, cap. admodtan vituperanda.


7, ». 7 et seqq. {fi)
Ari. 1.

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16 DIRITTO COMMERCIALE
'1 negoziante
differenza fra c il mercante, 51. Chiunque può esercitare la pro-
e chiunque può col denaro altrui oommcr- fcssione di commerciante, purché voglia
ciare, la dclinizione data dal Codice di osservare tuttociò che le leggi e i regola-
Commercio c più precisa c accurata di menti relativi al commercio prescrivono,
tutte le altre. Anche i minori e le donne maritate pos-

49. Qualche operazione di rommer- sono esercitare la mercatura per conto


ciò non basta (1) per potersi dir catti- proprio, e godere dei privilegi! dipen-
merciante, e godere dei privilegi e di- denti dalla professione di commerciante,
ritti annessi ad una tal qualità. E neces- e rimaner soggetti alle leggi commercia-
sario esser commerciante di professione, li. purché le condizioni richieste dal Co-

ed esercitarla abitualmente. Vi sono al- dice di Commercio siano adempite,


cune operazioni commerciali, per cui 52. Tanto secondo la nuova giurispru-
chiunquc riman soggetto alla giurisdi- denza, quanto secondo l’antica, i coa-
zione commerciale, ma i veri commer- tratti dei minori e delle donne maritate,
cianti soltanto sono sottoposti alle obbli- fatti senza le debite autorità, possono

gazioni e leggi particolari della natu- dirsi claudicanti, perchè tali persone, se
ra di quelle che riguardano i libri da te- il loro interesse lo esige, obbligano bensì

nersi, ì fallimenti, ec.. Coiivicn dunque tutti gli altri contraenti che siano capa-
distinguere le operazioni, che costitui- ci, ma esse non rimangono efficacemen-

scono il vero commerciante, da quelle, te obbligate (2). La legge romana, di-


che inducono semplicemente una diver- stinguendo i pupilli dai minori di 25
sa giurisdizione. anni, dichiara civilmente nulli nel loro
50. Le operazioni di commercio altre principio i contratti di quelli, e rescindi-
sono dichiarate tali di loro natura, altre bili, mediante la restituzione in intiero,
tali sireputano, avuto riguardo alle per- le obbligazioni di questi (3). Circa poi
sone che le fanno. Qui s’apre il cam|io a alle donne, finché durò in Roma la per-
un’indagine importante, che ha la sua petua tutela delle femmine, ninna di lo-
sede nella parte quarta, ove si tratta del- ro o fanciulla,o vedova, o maritata pote-
la competenza dei tribunali di commer- va efficacemente obbligarsi senza l’auto-
cio, c perciò basterà per ora indicare le rità del proprio tutore (4). Abolita dal-
operazioni espressamente dichiarate dal T interpretazione della legge Papia la tu-
Codice, come producenti la qualità di tela fondata sul sesso, tutte le donne fu-
commerciante che ne formano
in coloro, rono parificale ai maschi per la rapacità
la loro professione abituale. Queste sono di contrattare, ad eccezione della malle-
1. le compre di derrate e merci affine di vadoria riprovata dal senatusconsulto Vel.
rivenderle, sia in natura, sia dopo averle leiano, riferito da Ulpiano (5). Nel siste-
lavorate e poste in opera, o foss’ anche ma della giurisprudenza nuova, o la don-
per affittarne l’uso semplicemente; 2. qua- na non maritata è minore d’anni 21, e
lunque impresa di manifatture, di com- lasua incapacità di contrattare nasce non
missione, di trasporto per terra o per ma dal difetto di età o è ma-
dal sesso, :

acqua, costruzione di bastimenti per la non può contrattare senza l’ au-


ritata, e
navigazione interna o esterna, compa- marito o del giudice: o final-
torità del
gnia d’assicurazione, ec. ec.; 3. qualun- mente è maggiore c non maritata ( sia
que impresa di somministranze, di agen- pur vedova o fanciulla), ed è abilitata a
zie, banchi d’affari, stabilimenti di ven- poter contrattare egualmente che gli uo-
dite all'incanto, di spettacoli pubblici; mini, non esclusa la mallevadoria. In or-
4. qualunque operazione di cambio, ban- dine però all’autorità maritale, si osservi,
ca, e senseria. che questa non è un semplice esercizio

(i) Una mercanlianonpteit mercatorem. puberes ioi ,jff. de verb. oblig,, lit. ff de
sci professio et cxercitium. Rot. Gen. de min. per tot. V. Huber. praelecl. ad Inst .
mercatura. de conte § a et seqq.
.

(a) Cod. civ. art. aa5 i ia5. L. Julianus (4) V. Heinecc. de perp. foemin. tut.
i3, § Sì quis ag. de act. empi, et veni. (5) L. et primo a, § i, ff. ad S. C. Vel-
(3) L. obligari 43. ff. de oblig. et act.L. lejan.

I
PARTE PRIMA 17
della dipendenza che deve la moglie al madre, 0 tacitamente per effetto del ma-
marito, ma insieme è un atto di tutela e trimonio, e vollero poi che fosse special-
dì protezione, in conseguenza di che se mente autorizzato a commerciare 0 dal
il contratto della moglie ridondasse in padre, 0 dalla madre in caso di morte,
profitto del solo marito, come se ella vo- interdizione, o assenza del padre, 0 di al-
lesse restare mallevadricc per lui, sareb- tra impossibilità nel medesimo di mani-
be necessaria V autorità del giudice ( 1 ). festare la sua volontà, 0 in mancanza del
53 Al difetto di età si supplisce per
.
padre e della madre, per deliberazione
mezzo della emancipazione. Il minore del Consiglio di famiglia, ratificata dal
emancipato acquista la facoltà di ammi- tribunale civile. Potrebbe perciò il pa-
nistrare i suoi' beni, e di far contratti an- dre, 0 la madre o il Consiglio di famiglia
che senza l’ intervento o il consenso al- acconsentire alla emancipazione di un
trui, ma
però circoscritta da certi limiti; minore, senza che se ne dovesse dedurre
le nozze,secondo il Codice civile, indu- la conseguenza che hanno voluto perciò
cono l’emancipazione di pien diritto (2). autorizzarlo ad esercitare il commercio ;
.

L’ emancipazione può farsi dal padre, ed richiedendosi per questo un’autorità spe-
in mancanza, dalla madre con una di- ciale. Finalmente quest’atto di autorità

chiarazione innanzi al Giudice di Pace dev’essere trascritto in un registro della


assistito dal suo cancelliere, quando il fi- cancelleria del tribunale di commercio
glio abbia compiti i 15 anni, come in del luogo ove il minore intende di fissa-

mancanza di ambidue può farsi dal Con- re il suo domicilio, c in mancanza, del
siglio di famiglia, se il minore ha com- tribunale civile, è affisso in un quadro
piti gli anni diciotto ( 3 ). esposto nella sala d’ udienza del medesi-
54 L Ordinanza
. ’ del 1673 permette- mo tribunale (6). Non si dice per quan-
va minore emancipato di commercia-
al to tempo debba rimanervi ; ma sembra
re (4), ma per essere commerciante con- doversi ammettere la durata di un anno
veniva che ne avesse imparata l’arte in per l’ analogia di questo caso con quello
qualche collegio di mercanti, e non si del contratto di matrimonio, in cui è de-
concedeva l’emancipazione prima dell’e- terminato lo spazio di un anno ( 7 ). Da
tà di venti anni. Il Codice civile dispo- ciòne deriva che tutte le operazioni, seb-
ne che il minore emancipato, che fa un ben commerciali, che fossero fatte prima
commercio, sia riputato maggiore per i adempimento di quest’ ultima con-
dell’
a questo commercio (5 ); ma
fatti relativi dizione, sarebbero riguardate come ope-
i compilatori del Codice di Commercio, razioni di un minore non commercian-
prevedendo i perieoli cui può trovarsi te, e regolate dalle disposizioni del Codi-
esposto un giovinetto inesperto, conside- ce civile.
rando quanto sia più difficile e pericolo- 55 Adempite che siano tutte queste
so l’ esercizio della mercatura che l’ am- formalità,il minore commerciante e con-

ministrazione di un patrimonio, e quan- siderato maggiore (8) quanto agl’ impe-


to di gran lunga più gravi ed estese sia- gni da lui contratti per fatto del suo com-
no le facoltà, che necessariamente compe- mercio, 0 del suo mestiere, giacché que-
tono a un commerciante, di quelle che le sta disposizione é applicabile ano^e agli
leggi accordano al minore semplicemen- artigiani (
9 ), ed ecco la differenza fra il

te emancipato, vollero che per essere com- minore semplicemente emancipato, e il


merciante il minore non solamente fosse minor commerciante. Il primo può far
emancipato, ma in età di diciotto anni contratti validamente anche per oggetti
compiti, benché fosse stato emancipato di mercatura, ma non può disporre che
prima o espressamente dal padre o dalla della rendita de’suoi beni; non può nem-

(i) Quartieri, Giur. compar. ìib. 3 , tit. ao. Cod. di comm. art. 67. Pardessus,
(7)
() Cod. civ. art. 476. Coursdc Jurispr. comm.parl. 1 , tit. a, cap.
( 3 ) Cod. civ, art. 477, 478. 1, scct. 1, n. 58 .

(4) Ordonn. 1673, tit. i, art. 6, (8) Cod. di comm. art. a.


( 5) A r t. 487. (9) Delvincourt, Inst. comm. Not. à la
() Cod. di comm. art. 1 1. pag. 3 , n. x.
3
13 DIRITTO COMMERCIALE
meno esigere i suoi crediti senza l'assi- potrebb’ essere restituito in intiero; come
stenza di un curatore incaricato d'invigi- se, per esempio, si fosse reso mallevadore

lare affinché i capitali esalti siano di nuo- di un mercante, benché per compra o
vo impiegati non può prendere denari
: vendita di mercanzie, e benché il fatto per
a mutuo senza l'autorità del Consiglio di cui avesse data la sua mallevadoria non
famiglia: le sue obbligazioni, in caso che avesse col suo proprio commercio affini-
siano eccedenti, sono riducibili (1): non tà o relazione. Lo stesso potrebbe dirsi di
è soggetto all’ esecuzione personale nem- obbligazioni che non fossero mercantili
meno per cagion di lettere di cambio, di loro natura esclusivamente, come un
perchè, non essendo consideralo com- biglietto a ordine, una lettera di cambio,
merciante, egli dipende dalle leggi civili, un conto corrente; c qui cade pur la que-
che proibiscono l’esecuzione personale stione che fa Locrc a proposito dell’ ipo-
contro i minori (2). 11 secondo per lo con- teca de' stabili del minore commerciante,
trario, cioè il minor commerciante, non se, non potendosi questi obbligare che

solamente può far tutte quelle operazio- per fatti del suo commercio, la prova di
ni che si permettono al primo in forza questa circostanza essenziale alla sua va-
dell'emancipazione, ma può anche sotto- lidità debba farsi dal creditore, ma quan-
mettersi all' esecuzione personale, e vi è tunque egli risponda affermativamente,
soggetto di fatto per tutte le operazioni pure sembra tolto ogni dubbio per la ne-
del suo commercio : ha la facoltà d' ipo- gativa, e i'error suo è reso manifesto dal-
tecare i può altresì a-
suoi beni stabili, e l’ art. 638 del codice di commercio, il
iienarli, purché siano osservate le forma- quale decide che in generale tutte le ob-
lità il Calice civile prescrive (3), cioè
che bligazioni di un commerciante si presu-
ottenuta prima l’ autorità dal Consiglio mono fatte per suo commercio, e da cui
di famiglia per motivo di assoluta neces- risulta che, in dubbio, la prova è addos-
sità, o di vantaggio evidente, e l’omolo- sata a colui che pretende il contrario (5).
gazione di questa determinazione dal Giu- 57. La donna maritata per obbligarsi
dice, e facendo la vendita all’ asta pub- validamente ha bisogno ogni volta del-
blica dopo una triplice pubblicazione. T autorità 0 assistenza di suo marito (6).
Queste disposizioni sono applicabili an- Allorché la donna maritata è commer-
che ai minori che non formano del com- ciante, o, secondo la denominazione del-
mercio la loro professione abituale, per la legge, mercantata pubblica, si sup-
tutti i fatti dichiarati fatti di commercio pone che abbia ricevuto un’ autorità ge-
dagli art. 632, 633 (4), e perciò il mino- nerale per tutti gli atti del suo commercio,
re, dopo aver osservate le surriferite for- perchè non essendo necessario che questa
malità, sebbene egli faccia una sola ope- sia data espressamente e in iscritto, se il
razione di commercio, anche per questa marito non può ignorar eh’ essa eserciti
sola sarà considerato maggiore, e come la mercatura, e non le contradice, si pre-
tale sarà soggetto alla giurisdizione dei sume che vi acconsenta, e l’autorizzi a
tribunali di commercio, e alla esecuzione fare generalmente tutto ciò che è neces-
personale, sario per il buon esito del suo commer-
56. da notarsi che gli effetti dell'au- cio. In questo caso, il consenso tacito si
£ deduce dalle circostanze. Non basta però
torizzazione data al minore emancipato
per abilitarlo a commerciare si limitano per considerar come pubblica mercantes-
al suo proprio commercio, rimanendo e- sa la donna maritata, che venda pubbli-
gli per le obbligazioni contratte relativa- camente a minuto le mercanzie del suo
mente a un commercio appartenente ad marito, e che sia solita sottoscrivere gli
altri, e separato dal suo, soggetto sempre atti di commercio del medesimo, s’egli è
alle disposizioni del codice civile, e per commerciante, perchè in tal caso non
queste obbligazioni, in caso di lesione, veste che la qualità di commesso o man-

(i) Cod.civ. art. 481, 483, 484. (5) Delvincotirt, fast. comm. lfot. à la
(a) Cod. civ. art. 2064- pag. 4, Pardessus, Court de Jurispr. comm.
(3) Coti. civ. art. 457 e seg. pari. 1, tic. 2, cap. 1, sect. 3, art. 71.

(4) Cod. di comm. art. a, 6, 3. (6) Cod. civ. art. 217.


PARTE PRIMA 19

datario di suo marito, il quale allora può hilisce indefinitamente per la moglie
rimanere obbligato por i contralti de’suoi che vuol darsi alla mercatura, la necessi-
commessi o mandatarii gli atti di com-
: tà del consenso di suo marito, ma non
mercio da lei sottoscritti hanno fona e toglie l'autorità maritale: sarà dunque
vigore propler bonam fidem, come atti revocabile. Non dice che la moglie non
dello stesso marito, ma non si obbliga; e può divenir mercantessa pubblica senza
se dichiarasse espressamente di voler es- il consenso di suo marito, ma che non

sere tenuta di proprio, rimarrebbe obbli- può essere : deve dunque cessar di esser
gata soltanto qualora le fosse stata data tale quando il marito cessa di voler che
a quest’ effetto una speciale autorità, e tale ella sia (4). Sebbene però alla moglie
non diverrebbe che mallevadrice di suo in generale non competa il diritto d’ im-
marito. Se poi, non essendovi solita, sot- pugnar questa revoca, 0 di riclamare per
toscrivesse atti di commercio di suo ma- l'autorità che le fosse negata, pure se fos-
rito, ed egli o non l’ avesse per ciasche- se giudizialmente separata dal marito po-
duno autorizzata, o non vi fosse interve- trebbe ricorrere ai tribunali per costrin-
nuto, sarebbero nulli, ma non di pien gerlo a manifestarne i molivi, e a ritrat-
diritto, perchè il solo marito, e la moglie, tarsi qualora non fossero ragionevoli.
ed i loro eredi possono opporre questa Quanto
60. ai terzi, siccome la revoca del-
nullità. Nell’ applicazione però di que- l' autorità può essere da loro ignorata, 0
st’ultimo principio non si deve fornire fatta collusivamente, e dolosamente, così,
un pretesto alla mala fede. Se persone non essendo fissata dalla legge una nor-
mal caute avessero fatte operazioni mer- ma, appartiene ai tribunali il determi-
cantili con una donna maritala, e non narne gli effetti, avuto riguardo alle cir-
autorizzata da marito, e si fossero ingan-
1 costanze, all’equità, c alla buona fede
nate credendola pubblica mercantessa, co- delle parti (5).
stei non potrebbe opporre la nullità di Codice civile non permette al
Il

quelle che le fossero dannose, lasciando marito di dare a sua moglie nemmeno
in vigore le profittevoli, perchè tutte del col contratto di matrimonio una genera-
pari intraprese nella qualità di commer- le autorità per l' alienazione de’suoi beni
ciante, che sarebbe indivisibile (1). stabili (6), ma il Codice di commercio ha
58. Affinchè una donna maritata pos- formalmente derogato a queste disposi-
sa considerarsi come pubblica mercantes- zioni. e la donna maritata, quando possa
sa, si richiede eh' ella abbia l’ età di di- considerarsi come pubblica mercantessa,
ciott' anni compiti, necessaria al minore non solo può ipotecarli, ma senza specia-
per essere commerciante, e eh’ ella eser- le 0 nuova autorizzazione alienarli, e sen-
citi pubblicamente, e col consenso di suo za formalità (7). Si eccettua però il caso,
marito un commercio separato da quello in cui sia maritata secondo il regolamen-
di quest’ultimo (2): la legge però dice to dotale, perche allora beni dotali non
i

separato,
(3) ma non diverso, c ne viene la sono alienabili che nei casi determinati,
conseguenza che una donna separata di e nelle forme prescritte dal Codice civi-
beni potrà essere interessata particolar- le (8). Questi casi sono: la riserva di alie-
mente in un' impresa mercantile, in cui nare inserta nel con tratto dotale, ola per-
suo marito sia pure interessato, c ciascu- missione dei tribunali, che n’abbiano ri-
no vi eserciti i suoi diritti, e ne divida il conosciuta e dichiarata la necessità per
profitto come farebbero due estranei, ed le cause gravissime specificate, come sa-
esser considerata, per questo commercio, rebbe quella di liberar la moglie 0 il ma-
come pubblica mercantessa (31. rito dalle carceri, ec., altrimenti dopo il
59. Il Codice di commercio (art. 4) sta- matrimonio si potrebbero cambiare le

ti) Pardessus ìoc. cit.n. 70. Cod. ciò. art. (4) Locré, Esprit du Code de comm.
1 1»5. V. Delvincourt Inst. comm. Sot. de art. 4.
la pag. 4, n. a. (5) Pardessus ìoc. cit. n. 6».
(a) Cod. di comtn. art. 4. (6) Cod. civ. art. a»3. «538.
Pardessus loe. cit. sect. », n. 63 in (7) Art. 7.
fn. (8) Cod. civ. art. i355 e scg.
23 DIRITTO COMMERCIALE
convenzioni dotali contro il disposto del marito, cosi non è giusto eh’ egli sia te-
medesimo Codice Le due fami-
civile (1). nuto per le obbligazioni ch’ella sola con-
glie scegliendo il reggimento dotale han- trae ;
ma se è soltanto esclusa la comu-
no voluto che lo stabile costituito in dote nione siccome il marito conserva il
(5),
non fosse alienabile nè pure colla specia- diritto di amministrare beni della mo-
i

le autorità del marito (2), e sarebbe stra- glie, e di appropriarsene i frutti, cosi, per
no che potesse poi farsene l’ alienazione quanto questi si reputano a lui devoluti

con una semplice autorità generale ad e- per sostenere i pesi del matrimonio, e per
sercitare il commercio, molto piò che quanto il lucro proveniente da operazio-
questa autorità potrebb' essere simula- ni mercantili debba essere considerato co-
ta (3). Nel resto la moglie, s’ella è mer- me frutto di beni, nulladimeno il marito
cantessa pubblica, può senza autorità del pel dritto che ha di percepir tutto il mo-
marito, come abbiam detto, ipotecare, im- bile della moglie, di cui è formata una
pegnare ed alienare i suoi beni stabili, e parte del suo commercio, rimane pure
rendersi obbligata per quanto concerne obbligato verso i creditori di lei, salve le
il suo negozio (4) anzi rende obbligato
: sue ragioni per essere indennizzato al ces-
altresì il suo marito, se vi è comunione sar del commercio, o allo sciogliersi del
fra di essi; il marito si reputa socio della matrimonio.
moglie, ed è anche soggetto all' esecuzio- 61. Fra le ampie facoltà che sono at-
ne personale per i contratti della moglie, tribuite alla donna maritata, pubblica
perchè il lucro mercantile divenendo co- mercantessa, non è compresa quella di
mune, e potendo egli disporre della co- stare in giudizio senz’ esserv i autorizzata
munione a suo beneplacito, ragion vuole dal marito o dal giudice. Il Codice civile
che, siccome egli ne percepisce l’ emolu- formalmente lo proibisce (6), e il Codice
mento, debba soggiacerne anche agli one- di commercio non deroga a questa proi-
ri. Se non vi è comunione, convien di- bizione. Non è tolto per altro alla moglie
stinguere se sono separati di beni, o se
: il prepa-
diritto di far atti stragiudiziali
la moglie ha beni parafemali, siccome a ratorii o conservatorii, e nemmeno di
lei appartiene e si fa suo proprio tutto ciò spedir citazioni, purché il marito poi l’au-

che guadagna, o ne ritrae, durante il suo torizzi, o l’assista innanzi al giudice (7).
matrimonio, senza che v' abbia diritto il 62. Sottomettendosi alle condizioni dal-

(i) Cod. civ. art. 1395 . e non può eseguirsi che entro un termine
() Cod. civ. ari. 1 554. molto breve, ed egualmente fatale. ( Del-
(3) Delvincourt, Inst. comm. noi. de lo vincourt , Instit. comm. Noi. F. à la pag.
pag. 4 n. 7. 4 .). L'opinione di Delvincourt mi sembra
( 4 ) Cod. di comm. giustissima, anzi secondo il principio sopra
art. 5.

(5) Delvincourt loc. eie. n. 5. stabilito, che nonè tolto a Ila moglie il dirit-
( ) Cod.
civ. art. 21 5. to nemmeno di spedir citazioni, la propo-
Pardessus loc. cit. n. 69.
(7) sta questione sarebbe vana, perchè il pro-
Nota. Delvincourt si propone la que- testo appartiene al giudizio molto meno
stione, se la moglie, pubblica mercantessa, di una citazione, non potendo il protesto
possa fare un protesto senza essere autoriz- riguardarsi che come un alto conservatorio
Stare in giudi-
zata, e tiene l’affermativa. e insieme preparatorio ; ma se dovesse in-
zio, dic’egli, significa fare un atto che con- tendersi lo stare in giudizio come l’inten-
d uce a una sentenza. Il protesto non è un de Delvincourt, sarebbe falso il nostro
di questi atti, perchè è poi necessaria la principio appoggiato all'autorità di Par-
dimanda per conseguir pagamento (Cod. di dessus, perchè la citazione è un atto che
comm. art. i65) altronde il motivo prin-
; conduce a una sentenza; non v’è però giudi-
determinato il legislatore a
cipale, che ha zio finché manca una delle tre persone che
permettere, che la moglie, mercantessa lo compongono, e manca il reo finché col-
pubblica, possa obbligarsi senza autorizza- la sua comparsa non ha contestata la lite,
zione, fu la celerità che le operazioni di o finché non si è reso contumace: dunque
commercio esigono, incompatibile colla lo stare in giudizio significa bensì fare un
necessità di essere autorizzata. Non vi è atto che conduce a una sentenza dopo la
alto cui questomotivo si applichi più for- contestazione della lite, o la contumacia
temente del protesto, che e un atto fatale, del reo, ma non prima.

VjOOQle
PARTE PRIMA 21
la legge prescritte, chiunque può eserci- va in causa propria, e a tutti è tolta la
tare la mercatura, ma questa regola sof- facoltà di testificare in re propria; così
fre limitazione. Disdice, come non con- dichiararono gl’imperatori Valente, Gra-
veniente al loro officio, alle persone co- ziano, e Valentiniano (4). Come dunque
stituite nelle primarie dignità dello Stato, potrebbe meritar fede un mercante pro-
agli ecclesiastici, ai giudici, c anche agli ducendo una scrittura formata a suo be-
avvocati, e, come nociva alla mercatura neplacito, nel silenzio del suo gabinetto?
medesima, è proibita espressamente agli Qual differenza fra raffermare un suo
agenti di cambio, o sensali (1), ma le ob- credito colla bocca, e raffermarlo con
bligazioni commerciali contratte da loro, privata scrittura? Parve di tanta forza
conservano quello stato di validità, che questo argomento a Donello c a Visscn-
sarebbe loro attribuito senza questa proi- bacio (5) che riputarono il preteso privi-
bizione,rimanendo soggetti i contravven- legio dei mercanti, un errore spacciato
tori alle pene proferite dagli statuti e re- dai pratici, e altamente inveirono contro
golamenti. questa dottrina volgare. Cresce l'argo-
mento se si ridette che nemmeno il Fi-
sco può cavar prova di un suo credito
TITOLO II. dai semplici suoi registri, come si rileva
dal rescritto dell’Imperator Galieno (6),
DE* LIBRI DI COMMERCIO. e nessuno si persuaderà che le leggi Ro-
mane abbiano accordato ai mercanti un
63. Fra i privilegii che sono stati con- privilegio che negarono al Fisco.
cessi ai commercianti , merita di essere 64. Nulladimeno.sta in fatto che negli
principalmente annoverato quello di am- antichissimi tempi di Roma, i Romani
mettere i loro libri, quando siano ben te- piena fede prestavano agli scritti e libri
nuti, a far semipiena prova in giudizio an- de'commercianti, e il dotto Eineccio di-
che in favore di chi gli ha scritti. Quasi mostra come quell' antico diritto rina-
tutti i Giureconsulti attribuiscono questo cque dall’ interpretazione delle leggi Ro-
privilegio a un’antichissima consuetudi- mane, e per quasi tutta l’ Europa si pro-
ne, divenuta comune a molti popoli, non pagò col commercio. Coloro che facean
al diritto Romano, e fra questi per citar- traffico in Roma, 0 nelle provincic, co-
ne alcuni de’ pii» distinti, Gailio, Tulde- stumavano di notare accuratamente il
no, Marquardo , Struvin, Ubero (2). Se- dato c il ricevuto: il creditore in presenza

condo i principii del diritto Romano, si del debitore, trascriveva nel suo libro di
presta fede bensì alle scritture de’ privati conti, il denaro, il nome del debitore, la
contro lo scrivente, ma non già in suo cagione del debito, e le altre circostanze:
favore, qualor non siano da altre evi- lo stesso faceva il debitore alla presenza

denti dimostrazioni avvalorale (3). Non del creditore, e se, fatto il confronto di

meriterebbe fede alcuna in giudizio un questi libri, si trovavano conformi, face-


mercante, per quanto avesse fama di pro- vano piena prova (7). Questo modo di
bità specchiata c incorrotta, qualvolta si provare chiamavasi expensilalio. Ce ne
offrisse testimonio in giudizio a far pro- assicura Aulo Gellio parlando di una cau-

li) Cod. di conno. art. 85. probat. Vissenb. ad L. S sequ. Cod. de


(a) Gail. //i. 3 Observ. cap. ao, Tulden. probat.
ad tit. Cod. de fide ,
Marquard. de
iastr. (6) Exemplo perniciosurn est, ut ei scri-
jur. mere. 9 § 17, Struv. Exere.
lib. 3 cap. pturae credatur, qua unusquisque sibi all-
a8 § a5. Huber. Praelect. adJf. lib. aa tit. nolatione propria debitorem cvnstituit, un-
b § 19-
L. 6 C. de proba!.
, f
de neque scurii, ncque aliuni quenilibet ,
(3) ex sui v subnotationibus debiti probatia-
(4) i
io Cod. de teslibus. Omnibus — nem praebere nportet. L. 7 Cod.de probat.
in re propria dicendi testimonii faculta- (7) Salinai. de JKod. Usur. cap. XI
tem jura submoverunt: Brisson. de Form. Pop. Rom. solemn. lib.

(5) Donel. Comment ad L. 6 Cod. de ri.

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, .

2-2 DIRITTO COMMERCIALE


sa pecuniaria cui egli era come giudice ve. c tenevano di tutto accuratissima nota
intervenuto (t). Cicerone in diverse ora- ne’ loro libri, cui dai Romani si attribui-
zioni, e specialmente in quella prò Q. va il privilegio di far piena prova in giu-
Roscio contro C. Fannio (2). Questa pro- dizio, non solo contro di loro, ma anche
va però come necessaria csigcvasi da una in loro favore. Di fatto, il Giureconsulto
persona che avesse dato o ricevuto dana- Caio (6) dice: argentarius, rationes edere
ro cavato dalla sua cassa particolare, ma jubetur, ncc intere.il cum
ipso agatur,an
gli argenlarii desumevano la prova di de- cum tertio, c inutilmente, osserva Einec-
bito e credito dai loro libri di conti, sen- cio, il Pretore avrebbe costretto l’ argen-
za che dovesse farsene con altri il con- tario a produrre contro il terzo i suoi
fronto. I pagamenti e le riscossioni sole- libri, se col meritar fede, al terzo non
vano farsi dagli argentante questi ferma- avessero potuto nuocere. Che i libri degli
vano i conti di ciascheduno. Quando ta- argentarii fossero dalle leggi ammessi a
luno riceveva denaro, si diceva pemniam far fede in giudizio, si riconosce maggior-
scribcre, quando lo restituiva, pemniam mente dall' essere stato attribuito questo
rtscrilere e queste scritture chiamavansi
, privilegio anche ai nummularj, ossia mi-
mensae raliimet cui si prestava intera nistri degli argentarii,o piccoli argenta-
fede, perchè sembrava invcrisimile che rii, (7) come Giureconsulto Pao-
attesta il

l’argentario avesse potuto inserir ne’ suoi lo (8). E che il loro ministero non fosse
libri in grazia d’ altri una falsità, riguar- uffizio pubblico, (publieum officium) si
dandosi il suo negoziato come avente una rileva da non esser proibito nemmeno ai
causa pubblica (3). servi di esercitarlo (9).
65. Tuttociò secondo l' antico diritto 66. Quanto agli altri commercianti,
Romano. Non minor fede prestavasi ai andata in disuso la prova antica per ex-
libri degli argentarii, secondo il Diritto pensilalionem, di cui abbiamo parlato,
Giustinianeo. Il loro negoziato riguarda- che risultava dal confronto de’ libri del
vasi come avente una causa pubblica, creditore c del debitore, fu introdotta la
non già perchè fosse uffizio o ministero massima che se diligentemente nelle loro
pubblico, o fossero eglino eletti pubbli- scritture trovavasi notato il dare e rove-
camente o dal popolo, come ha creduto re, potevano queste indurre almeno quel-
Accursio (4) confutato da Pancirolo (5), la che chiamiamo prova semipiena, ma
ma perchè con pubblica autorità vende- dipendeva daH'arbilrio del giudice, il qua-
vano all' incanto, davano danari ad usu- le ponderate le circostanze, l’ammetteva,
ra, pagavano per altri, fidavano a pro- o la rigettava (10). I Glossatori da diverse
prio rischio somme da trasportarsi altro- leggi trassero argomenti onde stabilir l’o-

(ì) Geli. lib. XTrT Noci, attic. cap. a. (3) Cic. prò Q. Roscio cap. 1 Solent fere
.

Petebatur apud me, die’ egli, pecunia quae dicere, qui per tabulas hominis honesti
dicebatur data mimerataque, sed qui pe- (parla degli argenlarii) pecuniam expen-
tebat, neque tabulis, neque testibus id fa- sarn tulerunt: egone talem virum corrum-
ctum docebat. E poco dopo Is unde pe- — pere potuit, ut mei caussa falsum in codi-
tebatur cum suis multis patronis clami- cem referret.
tabat, probari apud me debere pecuniam (4) Accurs. ad l. 9 § a ff. de edend.
datam consuetis modis, expensilatione, (5) Pancirol. Far. lect. lib. 1 cap. 3a.
mensae rationibus, chirographi exhibitio- L. io pr.ff. de edend.
(6)
ne, tabularum obsignatione, testium inter- Cujac. lib. io Observ. cap. 14.
(7)
cessione. (8) 9 § aff. de edend. — et ipsi, sicut
(a) Cic. prò Q. Roscio cap. i . — Quod argentarii, rationes confciunt, accipiunl
ti ille (dice Cicerone) suas proferì tabu- pecuniam , et erogant per partes : quorum
las, proferì suas quoque Roscius : erit in proludo scriptum , codicibusque eorunt
illius tabulis hoc nomea .- at in hujus non maxime continetur, et frequentissime ad
erit. —
e poco dopo — Si tabulas C. Fan- fdem eorum decurritur
nius accepti et expensi proferì suas, in (9) L. 4 § 3 ff. de edend.
suam rem, suo arbitratu scriptas, quomi- (10) Menoch. de arbitr. judic. qu. casa
nus secundum illum judicelis, non recuso. xeni.
Idem in Ver. /. cap. 34.

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PARTE PRIMA 23
pinione che i libri dei commercianti ben sono tre : il libro giornale, quello degli
tenuti, cui dallo scrivente fosse supplito inventarli, e Nel libro
il copia-lettere.
col giuramento, meritavano piena fede: giornale dev'essere registralo di giorno
l’avevano difesa alcuni Dottori prima del in giorno tutlociò che si deve a lui, e tut-
secolo decimo terzo, la fecero sua nel se- tociò ch'egli deve ad altri, le contratta-
colo decimo quarto, Bartolo, Baldo, Pie- zioni, spedizioni, accettazioni, girate di
tro De-Fcrrari ed altri (1): al rinascere lettere di cambio, o altre simili scritte
del diritto Romano in Italia, fu dalle cat- commerciali, anche le girate, perchè que-
tedre promulgata come conforme all'equi- ste possono formar gran parte del passivo

tà e alla ragione. Questo privilegio attri- di un decotto, e se non sono inscritte nei
buito ai commercianti, fu dalle leggi Mu- libri da lui tenuti, se ne trova difficil-
nicipali delle diverse città, col fiorir del mente altrove la traccia, e generalmente
commercio, riconosciuto e confermato, fu tutto ciò che il commerciante riceve o
compreso negli statuti di Venezia, di Bo- paga a qualunque sia titolo anche estra-
logna, di Firenze, di Padova, di Roma, e neo al commercio da lui esercitato, il

non v’è statuto, in cui non se ne incon- prezzo, per esempio, di una casa che ven-
trino i che nel medio
vestigli. Gl'Italiani de o compra, quanto perviene in lui per
evo, trasportavano nelle Gallie, in Ger- eredità, successione, o altro titolo, e an-
mania, e alle più rimote genti, le merci che la dote della moglie, perchè altri-
che traevano dall’Oriente, dall’Egitto, dal- menti, in caso di fallimento, nella impos-
l’Affrica, diffuseroquesto privilegio inqua- sibilità di giustificare f impiego del de-
si tutta l’Europa, (2) e si è conservato li- naro di cui è manifesto l’introito, po-
no ai giorni nostri, benché non eguale trebbe coprire con simulazione di dote
dappertutto, ma in alcuni luoghi più este- la bancarotta, e sottrarre ai creditori il
so, in altri più limitato. Scaccia (3) per suo attivo. Il giornale deve altresì com-

dimostrarne l’ equità e ragionevolezza, di- prendere il fitto di casa, il salario degli


ce che siccome i mercanti danno spesso e impiegati, e anche le spese domestiche,
ricevono a credenza, e contrattando con ma può dispensarsi dal farsene ogni gior-
tante diverse persone, sarebbe loro gra- no minuto
il dettaglio, e basta che al fin
vosissimo il procurarsi da ciascheduna un d'ogni mese vi scriva qual somma gli
chirografo, o altra prova diversa da quel- costò in quello il mantenimento della sua
la che può ricavarsi dai loro libri; cosi famiglia, senza specificarne ad uno ad
deve intendersi che abbiano un tacito man- uno gli oggetti.
dato di scrivere il dato e il ricevuto, per 68. Il commerciante deve ogni anno
cui debba prestarsi fede ai loro libri, e formare privatamente senza intervento
Marquardo (4) riflette che il negar fede di notaio, o d' alcun uffiziale ministeria-
ai libri sarebbe lo stesso che metter sos- le, l’inventario di tutti i suoi beni mobili
sopra il commercio, e rimovere molti ne- e immobili, e di tutti i suoi debili e cre-
gozianti dall’ esercitarlo. Vengo al Codice diti, deve poi sottoscriverlo, e di anno in
di Commercio. anno copiarlo su d’ un registro speciale
67. Ogni commerciante, cioè chiun- che chiamasi libro dcgCInrcntarii. Deve
que, per sua professione abituale, è soli- copiare egualmente sopra un registro par-
to far atti considerati atti di commercio, ticolare le lettere eh’ egli manda ed è ob-
è in obbligo di avere alcuni libri, dai qua- bligalo semplicemente a formare un fa-
li appariscano tutte le sue mercantili ope- scicolo di quelle eh’ egli riceve. Questi
razioni. e non conformandosi a questa libridevono essere numerati e affogliali.
disposizione di legge può essere processa- firmali c muniti del visto o da uno dei
to come doloso bancarottiere (5). I libri Giudici del Tribunale di Commercio,
che la legge richiede indispensabilmente, ovvero dal Sindaco, o da un aggiunto

(i) Bartol. ad I. admonendi Zi ff.de ju- (3) Scacc. de jad. ceni. ciò. lib. a cup.
retur., Bald. ad eamdem I. admonendi. 1 1 /i. 129 1 3o.
Ferrar, in proci, aur. pag. 186 n. 6. .(4) Marquurd. de Jur. Mercat. lib. 3
(a) V. Heinecc. de libr. mercat. foro ced. cap. 9 n. 30
Esercii. XV. § 6 ad 18. (5) Coti, di Comm. art. 594.
1 ,
t

f.

2* DIRITTO COMMERCIALE
nel modo consueto, e senza spese. Il li- che il negozio fu sciolto, e gli facesse
bro giornale e quello degl’ Inventarli de- giudizialmente intimar di produrle; se
vono essere inoltre firmati dai medesimi, Tizio si scusasse dicendo, che non le ha
e muniti del vitto, una volta in ogni conservate, e Sempronio invece le pre-
anno (
1 ). sentasse trascritte nel suo copia-lettere
69. Questi libri fanno conoscere le e fosse per mezzo di quelle giustilicata la
convenzioni stipulate fra negozianti, e le sua asserzione, non v’ ha dubbio che
loro vicendevoli obbligazioni, c manife- mancando altronde una concludente pro-
stano in caso di fallimento ai creditori va in contrario, Sempronio dovrebb’ es-
la condotta e lo stato del loro debitore. sere assoluto dalla dimanda di Tizio (2).
Il libro degli inventari offre al negozian- I negozianti che si distinguono pfcr la lo-
te che dee tenerlo, il prospetto delle sue ro accuratezza, conservano oltre le let-
facoltà, onde proporzioni a quelle il suo tere che ricevono, riunendole in un fasci-
commercio, e dovendosi formar 1 * inven- colo, anche le ricevute, i conti di compra
tario e registrarsi nel libro a ciò destina- e vendita, le fatture, le lettere di cambio,
to, entro l'anno, egli può spesso conosce- i biglietti ec., onde l’esattezza dei libri

re lo stato de' suoi affari, e frenare in sia dalle scritte originali ben dimostrata.
tempo l’impeto che lo trasporta a rovi- II copia-lettere non può essere riguarda-
nose intraprese, e mutare o moderare le to che come un registro ausiliario, e i
sue speculazioni, prima che ne sia irre- negozianti tengono molti di questi regi-
parabile il danno. Il Regolamento Fran- stri servono essi a verificare le partico-
:

cese dell’anno 1673 prescriveva pure larità e le clausole delle convenzioni che
r annuale inventario, ma non il registro; si fanno per mezzo di lettere, dai nego-
e il menante di mala fede prevedendo zianti, ma lo stato degli affari ultimati si
imminente il suo fallimento, poteva ri- rileva per l'intiero dal libro giornale che
fare a suo modo gl’ inventarii di molti necessariamente contien elementi da gli
anni precedenti, e in tal guisa nascon- cui si compongono tutti gli altri, e pre-
dere ai creditori le cagioni vere che lo senta la somma di tutte le operazioni :
avevano reso decotto: ma i compilatori non è sperabile che nella copia delle let-
del Codice di Commercio provvidamen- tere non isfugga qualche inesattezza, 0
te stabilirono che gl’ inventarii dovessero qualcheduna, anche involontariamente
copiarsi successivamente, d’ anno in an- non ne sia dimenticata in fine poco è :

no, in un libro particolare senza alcun temibile 1 ’ alterazione del copia-lettere,


vano, numerato, affngliato e firmato, perchè questa sarebbe facilmente scoper-
perchè con questa cautela è impossibile ta dalle lettere originali che rimangono
alterarlo, per sottrarsi alle disposizioni fra le mani de’corrispondenti: perciò non
degli articoli 386 e 594. Il copia-lettere è stato creduto nè conveniente nè neces-
può giovar molto al medesimo negozian- sario 1 assoggettare il copia-lettere alla

te, non solamente perchè in quello può formalità richiesta dall' art. 10 per il li-

tosto precisamente riconoscere il tenore bro-giornale, e per quello degl’ Inventa-


delle commissioni che ha date a questo, rli (3).
o a quello fra' suoi corrispondenti; ma 70. L'obbligo d’aver questi libri es-
perchè da quello può dipendere lo scio- sendo imposto indistintamente a ogni
glimento di molte difficoltà, qualora in- commerciante di professione, non può
sorgano controversie, e anche la decisione dispensarsene il eommerciante a minuto,

di queste innanzi ai Tribunali-Per esem- per quanto sembri nell’ impossibilità di


pio, se Tizio dimandasse a Sempronio adempirlo. S’egli fa i suoi affari a denaro
l’esecuzione di un negozio concertato e contante siccome non può rendersi de-
.

conchiuso fra loro, e Sempronio lo ricu- cotto , cosi poco importa eh’ egli abbia
sasse, aggiungendo che dalle lettere da libri, quantunque anche senz’esservi ob-

lui spedite al medesimo Tizio risulta, bligata, ogni persona prudente tenga re-

(i) Cod. di Comm. art. 9 io 1 . (3) Locrè à r art. io Delvincourt note


(a) Locré à Vart. 8 Delvincourt noi. à
. à la pag. 8 . n. 4 .

la pag. 8 n. a.
»

PARTE PRIMA 25
gistro dì ciò che vende giornalmente o dice di Commercio, il quale ne ha dato
compra, e del danaro che spende o rice- espressamente il comando.
ve ; ma se in parte egli compra a respiro 72. Vuole il Codice che i libri da esso
e vende a credenza, il suo proprio inte- prescritti, non solo siano sottoposti alle
resse al pari della legge richiede un libro suaccennate formalità, ma siano tenuti per
in cui scriva ciò che compra a respiro, ordine di data, senza intemizioni, lacu-
saper quando scadono i pagamenti che ne, nè trasposizioni in margine (2), af-
deve fare, e ciò che vende a credenza finchè un negoziante di mala fede non
per esigere ciò che gli è dovuto dai com- possa all’ occorrenza nascondere le sue
pratori. La semplicità e la modicità del frodi, empiendo i vani con vendite, com-
suo commercio, fa si che il tenere i libri pre, 0 pagamenti simulati, 0 aggiunger-
dalla legge prescritti poco talento richie- vene dirimpetto. Perciò lutto dev’essere
da e poca fatica (1). scritto continuamente, e di seguito, e il
71. Ogni casa di commercio ben or- negoziante che ha venduto a credenza
dinala, ha sempre tenuto parecchi libri, una mercanzia, e al tempo stabilito ne
c i principali sono : il libro giornale, ed riceve il prezzo o il rimanente del prez-
è quello in cui sogliono i negozianti scri- zo, non deve notare il pagamento che
vere giornalmente tutti gli affari, ed ope- gli vicn fatto, sul suo giornale, in mar-
razioni del loro commercio a misura che gine, accanto alla linea, 0 linee che rife-
si presentano, e il nuovo Codice per quel- riscono la vendita, ma fa duopo che ne
lo che imperiosamente prescrive, non ha faccia un articolo a parte nell’ordine del-
fatto che accrescerneil rigore, e aggiun- la data, non della vendita, ma del paga-
gere alcune formalità per impedire che mento. Sempre è stato richiesto che i li-
non venga poi alterato. Oltre di questo, bri di commercio fossero bene e regolar-
il libro di debito e credito, chiamato mente tenuti, anzi i diversi Governi con
gran libro, o libro maestro, ed è quello particolari statuti hanno talvolta prescrit-
che contiene i conti correnti aperti da un ta la forma c il metodo con cui si debba-
negoziante ad un altro con cui ha intra- no tenere i libri mercantili, affinché pos-
preso qualche negozio, c da un Iato si sano meritar fede. Questo oggetto non è
portano in debito le vendite fatte, le let- sfuggito alla savia previdenza delle R.
/
tere di cambio, e biglietti forniti a ognun Costituzioni del Piemonte (3); è stalo or-
di quelli cui si riferisce particolarmente dinato (4) che quanto venisse scritto nei
l' articolo ; e dall' altro si portano in cre- libri mercantili non possa mai essere ra-
dito i pagamenti fatti da quello stesso, schiato, e occorrendo di doversi emendar
indicando il numero del libro giornale qualche errore, possa bensì cancellarsi lo
ove ogni somministrazione, e ogni paga- scritto, ma in modo che resti tuttavia in-
mento è registrato per ordine di date ; il telligibile. E per contenere i negozianti
libro di cassa ove il negoziante scrive da nei limiti della buona fede, fu pure ordi-
un lato le partite di denaro che riceve, e nato che riconoscendosi nei loro libri de-
dall’ altra quelle che paga. Il codice di scritto un genere 0 qualità di mercanzia
commercio dichiara che questi libri non invece di un altro, a pregiudizio del com-
sono indispensabili, e ciò significa che pratore, oppure annotato il prezzo come
non sono di assoluta necessità, ma non pattuito quando noi fosse, 0 alterato il
possono supplire al libro giornale, al li- convenuto, 0 esistente ancora in debito
bro degli inventarli, e al copia-lettere che 0 una partita già pagata, incorrano nella,
ogni commerciante è obbligato a tenere pena del quadruplo, e quando vi concor-
nel modo dalla legge prescritto, perchè ra il dolo, che vi sia luogo anche a pena
sebbene potesse dirsi che il regolamento corporale, avuto riguardo alle circostan-
del 1673 ne dava soltanto il consiglio, ze del caso. Non merita fede una scrittu-
pure non potrebite dirsi lo stesso del Co- ra su cui cada sospetto (5), e qualora sia

fi) Locré à P art. 8. not. i, (4) Loc. cit. §. 7.


(>) Cod. di Comm. art. 8, 9, io. 5 Leg. uh Cod. de Edict. D. Adr.
( )
(3) R. Costi!, lib. 1 tit. 16 cap, 4 a toll.
$ 1
3 4 e seg.
4

ed by Google
26 DIRITTO COMMERCIALE
stato riconosciuto errore nelle partite di ce suppletorio che possa domandare
il ,

un libro, conto, o altro: qualora un libro egli stessoper completare la prova imper-
mercantile apparisca alterato nelle parti- fetta,che nasce dai suoi libri. Bigot in-
te in esso contenute, o interlineato, o apo- terpretando le parole dell'art. 1329 ,point
stillato,o vi si riconoscano cancellature de preuve per 1’ abolizione totale della
e raschiature, non avrà più forza in giudi- passata consuetudine, non riconosce nei
zio per provar contro un terzo (1). libri del mercante verun primordio di
73. Il codice di commercio obbliga i prova, ed abilita lo scrivente alla dela-
negozianti a conservar per dicci anni i zione del suo giuramento decisorio. Al-
libri prescritti, e la mira del legislatore l’ incontro Mallevine riflettendo che si

fu d’ impedire le frodi (2). Non v’ha dub- può questo giuramento deferire sopra qua-
bio che i probi negozianti, per essere in lunque specie di contestazione, sebbene
grado ad ogni evento di far comparire in manchi ogni principio di prova (art 1538
tutta la sua limpidezza la loro buona fe- 1360), e che l’art. 1329 se avesse inteso
de, gelosamente custodiranno tutti i loro di parlare di questo, non v’era bisogno
registri piu antichi, e coloro, che tali non che ne facesse una speciale preservazione,
sono, avranno un freno dall' obbligo di supplisce alle parole pnint de preuve, al-
dover custodirli almeno per dicci anni, cuna prova, aggiungendo entière, intiera,
perchè si troveranno nella impossibilità c crede che sia rimesso alla prudenza del
75.
di trafugar quelli, dai quali potesse desu- giudice il deferire al mercante di cono-
mersi la prova della loro fròde o negli- sciuta probità il giuramento suppletorio
genza, per cui sarebbero esposti ad esser impugnate siano
nel caso che le partite
convinti di bancarotta semplice, o dolosa. La corte di Cassazione di
verisimili (6).
74. La consuetudine generale invalsa ha deciso (7) che chi reclama
Parigi però
in Europa, come abbiamo già detto, at- una somma eccedente 150 franchi, e non
tribuiva ai libri dei mercanti, tenuti in produce che le partite de’ suoi libri, non
regola, il privilegio di far prova anche in può domandare il giuramento suppletorio.
favore dello scrivente per le partite riguar- 11 codice di commercio dichiara,
danti suo commercio ma non dapper-
il che i libri mercantili tenuti in regola
tutto egualmente, giacché in qualche par- possano essere ammessi dal giudice per
te avevano indefinita fede in giudizio, in far prova tra’ commercianti, in fatto di
altre era limitata o ristretta fino a una commercio (8). Non v’ha dubbio che que-
certa somma (3). Secondo le R. Costitu- sta disposizione non si estenda ai libri,
zioni del Piemonte i libri mercantili te- che il negoziante è solito tenere, ma tie-
nuti nella forma da esse stabilita fanno ne soltanto se vuole, perchè qui il codice
soltanto una semipiena prova in giudizio parla de’ libri mercantili indistintamen-
contro i debitori per il corso d'anni cin- te, » libri di commercio-, laddove al seguen-
que, da principiare dalla data delle parti- te articolo 13, parlando de’libri prescritti,
te ivi registrate (4). Il Codice civile non e d’obbligo, dice formalmente (9) : 1 libri
accorda ai libri de’ mercanti il privilegio che gV individui esercenti la mercatura
della prova, ma preserva la forza del giu- sono in obbligo di tenere all' art. 12 di-
:

ramento (5). Data questa preservazione, ce: « libri regolarmente tenuti e all’ art, ;

insorge il dubbio se in caso di contesta- 13 parla del difetto di formalità, e le pri-


zione debba intendersi preservato al mer- me espressioni si applicano a qualunque
cante il giuramento decisorio, che egli specie di libri, mentre le seconde non so-
possa deferire al preteso debitore, o inve- no applicabili che ai libri voluti dalla leg-

(i) Rot. Florent. decis. aa n. 8 tom. g. R. Costi t. lib. 2 tit. 16 cap. 4 § 9 e io.
(4)
Thes. Ombros. decis. 38 n. 35 tom. i decis. Cod. civ. art. i3ag.
(5)
18 n. i3, 41 tom. g. Card. De-Luca de cre- Miltcville Analis. art. i 32 q.
(6)
dit. disc. 78 n. 1. Genua de scrip. priv. Corte di Cass.iz. Decis. de' a Stag-
(7)
lib. 4 tit. de libr. mercat. n. 86. Ansald. de gio 1810 presso Sirey.
comm. disc. gener. n. 140 et seg. (8) Cod. di Comm. art. la.
(a) Cod. di Comm. art. 11. (9) Cod. di Comm. art. i 3 .

(3) Ansald. de comm. disc.gen. n. 94.


PARTE PRIMA 27
ge.Questa diversa maniera di esprimersi fessione consista nell’esercizio della mer-
mostra evidentemente che l’art. 15 sta- catura, e non basta ancora che la qua-
bilisce una regola generale per tutti i li- lità de’collitiganti sia in questo modo de-
bri ordinariamente tenuti dai negozianti. terminata, ma è necessario che l’ oggetto
I soliti libri in sostanza si riducono a un della contestazione sia un fatto di com-
solo, cioè al libro giornale, poiché il gran- mercio. I libri mercantili di un negozian-
libro, il libro di cassa, c altri se ve n’ha, te non saranno ammessi a far prova ch’e-
sono ricavati dal libro giornale, e non gli ha venduto a un altro negoziante una
fanno che presentare in ordine gli ogget- casa, 0 uno stabile, perchè questa vendi-
ti, che sono in esso misti e confusi, ma ta, in senso della legge, non è un fatto di
servono a dar cognizioni e schiarimenti, commercio. Un mercante di vino compra
che nel libro giornale talvolta mancano, da un mercante di panni un taglio di
e può anche accadere che qualche fatto panno per farsi un abito, o maggior quan-
sia stato innocentemente omesso in quel- tità per vestire i suoi figli, 0 il mercante
lo, e si trovi in questi. Perciò, sebbene per di panni compra daU’altro il vino che gli
attestare una operazione, il libro giornale è necessario pel consumo domestico, i li-
basti, e non vi sia più bisogno di ricorre- bri mercantili del venditore non saranno
re agli altri, pure si corroborano a vicen- ammessi a far prova, perchè in questo ca-
da e si convalidano, ed è giusto che tutti so il compratore non opera come com-
riconoscendosi tenuti colla dovuta accu- merciante, ma come un semplice parti-
ratezza, tutti si ammettano a far prova. colare (1).
76. Giova riflettere che il legislatore 78. Quanto si è detto dell’ ammissibi-
non disse, che i libri mercantili regolar- lità de’ libri mercantili a far prova, è ap-
mente tenuti faranno prova in giudizio, plicabile soltanto al caso, in cui lo scri-
ma semplicemente che possono assere am- vente voglia desumerne una prova in suo
messi dai giudici a far prova, e in tal mo- favore. I libri mercantili voluti dalla leg-
do non prescrivendo ai tribunali alcuna ge, per cuinon saranno state osservate le
regola di rigore, abbandonò alla loro co- formalità prescritte, non solamente non
scienza il decidere se meritino piena fe- potranno essere presentati in giudizio, nè
de, o se, per quanto non difettosi, pur non far fede in favore di coloro che gli avran-
debbano valutarsi, e altresì lasciò loro no tenuti (2), ma costoro in caso di falli-
l'arbitrio di ammettere se stimano gli mento potranno essere altresì dichiarati
uni o gli altri, secondo la diversità delle bancarottieri semplici, e anche dolosi,
circostanze. Non v’era dunque motivo di quando abbiano che possano
difetti tali,
limitar l' ammissione ai libri d’ obbligo, indurre sospetto di frode (3); faranno pe-
tanto più che il rigore nuovo e le nuove rò piena prova contro di loro tanto que-
formalità non furono, come chiaramente sti, quanto gli altri libri, siano essi 0 no,
apparisce, dal legislatore dirette ad assi- ben tenuti, perchè restano in questa par-
curarsi di più della lealtà e buona fede te in vigore le leggi comuni anche pe’ne-
dello scrivente, ma bensì a impedire che il gozianti, e le consuetudini antiche.
mercante prossimo al fallimento non gli 79. È massima generale che qualun-
alterasse,o all’ occorrenza non li rinno- que semplice calcolo 0 scrittura ha forza
vasse, che l'esperienza aveva dimostra-
il di provare contro colui che n’ è l’autore,
to non difficile, stando all’antica consue- quantunque le partite in essa contenute
tudine. apparissero scritturate da terza perso-
77. Per essere ammessi a far pro- na (4), e’i libri scritturati da un compli-
va non basta che i libri mercantili sia- mentario di una ragione di negozio, alla
no regolarmente tenuti, ma fa duopo di cui firma si suol dar piena fede ad ef-
che la contestazione penda fra commer- fetto di obbligar gli altri socii della me-
cianti, cioè fra persone, di cui la pro- desima, hanno forza di provare contro i

fi) Delvincourt not. de la pag. g n. S (4) Ansald. disc. gen. n. 148, Casareg.
et 6. de comm. disc. aso n. ai.
(a) Cod. di Comm. art. i 3 . Rot. Florent. decis. a 5 n. a 6 tom. 4
(3) Cod. di Comm. art. 587, 5 g 3 , 594. Thes. Oiubros.
28 DIRUTO COMMERCIALE
preponenti approvatoci delta di lui perso- ti e corredo, 0 riconoscendosi difettosi nel-
na, e per conseguenza contro la stessa ra- le date e nelle scritturazioni, ne sia so-
gione cui appartengono i libri ( 1 ). Chiun- spetta la fede, c ne vacilli in giudizio la
que però accetta in parte le partite scrit- prova in favore di chi li scrisse ( 4 ). Os-
turate inun libro mercantile, non potrà serva però Eineccio che in alcuni casi
più impugnare le altre che avessero con- non dovranno ammettersi i libri di un
nessione, e dipendenza dalle prime, co- decotto a far prova nemmeno contro il
sicché non potrà rigettare le partite in medesimo decotto.se non concorrono cir-
debito quando abbia riconosciute quelle costanze che allontanino il sospetto di
postevi in credito provenienti da una me- frode, perche potrebbe darsi che avesse
desima causa, conto, e negoziazione (2). scritto partite a suo debito, a danno di
Il Codice Civile uniformandosi alle mas- veri creditori, e adduce per esempio, se
sime che trovò introdotte, stabili che i li- avesse notato una dote troppo vistosa ri-
bri mercantili facessero prova contro i cevuta dalla moglie, 0 somme avute ad
mercanti, a condizione però che quello il imprestito. 0 pagategli da parenti 0 ami-
quale vuol trar profitto da questo mezzo ci, perchè la confessione deve nuocere a

di prova non pretenda di scinderne il chi l’ ha fatta, ma non ai terzi ( 5 ).


contenuto, ma accetti anche le partite 80 L’obbligo imposto ai negozianti di
.

contrariò alla sua pretensione 3 ). Il Co- (


giustificare la loro condotta per mezzo
dice di Commercio non ha derogato a de' libri mercantili, e la prova che fanno
questa disposizione, ed entrambi si con- contro di loro, suppone il diritto di esi-
ciliano egregiamente: questo provvede al gerne la produzione 0 esibizione. Bis in-
caso, in cui dai libri mercantili, lo scri- terimitur qui suo gladio perit : è un' an-
vente voglia ricavare una prova in suo tico proverbio, ed è cosa dura il dover tol-
favore, e il Codice Civile si riferisce al lerare che il mio avversario prenda per
caso, in cui una persona terza, commer- combattermi le armi in casa mia (6): pu-
ciante, o no, voglia opporli allo scriven- re specialmente fra’ negozianti, per con-
te per conseguenza, potrà chiunque per
:
suetudine antica e generale, è invalso che
liberarsi da un debito, oda altra qualun- non abbia a negarsi
l'esibizione de’ libri
que obbligazione appoggiarsi ai libri del nè all’attore nè al reo che la richiede e
mercante con cui è nata questione, e per in caso di rifiuto, chi la ricusa vi sia co-
mezzo di essi farla risolvere dai Tribuna- stretto dal Giudice (7); deve però concor-
li,benché una delle parti non sia com- rervi una giusta causa, cioè che l’ attore
merciante, o non si tratti di mercantile non abbia altro mezzo di provare la sua
operazione. Allora cessa la disposizione intenzione, 0' di corroborare e rendere più
facoltativa attribuita ai Giudici dal Co- vigorosa la prova già addotta, e viceversa
dice di Commercio suben-
(art 13 ), e che il reo non possa in altro modo giu-
trando la disposizione assoluta del Codi- stificare la sua eccezione. Allora i nego-
ce Civile (art. 1330 ) non si può negar zianti sono tenuti non solo alla esibizio-
l'ammissione dei libri alla prova, ancor- ne de' loro libri di negozio, ma ben an-
ché essendo libri di un negoziante fallito che a quella di qualunque altra scrittu-
che n'ebbe l’uso anche nel tempo della ra, e perfino de’ libri di privata memo-
decozione, e mancando dei soliti requisì- ria (8). Inoltre siccome rendendo osten-

Rota Genuens.de mercat. decis 1 7 5


(i) n. 3o et seq. Ansald. de comm. disc. geni
n. 4. Ansald. de comm. disc. 5 i. n. 4. Ca- n. i3i.
saregg. de comici- disc. 3 o n.8a e segg. ( 5)
Heinecc. loc. cit. § ai.
de cred. cap. a tit. S n. aoaa
(a) Gait, (6) L. de min. 1 o § tormenta {f. de quaest.
et seqq. Ansald. de comm. disc. gen. n. 1 5o et I. minas grane 1 1 Cod. de test.
i5i, i 5 a. De Hevia comm. terreste, cap. (7) Gnit .de cred. cap. a n. io., Genua
a 3 n. 7. de script, prie. lib. 4 tit. de libr. mere,
(
3 ) Cod. Civ. art.
53 o. 1 pari, 1 n. 69. Casareg. de comm. disc. io*
(4) Heinecc. de libr. mercat. for. cedent. «. 4, 5, 07, et 87.
$ i3, 19, ao. Card. De- Luca de cred. disc. Leg. 3 § 9 ff, ad exhib. L. a. /. 6 § 8
(8)
78/1. 16. Roccus de decot. mercat. not. io Cod. de edend. Ansald. disc. 72 n. 14, 16
.

PARTE PRIMA 29
sibili i libri di un negoziante, si può re- cura nel tempo stesso di togliere i prete-
car grave danno a lui, e talvolta anche sti di abusare delle sue disposizioni per

ad altri negozianti e cittadini palesando investigare il segreto degli affari dei ne-
le loro operazioni e lo stato de’loro affari, gozianti, delle loro corrispondenze, e delle
sogliono i Tribunali, prendendo norma loro speculazioni. Non ha permesso che
dal Diritto Romano, ordinare l'esibizione si nieghi l’esibizione de’libri mercantili,

de’libri, in quella parte soltanto che con- ma ha determinato i soli casi, nei quali
cerne la dimanda, o su cui cade fra le poteva competere il diritto di farseli co-
parti la controversia (1). municare per poterli svolgere ed esami-
SI. Secondo le R. Costituzioni del Pie- nare a beneplacito, c ha dichiarato che
monte i proprietarii de’libri non possono la comunicazione de’libri e invenlarii non
astringersi a dar comunicazione nè del potrà essere ordinata in giudizio che per
libro giornale, nè del libro maestro che fatto di successione, di comunione, divi-
nei casi di successione, società, sciogli- sione di società, e in caso di fallimento (5).
mento di essa, o di fallimento, e negli al- Ragion vuole che il coerede pienamente
tri vogliono che basti la deposizione del- conosca lo stato dell' eredità che gli è in
T autentico estratto delle partite dei me- parte devoluta, c nè egli nè la moglie che
desimi che formano il soggetto della ha col marito comuni i beni, nè il socio
disputa, e l’esibizione de’ libri nel loro nel doversi ripartire le perdite e gli utili,
originale al Giudice, qualora cosi venga nè i creditori nel riconoscimento da farsi

da lui ordinato (2). del patrimonio del comun debitore decot-


82. Può darsi che un negoziante abbia to, possono discutere e definire i loro in-
i suoi libri in un luogo, il suo domicilio teressi senza di essi. In questi casi è ne-
in un altro, e che sia convenuto in un
)
cessario di scorrerli per intiero, ma quan-
luogo diverso da quello ov’ è seguita la do nel corso di una lite, per terminare
sua amministrazione ; ed allora non sa- una contestazione basta un estratto, la
rà obbligato a farne l’ esibizione fuori del legge permette al giudice di ordinare sol-
luogo ove esistono, e la parte che la ri- tanto che siano presentati, non deposita-
chiede, dovrà, se vuol profittarne, farli ti,per aver copia di ciò che riguarda l’og-
trasportare a sue spese c pericolo, nel luo- getto su cui le parti contendono-, e può
go della contestazione (3). All’ esibizione ordinarlo, anche d’officio, ossia di propria
de’libri è tenuto anche l’erede del nego- autorità, nel caso in cui lo creda oppor-
ziante all' istanza di chiunque abbia in- tuno per accertare la verità, benché al-
teresse di richiederla: se sono diversi gli cuna delle parti non lo richieda (6). Fi-
eredi, o possiede un solo, questo solo
li nalmente, se l’ attore, o il reo si offre a
deve essere costretto ad esibirli, o tutti prestar fede ai libri del suo avversario, c
gli hanno in cornane e tutti dovranno es- questi ne ricusa la presentazione, può il

servi obbligati (4). Il Codice di Commer- giudice proporre il giuramento all’altro (7)
cio mirando ad assicurare la buona fede perchè qualora non vi siano circostanze
nel commercio, e a prevenire le frodi, vol- che scusino il renitente, c rendano sospet-
le che ad ogni evento potesse tosto chiara to chi domanda la presentazione, in favor
apparir dai libri di un negoziante la si- di questo nasce una presunzione di pro-
tuazione, e la di lui condotta, ma ebbe bità, e in quello di mala fede.

dischi n. 3, la. Genua de script, prie. lib. de mercat. decis. 98 n. 4. Ab. Ecclesia,
4 tit. de libr. mercat. n. 20 et 54. Gait. de observ. furens. part. 1 oh se re. 5 i n. 34
cred. cap. 2 n. 1086. et 35.
(1) Leg. io § 2 ff.de edendo. L. \ff. de (4) Ansald. de comm. disc. 66 n. 8 et 9
Jide instrum. Leg. 2 Cod. de alim. pupill. disc. 7.3 n. 1 o, 1 7 leg. 6 § 1 et l. 9 § 1 ff.de
praestand. et l. a § 1 Cod. quando et qui- edend. leg. 3 § 3 Jf. comodati leg. 63 § 4
bus quarta pars deb. Genua de script, pria,
ff. prò socio.
lib. 4 tit. an mercatores n. 5g. 5 Cod. di conni), ari. 14.
( )

(2) R. Costituzioni lib. 2 tit. 1 6 cap. 4 § 1 1 (6) Cod. di comm. art. i 5 ivi Locré.
3 ^Leg. 4
( § iff.de edemi. Rot.Geuuetis. (7 ) òrt. >
7 -
30 DIRITTO COMMERCIALE
getto di trame un comune profitto lecito
e onesto.
TITOLO III. 85. La legge Romana divideva la so-
%
cietà in universale, comprensiva di tutti
DELLE SOCIETÀ DI COMMERCIO. i beni presenti e futuri dei socii prove-
nienti da qualunque causa di acquisto(2);
83. 1 Romani avvezzi a torsi coU’armi in generale che abbracciava soltanto i
c ad appropriarsi coi diritti che si arro- prodotti d’ogni industria di ciascun so-
gano i vincitori, ciò che le genti al loro cio, non gli acquisti provenienti dal mero
impero soggette, per mezzo del commer- benefìzio della fortuna (3), e in singolare
cio si compartivano, della mercatura non costituita sopra una data specie d’ indu-
curanti, credettero che con poche leggi stria, di negozio, di traffico (4). Il Codice
prese dai Rodii, ed aggiunte al corpo del- Civile abolita ne’ suoi effetti la vera so-
la loro civile giurisprudenza, le contro- cietà universale de' Romani, meno che
versie mercantili potessero sciogliersi, e fra coniugi, ritiene lo stesso vocabolo
i

perciò, nel corpo del diritto Romano, le alquanto limitalo nella sua forza e divide
società de’ mercanti non sono distinte da la società in universale e particolare (5).
quelle d’ogni altro cittadino, e sono rego- La società universale alquanto diversa
late dai principii regolatori delle altre pri- ne' suoi effetti dalla Romana, può essere
vate società. Fu supplito alle leggi Roma- di due specie, cioè 1. di tutti 1 beni pre-
ne dagli statuti particolari delle diverse senti: 2. di tutti i lucri (6). La prima
nazioni, e tìnalmmte Codice di Com-
il rende comune tutti beni mobili e sta- i

mercio determinò con accuratezza la dif- bili appartenenti ai rispettivi soci nel
ferenza fra le une e le altre, non sola- momento della sua stipulazione, come
mente quanto alla loro forma c alla loro può rendere comuni per patto espresso
durata, ma altresì quanto ai diritti e ai tutti i lucri futuri, menochi gli acquisti
doveri dei socii. Nulladimeno le leggi per successione, per donazione, 0 per le-
nuove derogatorie delle antiche, non es- gato, dei quali non si può comunicare
sendo che altrettante eccezioni al diritto alla società che il godimento, nonostante
comune, si riferiscono alle leggi antiche qualsivoglia convenzione in contrario (7).
in ciò che riguarda i principii generali, Si eccettuano però gli sposi, i quali pos-
e a quelle, ove non sono contrarie, riman- sono convenire tra loro prima del matri-
gono soggetti anche i mercanti. Il Codice monio una vera comunione universale,
di Commercio dichiara che il contralto che comprenda tutti i loro beni mobilie
di società, fra i mercanti, è regolato dal stabili, presenti, e futuri, qualunque pos-
diritto civile, dalle leggi particolari del sa essere il titolo del loro acquisto (8).
commercio, e dalle convenzioni delle par- La seconda rende comuni i mobili dei
ti (1); è dunque necessario di conoscere contraenti, i frutti degli stabili, e i pro-

non solo le disposizioni del Codice di dotti dell'industria di ciascheduno (9).


commercio che sono particolari ai mer- La semplice stipulazione di una società
canti, ma ancora le disposizioni del di- universale, senza altra spiegazione, non
ritto civile che sono comuni ai mercanti importa che questa seconda, e in ciò con-
e ad ogni altro cittadino. cordano in parte la nuova legge, e la
84. La società in genere, è un con- legge Romana (10). La società partico-
tratto consensuale, per cui due o più lare, simile alla Romana, abbraccia 0 al-
persone convengono di mettere in comu- cune cose particolari, 0 il prodotto di
ne o denaro o beni o industria, all’ og- qualche specifica operazione, arte, 0 pro-

(i) Cod. di Comm. art. 18 . 6 ) Cod. Civ. art.


( >836.
(a) L. ea vero 3 § i ff. prò socio. Cod. Civ. art.
(7 ) 1837 .

(3) L. coìri societatern 7 e segg.ff. end. 8 ) Cod. Civ. art.


( 1497 , t5a6, 1837 .

(4) L. societates 5 pr , l. curri duobus 5a


. Cod. Civ. art.
(9) i838.
§ curri duo
5 JjT. eod. (10) Cod. Civ. art. i83g. L. coivi società-
(5) Cod. Civ. art. i835. lem 7 Jf. prò socio.

