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Nihil nimium studeo, Caesar, tibi velle placere,nec scire utrum sis albus an ater homo.

Non cerco affatto di esserti simpatico, Cesare, n mi interessa sapere se tu parteggi per i bianchi o per i neri. (Catullo, carme 93)

Le vicende delle guerre civili romane ttraverso lesperienza di uno dei pi grandi poeti latini

Dal conflitto generazionale alla crisi della tradizione romana

Facendo della poesia e dellamore le sue uniche occupazioni, Gaio Valerio Catullo ha stravolto il modello di buon cittadino che la tradizione romana difendeva accanitamente. Egli inoltre non nascondeva il suo amore per una donna sposata, anzi, pretendendo che questa relazione non rimanesse sul piano del semplice sfogo di esigenze sessuali (amor) come accadeva per gli uomini che frequentavano le prostitute, la riteneva ancora pi sacra del matrimonio stesso (bene velle). Commetteva unimperdonabile violazione del mos maiorum dal punto di vista civile, morale e sessuale, suscitando le ire degli anziani moralisti come Cicerone, che non gli perdon mai questa violazione o forse, come alcuni hanno sostenuto, lo invidiava per essere riuscito l dove lui aveva fallito, cio nellottenere i favori di Clodia.

Dunque non solo un conflitto di mentalit, ma unanticipazione dellestraneit che i Romani maturarono nei confronti della vita politica e del desiderio di delegare le decisioni ad uno solo, purch garantisse lordine sociale e la prosperit economica, nella chiara consapevolezza che in politica ogni tentativo di azione onesta era destinato al fallimento. Il noto distico di Catullo indirizato a Giulio Cesare, amico e ospite di suo padre, diventato dunque espressione di un modo di pensare che da sempre caratterizza coloro che da cittadini si avviano a diventare sudditi o lo sono gi.

NIL nimium studeo, Caesar, tibi uelle placere, nec scire utrum sis albus an ater homo.

Siamo dunque di fronte ad un conflitto generazionale, ad uno scontro tra giovani poeti e vecchi letterati tradizionalisti? Certo, ma nella posizione di Catullo nei confronti della politica si vede chiaramente il segnale di una crisi che investiva gi allora molti romani e che diventer sentimento largamente diffuso in epoca imperiale: lindifferenza nei confronti della politica. Come poteva infatti un uomo onesto prendere parte ad unattivit che lasciava spazio solo a personaggi privi di scrupoli e ben poco rispettosi delle regole della democrazia, come lo stesso Giulio Cesare? E, considerando la successiva evoluzione istituzionale di Roma, come potr un buon cittadino ritagliarsi un ruolo dignitoso nella gestione dello stato in epoca imperiale? Il caso di Seneca significativo.

Il contesto storico: la fine della Repubblica romana


Catullo vissuto tra l84 e il 54 a.C, epoca nella quale la repubblica romana si stava dissolvendo in un bagno di sangue. Si era infatti concluso da poco il conflitto tra il popolare Mario e laristocratico Silla*, durante il quale erano state pubblicate le liste di proscrizione e Roma era stata occupata dagli eserciti dei contendenti come una citt nemica. A questo conflitto si era sostituito quello tra Pompeo, Crasso e Giulio Cesare,

dal quale questultimo sarebbe uscito vincitore proprio nel periodo in cui, presumibilmente, Catullo morto. Roma era continuamente sconvolta da sanguinosi disordini: prima la congiura di Catilina, sventata dal console Marco Tullio Cicerone, poi i conflitti tra i sostenitori dei triumviri, tra i quali anche Publio Clodio, fratello della Clodia di Catullo, violento tribuno della plebe sostenitore di Cesare, autore dellesilio di Cicerone e morto assassinato . Proseguiva il processo di proletarizzazione dei piccoli contadini che, una volta persa la loro propriet, si mettevano al servizio dei generali pi abili e ingrossavano le clientele dei personaggi pi potenti.
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Cronologia
Anno 84 circa nascita di Catullo Anno 63 Catullo sta per ultimare Lotte tra Mario e Silla. Dittatura di Silla Congiura di Catilina Pompeo e Crasso dominano Roma Ascesa di Giulio Cesare Anno 60 primo triumvirato Anni 58 \ 52 Cesare in Gallia Anni 48 \ 44 vittoria di Cesare su Pompeo e suo governo Anno 44 assassinio di Cesare Anni 43 \ 31 Ottaviano si impone dopo aver ottenuto la testa di Cicerone, aver sconfitto i congiurati e aver eliminato Marco Antonio suo ex alleato e la regina Cleopatra

gli studi Anno 61 circa Catullo a Roma Si sviluppa la vicenda amorosa con Clodia Anno 57 viaggio in Bitinia Anno 54 morte del poeta

Cronologia
Anno 84 circa nascita di Catullo Anno 63 Catullo sta per ultimare Lotte tra Mario e Silla. Dittatura di Silla Congiura di Catilina Pompeo e Crasso dominano Roma Ascesa di Giulio Cesare Anno 60 primo triumvirato Anni 58 \ 52 Cesare in Gallia Anni 48 \ 44 vittoria di Cesare su Pompeo e suo governo Anno 44 assassinio di Cesare Anni 43 \ 31 Ottaviano si impone dopo aver ottenuto la testa di Cicerone, aver sconfitto i congiurati e aver eliminato Marco Antonio suo ex alleato e la regina Cleopatra

gli studi Anno 61 circa Catullo a Roma Si sviluppa la vicenda amorosa con Clodia Anno 57 viaggio in Bitinia Anno 54 morte del poeta

http://www.romaspqr.it/ROMA/Storia/StoriaMario_e_silla.htm

Dopo la morte di entrambi i riformatori , passarono al potere i signori della guerra, Mario e Silla. Mario, zio di Cesare, era un uomo nuovo (non aveva cio antenati illustri) e tra il 102 e il 101 a. C., sconfisse due popolazioni germaniche: i Cimbri e i Teutoni, che minacciavano la Repubblica e trovandosi cos a capo del partito democratico.

