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JONATHAN LIVINGSTON Mensile di libero pensiero

Metamorfosi

VOLI IMPREVEDIBILI ED ASCESE VELOCISSIME- DA UN ANGOLO BUIO - A MENTE FREDDA - MA CHI L’AVREBBE DETTO- MS
2 POLITICA E SOCIETA’
EDITORIALE
di TOMMASO CALIGIURI

E
’ la scena in cui il presentatore
in frac sul palco del teatro dice:
«Una tromba con sordina.» E
da una fonte non precisata giunge
il suono di una tromba con sordina.
Si apre il sipario e fa il suo ingresso
un uomo in bianco che suona una
tromba con sordina, e così la mu-
sica sembrerebbe arrivare proprio
da quella tromba, se non fosse che
qualche minuto dopo il “trombetti-
sta” allontana le dita dallo strumento
e il suono di una tromba con sordi-
na è ancora nell’aria. Il presentatore
dice: «E’ tutto registrato. No hai ban- DAVID LYNCH
da!!! E’ tutto un nastro.» «Il n’y a pas d’ rimanda ad altro e questo altro rimanda a qualcos’al-
orchestrà! E’ solo un’illusione» Sta tutto qui se voglia- tro ancora. Strano come si arrivi a conclusioni simili
mo il (non)senso di Mulholland Drive di David Lynch. seguendo percorsi molto diversi. O a conclusioni di-
Un (meta)film che trascina lo spettatore in una serie vergenti partendo dallo stesso punto. Il dibattito te-
stranissima di eventi ingannandolo sino alla fine su nutosi giorno 17 Febbraio sul rapporto tra Istituzioni
una loro presunta relazione logica. Nel film succe- e Associazioni è stato anche questo. Marx, citato dal
deno cose come: personaggi che nelle prime scene Preside dell’Istituto Comprensivo G. Da Fiore Angelo
vengono mostrati come protagonisti scompaiono Falbo in uno dei suoi diversi interventi sempre chia-
per riapparire alla fine, attori che improvvisamente si ri anche se molto articolati, ha detto «I filosofi hanno
scambiano il ruolo, vicende in sospeso a cui alludo- solo interpretato il mondo in modi diversi, si tratta
no personaggi che si suppone estranei, confusioni di però di cambiarlo». Forse la mia generazione ha poca
nomi, di sagome, di luoghi, personaggi che recitano il familiarità con il marxismo; più probabile che abbia
copione per interpretare personaggi di un altro film, letto invece Calvino: «L’inferno dei viventi non è qual-
dialoghi che si perdono in digressioni (in)utili… Poi cosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’in-
la scena del teatro in cui il presentatore in frac evo- ferno che abitiamo tutti i giorni, che forniamo stando
ca il suono di strumenti che non appaiono, o che ap- insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo
paiono per rivelarsi immediatamente simulacri. «Il n’y riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne
a pas d’ orchestrà!!! E’ solo un’illusione» Lo spettato- parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è
re (ingenuo?) tenta di riportare a coerenza la fabula rischioso ed esige attenzione e apprendimento con-
riempiendo i vuoti con la creazione di mondi narra- tinui : cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo
tivi incompatibili tra loro. Si tratta forse di una sfida? all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spa-
Ordire una trama dove trama non c’è. Orchestrazione zio» Strano come il Sindaco Franco Talarico, che per
è anche quella che proclama da qui a qualche anno la certi versi mi ha ricordato il presentatore evocante
fine del mondo a causa degli stravolgimenti climatici? gli strumenti dell’orchestra (ir)reale, e per tale moti-
Oppure a ingannarci sono coloro che sostengono che vo degno d’ammirazione, (nel senso della caparbietà
i cambiamenti climatici siano fenomeno naturalissi- di chi è “abbandonato” a sé da coloro che in quanto
mo, ripetizione ciclica? «Terrorismo climatico» o «ci- membri della stessa istituzione dovrebbero essergli
nico capitalismo»? Realtà o illusione? Da che parte il più vicini) abbia confutato nettamente quello che (ci)
bene, da quale il male? Basta aprire la finestra? La tv è sembrava dato oggettivo: episodi di cattiva ammini-
lo specchio della realtà? Riflesso limpido o distorto? strazione. («Il n’y a pas d’ orchestrà!!! E’ solo un’illusio-
O è la realtà ad essere alterata dalla tv? Impegnati nel ne») Particolare però l’idea per cui visionando le car-
tentativo di rintracciare nessi, relazioni, a non confon- te ufficiali, uno scempio( per me e tutti coloro che la
dere cause con effetti: ci accorgiamo che ogni segno vedono come me) dovrebbe smettere di essere tale.

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Come se gli alberi abbattuti e il cemento non rima- Jonathan Livingston ne è un esempio lampante. L’idea
nessero là a darne brutale testimonianza. Proveremo era di mettere in moto un flusso di pensiero che po-
comunque a seguire il consiglio. Proveremo, come ci tesse dare un po’ di respiro alle nostre esistenze; una
è stato invitato dallo stesso Sindaco e anche dal Capi- riflessione che si muovesse lungo due assi parallele: 1)
tano della Compagnia dei Carabinieri, Enrico Pigozzo realtà moderna, quindi società dell’ultra-capitale e del-
che tra l’altro ha ricordato che le Istituzioni dovreb- la comunicazione; 2) realtà quotidiana, ovvero il luogo
bero sempre agire in modo da essere d’esempio, più prossimo alle nostre vite. I dubbi e le domande
proveremo a rafforzare la nostra onestà intellettuale. che ci siamo posti da un anno a questa parte ci hanno
Non parlo di “obbiettività”, termine che non mi è mai fatto crescere, portandoci gradualmente a essere più
piaciuto e che tanto meno credo possa concretizzar- consapevoli e a capire meglio cosa potevamo fare del-
si. Esistono infatti punti di vista più o meno diversi e la nostra libertà.“L’uomo è condannato a essere libero”
più o meno conciliabili. Ci impegneremo ad essere più diceva Sartre. Condannato perché non ha creato se
sensibili alle prospettive che differiscono dalla nostra. stesso, e tuttavia libero.
Dunque ancora materiale su cui (ri)tornare a riflettere: Perché quando viene buttato nel mondo, è responsa-
evidenze o abbagli? Assenze: seggioline troppo vuo- bile di tutto quello che fa. La nostra libertà fa si, che
te. Il cane che si morde la coda. (L’assenza della prova per tutta la vita siamo condannati a scegliere. Non
non è la prova dell’assenza!) Se alcuni concetti han- esistono né valori eterni né norme alle quali appel-
no trovato conferma, da questo dibattito sono sorte larci: per questo è ancora più importante quale scelta
altre perplessità. Forse si presenta con questi sintomi, facciamo, perché siamo totalmente responsabili delle
accompagnato allo stesso tempo da nuova consape- nostre azioni. Possiamo dire che la società è (almeno
volezza e confusione, lo stato di Metamorfosi: nella sua in parte) il risultato delle nostre scelte. E le scelte de-
silografia Escher “partendo da una forma geometrica rivano dalla nostra condizione. Tutto il nostro lavoro,
modulare, ottiene crescita ed evoluzione della forma certo ancora minimo ma che ci auguriamo di poter
stessa ponendo in sequenzialità determinate varianti continuare nel migliore dei modi, si è mosso verso
“intelligenti” sul modulo di base in modo che venga- l’interpretazione della nostra condizione, è passato at-
no mantenute le caratteristiche forti dei dati di base traverso la riflessione sociale servendosi dei mezzi del
e venga assicurata, attraverso una successione coe- ragionamento e dell’arte: cinema, musica, letteratura,
rente e additiva di stimoli percettivi, la comprensione poesia. L’obbiettivo era individuare le radici di quelle
del messaggio visivo” (Manuale della comunicazione; che vivevamo come situazioni difficili e inappaganti,
Gensini, Cimatti)Non che le intenzioni soggiacenti al sia sul piano individuale che sociale.
nostro lavoro fossero tanto diversi da quelli attuali, ma Per ora ci fermiamo qui. Non si tratta di un addio ma
nei primi numeri di J.L. eravamo timorosi della parola di un arrivederci.
“politica”. Acquisizione preziosa a cui a mio parere do- Andiamo in vacanza.(Per qualche mese, ogni tanto
vremmo accompagnare quella che rappresenta la no- occorre riposarsi: anche un piccolo giornale come J.L.
stra risorsa maggiore: la Creatività. Il semiologo Jurij richiede tanto lavoro!)
Lotman ha equiparato la cultura alla biosfera, cioè il Ci sono tantissime cose di cui parlare, vorremmo farlo
sistema interagente di tutti gli organismi viventi, e nel migliore dei modi e questa pausa servirà a ritrovare
usa il termine semiosfera:un grande conglomerato di le giuste energie. Vi siamo grati per averci seguito(nel
sottoinsiemi culturali che vivono separati, oppure si bene e nel male) e sostenuto. Il nostro percorso as-
compenetrano, o entrano in relazione reciproca modi- sociativo prosegue comunque, a prescindere dagli
ficandosi, a volte addirittura “esplodendo” nell’impatto strumenti (comunicativi) che decideremo di utilizza-
reciproco e quindi riorganizzandosi come se fossero re, ormai padroni di quella certezza che è più forte di
organismi viventi. Credo sia un bel paradigma per de- qualsiasi dubbio e che può essere bene riassunta da
scrivere l’avventura (creativa) di queste due anni di questa frase «un pittore non smette di fare quadri
vita insieme che ha avuto la sua fase climax proprio solo perché qualcuno gli ha detto che non è un pit-
nell’incontro con le Istituzioni. Forse tutto è comincia- tore» Infatti al di là delle parole che si possono fare,
to da una situazione di meraviglia da cui sono scaturi- che come ha detto qualcuno (Valery?) “stanno alle
te delle domande. cose come le costellazioni alle stelle”, a parte le defini-
Un po’ come i bambini che con stupore filosofico chie- zioni che è possibile limare, le teorie da (ri)formulare,
dono ragione per ogni cosa che appaia davanti a i loro occorre fidarsi delle proprie percezioni.
occhi, fosse anche un semplice fiore. Quindi Filosofia
(parola che ci è tanto cara!): amore per il sapere: scam- (Segue a Pag. 20)
bio dialettico, nascita e messa in discussione del senso:
4 POLITICA E SOCIETA’
Voli imprevedibili ed
MA CHI L’AVREBBE
ascese velocissime
Pensieri sparsi sul primo anno di Jonathan Livingston
MAI DETTO???
di FRANCESCA MANCUSO
di PIETRO CHiARELLA