’gle
PARTE PRIMA 31
fessione (1), e da ciò si rileva che le so- cietà in nome
collettivo, in riguardo agli
cietà mercantili, sono comprese nel nu- altri, inaccomandita. La terza è quella
mero delle società particolari. Non per che indicata mediante la semplice desi-
questo però è proibito a due negozianti gnazione dell’ oggetto della sua impresa,
di stipulare tra loro una società univer- non esiste sotto una ragione e non pre-
sale, giacche la società essendo un con- senta il nome di alcun socio, e per conse-
tratto correspettivo, può validamente sti- guenza i suoi socii sono tutti riputati ac-
pularsi tra tutte quelle persone che non comandatarii, e non sono esposti che al
sono dalla legge dichiarate incapaci di pericolo di perdere il capitale che hanno
potersi obbligare (2). A fronte di questa somministrato. La quarta è la riunione
massima generale riflettendo il legislato- passeggierà di due 0 più negozianti (7),
re, che le società universali potrebbero o società di commercio all’oggetto d’in-
facilmente servir di pretesto per masche- traprendere in comune, unicamente una
rare col loro velo una proibita donazio- 0 più operazioni mercantili determina-
ne, dichiara (3), che ninna società uni- te (8).
versale può aver luogo tra quelle persone 87. La società essendo un contratto
che sono incapaci di poter donare o rice- consensuale (9) non ha bisogno di veru-
vere l’una daU'altra, ed alle quali sia vie- na forma particolare per esistere: nulla-
tato di avvantaggiarsi reciprocamente in dimeno, stando al Codice civile, e rite-
pregiudizio dei diritti di altre persone. nendo la distinzione legale tra la validità
Sarà dunque valida la società universale di un atto e la prova di esso, qualunque
86.
stipulata tra due negozianti cui non si società dev’essere stipulata in iscritto,
possa opporre questa incapacità, e in qualora ecceda nel suo capitale la somma
questo caso, la loro società mercantile, di ISA franchi; anzi la prova testimo-
soffrirà bensì la sorte della società prin- niale non è mai ammessa nè contro nè
cipale in quanto ne fa parte, ma in quan- oltre il contenuto dell’atto di società,
to costituisce una società mercantile, il quantunque si trattasse di una somma
contratto sarà soggetto a tutte le dispo- minore(IO). Perciò dalla disposizione del
sizioni riguardanti le società mercan- Codice Civile che esige la scrittura per
tili (4). le società che oltrepassano nel loro ca-
Quattro sono le società mercanti- pitale la somma suaccennata, si deduce
li, 1. La società in nome collettivo. 2. La che nel nuovo sistema sono implicita-
società in accomandila. 3. La società a- mente proscritte quelle tacite società che
nonima. 4. La società in partecipazione. si facevano emergere dalla comunione dei

La prima è formata da due o più perso- treni o della mensa, e che erano altret-
(1)
ne che trafficano insieme a comune pe- tante sorgenti di liti nell’antica giuri-
ricolo, sotto il nome di uno o più di loro, sprudenza (11). Per regola generale basta
ossia sotto una ditta o ragione sociale (5). la scritta privata, ma trattandosi di so-
La seconda si forma tra uno o più socii, cietà che si il defun-
asserisse passata tra
mallevadori e solidali, in riguardo ai ter- to ed uno de’ suoi eredi, sarebbe necessa-
zi, e uno o più socii semplici sommini- ria la prova per atto autentico, all’effetto
stratori di fondi, che diconsi arcomanda- di liberar questo dalla collazione degli
tarii o socii in accomandita (6). Se sono utili in vantaggio degli altri coeredi (12).
più i socii mallevadori e solidali, è diret- 88. Le società in nome collettivo de-
ta sotto un nome sociale che deve ne- vono essere stabilite per atto pubblico :

cessariamente esser quello d’uno o più lo possono essere anche per privata scrit-
de’ medesimi, e in riguardo a loro è so- tura, ma in questo caso devono farsi tan-

Cod.Civ. art. 1 841. e segg.X. Quar- (6) Cod. di Comra. art. a3.
tieri Giur. comp. lib. 3 tit. 26 sei. ir». (7) Cod. di Conno, ari. 29, 3o.
(2) Cod. Civ. art. ioa3. (8) Cod. di Corani, art. 47, 48.
(3) Cod. Civ. art. 1840. {9) Pr. Inst. de oblig. ex consens.
(4) Locré, toc. cit. noi. alT ari. 18 n. 4 (10I C. C. ari. 1834.
5 (i 1) Mallevine d. art. 1834.
'

Cod. Comm.
(5) di art. ao. (u) Cod. Civ. art. 854.
1

R-2 DIRITTO COMMERCIALE


ti originali quanti sono 1 sodi, e ogni o- cictà ha più stabilimenti di commercio
riginale deve indicare il numero degli situati in diversi cireondarii, la consegna,
originali che furono fatti; altrimenti quel- la trascrizione, e pubblicazione di tale e-
l'atto sarebbe nullo (1). Senza una simile saranno fatte al Tribunale di Com-
stratto,
precauzione, una delle parti potrebbe co- mercio di ciascun circondario.
stringer l’altra a seguire il contratto, ed 90. Queste formalità sono state pre-
essa potrebbe impunemente deluderlo. scritte in favore dei terzi, affinchè potes-
Suppongasi che tre siano i soeii, c un so- sero prontamente conoscere le clausole
lo P originale: egli è certo che il deposi- che possono interessarli, e che i socii da
tario dell’ unica scritta privata, potreblie cui l’alto fu stipulato,non potessero più
negare il contratto di società, e che gli allegare, dopo averlo sottoscritto, che ne
altri non avrebbero alcun mezzo di pro- ignoravano il contenuto; quindi lo scrit-
vargliene la esistenza. Potrebbe seguir lo to nelle società di commercio, non essen-
stesso, qualora l'originale unico fosse po- do richiesto come solennità, ma bensì co-
sto nelle mani di un terzo, perchè da que- me prova, la legge ha soggiunto che que-
sto terzo dipenderebbe il favorire una ste formalilà saranno osservate sotto pena
delle parti produccndo o sopprimendo di nullità per gl'interessati, ma che la
l'atto di società. Similmente se nella scrit- mancanza una di esse non potrà esse-
di
ta medesima non fosse fatta menzione del re promossa dai socii contro di un ter-
numero degli originali, il socio di mala zo (4). L’estratto deve contenere: 1. i no-
fede sopprimerebbe il suo originale, e di- mi, cognomi, qualità ed abitazione dei
manderebbe la nullità dell’alto, allegan- socii. 2. La ditta o ragione della società ;
do il pretesto che non ne furono fatti tan- ed è qui da notarsi che i soli nomi dei
ti originali, quanti erano i socii. È da no- socii possono indicare la ragione sociale (5).
tarsi che se una delle parti avrà eseguita Prima del Codice si costumava di ritene-
la convenzione, sarà in lui cessato il di- re le antiche ditte 0 ragioni tociali an-
ritto di opporre perfino o dimandare la che dopo la morte dei loro fondatori, o
nullità della scrittura che la contiene (2). per rispetto della loro memoria, 0 per darsi
E pur da notarsi che questa nullità ren- vanto di lunga stabilità, 0 per assicurarsi
de vano l’atto, o scrittura, perchè la legge della continuata comunicazione dei loro
non permette di fame la prova per mezzo corrispondenti, e si vedevano case di com-
di testimonii, ma non distrugge la con- mercio intraprendere operazioni sotto un
venzione: che questa nullità riguarda i nome divenuto immaginario. 0 sotto quel-
socii, ma non i terzi, i quali possono pro- lo di un morto, di cui l'eredità non pote-
vare la società con tutti i mezzi legali. va essere obbligata. Le nuove leggi hanno
Dacché la società in nome collettivo de- tolto un simile abuso, per cui più d’ un
v’ essere stabilita per pubblica o privata creditore è rimasto effettivamente ingan-
scrittura, ne viene di conseguenza l’ap- nato, fidandosi a un credito apparente e
plicazione alla medesima dei sopraccitato supposto, e ha troncato le controversie
(3) 1834 del Codice Civile cui è confor-
art. che da ciò spesso insorgevano. Siccome
me l’art. 41 del Codice di Commercio. nelle società comuni non vi è indicazio-
89. L’ estratto dell’ atto di società (3), ne di veruna ragione; cosi non vi è biso-
sottoscritto dai notari, se autentico, o dai gno che il pubblico sappia i veri nomi
socii se è privato, dev’essere consegnato dei socii. 3. Le clausole straordinarie re-
entro lo spazio di quindici giorni dalla lative alla firma, e all’ amministrazione ;
sua data, alla Cancelleria del Tribunale come se, per esempio, si fosse detto nel
di Commercio del circondario, in cui la contratto di società, che uno solo, o più
ditta sociale è stabilita, per essere trascrit- socii soltanto avrebbero la facoltà di agi-
to nel registro, ed affìsso pel corso di tre re, amministrare, e firmare per la socie-
mesi nella sala delle udienze ; e se la so- tà, e in questo caso, i nomi, cognomi ec.

(i)Cod.diComm.art.3g.Cod. Civ. art. (4 )


Cod. di Comm. art. 42 .

i3a5. (5) Cod. di Corniti. art. ai.


(*) Cod. Civ. art. i3a5. (6) Codice di Commercioart. 3y, 4 , 4a
Cod. di Comm. art. 42 .
43, 44-
PARTE PRIMA 33
del socio o dei sodi muniti di facoltà vi governo anonima prima di es-
la società

devono essere accuratamente indicati, e sere ma dev’essere approvato


stabilita,

nc vedremo poi la ragione. A. L'epoca, in altresì con cui si stabilisce, e l'atto


l' atto
cui la società deve aver principio, e quel- di approvazione del governo, affisso con
la, in cuideve terminare. quello di società pel medesimo spazio di
91, Per la società in accomandita si tempo (4). Si è pur voluto che l’alto co-
richiedono le medesime formalità che so- stitutivo della societàanonima fosse in
no prescritte per la società in nome col- autentica forma, non in privata scrittu-
lettivo, salve le seguenti differenze. 1. L'e- ra, perchè tanti essendo i sodi quante le
stratto affissonon deve indicare i nomi azioni, e non potendosene per la loro mol-
de'socii accomandatarii. 2. Deve enun- tiplicità,e anche per non essere conosciu-
ciar T ammontare delle somme provviste te, formare altrettanti originali, se ne po-
o a provvedersi per azioni in accomandi- trebbero altrimenti con facilità variare le
ta. 3. Se è per privato chirografo, basta condizioni. È qui a proposito di osserva-
che sia sottoscritto dai sodi risponsabili, re che le società comuni non sono sog-
e che hanno nome nella società (1). L’es- gette ad alcuna pubblicazione.
senza della società in accomandita consi- 93. La società in participazione non
ste nella certezza che i sodi accomanda- è soggetta ad alcuna delle formalità che
tarii resteranno sconosciuti, e se in qualche la legge prescrive per le altre. Essendo
caso, o sotto qualche pretesto dovessero per natura sua di breve durata, può for-
palesarsene i nomi, sarebbe distrutta. La marsi anche verbalmente, e se è negata,
confidenza del pubblico si determina dai se nc può desumere la prova dai libri,
capitali della società, e poco importa il dalla corrispondenza, e anche dall’esame
non saper da chi siano somministrati, di testimoni^ se il Tribunale giudica op-
quando coloro che li somministrano, si portuno di ammetterli a deporre (5).
obbligano soltanto fino alla somma di Quando però fosse stata costituita, non
essi e non al di là. verbalmente, ma per pubblica, 0 privata
92. Non può costituirsi alcuna società scrittura, la prova testimoniale non po-
anonima senza 1' approvazione del Go- trebb’ essere ammessa nè contro l’atto,
verno (2). Una società che si forma per nè per provar cose non comprese nell'at-
mezzo d'azioni interessa l'ordine pubbli- to medesimo.
co, e siccome le intraprese di questa spe- 94. Qualunque società comincia 0 al
me, sono spesse volle altrettanti lacci che tempo destinato dalle parti, o, in man-
si tendono alla credulità de’ciltadini; cosi canza di destinazione, al momento del
è stato riconosciuto necessario l’interven- contratto, e dura, 0 per tutto il tempo con-
to della pubblica autorità per esaminarne venuto, 0 quanto dura 1’affare contempla-
l'origine, e calcolarne le operazioni, onde, to, o la vita di tutti socii, 0 la concorde
i

per essere mal combinate, non siano ra- volontà di ciascuno (6).
gion di rovina della fortuna degli azioni- 95. La società è fondata sulla speran-
sti, e degli amministratori, e non giun- za probabile di un onesto guadagno re-
gano perfino ad alterare, per quanto mo- partitole tra i contraenti in grazia delle
mentaneamente, il credito generale, e la rispettive comunicazioni di ciascheduno.
pubblica tranquillità (3). Questa vigilan- Si dice onesto guadagno, perchè una so-
za previene ogni disordine, e l'esperienza cietà stabilita ex gr. ,
per far contrabban-
de' tempi addietro ha suggerito le dispo- do, sarebbe nulla in faccia alla legge (7).
sizioni del Codice di Commercio, per cui I contraenti possono ripartir fra di loro
non solamente dev'essere approvata dal gli utili e i danni in quella proporzione

(i) Cod. di Comm. art. 37. (6) Si malejicii societàs coita sit, constai
(*) Loeré Espr. da Cod. de Comm. art. nullam esse societatem : generaliter enim
37 . traditur, rerum in/tonestarum nullam esse
(I) Cod. di Comm. art. 37, 40. Societatem L. 5 ff. prò socio.
(4) Cod di Comm. art. 49. (7) C. C. art. i 853 .

(5) C. C. art. 1843 e segg.


5
31 DIRITTO COMMERCIALE
che stimano conveniente (1), ma è proi- ilregolamento, per parte del riebrrente
bita quella che chiamasi società Leoni- abbia ricevuto un principio d’esecuzione,
na, in cni uno si attribuisca il guadagno, o siano passati tre mesi dal giorno che
e l’altro soffra soltanto il danno (1), e nul- n’ ebbe notizia. Qualora il riparto fosse
la sarebbe la convenzione, o patto, per rimesso ad un terzo, e questi o non vo-
cui uno o più socii godrebbero gli utili lesse. 0 non potesse formare il richiesto
nella loro totalità: siccome nulla egual- regolamento, potrebbe insorgere il dub-
mente quella che liberasse le somme o bio, se debba presumersi in questo caso
altri oggetti posti in comune da uno o più che l’intenzione delle parti fu di supplir-
socii, c formanti parte del capitale della vi per mezzo di periti, o se debbano ri-
società (2). Nel primo caso, ancorché al partirsi gli utili, come se nel contratto
socio cui fossero attribuiti gli utili per in- non vi fosse stipulazione di sorte alcuna
tiero, fossero addossati per intiero anche per questo oggetto, ma sembra più con-
i danni; pure la società sarebbe distrutta forme ai principii il riguardar come non
nella sua essenza perchè non v i sarebbe pi ù
,
apposta la convenzione. Se poi dal terzo
interesse comune e però nulla una tal
: fosse stato fissato il riparto degli utili,
convenzione, ma non il contratto di so- senza parlar delle perdite, allora dovreb-
cietà, il quale si regola come se nulla fosse be riputarsi fissato per le perdite un re-
stato determinato sulla divisione degli golamento conforme a quello degli uti-
utili e dei danni e spetta la sua parte a
: li (S).

ciascuno de’socii in proporzione della par- 97. Quando la scrittura di società non
te ch’egli ha nel capitale comune, secon- determina la parte di ciascun socio nei
do la regola, di cui parleremo in appres- guadagni e nelle perdite, i socii prendo-
so. Nel secondo caso, sembra a prima vi- no parte nei guadagni, ciascuno in pro-
sta, che la legge faccia una eccezione in porzione del proprio capitale (6), e per
favore del socio d’ industria, perchè egli togliere le controversie frequenti nella pas-
non avendo porzione alcuna nel capitale sata giurisprudenza (7) sopra la valuta
della società, non corre il rischio di alcu- da darsiall’ opera del socio che non ha

na contribuzione alle perdite, ma, se un conferita che la propria industria, in fac-


momento vede ch’egli real-
si rifletta, si cia ai socii il Codice Civile
capitalisti,
mente vi contribuisce, perchè perde il stabilisce (8) che nel silenzio dei con-
frutto della propria industria per tutto il traenti il valore dell’ industria si debba
tempo della durata della società (3). parificare al capitale di quello fra i socii,
96. È
permesso ai socii di alterar l’e- che abbia messo il meno. Ma è d’ uopo
guaglianza che per regola dovrebbe re- distinguere la parte di capitale che il so-
gnare tra loro, o per meglio dir di fissar- cio mette in comune, dagl’ imprestiti, e
ne la misura a loro talento con una con- anticipazioni che può, e talvolta si obbli-
venzione speciale (4), ma questa non de- ga a fare alla società, per cui stipula che
(7)
ve togliere a veruno di essi la speranza società gliene
la (8) pagherà i frutti, 0 che
/
almeno di qualche lucro. Si può anche questi ogni anno formeranno a vantag-
rimettere il riparlo degli utili all’arbitrio gio di lui un nuovo capitale fruttifero.
di uno de'socii o di un terzo, ed allora il Talvolta è stabilito che i socii potranno
regolamento fatto, a norma della conven- avere conti correnti, e talvolta è loro im-
zione deve osservarsi, e quando non sia posta ('obbligazione di avere »'» conto cor-
evidentemente contrario all’ equità, non rente obbligato una somma determinata
può essere impugnato, e non v’ è luogo a nell'atto di società in questi casi, a que-
:

ricorso nemmeno in questo caso, quando sto riguardo, non figurano che come cre-

Fedro, L. i fav. 5, L.
(i) si non fuerit (5) § 3 In5tit.de Societ. Delvincourt not.
5 knsl.ff. prò socio. de la pag. 1 3 n. 5 6.
(a) Cod. Civ. art i855. (6) C. C. art. i853. L. si societatem 6 /.

(3) Delvincourt. not.à la pag. i3 n. a 3. quid enim 80 ff. prò socio.


(4) § i Inst. de Societ V. Viun. Quaest.select. Ub. 1 cap. 54.
C. C. i855, Leg. si non fuerit 39 § D. art. i853.
Aristo a ff. prò socio.
PARTE PRIMA 33

ditori della società. Vi è qualche caso, in utensili valutati una data somma ; al-
cui alla parte primitiva di capitale, con- lora queste cose periscono a danno della
vien aggiungere ciò che il socio ha avu- società che sarà sempre obbligala, scio-
to occasione di pagare per la società, e il gliendosi, a restituirne
il valore, perchè

deciderne dipende dalle circostanze. Do- ne divenne usofruttuaria sotto questa im-
po aver veduto come legittimamente si plicita condizione (5). Il socio industrio-
costituiscano le diverse specie di società, so deve apportare alia società interamen-
100.
parleremo dei vicendevoli doveri e dirit- te l’ industria che ne forma l’ oggetto, e
ti dei sodi. renderle conto d’ogni guadagno che aves-
98. Il socio deve apportare alla socie- se fatto impiegandola altrove (6).
tà, ciò che le ha promesso (1). Avendo Ai doveri dei socii, convien ag-
promesso denaro, non solamente sarà te- giungere quello di render conto alla so-
nuto ad apportare la somma che deve, ma cietà dei pagamenti ricevuti dai suoi de-
gl'interessi ancora che incominciano a bitori (7), poiché ogni socio ha diritto di
decorrere di pien diritto, senza che vi sia esigere e quietanzare. Può accadere che un
bisogno d’ instanza, dal giorno in cui ne socio sia, per suo conto particolare, cre-
scadeva il pagamento, e lo stesso dicasi ditore di una persona debitrice della so-
delle somme da lui prese nella cassa so- cietà, e che le due somme siano egual-
ciale e convertite in proprio uso, oltre la mente esigibili, e allora il socio deve im-
rifusione dei danni che per mancanza di putare sui due crediti proporzionatamente
queste avesse sofferti la società, o per a- ciò che riceve, c se il suo credito è di sei-
verle impedito ex gr. di estinguere una sua cento lire, ex. gr. e quello della società
,

obbligazione, o di condurre a fine una di 300 ; ricevendo cento cinquanta lire,


operazione che avrebbe prodotto un lu- ne deve imputar cento sul credito pro-
cro maggiore del frutto del denaro (2). prio, e cinquanta sopra quello della so-
99. Se ha messo in comune, non dena- cietà, ancorché avesse fatta menzione del
ro, ma un altro oggetto corporale, come solo suo credito nella ricevuta, perchè
stabili, o merci, deve prestarne alla socie- non deve anteporre il proprio interesse a
tà l’evizione come venditore al com-
il quello della società. Questa regola sup-
pratore (3). Se il socio ha data la proprie- pone che il debitore non ne abbia danno,
tà degli oggetti corporali, periscono que- perchè se taluno ha più debiti, e il paga-
sti a danno della società che ne divenne mento per tutti non basta, egli ha diritto
padrona. Se non ne ha dato che il godi- di dichiarare qual de'suoi debiti intenda
mento, o sono cose che coll’uso non si di pagar per intiero (8), Supposta una
consumano, come gli stabili, e i diritti tale dichiarazione, convien pur distin-
incorporali, e la proprietà loro rimanen- guere se il debitore ha imputato il de-
:

do al socio, periscono a suo danno (A), ma bito ch'era per lui più urgente di estin-
ne perisce per la società il godimento. Se guere, per esempio, un debito per cui era
la perdita proviene da una causa che sia soggetto all’esecuzione personale, egli è
nata dopo la società, e non dal fatto del certo che vale l'imputazione, perchè la
socio, o sono cose che si consumano, co- legge istessa la induce senza che le parti
me i commestibili, o si deteriorano col- l’abbiano stipulata (9). Ma se i debiti so-
T uso, come i mobili, o sono destinate ad no di egual natura, e il debitore ha im-
essere vendute, come
mercanzie recate
le putato il debito particolare del socio, si
alla società per il suo commercio, o Anal- può allora facilmente presumere la con-
mente sono state messe in comune die- nivenza, e l’ imputazione si farà sui due
tro la stima, come il godimento de' suoi crediti, senza che il debitore possa doler-

(i) Cod. Civ. art. 1845. (5) Cod. Civ. art. i83i. L. si id 58 ff.
(a) Cod. Civ. art. 1846. L. Socium 60 prò socio.
pr.ff prò socio L. 1 § ff.de usar. L. a-
,
1
(6) Cod. Civ. art. 1847. L. itdilio 45 §
ditio 43 § et cum a ff. de acquir. vel amiti, et cum a ff. de acquir. vel amiti, posses.
posses- (7) Cod. Civ.arf. 1848, de L. aditio.
si) Cod. Civ. art. i845. 8 Cod. Civ. art. i»53.
( )

(4)
Cod. Civ. art. i85i. ( 9 ) Cod. Civ. art. ia56.
36 DIRITTO COMMERCIALE
sene (1). Se, per lo contrario, il socio ha delle cose necessarie alla società (5). Uno
fatto la ricevuta per intiero conto della de' sodi non può fare innovazioni sopra
società, nulla può pretendere per se, per- gl'immobili dipendenti dalla società an-
chè non può rivocare il fatto proprio, e corché le pretenda vantaggiose alla stes-

gli è proibito bensì di avvantaggiarsi con sa, se gli altri sodi non vi acconsenta-
danno della società, ma non di avvantag- no (6); questa disposizione però non è
giare la società con suo pregiudizio. Per applicabile al socio eletto amministrato-
la medesima ragione, se un socio ha ri- re. È in facoltà di ciascuno dei sodi, di

cevuto pagamento per la sua parte da un associarsi, senza il consenso degli altri,
debitore della società, che si trovi poscia una terza persona relativamente alla por-
nella impossibilità di pagare il resto, la zione ch’egli ha nella società, ma non
parte che il socio ha ricevuta, fosse pur può, senza tale consenso, ammetterla nel-
minore di quella che a lui sarebbe dovu- la società, ancorché ne abbia l'ammini-
ta, deve comunicarsi alla società, non o- strazione (7); perciò questa terza persona
stante la L. si Tìtius 62 ff.
prò socio, la non deve render conto che al socio a cui
quale sembra fissare un principio contra- si unisce, e non può esercitare azioni di-

rio (2). Finalmente se uno de' sodi ha rette che contro di lui. Un socio ha azio-
venduto lucrosamente la sua porzione ne contro la società, non solo per la re-
delle mercanzie della società, la vendita stituzione de' capitali sborsati a di lei
s’intende fatta non per lui solo, ma per conto, ma ancora per le obbligazioni con-
conto della società intera. tratte di buona fede, per gli affari socia-
f 01 Ogni socio è tenuto a rifare i dan-
. li, e per i rischi inseparabili dalla sua

ni cagionati alla società per propria col- amministrazione (8). S’egli avesse preso
pa, come per esempio, se avesse lasciato denaro ad imprestilo per la società, se a-
deteriorare i beni comuni, mentre poteva vesse comprato 0 venduto per essa, o fat-
impedirlo, o non le avesse procuralo un to eseguir lavori, ragion vuole che il peso
profitto che dipendeva da lui di ottenere. di queste operazioni sia sopportato da
Nè avrebbe egli diritto di compensar que- tutti i sodi. Se dopo avere intrapreso un
sti danni cogli utili recati alla società col- viaggio per la società, cammin facendo,
la propria industria, perchè questa per fu assalito dai ladri che lo ferirono e spo-
lui era un debito, o quand' anche non a- gliarono, se ciò non accadde per sua col-
vesse cagionato il danno, avrebbe dovuto pa 0 negligenza, gli è dovuta un’ inden-
procurar gli utili (3). Questi sono i dove- nità, per le spese di guarigione e pel fur-
ri dei sodi in qualunque specie di socie- to, ma quanto alle cose rubate, non ha
tà. Quanto ai diritti, ecco le regole stabi- diritto di pretendere che l’indennità per
lite egualmente dal Codice civile. quelle che gli erano necessarie pel viag-
102. Ciascuno, se non vi è patto con- gio, perchè per le altre non si può dir che
trario, può servirsi delle cose appartenen- abbia corso un rischio inseparabile dalla
ti alla società,purché le impieghi secon- sua amministrazione.
do la loro destinazione fissata dall’uso, c 103. Dovendo la società restituire al
non se ne serva contro l' interesse della socio i capitali sborsati a di lei conto, do-
società, o in modo che impedisca a’ suoi vrà pagarne anche gl' interessi, e qui na-
sodi di servirsene secondo il loro dirit- sce la questione, se il socio possa ripeter-
to (4). Ciascun socio ha diritto di obbli- li dal giorno in cui fece lo sborso dei
gare ì consocii a contribuire con esso al- capitali. Siccome il socio che ammini-
le spese occorrenti per la conservazione stra è ilvero mandatario della socie-

(i) Delvincourt, Instit. noi. de la pag. rustic. L. an unus uff. si servit. vinàio.
>9 n. i. L. Sabinus 98 comm. divid.
() Cod. Civ. art, 1849. (7) Ibid. art. i86t;L. qui admittitur 19
Cod. Civ. art. i85o.
(3) e seg.ff. prò socio, L. consilii 47 § 1 ff de
(4) Cod. Civ. art. i5g h. cum duobus reg. jur.
5a § item Mela i3 ff. prò socio. (8) Cod Civ. art. i5», L. prò socio 38 §
(5) Id. j. L. cum duobus 5* § si quis i5, h. si,
() Id. d. L. std si 97ff. de servii. praed. unius 67, § si quid 9ff. prò socio.
PARTE PRIMA 37

là (1), cosi ogni dubbio sembra tolto dal- to verso del creditore per la metà, ma gli
rarticok) 2001 del ('«dice Civile, il quale competerà il regresso conira l’altro socio,
stabilisce che il mandante deve corrispon- e se nella stipulazione la sua parte nel
dere al mandatario gl’interessi delle som- passivo fu specialmente ristretta alla sua
me da lui anticipate, dal giorno del com- parte nell'attivo, egli non sarà tenuto al
provato pagamento delle medesime, c sic- di là di questa (4).

come il Codice medesimo all'articolo 1846 103. Conosciute le disposizioni del Co-
dichiara che per le somme che avesse dice Civfle circa i vicendevoli doveri, e
prese dalla cassa sociale, il socio, come diritti de’socii, e il modo con cui si ob-
abbiamo già detto, resta ipso ju re e sen- bligano e possono obbligare la società in
za bisogno d’ istanza, debitore degl' inte- faccia ai terzi,- nelle società comuni, rie-
ressi di tali somme dal giorno che le ha sce facile il ben conoscere le differenze
ritirate per suo particolare vantaggio, co- introdotte dal Codice di Commercio nel-
si sembra giusto, per diritto di reciproci- le società mercantili. Esso, quanto alle
tà, di accordare al socio che ha impiega- obbligazioni dei socii in faccia ai terzi,
ti suoi capitali a vantaggio della società,
i deroga espressamente alle riferite dispo-
gl’ interessi dal giorno della comprovata sizioni del Codice Civile, e stabilisce che
anticipazione (2). Questi sono doveri e i socii in nome collettivo indicati nel con-

diritti che appartengono ai socii di qua- tratto di società, sono solidali per tutti
lunque società, ma la grave sostanziai gl’ impegni della società medesima, an-

differenza fra le società comuni, e mer- corché un solo de' socii abbia firmato,
cantili, consiste nel modo con cui può un purché la Arma sia stata fatta esprimen-
socio obbligarsi, c rimanere obbligato in do il nome 0 ditta sociale (5). Negli affa-
faccia ai terzi, obbligare l’intera società, ricomunifra cittadini, la solidalità non si
e quindi ciascun de’ suoi socii sebbene presume, e fa duopo che sia stipulata e-
ignari delle sue contrattazioni, e ricever spressamente, o indotta dalla legge (6),
denaro della società liberandone egli solo ma negli affari di Commercio, la cosa è
i debitori. diversa, e se due negozianti sottoscrivono
104. Accennerò le regole stabilite dal insieme una carta, o comprano generi, e
Còdice Civile per le società comuni sulle mercanzie in comune, s’ intendono soli-
obbligazioni dei socii in riguardo ai ter- dalmente obbligati, ancorché non vi sia
zi. 1.Nella società, escluse quelle di com- veramente società fra di loro (7). Nella
mercio, uno de’ socii non può obbligare società in nome collettivo, tutti gli asso-
non gliene hanno data
gli altri, se questi ciati sono debitori solidali di ciò che de-
la facoltà, quantunque la stipulazione vo la società, e un debito contratto da uno
esprìma, che l'obbligazione fu contratta produce azione contro ciaschedun altro
per conto sociale, eccetto il caso, in cui come se ciaschedun altro vi fosse interve-
la cosa siasi convertita in vantaggio del- nuto o vi avesse acconsentito, purché sia
la società. 2. 1 socii non sono obbligati stato contratto esprimendo la ditta socia-
solidalmente per i debiti sociali, a meno le. Anzi tutti i socii sono anche solidali

che non abbiano espressamente stipulata pertuttociòchcèdovutoallasocietà.quan.


Io solidalità(3j. 3. 1 socii sono obbligati ver- to si a per dimandarne, e riceverne il paga-
so il creditore con cui hanno contratta- mento, e liberare il debitore 0 debitori,
to, ciascuno, per una somma, o parte e- potendo questi a piacer loro prescieglicre
guale, ancorché uno di essi abbia in so- uno tra socii, cui pagare il loro debito per
cietà una porzione minore, perciò se due intiero, qualora da un altro non sia stala
saranno i socii, e uno avrà un terzo sol- già pel medesimo credito intentata l'azio-
tanto nell’attivo, nulladimeno sarà tenu- ne (8). Ma non sono queste le sole ope-

ti) L. 67 § a ff. prò socio, Say»ty, Pare- (6) Cod. Civ. art. tao».
re io e 5 o. (7) Jousse, Saviirj (Parere 61). Arg. L.
(a) V. Del v incourt, not. de lapag. 17 n. 3. 4 ff prò socio che dice Socictas miri po-
3 Cod. Civ. art. i»oa.
( ) tisi re.
( 4 ) Ibid. art. i86a, i 863 , 1864. (8) Cod. Civ. art. 1198, 18 59.
(5) Cod. di Comm. art. a».
38 DIRITTO COMMERCIALE
razioni perle quali il Codice di Commercio 0 se gli altri si oppongono a operazione
ha dichiarata ne'socii \asnlidalità , giacché non consumata (4). Se nel contratto di
ha voluto estenderla a qualunque specie di società sono stati costituiti amministra-
obbligazione, il che comprende non solo tori particolari, la loro nomina contiene
la facoltà di contrar debiti a carico della implicitamente la rinunzia degli altri al
società, e di quietanzare i debitori comuni, potere speciale che loro competerebbe di
ma quella altresì di promettere, di com- pien diritto, nelle società in nome collet-
prare e di vendere, di far sicurtà e simili. tivo, per obbligare i loro socii, e alla fa-
106. In somma, la firma sociale, nella coltà di amministrare le cose sociali: gl»
società in nome collettivo, importa la mal- amministratori costituiti possono soli ri-
levadoria solidale e generale di tutti i cevere i pagamenti, e liberare validamen-
sodi, e questa è assoluta fra di loro, atti- te i debitori, e la firma di qualunque al-
va e passiva: sono soggetti per questa al- tro sodo, per quanto fatta esprimendo
l’esecuzione personale, e rimangono ob- il nome o ditta sociale, non sarebbe ca-

bligati nella loro totalità i loro beni pre- pace a produrre a carico della società la
senti e futuri, non ostante qualunque benché menoma obbligazione. Anche il
distinzione o riserva fosse stata da un so- socio amministratore per obbligare la so-
cio stipulata nel contratto di società di cietà, deve sottoscriversi esprimendo ta
non poter essere costretto a somministrar ditta sociale, ma questa condizione fu
cosa alcuna oltre la sua determinata por- imposta, dice J nasse (5) affinchè il socio
zione, o di aver libera nella cassa sociale possa prendere denaro ad imprestito per
alcuna somma. E qui cade in acconcio 1 suoi affari particolari, senza obbligare

di accennare che i creditori particolari di solidalmente i suoi consocii a restituirlo.


un socio, non hanno alcun diritto nè so- Ora si vede la ragione per cui la legge ha
pra ciò che possiede la società, nè sulla voluto (6) che nell' estratto da affìggersi
porzione del suo debitore, e molto meno nella sala delle udienze del Tribunale di
e loro lecito di sequestrarla presso i de- 108.
Commercio fosse aggiunta l’ indicazione
tentori delle proprietà sociali (I). Allor- di coloro fra' socii che sono autorizzati a
ché sarà divisa la società, e la porzione di dirigere, amministrare e firmare per la
quel socio sarà liquidata, potranno essi società. In tal guisa il pubblico non può
presentarsi, e farsela aggiudicare, e in ca- rimanere ingannato, e i debitori della so-
so di fallimento non saranno ammessi al cietà non pagano che ai socii amministra-
concorso coi creditori della società sulla tori che possono soli validamente quie-
massa sociale, ma conseguiranno paga- tanzarli.
mento dopo questi sulla parte del loro Circa l'amministrazione delle co-
debitore se qualche cosa sopravanzerà. I se sociali, sono stabilite altresì le seguen-
fondi sociali non sono afTctti nemmeno ti regole generali. l.Se l’amministratore
dall'ipoteca legale che appartiene alla è stato costituito nel contratto di società,
moglie del socio, neppur nel caso in cui può fare, non ostante l’opposizione degli
la dote sia stata versata nella cassa so- altri socii, tuttigli atti che dipendono

ciale (2). dalla sua amministrazione, perchè si pre-

107. Quanto però è detto riguarda


si sume che non abbia acconsentito alla so-
il caso, in cui non vi siano convenzioni cietà che sotto questa condizione; nulla-
per cui siano stati nominati uno o piò dimcno se amministrasse con frode, e
socii amministratori particolari; perchè mirasse al vantaggia proprio od’ altri con
allora ogni socio ha il diritto di ammini- pregiudizio della società, gli altri socii
strare come procuratore presunto della potrebbero far annullare le sue operazio-
società (3), ma cessa questa presunzione, ni. Se il mandato gli fu conferito nel con-
se è stato costituito un amministratore, tratto di società, non gli può essere rivc-

(i) Corte di Parigi i J giugno 1807. S, (3) C. C. art. 1 859.


7. 7*9- (4) Id. art. cil.
(a) Id. a5 marzo 1811 S. 11, a, 4a8 V. (5) Jousse not. 3 tur Tart. 7 tit. 4 de
Eni. Vinceas- Le gii l. Comm. /far. 4 cfi. a r Ordon. de 1673.
5 6. 7- (6) Cod. di Comm. art, 43.

f
PARTE PRIMA 39

rato finché dura la società, senza un mo- una confidenza, che gli negherebbe, se
tivo legittimo: se è stato costituito poste- non fosse da questa apparenza indotto in
riormente, il suo mandato è rivocabile errore.
come quello d' ogni altro procuratore (1). 110. Il socio accomandatario non può
Se sono più gli amministratori special- adoperarsi per gli affari della società nè
mente costituiti, ognuno può agire senza anche in forza di procura (8), e in pena,
il consenso degli altri, quando non sia s’egli trasgredisce questo divieto, si con-
stato convenuto diversamente (2). Chi sidera come socio indefinitamente malle-
non è amministratore o espresso o pre- vadore e solidale Questo rigore fu
(9J.
sunto, non può nè alienare, nè obbligare dimostrato necessario dalla esperienza,
veruna cosa sociale quantunque mobi- perchè si sono vedute frequentemente le
le (3); qualora però si tratti di società più pericolose e ardite intraprese formar-
mercantili, ciò deve intendersi degli uten- si dolosamente sotto il nome di un solo,

sili, ed oggetti destinati ad attivare la nullo ed oscuro amministratore, cui fin-


medesima società, e non delle mercanzie, gevasi dai veri interessati di somministra-
perchè la società si forma appunto per re una modica somma in accomandita,
109.
vender queste in comune e a comune ed essi intraprendevano, e dirigevano
profitto, e il diritto di fame smercio è tutte quante le operazioni. Se la specu-
compreso nella prima delle facoltà che lazione avea felice successo, di costoro
l’art. 1859 n. 1 del Codice Civile accorda erano tutti gli utili; se infausto era l’esi-
a ciaschedun socio to, altra perdita non soffrivano che quel-
(4J.
Nella società in accomandita non la di un piccolo capitale, e spesso nessu-
vi può esser mai solidalità attiva, perchè na, perchè nè pur questo aveano effetti-
vi sono necessariamente amministratori, vamente contribuito, e in caso di falli-
e se questi sono più d’uno, la società mento, salva rimaneva la loro fortuna e
quanto a loro, è in nome collettivo, e la loro riputazione. E da osservarsi che
quanto ai semplici somministratori di la proibizione di operare non compren-
fondi, la società è in accomandita (5). 1 de laproibizione d'intervenire, e con-
sodi accomandatarii non fanno che con- correre alle deliberazioni generali della
non sono soggetti fuorché alla
tribuire, c società, e trattandosi di far un’operazio-
perdita del capitale che hamio comuni- ne, o di contrarre un impegno fa anzi
cato, o dovevano comunicare (6) e per duopo. che l’ accomandatario vi concor-
la medesima intrapresa esistono, senza ra, e deve concorrervi almeno col suo
confondersi, due società differenti, cia- consenso, giacché noi potrebbe in altro
scuna delle quali produce diversi effetti: modo (10). È stato pur deciso che le ac-
i sodi in nome collettivo sono solidal- cennate disposizioni degli art. 27, e 28
mente e indefinitamente obbligati, e i non s' applicano alle operazioni commer-
sodi in accomandita non si obbligano ciali che la causa in accomandita può
mai che fino all’ ammontate della loro fare per suo conto coi socii accomanda-
parte. Ecco pur la ragione per cui la leg- tarii, e viceversa.
ge proibisce di comprendere il nome del 111. Il capitale della società anonima
socio accomandatario nella ditta sociale, dev’ esser diviso in azioni necessariaman-
ohe deve sempre e necessariamente espri- te, 0 porzioni d’azioni di egual valore (11 ),
mere il nome di uno o più sodi malleva- ed è questa divisione in azioni che ne
dori e solidali (7), perchè allora il pub- costituisce l’essenza. In questo modo es-
blico potrebbe crederlo indefinitamente sa produce il vantaggio di associare an-
mallevadore delle obbligazioni della so- che le piccole fortune ai grandi intra-
cietà, e gli accorderebbe un credito, e prendimenti. Anche il capitale della so-

(t)Ibid. art. i856. (7) Ibid. art. « 5 .


(a) Ibid. art. «857 e se 88- (8) Cod. di Comm. art. 27.
( 3 ) Ibid. art. «86o. (9) Ibid. art. 28.
(4 ) boere not. alt art. 43 del Cod. di C. (10) V. Locré à T art. 27.
(5) Cod.
di Cornilo, art. 34. (i 1)Cod. di Comm. art. 34
(0) Ibid. art. aC.

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,

*0 DIRITTO COMMERCIALE
cictà in accomandita può similmente es- loro mandato, e qualora non ne abbiano
ser diviso in azioni o porzioni d’azioni ecceduti i limiti, non sono soggetti a ve-

trasmissibili ai terzi a beneplacito del runa personale responsabilità in faccia ai


proprietario, senza che dalla divisione terzi, per i debiti della società
(3), giac-
possa risultarne veruna deroga alle re- ché si reputa che contrattino con loro
gole stabilite per questa speciedi società. come organi della società medesima in
L' azione può essere stabilita sotto la for- nome e per conto di cui agiscono. Non
ma di un obbligo al possessore, e in que- rimangono obbligati in faccia ai terzi se
sto caso la trasmissione si fa col rimet- non quando contrattano con loro in no-
tere l’obbligo stesso. Ma se la proprietà me proprio, per quanto si tratti di affari
delle azioniè stabilita dall’inscrizione della società, e non sono tenuti in faccia
ne’ registri della società , in questo caso alla società se non in quella guisa che
la trasmissione si fa col mezzo della di- ogni mandatario è tenuto in faccia at
chiarazione della cessione inscritta nei mandante.
registri, firmata da chi la fa, ovvero da 112. La società in participazione è
un suo procuratore (1). Per questa con- diversa dalle altre tre società mercantili.
formità, qualora nella società in acco- Essa per lo piò si prefigge una o più ope-
mandita si divida il capitale in azioni razioni determinate c momentanee, qua-
sembra eh’ essa rientri nella società ano- li spedite che siano, termina di pien di-

nima, e si possano insieme confondere, ritto (). Ogni socio, in questa specie di
ma molle sono le loro differenze. Nella società agisce a parte, sotto il suo proprio,
prima, come già si è detto, vi dev' essere nome personale: lutti sono obhligati a
necessariamente uno o più socii che diri- render conto reciprocamente degli utili
gano, e hanno tutti i loro beni obbligati e delle perdite, e a divider tra loro gli u-
per la società, c l’altro o gli altri non so- ni e le altre. Talvolta un solo tra' socii è
no tenuti al di là di quel capitale che destinato a comprare in suo nome proprio
contribuiscono; nella seconda non vi so- una quantità di merci per poi rivenderlo
no che socii accomandatarii, e non v'è a comun danno e profitto. In tutti i casi,
ragione o ditta sociale perchè i socii ne i venditori e i compratori riconoscono
sono esclusi; non v'è indicazione del no- unicamente la persona con cui hanno
me de’ socii, eia società è conosciuta sol- contrattato, e contro di cui, come sola ob-
tanto per l’oggetto della intrapresa per bligata, possono intentare le loro azioni
cui è formata: perciò si dice, la compa- unicamente. Ecco la ragione per cui le so-
gnia delle Indie, la tanca di Francia, cietà in participazione, non avendoeffetto
la camera delle Assicurazioni, perciò che fra socii, c non potendo nè nuocere
non essendovenc alcuno mallevadore per nè giovare ai terzi, non sono state assog-
gli altri, è indifferente che siano o nò gettate alle formalità che il Codice dì
conosciuti: ognun ritrae il suo diritto Commercio ha prescritte per le altre. Se
dall'azione che possiede, e se ne priva potessero aver effetto anche in faccia ai
vendendola. Nella prima l’accomanda- terzi, non sarebbero state certamente di-
tario che s’ ingerisce negli affari della so- spensate da ugni specie di pubblicità.
cietà, diventa socio indefinitamente mal- 113. Abbiamo veduto quali sono le
levadore e solidale, e basta il solo suo diverse spade di società, come si costitui-
fatto a renderlo tale. Nella seconda il so- scano. e quali ne siano gli effetti, resta a
cio che dirige ? amministra è considera- vedersi come si sciolgano. La società fi-
to come un mandatario che non abbia nisce 1. Per lo spirare del tempo, percui
vcrun interesse nella medesima società. fu contratta, e se alcuno dei socii preten-
Essa è amministrata da mandatarii re- de che sia stata prolungata al di là del
vocabili. siano socii o non socii, salariati tempo determinato, non può provar la
o gratuiti, a piacimento degli azionisti (2): prorogazione che per mezzo di scrittura
non sono garanti che dell’esecuzione del rivestita delle medesime forme del con-

(i) Cod. di Comm. art. 38. (3) Ibid. art. 3z.


(*} Ibid. art. 3i. (4) Ibid. art. 48. Cod.Civ. art. i865.
PARTE PRIMA 41
tratto di società (t). 2 Pel compimento de della persona, di cui s’ignora dagli al-
del negozio per cui fu stabilita (2). 3. Per tri socii se l’erede sarà egualmente forni-

l’estinzione della cosa che ne formava il to quìa qui societalem cimtrahit, dice 1!
soggetto: se il soggetto della società era testo, certam pmonam sibi e ligitici ec-
il carico di una nave c la nave è perita, cettua soltanto la società formata tra piò
la società è sciolta : può darsi però che appaltatori delle pubbliche rendite (5).
perisca soltanto la porzione di un socio (31, Siccome però l’erede del socio nella pri-
e qui fa duopo distinguere ; o la cosa di vata società succede nel lucro e nel dan-
cui uno dei socii ha promesso di mettere no che dipende dalle operazioni anteriori
in comunione la proprietà perisce prima alla morte del defunto ; cosi gli permet-
che sia stata realmente conferita, e ciò teva di ultimare con buona fede quelle
produce lo scioglimento della società in che dal defunto erano state incomincia-
riguardo di tutti i socii, perchè si è for- te (fi): bensì la stessa legge Romana am-
mata sotto la condizione che tutti appor- metteva il patto, che non ostante la mor-
terebbero il loro capitale, c se uno manca, te di alcuno tra i socii, durasse la socie-
non verificandosi la condizione, svanisce tà tra superstiti (7). 11 Codice Civile che
i

il contratto; o perisce dopo che dal socio è conforme alla legge Romana nello sta-
fu conferita, c siccome da quel momento bilire il principio che per la morte di
la società ne divenne padrona irrevoca- alcuno tra i socii la società finisca per
bile; cosi perisce a suo danno, e non v'è tutti gli altri, scostandosi da quella (8),
motivo per cui non debba continuare in ammette non solo questo secondo patto,
riguardo delle altre cose che nc formano ma indistintamente anche il primo.
il capitale comune. Se poi fu posto in co- 115. Nel caso in cui la società, dopo
munione il solo godimento, c la proprie- la morte di un socio, continui tra i sodi
tà è rimasta presso del socio, siccome il superstiti, si fa la divisione del patrimo-
capitale del socio consiste nei frutti che nio sociale nello stato in cui era la socie-
produce la cosa comunicata; cosi, nel ca- tà quando il socio è morto, c ciò che a lui
so, in cui perisca la cosa di cui la società sarebbe toccato si riparte fra i suoi ere-
percepisce i frutti, s’ intende che il socio di,i quali non hanno diritti ulteriori],
non conferisca il suo capitale, e in qua- quando non provengano necessariamente
lunque tempo la estinzione accada, si di- dalle operazioni eseguite prima della mor-
scioglic la società. 4. Per la morte di al- te del loro autore, come se, per esempio,
cuno dei socii o naturale o civile (4). fosse stata noleggiata una nave per an-
114. La legge Romana recedendo dal- data e ritorno, e un socio morisse duran-
la massima che l' crede succede in tutte te il viaggio, perchè allora gli credi divi-

le obbligazioni e dirittiche aveva il de- derebbero l’ utile e il danno, come l’ a-


funto, non solo esclude gli eredi dalla con- vrebbe diviso il defunto. Si potrebbe
tinuazione nella società, di cui facea parte dubitare se ignorandosi la morte di un
il loro autore, ma riguarda come ripu- socio, e i socii viventi continuando ad am-
gnante alla natura della società, e dichia- ministrare come se la società sussistesse,
ra nullo anche il patto inserito a princi- si debbano riputar valide le loro opera-
pio nella convenzione sociale, che l'eredo zioni, ma secondo la giurisprudenza ro-
debba prendervi il luogo del morto, per- mana, il dubbio è sciolto, perchè la socie-
chè nella società si contempla o l’indu- tà si considera come continuata (9), e
stria, e perizia, o la probità c la buona fe- sembra pur che lo sia secondo il nuovo

(t) Ibid art. 1866, arg. L. actione 65 § $ idem 9 , L. adeo 5g l. verum 63 § ult. L.
itein si 6 ff. prò socio. actione 65 § morte 9 h. tit.
(a) Ibid. art. i865, § item si 6 Insiti, (5) L. adeo morte 5g pr. ff. prò socio,
il. tit., dici. L. 65 $ item si aiicujus 10 ff. L. nano potest 3 5 ff. eoa.
prò socio. (6) L. hueres socii 40 ff. eod.
(3) Ibid. art. i865, 1867 . L. veruni 63 (7 )
D. L. actione 65 § morte 9 eod.
§ ult.ff. prò socio. (
8 ) Cod. Civ. art. 1868 .

Ibid. art. i865. Instit.


(4) $ solvitur 3 ( 9 ) L. actione 65 § item si aiicujus, io
§ item 8 ., L. nano 35. , L. cttm duobus 5a ff. prò socio.
6
4-2 DIRUTO COMMERCIALE
Codice Civile, il quale nel caso analogo ferito Ioscioglimento (5). È fissata, per
del mandatario che ignora la morte del esempio, la compra di una quantità di
mandante, o una delle altre cause che merci, e un socio, prese tutte le cognizio-
fanno cessare il mandato, stabilisce che ni opportune, s’avvede che può farne egli
ciò che ha fatto in questa ignoranza, è solo, deludendo gli altri, l’acquisto, e aver
valido (1). 5. Per l’interdizione o falli- tutto il lucro : rinuncia alla società, c da-

mento, perchè l’interdetto si può conside- tane l'opportuna notizia fa per suo conto
rare per la società come morto, e il falli- particolare la compra. Questa rinunzia
to non può ispirarle nè fiducia, nè sicu- come fatta di mala fede può essere an-
rezza (2). 6. Per la volontà espressa da nullata, e il rinunciante costretto a divi-
uno o più socii di non voler continuare dere Se fu intrapreso un negozio
gli utili.
la società. La legge romana riguardando dalla società che non potrebbe condursi
come contrario aita natura della società a fine senza l' industria, o il capitale di
che un socio sia ritenuto in comunione uno de’socii che propone la sua rinunzia,
contro sua voglia, e volendo prevenire i egli è obbligato a sospendere la sua ri-
litigii che dalia comunione forzata nasce- nunzia, come fatta a contrattempo fin-
rebbero, ha derogato alle massime da es- ché sia terminato il negozio, quantunque
sa stabilite sullo scioglimento delle obbli- l'interesse proprio esiga che non sia ritar-
gazioni (31, e ha concesso che possa far- data, semper enim non id quod privatim
sene lo scioglimento anche col dissenso interest unius ex sociis, servati solet.sed
di un solo, quantunque sia stato conve- quod societali expedit (6),
nuto a principio che debba durare perpe- 117. Se si tratta di una società di cui
tuamente, e che non sia lecito ad alcun sia stato fissato il termine, le nuove leggi
socio di separarsene senza che gli altri non permettono a uno dc'socii di doman-
acconscntauo, purché la rinunzia non si darne lo scioglimento prima che sia spi-
faccia dolosamente, o in tempo non op- rato il termine stabilito, se non quando
portuno, o nell’assenza degli altri socii (4). vi fossero giusti molivi, come nel caso
1 16. 11 Codice Civile ha modificato que- che uno de’ socii mancasse ai suoi impe-
sta teoria, e ha stabilito primieramente gni, o che una malattia abituale lo ren-
che lo scioglimento della società per vo- desse inabile per gli affari sociali, o in
lontà di una delle parti abbia luogo sol- altri casiconsimili di cui lascia all' arbi-
tanto in quelle società, la durala delle trio del Giudice di determinare la legitti-
quali sia senza limite, e per effettuarsi, mità c gravezza (7).
la
vuole che la rinunzia sia notificata a tutti 118. Abbiamo sopra osservato che la
i socii. Basterà dunque che siasi omesso società dopo il termine per cui fu stabi-
di notificarla a uno tra loro, perchè pos- lita, può essere prorogata, e in questo ca-
sa dirsi che duri la società come prima, so l’atto di proroga, trattandosi di società
non solo in riguardo a questo socio, ma mercantile, ossia pubblico o privato, de-
del pari in riguardo a quelli cui la rinun- ve essere, come l’atto primitivo, trasmes-
zia fu notificala. Vuole inoltre che la ri- so alla cancelleria del Tribunale di Com-
nunzia sia fatta di buona fede, e non a mercio, trascritto, ed affisso, e tutte de-
contrattempo, e dichiara che non è fatta vono osservarsi le solennità che la legge
di buona fede quando il socio rinunzia prescrive per quello. Lo stesso dicasi nel
per appropriarsi in particolare il guada- caso, in cui dopo la morte di un socio fos-
gno che i socii si erano proposti di otte- se continuata la società cogli eredi, giac-
nere in comune, e a contrattempo quan- ché dovrebbe essere annunziata nelle so-
do la cosa non è più intiera, e che l’ in- lite legali forme la morte del socio, e coi
teresse della società esige che ne sia dif- nomi degli eredi, affinchè i terzi, creden-

(i) Cod. Civ. art. aooS. te L. societatem prò socio, 5 ma-


(?) Ibid. ari. i865. net autem Instit. de societ.
(3) L. 5 Col. de oblig. et action., L. 3 (5) Cod. Civ. art. 1869, 1870.
Coi. de re scimi, rendi! (6) D Leg. actione 65 § 5 ff. prò socio.

(7) Art. 1871.


PARTE PREVIA 43
do di trattare col socio che è morto non in cui la società cesserebbe, ma questo
trattassero ignari coi suoi eredi, i quali termine dev’esscr certo e invariabile, per-
forse non ispirano loro cgual fiducia; nel chè se dipendesse da una condizione che
caso, in cui sia convenuto che dopo la potesse verificarsi senza che terzi ne i

rinunzia di un socio la società sussista co- fossero informati, allora la dichiarazione


gli altri, dev’essere pubblicata la rinun- dei sodi si renderebbe, come negli altri
zia ; nel caso in cui fosse aggiunta al con- casi, indispensabile. Non osservata questa
tratto di società qualche nuova clausola, formalità, si riguarda la società, in favo-
questa deve rendersi nota al pubblico in re dei terzi, come tuttavia sussistente, e
egual modo. Se vi fossero clausole anti- non gioverebbe ai socii l’opporre che la
che, apposte a principio, le quali si rife- società era sciolta, per sottrarsi all'adem-
rissero a tempo futuro, o dipendessero da pimento di quelle obbligazioni che sareb-
condizioni casuali, basterà farle affiggere bero state considerate come obbligazioni
al momento in cui prendono vigore, o si sociali se fosse stata nel suo vigore la so-
verifica la condizione (1), come, per e- cietà.
sempio, se fosse stato pattuito in una so- 20. Rare volte accade che al momen-
i

cietà formata fra Tizio e Sempronio, che to in cui si discioglie una società, il suo
il figlio di Tizio, dopo tre anni, avrà in- stato di debito e credito chiaro apparisca
teresse nella società per una terza parte, e preciso in modo, che non abbiano a
contribuendo una terza parte dei capitali. insorgere contestazioni, o non vi siano o-
Finalmente per qualsivoglia stipulazione perazioni a verificarsi, e bilancii a for-
nuova sono indispensabili le solennità marsi, perciò si rende per lo più necessa-
medesime che la legge ha volute per la ria quella che chiamano liquidazione , pa-
prima convenzione sociale. Se una man- rola dì cui chiunque abbia un’idea di
ca, il Codice (2) ha pronunziata la pena commercio, comprende il significato.
di nullità ; per i sodi però, come abbia- 121. Uno o più liquidatori possono es-
mo detto sopra, e non per i terzi, dimo- sere nominati o nel contratto di società,
doché i terzi possono opporre la nullità o d’accordo, allo sciogliersi della medesi-
contro i sodi, non i sodi contro i terzi; ma, e in caso di discordia, a giudizio d’ar-
per conseguenza, qualunque fatto o cam- bitri, che sono, come diremo in seguito,
biamento sia seguito, se doveva annun- soli giudici delle contestazioni fra i socii.
ziarsi, e non fu annunziato, si avrà, in È necessario che consti legalmente di
ciò che riguarda il favore dei terzi, come questa nomina, affinchè i terzi possano
non avvenuto. essere a riconoscerla, c quelli
costretti
119. Siccome nel caso, in cui rima- specialmente che sono debitori sappiano
nendo ex jure sciolta una società mer- a chi pagare validamente; perciò nelle
cantile, si voglia che duri tuttavia come circolari che si scrivono per annunziare
prima, è necessario che i sodi ne faccia- lo scioglimento d'una società, non si tra-
no legalmente constare per mezzo di una lascia mai di far conoscere ai corrispon-
loro dichiarazione cosi è pur necessario
; denti qual sia il liquidatore, c si usa la
nel caso in cui debba intendersi termina- cautela medesima che si richiede nella
ta, che al pubblico si renda noto il suo dichiarazione di scioglimento di una so-
scioglimento, per mezzo di una simile di- cietà, che secondo ciò che è prescritto dal
chiarazione, qualunque ne sia il motivo, Codice di commercio (art. 46), si affigge
o lo scioglimento accada di pien diritto, nella sala d’udienza del Tribunale.
o dopo la dimanda proposta da uno o più 122. Sono addossate al liquidatore le
sodi. Questa dichiarazione dev'essere pur obbligazioni di un mandatario, e la sua
fattasecondo le formalità prescritte dagli risponsabilità è simile a quella di un so-
43 e 44 del Codice di com-
articoli 42, cio incaricato dell’ amministrazione. Da
mercio già da noi sopra indicate. Si ec- ciò si rileva la necessità di far precedere
cettua il caso, in cui nel contratto di so- all'esercizio dellesue funzioni un’ inven-
cietà pubblicato nel modo che la legge tario di tutto l’attivo e di tutto il passivo.
prescrive, fosse stata determinata l’epoca Egli esige le somme dovute alla società,

(0 Savary Par. II. Li\>. I. chap. II. (a) Cod. di Comm. art. 43.
4i DIRITTO COMMERCIALE
e vende le merci per estinguere i debiti operazioni si fanno come nella divisione
verso i terzi, e verso i socii che hanno di una eredità, cioè, 1 la deduzione dei
-

conti correnti liberi, ed obbligati; fa po- debiti, 2. le prededuzioni pattuite, 3. la


scia il riparto di ciò che sopravanza, de- divisione del prodotto netto in altrettan-
dotte le spese, fra tutti i socii, nella pro- te parti quanti sono i co-dividenti, 4. l'e-
porzione della parte che spetta a ciascu- strazione a sorte delle parti formate. A
no. Egli è rivestito di tutte le facoltà che questo proposito, è insorta una speciosa
competevano alla società intera, o ai socii questione fra i dottori: un sociocomuni-
cui era affidata l’amministrazione, e gli cò la sua porzione di capitale in denaro,
compete il diritto di transigere, di com- e l'altro invece di denaro pose in comu-
promettere, di sceglier arbitri, senz’esse- ne l’industria: allo scioglimento della
re costretto, in ogni circostanza im|>or- società, si verifica non essere risultato dal-
tante, a radunare i socii, e chieder loro le operazioni mercantili fatte, nè perdita,
poteri speciali, altrimenti la liquidazione nè guadagno, e si domanda, se al socio
attraversata da moltiplici non prevedute d'industria compela il diritto di dividere
difficoltà riescirehbe impossibile. il capitale, o fondo della società, mentre,

123. Queste massime, tra i commer- ciò supposto, ne avverrebbe una inegua-
cianti, sono stabilite da una consuetudi- glianza, perchè il socio che diede il dena-
ne generalmente riconosciuta, e non si ro ne perderebbe la metà, e ne acquiste-
contrastano, ma stando al rigore della rebbe la metà l’altro in tal guisa vi sa-
:

legge, la Corte di Cassazione di Francia rebbe danno per uno. e profitto per l’al-
ha deciso, che il liquidatore, nelle con- tro. Stipmann riporta le opinioni contra-
troversie coi terzi, ancorché autorizzato rie (4), e crede che possano egregiamente
a transigere, non può elegger arbitri, sen- conciliarsi colla distinzione fatta da Gra-
za un espresso mandato speciale (1). E zio (5). Imperciocché, dice Grazio, o si
questa giurisprudenza è fondata sull'ar- comunica l’opera coll’uso soltanto del de-
ticolo 1989 del Codice Civile, il quale di- naro. «1 allora, siccome il capitale peri-
ce che „ la facoltà di transigere non com- sce a danno del padrone, cosi rimane an-
prende quella di compromettere. „ A que- che salvo a suo vantaggio : o l’opera si
sta disposizione si contrappone il princi- comunica col dominio del denaro, e al-
pio egualmente ammesso, che le regole lora chi presta l’opera divicn partecipe
delle società civili non si applicano alle del capitale. Nel primo caso l’opera non
mercantili che nel caso, in cui non siano si riguarda come l’equivalente del capi-
contrarie alle consuetudini commercia- tale, ma del rischio di perderlo, e del lu-
li (2). cro che si spera di ricavarne : invece nel

121. Dopo lo scioglimento della socie- secondo, il prezzo dell’opera si considera,

tà, le cose comuni si dividono fra i socii in certo modo, come aggiunto al capita-
nello stesso modo, nell’ i stessa forma, e se- le, e chi presta l’opera, in ragione del suo

condo gli stessi prìncipi! che il Oidice valore, ha parte nel capitale, e ciò che si
Civile ha stabiliti per la divisione dell’e- è detto dell'opera, deve intendersi altresì
redità fra i coeredi (3], Si forma la mas- dei travagli, e dei rischii della navigazio-
sa del patrimonio sociale, e si divide in ne e simili.
attiva, e passiva: nella prima si compren- 125. Il Codice di Commercio, affinchè
dono i crediti della società contro ciascu- possano prontamente conciliarsi le diffe-
no dei socii, come per esempio, se alcun renze insorte fra i socii, e troncarsi ogni
di loro avesse preso denaro nella cassa so- dissidio appena nato, sottrasse le loro con-
ciale : nell’ altra ciò che deve ad ogni so- testazioni alla cognizione de’Tribunali or-
cio la società come se alcuno fosse in cre- dinarii, c ordinò che fossero terminate a
dito per anticipazioni o spese fatte per giudizio d’arbitri eletti o dai socii stessi,
essa. Formata che sia la massa, quattro o dal Tribunale di Commercio ex officio,

(i) Corte di Cassazione, i5 Feb. i8ia (3) Cod. Civ. art. 187»
S. li, i, i3. (4) Slipmann Jas marit. cap. un. a5
(a) V. Emile Vincens. Lcgislat. Comm. ad 35.
Lio. 4 eh. 5 $ 3 e 4. (5) De Jure B.etP.A’à. icap. u§a4 n. a
PARTE PRIMA 45
qualora i sodi contendenti ricusino di corso contro il liquidatore che ha riuniti
eleggerli; prescrisse uno speciale procedi- nelle mani tutti i capitali della società, e
mento da osservarsi innanzi agli arbitri, dee con questi far fronte a tutti i debiti.
.efinalmente dichiarò che le azioni tutte
contro i sodi, contro le vedove dei sodi,
o gli eredi, e aventi causa dai sodi, dopo
TITOLO IV.
10 scioglimento della società nello spazio
di cinque anni, s’intenderebbero prescrit- DELL! SEPARAZIONE DE’ BENI.
te. Questa disposizione però non è appli-
cabile ai sodi liquidatori, o come pure comuni che hanno sta-
127. Alle leggi
11Chiamano stralciarli, ai quali è com- bilitoil modo di procedere alla separa-

messo T incarico di terminare gli affari zione de’ beni ordinata dal Giudice, il
della società disciolta, e per farsi luogo a Codice di Commercio aggiunge alcune
questa prescrizione, non solamente è ne- particolari disposizioni relative al mer-
cessario che il contratto di società, in cui cante che contrae matrimonio, e al cit-
ne è stato fissato il termine, oppure la tadino che dopo aver contratto il matri-
dichiarazione del suo scioglimento, sia monio diventa mercante. Esso prescrive
resa pubblica nel modo indicato da-
126.
stata che qualsivoglia contratto di matrimonio
gliart 42, 43, 44, 46 del Codice mede- tra sposi, l’uno de’quali sia commercian-
simo, ma altresì che dopo questa pubbli- te, sia reso pubblico entro lo spazio di un
cazione, nessuna istanza giudiziale sia mese, dal giorno in cui fu stipulato, e ne
stata fatta, giacché in questo caso la pre- indica il modo (3). Le disposizioni di que-
scrizione sarebbe stata interrotta (1). sto titolo tendono ad impedire che i ne-
Una tal prescrizione non estingue gozianti di buona fede non rimangano
le azioni che hanno i sodi, gli uni con- ingannati da un vano prestigio d’opulen-
tro degli altri, per le quali sono necessa- za, giacché può succedere che taluno am-
ri! i trent’anni. Non vi sono soggetti i mi- mogliandosi con una donna ricca, fìnga
nori, e cessa nel caso del fallimento della comunione dei beni con essa, e trovando-
società (2). L’interesse generale del com- si vicino a fallire deluda i suoi creditori

mercio richiedeva questa disposizione, 0 con una concertata separazione, o colla


perchè se la proprietà d'ogni socio doves- dichiarazione di aver contralto matrimo-
se rimanere incerta per lo spazio di tren- nio sotto il regolamento dotale.
t’anni, ed egli dovesse trovarsi esposto a
vedere i suoi beni per tanto tempo so-
praccarichi d’iscrizioni anche per ì debi-
TITOLO V.
ti del suo consocio, e perciò nell’impossi-
bilità di ottener credito, ognuno rifuggi- DEI SENSALI.
rebbe dalle società di commercio perevitar
gli accennati effetti della solidalità per 128. Quei che fra due 0 più persone
trentanni prolungata fra i sodi. Nè i cre- intente a conchiudere un negoziato mer-
ditori hanno motivo ragionevole di doler- cantile s’intromette a spianare le difficol-
sene, perche il termine di cinque anni, tà che le tengono sospese 0 discordi, e ne
avendo essi avuto legale avviso dello scio- concilia le differenze, si chiama in latino
glimento della società, per mezzo degli Proxenela, Pararius, Conciliator; in ita-
affìssi, è piò che bastante per abilitarli a liano, Mediatore, Sensale ; in francese,
far, se non altro, atti giudiziali che inter- Agenl de change, e Courtier.
rompano il corso della prescrizione, e 129. Il sensale tratta, esorta, persuade,
quando non l’abbiano evitata, il che non ma non conchiude; presta un semplice
può accadere senza loro colpa o negligen- uffizio, non fa però le parti di un man-
za, la legge ha provveduto nondimeno al datario, e a lui pel negoziato, che procu-
loro interesse, lasciando loro libero il ri- rò di agevolare, non può imputarsi di

{•) Cod. di Comm. art. Si, ad 65. (3) Cod. di Comm. art. 67 a 70.
(a) Locré à t art. 64.

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.

46 DIRITTO COMMERCIALE
regola che il dolo (1). Secondo il diritto ro- actum ridetur cum aliquid remanti pe-
mano, i sensali si ammettono come tc- ra gtiulum „ perciò, distinguendo i casi ;
stimonii a far fede dei contratti o nego- o il negoziato è rimasto imperfetto per

ziati ai quali intervennero (2) se l’una e colpa del mediatore, e la senseria non si
l'altra parte acconsente. In questo caso, deve; 0 per colpa delle parti, e non di ra-
possono essere costretti a testificare, e il do accade che maliziosamente i mercan-
loro attestato fa piena prova (3); allorché ti fingano di pentirsi e recedere dal con-
non si ammettono come testimonii, non tratto per fraudare di ciò che a lui spetta
sipresta fede nè pure ai loro libri, per la il sensale che avea preparati e disposti gli

massima, che non si riceve lo scritto di animi: allora non può negarsi, senza in-
coloro di cui non fa prova la viva voce giustizia, la senseria, molto piò che l’uf-
confermata dal giuramento (4). fìzio del sensale consiste nel trattare e con-
130. Il sensale presta il suo ministero ciliare, non già nel conchiudere; 0 final-
per ottenerne una ricompensa, e ha per- mente dopo che fu per opera del
l’affare
ciò diritto di domandare la sua mercede, sensale preparato e conchiuso, per qual-
la quale o è convenuta, o regolata dalla che non preveduto accidente si scioglie,
132.
legge, o indotta dall’ uso, o stabilita dal 0 n’è impedita l'esecuzione, c la ragione
Giudice proporzionatamente alla qualità persuade naturalmente che il sensale può
ilcH’affare di cui fu trattato, e alla fatica dimandare la senseria, perchè questa è
e al tempo impiegatovi dal sensale (5). ricompensa della fatica, e si concede in
Questa mercede non è dovuta se non do- vista della fatica (10).
po che il negoziato è conchiuso (6), ed è Siccome a tutti è lecito di far
a carico d'ambe le parti, a meno che non quello che dalle leggi non è proibito; sic-
sia stato convenuto diversamente, o il come a nessuno le antiche leggi comuni
sensale non sia intervenuto che a richie- proibivano l'ufRzio di sensale; cosi, po-
sta diuna sola. In dubbio, ambe le parti teva ciascuno intraprenderlo ed eserci-
pagano la mercede, perchè l’ uffizio del tarlo, ma
l’ esperienza dimostrò che so-

sensale è diretto al vantaggio dell’una e vente buoni ed onesti commercianti e-


i

dell’altra (7). Non si deve mercede al sen- rano con astuzia e con frode nelle mer-
sale che abbia operato malamente, con cantili operazioni allucinati e circonve-
dolo, perchè sarebbe assurdo che dovesse nuti, e fu perciò riconosciuta la necessi-
conseguir premio della sua frode (8). tà di circoscrivere il numero de’ sensali,
131. Il sensale non ha diritto alla mer- di esiger da loro opportune cautele, e di
cede, dice Voct, allorché il contratto è fame dipendere la nomina dal Principe,
assolutamente nullo, o rimane imperfet- 0 dai Magistrati, affinchè ne cada la scel-
to, benché molta ma inutil pena siasi da- ta sopra persone di non dubbia probità.
ta per condurre il negoziato a buon fine, Perciò in tutta l’Europa fu introdotta la
compensando cosi remolumenlo perduto consuetudine, per cui al sensale eletto le-
con quello che altre volte acquisto quasi gittimamente, e matricolato, che avea
senza fatica (9). Sembra però che questa giurato e data sicurtà di bene e fedel-
opinione ripugni alla equità, non essen- mente esercitare il suo ministero, si pre-
do sempre vero il principio che „ nihtl stava fede in tutto ciò che nel suo libro

(i ) Z. a fi'. de proxenetis. Stracca de de jure mercat. lib. 1 cap. 3 n. 58, Stracca


proxen. pari. 3 n. i, a, 3 et n. ao ad *7. de proxenet. pari, ult.partic. 3 n. 3 GibaU
(a) Novell. 90 cap. quoniam 8- lin, de univers. negot. tom. 1 cap. 3 art. 4

(3) Voet ad Pand. lib. aa tit. 3 de testi- per tot.

bus, n. 8. (6) L. qui pendentem ff".


de negot. gestii
(4) Illorum scriptum non recipitur quo- L. final. de proxenet.
rum viva vox jurejurando firmata non pro- (7) Stracca, ult. part. 1 n. 14, 16.
ba t, cap. de testibus in 6 decret. si vero
1 (8) Stracca toc. cit.. n. 1
tale aliquid, Authent. de instrum. caut. (9) foet ad Pand. lib. 5o tit. n de prò.
(5) Z. 1 et 3 fi. de prò xen. I. 1 5 ff. de xen.
prescript, verb. 1 7 fi. et 1 1 Cod. manda ti.
. . (10) Stracca, de proxen. part. I. a n. 9
Domai Lois Civ. sect. a § a, Marquard. ad 61.
PARTE PRIMA 47
era registrato, come a notaro pubblico (1). trui (7). Gli agenti di cambio hanno pure
133. Non si permette al sensale d' in- ildiritto di fare, unitamente ai sensali di
tervenire in questa qualità nella conci- mercanzie, i negoziati e la senseria delle
liazione di un contratto, in cui egli ab- vendite o compre di paste metalliche, ma
136.
bia interesse come mercante, perchè in spetta loro soltanto l'esclusivo diritto di
questo caso, fa in qualche modo le veci stabilirne il corso (8).
di due persone nel medesimo tempo, il Ai soli sensali di mercanzie ap-
che ripugna (2). Sono pure esclusi da partiene il diritto di trattare le compre e
questo uffìzio i mercanti falliti che Mar- le vendite delle merci, di stabilirne il cor-
quardo (3) chiama Demasippi redivivi, so; a loro spetta il an-
diritto di trattare
prendendo questo nome da quel Dema- che i negoziati di paste metalliche uni-
sippo di cui parla Orazio (4): tamente agli agenti di cambio, ma lo sta-
bilirne il corso, è riserbato a questi ulti-
„ Poslquam omnis res mea Janum
mi (9).
„ Adme&iumtracta est, aliena negolia gero 137. 1 sensali d’assicurazione, nego-
„ Excursus propriis. ziano i contratti d’assicurazione, li ridu-
134.Queste regole invalse in quasi cono in iscritto unitamente ai notari,
tutta l’Europa sono dal Codice di Com- fanno fede delle loro sottoscrizioni negli
mercio confermate e ampliate. Esso di- atti, in cui si contengono, chiamati po-

vide i sensali in classi, e ne distribuisce lizze, c inoltre certificano il ragguaglio dei


gli uffizii secondo le diverse specie di ne- premii per tutti i viaggi di mare o fiumi.
gozianti, separando gli uni dagli altri. Vi 138. I sensali interpetri o locatori di
sono i sensali o agenti di cambio, i sen- navi fanno la senseria de’ noleggi, e han-
sali di assicurazioni, i sensali interpreti e no soli il diritto di stabilire il corso dei
locatori di navi, e i sensali di trasporto noli. Essi, e non altri, se insorgono con-
per terra e per acqua (5). troversie e sono promosse innanzi ai Tri-
135. Gli agenti di cambio istituiti nel bunali, traducono le dichiarazioni, con-
modo prescritto dalla legge hanno soli il tratti di noleggio, polizze di carico, ed
diritto di fare negoziati di effetti pub-
i ogni atto di commercio prodotto in giu-
blici, ed altri che possono esser notati, stizia. Inoltre servono d’ interpetri a tutti

(
cótes ); di fare per altrui conto i nego- gli stranieri, ai padroni di nave, mercan-
ziati di lettere di cambio o biglietti, e ti, equipaggi de' bastimenti, e altra gente

d’ altre carte commerciabili qualunque di mare, non solo negli affari contenzio-
siansi, e stabilirne il corso esclusivamen- si, ma quando altresì occorrono dichiara-

te (6). Delvincourt adduce la ragione per zioni da farsi alle dogane, 0 innanzi ad
cui parlando di effetti pubblici, il Codice altra pubblica autorità, e questo pure è
non dice per conto altrui, come parlando loro diritto esclusivo.
di lettere di cambio, o biglietti, ed è per- 139. 1 sensali sono eletti dal Princi-
chè i primi non sono negoziabili che per pe (10). La forma delle elezioni, o il loro
mezzo cambio, e non è con-
di agenti di numero, c le condizioni cui devono as-
cesso di negoziarli da per se stessi nep- soggettarsi, sono determinate da leggi, 0
pure a quelli cui appartengono; e. le let- decreti particolari.
tere di cambio, biglietti, o altri effetti di 140. in ogni città commerciante suol
commercio, possono essere direttamente esservi un luogo, in cui si riuniscono, sotto
negoziati per conto proprio dal proprie- T autorità del Governo i commercianti, i

tario: non v’è però che un agente di cam- capitani di nave, gli agenti di cambio, e
bio che possa negoziarli per conto al- i sensali. Questo luogo di riunione si

(i) Mascariì. de probat. conclus. 1040 (4) Horat. serm. lib. 2 sat. 3.
per tot. Genita de script, pria, de libr.pro- (5) Cod. di Comm. art. 76, 77.
xenet. n. io. Targa, Ponderazioni marit- (6) Cod. di Corani, art. 76.
time cap. 88. (7) Delvincourt. Hot. de la page 45 n. i.
(a) Stracca, de proxenet. pari. 4. (8) Cod. di Corani, art. 76.
(3) Marquard. de mercat. lib. 1 cap. 8 (9) Ibid. art. 78.
n. 6. (10) Cod. di Comm. art. 75.