Capo del partito senatorio era invece Silla, altro grande

generale. Egli marci contro Roma con il suo esercito per scacciare Mario ed i suoi seguaci. Fu la prima volta che un esercito romano marci contro la stessa Repubblica La lotta civile tra Mario e Silla fu tremenda ed alla fine Roma e l'Italia caddero in mano a Silla che elimin i suoi oppositori con le famose liste di proscrizione nelle quali erano scritti i nomi di coloro che dovevano essere uccisi e ai quali dovevano essere confiscati i beni. In questo modo morirono circa 5.000, cittadini anche innocenti Silla anticip quello che poi sar il regime imperiale. Nel 79 a. C. si ritir a vita privata e un anno dopo mor.

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CICERONE
C. nasce da una famiglia agiata, potremmo dire

dell'alta borghesia provinciale, conscia e fiera delle proprie prerogative di ceto: il padre apparteneva all'ordine equestre, e la madre veniva da una famiglia che aveva gi dato a Roma dei senatori. Egli dunque un "homo novus", nella politica romana, e se sar il primo della propria famiglia ad accedere alle magistrature, ci lo dovr - vero - al proprio talento, ma anche agli appoggi che, sin dall'adolescenza, trover presso le famiglie nobili, legate alla sua in via amicale o parentale.
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C. comp studi approfonditi della cultura

classica, soggiorn in Grecia ma anche al suo ritorno a Roma coltiv sempre l'amicizia di scrittori, dei poeti, dei filosofi, dei grammatici venuti dalla Grecia, il poeta Archia, i filosofi Diodoto (stoico) e Fedro (epicureo), nonch Filone di Larissa, rappresentante della "Nuova Accademia", che tanta influenza avrebbe esercitato su di lui

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L'esordio in politica e nel foro. Questi primi studi

furono interrotti dalla "guerra sociale", alla quale C. partecip nello Stato maggiore di Pompeo Strabone e poi in quello di Silla. Non appena concluso questo servizio militare, obbligatorio per chi volesse avviarsi alla carriera politica, C. cominci a intervenire ai dibattiti nel Foro: nell'81 debutta come avvocato e un anno dopo difende Sesto Roscio, accusato di parricidio, contro importanti esponenti del regime sillano. Vinse la causa del proprio cliente ma, probabilmente su consiglio di coloro che avevano utilizzato il suo giovane ingegno, part per l'Oriente per farsi dimenticare e rimanere in attesa che Silla abbandonasse il potere
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Tra il 79 e il 77 compie, dunque, il viaggio in Grecia e in

Asia, dove studia filosofia e retorica per migliorare il proprio linguaggio. Nel 75 diventa questore in Sicilia (esempio di onest ed oculatezza amministrativa) e nel 70 gli verr chiesto di sostenere l'accusa di concussione dei siciliani contro l'ex governatore Verre ("Verrine"): il processo non era limitatamente giudiziario, ma aveva implicazioni politiche, dato che con la figura Verre veniva messo in discussione l'intero sistema del regime oligarchico. L'ascesa e il successo. Nel 63 diviene finalmente console, e nel periodo della sua carica si schiera con fermezza contro un altro progetto che ledeva gli interessi dell'aristocrazia, una legge agraria appoggiata sottobanco da Cesare..
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Lo stesso anno C. ebbe la responsabilit di difendere

l'ordine contro una pericolosa congiura ordita da L. Sergio Catilina ("Catilinarie") con l'aiuto di alcuni altri nobili che speravano di ripetere, a proprio vantaggio, l'avventura di Silla: fu necessaria tutta l'energia del console (il suo collega era sospetto di simpatie a favore dei congiurati), per evitare che Roma fosse incendiata e le maggiori autorit dello Stato assassinate. C. ebbe dunque la meglio e, sostenuto da un senatoconsulto, fece giustiziare i congiurati che era stato possibile arrestare. Gli altri, compreso Catilina, perirono sul campo di battaglia ai primi dell'anno successivo.

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Il declino della sua fortuna politica e il ritiro dalla scena

pubblica. Dopo il consolato di Cesare (nel 59), le violenze del partito popolare condotto da P. Clodio Pulcro, allora tribuno, portarono alla messa sotto accusa dell'ex console, per aver fatto giustiziare, senza processo, dei cittadini. Torna tuttavia a Roma l'anno seguente e cerca di allacciare rapporti con il triumvirato. Nel 51 governatore in Cilicia. In seguito allo scoppio della guerra civile, nel 49, dopo molte esitazioni, si unir (malvolentieri) al partito del senato, capeggiato da Pompeo. Quando quest'ultimo viene sconfitto, C. ottiene facilmente il perdono di Cesare..