I 2
niziare con un “chi lo avrebbe mai detto” può sembrare 002 “Ma chi sono questi?”
del tutto scontato e prevedibile, ma forse è quello che 2005 “Però… sono simpatici…”
hanno pensato un po’ tutte le persone che in questo 2007 E chi l’avrebbe mai detto?!
anno, in un modo o nell’altro, hanno dato da mangiare a Ritrovarsi davanti alla sala giochi e parlare
Jonathan. Già perché, passatemi la metafora, questo gabbia- un po’ di tutto…
no per volare ha costantemente bisogno di energia, quella E chi l’avrebbe mai detto?!
che tutti noi siamo riusciti a donargli. Certo non è stato fa- Uscire con Sabri e poi trovarsi al pub con
cile, i momenti in cui il nostro giovane amico ha rischiato di Salvatore, Tommaso, Andrea, Vincenzo…E
fare una brutta fine ci sono stati, forse ce ne saranno degli; chi l’avrebbe mai detto?! Stare in sede a
gli avvoltoi (ahinoi) non vanno mai in vacanza. Le pagine fare progetti, ridere e scherzare… INSIE-
di questo giornale, come ben sa chi ha avuto la costanza di ME! Questo è il piccolo-grande miracolo
leggerci, sono state protagoniste di diversi episodi,scambi di dell’Albatros.Ci ha fatti conoscere. In molti
vedute più o meno pacifici, che hanno attirato l’attenzione casi ci ha fatto diventare amici. Ci ha fatto
sull’Albatros. Di questo ne sono personalmente soddisfatto; scoprire la profondità di Carmine e Tomma-
se le critiche e tutte le discussioni che ne sono succedute so, la passione per il cinema di Andrea, l’in-
sono puntualmente arrivate vorrà forse dire qualcosa? Cre- telligente simpatia di Vincenzo e di Pietro,
do di si, anche se tutto ciò che siamo riusciti a raccogliere, l’eterno entusiasmo di Salvatore, la salubre
salvo qualche sporadico episodio, sono state parole poco pazzia del profeta, il nostro profeta, Gigi.Chi
edificanti. A questo punto la tentazione di dire frasi del tipo avrebbe mai pensato di parlare con Ange-
“non siamo stati capiti” o “avete travisato le nostre parole” è lina? Di scoprire che Gianluca, che conosco
forte, ma poi ci accuserebbero di copiare il cittadino Silvio B. da quando avevamo tre anni, è un politico
ogni qualvolta rilascia dichiarazione quantomai avventate!! (nel senso più antico del termine) “in poten-
Nell’editoriale dello scorso numero Tommaso credo sia riu- za”? Per questi, e tanti altri motivi che non
scito a riportare in modo secco e diretto quello che più volte sto qui ad elencare, ringrazio l’Albatros, le
si è cercato di far capire, cioè che: “Non siamo struzzi, cioè riunioni fatte al freddo e “al cielo”, al tiepido
a-politici: l’associazione è APARTITICA, perché a-politica, non vento primaverile; in piazza, nella vecchia
potrebbe mai esserlo. Questo significa che:non siamo schie- sede, a casa di Angelina, nella nuova sede,
rati con nessun partito, che non faremo campagna elettorale in giro per il paese.Ringrazio l’Albatros per-
per nessuno e che esprimiamo ed esprimeremo il nostro pa- ché ci ha fatto incontrare, conoscere, scopri-
rere sull’operato di chi ci amministra, sia esso un soggetto di re, criticare costruttivamente…stimare! La
destra centro o sinistra. Applaudendo o criticando se neces- ringrazio perché ogni giorno ci permette
sario”. Parole importanti che devono essere l’imprescindibile di immaginare, inventare, fare qualcosa di
punto di partenza su cui fondare quel dialogo costruttivo concreto per Carlopoli. Ci ha permesso, ci
con le persone, amministratori e non, interessate alle sorti permette e, sono sicura, ci permetterà an-
del luogo in cui vivono. Se cercare di dare una scossa alla cora di crescere insieme.
società civile è sintomo di presunzione, allora credo che l’Al-

>>Web
batros in questo sia molto presuntuosa (e perché no, se ne
vanti anche con gli amici al bar!!). Non voglio tediare oltre
con questi argomenti; in fondo stiamo festeggiando il nostro
primo anno, e quindi come finire se non con un augurio, che Disponibile il nuovo profilo Albatros virtuale,
è quello di proseguire questa esperienza impegnativa ma di- con foto, video e la nostra rivista da scaricare
vertente, che ci ha permesso finora di condividere e mettere gratuitamente sul pc. Per maggiori informa-
in circolo idee, proposte, iniziative, condivisibili o criticabili, zioni, consultare l’articolo di questo numero a
ma utili forse a dare un segno, uno stimolo. pag. 9.