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48 DIRITTO COMMERCIALE
chiama Borsa di Commercio. È questo il ciate. 1. Non può essere sensale il decot-

centro di tutti gli affari mercantili. Vi si to, se non è riabilitalo (3). 2. È ingiunto
vendono merci all’ ingrosso, vi si noleg- ai sensali di tenere come i mercanti, un
giano bastimenti, vi si negoziano le ren- libro, in cui accuratamente sia registrato
dite sullo stato, e le scritte private, come tuttociò che concerne le senserie da essi
lettere di cambio, biglietti, azioni, e si- fatte (4). I sensali non possono farsi mal-
mili. Il vantaggio di queste riunioni è levadori della esecuzione dei negoziati a
sommo. Vi s’ incontra chi vuoi comprare cui sono intervenuti (5). E proibito ai
e chi vuol vendere, chi vuol caricar mer- sensali il mercanteggiare (6) nè a nome
canzie per paesi lontani, e chi ha basti- proprio, nè coprendosi col nome altrui
menti per trasportarle, chi va in cerca di Quanto al modo di eleggere i sensali , e
chi le assicuri, e chi è pronto ad assicu- alla tariffa delle senserie si attendono le
rarle; vi si stabilisce il corso degli effetti leggi municipali, e le consuetudini.
pubblici, vi si determinano i prezzi delle
derrate, i noli, i prendi; vi si rileva, os-

servando la loro condotta, e i loro nego- TITOLO VI,


ziati, la confidenza che meritano propor-
zionatamente fra di loro i mercanti, e DEI COMMISSIONATI,
l'occhio vigilante dell’autorità pubblica
che sovrasta, impedisce che l’ordine non 143. Chiamasi da noi Commissionato,
sia turbato e che il ben pubblico non sia dai Francesi Ctmmittionaire, quei che,
leso. a suo nome proprio, 0 a nome sociale,
141. La medesima persona, qualora opera per conto altrui (7), 0 egli compri,
nel suo decreto di nomina il Governo o riceva, 0 faccia spedire, o vendere mer-
gliene conceda la facoltà, può esercitarle canzie per conto di un negoziante, o ri-
funzioni di agente di cambio, di sensale scuota per lui denaro o lo paghi, 0 fac-
di mercanzie, o d’ assicurazioni, c di sen- cia altre cose simili, e negoziante che
il

sale interprete o locatore di navi (1). Ben- diede la commissione chiamasi commit-
ché le funzioni d’agente di cambio e di tente. Non solo i negozianti sogliono com-
sensale siano affatto diverse, e richiedano prare, vendere, permutare le mercanzie
diverse cognizioni, e diversi studi; pure per commissioni che si danno a vicenda,
non si richiede per le une e le altre tal ma ve nc sono moltissimi che tutto per
profondità di sapere, per cui un sol uomo altri fanno, e nulla intraprendono per
non sia da tanto, c questa accumulazione conto proprio, c a proprio rischio. Que-
si rende necessaria nelle piccole città, ove sto si chiama commercio di commissione .
non occorrono affari bastanti per occupar 144. È da notarsi la differenza essen-
separatamente agenti di cambio c sensa- ziale che passa fra ’l mandatario e il com-
li. Però la legge fa un’eccezione quanto missionato. 11 mandatario opera in nome
ai sensali di trasporto per terra e per a- del mandante, e commissionato in suo
il

cqua. Essi hanno soli il diritto, di far nei proprio nome, per conto del committen-
paesi ove sono stabiliti, la senseria dei te. 11 mandante, se non vi c patto espres-

trasporli per terra c per acqua; ma non so diverso non è obbligato a pagare al
possono in verun caso, nè sotto pretesto mandatario che le anticipazioni; il com-
alcuno, esercitar le funzioni di sensali di mittente, anche non essendovi alcun pat-
mercanzie, di assicurazioni, e di sensali to, deve al commissionato quella che i

locatori di navi (2). commercianti chiamano provvisione, e il


142. Le regole generali dell’uffizio del Codice commissione (8). 11 mandato è per
sensale, secondo il Gidicc di Commercio, natura sua gratuito, ma la commissione
sono conformi alle antiche sopra enun- è sempre interessata (9), e s’ intende sii—

(i) Cod. di Coram. art. 8i. (6) Ibid. art. 85 .

(a) Cod. di Comm. art. 8». (7) Cod. di Comm. art. 91.

(3 ) 83
Ibid. art. . (8) Ibid. art. 181.
(4) Ibid. art.84. (9) Cod. Civ. art. 19, 86-
5 Ibid. art. 86.
( )

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PARTE PRIMA 43
pillata una tacita convemione per cui ta- niale, ferme rimangono le regole stabili-
luno obbliga a far per un altro alcuna
si te in riguardo ai contratti,e alle- obbliga-
cosa, e questi si obbliga a pagargli una zioni convenzionali in genere (S). Può es-
proporzionata retribuzione secondo la ser tacita l'acccttazione del mandato, e
consuetudine del paese. Siccome però il risultar dalla sua esecuzione.
commissionato non è mai che un man- 1 48. Le leggi antiche e le nuove riguar-

datario, e il committente un mandante-, dano il mandato come di sua natura gra-

cosà furono a loro applicate le regole dei tuito 6 ma le leggi nuove non si oppon-
( ),

mandato, aggiungendovi le modificazioni gono a che sia pattuito un salario (7). La


che richiedeva il commercio. Fu dunque lealtà e l'amicizia servono di base al man-
stabilito che i doveri e i diritti del com- dato, e nulla presso i Romani più inde-
missionato che opera a nome di un com- gno riputat asi, non dirò del dolo, ma an-
mittente fossero quelli che sono determi- che della sola negligenza nell’cseguirlo (8).
nati dal Codice Civile lib. 3 lit. 13 (1): per- Di qui sono derivati i doveri inviolabili
ciò prima di far parola della commistione che le leggi impongono al mandatario
propriamente detta, giova, anzi è neces- verso il mandante.
sario, di accennare almeno le regole prin- 149. Colui che riceve un mandato per
cipali che le leggi comuni stabilirono pel mezzo di lettera e tace, s’intende che l’ab-
mandato in generale. bia accettato, e se non lo eseguisce è te-
145. Il mandato è un per cui si
atto, nuto alla rifazione dei danni e interes-
dà ad uno qualche cosa
le facoltà di fare mandatario deve attenersi a tutte
si (9). 11

in nome e per interesse del mandante, e le qualità del mandato, e nulla gli è le-
diventa contratto allorché il mandatario cito nè di aggiungere nè di togliere alla
espressamente o tacitamente lo accetta ( 2 ). forma, e all’ordine che gli fu dato, perciò
1 46. Siccome chi opera per mezzo d’al- il mandato a vendere e a comprare non

tri si considera come se avesse fatto da è adempito col trasmettere il denaro, e il


se medesimo; cosi ciò che fa il mandata- mandato a vendere le mercanzie, non si
rio, purché non oltrepassi i confini del estende a permutarle ( 10 ), come pure la
suo mandato, si riguarda come fatto dal facoltà di transigere non comprende quel-
mandante medesimo (3). la di compromettere in altri.

147. Il mandato può essere etpretsn e 150. K celebre la contesa insorta tra
tacito, cioè può indursi da parole espres- 1 Sabiniani, eProculciani nel caso di
i

se, c dal silenzio o dalla ratifica (4); può un mandatario cui era stato ordinato di
farsi per mezzo d'atto pubblico, di scrit- comprare uno stabile a un prezzo deter-
tura privata, o anche per lettera, e ver- minato, ed egli lo avea comprato a un
balmente, ma quanto alla prova testimo- prezzo maggiore. I Sabiniani spingevano

ni) Cod. di Comm. art. 9 ». turpis liaec culpa est, quod duas rts san-
() Cod. Civ. art. 1984. ctissimas violai, amicitiam et fdem, nani
(3) L. ti quis 7 $ ult. ff~.de Jurisd. h. 1 ncque mandai quisquam fere, nisi amico;
$ iff.de eo per quem factum eie. L. ti in- ncque credit nisi ei quem fi delem putat.
ter a 1 pr.ff de pignor. et hfpatii. Perditissimi est igitur hominis, simula
(4) § alt. Instit. de mand. L. 1 § 18 ff. f
et amicitiam dissolvere, et altere eum qui
maràl. L. 60 ff. de R. J. laesus non esset, nisi credidisset. Cic. prò
(5) Cod. Civ. art. ig83. Sext. Rose. n. 38, 3g.
() § ult. Instit. de mand. L. 1 in Jin.ff. In Plauto, dice Carino a Demifo suo padre:
manti. Strepe ex te audivi, pater ,
(7) Cod. Civ. art. 1989. Rei mundatae omnes sapientes primum
(8) In privatis rebus si quis rem mon- praevorti decet.
datura non modo rnalitiosius gessisset sui Plaut. in mercat. ad. a Se. 3 vers. 4».
quaestus, aut cornmodi caussa , veruni (9) L. si mandatvro aa $ sicut, L. 27 §
elioni negligenlius,eum majores sumtnum quarti primum a ff. mandali.
udmisitse dedecus existirnabant. Ilaque (10) Rat. Genuens. de Mercat. decis- 9. *
mandati constitutum est judicium non rni- 7 e 14 Cod. Civ. art. 1989.
nus turpe quarti furti Ergo ideirco
. . .

JOgle
5!) DIRITTO COMMERCIALE
tant'oltre il rigore che negavano al man- grazia del solo mandante, in grazia del
datario ogni azione. 1 Proculciani gliel'ac- mandante e del mandatario, in grazia del
cordavano fino alla somma che nel man- solo mandatario, e facendone, secondo la
dato era stala prescritta, e questa più
gli diversità dei casi, l’applicazione (7).
benigna opinione ha prevalso (1); ma è 152. Il Codice Civile non fa distinzio-
stato sempre ritenuto il principio gene- ne tra i gradi di colpa, e stabilisce unica-
rale il mandatario non debba ecce-
che mente la massima che il mandatario è
dere i suo mandato. Nulladi-
limiti del risponsabilc non solamente per il dolo, ma
mcno mandatario trovandosi nel bivio
il anche par le colpa commesse nell' esecu-
o di dover oltrepassare confini del suo i zione del mandato, e altra norma non
mandato, o di dover lasciare imperfetto prescrive al giudice, al cui arbitrio rima-
il negozio a lui affidato, dovrà piuttosto ne abbandonata la facoltà di apprezzarla,
badare alla probabile volontà del man- che quella di applicar meno rigorosamen-
dante che alla lettera del mandato, e se te la responsabilità in riguardo alle col-
per l’adempimento del mandato, saranno pe, al mandatario, il mandato di cui è gra-
indispensabili altri atti cui non si esten- tuito, che a colui che riceve una merce-
de la facoltà ricevuta, o sarà necessario de (8).
variare il modo dell’esecuzione, c se non 153. II mandatario deve render conto
potrà darne avviso opportuno al mandan- del suo operato. Egli è anche risponsabi-
te, non dovrà riguardar che al complesso le per colui che ha sostituito nella sua
delle circostanze, e da queste prenderà incombenza. 1. Quando non gli fi accor-
consiglio per non perdere, aspettando nuo- data la fa oltà d sostituire alcuno. 2. Quan-
i

vi mandati, o spiegazioni, l’occasione fa- do una tale facoltà gli fu concessa senza
vorevole di condur l’affare a buon fine (2). indicazione della persona, e che quella
E qui subentrano le altre massime, che che ha eletta era notoriamente incapace
il mandatario facendo l'equivalente non e insolvibile: in lutti i casi può il man-
eccede limiti del mandato (3), e che è
i dante direttamente agire contro la perso-
lecito al mandatario di oltrepassare i con- na che fu sostituita dal suo mandata-
fini del suo mandato, purché faccia la rio (9).
condizione del mandante migliore, non 154. Quando in un solo atto si sono
deteriore (4). costituiti più procuratori 0 mandatarii,
1 SI. Non v’ha dubbio che il mandata- non sono obbligati in solido, se non fu
rio non sia tenuto alla prestazione del do- espresso (10). Questa regola è contraria al
lo, e anche alla rifazione dei danni cagio- diritto Romano che attribuisce al man-
nati dalla sua negligenza, ma le leggi Ro- dante l'azione miniali contro tutti i man-
mane sono discordi nel determinare il datarii in solido (11). Per lo contrario
grado di colpa che gli è imputabile. Sem- quando più persone per un affare comu-
bra che alcune assoggettino il procurato- ne hanno costituito un mandatario, cia-

re alla sola prestazione del dolo, e della scuno è tenuto in solido verso il manda-
colpa lata che pareggiasi al dolo (5): al- tario per tutti gli effetti del mandato (12).
tre lo vogliono sottoposto alla prestazione La legge Romana stabiliva egualmente
della colpa lieve (%)\ altre anche a quella che in questo caso competesse al manda-
della lievissima. I Dottori si studiano di tario l’azione solidale contro ciascuno
conciliare distinguendo il mandato in de’suoi committenti (13). Il Codice Civi-

(
i
)
L. prue te rea 3, L. seti Proculus 4, L. (6) L. contractus i3 ff. de reg. Jur.'
rogatus 33 ff. manti. (7) V. Everard. OlLon. ad § 1 1 Jnstit.de
(a) Viu. Inslit. de mani. §8 n. a. Stand.
(3) L. tilt. § ult.ff. mandai. (8) Cod. Civ. art. 199».
(4) L. a, § 1 1 ff. de acquir. vel amiti, (9) Cod. Civ. art. 1994.
hacred. Casareg. de Comm. Disc. 224 n.3q. (10) Ibid. art. 1993.
(5) L. si procuralo/em b§ult^ L. idem- (1 1)L. Co § a ff. mani, vel contea.
que io pr. L. si fitlejussor 'itj pr. man- (ia) Art. 200 a.
ff".
dati, L. naturalis 5 § sed si
4 pr. ff. de (1 3 ) L. 59 $ 3ff mani.
praescript. veri
.

PARTE PRIMA 81

leapprovando questa decisione e riget- riginale della procura, se fu spedita in


tando l’altra, sembra in conflitto con se minuta, o la copia, se è stata conservata
medesimo; è però tolta l'apparente con- in minuta. Ma la revoca notificata al man-
tradizione dai motivi addotti dal legisla- datario, non può opporsi ai terzi, i quali
tore,, perchè s’cgli è giusto che in un at- ignorando la revoca stessa hanno agito
„ to di officiosità che spesso è gratuito, con esso, salvo al mandante il regresso
„ colui che lo presta abbia un’azione so- contro il mandatario. La revoca tacita è
„ lidale contro quelli che ritraggono dal quella che si fa costituendo un nuovo
„ mandato un vantaggio comune, altrct- procuratore pel medesimo affare: non ha
„ tanto sarchi* ingiusto di aggravarlo in però forza se non dal giorno in cui ne fu
„ riguardo a loro del fatto altrui, senza data al primo la legale notizia.
„ una convenzione espressa, e i due casi 158. La rinunzia del mandatario deve
„ sono tanto diversi, che la loro differen- essere notificata al mandante, il quale ha
„ za non permette di argomentare dal- diritto all'indennità se ne risente pregiu-

„ l’uno all’altro (1). „ dizio. Se, per esempio, si trattasse di af-


155. Il mandatario deve restituire al fare che non ammettesse ritardo, o so-
mandante le somme riscosse mediante spensione, e mancasse il tempo di costi-
questa sua qualità, e se le ha convertite tuirne un altro invece del rinunciante, o
in uso proprio, ne deve pagar gl’interessi non potesse il mandante esser pronto ad
dal momento in cui se l'è appropriate, operare egli stesso, 0 perchè lontano, 0
ma gl’interessi del reliqualo noh decor- perchè impedito da altre occupazioni, 0
rono che dal giorno dell'incorsa mora (2). da malattia, 0 da cagione consimile, il
156. 11 mandante è tenuto a eseguire danno che risentirebbe dall’ abbandono,
in riguardo ai terzi le obbligazioni con- dovrebbe rifondersi dal mandatario: è pe-
tratte per lui dal mandatario, purché que- rò eccettuato il caso, in cui questi sia
sti siasi ristretto nei limili del suo man- nell' impossibilità di continuare nell'eser-
dato se gli ha oltrepassati, il mandante
: cizio del mandato, senza soffrire egli stes-
non può esservi obbligato che in forza di so un considerevole pregiudizio. Si dice
una espressa o tacita ratificazione. Deve considerevole, perchè se tale non fosse, non
rimborsare il mandatario delle sue spese gli sarebbe lecito di lasciar l' affare, por-
e anticipazioni, farlo indenne delle per- che avendo diritto all'indennità per le
dite sofferte Cui diede causa il mandato, perdite che gliene cagionerebbe l’ esecu-
e pagargli anche gl' interessi delle som- zione (4), non potrebbe dolersi d'esser co-
me a lui anticipate dal giorno in cui fu- stretto a ultimarlo. È valido ciò che fa il
rono fatte le anticipazioni, oltre il salario mandatario nel tempo che ignora la mor-
allorché fu promesso (3). te del mandante, o una delle altre cause
157. Il mandato si estingue: per la re- perla quale cessa il mandato, e le obbli-
voca della procura, per la rinunzia del gazioni contratte dal mandatario hanno
mandatario, per la morte o naturale, o esecuzione, in lutti i premessi casi, ri-
civile, per l'interdizione, o per il prossi- guardo ai terzi che sono in buona fede.
mo fallimento tanto del mandante che In caso di morte del mandatario, i suoi
del mandatario. La revoca può essere e- credi devono darne avviso al mandante,
spressa o tacita: l'espressa è quella che e provvedere frattanto a ciò che richieg-
si notifica. II mandante può quando vuo- gono le circostanze (5).
le rivocar la procura, c costringere, ove 159. Abbiamo indicate le regole prin-
siavi lungo, il mandatario a restituirgli la cipali delmandato puro c semplice, co-
scrittura privata in cui è contenuta, e Po- nosciuto dal diritto civile: ora vedremo

lo Motifis. $ Mondatura tt Instit. de Marul. L. ri’


(") Col. Civ. 1993 1996. L. idemque mandavero 22 § fin. L. sane 23 e seq.JJT.
10 § Si prneurator 3 fi'. mand. marni. § itera si 1 a Inst. de Mand. L. inter
(3) Cod. Civ. art. 1998, 1999, 2000, caussas 26 pr. L. si praecedente 58 pr. L.
2001 si quis alieni 27 § morte Jf. mand. L. vero
(4) Cod. Civ. art. 2000. procuratori 1 2 § sed et si 2 ff.de solut.
(5) V. Cod. Civ. art. 2oo3 fino a 20:0,

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52 DIRITTO COMMERCIALE
quelle che riguardano particolarmente il missione, qualora gli siano spedite mer-
mandato mercantile che tra i negozianti canzie per venderle, o fame altr’uso, non
chiamasi commistione, dì cui a principio deve perciò lasciarle in abbandono, nè ri-
accennammo la differenza. mandarle, ma bensì, fatte le opportune
160. (.'anima del commercio è la ce- proteste, invigilare a che siano ben depo-
lerità, e il segreto: un ritardo anche bre- sitate
162.e custodite, e si esporrebbe pure, fa-
vissimo, un ostacolo per quanto leggiero cendo diversamente, al risarcimento del
che s’attraversi, può far perdere la più danno c interesse (1).
bella occasione, c far mancare l’operazio- Abbiamo detto che la commissio-
ne meglio combinata, e più profittevole. ne è sempre interessata, e che il commit-
Colui che contratta con taluno com^ pro- tente, quando non
vi sia patto contrario,

curatore di un altro, deve ben assicurarsi s’intende tacitamente obbligato a pagare


della validità, e dei limili del mandato; al commissionato una retribuzione pro-
la prudenza vuol che verifichi i poteri di porzionata: questa in due modi è fissata,
lui, e prenda le cognizioni opportune per e diversi ne sono gli effetti uno si chia- :

non rimanere ingannato, ma il negozian- ma del credere, e l’altro semplice commit-


te che spesso deve conchiudere sul mo- sione. Allorché il commissionato riceve
mento una compra, una vendita, o altro un del credere, si fa garante dei debitori,
simile affare, non ha tempo per queste il doppio del-
e la retribuzione suol essere
indagini. Dipende sovente il buon esito Allorché riceve una semplice com-
l'altra.

di un negozio dall' ignorarsi per conto di missione, non si rende risponsabile della
chi s’ intraprende, e se chi agisce per al- persona con cui ha negozialo, c neppure
tri, fosse costretto, a ogni trattato, di pa- per le dilazioni accordate, purché non gli
lesar la persona, per cui agisce, il com- si possa imputare imprudenza ocolpa (2).

mercio sarebbe inceppato o sconvolto. Sic- 165. Vi sono commissionati di più spe-
come mandatario, a’termini del diritto
il cie: altri si dicono commissionati com-
civile, agisce per conto, e a nome di chi pratori, incaricati di comprar merci per
gliene diede la facoltà, ed obbliga perciò conto de’ negozianti ; altri
commissionati
il mandante senza rimaner egli personal- venditori, incaricati di ricever le merci,
mente obbligalo; cosi dall'esercizio del e di venderle per conto de’ proprietarii.
semplice mandato ne risulterebbero gl'in- Alcuni sono incaricati di ricever lettere
dicati inconvenienti, ma a questi porge di cambio per procurarne l'acccttazione
riparo la commissione. Il commissiona- e il pagamento alla scadenza, e spedire
to opera bensì per conto altrui, ma in no- ildenaro ai loro committenti, 0 impie-
me proprio : chi contratta con lui, non garlo secondo gli ordini ricevuti ; alcuni
conosce che lui, riguarda lui come suo nelle città mercantili, esercitano l'uffìzio
vero obbligato, ed egli lo è di fatto, ma di ricevere le merci, per poi caricarle so-
ritiene in faccia al suo committente i suoi pra carri, 0 bastimenti, c spedirle al loro
diritti di mandatario per conseguir la do- destino; altri finalmente incaricati di far
vuta indennità. trasportar mercanzie per terra 0 per acqua.
161. Il commissionato può ricusare la Nulla di nuovo il Codice di Commercia
commissione che gli viene addossatala ha stabilito intorno a queste diverse spe-
deve dare al più presto possibile avviso cie di commissionati, e ha lasciato in vi-
del suo rifiuto al committente, perchè se gore consuetudini mercantili soltanto
le :

tace oltre il tempo necessario o solito a ha indicate accuratamente le obbligazio-


rispondere, può essere condannalo dai ni degl’ inlraprenditori di trasporto sulle
Tribunali al rifacimento del danno e in- uali rimaneva ancora incertezza edissi-
teresse qual mandatario che non abbia io, e ha introdotto in favore dei com-
eseguito, o abbia mal eseguito il manda- missionati venditori un privilegio som-
to ricevuto, c nel caso stesso, in cui è sol- mamente vantaggioso al commercio. Ci
lecitoad informare il committente che faremo strada a riferire questa disposi-
non vuole, o non può accettare la coni- zione accennando i principali doveri pre-

ti) Pardessus Court de De. Comm. par. ti) Pardessus lac.’jùt. a. 56i.
a tit. 8 chap. i n. 559 .
PARTE PRIMA 53
scritti dallaconsuetudine tanto ai com- depositario ; egli deve aver cura altresi che
missionati venditori di merci, quanto ai siano debitamente caricate e spedite, e
commissionati compratori. nel caso di colpevole negligenza è pur te-
164. Il commissionato incaricato di nuto al danno e interesse.
comprar merci per conto altrui, figura 168. Il commissionato incaricato di
in faccia al venditore qual vero compra- venderle, qual mandatario salariato, de-
tore per conto proprio, e ne contrae le ve far, quando le riceve, tutte le necessa-
obbligaiioni anche personali ; c in faccia rie manifestazioni o dichiarazioni, dar
al suo committente, ligura in certo modo cauzioni, pagar dazii, c pubblici dritti,
storne venditore in quanto si rende ri- accertarsi che le merci siano ben condi-
sponsabile della qualità e quantità delle zionate, e non abbiano sofferto in viaggio
cose comprate e della loro spedizione: de- diminuzione o avaria. Deve invigilare a
ve dunque nella scelta usar quella dili- che scaricandole ne’suoi magazzini, siano
genza che userebbe per se medesimo. posate in modo che non siano soggette a
165. Se il commissionato, deviando deterioramento, e siano segregate da quel-
dalle istruzioni ricevute, compra merci le che potrebbero col loro contatto gua-
di qualità o specie diversa, e il commit- starle, o viziarle, o per la loro vicinanza
tente le ricusa, egli è obbligato a ripigliar- cagionar loro altro pregiudizio acciden-
sele ; se vi fu eccesso soltanto nel prezzo, tale. Il rischio che le merci possono cor-

acconsentendo a soffrire la perdita del di rere nel trasportarle dal luogo ov'crano,
più, può costringere il committente a ri- a quello ove devono essere riposte, è tut-
ceverle al prezzo di compra che da lui fu to a carico dello spedizioniere, ma depo-
prescritto. sitate che siano nel luogo dello scarica-
166. fe regola di diritto civile che nes- mento determinato dall'uso, o dalla con-
suno può comprare per se medesimo, nem- venzione, quel medesimo rischio è a
meno per mezzo di persona interposta, e carico del commissionato, e si presume
perciò non è lecito all' instilore incarica- ch'egli le abbia ricevute quali furono a
to di vendere ciò che appartiene al pre- lui annunziate, dimodoché sarà malleva-
ponente, di comprarlo egli stesso, ne al dore d’ogni perdita o avaria ch'egli avrà
tutore incaricato di vender cose che ap- trascuralo di far riconoscere e verificare,
partengono al pupillo (i), ma i negozian- qualora non provi che fu anteriore alla
ti cui fu commessa la compra di merci consegna, o cagionata da forza maggiore,
della specie di quelle delle quali sono pro- o non possa allegare altra causa legittima.
prietarii, sogliono consegnare o spedire 169. Se il commissionato può accor-
le merci proprie, come se, facendo le veci gersi c temere che le merci, per la loro
di mandatarii, le avessero comprate da qualità soggette a perire, vanno a perder-
altri, e non s’ intende che abbiano con- si o tutte o porzione di esse prima di tro-
travvenuto al mandato (2): però sogliono var chi le compri al prezzo indicato, de-
anche prima di spedirle, renderne consa- ve subito darne avviso al suo committen-
pevole il committente. Se il commissio- te, c se il pericolo non ammette ritardo,
nato comprerà per se le merci che dovea deve ricorrere al Giudice, affinché per
comprare pel committente, questi offeren- mezzo di periti, sia riconosciuto lo stato
dogliene il prezzo, potrà costringerlo a loro, e gli sia concessa la facoltà di ven-
restituirgliele (3). derle al miglior prezzo possibile.
167. Finché le merci comprate non so- 170. Se una mercanzia perisce per una
no fuori de’magazzini del venditore per mancanza qualunque mal-
siasi di cui sia
essere trasportate al loro destino, ossia levadore il commissionato, egli deve pa-
ch’esserimangano in magazzini ove il garne il maggior prezzo a cui le mercan-
commissionato possa esercitare la sua vi- medesima specie e qualità si
zie della
gilanza, ossia ch'egli le faccia entrar nei compravano nel tempo in cui era incari-
suoi proprii, egli n’è mallevadore come il cato di venderle. Non si dice al prezzo

(0 L. si in empitone 34 § ult. ff.de con- (s) Casareg. de commerc. disc. i io n. 34


trah. emp. L. et qui sub io Cod. de distraci, il Cambista istruito, cap. 8 n. i e segg.
pign. Cod. Civ. uri. iSijG. (3) Casareg. disc. 56 n. ad 1 5.m
Si DIRITTO COMMERCIALE
proscritto dal proprietario, perchè' talvol- del Codice di Commercio sono d’altra spe-
ta potrebb’esserc ingiusto. cie : si tratta di somme pagate anticipa-
171. Se il commissionato che vende le tamente dal commissionato al commit-
merci, ne ottiene un prezzo maggiore di tente, cui la legge figura sia fatto un
quello che fu determinalo dal commit- imprestito mediante pegnodelle mercan-
il

tente, non gli è lecito di ritenersene il di zie. È pur da notarsi che secondo le re-
più che ne ha ricavato, ma sarebbe col- gole di diritto civile, il creditore non può
pevole se di tutto non gliene rendesse e- godere del privilegio, se non è possessore
satto conto. commissionato non può
Il del pegno. Per lo contrario, nel caso no-
vendere a respiro se il committente non stro, la legge si contenta di una tradizio-
glien’ha data la facoltà, o se non ha se- ne finta, per mezzo di lettere di vettura,
guitato l’uso del luogo del contratto, cui o polizza di carico (3). Affinché però il
dal committente non gli fu proibito d'u- commissionato incaricato di vendere le
niformarsi. Senza di ciò, può egli esser mercanzie (tossa godere del privilegio di
costretto a pagar subito il prezzo pattui- rimborsarsi sul loro valore delle anticipa-
to, sin za che il committente abbia ad zioni fatte al committente, e degli inte-
aspettare che scadano i termini accordati ressi e spese, è necessario primieramen-
al compratore. In tal caso però, se il com- te che quelle mercanzie siano state poste
missionato vendendo a respiro, ottenne a di lui disposizione, o ne’ suoi magazzi-
un prezzo maggiore di quello che gli era ni, o in un luogo di pubblico deposito, o
stato indirato per la vendita a pronto con- almeno che per mezzo di lettera di vettu-
tante, e il committente non approva il ra, o polizza di carico, sia dimostrato che
contratto, il commissionato avrà diritto glien'c stata fatta la spedizione. In secon-
di ritenersi il di più del prezzo indica- do luogo che il padrone delle mercanzie,
to (1). e il commissionato non abitino nel me-
172. Abbiamo già dettochc il mandan- desimo luogo, perchè in questo caso, le
te deve serbare indenne il mandatario anticipazioni fatte dal commissionato sa-
da qualunque spesa abbia sofferta per a- rebbero riguardate come un semplice im-
dempire il mandato perciò se dal man-
;
prestilo mediante un pegno, e andrebbe-
datario furono fatte anticipazioni di de- ro soggette alle disposizioni del fodiccci-
naro a terze persone per conto del man- vilc, il quale all’art. 2071. stabilisce che

dante, questi c tenuto a restituirgliele, il privilegio, o diritto di farsi pagare sul-


ma le leggi civili non accordano a ogni la cosa pignorata, con prelazione agli al-
mandatario un privilegio sui mobili. Com- tri creditori, non ha luogo che quando vi
pete bensì al creditore il privilegio sul è un atto pubblico, o privata scrittura de-
pegno che ha nelle mani, e ciò in vigor bitamente registrata chc.rontenga la di-
2073 del Cod. Civ. Il Codice di
dell’arL chiarazione. non solamente della somma
Commercio per agevolare le operazioni dovuta, ma pur della specie e natura del-
mercantili, per procurare al committente le cose date in pegno, o che vi sia annes-

nna porzione del prezzo delle mercanzie so uno stato della Ioni qualità, peso, e mi-
Spedite in paese lontano prima che nc sia sura. Queste disposizioni non hanno al-

seguita la vendita, ha concesso al com- tra mira fuori di quella di impedire, in

missionato a vendere, un privilegio im- caso di fallimento, che un debitore di

portante sulle medesime, quello cioè di mala fede non s’accordi con alcuni de’suoi
essere preferito sul loro valore a qualun- creditori veri o finti, per defraudare |a
que altro creditore, per la rimborsazione massa de’creditori medesimi. Il privilegio
delle somme anticipate, degli interessi e di cui si tratta, favorisce le commissioni,
delle spese (2). che sono al commercio di una grandissi-
173. Le dispouzioni del Codice Civile ma utilità; ma il motivo di utilità non
non si applicano che alle anticipazioni fat- sussisteche per i negozianti lontani, ]

te dal mandatario per pagare a persone quali hanno bisogno di avere persone di
terze per conto del mandante, ma quelle confidenza nei luoghi ove fanno spedi-

(i) V. Pardessus loc. de. part. i tit. 8 (?) Cod. di Comm. art. g3.
ehiip. a e 3. (3 ) Cod. di Comm. art. g3.
PARTE PRIMA SS
zioni di mercanzie, ma cessa quando il vi è, il nome c il domicilio del vetturale,

commissionato e il padrone delle mer- il nome e domicilio della persona cui


il

canzie fanno la loro dimora nel medesi- sono indirizzate le mercanzie, la qualità
mo luogo, ancorché le mercanzie siano e il peso 0 la mole degli oggetti da tra-
peposte c consegnale nei magazzini del sportarsi, coll’ indicazione in margine
commissionalo, perchè il proprietario del- delle marche o numeri degli oggetti me-
le mercanzie può custodirle ne’ magazzi- desimi, termine entro di cui dev’esse-
il

ni proprii, c in caso diverso, non v’è ra- re effettuato il trasporto, c finalmente il

gione, per cui debba concedersi fra i pre- prezzo della vettura, c la diminuzione da
senti, il privilegio che riguarda unica- fa'sene, qualora il trasporto sia ritarda-
mente i lontani. to (4). La lettera di vettura forma con-
174. Se le merci furono vendute c ri- tratto egualmente per la persona cui le
messe per conto del committente, il com- mercanzie furono indirizzale, ed è sotto-
missionato prende srl prodotto della ven- scritta da chi le spedisce, 0 dal commis-
dilail rimborso dell' ammontare delle sionato.
sue anticipazioni interessi, e spese, a
, 176. Mancando la data, 0 alcun’ altra
preferenza dei creditori del committen- delle riferite enunciazioni,non potrà dirsi
te (1). Si considerano dunque due casi, nulla la lettera di vettura, perchè la leg-
uno allorché le merci sono realmente, o ge noi dice, e neppure nel caso in cui le
si reputa che siano a disposizione del omissioni portassero l’ impossibilità di co-
commissionato (2); l’altro in cui più non noscere le cose da trasportarsi, e le con-
vi sono. Nel primo.il commissionato può dizioni essenziali del trasporto, sembra
vendere le mercanzie, c pagarsi da se me- che si possa ricusare di prestar fede alla
desimo; nel secondo riceve il pagamento medesima lettera, purché col mezzo della
del suo credito dalla mano del compra- perizia, 0 con quello della consuetudine
tore. vi sia modo di supplire.
175. Ora parleremo dei commissionali 177. Tutto è lasciato al prudente ar-
dei trasporli per terra e per acqua in bitrio del Giudice, e si può affermare sol-

particolare. Commissionati per i trasporti tanto che non v’è prova ammissibile con-
sono coloro che assumono l’ incarico di tro le enunciazioni della lettera di vettu-
far, quando occorre, trasportar mercan- ra, e che se alcuna enunciazione neces-
zie per terra, o per acqua. Nel trasporto saria è omessa, 0 si trova oscura, il du!>-
di mercanzie distinguono ordinaria-
si bio dovrà spiegarsi contro colui che ha
mente quattro persone: lo spedizioniere spedito la rolla (5).
che manda le mercanzie; il commissio- 178. È principio generale in materia
nalo di trasporlo che s' incarica di farle di merci 0 altri oggetti, che appena usci-
trasportare; il vetturale che trasporta, e ti dal magazzino del venditore, 0 di chi
il consegnatario a cui syno indirizzate. li spedisce, viaggiano a rischio e pericolo
Quando lo spedizioniere tratta diretta- della persona cui appartengono, salvo il

mente col vetturale, il contratto è un so- regresso contro il commissionato ed il

lo, ma quando tratta con un commissio- vetturale incaricato del trasporto, insie-
nato, ve ne sono due, uno che segue fra me, o separatamente (6). Qui la legge si
lo spedizioniere e il commissionato, d’al- riferisce anche al caso in cui la scelta del
tro fra il commissionato c il vetturale, ma commissionato, 0 del vetturale, fu fatta
in ambo i casi il contratto si forma per dal venditore, e chiaramente apparisce
mezzo della lettera di vettura (3). I vet- quanto sia giusta, riflettendo, che il com-
turali per acqua ordinariamente si chia- pratore poteva egli stesso scegliere il com-
mano barcaiuoli, e per terra,
i vetturali missionalo, u il vetturale, o stipular che
carrettieri. La lettera di vettura si conse- la tradizione degli oggetti acquistati gli
gna al vetturale, e deve esprimere: il no- sarebbe fatta a! suo domicilio. Fc non lo
me e il domicilio del commissionato, se ha fatto, si suppone che siasi rimesso in

(i) CoJ. di Comm. art. 94. (4) Cod. di Comm. art. io*.
(a) Ihid. art. g3. (<>) Pardessus toc. cit. n. 53g.
(3) Cod. di Comm. art. 101. (6) Cod. di Comm. art. 100.

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56 DIRITTO COMMERCIALE
questo al venditore, il quale è riguarda- qualche sostanza nociva; se ne rubassero
come suo mandatario,
lo per tale effetto qualche porzione.
e per conseguenza non può essergli im- '
182. Compete al commissionato 0 al
putabile che la colpa o negligenza com- vetturale un privilegio sugli oggetti tra-
messa nello scegliere il commissionato, o sportati per ottenere il rimborso del prez-

il vetturale. zo di vettura, e delle spese accessorie^),


179. La lettera di vettura forma un e il vetturale ha diritto di ritenerli presso
contratto da cui rimane obbligato anche di se fino al conseguito pagamento, per-
il consegnatario in quanto egli non può chè dopo aver lasciato che gli escano dal-
ritiracele mercanzie senza adempire le le mani, non ha più la facoltà di farsi
condizioni che nella lettera si trovano ammettere ad escludere, valendosi del
registrate, perciò deve pagare ilprezzo privilegio, gli altri creditori del proprie-
convenuta, e le altre spese necessarie, co- tario delle mercanzie. In forza di questa
me i diritti di pedaggio, o riparazioni ca- privilegio, colla permissione del Giudice,
gionate da qualche vizio della cosa, o da egli ha il diritto di far vendere gii oggetti
forza maggiore, qualora però si conse- trasportati fino alla somma che gli è do-
gnino in buono stato, c nel termine pre- vuta, ma se il consegnatario ricusa di ri-

luso nella lettera di vettura. ceverli, ed è insorta costestazionc sulle


180. Il commissionato e il vetturale, avarìe o altri fatti che riguardano la mal-
quanto sia per la custodia e la conserva- levadoria del vetturale, siccome facendo-
zione degli oggetti a loro affidati, sono si il pagamento per mezzo della vendita
soggetti alle obbligazioni degli albergato- delle mercanzie, non si potrebbe poi ri-
ri, e sene fanno egualmente mallevado- conoscere la loro deteriorazione, ne com-
ri, dimodoché se non vi sono patti incon- pensare la dovuta indennità col ritenere
trario, sono a carico loro le perdite e le il salario; cosi convien prima, in tal ca-

avarie, se non provano che queste furono so, verificarne,e determinarne lo stato
cagionate da caso fortuito, forza maggio- per mezzo di periti nominati dal Presi-
re, o vizio della cosa, e in questa parte, dente del Tribunale di Commercio, 0 in
non solamente sono tenuti del fatto pro- mancanza di lui dal Giudice ordinario, e
prio, ma di quello ancora de' loro dome- può essere ordinato il deposito 0 seque-
stici c preposti, e anche de'forestieri che stro dei medesimi oggetti a spese di chi
ricevettero nella carrozza, o nella barca (1). di diritto, finché abbia fine la contesta-
181. Appena gli oggetti da trasportar- zione (3).
si sono consegnati al vetturale, incomin- 183. 1 commissionati e vetturali non
cia in lui l’ obbligazione di restituirli nel- solamente sono tenuti per le perdite e a-
lo stato in cui sono: ogni colpa è a suo varie, ma sono garanti altresì dell’arri-
carico, e la presunzione è contro di lui. vo delle merci entro il termine espresso
Se soffrirono alcun danno, ed egli si scu- nella lettera dà vettura, salvo il caso del-
sa allegando o la forza maggiore, o il vi- la forza maggiore legalmente comprova-
zio della cosa, a lui tocea il provarlo, non to (4). Nella lettera di vettura, per solito,

al proprietario. Il vetturale può esser te- si stipula,che in caso di ritardo, il prez-


nuto anche del caso fortuito, allorché zo di trasporto sarà diminuito, e, d'or-
l’accidente ebbe luogo per una sua man- dinario, questa diminuzione è di ip
canza anteriore; se, per esempio, senza erzo.
averne avuto l'ordine o la facoltà, viag- 184. Se il commissionato è convenuto
giò in tempo di notte, e fu assalito dai in giudizio egli solo, ha sempre il regres-
ladri, egli è obbligato a rifare la perdita. so contro il vetturale: è però possìbile che
In certi casi è punito anche criminal- sia tenuto egli solo, come sarebbe, per
mente, come se vetturali, e barcaiuoli,
i esempio, nel caso in cui l’avaria 0 il ri-
o i loro preposti alterassero i vini,o altra tardo provengano dal suo proprio fatto.
specie di liquido, o mercanzia loro affi- Sono imposte al commissionato alcune
data per trasportarsi; se vi mescolassero particolari obbligazioni. Egli dee

(0 Cod. di Comm. ari. 98, 10J, (


3) Cod. di Comm. ari. 106.

(7) C. C. art. 2102. (4) Cod. di Comm. art. 9;, 104.

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PARTE PRIMA 57
strare in un suo libro giornale la dichia- azione contro il vetturale (5), a meno che
razione della qualità c quantità delle mer- i deterioramenti non prevenissero da fro-

ci, c se n' è richiesto, anche del loro va- de, o infedeltà, perche allora cesserebbe
lore (I). Egli è in obbligo di copiare la questa eccezione, e non correrebbe altro
187.
lettera di vettura sopra un registro affo- termine a prescrivere, che quello che si
gliato. numerato, e firmalo, senza inter- ammette per i delitti ordinarli (6).
vallo ed interruzione (2). Le disposizioni di questo titolò
185. Non può sempre eseguirsi un tra- del Codice di Commercio sono comuni
sporto di merci per mezzo di un sol vet- anche ai padroni di naviglio, impresari!
turale,caltri fa duopo impiegarne affinché di diligenze, e vetture pubbliche (7), «
giungano al loro destino : in tal caso, il sono conformi a quelle del Codice Civile,
commissionato è costretto a corrisponde- I.ib. 3 tit. 8 capit. 5 Sez. 2, se non che

re con altri della medesima professione, il Cod. Civ. all’art. 1784 imponendo ai
i quali ricevono le merci dal vetturale cui vetturali l'obbligazionc di rifare il danno
furono consegnate per trasportarle non cagionato alle merci, risalva loro l’ecce-
oltreun dato luogo, lo pagano, e succes- zione della forza maggiore, 0 caso fortui-
sivamente un nuovo commissionato a un to, e il Codice di Commercio per compi-

nuovo vetturale le aflida, e della loro ri- mento di giustizia, vi aggiunge quella
spedizione si prende cura. Il primo com- del vizio della cosa consegnata. Le dispo-
missionato è mallevadore di quanto vie- .
sizioni del Codice Civile sono conformi a
ne operato dal commissionalo intermedio quelle del diritto romano sotto il titolo
a cui egli dirige le merci (3). dei Digesti, nautae, caupones et stab. etc.
186, Le azioni che nascono dalla ri- 188.11 Codice di Commercio non par-
spunsahilità del commissionato vetturale la dell’azione inslitoria, ma siccome fra
per motivo della perdita, o dell’avaria del- negozianti accade freauentemente che
le merci, sono prescritte dopo sei mesi per abbia a promoversi ; eoa opportuno sem-
le spedizioni fatte nell’ interno dei regi bra, anzi necessario di accennare i prin-
dopo un anno per le fatte all’este-
stati, e cipii di diritto romano, c le consuetudini
ro,ma il termine di questa prescrizione da cui è regolata.
diversamente si calcola secondo l’oggetto 189. I Latini chiamavano imtitore
diverso dell’azione. 0 si tratta di perdita, (
institor ) la persona che dai negozianti
e si richiedono gli oggetti affidati al vet- oggidì chiamasi fattore, preposto, incari-
turale perchè al tempo prefisso non giun- cato di amministrare un ramo qualun-
sero al loro destino, e il termine corre que di commercio, di regolare un’impre-
dal giorno in cui dovea essere effettuato sa mercantile, una manifattura, e quan-
il trasporto ; ò si tratta di avarie sofferte to alle sue vicendevoli obbligazioni col-
dalle merci arrivate, c termine corre il committente si riguarda come un locator
dal giorno della consegna (4). In quest'ul- d’opere, o come un mandatario. Dai con-
timo caso, si suppone che chi ha ricevu- tratti ch’egli stipula con terze persone na-
to le merci abbia fatto verificare c com- sce in favor di questenon solamente un'a-
provare queste avarie, o nell’ atto del ri- zione personale contro di lui, ma del pari-
cevimento, s'erano visibili, o in un breve contro il suo committente, il quale rima-
termine determinalo dall’uso, se non era- ne obbligato con lui, e se più sono i com-
no a un tratto verificabili, perchè se ha mittenti, ciascuno è tenuto solidalmente,
ricevute le merci e ha pagalo il prezzo purché i contratti abbiano per oggetto il
della vettura, queste due circostanze u- negozio cui fu preposto (8), ancorché al-
nite, senza precedente reclamo o protesta, cun di loro non siavi intervenuto, e que-
sono Iiastanti ad estinguere qualunque sta dalle leggi romane diccsi azione in-

(i) U. Art. 96.* (6) Cod. di Comm. art. 108. Pardessus


(a) Cod. di Comm. art. 10». toc. cit. n. 543.
(3) Cod. di Comm. art. 99. (7) Cod. di Comm. art. 1807.
(4) Id. art. 108. (8) L. Quicumgue L. Sed pupit-
5 § 1 1

f5) Id. art. jj»3. lus n § conditio 5 L. habebat |3 % utt.L.


Utjf. de insti!, act.
8
SS DIRITTO COMMERCIALE
stilo ia (adio institoria). Non importa nc risulti danno agli eredi, convicn con-
che l’ institore sia preposto dal padrone o chiuderc che gli eredi debbano assumere
da un suo procuratore (i), che sia ma- le obbligazioni. Se il fatto deU’instilore è
schio o femmina, maggiore o minore, posteriore all’accettazione dell’eredità, l’e-
perchè se ilpreponente è malaccorto nel- rede ordinariamente è tenuto, finché non
lo scegliere, la colpa è sua. L'azione dei abbia rivocato all' institore il mandato, e
terzi contro di lui sarà la stessa, ed egli, resa pubblica questa revoca (6).
ancorché l'institore sia un minore, o una 191. È da notarsi che l'azione instito-
donna non autorizzata dal suo marito, ria non si dà contro il committente, se
nulladimeno a lui si estenderanno egual- questi dall'epoca in cui costituì l' instito-
mente le obbligazioni eh’ essa avrà con- re che col suo fatto diede luogo all’azio-
tralte per causa del suo ufficio (2) ; sarà ne, non era egli stesso capace di obbli-
però pregiudicata l'azione sua contro il garsi, perchè se in quel tempo era minore,
medesimo institore, e siccome il minore l'azione contro di lui non sarebbe ammis-
e la donna maritata non possono obbli- sibile, a meno che fin d'allora non fosse-
garsi senza l' adempimento delle condi- ro stale da lui adempite le condizioni e
90.
rioni prescritte dalle leggi che li riguar- formalità richieste dal Codice di Commer-
dano: così mancando queste non compe- cio per essere riputalo maggiore altri- ;

te al committente azione alcuna contro menti non sarebbe tenuto dei fatti del-
di loro, che quutenus locupletiate» fadi l'institore,se non quatenu s locupletine fa-
tunl (3). Quando è notorio che taluno am- dus end (7).
ministra, o dirige una manifattura, o un 192. Convien dunque distinguere il ca-
ramo di commercio per conto di un ne- so, in cui l’eredità del committente pas-
goziante, tutto ciò ch'egli opera intra fi- si a un crede minore, e quello, in cuil’in-
ne s praepoiitionis, obbliga il negoziante stitorc sia stato costituito da un minore.
come se fosse da lui stesso operato. Nel primo, si suppone che quello, della di
1 Si domanda.se il committente es- cui eredità si tratta, abbia costituito l'in-
sendo morto, per i fatti dell’ institore po- stitore validamente, e perciò siasi obbli-
steriori alla sua morte, rimangano obbli- gato a ratificare ed eseguire tutti gli im-
gati gli eredi, e si risponde affermativa- pegni dcH'insLitore medesimo. In tal gui-
mente non solo nel caso, in cui coloro che sa, questa obbligazione fa parte degli o-
contrattarono coll’institore ignoravano la neri della eredità e l’erede accettando l’e-
morte del committente, ma in quello an- redità accetta gli oneri, e la sua minorità
cora in cui le due parti ne fossero state non lo dispensa dal sottomeltervisi. Nel
consapevoli, e perfino quando gli eredi secondo, l’ institore essendo stato nana-
fossero minori (4). Il profitto della gestio- mente costituito da un minore incapace
ne proseguita appartiene tutto agli eredi: di obbligarsi, non si può presumere in [lui
è dunque giusto che debbano sopportare ]' obbligazione di eseguire gli impegni
anche gli oneri. Anche negli affari me- dell’institore, e non è tenuto se non in
ramente civili, il mandatario è tenuto a ragione del profitto che ne ha ricavato,
compire la cosa incominciata al momen- di cui deve constare. Questa conseguenza
to della morte del mandante, allorché non è fondata sul principio di diritto natu-
si può differire senza pericolo (5), e que- rale che nemo debet locupletasi cum alie-
sta massima si applica facilmente e con na jadura (8).
piò ragione agli affari di commercio, per- 193. Affinchè il committente sia sog-
chè si può rare volte senza pregiudizio so- getto alle obbligazioni dell'institore, con-
spendere una operazione mercantile già vien che siano stipulate o contratte dal-
in corso, e se l'institore è costretto a con- l’ institore medesimo, e non da altri che

tinuarla, affinchè dall'interromperla non T institore avesse sostituito in luogo

(i) L. Quicumque 5 § uh. L. 6 ff\eod. (5) Cod. Civ. art. 1991.


(») L. 7 $ i, 3 eod., Cod. Civ.ort. 1990. (6) L. 1 1 end.
( 3)
Cod. Cir. art. iSia, 1990. (;) L. 9, io, i\Jf. % 1 eod.
(4) L. 1 - ff. P
de insùt. acl. Voet ad and. (8) V. Delvincourl noi. dt la pagt 6a
de instit. n. 3. ». |.
PARTE PRIMA 59
suo (1). La legge dice che a lui non si la, si obbliga per compredi ferro, orarne,
estendono, a meno che non le abbia rati- o cose simili, il padrone non è tenuto.
ficate, e perciò decide implicitamente che 196. Se prende denaro ad
l' institore
senza la sua ratifica, sono per lui vanecd imprestito, non rimane obbligato il pa-
inefficaci. È però da notarsi che alla per- drone se non quando nell' instromento,
sona che contrattò col sostituto non com- o scrittura, è espressa la causa per cui
pete propriamente l’azione institoria con- lo prese, e la causa effettivamente pro-

tro il committente, ma essa può eserci- viene dal negozio cui fu preposto (5): ma
tarla contro l’ inslitore, il quale diventa se queste due circostanze sussistono, an-
verso di lei, committente in ciò che ri- corché l’ institore abbia distratto il dena-
guarda il suo sostituto (2). Qui diversifi- ro o labbia impiegato in oggetti suoi par-
cano tra loro l'azione institoria e l' eser- ticolari, pure il padrone sani tenuto de- :

citoria, perchè questa si dà contro l’eser- bel libi imputare cvr totem praeposve-

citore, o armatore della nave per l'esecu- rit (6). Convicn sempre eccettuare il caso

zione delle obbligazioni che contrasse non di frode. Se, per esempio, ('institore aves-
il solo capitano, ma quello ancora che il se presa ad imprestilo una somma evi-
capitano ha sostituito a se medesimo. Di- dentemente eccessiva, e maggiore di quel-
remo in altro luogo la ragione di una tal la che per la causa nel contratto indicata,
pifferenza. era necessaria, nascerebbe allora un’in-
194. È pur da notarsi che l' obbliga- dizio di collusione fra il mutuante e l’in-
zione del padrone essendo accessoria al- stitore, e il Giudice potrebbe negare al
l’obbligazionc principale dcU’institore, se primo ogni regresso contro il padrone (7).
questa si estingue, svanisce pur l’altra, 197. Il padrone rimane obbligato pel
ma sussistendo quella dell’ institore, l’al- fatto dell'institore, o abbia questi con-
tra del padrone è solidale, e si distingue trattato a nome suo proprio, o a nome
dalla semplice fidejussione. Se il padrone del padrone medesimo, ma nei due casi
potesse riguardarsi come semplice fide- vi sono alcune differenze. Se l’institore
iussore, potrebbe opporre ai terzi che ri- contrattò a nome proprio, egli rimase ob-
clamassero contro di lui l'esecuzione del- bligato come debitor principale, e il pa-
le obbligazioni dell’ institore, il benefizio drone nel tempo stesso come debitore ac-
dcU'ricus girne (3); potrebbe cioè, osser- cessorio (8) ; ma se ha contrattato a no-
vando certe formalità che la legge pre- me e qual procurator del padrone, l’ob-
scrive, esiger da loro che prima escutes- bligazionc è una sola, e si reputa che il
sero i beni debitor
dell’ institore come padrone abbia contrattato egli solo per
principale, ed essi non potrebbero rivol- mezzo del suo institore, il quale non è
gersi di nuovo a lui che nel caso d’insuf- tenuto in alcun modo (9). Si domanda
ficienza de' beni medesimi. Siccome però nel primo caso, se il padrone potrebbe a
si reputa che l’ intero profitto delle ope- vicenda esigere dai terzi, direttamente e a
razioni dell'institore vada al padrone; co- nome proprio, l’ esecuzione dei contratti
siè giusto che il padrone sostenga il pe- che hanno stipulati col suo institore. Le
so delle obbligazioni dell' institore come leggi romane decidevano che noi poteva
se le avesse contratte egli stesso. silicio ju re, ma che bensì ex aequitate
195. Accennammo già che l’azione in- dovea concedetegli l’azione, qualora l'in-
stitoria risulta soltanto da quelle obbliga- stitore fosse insolvibile (10), e non vi ha
zioni dell’institore che si riferiscono a quel dubbio ebe questa decisione non debba
ramo di commercio che gli è confidato, essere ammessa nel diritto nostro. Abbiam
intra fina praepositiimis (4) ; perciò se detto, direttamente, e a nome proprio,
l’institore preposto a una fabbrica di te- perchè non vi poteva esser disputa sulla

(i) L. 7 ff. de insù:, ad. (6) L. t § g eod.


(a) Paul, sentent. HI), i Ut. 8 L. 7 in princ. et § 3 eod.
$ ult. (7)
(3) Novell. 4 cap. i., Cod. Civ. art. aon (8) L. 1 7 J 1 Jf de Itisi, ad.

• * e S8- (9) Jj. 30 eod.


(4) L. 5 $ wjf.de instit. ad. (10) L. 3 eod.
(5) Zi. i
$ 8 ff.de exerc. ad.
4

.
•* '

60 DIRITTO COMMERCIALE
facoltà che Competeva al padrone suppo- 202. L'azione inslitòria è stata intro-
sto, nel caso nostro, creditore del suo in- dotta per favorire il commercio, ed ha
stitore, di esercitare con questa qualità per base l'equità, e il consenso presentò
tutti i diritti del suo debitore, vestendone del padrone, perchè si presume che colui
la persona (1), ma vi sarebbe questa dif- che prepone un altro a un negozio, 0 al-

ferenza, che se il padrone non agisse che tra mercantile operazione, gli dia tutte le

vestendo la persona del suo institore, sa- facoltà necessarie per condurlo a buon
rebbe pareggiato ad ogni altro creditore, fine, e ritraendonc come già osservammo,
e in caso di fallimento, sarebbe obbligato tutti i vantaggi, egli è giusto che ne so-
a venire a contribuzione; invece s’egli stenga i pesi (8).
agisce direttamente e a suo proprio nome, 203. Abbiamo detto a principio, thè,
si appropria tutto l'utile delazione, e non secondo le leggi Romane, se più sono i

è costretto a dividerlo cogli altri credito- padroni, ciascuno è tenuto solidalmente


ri (
2 ). per le operazioni dell’ institore (9), e con
198. Se r institore contratta a suo no- più di ragione dee dirsi secondo le nostri;
me proprio, per farsi luogo all'azione in- leggi mercantili, perchè fra noi, più ne-
stitoria, convien, come abbiamo già det- gozianti che intraprendono insieme una
to, che l’obbligazione riguardi il negozio operazione di commercio, si presumono
cui l’ institore presiede, ma se contralta sodi, e i sodi sono tenuti generalmente
qual procuratore, egli obbliga il padrone, in solido per tutti gl’ impegni relativi al-
qualunque sia la natura c la causa del- la società (10).
Tobbligazione, purché però non abbia ec-
ceduto confini del suo mandato.
.
i

199. È da notarsi finalmente che il TITOLO VII.


padrone è tenuto civilmente anche per i i

delitti o quasi delitti commessi dal suo DELLE COMPRE E VENDITE.


institore nell'esercizio delle funzioni a lui
che l’ uffizio d’ institore si
affidate (3), e 204. In materia di commercio, si fa
reputa permanente anche dopo la revoca, la prova delle compre e vendile, 1. per
nel caso in cui sia probabile che alla per- mezzo di scrittura pubblica ; 2. di scrit-
sona con cui è stato contrattato, non ab- tura privata, la quale non solo dev'esse-
201.
bia potuto giungere la notizia di questa re sottoscritta dalle parti, ma ne devono
revoca {). quante sono le'
esser fatti tanti originali,
\ 200. L'institore può esser tacito e pre- persone interessate, e deve esser fatta in
sunto, e colui che intraprese un negozio, ciascuno menzione espressa del loro nu-
ed esercita pubblicamente l'uffizio d’ in- mero, sotto pena di nullità ; 3. di conto
stitore e il padrone lo sa e non gli con- approvato di un agente 0 sensale, debita-
tradice, o è creduto institore dal pubbli- mente dalle parti sottoscritto che i Fran-
co, tale dee riputarsi, benché non siavi cesi chiamano Bordereau. In alcuni pae-
convenzione espressa (S). si ilsensale aveva ed ha la fede pubblica,
La scienza del padrone si deduce e l’estratto del suo libro avvalorato dal
dalla notorietà, (perchè si presume che suo giuramento faceva piena prova in
ciascun sappia ciò che è noto pubblica- giudizio, senz’altra formalità, ma il Codi-
mente nella città) (6) altrimenti si direb- ce di commercio non gli attribuisce alcun
be ignoranza supina, che non si ammet- effetto se non è sottoscritto dai contraen-
te (7). ti, e trattandosi di una vendita verbale,

(i) C. C. art. 1 t66. L. Regula $ Quid enim ff. de jur.


(7)
(i) Delvincourt not. à la pag. 64 «. t. et fact. ignor.
(3) L. 5, § Sff. de I.hit . act. Cod. Civ. (8) L. 1 .ff. de instit. act. .
,

ari. 1384. (9) L. i3 § a eod.


(10) Voet ad Pandect.de instit. ad.
L. v.
(4) $ a, 3 eod.
1 1

(5) Rota Genuens. de Mercal. decis. 1 Delvincourt Instit. Conun. tivr: i Ut. S
n. 3, 39. eh. 3.
(6) L. ti tu petitus, Cod. de peric. tal.

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PARTE PRIMA 61
« di quella di cui egli solo tenne registro clausola cui si possono dar due sensi, de-

al suo libro, il sensale non è che un te- ve intendersi in quello per cui può essa
stimonio, c alla sua deposizione il Giudi- avere qualche effetto, piuttosto che in
ce accorda maggiore o minor peso secon- quello con cui non ne potrebbe produrre
do la diversità delle circostanze; 4. delle alcuno (6); ciò che è ambiguo s'mterprc-
alture accettate. Se il venditore ha fatta ta da ciò che si pratica nel paese dove si
{a tradizione della cosa venduta, e ha pre- è stipulato il contralto (7); in dubbio l'ob-
sentata la fattura, ossia stato, in cui noli bligazione s’ interpreta contro colui che
il prezzo, c le condizioni della somma da ha stipulato, c in favore di quello che ha
pagarsi, e il compratore ai piedi di quel- contratta l'obbligazione (8) ; 6. dei libri
la confessa la consegna, e l'approva, non delle parti, e per mezzo di testimoni^ al-
può desiderarsi documento migliore, e lorché Tribunale crederà che debbansi
il
'•
non si richiede un doppio originale, per- ammettere.
chè la fattura accettata che ritorna alle 203. -Già parlammo dei libri dei com-
mani'del venditore, un’altra ne suppone mercianti, c quanto alla prova testimo-
rilasciata al compratore della cosa vendu- niale, essa dipende dalla prudenza del
ta ; 5. del carteggio. Allorché in una let- Giudice, c non dev’essere ammessa, nep-
tera si trova la richiesta o l’offcrla di una pure per accertare le compre e le vendi-
merce con indicazione precisa della qua- te, se non quando mancano i documenti
lità, e prezzo, c nella risposta l'accettazio- di cui fa menzione il Codice di Commer-
ne delle condizioni proposte, risulta da cio. Vinccns cita due decisioni, una della-
queste lettere sottoscritte, quando ben si Corte di Cassazione di Francia, e l’altra
accordano insieme, un consenso recipro- della Corte di Parigi (9), colle quali è sta-
co, per cui diventa inutile ogni altra pro- ta negata questa prova nella medesima
va. Se il tenore delle lettere, non essendo causa, in via civile, e in via criminale.
bastantemente accurato, inducesse am- Risultava una vendita pura e semplice dà
biguità o dubbiezza, converrebbe ricor- si voleva provare per
fatture accettate, e
rere alle regole d' interpretazione propo- mezzo di testiraonii che quella vendita
ste dal Codice Civile al Giudice come nor- era stata sottouna condizione sospensi-
ma della sua coscienza. Converrebbe in- va, che riserbava al compratore il diritto
dagare qual fosse stata l' intenzione delle di ritrattarsi.Fu considerato che i docu-
parti contraenti, anzi che attenersi al sen- menti prodotti erano chiari, c distinti, e
so letterale delle parole (1), dare a cia- che per attaccarli sarebbe stato necessario
scuna delle clausole il senso che risulta un principio di prova scritta, 0 una suf-
dall'atto intero (2); quando si trova espres- ficiente presunzione di dolo, e di frode.
so un caso ad oggetto di spiegare un' ob- Era stato principalmente giudicato che
bligazione,
(3) non si deve presumere che con per far ammettere testimoni! contro un
(4) non
ciò siasi voluto escludere i casi espres- contratto di vendita che dicevasi frodo-
(5)
si, ai quali, a’ termini di ragione, può lento, non si doveva cominciar dalla via
estendersi obbligazione medesima (3) ;
l’ criminale, ma era duopo sospender l’in-
nei contratti si devono avere per apposte dagine del preteso delitto finché non fos-
le clausole che sono di uso ancorché non se proferita sentenza sulla vendita in via
siano espresse (4) ; per quanto siano ge- civile, giacché senza cautela, col pretesto
nerali i termini coi quali si è espressa una che delitti si provano per mezzo di te-
i

convenzione, essa non comprende che le stimonii, si farebbero sentir testiraonii .

cose*sopra le quali apparisce che le parti anche contro i diritti piu certi ed assevc-,
si siano proposte di contrattare (3) una ; rati.

(x) Cod. Civ. art. it56. (8) ld. art. 1 16».


