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Comunicare con

Cane e gatto
Capire il linguaggio degli animali interpretando espressioni e comportamenti.
INDICE
Introduzione 4
Capitolo 1 | Il linguaggio degli animali 5
Capitolo 2 | Il linguaggio del cane 8
Capitolo 3 | Il linguaggio del gatto 13
Capitolo 4 | Tutto sulle espressioni di cane e gatto 18
Ricapitolando 22
LInguaggi e comportamento
come comunicare con cane e gatto

Esseri umani e animali comunicano in modo diverso, attraverso linguaggi differenti fra
loro: se gli uomini, da un lato, esprimono stati d’animo e pensieri con il linguaggio verbale
e gestuale, la comunicazione degli animali nei nostri confronti si articola attraverso
comportamenti ed espressioni che bisogna imparare a riconoscere per interpretare le
loro sensazioni e necessità. Anche gli animali comunicano attraverso i suoni che emet-
tono, che non sono mai identici e rappresentano stati d’animo ben precisi che si possono
imparare a comprendere nel tempo.

Uomini e animali riescono a comunicare tra loro instaurando un dialogo dato dall’intera-
zione quotidiana: in tal senso, l’educazione si colloca come uno step propedeutico alla
comprensione reciproca, in quanto la comunicazione con gli animali è bidirezionale. Così
come noi dobbiamo imparare a comprendere i segnali che i nostri animali ci stanno lan-
ciando, allo stesso modo loro devono essere in grado di distinguere un rimprovero da un
apprezzamento.

Il linguaggio del cane si differenzia da quello del gatto: in queste pagine saranno trattati
in modo approfondito i comportamenti e le reazioni più comuni dei due animali, al fine di
fornire una piccola guida di facile consultazione per l’analisi e la comprensione degli atteg-
giamenti più frequenti da parte delle due specie.

Ci saranno, in particolare, un focus sulle espressioni del muso sia del cane sia del gatto
che potrà servire da cartina tornasole per individuare un eventuale malessere o disagio
da parte dell’animale nell’ambiente in cui si trova, oltre che una panoramica generale sugli
atteggiamenti insoliti che possono fornire indicazioni sulla presenza di eventuali malattie.

Obiettivo dell’approfondimento è creare maggiore sensibilizzazione sulla comunicazione


fra esseri umani e animali e fornire informazioni specifiche su un argomento di importanza
fondamentale.

Scopriamoli insieme!
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Capitolo 1
Il linguaggio degli animali
Il linguaggio degli animali si articola attraverso il
trasferimento di informazioni da un animale o un
gruppo di animali a uno o un insieme di altri animali.

Questi input possono essere trasmessi in modo intenzionale, come acca-


de per esempio nella fase di corteggiamento, o in modo non intenzionale, come
quando un predatore invia degli odori a quella che diventerà la sua preda.
La comunicazione degli animali è tuttora oggetto di studi che prendono in considera-
zione il comportamento, l’apprendimento, la sociobiologia e la neurobiologia, così come
le emozioni o il comportamento sessuale. Quando l’informazione inviata si traduce in
una modifica del comportamento da parte dell’animale che la riceve, si parla di segnale.

I segnali che possono essere colti dagli animali sono di tipo:


• visivo
• uditivo
• olfattivo
• elettrico
• tattile
• sismico
• termico

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Fra i segnali visivi, con cui gli animali comunicano, ci sono i gesti, che sono costituiti da movi-
menti distintivi che rivelano o enfatizzano una parte del corpo. Per esempio, un cane che scopre
i denti e accompagna questo comportamento con un ringhio sta inviando un segnale di minaccia.
Ci sono poi animali che trasmettono informazioni attraverso un cambiamento di colore – si parla
di segnale cromatico – o attraverso la comunicazione bioluminescente: è il caso delle lucciole.