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17 Febbraio, da un’angolo buio


Il dibattito del 17 fra l’Albatros e le istituzioni locali sembra aver spinto molte riflessioni da parte de-
gli associati e non. E’ proprio un’associata, in questo caso, ad esporre la propria opinione
di GERMANA SCALESE

S
tare nell’angolo a volte può se sorretti costantemente da colo- Sto parlando di quel bisogno [vita-
servire. Da qui posso vedere ro che sono simboli ognuno di un le a mio avviso] di lavorare per un
lì, sedute a quel tavolo, tan- qualcosa di importantissimo per la paese dal quale ci si sente appog-
te persone, tutte diverse. Ad comunità, avrebbero dato altri frut- giati, perchè vedo nell’abbattimen-
alcuni di loro, i ragazzi, sono lega- ti, più duraturi e concreti di quelli to di alcuni pregiudizi e di alcuni
ta da momenti passati assieme, da dati. Siamo giovani, e qualcuno ha luoghi comuni, nella capacità di
un sogno, da affetto, da scambi di detto che esser giovani implica il raccogliere e valorizzare le differen-
idee spesso contrastanti. Agli altri bisogno di esser arroganti per farsi ze, l’obiettivo primo di un’associa-
mi lega un’aspettativa, una speran- strada nel mondo. zione come la nostra. Certamente
za: questi altri sono le Istituzioni. Noi siamo arroganti quando vedia- non ci si può aspettare un’adesione
Spero di riuscire in queste poche mo nel nostro lavoro un futuro ed ed un consenso unanime (sarebbe
parole a raccogliere contempora- una speranza, un centro propulsore addirittura poco stimolante, oltre
neamente le mie impressioni, i pa- di idee ed azioni per Carlopoli. Ma che irreale); tuttavia crescere e svi-
reri di tutta l’Associazione Albatros, da che mondo è mondo, i giovani lupparsi all’ombra della diversità
che dovrebbe in esse sentirsi rap- sono sempre anche un pò spauriti; culturale ed intellettuale che ci al-
presentata, ed i messaggi dei rap- ed è impossibile negare che le Isti- lontana da coloro che ci criticano,
presentanti delle Istituzioni stesse. tuzioni, ognuno nella propria veste senza domandarci il perchè di que-
Dunque mi prendo la responsabili- di amministratore, di tutore della sta ostilità, sarebbe come opporre
tà di eventuali fraintendimenti: nel salute dello spirito l’uno e della si- alla demagogia, una chiusura eli-
caso avessi compreso male o travi- curezza l’altro e di emblema della taria e superba. Ed in questo le Isti-
sato alcuni concetti vi prego di cor- formazione culturale ed umana tuzioni possono svolgere un ruolo
reggermi, soprattutto consideran- delle nuove generazioni, potreb- fondamentale, secondo il nostro
do quanto importanti per la nostra bero se non arrestare, quantomeno parere. In quanto, in base alle espe-
crescita di associazione potranno affievolire questa nostra paura di rienze avute, la Scuola, il Comune, la
essere alcuni dei punti che sono non farcela, di soccombere. Non sto Chiesa e le Forze dell’ordine posso-
emersi dalle introduzioni e dal di- parlando delle paure esistenziali a no essere veicoli per raggiungere
battito sostenuto dalle Istituzioni e cui faceva riferimento il Prof. Falbo fasce di popolazione che altrimenti
non solo. Fondamentalmente noi durante l’incontro, non sto par- rischierebbero di rimaner escluse
ragazzi, per quanto diffidenti, sia- lando della paura di non riuscire a dall’opera dell’associazione, per
mo convinti nel nostro intimo che prendere un buon voto ad un esa- una serie di motivi.Tirando le som-
tutte quelle iniziative e manifesta- me all’Università, o di non sapere me il pomeriggio è stato fruttuoso
zioni che abbiamo portato avanti, affrontare le relazioni con gli altri. e stimolante
6 POLITICA E SOCIETA’
Sono usciti fuori critiche e spunti di voci, hanno spesso suscitato per- zione, dunque, non tiene conto di
riflessione che credo saranno i pa- plessità e critiche, il Sindaco ha questa direttiva, ha detto il Parroco,
letti per il percorso da intraprende- esplicitamente manifestato il pro- trascende nella amoralità e nella
re... o eventualmente le tattiche per prio disappunto riguardo ad alcu- erroneità del contenuto oltre che
buttarli giù quei paletti! ne asserzioni contenute nel gior- della forma. Con Don Raffaele, per
Il tutto si è svolto partendo dalla nale J.Livingston, sostenendo che quanto il dialogo sia stato schietto
proiezione del video, realizzato da ed acceso, si è comunque giunti ra-


Andrea, nel quale venivano mes- pidamente ad un punto di incontro
se in evidenza le varie attività che Sto parlando di quel bi- che in realtà avevamo già trovato
hanno contraddistinto l’anno di sogno [vitale a mio av- attivamente nella manifestazione
vita dell’Albatros. Si è poi passati ad organizzata per gli anziani. Ha riba-
una serie di introduzioni e conside- viso] di lavorare per un dito infatti come la sua disponibili-
razioni personali, alcune rette da paese dal quale ci si sente ap- tà sarà sempre totale fintantoché la
rappresentanti dell’Associazione nostra azione di Associazione pos-
stessa (Angelina, Sabrina e Gianlu- poggiati, perchè vedo nell’ab- sa andare di pari passo con la verità
ca dei quali non riporterò le intro- battimento di alcuni pregiudizi che lui ed alcuni membri dell’Alba-
duzioni in quanto si possono tro- tros stessi ritengono esser quella
var per iscritto nei libretti che quel e di alcuni luoghi comuni, nella unica ed universale.Dopodiché è
pomeriggio sono stati distribuiti), capacità di raccogliere e valo- stata la volta del Preside dell’Istitu-
altre dalle Istituzioni coinvolte nel- to Comprensivo G. Da Fiore, Angelo
l’incontro. Da lì si è passato al dibat- rizzare le differenze, l’obiettivo Falbo. Il suo punto di partenza è
tito, aperto da una serie di quesiti primo di un’associazione come stato un prender le distanze dalle
e provocazioni (nel senso etimolo- statiche definizioni che fino ad al-
gico del termine) di Tommaso, che la nostra. lora erano state date di Istituzione
hanno infine dato come risultato le ed Associazione, ritenendole poco
risposte che da tanto tempo aspet- adatte a quella che lui ha definito
tavamo di sentire. la critica dovrebbe esser sorretta una realtà dinamica.

T
ra i rappresentanti delle Isti- da documentazioni e non limitarsi Facendo notare poi come l’essenza
tuzioni, il primo ad entra- a puntare il dito anche infangando stessa di queste realtà associative e
re nel vivo del pomeriggio l’Amministrazione Comunale. Al sociali sia direttamente dipendente
è stato il Sindaco del Comune di termine di una diatriba, in alcuni dal tempo e dal luogo, dunque dal
Carlopoli, Rag. Francesco Talarico, momenti eccessivamente accesa contesto al quale si fa riferimento,
il quale ha messo in evidenza il ma alla fine “divertente”. Terminato è sceso nel particolare del “qui ed
legame strettissimo che esiste tra l’intervento del Sindaco, la parola ora”, analizzando il rapporto che sin
politica e cultura. Lasciando svol- è passata al Parroco della Comu- dall’inizio si è instaurato tra l’Istitu-
gere il filo del discorso sul concetto nità, Don Raffaele, che ha preferito to e l’Albatros, definendolo assai
di sinergia, ha sottolineato come la puntare l’attenzione sul concetto fruttuoso.

N
politica, se non sorretta e coordi- di comunicazione, strumento basi- on si è tuttavia sofferma-
nata da una base culturale, quindi lare dell’uomo come essere civile e to ad un apprezzamento,
progettuale (come direbbe Angeli- sociale. ma ha preferito ampliare il

C
na!) e motivata, possa trascendere oerentemente con il proprio proprio intervento consigliandoci
in personalismi sterili; e viceversa ruolo, Don Raffaele ha poi nuovamente di allargare e nobi-
ha riconosciuto come la cultura, messo in chiaro quello che litare la nostra attività attraverso
se non accompagnata nei propri secondo lui è il corretto utilizzo l’impegno sociale, che a suo avviso
movimenti autonomi dalla politica dello strumento comunicazione: costituirebbe un salto di qualità, in
e dai suoi mezzi, non possa effetti- sebbene l’espressione libera delle quanto solo la sfera politica subli-
vamente raggiungere i nobilissimi idee e del pensiero sia diritto ri- ma l’uomo dalla mera quotidiani-
obiettivi che si è prefissa. conosciuto e ormai assunto come tà. Ci ha consigliato di metterci in
Rispondendo poi ai quesiti di Tom- fondamento della comunicazione discussione rispetto alle modifiche
maso, il quale esprimeva la propria stessa, tuttavia il linguaggio lecito che il tessuto di valori e principi su-
delusione ed amarezza circa il si- viaggia parallelamente con l’orto- bisce continuamente, e di prender
lenzio che talvolta ha circondato i dossia del messaggio morale e spi- spunto da quel concetto di “praxis”
suoi articoli, che pure, stando alle rituale della fede. Se la comunica- tanto caro a Marx:

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il tramutare l’analisi critica della assai spesso possa accadere che limitano a farlo sterilmente, ma os-
realtà in coinvolgimento reale per l’amore per la propria terra si tra- servano, analizzano e propongono.
l’evoluzione della stessa. In un muti in rabbia, specie se si vive in Al Capitano vanno i nostri ringra-
commento secondo, scaturito dal contesti difficili e travagliati, quale ziamenti per aver saputo mediare
dibattito, il Preside ha voluto dire quello calabrese, il Capitano ha co- in alcuni momenti in cui si rischia-
a noi ragazzi dell’Albatros come munque ripetuto energicamente va di trascendere in battibecchi un
non sia possibile aspettarsi conti- che il ruolo di cittadino non si può pò volgari, per quanto l’Albatros
nuamente un riconoscimento del esprimere solamente attraversa il possa sferrare a suo piacimento il
lavoro fatto, e come ciò non sia dissenso e l’opposizione a coloro suo asso nella manica di pacatezza
del tutto necessario. Infine si è as- che gestiscono il potere, ma anche e conciliazione: Angelina. Accolta
sistito all’intervento del Capitano e soprattutto con la partecipazio- con piacere è stata la partecipazio-
della Compagnia dei Carabinieri, ne e la collaborazione. Il Capitano ne di alcuni Carlopolesi, che han-
Enrico Pigozzo, che ha preferito Pigozzo ha intercalato tra le cosid- no assistito anche con trasporto
partire direttamente non solo dal- dette sicurezza “effettiva” e sicurez- al dibattito, sebbene, col passare
l’ultimo editoriale del giornalino, za “percepita”, una sicurezza parte- del tempo, ci aspettiamo sempre
scritto da Tommaso, ma anche dal cipata, nella quale i cittadini che maggiore affluenza alle nostre ini-
discorso precedentemente tenuto come noi ragazzi dell’Albatros si ziative.
da Gianluca. Pur ammettendo che pongono in maniera critica, non si
8 POLITICA E SOCIETA’

A mente fredda
La nostra presidentessa, dopo il dibattito del 17 Febbraio sul rapporto fra Politice e Cultura, analiz-
za brevemente quello che dovrebbe chiamarsi “confronto aperto”

di ANGELINA PETTINATO
Quando ho pensato a questo incontro mi sono misu- forse fin troppo abituati a pensare che finché non ci
rata con i simboli: un tavolo unico, nessuna distanza toccano personalmente, non siamo autorizzati a rea-
istituzionale pur nell’assoluto riconoscimento delle gire e questo non è un buon atteggiamento. Io pen-
Istituzioni, un video per raccontarsi e una sorta di libro so che l’uomo non nasca cattivo, nasce uomo e poi, in
da compilare insieme e che ognuno potesse portarsi a base al contesto e alla possibilità che questo gli offre,
casa per le proprie riflessioni, laddove fossero rimasti diventa buono o cattivo, o meglio ancora, l’uno e l’al-
la curiosità ed il desiderio di continuare a riflettere, e tro in base alle necessità e alle possibilità. Se questo è
che inducono a migliorarsi ogni giorno, instancabil- giusto, allora, riesco meglio a spiegarmi la ricerca delle
mente. sfumature. Saper essere significa saper cogliere quello
Al mio solito, e di questo credo di dover cominciare a che ci circonda e saperlo ristrutturare secondo moda-
scusarmi con chi mi legge, sarò prolissa ma penso che lità non necessariamente assolutistiche ma adeguate
i contenuti di questo convegno lo meritino. per la risoluzione dei problemi, sempre tenendo conto
Tanti, secondo me, gli spunti di riflessione: non fossi- dell’altro, e sempre avendo in testa come metro di va-
lizzarsi sulle definizioni, aprirsi alle sfumature, mante- lutazione e rapporto, il rispetto dell’altro. Le sfumature
nere fedeltà ai principi, essere sentinelle del territorio, sono infinitamente più stimolanti dei colori già defini-
comunicare, portare avanti le proprie idee, accettare la ti nella loro grana. L’impressionismo ne è un esempio
contraddizione, non cercare a tutti i costi il riconosci- lampante. Tutto ciò che vedo muta continuamente: il
mento, partecipare della propria sicurezza… sole muta il suo colore alzandosi e andando a dormi-
Si definisce per darsi un orientamento; se si riesce ad re; questo suo continuo cambiamento affascina e non
essere davvero intelligenti non ci si incastra, ma si im- spaventa perché il sole rimane sole, finché esisteranno
para ad usare le definizioni per creare strumenti nuovi uomini a testimoniarlo! Sono certamente d’accordo
e creandoli per cambiare le definizioni stesse (Popper con il non essere utopistici nelle misura in cui però, si
insegna!). L’uomo vive adattandosi ad un ambiente capisce di non essere in grado di gestirla l’utopia. Io
continuamente cangiante e nel far questo cambia con- non la vivo male perché ho imparato non tanto a non
tinuamente se stesso. Ha trovato come soluzione alla avere paura, ma a gestirla nell’ affrontare il reale al me-
dinamicità, il trovare le invarianze nella varianza e que- glio delle mie possibilità. E mi piace ugualmente pen-
sto gli consente di non riuscire sempre a sapere come sare che ciò che non è ancora possibile possa comun-
si chiama, ad esempio, questo o quell’animale ma a sa- que, non solo avvenire, ma avvenire perché ci si è messi
pere comunque, che di un animale si tratta! Penso sia insieme per crearlo. Ho bene in mente l’insegnamen-
fondamentale non fissarsi sulle definizioni, come ci è to di un altro mio professore e, insieme anche quello
stato saggiamente consigliato, e che più che trovare la del mio papa Giovanni Paolo II, di non avere paura di
stabilità si dovrebbe cercare l’armonia nell’instabilità pensare di poter cambiare il mondo. Citando ancora il
(come afferma il mio professore), ma ritengo altrettan- papa,“se sbaglio mi corrigerete”. Intanto però, imparia-
to importante darsi dei punti di riferimento. Le diver- mo a guardarci e ad agire sinergicamente! Il mondo
se Istituzioni nel tempo cambieranno volto ma non il resterà rotondo, ma le menti, per loro natura, potranno
senso più profondo del loro essere. Se oggi ho fiducia cambiare se ci crederemo fino in fondo, partendo dal
di loro, che hanno un dato volto, una data modalità di piccolo, dal quotidiano, dal dato reale. Qui, la necessa-
porsi in relazione, ma soprattutto se saprò non lasciar- rietà della volontà di superare i problemi. Penso non ci
mi condizionare da questi elementi, domani, quando si debba mai esimere (anche perché, secondo me, non
non saranno più le stesse persone a rappresentarle, ne ci si riesce) dall’emozionarci di fronte all’immagine di
avrò comunque rispetto e le cercherò quando qualcu- noi stessi nel futuro che è già orizzonte, perché cre-
no cercherà di farmi del male ma soprattutto quando sciamo e nel crescere non riusciamo quasi mai, se non
si tratterà di fare del bene. E qui, se ho capito bene, mai, ad essere come avremmo voluto. E viva Dio per
subentra il concetto di sicurezza partecipata. Siamo questo, significa che non è ancora finita

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Albatros approda su
MYSPACE!
a cura di VINCENZO CHIARELLA
Il sito dell’associazione Albatros sbarca su
myspace!!! Ma cos’è myspace??? Myspace
è una comunità on line che consente di
scambiare informazioni, commenti, non-
ché di stringere nuove amicizie. Infatti una
potenzialità di myspace è quella di mette-
re in evidenza gli amici che ogni utente ha,
di contattarli, conoscere i propri interessi,i
propri gusti musicali e quindi fare nuove
conoscenze. Tale caratteristica potrà sem-
brare banale, ma ha permesso a myspace
di diffondersi in tutto il mondo.