(a) Id. art. I i6l. (9) Causa Fusi, per la vendita di un
Id. art. x 164. zaffiro. Decis. delia Corte di Cassazio-
Cod. Civ. art. i 160. ne, 3x Ottobre 18 11 e della Corte di Pa-
Id. arf. 1 i«i. rigi, 11Luglio i8ia- •$. ia, 1, 1 3, a, a 5.
(6) Id. ar . , 57. Ein. Vincens Legisl. Cornmerc. livr. 7 eh.
'-) Id. iut. u 59. 4 § 5.
6*2 DIRITTO COMMERCIALE
presso Romani accadeva che si pagasse
i

una sommadi denaro a taluno in un luogo,


TITOLO Vili. affinchè ne facesse pagare l’equivalente in
un altro, ma non era questo il contratto Uà
DELLA CAMBIALE, DEL BIGLIETTO A ORDINE, cambio che è tanto in uso fra noi. Cice-
E DELLA PRESCRIZIONE. rone volendo mandar suo figlio a fare i

suoi studi in Alene, per evitare il traspor-


206. Le cambiali non sono che una to del denaro di cui egli avea di bisogno,
specie di simbolo che serve a raccoman- pregò Attico amico suo di cercargli qual-
dare l'esecuzione del contratto di cam- che persona che avesse ad esigere qualche
bio ( 1 ), perciò ragion d’ordine vuole, che somma in Atene giacché egli avrebbe
,

prima di parlare delle cambiali e del loro pagato a lei questo denaro in Roma, ed
corso, qualche cosa io premetta dell’ori- essa potrebbe incaricarsi di fame pagare
gine e natura del contratto di cambio. altrettanto in Atene a suo figlio (5), ma
207. Camòirt.camfciare.campjare, pres- questa operazione si faceva per mezzo di
so gli antichi, era lo stesso che permuta- semplici mandati, non già di lettere di
re ne venne il vocabolo cambium che
: cambio. Cicerone incaricava la perso-
significava specialmente permuta di de- na di Roma che dovea ricever dena-
naro, c quello di camptor, in greco, cof- ro in Atene, di far pagare in Atene que-
lybitla trapelila, ossia colui che esercita
, sto denaro a suo figlio, e la persona di
il negozio monetario, e poi, secondo le Roma scriveva al suo debitore di Atene,
diversità dell’ufiìzio di cambista con al- e lo incaricava di pagarlo al figlio di Ci-
tri nomi, fu chiamato mentarius,mensu- cerone. L’ uso però delle lettere di cambio
lariut, argentarius, nummarius, nummu- ai Romani era ignoto affatto; ne abbiamo
larius (2 ). I nummularii, o cnllybistae la prova nella medesima legislazione Ro-
permutavano la moneta d'argento in mo- mana, ove si parla di quel contratto che
neta d’oro, o alcune specie di moneta a- essi chiamarono nauticum foenut, e cpiTi-
bolila e rigettata in una provincia con sponde al nostro cambio marittimo, e ce
altra specie nuovamente colà introdotta n' assicurano specialmente i Giureconsul-
e ricevuta, e ciò che dalla somma ecce- ti Papiniano ( 6 ), e Affricano (7) colle
deva, e in certa guisa presso il nummo- loro risposte sui casi, e sulle dispute alle
lario deperiva, era detto collibo (3), e Sve- quali potevano essere esposti i servi spe-

tonio chiama collibo una specie di con- diti da coloro che avevano somministrato
sumo o dell’argento nel permu-
dell’oro 208. somma a interesse ai mercanti che
alcuna
tarlo (4). Oggidì corrisponde al collibo, trafficavano per mare, affinchè accompa-
il lucro che il cambista ritrae dal con- gnassero il debitore ove cessava il risico»
tratto di cambio, e prende parimente il e ove esitava le sue mercanzie per esige-
nome di cambio. I nummolarii avevano re dal medesimo la somma imprestata, l'u-
le loro botteghe nel foro, ove sui loro ban- sura,o sia l' interesse pattuito, e in un la
chi riponevano le monete, le permutava- mercede del servo medesimo, lochè non
no, le compravano, le vendevano, e que- sisarebbe fatto, con accrescimento di
sta permuta chiamasi dai dottori cambio pericoli e di spesa, se fossero state cono-
naie , ossia marmale, ben diverso da quel- sciute ed in uso le lettere di cambio.

la che porta il nome di «ambio locale-, Il cambio che i dottori chiamano


mercantile, traietlixio, per cui si permu- locale, manuale, trajectitium, che regge
ta il denaro per mezzo di lettere e dato ai tempi nostri il commercio universale,
in un luogo si un altro. Del cam-
riceve in Ò un contratto per cui taluno promette o
bio reale o traiettizio non troviamo vesti- paga ad un altro una data somma, e que-
gio nel diritto Romano. Talvolta bensì sti si obbliga consegnargli un ricapito, per

(i) Stipman. Jus Marii. part. 4 cap. (3) Cic. 5 Vtrr. n. i8t.
8 n. 41 .
( 4 ) Svel. in Aug. cap. 4 .
(a) V. Scaccia Traci, de Cambiis per tot- (5) Epist. ad Alt. 24 Xll XP ri.
Sipon. de antig. Jur. Civ. Roman, lib. » (
6 ) L. interest 4 ff. de Ifaut.faen,
ni/iil
cup. | I. (7 )
L. trajectitiue ff. de oblig. et act.
PARTE PRIMI 63
mezzo di cui riceve la somma equiva- nosciuto ai Romani, e il vanto di averlo
lente, da una terza persona, in un dato inventato deve accordarsi ai moderni (I).
luogo, e dentro il termine pattuito. Il ri- 211. Altri credono che inventori del
capito che riceve chi paga la somma èia cambio locale siano stati gli Ebrei quan-
lettera di cambio che perfeziona il con- do esuli dalla Francia sotto il Re Dago-
tralto, e da cui ne dipende l'esecuzione. bcrto l, nell’anno 610 si rifugiarono in
209. 1 vantaggi che l' uso delle cam- Lombardia, e con lettere sommamente la-
biali procura al commercio sono indici- coniche, per mezzo di viaggiatori, richia-
bili. Non solamente toglie le molteplici marono il denaro presso gli amici loro
difficoltà, e il gravissimo dispendio del depositato; altri che i Fiorentini di fa-
materiale trasporto dell'oro e dell’argen- zion Guelfa, scacciati dalla loro patria, e
to; non solamente lo sottrae per terra al passati in Francia immaginarono questo
pericolo de’ ladri, e per mare a quel dei mezzo di farsi trasmettere il prezzo o la
pirati, ma rendendo sicuri e pronti ipa- rendita de’Ioro beni (2). Eineccio pensa
gamenti fa si che possono moltiplicarsi che il cambio locale non era ignoto agli

« rapidamente effettuarsi le operazioni antichi sebben diverso dal nostro; che


mercantili d' ogni specie, molte delle qua- sia stato praticato dai Greci e dai Roma-
li pel ritardo nella comunicazione del de- ni, e generalmente dalle nazioni maritti-
naro, o sarebbe imponibile d’ intrapren- me; che perù i Longobardi che facean
dere, o poco lucrose riescirebbero, o vane. traffico in lontani lidi, gli abbiano pri-
i

Tizio ha bisogno di aver 10000 franchi mi data la forma che ai tempi nostri con-
a Parigi: sborsa egual somma a Sempro- serva. Che le lettere di cambio siano in-
nio cui siano dovuti diecimila franchi a venzione italiana, egli lo desume dall’es-
Parigi da Caio, e Sempronio gli conse- sere i vocaboli che ne costituis ono la
gna ì' opportuna cambiale diretta al suo forinola legale, quasi tutti di conio ita-
debitore: la lettera di cambio va per la liano, come tratta, valuta, avvito, conto,
210.al corrispondente di Tizio, il quale
posta uro, a viltà ec. (3). Nullasi può dir di

riscuote i diecimila franchi, e ne fa l'uso certo, se non che l’ uso delle cambiali nel
convenuto tra loro. In tal guisa si evita secolo decimo quarto, era già introdotto
il trasporto della moneta da Genova a in Italia, e ce lo prova un decreto del Se-
Parigi che avrebbe dovuto far Tizio, e nel nato Veneto di quel tempo, su questa
tempo stesso quello che avrebbe dovuto materia, riportato da Niccolò De-Passeri,
fame da Parigi a Genova, Caio debitor di nella sua opera, De icript.priv. (4).
Sempronio. 212. Quattro persone sogliono concor-
Ma il principale vantaggio della rere al negoziato della cambiale: Tizio
cambiale secondo Eineccio, consiste, non che dà la lettera in Genova, p. e., per
tanto nella strettissima obbligazione che Napoli, csi chiama il traente (tireur)-,

da essa, qualora sia concepita nella forma Sempronio che ne paga il valore e la
prescritta, risulta, quanto nel suo rigo- manda a Napoli ore desidera di disporre
roso e pronto adempimento, giacché ri- del suo denaro, e si chiama il prenditore,
conosciuta che sia la lettera, non si am- o remittente ( preneur , donneur de va-
mette più l’eccezione del denaro non nu- leur ); Caio incaricato in Napoli di pre-
merato, nè v’è più luogo a promovere sentarla, e si chiama il portatore, o pre-
questioni d’ alta indagine, o a mettere in tentante ( portewr ); Sejo destinato a pa-
campo alcun sotterfugio, ma il debitore garla in Napoli, e si chiama l’ accettante,
si chiude in carcere finché non l’abbia o trattario (acceplcur, tire'). La somma
interamente pagata. Il cambio locale ri- che forma l’oggetto della lettera di cam-
dotto a questi termini fu certamente SCO- bio, se si riguarda il traente, ha il nome

(i) Heinecc. Exercit.Xl de Fitiis'Jfcgot. (3) Heinecc, Exeràt.cit. $ 5. Elem.jur.


Calighisi, seu Camb. cap. i § Camb. cap. i
§ 8 .

(a) De Rubeis ffist. Lugli. D.tpuy Ltltr. (4 ) Nic. de Passei ibns de script, prie,
de C/iang. eh. 1 n. 5, BaMasjeroni, leggi e Hb. 3.

costumi dei cambio, Pref. n. 6 .


..,,

61 DIRITTO COMMERCIALE
«litraila ; se si riguarda il prenditore, ha con un semplice ordine di pagare posto a
quello di rimessa (remile). Tre persone tergo della cambiale, e da ciò questa ces-
solamente alle volte intervengono nel sione o sostituzione prende il nomed’in-
cambio, e ciò accade p. e., in questo ca- dossamenlo. f,a persóna in favor di cui
so. Tizio vuol andar da Genova a Roma; fu apposto V ordine, diventa vera proprie-
paga ad un negoziante Genovese una taria della lettera, e può cederla in egual
somma, e ne riceve la cambiale corrispon- modo: il secondo cessionario può far Io
dente che presenta poi egli stesso al ne- stesso, e in tal guisa per molte mani può
goziante Romano cui è diretta, e questi, trapassare il cambio moltiplicandosi in-
avendola accettata, alla sua scadenza la definitamente gl' indossatori. Questo si
paga. Se l’ accettante o trattario fosse in chiamo propriamente giro, benché gira,
Roma institorc del negoziante Genovese, e girala si chiami ogni indossamento.
potrebbe dirsi che il negozio cambiario 215. Inoltre, in questo contratto co-
passò fra due sole persone; nulladimeno me in qualunque altro si ammette mal-
se nc figurano sempre quattro, perchè levadoria per la sua esecuzione, e posso-
sebbene Tizio faccia le veci di remitten- no intervenirvi persone che si facciano:
te e di presentante, e cosi due persone mallevadrici del pagamento della lettera
riunisca: sebben Sempronio riceva il prez- di cambio alta sua scadenza, benché non.
zo della cambiale, ed egli stesso ne sia sia stata mai loro proprietà. Questa è
pagatore; pure due persone in ciascun di quella cauzione che chiamasi avvallo.
loro si considerano, e due a vicenda si re- 216. Molte dispute sono insorte fra i
putano secondo la diversità delle circo- Giureconsulti sulla natura del contratto
stanze, cosa di cui non sono rari gli e- che forma il negozio cambiario: altri pre-
sempii nella Giurisprudenza (1). Vi sono tesero che dovesse riferirsi alla permuta,;
talvolta più traenti, e si obbliga ciascuna altri al mutuo, altri al deposito, altri alla
solidalmente verso il remittente, benché locazione e conduzione, altri al mandato,,
una sola sia la cambiale, e talvolta più e altri finalmente al contratto di compra
remittenti ricevono una cambiale sola,, e vendita (2), ma si comprende facilmen-
facendo tutti le veci di un solo. te che un negozio cui tante persone in-i
213. Altre persone possono aver par- tervengono, ed era ignoto ai Romani,
te in questo negozio oltre le quattro che non può ridursi a una convenzione uni-;
per natura sua richiede. Il traente può ca, e prender norma dai principiidei di-
aver motivo di temere che il trattario, os- ritto Romano; che invece è formato da
sia la persona incaricata di pagar la let- convenzioni diverse, analoghe bensì ai
tera faccia difficoltà di accettarla q pa- contratti determinati dal diritto Romano,
garla, e allora nella medesima lettera in- non però ad essi pienamente conformi, co-
dica un’altra persona, la quale venendo, me più saggiamente osservarono Schifi e
come dicono, tn ajuto, pagherà al biso- Stipman (3).
gno, cioè, mancando, o ricusando la pri- 217. Eineccio combatte l’opinione di
ma; ed ecco una quinta persona che fi- coloro che fanno del contratto di cambio
gura nel negozio cambiario, una specie di contratto innominato, e di
214. Nella circolazione rapida e facile quelli che vi riconoscono aleuno dei con-
della cambiale, consiste, come accennam- tratti nominati del diritto Romano, ma.
mo, il vantaggio principale del cambio: è eglidisgiunge la prima convenzione, quel-
stato perciò stabilito che il padrone della la cioè che passa fra il remittente e il •

lettera, potrebbe a suo beneplacito, in un traente , che riguarda come principale,


modo semplicissimo, o trasferirne, ceden- dalle due ultime che considera come me-
dola ad altri, la proprietà, o sostituirne no principali c accessorie, perchè non
un altro che in di lui nome n’esiga il va- tanto servono alla perfezione del nego-
lore. Questa cessione o sostituzione si fa ziato, quanto alla sua consumazione cd

(i)Stipman. Jus Marti, part. 4 cap. 8 (a) V. Raphael De-Turri de Camb . quoti,
n. i5 Dupuy, I.ettr. de Ch.ckap, 4 § i c), 20 67 n. 8 et seqq. ,

Heiuècc. Ext reti. cil. §8 et seqq. (3) Schifi. Extrdt. ad Pand. 3a $ «a. ,

Stipman. loc. cit. § 4».


PARTE PRIMA 65
esecuzione, c sostien che la prima è un stanziai differenza della distanza defuo-
contratto letterale, non già quello di di- ghi che può verificarsi anche nella com-
ritto Romano, inventato da Giustiniano, pra e vendita, ma sarebbe meramente ac-
ma di specie unica, introdotto dai costu- cidentale,mentre nel cambio è assoluta-
mi, oltreil diritto Civile, e stabilisce co- mente necessaria, e ne costituisce l'essen-
me principal fondamento della sua opi- za, dimodoché se la cambiale non fosse

nione che il remittente e il traente non da pagarsi in un luogo diverso da quello


si obbligano che in forza della lettera di in cui ne fu dato il valore, e il pagamen-
cambio, nè si può dire che vi sia contrat- to dovesse farsi nel luo$o medesimo, non
to di cambio, finché la lettera non sia vi sarebbe piò contratto di cambio. È
consegnata, e questa essendo ricevuta, dunque forza ripetere che indarno si cer-
non competa subito a chi l'acquistò, l’a- cherebbe nel diritto Romano una seda
zione per esigere, all’ordine suo, in altro opportuna per collocarvi il negozio cam-
paese, il promesso denaro. Confessa quel biario, perchè sebbene le convenzioni che
dotto Giureconsulto che non si osserva nel contiene, siano ad alcune antiche c già
cambio tuttociò che pel contralto lettera- note somiglianti ed affini pure non so- ,

le è prescritto da Giustiniano, ma osserva no coeguali e conformi. Nè cosa strana


che le formalità non adempite apparten- è questa, perchè molti modi di obbligar-
gono alla natura del contratto, non però si inventarono i posteri cui, neppur per

alla sostanza. sogno, pensarono Romani, come sono,


i

218. Dopo tanto forense dissidio, rac- dice Eineccio, i contratti feudali, l’ assi-
colti, per cosi dire, i voli, sembra che il curazione, il vitalizio, la soccida, la lot-
maggior numero dei Dottori, nel nego- teria cc. ; su i quali se Papiniano risusci-
ziato cambiario distingua, non un solo, tasse e fosse consultato, dovrebbe pur con-
ma tre contratti : la compra e vendita fra fessare essergli necessario di andare di
iltraente e chi acquista la lettera di cam- nuovo a scuola (4). E
siccome tutte le
bio; il mandato fra il traente e il tratta- genti marittime sono generalmente con-
rio;
e un contratto, da cui nasce un' ob- cordi sugli essenziali requisiti del nego-
bligazione conforme a quella che dicesi zio cambiario, e in ogni emporio di com-
dai dottori de constituta pecunia (1), fra mercio ha cgual forma ed eguale adem-
il trattario che accetta, c il presentante. pimento; cosi, o le moderne leggi si at-
I tre requisiti che costituiscono l'essenza tendono nel rimanente, o se mancano, vi
del contratto di compra e vendita (2), supplisce l'uso e la consuetudine, e in
cioè il consenso, la cosa e il presso, con- quelle cose soltanto che nella convenzio-
corrono pure nel cambio, se non che nel ne cambiaria si trovano conformi agli al-
cambio, oppone Eineccio, non si restitui- tri contrattasi prende norma dal diritto
sce cosa per denaro, ma denaro per de- comune,
naro ; ma si risponde che il denaro può
riguardarsi come mercanzia, ed essere sog- 838X0111
getto di vendita, perchè il denaro può sof-
frire aumento e decremento, perchè le
DELLE LETTERE DI CAMBIO
monete nei diversi paesi hanno un di-
verso valore, e ricevono una diversa va- S I.

riabile stima, perchè la moneta è com- Della forma delle Lettere di Cambio.
presa fra gli effetti mobili (3). Si replica
però anche a queste e slmili ragioni, che 219. Dopo ciò che abbiam detto del-
per quanto nel cambio il denaro da un l’origine e della natura del contratto di
iato si riguardi come prezzo, e dall'altro cambio, passiamo a indicar la forma del-
come mercanzia, pure vi è sempre la so- la cambiale con cui si eseguisce.

(1) L. Si prò alieno i Cod. de Const. pe- 4 n. il et seqq. Diiptiv, leltr. de chang.chap.
cunia. 3 § i 8 «f segg.
(a) L. i L. poeta convento, L. nec emplio Baldasseroni, leggi e costumi del cam-
pr.ff de contra/i. empi. bio, pari. i art. 3 n. 4 .

(2) Sc iccia de Comm. et Carni, quaest. (4 )


Heiuecc .Elem. Jur. Camb.cap. 3. §5.
9
.

61 DIRITTO COMMERCIALE
230. Abbiamo accennati i vantaggi terebbe ai Tribunali la facoltà di deci-
della lettera di cambio, e questi risulta- derne. avendo in vista le circostanze e la
no dalla facilità, dalla celerità con cui buona fede cui si appoggia il commer-
supplisce al trasporto del denaro da un cio. Delvincmtrl crede che dalle parole
luogo a un altro: perciò le leggi volendo della legge sommo da pagani , risulti
favorire il commercio, accordarono alla una lettera di cambio non possa es-
che223.
lettera dicambio privilegii straordinarii, sere stipulata pagabile che in denaro con-
ma se la non è pagabile in un
lettera tante (3).
luogo diverso da quello in cui ne fu som- Non è necessario di cercare il mo-
ministrato il valore, i privilegii cessano, tivo,per cui è prescritto che nella cam-
perchè ne manca il fondamento. Con- biale debba enunciarsi il nome di chi
f ien dunque primieramente che la cam- deve pagarla, ma si fa luogo alla questio-
biale sia tratta da un luogo sopra d'un ne, se il traente possa far tratta sopra se
altro, altrimenti perde la qualità di cam- medesimo. Detvincourt sostiene Taffer-
biale, e si risolve in un semplice manda- mativa, quando però siavi rimessa dei
to, cui piò non sono applicabili le dispo- denaro da luogo a luogo, ed allega in
sizioni che riguardano le cambiali, la suo favore una sentenza della Corte di
cui forinola è stabilita dalla consuetudi- Cassazione del 1 Maggio 1809, e l’auto-
ne: la legge vuole che esprima, 1. Il luo- rità del Du-puv (4). Per lo contrario il

go, l’anno, il mese, il giorno in cui fu Pardessus dice che il traente non può in-

scritta. 2. La somma da pagarsi. 3. Il dicar se medesimo come quello che pa-


nome del trattario. 4. Il giorno e il luo- gherà il valore della lettera, perchè la
go in cui dovrà farsene il pagamento. legge avendo fissate regole diverse pel
5. Se fu somministrata in effettivo, in traente e pel trattario, distinguendo 1’ u-
mercanzie, in conto, o in qualunque al- no dall’altro, e rendendo il primo malle-
tro modo. 6. S’è all’ordine di un terzo o vadore del rifiuto, o mancanza d'accctta-
del traente medesimo. 7. Se è prima, se- zione, 0 pagamento, di cui egli aveva in-
conda, terza, quarta cc. (1). Ora andre- caricato il secondo, era questa una prova
mo indagando i motivi di questi requisiti. che il legislatore ha necessariamente in-
221. Se non si sa in qual luogo la let- teso che questa doppia qualità non si tro-
tera di cambio fu scritta, è impossibile verebbe riunita nella medesima perso-
di riconoscere se fu tratta da un luogo na (5). Inoltre soggiunge, che ripugna
sopra d’un altro, e d'accertarsi se è vera che taluno scriva a se stesso e diasi un
lettera di cambio al l'effetto di goderne i mandato, e riunisca le reciproche obbli-
privilegi!. Tacendo T anno, il mese, il gazioni del mandante e del mandatario;
giorno, si potrebbe nascondere T incapa- che sotto le forme di una lettera di cam-
cità d'obbligarsi in colui che la sotto- bio, non potrebbe mai ravvisarsi in quel-
scrisse, e potrcbb'anche farsi sospetto il l’atto, che un biglietto semplice, o uno

creditore di un traente vicino al falli- de'cosl detti pagherò, di cui parleremo a


mento (2). suo luogo, e nel caso che la lettera fosse
222. Se non fosse indicata la somma pagabile da luogo a luogo, sarebbe una
da pagarsi, la cambiale sarebbe vana, ma rimessa di denaro, gli effetti di cui non
si è disputato se debba esserlo a piene sarebbero quelli di una cambiale. Final-
lettere, o basti in cifre. La prudenza sug- mente conchiude che vi potrebb’ essere
gerisce la somma a piene lettere, ma non una modificazione solamente quando un
perciò nel silenzio della legge, sembra socio di una casa di commercio facesse
che questo difetto possa render nulla ed tratta a suo nome proprio sopra la sua
inutile la cambiale. In ogni caso compe- società, perchè in questo caso vi sarebbe

Cod. di Comm. art. no.


(i) (3) Detvincourt not. à la pag. qS n. a.
L' Editto di Francia del 1673 non
(a) (4) Du-Puv Art. des lettr. de change eh. 4
esigeva la menzione della data nella lettera (5) Decis. della Corte di Cassazione di
di cambio: questa mancanza era riguar- Francia del 1 therrn. an. 1 1. Journ. de Ju-

data come una semplice irregolarità c/te ,


rispr. de la Cour de Cassai, p. 36$.
non la rendeu nulla.
-

PARTE PRIMA 67
differenza di persone, e differenza fra l’in- dimenticata l’epoca del pagamento, sa-
teresse particolare, e l’interesse comune rebbe pagabile immediatamente, o alme-
di queste medesime persone (1). Ad onta no dopo il termine necessario per trasfe-
di queste ragioni ci sembra da seguitarsi rirsi al luogo del pagamento, in ragione

piuttosto l'opinione di Delvincourt, per- di un giorno per due miriametrì e mez-


chè la qualità essenziale della lettera di zo, argomentando da ciò che il Codicedi
cambio è che siavi rimessa di denaro da Commercio dispone agli art. I22e 165(3).
luogo a luogo, e abbiamo stabilitosi nu- L’enunciazione del luogo tende a impe-
mero 212, fondati sull'autorità di Stip- dire che sotto la forma di un contratto di
man, di E neccio, e di Du-Puy, che tal-
i cambio, non se ne stipuli un altro: era
volta due sole persone possono interve- perciò indispensabile, affinchè la lettera
nire nel contratto di cambio. Supponga- somministrasse la prova che la somma
siche una società mercantile formata in fu data in un luogo per esser poi ricevu-
Genova abbia uno stabilimento di com- ta in un altro, mettendo in grado di ve-
mercio in Roma, diretto o da alcuno fra rificare in qual luogo fu sottoscritta, e
i socii, oda un institore, sotto il medesi- sopra qual luogo fu tratta.
mo nome della sua ragion sociale. La ca- 225. Se il valore della cambiale non
sa di Genova e quella di Roma non co- fosse stato somministrato, non vi sarebbe
stituiscono che una sola casa comune, e contratto di cambio, ma un semplice con-
la casa di Genova non potrà dare una tratto di mutuo il traente avrebbe fatto
:

cambiale a pagarsi dalla casa di Roma? un imprestito al prenditore, e perciò la


Eppure in questo caso il traente fa tratta legge ha voluto che risulti dalla cambia-
sopra di se medesimo. Il nome di chi de- le medesima l’effettivo pagamento del
ve pagar la lettera è precisamente indi- suo valore per evitare le frodi. La men-
cato, come vuol la legge, non ne risulta zione fatta del valore della lettera riguar-
inconveniente o danno nè a chi acquista davasi un tempo come utile bensì, ma
il primo la lettera, nè ai giratarii cui ne non come necessaria ( 4 ); era fatta alme-
trapassa la proprietà, e le due case di com- no poco precisamente colle parole valuta
mercio, benché una sola sia la società, e avuta, valuta intesa, valuta in me mede-
comune l'interesse, figurano due persone timo. In oggi, secondo le nuove leggi, fa
distinte, e vicendevolmente il traente e duopo esprimere la qualità specifica del
il trattario, cosa dalla legge non proibi- valore somministrato. „ I mercanti vici-
ta. Sembra dunque dimostrato che alme- „ ni a far bancarotta, dice Pothier, pos-
no nell'addotto esempio, e in altri simi- „ sessori di lettere di cambio che porta
li, il traente può far tratta sopra di se me- „ vano semplicemente, valuta avuta, e per
desimo. „ le quali non avevano dato che i loro
224. L’ enunciazione nella lettera di „ biglietti, ne facevano la vigilia del lo-
cambio del giorno e del luogo in cui de- „ ro fallimento, la girata a persone affi-
ve effettuarsi il pagamento, si rende ne- „ date per riceverle sotto il loro nome, e
cessaria, perchè altrimenti mancherebbe „ facevano perdere la valuta a chi le avea
al portatore della lettera ogni mezzo on- „ rilasciate (5). „ Le parole valuta avuta
de farsela pagare. Il Codice Civile (2) per- non bastano, perchè non esprimono in
mette al Giudice di fissare il termine di che consista il valore ricevuto. Le parole
un pagamento quando le parti non l’han- valuta in me medesimo significano che
no determinato, ma questa disposizione il traente è ereditar del trattario, e che
non sarebbe conciliabile colle disposizio- intende che la somma della lettera paga-
ni del Codice di Commercio che prescri- ta vada in isconto del credito suo, ma
vono le diligenze da farsi a difetto di pa- non adeguano l'oggetto della legge, per-
gamento. Cosi dice il Pardessus, ma Del- chè non indicano che il prenditore abbia
vincourt pensa invece che se fosse stata data alcuna valuta. Alcuni autori aromet-

(i) Pardessus du Contr. et des Ixttres de (3) Pardessus Tratte' du contr. et des lettr.
chnnge n. 83. Id. Court de Dr. Comm. n. de ch.n. ng. Del v ine. nol.de la pag. j5 n. 5.
335. (4)
Heinecc. Exeràt. cit. § *3.
(a) Cod. Civ. art. igoo. (5) Pothier n. 34.
63 DIRITTO COMMERCIALE
tono come valide le parole valuta intesa, medesimo, non pini dirsi lettera di cam-
ma sono generalmente proscritte. La re- bio, quantunque accettata, finché il traen-
gola generale, dice Pardessus (1), consiste te ad altri non l’abbia ceduta, e consti
in che la materia del cambio sia una som- che dal giratario ne ha ricevuto il valo-
ma da pagarsi in un luogo diverso da re, perchè mancava prima il concorso di
quello in cui la lettera è sottoscritta, ma due volontà per formare il contratto, e
la legge non limita nè la qualità del va- la sola girata reca alla lettera di cambio
lore, nè il modo con cui dev'essere dal la sua perfezione.
prenditore somministrato: può dunque 228. È antico l’uso fra i negozianti di
fra le parti, questo valore essere inteso moltiplicare il numero delle cambiali, ed
senz'altra specificazione. Delvincourt in- è stala introdotta, e stabilita dal diritto
vece riflette che siccome le parole valuta cambiario l’obbligazione nel traente di
intesa, null'altro significano se non che dare la prima, la seconda, e qualche vol-
il valore non è stato somministrato , cosi ta la terza, la quarta, e la quinta lettera
portano con se medesime la prova della al prenditore medesimo, e ciò per como-
loro inefficacia (2). Sono sufficienti le do del remittente, o presentante, il qua-
espressioni valuta avuta in contanti, per- le non potrebbe mandar sollecitamente

chè, secondo l’uso, s’intende in oro e ar- la cambiale alla piazza, e luogo ove di-

gento, e i negozianti frequentemente si mora il trattario per assicurarsi dell’ac-


valgono della espressione, valuta in con- cettazione, e cavarne profitto negoziando-
to, ed eccone il significato: colui che mi la in un’altra, qualora non ne avesse che

dà la lettera cambia il denaro ch’egli mi un unico esemplare. Oltre di che la cam-


fa ricevere nel luogo ove la lettera è di- biale spedita per farla accettare, per qual-
retta, con quello che qui mi deve, e di che disordine di posta, o per qualche di-
cui qui mi obbligo a tenergli conto (3). sgrazia accaduta in viaggio al corriere,
In altri termini, il traente deduce nel suo potrebbe perdersi, 0 essere intercetta, e
conto col prenditore, la somma della let- colla moltiplicità degli esemplari è prov-
tera dalla somma chejdeve al medesimo veduto agl’ inconvenienti che ne verreb-
prenditore (4). bero con un solo. Siccome però la cam-
226. Per lo più la cambiale è all’ordi- biale è sempre unica, perciò è necessario
ne di un terzo che ne paga il valore, e che ogni esemplare sia concepito esatta-
che è nominato nel contesto, c può esse- mente nei medesimi termini, e siano di-
sere anche all’ordine del traente medesi- stinte soltanto pel loro ordine numerico
mo. Pothier figura il caso, in cui fosse che la legge vuol che si esprima: per que-
fatta menzione della persona che diede sta prima . . . per questa seconda ... ec.
il valore, senza esprimere a chi sarebbe altrimenti il trattario ingannato da qual-
pagabile, e pensa che si debba presume- che differenza, potrebbe accettarle tutte
re che il traente abbia inteso che fosse e pagarle, a danno del traente che sareb-
pagabile alla persona da cui dichiarò di be costretto a rimborsarlo (5); se non che
averne avuto il valore, ma è troppo chia- dandosi il secondo, il terzo, il quarto, o
ra la disposizione dcll’art. 110 del Codi- ulteriore esemplare, il traente aggiunge
ce di Commercio per non rigettare il pa- la condizione che non sia stata accettata
rer di Pothier fondato suH’anlica legisla- la prima, o la seconda, e successivamen-
zione in questa parte abrogata. In questo te la prima 0 seconda non essendo (6).
:

caso chi ne diede il valore non potrà va- 229. Se la legge ha voluto che ogni
lersi di questa scrittura che come di un esemplare fosse distinto coll’ indicazione
semplice mandato senza poterlo trasmet- di primo, secondo, o terzo, chiaro ne ap-
tere all’ordine d’altra persona. parisce il motivo, perchè altrimenti, per
227. La lettera all’ordine del traente quanto siano tutti perfettamente confor-

(i) Pardessus Traile du contr. et des. (5) L. licei § eaobìigatio.Xj. qui proprio,
leltr. de eh. n. 84. § itein cantraJf mandati et L. 1 Cod end .

(a) Delvincourt not. a ù la pag. 74. (6) Heinevc. E.'tm. Jur. Camb. cap 4
(3) Polhier n. io. $ io.
(4) Delvincourt not de la pag. 74 n. 5.

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1 ,

PARTE PRIMA '69

mi, il trattario potrebbe credere che vi la distanza, sarà quindi lecito, per esem-
fossero due, tre,o più cambiali della me- pio, di far tratta da un villaggio a una
desima somma, sottoscritte dal raedesi- vicinissima città, e la legge potrà eluder-
mo traente, in favor del medesimo pren- si facilmente. E da notarsi che il Codice

ditore, e accettarle c pagarle tutte, men- -invece dell’espressione, da una città ad


tre il traente non avrebbe ricevuto che il un'altra, da una piana ad un’altra, fece
valor di una sola. uso della parola lunga, come più ampia
230. Può accadere che formati più perchè il contratto di cambio non essen-
esemplari di una cambiale, siasi omessa do permesso ai soli veri commercianti, a
nel primo una di quelle enunciazioni es- quelli cioè che fanno la professione abi-
senziali che la legge prescrive, e si do- tuale di esercitar atti di commercio, ma
manda se per supplire a questo difetto, essendo esteso anehe ai non commercian-
si possa aggiungere nella seconda, c in ti, non potrebbero questi valersene che

tal guisa il vizio sia riparato. Savary e rare volte se dovessero far tratta soltanto
Polhier (1) rispondono affermativamen- da una città, 0 piazza di commercio, a
te, e nessuna disposizione del Codice di un'altra, c altri inconvenienti ne nasce-
233.
Commercio sembra contraria a questo ri- rebbero che si evitano, senza che la legge
medio. riesca vana, perchè spetta ai Tribunali la
231. Una cambiale può esser tratta so- facoltà di giudicare dalle circostanze se
pra una persona, e pagabile al domicilio le parti hanno avuto intenzione di elu-

di un’altra. Può anche esser tratta per derla.


ordine e conto di un terzo (2). Nel primo Il contratto di cambio è proprio
caso, siccome il denaro che deve servire de’negozianti, e le lettere di cambio go-
a pagarla si reputa preesistente nel luogo dono privilegi! straordinarii pe’ vantaggi
ove è diretta, ed in quello deve eseguirsi che recano alcommercio, ma molto sono
il pagamento, cosi poco importa che il profittevoli anche agli altri cittadini, cui
trattario ne faccia l’accettazione nel luo- frequenti occasioni occorrono di valerse-
go medesimo ove traente e il trattario
il ne, o, se intraprendono viaggi, o se han-
egualmente dimorano. Nel secondo, non no a spedir denaro, e far pagamenti fuo-
vai che il traente dichiari di far tratta ri del loro paese, perciò il contratto di
per ordine e conto di una terza persona; cambio è stato reso comune anche alle
ma fa duopo che faccia constar del man- persone che non esercitano abitualmente
date o della ratifica, senza di che divien la professione di commercianti, purcliè
egli solo e immediato traente, e negan- siano capaci di far contratti, e sono quin-
dosi il pagamento, egli che si rese mal- di soggette, per quello che riguarda il
levadore del fatto altrui, ne sopporta le pagamento della cambiale, alla giurisdi-
conseguenze, come meglio diremo in ap- zione de’Tribunali di commercio, e alla
presso. V.' esecuzione personale (4). Per provvedere
_ _
232. Talvolta nulla manca di ciò che però aH’imbecillità del sesso e dell’età, fu-
la legge vuol che si esprima nella lettera rono stabilite dal Codice di Commercili
di cambio, ma o è finto il nome di alcu- alcune eccezioni. È stato dichiarato pri-
no de’contracnti, o la qualità, o il domi- mieramente che le mogli e figlie non ne-
cilio,o il luogo in cui la lettera è scritta, gozianti 0 mercantesse pubbliche, non
o quello in cui deve pagarsi, cd allora la potranno stipular contratto di cambio, e
legge considerando il finto come non ap- che la loro firma sopra cambiali, non va-
posto, riguarda le pretese cambiali come le, rispetto a loro, che come semplice pro-

«empiici promesse, e le priva dei privile- messa (5)'. In secondo luogo che la cam-
gii accordati alle vere lettere di cambio (3}s biale sottoscritta da un minore non com-
Non v’è contratto vero di cambio se non merciante, è nulla, rispetto a lui, salvi i
ri è rimessa da un luogo a un altro, ma diritti delle {sarti, in conformità dell'art.
la legge non ha fissato qual debba essere 1312 del Codice Civile (6). È da notarsi

(i) Savarv Parere gS. Pothier n. 37 . (4 )


Cod. di Coram. art. i63.
(a) C d. di Cumm. art 1 1 , (51 I<1. art. 1 13.
- (3) Id. ari. in. (
6 ) Id. art. 114 .
70 DIRITTO COMMERCIALE
la differenza che passa fra queste due spe- priarselo, ed arricchirsi a spese altrui. Se
cie d'incapacità, giacché quella dei mi- l'incapace ha ricevuto la somma della
nori rende nulla ì'obbligazione, e quella lettera di cambio o in qualità di traente,
delle donne non fa che modificarne gli o di accettante, o d'indossante, può scher-
Precide il
effetti. legislatore che un mi- mirsi usando del suo privilegio, dalle sue
nore emancipato, dicendosi negoziante, obbligazioni, ma la persona che gli ha
poteva eludere la disposizione dell’art. pagato il denaro 0 come prezzo, o come
1124 de) Codice Civile che gli proibisce provvisione della lettera, avrà diritto di
di prendere denaro a mutuo, o di obbli- domandare la restituzione, provando che
garsi, e sottoscrivendo lettere di cambio lo ha convertito in suo profitto. Locrè(l)
simulate, coprir cosi obbligazioni usura- sembra d'opinione che se l'incapace è il
rie, prodotto di gioco o mal costume, e traente, la lettera di cambio, quando non
lo dichiarò incapace di sottoscrivere let- sia accettata, è nulla affatto, e come let-
tere di cambio, quando non abbia adem- tera di cambio non
vai neppure rispetto
pite le condizioni prescritte dal Codice al giratario ; ma
Dclvincourt opportuna-
di Commercio all'art. 2, per essere com- mente che sebbene fra il traente
riflette
merciante veramente. Lo stesso legislato- e il prenditore non siavi contratto di cam-
re accordando alle donne, maggiori di bio, pure un secondo contratto di cambio
età, sebbene non commercianti, la facoltà si formafra il prenditore e il giratario,
di obbligarsi generalmente, non dovea un il primo e il secondo gira-
terzo fra
loro negar assolutamente quella di sotto- tario. e successivamente, e se questi con-
scrivere le cambiali, ma
per sottrarle ai tratti, come
si suppone, sono passati (Va

periodi cui le esponeva il contratto di persone capaci, non si vede ragione, per
cambio, ha deciso soltanto che la loro Or- cui debba dirsi che rispetto a loro, que-
ma non vale che come semplice promes- sti contratti non siano in pieno vigore,
sa. L'art. 114 del Codice di Commercio come sembra che dal contesto dei citati
non parla che dei minori, ma fa duopo articoli chiaramente apparisca (2).
234.
comprendervi anche gl'interdetti e le per- 235. Se l’ incapace ha ricevuto la let-
sone altresì cui (li dato un consiglio giu- tera di cambio in qualità di prenditore,
diziario, perchè il Codice Civile, art, 509 potrà farsi restituire dal traente il valore
parifica l’ interdetto al minore, c all'art. che ne ha pagato, ma se egli ritiene an-
502 dichiara egualmente nulli gli atti che cora la lettera, il traente, per via d’ecce-
non potevano farsi senza l’assistenza del zione, avrà diritto di richiamarla o di ,

consiglio giudiziario, come quelli di un farsi rimborsar del denaro proveniente


interdetto. dalla cambiale e convertito in suo pro-
La nullità del contratto di cam- fitto, 0 l' abbia ricevuto dal trattario, 0
bio è stabilita soltanto rispetto agl' inca- dal prenditore susseguente, cui egli abbia
paci, e in favor loro; le altre persone in- trasferito l’ ordine della lettera, perchè il
tervenute al negozio cambiario non pos- primo che ha trasmessa la cambiale al-
sono ritrarne vantaggio alcuno, e la lettera l'incapace, rimanendo mallevadore dei
di cambio conserva per loro il suo pieno susseguenti prenditori, si trova surrogato
vigore, ma rimangono loro salvi i diritti legalmente nei loro diritti.
in conformità dell'art. 1312 del Codice 236. Abbiano detto che la incapacità
Civile, e perciò se il minore avrà conver- delle donne non rende nulla la loro ob-
tito in suo profitto il denaro percepito bligazione, ma ne modifica soltanto gli
dalla lettera di cambio, potrà essere co- effetti:dunque la lettera di cambio sot-
stretto a restituirlo; in via civile però toscritta da loro è un titolo contro di esse
soltanto, perché cessa per lui la giurisdi- come contro qualunque altro che la sot-
zione de’ tribunali di commercio. Non si toscrisse, ma non le rende soggette ai
è radicata, è vero, nell’incapace, obbliga, Tribunali di commercio, non ali’ esecu-
zione di sorte alcuna, ma se trasse van- zione personale, non alle disposizioni del
taggio dal negozio cambiario, sarebbe in- Codice di Commercio. Si osservi però che
giusto che impunemente potesse appro- se la donna è maritata, e non pubblica

di/ Lucrò, /tot. <) l'art, s 1 3 et 114. (»} Dclvincourt not. de Ut pag. jo «. 4,

ile
PARTE PRIMA 71

mercantessa, se non fu autorizzata dal la riceve, e frattanto fallisce, non ha il


marito o dal giudice, la sua firma sopra traente azione veruna contro il mandan-
la lettera di cambio è adatto nulla, e non te, perchè accordando respiro al manda-
vale neppure come semplice promessa ( 1 ). tario, ha corsa per questo la fede di lui,
257. Dopo aver veduto qual dehba es- e deve imputare a se, trattandosi di com-
sere la forma delle cambiali, parleremo missione da eseguirsi a pronto contante,
primieramente dei doveri del traente e di non aver, senza dilazione, esatto il
del prenditore. prezzo, e per la regola che il mandatario
238. Convenuto il cambio, il traente quando eccede i limiti del mandato non
è obbligato a dar la cambiale, e il pren- obbliga la persona del suo principale, ma
ditore a pagarne il prezzo, ma talvolta o soltanto la sua (
6 ). Compete però al da-
il traente non sottoscrive subito la cam- tore della lettera il diritto di rivendicar-
biale, o il prenditore, dopo averla rice- la, in qualunque mano si trovi, purché
vuta,non ne paga subito il prezzo. Nel non ne sia stata fatta girata 0 cessione a
primo caso, o fu accordata una dilazione titolo oneroso, dimodoché il possessore ne
al prenditore, e il traente deve consegnar sia divenuto padrone mediante il paga-
la cambiale ancorché non ne sia stalo mento del cambio, 0 non gli sia stata ce-
sborsato il valore, nè si ammette il dub- duta in conto del credito suo, perchè al-
bio che il prenditore non sia solvibile, lora il datore non avrebbe potuto rima-
perchè non si può recedere dalla fiducia nere che un semplice creditore del pren-
una volta manifestata; o non fu pattuita ditore fallilo, e potrebbe invece rivocare
dilazione,nè v’ è, come in alcune città, al trattario il mandato di estinguere la
consuetudine che la conceda, e allora cambiale, se la girata o trasmissione non
trattandosi di contratto sinallagmatico, fosse fatta che a un semplice adetto del
non può il prenditore richiedere la cam- mandante o del mandatario, non a titolo
biale se non ne offre il valore (2). Nel oneroso. Che se il mandante fu tardo a
secondo caso, il traente ha l’ esecuzione far pervenire al mandatario il denaro de-
pronta contro il prenditore che è in mora, stinato all' acquisto della cambiale, non

ed altra eccezione non è lecito opporgli v’ha dubbio che sarebbe egli pure obbli-
«he quella della compensazione (3). Anzi gato verso il traente, non tanto in forza
al traente compete sulla lettera di cambio dell' azione che spetta al mandatario (7),
il privilegio concesso al venditore sulla ma altresì per aver questi sottoscritta la
cosa venduta di cui non per anco ebbe lettera di cambio a contemplazione del
il prezzo (4). mandante, il quale perciò si è reso egli
239. Se il remittente oppone la com- pure mallevadore del pagamento del prez-
pensazione, ma il traente ricusa di rico- zo (8). Tosto che il contratto di cambio è
noscerla, e insorge lite, il giudice ordina passato fra il traente e il remittente, non
il deposito del valore della cambiale, e sipuò sciogliere senza che vi acconsen-
sommariamente, anzi, per così dir, su tano entrambi, e se il remittente avesse
due piedi, tronca la controversia. Si ri- perduto, fosse pur senza colpa sua, la
corre del pari al mezzo termine del de- lettera di cambio, il traente ad altro non
posito, allorché la fortuna del traente o è tenuto che a dargliene un secondo e-
del remittente cambiò d’ aspetto, o corre semplare. Qualora poi dal traente si ac-
voce alla piazza che il traente è vicino a consentisse allo scioglimento del contrat-
fallire (5). to, egli non potrebb' essere costretto a re-
240. Se alcuno fu incaricato da un ter- stituire il valore della cambiale che pas-
zo di acquistare una lettera di cambio sato il tempo necessario per dare avviso
per conto di lui, ed avendone avuto il al trattario che il contratto è rimasto sciol-
prezzo, non lo paga al momento in cui to, affinchè non paghi la lettera, se gli

(i) Delvincourt not. à la pag. 70 n. 5. ( 6 ) L. procurator qui prò evietione, 67


(a) Pothier n. 60 61 . Jf. de procurator.
(3) B.ildassei oni Pari. 1 art. 8 .
(7) L. itera qui proprio § itera cantra (f.

(4)
Polhicr n. 33. mand. L. 1 Cod. eod.
(5) Bdliljuieroni art. io. (8) Baldasie rulli art. 1 5, n. 8 e ttg.
72 DIRITTO COMMERCIALE
sarà presentata, e il tempo necessario per e le spese di ritomodella lettera protesta-
averne risposta (1). ta per questo difetto, pesano sul traen-
241. Il contratto fra il traente e il pren- te (4). .

ditore non solamente non può sciogliersi 243. E dovere del remittente di esser
senza che l’ uno e l'altro vi acconsenta, sollecito nel procurare che la cambiale
ma non può neppure variarsi. 11 prendi- pervenga alpresentante al piò presto pos-
tore non può costringere il traente a va- sibile, altrimenti a lui tocca di rifare ogni
riare il luogo, e la persona, c a dirigerla danno clic possa nascere dalla sua negli-
invece ad un altro luogo, o a una perso- genza (3). Il mandatario che appena ha
na diversa da quella cui fu diretta, an- potuto, non ha eseguito il mandato, si
corché del medesimo luogo; ma se i cam- reputa in mora [Gf, può accadere che ri-
biamenti richiesti non interessano che il tardandosi la trasmissione, frattanto la
prenditore, e non riguardano nè punto fortuna del traente riceva gran crollo, e
nè poco il traente, questi non può ne- il trattario che più presto avreblie di buon

garli, per quel primo principio di natu- grado accolto la lettera, ricusi poi di ac-
rale equità che ci obbliga a far per gli cettarla (7). Non mancano autori i quali
altri ciò che loro giova e non nuoce a noi. sostengono che basta la presentazione
Tizio, per esempio, era mio corrisponden- della lettera poco prima del tempo della
te in Napoli, c ora in sua vece c mio core scadenza (8). Il traente si fa mallevadore
rispondente Sempronio: se domando al del pagamento della lettera verso il pren-
traente che mi diede una lettera di cam- ditore ed i suoi giratarii, giacché la ces-
bio sopra Napoli, all’ ordine di Tizio, un sione che nasce dal contratto di cambio,
altra lettera all' ordine di Sempronio, egli è, come dicono, prò solrendo, non prò so-
non )può negarmela, perchè per lui è lo luto (9) e produce un’obbligazione eguale
stesso che sia all'ordine di Sempronio o a quella che risulta dalla L. 56 ff. de prae-
di Tizio (2). script. verb. „In qua actione id venie I,
242. Appena consegnata al prenditore non ut reddas quod acceperis, sed ut da-
la lettera di cambio, e talvolta anche pri- mntris mihi quanti interest mea illud de
ma, il traente scrive al trattario per in- quo convenit acci per*, vel si meum reci-
formarlo della tratta che ha fatta sopra pere velini, repetatur quod datura est ;
di lui, c precisamente gl’ indica il giorno quasi ob rem datam re non secuta „ (10).
della data, la somma, il tempo della sca- Quindi il traente, se la cambiale non è
denza, il luogo ove devesi estinguere, e pagata alla sua scadenza, è obbligato ver-
la persona all'ordine di cui fu fatta (3). so il prenditore o a tutti i danni e inte-
Questa è quella che chiamasi lettera d'av- ressi, o alla restituzione, a scelta di que-

viso, di cui fu introdotto l' uso per impe- st' ultimo, di quanto fu dato per la cam-

dire le frodi alle quali perla moitiplicità, biale medesima.


e la celerità delle operazioni mercantili,
e per la buona fede con cui trattano gli sn.
affari, si trovano esposti i negozianti.
Tanto si è radicato il costume delle let- Della provvisione.
tere d' avviso che è divenuto una precisa
obbligazione del traente di trasmetterle 244. Il contratto di cambio ha per og-
al trattario, ed è stabilita la massima che getto di far pagare in un dato luogo una
mancando la lettora d’avviso, il trattario somma dalla persona indicata nella cam-
non è obbligato ad accettar la cambiale, biale, che si chiama trattario: è dunque

(i) Polhier n. 77. (6) jXj. si quis alicui 27; § quijf. mani.
(a) Polhier 11. 78. (7) Du-Puj, ari. des lettr. de changecap.

(3) Turre de Cambiis disp. a quaest. I U§ >•

prolegomena § 11. Scaccia, de comm. et Heinecc. Ine. cit.


(8)
Carnb. § 1 quaest. 5 n. 77 et seq. Frank, (9) Ansald. de comm. disc. a
n. 37, a8.
instit.jur. camb. lib. 1 sect. a tit. 7 § 1 . Casaregi, il cambista istruito cap. 5 n. 3
(4 Sacary,PerJait négot.Lio. 3 chap. io et de corniti, di se. 5 1 n. 8.

(5) Heinecc. eleni- jur.camb. cup. 4§ a a (10) Potbier n. 6a.


PARTE PRIMA 73

necessario che presso di lui questa som- sona per cui la sottoscrisse, egli non è te-
ma esista, e all’esistenza di questa som- nuto che a far constare del suo mandato.
ma, la legge ha dato il nome di piwrt- 246. A questo proposito, Dclvincourt
tione. Affinchè vi sia provvisione, deve riproduce un’antica questione: se il trat-
il traente somministrare al trattario il tario, non avendo provvisione, e non vo-

denaro corrispondente (1), ma la lettera lendo ingerirsi negli affari del terzo per
di cambio si considera come legittima, conto di cui la lettera fu sottoscritta, di-
ancorché non vi sia provvisione al mo- chiara che l'accetta, 0 la paga per conto
mento in cui è sottoscritta, purché si tro- del traente immediato, abbia un'azione
vi fatta al momento della scadenza, ossia contro quest’ultimo. Nasce motivo di du-
che245.
il traente abbia somministrato il de- bitare da che il traente per conto altrui
naro, ossia che il trattario abbia accetta- non può essere costretto al rimborso, pur-
to la lettera, anche prima di riceverlo, e ché faccia constar del mandato. Non può
senza essere debitore di lui. dunque la sola dichiarazione dell’accet-
Abbiamo veduto che la cambiale tante, imporre al traente un' obbligazio-
può esser tratta anche per conto ed ordi- ne, e far nascere contro di lui un’azione
ne di un terzo, e se il mandato sussiste che faccettante non aveva". Pothier (4) se-
veramente o sopravvien la ratifica, il man- guitando l’opinione di Scaccia sostiene
dante, il quale è il vero traente, è tenuto l’afTerntativa, perchè, sebbene al tratta-
a fare la provvisione nel luogo in cui de- rio, il quale non ha accettato il mandato

ve seguire il pagamento, ma chi la sotto- nc'suoi veri termini, non competa l’azio-
scrisse per lui, resta sempre personalmen- ne mandati contraria pure non gli si
,

te obbligato (2). Questa disposizione è de- può negare l’azione negotinrum gestorum,
rogatoria delle regole ordinarie del man- quale competerebbe a chi avesse pagata
dato, secondo le quali il mandatario che la cambiale per far onore al traente: per-
operò in nome del suo principale, non è chè pagandola, egli ha fatto cosa utile al
obbligato in verun modo, allorché non traente, negolia utililcr gestii, liberando-
ha ecceduto i limiti del mandato, anzi se lo dalla somma che importava la lettera,
fece conoscere la sua facoltà, non è tenu- e di cui era personalmente debitore verso
to neppure di quel che fece oltre il pre- il portatore della lettera, c togliendogli la
scritto nel mandato medesimo (3). Ma il spesa e il fastidio di un ritorno. Altron-
Codice di Commercio introdusse questa de,che una lettera protestata per non pa-
eccezione per sottrarre i possessori di let- gamento possa essere estinta da chiun-
tere di cambio alle frodi e ai sotterfugii, que per fare onore al traente, o ad alcu-
e spetta al traente immediato, a quello no degl’ indossanti, e che chi la paga, in
cioè che sottoscrive la lettera per un al- questo caso, sia surrogato nei diritti del
tro, d’assicurarsi che il mandante ha fat- portatore, è principio dal Codice di Com-
ta nel luogo del pagamento la necessaria mercio riconosciuto, e stabilito (5): per-
provvisione. Oltre di che può darsi che il ciò è forza decidere che, nel caso propo-
terzo, per conto di cui la cambiale è trat- sto, l’accettante avrà un'azione diretta
ta, non sia conosciuto nella piazza ove è contro il traente per essere rimborsato (6).
spedita. Fa dtiopo però distinguere fra 247. S'intende che il trattario abbia
l'obhligazione dì chi sottoscrive la cam- provvisione, se alla scadenza della cam-
biale per conto di un terzo, rispetto al biale, è debitor del traente, 0 di colui per
trattario, c rispetto al prenditore, e ai gl- conto del quale fu tratta, di una somma
ratarii, perchè in faccia a questi egli re- per k> meno eguale all’ importare della
sta personalmente come il mandante mal- cambiale (7). Si domanda se debba inten-
levadore del pagamento, ma in faccia al dersi lo stesso quando per debito e cre-
trattario, se nella lettera nominò la per- dito vicendevole si fa luogo alla compen-

fi) Cod di Comm. art. n5, di Cod. di Comm. art. 1 58, 1 5g.
(a) Cod. di Comm. art. 1 15, (6) Delvincouii, noi. à la pag. 78 n. v.
(3) Cod. Civ. art. 1997. (7) Cod. di Comm. art. 116.
(4) Pothier n. 116.
10

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TI DIRITTO COMMERCIALE
sazione, ma il dubbio è tolto dall’art. 1290 valore, e al rimborso d’ogni danno e in-
del Codice Civile, perchè la compensa- teresse (4). In questa parte il Codice di
zione facendosi di pien diritto, in forza Commercio deroga al Codice Civile, il
della sola legge, anche ignari essendone quale agli art. 1094,1695 dispone che il
i debitori, e i debiti alternamente si estin- cedente non si fa mallevadore del debito-
guono fino alla rispettiva concorrente lo- re, se non lo dichiara espressamente; e

ro quantità, nel momento in cui ne segue qualora lo esprima, la sua mallevadoria


lo scontro. E dunque manifesto che in non si estende al tempo avvenire, ma è
questo caso manca la provvisione, per- ristretta al presente, cioè all'attuale sol-
chè il trattario, cui compete la compen- vibilità, qualora pure il cedente non al>-
sazione, cessa di essere debitore. bia espressamente stipulato che si fa mal-
218. Il trattario che accetta la lettera levadore anche della futura solvibilità.
dicambio confessa implicitamente di aver Convien riflettere però che la girata del-
provvisione, o almeno si presume che la lettera di cambio non importa una
l’abbia, c rispetto ai giratarii l'accettazio- semplice cessione, ma un nuovo contrat-
ne tien luogo di prova. Se la provvisione to di cambio, per cui l’ indossante assu-
è negata, rimane a carico del traente di me tutte le obbligazioni alle quali è astret-
provare che il trattario avea prov visione to il traente, di cui egli veste la qualità.

alla scadenza, e quest’obbligo sussiste an- Il prenditore girando la lettera, ne rice-


corché la lettera sia stata accettata; altri- ve il valore, e in tal guisa costituendosi
menti è mallevadore del pagamento, ben- Principal debitore, se la lettera non è pa-
ché il protesto sia stato levato dopo il gata, egli restituisce al giratario 0 cessio-
termine prefisso (1).I1 traente ricevette il nario la somma, e lo rimborsa d'ogni dan-
valore della cambiale sotto la condizione no e spesa (5).
di farne pagare al presentante, in un tem- 250. Il prenditore se acquista la lette-
po c in un luogo determinato, l’equiva- ra di cambio come semplice mandatario,
lente, e siccome a lui toccava il sommi- non è soggetto ad alcuua obbligazione,
nistrarlo, e nessuno può allegare ignoran- purché sia scritta a favor del mandante,
za del fatto proprio; cosi è giusto che siagli perchè siccome egli non ne diviene pro-
addossata la prova dell’adempimento del- prietario, nè può cederla ad altri a titolo,
la sua obbligazione, e sia tenuto al rim- come dicono, oneroso ; cosi non cadono
borso. Se il traente avesse fatto provvi- sopra di lui le conseguenze del non pa-
sione, e si fosse perduta, non per colpa, gamento (6).
ma per un caso fortuito qualunque, egli 251. La prova che la lettera di cambio
non sarebbe perciò liberato dall'obbligo non fu accettata, risulta dal protesto che
di rinnovarla, per la massima che in- ,. s’interpone, e si chiama protesto di non
cendium aere alieno non exuit debito- accettazione (7). Notificato il protesto, l’in-
rem (2), attesa la differenza fra la cosa dossante e il traente sono obbligati a pre-
certa che una forza maggiore distrugge star mallevadorìa del pagamento alla sca-
o rapisce, e la quantità del denaro (3j. denza 0 a far la restituzione della somma
portata dalla cambiale colle spese di pro-
Sin. testo, e di ricambio. II mallevadore però
tanto del traeute quanto degl’ indossanti
Dell' Accettazione non è solidale che per quello in favor di
cui presta cauzione (8). Il prenditore acqui-
219. Se il trattario non accetta la let- stò la cambiale fidando nell’accettazione,
tera di cambio, o dopo averla accettata, e se rimane deluso, è pur giusto che il
il traente e gl' in-
ricusa poi di pagarla, dator della lettera , 0 il cessionario
dossanti sono obbligati a restituirne il 10 assicuri della dovutagli indennità

(i)Cod. di Comm. art. 117. a e 7. Casireg. de Commerc. disc. 55 n. 5


(a) L. 1 1 Cod. si certuni petatur. 11 Cambista istruito cap. 4 n. 5 o.
( 3 ) Pothier des
obligat. n. 63». 6 Casaro», disc. Sin. ai. Camb. istr.
( )

(4) Cod. di Comm. art. 118. cap. 3 n. 103 e segg.


(
5 ) Hcinecc. Edera, jur. carni, cap. 6 § (7I Cod di Comm. art. 119.
(8) Id. art. lao.

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. s ,

PARTE PRIMA
(1) e che il mallevadore sia solidale col me- sima ed irrevocabile, e si riferisce non
desimo traente o cedente, affinchè a norma solamente al dehitor principale, ed al
del Gius Comune, non possa opporre il presentante, ma altresì a tutti quelli che
beneficio della esecuzione. hanno interesse nel negozio cambiario (6).
252. Abbiamodistinlonel negozio cam- Per ischermirsi dall’obbligo di pagare alla
biario tre convenzioni la prima è prin- : scadenza, non può allegare il trattario
cipale fra il traente e il remittente, e di ch’egli accettò per errore; che il traente
questa abbiamo parlato; ora anderemo non gli hà tramandata la provvisione, e
investigando la natura di quelle, per cui che poi ha fallito; eh' egli non era che
zi perfeziona e si conduce al suo pieno un semplice commissionato, e non ha in-
effetto. 11 contratto che si verifica fra il teso di accettare che in questa qualità,
traente e il trattario, è un vero mandato non mai a nome proprio; tutti questi mo-
de sottenda pecunia (2). Siccome però tivi non sarebbero ammissibili, perchè il

nessuno può costringersi contro sua vo- trattario contrasse l’ obbligazione col por-
glia ad accettare il mandalo; cosi nem- tator della lettera, ed essendo estranei a
meno può esser costretto ad accettar suo questo e al proprietario della lettera me-
malgrado il cambio. desima, non possono giovare al debitore
233. Fra’ negozianti, quello che per ra- per liberarlo. Ma se il trattario, cui non
gion di commercio contrae un debito li- fu fatta provvisione, fu indotto ad accet-
quido, s'intende che abbia tacitamente tar la lettera per dolo del portatore, 0 del
acconsentito a che il creditore faccia trat- proprietario della lettera, in tal caso, il

ta sopra di lui per una somma corrispon- trattario coll’eccezione del dolo potrebbe
dente alla somma del suo debito, e se ri- respingere il presentante, perchè la frode
cusa di pagarla, è tenuto non solo a rifar non deve recar profitto a chi ne fu auto-
1* interesse, ma i danni ancora, cioè alle re, quantunque l’autordeldoloequeiche
spese di protesto, ricambio ec. come se indusse in errore il trattario, fosse stato
avesse dato il suo espresso consenso al non il proprietario della lettera, ma un
cambio, per quella regola di diritto che, semplice adietto ad esigerne il pagamen-
in contraclibus tacite veniunt quae suiti to, perchè il dolo di un procuratore e

morii et consuetudini (3). Questa con- mandatario può essere opposto al suo com-
suetudine conforme a) Cod. di Comm. (*), mittente (7).
ha forza di legge; lo stesso dicasi di un 255. Il Codice di Commercio ha tolto
Banchiere il quale abbia già dal traente due questioni che si facevano prima che

ricevuto un fondo destinato ad estingue- fosse in vigore: quella cioè, se l’accettan-


re lettere di cambio, perchè avendo egli te cui non era stata somministrata anco-
già tacitamente accettato il mandato, non ra la provvisione, e non sapea che il traen-
gli è più lecito di ricusare l'acèettazione te fosse decotto, potesse schermirsi dal
e il pagamento delle cambiali. pagamento, allegando che se gli fosse
25i. Il trattario accettandola cambia- stato noto il fallimento, non avreblie ac-
le si costituisce a nome proprio, debitore cettato; l’altra se dovesse attribuirsi dolo
del presentante per la somma che fu dal al presentante, il quale conscio della mu-
traente nella lettera espressa, c questa tazione di stato del traente, 1' occultò
al
obbligazione, come abbiamo accennato a trattario, affinché non gli negasse di ac-
-
principio, per comune consenso de Dot- cettar la cambiale. Queste due dispute in
tori, si reputa conforme a quella di cui oggi svaniscono, perchè il Codice di Com-

parla il Testo nella L. si prn alieno (5) mercio (8) ha stabilito che l’accettante
§ 1 de constil. pecun. È perciò elficacis- non può svincolarsi dalla sua accetta-

(i) Polhier Dii Contrai de change n.ys. ci Heineec. Elem. Jur. Camb. cap. 3
(a) Pothier n. 91 § «a-
(3) Id. n. ga. (;) L. 5 § i de dal. et mer.cxcept. M.ir-
(4) Cod. di Comm. art. 1 16. quard. de mere. lib. 3 cap. un. 43. Ca-
(5) Casareg. de Comm. disc. 53 n. t. sa reg. il cambista istruito cap. 5 $ 3g.
Baldasseroni pari. 1, art. 3 n. 10. Pothier, da contr. de Change n. 118.
(8) Cod. di Comm. art. ih.

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76 DIRITTO COMMERCIALE
l'ione quantunque il traente, prima ch’e- per propria colpa: mandator debet refen-
gli avesse accettato, avesse fallito, e non dere mandatario quidquid ei inculpabi-
fosse pervenuto a sua cognizione il falli- iiter abest ex causa mandati, come lo

mento. Anche ne’tempi addietro, cessava stesso Pothier insegna nelle sue Pandet-
ogni controversia quando il trattario era te Giustinianee (7). Ora il di più pagato

dcbitor del traente, e nessun dubitava che dall’accettante, oltre la somma vera, è
non dovesse pagarsi la lettera accettata, una spesa cui ha dato luogo il mandato,
perche in questo caso, mancando al trat- senza che possa attribuirsi alla colpa del
tario il diritto di rivolgersi contro il traen- mandatario: dunque il traente deve rim-
te per essere reintegrato, manca la causa, borsar l’accettante anche di questo, ri-
per cui avrebbe potuto negare il paga- manendo a lui per ripeterlo salva l’azio-
mento (1). ne condirlin indebiti che compete al me-
256. Tutti o quasi lutti i Dottori esclu- desimo accettante contro il portatore del-
dono dal cambio l’eccezione del denaro la lettera falsificata. Pothier sostenitore
non numerato, quando almeno non sia dell'opinione contraria, premette la di-
provata immediatamente (2). Se però un stinzione fra le spese che fa il mandata-
negoziante fa tratta per conto di una ter- rio ex causa mandati, e quelle che fa non
za persona, e non ne riceve il fondo cor- ex causa mandali, sed tantum occasio-
rispondente, potendo avvisarne in tempo ne mandati, distinzione fondata sulla leg-
il trattario, compete a questi il diritto di ge 26 § 7 del Digesto mand. e cosi la
respingere coll’eccezione del denaro non spiega. Se taluno incarica un altro di re-
numeralo il mero procuratore di colui carsi a visitare una terra in vendita, do-
che prese o si fece girar la cambiale, e vrà pagare a questo le spese del viaggio,
non ne pagò nel debito tempo il valore il salario degli operai che dovettero assi-

convenuto (3). stere alla visita, e cose simili, perchè so-


257. Il mandante deve rendere inden- no spese fatte per l’esecuzione del man-
ne il mandatario: perciò l’accettante, pa- dato, ex causa mandati ma s’egli, cam-
:

gata la lettera di cambio, quando non mèi facendo, è assalito dai ladri, e lo
abbia prima ricevuto il denaro, ha dirit- spogliano, la perdita da lui sofferta non
to di esigerlo in qualità di mandatario, potrò comprendersi fra le spese del viag-
dal traente, insicm colle usure (4). Ma se gio, e non potrò essere costretto il man-
ingannato da un falsificatore della cam- dante a rimborsargliene il valore, perchè
biale, che variò le sillabe, pagò maggior non la soffri ex causa mandati, per l’e-
somma di quella che dal traente fu scrit- secuzione del mandato, ma soltanto occa-
ta, a carico di chi sarà il danno? ^que- sione mandati, c non l’avrebbe sofferta,
stione è proposta da Scaccia (5) e riferita è vero, senza il mandato, perchè non a-
da Pothier (6); si suppone che la falsifi- vrebbe intrapreso quel viaggio, ma non
cazione sia tale che qualunque persona è che un semplice caso fortuito non pre-
avveduta ed intelligente abbia potuto ri- veduto, di cui non si può dire che il man-
manervi ingannata, e Scaccia decide che dante sia obbligato a rendere indenne il
l'accettante ha diritto di ripcteredal traen- mandatario „ Non omnia quae im pensa-
te il di piò che ha pagato oltre la vera nti non fuit, mandatoci imputabili velati
somma enunciata nella cambiale. opi- V qund spolialus sii a lalronibus. , . . Nam
nione di Scaccia può sostenersi colle se- haec magie casibus quam mandalo im-
guenti ragioni. Secondo le regole del man- putari oportel (8). Applicando questi prin-
dato, il mandante si obbliga a rifare al Pothier riguarda il
cipii alla questione,
mandatario tutte le spese alle quali il pagamento del di più che non portava la
mandato avrà dato luogo, purché il man- lettera di cambio non come fatto ex cau-
datario non abbia speso più del dovere sa mandati, ma soltanto occasione man-

(l) Baldasseroni pari, a, art. ia, e i3 (5) Scaccia de Comm. § a, gloss. i5>
per tot. quaest. i.

(a) He'mecc.Elem.Jur. Carni. cap. 3 § io. (6) Pothier n.gg.


(3) Baldasseroni puri, i art. 1 1 . (r) li], Pand. Just. tit. mand.n. 55 etseq.
(4) Heinecc. cap. 3 § 1 3. (8) L. 1 6 § 6 ff. mandai.
.

PARTE PRIMA 77
dati, e la falsificazione che indusse in er- non ha potuto essere in colpa, perchè non
rore il trattario come un caso fortuito che ha potuto impedire che un falsicatore con-
non fu nè poteva essere preveduto, e le traffacesse il suo carattere e la sua fir-

conseguenze di cui non potevano cader ma (1). Oggidì rare volte accadono simi-

sul traente, perche non si può dir ch’egli li inconvenienti, perchè le cambiali si
abbia voluto mai assoggettarvisi. Sembra annunziano colla precedente lettera di av-
che la decisione di Scaccia debba restrin- viso senza di cui non suole il trattario, e
gersi al caso in cui fu il traente che die- non è in obbligo d’accettarle. Vedremo in
de luogo alla falsificazione della cambia- qual modo, le lettere di cambio debbano
le, come se, per esempio egli avesse scrit- accettarsi.
to in cifre numeriche la somma da pa- 258. L’accettazione è la promessa fat-
garsi che suole scriversi in lettere, e che ta dal trattario al presentante di pagare
fosse stata alterata coll’ aggiungervi un la somma scritta nella lettera di cambio
zero, perchè allora il traente sarebbe te- alla sua scadenza. Le obbligazioni si pcr-
nnto a rimborsare il trattario. Deve per- fezionano col solo consenso nei contretti
ciò conchiudersi che il traente non può di compra e vendita, di locazione e con-
essere costretto a rifare alcun danno se duzione, di società di mandato, c basta
non quando per colpa sua o del suo com- che il consenso sia prestalo col fatto o col-
messo si fece luogo allafalsificazioncche le parole, e anche tacitamente, senza che
scrivendo la lettera colle debite precau- per renderlo efficace sia necessaria scrit-
zioni sarebbe stata prevenuta o impedita. tura di sorte alcuna, non servendo essa
E ancorché il traente avesse trascurato di che di mezzo onde provare ciò che è sta-
prendere tutte le precauzioni opportune, to conchiuso 0 pattuito (2). Si deduce da
se il trattario ben osservando la lettera questo principio, che l' accettazione di
avrebbe potuto accorgersi della falsifica- una lettera di cambio può esser fatta an-
zione, non avrà diritto di ripetere il di che tacitamente, e che il trattario, il qua-
piò che avrà indebitamente pagato, per- le ha ritenuta la cambiale per qualche
chè deve imputare a se stesso di non aver tempo senza allegar cosa alcuna cóntro
ben esaminata la lettera. Per ultimo, se di essa, l’abbia accettata, perchè chi fece
il falsificatore si fabbricò per intero la let- in tal modo, si reputa avere acconsenti-
tera di cambio, c seppe con tal arte imi- to, e approvato tuttociò che contiene, e
tare il carattere del traente che ognuno, rinunciato al suo diritto di rigettarla (3).
per quanto accorto e sagace, vi sarebbe È stato però stabilito dalle leggi Munici-
rimasto ingannato, non per questo do- pali delle Nazioni pressoché tutte, che
vrebbe il traente rimborsare il trattario l’accettazione delle lettere di cambio deb-
del denaro che quest'ultimo pagò per ba farsi espressamente, e in iscritto. Il
estinguerla, perchè se un negoziante, p. e., Codice di commercio prescrive che l'ac-
diede commissione a un banchiere di ac- cettazione si esprima colla parola accet-
cettare in genere, e di pagare le lettere di to, e che sia sottoscritta (t); anche l’e-

cambio delle quali farebbe tratta sopra di ditto di Francia del 1673 (5) voleva che
lui, questo mandato generale non com- l’accettazione si facesse in iscritto, ma
prende che le lettere di cambio formate c senz’altra mira che quella di escludere la
sottoscritte da lui, nè può estendersi alla prova testimoniale: la scrittura si richie-
falsa lettera che fosse fabbricata in suo deva per la prova dell’ accettazione, non
nome. V’ è pure gran differenza fra que- per la sostanza; perciò se il trattario avea
sto caso e il precedente, perchè in quello promesso verbalmente al presentante di
il traente può essere redarguito per non pagarla alla scadenza, quest’accettazione
aver usato precauzione bastante ad esclu- verbale non era nulla, c anche dopo il

dere la falsificazione, ma in questo egli Codice di Commercio pensano alcuni con

Scaccia Ibid. (3) Arg. I. si flius «6 ff. de SC. Maced .


(i)
(a) L. consensu a ff.de acl. et ob/ig. I. Baldusseroni pari a, art. 3 per tot.
pactum quoti bona fide 1 7 eod. de pactis. (4) Cod. di Comm. art. laa.
(5) Baldasseroni Ut. 5. art. a.

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DIRUTO COMMERCIALE
Pothier (I), che se l’aceettazione è nega- un luogo diversoda quelloove l’ accettante
ta, non si può supplire allo scritto coi te- risiede, I’ accettazione deve indicare
stimonii, ma se dall'accettante è confes- domicilio ove deve farsene il pagamento,
il

sata, questi non può schermirsi dal pa- e devono eseguirsi lediligenze che la leg-
gamento allegando il pretesto che non ge prescrive (6) ; nè questo, come preten-
l’ha accettata in iscritto : ami sul fatto de lagnai (7), può riguardarsi come un
della sua accettazione, gli si può deferire mero consiglio, perchè talvolta è indi-
il giuramento (2). spensabile. Se dovrà essere presentata la
259. La forma d’accettazione indicata lettera a un trattario che risieda,
|v e., in
dal Codice non si riguarda neppure co- Parigi, per esser poi pagata alla scaden-
me sacramentale in modo che rimanga- za, da una terza persona, a Versailles,
no proscritti i termini equivalenti, ma converrà che nell’ accettazione sia indi-
converrebbe usarla se non fosse altro per cato il domicilio di questa terza persona
evitare le dispute che potrebbero insor- a Versailles, affinché il portatore posa
gere per sapere se termini sono o no e-
i
presentarvi si ad ottenere il pagamcnto.e
quivalenti. L’equità però deve prevalere fare le diligenze opportune. Mancando
al vano rispetto dovuto alle parole,
e la questa indicazione, la lettera potrà dirsi
buona fede non deve permettere che si non accettata, e vi sarà luogo a protesto{8).
rigetti l’accettazione pel solo
motivo di 263. Abbiam già detto che l’accetta-
essere concepita in un modo che la legge
zione dipende dalla libera volontà del
suggerì piuttosto come un esempio, che
trattario, perchè non è egli che un man-
come una formola da cui non fosse leci- datario del traente: dovrebbe dunque con-
to di recedere (3).
chiudersi che il trattariopuò accettar pu-
260. In generale, non è necessario che
ramente, e semplicemente, con aggiun-
all’accettazione si aggiunga la data, per-
gervi clausole, e sotto condizione, ma il
chè se la lettera deve pagarsi a giorno
fkidice di Commercio rigetta l'accella-
determinato, più prestoopiù tardi che se ne zione condizionale; permette però di re-
faccia l’accettazione, quello della
sua sca- stringere ad una somma minore la som-
denza non varia. Non così quando il gior-
ma portata dalla lettera. Non sarà dun-
no della scadenza è indeterminato, cioè que valida l’accettazione fatta sotto una
la lettera, p. e. è a più giorni vista,
, per- condizione qualunque siasi , anzi sarà
chè allora, siccome dalla data dell’ accet-
riguardata come un vero rifiuto, e darà
tazione risulta quella della presentazio-
luogo al protesto come se fosse stata ne-
ne; cosi dalla data dell’ accettazione,
co- gata affatto. Se poi sarà ristretta a mi-
mincia a correre il termine della scaden-
nor somma, avrà il suo pieno effetto per
za; ma se manca la data dell’ accettazio- questa, e sarà dovere del presentante di
ne, il terminedella scadenza comincia dal- far protestare pel rimanente il pre-
(9);
la data della lettera medesima
(4). sentante non potrà ricusare l' acccttazio-
261. Si domanda se l’ accettazione pos- ne ristretta a minor somma, perchè non
sa esser fatta validamente per mezzo
di gli cagiona alcun pregiudizio,
e se, per
scrittura separata dalla cambiale, e si
ri- caso qualcheduno gliene risultasse, avrà
sponde affermativamente, perchè la legge tutto al più, diritto al rifacimento (10).
non vi si oppone, ma la cosa diverrebbe 264. L’accettazione deve procurare al
più incomoda, perchè 1’ accettazione
do- presentante un'azione diretta cui non
vrebbe circolar colla lettera, la sostanza
possa essere opposta eccezione alcuna non
di cui dovrebbe esservi riportata
(5). proveniente dal fatto proprio del presen-
262. Quando la lettera è pagabile in tante medesimo.