A propositivo dei segnali uditivi, invece, gli animali comunicano tra loro attraverso la voca-
lizzazione, che può avere molteplici scopi: può essere un richiamo di avvertimento in presen-
za di predatori, un rituale di accoppiamento o un modo per indicare dove si trova il cibo, o
ancora uno strumento adoperato per l’apprendimento sociale.

Negli animali l’olfatto rappresenta il metodo di comunicazione più antico: non è affatto un
caso che quello degli animali sia molto più sviluppato rispetto a quello dell’uomo. L’olfatto
è indispensabile per la localizzazione del cibo, ma non solo: la marcatura odorosa e lo sfre-
gamento con i profumi sono forme di comunicazione olfattiva diffusissime tra i mammiferi.

La comunicazione elettrica è presente sol-


tanto in alcuni animali acquatici, come gli
ornitorinchi, che sono in grado di percepire
i campi magnetici.
Molto più sviluppata è, invece, la comunica-
zione tattile, che è fondamentale nelle inte-
razioni sociali. Attraverso il tatto gli animali:

• socializzano, mediante la toelettatura


che è utilizzata come mezzo di integra-
zione sociale o per marcare la relazione
gerarchica fra i membri di un gruppo;

• si scambiano informazioni, anche di tipo olfattivo;

• nell’accoppiamento, individuano eventuali segnali chimici emessi da un potenziale


compagno.

La comunicazione sismica è quella nella quale le informazioni vengono scambiate attraverso


segnali vibratori autogenerati, mentre quella termica è sviluppata principalmente in quegli
animali – tipo il serpente a sonagli – nei quali la mancanza del senso della vista viene com-
pensata dalla capacità di individuare i predatori o le prede attraverso le radiazioni termiche
emesse dai corpi.

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Comunicazione fra esseri umani e animali
Nonostante uomo e animale parlino due linguaggi diversi sono perfettamente in grado di ca-
pirsi in modo reciproco: un animale domestico, abituato a vivere in compagnia di esseri uma-
ni fin da piccolo, apprende durante il processo educativo il linguaggio verbale, anche se non
è in grado di replicarlo. Un cane o un gatto memorizzano il nome che viene loro assegnato e
imparano a reagire quando vengono chiamati, allo stesso modo gli esseri umani imparano a
distinguere le differenze che ci sono fra i vari tipi di abbaio o miagolio. Un cane felice o un
cane impaurito non comunicano di certo allo stesso modo e lo stesso si può dire per il verso
del gatto.

Secondo quanto presente nel volume Animal vocal communication: a new approach di Eugene
Morton e Donald Henry Owings Cambridge, è stato inoltre confermato che molte specie di uc-
celli e di mammiferi condividono il medesimo schema di intonazione e di velocità dei messaggi di
base: per questo motivo tali specie e gli umani sono del tutto in grado di capirsi quando manife-
stano emozioni come paura, senso di aggressione, ostilità, sottomissione, tranquillità e così via.

Cani, gatti e comunicazione


Come già anticipato, cani e gatti comunicano con noi tramite i
movimenti di ogni parte del corpo: dalla coda alle orecchie, dal-
la postura fino ad arrivare alla voce. Se fra di loro comunicano
principalmente attraverso i gesti e lo scambio di odori, noi pos-
siamo imparare molto partendo dall’analisi dei seguenti fattori:

1. Le vocalizzazioni
2. Posizione della coda
3. Posizione delle orecchie
4. Postura e posizione delle zampe
5. Espressione del viso

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Capitolo 2
Il linguaggio del cane
Il primo elemento da analizzare per capire il linguaggio del
cane è l’abbaio: si tratta di un vero e proprio linguaggio spe-
ciale, attraverso il quale il cane comunica messaggi diversi.

