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L'OSSERVATORE ROMANO

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ESTERO (VIA ORDINARIA)

Quotidiano

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Anno CXLV - N. 247 (44.084)

CITTÀ DEL VATICANO

Venerdì 21 Ottobre 2005

L'OSSERVATORE ROMANO Via del Pellegrino 00120 CITTÀ DEL VATICANO – Segreteria . di Redazione 0669883461 /

IRAQ Ucciso un leader del sindacato dei giornalisti iracheni — Rapito un corrispondente del «The Guardian»

Baghdad: razzo colpisce una scuola elementare e provoca la morte di quattro bambini

BAGHDAD, 20.

Nuovi atti di violenza in Iraq. Questa mattina un razzo ha colpito una scuola elementare a Baghdad, provocando la morte di quattro bambini ed il ferimen- to di altri dieci. Il razzo — secondo fon- ti militari locali — è stato lanciato da circa due chilometri contro il quartiere

  • di Al Mansour, dove sono diverse Amba-

sciate arabe ed altre due scuole. Tre sol-

dati statunitensi sono stati uccisi, ieri, a Nord di Baghdad dall'esplosione di un ordigno al passaggio del veicolo sul qua- le viaggiavano. Sempre a Nord della ca- pitale è stato ucciso, in un altro attacco dinamitardo, un quarto militare Usa. Un'autobomba, a Baaquba, ha ucciso quattro civili iracheni. Rory Carroll, corrispondente da Ba- ghdad del quotidiano britannico «The Guardian», è stato rapito, ieri, nella ca- pitale irachena. La Federazione interna- zionale dei giornalisti (Ifj) ha chiesto a tutti i colleghi presenti in Iraq di colla- borare alla ricerca di informazioni sul giornalista britannico sequestrato. «I giornalisti iracheni e i corrispondenti stranieri hanno sofferto molto durante questo conflitto — ha detto il Segretario generale della “Ifj”, Aidan White —. Ab- biamo bisogno della massima solidarietà professionale per lanciare il messaggio che i giornalisti non dovrebbero divenire un bersaglio». Successivamente si è ap- preso che in un quartiere orientale di Baghdad è stato assassinato il «numero

due» del sindacato dei giornalisti irache- ni, Mohammad Haroun. L'operatore televisivo francese, Fred Nerac, scomparso in Iraq nel marzo del 2003, sarebbe rimasto ucciso in una spa- ratoria tra iracheni e militari Usa men- tre si trovava a bordo di un veicolo ira-

cheno: è quanto si afferma in un comu-

nicato diffuso dal ministero degli esteri francese al termine di un incontro fra il titolare del dicastero, Philippe Douste- Blazy, e i familiari dell'uomo. Il Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, si è detto convinto che il pro- cesso a Saddam Hussein «rispetterà gli standard del diritto internazionale». Se- condo quanto riferito dal portavoce del- la Casa Bianca, Scott McClellan, il pro- cesso all'ex dittatore è per Bush «un al- tro passo verso la costruzione di un nuovo Iraq democratico, basato sullo stato di diritto». Bush ha dichiarato:

«Credo che il processo sia il simbolo che lo stato di diritto sta tornando in Iraq». Nel processo apertosi ieri a Baghdad, Saddam si è dichiarato «non colpevole», ed ha contestato la legittimità del Tribu- nale speciale iracheno (Tsi) incaricato di giudicarlo. A presiedere il tribunale è il magistrato di origine curda Rizgar Mohammed Amin. L'ex dittatore, che rischia la condanna a morte, è chiamato anzitutto a rispondere dell'«azione puni- tiva» che nel 1982 portò al massacro di 143 persone nel villaggio sciita di Dujail,

a Nord di Baghdad. Il processo all'ex rais è stato aggiornato al 28 novembre. Il Tribunale speciale iracheno è com- posto da magistrati istruiti in Gran Bre- tagna. Venti inquirenti si occupano della raccolta delle prove e delle deposizioni dei testimoni. Tutto il materiale viene

vagliato dall'istruttore-capo e quindi

consegnato ai cinque giudici che emette- ranno la sentenza. Il Primo Ministro ira- cheno, Ibrahim Jaafari, ha affermato:

