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SPECIALE a cura di Matteo Grassi

ZEGAMA foto Alexis Berg

Zegama è
Zegama!
14 | SPIRITOTRAIL | luglio 2018
© Alexis Berg
C
i sono gare che solo a
evocarle fanno venire il
brividi. Veri e propri miti di
questo sport hanno intorno a sé
un’aura di magico, di epico e di
assoluto.
Pensiamo alle regine dell’ultra
resistenza, alle 100 miglia
americane o alle corse a filo di
cielo. E poi, e poi c’è Zegama.
Gara in territorio basco del
circuito internazionale Migu Run
Skyrunner® World Series, dove
si incontrano e scontrano ogni
anno, da diciassette anni, i più
forti interpreti della disciplina,
e che per questo viene spesso
definita “il tempio dello
skyrunning”.
Forse in Italia è conosciuta più
dagli atleti élite, o dagli interpreti
delle skyrace e un po’ meno dal
cosiddetto popolo del trail...
Allora abbiamo deciso
raccontare Zegama nello
speciale di questo mese. Un
racconto fatto di immagini,
forti, bellissime, scattate dallo
straordinario Alexis Berg, ma
anche fatto di testimonianze. A
partire dai recenti protagonisti
italiani, ma siamo anche andati
a rispolverare le classifiche e
a ricercare i protagonisti delle
passate edizioni.
Ma prima di tutto, la parola a
Sergio Garasa Mayayo il nostro
collega spagnolo autore di
carrerasdemontana.com, chi
meglio di lui per raccontarci
cos’è Zegama?
SPECIALE Di Sergio Garasa Mayayo - carrerasdemontana.com
ZEGAMA

www.zegama-aizkorri.com

Zegama Aizkorri Mendi Maratoia
LOCALITÀ DATA
Paesi Baschi (Spagna) 5-6.05.2018
DISTANZA ALTRE DISTANZE
41 km 27.05.2018
DISLIVELLO + DISLIVELLO -
2472 m 2472 m
TEMPO MASSIMO TEMPO MEDIO
8 ore 5 ore 46’
PERCENTUALE FINISHER NUMERO ISCRITTI
90% 500
NUMERO RISTORI DIFFICOLTÀ
13 HHHHI
ALTITUDINE MASSIMA ALTITUDINE MINIMA
1551 m 296 m
SALITA PIÙ LUNGA DISCESA PIÙ LUNGA
680 m+ 710 m-
PERCENTUALE ASFALTO PUNTEGGIO ITRA
1% ---
PERCORSO IN BREVE
Un percorso di media montagna sul massiccio
dell’Aratz e sulla Sierra di Aizkorri che comprende le
quattro vette più alte della regione autonoma basca
(Aratz - Aizkorri - Aketegi). Dalla città di Zegama
(296 m) si sale fino all’alto di Otzaurte (652 m).
Sentieri di montagna di grande bellezza naturale,
dalle foreste alle ripide pendici rocciose e ai pascoli
altissimi. È molto tecnico e con un alto livello di
difficoltà. Il fango caratterizza sempre il percorso,
non manca mai.
PUNTI FORTI
“Zegama è Zegama”, un pubblico da urlo che fa
rimanere senza fiato.

16 | SPIRITOTRAIL | luglio 2018
© Alexis Berg
Zegama
e le sue
leggende
dal generale Zumalacàrrequi
al campione Kilian Jornet

I
l gran generale dei carlisti sta morendo. Don Tomás de
Zumalacárregui, che appena un mese fa sembrava pronto
a conquistare Madrid, sta morendo oggi, 24 giugno 1835,
in un villaggio di Zegama. È riuscito a convertire gang di
giovani del Nord in un esercito formidabile che, vittoria dopo
vittoria, è arrivato ad assediare Bilbao. Un proiettile vagante
lo ha raggiunto alla gamba. La ferita si è infettata e Don
Tomás muore in questo piccolo villaggio, situato ai piedi del
monte Aizkorri.
Passano gli anni e Zegama viene dimenticata. Passano le
guerre carliste, passa la guerra civile. Ma negli anni ’70 la
regione di Goierri rifiorisce grazie all’industria del vicino
Beasain, dove vengono prodotti i migliori treni del mondo,
orgogliosi di viaggiare da Madrid a La Mecca. Però l’industria
ferroviaria non è una cosa così buona per Zegama. I giovani
lasciano il villaggio, se ne vanno per montare treni in cerca
di un buon salario. Sono finiti i pascoli e l’agricoltura.