Dall’analisi dei suoni e delle tonalità, sono state individuate diverse tipologie di abbaio,
ognuna con un suo significato specifico. In particolare, è emerso che:

• un abbaio breve e secco, con un tono medio-basso, indica una sorta di rimprovero in rife-
rimento a un comportamento che non viene apprezzato dal cane;
• un singolo abbaio con un tono un po’ più acuto indica un misto fra la sorpresa e il fastidio.
Può essere, per esempio, la normale reazione di quando si sta spazzolando il cane e per
sbaglio gli si tira il pelo;
• un abbaio breve ma molto acuto indica dolore;
• un abbaio breve intervallato da altri due con un tono medio indica una richiesta, per
esempio quella di uscire per la passeggiata;

• abbai molto ravvicinati fra loro stanno indicando l’arrivo di una possibile minaccia dalla
quale bisogna difendersi;
• un abbaio lieve, che cambia di tonalità, indica invece un sentimento di gioia o piacere, tipo
quello che il cane prova durante il gioco;
• un abbaio veloce, ripetuto più volte è una sorta di saluto e anche in questo caso il cane
è molto felice. Si manifesta, per esempio, quando il proprietario, torna a casa dopo una
giornata fuori.

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La posizione delle orecchie

Anche se i cani hanno orecchie ben diverse dal punto di vista morfologico, perché variano
in relazione alla razza, la loro posizione trasmette le stesse informazioni. A seconda della
posizione, il cane sta comunicando qualcosa di diverso, per esempio:

• orecchie dritte e tese in avanti indicano un cane attento, che sta studiando qualcosa o la
sta facendo per la prima volta. A questo movimento si potrebbe accompagnare anche la
testa che si inclina, da un lato e dall’altro;

• orecchie molto dritte e ferme stanno indicando un atteggiamento dominante, nel quale il
cane è pronto a fronteggiare qualsiasi pericolo;

• quando le orecchie sono tese in avanti il cane si prepara ad attaccare;

• orecchie all’indietro indicano invece timore e sono in genere accompagnate da testa bas-
sa, occhi sommessi e coda tra le gambe;

• orecchie rilassate, coda che si muove, occhi sgranati e bocca spalancata sono invece ri-
velatori di grande felicità;

• quando le orecchie si muovono a scatti solitamente il cane è indeciso sul da farsi e sta
valutando la prossima mossa.

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La posizione della coda

Cosa si può intuire osservando il modo in cui il cane dispone o muove la coda? Ecco alcuni dei casi
più comuni e la loro interpretazione:

• una coda rilassata è indicatrice di uno stato d’animo tranquillo;

• se la coda è abbassata e ci sono anche altri segnali, come orecchie basse e posizione accovac-
ciata, il cane potrebbe trovarsi in una condizione di disagio o stress;

• la coda abbassata con lievi movimenti indica invece che il cane è nervoso per una situazione
e non sa bene come reagire;

• la coda fra le gambe è sinonimo di paura;

• quando la coda è tesa in orizzontale, ci possono essere interpretazioni differenti. Il cane


potrebbe essere in allerta per qualcosa, ma potrebbe anche trattarsi di un timido saluto da
parte sua. Se la coda in orizzontale si muove intensamente il cane potrebbe essere sia molto
felice di vedere il proprietario sia irrequieto o allarmato per qualcosa;

• quando il cane è felice muove la coda e i fianchi, mentre quando la coda è alta vuol dire che il
cane è sull’attenti e molto sicuro di sé.

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La postura del cane

Dalla postura del cane possiamo cogliere segnali differenti, alcuni dei quali possono anche varia-
re. Ci sono alcuni atteggiamenti molto frequenti che è bene imparare a conoscere:

• quando il cane dà le spalle, per esempio, significa che si sente molto eccitato e ha bisogno di
distrarsi dagli stimoli che sta ricevendo per ritrovare tranquillità;

• se si sdraia con la bocca all’insù, vuol dire che ha grande fiducia nei confronti degli esseri
umani che lo circondano e si mostra in una posizione di sottomissione;

• un cane che si sente minacciato, invece, guarda in direzione opposta rispetto a quella in cui si
trova il proprietario, sbadiglia, si gratta, annusa il suolo;

• il pelo che si drizza sulla schiena, le pupille che si dilatano e un leggero tremore possono es-
sere invece segnali di stress che indicano che il cane potrebbe essere pronto a fuggire o ad
attaccare;

• un cane che ringhia e mostra i denti, è assolutamente un cane in posizione di attacco.

