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Il Destinante invia il Soggetto alla ricerca di un Oggetto/Valore da L’ipotesi documentaria

consegnare al Destinatario, a cui manca e di cui ha bisogno. Nella


ricerca il Soggetto può incontrare un Aiutante che facilita il La Bibbia è nata da 4 gruppi di testi differenti, redatti in epoche e da
raggiungimento dell’obbiettivo o un Oppositore che lo ostacola. autori diversi, di cui si può riconoscere stile e pensiero. I 4 documenti
sono indicati con le lettere J, E, D, P:
 “J” è il testo “Jahvista”, cosiddetto perché Dio è indicato col Nome,
il Tetragramma sacro, YHWH (Gen 2);
 “E” indica l’“Elohista”, testi in cui, invece, Dio è indicato col nome
generico, Elohim (Es 2-3);
 “D” è il “Codice deuteronomico”, opera di scribi legati agli ambienti
del palazzo reale, da cui deriva una vera e propria scuola di pensiero
e interpretazione, detta deuteronomistica (622 a.C.);
 “P” è il Priestercodex, il Codice sacerdotale, redatto, appunto, dalla
classe dei sacerdoti (Gen 1).
Le relazioni fra i Personaggi si svolgono secondo i seguenti assi: I 4 documenti non sono nettamente separati, ci sono delle
 la dinamica Soggetto-Oggetto è caratterizzata dal volere: per contaminazioni e sovrapposizioni. Ad es. non sempre un testo in cui
giungere all’Oggetto, il Soggetto deve seguire l’asse del desiderio; Dio è indicato col Tetragramma è dello Jahvista, come pure uno in cui
si usa il generico Elohim non è dell’Elohista, ma in alcuni casi quello
 il rapporto tra Soggetto, Aiutante e Oppositore si svolge lungo l’asse
che leggiamo è frutto di una fusione dei due, da alcuni detta “JE”,
del potere-sapere;
Jehovista. Ad es. al suocero di Mosè sono attribuiti due nomi: Reuel e
 quello tra il Destinatore e il Destinatario lungo l’asse della Ietro, probabilmente perché i racconti appartengono alle due tradizioni
comunicazione (o partecipazione). successivamente unite fra loro.
Passando dal mondo del racconto a quello reale, il Lettore deve
chiedersi qual è l’Oggetto-Valore che manca e a chi (Destinatario), chi Elementi di Analisi narrativa
può essere il Destinatore e chi il Soggetto della ricerca, gli Aiutanti e
gli Oppositori, osservando se ci sono cambi di ruolo. Il racconto è affidato alla voce di un Narratore (“In principio…”
Di solito ci identifichiamo con il Soggetto, l’Eroe. I Personaggi sono Gen 1,1: chi può dirlo da testimone oculare?), funzione letteraria che
le porte che aprono l’ingresso al Lettore nel mondo del racconto e con gode di due proprietà:
loro si stabilisce un legame emotivo di simpatia (attrazione) o antipatia  è onnisciente: nulla gli è nascosto del mondo del testo. Ad es. può
(repulsione). Il Personaggio offre al Lettore una forma di vita possibile conoscere il pensiero dei personaggi, (Es 3,3), compreso quello di
da concretizzarsi mondo reale. Dio (Es 13,17)
Spesso i racconti biblici presentano ripetizioni, che offrono spunti  è onnipotente: può far accadere tutto nel mondo del testo, ma entro
per l’interpretazione a partire dalle somiglianze e dalle differenze fra le certi limiti, essendo la narrazione legata al corso della storia in cui
parti ripetute. alcuni eventi hanno avuto un epilogo preciso, non modificabile.
Attraverso il Narratore, l’Autore implicito costruisce il proprio I verbi di percezione, vedere, udire, sapere, sentire possono essere
Lettore ideale, implicito, capace di effettuare le operazioni necessarie indicatori di focalizzazioni specifiche, ma dipende dal contesto.
per decodificare il messaggio. Per caratterizzare i Personaggi il Narratore ha due modi:
Il Narratore può scegliere di dare al Lettore una posizione rispetto ai
Personaggi:  showing (modo drammatico o presentazione indiretta). si limita a
farli agire e parlare, li presenta dicendo ciò che fanno o dicono,
 Superiore: ne sa di più (Es 3,2) descrive senza dire, quindi il ruolo dell’inferenza del Lettore è
 Uguale: i due hanno le stesse informazioni (Es 14,1-4) maggiore (Es 32,21-24);
 Inferiore: ne sa di meno (Es34,34-35)  telling (modo narrativo o presentazione diretta). Il Narratore formula
un giudizio, li presenta dicendo ciò che sono, riducendo o
L’arte della narrazione si basa su un uso sapiente dei “vuoti”, cioè il
annullando l’inferenza del Lettore. Dice senza descrivere (Es 14,8).
non detto, più che dei “pieni”, ciò che viene detto esplicitamente. I
vuoti si distinguono in lacune (gaps), omissioni di informazioni L’abilità del Narratore consiste nell’intervenire a proposito, quando
necessaria alla corretta interpretazione della storia, e bianchi (blanks), è necessario, e di nascondersi quanto più possibile, sfruttando l’arte
omissioni che non inficiano la comprensione. La lacuna crea effetti narrativa della caratterizzazione dei personaggi e della focalizzazione
sorpresa, momenti di suspense e genera curiosità. In genere, la si colma in modo che sia il Lettore ad esprime una valutazione e trarre le
successivamente (flashback: Es 14,11-12). conseguenze per la sua vita.
Interrogandosi sui vuoti del racconto, i rabbini compongono midraš. Il Narratore sviluppa il racconto secondo una Trama:
Dio aveva detto a Mosè ed Aronne di portare con sé gli anziani dal
Faraone (Es 3,18), ma poi vanno solo loro (Es 5,1). Come mai? 1 - Situazione iniziale (Introduzione)
… e gli anziani dov’erano? Se ne erano andati. Allora il Signore 2 - Complicazione
disse: «È così che vi siete comportati?», ebbene, io vi retribuirò a suo 3 - Svolta (climax, Turning Point), azione trasformatrice, cerniera
tempo. E quando? Quando Mosè e Aharon salirono con gli anziani sul 4 - Soluzione
Sinai per ricevere la Torah, il Signore li fece tornare indietro, com’è 5 - Situazione finale
detto: “E agli anziani disse: «Restatevene qui»” (Es 24,14). Il cuore è nel Turning Point, perché contiene la posta in gioco della
Il Narratore può scegliere da quale punto di vista far osservare le storia, è lì che viene comunicato un oggetto necessario (cibo, denaro,
cose: vestito ecc.) o un valore (salute, sapere, pace, potere ecc.) da cui
dipende la felicità o la sventura della persona. Non sempre è facile
 «Con»: vediamo, ascoltiamo, sentiamo ciò che il Personaggio vedere dov’è, ma, se si trattasse di un film, lì il regista collocherebbe la
percepisce. È il punto di vista interno o focalizzazione interna; tensione drammatica, magari usando un primo piano, una musica
 «Da fuori»: è il punto di vista esterno, quello del Lettore o particolare o il silenzio.
focalizzazione esterna; Un altro modo di esaminare il testo per ricostruirne la trama è quello
 «Da dietro»: il Narratore spia i personaggi e rivela i loro pensieri e di individuare la funzione dei vari personaggi secondo 6 ruoli:
le loro motivazioni come le vede lui. È la focalizzazione zero. 1) Destinante (o Destinatore)
Il primo, si esprime col monologo interiore (“disse fra sé” o 2) Soggetto
“pensò”: Es 2,14). 3) Destinatario
Il secondo è indicato dall’espressione “ed ecco”. Spesso (ma non 4) Oppositore
sempre) indica uno spostamento dal punto di vista del Narratore verso 5) Aiutante
la prospettiva di uno dei personaggi (Es 2,5-6). 6) Oggetto

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