«Se dovessimo indagare su tutti i crimini commessi da Saddam Hussein servireb- be un secolo». In questi giorni l'Iran ha reso noto di aver trasmesso alle autorità irachene il fascicolo dell'incriminazione di Saddam Hussein per una serie di crimini, tra cui il genocidio e l'utilizzo di armi chimi- che. Il Ministro della giustizia iraniano, Jamal Karimi-Rad, ha affermato che in futuro sarà fornita un'ulteriore docu-

Atlante geopolitico

Atlante

geopolitico
geopolitico

Iraq: il coraggio di un popolo

di GABRIELE NICOLÒ

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mentazione alle autorità irachene impe-

gnate a giudicare l'ex dittatore. È arrivato oggi a Baghdad il Segreta- rio generale della Lega Araba, Amr Moussa. Questi ha annunciato che sotto- porrà alle autorità irachene la proposta
di

una conferenza di riconciliazione na-

zionale da tenersi entro la fine del- l'anno. La magistratura spagnola ha emesso un mandato di cattura internazionale contro tre militari statunitensi per l'at- tacco di un'unità di blindati all'hotel «Palestina» di Baghdad, compiuto l'8 aprile 2003: nell'attacco morì il camera- man della televisione spagnola «Telecin- co», José Couso. Dopo la diffusione, martedì, di due rapporti sui «gravi ritardi» nel processo
di

ricostruzione in Iraq, il Segretario di

Stato Usa, Condoleeza Rice, ha detto al Congresso che nei piani della Casa Bian- ca vi è l'intenzione di dispiegare squadre

miste civili-militari per la ricostruzione.

La strategia — ha affermato la Rice — è
di

sconfiggere gli insorti «assicurandoci

la vittoria», di rendere l'Iraq «sicuro» e
di

costruire «istituzioni forti». A doman-

de sul futuro ritiro delle truppe Usa in Iraq (cinque, dieci anni), la Rice ha ri- sposto: «Non voglio fare congetture; so solo che stiamo facendo progressi sulla capacità degli iracheni di agire da soli. Quando saranno in grado di assumersi

certi compiti, quando saranno in grado
di

tenere sotto controllo il proprio terri-

torio, non avranno più bisogno di noi

per fare queste cose».

Pakistan:

Pakistan:

nuovo appello dell'Onu per le popolazioni terremotate

NEW YORK, 20. Dal Palazzo di Vetro a New York giunge un nuovo appello alla comunità internazionale a favore del Pakistan: se non verranno forniti aiuti molto più

WASHINGTON, 20. Il Presidente dell’Auto- rità Palestinese (Ap), Abu Mazen, incontrerà oggi a Washington il Ca-

massicci alla popolazione colpita dal ter- remoto, ha avvertito il Segretario gene- rale Kofi Annan, il bilancio delle vittime rischia di aumentare sensibilmente. Tre milioni di persone sono rimaste senza casa a causa del devastante sisma dello scorso 8 ottobre. I Paesi donatori hanno al momento garantito solo una minima parte della somma di 312 milioni di dol- lari richiesta dalle Nazioni Unite per far fronte all’emergenza ed i soccorritori so- no impegnati in una vera e propria cor- sa contro il tempo per salvare la vita di coloro che devono far fronte alle conse-

po della Casa Bianca George W. Bush nel ten- tativo di rilanciare il pro- cesso di pace in Medio Oriente. Diversi i temi in discussione: dalla parte- cipazione di Hamas alle elezioni di gennaio, al processo di rafforzamen- to delle istituzioni pale- stinesi, dal tema della si- curezza nei Territori a quello dello sviluppo economico nella Striscia

guenze del sisma nelle aree maggior-

di

Gaza.