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Informazioni & curiosità
Dall’osservazione di alcuni comportamenti insoliti del cane, è possibile individuare even-
tuali problemi o patologie. Eccone quattro da tenere sotto controllo:

Se il cane trascina il posteriore, potrebbe avere un’infiammazione o un’infe-


1 zione delle ghiandole anali ed è bene portarlo subito dal medico veterinario.

Se il cane si rincorre la coda per un periodo prolungato, potrebbe aver svilup-


2 pato un comportamento compulsivo causato da noia, ansia o stress. Potrebbe
anche soffrire di un disturbo della colonna vertebrale o dermatologico.

Se il cane si accuccia solo con le zampe anteriori, sta lanciando una richiesta
3 di aiuto. Potrebbe avere un dolore addominale, necessitando quindi del pare-
re di un medico veterinario.

Se si gratta continuamente il muso, può indicare la sensazione locale di pru-


4 rito o fastidio legata a diversi fattori come parassiti o infezioni.

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Capitolo 3
Il linguaggio del gatto
Comunicare con un gatto non è un’impresa impos-
sibile: quello che bisogna fare è osservare i suoi
comportamenti e interpretare i gesti e i segnali
tipici della specie, anche in relazione al contesto.

Per comprendere il linguaggio del gatto, si può iniziare esaminandone il miagolio, che è la
prima vocalizzazione utilizzata dai gatti per comunicare.

I felini che vivono in strada in genere miagolano di più rispetto a quelli che stanno in ap-
partamento perché questi ultimi hanno imparato a strumentalizzare le loro emissioni per
interagire con il proprietario. Così i gatti di casa hanno capito che se miagolano ottengono
qualcosa e sono più o meno chiacchieroni a seconda di quello che desiderano ricevere. Il mia-
golio viene utilizzato quindi come segnale per lanciare una richiesta.

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Tra i più comuni, ci sono:

• il miagolio di saluto, che è una sorta di trillo;

• il miagolio della pappa, che è una richiesta di attenzione per ottenere qualcosa;

• i miagolii bassi e prolungati, che stanno a indicare malessere di tipo fisico;

• il miagolio che indica dolore, che è una sorta di strillo, per esempio quello emesso quando
per sbaglio pestiamo la zampa del felino;

• il miagolio di un gatto in calore, che varia in relazione al sesso del gatto. Il gatto maschio
emette dei versi che sembrano quasi le urla di un bambino e lo fa per spaventare even-
tuali altri concorrenti. La gatta, invece, emette miagolii intensi, acuti e molto insistenti,
udibili anche a grandi distanze, per attirare l’attenzione dei maschi;

• il miagolio sommesso e breve, che assomiglia molto a un brontolio, che il gatto emette
quando lo si interrompe nel fare qualcosa.

Ci sono poi altre tipologie di verso che il gatto emette, quali:

• il soffio, che rappresenta una richiesta di allontanamento causata da nervosismo, paura


o aggressività;

• il ringhio, una sorta di emissione sonora che si manifesta quando c’è l’incontro con un al-
tro gatto, percepito come un rivale.

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La posizione delle orecchie

Le orecchie sono un ottimo indicatore


delle emozioni che il gatto sta provando.
In particolare:

• se le orecchie sono dritte e rivolte in


avanti, vuol dire che il gatto è attento;

• orecchie dritte, ma con le punte rivolte


verso i lati indicano nervosismo o tensio-
ne;

• le orecchie appiattite esprimono lo stare


sulla difensiva;

• se le orecchie sono basse e appiattite


all’indietro, il gatto è in un atteggiamen-
to aggressivo perché ha paura.

