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CAPITOLO 2

Desiderava restare sola quella sera Eter.


Sola, per ripensare a ciò che era appena successo: il furibondo litigio con Gerry, quello per
cui se n’era andato sbattendo la porta.
Lo sapeva bene che a lui la musica era sempre piaciuta; occupava uno spazio importante
nella sua vita e, in particolare, suo padre gli aveva trasmesso la passione per il jazz.
Quella volta, le aveva chiesto di accompagnarlo a un concerto; aveva già comprato i biglietti.

«Non mi è mai piaciuto il jazz e devo finire un lavoro» gli aveva detto seccata.
Contrariamente a quello che succedeva all’inizio, quando era sempre pronta a tutto pur di farlo felice,
l’aveva infastidita dover essere a disposizione di un ragazzino.
Era una donna impegnata, possedeva una galleria d’Arte, collaborava con un’altra ed era pittrice. In
quel periodo stava preparando una nuova personale ed era occupata a seguire l’allestimento della
mostra di un noto fotografo. Le rimanevano pochissimi spazi liberi e desiderava passarli in
tranquillità, senza altri impegni.
Gerry però non aveva preso bene il rifiuto di quella sera. Si era arrabbiato, aveva imprecato contro di
lei, contro il suo “maledetto” lavoro e aveva dichiarato: «Conta solo quello per te.»
«È grazie a quello che ti puoi permettere ciò che hai.» Perché gli aveva risposto in quel modo?

Non la pensava veramente una cosa così, ma lui diventava ogni giorno più esigente. Era egocentrico:
tutto doveva ruotare intorno all’egoismo della sua giovane età.
Non era disposta ad accettare oltre, l’aveva fissato e aveva urlato: «Porta una delle tue amichette al
concerto.»
Sapeva benissimo che, negli ultimi tempi, si vedeva spesso con una ragazza iscritta al suo stesso
corso. “Un tipo scipito” aveva pensato quando l’aveva scorta chiacchierare allegramente con lui, il
giorno in cui era passata per caso davanti all’università.
Vederlo ridere con quella ragazzetta l’aveva profondamente ferita.
Per consolarsi si era detta: “Una come tante: capelli lunghi, niente trucco, faccia pulita. Sicuramente
di quelle che s’invaghiscono del compagno più grande.”
«Dobbiamo preparare un esame insieme» era stata la giustificazione di Gerry, quando la sera a casa,
con aria indifferente, Eter gli aveva chiesto spiegazioni. «Non ti preoccupare, le altre sono solo ombre
rispetto a te.»
Si era avvicinato e, per rassicurarla, l’aveva stretta a lungo tra le braccia, cercando in questo modo di
trasmetterle l’amore che provava per lei.
Sapeva Eter di non aver nulla da temere: era una donna intelligente, indipendente, un po’ eccentrica e
con una posizione invidiabile; sapeva che l’atteggiamento indagatore di quel momento era stupido e
sicuramente avrebbe finito col peggiorare le cose, eppure un tarlo aveva cominciato a insinuarsi nella
sua mente.
“Che cosa cerca veramente Gerry in me? Sono forse destinata a divenire il sostituto di una presenza
che negli ultimi anni si è fatta via, via sempre più inesistente per lui?”.
All’inizio della loro relazione, infatti, le aveva parlato di se stesso, dei suoi genitori e di sua madre in
particolare. Era figlio unico, non aveva fratelli.

I suoi racconti non avevano però contorni precisi: la sua vita in famiglia, la morte del padre, trascinato
via in poco tempo da un male incurabile, l’attuale vita della madre...
«Ho concluso gli studi liceali e da qualche anno ci sono quelli universitari: sono fuori corso ormai da
sempre» le aveva spiegato.
Non si decideva a fare una scelta seria.
«Prima ho studiato Arte, ma mi sono stancato presto, adesso sono iscritto a Filosofia, ma non sono
soddisfatto ancora. I miei amici sono ormai tutti laureati: alcuni lavorano già.»
A lui provvedeva la madre che si era risposata e viveva in una nazione confinante.
Né lasciava intuire Gerry quale fosse ora il loro rapporto. Un rapporto che doveva essere silenzioso e
conflittuale insieme.
La vedeva molto raramente, ma ne parlava con una specie di rispetto, anche se tra loro, disse, non era
presente nessun tipo di affezione.
Questo fatto spaventava a volte Eter. Temeva che quel ragazzo cercasse in lei una compensazione a
questa mancanza. Il suo desiderio invece era quello di essere amata da lui, in quanto donna della sua
vita.