N
on esiste artista senza una pagi-
na myspace in cui far ascoltare
le proprie canzoni o pubblicare
le date del nuovo tour; e tramite la sua
pagina è possibile conoscere altri artisti
suoi amici ecc… insomma una rete di co-
noscenze potenzialmente infinita; che ha
suscitato l’interesse persino di Google, il
l’avventura chiamata vita. “L’os- carta qualsiasi, è un riferimento più famoso motore di ricerca, che ha de-
sigeno non si vede ma c’è ed è importante che tutti dovreb- ciso di acquistare il sito pagando 580 mi-
fondamentale” , per me signi- bero conoscere e capire. Non lioni di dollari al fondatore (un certo Tom
fica, che c’è una propensione solo gli articoli 18 e 21 ma tutti Anderson, che in automatico diventerà
non sempre ben percepibile gli articoli che la compongono, vostro amico non appena avete creato
che ci avvicina o ci allontana dovrebbero essere oggetto di la vostra pagina).Questo ha indispettito
dalle persone o dalle cose. Que- riflessioni (proposta?!?). Vi con- molti utenti di myspace, tant’è che negli
sta propensione, forse a volte, è tinuo a chiedere di aver cura di Stati Uniti la t-shirt con la scritta : “Tom is
bene non definirla, forse a volte, noi allo stesso modo di come not my friend” è una delle più diffuse.
è bene “perderla ri-trovandola” noi cercheremo di avere cura di Sul nuovo sito potrete trovare sempre
nelle sfumature perché ci lascia voi. Se potete imparate anche l’ultimo numero e gli arretrati di “Jona-
la possibilità e nella possibilità voi a cercarci, chiaramente se- than Livingston”, tutte le informazioni e
il poterci sorprendere (che non condo le vostre modalità, le vo- le iniziative che l’Associazione sta intra-
guasta mai!!!). Mi fermo qui, stre possibilità e i vostri tempi prendendo, e tramite il forum potrete
ma ci sono tante cose che do- … noi abbiamo imparato che partecipare attivamente con l’Associa-
vrebbero essere ancora dette non ci ignorate anche quando zione Albatros, anche a distanza, propo-
e approfondite. Rivolgendomi sembra che così sia, e nel no- nendo nuove iniziative e partecipando
alle Istituzioni, spero abbiate stro piccolo, impareremo ad es- alle discussioni.
compreso e apprezzato fino in sere delle sentinelle intelligenti, Vi invitiamo quindi a visitare il nuovo sito
fondo questo nostro tentativo. per rispetto a noi stessi, con voi www.myspace.com/associazionealba-
Ogni parola scritta o verbaliz- e per il nostro territorio. Grazie tros ,ad iscrivervi al forum, e perché no,
zata, ogni riferimento costitu- ancora per essere stati al gioco a creare la vostra pagina su myspace, per
zionale e non è stato oggetto di del tavolo e di averci portato poter essere aggiunti tra gli amici del-
riflessione, di scontro ed incon- questi ed altri spunti di rifles- l’Associazione Albatros.
tro. La Costituzione non è una sione. Alla prossima!!!
10 SPAZIO ALLA CULTURA

(DI)VERSI O
mbre
passeggiano
sul soffitto del mio giorno
Appese
alle stelle si dondolano
UNUSUAL traversando il cielo
che rimane tinto di grigio

C
he freddo diceva …
le parole gli restavano quasi attaccate
Ombre
alle labbra …
passeggiano
e come la nebbia dileguati si ritrovarono
sul soffitto del mio giorno
senza una meta o, forse non c’era.
Si stendono
Concetti strani e nuvole di pensieri intorno,
sul giaciglio allungandosi macabre
musica e parole, complicità dei suoni, dolci
miscugli
Ombre
di tempi pieni
passeggiano
in una più strana e non sentita stagione.
sul soffitto del mio giorno
Il nero ha i colori del tempo …
e in quella sera scivolando riempiva tutto
E tornano poi
intorno…
nei cassetti dell’immaginazione
Che non trovi titoli chiusi in custodie, ma
quando all’alba
regali ai sorrisi la lacrima giusta.
la volta
Guardate ancora la strada?
calerà
No! … stasera ci stiamo, con tutta la voglia di
l’eburne maschera
passarci ancora un pò.
Quando tutto è perfetto anche
lo stereo ha la musica giusta … GERMANA SCALESE
“fra poco arriverà! cosa farò! non tarderà … mi
vestirò da sera,
che grande confusione, dove saranno mai dove

g
ho potuto perdere le
scarpe nuove … ed il divano l’ha! distrutto il
cane! … ho perso
l’illusione … UFFA!”

SALVATORE GENTILE

Spedisci anche tu una poesia, un racconto o un articolo ai seguenti indirizzi:


andreacaligiuri87@yahoo.it
associazionealbatros@tiscali.it

www.myspace.com/associazionealbatros
11
SPAZZOLINO DA DENTI AL DI
LA’ DEL BENE E DEL MALE
Setole multicolori
sfregano grattacieli cariati AL POSTO DEL CUORE
di quel mondo che è mondo
a suo modo; quel modo pingue di divorar se stesso
Un microprocessore.
come oblunghe patatine Sto pensando
scodellate in petrolio: a freddissime poesie
fosco samsara nel fondo di una friggitrice scritte da un calcolatore.
MecDonalds incollato
sui dislivelli di un avamposto devulcanizzato.

Scorrono di molare in molare


gli anni
QUESTA NOTTE
sul raccordo anulare. Facciamo finta di non arrenderci.
E non si previene. Di là potrebbero abboccare.

Bambini all’uscita di scuola.


Gengiva sanguinolenta
«Stella!»
«Marina!»
Sono boe di un abisso capovolto
i palloncini di elio
lievitati al cielo:
Sommozzatori?
Pochi e solitari.
Il sole lo sa, resiste
rischiara cappellini
le urla dei bambini.
Pozza di microbbatteri in una guancia del mondo.
Minnie sul manico dello spazzolino la mattina.

Risciacqua e sputa la poltiglia.