La posizione della coda

La coda è un altro strumento che fa parte del linguaggio del gatto: ogni movimento o posizio-
ne ha un significato ben preciso da memorizzare se si vuole capire quello che il gatto ci sta
comunicando. Per esempio:

• se la coda è alta e dritta, il gatto è felice. Si tratta dell’atteggiamento più amichevole che
il felino può manifestare;
• se la coda è in orizzontale e dritta, il gatto è tranquillo, attento e ben predisposto alle
coccole;
• se la coda dondola, vuol dire che il gatto si sta innervosendo;
• se la coda è bassa e in mezzo alle gambe, significa che il gatto è spaventato;
• se il gatto ingrossa la coda, sta cercando di intimorire perché si sente minacciato;
• se la coda vibra, il gatto è molto felice;
• se la coda si muove a scatti, molto velocemente, significa che il gatto è arrabbiato e si sta
preparando a un agguato;
• se la coda è ricurva e il gatto fa la gobba, è in uno stato di grande agitazione.

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La postura e i comportamenti tipici
Passiamo alla postura del felino: abbiamo già anticipato che quando il gatto fa la gobba, ov-
vero alza il pelo e si drizza sulle zampe, sta cercando di scoraggiare una potenziale minaccia
e difendersi. Se vuole comunicare sottomissione all’avversario, invece, si schiaccia a terra e
si accovaccia.
Un comportamento molto particolare, tipico del gatto, è quello del rolling, una sorta di roto-
lamento della pelle del dorso che rappresenta la ricerca di contatto fisico.

I gatti sono poi soliti strusciarsi sulle persone o sugli oggetti: si tratta di un comportamento af-
filiativo messo in atto per rilasciare marcature olfattive e ottenere contatto fisico da parte del
proprietario.

Un atteggiamento peculiare del gatto è anche quello dello scratching, ovvero la graffiatura. Que-
sto movimento non serve soltanto ad affilare gli artigli, ma anche a lasciare un segnale territo-
riale visivo.

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Informazioni & CUriosità
.

PERCHÉ I GATTI FANNO LE FUSA?


Le fusa sono un suono caratteristico del linguaggio del gatto: sono sintomo
di contentezza e indicano una condizione di rilassamento. Le fusa vengono
1 emesse anche dalla madre quando i gattini sono piccoli e sono il primo lin-
guaggio che apprendono. Rappresentano inoltre un modo per manifestare
gratitudine e non è insolito che il gatto le faccia durante il contatto fisico.

PERCHÉ I GATTI SI NASCONDONO?


I gatti hanno la tendenza a nascondersi. Il motivo è molto semplice e intuiti-
2 vo: i gatti sono al contempo predatore e preda. Nel primo caso si nascondono
per tendere degli agguati, nel secondo per difendersi. Si tratta quindi di una
questione di sopravvivenza e di un impulso naturale.

PERCHÉ I GATTI SALGONO IN ALTO?


Anche la passione per le altezze è spiegabile con il fatto che i gatti sono dei
3 predatori e le posizioni sopraelevate rappresentano il modo migliore per po-
ter osservare il territorio. Ma i gatti sono anche prede e stando in alto posso-
no mettersi al sicuro da potenziali pericoli.

PERCHÉ I GATTI FANNO LA PASTA?


Fra le azioni più comuni compiute dai felini c’è anche quella di fare la pasta. Si
4 tratta di un comportamento affiliativo che viene compiuto per la prima volta dal
gattino per stimolare la fuoriuscita del latte dalle ghiandole mammarie della ma-
dre. È proiettato sul proprietario o sugli oggetti come segno di legame affettivo.

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Capitolo 4
Tutto sulle espressioni di cane e gatto
Le espressioni facciali giocano un ruolo molto im-
portante nella comunicazione animale: un gesto
facciale è infatti segnale di un’emozione.