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L'effimero ritorno e la morte. Nel 44, morto Cesare,

rientra finalmente nella vita politica e comincia la sua lotta contro Antonio ("Filippiche"). Ma dopo il voltafaccia di Ottaviano, che stringe il II triumvirato, il suo nome viene inserito nelle liste di proscrizione: muore di l a poco, sotto i colpi dei sicari di Antonio. L'effimero ritorno e la morte. Nel 44, morto Cesare, rientra finalmente nella vita politica e comincia la sua lotta contro Antonio ("Filippiche"). Ma dopo il voltafaccia di Ottaviano, che stringe il II triumvirato, il suo nome viene inserito nelle liste di proscrizione: muore di l a poco, sotto i colpi dei sicari di Antonio.
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Lucio Sergio Catilina era un nobile romano che dopo la dominazione di Silla desiderava impadronirsi dello stato, su cui esercitare potere assoluto. Egli cerc di farsi eleggere console nell'elezioni del 64 a.C., riprovandoci dopo che la sua candidatura non era stata accettata nel 66 a.C. Catilina cerc di attirare il consenso dei votanti con un programma elettorale che prevedeva l'abrogazione dei debiti: un provvedimento sostanzialmente demagogico che veniva incontro innanzitutto alle esigenze della nobilt che si era rovinata finanziariamente con spese eccessive, ma che non era il primo nella storia di Roma ma si trattava solo di discorsi demagogici non realizzabili, solo con l'intento di farsi eleggere. Egli per venne battuto dall'avversario Cicerone: questo perch costui, anche se non appartenente ad una famiglia nobile, era un ottimo oratore protetto da Pompeo e dall'aristocrazia senatoria, la quale per lo trattava con un certo distacco.

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Catilina era svantaggiato per ragioni morali e tattiche: conosciuto

come uno dei pi crudeli sicari di Silla, sospetto dell'omicidio di moglie e figlio, aveva la fama di uomo precipitoso e irriflessivo. Dopo la sconfitta elettorale perse la protezione di Crasso, gi deluso per un suo precedente tentativo di colpo di stato, fallito per la reazione dei consoli (prima congiura di Catilina). Essendo un uomo di indole coraggiosa e tenace anche se crudele, non si arrese di fronte alla sconfitta e, sebbene privo di protezioni politiche, inizi a progettare una congiura ai danni del neo-console. Sebbene non esistano prove, si sospetta che Giulio Cesare fosse coinvolto nel progetto; quello che certo il fatto che egli non mai stato chiamato ufficialmente in causa, perch prudentemente abbandon la partita prima che le cose precipitassero.

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Poich Catilina non era un uomo prudente e i suoi complici non

sapevano mantenere i segreti, gi nei primi mesi del 63 gir voce che si stesse macchinando un colpo di stato. Cicerone, essendone venuto a conoscenza, cerc di trovare le prove per incastrare il colpevole che altrimenti non avrebbe potuto essere arrestato e condannato con certezza. Il console, celebre avvocato, si rendeva conto di questa difficolt: gli sarebbe stato impossibile far condannare un nobile romano sulla base di semplici indizi, dato che la parola di un patrizio contava pi di quella di un parvenu, anche se era il console in persona. Non avendole trovate, Cicerone riusc a far spostare le elezioni da agosto al mese di settembre. In questo modo moltissimi sostenitori di Catilina, contadini indebitati che provenivano dall' Etruria, non avrebbero potuto votarlo, dovendo tornare a casa per la vendemmia. Questa astuzia, insieme al discredito di cui godeva Catilina e l'impegno dei suoi avversari contro di lui favorirono i piani di Cicerone, cos egli perse nuovamente l'occasione di salire al potere: non gli rimaneva che mettere in atto la congiura. 20

Il primo tentativo di uccidere Cicerone per fall. Infatti il

console era venuto a sapere tutte le informazioni da Fulvia, matrona romana che usava concedersi agli uomini ricchi e potenti per trarne ovvi vantaggi, non ultimo tra questi le informazioni da vendere. Era amante di Quinto Curio, coinvolto nella congiura ma, stanca della relazione, aveva deciso di interromperla. Con minacce e lusinghe, l'uomo cerc di indurla a cambiare idea, descrivendole il futuro di ricchezze che la aspettava una volta compiuta la congiura. Venuta a conoscenza del piano dei congiurati, and a riferire a Cicerone il progetto del suo amante e lui la convinse in cambio di soldi a continuare la relazione per scoprire nuove informazioni. Cos fece Fulvia e lo sciocco Quinto Curio le rivel la data e il modo con cui sarebbe stato attuato il piano. Grazie a questo colpo di fortuna, Cicerone sfugg al primo attentato alla sua vita facendosi negare in casa e impedendo che i sicari entrassero.
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Temendo ormai per la sua vita, oltre che per la repubblica,

Cicerone cerc di far fare a Catilina un passo falso e lo attacc pubblicamente in Senato apostrofandolo con le frase rese celebri dalla prima catilinaria. L per l Catilina si fece beffe di lui, certo del fatto che i senatori, scettici sulla realt del pericolo, non avrebbero dato credito a Cicerone. Allora, con una mossa quasi sleale, il console cambi strategia e trasform il suo discorso in un'arringa contro di lui, accusandolo dell'omicidio della moglie e del figlio, compiuto per volere dell'amante. Sconvolto dalle accuse, false o vere che fossero, Catilina perse la sua imperturbabilit, abbandon improvvisamente la seduta e fugg da Roma con la scusa di dover sbrigare degli affari urgenti in Etruria. Giunto a destinazione, sempre pi infuriato, decise di attuare, servendosi di un esercito composto da ex soldati di Silla, il piano in base al quale avrebbe messo a ferro e fuoco la citt nei giorni dei Saturnali, eliminando tutti i senatori suoi avversari, in primis il console.