TOMMASO CALIGIURI
12

LE FRASI
Le abbiamo raccolte tutte. Sono le frasi più belle , più significative, più scorrette, più..... scritte dalle
penne dei nostri associati e non. Buona lettura.
«D’altro canto della neve manieristica delle nature (senza, ringraziando Dio,
abbiamo paura. Potrebbe morte» «Toppe parole in una soffrire di alcun disturbo
gelare e bruciare defini- sola» multiplo di personalità)
tivamente l’ansia di vita Tommaso Caligiuri-
che ci fa camminare per Sull’emigrazione Salvatore Gentile Angelina Pettinato
queste strade deserte e N. 8 Colorate secche foglie Tizio, Caio e Sempronio
surreali» N.8 N.8
«A volte pare così assurdo
Il Cavaliere Inesistente il modo in cui si dichia- «Queste strade ci cammi- «Cercare di comprendere
Questi giorni a Carlopoli. rano le guerre, in meno nano» quelle poche parole sen-
N.1 tempo di quanto io im- Carmine Cardamone za senso e capire che in
pieghi a vestirmi» N.8 fondo, un po’ tutti ci sen-
«Un film non va solo guar- tiamo “artistici”: quando
dato, o meglio, la prima Daniela Arcuri «Ma come al solito, non ar- abbiamo bisogno delle
volta si, ma la seconda, Con vuoti sguardi bianchi riva nessuna risposta, un nostre regole o di quelle
la terza, e così di seguito N. 8 messaggio, un segnale di altrui; quando sentiamo
va assaporato e gusta- fumo, un colpo, un’email, la necessità di program-
to come una succulenta «Mi mancano le persone una lettera, nulla da parte mare la prossima gior-
torta a strati, all’inizio si che credono in quello che dell’amministrazione che nata o il nostro futuro;
assaggiano tutti gli strati fanno per una vita intera. ci aggiorni sulla questio- quando non sappiamo se
insieme per gustare e ap- C’è bisogno di gente che ne sede» fidarci dell’altro o quan-
prezzare il sapore dell’in- sappia mettersi in discus- do pensiamo che l’altro
truglio, dopo si inizia ad sione, che sappia accetta- Andrea Caligiuri sia uno qualsiasi, uno di
esplorarne gli ingredien- re l’altro, arrivando a ca- Quando ai gabbiani si passaggio, quando siamo
ti, ebbene è l’inizio della pire che l’altro è, in primo spezzan le ali in mezzo a tanta gente e
degustazione nella forma luogo,essa stessa» N.8 crediamo di essere soli»
più divina,il cioccolato, la
crema il pan di pianga, Carmine Cardamone «Mi verrebbe da dire: viva Santina Accattatis
il liquore che impregna Te lo dico…Te lo dico… la “bruttezza”, se in essa c’è Che cos’è l’autismo
e ammolla il tutto; è un ma che te lo dico a fare! la coscienza di un concet- N.8
delirio, è uno sprigionarsi N. 8 to di bellezza, sfuggente
continuo di emozioni» ai più, ma infinitamente «Ce l’abbiamo fatta anche
«Forse ha ragione De migliore; viva il silenzio, quest’anno, tra le solite
Adele Talarico Seta: a chi lotta per arriva- se in esso c’è la coscienza difficoltà, gli imprevisti
L’incanto di un film re alla fine della giornata, dell’urlo come qualcosa dell’ultima ora, i “fhaci-
N.1 non puoi dire che non si di così intimo da non po- mu e cussì” “no, fhacimu
vive di solo pane; ma con- ter essere compreso da e st’atra manera”, i “fha tu
«Abbiamo sentito il biso- siderato che a Carlopoli tutti…» , ca fhazzu iu”…»
gno di guardarci intorno mi sembra che il pane ce
con occhi nuovi. In qual- l’abbiamo tutti, forse vale Angelina Pettinato Pietro Chiarella
che modo si è avvertita la pena chiedersi il perchè Libertà: utopia o ricerca …e non finisce qui…
l’esigenza si reiventarsi di tutta una serie di feno- possibile? N.8
e riscoprirsi. Da sempre meni e questioni» N.8
avevamo letto della no-
stra terra come di un pae- Germana Scalese «Ma io mi sento un po’
saggio vetusto con colo- La menzogna Tommaso, un po’ Ger-
razioni retoriche. La più N. 8 mana, un po’ Sabrina…

www.myspace.com/associazionealbatros
13
«Ma i capelli lunghi sulle nedire la statuina di Gesù messi con la mediocrità, che noi carlopolesi ad
spalle, qualche jeans at- bambino, capolavoro del- non abbattetevi per le agosto non possiamo far-
tillato e degli stivali con- le argenterie napoletane critiche, fanno parte del ne a meno. Solo la Brasi-
sumati al punto giusto, del 900, adagiata sul can- confronto che dovrete lena riesce a tenergli te-
funzionano per qualche dido tulle» istaurare con la comuni- sta, insieme alle cicche di
tempo… così come l’al- tà» sigarette. Staccata di gran
cool e via dicendo, fin Salvatore Gigliotti lunga la Coca Cola »
quando un giorno non ti Percorsi della memoria Girolamo Scalese
rendi conto che questo, N.10 Semplicemente grazie Giuseppe Chiellino
tutto questo, c’è già sta- N.6 Per non finire sommersi
to» «Ho deciso. Voglio ada- dall’immondizia
giarmi qui, ricongiunger- N.6
Carmine Cardamone mi a ciò che prima ero, Attraversato il guado, an-
Rock (n’roll) . lentamente, soavemente, ziché crogiolarvi al sole e «Durante la conferenza
N.8 esausto di varcare confini, bivaccare su una panchi- guardavo verso il pub-
e confini » na arrugginita parlando blico, più volte mi sono
e disputando sul “quan- soffermata sul marito: lì in
«E allora pare che riman- Carmine Cardamone to”, avete pensato bene fondo non tanto ad ascol-
ga Lui: Carlopoli. Fedele Quando gioco sono matu- di discutere di “chi” (delle tare le voci ma a captare
a sé stesso, nel tempo, ro N.10 persone e dei luoghi”, di emozioni; ricurvo sulla
negli anni-e ancora non “cosa” (delle idee e delle sua età, mi è parso fiero
ho capito se questa sua «In quanto grafico o im- azioni), di “come” (delle della sua compagna. Mi
coerenza sia la causa o la paginatore del mensile, strategie e delle modalità sono chiesta quale sia il
conseguenza delle nostre mi accorgo che ogni nu- operative). In una parola segreto dell’amore eter-
fughe--» mero ha una sua struttu- l’impegno sociale. no, cosa spinga due per-
ra diversa, non lo so, ma sone a stare insieme per
Germana Scalese è come se non fossi mai Girolamo Scalese sempre e a restare fieri ed
La menzogna contento, ed ogni volu- Semplicemente grazie umili ed ancora innamo-
N.8 me mi serve per imparare N.6 rati anche quando non si
qualcos’altro, ma penso è più fisicamente vicini»
con certezza che man- «Tra poco l’estate finirà,
«Famiglia supportata dal- terrò per sempre questa molta gente andrà via, Angelina Pettinato
la famosa “ruga”, dalle fa- struttura» le foglie cominceranno Invecchiare è un arte
mose “vinelle”: lì si creava ad ingiallire. Noi giova- N.6
l’agorà dei Greci, lì i valori Andrea Caligiuri ni ci ritroveremo per le
fatti propri in famiglia ve- Diario strade del paese come
nivano rafforzati» N.10 personaggi smarriti che
attendono l’intervento di
Angelina Pettinato «Nessuno vi rema con- un improbabile deus ex
Cercando una definizione tro, l’indifferenza regna machina»
di solidarietà sovrana»
N.10 Ivan Colosimo Tommaso Caligiuri
Accetta il consiglio Lettera aperta al Sindaco
«l momento più atteso da N.8 N.6
tutti era la Messa di mez-
zanotte, che si celebra- «Ne vidimu ssè vie vie» «Ma su tutti prevale il bic-
va nella chiesa del “pizzi chierino di plastica bian-
suttanu” di Carlopoli. Don Antonello Mussari ca, con annessi cannuccia
Elia con camice e piviale Per passione… solo per e coperchio in alluminio,
dorato, preceduto da una passione dell’irrinunciabile “Esta-
schiera di chierichetti, si N.7 The”: a giudicare dalla
recavano in processione quantità di contenitori
davanti al presepe per be- «Non scendete a compro- sparsi per le strade, pare
14 LE FRASI
guanti» gli studi. “Cosenza”. Una siamo, senza sapere se
«A volte mi ritrovo in un risposta secca. Senza andare avanti, tornare in-
branco di pecore e io con Andrea Caligiuri pensarci , senza dubbi. E dietro o cadere nel vuoto.
loro che cerco sempre lo Giornata ecologica il prof, dall’alto della sua Credere, non credere o
stesso pascolo, la stessa N.6 pluriennale esperienza l’indifferenza. Quale di-
erba…» lavorativa in una città rezione prendere? Come
«Mi girai di scatto del nord Italia, ha ripetu- sapere se siamo nel giu-
Salvatore Gentile sul ciglio to quello che già aveva sto o nello sbagliato? Chi
Un banale pensiero dell’incanto detto di me qualche tem- può consigliarci? Nessu-
N.6 più dissacrate po fa: “Mazzei è una gran no. D’altra parte da quan-
che possa aver mai sol- mente, ma ha due difetti: ti misteri è stata segnata
«Nasci dove nasci. E nella cato vive a Carlopoli, e come la nostra esistenza?»
maggior parte dei casi na- ove giacevo indolente tutti i Carlopolesi vuole
sci sul sedile posteriore di vuoto restarci” » Danila Arcuri
un’auto già da tempo in privo di sogni, Tra falso e realtà: l’altre del
gara. I tuoi genitori sono di vertigine» Sabrina Mazzei credere.
alla guida. E corrono da Piccole, grandi decisioni N.6
anni. Niente di più natura- Vincenzo Gentile N.6
le che, sempre seguendo Immagini e parole «Ma se posso dire al mia a
le tue predisposizioni ed i N.6 «Certe volte invece mi riguardo, motivi per resta-
tuoi desideri, un giorno ti ritrovavo a fare zapping re a Carlopoli proprio non
troverai anche tu alla gui- «C’è ancora l’aria del pic- davanti alla tv. Deluso e ne ho. Anzi, piuttosto do-
da di un’auto. Tutta tua» colo paese dove alle ma- inerme come un imbecil- vrei scappare in Finlandia
lelingue si legano i com- le. Non un senso in quello e fotografare il mare. Poi
Germana Scalese plimenti, dove all’ostacolo che facevo. In quello che me ne andrei in una bella
On the run si lega la possibilità siner- studiavo, voglio dire. Mi birreria a farmi raccontare
N.6 gica di superarlo. Ci sono rodeva il fatto che in quel del pesce più grosso e del
ancora le discussioni all’ preciso momento sarei mare più salato»
«Ucciso di noia sto a con- Ariella, l’aria giocosa, la dovuto andare a prende-
tare le ore…» follia, la creatività. E questi re un treno e fuggirmene Andrea Caligiuri
insieme ai ricordi dell’in- che so, a Parigi, ad Amster- La migliore sensazione
Salvatore Gentile fanzia vissuta e raccon- dam o a Copenaghen. Ma N.6
La mia è la tua estate tata, sono i motivi che di questa spregiudicatezza
N.6 volta in volta ci spingono mi mancava. In testa ave- «Non era Carlopoli quel
a vomitare il marcio che vo sempre la convinzioni paese di mille anime in
«Ama il tuo dolore, c’è. Carlopoli è una poten- che la vita fosse da un’al- cui alle ultime elezioni si
del suo quadro le figure» zialità, una bandiera da tra parte. Poi una notte mi son presentate ben quat-
sventolare con orgoglio, sarei ritrovato in un cen- tro liste? Questo farebbe
Carmine Cardamone uno psazio da coltivare e tro sociale di Roma, triste supporre una meticolosa
Amore vivere» e scazzato. Fu allora che attenzione per le varie te-
N.6 capìì che non contava un matiche sociali…»
Angelina Pettinato accidenti dove mi trova-
«C’è chi dall’esterno è un Dei buoni motivi per vo, se sei un coglione lo Tommaso Caligiuri
po’ meravigliato, chi lo è restare sei pure a New York» N.6
eccessivamente. Ma tut- N.6
ti con lo sguardo verso Il Cavaliere Inesistente «Eterno conflitto: io e me
qualcosa che in effetti «Non ho avuto dubbi Let it Bleed stessa… due identici pez-
non si era mai visto. Una quando il mio prof di fi- N.6 zi di un medesimo puzz-
splendida giornata eco- losofia mi ha chiesto, al le»
logica. Si parte dai Ca- termine di quello che «Si. Tra falso e realtà. Pro-
duti per giungere lungo amano chiamare “collo- prio al confine. Come fu- Maria Mancuso
tutto il nostro caro corso. quio d’esame”, dove ho namboli su di un filo in Pensare e Pensieri
Pale, palette, scope, buste, intenzione di proseguire punta di piedi, questo N.6