Anche gli animali, infatti, come gli esseri umani, sono dotati di una struttura cerebrale che
permette loro di provare emozioni, paragonabili a quelle provate dall’uomo durante l’infan-
zia. Dall’analisi delle espressioni facciali dell’animale si possono carpire tante informa-
zioni su di lui e su quello che sta provando e sta cercando di comunicare.

Espressioni facciali del cane

Un cane è in grado di provare emozioni primarie come amore, affetto, gioia e rabbia, men-
tre non conosce stati d’animo come il senso di colpa, l’orgoglio, la vergogna o il disprezzo. Lo
sguardo languido del cane che è stato rimproverato per aver commesso una marachella non
corrisponde a senso di colpa, ma è legato alla paura della reazione da parte del proprietario
per un gesto che non è stato apprezzato.

Quando un cane mostra i denti non sta sorridendo, ma sta manifestando rabbia nei confronti
di qualcosa. In genere a questa espressione si accompagna anche un ringhio di sottofondo. Se
un cane sbatte le palpebre in modo insistente o gira la testa di lato, sta cercando di far capire
che non si sente a proprio agio rispetto a una situazione. La sua è una richiesta di tranquillità.

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Gli occhi del cane possono comunicare tante
emozioni differenti. Per esempio:

• sguardo rilassato indica un atteggiamen-


to positivo da parte dell’animale;

• sguardo fisso e intenso indica che il cane


non è particolarmente ben disposto in
quel momento. In genere questo sguar-
do è accompagnato da scarsi movimenti,
coda ferma e corpo proiettato in avanti.
Potrebbe essere l’atteggiamento di un
cane prima di un’aggressione;

• occhi piccoli e sorridenti sono un chiaro


segno di pacificazione ma, a seconda del
contesto, potrebbero rappresentare an-
che paura;

• occhi grandi e spalancati indicano paura.

Per quanto riguarda, invece, la bocca:

• quando è aperta è sinonimo di felicità;

• la bocca in tensione, chiusa e con delle leggere rughe intorno esprime uno stato di agi-
tazione da parte dell’animale;

• se è aperta e ansimante, invece, potrebbe essere dovuta al caldo oppure a una situazio-
ne di stress, che generalmente provoca una respirazione più veloce e meno profonda.

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Espressioni facciali del gatto

Il linguaggio dei gatti non è composto soltanto dai toni di voce, dai gesti e dalle marcature
con gli odori: i gatti comunicano anche con la mimica facciale. Il loro viso è costituito da
tanti muscoli che permettono ai felini di fare delle espressioni in concomitanza a movi-
menti di altre parti del corpo.

Oltre alla posizione delle orecchie, ci sono anche altre parti del volto che si possono analizzare
per interpretare al meglio il linguaggio non verbale dei gatti, ovvero le vibrisse e le pupille.

Le vibrisse possono essere:

• orientate in avanti, indicano uno stato di tensione;

• all’ingiù e in movimento o disposte a forma di ventaglio, in questo caso il gatto ha


paura di qualcosa;

• piegate all’indietro, esprimono timidezza da parte dell’animale;

• disposte verso i lati e poco tese, indicano rilassatezza, calma o indifferenza.

Le pupille sono contratte nel caso in cui il felino si senta minacciato da qualcosa o dilatate
se prova paura o sorpresa o, ancora, se si trova in un atteggiamento difensivo. Anche le
palpebre possono presentarsi differentemente in relazione allo stato d’animo del felino.
In genere, di fronte a un estraneo sono più aperte perché l’animale è in stato di allerta,
mentre in situazioni di relax sono semi-aperte. In più, quando un gatto viene guardato negli
occhi tende a dare le spalle nel caso in cui si senta minacciato.

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Informazioni & Curiosità
La scienza che studia il comportamento degli animali prende il nome di etologia, mentre
l’insieme di tutti i comportamenti di una specie si chiama etogramma. Fra i comportamenti
del cane e del gatto più comuni che bisogna imparare a interpretare, ci sono anche:.