(«) Pothier n. 43 .
(fi) Cod. di Comm. art. i»3.
(1) Delvincourl, noi. 1 pag. 89 Pardessus Locré alT art. ta 3
(7) .
du con Ir. et lette, de àhange n. 147.
,
(8) Delvincourl not. de la pag. 89 n. 5.
3 ) Pardessus toc, cit. n. 149.
(
(9) Cod. di Comm. art. 124.
(<) taxi, di Comm. art, iaa.
(10) Delvincourl not. de la page 90
Locré art. laa adnot.
( 5) a. Delrincourt
ù la pag. 89 n. 1.

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PARTE PRIMA 79
265. L’ accettazione per una somma rio potesse opporre al giratario la com-
minore di quelle che fu enunciata nella pensazione per un suo credito contro il
lettera di cambio non si riguarda come prenditore, ma supposero che il presen-
condizionale, perchè ha il suo pieno ef- tante, ultimo proprietario della lettera, 0
fetto per la somma determinata dall'ac- sia egli stesso prenditore, 0 un giratario,
cettante, e gli assicura per questa il pri- fosse il debitore di una somma eguale a
vilegio. Non lo c quella neppure cui l'ac- quella che fosse portala dalla lettera me-
cettante aggiunga la dichiarazione di non desima, e allora è lecito al trattario di
aver avuto provvisione alcuna, di non compensare anche col giratario, perchè
essere debitore, o di accettare riserh,ri- il rifiuto del pagamento reale proviene

dosi tutti i suoi diritti contro il traente, dal fatto proprio di quest’ultimo, e non
perchè questa dichiarazione si riferisce al può essere imputato al traente, nè ai gi-
solo traente, e rispetto af presentante è ranti, perchè questi non sono malleva-
pura, semplice, ed irrevocabile (1). dori delle particolari contestazioni che
266. La Serra e Pothier figurano il insorgono fra l’accettante e il presentante.
caso che il trattario sia creditore del pro- Ridotta la proposizione dei citati autori
prietario della lettera di cambio, e che il ai suoi veri termini, le osservazioni di
pagamento del suo credito di una som- Dclvincourt diventano inopportune: nè
ma liquida scada al tempo della scaden- può dirsi anticipatamente acconsentita
za della lettera medesima: egli accetta la compensazione, perchè il trattario ac-
per pagare a se medesima, il che secon- cettando in quel modo non fa che mani-
do l’uso mercantile, significa ch’egli in- festare la sua intenzione, c se il presen-
tende di compensare la somma portata tante crede che sia malfondata, ha il di-
dalla lettera con quella che gli è dovu- ritto d’ impugnarla.
ta: Questi due Autori sostengono che il 267. Similmente, dice Pothier, seguen-
rifiuto del pagamento reale procedendo do la Serra, se un creditore del proprie-
dal proprio del presentante, non
fatto tario della lettera di cambio, prima del-
può dar luogo a vcrun ricorso contro il 1’ accettazione sequestrare
avesse fatto
traente (2). Dclvincourt, dopo una lunga nelle mani del trattario la somma che al-
serie d’ osservazioni, conchiude che il si- la scadenza sarebbe dovutala lettera po-
stema di questi autori, tutto al più po- trebb’ essere accettata per pagarsi a chi
trebbe ammettersi, quando la lettera al sarà per giustizia ordinata, c il proprie-
momento che si presenta all’ accettazio- tario non può dolersi, perchè a questa re-
ne, fosse ancora nelle mani del prendi- strizione dà luogo il suo fatto proprio (ij.
tore, c anche allora vi sarebbe difficoltà, Queste maniere d’ accettare anche oggi-
perchè il pagamento della lettera di cam- dì si riguardano come valide, perchè non
bio non potendo esser fatto prima della sca. derogano ai principii del Codice di Com-
denza. e prima che ne sia venuto il tempo, mercio, il quale non impedisce la com-
non può costringersi il creditore ad accon- pensazione.
sentire alla compensazione; se la lettera è 268. È costnme fra i negozianti di la-
stata girata, siccome è divenuta proprietà sciare nelle mani del trattario la lettera
del giratario, così la compensazione non di cambio per uno spazio di tempo, acciò
può essergli opposta che per un debito possa confrontarla con quella d’ avviso,
suo proprio (3). Ma sembra che Delvin- prenderne nota, e risolversi ad accettar-
court attribuisca ai citati Autori una o- la, e questo suol essere di ventiquattro
pinione diversa da quella che hanno ma- ore. La Serra pensava che la ritenzione
nifestata: essi non intesero che il tratta- della lettera oltre questo termine equi-

ti) Pardessus, n. i5\. „ à mai merne, ponrvii que ma créince


(a) La Serra c/iap. 8, Polhicr, n, 47. „ soit d’ime somme liquide, qu’elle soit
„ ivi „ Ce n’ est point une acceptation con- „échueoudoÌYeéchoirautemsdelecbèance
„ ditionclle, lmsqii'étantcréancier du prò- „ de la lettre.
„ prietaire ile la lettre de chance, je mels (3) Delvincotrt not. de page 89 n. 8.

„ au bas de celle lettre, accepté pour payer (4) Pothier. La Serra, toc. cit.
, c

80 DIRITTO COMMERCIALE
valeva all’ accettazione (1). Pothier per lo il contratto in questo caso, non c perfetto.
contrario,non credea che dovesse dar luo- lavolontà del trattariodi accetta re nonèir-
go che al rifacimento dei danni (2), e il revocabilc linchènon è dichiarata al pre-
Codice di Commercio ha seguitato questa sentante colla restituzione della lettera ac-
ultima opinione. È dunque stabilito che cettata; cosi prima di questa dichiarazio-
la cambiale dev’ essere accettata alla pre- ne, il trattario può pentirsi, c depennar

sentazione, o al più tardi, fra le venti- la già fatta accettazione. Sarebbe valida
quattr'ore dalla presentazione medesima, l' accettazione, se il presentante potesse
e se in questo termine non è restituita, provare che la lettera di cambio accettata
accettata, o no, chi l’ ha ritenuta è sog- gli era stata restituita, ed essendogli stata
getto a pagar danni e interessi al posses- poi presa 0 rubata, ne fu depennata l’ac-
sore (3). Grande è il divario fra le con- cettazione.
seguenze che ne verrebbero se la riten-
zione equivalesse all’ accettazione, e quel- S IV.
le che [tossono derivarne dall'ammesso
sistema, perchè se colui che ritiene la ìklV acceUasirme per onordi firma.
lettera è supposto accettante, può essere,
come vedremo, direttamente obbligato 270. Se il trattario ricusa di accettar
a pagare alla scadenza, anche prima che la lettera di cambio a lui diretta, il pre-
il presentante si rivolga al traente e ai sentante deve farne seguire il protesto, di
giranti, dimodoché sebbene il traente fos- cui parleremo in appresso; in questo ca-
se stato decotto allorché fu tratta la let- so una terza persona, protestata che sia
tera, pure sarebbe costretto a pagarla (-4); la lettera, può spontanea offerirsi ad ac-
se invece chi ritiene la lettera non è te- cettarla in favor del traente, 0 di alcuno
nuto che al rifacimento dei danni, tocca dei giranti, come dicono per onor di fir-

al presentante il giustificarli, a provar ma Colui che accetta c paga per 0-


(7).
p.e., che la ritenzione è stata causa ch'e- nor di firma è surrogato di
pien diritto
gli non abbia potuto ricorrere contro il al presentante, e a lui competono tutti i
traente e i giranti per ottener cauzione dirittied azioni che competono a questo
del pagamento alla scadenza, e che in contro il traente e i giranti, ma convicn
questo frattempo hanno fallito. Ma se che per mezzo del protesto sia prima sta-
sono solvibili, o se già, quando la lettera bilito che la lettera non sarà nè accedu-
fu presentata all' acccttazione, era acca- ta, nè pagata dal trattario, perchè altri-

duto il fallimento; siccome allora la riten- menti T acccttazione di una terza perso-
zione non avreblie recato pregiudizio al na non potrebb’ essere considerata ebe
presentante; cosi egli non ha ricorso al- come unaspecie d 'avvallo, di cui pure si
cuno ad esercitare contro il trattario che parlerà (8).Pardessus crede che al trattario

ha ritenuto la lettera medesima (5). cui si presenta la lettera di cambio per

269. Si è disputato se debba riputarsi l’ non debba esser lecito di


accettazione,
validamente rivocata l’ accettazione fatta accettarla per onor di firma, perchè fari.
da un trattario in casa di cui fu lasciata 126 del Codice di Commercio non am-
la lettera di cambio, per aver egli prima mette che i ferzi, (peut etre acctptcepar
di restituirla, depennata la medesima ac- un firn) ed è molto diverso dall’ art. 158
ccttazione. Pothier (6) seguitando l'opi- relativo al pagamento per onor di firma,
nione di Du-Puy, sostiene l’ affermativa, il quale vi ammette chiunque senza di-

fondato sulla ragione che non basta il con- stinzione (toule pcrsrmne). In fatto, dice
corso delle volontà performare un contrat- ogli, seil trattario vuol accettare e riser-

to in questo caso, ma fa duopo che le parti bare i suoi diritti contro il traente, 0 per-
reciprocamente se le dichiarino; e siccome chè non ebbe provvisione, 0 per tutt’ al-

(i) La Svrr.i Cap. X. (6) Polhier n. 44.


(a) Pothier n. 46. (7Ì In francese, par intervention.
(3) Coil. di Comm. art n5. (8) Heinecc. Eiem. jur. camb. cap. 5 i
X4) Cod. di Comm. art. m. 9, not. Pothier n. 14. Pardessus toc, cit.s.
45) Delvincourt noi. de la pag. 89 n. 7. i3g.
PARTE PRIMA 81
tro motivo, basta l' accettazione sua mo- ne a tutti note le ragioni, si può anche
tivata, e questa non di diritto al presen- attribuire a motivi poco onorevoli pel me-
tante di esercitare il suo ricorso in gua- desimo traente, e da ciò venne f uso fra
rentia,come nel caso di accettazione per i negozianti di accorrere ad accettare ed

onor di firma se poi, non accetta in tal


: estinguere le tratte dc’loro amici che fos-
guisa, o se tali sono le sue riserve che sero da qualche trattario rifiutate, ma ol-
rendano l'accettazione condizionale, e da tre P impulso dell'amicizia, anche il lu-
non ammettersi, allora vi è rifiuto, nè cro ha contribuito a introdurre quest’ u-
può constarne senza il protesto, e l'accet- so, perchè chi paga per onordi firma, non
tazione può farsi soltanto da un terzo. solamente subentra nei diritti del pre-
Sembra però che questa incapacità del sentante, c ricupera la somma pagata e
trattariodebba intendersi rispetto al traen- le spese, ma su di essa percepisce la prm -
te, perchè lo stesso Pardessus nel suo cor- visinne (3).
so di diritto commerciale (n. 384) dice 272. È massima universalmente rice-
che nè anche il trattario può accettar per vuta in tutte le piazze di commercio, che
onor di firma, in favor dei giranti, per- il presentante, il quale rappresenta 0 il

chè non avendo avuto da loro il manda- traente, 0 un girante, e n’e il procurato-
to d'accettare, egli non è, rispetto a loro, re, sebben, come dicono, in cosa propria,
che un terzo. Dclvincourt sostiene cho non possa ricusare la volontaria accetta-
anche il trattario può accettare per onor zione di un terzo per l’onore della firma
di firma, e adduce l’esempio di uno che di alcuno dei compresi nella lettera, per-
non avesse fondi appartenenti al traente, chè questi fa cosa utile al traente, o gi-
ma bensì ad alcuno dei giranti ; allora rante, c il presentante ha cosi due obbli-
accetterà la cambiale per onor di que- gati verso di lui invece di un solo (4).
st'ultimo, dopo aver ricusato di accettar- Accade talvolta che piò persone si offro-
la per conto del traente, e dopo aver la- no ad accettare una cambiale per onore
sciato die segua il protesto; e se la paga, di firma, ed è pur massima universalmen-
•"egli avrà il regresso non solo contro il te ricevuta che debba darsi la preferenza
traente, ma contro il girante per cui ac- a colui che colla sua onoranza viene a li-
cetta, e contro i giranti che lo precedet- berare un maggior numero d'interessati,
tero, mentre se l’avesse accettata pura- o d'obbligati al pagamento di quella let-
mente e semplicemente, non avrebbe po- tera, e perciò se alcuno si presenterà ad
tuto ricorrere che contro il traente, e tutti accettare per far onore alla firma dì quel-
i giranti sarebbero rimasti sciolti dalla lo perconto di cui la cambiale è fatta,
loro obbligazione, perchè rispetto a loro deve essere preferito a qualunque altre,
271.
l’accettazione pura e semplice stabilisce concorrente, perchè tutti gl'interessati
la prova della provvisione (1). L’ accetta- nella cambiale medesima, hanno azione
zione per onor di firma dev’essere sotto- contro di quello, e sopra di lui andreb-
scritta,
(3) come l'accettazione ordinaria, e bero a posarsi tutte le azioni, e tutti i
pel motivo medesimo. Dev’ esserne fatta danni per i diversi ritorni come princi-
menzione nel protesto, ma la dichiara- pale obbligato (3).
zione del notare che Tizio p. e. ha accet- 273. L’accellanle per onor di firma è
tato per onor di firma, non basterebbe e obbligato a notificare senza ritardo la sua
non produrrebbe alcun effetto, se Tizio accettazione a colui ch’egli volle onora-
non avesse sottoscritto faccetta zione (2). re, altrimenti sarebbe a suo carico il ri-
Oltre il danno che deriva a un facimento dei danni ed interessi (6), per-
traente dal rifiuto che fa il trattario di chè il negatinrum gettar deve fare tutto-
accettare la lettera di cambio, ne rimane ciò che f interesse di quello per cui s’in-
anche leso il decoro, perchè non essendo- terpone, esige, e se questi è il traente, è

ti) Cod. di Comm. art. 117. Dclvincourt (4) Arg. I. si tutor 1


5 ff. de administ.
not. de la page ga n. a. et per tot.
(a) Pardessus toc. cit. n. 385. (5) Balda», part. a art. aa, n. a, 9, art.
Heinecc. E
Uni. Jur, Camb. c. 6 $ 9. %3 per tot.
(6) Cod. di Comm. art. lag.
11
82 DIRITTO COMMERCIALE
suo interesse che sappia che fu dal trat-
tario negata l'accettazione, per sommini- •

$ V.
••
strargli la provvisione necessaria se gli ii
» •
ir,**» :

mancava, e s’egli è un girante, affinchè Della Scadenza.


possa prendere contro il traente, e i gi-
1
'ti -*.,«< I, jil. • io ,
**> : ; M » -
,

ranti che lo precedono, le sue misure, ed 276. Scade la lettera di cambio quan-
esiger da loro la cauzione di cui parla do spira il termine stabilito pel suo pa-
120.
l'articolo gamento: i negozianti sogliono esprimer-
274. Il Codice di Commercio conserva lo nella lettera medesima ne’seguenti mo-
espressamente al presentante tutti i suoi di. A vizia, ed allora è pagabile tostoche
diritti verso il traente, e i giranti, e non è presentata. A uno o più giorni, a uno
vuole che risenta alcun pregiudizio dal- o più meri, a uno o più usi vista, ed al-
l’accettazione per onor di firma (1), la lora il termine a pagarsi comincia a de-
quale perciò sembra inutile, e non vi ha correre dopo il giorno dell’accettazione,
dubbio che lo e in diritto, ma è quasi o dopo quello del protesto per la nota re-
sempre utilissima in fatto, perchè se l’ac- gola che diet termini non rnmputntur in
cettante per onor di firma e solvibile, il termino (4). A uno o più giorni, a uno o
presentante avendo in lui una cauziono più mesi, a usto o più usi data, e allora
bastante, non ricorre per ottener quella il tempo del pagamento si desume dal
che avrebbe diritto di esigere. Se poi l’ac- giorno in cui la lettera fu sottoscritta. A
cettante per onor di firma non è atto a giorno fisso o determinato, e allora il pa-
ispirar confidenza, non è giusto ch'egli gamento scade in quel giorno medesimo
debba acquietarsi all’accettazione di un che fu indicato nella lettera. Finalmente,
uom di niun conto, il quale può anche in fiera, e allora o la fiera dura un sol
frodolentementeofferirsi per impedireche giorno,* il pagamento deve farsi in quel
il portatore della lettera non faccia con- giorno: odura piò giorni, e la lettara è
tro il traente e i giranti il ricorso che gli pagabile nel giorno che precede la chio-
compete. Il traente indicò un mandata- sa della fiera medesima. Il termine in-
rio, e promise di procurare al portator trodotto dalla consuetudine, che gl’ita-
della lettera l’accettazione di questo, e liani esprimono colla parola uso, e i Fran-
non (Fan altro: non può dunque supplire cesi colla parola «rance, non è uniforme
alla sua prima obbligazione con una ac- in tutte le piazze di commercio, ma’ fra
cettazione arbitraria, e per conseguenza noi è lo spazio di trema giorni , i quali
è giusta la regola che non ostante l’accct- cominciano a decorrere il giorno dopo
tazione per onor di firma, il portatore della data della lettera di cambio. Il na-
della lettera di cambio conservi i diritti mero dei giorni d’ogni mese è fissato se-
che gli dò il protesto di non accettazio-' condo calendario Gregoriano. Sono abo-
il

ne, quello cioè di esigere o cauzione, o lite tutte ledilazioni di grazia, di fetore,
rimborso anticipato dal traente e dai gi- d’uso, o di consuetudine, che altre volte
ranti.' s’intendevano accordate pel pagamento'
275. Reso pubblico il fallimento del delle lettere di cambio (5).
traente, non è più lecito accettar le sue
lettere di 'cambio neppure per onore di’ $ VI.
firma, perchè riputandosi egli morto ci- . :• - •. V .

vilmente, non può aver chi lo rappresen- Della Girata.


ti nè qual procuratore, nè qual negotio-

rtm gestor, per la ragione che nemo pini 277. Ciascuno ordinariamente può fe-

furi* ad alium tram ferra poteri, quam dere il sno diritto ad un altro, e anche la

ipse hnbet (2), e non deve farsi migliore proprietà della lettera di cambio, ossia il

la condizione del presentante con pregiu- diritto d'esigerne il pagamento può ce-

dizio degli altri creditori (3). dersi : questa cessione chiamasi girala, e

"
(i) Iti. art. n8. (4) Polhirt* n. i3.
(•>) Ij. rumo 4 de reg. jur. (5) Cod. di Comra. art. iag a‘135.
(3) Baldasseroni loc. cit. art. 35.
PARTE PRIMA. I $3
indossamenlo, perchè si scrìve alle spalle iota il cessionario non l’ avrebbe ottenu-
•della medesima lettera. La girata può es- ta che per collusione, 0 per una tarda
ser fatta per trasferirò la proprietà della compensazione. Serve pnre per verifica-
lettera di cambio nel giratario che ne re se la girata fu fatta dopo la scadenza
paga il valore, o per indurre un sempli- della lettera, perchè in questo caso, se-
ce mandato ad esigere. La legge ha de- condo Savary, non avrebbe potuto tra-
terminato la forma di cui dev’essere ri- sferir la proprietà, e sarebbe un semplice
vestita la prima specie di girata o indos- mandato ad esigere in nome e per conto
samene, e a questa è. dato il nome di dell’ indossante (3). Savary pensa che una
regolare-, e se v’è difetto, l’ indossa men- lettera di cambio scaduta, non è piè ne-
to, per analogia, dicesi irregolare, e allo» goziabile (4). Questa massima è general-

ra il giratario non è che un procuratore mente riconosciuta, ma Delvincourt os-


ordinario, e il girante non cessa di esser serva (a) che sebbene potesse dirsi che la
padrone ,(1). girala dopo la scadenza non trasmette
278. È necessario che l’ indossamento la proprietà rispetto ai terzi, e nemmeno
regolare sia scritto nella lettera medesi- rispetto al debitor della lettera; pure,
280.
ma, perchè se fosse fatto per chirografo quanto al medesimo girante, se la girata
separato, o per inslromento innanzi a un è regolare, e vi si annunzia che ne fu pa-
notaro, sarebbe soggetto alle regole di di- gato il valore, egli non avrebbe diritto di
ritto comune (2); il cessionario come nel- rivendicare la lettera come se tuttavia ne
le cessioni ordinarie, colla semplice ces- fosse proprietario.
sione, non diverrebbe proprietario che ri- Dalla data può risultare che la
spetto al cedente, e per dare alla cessione girata è stala fatta nei dieci giorni che
il medesimo efTctto contro il debitore ed hanno preceduto il fallimento, ed allora
i terzi, sarebbe indispensabile la formale per parte del fallito sì presume frodolosa,
significazione. Invece per una disposizio- ma non per questo è nulla rispetto al pos-
ne particolare per le lettere di cambio, sessore se non è provato che anche per
fondata sulla loro rapida circolazione, parte di lui vi era frode (6). Ma se la gi-
per essere destinate ad essere traman- rata fosse senza data, e il girante si ren-
date frequentemente da un luogo a un al- desse decotto, quand’ è che la girata do-
tro, quello in favor di cui sta scritto l'or- vrebbe presumersi fatta? Savary sostiene
dine, subentra di pien diritto, per l’ ef- che dovrebbe presumersi fatta dopo il fal-
fetto del solo indossamento, in tutti i di- limento, salvo il diritto al giratario di
ritti ed azioni dell' indossante, senza che provare il contrario. Il girante e il gira-
vi sia bisogno di significar la cessione nè tario sono entrambi in colpa, e devono
al trattarionè ad altri. perciò esser posti nella posizione per loro
279. La girata o indossamento rego- men favorevole. Sembra ebe alla man-
lare contiene un secondo contratto di canza della data dell’ indossamento po-
cambio passato fra il girante e il girata- trebbe supplire quella di un avvallo po-
rio, in modo, che ogni girante divien sto in calce dell indossamento medesimo,

traente , rispetto a quello in favor del 0 quella di un protesto di non accetta-


quale fa la girata: dunque ragion vuole zione, fatto alla richiesta di quello cui fu
che per l’ indossamento si esigano le for- passato l'ordine con un indossamento
malità richieste per la lettera di cam- senza data, perchè la girata avendo do-
bio. La prima èia data, e questa serve per vuto precedere l’avvallo, e il protesto non

far conoscere, in caso di fallimento, se fu avendo potuto esser fatto prima della gi-
legittima la cessione, ose fu fatta in tem- rata, la data dcU’avvallo e del protesto
po in cui già cedente era privo della
il ne assicura una alla girata; ma diversa-
facoltà di dispor de’ suoi beni, perchè al- mente la sentono Savary e Pothier (7),

ti) ld. art. log. Corte di Cassazione di Francia nel giorno


(») Cod. Civ. art. 1690, 1691. at, Nov. i8ai.

( 3) Savary Parere 30 .
( 5)
Delvincourt art. 79 n. 1.
(i) È stato deciso il contrario dalla (
6 ) Cod. di Comm. art. 443.
(j) Savary Parere 16. Pothier n. 3 g.
t

84 DIRITTO COMMERCIALE
perchè l' indossamento non essendo stato sopra. Le forinole ut tupra, ut retro, non
fatto validamente a principio per man- sono sostituite alla data espressa per (ir

canza della data ohe è una delle forma- economia di tempo giacché poco la diti

lità prescritte dalla legge, e non avendo ne ma per forza d'abitudine pro-
richiede,
potuto perniò trasferire la proprietà della cedente da un resto d’uso de’tempi anti-
lettera di cambio a quello cui fu passato chi, in cui alle lettere e agli atti scritti
l'ordine, l'indossante che ha conservato la in lingua volgare si apponeva la data ig
proprietà della lettera, non può più es- latino. Nulladimeno la Corte di Cassazio-
serne spogliato dall'avvallo o dal protesto ne di Francia ha dichiarato irregolari at
che sono atti nei quali egli non ebbe par- cune girate, nelle quali erano state pra-
te. La data riconosciuta necessaria per ticate quelle formolc (3), e Vincens ri-
impedire le frodi, sarebbe inutile se non guarda questa come una lezione strana-

fosse fedele, perciò la legge ne ha gua- mente severa, non potendo cader dubbio
rentito la sincerità sufficientemente, e sul significato della parola ut supra, po-

quanto potea, proibendo l’antidata, sotto sta nel luogo ove si scrive la data, in no
pena di falso (1). indossamento compito nel rimanente, e
281. In fatto però questa proibizione in cui quelle parole non potevano essere
non può percuotere che colui il quale inserite con verun’altra intenzione. Sem-
avendo in mano una lettera di cambio, bra283.
che in questo caso, debba applicarsi
inserisse nell’indossamento una falsa da- la regola di diritto comune che deve at-
ta, con piena cognizione, e a mal fine per tribuirsi alle parole il senso, per cui pro-
nascondere l’origine del suo possesso, ducono qualche effetto, piuttosto che quel-
giacché essendo riconosciuta la facoltà di lo con cui non potrebbero produrne al-
riempire il vuoto di una girata in bian- cuno.
co, a beneplacito, ed essendo necessario Giacché qui cade in acconcio di

di apporvi una data qualunque per ren- parlare della girata in bianco, è da no-
derla regolare, accade ogni giorno che vi tarsi che è proibita dal diritto comune
si scriva una data a capriccio. di tutti i paesi, e non produce azione ve-

282. Abbiamo detto che la prima for- runa finché non vi sia scritto il nomedi
malità voluta dalla legge per costituire quello in favore di cui è fatta, ma non si
un indossamento regolare è la data, e da cerca per mano di chi sia riempito il vuo-
questa non si può prescindere. Vincens (2) to, e quand’anche il fosse da quell’ iste-

riporta un esempio di una interpretazio- so che, negoziata la lettera, divien gira-

ne eccessivamente rigorosa riguardante tario, sarebbe pur valida, purché conte-

questa formalità. In alcune città marit- nesse tutte le formalità dalla legge ri-

time, quando una scritta commerciale chieste (4). Che dovrebbe dirsi, nel caso,
passa nel medesimo giorno in due mani, in cui la lettera fu consegnata con uni
la data del secondo indossamento, suol girata in bianco, se vi fosse la prova che
esprimersi colle parole ut supra, e s’ in- tutte le enunciazioni volute dall’art. 137
tende che si riferiscano alla data scritta vi sono state aggiunte posteriormente
nel primo. Similmente, quando alcuno Pardessus (S) esamina questa questione,
negozia una cambiale creata nel medesi- e adduce prima le ragioni, per le quali
mo giorno, all’ordine suo, appone a tergo potrebbe sostenersene la nullità, cioè, che
l’indossamento suo che è il primo, colle la legge ha inteso che le formalità pre-
parole ut retro, invece della data espres- scritte per render valida la girata, sia»
sa, riportandosi in tal guisa a quella che apposte al momento in cui la girata, si

si trova debitamente indicata nel corpo sottoscrive, che la girata essendo l'opera

della lettera, e ciò equivale alle parole del girante, egli solo può crearla perfetta:

che si usano negli atti civili : nel detto che lasciando la parte interessata arbitra
giorno, ovvero, nell’anno e giorno come di render compito, e capace di assicurar-

Cod. di Comm. art i3g.


(i) li) S,ivitry tom. a Parere 8, Pothier
Vincens toc. cit. $ 18.
(?) n. 40.
3
( )
Corte di Cassaz. ?3 Giugno 1817 (3) Pardessus toc. cit. n. 116, 117-
S. 1 8, i, 6o

'og!
PARTE PRIMA 85

ne la proprietà, un atto che nello stato razione, da cui la legge fa dipendere la


suo d’ini perfezione quando fu sottoscritto validità di una cessione ridotta a una
e accettato, non era fatto per trasmette- vana formalità ma si vede che il legisla-
;

re questa proprietà, si viola la regola di tore non reputa proprietario della lettera
tuttii contratti; ma si risponde in so- di cambio, se non quello che l’ebbe a ti-
stanza, die chi ha dato la girata in bian- tolo oneroso, e ne pagò realmente il va-
co sapeva che il possessore, tale essendo lore, e quando fra negozianti si disputa
l'uso in commercio, poteva riempirne il sulla proprietà di una cambiale, si do-

ruoto a suo piacimento, ed ha perciò im- manda soltanto se pervenne in chi la pos-
plicitamente acconsentilo all'obbligazio- siede a titolo oneroso, e le eccezioni sul-
ne che ne risulterebbe, e il rigor dc’prin- la data, dell' indossamento, 0 sul modo
cipii è mitigato dall’interesse mercanti- con cui la valuta fu espressa, sono riguar-
le, il quale non soffre che le operazioni date come legali sottigliezze e cavilli (2).
de’negozianti siano inceppate. Quei che 285. In Genova, e in altre città marit-
per mezzo di sensale, o agente di cam- time, si fa la girata delle lettere negozia-
bio vende una cambiale, non può sapere te, usando le parole „ valuta cambiata. „

chi ne sarà il compratore, e non può an- La lettera si consegna prima di riceverne
ticipatamente applicar l’ordine al nome di il pagamento, ed allora non sussiste che

quello: molti inconvenienti potrebbe por- il contratto di cambio, ed è sottintesa la

tare la perdita del tempo necessario per cer- promessa di pagarla, perciò si dice valu-
care, a negozio finito, quello che ha fatta ta cambiala, non avuta in contanti, 0 al-
la girata in bianco affinchè riempia il tro. Quando dipoi si fa il pagamento, il

vuoto colle formalità che la legge prescri- datore della cambiale rilascia una quie-
ve, e si
284. può francamente concbiudere che tanza separata del prezzo che riceve, e
nè il girante nè i suoi creditori hanno di- questa quietanza fa sì che la valuta cam-
ritto di rivendicare una lettera di cam- biata equivalga a valuta aiuta In con-
bio uscita dalle sue mani colla girata in tanti. Riflette però Vincens (3) che il
bianco, munita della sua sola sottoscri- prenditore della lettera coll'espressione
zione, pel solo motivo che il vuoto n’è valuta cambiata, tosto che l’ha nelle ma-
stato riempito posteriormente non da ni, può disporne a suo profitto ancorché
quello da cui fu sottoscritta (1). non l’abbia ancora pagata e se non la pa-
Oltre la data, l’indossamento de- ga, e di nuovo la gira, se il nuovo girata-
ve esprimere la qualità e l’importare del- rio non è più debitore del prezzo, non può
la valuta che fu data in pagamento della essergli ridomandata, e sebbene il prezzo
cessione, e il nome di quello a cui la ces- fosse ancora dovuto, pure gli altri credi-
sione è fatta, o a cui è passato l’ordine, tori potrebbero opporsi alla rivendicazio-
il che significa lo stesso. E siccome, dal- ne ene volesse farne il proprietario ante-

l’art. 110 del Codice di Commercio que- cedente.


sta medesima condizione è prescritta per 286. Abbiamo accennato che la girata
cambio; così le medesime os-
la lettera di deve pure esprimere il nome di quello a
servazioni da noi fatte per la lettera di cui l'ordine 4 passato, e l’omissione di
cambio, sono applicabili alla girata, e tra- esso sarebbe insanabile. Non vi sarebbe
lascieremo di ripeterle inutilmente. Sup- indossamento neppure irregolare, nessu-
pongasi però che una girata in bianco na procura.^ se il nome del procuratore
abbia circolato, c che quello nelle mani mancasse. È da notarsi che in un man-
di cui rimane, ignori, qual valuta prece- dato, 0 procura.il mandante è libero d'in-
dentemente è passata, se alcuna ne pas- serire, 0 di omettere la facoltà di sosti-
sò realmente, come potrà riempirne il tuire. Se dunque il girante vuol trasferi-
vuoto? Dirà egli „ valuta arata in ron- re soltanto nei giratario la facoltà di esi-
zatiti. in mercanzie, in conto? Ve ne scri- gere l'importare della lettera di cambio,
verà una alla cieca, e indovini o nò, po- secondo l’uso mercantile, si prevale della
co importa. Ecco dunque un'altra dichia- formola: E
per me pagherete a Tizio,

• (i) V. Heinecc. rxtreit. DeXI vitiis (a) Vincens live. 8 eh. 4 § u.


negot. collrb. ve I camb. cap. a § *7. ( 3 ) Vincens toc. cit. eh. 1 § so.
86 DIRITTO COMMERCIALE
senza aggiungere valuta avuta in coniati- perciò non si Teputa che un semplice pro-
li, o altro simile, c se vuol che possa so- curatore, possa trasmettere la proprietà
stituirsi altra persona, scrive in vece: „ e della lettera medesima per mezzo dii una
per me pagherete a Tizio o a suo ordi- girata regolare. Pothier (3) decide che la
ne. „ In questo caso, Tizio, e la persona girala difettosa fatta in favor suo non
da lui sostituita, non essendo che sempli- avendo potuto trasmettere in lui la pro-
ci mandalarii, devono render conto al gi- prietà della lettera di cambio, egli non
rante della somma di cui ricevettero il può trasmetterla in un altro. Delvin-
pagamento. Ma se fosse detto „ pagate a court (4) per lo contrario, sostiene l’affer-
Tizio valuta avuta in contatiti „ altri vo- mativa, per la ragione che la legge dice
gliono che il cessionario non possa ordi- semplicemente, che la girata difettosa
nare il pagamento a profitto di un altro, equivale a una procura, senza determi-
se non c stato espresso „ pagate attardi- nare i contini delle facoltà che s'intendo-
ne suo, perchè quando il Codice dice che no concesse ad un simile procuratore; e
la girata enuncierà il nome di quello al- siccome la lettera di cambio è destinata
l'ordine di cui è passato, suppone, dicon ad essere negoziata, cosi facilmente si
essi, la necessità dell'ordine. Altri invece può presumere la facoltà nel procuratore
sostengono bensì che la lettera non avreb- di negoziarla, salva la facoltà nel girante
be potuto trasmettersi se in origine non di farsi restituire da chi l’ha negoziata il
fosse stata scritta attardine, ma che per valore che ne ha ricevuto. Potrebbe an-
passar da un girante a un altro, la clau- che aggiungersi che la girata regolare che
sola dell'ordine è superflua (1). fa questo procuratore è il compimento di
287. Abbiam veduto quali siano le for- 289.del suo mandante ch'era difettosa,
quella
malità prescritte dalla Legge per costi- e poco importa che un acquirente riceva
tuire un indossnmanto regolare, c quando la lettera di cambio dal proprietario o dal
siano adempite, il giratario può in cgual suo procuratore, e che il prezzo ne sia
modo trasferire ad altri la proprietà del- stato pagato al primo, o a quello che è
la lettera di cambio acquistata da lui, ri- stato da luì obbligato a riceverlo per suo
spetto alla quale egli divien secondo gi- conto.
rante, e cosi di seguito. Tutte queste ces- Non è qui fuor di proposito di
sioni ulteriori hanno ilmedesimo effet- osservare, che le lettere di cambio, o le
to, c producono i medesimi ricorsi ed loro girate chevengono dall'estero, posso-
gzioni, talmente che l'ultimo giratario.se no con alcuna forinola
trovarsi concepite
la cambiale non è dal trattario accettata o clausola diversa da quelle che sono vo-
o pagata, non solo ha diritto di conveni- lute dalle nostre leggi, e nasce la questio-
te solidalmente il traente, ma tutti i gi- na se debbano considerarsi come se fosse-
ranti anteriori. Invece, se per difetto di ro state scritte secondo l’ uso nostro. Si
alcuna delle richieste formalità, la girata risponde, che quanto alla forma, si ri-
è imperfetta o irregolare, siccome si ri- guarda come valida quella che è confor-
duce ad un semplice ordine o mandato, me agli usi del paese, in cui fu scritta la
e non trasferisce nel giratario nè la pro- lettera, e in ciò che concerne il pagamen-
prietà della lettera di cambio, nè le azio- to e gli altri effetti, si osservano le, leggi
ni che ne risultano (2) ; cosi la somma del paese, in cui deve pagarsi (5). E sta-
portata dalla lettera di cambio può esse- to deciso in Francia che una lettera di
re sequestrata nelle mani del trattario dai cambio tratta da paese straniero sopra
creditori del girante, senza che il porta- Parigi, a due mesi di data, in tempo in
tore vi possa contraddire, e può anche il cui era in vigore il calendario decadano,

trattario opporre al portatore la compen- e prendeva la data da un giorno del ca-


sazione del debito del girante. lendario gregoriano, perchè in quel pae-
288. Si domanda se quello in favor di se non si conosceva il decadano, è rima-
cui fu fatta una girata difettosa, e che sta scaduta nel giorno sessantesimo, se-

(i) Potbier n. 4i, 4». Dclvinconrt. Not. de la pag. 79/1.8.


(4)
(i) Cod. di Comm. ort.i38 (5) Savary Parere Si, Corte di Treveri.
(3) Id. art. 1 38. a8 Aprile 1809.
PARTE PRIMA 87
condo il calcolo decadano, e il protestò scer forza alla lettera medesima. L’accet-
non è stato valido che prendendo norma tante deve mantenere la sua promessa di
dal decadano. Lo stesso dicasi delle lettere pagar la lettera di cambio ancorché non
dicamhio o girate che da Genova, ex. gr., ne abhia ricevuto dal traente il valore, 0
vanno a paese straniero. I diritti e le ob- l'abbia accettala senza provvisione per
bligazioni del possessore di una cambiale fargli onore, perchè la sua accettazione
sopra un forestiere saranno regolate in ha tolto al portatore il diritto di esigere
Genova fra lui ed i suoi mallevadori, altre sicurezze, e sono state fatte ulterio-
a norma degli statuti sulla scadenza, sui ri girate per la confidenza ispirata dalla
giorni di grazia, sui protesti del paese, in sua firma. Ne viene la conseguenza, che
cui la lettera dev’essere pagata, e un pro- in caso di non pagamento, il portatore
testo levato in paese straniero, nel giorno può incominciare, a sua scelta, a far va-
che sarebbe stalo della vera scadenza in lere le azioni che gli competono 0 contro
Genova ma non lo era nel paese del pa- l’ accettante, o contro il traente, o contro

gamento, sarebbe un protesto nullo, c i giranti, o rivolgersi contro tutti a un


inefficace anche rispetto al traente e al tempo, poiché ciascuno è obbligato verso
girataij Genovesi. Rimane il dubbio se
. di lui.
una girata senza data procedente da un
paese ove la legge non esige questa for- vili.
S
malità, potrebbe dirsi regolare o nò in
Genova, ossia, se in questa omissione Deir avvallo.
debba considerarsi la (orma, o l’ effetto,
lai giurisprudenza sul dubbio proposto 291 . Talvolta all’ obbligazione cam-
è incerta, ma i negozianti generalmente biaria si aggiunge una mallevadoria di
credono che tutte le girate fatto in paese piò, e questa chiamasi Avvallo; può pre-
stranieronel modo che si costuma in quel- starsi in una scrittura separata dalla let-
lo, quanto
trasferiscano la proprietà. Se tera di cambio, e nella lettera medesima.
alla forma delle cambiali, e delle girate, Nasceva dalla prima un’ obbligazione co-
è valida quella del paese da cui procedo- mune rn subsidiurn pel caso in cui o il
no, mi sembra che il dubbio svanisca, per- traente o il girante non fosse solvibile: in
chè nel caso addotto, la forma della gira- forza della seconda, il mallevadore or*
ta è valida in Genova anche senza data, tenuto principalmente, in solido, fossero
e se la forma della girata non ha vizio, 0 no solvibili gli altri coobbligati ( 3 ). Il
la girata è regolare (1). Codice di Commercio almlisce questa di-
stinzione, e vuol che il mallevadore sia
S VII. tenuto al pari del traente, 0 de’ giranti,
senz' alcuna differenza, o tale si costitui-
Delf obbligazione solidale. sca per separata scrittura, o nella lettera
di cambio, qualora fra le parti non sia
290 Tutti quelli che hanno sottoscrit- convenuto diversamente ().
ta, accettata, o giratauna lettera di cam- 292 V
nvrallo può essere ristretto a
.

bio, ne sono solidalmente mallevadori (2). una sola porzione della somma da pagar-
Iltraente è tenuto a guarentirne il paga- si: chi lo presta può pattuire che non
mento, finché il mandato ch’egli diede di vuol essere soggetto all'esecuzione per-
pagarla nonèadempito.e lo sono con lui sonale, e che la sua mallevadoria non ab-
tutti quelli che hanno acceduto alla sua bia a durare oltre un dato termine; può
obbligazione. K tenuto il girante che ne prestarla per nno fra i principali obbli-
ha ricevuto il prezzo, benché altri vi sia- gati, e per tutti; per l’accettazione sol-
no che guarentiscano, perchè la loro
la tanto, ed allora si riferisce al traente e ai
obbligazione verso il presentante ha per giranti, non all' accettante, di cuinon è
mira di accrescergli sicurezza, ediaccre- nota ancora l’ obbligazione; per l'accet-
'
1 . • U» .1 “
,v : 1
1 ;

(i) V. Vincens. /gp. Camb. Cap.


cit.
§ 20. 3) Heinecc. Etern. Jur. i

} (
(’) Cod. di Comm. art. 140-
1

§ 26 27.
(4) Cod. di Comm. art. Ho Hi.
Ì i* »
88 DIRITTO COMMERCIALE
(azione e il pagamento, ed allora si esten- perchè al mallevadore competono contai
de all’accettante, il quale per l' accetta- il creditore tutte quante le eccezioni che
zione divenne anch’egli debitor princi- appartengono o sono ineren-
al debitore,
pale. Egli dev’essere convenuto in giu- ti al debitoAltre qui cadono disposi-
(3).
dizio entro il medesimo termine che è zioni di diritto comune, cioè che il mal-
prescritto per gli altri obbligali, e se non levadore il quale paga pel debitor prin-
e mallevador che d’ un solo, sono appli- cipale, ha il suo regresso contro di lui an-
cabili a lui le regole stabilite per quello: corché fosse ignaro della prestata malle-
perciò la mallevadoria per l’accettante vadoria, c questo regresso non si limita
dura cinque anni, e prestata ai giranti ces- al capitale, ma si estende alle usure, alle
sa tostochè questi rimangono liberati, al spese, ai danni e interessi (4). Se sonocoo-
termine ordinario. Se riguarda il traen- venuti piò debitori solidali, per la mede-
te non giova al mallevadore la caduca* sima e sola causa, chi fu mallevadore per
zione del presentante, al medesimo ter- tutti ha regresso contro ciascuno per con-
mine, se non quando vi è prova eh' era seguir la restituzione di ciò che ha paga-
stata fatta la provvisione. L’ avvallo sa- to (5).
rebbe nullo se fosse dato da persona in-
capace dell’obbligazione cambiaria. s IX-
293. Il Codice di Commercio non in-
dica per F avvallo forma alcuna precisa: Del pagamento delle lettere di cambio.
si suole esprimere colle parole „ per ar-

raffo „ accompagnate dalla sottoscrizio- 293. Una cambiale dev’ essere pagata
ne, e la sola sottoscrizione è bastante a nella moneta dalla medesima indicata [Gj.

indurlo.Per evitar T incertezza, e ogni È un principio generale che il creditore


equivoco, se F avvallo è dato pel traente, non può essere costretto a ricevere una
il mallevadore si sottoscrive in calce del- cosa diversa da quella che gli è dovuta,
la cambiale sotto la Arma del traente quantunque la cosa offerta fosse eguale
medesimo; se per un girante sotto la gi- ed anche maggiore (7). Se dunque il

rata, se per l’accettante sotto l’accetta- traente avrà espresso che la lettera sari

zione.Ha questo di particolare F avvalla pagata in un dato numero di piastre, mo-


che chi lo presta, ancorché non 6Ìa nè neta straniera, il trattario che l'accettà,
mercante ne banchiere di professione, è sarà tenuto a pagarla in questa specie di
soggetto all’esecuzione personale come moneta, c non in altra. Egli accettando-
il traente, il girante, e l’accettante, di la, si dichiarò depositario di piastre, o

cui si rese mallevadore, e non gli è lecito promise di averle pronte alla scadenza, c
di opporre le eccezioni di discussione, e non si libera offrendo l’equivalente. Nuf
di divisione, che sono accordate ai malie, ladimeno alcuni commentatori del Codi-
vadori ordinarli (1). ce di Commercio sostengono che questa
294. Nel rimanente si fa luogo alle re- disposizione non debba intendersi a tut-
gole di diritto comune, cioè: se un mal- to rigore, e che il trattario pagando jn
levadore di questa specie si obbligò per moneta del suo paese il giusto valore del-
errore, per una somma maggiore di quel- la moneta forestiera, secondo il cono
la che e scritto nella lettera, non sarà del cambio, non sia lecito al portatore di
vana la sua obbligazione, ma sarà ridot- ricusare il pagamento, e di protestare (8),
ta alla quantità dell’ obbligazione princi, ma questa opinione sembra contraria al
pale (2) ; se
per aver trascurato il proto? testo del Codice, e potrebbe ammettersi
sto, il presentante perde il suo diritto, soltanto allorché la lettera esprime non
competono a lui le eccezioni che potreb- una specie di moneta reale ed esistente
bero competere al traente e ai giranti ; ma una somma di moneta forestiera, im-

Heinecc. Elein. Jur. Carni. Cap.


(i) (5) Id. art. ji3o.
C § i o Noi. Pothier n. t a 3. (6) Cod. di Comm. art. 143.
(a) God. Civ, ari ai 36. , (7) Cod. Civ. art. ia43.
(3) Id. Art. aia8. (85 V. Locré art 143. Delvincourt noi,

Ì4) CwJ, un. i\i9, 4e la pag 94 n. 5. Pardessus n. *81,


t

PARTE PRIMA 89

mammaria, come fiorini d’ Augusta, o creditore, rimanga sciolto dalla sua obbli-
d’ Olanda. gazione, mentre vero creditore avrebbe
il

296. Si domanda se le cambiali possa- forse potuto scoprir la frode, e denunciar-


no pagarsi prima della scadenia, e il dub- la.Oltre di che i pagamenti anticipati
bio nasce dacché può darsi che il remit- essendo rari fra negozianti, la precipita-

tente. il quale non ne abbia ancora pa- zione di chi paga prima della scadenza,
gato il preaio al traente, in questo frat- fa presumere il dolo. Se dunque il trat-

tempo fallisca, e che il traente prima della tario pagherà alla scadenza sarà liberato
scadenza, c cosi in tempo abile, possa evi- anche nel caso, in cui non paghi al vero
tare ogni danno, rivocando al trattario il proprietario, e se questi pretenderà che
mandato di pagare. I Dottori distingue- il pagamento sia stato fatto con dolo, 0

vano: o il tempo nelle lettere di cambio, almeno per effetto d’estrema negligenza
come nelle obbligazioni ordinarie, è ap- nel debitore, dovrà provarlo ; e se paghe-
posto in favore del debitore, e gli è lecito rà prima della scadenza, sorgendo conte-
di pagare anticipatamente, pel noto prin- stazione, sarà egli attore a provare di aver
cipio che ognuno può rinunziare al pro- pagato al vero proprietario.
prio beneficio ; o è in favore del credito- 298. Qui cadono in acconcio alcune
re, o d’entrambi, e non potrà il creditore questioni che si proponevano prima del
costringersi ad accettare il denaro contro Codice di Commercio, e si possono ecci-
sua voglia, ma s’egli acconsente, cessa tar di nuovo, ma facilmente si risolvono.
ogni disputa. Nè può il traente opporre Non faremo che accennarle. Un accettan-
al trattario la revocabilità del mandato, te, venuto il tempo della scadenza, non

perchè se, per mezzo della girata, fu ce- avendo avuto alcuna opposizione, paga
duta la proprietà della lettera di cambio, ingannato, una lettera di cambio a un
il mandato è irrevocabile; e quantunque ladro, il quale, dopo averla trafugata, si
se ne faccia il pagamento a un adietto, attribuisce il nome del vero proprietario

o a un procuratore prima della scadenza, 0 portatore. Secondo le regole di diritto


pure, siccome il dominio del denaro pas- comune, l’accettante non ha regresso con-
sa immediatamente al giratario che co- tro il traente per essere rimborsato, e non
stituì l' adietto o procuratore; cosi, ben- gli compete l'azione mandati contraria,
ché quest’ultimo fallisca, nulladimeno il perchè non fece quanto gli fu ordinato, e
trattario che paga di buona fede, resta li- fu sua colpa se trascurò di accertarsi del-
berato, e seco se la prenda chi scelse un la persona del presentante (4). 11 paga-
procurator non idoneo ( 1 ). mento dev 'esser fatto al creditore, 0 a per-
297. Chi paga una cambiale prima sona abilitala a riceverlo dal creditore
della scadenza, paga a suo rischio ( 2 medesimo, «dal giudice, 0 dalla legge (5).
J.
Chi paga, senza che gli sia fatta opposi- 299. Ma se il diritto comune dovesse
zione alla scadenza, si presume valida- mantenersi nel suo rigore, il corso delle
mente liberato (3). Queste sono le regole lettere di cambio sarebbe frequentemen-
stabilite dal Codice di Commercio, e non te e con frode, interrotto, e ne svanirebbe
ben si conciliano colle opinioni degli an- il vantaggio, il quale dipende dalla cele-

tichi Giureconsulti. Eglino supponevano rità e dalla certezza del pagamento. Per
che il tempo fosse apposto anche nelle sottrarsi al pericolo di pagare ad un falso
lettere di cambio, in favore del debitore, creditore converrebbe che un banchiere
affinchè potesse preparare il denaro pel potesse conoscere tutte le firme delle let-
pagamento, e sembra invece che le nuove tere di cambio che girando di città in
leggi lo riguardino come apposto in fa- città passano per tante mani, e ritornano
vore del creditore, e reputino cosa non sopraccariche, per cosi dire, d'ignoti no-
giusta che chi paga, per quanto di buona mi, e si presentano per esser panate alla
fede, prima della scadenza, ad un falso scadenza, senza dar luogo a verificar nem-
v
(0 Stracca de decoct. pare. 3 $ 3a in fin. (3) Id. art. 145.
BaMasteroni pare. 3 ari. 17. Casaregi cainb. (4) Scaccia § 2 gloss. 5 n. 341. Potliiei'
ittr. cap. 3 n. 58, 96. n. 104.
(a) Cod, di Comm. art, 144 , (5) Cod. Civ. art. ia3<).
12

¥ * '
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wgle
90 DIRITTO COMMERCIALE
meno la firma e la persona del presen- mane in sospeso, finché non sia fatta l'in-
tante, e nella moltiplicità degli afTarì una chiesta di falso (
2 ).
scrupolosa diligenza è impossibile. Si è 301. Rare volte però accadono oggidì
dunque creduto bastevole che l'accettan- casi simili,perchè le falsificazioni delle
te sia conscio della sottoscrizione del cambiali, sono impedite dalle lettere d’av-
traente, c della propria accettazione in viso che si fanno precedere per generale
modo, che non gli possa cader dubbio consuetudine, come abbiamo osservato al
sulla loro veracità, per poter egli, pagan- n. 242, e sono rese difficili dalla foratola
do alla scadenza, riputarsi assoluto dalla mercantile con cui le lettere di cambio
sua obbligazione, e se fu rubata la lette- sogliono essere concepite.
ra di cambio deve dolersi di se medesimo 302. Abbiamo parlalo sopra al n. 23o
300.
colui che essendone il padrone, non ne delle enunciazioni che la legge richiede,
fu vigilante custode, o non fu sollecito e non sarà inopportuno d'indicare anche
-abbastanza nel darne avviso al trattario la formola mercantile. In cima si pone la

proibendogli di pagarla. data. Genova (exgr.) 4 Ottobre 1821 ; al-


Quando la lettera di cambio è in- calini lato accanto alla data, la somma
teramente falsificata, e non v’c di vero nè in cifre numeriche. Per L. 4332 f.
b. e
pur la firma, il cambio è nullo e lo ab- se la lettera è il primo originale, o un
biamo dimostrato al n. 237 (1),masi do- duplicato, parimente in cifre: 1,2 ec.,
manda se il reo convenuto che opponedi benché questa indicazione sia compresa
non averla, neppure per sogno, nè sotto- nel corpo della lettera. S’ incomincia poi
scritta, nè data, debba ammettersi subito coll’enunciare il termine della scadenza,
a far la prova della falsità. In questo c si- per esempio — A quindici giorni vista,
mili casi, si distingue: o il vizio è visibi- 0 a sei mesi data ec. pagate, 0 compia- ,

le. e sospende la condanna del preteso


si cetevi di pagare per questa ... (se è sta-
debitore, o si richiede alta indagine, e to dato più d’uno esemplare) prima, o
trattandosi non di giudizio ordinario, ma seconda, terza, ec. (3) di cambio allordi-
di giudizio meramente esecutivo si fa ne, 0 allordine S. P. di N. N. (4) (cioè
luogo alla sentenza. Eineccio riferisce il della persona che deve ricevere o far ri-
caso di un Ebreo che aveva dolosamente cevere la lettera) la somma di lire quat-
strappata da un libro mercantile la pri- tro mila trecento cinquanta due moneta
ma pagina, in cui era scritto il nome del di Genova fuori banco, (non in cifre, ma
mercante, e ne aveva formata a carico in lettere intere) valuta, o valuta avuta,
del medesimo una lettera di cambio, ma in contanti, 0 in conto ec., e si esprime
tanto in questo, quanto in altri casi che talvolta anche in qual conto dev’ esser
adduce, è d’avviso che si debba pure di- portala e si dice — che passerete in con-
stinguere o chi oppone la falsità non ha
: to ec. Sotto il corpo della lettera, dal lato
pronta altra prova che il suo giuramen- sinistro si pone il nome della persona cui

to, e non giova, per la facilità con cui gli è diretta, cioè del trattario, al Sig. N. N.,
uomini malvagi si rendono spergiuri ; o Napoli,c dall'altro, cioè dal destro, la fir-
vi sono indizii che inducano giusto so- ma del traente Pietro N.
spetto di falsità, e l'azione cambiaria ri- 303. Per i chirografi, o scritture pri-

(i) L. ao Coi. defide Jnstr. Novell. y3 giungere: S. V. che significa senza procu-
cap. ). ra; pagate .... all ordine S. P. ma que-
(a)Heinecc. Loc. cit. § n, i3, 14 . sta clausola è superflua, perchè quando si

(3) Siaggiunge sulla seconda, come già dice all’ ordine, non s’ intende soltanto che
si è detto sopra, pagate .... la prima non la lettera possa pagarsi alla persona nomi-
essendolo , ma è slato giudicato che questa nata, ma a chiunque essa ordinerà che si

non ègiunta indispensabile e che dall'o- paghi e cosi successivamente, c appartiene


missione di questa formalità non può de- all'essenza della lettera di cambio, di esse-
dursi che ogni esemplare formi una nuova re con una semplice girata trasmissibile
lettera da pagarsi. Vincens loc. cit. livr. 8 ad altri senza che siavi alcuu bisogno di
eh. 1 J 6 not n. 3. procura. Vincens, loc. cit. § 9 .

( 4 ) In
Italia si usa generalmente di ag-

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PARTE PRIMA 91
vate civili, che non sono Tonnate per ma- mento, prende marito, la lettera non può
no di chi si obbliga, ma soltanto sotto- più pagarsi validamente che a suo mari-
scritte, Codice Civile richiede, sotto pena
il to, ma se l’accettante che non conosceva

di nullità, che il sottoscrivente vi aggiun- 10 stato di questa donna, ha pagato di


ga in lettere intere, di suo carattere: Buo- buona fede, il suo debito è estinto,
no per la somma di L ; questa perchè sebbene sia riconosciuto il prin-
precauzione salutare, che rende più diffi- cipio che chi contratta con qualcheduno
cili le falsitìcazioui, molto giova anche debba essere informato della di lui con-
nelle lettere di cambio i negozianti pe-
: dizione, pure il banchiere obbligato a
rò sono dispensati dall'usarla, c lo stesso pagar la lettera nel giorno medesimo in
Codice Civile ha espressamente derogato cui gli si presenta, non ha nè tempo nè
per loro a quella sua disposizione (1). agio bastevole per indagare lo stato del
301. Si rifletta che le cifre numeriche portatore prima di pagare, e il marito è
poste in cima della cambiale servono co- in colpa per aver trascurato di ritirar
me semplice nota, e perciò se, per qual- dalle mani della moglie la lettera, o per
che sbaglio, si trova la somma in cifre non aver reso il trattario consapevole del-
diversa da quella che fu espressa nel cor- le sue nozze. Potrebbe però il banchiere
po della cambiale medesima in lettere in- o imprudentemente, 0 anche di mala fe-
tere, si presta fede a quest’ultima, e que- de, pagare ad un falso creditore, c sembra
sta sola fa prova. È da notarsi altresì che contrario all'equità il negare al vero cre-

trovandosi differente la somma portata ditore l'azione che secondo il rigore del
Buono, in lettere intere, (quando la
dal305. diritto comune gli competerebbe: perciò
sopra indicata precauzione sia praticata) 11 Codice di Commercio, il quale si mo-

da quella che fu enunciata nel corpo del- stra favorevole al debitore che paga alla
la cambiale, l'obbligazione s'intende con- scadenza, induce bensì a suo favore una
tratta per la somma minore; è però sal- presunzione di validità, ma non lo assol-
vo il diritto di provare in qual delle due ve dalla collusione, o dalla inescusabile
sia caduto lo sbaglio (2). negligenza, e soltanto trasferisce nel cre-
Rimane pagamento
a parlare del ditore querelante, il carico della prova.
di cambiali fatto a un minore, a una don- II Giudice pondera le circostanze, e de-
na maritata, a un interdetto. Non è va- cide.
lido il pagamento fatto al creditore, se 307. Il possessore di una lettera di cam-
uesti fosse incapace a riceverlo, eccetto bio non può essere costretto a riceverne
3te il debitore provi la versione della co- il pagamento prima della scadenza (6).
sa pagata in vantaggio del creditore (3); Secondo il diritto comune il termine si
se però la cambiale fu scritta all’ordine presume sempre stipulato in favore del
un minore, il trattario che paga al mi-
di 306. debitore, quando non risulti dalla stipu-
nore, è liberato rispetto al traente, in for- lazione o dalle circostanze, che siasi con-
za della regola di diritto che pagare per venuto egualmente in favore del credito-
ordine di un altro, è lo stesso che pagare re (7). Ma secondo il Codice di Commer-
a lui stesso (4). Nulladimeno, se il mino- cio, s’ intende prefisso nelle lettere di cam-
re scialacqua il denaro, e non è giustifi- bio il termine al pagamento non meno in
cato che ne abbia fatto un utile impiego, favore del creditore che del debitore, per-
compete al minore la restituzione in in- chè importa al creditore, per le sue mer-
tiero contro il traente cui si è obbligato cantili operazioni di avere il denaro non
nel chirografo a dare il prezzo della cam- solamente in un dato luogo, ma anche in
biale (5). un dato giorno, e perciò deve pagarsi co-
Se la donna non maritata, pro- me a lui piacque di stabilire.
prietaria di una lettera di cambio, nel- 308. Il poitalore di una lettera di cam-
l’intervallo fra l' accettazione e il paga- bio, n’è il proprietario presunto, ed a lui

fi) Cod. Civ. art. i3 (5) Polhicr n. 166.


(a) Cod. Civ.art. 1437. (6) C01I. ili Comm. art, 146.
(3) Id. art. 1*41. (7) Cod. Civ. art. 1178.
(4) L, 189^1 de irg. Jur,
92 DIRITTO COMMERCIALE
deve pagarsi; anzi il pagamento è sem- 310. Quanto alle lettere di cambio per-
pre valido, o si faccia sulla prima, o sul- dute, ecco le regole stabilite. Se la lette-
la seconda, terza, quarta ec. purché si di- ra di cambio si è perduta prima di esse-
ca ncU'esemplarc pagato, che il pagamen- re accettata, il presentante può dimanda-
to fatto sopra questo, annulla gli altri (1), re il pagamento sopra una seconda, terza,
ma è pur necessario che l'esemplare su quarta, cc. (5) senza dar cauzione, per-
cui si paga, sia quello in cui dal tratta- chè il trattario non si è obbligato a pa-
rio fu scritta la sua accettazione, altri- garla ad alcuno in particolare, e sopra
menti egli non è liberato rispetto al ter- qualunque esemplare egli paghi, si sup-
zo che sia portatore dell’esemplare accet- pone ch’egli accetti la lettera sopra quell*,
tato (2) perchè il contratto fra il trattario e si può dire con verità ch'egli paga so-
e il portatore si forma per mezzo dell'ac- pra l’esemplare accettalo. Se l'acccttazio-
ccttazione. Chi paga imprudentemente in ne si trova sopra l'esemplare perduto, an-
talguisa può trovarsi' costretto a pagar corché presenti una seconda, terza, quar-
due volte, perchè sellitene colui che già ta cc. pure non può esigere il pagamento
ottenne il pagamento non possa presen- se non in forza dell’ordinanza del Giudice
309.
tarsi la seconda volta ad esigerlo; pure e dando cauzione (6), perchè in questo
s’egli con frode ha girata, o ceduta la let- caso il trattario è irrevocabilmente ob-
tera a un terzo sopra l’esemplare che por- bligato a pagare al portatore dell’esem-
ta l’accettazione, il pagamento al cessio- plare in cui sta scritta la sua accettazione,
nario non può negarsi. cioè a quello cui può essere stato girato
La lettera di cambio dev’essere 0 ceduto l’esemplare acceltato, e perciò
irremissibilmente pagata alla sua scaden- era giusto di aggiungere sicurezze all'ac-
za, e per assicurarne il principale vantag- cettante per sottrarlo alle frodi.
gio che consiste nella rapidità della sua 311. Se colui che ha perdutola lettera
circolazione e nella certezza di trovar di cambio, accettata, o non accettala che
pronto il denaro nel giorno prefisso, il fosse, non ebbe che quel primo, e solo e-
Codice di Commercio dichiara che in due semplare, può non ostante dimandarne il
soli casi potrà farsi opposizione al paga- pagamento, c ottenerlo per ordinanza del
mento, quando cioè la lettera siasi smar- Giudice, dando mallevadore e facendo la
rita, e quando sia sopraggiunto il falli- prova del suo titolo per mezzo de’suoi li-
mento di colui che n’era il possessore (3). bri (7), e sebbene il Codice di Commercio
In questo modo si prevengono le frodi di per quesla prova, non accenni che libri, i

un accettante di mala fede che facilmen- per timor delle frodi, pure non proibisce
te potrebbe suscitar contro se medesimo al Giudice di ammetter quella che po-
opposizioni per mezzo di persone che con trebbe risultare dal suo carteggio (8), an-
lui colludessero, e gli procurassero pre- zi se la lettera gli venne dall' estero, egli

testi almen pensano


di ritardo. Alcuni deve aggiungere ai libri il carteggio di
che le si allude dal Codi-
opposizioni, cui coloro da cui ricevette la lettera medesi-
ce, siano quelle sole che fossero fatte pri- ma. Il Giudice può negare la richiesta
ma della sradenza, e che il pagamento ordinanza: che farà in questo raso il pro-
di una lettera di cambio scaduta possa es- prietario della lettera smarrita? L'obbli-
sere impedito da un sequestro, ma que- go suo sarà quello di formare un atto di
st'opinione è rigettata, e' non sembra nep- protesta (9). Il presentante è un manda-
pure ammissibile l’opposizione del traen- tario del traente: deve dunque adempire
te che non abbia ricevuto ancora il prez- il mandato al tempo che gli è prescritto,

zo della cambiale, nel raso in cui non e perciò presentarsi ancorché non muni-
fosse stata negoziata, benchèdiversamen- to di facoltà sufficiente, verificare lo stato
tc giudicassero la Serra e Savary (4). e la disposizione del debitore, e dare av-

(0 Cod. di Comm. art. 147. 15) Cod. dì Comm. apt. 1 iyo.