mente colpite. Decine di migliaia di persone che po- polano le zone più isolate non hanno ancora ricevuto aiuti e per tre milioni di senzatetto si profila la minaccia di un inverno rigidissimo in condizioni più che precarie. «Questo significa che se non

Prima di trasferirsi ne- gli Stati Uniti Abu Ma- zen ha incontrato i rap- presentanti dei vertici politici spagnoli, a Ma- drid. Secondo fonti di stam-

intensifichiamo i nostri sforzi, andiamo incontro ad una seconda ondata di de- cessi», ha dichiarato Annan. Si tratta «di dar vita ad una escalation eccezionale

pa, Bush dovrebbe chie- dere in primo luogo ad Abu Mazen di emanare norme che impediscano di par- tecipare alle elezioni politiche di gennaio

dell’operazione globale di aiuti», ha ag- giunto il Segretario generale, esortando i rappresentanti internazionali a prende- re parte alla conferenza dei donatori sponsorizzata dall’Onu in programma a Ginevra. «Esorto con forza Governi e al- tre organizzazioni a partecipare ai mas- simi livelli». «Non abbiamo scuse», ha concluso. «La nostra risposta ci darà la misura della nostra umanità».

a quei gruppi che non hanno abbando- nato la lotta armata. Il riferimento è in particolare ad Ha- mas, che intende prendere parte alle consultazioni, ma ha annunciato che non abbandonerà le armi. L'Ap, però, sta cercando di coinvolgere gradualmen- te nel processo politico Hamas e gli altri gruppi militanti, per evitare un confron-

 

Uragano «Wilma»: migliaia in fuga dalle coste del Messico e della Florida

WASHINGTON, 20.

In Messico, il Comitato statale specia- lizzato nella prevenzione ha già dato

l’ordine di sgombero agli almeno 70.000 turisti che affollano gli alberghi della zo- na minacciata dall'uragano. I modelli computerizzati sugli spostamenti di Wil- ma messi a punto dai meteorologi ame- ricani indicano lo Yucatan a rischio già da oggi, seguito dalla parte occidentale

di

Cuba e poi, nel fine settimana, dalla

L'uragano «Wilma» è leggermente ca- lato di intensità ed ora è un uragano ca- talogato nella categoria 4 della scala di Saffir-Simpson. Ma siccome gli esperti del Centro nazionale uragani di Miami avvertono che il poderoso uragano — che rischia di risultare il più violento mai registrato sull’Atlantico — potrebbe oggi ritornare di categoria 5, decine di migliaia di persone continuano ad ab- bandonare le coste messicane e della Florida. «Le fluttuazioni di intensità sono nor- mali negli uragani di questa violenza ed è possibile che questo accada nelle pros- sime 24 ore: “Wilma” potrebbe tornare

  • di categoria 5», ha segnalato il Centro di

Miami, nel suo ultimo bollettino diffuso

alle 5 del mattino di oggi, ora italiana. In quel momento Wilma viaggiava a cir- ca 13 chilometri all'ora con venti massi-

  • mi a 250 chilometri orari, con raffiche

molto forti, e si trovava a circa 380 chi-

lometri a Sud-Est dell’isola messicana di Cozumel. Secondo gli esperti del centro

Florida. Le caratteristiche dell’«occhio» dell’uragano e la sua potenza attuale fanno prevedere che entrerà nel Golfo del Messico come uragano estremamen- te pericoloso. Dopo aver attraversato da Ovest ad Est la Florida, secondo il Cen- tro uragani di Miami, «Wilma» dovrebbe

proseguire verso Nord, indebolito ma non esaurito nella propria potenza. L’u- ragano potrebbe colpire l’area tra Bo- ston e il Maine o il Canada, zone che negli ultimi giorni sono già state interes-

sate da forti piogge e allagamenti e che ora potrebbero rischiare onde anomale e alluvioni. Il Presidente Usa, George W. Bush,

  • di Miami, se l’occhio dell’uragano toc-

cherà direttamente la penisola dello Yu- catan, si potranno produrre onde supe- riori di due-tre metri al livello normale.

ha lanciato un appello alla cittadinanza perché segua le indicazioni delle autori- tà di protezione civile e si preparino ad affrontare l’uragano.