Lo sbadiglio
I cani sbagliano perché sono stanchi, oppure perché sono stressati o annoiati.
1 Come per ogni comportamento, è bene analizzare il contesto per capire meglio
quale potrebbe essere la causa della reazione. I gatti, invece, sbadigliano quando
stanno bene e si sentono perfettamente a proprio agio nel luogo in cui si trovano.

Il cane che si lecca la bocca


Ci sono diverse motivazioni per le quali i cani si leccano la bocca: a volte lo fan-
2 no per salutare, altre volte semplicemente per rimuovere i residui di cibo rimasti
dopo un pasto, altre ancora a causa di alcune problematiche di salute, quale un
disturbo compulsivo.

La smorfia di Flehmen del gatto


Si tratta di un’espressione caratteristica dei felini in risposta a uno stimolo olfat-
tivo: quando il gatto deve esplorare una sorgente odorosa, arriccia il naso, apre la
bocca, alza il labbro superiore e schiaccia la lingua dietro gli incisivi dove c’è l’or-
3 gano di Jacobson, considerato il secondo organo olfattivo dell’animale, che per-
cepisce gli odori in modo molto più intenso rispetto agli esseri umani. La smorfia
di Flehmen, che potrebbe apparire come un’espressione di disgusto, indica in re-
altà grande piacere.

Il gatto che morde


Oltre ai comportamenti affiliativi, ci sono anche quelli aggressivi. Nel linguaggio
del gatto i morsi hanno significati diversi a seconda del contesto. Sono sicura-
mente l’espressione di nervosismo, ma bisogna comunque indagarne le cause. Se
4 il gatto morde in continuazione in casa, ci possono essere varie spiegazioni: po-
trebbe essere stato educato erroneamente nell’interazione con gli esseri umani
o potrebbe essere stato separato dalla madre troppo presto e non aver avuto il
tempo di apprendere l’inibizione al morso.

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RICAPITOLANDO
Quattro chiacchere
con cane e gatto
Imparare il linguaggio di cane e gatto è un percorso da intraprendere insieme al proprio
animale domestico, che bisognerebbe iniziare ancor prima di accogliere il cucciolo in casa.
Avere un quadro generale del modo in cui gli animali comunicano è il punto di partenza
per instaurare un dialogo efficace con l’animale. Comunicare significa proprio “mettere in
comune, fare partecipe” ed è l’azione che consiste nel trasmettere un’informazione da un
individuo a un altro con un codice specie specifico che si chiama linguaggio.

Il linguaggio è a sua volta l’espressione dei singoli comportamenti composti da movimenti,


gesti e suoni. Tali segnali devono essere interpretati all’interno di un contesto, elemento
in base al quale espressioni e comportamenti possono avere un significato diverso. L’edu-
cazione dell’animale ha un ruolo significativo nel processo comunicativo che porta esseri
umani e animali a capirsi reciprocamente, nel tempo.

Cani e gatti comunicano con noi attraverso i movimenti delle loro parti del corpo, dalla
coda alle zampe, dalle orecchie alla bocca: osservare non solo il modo in cui si muovono,
ma anche le espressioni del muso e i diversi tipi di abbaio o di miagolio, e interpretarli in
base alla situazione permette di capire l’animale e di rendersi anche conto dell’insorgere di
eventuali problemi di salute.

Queste pagine hanno cercato di illustrare quanto le differenze fra il linguaggio degli esseri
umani e quelli di cane e gatto non costituiscano un ostacolo alla comprensione e di quanto
una conoscenza più approfondita del modo in cui gli animali comunicano tra loro e con gli
esseri umani possa fare la differenza non solo nel rapporto con l’animale in sé, ma anche
nello stile di vita che si può regalare al pet attraverso la comprensione specifica di tutti i
suoi bisogni.

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