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Il momento sarebbe stato favorevole perch durante

i festeggiamenti venivano abolite regole e convenzioni. All'insegna del motto "Semel in anno licet insanire", ci si mascherava e i servi diventavano padroni e viceversa; regnava una grande confusione e nessuno si sarebbe potuto accorgere di qualunque anormalit. Inoltre Catilina aveva programmato incendi strategici nella citt per distogliere l'attenzione dei vigili del fuoco, che allora avevano anche funzioni di polizia.

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Intanto era giunta a Roma un'ambasceria degli Allobrogi,

popolazione gallica venuta per lamentarsi di mancanze nei loro confronti. I congiurati, che cercavano il maggior numero di sostenitori possibili, proposero ai galli di unirsi a loro ma essi, fiutando il pericolo, si recarono da Cicerone, che li convinse a fingere di accettare l'alleanza a patto di far mettere per iscritto tutto quanto implicasse la congiura chiudendo le lettere con il sigillo personale impresso sulla ceralacca per autenticarne il contenuto. In tal modo l'ambasceria li avrebbe portati al re degli Allobrogi che avrebbe poi deciso se accettare o no. Le lettere partirono da Roma, ma furono subito intercettate da un posto di blocco che Cicerone aveva fatto appostare con l'ordine di requisire le buste ma di non rompere i sigilli. Le buste furono poi aperte in Senato e si scoprirono tutti i congiurati, molti dei quali erano essi stessi senatori: la congiura fall.

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L'interrogativo fondamentale riguardava ora il destino dei

congiurati e nel senato si manifestarono due linee di opinione: da un lato quella pi radicale sostenuta da Cicerone e Catone, secondo la quale essi andavano messi subito a morte, dall'altro quella pi moderata, sostenuta da Cesare, secondo la quale essi dovevano essere condannati al confino in qualche sperduto municipio. Secondo la legge i condannati avevano diritto all'appello al popolo per far commutare un'eventuale sentenza di morte e per questa ragione, temendo che il popolo accettasse la grazia dei condannati mentre lui non voleva pi correre pericoli, Cicerone fece sgozzare tutti i suoi nemici illegalmente quella sera stessa, nelle segrete dell'orribile carcere detto per ironica fatalit "tulliano".

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Per questo atto compiuto ai danni di cittadini romani senza

processo, sar successivamente chiamato in tribunale ed esiliato da Clodio, fratello della Lesbia di Catullo e seguace di Cesare, ma questo esilio non dur a lungo. Venne inviato contro Catilina un esercito comandato ufficialmente dal collega di Cicerone, sorvegliato per attivamente da alcuni commissari perch sospetto di aver preso parte alla congiura. Alla vigilia dello scontro finale, questo dubbio console marc visita per un presunto malore e il comando venne affidato ad ufficiali fedeli a Cicerone. In questa circostanza il cospiratore mostr il suo valore di guerriero lottando fino alla fine: fu ritrovato agonizzante nel folto dei nemici, con ferite solo sulla parte anteriore del corpo, segno che non aveva mai cercato la fuga.
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http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_romana_(49-45_a.C.) La Guerra civile romana del 49 a.C., nota anche come Guerra civile

di Cesare, uno degli ultimi conflitti sorti all'interno della Repubblica Romana. Essa consistette in una serie di scontri politici e militari fra Giulio Cesare, i suoi sostenitori politici, e le sue legioni, contro la fazione tradizionalista e conservatorista nel Senato Romano, chiamati anche Optimates, spalleggiata dalle legioni di Pompeo. Molti storici concordano nel dire che la guerra civile fu una logica conseguenza di un lungo processo di decadenza delle istituzioni politiche di Roma, iniziata con la carriera disastrosa di Tiberio Gracco, e continuata con la riforma delle legioni di Gaio Mario, la sanguinaria dittatura di Lucio Cornelio Silla, ed infine nella svolta proposta dal Primo Triumvirato.

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Che l'analisi sia o meno corretta, questi eventi

frantumarono le fondamenta della Repubblica, ed chiaro che Cesare volse abilmente in suo favore l'opportunit offertagli dalla decadenza delle istituzioni. Dopo una lunga lotta militare e politica fra il 49 e il 45 a.C., combattuta in Italia, Grecia,Egitto, Africa, e Spagna, Cesare sconfisse nella Battaglia di Munda l'ultima fazione tradizionalista del senato. Questa guerra civile apr la strada alla fine della Roma repubblicana, a cui sar dato il colpo di grazia dall'esito della guerra civile tra Ottaviano e Marco Antonio (terminata con la battaglia di Azio del 31 a.C.). Gli effetti della guerra civile di Cesare portarono profondi cambiamenti nelle tradizioni politiche della repubblica che da questo punto in poi non furono pi recuperati.