MEDIO ORIENTE In vista delle elezioni legislative palestinesi fissate in gennaio

Attesa per il vertice a Washington tra George W. Bush e Abu Mazen

ché ponga fine ai lavori di ampliamento degli in- sediamenti in Cisgiorda- nia ed alla costruzione della barriera di sicurez- za. Abu Mazen vorrebbe anche risolvere la conte- sa sul confine, che ha la- sciato la Striscia di Gaza praticamente sigillata do- po il ritiro israeliano. Il Presidente dell'Ap vor- rebbe anche che Israele apra gli aeroporti, i cor- ridoi marini e un percor- so via terra da Gaza alla

Cisgiordania. In attesa del vertice, l’Amministrazione Bush ha mantenuto una posi- zione equilibrata: lunedì ha criticato Israele per le severe restrizioni sul mo- vimento dei palestinesi in Cisgiordania imposte

come ritorsione per l’at-

tacco nei pressi di Be-

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Abu Mazen e Bush nell'incontro del maggio scorso alla Casa Bianca

to diretto e scongiurare il rischio della guerra civile. Da parte sua, Abu Mazen cercherà di convincere Bush ad esercitare maggiore pressione su Israele, anche per rafforza- re la sua posizione tra i palestinesi. Se- condo gli analisti, però, ad un mese dal ritiro israeliano da Gaza è improbabile che la Casa Bianca eserciti maggiore pressione sul Premier Ariel Sharon. Abu Mazen, secondo gli esperti, do- vrebbe chiedere pressioni su Israele per-

tlemme nel quale sono stati uccisi tre coloni israeliani. I porta- voce della Casa Bianca e del Diparti- mento di Stato hanno nello stesso tem-

po ribadito ogni giorno la necessità che i palestinesi «facciano di più» per con- trastare il terrorismo e smantellare i gruppi militanti. La diplomazia statunitense per il Me- dio Oriente mira in questo momento so- prattutto all’obiettivo di tenere viva la spinta per riprendere il processo di pace dopo il ritiro da Gaza degli israeliani.

Celebrate a Lapio le esequie del Card. Giuseppe Caprio

«Questa Concelebrazione è un inno di ringraziamento al Signore per il dono di averci fatto conoscere e stimare un uomo, un sacerdote e un Ve- scovo, con la sua esemplarità di vita. La sua testimonianza sacerdotale è stata per tanti un vero e autentico esempio da seguire e imitare, per- ché nonostante dolori e malattie, la fede ci fa vedere il nostro fratello, come un testimone autentico del Vangelo»: sono le parole del Card. Cre- scenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, che ha rivolto ai presenti nella chiesa madre di santa Caterina vergine e martire in Lapio, in diocesi di Benevento, durante la Santa

Messa esequiale del Card. Giuseppe Caprio, morto sabato 15 ottobre

nella sua abitazione romana nel Palazzo del Sant'Uffizio. La bara del compianto Cardinale giaceva davanti all'altare maggiore sotto lo sguardo amoroso della santa Patrona, attorniata dagli stendardi del comune di Lapio, della città di Avellino, della comunità montana di Terminio-Cer- vialto-Montella e dalla bandiera listata a lutto dell'Azione Cattolica. La bara del Cardinale era giunta a Lapio, martedì pomeriggio, accolta da una moltitudine di persone, provenienti da tutto il circondario per con- traccambiare l'affetto che il Porporato ha sempre riservato alla sua terra natale. E durante la notte non lo hanno lasciato solo. La Veglia di pre- ghiera è stata veramente commovente. Un atto di amore verso il Cardi- nale, che per tutta la lunga vita si è sempre sentito legato alla sua terra natia, all'Arcidiocesi di Benevento, di cui si sentiva figlio premuroso. Ba- sti pensare alle continue visite e alla grande venerazione degli Arcive- scovi che si sono succeduti sulla cattedra che fu di san Gennaro, proto- vescovo di Benevento. Per Lapio, poi, ebbe un amore di predilezione. Il Card. Caprio si sentiva fiero di essere nato in una famiglia, la cui più grande ricchezza era quella di vivere gli insegnamenti evangelici.