www.myspace.com/associazionealbatros
15
«E saremmo andati a vive- «Reggio Calabria è una ci appartengono? Davve- Sabrina Arcuri
re in una palafitta distesa città bellissima: la gente, il ro credono che il ponte Ultimi istanti di liceale
sulle rive arginanti l’ocea- mare, la storia, sono tutti sia più importante dell’ N.4
no; là, tra fresche lenzuola elementi che mi affasci- A3?»
di acqua salata, coinvolti nano e mi appassionano. «Ed intravedo la vampa
in innocenti e sudati gio- Amo molto andare a Reg- Bruno Arcuri che Cristiano Godano cita
chi di sentimento nuovo, gio: sarà perché amo mol- Le Calabrie sempre e sempre invoca,
godendo al mattino del to il mare, e in particolare N.4 quella stessa vampa, che
sole più vero. Po avrem- le città di mare; sarà per- spesso noi invochiamo,
mo avuto anche tre cop- ché la vista dello Stretto «Mi chiedo come farete ma è evidente che non
pie di gemelli e un fine di Messina mi richiama voi grandi a tirarvi indie- ne conosciamo il nome o
settimana pre-pagato nel alla memoria i viaggi di tro per dar posto ai giova- ha altro da fare, la nostra
giardino dell’eden. Ulisse e tutta la tradizione ni, se non ci avrete cono- musa ispiratrice»
della Magna Grecia, del- sciuto pienamente»
Carmine Cardamone la quale Reggio Calabria Vincenzo Chiarella
Lento svanire fu un fulcro essenziale; Angelina Pettinato MondoMarlene.
N.6 sarà quel dialetto a metà N.4 N.3
strada tra il calabrese e il
«Credo che ognuno di voi, «E’ un personaggio stra-
siciliano, che offre la sen- «Penso che comprerò dei
almeno una volta si sia in- sazione di trovarsi in un no… no, neanche stra- fiori, non so per chi o per
terrogato sui significati luogo non chiaramente no, perché in fondo nelle cosa, so per certo che lo
della parola cambiamen- definito, misto, variegato»nostre piccolezze tutti farò, forse solo per dire
to. Non vivo più a Carlo- lo siamo. E’ speciale. Per- alla gente di aver com-
poli da molto tempo e mi Bruno Arcuri ché pochi alla sua età prato almeno una volta
sembra di assistere ad un Le Calabrie mi avrebbero concesso una rosa»
terremoto al rallentatore. N.4 di parlare come in verità
C’è una parola che tam- faccio con pochi» (Su Sal- Andrea Caligiuri
burella nella mia testa da Giungi a Reggio, dunque, vatore) La Migliore sensazione
quando sono qui, ed è: anzi no. Perché prima N.3
Indifferenza. Indifferenza di arrivare, devi penare Andrea Caligiuri
intesa nel suo significato molto attraverso le tor- L’incantevole storia della «Pipistrelli, civette, lupi
più semplice e completo» tuose interruzioni della Peugeot verde scuro leopardi, pantere ed altro
Salerno-Reggio Calabria, N.4 ancora sono gli archetipi
Francesca Cardamone la “nostra” “autostrada” (si nei quali l’essere umano
Il coraggio di cambiare notino le doppie virgolet- «Cazzo. E’ l’ultimo giorno si è sempre voluto identi-
N.4 te: le prime indicano che di scuola della mia vita. ficare per poter assumere
quella strada non è solo Non riesco ancora a capa- quella forza animalesca
nostra, ma appartiene al- citarmene, non posso cre- unita ad una sessualità
«Perché, diciamo la verità, l’intero sistema viario na- derci, non è possibile che impetuosa che lo sot-
se sei a Carlopoli, il solo zionale, anche se pare di io, Sabrinella, Briniboribus traesse almeno per una
tentativo di imbastire una essere altrove; le seconde per i compagni di classe, notte alla sua condizione
conversazione sullo stato sottolineano come quella abbia finito qua, chiuso, di meschina fragilità ter-
del paese passa come un non sia proprio un’auto- stop, che non sia più una rena»
atto eversivo, degno degli strada). E allora pensi alle liceale (è uno status a cui
arcinoti gruppi “anarco- molte promesse fatte, alle è comodo appigliarsi), Ines Mancuso
insurrezionalisti” tante molte chimere, ai molti non sono capace, sono Vampiri al Cinema
volte descritti dai tg na- proclami e ti chiedi: ma ancora troppo piccola, ho N.11
zionali » davvero vogliono fare il paura. Ho paura perché
Ponte sullo Stretto? Dav- sono sull’orlo di un pre-
Pietro Chiarella vero vogliono continuare cipizio, non vedo niente
Lo stiamo perdendo, lo a derubarci delle nostre sotto, non vedo niente
stiamo perdendo!!! risorse per proporci mo- davanti.»
N.4 delli di sviluppo che non
16 VISIONI

I
l pendolo oscillava ad angolo retto con il mio corpo allungato. Capii che la mezzaluna
era stata progettata per attraversarmi la regione del cuore. Avrebbe sfilacciato la saia
della mia tonaca… sarebbe tornata e avrebbe ripetuto l’operazione… poi ancora e
ancora. Nonostante ls terrificante ampiezza della sua oscillazione (una decina di metri
e forse più) ed il sibilante vigore della sua falcata, che avrebbe potuto spaccare le pareti
d’acciaio, tuttavia per molti minuti, avrebbe potuto soltanto sfilacciarmi la tonaca.