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Pompeo e Crasso
LAVVENTO E LA SIGNORIA DI POMPEO (79-48 a.C.) Figlio di Gneo Pompeo Strabone, signore del Piceno durante la guerra

sociale, Pompeo eredit unimportante clientela dal padre, poi scelse il campo di Silla quando costui sbarc a Brindisi. Ebbe il merito di uscire vincitore e in Africa, dove era stato inviato contro i partigiani di Mario, e dove i suoi soldati lo salutarono con lappellativo Magnus, che nessuno aveva mai portato dopo Alessandro Magno. Nel 79, allet di circa trentanni, celebr a Roma il suo primo trionfo. . Pompeo apparve per questo, dopo il ritiro di Silla, come luomo del Senato.

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Sertorio era un eccellente ufficiale originario della

Sabina, era un popolare, e aveva saputo conquistare il cuore e lanimo degli Spagnoli durante il suo governo. Sogn di restaurare a Roma uno stato democratico partendo dalla Spagna. Tenne testa a Metello e a Pompeo inviati in Spagna contro di lui. Roma si trov minacciata, e decise allora di conferire a Pompeo un imperium infinitum maius. Egli riusc ad annientare Sertorio, che venne assassinato da uno dei suoi luogotenenti. -Contro Spartaco Pompeo si affrett a dar man forte a Crasso, che non riusciva a sconfiggere i gladiatori di Spartaco. La vittoria fu ottenuta, e Pompeo rientr a Roma pieno di gloria e divorato dallambizione. Unambizione che inizia a spaventare il Senato, contro il quale si former unalleanza tra Pompeo e Crasso, che trover in seguito il suo campo di azione in Oriente.
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**Imprese in Oriente

In quel momento Roma si trovava di fronte a molteplici

pericoli: dalle scorribande dei pirati nel mediterraneo alle incursioni dei barbari, fino ai nuovi intrighi di Mitridate in Asia. Pompeo assunse allora lincarico della guerra contro i pirati, facendosi concedere (con lappoggio del giovane senatore Gaio Giulio Cesare) poteri eccezionali: per tre anni ricevette il comando supremo su tutti i mari e le coste, dal Bosforo fino alle colonne dErcole (lo stretto di Gibilterra). Mai un imperator aveva racchiuso in s cos tanti poteri, e questo era un ulteriore segno del degrado delle istituzioni repubblicane.

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Mentre Pompeo combatteva in Oriente, Roma

attraversava le rivalit tra i populares e gli optimates oltre che le rivalit tra Cesare e Crasso, nonch la congiura di Catilina ai danni del console Cicerone, nel 63 a.C. Questultimo dovette condannare a morte i congiurati e esiliare Catilina, e per questi motivi sar poi esiliato a sua volta. Nel 60 a.C. Cesare cerc di ottenere il consolato per lanno successivo. Nello stesso momento, probabilmente in quellestate, concluse un patto segreto con Pompeo e Crasso che, mentre lui, sebbene di origine patrizia, disponeva dellappoggio dei populares, avevano rispettivamente il prestigio militare e il denaro. Questo accordo ha preso il nome di

primo triumvirato.
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Di fatto a Roma regnava lanarchia, e le cose si complicarono

maggiormente quando Crasso mor nel disastro della battaglia di Carre (53 a.C.) durante la quale le legioni romane erano state annientate dal popolo dei Parti, impadronitisi delle loro insegne.
ROTTURA DEL TRIUMVIRATO E SCONFITTA DI POMPEO

Lanarchia raggiunse il suo apice tra il 54 e il 53, quando per le

strade di Roma si scontravano le truppe di Clodio, sostenitore dei populares, e quelle di Milone, loro oppositore. Pompeo ristabil allora momentaneamente la pace civile, mentre intanto Cesare portava avanti la conquista delle Gallie. Quando si liber di questo impiccio scoppi il suo conflitto con Pompeo. Infatti la rottura avvenne nel 50, ma fu solo quando Cesare, di ritorno dalla Gallia, pass il Rubicone, nel 49 a.C., che ebbe inizio la guerra civile.

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Mentre Cesare si impadroniva di Roma, Pompeo e i suoi abbandonarono lItalia con lintenzione di raggiungere lAsia. Vinto in Grecia a Farsalo, nel 48, Pompeo raggiunse lEgitto dove fu assassinato dai ministri del faraone, ma Cesare non si mostr riconoscente verso di loro favorendo lascesa al trono della sorella del re, la regina Cleopatra.
Il fiume che oggi si trova nella Romagna, segnava storicamente il

confine tra lItalia e la Gallia Cisalpina: attraversarlo con le proprie truppe significava dunque marciare armati sul suolo sacro.
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Dal 46 al 44 a.C. era signore di Roma, e fu aureolato del prestigio delle sue vittorie, accumulando onori, e nel frattempo completa i suoi poteri: nel 46, infatti, gli viene attribuita la dittatura per dieci anni, ma nel 44, invece, un senatoconsulto lo proclama dittatore a vita. Le monete lo raffiguravano con una effigie (privilegio regale), il giuramento di fedelt era fatto in suo nome (privilegio riservato solo a Giove), la sua statua era esposta in Campidoglio insieme con quella dei sette re, e lui, nominato anche parens patriae, si presenta come un nuovo Romolo. Nel 44 Cesare aveva 57 anni, e sembrava invulnerabile sia per la propria reputazione, sia perch in possesso pieno delle sue capacit militari, politiche e intellettuali. I suoi partigiani gli erano tutti fedeli e aveva previsto una campagna contro il popolo dei Parti, e gi 16 legioni erano stanziate in Epiro e in Macedonia. Sembra avere uninviolabilit morale.
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Ma nel 45 gi era nata lidea di liberarsi di lui, temendo