,
(a) Id. art. 148. (6) Id. art. 1 5«.
(V) Cod. di Comm. art. 145. (7) Cod. di Comm. art. «5a.
(4) La Serra Ch. 0 Savary Parere ioa.
. f8) Locrc a rari. 1 53.
V. Delvincourt no/, de la pag. <j3 n. t. (9) Cod di Comm. art. 1 55.
PARTE PRIMA 93
viso al traente del pagamento non fatto. dicati dagli articoli151 e 152 del Codi-
Per meno di quest'atto di protesta, il pro- ce estingue dopo tre anni (2), qualora
si

prietario della cambiale smarrita non po- in questo frattempo nessuna dimanda, o
trà esercitare l’azione che gli competereb- nessun atto giuridico sia stato fatto; e
be nei casi ordinarli, ma (dice la legge) questa disposizione presenta una singola-
conserverò t suoi diritti. Se il Giudice non rità, che si spiega difficilmente, perchè
ha trovato le sue prove hastevoli, egli avrà egli è certo che colui che ha ricevuto in-
41 vantaggio di non perdere la malleva- debitamente il pagamento di una lettera,
doria dei coobligati al pagamento della può esssere per cinque anni (come vedre-
lettera di cambio, mentre egli si va pro- mo in appresso) convenuto in giudizio e
curando l'esemplare, che gli manca, e che condannato alla restituzione, e che per
gli è necessario. Quest'atto da formarsi in cinque anni il portatore dell'esemplare
caso di negato pagamento, si chiama dal della lettera accettato, può costringere
Codice, atto di protetta , per distinguerlo Faccettante a pagarlo; sembra perciò non
dal protetto, il quale suppone la presen- conforme alla giustizia che liberando il
tazione del titolo, e deve contenerne la mallevadore dopo tre anni, si tolga al-
copia testuale: deve peri» esser fatto nella l’accettante la sicurezza che gli era stata
forma del protesto, meno la trascrizione data, e senza di cui egli non avrebbe po-
della lettera, delle girate, ec. tuto essere condannato al pagamento.
312. Se non fu dato a principio che un Egli per due anni rimane senza guaren-
solo esemplare della lettera di cambio e ti, e non ha regresso che contro la per-
il portatore è l'acquirente originario, egli sona cui è stato costretto a pagare. Lo
314.
può rivolgersi al traente, il quale è obbli- stesso disponeva l'Ordinanza di Francia
gato a dargli il nuovo esemplare di cui del 1673 (3), e sembra che legislatorii

ha bisogno per farsi pagare, ma se il por- abbiano abbreviato questo termine, af-
tatore è divenuto proprietario per via di finchè per la lunghezza del tempo, i ne-
girata, deve rivolgersi all’ultimo girante. gozianti non fossero distolti dal prestarsi
Il nuovo esemplare dev’ esser simile al a vicenda l’uffizio di mallevadore.
primo originale, e portar le medesime gi- Abbiamo la regola generale che
rate sotto la propria loro data. In questo il creditore non può essere obbligato a
caso, il portatore si rivolgerebbe invano ricevere un a rotilo, e questa non soffre
al traente, da cuinon sarebbe altronde che due limitazioni, cioè 1. nel caso in
neppure conosciuto. K stabilito che cia- cui dal mallevadore si possa opporre il
scuno debba ricorrere al suo girante (1), benefizio della divisione, 2. nel caso in
e questi al precedente, finché si arrivi al cui si tratti degli eredi del debitore di
traente, il quale fa, e consegna al primo una obbligazione divisibile. Fuori di que-
prenditore l’esemplare richiesto: questo sti casinon è permesso al Giudice di co-
prenditore ne fa la girata sotto il giosno stringere il creditore a ricevere un paga-
in cui fu fatta in origine, e lo trasmette mento parziale, ma solo prendendo in
al suo cessionario che fa lo stesso, c cosi considerazione le circostanze del debito-
ridiscendendo finché si giunga al porta- re, può concedergli una discreta proroga,
tore che dee farne uso, il quale perciò è nel caso che non vi sia tra le parti con-
soggetto a tutte le spese di carteggio, e venzione in contrario (4). Anzi, secondo
d’altro, e il girante immediato deve pre- l’antica Giurisprudenza commerciale, il
stargli il suo nome, quando si renda ne- portatore che accettava il pagamento par-
cessario l’uffizio del Giudice, o adoperar- ziale di una lettera di cambio, perdeva
si diligentemente affinché di buon grado, il regresso contro i giranti per la somma

se è possibile, sia provveduto del neces- che rimaneva a pagarsi, perchè presume-
sario esemplare. vasi che avesse implicitamente rinunzia-
313. La mallevadoria richiesta nei due to all'azione che ali competeva contro di
casi della lettera di cambio smarrita, Sil- lui ; il Codice di Commercio, per lo con-

fi) Cod. di Comm. art. 1 54. ( 4) L. tutor. 4i


§ i ff. de usar., Cod.
(a) Col. di Comm. art. i5*. Ciò. art. i» 44 . V. Quartieri Giurìsp. com-
(3) Tir 5 art. *o. parata n. 3g5 pot. 4.
94 DIRITTO COMMERCIALE
trario, ha stabilito che trattandosi di let- te deroga al diritto comune.il quale per-
tere di cambio, il presentante non possa mette bensì che un terzo che non ha in-
ricusare T« conto offerto dall’accettante, teresse nella dimissione del debito, paghi
e per questo a conto, cessa l'obhligazione per estiuguerlo, ma vuole, o che paghi in
del traente, e dc'giranti, con obbligo allo nome del debitore, o se paga a nome pro-
stesso presentante di protestare pel rima- prio, che non abbia subingresso nei di-
nente (1). Nel tempo stesso proibisce ai ritti del creditore (4). Questa deroga A

Giudici di accordar dilazione di sorta al- stata fatta in favor del commercio per im-
cuna al pagamento di una cambiale. Nel pegnar gli amici del traente e dei giran-
caso delpagamento parziale, la lettera di ti a far onore alle loro firme, e a sostene-

cambio, o accettata sia, o no, resta nelle re il decoro della mercatura, ma non deve
mani del presentante ed è per lui un ti- avere il suo effetto, se non è certo che la
tolo necessario onde esercitare l’azione lettera di cambio del trattario non sarà
sua contro il traente, c i giranti per farsi pagata, e ciò non può risultare che dal
rimborsare della somma che il trattario protesto. La legge ha voluto altresì che
doveva pagare, e non ha pagata. Il trat- chi paga sia nominato nel protesto, e che
tario non ha bisogno che d’una quietan- da questo alto o da altro consecutivo ap-
za a suo scarico, e questa, sottoscritta se- parisca pagamento eseguito, c se in
il

paratamente dal presentante, riunita ad questo modo non ne consta, non si fa luo-
un atto pubblico qual'è il protesto, in cui go al subingresso. Se la cambiale fosse
la lettera di cambio è trascritta, è per pagala, non da un terzo, ma da alcuna
lui più che bastante. fra le persone obbligate a pagarla, o mal-
levadrici del pagamento, il difettodi pro-
s x. testo non impedirebbe il subingresso, per-
chè abbiamo il principio di diritto co-
Del pagamento per onor di firma. mune, che la surroga si fa di pien diritto,
a vantaggio di colui che essendo ob-
315. Il Codice all’ acccttazione dello bligato con altri o per altri al pagamen-
cambiali per onor di firma, non ammet- 317.debito, aveva interesse di soddisfar-
to del
te che i terzi, ma chiunque può pagarle, lo (5). Se fosse pagata da un terzo, pri-
pel traente, o per alcuno dei giranti ( 2), ma del protesto, Delvincourt è d’avviso,
Egli, come già si è detto parlando dell’ac- che si dovrebbe presumer pagata a scari-
ccttazione, di pien diritto è surrogato alle co dell'accettante; che i giranti sarebbero
azioni del presentante, verso quello fra liberati, e anche il traente, qualora aves-
gli obbligati, per cui dichiara di pagare, se fornita la provvisione; e che il terzo
c verso gli obbligati che lo precedettero, pagatore, per la sua indennità, avrebbe
ed è soggetto per conservar questo suo azione unicamente contro l’accettante ( 6 ).
regresso all’osservanza delle medesimefor- Quando il trattario paga la lette-
malità (3). Havvi però questa differenza ra di cambio, non solo rimangono libe-
fra il presentante, e colui che paga per rati i giranti, ma lo stesso traente, pur-
onor di firma per un girante, che a) pri- ché abbia fatta provvisione; ma quando
mo, se non è pagato, compete il regresso è pagata per onor di firma, se il pagamen-
contro il traente, e contro tutti i giranti, to è fatto per conto del traente rimangono
e il secondo non può rivolgersi che cpn- liberali i giranti i perchè il traente, es-
tro i giranti posteriori a quello per cui sendo loro mallevadore non può esercita-
ha pagato, perche il pagamento si repu- re azione alcuna contro di essi; se è fatto
ta fatto, per sua mano, da quel girante per conto di un girante sono liberali tutti
medesimp, e produttivo della liberazione i giranti posteriori perchè ogni girante
;

dei giranti che a lui succedettero, è riputato traente rispetto ai giranti che
316. Al pagamento deve precedere il vengono dopo senza altra differenza fuo-
protesto, perché il Codice in questa parT ri di quella di non essere obbligato a far-

(l) Cod, d* Cotoni, art. i5Q. ti) Cod. Civ. art. a»35,
(a) Cpd. di Comm. ari. t$ 8 r
(5) Cod. Ciy. art. i»5i n. 3.
\ì) 14- »rfr f
(C) Delvincourt, not tfe lapag. 97 fi, I,
1

PARTE PRIMA 95
constare della provvisione. La legge vuo- 319. „ Il termine è di otto mesi per la
le, che il trattario che ricusò di accettare, „ cambiale tratta dalle scale del levante,
essendovi più concorrenti, sia preferito a „ e dalle coste settentrionali dell'Affrica
tutti gli altri, ma deve intendersi, qua- „ sulle possessioni Europee della Francia,
lora voglia puramente e semplicemente „ e reciprocamente dal continente e dalle
adempire il mandato del traente, perchè se „ isole dell'Europa sopra gli stabilimenti
si offre in favor di im girante, potrà pre- „ francesi alle scale del levante, ed alle
tendere la preferenza a liberazioni egua- „ coste settentrionali dell'Aurica. Il ter-
li,ma se concorre un altro che liberi un „ mine è di un anno per le cambiali tratte
maggior numero di obbligati, il trattario „ dalle coste occidentali dell'Affrica fino
dovrà cedere a questo, perchè vi sarebbe „ al capo di Buona Speranza inclusiva-
contradizkme al principio.che chi li Itera „ mente. Egli è pure di un anno per le
un maggior numero di obbligati, dev'es- „ cambiali tratte dal continente, e dalle
sere preferito. Sarà dunque per questo „ isole dell’Indie Occidentali sopra le pos-
principio, già sopra accennato, preferito „ sessioni Europee della Francia, cviccn-
a tutti colui che si presenti a pagar pel „ devolmente dal continente, e dalle Isole
traente, poi quello che concorre per il „ dell’Europa sulle possessioni francesi, o
primo girante, indi quello che offre pa- „ stabilimenti francesi alle coste occiden-
gamento per il secondo girante, e cosi „ tali dell'Aurica, al continente ed all’ I-
318.
successivamente. „ sole delle Indie occidentali. I termini
„ sovr’accennati di otto mesi, di un anno,
S XI. „ e di due anni vengono duplicali in tem-
„ po di guerra marittima. „
Dei diritti e dei doveri del presentante. 320. È dunque evidente che se il pos-
sessore di una lettera di cambio non la
Il Codice ha stabilito un termine presenta entro il termine dalla leggesta-

entro del quale il possessore della lettera bilito, perde


regresso contro i suoi mal-
il

di cambiodebba dimandarne il pagamen- levadori, in caso di non pagamento. S’e-


to, o l'accettazione, e questo è più o meno gli vuol esercitare questo regresso contro
lungo secondo la distanza del luogo da iltraente e i giranti, deve esigere il pa-
cui è tratta, a quello ove dev'essere estin- gamento della lettera nel giorno della
ta. Abbiam già detto che il traente, i gi- scadenza, e se è negato, far che risulti al-
ranti, e quant'altri sottoscrissero la lettera l'indomani il rifiuto da un atto che chia-
sono obbligati in solidum pel pagamento masi protesto per mancanza di pagamen-
della medesima, e se dipendesse dalla vo- to (1). Se questo giorno, è giorno di feria
lontà del possessore il presentarla anche legale, il protesto si fa nel di che segue.
dopo un lungo spazio di tempo, siccome Ciò s’intende per le lettere pagabili ove
gli sarebbe lecito differire anche per più il Codice è in vigore, perche se devono

anni, cosi per più anni in sospeso e viva pagarsi in paese straniero, egli è chiaro
rimarrebbe, con loro pregiudizio e peri- che fa duo[>o uniformarsi, quanto al pro-
colo, la loro obbligazione, il che ripugna testo, alla legge o alla consuetudine che
all' equità. Ecco dunque ciò che è pre- ha forza in quello.
scritto. „ Il possessore di una cambiale 321. La ragione per cui tanta solleci-
„ tratta dal continente, o dalle Isole del- tudine si richiede nel presentante per esi-
„ l'Europa, e pagabile nelle possessioni gere alla scadenza, senza ritardo, il paga-
„ Europee della Francia cosi a vista co- mento della cambiale, efame seguire il
„ me a uno o più giorni, o mesi, o usi di protesto, nasce dacché egli non gode sol-
„ vista, deve domandarne il pagamento tanto dei diritti di creditore, ma è sog-
„ o l'accettazione nel corso di sei mesi getto ai doveri del mandatario di cui fa
„ dalla sua data sotto pena di perdere il le veci.E principio di diritto comune che
„ suo regresso verso i giranti, ed anche ss Dùlus est quii nnlit persegui gvnd per-
„ verso il traente se quest'ultimo ha fatto segui potest , aut si quii non exe gerii gitoti
„ provvisione. „ erigere potest ( 2 ), e siccome i negozianti,

(i) Cod. di Comm. art. 1 6 , t6i. (a) L. dolus 44 ff. mandati rei contea.
n DIRITTO COMMERCIALE
dice Casaregi, oggi sono solvibili, e do- to, il protesto dev' esser fatto all' ultimo
mani nò; cosi molto maggior diligenza domicilio del defunto.
.negli affari mercantili è necessaria che 324. Si domanda se, dichiarato il fal-
negli altri, specialmente se si tratta di limento del trattario, e divenuto pubblico
cambi (1); perciò il presentante che o e notorio prima della scadenza della cam-
concede dilazione all’accettante o è ne- biale, il presentante debba tuttavia farne
gligente nel chiedere il pagamento, pren- eseguire il protesto? Lo scopo di quest'at-
de egli sopra di se ogni pericolo, e soffre to non è che quello d’ informare il traente
il danno (2). e i giranti che fu negato il pagamen-
322. La legge vuole il protesto con tal to: essendo pubblico e notorio il fallimen-
rigore che il presentante non può dispen- to del trattario, il traente e i giranti saia-
sarsene, benché abbia già protestato per no che la lettera non sarà pagata; è dun-
mancanza di accettazione, o sia morto o que superfluo il protesto. Sebbene questa
fallilo il trattario (3). Se è morto, sembra conseguenza sembri legittima; pure Po-
che il protesto debba farsi al domicilio thicr seguendo il parere di Savary decide
del defunto, e intimato agli eredi, o rap- che il protesto è indispensabile, e che il
presentanti di N
N. nel sua domicilio ec. proprietario della cambiale, omettendo
Lo stesso dicasi nel caso, in cui gli eredi questo, e la denuncia del medesimo, per-
fossero ignoti. In somma, il protesto non derebbe i suoi diritti di guarentia, per-
può essere supplito con alcun altr'atto chè alle formalità stabilite dalle leggi per
fuori dell'atto di protesta di cui abbiamo dare ad alcuno cognizione di qualche
parlato sopra, nel caso in cui la lettera fatto, non si supplisce coll’ equivalen-
di cambio siasi smarrita. Accade talvolta te ;
perchè per quanto il fallimento
,

che il trattario ricusa di accettare perchè del trattario sia pubblico, non è impossi-
il traente non è stato sollecito a sommi- bile che il traente ei giranti lo ignorino;
nistrargli denaro pel pagamento, ed
il e perchè non vedendo il protesto, hanno
avendolo poi, prima della scadenza, rice- potuto immaginare che il proprietario
vuto, paga, e siccome gli obbligati in so- della cambiale abbia trovato qualche mez-
lution verso il presentante, e colui che zo per farsela pagare (6).
dopo l’ accettazione negata, essendosi di- 325. Si domanda, se una lettera di cam-
mandata cauzione, si costituì mallevado- bio possa negoziarsi dopo il fallimento
re, non sono tenuti al rimborso finché, dell’ accettante, e si risponde afferma-
scaduta la lettera, non risulta il negato tivamente, perchè si considera come sca-
pagamento; cosi convien sempre che il duta rispetto all’accettante; ma non ri-
presentante domandi il pagamento alla spetto al traente e ai giranti, i quali sono
scadenza, per potere, in caso di rifiuto, tenuti soltanto, quando ne siano richie-
esercitar le azioni che gli competono (4), sti, a dar cauzione pel pagamento alla

323, Può accadere che essendo morto scadenza (7). Quando però colui che ha
il trattario prima che la lettera sia sca- negoziato la lettera era informato, o do-
duta, gli eredi oppongano al presentante veva essere informato del fallimento, egli
esser eglino ancora entro il termine loro si riputava obbligato a cautelarne il pa-
concesso dalle leggi a deliberare di ac- gamento per cinque anni, ancorché non
cettare o ripudiare l’eredità, ed essendo vi fosse nè protesto, nè denuncia (8), e
incerti ancora, adducano questo motivo Delvincourt crede che oggidì lo stesso po-
per sospenderne il pagamento; ma que- trebbe decidersi (9) in forza degli articoli
sta opposizione deve riguardarsi come un 1266 del Codice Civile, e 365, e 366 del
vero rifiuto, e il protesto si rende indi- -Codice di Commercio.
spensabile (5). Similmente se il trattario 326. Il protesto abilita il presentante
non ha lasciato eredi nel luogo ove è mor- ad esercitare le azioni che gli competo-

1.

{) Casareg. disc. 54 n. 18, 30. (6) Savary Parere 45, Potbier n. 14 7. .

(u) L. per ic ulum Uff. si certum pel, (7) Cod. di Comm. ari. 448. r ,

(J) Cod. (li Comm. art. i63. , (8) Savary, Parere 69.
(4) V, Delvincourt not. de la pag. 99, (9)
Delvincourt, not. de la pag. 98,11, 5,
(5) Potbicr «1 *4#.

.gie
PARTE PRIMA 97
do, o separatamente contro il traente e dizio, ingrado di ricorrere contrai giran-
ciascun dei giranti, o contro i giranti e ti che hanno preceduto, ed egli non può
lo
il traente insieme, e fornisce il medesimo esercitare questo ricorso se non che facen-
diritto a ciascun dei giranti posteriori do notificare il protesto, nè può farlo no-
contro gli anteriorì,e contro il traente (1). tificare se non è a lui medesimo notifica-
A libiamo veduto che i giranti e il traente to. Osserva poi Delvincourt (3) la diffe-
rimangono solidalmente obbligati tino renza fra il protesto, e la citazione di cui
all'estinzione della cambiale, senza gode- si tratta,perchè la citazione non può es-
re del benefizio della divisione. Pertanto ser data che alla richiesta del proprieta-
ogni qualvolta la lettera di cambio ritor- rio della lettera, e il protesto può esser
na protestata, si fa luogo al regresso con- non pro-
fatto alla richiesta del portatore,
tro tutti coloro che la sottoscrissero, e il prietario, ma semplice adietto, come di-
proprietario della cambiale protestata può cono, al pagamento, per cui la girata non
tutti chiamarli innanzi al medesimo Tri- vale che come procura.
bunale, in un solo processo, per esser tutti 329. Per la considerazione che le ob-
con una sola sentenza condannati a ren- bligazioni de'negozianti non devono ri-
derlo indenne. manere per lungo tempo sospese, il Codi-
327. Si è fatta la questione, se il pos- ce di Commercio ha fissato, secondo la
sessore di una cambiale, di cui siano fal- distanza de’luoghi, alcuni termini fatali,
liti il traente, il trattario, e i giranti possa entro di cui vuol che s' introduca il giu-
concorrere ai riparti di tutti questi obbli- dizio, e sono i seguenti.
gati, ed è stalo deciso che può farsi col- 330. Se la lettera di cambio dovea pa-
locare nella distribuzione dei beni di cia- garsi nel territorio continentale di Fran-
scun di loro per l'intera somma di cui è cia in Europa, la citazione deve eseguir-
creditore, ma tosto che avrà ricevuto un si entro il termine di quindici giorni che

riparto sulla totalità del credito sul pa- si computano dal giorno del protesto, quel-

trimonio di uno degli obbligati, non po- lo non compreso ; se il reo convenuto è
trà ricevere il riparto sopra il patrimonio domiciliato alla distanza di cinque mi-
di un altro obbligato se non che per quella riametri (dicci leghe) dal luogo ove la let-
somma di cui rimane allo scoperto, e per tera di cambio doveva pagarsi, e se di-
ottenere il benefizio di concorrere a tutti mora a una distanza maggiore, questo
i patrimonii delle persone obbligate alla termine è accresciuto di un giorno per
soddisfazione della stessa cambiale, è ne- due miriametri c mezzo, oltre i cinque.
cessario che nel ricevere il primo, e i suc- 331. Se la lettera di cambio tratta dal-
cessivi riparti, dichiari di volersi riserva- la Francia, dovea pagarsi fuori del terri-
re tutte c singole le sue ragioni contro gli torio Francese continentale in Europa.il
altri obbligati, perche il debito di uno es- traente e i giranti che risiedono in Fran-
sendo quello di lutti, ricevendo il posses- cia devono essere convenuti entro i ter-
sore della lettera il saldo della medesima mini seguenti, cioè: di due mesi per le
da uno dei debitori, verrebbe senza que- lettere da pagarsi in Corsica, nell’isola
sta cautela a liberar tutti gli altri (2). dell’Elba e di Capraja, in Inghilterra c
328. Il possessore della lettera di cam- negli stati limitrofi della Francia. Di
bio protestata esercita il suo regresso con- quattro mesi per le lettere da pagarsi ne-
tro quello o quelli che vuol chiamare in gli altri stati d’Europa. Di sei mesi per
guarcntia facendo loro notificare il pro- quelle ch'crano da pagarsi alle scale del
testo; e non ottenendo il rimborso, facen- Levante e sulle coste settentrionali del-
doli citare a comparire in giudizio, e l’uno l'Affrica. Di un anno per quelle che do-
e l'altro di questi due atti sembra assolu- vevano pagarsi alle coste occidentali del-
tamente necessario nè la denunzia del
;
compreso il Capo di Buo-
l’Affrica fino e
protesto può esser supplita dalla citazio- na speranza.e nelle Indie Occidentali; e di
ne, perchè lo scopo della denunzia è di due anni per quelle ch'crano da pagarsi
mettere il girante che è convenuto in giu- nelle Indie Orientali. Questi termini de-

(i) Cod. di Comm. art. 164. (3) Delvincourt qof, de la pag. 100 n- 4.
(a) Balilasseroni, par/. 3 ar(, 1 3 0. 7 e rfg.
13
98 DIRITTO COMMERCIALE
vono essere osservati nelle medesime pro- tivamente al giudizio da promoversi do-
porzioni pel regresso contro i traenti e i po che una lettera di cambio è stata pro-
giranti che risiedono nelle possessioni testata per mancanza di pagamento ,
Francesi situate fuori dell’Europa. I ter- passeremo a svilupparle mostrandole vi-
mini di sei mesi, di un anno, e di due cendevoli azioni ed eccezioni del porta-
anni, sono raddoppiati in tempo di guer- tore, e dei coobbligati a guarentirlo.
ra marittima (1). 337. Abbiam già dettò che il portatore
332. Se il portatore della lettera eser- della lettera di cambio protestata, deve,
cita il suo regresso nel medesimo tempo nel termine dalla legge prescritto, notifi-
contro il traente e i giranti, gode rispetto care il protesto, e questa notificazione che
» ciascun di loro, del termine sopra sta- deve contenerne la copia, non può esser
bilito. fatta legalmente che per atto giudiziario:
333. Ciascuno dei giranti ha diritto di eppure i negozianti sogliono confidenzial-
il medesimo regresso o indivi-
esercitare mente spedirla per mezzo della posta. Per-
dualmente o collettivamente nel medesi- ciò non sarà inutile avvertirli che se il
mo termine. Il termine rispetto a loro, debitore di mala fede negherà di averla
corre dall'indomani della citazione in ricevuta, lasciando spirare il termine il
giudizio. portatore sarà vittima della sua fidanza,
334. Spirati che siano termini soprai e per quanto possa convincerlo di aver
indicati per la presentazione della cam- avute e ritenute le carte inviategli, nul-
biale a vista, ovvero ad uno o piò giorni, ladimeno i suoi diritti contro gli altri
0 mesi, o usi di vista, per il protesto in coobligati saranno perduti. Si costuma
mancanza di pagamento, e per promo- altresì quando non si conosce direttamen-
vere l’azione in guarentia, il possessore te chi è tenuto al rimborso, o se ne diffi-
dalla cambiale perde ogni diritto contro da, di unir la cambiale protestata e il
1 giranti. I giranti, spirati i termini so- protesto alla rivalsa, e d' incaricare il
pra descritti, perdono similmente ogni prenditore di questa rivalsa di presentar
azione in guarentia, per quanto spetta a tutto insieme, e di far notificare il pro-
ciascuno di essi, verso i loro cedenti. testo, se il debitore non si presta di buon
335. 11 possessore, c i giranti perdono grado al rimborso ; ma in tal caso si ri-
egualmente loro diritti, rispetto al traen-
i chiede sollecitudine, affinchè se il ce-
te medesimo, se questi prova che vi era dente crede di aver eccezioni che lo sot-
provvisione
336. alla scadenza della cambiale. traggano alfobbligo di pagare, e riman-
Il possessore, in tal caso, non conserva da i titoli, il termine fatale frattanto non

l'azione fuorché verso il trattario. Nuila- si consumi, e manchi il tempo per ispe-
dimcno gli effetti della perdita di diritto dirli nuovamente colla notificazione for-
cessano in qualunque caso in favore del male. e la citazione (4).
portatore contro il traente, o contro quel- 338. V’è pur chi crede che il portatore
lo fra i giranti che ha ricevuto per mezzo non possa stravolgere l’ordine senza per-
di conto, compensazione, o altrimenti, i dere i suoi diritti contro quelli che lascia
fondi destinati al pagamento della cam- dietro, e che rivolgendosi contro il traen-
biale (21. te s' intendano da lui liberati i giranti,
Indipendentemente dalle forma- 0 gl’ inferiori per essersi rivolto contro i
lità prescritte per intentare l’azione in rimi è però questo un errore che non
:

guarentia. il possessore d' una cambiale a fondamento, perchè il portatore ha la


protestata per mancanza dipagamento scelta di perseguitare piuttosto l'unoche
può, mediante permissione del giudi-
la per essere l’azione sua solidale, ed
l’altro,
ce. sequestrare, per misura conservatoria, avendo incominciato ad esercitare il suo
gli effetti mobili del traente, accettanti, ricorso contro diuno.può abbandonarlo,
e giranti (3). Dopo aver trascritte le di- e introdurlo contro di un altro. 11 prote-
sposizioni del Codice di Commercio rela- sto fatto prima della scadenza della let-

(i) Cud. di Comm. art. 65 i ,


,66. (
3 ) IJ. art. 17».
(a) Cod, di Comm. art. 167, 168, 169, (4) V. Em. Vincens toc eit. eh. 8 $ 4.
170, 171.
PARTE PRIMA 99
tera di cambio, non vale, perchè a’ ter- ge per fame constare, e di conformarsi
mini dell’art. 146 del Codice, non può poi a quanto la legge medesima ulterior-
domandarsi il pagamento anticipatamen- mente prescrive. Se il portatore è negli-
te, e fino alla scadenza non si può dir che gente, decade dai suoi diritti di guaren-
vi sia rifiuto. Al possessore della cambia- tia, ed è giustamente punito. Quand'egli

le, benché decaduto dai suoi diritti con- si rivolga contro il traente, può questi

tro il traente e giranti, rimangono salve opporgli la negligenza, ma questa ecce-


le azioni contro il trattario, perchè, come zione suppone che non sia stato egli stesso
rilevasi dall’art. 170, rispetto al trattario, contravventore al contratto facendo tro-
la lettera non è soggetta alle formalità vare dal canto suo la provvisione al luo-
prescritte rispetto ai giranti. Si può di- go indicalo. S'egli ha mancato a questo
mandare il pagamento di una lettera di suo rigoroso dovere, egli ha dato invece
cambio alla scadenza, ancorché prima non di una lettera di cambio una carta illu-
sia stata presentata all’accettazione. Colui soria, ericevendone il prezzo senza far
che paga s’ intende che abbia accettato. passare alle mani del trattario l'equiva-
Se fu accettata, l'accettante si costituì de- lente, si può dir che ha commessa una
bitore diretto del portatore per la somma vera truffa:il ritardo 0 la mancanza del

espressa nella medesima (t),e non può a protesto non ha potuto nuocergli, e la ne-
questi opporre che le eccezioni nascenti gligenza del portatore non ha potuto far-
dalla irregolarità della dimanda, e dal gli perdere una somma che non esisteva;
protesto fatto non al tempo debito, non sarebbe perciò una ingiustizia il dichia-
al luogo, o alla persona determinata dalla rarlo decaduto dai suoi diritti di regresso
legge, o dalla convenzione, e simili, ma contro di lui. Dunque, se non v’è prov-
non la mancanza del protesto (2), nè le visione, il traente non può opporre la ca-
eccezioni stabilite cogli articoli 16$ e se- ducazione, ancorché la lettera sia stata
guenti del Codice di Commercio che non, accettata, perchè l'accettazione, come ab-
10 riguardano. Se la lettera non fu accet- biamo veduto, stabilisce la prova della
tata, il portatore non agirà contro il trat- provvisione soltanto in favor dei giranti,
tario come un creditore diretto, perchè e pel traente n on fa che supporla, perciò
questi non contrasse con lui alcuna ob- se è negata, a lui spetta il provar che esi-
bligazione, ma come un cessionario, ossia steva, e non basterebbe per questa prova
un mandatario in causa propria, e il de- che il traente fosse creditor del trattario,
bitore potrà bensì opporgli tutte quelle perchè se il portatore provasse che questi
eccezioni che gli competerebbero contro alla scadenza della lettera non era tolvi-
11 creditore, ma il portatore, in forza dei bile, siriguarderebbe sempre la provvi-
diritti acquistati dal traente (3), provan- sione come non fatta (4). Dalla prova della
do che il trattario avea provvisione, ben- provvisione sono dispensati i giranti, ma
ché non abbia accettata la lettera, nulla- e da notarsi che non compete neppure a
dimeno potrà costringerlo a pagare, ed loro questo benefizio se non quando la
egli non potrà opporre che la prescrizione lettera è accettata, perchè per loro a sta-
di cinque anni, di cui parleremo in ap- bilirne la prova basta l'accettazione, ma
presso. se non è accettata, non possono opporre
339. Dal contratto di cambio nasce al portatore la caducazione, senza provare
l’obbligazione nel traente di far trovare anch’essi la provvisione, ed è colpa loro
il denaro alla scadenza nel luogo ove de- se prima di far la girala del la lettera non
v’essere pagata la lettera, e il traente si ne procurarono l’accettazione, o non eser-
famallevadore dell'esistenza di questo de- citarono in caso di rifiuto il ricorso che
naro. Nel portatore nasce ('obbligazione la legge loro accordava (5).
di presentarsi alla scadenza al luogo in- 340.11 traente non può godere del bc-
dicato, di adempire in caso di non paga- nelìzio accordalo ai giranti, neppure quan-
mento, tutte le formalità volute dalla leg- do la lettera è tratta all’ordine di lui me-

(i) Heinecc. Ehm. jur. Caini, cap. 6 li) C. C. art. 1 166.


$ 5 c 9. (4) Pardessus n. 376.
(a) Potluer n. 159. (5) Cod. Civ. art. 169.
100 DIRITTO COMMERCIALE
dcsimo, e girata a profitto di un terzo, nato dagli articoli 163 e 166 del Codice,
perchè il giro da lui fatto non serve che ma non se ne può conchiudere, come al-
a supplire all'indicazione che avrebbe do- cuni hanno erroneamente pensato, che al
vuto fare nella stessa lettera di cambio portatore, spirato, dopo il protesto, il ter-
della persona a profitto di cui è tratta, c mine a ricorrere contro il suo cedente, sia

non toglie che non debba esser egli uni- lecito poi di far citare a comparire in giu-
camente riputato come traente, e in que- dizio il traente, 0 un girante anteriore, e
sta qualità soggetto all’azione indefi- pretendere contro di lui tante quindicine
nita del portatore, qualora abbia trala- di giorni, coll'aggiunta di un giorno per
sciato di far provvisione. Ciascun girante cinque mirametri, quante ogni girante
chiamato in guarentia esercita il suo re- intermedio ne avrebbe avuto contro il gi-
gresso contro il trattario, contro il suo rante che lo precedette. I termini non pos-
cedente, contro tutti i giranti che lo han- sono accumularsi. Il portatore, per esem-
no preceduto, e contro il traente qual pio, che cita a comparire in giudizio il gi-
mallevadore, in forza dell' art. 118 del- rante che precede quello da cui egli ha
l’accettazione, e del pagamento della cam- ricevuto la lettera, non può giovarsi del
biale, e siccome per l’ esercizio di questo termine ch’egli avrebbe avuto contro il
Regresso, ogni girante è considerato come suo proprio girante, e poi, oltre di questo,
il vero portatore, egli ha le medesime azio- del termine che quest’ultimo avrebbe avu-
ni, è soggetto medesime eccezioni,
alle to contro il girante che lo ha preceduto,
e si applicano a lui le medesime regole, ma gli compete quel solo che la legge ha
perchè derivano dai medesimi principii. determinato rispetto a lui e al girante
341. Abbiamo veduto che pel girante eh’ egli chiama in giudizio.

(1), il termine a chiamare in causa il tra- 343. Suppongasi ora il caso, di cui già
ente, o igiranti anteriori, non corre che si un cenno parlando del pagamento
è fatto
dall’indomani della citazione che gli è sta- delle lettere di cambio, che o la lettera di
ta data a comparire in giudizio, e perciò cui fu domandata l’ estinzione sia falsa
uesta citazione è il fondamento della sua in origine, o che ne sia stato falsificato
imanda in guarentia, nè può introdurla alcun ordine: se il portatore è di buona
finché non sia passalo pel portatore l’ul- fede, e il trattario avvedutosi della falsi-
timo giorno del termine utile, e questa tà. 0 non l’accetta, o dopo averla accet-
regola nasce dacché, fatta la denunzia del tata ricusa di pagarla, il portatore ha il

protesto, durante questo termine, può se- suo regresso contro il suo girante, questi
guire il rimborso, e la sola citazione che contro il girante che l'ha preceduto, e suc-
può esser data separatamente, e nell’ ul- cessivamente fino all’autore della falsità.
timo giorno del termine utile, è la vera Anche una lettera falsa in origine, ma
prova che la lettera non è stata rimbor- presunta vera, può essere negoziata di buo-
sata, e che il portatore vuol perseguitare na fede. Il portatore non è tenuto che a
il girante. L’ eccezione della caducazione conoscer vera la firmadel suo cedente (2),
(de'chénnce) può essere opposta anche ai e ogni girante è mallevadore del suo girata-
minori non negozianti, e agl’ interdetti, rio, non solodel pagamento, ma della verità
in qualunque modo fossero divenuti pro- della lettera, e se questa, vera in origine, è
prietarii di una lettera di cambio, e non trasmessa per mezzo di un ordine falso, i
rimarrebbero loro salve leragioni che con- giranti posteriori fra di loro, in mancanza
tro i loro tutori, o altri loro legali ammi- di pagamento, sono obbligati al rimbor-
nistratori. so,e colui che ha ricevuto immediata-
342. Abbiamo veduto che la legge at- mente 0 la falsa lettera, 0 l’ordine falso,
tribuisce al proprietario della lettera di paga la pena della sua imprudenza, se l'au-
I cambio la facolta di esercitare le azioni tore della falsità è insolvibile.
sue collettivamente contro il traente e i 344. la ragione per cui è stabilito dal
giranti, e che, qualora voglia valersi di Codice all’art. 171 che il traente, o quel-
questo diritto, la legge gli accorda, rispet- lo fra i giranti che ha ricevuto, in conto ,
to a ciascun di loro, il termine determi- 0 per compensazione, o in altro modo, e

(i) Id. 0.378.' (1) Delv incourt not. d la png. z 88 n. 1.


,

PARTE PRIMA 101

iti qualunque tempo i fondi destinati al scritto, e di protestarla, soffrirne doves-


pagamento della lettera di cambio, non se danno il portatore 0 il traente. Il
il

possa opporre al portatore la negligenza Codice di Commercio nulla determina


che lo fa decadere da’suoi diritti, è chia- e lascia alla sagacità del Giudice la cura
ra, perché questa non gli ha cagionato d’ indagare se, nei diversi casi, tali furo-
alcun danno, ma trattandosi di un fatto no le circostanze che le eccezioni di for-
personale, non può qui applicarsi il prin- za maggiore meritino di essere accolte,
cipio della solidalità fra il traente, e i gi- per non aprir l'adito a contestazioni che
ranti verso il portatore della cambiale, e possano, contro l’indole del negoziato
l’eccezione della caducazione rimane il- cambiario, ritardarne il compimento. Nel
lesa quanto agli altri, contro dei quali il boiler della guerra tra la Francia e la Spa-
fatto di uno non può far rivivere un'azio- gna, l’ indicata quistione fu sottoposta alla
ne già tolta dalla legge. decisione del nostro Tribunale di Com-
345. Abbiamo già detto che il datar mercio, e quantunque i Tribunali di
tf arraffo è solidalmente obbligato, in Francia quasi tutti avessero giudicato in
mancanza di pagamento della lettera di favor del traente, esso invece proferì sen-
cambio, come il traente e i giranti: è tenza favorevole al portatore, e questa
dunque giusto ch’egli abbia i medesimi sentenza fu confermata dalla Corte di
mezzi di difesa, e perciò gli competono Cassazione di Parigi. Si diceva per parte
contro il portatore della lettera le mede- del portatore, che il presentante è tenuto
sime eccezioni. alle diligenze, ma se gli fu impossibile di
346. Finalmente il trattario essendo il adempire i doveri che la legge gl’ impo-
mandatario del traente, siccome è obbli- ne, i suoi vani tentativi non gli si pos-
gato a rendergli conto dell’esecuzione sono imputare a mancanza, perchè nes-
del mandato: cosi questi è pure obbligato suno è obbligato all'impossibile. Diceva-
a renderlo indenne dal pregiudizio che si per parte del traente, che questo era

gli ha cagionato, s’egli pagò senza che un caso fortuito; che la cosa perisce al
gli sia stata latta provvisione, ancorché padrone; che il presentante, venuto il
le formalità richieste dalla legge non sia- giorno della scadenza, diventa padrone
no state osservate, e abbia pagato entro del denaro che il traente aveva riposto
il termine dei cinque anni (1). nelle mani del trattario pel pagamento
347. Oltre al regresso giudiziale con- della lettera di cambio, giacché compete
tro i mallevadori della lettera, compete al presentante il diritto di esigerlo; che il

al portatore (2) il diritto di sequestrare contratto dicambio somiglia, come os-


per misura conservatoria, le cose mobili servammo, al contratto di compra e ven-
dei traenti, giranti, e accettanti, e ciò fu dita; ma se ben si considera la natura
stabilito, affinchè nella inevitabile len- della cessione cambiaria, si riconoscerà
tezza della processura, o insorgendo con- che questa è, come dicono i pratici, prò
testazioni,il portatore non perda la sicu- tolrendo , non prò soluto, e importa piut-
rezza di essere rimborsato, ma ciò non tosto un mandato che il traente dà, e
toglie che chi soffre il sequestro, non pos- il prenditore accetta, ad esigere in al-

sa contro quest'atto opporre eccezioni, e tro luogo il denaro che non cessa di
formar diroande incidenti per farlo di- appartenere al cedente; e perciò sem-
chiarar nullo, per farlo rimovere, e anche bra doversi conchiudere che sta nelle
per far condannare il sequestrante nelle mani del trattario a rischio del medesimo
spese, se vi sono legali e giusti motivi (3). cedente, dimodoché venendo per falli-
348. Vi è stata gran quistione, se una mento o per altro infortunio a mancare,
forza maggiore avendo posto il portatore il cessionario 0 presentante per potersi
della lettera nella impossibilità di presen- rivolgere contro il cedente, non ha che a

tarla entro il termine dalla legge pre- far constare delle diligenze (4). Abbiamo

fi) Pardessus Pari, i Chap. 6 Secl. a § (3) J ousse Obseiv. suri art. t a da tit. 5,
a od 7. sur T Edit de 1673.
(a) Cod. di Comm. ari. 173. (4) Card, de Lue. de cred et deb. disc.
64 n. to.
102 DIRITTO COMMERCIALE
parlato dell'ohbligo di protestare la lettera ser fatto da due Notari, 0 da un Notaro
di cambio tanto quando il trattario ricusa e due testimonii, o da un attuario e due
di accettarla, quanto quando egli ricusa lestimonii, c per semplice chirografo sa-
di farne il pagamento: ora vedremo in rebbe nullo (6). I Notari e gli attuarii so-
qual modo il protesto debba esser fatto. no tenuti, sotto pena di destituzione.dan-
ni, spese, ed interessi verso le parti, di
S xii. lasciar copia esatta de' protesti, e d' in-
scriverli per intiero,giorno per giorno, e
Del protesto. per ordine di date, sopra un registro par-
ticolare, affoglialo [paraphf] firmato, e
349. TI protesto è un atto, con cui, non tenuto secondo le forme prescritte per i

essendo accettata o pagata la lettera di repertorii. Gli originali degli atti di pro-
cambio, il possessore della medesima si testo si mandano per la posta, c questa
riserva contro il traente, e gli altri coob- disposizione è diretta a prevenire gl’ in-
bligati ogni suo diritto, per evitare ogni convenienti che nascerebbero, se si smar-
danno (1). Quest'atto induce la prova del rissero, come accade talvolta. È prescritto
rifiuto dell'accettazione, o del pagamento, in Francia che i repertorii siano visti, af-
c quella delle diligenze (2). 11 protesto per fogliati, e firmati dal Presidente, o, in sua
mancanza d'accettazione non libera il vece, da un altro giudice del Tribunale
presentante dall'obhligo del protesto di Civile del luogo ove risiede il notaro, o
non pagamento, a meno che nell’inter- l’attuario, e contengano la data, la natu-
vallo, non gli sia stalo dal traente, o da ra, e la specie dell'atto, il nome delle par-
alcuno dei giranti restituito il valore della ti, e la relazione del registro (7).
lettera di cambio. 11 protesto abilita il 350.11 protesto per mancanza d’accet-
possessore della lettera di cambio ad eser- tazione 0 di pagamento contiene la tra-
citare l'azione sua contro suoi malleva-
i scrizione letterale della lettera di cambio,
dori per conseguir la restituzione della delle girate, e delle raccomandazioni che
somma principale espressa nella medesi- vi sono indicate. Talvolta nella cambiale
ma, e insiem gl’ interessi, le spese di pro- il il trattario, cui è
traente indica, oltre
testo e di notificazione del protesto, cogli diretta, altre persone per accettarla e pa-
interessi della somma a cui ascendono garla al bisogno (8), cioè qualora il trat-
queste s|iese. È da notarsi che questi non tario ricusi, e il Codice colla parola rac-
decorrono che dal giorno della domanda comandazioni intende parlar di queste.
giudiziale, ma quelli della somma prin- 351. Il protesto contiene pure l'intima-
cipale incominciano a esser dovuti dal zione del pagamento dell' importare della
giorno del protesto (3). Qui si deroga al cambiale, ed enuncia s’era presente o as-
principio di diritto comune, che gli in- sente colui che doveva pagare, il riGuto
teressi di una somma di denaro non sono del pagamento, motivi, se ne sono ad-
i

dovuti che dal giorno della domanda (4), dotti, la firma del ricusante. 0 la sua di-
e il protesto non è una domanda; ma que- chiarazione che non vuole o non può sot-
sta eccezione è stata introdotta per favo- toscrivere (9).
rire il Commercio, e per la considerazione 352. Il protesto dev’ esser fatto al do-
che trattandosi di lettera di cambio, il micilio di colui che doveva pagacela let-
possessore avea diritto di contare sul ri- tera di cambio, 0 all'ultimo suo domici-
cevimento del suo capitale a giorno fis- lio conosciuto; al domicilio delle persone

so (5). Il protesto può esser fatto non solo indicate nella lettera di cambio per pa-
alla richiesta del proprietario della cam- garla al bisogno ; al domicilio della per-
biale, ma anche del portatore, a nome e sona che l’ha accettata per onor di tìrma,
come procuratore del proprietario. Dev’es- e tuttociò con un solo e medesimo atto.

(i) Frank. Jnst. Jur.Camb. Lib. i Seat. (5) Delvincoiirt, not. de la pag. 99 it. 9.

4 Ut. i § 3. (
6 ) Cod. di Comm. art. 173.

(j) Casareg. Il camb. islr. cap. fi § ao, 1 1. (7) Iriid. art. 176.
(1) Cod. di Comm. art. 184, i85. (8) Loi da ai Ventose an II.
C, C. art. il 53. (9) Cod. di Comm. art. 174,
(4 )
o

PARTE PRIMA 103


Quando sia fatta nna falsa indicazione di veniunt ea quae sunt morie et consuetu-
domicilio.il protesto dev’essere preceduto dini t in regione, in qua conlrahitur (6).
da un atto di perquisizione (1).
353. Non si può supplire in verun mo- S XIII.
do al protesto, fuorché nel caso preveduto 355.
daHart. 150 in cui la cambiale siasi smar- Del Ricambio.
rita (2); alcuni altri ne proponevano gli
scrittori di diritto commerciale, nei quali Abbiamo già detto che il traente
sembra inutile il protesto, come quando e i giranti sono mallevadori del paga-
il trattario è morto, o è notorio il suofal- mento della lettera di cambio, perciò se
limento, o già il traente, o i suoi coob- il trattario ricusa di farlo, sono tenuti a
bligati ebbero per mezzo di lettere la no- rendere indenne il presentante col rim-
tizia del negato pagamento, e colle loro borsarlo della somma che gli si doveva
risposte confessarono di averla avuta (3), pagare, e delle spese e danni cui va sog-
ma si è già da noi sopra osservato, che getto per cagione del pagamento negato.
anche in questi casi il protesto è indispen- Fra i danni si annovera il ricambio (7).
sabile, e il Codice tronca ogni disputa; Per saper che cos’è questo ricambio, dice
abbiamo però veduloaltresi che il traente Pothier (8), convien osservare che il pre-
non può al presentante opporre il difetto sentante può nel caso di negato paga-
di protesto allorché non vi sono nella let- mento della cambiale, dopo aver fatto il
tera di cambio altri obbligati, e il trat- suo protesto, prendere da un banchiere
tario non era creditore, perché, sicco- del luogo
) ove la lettera dovea pagarsi, una
me il fallimento del trattario non gli somma di denaro eguile a quella che
può nuocere; cosi nè pure la notizia porla la lettera non estinta, e dare a que-
del negato pagamento gli giova, e lo sto banchiere invece del denaro che riceve
stesso deve dirsi del girante, e remit- da lui, una lettera di cambio di questa
tente, che non abbia pagato il valore della somma, tratta a vista sopra colui che gli
cambiale, giacché non avendo eglino al- aveva fornita la somma, o sopra qualche
cun regresso contro il loro autore, non altra persona.
soffrono neppure dalla mancanza del pro- 359. Se per aver questo denaro dando
testo alcun danno (4). invece questa lettera, egli ha pagato a
354. La forma del protesto sopraindi- questo banchiere un diritto di cambio,
cata non è dappertutto la stessa, ma nelle perchè allora sovrabbondavano le lettere
cose essenziali va d'accordo colle consue- al denaro, questo diritto di cambio ch’e-
tudini delle altre nazioni se fosse diver- : gli ha pagato al banchiere per aver il de-
ga, avrebbe luogo la regola già da noi ac- naro di cui aveva di bisogno, è ciò che
cennata che si seguono le consuetudini chiamasi ricambio, di cui dev’essere rein-
del luogo ove la cambiale dovea pagarsi, tegrato da chi gli ha fornito la lettera di
per l’altra regola, che trattandosi di so- cui gli è stato negato il pagamento (9).
lennità e di formule d’atti, si osserva la 357. Il ricambio si fa per mezzo della
legge del luogo ove l' atto è formato. Si rivalsa 0 ritratta, e questa è la nuova let-
dica lo stesso del tempo, in cui deve de- tera di cambio di cui parla Pothier, la
nunciarsi il protesto, perchè il contratto quale può essere presa dal presentante
di cambio si repnta stipulato nel luogo della lettera protestata sopra il traente,
del pagamento per la massima di diritto sopra alcuno degl' indossanti. Per mezzo
comune: rimira risse unusquisque in loco della nuova lettera egli si rimborsa del
intelligitur, in quo ut solreret se obliga- capitale della prima, delle spese, e del
rit (5), e per quell’altra : in contraclibus nuovo cambio che paga, ossia del ricam-

(0 Id. art. 174. (5 Z. ff. de oblig. et act.

(») Id. art. iy5. (6) Pothier n. 1 55 .


(
3 'j
Cara ree. de Comm. dite. Si n. 46 et (7) Cod. di Comm. art. 177, 178.
seqq. Ilcambista instruito cap. 6 .a. 46 et (8) Pothier n. 64.
teqq (9) Heinecc. Elern. jur eamb. cap. IT
(4) Casareg. loc. eie. $ 43 ad 46.
<0* DIRITTO COMMERCIALE
bin. Questo nuovo cambio varia secondo cento per i pagamenti più prossimi, ascen-
le circostanze,ed è regolato dal corso del da a sessanta lire, cinque soldi, e dieci
cambio del luogo ove la cambiale doveva denari. Tutte queste somme unite insie-
essere pagata sopra quello da cui fu trat- me fanno lire 4080. 2. 6. della qual som-
ta, quando la rivalsa è presa sopra il traen- ma farà una lettera per il ritorno della let-
te;
ed è regolato dal corso del luogo ove tera protestata. „
la lettera doveva essere pagata sopra il 360. Il conto di ritorno esprime il no-
luogo ove è stata rimessa, o negoziala me della persona sulla quale è presa la
Hall' indossante, quando la rivalsa è presa rivalsa, e il prezzo del cambio al quale
sopra di questo (1). Questa disposizione è negoziata. La legge vuole che sia cer-
è fondata sul principio che la differenza tificato da un agente di cambio, perchè
o almeno la proporzione fra il cambio del si tratta di addossarlo e di farlo rimbor-
luogo ove si fece la tratta, e quello del sare da persone che non sono presenti, e
luogo ove doveva pagarsi avendo servito il solo mezzo d’ impedire che non aves-
di norma per la convenzione col traente, sero a sopportare un cambio ingiusto c
doveva pure servir di norma per la rival- lesivo, era quello di riferirsi al cambio
sa nel caso d'inadempimento, c siccome della piazza. Siccome però non in tutte
il girante si considera come un vero traen- le città sono stabiliti agenti di cambio;
te; così pel medesimo principio, non deve cosi per supplirvi, in questo caso, il conto
per lui considerarsi il luogo ov’ebbe ori- di ritorno dev’essere certificato da due
gine la tratta, ma il luogo della cessione commercianti (5). Non si dice però da chi
ossia della sua convenzione. debbano essere scelti; e sedotti, 0 ingan-
358. Prima delle nuove leggi, si dispu- nati, potrebbero impunemente certificare
tava, se il presentante dovesse rivalersi un corso arbitrario comunque sia, egli
;

direttamente sopra il traente, e non so- è certo che mancando i certificati d'agenti
pra il girante da cui gli fu ceduta la let- di cambio, o di commercianti, non è più
tera, per evitare il danno dei diversi ri- dovuto alcun ricambio così la legge ha
:

cambi, ma questa disputa è tolta dal Co- stabilito espressamente (6). In caso di fro-
dice di Commercio, il quale lascia al de, la parte lesa avrebbe aperta la via per
presentante l'arbitrio di prendere la sua giustificarla innanzi ai Tribunali. Potreb-
rivalsa contro chi stima. be darsi che il luogo ove si prende la ri-
359. La rivalsa è accompagnata da un valsa non fosse piazza mercantile, e per-
conto di ritorno (2). Il conto di ritorno ciò non vi si potesse determinare in verun
comprende il capitale della lettera di cam- modo il corso del cambio, ed allora tutti
bio protestata,le spese di protesto, ed al- gli autori si accordano a dire, che con-
tre spese legittime, come sarebbero, di verrebbe regolarlo secondo il corso del
commissione, di banca, senseria, bollo e cambio della piazza più vicina.
porti di lettere (3). La nuova lettera è 361. Il conto di ritorno è accompagna-
formata dal capitale della prima e da to dalla cambiale protestata, dal protesto
tutte queste spese: eccone un esempio 0 da una copia dell'atto di protrato (7).
cavato da Du-Puy (4). „ Supponiamo Abbiam detto che il portatore di una let-
dic’egli, che la lettera di cambio, prote- tera di cambio ha un’azione solidale con-
stata per mancanza di pagamento, fosse tro tutti quelli che sottoscrissero la lettera
di lire 4000 tratta da Lione e pagabile di cambio, ma egli non può prendere la
in Parigi ; che le spese del protesto siano rivalsa che sopra un di loro, perchè il Co-
una lira e dieci soldi; che la provvisione dice non permette che si facciano più conti
a un terzo per cento, sia lire 13. 6. 8; di ritorno sopra la medesima lettera, e
•che la senseria a un ottavo per cento im- non è lecito al primo, sopra cui è presa la
porti cinque lire, e che il prezzo del nuo- rivalsa, dopo averla estinta, di prenderne
vo cambio, ossia ricambio, a mezzo per un’altra sul suo mallevadore, e a questi

(i) Cod. di Comm. art. 179. (5) Cod. di Comm. art. 181.
(a) Cod. di Comm, art 180. . (6) Cod. di Comm. art. j86,
(3) li). 181. (7) Id. art. i8j.
(4) Du-Pujr Lettres de chance cap. 1
5 $ 8-
,

PARTE PRIMA 103


sopra quello che gli succede, in modo che compreso nel suo conto di ritorno non
il traente contro cui si verrà poi, paghi solamente il ricambio che paga per la
l’importare dell’ultima: il conto di ritor- nuova tratta, ma quello ancora che ha
no è unico, è il solo per tutti, ed è il pri- già pagato. Il danno dei ricambii non a-
mo conto, quello cioè che è formato se- vrebbe avuto luogo se il traente avesse
condo il corso del luogo ove la lettera do- adempita l’obbligazionc che contratta col
veva pagarsi sopra quello donde fu trat- prenditore della lettera di fargli pagar
ta questo, se la rivalsa è presa sopra uno
:
l' importare della medesima nel luogo in

degl’ indossanti, è da loro successivamen- essa indicato egli è dunque il vero au-
:

te rimborsato, e per ultimo dal traente (t): tore di questo danno, e sembra ingiusto
perciò la legge vuole che la rivalsa presa che non abbia a rifarlo interamente.
sopra uno degl’ indossanti sia accompa- 362. Il legislatore ha formato egli pu-
gnata anche da un certificato che dimo- re questo raziocinio ma gli è sembrata
;

stri il corso del cambio del luogo ove la severità soverchia quella di far sopportare
lettera di cambio dovca pagarsi, sul luo- al traente tuttii ricambii. „ tutto rigo- A
go da cui fu tratta (2). Da ciò derivache re,dice l’orator del Governo (4), si sa- .
ogni indossante sopporta il suo ricambio rebbe potuto considerar che il traente ab-
individuale senza poterlo ripetere contro bandonando alla circolazione delcommer-
il suo cedente, nè contro il traente, perchè cio una lettera a ordine, aveva dato in-
i ricambii non possono essere accumula- dubitatamente la facoltà indefinita di ne-
ti, e ciascun girante non dee sopportarne goziarla in tutti i luoghi ; che i ricambii
che un solo, come pure il traente (3). Que- non sono cagionati che dall’aver egli man-
sta disposizione lascia esposto un indos- cato non facendo i fondi alla scadenza, »
sante a pagare un conto di ritorno di una perciò far cadere sopra lui solo il peso di
somma più grave di quella che avrà di- tutti i ricambii accumulati. Ma se, tutto
ritto di esigere dal suo mallevadore. Un ben considerato, non sarebbe questa che
esempio lo dimostrerà chiaramente. Una mera giustizia, questa giustizia è sem-
lettera di cambio tratta da Genova sopra brata troppo severa, e siccome ogn’ indos-
Livorno, è girata a un negoziante di Na- sante ha realmente profittato pel suo ,

poli, e questi la spedisce a Livorno ad es- proprio interesse, della facoltà di nego-
sere estinta: non si paga, ed è protestata. ziare in tutti i luoghi per lui opportuni ;
D corso del cambio di Livorno, sopra Na- così è stato stimato che vi sarebbe mag-
poli è ad un per cento di perdita quel : gior proporzione, moderazione, ed anche
di Livorno sopra Genova è al pari. Il ne- equità in quella diversa disposizione, che
goziante di Napoli prende la sua rivalsa è conforme altronde all’uso più generale
sopra il suo cedente al ragguaglio del cor- del commercio d’Europa, come alla no-
so del cambio di Livorno, ove la lettera stra antica Ordinanza. „
doveva essere pagata, sopra Napoli ove fu 363. Rimane dunque fermo il princi-
_
ceduta, e la rivalsa è accompagnata dal pio che l'ohbligazione del traente si ri-
certificato del corso del cambio di Livor- duce a far pagare la lettera nel luogo cui
no, luogo del pagamento, sopra Genova fu destinata, e qualora ne sia negato il
luogo della tratta, uniformandosi al pre- pagamento, a rimborsarne al presentante
scritto dal Codice. Il girante paga la ri- la somma nel luogo in cui ne fece la tra-
valsa, e si rivale sopra il traente di Ge- dizione, col ricambio da quello a questo
nova, ma non può farsi rimborsare della unicamente. La tratta fu, per esempio, da
perdita del cambio dir Livorno sopra Na- Genova a Napoli, il traente deve far pa-
polida lui sofferta, perchèrispettoal traen- gare la lettera a Napoli se non si paga,
:

te il ricambio dev'essere regolato secondo egli deve rimborsare in Genova la som-


il corso del cambio di Livorno sopra Ge- ma della lettera e il solo ricambio di Na-
nova. Per rendere indenne il girante che poli sopra Genova. Se nell’ intervallo, la
pagò la rivalsa, converrebbe che fosse lettera è negoziata in diverse piazze, non

(i) Cod. di Comm. art. iSa, Begourn nella


(l) Il Consigliere di Sialo
(a) Id. art. 181. scdnU del Corpo Legislativo di Francia
(3) Id. art, i83. de' a Settembre 180-,
14
106 DIRITTO COMMERCIALE
può esserlo che per l'inleresse e al rischio lettera fosse stata protestata, il traente

di quelli che la negoziano, e il giro non sarebbe stato tenuto, verso la persona a
varia nè accresce l’obbligazione del traen- cui era stala fornita, del ricambio di Lio-
te. Suppongasi che la medesima lettera ne sopra Amsterdam, e di quello d’Am-
diretta da Tizio di Genova a Sempronio sterdam sopra Parigi, essendo questa una
di Napoli, all'ordine di Cajo di Livorno, conseguenza dell’accordo formato fra di
sia stata girata inLivorno a Mevio di Ro- loro. Lo stesso dicasi del caso in cui la
ma, e da questi a Seio di Napoli; che la facoltà di negoziare è indefinita, perchè
lettera sia protestata e che ciascuno pren- allora saranno dovuti dal traente tanti
da la sua rivalsa, la legge dice (1) che ricambii quanti sono i diversi luoghi sa
non vi sarà per tutti che un solo conto cui la lettera è stata negoziala (6). „

di ritorno, ma non un solo ricambio; di- 365. Dal citato articolo si rileva che
chiara unicamente (2) che i ricambiinon altre volte, quando il commercio di ban-
potranno accumularsi, e siccome vi do- ca era ancor nell'infanzia, il remittente
vranno essere tre ricambii; così Sejo pren- non poteva negoziare la lettera in una
# dendo la sua rivalsa, si farà rimborsare piazza terza senza ottener dal traente
da Mevio il ricambio di Napoli sopra Ro- un’autorizzazione speciale, ma oggidì
ma, Mevio il ricambio di Napoli sopra questa autorizzazione si reputa sotl’ inte-
Livorno, e Caio il suo ricambio di Napoli sa, e compete di pien diritto, nè v’ è chi
364.
sopra Genova. Tutto ciò pel principio sta- s’immagini che nella lettera, per farla
bilito che Tizio traente non è obbligato girare, vi sia bisogno di scrivere la per-
a pagare le spese dei negozianti interme- missione del suo traente. Oggidì T ecce-
dii, c per quello altre volte accennato, che zione dell’Ordinanza sarebbe regola ge-
il girante, eccettuando ciò che è disposto nerale, perchè il caso particolare dell’ec-
sulla provvisione, è un vero traente (3). cezione, è divenuto caso generale, e il
È però da notarsi che il Codice Codice per essere conforme all’Ordinanza,
in questa parte non c conforme all’Ordi- avrebbe dovuto stabilire che. siccome s’in-
nanza di Francia del 1673, per quanto i tende concessa dal traente la facoltà in-
suoi Estensori 1’ abbiano immaginato, definita di negoziare la lettera; così dev’e-
perchè l'Ordinanza decideva bensì, come gli, se non è pagata, sopportare tutti i ri-

il Codice, che il traente non dovesse sop- cambii (7).


portare che il ricambio unico del luogo 366. Omettendo le vane dispute, egli
ov'era stata fatta la tradizione della lette- è certo che le nuove leggi non permetto-
ra, e non quello degli altri luoghi ove era no che siano accumulati i ricambii e che
stata negoziata (4), ma questa regola ces- il possessore di una cambiale protestata

sava nel caso in cui dal traentefosse stata non potrà farsi rimborsar del ricambio
accordata la facoltà di negoziarla, giac- che secondo il corso del luogo ove dovea
ché dichiarava espressamente (5) „ che il pagarsi, sopra quello ove fu scritta, e se
ricambio sarebbe dovuto dal traente delle non vi è commercio ordinario, è regolato
lettere negoziate per i luoghi ove la fa- fra ledue piazze, secondo il corso del luo-
coltà di negoziare era data dalle lette- go piò vicino.
re, e per tutti gli altri , se la facoltà 367. Talvolta in questo caso, dice Del-
di negoziare era indefinita, e per tutti vincourt, piò ricambii dovranno essere
i luoghi. „ Su di ciò è tolto ogni dub- accordati al possessore di una cambiale.
bio dalla maniera con cui Jousse nello Pietroburgo, egli dice, non ha cambio re-
spiegarlo, si esprime Quindi, egli dice, golato sopra Parigi, e il cambio si fa pel
in una tratta di Parigi sopra Lione, se il mezzo di Amburgo: da ciò ne deriva che
traente dava la facoltà, per mezzo della il portatore di una lettera protestata di
lettera, o di un avviso particolare, di di- Parigi sopra Pietroburgo, può rivalersi
sporne v. gr. per Amsterdam, e questa con una lettera di Pietroburgo sopra Am-
. i

(i) Cod. diComm. art. 18». ie) Jousse, Comment. sur. rari. 6 tit. 6.
(a) Id. art. i83. pag. 143.
(3) V. Delvincourt/iof.à lapng. aSn.3. (7) V. Emile Vincens, Legislat. Com-
(4

Ordinanza del 1673 tit. 6. art. 5. mer. Liv. 8 eh. 7. § 7.
(5) Id. tit. 6 art. 6.
: PARTE PRIMA 107
burgo, e se non è pagata, rivalersi di nuo- tere di cambio, ma fa duopo ben distin-
vo con una seconda di Amburgo, sopra guere queste due specie di recapiti com-
Parigi, ed allora può per conseguenza merciali, perchè producono diversi im-
esigere due ricambii. Deve però il porta- portanti effetti. La lettera di cambio si
torc.comegiustamente osserva Du.Puy (1), reputa alto di commercio per ogni sorta
facendo tratta da Pietroburgo sopra Am- di persone, e perciò il traente, gl’ indos-

burgo, avvisarne il traente, o quello su santi, l’accettante, il dator d’ avvallo col

cui prende la rivalsa, a (Tinche provveda solo fatto di sottoscriverla si assoggettano


in Ambnrgo il denaro pel pagamento del- alla giurisdizione dei Tribunali di Com-
ia prima lettera, onde evitare il ricambio mercio, e alla esecuzione personale, an-
di Amburgo sopra Parigi. corché non esercitino la professione di
368. Cessa la regola dcU'unico ricam- commercianti, ma il biglietto a ordine
bio quando
la cambiale è stata data, e ac- non è riputato atto di commercio che ri-
dovea pagarsi ih estero ove si
cettata, c spetto a quelli che lo sottoscrissero aven-
permette di accumulare i ricambii, ben- do qualità di commercianti,
o quando è
ché sia girata in luogo ove Taccumulazio- sottoscritto per motivo di operazioni di
nc dei ricambii è proibita, per la ragione commercio, traffico, cambio, banca, o sen-
che T indossamento è un accessorio del- seria, dimodoché s’ egli è sottoscritto da
l'obhligazione principale, e si osservano, un negoziante per altari di commercio,
come già sopra si è detto, le leggi del luo- gli sono applicabili le disposizioni che
go ove nasce l’obhligazione cambiaria, e sono comuni alle lettere di cambio, e ai
ove deve avere il suo adempimento. Cosi biglietti a ordine, e se è sottoscritto da
è stato deciso dalla Corte Imperiale di persona che non sia negoziante, e non
Genova nella Causa De-Lucchi, Fossati, abbia per causa un fatto riguardato come
e Polleri, li 18 Agosto 1811. atto di commercio, rientra nella classe
369. L’interesse del capitale della cam- delle semplici promesse, ed è regolato
biale protestata per mancanza di paga- dalle leggi puramente civili; quindi ne
mento è dovuto dal giorno del protesto. viene che in questo caso, non è soggetto
L’ interesse delle spese di protesto, ricam- che alla preserizionc di treni’ anni; che
bio e altre spese legittime, non è dovuto T indossamento non ne trasferisce la pro-
che dal giorno della domanda in giudi- prietà; che gl' interessi non ne corrono
zio (
2). che dal giorno della domanda cc.
371. Si maschera non di rado il sem-
S XIV. plice mutuo colla forma della lettera di
cambio, e il creditore non negoziante che
Dei Biglietti a ordine, ossia Pagherò. ha imprestato denaro per oggetti estranei
al commercio, cerca in tal guisa di vin-
370. La rimessa da un luogo ad un al- colare il suo debitore colla minaccia del-
tro costituisce l’essenza del contratto di l’esecuzione personale, di cui la legge
cambio, di cui la lettera di cambio è l'e- riserva il rigore alle obbligazioni mer-
secuzione per mezzo della lettera di cam-
: cantili, ma Codice di Commercio di-
il

bio si sborsa una somma di denaro, o se chiara all'articolo


1 12 che la lettera di
ne consegna il valore in un luogo per cambio simulata non avrà forza che co-
riceverlo in un altro : per mezzo del bi- me semplice promessa, e qui cade in ac-
glietto a ordine o pagherò, chi lo sotto- concio di aggiungere qualche cosa a ciò
scrive si obbliga a pagare egli stesso, do- che abbiam detto parlando di questa di-
po un dato tempo, una somma di dena- sposizione.
ro, ad un altro da cui confessa di averla 372. La lettera di cambio simulata,
ricevuta, o di averne avuto il valore, o fra negozianti, ancorché si riguardi come
alla persona cui ne avrà fatta la girata a semplice promessa nulla perde del suo
tergo del biglietto medesimo. Questa è la vigore, ma fra particolari se non le ha
principal differenza che passa fra i bi- datocausa un’operazione mercantile non
glietti a ordine, ossia pagherò, e le let- è che un debito puramente civile. Sup-

(i) Du-Puy la Serra chap. XV. (a) Cod. di Comm. art. 184 , 1 85.
103 DIRITTO COMMERCIALE
pongasi che sia stata girata, e che i gira- na che lo sottoscrive trae sopra se mede-
tariisiano di buona fede, a questi non reputavano essenzialmente
sima-, altri lo
può nuocere la simulazione. Il possessore diverso. Dicevano i primi, che nel bigliet-

di un titolo in buona forma non dere to a domicilio si trova la rimessa di luo-

perdere i privilegii che ha creduto di a- go a luogo che costituisce T essenza del


cquistare. Sarà bensì lecito al debitore di contratto di cambio, e che la differenza
opporre al primo creditore o a quelli che consiste soltanto netl’andar esente dall’ac-
furono di connivenza con lui la simula- cettazione,ma che questa si fa implici-
zione che ordirono insieme per eluder la tamente, perché chi sottoscrive il bigliet-
legge, ma questa non dovrà servir d’ ar- to è quello stesso che deve pagarlo; che
me contro il portatore che non ebbe parte non è necessario che le quattro persone
nella collusione immaginata per ingan- che figurano nel negozio cambiario, v'in-
nare. Questa è regola fissata in Francia, tervengano tutte realmente, ma basta che
dopo la decisione della Corte di Cassa- vi si trovino virtualmente , e in questa
zione de’ 26 Dicembre 18U8, la quale di- guisa tutte quattro ravvisano nel bi-
si

chiarando semplice promessa una lettera glietto a domicilio; traente e T accet-


il

di cambio simulata, anche rispetto al pos- tante si riuniscono nella persona di chi
sessore che n'era giratario, soltanto per- lo sottoscrive, e il prenditore e il presen-
chè, sebben terzo portatore, nulladimeno tante in quella di chi ne paga il prezzo o
era stato partecipe della frode, in tal gui- valuta. Dicevano i secondi che non v'è
sa venne a decidere in favore del posses- lettera di cambio se non v’ è un debitore
sore di buona fede (i). diverso dal traente, il quale non è tenuto
373. Il biglietto di cambio è andato in se non quando questo debitore indicato
disuso, e il Codice non ne parla. Conte- da Ini, non paga, e nel biglietto a domi-
neva questo una obbligazione, che dopo cilionon v'è che un solo debitore il quale
la convenzione di cambio una delle parti deve pagare egli solo, e che non si può
faceva all’ altra, quando o il prenditore ri- riunire in una sola persona il traente e
cevendo la cambiale si riserba un termi- Faccettante, perchè la legge non ricono-
ne a pagarne il valore, o il traente riceven- sce come lettere di cambio se non quelle,
done anticipatamente il valore promet- in cui una persona fa tratta sopra di un
teva di consegnare la lettera dopo un da- altra, ed esclude cosi la somiglianza dei
to tempo. V era reciprocità di biglietto biglietti a domicilio colle lettere di cam-
uando era egualmente convenuta una bio (3). Ma
Emilio Vincens pretende sta-
ilazione per la consegna della lettera e bilita l’opinione deiprimi dalla Corte di
pel pagamento del prezzo. Cassazione di Francia colla decisione del
374. Il Codice non fa menzione nep- 1 Maggio 1809 (4). Dice bensì eh’ essa
pure del biglietto a domicilio, di quello aveva deciso che i biglietti a domicilio
cioè che un negoziante sottoscrive nel luo- non potevano paragonarsi alla lettera di
go ove abita, e promette di pagare la som- cambio in modo che dal protesto ritarda-
ma convenuta in un altro; un negozian- to si deducessero le medesime caducazio-
te Genovese, per esempio, sottoscrive in ni, ma che sembrava non intendesse con
Genova la promessa di pagare una som- questo che di rigettare la pretensione di
ma a Livorno, Pothier lo difinisce un bi- far dipendere la guarentia del sottoscrit-
glietto, per cui mi obbligo di pagare a tore dall’esistenza de’suoi fondi al domi-
voi, o a chi avrà l’ordine vostro, una data cilio indicato. Non v’ha dubbio, soggiun-
somma in un dato luogo per mezzo del ge egli, che il traente deve rimanere ob-
mio corrispondente, invece di quella, o bligato qualunque cosa accaduta sia della
della valuta che ho ricevuto da voi, o provvisione ch’egli ha potuto fare al do-
che devo ricevere (2). Alcuni hanno ri- micilio. Evvi pure una decisione che ha
guardato il biglietto a domicilio come dichiarato nullo il protesto fatto nel me-
ima vera lettera di cambio che la perso- desimo giorno della scadenza all’ abita-

fi) Collect. de Sirey n. 9 pari. 1 181.' li) Pothier n. zìi.


V. F.m. Vincen* Legisl. comm. lire. 8 ehap. (3) Pothier n. 464, 465.

li $ 3. (4) Sirey 9, i, 174.


PARTE PRIMA 109
sione del debitore, e non al domicilio in- e perchè moltiplicando gli esemplari, si
dicato ove dichiarò di aver fatto i fon- darebbe diritto a diversi portatori di esi-
di (1). Del biglietto a domicilio non si fa gere più volle il medesimo debito. Cosi
menzione nel Codice, ma fra negozianti sembra che debba intendersi l’ articolo
c tuttora in uso. Non si parla neppure del 187 del Codice di Commercio (4).
biglietto al portatore, ma pur si riguarda 377. Benché la legge non accordi al-
come negoziabile , e si presume eh' egli cun privilegio ai mandati, e alle lettere
appartenga al detentore finché non con- di credito; pure essendo molto in uso fra
sti che fu da lui semplicemente ritrova- negozianti, non sarà inutile farne parola.
to, o che lo rubò (2). Il mandato è un biglietto con cui una

375 II biglietto a ordine è il solo che persona invita un' altra a pagare a una
sia nominato dal Codice di Commercio, terza una data somma: egli e concepito
il quale dichiara applicabili a questo tut- nellaforma della lettera di cambio, e sa-
te le sue disposizioni relative alla lettera rebbe una vera lettera di cambio, se tut-
di cambio in ciò che concerne la scaden- te le condizioni volute dall’art. 110 del
za, l’indossamcnto, la solidalità, ['avvolto, Codice di Commercio, vi fossero adempi-
il pagamento, il pagamento per onor di te. Se quello cui è diretto il mandato,

firma, i doveri e i diritti del portatore, il non è debitore, può ricusar d’ accettarlo,
ricambio cogl’interessi. Il biglietto a or- ma se lo accetta, è obbligato a pagarlo-,
376.
dine deve aver la data, esprimere la som- chiunque sottoscrive un atto, da cui ri-
ma da pagarsi, il nome di quello all' or- sulta una sua obbligazione, è tenuto all’a-
dine di cui è sottoscritto, l'epoca del pa- dempimento, salvo il caso di errore so-
gamento, e la valuta fornita in denaro, o stanziale o di dolo. Se quello cui è diret-
in mercanzia, in conto, o in altro mo- to il mandato, è debitore, non può ricu-
do (3). sarne il pagamento, perchè l’ordine di
Facendo il confronto fra le lette- pagare a colui che presenta il mandato
ra di cambio e il biglietto a ordine, è da fa si che quest’ ultimo sia posto in luogo
osservarsi che il sottoscrittore dell’ uno, munito di tutte le fa-
del creditore, e sia
tiene luogo nel medesimo tempo di traen- coltà necessarie per esercitare le azioni
te e accettante dell’ altra, perciò, attesa che competerebbero al creditore medesi-
la riunione di queste due qualità nel bi- mo; ma l’accettazione del mandato cui
glietto a ordine, non sono applicabi- uò essere costretto se la som ma indicata
li regole sull’accettazione, sul prote-
le esigibile, non induce gli effetti dell’ ac-
sto per mancanza d’accettazione, e sulla cettazione della lettera di cambio, e non
provvisione, e di fatti il Codice non le impedisce i sequestri, 0 le opposizioni dei
dichiara comuni ai biglietti a ordine; ma creditori del mandante, come nel caso
da questa esclusione deriva altresì la con- della lettera dicambio, in cui consegnata
seguenza che il protesto facendosi al do- dal traente la lettera a quello all’ordine
micilio
(3) del sottoscrittore, non è necessa- di cui fu scritta, i creditori del traente
ria poi alcuna notizia, e che non v’è ter- non possono sequestrare la somma che
mine fatale per convenirlo in giudizio. l’ accettante si è obbligato di pagar pel
11 ricambio non può darsi che fra gfin- traente.
dossanti, allorché il biglietto è stalo gi- 378. A qualunque 0 di paga-
titolo,
rato da una piazza in un’ altra, e nel ca- mento o d’ imprestito diasi un mandato,
so in cui fosse smarrito, il creditore non chi lo riceve è un mandatario, e si forma
può esigerne, come della lettera di cam- fra quello che lo dà, e quello al quale de^
bio,un altro esemplare, perchè al bigliet- ve pagarsi, un contratto, per cui questi
toquando è sottoscritto, nulla più man- siobbliga a fare ciò che farebbe lo stesso
ca, e la firma equivale all' accettazione, creditore (5); non può dunque dispensar-

(i) Corte di Cassazione di Francia, de- (3) Cod. di Comm. art. 187, 188.
risione del 3i Luglio 1817 S. 18, t, (4) Emile Vinceus toc. cit.
§ 7.
*99- (5) Merlin Quest, de droit. V. Protet.
V. Emi le Vincens, Legiti. comm. live pag. 3-ja.
8 chap. 1
1 $ 5, 6.
HO DIRITTO COMMERCIALE
si dalle opportune diligenze per essere dicalo da chi se la procura, e gli dà I’in—
pagato. Da ciò ne segue che se la perso- carico di pagare alla persona che gli no-
na cui era diretto il mandato, ed era de- mina, il denaro che Ono
gii richiederà,
bitrice del mandanle.odeiiositaria de'suoi alla concorrenza della somma determina-
capitali, diventa non solvente nel tempo ta. Qualche volta un viaggiatore ottiene
in cui dal portatore del mandato gli si che questa lettera, a guisa di circolare,
doveva richiedere il pagamento, e questi sia diretta a corrispondenti di città di-
tacque, il suo silenzio lo assoggetta al ri- verse: allora egli riceve a suo beneplaci-
facimento dei danni e interessi, e secon- to. proporzionatamente, la porzione della
do le circostanze, può essere condannato somma che gli occorre ad ogni fermata,
a rifarlo. Se però la persona cui fu diret- finché il suo credito rimanga estinto.
to il mandato, è solvente, il portatore tra- 380. Per lo più le lettere di credito non
scurando di presentarsi al giorno indica- sono pagabili che alla persona per cui so-
to, non perde perciò i suoi diritti, e s’egli no scritte, e possono bensì rimettersi a
ebbe il mandato in pagamento, finché una persona per accreditarne un’altra, ma
non ha ricevuto la somma, può sempre per se medesime non sono titoli negozia-
il suo debitore, perchè
rivolgersi contro bili. Il possessore di una lettera di credi-
il mandato non ha rinunziato
accettando to è in libertà di farne 0 non farne uso,
nè fatta novazione (1). Se
ai suoi diritti, e se la persona cui fu diretta, ricusa di
presentòmandato, e gli fu negato il pa-
il accettarla, non può costringervela, e non
gamento, non ha facoltà di convenire in è obbligato a far constar del rifiuto. Il
giudizio, qual mallevadore, il mandante, banchiere che la consegna percepisce un
perchè un mandato non godedei privile- diritto di commissione, c un altro a loro
gi! di una lettera di cambio, o di un bi- profitto ne ritengono i corrispondenti in
glietto a ordine. proporzione del denaro che sborsano (2).
^ Ora diremo qualche cosa delie let-
tere di credito, o credenziali, che hanno : S XV.
smolta analogìa coi mandati.
, 379. Il viaggiatore ha bisogno di de- Del modo con cui le obbligazioni del
naro, ma non sa precisamente quanto do- contratto di cambio ti estinguono.
vrà spendere, e in qual giorno, o se più
presto o piò tardi, e desidera di poterlo 381. Le obbligazioni del contratto di
aver pronto quando gli occorre, alla pri- cambio si estinguono: 1. col pagamento,
ma richiesta a misura che gli è necessa- 2. colla novazione, 3. colla remissione del
rio, non anticipato, nè ritardato. Talvol- debito, 4. colla compensazione, 5. colla
ta un negoziante intraprende un afTare confusione, 6. colla prescrizione. Abbia-
d’esito incerto, per cui gli è necessario in mo parlato del pagamento: parleremo in
un dato luogo un rapitale quando l'affa- breve degli altri modi.
re gli riesca, e gli è inutile se rimane de- 382. I,a novazione è la trasfusione di
lusi) nelle sue speranze : in questi casi la una obbligazione in un’altra mediante
lettera dicambio non è totalmente op- l'estinzione della prima (3). I Romani di-
portuna, perchè in essa evvi un termine videvano la novazione in necessaria, e vo-
ad esigerne il pagamento, che non si può lontaria: la prima nasceva dalla conte-
far piò breve, nè lasciar correre senza ri- stazione della lite, e la seconda dal con-
schio, e il possessore della medesima de- senso delle parti che avessero inteso di
ve esigere la somma intera, benché non estinguere la precedente obbligazione per
abbia bisogno che di una porzione, o non sostituirne una nuova (4). Se si cangiava
abbia occasione di valersene che a poco la persona del debitore dicevasi con dele-
a poco, e si preferisce la lettera di credito, gazione (5); se ferme stanti le medesime
la quale è una lettera che un banchiere persone, si mutava soltanto del il titolo

dirige al suo corrispondente del luogo in- primo debitore, si diceva senza delega-

(i) Pothier ». 119. Heiaeoc. Elem. jur. (3) Ulpian. de noaat.