Un giorno Alberto ha un’idea: il pellegrinaggio in cima
all’Aizkorri è bello, è difficile, è panoramico. Perché non farne
una gara di corsa in montagna come nella vicina Galarleiz,
qualcosa che assomigli alla maratona alpina madrilena?

Disegna un percorso ispirato al cammino tradizionale del
santo. Si lascia la città, si raggiunge per prima Aratz, al
confine con la Navarra, da lì si scende fino alla strada romana
di Sancti Spiritu per poi prendere a scalare l’Aizkorri. Si
percorre tutta la lunga cresta calcarea verso i campi di Urbe,
prima di affrontare l’ultima salita per Andraitz e scendere
lungo un veloce sentiero per ritornare a Zegama.

La prima traccia dice 42 chilometri e 2750 metri di dislivello.
Più duro di Galarleiz, simile al Madrileño. Ma se lì ci sono
pini, granito e sole, a Zegama ci sono faggi, rocce calcaree e
SPECIALE
ZEGAMA

fango, molto fango.

Siamo pronti. Prima edizione: Zegama 2002. Verrà
qualcuno? Arrivano, arrivano. Vincono Martin Tolosa e
Rosa Aster. Ma soprattutto sono arrivate tante persone
dai paesi vicini, non solo i corridori, ma anche tifosi e
curiosi, perché nella provincia basca la corsa è vissuta
come in nessun altro posto della Spagna. Si attinge
dai migliaia di baschi che affollano le tante corse della
regione, dalle cento miglia della Ehunmilak, ai venti
chilometri della Behobia-San Sebastian. La verità è che
a Zegama non si è mai da soli.

Gli anni passano, la gara cresce. Arrivano altri giovani
talenti. È il 2007 e vince un ragazzino catalano di nome
Kilian. Nasce così la storia d’amore tra il più grande di
sempre e questa maratona alpina Zegama – Aizkorri, gara
che a oggi ha vinto già otto volte. Nel frattempo la piccola
gara nata dall’idea di un pellegrinaggio è diventata tappa
di coppa del mondo. I corridori vengono da tutto il pianeta.
Arrivano e sognano di tornare. Parlano dell’aurresku,
la danza basca che si balla prima della partenza. Dei
txistu e tamborii, le percussioni che fanno vibrare l’aria
e salire la pelle d’oca. Dicono che quando scendono a
Sancti Spiritu, il loro cuore cambia. Pioggia, neve o sole
non importa. Ogni anno la scalata alla cima dell’Aizkorri
è animata da mille voci che gridano a ogni passo: Aupa
Mikel! Dale Kilian! Oso Hondo Marco! E poi raccontano
di quella cresta frastagliata, della discesa pericolosa e
delle tante cadute tra fango e rocce taglienti.

No, non è facile correre a Zegama. Prima di tutto devi
essere fortunato, molto fortunato per ricevere uno dei
250 numeri che vengono estratti tra le oltre settemila
richieste. Gli altri 250 sono gli élite. E una volta in gara
hai solo 8 ore di tempo per completare un percorso
che solo i più grandi riescono a fare in meno di 4. Per
molti anni sono stato lì, a incitare e fotografare per
carrerasdemontana.com. Solo un anno ho avuto il
pettorale. Era il 2013 e sebbene fossi già iscritto alla 73
km della Transvulcania due settimane prima, non ho mai
avuto alcun dubbio. Ero anche io alla partenza, mentre si
ballava l’aurresku, finalmente ero uno di quei fortunati.
La gara è stata difficile. Ho capito perché il livello di
Zegama è il più alto al mondo, già dal primo chilometro
erano tutti troppo veloci. Ma quando sono arrivato al 19°
km, tra le rampe dell’Aizkorri, sembrava anche a me
di volare tra tutte quelle urla e applausi. Ho sofferto di
crampi perché il mio cuore, è stato spinto molto di più di
quello che le mie gambe potessero fare. Non importava.
Ho continuato a correre fino a tagliare il traguardo in 6
ore e 30. Da allora capisco perché quando corri a Zegama
sogni di poter tornare indietro. E forse capisco un po’
meglio il generale carlista, Don Tomás, che è venuto a
morire qui, all’ombra dell’Aizkorri. n

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© Alexis Berg

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