che volesse diventare re, e anche alcuni dei cesariani erano passati dalla parte dei congiurati che si raggrupparono intorno allidea di libertas per giustificare il loro gesto, che si comp il 15 marzo del 44, giorno delle Idi, in Campo Marzio, appena prima della seduta in cui il Senato avrebbe dato il via alla guerra contro i Parti. Un gruppo di congiurati, guidati da Cassio e Bruto (suo figlio adottivo) lo uccise con 25 coltellate. La sua morte avrebbe aperto un nuovo, lungo periodo di guerre civili (che sarebbero durate per 13 anni). Questo non piacque al popolo, beneficiato da Cesare con una politica di donazioni, costruzione di opere pubbliche e leggi di difesa contro le pretese dellaristocrazia. La morte di Cesare determin anche la fine della repubblica aristocratica che si richiamava allideale della libertas e lavvento di un regime personale definito impero ma di fatto una monarchia.
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Morto Cesare lidea dei congiurati era quella di gettarne il cadavere nel Tevere e di proclamare il ritorno della libert, tuttavia, di fronte alle ostilit del popolo che era venuto a sapere dellassassinio, i congiurati guidati da Cassio e Bruto dovettero trovare rifugio sul Campidoglio. Dal marzo del 44 fino alla fine del 43, dopo molti tentennamenti, la situazione fu ristabilita: Marco Antonio si attira il favore del popolo impugnando il testamento di Cesare e comunicandone il contenuto, organizza i funerali del dittatore e ne pronuncia un elogio funebre.Bruto e Cassio, con gli altri congiurati, saranno costretti ad abbandonare Roma.

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Erede della ricchezza, di fama e in denaro, di Cesare, era

Ottavio, suo pronipote, che raggiunse i veterani di quello che con una adozione era diventato suo padre ed essi lo accolsero come suo successore. Reclut inoltre 3.000 uomini e si pose come rivale di Antonio, col quale tuttavia stabil un accordo provvisorio concedendogli cinicamente in regalo lassassinio di Cicerone. Antonio, in Oriente, dovette raccogliere denaro per la successiva spedizione contro i Parti. Dopo un soggiorno ad Alessandria presso Cleopatra, intraprese la guerra, che si risolse tuttavia con un insuccesso. Le fonti antiche, dalla parte di Ottavio, presentano Antonio come lo zimbello di Cleopatra, che avrebbe voluto spartire limpero territoriale romano con i figli di lei e magari spostare la capitale da Roma ad Alessandria.

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Erede della ricchezza, di fama e in denaro, di Cesare, era

Ottavio, suo pronipote, che raggiunse i veterani di quello che con una adozione era diventato suo padre ed essi lo accolsero come suo successore. Si pose come rivale di Antonio, col quale tuttavia stabil un accordo provvisorio concedendogli cinicamente in regalo lassassinio di Cicerone. Antonio, in Oriente, dovette raccogliere denaro per la successiva spedizione contro i Parti. Dopo un soggiorno ad Alessandria presso Cleopatra, intraprese la guerra, che si risolse tuttavia con un insuccesso. Le fonti antiche, dalla parte di Ottavio, presentano Antonio come lo zimbello di Cleopatra, che avrebbe voluto spartire limpero territoriale romano con i figli di lei e magari spostare la capitale da Roma ad Alessandria.

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Con un senatoconsulto si dichiara guerra ad Antonio,

che viene sciolto da tutti i suoi poteri, e a Cleopatra: ci si prepara al conflitto.Lo scontro tra i due eserciti ha luogo nel Mar Adriatico il 2 settembre del 31 a.C. allingresso del golfo di Ambracia, ad Actium. La battaglia fu vinta da Ottavio, divenuto ormai padrone di tutto il territorio romano, e unica figura potente. Marco antonio e Cleopatra si tolsero la vita.

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Nel 28 Ottavio inaugura il suo sesto consolato con Agrippa come collega: e diventa princeps senatus, cio il primo che parla durante le assemblee, quello che in grado dunque di orientare le udienze. Nello stesso anno sono emanate leggi morali e suntuarie che aumentano i privilegi dei buoni cittadini: la Repubblica di un tempo sembrava restaurata. Nel 27 Ottavio rimette tutti i suoi poteri al Senato, che di contro lo prega di restare. Si giunge allora ad un compromesso, che sarebbe durato parecchi secoli: -per dieci anni Ottavio riceve il comando delle province in cui stazionano le truppe, e questo imperium proconsolare gli sarebbe stato rinnovato fino alla sua morte (per periodi di dieci e cinque anni)

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Ora Ottavio dispone del potere legale che gli mancava;


-il Senato, per parte sua, conserva la gestione delle

province pacificate, cio che non comportano un esercito questo elemento fece pensare che forse il Principato di Augusto fosse stata una diarchia, ma considerando il fatto che abbiamo notizia di cinque editti di Augusto a Cirene, sappiamo che limperatore intervenne anche nelle province senatorie come nelle sue.