I. 1 jff.

Cit/nb. (4) L. omnes zff.de noaat.


(a) V. Yiucens tirr. 9 c/iap 1. L. delegatio 1
1 Jff.
eod .
PARTE PRIMA Ili

Storte (I). Sarebbe qui fuori di proposito 383. Prima di Giustiniano ogni ab-
il parlare della novazione necessaria, e benchè piccola alterazione del debito pre-
non farò che accennare i principii che ri- cedente bastava perchè i Giureconsulti
guardano la novazione volontaria. Que- rispondessero per la novazione, La /. alt.
sta può farsi in tre maniere, cioè: 1. Quan- Cod. de nomi corresse essenzialmente
. ,

do ferme stanti le originarie persone del questo punto di Giurisprudenza, e volle


debitore e del creditore, si estingue un che la novazione mai non s’intendesse
debito precedente, e se ne sostituisce uno seguita se inon avessero spe-
contraenti
nuovo. 2. Quando un nuovo debitore che cialmente abolita la prima obbligazione,
i Romani chiamavano espromissore, vie- esprimendo che volevano preferirle la se-
ne sostituito al primo, che resta liberato conda.! dottori successivi rilleltendo, che
anche senza saperlo. 3. Quando al primo alterati i requisiti sostanziali di un con-
creditore che s‘ intende saldato, ne viene tratto, doveva questo necessariamente
sostituito uno nuovo a caricodel medesi- cangiarsi in un altro, ammisero la nova-
mo debitore (2). zione, anche indipendentemente dall'e-
383. Questa terza specie di novazione spressa volontà delle parti, tutte le volte
è ben diversa dalla cessione di un credi- che la seconda obbligazione si fosse tro-
to. Colla cessione non si altera la perso- vata incompatibile colla prima. Il Codice
na del creditore, presso cui sempre re- Civile lascia al prudente arbitrio del Giu-
stano le azioni dirette, in conseguenza di dice decidere se dal complesso delle
il

chc.lungi da ogni novazione estintiva del circostanze risulti 0 no chiaramente la


primo debito e suoi accessori!, il cessio- volontà di novare (7).
nario non si reputa un nuovo creditore, 386. Quanto ahbiam detto della nova-
ma solo in lui si ravvisa il carattere di zione si applica al credito di una lettera
procuratore in rem propriom autorizza- di cambio, come a tutti gli altri, e se il

to ad esigere in nome del creditore (sub- portatore della lettera, invece di eserci-
itene per proprio conto il credito a lui ce- tare il suo ricorso, 0 valersi del suo dirit-
duto); con questa novazione al contrario to, si è contentato di una nuova obbliga-
il debitore resta pienamente liberato in zione sottoscritta dall’ accettante, sussis-
faccia al primo creditore, e suscita un tendo questa, svanisce quella che risulta-
muovo debito in favore del secondo. La va della lettera di cambio, e il traente e
cessione per conseguenza non esige l’in- gl’indossanti rimangono liberati, ancor-
tervento e consenso del debitore: que-
il ché non siano spirati ancora termini, i

sta novazione non può farsi senza di lui. entro cui compete il ricorso di guarentia.
384. la novazione è un nuovo con- Stabilito però il principio che la novazio-
tratto: perciò affinchè possa dirsi seguita ne non si presume, e che deve risultar
è necessario che le persone tra le quali chiaramente dall'alto, facile divenuta il
s’intende che segua, siano capaci di con- decidere la questione proposta da Scac-
trarre (3). la novazione non si presu- cia. e da Polhier in un caso che può ri-
me (4): perciò fa duopo che la volontà di dursi ai seguenti termini. Tizio prende
novarc risulti chiaramente dall’atto: quin- da Sempronio una cambiale pagabile da
di la semplice indicazione, fatta dal cre- Caio, e invece dell’accettazione, ricevo
ditore. o dal debitore, della persona che da Caio un'altra cambiale pagabile da Se-
debba pagare o ricevere, mai non impor- io, il quale ricusa di accettarla. Accade
ta novazione (5), come non l’ importa la frattanto il fallimento di Caio, e Tizio, do-
semplice delegazione di un nuovo debi- po aver osservato quanto le leggi com-
tore, se il creditore non ha espressamen- merciali prescrivono , si rivolge contro
te liberato il primo (6). Sempronio per essere rimborsato. Scac -

(i) § praelerea 3 Instit. quib. mod. ext. (5) Cod. Civ. art 1*57.
oblifi. (6) Id. art. 197.3.
(») G. C. ari. i»ji, 1974. (7)
!' Voet ad Pund. tir de novmt. n. 3.
(3) Cod. di Comm. art. 197». V. M.ilevil. analvs. C. C. art. 1973, V.
(4) Id. ari. 1973. Quartieri Giur. Comp. lib. 3 tit. 3o tei. 4-
112 DIRUTO COMMERCIALE
eia (1) pretende che possa da Sempronio privata che contenga il titolo originale
opporsi la novazione Potkier (2) so-
: di un credito, fatta dal creditore al debi-
stiene il contrario, perchè s’intende che tore, fa prova della liberazione, e questa
Tizio abbia accettata da Caio la cambiale modo di estinguere le obbligazioni, che
condizionalmente, in luogo e vece della chiamasi rimessa, estingue il debito ri-
prima, nel caso soltanto, in cui la nuova sultante dalle lettere di cambio come qua-
cambiale fosse pagata, e mancando que- lunque altro debito (7). E altresì regola
sta condizione, la prima lettera riacquis- che la rimessa non ha effetto senza il con-
ta l'antico vigore. La decisione di Po- corso delle volontà del creditore che la fa,
thier, dopo le nuove leggi, non ammette e del debitore che l’accetta. Se dunque il
contrasto. È chiaro del pari che il posses- possessore di una lettera di cambio rimet-
sore di una lettera di cambio non pagata, terà il debito che ne risulta per mezzo di
il quale dopo aver ottenuta la condanna carteggio, ritenendo presso di se la lette-
del suo debitore, fa tratta sopra di lui per ra, e poi girerà la lettera medesima a un
la somma risultante dalla sentenza, o sen- terzo da cui ne avrà ricevuto il valore, il
za aver ottenuta condanna, dirige al suo debitore non potrà opporre a questi la ri-
debitore un'altra lettera invece della scadu. messa, perchè leconvenzioni contenute
la, non fa novazione, qualora espressa- in private scritture, contro i terzi non ha n-
mente non abbia dichiarata la volontà di no effetto ( 6 ), c perchè secondo i principi»
«orare, benché la pensi diversamente Sa- del negoziato delle lettere di cambio, se
mry (3), e si può dire soltanto che i di- il possessore dopo aver apposta sulla let-

o dalla prima lettera, o dalla


ritti risultanti tera la sua quietanza, la cede a un altro,
sentenza cui diede occasione, non potreb- ancorché non vi possa essere sospetto di
bero essereesercitati se non dopo che fos- antidata, la quietanza del possessore pre-
se constato, per mezzo del protesto, del cedente non frappone ostacolo a che il
rifiuto del pagamento della seconda (4). possessore nuovo conseguisca il pagamen-
La sentenza, ossia condanna ottenuta dal to; anzi, se faccettante per far constare
possessore di una lettera di cambio non che il debito gli fu rimesso, presentasse
induce novazione, ma gli fornisce un nuo- la lettera scritta dall'indossante, questa si
vo titolo contro la parte condannata, il potrebbe riguardar come un atto di ma-
quale è soggetto alla prescrizione ordina- lafede, perchè se il creditore che la scris-
ria di trent’anni, e non alla prescrizione se avesse avuto intenzione di liberare H
di cinque anni, di cui parleremo (5), Af- suo debitore, gli avebbe consegnato il ti-
finchè il portatore della lettera di cambio tolo originario del credito, cioè la lettera
possa esercitare il suo regresso contro i di cambio colla sua quietanza (
8). Lostesso
suoi mallevadori, è necessario che usi le dicasi della remissione fótta per chirogra-
diligenze, e proceda contro il suo debito- fo, 0 per istromcnto rogato da pubblico
re nel modo prescritto dal Codice di Com- notare, perchè non a tutti può esser no-
mercio, il che accordando al suo debito- to, e le lettere di cambio tenendo luogo

re una dilazione, non può eseguire: se di moneta è necessario che ognuno possa
usa le diligenze, o procede, ma poi ac- acquistarle con egual confidenza (9) ; co-
corda la dilazione, nuoce ai diritti de’suoi lui però che fu costretto a pagare, ha di-
mallevadori ch’egli non può ledere: per- ritto di rivolgersi contro quello che non
ciò la dilazione, se questi o l’ ignorano, o ostante l’estinzione del debito, girò la let-
non vi acconsentono, è una novazione che tera di cambia, perchè la scrittura priva-
gli scioglie perfettamente da qualunque ta non opponibile a un terzo, fa piena fe-
obbligazione verso di lui. de contro chi n’è l’autore, e avrebbe que-
387. E regola di diritto comune che sto dirittoancorché la remissione fosse
la spontanea tradizione di una scrittura fattaper donazione, perchè il donante è

(i) Scaccia $ a Gloss. 5. Quest, 8 n, 344 (5) Polhier n. zoz.


et sega. (6) Cod. Civ. art. i»8i.
(a) Pothier n. 189 .
(7 ) Cod. Civ. art. i3a8,
(3) Savary, parere 5g. (8) Locré de la prescript, notions gdne'r.
(4 )
Pardessus, n. 38i. (9 )
Pardessus n. 3o6.

lg le
PARTE PRIMA 113
mallevadore di ciò che ha donato (
1 ). Se non può mettere in conto cos’al-
bkr, cosi
l'accettante fosse morto prima di ricever cuna a carico del traente che è suo man-
la lettera del possessore della cambiale, in dante, secondo la regola ss Sciendum ett
cui questi gli scriveva che gli faceva non plut fidejtuiorcm eontequi debere
la remissione del debito risultante dal- mandati judicio quam quod tolverit (6).
la medesima, la remissione riman sen- Pothier poi dimanda, se la remissione
za eflettor ancorché colla lettera fosse fatta dal possessore della lettera di cam-
spedita pur la cambiale, e sarebbe egual- bio all'accettante dopo il protesto, sottrag-
mente vana, se prima che l’accettante ga il traente e gl’ indossanti alle azioni
ricevesse la lettera, il possessore della let- cui diede luogo il protesto, e risponde che
tera di cambio fosse morto, osi fosse pen- la reùiissione, se è reale, estinguendo il

tito (2). debito, libera tutti gli obbligati a pagar-


388 . Se la remissione è fatta all'accet- lo, ma
se è personale, li libera soltanto
tante, l'obbligazionc cambiaria svanisce, nel caso, in cui dal traente sia fatta prov-
e lutti quelli che sottoscrissero la lettera visione, perchè altrimenti competerebbe
di cambio rimangono liberati, o sia fatta al traente e agli indossanti il regresso
pima del protesto, o dopo, perchè tolto contro 1' accettante medesimo, ed egli
il debito, non vi sono più debitori nè mal- non goderebbe della remissione ottenu-
levadori. Si fa la questione se la remis- ta. Nel caso in cui non vi sia provvisio-
sione del debito che risulta dalla lettera ne, l'accettante è liberato, ma il possesso-
di cambio, debba o no andare a profitto re della lettera di cambio può intentare
del traente, ma Polhier la decide con una l’azione che gli compete, contro il traen-
distinzione ricavata dalla ì. 10 1} A"- « te, perchè quest' azione, non potendo il
S (f.
mand. ( 3 ). traente rivolgersi contro l'accettante cui
389 . Convien premettere un’ altra di- non ha somministralo il denaro per pa-
stinzione. La remissione può essere reale gare la lettera, non può ripercuotere l’ac-
e personale: la reale è quella che toglie cettante medesimo e render vana la re-
l’ obbligazione principale e il debito in missione a lui falla. Nell’uno e nell’altro
genere questa libera tutti gli obbligali
: caso però, gl’ indossanti rimangono libe-
in solido la personale è quella che si fa
: rati, perchè o vi sia provvisione 0 non vi
soltanto a riguardo di uno fra gli obbli- sia, non essendo obbligato che il solo
gati, e non libera che questo, e coloro cui traente a fornire i fondi all’accellante, se
competerebbe il regresso contro di lui se il possessore della lettera di cambio in-
non fosse liberato (*}. Se il creditore della tentasse contro di loro le sue azioni, que-
lettera di cambio, dice Pothier primiera- ste ricaderebbcro sull' accettante da cui
mente (5 ), ne ha fatta la remissione all'ac- debbono essere rimborsati, e non gli gio-
cettante in ricompensa dei servigii che verebbe la remissione ( 7).
gli aveva resi, e in questo raso, essendosi 390 La remissione dev’essere volonta-
.

fatta compensazione del debito colla ri- ria.Se dunque il proprietario di una let-
compensa dal creditore almeno natural- tera di cambio avrà dovuto rimettere una
mente dovuta, s’ intende che l’accettante porzione del suo credito all’accettante de-
abbia pagato la somma portata dalla let- cotto in forza di un accordo cui la mag-
tera di cambio, e può ripeterla actione giorità legale de' creditori abbia accon-
mandali contraria dal traente, di cui egli sentito, non avrà perduto perciò il diritto
è mandatario ma se la remissione è pu-
[ di domandare il rimanente tino alla som-
ramente gratuita, siccome non può ripu- ma totale, al traente, e agl’ indossanti (8).
tarsi che l'accettante abbia pagato cos’al- 391 La remissione personale
. fatta al
cuna per l’estinzione della lettera di cam- traente, se non vi è provvisione, libera

(i) Pothier toc. dt. (6) L. »6 § K ff. mand. Pothier n. 177.


(a) Id. n. 178. traile' des obligat. n. 43o.
(3)
Id. toc. cit. Pothier n. 1 78.
(7)
(4) Locré toc. ci'. (8) Pothier n. 1 79.
(
5) Polhier loc. cit,
13
tu DIRITTO COMMERCIALE
anche l'accettante, perchè se il proprieta- debiti a vicenda si estinguono nel punto

rio della lettera di cambio che la fece, per- istesso in cui s’ incontrano lino alla ri-
seguita l’accettante, questi si rivolge con- spettiva loro quantità (4). La compensa-
tro il traente per ricuperare la somma zione soltanto fra due debiti di de-
si fa

che ha dovuto pagare. Se vi è provvisio- naro, o d’altra cosa fungibile, egualmen-


ne, faccettante che ha nelle mani la som- te liquidi cd esigibili (5).
ma che deve servire al pagamento non è 393. Si è lungamente disputato se po-
liberato, perchè accettando la lettera si è tea farsi compensazione di due crediti da
costituito debitore principale del proprie- pagarsi in due luoghi diversi, ma è stati

tario in solido col traente, e perciò la li- tolta dal Codice Civile (6), il quale ha
berazione del traente non induce la’ sua, dichiarato che potrà opporsi la compen-
perchè la liberazione personale di un de- sazione ancorché il pagamento dcH’uno
bitore in solido non induce quella de’suoi e deH’ altro credito non debba farsi nel
co-debitori (1). Se il proprietario della medesimo luogo, dedotte però le spere
lettera di cambio ha ricevuto la lettera del trasporto del denaro in luogo diver-
da un indossante, la remissione de! de- so (7).
bito fatta da lui al traente libera gli in- 394. La compensazione equivalendosi
dossanti, perchè se 'a questi ne fosse di- pagamento, ne viene la conseguenza che
mandato il pagamento, competerebbe lo- nelle lettere di cambio non si opera
ro il ricorso contro il traente per essere se non dopo che sono scadute, perchè sic-
rimborsati. La remissione personale fatta come non si possono pagar prima; cosi
dal proprietario della lettera di cambio neppure possono compensarsi (8). Il che
all’ indossante che glie l’ ha ceduta, non non può dirsi de’biglietli a ordine, 0 pa-
libera nè gl’ indossanti che lo precedette- gherò, perchè al debitore è lecito offrirne
ro. nè T accettante, nè il traente, perchè, ilpagamento anche prima del tempo
sebbene si tratti della medesima somma, prefisso (9).
pure egli ha contro queste diverse perso- 395. La compensazione non si fa necw.
ne altrettanti diversi crediti, e può fare sariamente ma dipende dalla volontà di
la remissione di uno e ritenere gli al- chi ha diritto di opporla, il quale, essen-
tri (2). Finalmente, la remissione perso- do questa una eccezione personale, vi può
nale fatta al dator d’ avvallo non libera espressamente, e anche tacitamente ri-
quello di cui si rese mallevadore perchè nunciare. Per la qual cosa il debitoredo-
la liberazione del mallevadore non indu- po avere acconsentito alla cessione fatta
ce quella del debitor principale (3). dal suo creditore dei diritti che a questi
392. 11 debito risultante dalla lettera competevano contro di lui, ad un altro,
di cambio si estingue per mezzo della non
(7)
potrà poi opporre al cessionario li
compensazione in tutto o in parte, allor- compensazione che avrebbe potuto pri-
ché il debitore si trova creditore del pro- ma opporre al cedente (IO). E siccome
prietario della lettera, o di egual somma, il debitor solidale non può prevalersi dei
o di una maggiore, o anche di una mino- diritti riguardanti unicamente la per-
re. Le lettere di cambio in ciò che riguar- sona del suo coobbligato (11); cosi do-
da la compensazione, sono soggette alle po il protesto per negato pagamento, il
regole di diritto comune. La compensa- traente e gl’ indossanti non possono pre-
zione si fa ipto jure, per solo vigor di leg- valersi del benefizio della compensazio-
ge, anche non consapevoli i debitori : i ne riguardante uno fra gl’ indossanti,

(1) Id. R. i8i Traile dei obli», n. 38 1 . •xiff.de compensat. I. mutuum a § 1 fi-

(2) Pothier n. i 83 Cod. Civ. art. 1234 ,


. de reb. cred
ij8i. (6) Cod. Civ. art. 1 296.

(
Cod.
3) Civ. art. ia8j. t- i5 ff de compensat.
(4) Cod. Civ. art. 1 x 90 ì, \ e seqq. ff. (8) Pothier n. i85.
de comp. § In bonae Jidei 3 o Instit. tit. (9) Locré not. ge'ne'r. toc. cìt.
de action. (10) Cod. Civ. n. ngi.
( 5)
Cod,Civ. art. 1291 /. 1 cum militi (11) Cod. Civ. art. 1208.
16 princ.l. in rem suam 18 $ 1, /. idquod

Google
PARTE PRIMA 115

qualora a questi non piaccia di allegarla, là di debitore e creditore concorrono nel-


perchè il debitore solidale nudamente op- la persona dell’ accettante, rimangono li-
pone la compensazione di ciò che deve il berati il traente, gl' indossanti, e i mal-
creditore ad uno de’ suoi co-debitori (1). levadori, perchè il contratto di cambio
Per lo contrario, se la compensazione si op- svanisce, ma il traente che non ha fatta
pone da quello in favore di cui si è ope- provvisione, può essere convenuto detto-
rata; siccome abbiam dello che essa equi- ne mandati a pagare all' accettante la
vale al pagamento; cosi falta in favore di somma espressa ncHa lettera di cambio
uno de’ co-debitori, il debito rimane e- che avrebbe dovuto somministratali per
stinto perchè fatto il pagamento da uno, estinguere il debito. Se la confusione si
gli altri debitori tolidali rimangono sciol- fa nella persona deltraente, l'accettante,
tida qualunque obbligazione (2).Nulla- gl’ indossanti, e i mallevadori sonosciol-
dimeno dal principio che la compensa- li da ogni loro obbligazione, ma se fu fat-
zione equivale al pagamento, ne viene la ta provvisione, il traente ripete dall’ac-
conseguenza che l’indossante da cui fu op- cettante la somma somministrata per l'e-
posta, conserva il suo regresso controgl'in- stinzione della cambiale. Se uno fra gl’in-
dossanti che lo precedettero, e contro il dossanli succede nei diritti del presentan-
traente che non fece provvisione, eiltraen- te, la confusione giova agli indossanti po-

te, se fece provvisione, esercita il suo re- steriori che avrebbero regresso contro di
gresso contro l’ accettante, non però mai, lui, ma non agli anteriori, nè all’accet-
nè in un caso, nè nell’altro, contro gl’in- tante, nè al traente che sono suoi malle-
dossanti; perchè nessuno dei coobligati in vadori ; finalmente la confusione che si
solido si costituisce suo mallevadore, ma opera nella persona del mallevadore, scio-
egli bensì è mallevadore di tutti. I datori glie bensì l'accessorio contratto di malle-
d'avvallo, ed altri, che secondo le disposi- vadoria, ma la lettera di cambio tutta
zioni del Codice (31, si costituiscono mal- conservala sua efficacia rispetto all' ac-
levadori, quando siano convenuti in giu- cettante, al traente, c agl’ indossanti, per-
dizio,possono opporre al creditore la com- chè la confusione che accade nel malle-
pensazione jttre proprio, c a loro compete vadore non toglie la principale obbliga-
quel regresso medesimo che potrebbero zione (8).
intentare se avessero effettivamente pa- 397. Qualunque azione relativa alla
gato, ed oppongono altresì validamente la lettera dicambio, 0 biglietti a ordine,
compensazione di ciò che deve il creditore ossia pagherò sottoscritti da negozianti,
a) debitor principale (4). perchè quantun- mercanti, 0 banchieri, o per fatti di com-
que la compensazione sia una eccezione mercio benché da persone che non fecero
personale, pure inerendo essa al credito del commercio la loro professione abitua-
in modo che rimanga estinto, fra quelle rimane prescritta pel corso di cinque
le, (6)

si annovera che il mallevadore può alle- anni cominciando dal giorno del prote-
gar contro il creditore (5). Per lo contra- sto 0 dell' ultima istanza giuridica, se non
rio il principal debitore non ha diritto di vi fu condanna, o se il debito non fu ri-
opporre la compensazione di ciò che è do- conosciuto con atto 0 scrittura separata.
vuto al mallevadore (6). Nulladimcno i pretesi debitori, quando
396. Ogni qualvolta nella medesima dovranno affermare con
sia loro richiesto,
persona concorrono le qualità di debitore giuramento, di non più essere debitori;
e di creditore, ne nasce quella che chia- similmente le loro vedove, eredi, o suc-
mano eonfutùme, e questa toglie l’una e cessori che credono con buona fede, nul-
l’ altra obbligazione (7): rimane a veder- la più essere dovuto (9). Questa disposi-
si in qual modo per la confusione si tol- zione è fondata sul principio che le ob-
ga V obbligazione cambiaria. Se le quali- bigazioni mercantili non devono rima-

() Id. art. 1309. \Id. art. i?94*



(3) Id. art. 1 aoo. (7) Id m art. i3oo.
(j) Cod- di Comm. art. t5i, i5*. (8) Cod. Civ. art. i3oi,
(4) Cod. Cìt. art. 1394. (9)
Cod di Coraro. art. 189.

(5) Id. art. 3o3tì.


116 DIRITTO COMMERCIALE
ner lungamente in sospeso, affinchè la thier (5) pone il caso che il possessore di
celerità delle operazioni non sia rallen- una lettera di cambio, dopo il protesto,
398.
tata, e non diminuisca la confidenza nel- abbia data una dimanda contro faccet-
T intraprenderle. tante 0 il traente per ottener la condanna
L’Ordinanza del 1673 (1) avea al pagamento, e che non essendo stato
stabilita la prescrizione di cinque anni proseguito il giudizio, l'istanza sia di-
per le cambiali e i biglietti di cambio in chiarata perenta, e decide che il corso
questi termini: „ Tutte le lettere e bi- della prescrizione debba dirsi incomin-
„ cambio saranno riputati e-
glietti di ciato non dal giorno della dimanda, ma
„ dopo cinque anni di cessazione
stinti dal giorno del protesto, e che l'atto di di-
„ domanda, o d’ instanza a contare dal
di manda essendo stato dichiarato perento,
„ giorno dopo la scadenza, o protesto, o dev'essere considerato come non avvenu-
„ ultimo atto giudiziario. „ La maniera to, e per conseguenza non può aver pro-

con cui si esprime il Codice di Commer- dotto verun effetto, nè aver interrotta la
cio (2) ha certamente un senso più este- prescrizione di cinque anni, perchè l’ ul-
so; le parole „ qualunque azione relativa timo allo giudiciale, di cui la legge par-
alle letìert di cambio o biglietti a ordi- la, deve intendersi un atto sussistente e

ne „ fanno sparire ogni difficoltà sulle non perento.


questioni proposte da Polhier (3): se colla 399. Se non vi fosse stato protesto, la
prescrizione di cinque anni sia tolta l'a- prescrizione de’cinque anni cominciereb-
zione che compete all’accettante che ha be a correre dal giorno della scadenza (6);
pagato la lettera di cambio, contro il la legge noi dice, ma il buon senso ce ne
traente che non gli ha somministrato il persuade. Era espresso nell’ Ordinanza
denaro per estinguerla, e viceversa; se col- del 1673,, a contare dall'indomani della
la prescrizione di cinque anni sia tolta teadenza „ e non può non ammettersi
al traente che è stalo costretto a pagare dopo il Codice, il quale ampliò non re-

la lettera di cambio ritornata in protesto, strinse la disposizione che introduceva


l'azione che gli competeva contro l’accet- per le obbligazioni cambiarie la prescri-
tante che la lasciò protestare, benché aves- zione dei cinque anni. Pothier (7) propo-
se ricevuto la somma necessaria per la ne il caso di una lettera a vista che non
sua estinzione. Quanto alla prima, Po- sia stata protestata e conchiude che per
thier si accosta all’opinione di Savary (4), questa la prescrizione dei cinque anni
che sta per la negativa, e quanto alla se- deve correre dal giorno in cui ha potuto
conda dopo aver esposto ciò che si può essere presentata, perchè un debito è sca-
dire per una parte e per l’altra, rimane duto dal momento in cui se ne può fare
indeciso, ma siccome, in ambi i casi, si la riscossione, e la lettera di cambio
tratta di azione relativa a una lettera di a vista può essere riscossa tostochè può
cambio, giacché senza la lettera di cam- essere presentata.
bio, queU’azione non sarebbe nata, e qua- 400. Il Codice di Commercio esclude
lunque azione relativa alla lettera di cam- la prescrizione dei cinque anni, quando
bio, secondoCodice di Commercio, è
il vi fu condanna (8), perchè allora la pre-
soggetta alla prescrizionedi cinque anni; scrizione non cade più sulla lettera di
cosi non sembra che possa per questa farsi cambio, ma sulla sentenza, e perciò dura
luogo alla prescrizione di trenta. Il Codi- trent’anni. Che si dirà dunque nel caso,
ce di Commercio, conforme in questo al- in cui una sentenza proferita in contuma-
l’Ordinanza del 1673, stabilisce che la cia, divenne nulla, perchè ex. gr. non fu
prescrizione di cinque anni corre dall’ul- eseguila secondo l’ordine giudiciario Fran-
timo atto giudiziario, ma se questo è nul- cese, entro il termine di sei mesi? Vin-
lo, si dovrà riputare come non fatto. Po- cens (9) pensa che debba escludere la pre-

(i) Ord. da i 6?3 tit. 5 art. al. (6) Cotte di Cassazione di Francia lì
(i) Cod. di Cornai, art i8g. Apr. 1818 S. 18, 1, i 54 .

(ì) Pothier n. 199, aoo. (7) Pothier n. 198.


(4) Savary Parere 7». (8) Cod. di Comm. art. 189.
(5) Pothier n. aoi. (9) Vincens lib. 8 eh. 1 o $ 3 .
PARTE PRIMA f 17

scrizione dei cinque anni, e aprire il cor- tervenuta, dovrebbe escludere questa pre-
so a quella di trenta, fondato sulla consi- scrizione. Ma se dobbiamo ri tenere il prin-
derazione che la prescrizione essendo un cipio stabilito da Pothier, che quando la
favore che la legge accorda alla presun- legge parla d'ultima istanza convien in-
zione di un pagamento non provato, essa tendere di un' istanza sussistente, perchè
non dev'essere estesa al di là de'termini un alto nullo si riguarda come non fatto,
dei quali è scritta. Quella dei cinque an- e non può produrre effetto veruno, dovre-
ni, dic’egli, è accordata, quando non vi mo pur dire lo stesso della condanna •
sia stata condanna- se la sentenza è in- sentenza rimasta nulla ed inefficace.

v.
FTfE DELLA PARTE PRIMA.
s

PARTE SECONDA
DEL DIRITTO COMMERCIALE MARITTIMO.

TITOLO PRIMO
DELLE NAVI.

1 . La libera navigazione fu riguarda- dai medesimi fonti. Furono queste rica-


la sempre come un diritto comune al ge- vate dalla celebre ordinanza del 1681, in
nere umano, e la facoltà di approdare a cui si trovano riunite le antiche leggi ri-
qualunque lido come conseguenza neces- montando fino alle leggi Rodie inserite
saria di questo diritto (l).Nulladimeno i nel3.Codice Giustinianeo, come rilevasi fa-
Principi estesero anche sovra i mari la cendo confronto delle leggi attuali sul
il

loro autorità, c se li divisero, prescrissero Gettilo col titolo de lege Rhodia de jaetu.
limiti al corso delle navi, e quelle che gli La Legislazione marittima nelle sue parti
oltrepassarono furono prese e vendute (2). essenziali, è confermata dalla esperienza
Sono celebri le questioni sull’ impero e di un gran numero di secoli, e ha potuto
dominio del mare pomposamente discus- passar fino a noi, direm quasi, stabile e
se da gravissimi Giureconsulti, da Gro- compita, perchè il commercio marittimo
zio, da Seldeno, da Pufendorfio, da Ube- offrìsempre le medesime circostanze, le
ro, da Gotofredo, da Tomasio, da Binker- medesime vicende, e gli esempii de’me-
soechio.eda altri, ma non credo opportuno desimi casi fortuiti, il che non può dirsi
di risuscitarle, perchèson fatte per risol- del commercio di terra, avuto riguardo
versi colla forza e colle armi, piuttosto ai suoi progressi, e alla varietà delle sue
che colle parole e cogli argomenti, ed ec- comunicazioni.
cedono la giurisdizione de’Tribunali. Io Fra i piò bei monumenti del secolo
mi occuperà soltanto di quelle che posso- di Luigi XIV si annovera giustamente la
no insorgere dalle convenzioni deprivati Ordinanza della Marina del 1681, dive-
cui diede causa la navigazione, e avrò cu- nuta assai presto il diritto comune ma-
ra di esporre c dilucidare i principii di rittimo d’Europa. Essa comprendeva tut-
legislazione che servono a deciderle. tociò ch’era relativo al commercio, e alla
2. Le nuove leggi marittime sono ge- navigazione, c lo sottoponeva alla giuri-
neralmente conformi non solo alle ante- sdizione di alcune particolari autorità.
riori di Francia, ma pure a quelle degli Dopo le vicende politiche della Francia,
altri popoli d'Europa, le quali derivano essendosi variato l’ordine giudiziario, gli

(i) Qund genus hoc hominum, quaeque Seneca de benef. lib. 4 n. 1 3 1 , Instit. de rer.
hunc tam barbara morem \ divis. § I
,
L nemo igiturff. eod., L.
. mer-
Permittit patria? hospitio prohibemur catore Cod. de Com , Grol. de jure belli,
arenai. lib. a cap. 3 $ g.
Vino, i Enrid. (a) Dividimi quoque inter sete demen-
Littusqut rogamus ta potente S. Ambrogio lib. 5 Errar,
lnnocuum, et cunclis undamque auramque cap. 3.
patentati.
Vni;. ; Eneid,

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PARTE PRIMA 119

estensori del Codice di Commercio, per cataratti hanno la loro inanizione nel
conformarsi al nuovo sistema di Giuri- Consolatodel mare, ove sono anche stabili-
sprudenza, separarono le materie, e le al- te molte cose intorno ai costruttori, c par-
tribuzioni ch'erano state confuse nell’Or- tecipi (S); ma sulla fabbricazione delle
dinanza della marina, e staccandone ciò navi, ogni paese ha i suoi particolari re-
che appartiene all' amministrazione, alla colamenti, e nel nostro, le azioni e le ob-
polisia al diritto pubblico, conservarono
,
bligazioni dei costruttori di navi, sono
soltanto i principii concernenti i contratti determinate dal Codice Civile (6). Le na-
marittimi, senza osar d’ introdurre altri vi, benché annoverate fra le cose mobili,

cambiamenti fuori di quelli che i cam- sono vincolate al paga mento dei debiti del
biamenti progressivi del commercio e dei venditore, e di quelli specialmente che
costumi, o una più pronta giustizia par- la legge dichiara privilegiati (7). Il pri-
ve loro che avessero resi opportuni, o in- vilegio è un diritto che la qualità del cre-
dispensahili(1). Le disposizioni dell' Or- dito attribuisce ad un creditore per esse-
dinanza del 1681 furono trasfuse nel Co- re preferito agli altri creditori, anche ipo-
dice di Commercio marittimo, e sebbene tecarii (8), ma non tutti sono privilegiati
talvolta essendo espresse in termini dif- nel medesimo grado, e anche tra loro.al-
ferenti,o distribuite, e collocate in altr’or- coni possono essere preferiti agli altri ;
dine, sembri a prima vista che presenti- perciò se sono privilegiati in diverso gra-
no un senso diverso; pure, insorgendo do, la preferenza viene regolala secondo le
controversie, alle disposizioni del Codice diverse qualità de’privilegii: se sono pri-
di Commercio deve comunemente attri- vilegiali net medesimo grado, sono pagati
buirsi il senso medesimo ebe fu dato a in proporzione eguale (9).
quelle dell' Ordinanza, quand' erano in 6. Il Codice di Commercio enumerale
vigore, perchè non si può ignorare che diverse specie di crediti che hanno privi-
fu intenzione de’ nuovi Legislatori di con- legio sulle navi, stabilisce l’ordine con cui
servarle, e di egual peso riputar si deb- devono essere sperimentati, e il modo con
bono anche oggidì le interpretazioni dei cuifaduopochenesiafattalaprova,dichia-
suoi celebri antichi commentatori. rando che quelli i quali sono collocati
4. 1 vasi navigabili sono di più specie, nel medesimo numero, devono essere ri-
e portano diversi nomi, per cui sidistin- putati d' egual natura, e pagati, qualora

gue la loro capacità, e la diversa lorofor- il prezzo della nave non basti ad estin-
ma. Il nome di nave e di vascello è ge- guerli, in egual proporzione (10).
nerico, e il Codice sotto il nome di nave 7. Hanno privilegio. 1. Le spese giu-
(narire) comprende tutti i vasi navigabili diciali ed altre fatte per effettuare la ven-
grandi o piccoli, destinati pel traffico mer- dita, eper la distribuzione de! prezzo. De-
cantile, aggiungendo e a/tri òasfimcn/i di vrà constare di queste spese dalle note
mare (et autres bdiimeru de mer ) per di- autenticate dai tribunali competenti,
notare che non intende di escluderne al- 2. Il diritto di pilotaggio, portata,
cuno (2), e si serve pure nel medesimo cola, legatura di nave, scalo, e auliscalo,
senso del nome generico vascello (3). e si addurranno in prova le quietanze le-
5. A ogni persona ò lecito fabbricar na- gali dei ricevitori,
vi per suo conto, o per altri, e le leggi ac- guardiano e spese
3. Gli stipendi del
cordarono privilegii ai fabbricanti, e agli di guardia del bastimento dal giorno de!
operai che sono impiegati nella costru- suo ingresso nel porto fino a quel della
zion delle navi (4). I maestri d’ ascia e vendita.

(i) V.Discorsi al Corpo Lesisi, del (5) Consol. de! Mare cap. So, Si, 5a.
Cons. di Stato Bégouene Corvetto degli 8 (6) Cixl. Civ. Lib. 3 pari, a tit. 8 cap. 3
Settembre 1807. sei. 3, degli appalti e dei collimi.
(a) Codice di Commerc. art. 190. (j) Cod. di Comm.
art. 190.
(3) Id. art. 35o, 35i, 356. (8) Cod. Civ. art. aoq5.
(4) L. 1 Cod. de Navig. non excus., L. (9) Id. 0096.
|5 § qui ff. de vacai, muri. pubi. (io) Cod. di Comm. art. 191, 198.
120 DIRITTO COMMERCIALE
4. La pigione de' maganini, in cui piegati alla costruzione, ma questo privi-
sono depositati gli altreui ed arredi del- legionon compete che nel caso in cui In
la nave. nave non abbia fatto ancora alcun viag-
5. Le spese di mantenimento della gio: un altro in luogo di questo, seta na-
nave, de’ suoi attrezzi, ed arredi, dall’ul- ve ha già veleggiato, se ne concede perle
timo suo viaggio fino all'ingresso nel por- somme dovute ai creditori per provviste,
to. I tre crediti precedenti si giustificano lavori, mano d'opera, per racconciamento,
per mezzo di registri riconosciuti dal pre- vettovaglie, armamento, e allestimento
sidente del Tribunale di commercio. prima della partenza della nave, e la pro-
6. Gli stipendii, ed affitti del capi- va dovrà farsene per mezzo di note, fat-
tano, e d’altra gente d’equipaggio, im- ture, o registri muniti del vitto del capi-
piegata nell’ultimo viaggio. Se ne fa {vo- tano, e approvati dall’ armatore, copia
ta per mezzo de' ruoli d'armamento o de' quali sarà trasmessa alla cancelleria
disarmamento, riconosciuti, negli uffizii del Tribunale di Commercio prima detti
d'inscrizione marittima. È da notarsi, partenza della nave, o al più tardi, fri
che se, dentro un anno, terminato il viag- giorni dieci, dopo che sarà partita.
gio, questo credito non ì giudizialmente 9. Le somme date a cambio marit-
dimandato, s' intende prescritta ogni a- timo sullo scafo, chiglia, attrezzi ed arre-
zione che competeva al creditore (1). di. per racconciamento, vettovaglie, ar-
7. Le somme imprestate al capitano mamento, ed allestimento, prima della
pei bisogni della nave durante l' ultimo partenza della nave, e ne dovrà constare
viaggio, ed il rimborso del prezzo delle per instromenti in autentica forma, o scrit-
merci da lui vendute per lo stessoogget- ture private, gelle quali sarà depositata la
to. Se ne forma la prova coi registri copia, o il duplicato alla cancelleria del
riconosciuti dal capitano, convalidati dai Tribunale di Commercio, nel termine di
processi verbali comprovanti la necessiti giorni dieci dalla loro data.
degl’ imprestiti, e delle vendite, e sotto- 10. La somma de'premii d’assicura-
scritti dal capitano e dai principali del- zioni fatte sopra lo scafo, chiglia, attras-
l'equipaggio. I creditori però, per questi si, armamento, ed equi-
arredi, e sopra
titoli, non vengono in concorrenza come paggio della nave, dovuti dopo T ultimo
gli altri, e contro il comune principio che viaggio, e questi premii devono risultare
prior in tempore potior in jurc, l’ ultimo dalle polizze, e dai libri de’sensali d’assi-
creditore è preferito agli anteriori. Se fu- curazione.
rono fatti più imprestiti, o più vendite, 11.1 danni e interessi dovutisi noleg-
in tempi diversi, ma durante sempre il leggiatori per mancanza di conseguano-
medesimo viaggio, si segue nel rimborsar ne delle mercanzie da essi caricate, e pel
i creditori l’ordine inverso dell’anteriorità, rimborso delle avarie sofferte per le me-
e l’ultimo esclude il penultimo, questi il desime mercanzie per colpa del capitano
precedente, rimontando cosi fino al pri- o dell'equipaggio, e questi sono determi-
mo imprestito e alla prima vendita. La nati dalle sentenze, o dai lodi degli ar-
ragione di questa singolarità si desume bitri.
dalla presunzione che se fosse mancato il 12. Gli enunciati privilegi! si estin-
denaro per le ultime spese .necessarie, la guono colla vendita giudiciale della nave-
nave o non avrebbe potuto continuare il fatta nel modo che i) Codice di Commer-
suo viaggio, o non sarebbe arrivata a buon -
ciò prescrive, anche in certi casi, dopo la
porto, e la legge Romana accorda all’ ul- vendita volontaria.
timo creditore la preferenza, quia talvan 8. Secondo le leggi romane potevano
fteit pignoriì causarti (2 ). esser soggetti a ipoteca indistintamente
8. Le somme dovute al venditore, ai gli stabili e i mobili del debitore (3). Se-
provveditori, c agli operai che furono im- condo le nuove leggi comuni, i mobili

Cod. di Comm. art, 433.


(i) Z. rtt hypotheca S $ i Z. et quae i5 pr. .

Z. 5 et 6 Ut. qui potior etc. V. Lo- ff. de pignor, et hypot/t. Z. Pomponius * e


(»)
ccun. de jur. Morii, lib. 3 rap. a n. i, 3. *0 qu\bus causis etc ,

l'J) $ itero $er\’ianq 5 Insiti, tit. de ad.


PARTE SECONDA 121

del debitore, servono di guarentia pel pa- l’acquirente le spedizioni; cosi Qno a que-
gamento dovuto ai creditori (intanto che sto momento, sembra che la nave debba
li possiede, ma tosto che gli ha venduti rimanere affetta anche per i debiti con-
diventano libera proprietà di chi ne fece dopo la vendita (4).
tratti

l'acquisto, e i creditori non hanno diritto 10. Si può vendere l’intera nave, e se
di perseguitarli, neppure quando sono ac- ne può vendere una sola porzione. Si può
cessorii, e fanno parte di uno stabile ipo- vendere quando è in porto, e quando è
tecato (1). Il Codice di Commercio quan- in viaggio, ma se si fa la vendita volon-
to alle navi, benché annoverate fra mo- i taria di una nave in viaggio, questa non
bili, ha espressamente derogato al prin- reca verun pregiudizio ai creditori del
cipio di nuovo diritto comune, che mo- i venditore, dei quali la nave o il suo va-

bili sono esenti da ogni ipoteca, (meublet lore non cessa (Tesser pegno, e loro com-
n'rmt pnint de «urte) ed ha introdotta que- pete il diritto d’ impugnare la rendita
sta distinzione avuto riguardo all’impor- per causa di frode, se lo credono oppor-
tanza delle navi, c altri bastimenti di ma- tuno, e di farla sequestrare e vendere (5).
re, che spesso è eguale a quella di uno 11. Affinchè per la vendita volontaria
9.
stabile :
possono dunque, per regola gene- si estinguano i diritti dei creditori, è ne-
rale, i creditori perseguitare la nave an- cessario che la nave, dopo la vendita, ab-
corché posseduta da un terzo cui dal loro bia fatto mare in nome cd
un viaggio in
debitore ne sia stata fatta la vendila, sen- a rischio dcll'acquistatorc, e che non vi
za che possa allegare l'allro principio di siano opposizioni per parte dei creditori
diritto comune nuovo, che quanto ai mo- del venditore (6). L’opposizione dev'esse-

bili, il possesso equivale al titolo (posses- re legalmente notilicala, e non basterà


sinn raul titre). Ora vedremo come per la che lo sia semplicemente al venditore,
vendita giudiciale le navi rientrino nella ma dovrà esserlo all’acquistalore, c que-
classe delle altre cose mobili, e quando st’obbligosi desume dal Codice Civile, il

vi rientrino dopo la vendita volontaria. quale parlando delle cagioni che inter-
La vendita volontaria deve risultare rompono la prescrizione, vuol che la ci-
da scrittura autentica, o privata (2), per- tazione giudiciale, e il sequestro siano
chè, sebbene, essendo questo un contrat- intimati alla persona cui s’intende impe-
anche ver-
to consensuale, possa stipularsi dir di prescrivere (7). L’opposizione del
balmente, ed aver pieno effetto fra i con- creditore del venditore della nave equi-
traenti che lo confessano pure, se fosse ;
vale a un sequestro, e ilviaggio è il mo-
negato, non se ne potrebbe far prova per do di prescrivere il dominio della nave
mezzo di testimonii, e non potrebbe mai medesima. In parità di caso, è applicabi-
nuocere ai diritti dei terzi. Se risulta da le il medesimo principio di legge, e ri-

pubblico instromento, ossia da un atto guardando l’opposizione come un seque-


autentico, siccome la sua data è certa; cosi stro, ne viene anche la conseguenza che
ai creditori posteriori alla vendita non l’opposizione non vale che per chi l’ha fat-
compete sulla nave venduta alcun dirit- ta (8), dimodoché se questi la toglie, il
to ;
perchè appena stipulato il contratto, dominio della nave diventa irrevocabile
ne passò il dominio all' acquistatore (3), nell'acquistatore, in quella guisa che le-
e il venditore essendo rimasto privo d’o- vato il sequestro, rimane libera nel se-
gni diritto, nessuno potè trasferirne dopo questratario la facoltà di pagare. Contro
ad altri, nemo plus juris in alium tran- i creditori che tacquero stanno i princi-
sferre poteri quam ipse habet. Ma se ri- pii di diritto comune. Jura viqilanlibus
sulta da scrittura privala; siccome per prosunt. Res inter alios aetae, aliit nottue
loro non ha data certa che dal momento, nocere ncque prodesse possunt. Se però il
in cui sono state rilasciate in nome del- compratore invece di pagare i debiti del

ti) Coil. Civ. art. ai 18, ai 19. (5) Cod. di Comm. art. ig5, 19G.
(a) Cod di Comm. arU ig5. (6) Id. art. ig5,
(3) Cod. Civ. art. n38, 1 583. Cod. Civ. art. a»44-
(7)
(4) V. Delvincourt, noi. à la pag, ia6. (8) V. Valin Comm. sur TOrdonn.de la

n. 4 . Marine art. a (ir. io lib. a.


IG
124 DIRITTO COMMERCIATE
venditore; « liberarsi dalle opposizioni, i crediti privilegiati rimangono estinti (4),
preferisce di restituirgli la nave;in questo ma il favor del commercio ha richiesta
caso risolvendosi la vendita, la nave si una eccezione. Allorché il bastimento è
considera come se mai non fosse stata pronto a far vela non può pili essere se-
venduta, e ridivien pegno come prima an- questrato se non che per debiti contratti
che di quei creditori che non fecero op- pel viaggio ch'egli intraprende, c anche
posizione (1). iu questo caso può liberarsi dal sequestro
12. Tre sono i casi; incui si reputa che dando cauzione (5). Si dice che il basti-
una nave abbia fatto un viaggio in ma- mento è pronto a far vela quando il ca-
re. 1. Quando consta che è partita da un pitano è munito delie /spedizioni oppor-
15.
porlo, ed è entrata in un altro, trenta gior- tune al suo viaggio, cioè del suo ruolo
ni sua partenza. 2. Quando non
dopo la d'equipaggio, del suo permesso di parti-
è giunta in un altro porto, ma sono tra- re, delie carte di Dogana riguardanti il

scorsi più di sessanta giorni dalla sua suo caricamento, dei processi verbali di
partenza fino al suo ritorno nel porto da visita ec.
cui era partita. 3. Quando la nave essen- le formalità che si richiedono per
do partita per intraprendere un viaggio la vendita giudiciale, sono le seguenti.
di lungo corso, dopo la sua partenza, so- Convien far precedere l' ingiunzione al
no trascorsi più di sessanta giorni. Si dico- pagamento, in forza di un titolo esecuti-
no viaggi di lungo corso, quelli che si fan- vo, c questa dev'essere notificata alla per-
no alle Indie Orientali, ed Occidentali, al sona. 0 al domicilio del padrone della na-
mar Pacifico, al Canada, a Terra nuova, ve-: basta però che sia fatta ai capitano,
Groenlandia, e alle altre coste ed Isole quando si tratti di un credito privilegia-
dell’America Meridionale e Settentriona- to del numero di quelli che sono stati so-
le. alle Isole Azorc. alle Canarie, a Made- pra descritti. VentiquaUr’ore dopo l'in-
ra, e in tutte le coste e paesi situati al- giunzione. al più presto, si procede al se-
l'Oceano, al di là degli stretti di Gibilter- questro. Nel processo verbale di sequestro
ra e del Sund (2). l’usciere esprime: i nomi, la professione,
13. Nella vendita della nave s’intendo- l’abitazione del sequestrante, il luogo ove
no compresi gli attrezzi che i Francesi siede il Tribunale innanzi a cui la vendi-
chiamano cioè la scafa, le ancore, ta deve effettuarsi, e ove è legata la nave
gli alberi, i cordaggi, le vele.ealtri simi- sotto sequestro. Il Codioenon dice se deb-

li oggetti che non sono parte integrante ba intendersi; il Tribunale Civile, o quel
della nave, ma ne formano il corredo in- di Commercio, ma non ri ba dubbio che
dispensabile per allestirla, e metterla in debba intendersi il Tribunale Civile (6),
islato di navigare (3). perchè gli accesso- perchè i Tribunali di Commercio, secon-
rii tacitamente si uniscono alla cosa ven- do la procedura Francese, non possono
i

duta ibenchè non si esprimano. occuparsi ddt' esecuzione delle loro sen-
:
. '!•>•: T • i
tenze: innanzi a loro non si ammettono
causidici (arauài) (7), cd è prescritto che
titolo ii. nella pubblicazione debba indicarsi il no-
- .- i i . : .
,• . .'!•• 1
me del Causidico dell’ instante {8). Espri-
- i DEL SEQUESTRO E DELLA VENDITA me similmente in forza di qual titolo, e
DELLE NAVI.
>
. per qual somma si fa il sequestro, e il
>• < i
.
'
'
i- nome, ta qualità e la capacità del basti-
14. Qualunque hastimentodi mare può mento. Specifica e descrive le scialuppe,
essere giudicialmente sequestrato e ven- armi e provvi-
sciatte, attrezzi, stoviglie,
duto, e osservate che siano le formalità sioni da bocca, e da guerra, e stabilisce
delle quali parleremo in appresso, anche un guardiano. Notisi che questi oggetti,

(i) Valin, ibid. (6) Avviso del Consiglio di Stato , ap-


{*) Cod. di Cornili, art. 177. provatoli 1 7 Moggio 1809 Bollettino 4391'.

(S) L. de. evict. (7) Cod. di Proced. art. 442 e 6*7.


(4) Cod. di Comm. art. 197. (8) Cod. di Comm. art. 104.
(5) Id. art. ai 5.

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PARTE SECONDA 123
benché non fossero àpecificatì, e descritti} dopo il termine d’otto giorni intieri, e

pure, secondo la pratica, s' intenderebbe- questo termine incomincia dalla signifi-
ro compresi nel sequestro, come assolu- cazione del sequestro. Deve però prece-
tamente necessarii alla nav igazione, com- dere la pubblicazione sulla spiaggia, per
presa la scafa, come pensa Emerigon il) lo spazio di tre giorni consecutivi, col
contro il parere di Valin ( 2 ), il quale si cartello all’albero maestro, o in mancanza,-
fonda sulla L. 29 jf. de instimelo vel in- in altro luogovisibile del bastimento, edal-
«frumento legalo, ove si dice che =
Sca- la porta del tribunale. La vendita si fa in-
pila navi non est instrumentum navis. nanzi a un giudico delegato d’ufficio, e all’
16. Se il proprietario della nave seque- incanto, fino alla estinzione dei fuochi (6)j
strata dimora nel circondario del Tribu- 19. Se la portata del bastimento da-
nale, il sequestrante deve fargli signifi- vendersi oltrepassa le dieci tonnellate, si
care, nello spazio di tre giorni, copia del fanno tre gride 0 pubblicazioni degli og-
processo verbale di sequestro, e farlo ci- getti in vendita, di seguito, ossia, senza
tare avanti il Tribunale, affinchè si trovi interruzione, d’otto in otto giorni, alla
presente alla vendita. S’egli abita fuori borsa ossia nel recinto ove si radunano i

del circondario, le significazioni e cita- negozianti, e sulla principale piazza pub-


zioni si fanno a lui nella presenza del ca- blica del luogo ove sta legato il bastimen-
pitano, o, in assenza di questo, nella per- to; sene deve inserire l'avviso in uno dei-
sona che rappresenta il capitano o il pro- fogli pubblici, stampati nel luogo, in cui
prietario, e il termine a comparire è ac- siede il Tribunale innanzi a cui pende
cresciuto di un giorno in ragione della l' instanza pel sequestro, e se non vi sono

distanza di due mirametri e mezzo dal fogli pubblici, l' avviso è inserito in uno
domicilio del detto proprietario (3). S’e- di quelli che si stampano nel dipartimen-
gli è straniero, o fuori di Francia, le ci- to, 0 provincia. Ne’due giorni che succe-
tazioni e significazioni si fanno nel mo- dono a ciascuna grida, e pubblicazione,
do prescritto dal Codice di procedura ci- si appongono pubblici cartelli all' albero
vile (4). Così dispone il Codice di Com- maestro del bastimento sequestrato, alla
mercio, ma fuori di Francia, si osservano porta principale del tribunale, innanzi a
i regolamenti che sono in vigore ne’ di- cui si procede, sulla piazza pubblica, sul-
versi paesi. la spiaggia del porto, in cui sta legato il
17. La legge
richiede maggiori o mi- bastimento, e alla Borsa.
nori solennità per la vendita di una na- 20. Le gride, 0 pubblicazioni, e car-
ve, secondo la sua maggiore o minore telli debbono esprimere; il nome, la profes-
capacità, e il calcolo che si fa per deter- sione, e abitazione dell'attore, i titoli in
minarla è quello che i Francesi chiama- forza de'quali egli agisce, la somma che
no jaugeage, e gl’italiani stata. Vi sono gli è dovuta, l’elezione di domicilio da
nei porti i periti destinati per eseguir lui fatta nel luogo in cui siede il tribu-
questa operazione, con cui si stabilisce la nale, e quello in cui si trova ancorato il
portata della nave che in francese è detta bastimento, e se è allestito, o per allestir-
tonnage du navire, dal vocabolo tonneau, si, quello del capitano, la portata, il luo-
da cui è venuto l’ italiano tonnellata, os- go ov’ è giacente, 0 ondeggiante, il nome
sia moggia, mina, ed è questa la misura del causidico, 0 procuratore dell'attore, il
comune introdotta per fissare lo spazio di primo prezzo d’estimo, e i giorni delle
un bastimento ed il peso del caricamento udienze, nelle quali verranno ricevute le
che può essergli imposto (5). offerte. Dopo ciascuna grida, il Giudice
18. Se dunque il bastimento su cui ca- riceve le offerte, la prima volta nel gior-
de il sequestro è della portata di dieci no indicalo dal cartello, la seconda e la
tonnellate, o meno, l’aggiudicazione si fa terza ne'giomi fissati nelle sue ordina n-

(0 Emerigon des Assurances chap. 6 (4) Cod. di Proced. Civ. art. 69. 1

sect. 7 . Sul modo con cui sì misura la capa-


(5)
(a) Valin, loco cit. fari, a Ut. 4 lib. t. cità di una nave, V Em. Vincens, eh. i §
(3) Due mirametrisono cingue leghe di C tom. 3 pag. 1 14 nel. n. 1.
Francia, ossia circa dieci miglia ed un S07.
(6) Coti, di Cornili, art.
ottavo di Piemonte,
12 * DIRITTO COMMERCIALE
re; al terzo incanto, egli aggiudica il ba- creditore del loro valore alla partici pacio-
stimento maggior offerente senz' altre
al ne del denaro pagato dall'aggiudicatario.
formalità ; può accordare però se lo sti- Questa è una eccezione alla regola gene-
ma opportuno, una, o al più due dilazio- comune, per cui può sem-
rale di diritto
ni, di otto giorni ciascuna, e queste sono pre il padrone rivendicar ciò che è suo, e
pubblicate, ed affìsse (1). secondo questa, potrebbe pretenderlo in
21. Grande o piccola sia la portata del natura, ma invece non gli è concesso di
bastimento, l’aggiudicatario è obbligato ottenere che la quota proporzionale del
a pagare il prezzo della sua aggiudicazio- prezzo (4).
ne nel termine di ventiquattr’ore, o di 24. È accordato all’instante per la sepa-
depositarlo alla Cancelleria del Tribunale razione, il termine di tre giorni a produr
di Commercio, sotto pena di esservi astret- le prove, tre giorni competono per impu-
to coll’esecuzione personale. Fa maravi- gnarle, e vi si ammettono il sequestrato,
glia come facendosi la vendita e la distri- e sequestrante. Passati questi termini,
il

buzione del denaro presso il tribunale ci- la causa è portata all’udienza sopra una
vile, debba farsi la consegna del prezzo semplice citazione (5). Nasce il dubbio
presso il tribunale di Commercio, ma con- se, facendosi luogo ad appello dalla sen-
vien credere che il motivo di questa di- tenza del Tribunale nella causa di sepa-
sposizione sia stato quello di far evitare razione, debba sospendersi o no l’aggiu-
le spese, e di dare alle operazioni una mag- dicazione, finché la lite sia terminata de-
giore celerità (2). finitivamente il Codice non lo dice, ma
:

22. Non effettuandosi il pagamento o sembra che debba sott’ intendersi, perchè
la consegna, sarà la nave posta di nuovo altrimenti si correrebbe il rischio di ven-
in vendita, e aggiudicata tre giorni dopo dere la roba altrui.
la nuova pubblicazione, e cartello unico 25. Fatta che sia l’ aggiudicazione, i
come spese d'incanto a carico dell’aggiu- creditori pretendenti hanno tre giorni per
dicatario, ossia, come i Francesi dicono, opporsi al rilascio del prezzo; Questo ter-
ò la folle enchtre del medesimo, il quale mine è di rigore, e quando non ne abbia-
sarà egualmente astretto con esecuzione no profittato, sono esclusi dalla distribu-
personale, al pagamento di quel di meno zione ancorché fossero minori 0 interdet-
che colla seconda vendita si sarà potuto ti. I creditori che entro lo spazio dei tre

ottenere, avuto riguardo al prezzo della giorni non hanno fatto opposizione, non
prima, oltre i danni, gl'interessi, e le spe- hanno diritto di pretendere a verun com-
se (3). penso, ed è questa una conseguenza della
23. Nel corpo della nave in vendita celeritàche si esige nelle operazioni. È
possono essere confusi attrezzi o altri og- chiaro però che la perdita della loro azio-
getti che appartengano a terza persona, ne è indotta soltanto per l’ interesse degli
e non al proprietario della medesima : altri creditori, sequestrato non può
e il

quei che ne sono i padroni, avvertiti dal- goderne. Per la qual cosa pagati che sia-
la pubblicità
(3) legale, del sequestro.e delle no i creditori che si opposero, se rimane
dilazioni assegnate per l'aggiudicazione, denaro ancora, non se ne farà la distribu-
possono comparire, e richiamare affinchè zione al sequestrato in pregiudizio di co-
siano separali. Le loro dimande però de- loro che pure si sono opposti, sebben tar-

vono essere presentate alla cancelleria del di (6). Cosi pensa Delvmcourt. Se gli op-
tribunale prima che sia fatta l'aggiudica- ponenti, dopo l’ intimazione ricevuta dal
zione; e formate dopo di essa, non annul- creditore attore, non produrranno alla
lano la vendita degli oggetti che si vo- Cancelleria i loro titoli, entro i successivi
gliono rivendicare, ma si convertono di tre giorni, perderanno egualmente ogni
pien diritto in opposizione alla distribu- loro diritto, e spirato questo termine st
zione. del prezzo, cioè, il proprietario che farà la collocazione dei creditori che avran-
dimanda la separazione è ammesso come no osservato ciò che la legge prescrive,

(i) Cod. di Comm. art. ao5, ao 6 , 307 .


(4 )
Id. arf. aio.

(*} Id. art. aog. (5) Cod. di Coram. art. ut.


Cod. di Comm. art. aog. (6 ) Delvincourt, noi. à la pag. z 33 n. 3.
PARTE SECONDA 123

ponendo ciascuno nel medesimo tempo paggio, stabilire il nolo, e cose simili, ciò

al suo rango, tanto pel capitale, quanto dipende dal parere della maggior parte,
per gl'interessi e spese, i privilegiati nel- la quale anche essendo molti i proprieta-

l’ordine stabilito dall'articolo 191, e gli rii, può consistere in un solo, purch'egli

altri a prò rata de’loro crediti, e il dena- abbia nella nave un interesse che ne su-
ro sari! tra loro in tal guisa distribuito. peri la metà del valore.

11 creditore sequestrante nulla potrà pre- 27. La minor parte dissenziente potrà
tendere pel giudizio da lui solo introdot- essere costretta a contribuire alle spese

to, e sebbene questo siasi reso comune, e anche di quelle operazioni sopra indicate
profittevole a tutti gli altri creditori co- che non approva, e avrebbe voluto impe-
nosciuti, o ignoti; pure egli occuperà uni- dire. Se sarà stato deciso il viaggio, e la

camente il suo posto secondo la qualità nave avrà bisogno di riparazioni, o man-
del suo credito, senz’altro rimborso. Se cherà delle provvisioni necessarie, la mi-
pagati i creditori, sarà rimasto qualche norità proporzionatamente dovrà fornire
residuo libero di danaro, cioè se sarà ri- il denaro opportuno, affinchè sia ristora-

masto qualche residuo, e non vi saranno ta, allestita, e posta alla vela, come pure

iù neppure creditori, i quali o tardi ab- farà le anticipazioni solite per la parten-
iano presentato le loro opposizioni, o nel za, e qualora ricusi, 0 sia renitente, il

tempo prescritto non abbiano prodotti i Tribunale autorizza l’ imprestito a cam-


loro titoli alla Cancelleria, quel residuo bio marittimo della porzione dei ricusan-
sarà rilascialo al debitore già proprieta- ti, e rimane per questo obbligata la loro

rio del bastimento (t). parte nella proprietà (3). L’esposto prin-
cipio è contrario all'assioma di diritto co-
mune in pari causa, potior est causa pro-
TITOLO IH. hibentit, confermato dal Codice Civile (4),
per cui anche un solo fra i condomini ha
DEI PROPRIET ARII DI NAVE. il diritto di opporsi alle innovazioni sulla

cosa comune, ma il Codice di Commer-


26 Una nave può essere posseduta da cio vi ha derogato per favorire le società
più proprietarii, e in questo caso si for- d’interesse nelle navi, che sono indispen-
ma tra loro una società diversa da tutte sabili, specialmente trattandosi di navi-
le altre anche mercantili: in tutto ciò che gazione che chiamano di lungo corso, po-
riguarda l’ interesse comune, la maggior tendosi da un solo rare volte supplire alle
parte decide, e il suo parere dev’essere se- grandi spese che esige, e per togliere gli
guitato dagli altri. La maggior parte pe- ostacoli che si potrebbero frapporre alle
rò non consiste nel numero dei proprie- operazioni marittime dal cattivo umore
tarii, ma in quello dei rappresentanti più di un solo socio, stando alle massime di
della metà del dominio della nave, ossia diritto comune (5).
di quelli che hanno nella nave una por- 28. Nelle operazioni che non riguarda-
zione d' interesse che eccede la metà del no l’interesse comune, la maggior parte
valore della medesima (2). Se dunque si più non astringe la minor parte a sotto-
dovrà determinare il viaggio da intra- mettersi alle sue deliberazioni. La mag-
prendersi, far la elezione del Capitano, gior parte non può decidere che si faccia
fissare il suo salario, e quello dell' equi- la compra, e la spedizione di un carica-

(i) Cod. di Comm. art. aia, n3, 114. da essi a proporzione del numero de'cara-
(a) Le porzioni d' interesse de' partecipi ti della participazione, dando ogni carato
nella Nave tra noi si chiamano carati: il un voto, e dove concorrono tredici in venti-
carato è la ventiquattresima parte delton- quattro, s'intende deliberato salvo patti in
eia, e si Jigura che la Nave consista in contrario „ Targa Fonder. Marit. cap. io
ventiquattro carati, e il nostro Targa chia- in fine.
ramente si esprime al nostro proposito, (3) V. Cod. di Comm. art. #33.
dicendo, che „ le deliberazioni delle cose (4) Cod. Civ. art. tS5g.
attenenti alla Nave, si fanno dalla mag- Delvincourt, noi. de la pag.
(5) 1
19 n. 1.
gior parte non del numero de'partecipi, ma
126 DIRITTO COMMERCIALE
mento ognuno prov-
di merci: in questo confermato dal Codice Civile che nemo :

vede alproprio particolare interesse. Va- invita s in comunione manere cogitar 3),
(
lin (1) riferisce il caso di una contesta- ma il Codice di Commercio ha derogato
zione promossa dal proprietario di tre anche a questo per i motivi medesimi pre-
quarti di una nave, il quale non avendo ccdcntemente accennati, e ha stabilito che
potuto indurre il proprietario dell’altro la licitazione, 0 vendita della naveall’in-
quarto a concorrere alia compra di un ca- canto, quando non sia stato convenuto
rico, sostenne che avendo il diritto di da- diversamente per iscritto, non potrà es-
re alla nave la proposta destinazione, ave- sere accordata se non ad istanza de’ pro-
va pur quello di caricarla fino a tre quarti prictarii formanti, uniti insieme, la metà
senza pagar nolo, e dipendeva dal coin- del totale della nave medesima (4).
teressato o il caricarla per un quarto, o
il cavarne quel partito, che meglio sti-

mava dandolo a nolo. La causa restò in- TITOLO IV.


decisa ma oggidì non si farebbe più questa
,

disputa. Il proprietario dei tre quarti della DEL CAPITA.NO.


nave non potrebbe costringer l'altro nè a ca-
ricare a modosuo, nè a caricare comunque, 30. Il governo della nave è affidato al
jterchc la qualità di caricatore è diversa Capitano, cui si danno diversi nomi se-
e distinta da quella di proprietario, e l'in- condo la qualità del bastimento cui pre-
teresse comune dei proprietarii non è che siede,edei viaggi ch’egli intraprende. Ca-
quello di far sì che la nave sia in istato pitano è propriamente chiamato quei che
di poter navigare. L’interesse comune ri- comanda nei viaggi di gran cabotaggio-
chiede è vero, che il caricamento si fac- quei che fa i viaggi di piccolo cabota ggio
cia compito, ma la maggiorità può farlo sichiama dai Francesi maestro (maitre),
per conto proprio, o per conto di altri dagli Italiani patron, opadron da padro-
estranei, cui ha diritto di dar la nave a neggiare, e questa nome in Francia è ri-
nolo senza che la minorità, essendo il servato generalmente ai condottieri di bat-
noleggio compreso fra gli oggetti d’ inte- telli nei fiumi, e di barchette nei porti.

resse comune, glielo possa impedire. Del Nel Mediterraneo però suol estendersi, ad
29. la nave c una proprietà indivisa,
resto, imitazione degli Italiani, anche ai mae-
non se’ne può disporre che prò indiviso, stri de’ piccoli bastimenti (5). Noi faremo
e la maggiorità può bensì caricarne, o uso della parola Capitano nel significato
darne a nolo la totalità, ma se un quarto generico anche senza distinzione di Capi-
è rimasto vuoto, siccome non poteva co- tano, Maestro, 0 Padrone.
stringere il proprietario per un quarto a 31. Il Capitano è costituito dal proprie-
riempirlo , non può neppure obbligarlo, tario, e se più sono i proprictarj, dalla mag-
dirò cosi, a rincantucciarsi, e negargli la giorità formata come si è detto, avuto ri-
sua porzione del nolo dei tre quarti di guardo all’ interesse nella nave. 11 proprie-
caricamento. Era questa T opinione di tario, 0 armatore è civilmente mallevado-
Valin, ed è pur quella dei moderni com- re pei fatti del Capitano in tuttociò che
mentatori del Codice di Commercio (2). è attinente alla nave, e alla sua spedizio-
È pure assioma di diritto comune ne (6), e non si libera dalla sua risponsa-

sur T art. 3
(i) Valin, tit. 8 lib. a de di cui parlerà in al'ro luogo. Il grande
si
T Ordonn. de la Marine. e piccolo cabotaggio suol esserfissato dai
(a) V. Deh incourt, toc. cit. n. 3. Emi le particolari regolamenti, ma in generale, il
Vincens, legisl. comm. lib. la chap. 3 § 17. piccolo cabotaggio comprende i viaggi Jra
(3) Cod. Civ. art. 81 5. due porti dell Oceano, o fini due /torti del ,

(4) Cod. di Comm. art. aio. Mediterraneo, e quando si passa da un


(5) La parola Cabotaggio, o Capolaggio mare alt altro, il viaggio è di gran cabth
significa propriamente navigazione di capo faggio.
in capo o di porto in porto sempre costeg- (ti) Armatore (armateur) parola usata,

giu ndo, senza allontanarsi da terra, ed è frequentemente dal Codice di Commercio


diversa dalla navigazione di lungo corso corrisponde alt esercitar della legge Ilo,
. PARTE SECONDA 127

bilità che (Vendo Valibanrloro della nave, ancora che procedono da colpa cprevar:-
edel nolo, C pero necessario distinguere: cazionc; anzi e pure tenuto in quanto
.o il fatto del Capitano ebbe per oggetto alla nave, per il ristoro d'ogni danno ri-
l’utilità della nave, e il Capitano contras- sultante a terze persone per ogni misfatto
se obbligazione che il bisogno urgente esi- commesso in nave, o per conto di essa
geva, e siccome in questo caso si reputa dalla marineria, perchè anche la scelta
che abbia agito il proprietario stesso, va- de'marinari è un fatto attincnlealla nave,
lendosi del ministero del Capitano, perchè e riguardante la sua spedizione, e deve
egli stesso avrebbe contratte quelle me- invigilare affinchè si arrotino solo perso-
desime obbligazioni, se fosse stato presen- ne fidate, c da bene, non truffatori, per-
te: così l'abbandono della nave e del no- chè chi si serve di mala gente è in col-
lo lo assolve dall’ adempirle (1). Questa pa (3).
conseguenza è fondata sulla massima che 32. Nelle navi armate in guerra è più
in questo raso il Capitano ba diritto di difficile alla gente che ne forma l’equi-
rivolgersi contro il proprietario per farsi paggio di commettere cattive azioni, e
indennizzare, e perciò si fa luogo all’azio- molto più difficile ai proprietarii di pre-
ne esercitoria direttamente contro lo stes- vederle e di prevenirle: perciò la legge, in
so proprietario in solidum. O il fatto e le favore dei proprietarii di navi armate in
obbligazioni del Capitano provengono da guerra. fa una eccezione, e dichiara, che
colpa, o prevaricazione nell’esercizio delle non sono risponsabili dei delitti e ruberie
sue funzioni, e allora il proprietario ab- commesse in mare dalla gente di guerra
bandonando la nave, e il nolo, è sciolto che sta sulle loro navi, o dalla marineria,
da qualunque risponsabilità, perchè in che sino alla concorrenza della somma,
questo caso non competerebbe al Capitano per cui avranno prestato cauzione, pur-
vermi regresso contro il proprietario, e non ché non ne siano partecipi, o compli-
si farebbe luogo contro quest' ultimo al- ci (*).

l'azione esercitoria fuorché fino alla con- 33. Secondo gli usi marittimi antichi,
correnza della nave e del nolo (2). Pre- colui ch’era stalo eletto per Capitano di
messa questa distinzione, resta il princi- una nave, ed era in possesso del suo uffi-
pio generale che la risponsabilità del pro- zio, cominciando ad esercitarlo, non po-
prietario o armatore si estende a tutti i teva essere rimosso dal suo posto finche
fatti del Capitano e sotto questo vocabolo non avesse fatto ragionevole viaggio; tan-
fatti s’intendono comprese non solamente to più se di già l’aveva noleggiato, do-
le obbligazioni da lui contratte per i bi- vendosi aspettare che avesse terminatola
sogni, e pcT l’utilità della nave, ma quelle sua condotta. Quando insorgeva qualche

mona. Esercitare ab exercendo si dice (3) Targa loc. cil. n. 1 6.

