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Capitolo 5 Operatori lineari negli spazi a infinite dimensioni 5.1 I concetti di dominio, continuita’ e limitatez- za di un operatore. Parecchi dei tooremi sugli operator! linear negli spazi a dimensione finita pos- sono essere estes agli spazi di dimensiene infinita; e” necessario ussae pero" uma certa cantela poidw’, in genera, ess valgono solo se si pangono opportune restrizioni sulle classi di operateri che si considerano, ‘Una prima complicazione nasce dal fatto che negli spazi ad infinite dimensio- niin generale non ¢" conveniente definire 2k operator’ Tinea come omomorfismi fra due spazi Ee K, associando ad ogni clemento di E un elemento di K. Basti persare allo spazio L©)(a, b); Foperatore lineare derivata, , non puo’ applicare a tutte le funzicni che rappresentano vettori di L(a,b), ma solo a quelle detivabill con derivata quaclrato integrabile, 1? quindi utile adlottare la segnente Definizione 5.1.1. Dati due spavi vetteriali Ee K si dice operatore lineare di F in K Vapplicavione tineare Da > K, dove Da 6 una varieta’ lineare contamita in E, detta dominio deloperatore dell operatore A, 1? importante osservare che D4 C E deve essere tna vatieta” lineare, ¢ non 1m sottoinsieme qualsiasi di E, per garantire che Yz,y € Da, Ya,(3 € C, abbia senso la proprieta? A(oz + By) = aAr + BAy, Ga) hee definisce Ta lineatita? dell'applicazione, Gio’ mestra come il ccnvetto ci dominio sia superfiuo negli spezi di dimen- sione finita; infatti se E ha dimensione finita V, la varieta’ lineare Da CE @ ancora tino spazio vettoriale £" di dimensione finita M < N; Foperatore A ¢ allora un omomorfismo fra lo spazio EF e lo spazio K. Se inyece Ee? umo spazio vettoriale ad infinite dimensioni, la varieta’ lineare Da C E puo’ esere uno spavio di natura diversa da E; abbastanza spesso ‘succede, como nellesempio 4, che Da sia uno spxvio normato non completo © dee E sia il suo completamento, de valka cioe’ [Da] = E. ‘Vedremo tuttavia che anche negli spazi ad infinite dimensioni sottoclasse di operatori per i quali suparfluo introdume il concetto di Se E e K scaw spazi lineari topologici (in particolare spazi normati) si puo’ pensare al limite di una successione e chiedens se si po? scambiare operatore con il segno di limite; gli operatori per cui cio’ e" lecito si chiamano operator lineari continu. Definizione 5.1.2. Lioperatore lincare A ¢* continuo se per ogni successione convergpnte {tn}s.1n € Da oon 2 = littn-so0tn € Day vale Ar = jim Arn 2) one A B20 in A 69 F immediato verificare che ogni operatore lineare fra spazi a mmen finito di dimension e* continneg fissate infatti arbitrariamente una base in E ed una base in K, Je componenti diy = Ar (r € B, y € K) sono furvioni lineari, quindi continue, delle companenti di 2. La derivata fornisce esempio di operatore non continuo in [?(—z,7): Ia successione + sin nr converge a zero in norma quadlratica, mentre la successione delle derivate cosnar non converge affatto! (le furvioni Secosrer formano un sistema ortonormale). Se Ee K sono spazi normati e’ utile introdurre anche la seguente Definizione 5.1.3. Loperatore A o” Timitato se existe un C > 0 tale dhe per cen. € Da vale [doll $C, owverose Vir € Da, IIx] ha |aal< C Si puo? definire norma di A: |Az| i ll= sp EM sup fal 4) red, I TED #0 il de esiste certamente perche’ ||-z|l ¢” lmitato. Tia sncesione osrer COMI? a zero sob debolmente, over mel senso delle dssrituzioni. Per ogni x € Da si puo? quindi scrivere [|e] < [All Ull. (6.5) ‘Mostriamo ora che se Ee KC sono spazi normati, le definizioni 5.1.2 ¢ 5.1.3 sono equivalent. ‘Teorema 5.1.1. Un operatore lineare e” continio se e solo see” limitato, Dimostrazione: “eo: Ae limitato = Ae’ contimo. Dalla 5.5 sean [Ar — Ar] < [Al Ira ain Bin [he—2ol| =0- im Ar Arol| =0, : dim t= 05 Jim Ary = Ar. oe) Ae’ contimo => Ae’ limitato. Procediamo per assurdo: se A none’ Iimitato rn} [len y= 1,2ye04e Cio! contraddioe la contimita’ di A poicie’ 1/|lArall > jel] =15> lim 22 an mentre Aen 7 >1> jim A 40, aed. ‘Vale anche il seenente ‘Teorema 5.1.2. Un operatore lineare limitato A, che mandi lo spazionormato E rello spevio i Banach K., definito su un dominio D4 C E po’ essere esteso per continnita’ in modo tmnico alla chiusura [Da]. Dimostrazione: Yre[Dal Han} an €Da x= lim ty. {Arn} e? di Cauchy in infatti || Ary — Atm <[JAll-[]tn — mils cwindi, per Ta completeza di K By = ltin-soo Attn € Ke ‘Mostriamo che il limite y non dipende dalla suocessione scelta a rappresen- tare 2; infatti se lim.ths th €Das