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Vengono inoltre emanati tre decreti, tra i quali il pi

importante 1)Assegnazione del titolo di Augustus (che Ottavio porter come cognome). Questo termine era ripreso dal gergo religioso: Augustus il portatore di auctoritas. Tutto quello che Ottavio compir da questo momento in poi, dunque, sar aumentato da una qualit superiore, in rapporto con la divinit. Dal 27, insomma, Ottavio diventa Imperator Caesar Divi Filiius Augustus, nome che segnala il suo imperium (nel praenomen), la sua filiazione divina (figlio del Divino), il cognomen Caesar che diventa nome di famiglia, nonch la sua nuova qualit di portatore di Auctoritas.

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Augusto giunse a sommare in s: -limperium proconsolare rinnovabile, rifiutando a tutte le altre

magistrature che gli furono proposte (la dittatura, censura a vita e consolato perpetuo) dal Senato e dal popolo romano (accetter solo missioni eccezionali); -la tribunicia potestas: senza essere membro della plebe, infatti, Augusto possedeva tutti i poteri dei tribuni della plebe (sacrosanctitas e inviolabilit, veto sugli altri magistrati, diritto di convocare il Senato, diritto di porre leggi, ius auxilii), ma il suo potere si estende non solo a Roma ma anche per tutto limpero territoriale romano. - la carica di Pontifex Maximus Le istituzioni della Repubblica, tra cui non solo il Senato e le magistrature, ma anche i comizi, continuano ad esistere, e Augusto un semplice cittadino, tuttavia tutte le decisioni da prendere sono subordinate alla sua ultima parola. Egli lasciava funzionare tutto, ma in realt era la sua sola parola ad essere legge.

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La vita
Gaio Valerio Catullo nacque a Verona intorno al 84 a. C; suo padre era ben inserito nellambiente politico della capitale e conosceva Giulio Cesare, che ospit pi volte a casa sua. Forse aveva gi conosciuto a Verona una donna che avrebbe ritrovato dopo il suo precoce trasferimento a Roma (60 a. C), dove sarebbe diventato subito celebre come poeta emergente, accolto favorevolmente in tutti gli ambienti alla moda. Questa donna si chiamava Clodia, moglie del console Quinto Metello

Celere, governatore della Gallia Cisalpina, sorella del tribuno Clodio. Donna di grande fascino e spregiudicatezza, pi vecchia di lui di dieci anni, intraprese col poeta una relazione occasionale che ad un certo punto tronc per rivolgersi ad altri amanti. Il pi noto di essi, Celio Rufo, venne da lei accusato di veneficio nei suoi confronti e fu difeso da Cicerone che, nella sua arringa, rappresenta Clodia come una losca prostituta.

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La vita
Il poeta, animato da onesti quanto ingenui ideali di amore eterno e fedele, aveva creduto molto in questa relazione della quale non seppe

mai fare a meno e che trascin, con alterne vicende ma con esito negativo, fino alla sua precoce morte. Nel 57a. C. si rec nella Troade al seguito del pretore Caio Memmio e visit la tomba del fratello irrequieto, morto lontano, poi torn a Sirmione, nella sua villa di famiglia e successivamente a Roma dove, sempre pi malinconico e malato, mor in circostanze non chiare intorno al 54 Le vicende felici, ma pi spesso infelici di questo amore, unico vero interesse della sua vita, sono descritte nel Liber, la raccolta delle liriche catulliane (carmi), opera che contiene testi poetici di varia lughezza, metro e argomento. Oltre allamore, nella vita di Catullo furono importanti anche lamicizia con altri poeti che condividevano i suoi gusti, sentimento interpretato in modo piuttosto possessivo e che procur a Catullo gioie e delusioni.

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Clodia: la negazione della casta matrona


Clodia, cantata da Catullo come Lesbia (la donna di Lesbo) un

personaggio in larga misura enigmatico e nulla si pu dire sullevoluzione della loro relazione n avrebbe senso dare giudizi morali. Conosciamo tuttavia di lei alcuni dati indiscutibili: Clodia, come Sempronia e Fulvia, fu una donna anticonformista, che neg in s lideale della casta matrona, non facendosi scrupolo di assumere in fatto di sesso lo stesso atteggiamento disinvolto degli uomini anche perch solo attraverso relazioni sessuali o di parentela una donna poteva contare nella vita politica del tempo, essendole negati i diritti politici; Come tutte le donne che scelgono comportamenti anticonformisti, suscit attrazione, pi o meno dichiarata, in molti uomini, anche se altri la condannarono per aver osato comportarsi come un maschio. E anche vero che in molti scrittori dellepoca i due sentimenti si alternavano o convivevano (Cicerone Pro Celio - Sallustio De Coniuratione Catilinae) A fare le spese dellanticonformismo di Lesbia fu Catullo, che non si accorse della diverso significato che la donna dava alla loro relazione.