(4) Cod.dì Comm. art. 916, 917.


quello che ha la totale amministrazione del-
la nave, e prepone gli ufficiali e ministri, In Francia per ogni nave armata in
o sia lo stesso proprietario che la faccia guerra, o in guerra e mercanzia, si presta
navigare per conto proprio o un altro a
, una cauzione che , dalC art. 90 del regola-
cui dal proprietario sia stata concessa. mento sulla corsa del 9 pratile an. 1 1 era .

L' esercitone resta obbligato per ogni de- stata portata a ìq, 000 fr-, se !' equipaggio,
bito contratto dal capitario il quale, come
, compresovi lo stato maggiore, è di 1 5o uo-
£uo mandatario, in quelle cose che sono mini, o meno; se eccede questo numero, è
attinènti alla nave o alla sua navigazione difr. 74,000. L'oggetto principale di que-
V obbliga in modo che quello che costui o- sta cauzione è di assicurare il pagamento
pera o fa come capitano, si ha come fatto dei danni e interessi attribuiti dal Consi-
Ha lui. L. i ff. de exercit act., L. i § Ma- glio delle prede ai bastimenti neutrali per
gistrum, L. a. Targa Ponderai. Maritti- causa o di arresto illegale, o di una dila-
me, cap. io ». i, 5, 6. pidazione fatto in mare, e di assicurare
(i) Valin, sur C art. a. tit. 8 liv. a Or- similmente i diritti della marineria, è quel-
dono. de la marine. li degl invalidi della maiina per quel tan-
(a) V. Dolvincourt, not. de la pag. i5o to che loro spetta nelle prede.
n. 1.

Google
128 DIRUTO COMMERCIALE
controversia,si provvedeva di un Tenen- nave esca dal porto, ma dopo altresì che
te,o aggiunto, salvo fellonia che reso lo ha incominciato il suo viaggio, e lo và
avesse indegno. Due ragioni ne adduce proseguendo, senza che debba rendergli
Targa la prima, perchè esso è procura-
: ragione del dato congedo, 0 prestargli ve-
tore legale dei proprietarii, e come tale è runa indennità ; s’ intende sempre quan-
riconosciuto anche dalle nuove leggi. Il do diversamente non sia stato convenuto
mandato procuratorio non si può rivoca- per iscritto. Questa disposizione deroga-
re che re integra, neppure spirando per toria del diritto comune deve essere stata
morte de' Principali, se non terminata suggerita dalla esperienza che mostrò es-
l’amministrazione, e questa giurispru- servi rasi, nei quali fa duopo cambiar Ca-
denza non è variala; l’amministrazione pitano immediatamente, e se fosse frap-
del Capitanoche è in viaggio, ochelo intra- posto ritardo, o si dovesse giustificare
prende, non può dirsi terminata che al il motivo legittimo del congedo, ne risul-

suo ritorno; dunque, conchiude Targa, terebbe gravissimo danno irreparabile; al-
non si può rimuovere se non allora. La tronde non sembra che abbia a temersene
seconda, perchè egli, dopo aver accettata abuso, perchè all'armatore non v’c cosa
questa carica, non la può più ricusare, nè che stia veramente a cuore, quanto il con-
può più abbandonare il posto fino al ri- servare un buon Capitano s’ebbe la sorte
torno, ovvero terminato il tempo accor- di averlo, e non si può presumere che sen-
dalo, altrimenti commette fellonia, e il Co- za gravi motivi abbia a congedarlo.
dice di Commercio riconosce egualmente 35. Se la nave appartiene a più perso-

l'esecuzione del mandato del Capitano di ne, c il Capitano era egli pure condomi-
nave come forzata, e il Capitano che si no. 0 partecipe, può, se vuole, staccarsi
obbligò a fare un viaggio, se noi compi- dalla società, perchè la legge glie n’ha la-
sce, incorre nella pena del pagamento di sciato l’arbitrio, non essendo ragionevole
tutti i danni, spese, e interessi all’arma- ch'egli sia costretto a rimanere contro sua
tore, c ai noleggiatori (1). Notisi che il voglia in comunione con gente da cui ha
viaggio non s'intende compito quando la ricevuto una specie d’affronto. Allora può
nave è arrivata al suo destino, ma quan- esigere da chi lo ri move, che si addossi

do è ritornata nel porto da cui è partita, la sua porzione della nave, pagandoglie-
salvi patti; perciò se la nave sarà partita
i ne il prezzo al dir di periti eletti d'accor-
34.
da Genova per Odessa, ex. gr. non s’in- ,
do, 0 d'officio (4). Se i partecipi nel con-
tenderà compito il viaggio finché non sa- gedarlo non furono unanimi, e la sola
rà ritornala a Genova, e non basta, fin- maggior parte decise, potranno essere co-
ché non sarà scaricata, e legata a terra, stretti ad assumersi la porzione del Capi-

se il proprietario vuol farla entrare nel tano quc'soli che lo congedarono, ma que-
porto, o le sarà dato un posto sicuro se sta diventa propria di loro, e gli altri che
vorrà farla ristoppare, e il Capitano non non hanno acconsentito all’acquisto, nul-
potrà abbandonarla prima, senza esporsi la hanno a pretendere di essa (5).

alla pena surriferita (2). Gli obblighi, di- 36. Cessano le funzioni di Capitano
ce Targa, devono essere reciproci, e de- colla perdita della nave; col terminarsi
vono essere osservati del pari da chi lo del viaggio ch’era stato specialmente de-
prepose (3). terminato, e coll'aggiudicazione fatta giu-
In vece il Codice di Commercio, dicialincnte dopo il sequestro, e in questo
conforme in questo all’Ordinanza della caso ha diritto all'indennità, quando però
Marina, derogando agli antichi usi marit- sia stata espressamente pattuita (6).
timi, e nulla curando le accennate mas- 37. Il Capitano presiede al governo del-
sime, ha concessa al proprietario, o ar- la nave.Comincieremo dallo stabilire per
matore rimuovere
della nave, la facoltà di massima generale, ch’egli può fare tutta
il Capitano, non solamente prima che la ciò che giudica necessario per condurre

(i) Cod. di Coram. art. a38. (4) Cod. di Comm. art. a 18, 019.
(a) Valin su gli art. a e 4. tit. 7. ìib. a (5) Valin aW art 4 tit. 8 lib. a deir Ord.
deil'Ordin. della Marina. di M.
(3) Targa, toc. cit., da I n. 33 al 38, (6) Cod. di Comm. art. ao8.
PARTE SECONDA 129

la nave e il caricamento a buon porto, ed 40. Si è già detto che il proprietario,


è tenuto non solo pel dolo, e la colpa la- o armatore, preponendo il Capitano al go-
ta, nell'esercizio delle sue funzioni, ma verno della nave, s'intende che abbia ac-
anche per la colpa Itve (1), e secondo il consentito anticipatamente a tutte le ob-
diritto Romano anche alla colpa leniti- bligazioni contralte da quest’ultimo per
ma (2), nè può addurre altra scusa che la salvar la nave e condurla a buon porto,
forza maggiore. Non essendo che un sem- e non v’ha dubbio che i terzi per tali ob-
plice mandatario preposto alla nave, que- bligazioni non abbiano diritto di rivol-
sta non può da lui acquistarsi per via di gersi contro l'armatore come loro princi-
prescrizione (3). Parleremo dei diritti e pale obbligato, ma questa regola eh’ esca
doveri del Capitano prima della parten- dai limiti del diritto comune, non sem-
za, durante il viaggio e al ritorno. bra applicabile che nei casi, in cui la na-
38. Il Capitano, cui la cura principale ve si trova in bisogno urgente, ed è im-
della nave è affidata, e deve necessaria- possibile, il che spesso accade, di procu-
mente valersi per l'esercizio delle sue fun- rarsi il consenso dell'armatore. Se dunque
zioni dell’opera e ministero de’subaltcrni, l'armatore è presente, le operazioni del
ha egli solo la facoltà di eleggerli, c da Capitano per esser valide dovranno essere
lui solo si fa la scelta de'marinari, e del- dall’armatore riconosciute, ed approvate.
l’altra gente d'equipaggio, perchè la sua 41. Targa, a’termini del cap. 236 del
sicurezza, la sua risponsabililà, e il man- Consolato del mare, esamina la questione
tenimento dell’ordine, e della disciplina, se il Capitano possa obbligare gli eserci-
richiedono in lui egualmente questa fa- tori proprii oltre la nave, benché per co-
coltà; ma se il proprietario o armatore si se ad essa attinenti, particolarmente per
trova nel medesimo luogo ove l'equipag- denari a cambio marittimo sopra corpo
gio si forma, il Capitano deve concertarsi e noli, nel proprio luogo dove sono pro- i

con lui (4), e per quanto egli abbia il mag- prietarii o esercitoli, senza il consenso
giore'- interesse nel procurarsi marinari loro, e conchiudendo per la opinione af-
idonei quanto è possibile, e la sua perspi- fermativa, dice essere osservanza da per
cacia in discernerli debba riputarsi mag- tulio, che il Capitano può obbligar la na-
giore di quella di qualunque altro; pure ve. ed esercitori, o presenti in luogo del-
è ragionevole e giusto, che l’armatore, al- F obbligo, o assenti. Soggiunge, che quan-
meno ne sia inteso, e non sia discorde, do pur dovesse procedere la opinione
perchè sono entrambi tenuti, il primo in negativa, si dovrà prendere quando ilCam-
ciò che riguarda il loro ministero, e l’o- bista, o Prestatore sa chi sono gli Eserci-
pera loro, il secondo pe'quasi delitti che tori, e sa che sono in luogo, e vuole ave-
si commettessero nella nave. re ancor essi obbligati non solo realmen-
39. Per uso antico, il Capitano era ob- te, ma altresì personalmente alla rata
bligato, 'nell' atto della sua elezione, di delle loro parlicipazioni, non già quando
promettere, giurare, e dare sicurtà di eser- si contenta della sola obbligazione reale
citar la sua carica bene, fedelmente, c con della nave, e suoi accessorii, e della per-
diligenza, e difendere la nave coi suoi at- sonale soltanto del Capitano, perchè al-
tinenti. per se e sua gente, a tutto suo lora è incongruo cercar essi Partecipi. Il
potere, Gno all'ultimo fiato di vita, e di contrario, a termini dello stesso capito-
rendere a chi si deve, buono, vero, e rea- lo 236 del Consolato del mare, sostiene,
le conto di viaggio in viaggio (51. Queste combattendo Targa, negando 1’ allegala
formalità non sono prescritte dalle leggi osservanza, Giovanni Antonio Morchio,
nuove, ma sempre, ancorché non fossero dottissimo nostro Giureconsulto Genove-
pattuite, sussistono pel Capitano le me- se (6), e dimostra che ciò che Targa dice
desime obbligazioni, perche sono ineren- procedere secondo la comune osservanza,
ti alla sua carica. non procede che secondo il diritto comu-

(i) ld. art. 991 »3o,


, (5) Tnrgn, loe. àt. cap. la n. 14 , .5.
(•>) Casareg. de comm. disc. i3 n. 69 , 83 . 16) f'ot. redd. anno 1716 Hagistr. Con-
.

(3) Cod. di Corani, art. 43q. seiv, maris in causa Dodeii et Perat.
(4 )
Id- art. 993.
17
s

130 DIRITTO COMMERCIALE


ne, per cui nelle cose attinenti alla nave, Commercio, giacché i noleggi sempre sf
il Capitano legittimamente contratta ed trattano col Capitano, senza ch’egli deb-
obbliga gli Esercitoci, quando però vi con- ba giustificare consenso de' Proprieta-
il

corrano quattro requisiti di AtTricano(l),


i rii (5). Nel caso poi chela nave sia stata
cioè l.,chc quando si fa l'impreslito, siavi già noleggiata col consenso dei proprie-
il bisogno della nave, o debba risarcirsi ; tarii, c che alcun di loro ricusasse di con-

2. , che il
Prestatore sappia che T impre- tribuire alle spese necessarie per la sua
stilo ha per oggetto il bisogno o risarci- navigazione, può il Capitano, ventiquat-
mento della nave-, 3., che la somma im- tro ore dopo aver fatta intimazione ai re-
42,
prestala non sia molto maggiore di quella nitenti di somministrare la rata che loro
che è necessaria pel fine cui deve servi- spetta, e coll' intervento dell'autorità del
re; 4., che sia stata imprestata in quel Giudice, prender denaro a cambio marit-
luogo ove si credea che potesse procurarsi timo per conto loro, sulla porzione per
dò che alla nave facea di bisogno. cui sono partecipi nella nave (6), ancor-
Le nuove leggi proibiscono espres- ché uniti insieme formassero la maggior
samente al Capitano nel luogo ove sono parte, perchè poteva non esser costretta
i proprietarii, o persone che li rappresen- a noleggiare, ma dopo il noleggio è ob-
tino, di dare a nolo la nave, di fyrla rat- bligata a contribuire alle spese, avuto ri-
toppare, di comprar vele, cordaggi, o si- guardo principalmente al noto principio
mili attrezzi, e di prendere per questi og- che la nave è fatta per navigare navi :

getti, sopra corpo, denaro a cambio ma- enim ad hoc paratur ut naviget (7).
rittimo, e anche a semplice mutuo, senza 43. Ogni altro imprestito a cambio ma-
che gliene sia data la facoltà speciale da rittimo fatto dal Capitano per altro og-
loro (2). Quanto al noleggio, Emerigon è getto, nel luogo ove sono 1 proprietarii
di parere che l’ effetto della proibizione della nave, senza la loro autentica appro-
non debba stendersi ai terzi, ma farsi sen- vazione (8), 0 senza che sian essi inter-
tire soltanto al quale come
Capitano, il venuti al contratto, non dà nè azione, nè
contravventore, quando si facesse luogo privilegio al prestatore, che sulla porzio-
a indennità in suo favore, in questo caso ne che lo stesso Capitano può avere nella
non la potrebbe pretendere, ma T atto è nave 0 nel nolo (9). Questa disposizione
valido, perchè i terzi che contrattano col è conforme alle antiche leggi maritti-
Capitano di buona fede, non sono obbli- me(10):se però si giustificherà che il Ca-
gati a informarsi dell’ intenzione dei pro- pitano ha impiegato utilmente il denaro
prietarii, dei quali si presume il consen- preso ad imprestilo nel provvedere ai bi-
so (3). Per lo contrario. Valin pretende sogni della nave, e ha fatto spese neces-
che mancando la facoltà speciale dei pro- sarie che sarebbero state a carico degli
prietarii, quando si trovano essi e il Ca- armatori, in questo caso contro costoro
pitano nel medesimo luogo, il noleggio competerà l'azione de in rem verso (11).
sia nullo assolutamente (4); ma il parere 44. Prima di partire, anzi prima di
di Emerigon sembra più conforme allo prender carico, il Capitano è obbligato a
spirito del Codice, e all'uso generale del far visitare la nave nel modo prescritto

( I )
Lucius in fin. ff. de exerc. ad.
/. leur conscntement. Delvincourt crede che
() Cod. di Comm. art. in questo articolo la parola authentique
(3) F.merig. du contr. à la grosse eh. 4 debba intendersi per espresse, formelle,
Sect. 3 § a. non vedendosi la ragione per cui esigereb-
Valin sur Fart. a tit. \ livr. 3.
(4) be un atto autentico perchè uno scritto pri-
,

Delvincourt not. de la pag. 148 n. t.


(5) vato è sufficiente, salvo Fobbligo della ri-
() Cod.
di Corani, art. a33, 3aa. cognizione della firma, qualora ne fosse
(7) L. ia § 1 ff. de usuf. et quemad. E- contestata la verità. Delvincourt not. de la
merigou du contrai à la grosse, chap. 4 pag. 149 n. 1 .

sect. 4 § 3. (9) Cod. di Comm. art. 3qi.

(8) Cod. di Comm- art. 3ai. Nola. // te- (10) V. Emerigon loc.cit.ch. 4 sect. 3 n. 1.
sto dice sans authentique:
l’ aulorisation Vinn. ad l. 1 ff.de exercit. ad. Noce
(1 1)
V Ordinanza della Marina diceva s.ms de navibus, not. 17 Casareg. disc. 71 n. io.
.

PARTE SECONDA 131


dai regolamenti : questa visita si fa per stare quali siano le cose che deve conse-
mezzo di periti, i quali verificano se pub gnare, e non può esigerne il nolo da chi
comodamente navigare, e se è provv«lu- E vero che se il carico non è
le riceve.
la di tutto ciò che le può essere nccessa- ragguardevole, e specialmente nel piccolo
avuto riguardo alla sua qualità, e alla
l'io, cabotaggio, per lo più non si distenda
lunghezza del viaggio: questa visita è rin- contratto di noleggio, ma si consegna al
novata al ritorno, affinchè si possano giu- Patrone una fattura, o nota della roba
stificare le avarie sopravvenute nel de- caricata, e se il caricamento va per conto
oorso del viaggio, provenienti da fortuna di un terzo, si rimette al Patrone una let-
di mare, o da vizio intrinseco del basti- tera di vettura diretta a quel terzo, in
mento. Se ne distende processo verbale, cui si numerano gli oggetti, e la somma
si deposita alla Cancelleria del Tribunale pattuita pel nolo. È vero parimente che
di Commercio, e ne è rilasciala copia al se il carico appartenesse allo stesso pro-
Capitano (t). prietario della nave, non
potrebbe pre-si

45. In tempo di guerra, come in tem- tendere che il Capitano esibisse il con-
po di pace, è necessario che in qualun- tratto di noleggio, ma neppure in questo
que occorrenza si possa giustificare la per- si può prescindere dalla polizza di carico,
tinenza della nave, e del carico; che ognu- e per mezzo detratto di proprietà del ba-
no possa riconoscer le mercanzie che gli stimento sarà facile di accertare che il ca-
sono inviate; che apparisca del pagamento rico appartiene al proprietario (3), ma
dei dazii, e che sia ben accertato che non tutte queste cautele sono necessarie per
sono state caricate mercanzie proibite, e impedire che il (Capitano imbarchi mer-
perciò il Codice ha indicate le carte che canzie di contrabbando, o spettanti a
il Capitano deve indispensabilmente ave-1 un negoziante che sia suddito di potenza
re a bordo. Questa necessità si fa mag- in guerra, e dia luogo a che la nave di-
giormente sentire in tempo di guerra, per- venga preda legittima. Si richiede final-
chè se il Capitano non è munito dei do- mente che il Capitano ahbia a bordo il
cumenti richiesti per gli oggetti sopra ac- processo verbale di visita, per le ragioni
cennati. vien dichiarato di buona preda, già dette, e le quietanze di pagamento, e
ed egli in questo caso sarebbe risponsabi- bollette delle dogane. Dirò cosa siano quo-
le delle conseguenze che ne risulterebbe- ste bollette chiamate dai Francesi acquiti
ro verso i proprietartì-della nave, verso i à eautiem. Le mercanzie per uscire dal
caricatori, e verso gli assicuratori. Deve porto sogliono pagare un dazio, e questo
dunque tener nella nave il documento che e più forte se vanno all’estero. Il carica-
dimostra quali ne sono i proprielarii: l'at- tore, per pagar meno, potrebbe dichiara-
lo che dicesi di francisaiione, ossia che re maliziosamente che le destina per un
prova essere il bastimento proprietà na- porto nazionale, e farle poi trasportare a
zionale, cioè francese, o inglese, o sardo; un porto straniero, perciò, affine di pre-
il ruolo d’equipaggio, cioè il catalogo di venir questa frode, la dogana esige una
tutte le persone imbarcate, coll'indicazio- cauzione, per cui se il caricatore che di-
ne delle loro qualità ec.: la polizza di ca- chiarò di spedire la roba a un porto na-
rico, e il contratto di noleggio, perchè zionale, non giustifica entro un dato ler-
senza queste carte, specialmente in tem- mine, o la perdita delle mercanzie, o Tar-
po di guerra, la nave correrebbe il rischio rivo al porto dichiarato, il suo malleva-
di essere predala, ancorché neutrale; e dorè è astretto a pagare il di più che è
l’ordinanza della marina (2) dichiara buo- dovuto pel tragitto all’estero, e la carta
na preda il bastimento, in cui non sia di permissione che, mediante cauzione,
stato trovato nè contratto di noleggio, nè ladogana rilascia, è quella che i Francesi
polizza di carico, nè fattura. Oltre di che chiamano acquit à caution.
il Capitano senza di esse non può far con- 46. Il Consolato del mare prescrive al

(i) Cod. di Comm. art. a a 5. F. D'tcìiia- presso Emeri^on, des assurances, eh. 1 1
ra .ione del re di Francia concernente le sect. 4 § a
assicurazioni, del «7 Agosto 1779 art -
(*) Ord. de la Mar, tir.des prises art. 6.
(3) Savary Parere 90.
.

132 DIRITTO COMMERCIALE


Capitano che deve rendere buono, vero, 49.risarcisce
e ne il danno ai partecipi nella
c reai conto di viaggio in viaggio, T ob- nave, o, nelle merci e robe caricate (3).

bligo di tener buona scrittura, c ne indi- È proibito al Capitano di caricar


ca la forma. Targa, parlando dello scri- sulla nave mercanzie di qualunque spe-
vano di nave, dice che deve tener tre libri: qualunque pretèsto
cie per conto proprio,
fl primo è il Cartulario propriamente det- ne adduca, senza la permissione dell' ar-

to, nel quale devesi notare il debito e cre- matore, e senza pagarne il nolo, salvi i
dito, introito ed esito, utili, e danni; nel patti in contrario. Secondo il Consolato
secondo, che si chiama del Manifesto, si del mare*(4) era concesso al marinaro
tien nota di tutto quello che s’imbarca d’ introdurre e tener la sua cassa in ma-
e poi si disbarca, nell’ imbarcare indebi- re: ilNocchiero ossia Conlramaestro, ut-
tando la nave di ciò che entra, e seguito fiziale deputato dai proprietarii, che va-

10 sbarco disdebitandola ; il terzo libro si niva in ordine dopo il Capitano e suo Te-
tiene per notarvi ogni occorrenza gior- nente, ne determinava ad arbitrio la ra-
nale, deliberazioni , e tutto ciò che so- gionevole grandezza, e in quella, in ogni
stanzialmente occorre per l’amministra- viaggio, il marinaro poteva riporre ciò

zione e reggimento del negozio della na- che a lui piaceva, e anche merci, purché

ve, e si denomina Giornale, ossia Ma- non fossero di rilievo, e il loro valsente
nuale, perchè giornalmente fa d’uopo a- non avesse ecceduto quello del salario
verlo alle mani. che avrebbe guadagnato, e trasportarle
47. Questo insigne Pratico indica il senza pagar nolo, ben inteso che ciò fa-
modo con cui ciascuno dei tre libri deve cesse per conto proprio, e non d’ altri, e
essere tenuto, P accuratezza che vi si ri- se le provvedesse entro il termine di sei
chiede, il rigore con cui devono essere giorni dopo stivata la nave. Questa fran-
custoditi, l’obbligo di esibirli ad ogni chigia denominavasi portata de' marina-
mandato di Giudice, e la prova che fanno ri, ossia canterata, così detta dal peso del

in giudizio (1). Aggiunge in fine che lo cantaro, e se il Capitano ricusava di per-


scrivano di nave è obbligato a tenere un mettere che la portassero, doveva loro
protocollo, nel quale per ordine siano in- bonificare il nolo, e T utile (5). Quest’uso
filzati i ricapiti e le scritture attinenti è stato abrogato in Francia dall’Ordinan-
alla nave, inqualunque occasione, e da za della marina, e alla marineria non è
chiunque egli le ritiri, con sua iscrizione piò lecito di caricar mercanzie per quan-
al di fuori. to sieno di poca quantità e valore senza
48. Il Codice di Commercio dirigendo- pagarne il nolo, se non vi è accordo col-
si al solo Capitano, come rappresentante l’ armatore, e in questo caso, se il mari-
egli solo la nave, al di cui governo pre- naio, cui per patto gli è accordato il tra-
siede, gl’ impone l’ obbligo di averea bor- sporto, 0 come dicono il porto permesso
do oltre le carte sopra descritte, un re- (le port permis) non si prevale del suo

gistro affogliato. e firmato da uno dei diritto, non può cederlo ad altri, nè pre-

Giudici del Tribunale di Commercio, o tendere per questa franchigia verun com-
dal Sindaco, (Maire) o aggiunto, nei luo- penso (6). Nulladimeno, per tolleranza
ghi ove manca il Tribunale di Commer- marittima, si permette anche oggidì al
cio. Sono da notarsi in questo registrale Capitano, e marinari, oltre la cassa che
deliberazioni che saranno prese durante non è compresa nella proibizione di ca-
11 viaggio, l’introito, e l’esito concernen- ricar mercanzie, di trasportare senza pa-
te la nave, insomma tutto ciò eh' è atti- gamento di nolo, le mercanzie che posso-
nente al suo ministero, e al rendimento no capire nella loro cassa (7), eccettuato-
di conti, cui è, o può essere tenuto (2). Se ne, secondo T uso odierno, il caso dell'ar-
non adempisce i sopra riferiti doveri, o- mamento in corso pel timore che avendo
gni disgraziato accidente è a suo rischio, nella cassa effetti preziosi, il Capitano

(i) Targa loc. cit. cap. XIV (5) Targa, loc. cit. cap. XVII. n. 6.
(i) Cod. di Comm. art. 224. (6) Ordonn. de la marine, art. 1 lie. 4 tit.

(3) Id. art. aa8. 3 Valili, sul medesimo articolo.

(4) Consolato del mare cap. i3o. (7) Valin, loc. cit.
.

PARTE SECONDA 133

non sia meno intrepido nel combatte- ga, 0 nella sua lavoreria, benché separata
re^). dalla sua casa (6), e conchiude che non
,

SO. fregola di diritto Romanochc il cre- si possono arrestare i marinari nella loro

ditore può far arrestare il suo debitore nave, perchè la nave è la loro casa o la
fuggiasco o sospetto di fuga, anzi può ar- loro lavoreria (7). Cosi ragiona Emerigon,
restarlo di propria autorità, e questa mas- masiccome in oggi per i nuovi regolamen-
sima è dai Dottori universalmente rico- tid’ordine giudiciale, non è più la casa del
nosciuta (2), ma per favorire la naviga- debitore un asilo inviolabile; siccome col-
tone, derogando alle leggi comuni, è l'intervento dell’autorità del Giudice, e in
stato accordato dalle leggi marittime al forza di un suo decreto, il debitore può
Capitano, e alle persone che compongono essere arrestato au<fhe in sua casa di abi-
il suo equipaggio il singoiar privilegio di tazione; cosi, riflette Delvincourt, la ra-
non poter essere arrestate per debiti ci- gione addotta da Emerigon non è più di
vili, quando sono a bordo, o sugli schifi alcun peso, e affinché il Capitano o Ma-
per trasferirsi alla nave, pronta a far ve- rinaro non possa essere arrestato, non ba-
la. Sono eccettuati i debiti civili contrat- sterà, crede egli, che trovisi a bordo, ma
ti per quel medesimo viaggio ch'egli è in sarà pur necessario che la nave sia pronta
procinto d'incominciare, come sarebbe a far vela.
per alimenti somministrati al Capitano, 51. È da notarsi che il privilegio di
o alla sua marineria per ordine suo, ma cui si tratta è meramente personale, e non
neppure per questi possono essere arre- si estende al delitto, 0 alle spese prove-

stati se prestano cauzione. Così dispone nienti da processo, o sentenza in materia


il Codice di Commercio, e cosi disponeva criminale; potrà perciò il creditore, in
l’Ordinanza della Marina (3), e quan- qualunque caso, esercitare le azioni sue
tunque l’ uno, e F altra dicano pronta a sopra tutti i beni del Capitano, e anche
far vela (preì à faire virile), il che sem- sulle merci già caricate, ch’egli può se-
bra dinotare, che quando la nave è ozio- questrare, e fardisbarcare,pagandone pe-
sa nel porto, e nulla è stabilito pel viag- ro la metà del nolo (8), ad eccezione del-
gio, non si faccia luogo al privilegio; pu- la cassa che contiene il corredo del me-

re Emerigon crede illimitata questa fran- desimo Capitano, o persona dell’equipag-


chigia, c che il Capitano e la sua gente gio, perchè in tal guisa gli si potrebbe
di mare non possano essere arrestati nella indirettamente impedire di navigare (9).
nave, neppure quando semplicemente vi 52. Appena la nave è ben calafatata,
dimorano, o vi lavorano, fondato sul prin- & munita degli attrezzi opportuni, e prov-
cipio, che nessuno per debiti civili, può veduta d’ ogni cosa attinente alla naviga-
essere estratto dalla sua casa di abitazio- zione, e alla difesa, non è più lecito al
ne (4). Egli osserva che si chiama casa Capitano di ritardar la partenza. Abbiam
ogni luogo ove per solito si abita (5); che detto ch'egli nell'esercizio delle sue fun-
nessuno può esser preso nella sua botte- zioni, è tenuto, non solo del dolo, e della

fi) Dclvincourt, not. à la pag. 139 n. t. niae continentur; hoc perfugium est ita
(i) Fugicntem debitorem, autadfugam sanctum omnibus, ut inde abripi neminem
paratura capere propria auctoritate.
licei possit. Cic. prò domo sua cap. 4 1
Ncque requi ritur fuga, sed
ut sit in ipsa (5) Appellalione domus, habitationem
sufficit si se praeparat ad fugam. Gloss. quoque significaci palam est. £. 8 § 1 ff.
ad l. 1 4 ff. de pign. et hypoth. ad I. Corneliam de adult. etc.
Cod. di Comm. art. a 3 1, Ordonn, de
(3) (6) Arg. I. 5 § 5ff. de injur. et fam.lib.
laMar. art. n
tit. i livr. a.
(7) Pecch. De jure sistendi cap. 6 n. 3.
Nemo de domo sua exlrahi debel l.
(4) Straccila de naaibus, part. a n. 5. CaepolU
i olff dereg. juris, I. 1 8, 1 9 et a 1 (f. de de sera. urb. praed. cap. 1 1 n. 7. V. Ème-
in jus eoe., I. il ff. de injur. § iinst.eod , rigon Des assurances eh. io sect. 7 $ 3
/. 1
1 J 7 ff
de furtis. Quid est sanctiut (8) Cod. di Comm. art 19:.
quid Omni religione munitius, quam domar (9) Valin suirart. 14 tit. 1 lib. I, Or din.
uniuscuiusque civium?Hic araefiicfocijùc della Marina.
dii penates, lue sacra, religiones, caererno-
134 DIRITTO COMMERCIALE
ma anche della colpa leve, ed
53. lata,
colpa ruolò non è sufficiente; se non si valse al
ora accennerò alcuni esempli. bisogno de' piloti cottieri, o locateti, (có-
Se spira propizio il vento, e lo in- lte™ ou lamancurs), egli è in colpa, e, se
vita a far vela, il Capitano che non ne ne segue danno, va per conto di lui (7).
proGtta, è in colpa, e non lo assolve che 54. Ne’ luoghi pericolosi, dice Targa,
il motivo di malattia.o altro legittimo im- v. g. nel transito del Faro di Messina, e
pedimento (1). Se si affida al mare aciel in tanti altri posti consueti, dove sono i
turbalo, e minaccioso (2), se non è in per- piloti particolari di que’ posti, egli è in
sona sulla nave nei passaggi più difficili, obbligo di prenderne uno, che gli serva
come 1" ingresso, e l' uscita dai porti, sia- per quel transito, per quanto esso Capi-
no di mare, o di fiumi (3), se potendo tano, o il suo Piloto, fosse di quello più
prender cammino più sicuro, incautamen- esperto: convenendo che faccia come fan-
te si arrischia per guadi fallaci, e perico- no gli altri (8). Emerigon lo riguarda
losi (4); se intoppa in uno scoglio che a- come disobbligato, allorché luoghi ove
i

Vrebte potuto evitare; se non prevede ciò approda sono a lui noli (9J perfettamente.
che avrebbe dovuto prevedere, egli è per- 55. Il Capitano è tenuto per la cattiva
sonalmente risponsabile d’ogni sinistro, condotta de’ marinari, eanchede'passeg-
e d’ogni danno che accade, sebben la sua gieri (IO); ma è sciolto da qualunque ob-
colpa semplicemente provenga da inespe- bligazione, se non fu egli in colpa asso-
rienza, o da ignoranza dell' arte sua (5). lutamente, purché, se vi fu danno, egli
Se non prese savorra bastante; se stivò in faccia la prova di non averlo potuto im-
luogo umido, o rada umida, o pose ai lati pedire (11). Per quanto sia grave il peri-
del bastimento la roba sottile, e facile a colo che sovrasta, non gli è mai lecito di
guastarsi, o vicino all'albero, o alla sen- abbandonare la nave senza aver prima
tina, o ai portelli, ovvero boccaporti, in- consultato gli ufiziali, c anche i princi-
vece della roba grossolana; in somma se pali marinari del suo equipaggio, e deve
non collocò ogni cosa nei luoghi oppor- far quanto può po' salvare, e portar seco
tuni, e colle precauzioni che si sogliono il denaro, e gli oggetti o mercanzie di
praticare per far buona stiva; se non tie- maggior pregio, sotto pena di pagare di
ne la nave provvista di gatti, acciò topi i proprio, ma se questi oggetti, o mercan-
non rodano e guastino le merci, soggia- zie salvate periscono poi per caso fortuito,
ce al danno (6); se la marineria che ar- egli cessa di esserne mallevadore (12).

fi) L. 6 Cod. de Navicul. /. a § 8 ff. Si gliar la testa, senza intervento di giudice


quis caution. I. io ad leg. Rhod. de jactu. Veruno, e questa pena gli è pure inflitta
() L. 1 3 ff. de locat., /. 36 § i ff. de rei dal giudicato d’Olerone, la quale era degna
(7)
vindic. Stracca de naulis, part. 3 n.n.Rocc. dice Emerigon {loc. cit.), dellabarbarie
de nautis, noi. 56. de’nostri padri. In oggi i piloti ignoranti
(3) Cod. di Comm. art. 237, 338. o disattenti sono condannati al rifacimen-
(4) Per insidiosa loca iturus, l. 4 ffde to de’danni, spese, e interessi. Targa cap. 1 5:
mortis caus. donai. Si recto navigatione (8) Targa cap la.
relieta, litora devia sectatus, l. 7 Cod. de
(9) Emerigon loc. cit.
Navicul, nec loco quidem navigli servato, l. (10) Factum non solum nautarum prete-
3 Cod. de naut.foen. Stracca de nautis part. sta t, sed etiam vectorum. L. nau-
« § 1 ff.
3 n. 6, i5, 19, 3a. Stipmatm part. 4 cap. tae etc.
to n. aio. Locenn. lib. t Cap. 7 n. 3. Ca- (1 1) Emerigon, loc. cit. sect. 6. Delvin-
sareg. disc. s3 n. 71. court, noi. de la pag. 140 n. 3. Quanto al-
(5) V. Emerigon, des assurances c/j. 13 le facoltà del capitano per mantener nella
sect. 4 § 1 e sect. 1 3 § a. nave il buon ordine e la subordinazione, e

() V. Targa loc. cit. cap. 37, a8. ai delitti die si commettono nella nave dal-
Nota. Il Consolato del ilare, cap. la gente di mare, o da'passeggieri. V. Or-
347, decide che se il piloto costiere che si donn. de la Marine tit. 1 lib. a e ivi. Valili,
assume il carico di dirigere il bastimento, Stipmann part. 4 cap. 19, 30. Locenn. lib.
è poi trovato incapace, è in arbitrio del pa- 3 cap. 4 Targa cap. 13, 17.
drone col consenso del comunale della na- fi a) Cod. di Comm. art. 341.
ve, di fargli in pena della sua temerità, ta-

/
,

PARTE SECONDA 135

56. Può accadere eh’ egli debba lasciar partenevano, ragguagliato a! prezzo cor-
la nave per ragion di malattia, o per altro rente per le mercanzie della medesima
fonoso accidente, e che sia in luogo do- qualità, nel luogo del discaricamento del-
ve non sono gli Esercitori: in tal caso, la nave, al tempo dell'arrivo, deducen-
quando non abbia Luogotenente, ha la donc il nolo intero (5).
facoltà di surrogare un; altro in suo luo- 59. Era accordata al Capitano la me-
go, il quale faccia le sue veci, finché dura desima facoltà dall'Ordinanza di Mari-
l’impedimento che lo trattien fuori, quan- na (6) ma non si esigeva intervento di
do pure vi fossero patti di non poter sur- alcuna autorità, e bastava che fossero con-
rogare, per essere caso forzoso, e non ri- sultati il contramaestro e il Piloto, e che
mane obbligato pel fatto del surrogato, questi nel giornale facessero fede della
purché abbia eletto persona idonea, e necessità deir imprestilo , della vendita
non gli si possa rimproverar mala fede, o e dell’ impiego. Le nuove leggi hanno
imprudenza (1). voluto maggiormente prevenirne l’abu-
57. Il Capitano non può vender la na- so, e osservate le formalità che prescrivo-
ve senza che ne abbia avuta dal proprie- no, il prestatore non sarà obbligato, per
tario la facoltà speciale. Si eccettua il ca- rivolgere contro il proprietario della nave
so, in cui fosse riconosciuta inabile a na- la sua azione, di giustificare la necessità
vigare, ma ne deve constar legalmente, dell’ imprestito, che è già legalmente giu-
ed allora il consenso del proprietario si stificata, come si dovrebbe se così noi fos-
presume, perchè fa ciò che il proprietario se (7). Del resto quelle formalità non es-
farebbe se fosse presente (2). sendo prescritte sotto pena veruna, sono
58. Siccome gli Esercitori sono mal- bensì opportune per dar prova della buo-
levadori del Capitano per tutti i fatti di na condotta del Capitano verso i suoi ar-
lui, attinenti alla nave e alla navigazio- matori, ma non interessano i terzi, cui
ne, cosi ricadono sopra di loro le obbli- basta l’ obbligazione del Capitano per es-
gazioni da lui contralte coi terzi che gli sere in diritto di esigere dagli armatori
abbiano somministrato o denaro, o vive- il il cambio marittimo (8).
capitale e
ri, o altro che gli era necessario pel viag- 60. Si presentano a questo proposito
gio. Di questa massima si è già fatta men- alcune questioni. Si domanda se il capi-
zione parlando di nave non ancora posta tano possa rilasciare al prestatore lettere
alla vela (3), ma ora che si suppone intra- di cambio sui suoi armatori per la som-
preso il viaggio, occorre di richiamarla. ma corrispondente all' imprestito? Sicco-
Il Codice di Commercio (4) stabilisce che me l’ Ordinanza della Marina non parla
essendovi necessità di ristorazione, o di che d’ imprestito sul corpo della nave, di
compra di vettovaglie, il Capitano facen- pegno, e di vendita di mercanzie; così E-
done constare per mezzo di processo ver- merigon s' attiene alla negativa, e appog-
bale sottoscritto dai principali dell’ equi- gia la sua opinione a parecchie autorità
paggio, può, autorizzato che sia, in Fran- e decisioni, adducendo per motivo la dif-
cia dal T ribunale di Commercio del luo- ferenza fra il cambio marittimo, e la let-
go, e in difetto del Giudice di Pace, e in tera di cambio per cui se perisce la nave,
paese estero dal Console Francese, o in il prestatore a cambio marittimo perde
difetto, dal magistrato del luogo, prende- ogni azione, ma il portatore della cam-
re denaro a imprestito sopra corpo della biale conserva i suoi diritti, e può tutta-
nave, vendere o pignorare mercanzie fino via sperimentarli (9), ma V articolo 298 del
alla concorrenza del bisogno, di cui con- Codice di Commercio tronca ogni dispu-
sta. Se sono state vendute mercanzie, se ta. perchè da questo risulta, che se la na-
ne deve pagare il prezzo a coloro cui ap- ve siperde dopo che il capitano per i bi.

(i) V. Targa, loe. cit. n. a 5, *6. (6) OrdOnn. de la Marine, art. 19 tit. 1

(a) Cod. di Comm. art. 137. livr. a.

(3 ) IVum. <0. (7) L. 7 ff. de e.xercit. act.


(4) Cod. di Comm. art. a 34, *98. (V)\.\Wn,suirOrdin. della Morirla toc .cit.
( 5) Cod. di Comm. art. a 34 , *98. (9) Emerigon, du contrai à la grosse
cit. 4 sect. 1
1 § S.
1

136 DIRITTO COMMERCIALE


sogni della medesima, avrà fatta la ven- elude l' opinione di Emerigon. Resta
dita di mercanzie, sarà obbligato a ren- dunque la regola, che se il capitano, os-
derne conto in ragione del prezzo che ne servato quanto prescrive il Codice all'ar*.
avrà ricavato, e perciò i proprictarii della 234 , invece di prender denaro a cambio
nave non rimarranno liberati dall’ ob- marittimo, lo prende a imprestilo puro*
bligo di rimborsare i proprictarii delle semplice per mezzo di lettere di cambio
.

mercanzie vendute. E dunque vana la 0 colla vendita di una porzione del carico,
distinzione di Emerigon.c la sua opinio- l'abbandono della nave e del nolo non li-
ne dev’ essere rigettata. Può dunque il bera il proprietario. Il prestatore conserve-
capitano prender denaro a cambio ma- rà l'azione che gli compete anche nel caso
rittimo, e ad imprestito puro e semplice; che il proprietario abbia proibito al ca-
ed è costume, in quest’ultimo caso, che pitano di fare qualunque imprestito, per-
faccia tratta per la somma ricevuta sul- chè il terzo di buona fede può ignorare la
l’armatore, affinché possa prepararsi a proibizione, e questa, quando a lui con-
rimborsarla, o unirla al valor della nave, sta legalmente dell'oggetto 0 della neces-
c farla assicurare, se stima. sità dell' imprestilo, non gli può nuoce-
61 . Si dimanda parimente se i pro- re 4 ).
(
_
prictarii rimangono soggetti all' obbligo 63 Si domanda infine se il capitano
di rimborsare l’ imprestilo puro e sem- sia personalmente obbligato verso i pre-
plice anche quando abbandonano la na- statori, o caricatori delle mercanzie che
i

ve c il nolo. Emcrigon fondalo sull’or- ha vendute. Il Commissionato che pro-


dinanza Francese (copiata dal Codice) mette, stipula, o agisce nella sua qualità
sostiene la negativa. In quella, e in que- di preposto, non è che un semplice mini-
sto (1) si dice che il proprietario coll’ab- stro ed esecutore, ed esibendo il suo man-
bandono della nave e del nolo, si libera dato, 0 la ratifica, è sciolto da qualunque
dalla risponsabilità, e non si aggiunge al- obbligazione ( 5 ); ma Emerigon dice che
cuna eccezione o risalva, nè si ,fa distin- l’uso, il quale, trattandosi di commercio,
zione fra l’ imprestilo puro e semplice, e prevale alla teoria di diritto,è contea,
il cambio marittimo. Su di ciò Emerigon rio (6), e riporla due decisioni del Parla-
cita una folla di decisioni, ebe, nel caso mento d'Aix, da cui è stabilito il princi-
della perdita della nave, hanno dichiaralo pio che, nel commercio marittimo, colui
esenti li proprictarii dall' obbligo di pa- che contratta per conio d’altri, rimane
gar le lettere di cambio dei loro capitani, egli pure obbligato. Nulladimcno lo stesso
allorché non le avevano essi accettate Emerigon ( 7 ), parlando di denaro preso dal
prima della perdila, o non avevano data capitano a cambio mariltimopei bisogni
al capitano la facoltà di far tratta sopra della nave, distingue il caso in cui questi
di loro a risparmio di maggiori usure ha obbligalo i suoi beni e la sua persona.
marittime; ma diversamente la pensa Va- da quello, in cui ha contrattalo sempli-
lin
(
2 ). Egli crede che questa regola sia cemente nella sua qualità di capitano, e,
bensì applicabile quanto ai danni cagio- nel primo caso, conchiude che rimane
nali dal fatto del capitano a lui solo im- personalmente obbligato, ancorché abbia
putabili, ma non quanto agl' imprestiti enunciata la sua qualità, ma non nel se-
per i bisogni della nave, purché consti condo. Soggiunge, che l'Ordinanza non
legalmente della loro necessità, c Pothier assoggetta il capitano a pagare a nome
segue l'opinione di Valin ( 3 ). proprio il denaro preso a cambio marit-

62 Il Codice al cit. art. 298 decide an-


. timo, se non quando l'imprestito fu fatto
che questa seconda controversia, ed es- nel luogo istcsso ov’erano i proprictarii,

(i) Ordonn.de In Mar. art. tg Ut. i lib. > 1. Ansald. dito. 3 o n. 1 5 , 28, 29. Stracca
a. Cod. di Comm. art. ufi. Emerigon Gloss. 1 n. 1 5 . Fabcr Dejin G il. 1. Coti,
.

toc. cit. de cit.


(i) Valin, tur T Ordonn. de la Mar. (6) Emerigon, des assurancet chap. 5
toc. cit. sect. 3 $ 2.
(1) Pothier, de la diarie partie n. 34, (7) Emerigon, du contrai à la grosse
(4) Arg. I. i /jT. de exeroi/, net. eh. 4 sect. 12 § 3,
(,">) C.isareg. dite. in. io disc. 3; n. 7
,

PARTE SECONDA 137


senza il loro consenso, o quando prese- quatenus pecuniae tutte peperei/, ma è
ro denaro ad imprestito senza necessi- noto il principio che —
nemo potetì fieri
tà (1). Siccome il Codice di Commercio, locupletior curri aliena jactura ; non può
in questa parte, è conforme all’Ordinan- dunque defraudare i caricatori del dena-
za della Marina; cosi potranno ammet- ro ricavato dalle loro mercanzie che avreb-
tersi oggidì le medesime distinzioni, le be dovuto trar dal suo scrigno, se non
quali sono altresì confermate dall'artico- fossero state vendute. Essi fecero al Capi-
lo 236 del Codice, in cui si dichiara che tano un imprestito forzoso, e il sopravve-
il capitano, se avrà preso senza necessità nuto naufragio non ha potuto liberarlo
denaro ad imprestito, sopra corpo, vetto- dall’obbligo di restituire, per l'altro prin-
vaglie, o corredo della nave, pignorato, o cipio che —incendiarti aere alieno non
venduto mercanzie, o vettovaglie, o avrà cruit debitnrem. —
Quanto al prezzo, i
portato ne'suoi conti avarie, o finte spe- proprietari! delle mercanzie vendute non
se, sarà mallevadore verso gli armatori e possono dolersi ricevendo quello della ven-
personalmente obbligato al rimborso del dita, e nulla più, perchè senza la rendita,
denaro, o al pagamento degli oggetti, ri- avrebbero perduto ogni cosa, e quanto al
64.
manendo inoltre esposto all’azione crimi- nolo, il Codice non dice che debba pre-
nale, se vi cade. Nei casi specificati in valersi in ragione del viaggio, proporzio-
questo articolo, il Codice vuole che il ca- natamente, ma deve sottintendersi, per-
pitano rimanga personalmente obbliga- chè siccome arrivando la nave a buon
to dunque suppone che generalmente ne-
: porto si deve il nolo intero, attesa la sup-
gli altri casi, noi sia, perchè l'eccezione posizione che le mercanzie siansi vendu-
conferma la regola in contrario. te al luogo dello scaricamento ove sareb-
Abbiamo detto che quando la na- bero arrivate senza la vendita anteriore ;
ve arriva a buon porto, i caricatori delle così non avendo più luogo questa suppo-
mercanzie vendute devono essere rimbor- sizione quando la nave è perita, non può
sati del loro prezzo al ragguaglio del prez- neppure riguardarsi come dovuto il nolo
zo delle mercanzie della medesima qua- pel viaggio che non hanno e non si puù
lità, corrente nel luogo dello scaricamen- supporre che abbiano fatto al di là del
to, al tempo del l’arrivo, prelevatone il nolo luogo della vendita (4).
intero (2). Se la nave si perde, i caricatori 65. Se durante il viaggio, mancano i
non hannodiritto di essere rimborsati che viveri, il Capitano prende consiglio dai
del prezzo ricavato dalla vendila, dedotto principali del suo equipaggio, e colla loro
però soltanto quel nolo che sarebbe stato approvazione può costringere coloro che
dovuto pel viaggio, fino al luogo ove sono nc hanno, a mettere i loro proprii in co-
state vendute, non fino al luogo dello sca- mune, coH’obbligo di pagarne a questi il
ricamento (3). Perchè mai, dirà taluno, valore (5y e non vi può essere disposizio-
se la nave è perita, c anche allorquando ne più giusta, perchè fondata sul diritto
si è perduto il carico intero, deve pagarsi suprema della ne-
naturale, e sulla legge
il prezzo delle merci vendute prima, le cessità.Ripugna alla ragione che in una
quali sarebbero pure perite colle altre se comitiva, altri muoiano di fame, e altri
non ne fosse stata fatta la vendita? Pa- abbiano viveri oltre il bisogno.
recchie ragioni potrebbero addursi, ma la 66. In generale, al Capitano, se il tem-
principale mi semhra questa Se il capi- : po non minaccia burrasca, 0 non l’ inse-
tano, astretto dalla necessità di trovar de- gue nemico, non è lecito di deviare,
il

naro, per provvedere ai bisogni urgenti entrando in un porto cui non era diretto,
della nave, avesse fatto tratta sul proprie- ma se vi è sforzalo, deve, se il porto è
tario o pignorato gli attrezzi, esso avreb- francese, manifestarne i motivi ai Presi-
be dovuto, anche dopo il naufragio poste- dente del Tribunale di Commercio del
riore, pagar questo debito, per la vendita luogo, o se manca, al Giudice di pace del
delle mercanzie, fartus est locupletior cantone; se c porto straniero, la dichiara-

(t) Ordonn. de la Marine art. ij et a o (3) Id. art. 198.


tit. du capitaine. (4) Delvincurt not. de lapage 141.
(a) Cod. di Comm. art. > 34 . (5) Cod. di Comm. art. 149 .

18
-

138 DIRITTO COMMERCIALE


zione dev’esscr fatta al Console di Fran- prova contraria: è però decisivo contro
cia, e non essendovi, al magistrato del il Capitano, ed egli nulla può aggiunger-

luogo (
1 ). Appena
il può, è in obbligo di vi, ne dire di non aver esposte tutte le

ripigliare suo viaggio. il circostanze importanti della sua naviga-


67 Se la nave fa naufragio e il Capi-
. zione, nè ritrattarlo o smentirlo in alcu-
tano si salva, o solo, o con porzione del na parte ( 4 ), perchè dicendo di aver tra-
suo equipaggio, egli è obbligato a presen- dita la verità, caverebbe partito dalla sua
tarsi innanzi al giudice del luogo, o non turpitudine, e allegando nuovi accidenti
essendovune, innanzi a qualunque altra farebbe supporre l’ignoranza del fatto
autorità civile, e a farle il suo rappor- proprio ( 3 ), il che ripugna. Se la nave ar-
to (2) facendolo verificare, se è possibile, riva a buon porlo, il Capitano è obbliga-
e levandone copia. Il rapporto deve enun- to, appena gettata l'ancora, e perciò an-

ciare il luogo e il tempo della partenza,


: che in rada (6), fra le ventiqualtr’ore do-
la via tenuta dalla nave, gli accidenti cui po il suo arrivo, a far apporre il visto al
fu esposta i disordini accaduti in essa, e suo registro, e a fare il suo rapporto nel
quelli principalmente che furono cagion modo sopra indicato ( 7 ), affinchè o na-
del naufragio, finalmente le notabili cir- zionale egli sia, o straniero, si sappia a
costanze tutte del viaggio. La persona che qual nazione appartenga, donde viene, se
riceve il rapporto, lo verifica per mezzo le sue carte sono a dovere, ciò che nel
dell’interrogatorio che dà alla gente del- viaggio gli è accaduto, i pericoli che ha
l’equipaggio. e se è possibile, anche ai incontrati ec. , cose tutte di cui ogni ben
viandanti, giacche la sola asserzione del regolato governo vuol essere informato
Capitano non basta a provare il sinistro. prima di ricevere ne’suoi porti un basti-
Il Capitano deve far seguire la verifica- mento. rapporto dev’esser fatto alla can-
Il

zione del suo rapporto innanzi a quel me- celleria avanti il Presidente del Tribuna-

desimo giudice, o altra autorità che lo ha le di Commercio, e non essendovi, innan-


ricevuto, perchè sarebbe cosa mostruosa zi al Giudice di pace del circondario, (per
che egli facesse il suo consolato in un luo- noi, al giudice di mandamento) il quale
go, e producesse i suoi testimonii in un è obbligato a trasmetterlo subito al Tri-
altro, ma vi sono circostanze che portano bunale di Commercio più vicino. Nell'u-
talvolta la necessità di procedere diversa- no e nell’altro caso, il rapporto si deposi-
mente. Una
nave, per esempio, fa naufra- ta alla cancelleria del Tribunale (8). Se
gio, egli si salva,ma il suo equipaggio è il capitano approda a un porto straniero,

disperso; il Capitano
fa il suo consolato si fa il rapporto al console di Francia,

nel primo porto, in cui gli riesce di ap- (per noi, al console Sardo) il quale al par-
prodare, ma non v'è chi possa verificarlo. tire del Capitano, rilascia un certificato
Egli ritorna al porto da cui era partito, comprovante il tempo dell’arrivo e della
e vi ritrova alcuni de’ suoi marinari; non partenza, come pure lo stato e la qualità
v’ha dubbio che, in questo caso, non pos- del caricamento ( 9 ).
sa far verificare in quello il suo consolato 68. Abbiano detto che il rapporto fatto
precedente ( 3 ). Il rapporto quando è fat- nella debita forma fa prova, ma s’intende
to nella debita forma, è un documento quando sia verificato, perchè in caso di-
autentico cui si presta fede generalmen- verso, farà prova bensì contro il Capita-

te, ma è concesso agl’interessati di far no, ma non contro i terzi, eccettuato il

(i) Id. art. 245. catores, nomea recipit. Casareg. disc. a n. 3.


(i) Nota. Nel Mediterraneo, i rapportisi (
3) Emerigon des assurances chap. 14
chiamano Consolati, e invece difare il suo sect. a § g.
rapporto, si dice fare il suo Consolato, e (4) Valiti sur F art. 7 tit. ro livr. 1 de
pii si dà questo nome, perchè in Italia si fa- r ord. de la Marine.
ceva innanzi al Magistrato del Consolato ( 5)
Emerigon toc. cit.

del mare, e in Levante si fa innanzi ai Con- (6) Valin, loc. cit. art. 4.
soli delle rispettive nazioni: Consultus a (7) Cod. di Comm. art. 243.
Consulibtis retineri solitis in portibus, vel (8) Cod. di Comm. art. 243.
maritirnis emporiis per nationes vel mer (9) Id. art. 244.
0

PARTE SECONDA 139


caso di naufragio, quando egli solo ha 1. la qualità e quantità degli oggetti ca-
potuto salvarsi, ed è giunto egli solo al ricati, 2.nome del caricatore, e sotto
il

luogo ove ha fatto il suo rapporto (1). E questo nome generico si comprendono
proibito al Capitana di scaricare alcuna anche gli armatori se a loro appartengo-
mercanzia se prima non ha fatto il suo no le mercanzie, 3. il nome 0 l’indirizzo
rapporto, e il solo caso d’imminente pe- della persona cui gli oggetti sono spedi-
ricolo può scusarlo, e se manca, la legge ti, 4. il nome, e il domicilio del Capitano,

vuole che in pena, si proceda contro di 5. il nome, la specie, e le tonnellate della


Ini, (senza però dir come, nè su quale in- nave, 6. il luogo della partenza, e quello
stanza), in via straordinaria (2). della sua destinazione, 7. il nolo pattui-
69. Talvolta il Capitano è l’agente de- to. Inoltre devono apporsi in margine lo

gli armatori, incaricato di comprar mer- marche e i numeri degli oggetti da tra-
canzie in paese estero, per conto loro, e sportarsi, ma di questi non fa d’uopo
formarne il carico della nave : in questo enunciare che la qualità generica , aler-
caso, trovandosi in un porto straniero, o tia e apparente e la quantità delle balle
,

delle colonie Francesi, e avendo caricate 0 fusti (6). Basterà dir tela , per e-
le merci per ritornarsene in Francia, gli sempio, senza esprimere la qualità speci-
è prescritto dalla legge di spedire ai pro- fica di lino, 0 di cotone, e il Capitano
prietarii o ai loro procuratori, prima del- quando egli presenti il medesimo nume-
la partenza, un conto della sua agenzia, ro di botti o balle ben condizionate, e col-
firmato da quale siano descritte
lui, nel la medesima marca, è sgravato (fogni ri-
le somme il nome e
prese ad imprestito, sponsabilità, se non è provato che furono
il luogo ove abitano i prestatori, lo stato aperte; non hanno effetto contro di lui
del caricamento e il prezzo delle mercan- le indicazioni della qualità, 0 quantità
zie che lo compongono (3). La mira della specifica apposte nella polizza di carico,
legge è non solo di far sì che i proprietà- se non è provato che furono verificate in
rii possano prepararsi a compiere le ob- sua presenza, e la clausola che per Io più
bligazioni contratte per loro dal Capita- suole aggiungersi dai Capitani che dice
no, e a cogliere l’opportunità di disporre azere, toglie ogni disputa, e vale a libe-
delle mercanzie che si tragittano per con- rarli da qualunque molestia (7). Sebbe-
to loro, ma quella pure di prevenire le ne, anche questa clausola è inutile, per-
72.
frodi, giacché potrebbe il Capitano riven- chè, 0 le mercanzie furono date al Capi-
dere le mercanzie durante il viaggio, ed tano allo scoperto, 0 furono misurate, o
altre sostituirvene, far contratti di cam- pesate in sua presenza, ed ha potuto ve-
bio marittimo con antidate ec. rificarne la qualità specifica, la misura e
70. Abbiamo parlato fin qui delle ob- il peso, e allora egli è mallevadore anche

bligazioni del Capitano verso gli Eserci- per la loro specifica qualità e quantità,
toci o Armatori: accenneremo ora quelle senza che gli giovi la clausola ; o le rice-
che contrae verso i noleggiatori o carica- vette semplicemente in balle e in fusti, e
tori. anche senza la clausola, se non v’è so-
71. D navaiuolo, dice Targa, sempre è spetto di frode, è sciolto da ogni obbligo
tenuto restituire a chi spetta ogni cosa, consegnando il medesimo numero di balle
che sia introdotta in nave, tale
quale in 0 fusti ben condizionati.
essa fu ricevuta Capitano è malle-
(4). Il La polizza di carico può essere a
vadore delle mercanzie che si è incarica- ordine, al portatore , a persona nomina-
to di trasportare, e il primo obbligo suo ta,e quindi se ne può far la girata a un
è quello di presentarne una ricevuta che terzo (8). Qui nasce la questione, se la
chiamasi polizza di carico [ connaùse- girata 0 indossamento della polizza di ca-
menl) (5). In questa si deve esprimere rico abbia l'efficacia della girata delle let-

(i) hi. art. 947. (6) Valili, art. 1 tic. des chartes-parties
(1) Coti, di Comm. art. 948. Polliier, contrats marilimes n. 17.
(3) Id. art. a35. (7) Einei igoo, eh. 1 1 scct. 3 § a des <ts-
(4) Targa, cap. a8 n. I, surances.
(5) Cod. di Comm. art. iva, (8) Cod. di Coroni. art. *81, »8a.
41
«a*

no DIRITTO COMMERCIALE
tcrc di cambio, e trasferisca la proprietà te si desume la prova del caricamento,
delle mercanzie che vi sono descritte. ch'egli è tenuto di giustitìcarc, soprattut-
Emerigon (1) sostiene, che queste cessio- to in caso di assicurazione, quando vi è
ni deferiscono al cessionario un semplice perdita o avaria, lino per colui al quale
jus ad rem che gli attribuisce la facoltà sono indirizzate le mercanzie, affinchè
di domandare la tradizione degli oggetti sappia quali cose deve ripetere. Uno pel
indicali, senza metterlo neiretfeltivo pos- Capitano, affinchè sappia a chi ne deve
sesso della cosa medesima, e perciò tin- far la consegna. Uno finalmente per l’ar-
che non gliene sia fatta la tradizione rea- matore del bastimento, affinchè sappia
le in un tempo utile, non ha il portatore ciò che a lui spetta pel nolo, e possa ag-
della polizza di carico che un azione per- giustare i suoi conti col Capitano. 1 quat-
sonale che c subordinata ai diritti del tro originali devono essere sottoscritti dal
terzo. Dice inoltre che la polizza di cari- caricatore e dal Capitano, entro le venti-
co non è mai come car-
stata considerata qualtr’ore dopo il caricamento (7). Il ca-
ta negoziabile, e conchiude che una si- ricatore è obbligato a rimcttercal Capitano
mile cessione non potrebbe nuocere nè al nel medesimo leonine le ricevute rilasciate
privilegio del venditor primitivo cui non dalla Dogana del pagamento delle imposte
fosse stato pagato il prezzo, nè a quello sulle mercanzie caricate, e le bollette di
del prestatore a cambio marittimo, nè alla cui abbiamo indicato l’oggetto al 11 . 45. Il
massa dc'creditori, ma le ragioni di que- Codice ha fissatoquesto termine non in fa-
sto autore non sono oggidì di alcun pe- vore soltanto del caricatore, ma ancora del
so: non la prima, perchè la tradizione Capitano per dargli il tempo di verificare
non è più necessaria per trasferire la pro- se tutti gli oggetti indicati nella polizza di
prietà (2). Non la seconda, perchè il Co- carico sono stati effettivamente introdotti
dice di Commercio al citato articolo, sta- nella nave, e lo ha fissato assai breve,
bilisce appunto che la polizza di carico è per non ritardar la partenza. Emerigon
carta negoziabile. Quanto al venditore, e Valin (
8 ), riguardandolo come apposto
svanisce il suo privilegio al momento in unicamente in favor del caricatore, sosten-
cui l’acquirente divenne possessore dcl- nero che questi anche prima delle venti-
l’oggetto venduto (3). Quanto alla massa quattr’ore poteva costringere il Capitano
dc’creditori, essa non può che invocare le a sottoscriverli, ma osserva Delvincourt (9)
disposizioni del titolo dei fallimenti in ciò che l'articolo del Codice di Commercio,
che riguarda gli atti traslativi di proprie- di cui si tratta. è concepito diversamente
tà eseguiti dopo il fallimento, o in tem- da quello dell Ordinanza della Marina, e

po molto prossimo alla sua apertura (4). sembra stabilito il termine tanto in favore
Rimane il privilegio del creditore che im- del Capitano,quanto del caricatore; perciò
prestò sopra gli oggetti indicati nella po- al caricatorenon è lecito di abbreviarlo.
lizza di carico, c Valin pretende (5) che 74. Valin, Pothicr, Emerigon si accor-
la vendita lino alla concorrenza delle som- dano a dire che la polizza di carico può
me imprestate, è nulla, perchè il debito- supplire al contratto di noleggio, ma non
re essendosi spogliato della proprietà de- questo a quella, perchè può accadere che
gli oggetti obbligati aU’imprestilo (ino a taluno prometta bensì di caricare una
questa concorrenza, ha venduto per mez- quantità di mercanzie, ma poi 0 non fac-
zo della girata della polizza di carico, ciò cia il caricamento, o non lo faccia che in
che non era più suo ( 6 ). parte. 11 contratto di noleggio è assoluta-
73. Qualunque polizza di carico è fatta mente necessario per costringere il no-
in quattro originali almeno; uno pel ca- leggiatore a caricare, e il Capitano a ri-
ricatore, perchè da questa principalmcn- cevere, ma la polizza di carico ne prova

() Emerigou, loc. cit. § 8 .


(8) V. Delvincourt not. de la pag. 1 5 n a.
.

Cod. Civ. art. 1


(a) i38. (7 )
Cod. di Cornm. art. a8a.
(3) Cod. di Comm. art. 577. ( 8)
Valin, loc. eil. art. 4 tit. a livr. 3.

(4) Cod. di Comm. art. 44» e seg. Emerigon dei asturancet, chap. 1 sect.
(4) Valin sur T art
, 3 Ut. io Iw. » de 3§ a.
V ord. de la Starine. (9 ) Delvincourt, not. de la pag. 145 n. 8 .

le
i

1
PARTE SECONDA Ili

l’esecuzione. Il Capitano, se può, è tenuto a tutti i caricatori, che fa le veci per loro
a presentare il contralto di noleggio, ma di polizza di carico, e di contratto di no-
se manca, la polizza di carico lo presup- leggio, e produce i medisimi effetti (2).
pone e non si può dirtriewerso lo stesso. Talvolta si rimettono al Capitano in pro-

Abbiamo già osservato che la gente di cinto di far vela robe da poco, 0 piccoli
mare non può, sotto alcuna denomina- involti contentandosi che egli ne faccia
zione o pretesto, caricare sulla nave che nota sul libro di bordo (3).
la sua cassa, ma se l’ armatore acconsen- Emerigon dice, che la polizza di ca-
te, cessa la proibizione. In questo caso, rico è un documento autentico, perchè si
se il Capitano è proprietario di una por- sottoscrive dal Capitano, il quale in que-
zione del carico, sembrerà che per que- sta parte è officiale pubblico; Valin dice
sta, la polizza di carico non sia necessa- che la polizza di carico è il documento
ria, perch’egli ha in custodia la cosa pro- neramente provante, e che nulla ammet-
pria, e non può obbligarsi ad essere suo te contro il suo tenore (4). Fa fede non

proprio mallevadore; ma vi sono molte solo fra il Capitano e il mercante carica-


Circostanze, in cui è necessario far prove tore, ma del pari contro gli assicuratori
della quantità e qualità degli oggetti in- ed altre persone; deve intendersi però
trodotti nella nave per mezzo di qualche quando concorsero a formarla, e per que-
documento, il quale non lasci luogo a du- sto motivo l’assicuratore che non v’ebbe
bitare che vi erano al momento della par- parte, ha diritto d’impugnarla, c con ogni
tenza, e il solo documento, da cui possa specie di prov a far constar della frode (5),
risultare incontrastabile questa prova, è se vi è.
la polizza di carico. Fra le circostanze, in 76. La polizza di carico dev'essere for-
cui si richiede, vi sono quelle che abbia- mata, non semplicemente sottoscritta dal
mo sopra accennate, cioè quando si pre- Capitano, 0 dal caricatore, o da un loro
tenda indennità pel gettito, o quando l'as- commesso, perchè se il tenore della me-
sicuratore è chiamato in giudizio in caso desima è scritto da mano straniera si può
di perdita ec. (1). La polizza di carico per sospettare che dopo la sottoscrizione, nel-
gli oggetti introdotti dal Capitano, per la rapidità con cui sogliono sbrigarsi gli
evitare ogni possibilità di frode, si sotto- affari marittimi, siasi fatta alla medesi-
scrive in sua vece, da due fra i principa- ma qualche aggiunta ; ma può darsi an-
li del suo equipaggio, e sembra che do- che il caso che gli originali non siano
vrebbe praticarsi lo stesso rispettivamen- perfettamente conformi, e allora fa prova
te a un caricatore che sia prossimo pa- l'originale che è nelle mani del Capitano,
rente di lui, perchè se non si presta fede se è scritto di carattere del caricatore, o
alla polizza di carico per gli oggetti ap- del suo commesso, e quello del caricato-
partenenti al Capitano, quand’è firmata re 0 ricevitore, se è scritto di carattere del
da lui, nondovrà neppure prestar fe-
si Capitano (6). Osserva Emerigon (7) che
de alla polizza di carico da lui rilasciata questo caso è moralmente impossibile,
ai suoi parenti, se pur non è da qualche perchè si costuma di formar te polizzedi
altra prova suppletiva avvalorata. caric