Servizio del nostro inviato NICOLA GORI

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I lavori della XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi

I lavori della XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi I Padri dell'XI Assemblea Generale

I Padri dell'XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi parte-

ciperanno, nel tardo pomeriggio di giovedì 20 ottobre, nell'Aula Paolo VI, ad

un concerto in onore di Sua Santità Benedetto XVI. In programma musiche

di Pierluigi da Palestrina, Georg Ratzinger, Mendelssohn, Mozart, Listz, Pfit- zner, Verdi e Wagner. I Padri Sinodali si ritroveranno in Aula venerdì matti- na, 21 ottobre, per la XX Congregazione Generale, durante la quale verrà presentato e votato il Messaggio. Proseguirà lo studio degli emendamenti col- lettivi alle Proposte svolto dal Relatore Generale insieme con il Segretario Speciale ed i Relatori dei Circoli minori. Anche nel pomeriggio di venerdì —

XXI Congregazione Generale — proseguirà in Aula la presentazione delle Pro-

posizioni emendate.

ANNO

ANNO

DELL'EUCARISTIA

DELL'EUCARISTIA

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«Dobbiamo mettere la nostra vita nella Messa e la nostra Messa nella vita»

C'è una frase che da sola esprime tutta la verità e la spiritua- lità della liturgia eucaristica nelle sue tre parti: la parte culminan- te del sacrificio, la «mensa della Parola di Dio» e la «mensa con Cristo morto e risorto». Ed è questa: vivere la Messa! Nessuno si comporti mai come colui che pensa: «La Messa è finita. Io torno

a casa e sono quello di prima»

... mettere la nostra vita nella Messa, dobbiamo mettere la nostra Messa nella vita.

Per vivere la Messa dobbiamo

Card. GIOVANNI COLOMBO Arcivescovo di Milano dal 1963 al 1979

(da un'omelia per la conclusione delle Quarantore)

Congregazione per la Dottrina della Fede

Nota circa il Ministro del Sacramento dell'Unzione degli Infermi

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NOSTRE

NOSTRE INFORMAZIONI Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza: Sua Beatitudine Eminentissima il Signor

INFORMAZIONI

Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

Sua Beatitudine Eminentissima il Signor Cardinale Nasrallah Pierre Sfeir, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano); le Loro Eminenze Reverendissime i Signori Cardinali:

— Varkey Vithayathil, Arcivescovo Maggiore di Ernakulam-Anga- maly dei Siro-Malabaresi (India);

— Miguel Obando Bravo, Arcivescovo emerito di Managua (Nica- ragua);

— Jānis Pujats, Arcivescovo di Riga (Lettonia); — Paul Shan Kuo-hsi, Vescovo di Kaohsiung (Taiwan); — Marc Ouellet, Arcivescovo di Québec (Canada); Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Joseph Powathil, Arcive- scovo di Changanacherry dei Siro-Malabaresi (India).

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Il Santo Padre ha concesso il Suo assenso all'elezione canonica- mente fatta dal Sinodo della Chiesa Greco-Melkita cattolica, riunitosi a Ain Traz (Libano) dal 20 al 27 giugno 2005, del Reverendo Padre Georges Bakouny ad Arcivescovo di Tiro (Libano) dei greco-melkiti

cattolici.