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Il liber catullianus:
le reazioni dei contemporanei
I testi di Catullo, graditi ai giovani e agli anticonformisti,

suscitarono la riprovazione dei romani tradizionalisti come Cicerone che rimproverava loro: a) di abbandonare la poesia epica e la storia per dedicarsi solo alla poesia non impegnata, introducendo cos una novit non positiva (sua la definizione di poetae novi o neoteroi) b) di essere irriguardosi nei confronti della morale romana, cantando apertamente lamore adultero per una matrona romana, sebbene ai loro occhi poco raccomandabile; c) di utilizzare un lessico e uno stile poco chiari (li chiama cantores Euphorionis, cio imitatori di un poeta greco noto per la sua oscurit)

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DAMMI MILLE BACI (CATULLO) Viviamo, Lesbia mia, e amiamoe non badiamo alle

chiacchiere dei soliti vecchi bigotti. Il sole tramonta e poi risorge,ma noi, una volta che il nostro breve giorno si spento,dobbiamo dormire una lunga notte senza fine. Dammi mille baci, poi centopoi altri mille, poi ancora centopoi altri mille, poi cento ancora. Quindi, quando saremo stanchi di contarli, li confonderemo per non sapere pi quanti siano e perch nessuno,nessuno dei tanti che ci invidiano, possa farci del male sapendo che si pu,coi baci, essere tanto felici.
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Amare e volere bene


Una volta dicevi di conoscere solo Catullo, e che non mi avresti cambiato neppure con Giove. Ti ho amato allora non come si ama un'amante, ma come un padre ama i figli e i generi. Ora ti ho conosciuto, e anche se brucio pi forte, ai miei occhi vali molto di meno. Come pu essere? mi dirai. Perch l'offesa che tu mi hai fatto costringe chi ama ad amare di pi, ma a voler bene di meno.
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Addio al fratello
Trasportato per molte genti e molti mari,

vengo, fratello, a queste esequie dolorose per consegnarti lestremo dono di morte e parlare, invano, al tuo cenere muto, poich la sorte te, proprio te, mi ha rubato, ah infelice fratello, crudelmente strappatomi. Ed ora queste offerte, che secondo lantico costume dei padri, ti reco, triste dono alle tombe, accogli, grondanti di molto pianto fraterno. E per leternit addio, fratello, addio. (si confronti col testo di Ugo Foscolo In morte del fratello Giovanni)
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Un complimento sospetto
O pi eloquente dei nipoti di Romolo,

quanti sono, quanti furono, Marco Tullio, e quanti saranno negli anni futuri, ti rende il maggior grazie Catullo, il poeta peggiore di tutti, di tanto il poeta peggiore di tutti, quanto tu sei l'avvocato migliore di tutti.

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SCHEDA DI CIVILTA: LE TABULAE DEFIXIONUM


I Romani erano molto superstiziosi e si rivolgevano spesso alla magia per maledire qualche rivale o conquistare lamore negato. Il verbo invideo, es, visi, visum, videre, costruito col dativo della persona, significa propriamente gettare il malocchio a qualcuno . Una delle pi celebri pratiche di maleficio era la defixio (onis, femm.), con la quale si dedicava lavversario alle divinit infernali per farlo soffrire o morire. Si inseriva il nome del malcapitato su una tavola di piombo o di altro materiale non deperibile e la si inseriva in una tomba, in un pozzo o altro luogo difficilmente accessibile fissandola alle pareti con un lungo chiodo. Il nome del defisso (potevano anche essere pi di uno) era scritto con cura, seguito dal nome della madre, accompagnati talvolta dal disegno della barca di Caronte o di un demone, segni magici e formule imprecative. Spesso si consacravano agli Inferi parti del corpo del nemico, la sua anima, il suo intelletto e anche il suo patrimonio.
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SCHEDA DI CIVILTA: LE TABULAE DEFIXIONUM


Talvolta invece si trovavano invocazioni per ottenere lamore: una di queste contiene linvocazione di un uomo di nome Successo che desidera riavere lamore della moglie: Arda, si senta bruciare damore per Successo Di norma, tuttavia, le formule invocavano la rovina e la morte: Consacro, seppellisco, elimino dal cospetto degli uomini E necessario inoltre precisare che il timore per gli invidiosi era diffuso nel mondo romano: mosaici, scritte, anche scritte sui castoni degli anelli minacciano gli invidiosi e augurano loro di crepare di invidia. Su un mosaico in una casa romana in Tunisia, i proprietario si fa beffe di un invidioso che aveva scommesso che non avrebbe mai portato a termine la costruzione delledificio. Il timore che linvidioso passasse alle vie di fatto con qualche sortilegio doveva dunque essere abbastanza diffuso, soprattutto tra i ceti sociali pi bassi.

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APPROFONDIMENTO: AMORE E SESSUALITA DAL MONDO CLASSICO A OGGI


Le considerazioni che qui si svolgeranno hanno carattere del tutto generale, ad esse sfuggono perci una serie di casi particolari da analizzare singolarmente. Innanzitutto necessario premettere che, se si esamina il modo in cui lesercizio della sessualit stato inteso attraverso i tempi, si riscontrano alcuni dati costanti, che sono cambiati in modo sostanziale nel mondo industrializzato solo a partire dal secondo dopoguerra, con una rapida accelerazione intorno a partire dalla met degli anni Sessanta. Si tratta quindi di un cambiamento epocale, che ha sconvolto tutte le regole, ma si verificato solo in alcune zone del mondo. Prima di questo spartiacque, ai dati costanti si sono affiancati una serie di cambiamenti che hanno caratterizzato periodi e situazioni particolari, non esenti da battute di arresto e fenomeni involutivi. Poich lesercizio della sessualit, fino al recente avvento degli anticoncezionali (quelli che funzionano davvero), stato legato alla riproduzione e alla maternit, la storia della sessualit umana coincide in buona misura, anche se non esclusivamente, con la storia della condizione femminile.

E comunque sbagliato pensare che la riflessione su questi temi sia una cosa da donne, soprattutto visti i rapidi cambiamenti che si sono verificati negli ultimi quattro decenni. 55