Edgar Allan Poe da Il Pozzo e il pendolo

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RIFLESSIONI 17

IL LAVORO
I
l sabato sera è la vacanza o lo svago più gettonato dai giovani, ed è normale ritrovarsi nei locali della
zona. In questi posti ci si incontra con vecchi amici e si parla di tutto, soprattutto di lavoro, che non
c’è. Sabato sera incontro, come spesso accade, un mio amico, che abita in un altro paese . General-
mente non parliamo di lavoro, è per noi un discorso ormai vecchio , ma questa sera è lui a prendere
discorso e mi racconta una sua vicenda.
Mi ricorda dei periodi in cui la parola “lavoro” era al primo posto dei nostri pensieri. Oggi anche se non
è nominata è sempre lì, ma all’epoca se ne parlava con più enfasi e rabbia.
Mi racconta di un nostro amico e della sua cronica lamentela per non avere un lavoro. Mi dice di averlo
incontrato e che l’amico era felicissimo di rivederlo perché gli erano capitate cose un po’ tristi: senza
motivo aveva perso molti contatti tra le sue conoscenze, specie le più strette. Il motivo era il suo lavoro,
gli amici erano un po’ invidiosi di quella sua fortuna che gli era toccata, ma abitando in Calabria e per
di più in un piccolo centro… chi lavora è visto sotto un’ altra ottica , appartiene ad un’ altra categoria.
In seguito i miei due amici hanno bevuto e si sono salutati, ma che lavoro facesse… non lo sapeva,
si era dimenticato di chiedere. Poi …continua il racconto… un altro po’ di tempo dopo rincontra di
nuovo il nostro amico comune e si mettono nuovamente a parlare. Questa volta era agitato e nervoso,
perché lo stato dava un incentivo alle guardie di finanza affinché scovassero gli evasori fiscali e a loro
lo stato non dava niente. Presi dal discorso si salutarono anche questa volta senza sapere che lavoro si
trattasse.
Passarono i mesi e, come sempre, si ritrovarono nello stesso locale. Stavolta il nostro amico aveva gli
occhi cerchiati di stanchezza, abbattuto e demoralizzato da quel lavoro che lo stava distruggendo
e stressando, a sentirlo quasi si stringeva il cuore, lui che aveva cercato quell’impiego fin giù all’inferno,
con tanta caparbietà e dedizione che avrebbe baciato il culo ad un orango per averlo, che avrebbe
lavorato anche gratis o quasi, lui che si era detto capace di tutto, anche di una pazzia pur di lavorare,
ora a vederlo in quelle condizioni non sembrava vero. Poverino! Ed io ero rimasto stupito e colpito da
quelle parole e con voce un po’ rauca chiesi “Ma che lavoro fa?”.
Il mio amico mi guarda e mi dice che fa l’insegnante e che la causa del suo stress sono sette ragazzini
che sopporta appena per cinque ore al giorno per cinque giorni la settimana, e quest’ anno per ripren-
dersi dallo stress se ne andrà in vacanza per due mesi al mare per riposarsi perché i quindici giorni di
vacanze di Natale sono stati troppo pochi per ristabilirsi.
In quel minuto entra il nostro comune amico ed assorto dai pensieri e stressato non ci vede, io e il mio
amico continuiamo a bere la birra e parlare, non abbiamo nè io e nè lui due mesi di vacanze in estate,
nè i quindici giorni a Natale e se vogliamo “l’incentivo” per continuare a fare quello per cui siamo pagati
dobbiamo fare gli straordinari.
Solo ora capisco i suoi amici che lo guardano strano e mentre continuo a bere la mia birra penso ad un
vecchio proverbio che dice “Il lavoro nobilita”,“Si! Ma solo chi lavora!”

GIESSE
JONATHAN LIVINGSTON Mensile di Libero pensiero
EDITORIALE segue da pag. 3
Non siamo soltanto cervelli pieni di domande, ma car- grigia, sta un palazzo di metallo con una sfera di vetro in
ne in movimento. Se immergiamo un braccio in quella ogni stanza. Guardando dentro ogni sfera si vede una città
che non sappiamo se sia o meno illusione e avvertiamo azzurra che è il modello d’un’altra Fedora. Sono le forme
qualcosa che assomiglia ad una sensazione (piacevole o che la città avrebbe potuto prendere se non fosse, per una
spiacevole), significa che ci appartiene, poiché non c’è ragione o per l’altra, diventata come oggi la vediamo. In
differenza tra qualcosa che si avverte come simile ad una ogni epoca qualcuno, guardando Fedora qual era, aveva
sensazione e una sensazione au- immaginato il modo di farne la cit-
tentica. (“«Anche questo» disse Sid- tà ideale, ma mentre costruiva il suo
dharta «non mi preoccupa molto. modello in miniatura già Fedora non
Siano o non siano le cose soltanto era più la stessa di prima, e quello che
apparenza, allora sono apparenza fino ad ieri era stato un suo possibile
anch’io e quindi esse sono sempre futuro ormai era solo un giocattolo in
miei simili. Questo è ciò che me le una sfera di vetro.
rende tanto care e rispettabili»” Fedora ha adesso nel palazzo delle
Herman Hesse; Siddharta) sfere il suo museo: ogni abitante la vi-
Certamente non mancheremo di sita, sceglie la città che corrisponde ai
ascoltare consigli e critiche e di suoi desideri, la contempla immagi-
spiegare quelle che sono le nostre nando di specchiarsi nella peschiera
intenzioni con più chiarezza possi- delle meduse che doveva raccogliere
bile: non si smette mai d’imparare. le acque del canale (se non fosse sta-
Vorrei lasciarvi nei meandri di una to prosciugato), di percorrere dall’al-
Città del Desidero: ancora Italo to del baldacchino il viale riservato
Calvino, da le “Città invisibili”, opera agli elefanti (ora banditi dalla città),
immensa, capolavoro assoluto che ha inaugurato il post- di scivolare lungo la spirale del minareto a chiocciola (che
moderno: universo intertestule, labirinto degli specchi, non trovò più la base su cui sorgere) Nella mappa del tuo
metamorfosi perpetua, terra della possibilità, erma bi- impero, o grande Kan, devono trovar posto sia la grande Fe-
fronte che gravita nello spazio enigmatico della cono- dora di pietra sia le piccole Fedore nelle sfere di vetro.
scenza, dispositivo intricato, mostruoso e stupendo nello Non perché tutte ugualmente reali, ma perché tutte solo
stesso istante, combinatorio, atemporale: il tutto retto da presunte. L’una racchiude ciò che accettato come neces-
gambi di cristallo. (Ho scelto Fedora, spetta a voi de- sario mentre non lo è ancora; le altre ciò che è immaginato
cidere se a caso): Al centro di Fedora, metropoli di pietra come possibile e un minuto dopo non lo è più.

JONATHAN LIVINGSTON WWW.MYSPACE.COM/


MENSILE DI LIBERO PENSIERO ASSOCIAZIONE ALBATROS

REDAZIONE SCRIVICI
ANGELINA PETTINATO ASSOCIAZIONEALBATROS@YAHOO.IT
GERMANA SCALESE ANDREACALIGIURI87@YAHOO.IT
TOMMASO CALIGIURI CHIUSO IL 01/03/2007
SALVATORE GENTILE
VINCENZO CHIARELLA
PIETRO CHIARELLA
FRANCESCA MANCUSO

PROGETTO GRAFICO
ANDREA CALIGIURI

STAMPA IN PROPRIO
FEBBRAIO MARZO 2007